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  • La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    La Sconcertante Verità sulla Siria, al netto della Propaganda Occidentale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile –   

    Esteri / Siria / Usa / Ue / Italia / Sanzioni / Giulio Terzi / Barack Obama / Francia / Inghilterra / Alleati / Primavera araba / Assad / Aleppo / Conflitti / Radio francese / Testimonianze civili siriani / Ribelli controllati / esercito Libero / Stephane / Madre Agnes de la Croix / Appello Benedetto XVI / Soprusi dell'occidente  / Il dio della Guerra / Satana / Lucifero 

    La crudele verità sulla Siria, al netto della

    Propaganda Occidentale

    Le tragedie di Damasco ed Aleppo e le  falsità

    sui "Ribelli" dell' "Esercito Libero": intanto

    ieri nuove sanzioni per Damasco dall'Ue

    Le Prove Shock sulla Grande Menzogna occidentale:

    le testimonianza di una religiosa a Roma, e di un

    ragazzo siriano alla radio francese

    Aleppo, Damasco, Roma, Bruxelles, Washington –  ieri i ministri degli esteri dell'Ue hanno dato il via libera formale alla nuova tornata di sanzioni contro la Siria.  Le nuove misure prevedono un rafforzamento dell'embargo sulle armi, con la possibilità per gli stati membri di ispezionare navi e aerei dal carico ''sospetto'' nei propri porti, aeroporti e nelle acque territoriali; ciò, paradossalmente, ''nel rispetto delle leggi internazionali". Molti individui, in virtù di ciò,   saranno sottoposti a "congelamento" dei beni e al blocco dei visti. L'Ue, dal canto suo ha dichiarato di essere pronta a far fronte a tutti gli eventuali sviluppi "umanitari" della situazione in Siria (anche se di umano in Siria non c'è proprio nulla!). Lo hanno assicurato fonti europee, ricordando che è "da più di un anno" che la diplomazia Ue starebbe lavorando a piani di intervento per l'evacuazione dei cittadini europei, la gestione dei rifugiati e la distribuzione di aiuti umanitari. Ma sul lato politico il vuoto più assoluto. A decidere, inutile dirlo, sono Obama e i suoi fedelissimi sudditi-alleati.

      Il vuoto Ue nelle parole della Ashton  

    "I membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu devono assumersi le loro responsabilità sulla Siria!". E' stato l'ultimo povero e desolante pseudo-appello dell'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton, che ha espresso il suo più "profondo rammarico" per il mancato accordo sulla risoluzione a New York. E' della "massima importanza – ha sottolineato – che la comunità internazionale agisca con unità per evitare una guerra civile conseguenze tragiche per l'intera regione". Da qui l'invito della Ashton a sostenere il piano di Kofi Annan, che "resta la migliore soluzione per risolvere la situazione in Siria". Sempre a suo dire!

      La verità sulla Siria   

    In realtà la situazione in Siria non solo  è drammatica, ma è totalmente diversa da quella che ci viene raccontata in tv e da quella che leggiamo sui giornali. Nel video disponibile su you-tube, allegato nell’articolo (che vi invitiamo caldamente a vedere) troviamo – ad ulteriore prova di ciò – la testimonianza scioccante di un giovane cittadino siriano. Nei giorni scorsi, durante una famosa trasmissione radiofonica francese, "Bougeons Nous", condotta da Jean Jaques Bourdin, si parlava a proposito della Siria. La testimonianza telefonica prevista – intervento in diretta nella trasmissione – sarebbe dovuta essere quella di un’esponente dell’opposizione; ma all’ultimo minuto, vista l'indisponibilità del soggetto, è stato chiamato a prendere il suo posto un giovane siriano di nome Stephane, rifugiatosi in Francia e lontano dalla famiglia: rimasta bloccata in Siria, precisamente nella città di Hama. Le sue parole raccontano una storia nuova, strana e a dir poco sconcertante.

