Qui Europa

Giorno: 28 Marzo 2013

  • Cipro e le Inammissibili Ingerenze Turche – A rischio l’Accordo ENI con l’Italia – Interrogazione alla Commissione europea

    Cipro e le Inammissibili Ingerenze Turche – A rischio l’Accordo ENI con l’Italia – Interrogazione alla Commissione europea

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Interrogazione alla Commissione Europea, Esteri  

    Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Esteri, Cipro, Turchia, Ingerenze del Gonerno di Ankara, Ankara, Nicosia, Taner Yldiz, Ministro dell'Energia Turco, Sospensione progetti ENI, Kogas, Korea, Gruppi petroliferi Internazionali, Commissione Barroso 

    Cipro e le Inammissibili Ingerenze Turche –

    A rischio l'Accordo ENI con l'Italia 

    Interrogazione alla Commissione europea

     

    di Mario Borghezio – Eurodeputato

    Interrogazione alla Commissione europea – Giovedì 28 Marzo 2013

     Interrogazione alla Commissione europea – Esteri / Ingerenze Turchia  

    ENI - ITALIA - BORGHEZIO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Esteri – Crisi Cipro – Inammissibli Ingerenze della Turchia e Caso ENI     

    Bruxelles, Ankara, Nicosia – Interrogazione alla Commissione europea / Esteri – L'intervento gravissimo della Turchia, in funzione anti-Cipro, costituisce, secondo un atto inconcepibile, a danno di due Pesi membri, da parte di un Paese che bussa alla porta dell'Europa. Stamane ho fatto presente alla Commissione Barroso – chiedendo sollecito intervento – il fatto che ministro dell'Energia Taner Yildiz ha annunciato che il governo turco ha deciso di sospendere i progetti avviati con l'Eni a causa della partecipazione del gruppo petrolifero italiano al programma di esplorazione dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro, che Ankara contesta in una disputa sulle acque territoriali.

     ENI – A rischio l'Accordo Italia-Cipro per Illegittime Ingerenze Turchia    

    A gennaio l'Eni aveva annunciato la firma di un accordo con il governo di Nicosia per l'esplorazione e lo sfruttamento di tre zone del giacimento di gas al largo delle coste dell'isola in consorzio con il gruppo coreano Kogas e la Turchia contesta al governo di Nicosia il diritto di gestire autonomamente le risorse energetiche al largo dell'isola. Inoltre, Ankara ha minacciato più volte di sospendere ogni collaborazione con i gruppi petroliferi internazionali che concludano accordi con il governo cipriota e ha diffidato il governo cipriota negli ultimi giorni dall'usare le riserve di gas quale garanzia per superare l'attuale crisi finanziaria".

     Il Quesito alla Commissione europea                                                                       

    Pertanto stamane, Giovedì 28 Marzo, ho chiesto ufficialmente alla Commissione Europa – su interrogazione – quanto segue: "Come valuta la Commissione Europea questo atteggiamento della Turchia, anche in relazione ai gravi danni che può arrecare all'economia di due Paesi Membri – Cipro e Italia – e quali iniziative intende intraprendere in merito?". Attendo sollecita risposta.

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Eurodeputato

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    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

  • Divieto di utilizzo Aspartame, Sicurezza Carte di Credito e Portabilità del Numero Telefonico – Ecco cosa Bolle in Pentola

    Divieto di utilizzo Aspartame, Sicurezza Carte di Credito e Portabilità del Numero Telefonico – Ecco cosa Bolle in Pentola

    Giovedì,  Marzo 28Th/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi 

        Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato

    – Interrogazioni alla Commissione europea  

    Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Agcom, Violazioni dei Diritti dei Consumatori, National Institutes, Aspartame, Unione europea, Commissione europea, Ue, Cancro, Tumore, Edulcorante artificiale, Coca Cola, Interrogazioni Parlamentari, Payment Card Fraud in the European Union, Europol, Usa, Carte di Credito, Compagnie telefoniche, Portabilità del numero telefonico, Cidice Civile, Qui Europa, Osservatorio sulle Politiche dell'Unione Europea 

    Divieto di utilizzo Aspartame, Sicurezza Carte

    di Credito e Portabilità del Numero Telefonico, 

    Borghezio interroga la Commissione Barroso

    Interrogazioni alla Commissione europea  

     

    di Mario Borghezio – Eurodeputato

    Interrogazioni alla Commissione europea – 25/28 Marzo 2013

     Interrogazioni alla Commissione europea – Salute e Sicurezza                   

    Coca Cola - Aspartame

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Divieto dell'Aspartame – Non si può stare a guardare!                                      

    Bruxelles – Interrogazioni alla Commissione europea – Nella mia ultima interrogazione alla Commissione Europea – sulla scorta degli ultimi scandali alimentari scoppiati e degli ultimi studi scientifici fatti – ho posto il problema dell'utilizzo dell'aspartame Di seguito il tsto presentato: "Uno studio svolto dai ricercatori dei National Institutes of  Health statunitensi ha rilevato come le depressioni siano più frequenti tra i consumatori di bevande edulcorate artificialmente rispetto ai consumatori di bevande zuccherate. L'aspartame, già accusato di provocare tumori, sarebbe quindi alla base anche di altre patologie". La Commissione, in merito, non ritiene opportuno, alla luce delle ricerche che ne hanno ampiamente dimostrato la tossicità per l'organismo umano, vietare l'utilizzo di tale sostanza all'interno dell'UE?"

