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  • Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Manganaro 

    Finmeccanica: il silenzio del Governo davanti

    a 3000 posti di lavoro a rischio

    La società italiana sarà svenduta pur essendo sana.

    L’ira dei sindacati che accusano l’esecutivo.

    Roma – Non sarà di certo un bel discorso, preparato probabilmente a tavolino e nei minimi particolari, a smontare certezze e convinzioni circa la situazione di Finmeccanica: la società, a seguito della pseudo-crisi (pilotata) che sta attraversando, sarà, in pratica, svenduta, anche se a questo termine viene preferito, dal presidente e amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Orsi, quello di “dismissione delle attività con minore valenza strategica, ovvero quelle civili”. In parole povere, si avrà una notevole riduzione dei posti di lavoro. Ciò che loro dicono in modo tecnico, noi lo diciamo in modo semplice e, soprattutto, comprensibile. Sono oltre 3000 i posti di lavoro a rischio, soprattutto nelle città di Genova, dove ha sede, da sempre, la ditta “Ansaldo Energia” che ha in mano le sorti di circa 2000 operai che, probabilmente, da un giorno all’altro, si ritroveranno ad essere disoccupati. Tutto questo viene giustificato dalla “necessità di investimenti più selettivi capaci di ingrossare le casse della società, attualmente tutt’altro che piene”: questo è quanto emerso, ieri,  dall’assemblea degli azionisti di Finmeccanica, al termine della quale non c’è stata la solita conferenza stampa, ma solo un saluto di rispetto e “contentino” ai colleghi giornalisti da parte delle personalità di vertice dell’azienda. Giustamente, non avrebbero avuto nient’altro da aggiungere e, probabilmente,  hanno preferito evitare la “fossa dei leoni”, prediligendo il “sentiero dei conigli”.

      Il monito di Cofferati  

    Un buco di oltre 2 miliardi di euro mette in ginocchio, non tanto la società, che corre ai ripari con i licenziamenti ed investimenti mirati, ma 3000 famiglie italiane. La reazione dei sindacati non si è fatta aspettare e, furiosa, ha chiamato in causa il Governo italiano ed il silenzio dei suoi tecnici bocconiani di “altissimo livello”:  “Il Governo – dice l'eurodeputato Pd ed ex segretario Cgil, Sergio Cofferati – deve mettere la parola fine allo stato di incertezza che grava su Finmeccanica. Le attività del gruppo devono essere rilanciate tutte, senza esclusione e deve essere abbandonata ogni ipotesi di cessione. In una congiuntura negativa come quella che sta attraversando la nostra economia, le attività di Finmeccanica sono ancor più preziose e devono essere utilizzate per favorire la crescita e non certo per far cassa”.  Dello stesso avviso è Bruno Manganaro, della segreteria della Fiom, che accusa Monti ed i suoi seguaci affermando che “è tutto quanto molto strano: che credibilità può avere questo Governo se dice di voler promuovere  iniziative di ripresa e crescita e poi tace davanti alla vendita di un’azienda sana?” . Sembra che lo smembramento di importanti industrie nazionali sia ormai alle porte e, come al solito, a pagarne il prezzo più alto sono i lavoratori. Lo stesso Cofferati sollecita a gran voce un intervento immediato dell’esecutivo, ricordando che lo stesso è richiesto dai lavoratori in lotta, dalle istituzioni ma, ancor prima, è rivendicato dal buon senso e dalla coerenza.  Sì, ma a parlare di buon senso e coerenza bisogna fare attenzione: il Governo, probabilmente, non capirebbe! 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Italia – La Giornata contro l’Omofobia e le vere Discriminazioni

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi Ue / Roma / Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca / Omofobia / 17 maggio / Scuola / Giovani / Identità sessuale / Influenze / Cristianofobia / Aborto / Religione / Cristiani / Francesco Profumo  

    Italia – Giornata Internazionale contro l’Omofobia:

    Profumo invita le scuole a sensibilizzare i giovani

    L’identità sessuale non si scopre: è definita

    dalla natura sin dalla nascita.