      La questione siriana al netto della propaganda  

    Non è vero che la popolazione siriana non sostiene la sua terra! E a sostenerlo è proprio il giovane Stephane! "Le immagini di manifestazioni che solitamente vengono mostrate – denuncia il giovane siriano – non rappresentano tutta la popolazione siriana, ma qualche migliaio di persone, una fetta molto piccola rispetto a tutta la popolazione. I media tendono a gonfiare e ad esasperare situazioni che non sono totalmente vere; occultando la voce di milioni di Siriani e accentuando quella della minoranza. Esaltando ed enfatizzando, cioè,  la voce fuori dal coro dei "cosiddetti ribelli".  Stephane, dunque, denuncia fatti gravissimi: i burattinai della guerra in Siria – quelli cioè che "controllano" i "cosiddetti ribelli" – minacciano di violenza e di morte, o di incendiare le abitazioni di quanti non assicurino loro il proprio sostegno, costringendo la popolazione ad eseguire i loro ordini in puro stile mafioso e nell’intimidazione più estrema. Dalla testimonianza traspare chiaramente come le bande armate, dunque, comandino indisturbate terrorizzando le famiglie che si rifiutassero di partecipare attivamente alle varie manifestazioni anti-Assad. "In una di queste, nella città di Hama – rivela Stephane – un poliziotto è stato addirittura impiccato e mutilato dopo la morte. Situazioni pesanti, che fanno riflettere intensamente sulla reale situazine siriana e sul nostro osannato e mitizzato Occidente.

      Un caos indotto   

    In un momento storico così buio e mistificato, in cui il rispetto per la vita non esiste più, non è giusto quindi generalizzare e gettare ombre ed infamie su tutta la popolazione siriana ed a tutto vantaggio di potenti forze occulte. Le stesse che tirano le fila di questo "Nuovo Ordine Mondiale" e di questa apocalisse: forze oscure capaci di ingenerare nei cosiddetti "ribelli al regime di  Assad" barbarie simili. Barbarie che ci ricordano molto altri teatri di guerra, che vanno dall'Iraq alla Libia, dall'all'Egitto all'Afghanistan. Le bande armate, dunque, a quanto pare – ed al netto della propaganda occidentale – non sono dalla parte della popolazione, ma vogliono creare il caos più totale all’interno della Nazione e ciò attraverso la strategia del terrore.

      L'appello inascoltato di Benedetto XVI   

    La maggioranza della popolazione è contro questo maledetto caos, contro il terrore e le guerriglie; ma soprattutto contro le barbarie e le sevizie nei riguardi della gente. Ma, evidentemente, i signori della guerra sembrano non preoccuparsi di tali dettagli, e sono completamente indifferenti e sordi anche agli accorati appelli contro i massacri in Siria, levati Domenica scorsa da Piazza San Pietro dal Pontefice, Papa Benedetto VXI.

      Una terra "libera", multietnica e multiconfessionale  

    Stephane non vuole certo spezzare una lancia a favore del regime, malgrado lo stesso confessi come "quella Siriana sia oggi una comunità multietnica e multiconfessionale che vive in piena armonia". D'altronde la veridicità di tali dichiarazioni sono dimostrate anche dal fatto che in Siria vive e prospera da decenni una delle comunità cristiane più popolose dell'interno Medioriente. Segno evidente che qualcosa non torna e che i media ci nascondono molto. L'attuale regime, dunque – secondo il giovane Stephane – paragonato agli orrori delle bande armate (le quali puniscono con la morte chiunque non sia contro il regime, considerandolo un traditore) forse è  la scelta migliore. I Siriani vogliono la libertà. Essi non sono né dalla parte della politica, né dei regimi, né tantomeno delle bande armate e dell'Occidente, ma solo della Siria stessa, la loro terra. 

      La situazione ad Aleppo   

    Intanto, oggi, è Aleppo il nuovo fronte caldo dello scontro fra le forze armate siriane e i ribelli del sedicente “Esercito Libero” filo-americano. Ribelli che dopo essere stati respinti a Damasco, nelle ultime ore, sono tornati a parlare di “battaglia decisiva”. Ormai da settimane i due fronti si stanno scontrando nella seconda città per importanza del Paese arabo, tuttavia, secondo i loro spregiudicati sponsor internazionali, sarebbe ormai all'orizzonte la battaglia decisiva per lo scacco ad Assad e per metter fine a questa crisi (o meglio, a questa pseudo-crisi indotta e pilotata). La responsabilità dei morti, secondo la propaganda ufficiale della comunità internazionale occidentale è tutta del governo di Bashar Assad che – a sentire i TG italiani ed europei – sarebbe in procinto di lanciare un attacco immane su Aleppo per metter fine alle (presunte) "proteste dell'intera popolazione". Proteste che tuttavia, a sentire la testimonianza diretta del cittadino siriano, sarebbero state gonfiate e montate ad arte dagli Usa e dai suoi alleati: Francia, Inghilterra ed Italia in primis. Lo si comprende chiaramente anche dalle parole del ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, che nei giorni scorsi ha chiesto “di aumentare al massimo la pressione da parte di tutti su Assad per scongiurare il rischio di un nuovo massacro”. Affermazioni che non tengono conto delle scomodissime verità emerse sulla radio francese (vedi video in allegato) e della stessa realtà palpabile sul campo. Secondo il comandante locale del Les, Abu Omar al Halabi, infatti. "5500 ribelli sarebbero pronti a prendere il controllo dell’intera provincia".