     Portabilità Telefonica – Violazioni dei Diritti dei Consumatori                      

    L'altro tema caldo affrontato in settimana è quello della portabilità del numero di telefono. "la portabilità del numero di telefono cellulare, sancita dalla legislazione europea, è messa a rischio, in Italia, dalla richiesta delle compagnie telefoniche all'AgCom di limitarne il dirittoLe compagnie lamentano che la portabilità le sottoponga a pratiche truffaldine da parte dei consumatori, che ricorrono al cambio di gestore telefonico per non pagare il dovuto. Tuttavia nel codice civile sono disponibili tutti gli strumenti di rivalsa contro i clienti morosi e la richiesta di limitare il diritto del consumatore di cambiare azienda fornitrice comporterebbe il rischio che l'azienda possa in qualche modo trattenere il cliente sulla base di presunte irregolarità". L'Ue, pertanto, intende vigilare affinché non si verifichino violazioni dei diritti dei consumatori sul diritto di portabilità sancito dalla direttiva europea 98/61/CE?"

     Transazioni Illegali con le Carte di Credito – Il paradiso della criminalità   

    Nell'ambito – poi – di un recente documento intitolato "Payment Card Fraud in the European Union" Europol denuncia un significativo assalto alla carte di pagamento europee a causa di diverse o insufficienti standard di sicurezza. Si legge infatti che l'UE è sempre più esposta alla minaccia di transazioni illegali attuate in Paesi quali USA, Repubblica Domenicana, Colombia, Russia, Brasile e Messico e che, nel complesso, le organizzazioni criminali (sempre al passo della tecnologia) sono in grado di eludere le misure di sicurezza, traendoce  profitti illeciti per almeno 1,5 miliardi di euro l'anno. Europol denuncia inoltre una risposta non armonizzata e non sostenuta da tutti gli attori del settore (società emittenti di carte di credito, centri di elaborazione dati, inquirenti e autorità giudiziarie) nonché la mancanza di normative adeguate per la segnalazione di violazioni di dati alle polizie". Pertanto ho chiesto alla Commissione Europea "come intende provvedere al fine di impedire le transazioni illegali in Paesi extra-UE a danno degli utilizzatori europei di carte di credito? La Commissione Europea come intende intervenire contro l'aumento di violazioni di dati finanziari – anche on line – contro società, persone fisiche e centri di elaborazione dati relative a carte di credito basati nell'UE?".

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Eurodeputato

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    Venerdì, Marzo 15th/2013 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Metodo Di Bella / Tumori / Cancro / Cure tradizionali del tumore / Chemioterapia / Pazienti / Scienza / Tribunali / Case farmaceutiche / Premio Nobel per la ricerca 1990 / Asl di Bologna / Risarcimenti / Flora Nardelli / Barbara Bartorelli  Metodo Di Bella: ostruzionismo […]

    Dossier – La Cina e i Villaggi del Cancro – Prima Parte

    La Cina e i Villaggi del Cancro

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – di C.Alessandro Mauceri –  Unione Europea, finanziamenti, BEI, Banca Europea per gli Investimenti, Cina, cambiamento climatico, energie alternative, efficienza energetica, Magdalena Alvarez Arza, crescita, “villaggi del cancro”, Ministero dell’Ambiente cinese, salute, Mali, Iraq, Afganistan, Pechino, morti per cancro, Philip Pan, Herald Tribune, Caijing, Xinhua, viceministro delle Risorse Idriche, WTO, G8, […]

    Dossier – I Villaggi del Cancro: Dalla Cina all’Italia – Seconda Parte

    I Villaggi del Cancro: Dalla Cina all’Italia – Seconda Parte

    Mercoledì,  Marzo 13rd/ 2013 – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri –  Governo cinese, inquinamento, nocivo, lavoratori, “I villaggi del Cancro”, Banca Mondiale, “i costi dell’inquinamento in Cina”, China Merchants Bank e Bain & Co.,  Conferenza politica consultiva del popolo inese (CPPCC), Zhang Lan, Turchia, Tuzkoy,  mesotelioma, Sarihidir, Karain, Murat Tuncer, Ministero della Salute, amianto, diossina, Bellolampo, Palermo, […]

    Con tutte quelle bollicine… La verità sul potenziale cancerogeno della coca-cola: presentata interrogazione all’Europarlamento

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  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di MontecitorioMa tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesinache i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristicoIn realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolariL’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volteE l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europeeIn realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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