    Roma – Domani, 17 maggio, ricorrerà  la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, istituita nel 2007 dal Parlamento Europeo. Da ben 5 anni, quindi, le istituzioni cercano di sensibilizzare la popolazione e l’opinione pubblica in relazione ad un fenomeno in espansione che, a detta dei leader politici, si inserisce in un contesto più ampio di discriminazioni e atti di bullismo. Proprio per questo motivo, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, ha invitato tutte le scuole italiane a “celebrare” la ricorrenza perché, in quanto agenti di socializzazione primaria, esse hanno l’obiettivo di formare i giovani e di educare  loro a conoscere “l’altro”, nella scoperta della diversità come ricchezza. Il Ministro Profumo ha, infatti, dichiarato che “Le scuole favoriscono la costruzione dell’identità sociale e personale da parte dei bambini e dei ragazzi , il che comporta anche la scoperta del proprio orientamento sessuale”.  Ma, indire una apposita giornata contro l’omofobia, non potrebbe comportare che i giovani siano portati a credere nell’esistenza del diverso? L’educazione scolastica, così come quella familiare, dovrebbe essere improntata prima di tutto sul valore dell’uguaglianza nella sua generalità e totalità e non sul caso specifico. Non per sollevare polemiche, ma l’identità sessuale di ogni individuo viene definita dalla natura e dalla volontà divina sin dalla nascita e, quindi, non si scopre con il passare del tempo.

      Il sottile "Profumo" della discriminazione  

    Allora, potremmo parlare di influenze: i bambini, che ancora devono formare in modo completo la propria personalità, potrebbero essere influenzati da concetti e immagini mentali fruiti sulla base di determinati insegnamenti. In poche parole, potrebbero essere influenzati sulla propria identità sessuale se si insegna loro che essere omosessuali è normale indipendentemente dall'esistenza dell'anima e dell'impronta che il Creatore da fin dalla nascita dona a ciascun uomo e a ciascuna donna. E a prescindere dal ruolo biologico e procreativo – e quindi sociale – al quale ciascun uomo è in valore assoluto chiamato ad assolvere, in qualità di cellula fondante della famiglia umana, per il progresso comune. Ma la normalità è quella stabilita dalla natura: dovremmo allora – a maggior ragione –  indire anche giornate contro la Cristianofobia, contro l’aborto, contro le discriminazioni in generale. Questo non vuol dire che gli omosessuali debbano essere discriminati ma, anzi, al contrario, “Qui Europa” sosteniene che l’educazione all’uguaglianza si debba estendere davanti a qualsiasi forma di discriminazione, perché nel momento in cui viene preferito un argomento piuttosto che un altro, si fa il primo passo verso la “disuguaglianza”. Allora, chiediamo al Ministro Profumo che ha dichiarato che “la giornata rispecchia i principi della Costituzione e dell’Unione Europea”, di essere anche particolarmente sensibile all’insegnamento, nelle scuole italiane, della religione cristiana, sia perché essa è la radice principale che anima lo spirito europeo, sia perché il suo insegnamento parte proprio dall’uguaglianza. Eppure, è possibile anche che il “Profumo di uguaglianza” , in questo caso, si trasformi in “Profumo di discriminazione”.  

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Rapporti Ue-Russia / Mario Borghezio / Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria 

    Borghezio: l'Europa e la Russia si aprano alla

    Madonna di Fatima

    L’europarlamentare del Carroccio chiede ai colleghi

    di prendere una posizione sulla consacrazione della

    Russia al Cuore Immacolato di Maria.