      Uno stato sovrano sotto attacco dell'Occidente   

    Informazioni ovviamente e vergognosamente omesse e mistificate per fornire all’opinione pubblica mondiale – e a noi poveri pesciolini mediatici – di abboccare più facilmente alla grande menzogna, fornendoci un quadro parziale della situazione, che altrimenti – come ci ricorda il quotidiano "Rinascita" con grandissima onestà intellettuale – "mostrerebbe al mondo una realtà diversa: e cioè che uno Stato sovrano si sta difendendo da un tentativo di golpe finanziato dall’esterno".

      La testimonianza di Madre Agnes de la Croix   

    Ma la drammatica realtà dei fatti e lo sconcertante silenzio sui soprusi di Usa e alleati sulla Siria sono chiari anche sentendo le testimonianze dirette di altri attori involontari di questa scandalosa e sanguinosa vicenda. E' il caso, ad esempio, di Madre Agnes-Mariam de la Croix, superiora del monastero di Qara e portavoce del Centro d’informazione della Diocesi di Homs, nel corso di un’incontro che si è tenuto mercoledì scorso a Roma. La religiosa ha infatti raccontato una realtà ben diversa da quella propinata alla popolazione dai media asserviti ai regimi di Usa e Ue. La religiosa, testimone oculare della tragedia siriana, ed in stretto contatto con tutti i rappresentanti della nutrita comunità cristiana locale, ha rivelato che "le sommosse ad Aleppo sono dovute all’arrivo in città di bande armate composte di mercenari provenienti da tutta la penisola araba e da alcuni Paesi nordafricani e che gli unici siriani che le compongono sono quelli che arrivano dai villaggi situati lungo il confine con la Turchia".

      Nel nome del "Dio della Guerra e del Danaro"   

    Madre Agnes – confermando le testimonianze di altri civili e, indirettamente, del giovane Stephane – ha inoltre ricordato come "la popolazione della città situata nel nord della Siria non abbia mai preso parte ad alcuna protesta anti-governativa" e che "in molti casi sono proprio queste milizie a costringere a suon di minacce la popolazione a scendere in strada". Insoma è sempre più chiara l'atroce verità di vivere in un Occidente che – prendendo spunto dalle parole del Papa – ha tradito i suoi più grandi e sacri valori morali e religiosi in nome del "Dio della Guerra" e del "Dio del Danaro". Un Dio di nome Lucifero ancor oggi lodato e venerato da un folto stuolo di seguaci accecati dal potere. Un dio falso e sanguinario, portatore di una luce oscura e menzognera, fin dal Principio.

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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      Guarda Video e Leggi gli Articoli Correlati                         

     

    Viedo You-Tube / Shock alla radio francese (RMC):

    un siriano racconta la verità sulla Siria

     http://www.youtube.com/watch?v=myKCs_90jKs

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    Esteri – Orrore Siria: un copione ripetuto sulla

    scia di Iraq e Libia

    Presunte stragi ad opera dell’esercito di Damasco:

    ma mancano le prove 

    La Russia non abbassa la testa davanti alle pretese della

    comunità internazionale.

    Damasco –   In Siria, ormai, gli scontri mortali sono all’ordine del giorno ed il paese continua a conoscere, come unici sentimenti, quelli del terrore e del dolore uniti alla voglia di riscatto per una nuova alba. Un riscatto, però, che la Siria sta pagando a caro prezzo, anche a causa del silenzio e del disinteresse in merito alla situazione drammatica da parte della comunità internazionale. Ieri, Damasco, è stato palcoscenico di nuovi e violenti scontri tra i ribelli locali e l’esercito regolare siriano. La stampa internazionale svolge l’ormai noto lavoro di “avvoltoio” e contribuisce alla divulgazione di notizie che spettacolarizzano l’orrore ed il dramma vissuto dal Paese, lanciando informazioni raccolte presso ignoti attivisti locali – che spesso e volentieri si rilevano montature propagandistiche davvero vergognose: vedio armi di distruzione di massa inesistenti che giustificarono l'attavcco Usa in Iraq –  senza neanche indagare sulla loro veridicità, ma dandole per buone perché facilmente rivendibili.

