Attacco Italia – Safilo: mille esuberi

Venerdì, Maggio 18th /2012

– di Silvia Laporta –

Europa / Unione Europea / Commissione Europea / Italia / Crisi / Safilo / Elisabetta Gardini / Sergio Berlato / Morte aziende italiane / Attacco senza precedenti  

Crisi Safilo: senza Armani si rischiano

1000 esuberi

Gli eurodeputati Gardini e Berlato chiedono l’intervento

della Commissione europea

Bruxelles – Il Gruppo Safilo è uno dei fiori all'occhiello dell'industria italiana, o meglio, di quel che ne è rimasto dopo gli attacchi speculativi andati a segno negli ultimi mesi. La Società Azionaria Fabbrica Italiana Lavorazione Occhiali (estensione dell’acronimo Safilo) – con sede amministrativa a Padova –  è un colosso mondiale dedito non solo alla produzione e distribuzione di occhiali da vista, da sole e sportivi, ma anche di maschere e caschi da sci e bici.  La Safilo fu fondata nel 1934 da Guglielmo Tabacchi, ed iniziò ad espandersi specie durante il dopoguerra, nal periodo del boom economico, con picchi di crescita che furono toccati a partire dal 1964. Ben presto il sogno di Tabacchi divenne realtà, e furono aperti nuovi stabilimenti in tutto il Nord Italia: nella provincia di Venezia, Longarone, Belluno, Padova. Pian piano, a partire dagli anni ’80, nuovi stabilimenti spuntarono come funghi anche in Europa e nel resto del mondo. Tutto bene fino al 2008, poi gli anni della crisi, fino agli ultimi drammatici mesi: calo dei consumi, diminuizione della produzione e conseguente politica di ridimensionamento del personale. Nelle ultime ore una dolorosa novità ha gelato il sangue degli estimatori del glorioso marchio: tra i celebri marchi licenziatari, la perdita del marchio Armani, causerà probabilmente più di mille esuberi. 

  Mille dipendenti in bilico  

Il piano di ristrutturazione della Safilo che prevede – secondo le ultimissime voci – addirittura tagli di mille tra il personale, sarebbe un duro colpo per l'intera economia italiana, del Nord Est in particolare, e darebbe anche l'immagine di un'Europa debole che non riesce a risollevarsi dal baratro della crisi economica in cui è precipitata per una precisda volontà speculativa di pochi grandi burattinai, e dinnanzi pressocché totale – quanto imbarazzante – indifferenza dell'Ue, che finora ha graziato la finanza ed i grandi speculatori, irrobustendo le spalle delle solite banche, con la ratifica degli iniqui accordi di Basilea 3 sui coefficienti "flessibili" di riserva patrimoniale degli stessi istituti europei.

  I Mep's Gardini e Berlato chiamano in causa Basrroso  

"La Commissione europea ha il dovere morale di interessarsi alla questione Safilo garantendo sostegno ai lavoratori". E' la richiesta fatto nelle ultime ore dagli eurodeputati del Pdl, Elisabetta Gardini e Sergio Berlato: contenuta in una interrogazione presentata alla Commissione, per coinvolgerla in una questione che dovrebbe interessare da vicino anche la Commissione europea, allo scopo di  tutelare, oltre che i lavoratori, il Made in Italy e scongiurare il rischio che le aziende, possano delocalizzarsi, trasferendosi in altri paesi. Ponendo un freno ad una emorragia di delocalizzazioni che è sinonimo di emorragia di ricchezza dal tessuto economico e sociale del'ex Bel Paese. "L'Ue incontri l'azienda – hanno sottolineato i due europarlamentari – per studiare insieme una strategia efficace di uscita da questa complicata situazione".

  Le colpe dell'Unione europea  

L'annuncio dei mille esuberi è giunto Venerdì scorso, a causa – nello specifico – del ''mancato rinnovo della licenza Armani'',  quasi un terzo della forza lavoro del gruppo padovano che conta, solo in Italia, circa 3.500 dipendenti.  A seguito di questa perdita, la famosa azienda sarà costretta a colpire  i lavoratori in quattro sedi del Nordest: Padova, Santa Maria di Sala (Venezia), Martignacco (Udine) e Longarone (Belluno). Ora, seppur l’azienda del Triveneto, abbia preannunciato "di aver immediatamente avviato un tavolo negoziale con i sindacati per definire il migliore assetto industriale ed organizzativo futuro, con l'obiettivo di minimizzare l'impatto sociale e di salvaguardare la competitività aziendale a favore dei lavoratori " , c’è bisogno che,  prima di tutti , il governo,  ma anche l’Unione europea, prendano in mano la situazione. Questa delicata vertenza – hanno ancora indicato Berlato e Gardini – rischia di trasformarsi in un disastro economico e sociale. Il gruppo Safilo e' il secondo produttore mondiale di occhiali per giro d'affari e leader a livello globale nel segmento degli occhiali d'alta gamma. A livello europeo – hanno concluso Gardini e Berlato – sentiamo parlare troppo spesso di sviluppo e rilancio economico ma non abbiamo ancora visto tradotte in azioni concrete queste dichiarazioni".

  La goccia che farà traboccare il vaso?   

Un’affermazione che rispecchia la verità! L’Italia e l’Europa, non posso certo starsene sedute a guardare colare a picco una delle loro maggiori aziende! Tanto più che, in un momento del genere, 3500 posti di lavoro persi, potrebbero rappresentare quella temutissima “goccia” che farà traboccare il “vaso” dell’opinione pubblica Italiana. La crisi, infatti, come dimostrano i fatti di cronaca di cui noi di “  Qui Europa” quotidianamente vi parliamo, sta facendo nascere pesanti malcontenti all’interno della popolazione, che è costretta a “fare rumore” per far sentire la propria voce! 3500 posti di lavoro in meno, equivale a un numero troppo alto di famiglie che saranno ridotte in povertà.  E se ci fossimo noi, al posto loro, quanto alta sarebbe la nostra soglia di sopportazione?

Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

DeliciousDiggGoogleStumbleuponRedditTechnoratiYahooBloggerMyspaceRSS
ICO APPDavide Veraldi logo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login

Share This Post

DeliciousDiggGoogleStumbleuponRedditTechnoratiYahooBloggerMyspaceRSS

Archivio Qui Europa