    Roma – Che l’europarlamentare leghista Mario Borghezio fosse un personaggio “fuori dalle righe” o almeno dal "politically correct" (cioè che riserva sempre molte sorprese) era cosa acclarata ma, di certo, nessuno si aspettava che decidesse di chiamare in causa direttamente la Madonna di Fatima ed il suo terzo segreto. Il rappresentante del Carroccio, nel convegno “Fatima: la nostra ultima possibilità”, tenuto a Roma, è intervenuto per chiedere all’Europa di ricordarsi della rivelazione che la Madonna fece ai pastorelli portoghesi circa una catastrofica crisi economica mondiale ed ha sottolineato che farà presente questo messaggio nell’aula di Strasburgo in modo che il Parlamento Europeo possa riflettere sulle apparizioni mariane. Il leghista ha aggiunto che chiederà ai colleghi della Commissione Ue-Russia di prendere una posizione sulla consacrazione del paese al Cuore Immacolato di Maria. Adesso, Borghezio sarà anche un personaggio colorito che, all’occorrenza toglie dal cilindro la carta “vincente”, ma se ci soffermiamo sul contenuto del messaggio, esso non è poi così assurdo. Anzi! Le vie del Signore, d'altra parte, sono davvero infinite! L’Europa, le cui radici cristiane, seppur non inserite nella Costituzione, sono solide e note, farebbe bene ad affidarsi maggiormente al Signore e meno ai politici di turno e dovrebbe avere fede e diffondere tra i cittadini, fedeli e non, i sentimenti di speranza e accettazione della sofferenza, tipici del difficile cammino cristiano. Certo, come è successo in passato,  non è una mossa azzeccata che una delegazione del Carroccio raggiunga Fatima per pregare per la secessione.  Dell’assurdità leghista, però, lasciamo da parte il peggio per cercare di trarre il meglio. Amen!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Aborto: “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo!”

    Aborto: “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo!”

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Italia / Roma / Aborto / Interruzione di Gravidanza / Legge 194/1978 / Marcia per la vita / Vita / Feto / Nascite / Renato Zero / Madre Teresa di Calcutta / Alemanno / Binetti / Gasparri / De Lillo / Allam /  Il dono della vita / Il dono più sacro che esiste / Vita Umana / Un cuore che batte non ha età / Maria Laura Barbuto / Qui Europa  

    Aborto: "Non uccidiamo il futuro,

    Viviamolo!"

    A Roma 15.000 persone hanno sfilato per dire

    “si” alla vita. L’aborto uccide mamme e figli.

    Roma – Uniti per dire “Sì” alla vita, uniti contro l’aborto: più di 15.000 persone hanno sfilato, domenica, per le vie di Roma dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, per dire “basta” agli omicidi degli innocenti, perché di omicidi si tratta. Torniamo a parlare di un tema caro alla nostra redazione, facendo il resoconto di una giornata nella capitale che ha visto insieme adulti, anziani e bambini, uniti per uno stesso obiettivo. Nessuna bandiera politica, nessuno schieramento partitico, nessun messaggio di parte: solo persone che amano la vita, che la rispettano e che la considerano per quello che è, ovvero un’occasione unica, un dono immenso. “Nessuno viene al mondo per sua scelta, non è una questione di buona volontà. Non per meriti si nasce, non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà” così, Renato Zero cantava la vita considerandola come un dono che non “non si può vendere, né mai si comprerà”. E come non essere d’accordo?  La vita è un dono legato ad un respiro che non può essere soffocato da nessuno, ancor meno da una legge. E lo sapeva bene Madre Teresa di Calcutta, che bollò l'aborto come il più grande crimine contro l'umanità, nel suo celebre discorso – fatto rigorosamente a braccio – presso l'Accademica dei premi Nobel, in occasione del suo storico Riconoscimento per Premio Nobel per la "Pace" (vedi video in "Multimedia Gallery" – Qui Europa –  http://www.youtube.com/v/FMtgEIMgWI0 ).

      Aborto: Abominio contro l'umanità  

    Prima del 1978 e della legge 194 che regolamenta l’aborto, l’interruzione di gravidanza era considerata un reato: noi continuiamo a considerarla tale anche a distanza di 30 anni e anche se non punibile dal codice penale, perché essa non è nient’altro che un “omicidio legalizzato”. Ma sempre omicidio rimane: omicidio di innocenti e omicidio dell’etica dei valori e della coscienza. 