      Bombardamenti e Bufale   

    Trimse, villaggio situato nei pressi di Hama,  è stato un altro teatro di morte: Stando a quanto dichiarato dai ribelli, un attacco ad opera delle forze armate di Damasco ha provocato 200 vittime, bombardando la zona con l’artiglieria pesante. Le autorità siriane parlano, invece, “di un intervento dell’esercito richiesto direttamente dai cittadini per fronteggiare bande di terroristi presenti nel villaggio”. Ma quale sarà la verità? La dietrologia della notizia rischia di rimanere al buio: intanto, l’inviato della Lega Araba e delle Nazioni Unite, Kofi Annan, viene “richiamato” dalle autorità siriane per le sue dichiarazioni basate, secondo le stesse, su informazioni non confermate e poco veritiere, in merito ad un probabile uso di elicotteri da battaglia avvenuto da parte di Damasco, ma mai accertato e riportato da immagini. Infatti, in rete circolano i video che riprendono le vittime, ma nessuno di essi riporta immagini del presunto attacco da parte dei militari siriani.

      Genocidi in Siria – Una vergogna per Ue e ONU  

    Non ci sono più parole per descrivere ciò che sta accadendo in Siria: i massacri crudeli, i tentativi di genocidio e la brutalità disumana cui stiamo assistendo non sono altro che il rumore dei passi di un regime che se ne va” – ha dichiarato il premier turco, Recep Tayyip Erdogan. Parole pesanti come macigni, visto che proprio la Turchia ospita ed addestra i ribelli che vengono poi inviati a combattere in Siria contro il regime arabo, il tutto sotto gli  occhi omertosi della comunità internazionale (ONU, NATO e Ue) che sottovaluta, forse anche volontariamente, l’espansione del fenomeno del terrorismo. Quello "dei buoni". Proprio sul tema del terrorismo si è soffermato il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, il quale si è detto “preoccupato per la forza di Al Qaeda e delle organizzazioni ad essa vicine” – per come si legge dalle colonne di “Rinascita” .

      Cremlino sotto pressione  

    Ma il Cremlino è nel mirino degli Usa che “accusano” la Russia di favorire il regime siriano e le stragi di cui esso si è reso protagonista. Le polemiche sorgono “come i funghi” e Mosca risponde denunciando le pressioni dei paesi occidentali nei confronti del paese, nel tentativo di convincere i russi ad approvare eventuali sanzioni nei confronti del governo di Damasco. Lavrov ha anche aggiunto che “la Russia non sostiene Assad ed il suo regime, ma sostiene ciò su cui tutte le parti hanno espresso il loro accordo. E poiché una buona parte della popolazione siriana è con lui, Mosca non spingerà affinchè Assad vada via”. 

      L'ennesimo diabolico copione: attacchi senza prove  

    Tutto ciò, a distanza di pochi giorni da un nuovo vertice che riunirà i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per l’approvazione di una risoluzione sulla crisi siriana nella quale verrà chiesta da parte di Usa, Francia ed Inghilterra l’autorizzazione ad usare usare la forza nei confronti del  paese araboLa forza, senza prove effettive dell’operato del regime. Sarà che l’Occidente non ha come fine ultimo solo quello della mediazione?