      Aborto: ha sempre 2 vittime!  

    L’aborto ha sempre due vittime: un bimbo, ferito mortalmente ed una mamma ferita per sempre. E questo messaggio è chiaro anche al popolo della “Marcia per la vita” e nel corteo le immagini di mamme che accarezzavano il volto dei propri figli erano le più belle testimonianze di vita e di trasmissione della stessa. Tanti i partecipanti “in vista” della manifestazione: schierato in prima fila il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ma ancora i senatori Maurizio Gasparri, Stefano de Lillo e Paola Binetti e l’europarlamentare e giornalista, Magdi Allam. Per l’occasione sono stati distribuiti dei gadget dal valore simbolico importantissimo: migliaia di scarpette di lana, fatte a mano, e le spille “piedini preziosi” che ripropongono, a grandezza naturale, un piedino di un feto che ha 3 mesi di vita. Già, un feto è già vita e nessuno può dire il contrario. Lo dice la scienza, lo dice l’etica, lo dice la moralità e la mentalità comune ma, soprattutto, la propria coscienza.

      Un cuore che batte non ha età!  

    Un cuore che batte non ha un’età, è semplicemente “vita” e, nel grembo materno, un cuoricino pulsa sin dal primo momento. Dal 1978 ad oggi, “grazie” alla legge 194, sono state interrotte, secondo le statistiche, ben più di 4.200.000 gravidanze: questo significa che più di 4.200.000 bambini sono stati uccisi e più di 4.200.000 mamme sono state private della loro dignità di donne. Senza telecamere e senza giornalisti, la “marcia su Roma” del popolo della vita ha fatto comunque notizia perché, a detta degli organizzatori della manifestazione, i messaggi forti e chiari, i messaggi di verità  mobilitano la gente da soli, e ne riscaldano e infiammano i cuori…gli stessi cuori che battono, fin dal concepimento, nel grembo materno. “L’aborto è il più grande nemico della pace, perché se una madre può uccidere un figlio, ciò significa che gli esseri umani hanno perso totalmente il rispetto per la vita e più facilmente possono uccidersi a vicenda” : lo diceva la beata Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la pace. E aveva ragione. Quindi “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo”.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Roma / Sfacelo / Licenziamenti / Recessione / Austerity / Verso la Grecia / Distruzione dell'economia / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Mezzogiorno  / Perdita di 130.000 nuovi posti di lavoro  

    Tragedia all'italiana: in fumo nuovi

    130mila posti di lavoro 

    L'Italia sempre più simile alla Grecia!

    Napolitano rimedi agli errori fatti!

    Per l'amor del Cielo!

    Roma – Economia italiana sempre più, inesorabilmente e ovviamente (visti gli assurdi diktat rigoristi) in crisi: a dare l’allarme Unioncamere, nel suo rapporto previsionale per il  2012. Documento diffuso in occasione della X Giornata dell'Economia. Quest'anno il Pil calerà dell'1,5% e andranno persi, per la gioia degli amanti delle "svendite made in Italy",  altri 130.000 posti di lavoro. Per attendere la ripresa – sempre secondo Unioncamere – toccherà aspettare il 2013 con un incremento previsto del Pil dello 0,8% (+1,3% nel Nord-est). Ma ormai nessuno ci crede più! D'altra parte è insensato supporre che a tali condizioni possa prospettarsi un'orizzontre di crescita. Chi lo dice ho è in pura mala fede o non capisce nulla di economia, e sta all'economia come il cacio sta sul pesce! Evidentemente, saranno le regioni del Sud a pagarne il prezzo più alto, segnando una contrazione  del Pil dell'1,8% con Abruzzo, Molise e Basilicata destinate a registrare una contrazione del 2%. 

      Napolitano –  Rimedi subito agli errori fatti!  

    Le cattive notizie non finiscono qui: "Il difficile contesto economico continuerà a colpire soprattutto le imprese con meno di dieci dipendenti, più fortemente legate ai consumi interni. Esse – come scritto nel Rapporto – genereranno un numero di assunzioni inferiore a quello delle aziende con 50 dipendenti e oltre (244.000 contro 262) . A fine anno, il saldo si prospetta pari a quasi 62.000 unità in meno per la classe di aziende tra uno e nove dipendenti". Ma i dati più preoccupanti riguardano i settori costruzioni: più di 34 mila i posti di lavoro che dovrebbero ridursi in un anno con un calo dell’occupazione dipendente che raggiungerà il -3,3%. Napolitano fermi questa apocalisse. Se i giornali di bandiera continuano a disinformare, ci pensi almeno lui – che di tale sfacelo è stato il propiziatore, favorendo la nomina del boss dei banchieri, il caro mercatista e neo-liberista prof. Monti – a rimediare ai gravissimi errori fatti. l'Italia lo esige. l'Italia non può più aspettare!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Mercoledì, Maggio 2nd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Commissione Europea / Ucraina / Polonia / Romania / Spagna / Italia / Kiev / Leopoli / Roma / Europei 2012 / Sport / Calcio / Mattanza Canina / Sterminio cani / Dog Hunter / Villa dei Cuccioli / Pantheon / Manifestazioni / Animalisti / Volontari / Cani / Abbandoni / Avvelenamenti / Canili / Erminia Mazzoni / Gianni Alemanno  

    Ucraina: Europei 2012 da “cani”

    Continua la mattanza: migliaia di cani uccisi 

    e gettati in fosse comuni.

    Alemanno: “Se necessario, boicottiamo gli europei!

    800.000 cittadini chiedono intervento Ue

    Kiev, Leopoli, Roma –  Riflettori puntati su Ucraina e Polonia in vista dei prossimi Campionati Europei di calcio previsti per la stagione estiva 2012: una manifestazione importante che renderà ancora più “europei” i due stati ospitanti. D’altronde, lo si sa, il calcio unisce. Quindi, già da tempo, fervono i preparativi per far sì che tutto sia perfetto, per garantire la migliore ospitalità alle squadre nazionali che parteciperanno al torneo ed ai loro colorati tifosi. Ma l’Ucraina, nel tentativo di “rendere perfettamente presentabili” le strade di Kiev e Leopoli ha pensato bene di rendersi protagonista di una mattanza canina. Migliaia e migliaia i cani randagi uccisi con colpi di pistola, avvelenati con cibo e costretti a subire sofferenze atroci o ancora gettati in fosse comuni e ricoperti di cemento. 

      Gli spietati "Dog Hunter"   

    Queste atrocità vengono compiute ogni giorno per le strade ucraine da parte di coloro che i cittadini chiamano “Dog Hunter”, persone, evidentemente senza cuore, che si incaricano di procedere alle esecuzioni per eliminare i fedeli amici a quattro zampe. Davanti a questo barbaro massacro, sono 800.000 i cittadini europei che protestano e chiedono un imminente intervento dell’Unione Europea che, tramite la Commissione Petizioni del Parlamento, ha ricevuto le segnalazioni sugli abusi e i massacri nei confronti dei randagi, presentate dagli abitanti del Vecchio Continente. Ma la Commissione si è svincolata dall’eventuale impegno affermando, con grande diplomazia, che “la questione resta di esclusiva responsabilità dei singoli Stati e non è di competenza dell’Ue ma, data la portata dell’evento e la sua minacciosa espansione in altri territori, sarebbe necessaria una inversione di rotta”. Senza varcare i confini nazionali, ogni anno, solo in Italia vengono abbandonati 135.000 animali tra cani e gatti, ed il fenomeno è diffuso soprattutto al Sud dove, tra l’altro, i canili presenti sono per la maggior parte strutture in cui, secondo le denunce da parte delle associazioni animaliste, non vengono accuditi i randagi ma, di certo, girano parecchi soldi.