       La Bufala "imperialista" delle "Armi chimiche"  

    Anche perché, come avvenne sia per l’Iraq che per la Libia, adesso Assad è accusato per la potenziale detenzione di armi chimiche. Tutto come da copione, insomma. Cambiano alcuni attori, ma tutto si svolge come da programma: burattini, i cui fili vengono tirati e gestiti dalla comunità internazionale. Ma questa volta, riusciranno a tirare i fili della Russia? E soprattutto, riusciranno ad essere credibili senza alcuna prova? Che Dio aiuti il martoriato popolo siriano, e parli alle sporche coscienze dei signori della guerra! Soprattutto a quelle dei lupi crudeli travestiti da docili agnelli. A Buon Intenditor!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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      Giovedì,  febbraio 9th 2012 Siria / Diplomazia / Europei / Sanzioni Siria: in arrivo sanzioni, in partenza cittadini europei Bruxelles – La situazione siriana, in particolare per la sicurezza dei cittadini europei, è sotto osservazione da parte di autorevoli fonti Ue. Si parla già di un possibile rimpatrio, forse addirittura di tutti i cittadini […]

     

     

     

  • Putin: con l’Ue cooperazione “condizionata”

    Putin: con l’Ue cooperazione “condizionata”

    Martedì, Giugno 5th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Russia / San Pietroburgo / Vertice / Rapporti Russia – Ue / Siria / Integrazione eurasiatica / Cooperazione / Wto / Schengen / Libera circolazione / Liberalizzazione mercati Energetici / Gazprom / Estrazione Gas Naturale / Vladimir Putin / Manuel Barroso / Hernan Van Rompuy  

    Russia – Ue: il 29esimo vertice non

    cambia le carte in tavola. Con l'Ue

    solo cooperazione condizionata 

    Putin impone all'Ue le sue priorità:

    Meno vincoli alla circolazione dei cittadini russi;

    "No” alla liberalizzazione dei mercati energetici

    Vertice Ue-Russia – Verso una cooperazione condizionata

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    San Pietroburgo, Strelna – Russia ed Unione Europea ancora a colloquio: ieri, il 29esimo vertice per i rapporti tra Mosca e Bruxelles ha avuto luogo a Strelna per discutere di argomenti scottanti come quelli che riguardano la situazione della Siria, la crisi dell’Eurozona, l’ingresso della Russia nell’Organizzazione Mondiale per il Commercio e la liberalizzazione dei visti per eliminare le barriere che, ad oggi, costituiscono per i russi limiti di circolazione nel Vecchio Continente. I presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo, Manuel Barroso e Hernan Van Rompuy, sono stati ospiti del presidente russo Vladimir Putin il quale ha chiesto loro una maggiore cooperazione da parte dell’Europa per avviare relazioni importanti con l’Unione e per dare il via ad un’ipotetica integrazione euroasiatica.

    Mosca-damasco-Bruxelles – l'Ue, la Russia Il nodo Siria

    I rappresentanti europei, invece, hanno fatto pressione sulla Russia affinchè Putin decida di percorrere la stessa strada degli europei nei confronti della Siria, punto che difficilmente verrà accettato, dati i rapporti commerciali e politici che Mosca intrattiene con Damasco. Nonostante Barroso abbia ribadito che “rivedere” i limiti di circolazione nello spazio europeo sia un obiettivo che l’Ue si propone di portare a compimento, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che “fino a quando saranno presenti tali vincoli per i cittadini russi, la cooperazione tra Mosca e l’Ue sarà praticamente impossibile”. Mentre, quindi, la Russia chiede la revoca dei visti in tutta la zona Schengen per i propri cittadini, l’Unione Europea continua a fare la voce grossa in tema di diritti umani o qualcosa che vorrebbe far passare come tali.

      La liberalizzazione dei mercati energetici  

    Intanto, anche la liberalizzazione dei mercati energetici proposta da Bruxelles viene guardata con diffidenza dai “cosacchi”: il divieto per le compagnie di estradizione di gas naturali di possedere proprie reti di distribuzione nel territorio europeo farebbe storcere il naso a Gazprom, compagnia russa che risulta come il maggiore estrattore al mondo di gas naturale. Mosca, si prepara anche a fare il proprio ingresso nel Wto, previsto – per come confermato dal vice primo ministro Igor Shuvalov –  per il 20 luglio prossimo. Al tramonto del 29esimo vertice Russia-Ue, pare che non sia cambiato nulla: ognuno guarda sempre i propri interessi senza fare sforzi concreti per la cooperazione. Anche se a quanto pare la "cooperazione" per il progresso euroasiatico passerebbe per l'ulteriore potenziamento delle multinazionali del gas – ed accordi per contratti milionari – da una parte (contratti per i quali l'Ure, come dire, farebbe "carte false". Per usare un "eufemismo poco fantasioso") e per il lascia passare di ogni "sorta di soggetti" più o meno coscienziosi e rispettosi della legalità, dall'altra. In luglio la risposta al dilemma. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)