      Probabile boicottaggio   

    Da Roma, nel frattempo, arrivano ancora proteste di boicottaggio degli europei alle quali si unisce anche il sindaco della città, Gianni Alemanno il quale dichiara che “dall’Italia deve partire un messaggio forte, che si imponga all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni europee per fermare lo scempio a cui stiamo assistendo. E’ un’immagine che ferisce tutte le persone che amano gli animali.” Il 5 maggio prossimo, nella Capitale, al Pantheon, partirà una manifestazione nazionale per gridare “Basta” allo sterminio degli animali, alla quale il sindaco Alemanno parteciperà, schierato in prima linea accanto ai volontari e agli animalisti che da mesi e mesi sono impegnati in una battaglia costante. Proprio il primo cittadino ha scelto la Valle dei Cuccioli, una tra le strutture comunali romane che si dedicano alla cura ed alle adozioni degli amici a quattro zampe, come punto di partenza della sua personale lotta contro i maltrattamenti degli animali. Alemanno ha chiesto l’attenzione da parte del Governo italiano e, se necessario, la mancata partecipazione agli europei della nostra amata nazionale.

      L'Ue non può lavarsene le mani!  

    L’europarlamentare Erminia Mazzoni, presidente della Commissione Petizioni, ha dichiarato che “La Romania è, secondo le statistiche, al primo posto per maltrattamenti degli animali, seguita da Spagna, Ucraina e Italia”. Paesi, quindi, in cui il randagismo è praticamente un crimine. Un problema questo che, al contrario di quanto dimostrato fino ad adesso, coinvolge pienamente e direttamente l’Unione Europea. Dopo tanto silenzio da parte delle istituzioni comunitarie, la Mazzoni ha affermato che presenterà una risoluzione a Strasburgo perché “è il trattamento degli animali che misura il grado di civiltà di un paese”.A quanto pare però, l’Ucraina non l’ha capito e continua a pensare agli europei: quelli, “giustamente”, porteranno nel paese tantissimi soldi, tra finanziamenti e turismo. E nel mondo in cui viviamo i soldi, purtroppo, sono la matrice di ogni azione. Li utilizzassero almeno per creare strutture idonee ad ospitare e a curare i randagi. Ah, ma dimenticavamo: per le strade non ce sono più!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Crisi, Lisbona dice No alla Tav. All’Italia 4 euro-corridoi su 10

    Crisi, Lisbona dice No alla Tav. All’Italia 4 euro-corridoi su 10

    Sabato, Marzo 24th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Consiglio europeo / Ministri dei Trasporti / Tav / Corridoi europei / Alta velocità / Trasporto ferroviario / Portogallo / Italia / Lisbona / Roma / “Baltico-Adriatico”/  “Mediterraneo” /  Torino-Lione / “Helsinki-Palermo” / “Genova-Rotterdam” / Austerity / Protesta  

    Alta velocità: Via libera dal Consiglio Ue

    ai 10 "corridoi". Lisbona dice “No”

    alla Sua Tav

    All'Italia 4 euro-corridoi. Soddisfazione di Monti:

    meno dalle fasce deboli oppresse dall'austerity

    Bruxelles, Lisbona, Roma – Nelle ultime 48 ore i ministri dei trasporti dell`Ue hanno chiuso l`elenco dei 10 corridoi europei per l’alta velocità, progetto da concretizzare – secondo Bruxelles – entro il 2030, al fine dichiarato di voler realizzare una linea ferroviaria veloce che possa percorrere e collegare tutti i principali svincoli strategici del Continente. Ciò accade mentre in Val di Susa non cessa la protesta, e mentre in Portogallo – addirittura – Lisbona ha annunciato lo stop ai lavori della tratta Lisbona-Madrid, giudicandolo – a nostro avviso giustamente – fuori portata ed antitetico rispetto all’attuale situazione di crisi economica che sta affossando il Paese. “Non ci sono le condizioni finanziarieha tuonato il premier Pedro Passos Coelho. Quanto all’Italia il governo Monti ha espresso, al contrario – forse sottovalutando le richieste esasperate e pressanti di una moltitudine crescente di famiglie, precari, disoccupati  e pensionati di tutt’Italia – tutta la sua soddisfazione per la linea europea adottata, che ha riconosciuto all’Italia quattro corridoi di alta velocità su dieci: “Baltico-Adriatico”, “Mediterraneo” (nel quale rientra la tratta Torino-Lione) “Helsinki-Palermo” e “Genova-Rotterdam”. Ciò per un totale di 31,7 miliardi messi a disposizione per gentile concessione “dei cittadini europei” mediante l’Ue. Le reti – inoltre – collegheranno nel complesso  86 porti e 37 aeroporti. Inoltre, nel vertice delle scorse ore si è avuta la conferma che saranno altresì realizzati 35 progetti transfrontalieri con 15 mila chilometri di ferrovie high velocity. Ma non staranno correndo un po’ troppo? A chi gioverà – se non alle classi più abbienti – avere treni super-veloci se nessuno potrà più uscire di casa per mancanza di soldi? A che serve preoccuparsi dei trasporti e far scoppiare nel contempo il prezzo della benzina – arrivata nelle scorse ore vicina a soglia 2 euro – per poi incentivare treni da superlusso? Non si comprende davvero l’utilità sociale di tutto ciò, ed il prezzo che si sta pagando per finanziare un’opera faraonica degna dell’antico Egitto, che però mal si sposa con le politiche di austerity e tagli imposte dai governi nel Consiglio europeo, sulla base di quanto chiesto da Barroso, dalla Merkel, da Sarkozy, Monti e dallo stesso Draghi (Bce).

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Decreto Liberalizzazioni: è legge – Ecco cosa cambia

    Decreto Liberalizzazioni: è legge – Ecco cosa cambia

    Venerdì, Marzo 23th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi Ue / Roma / Decreto 1/2012 / Liberalizzazioni / Trasporti / Tesoreria / Ferrovie 

    Ok del Parlamrento al Decreto

    Liberalizzazioni

    Diventa legge con 361 "si" alla Camera

    Trasporti, assicurazioni e tesorerie:

    cosa sancisce la legge?

    Roma –  Approvato ieri in via definitiva alla Camera, il Decreto Legge 1/2012  riguardante le “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” , conosciuto come “Decreto liberalizzazioni”, ha ricevuto 365 si, 61 no e 6 sono coloro che si sono astenuti. Tra i settori che dovranno adeguarsi alle modifiche previste anche Rc Auto che, per come previsto dall’articolo 34 del suddetto Decreto, avrà l’obbligo, attraverso i suoi rappresentanti, di proporre al potenziale cliente i preventivi, comprensivi di tutte le condizioni del contratto, di tre compagnie diverse e solo dopo procedere all’eventuale sottoscrizione di una polizza assicurativa. Altro obbligo sancito dall’articolo 34bis riguarda la variazione del premio Rc Auto: già alla firma del contratto, per la formula bonus-malus, dovrà essere indicato esplicitamente di quanto diminuirà il premio da pagare di anno in anno, qualora non vengano causati incidenti. La terza parte dello stesso articolo sancisce che le compagnie dovranno disporre il risarcimento per furto, senza aspettare che il Gip archivi le indagini a carico di ignoti e che il cliente che ha subìto il furto presenti il relativo certificato.

     Milioni di euro presso Bankitalia – Articolo 35 

    L’articolo 35, invece, sta facendo storcere il naso ai diversi enti locali: i commi 8-13 sanciscono che “ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, a decorrere dall’entrata in vigore della legge del 24 gennaio 2012, fino al 31  dicembre 2014, il regime di tesoreria unica previsto dal decreto legislativo del 7 agosto del 1997, n° 279, è sospeso”. Il Governo prevede, quindi, che affluiscano presso le casse statali milioni e milioni di euro, ovvero tutte quelle risorse presenti a fine mese presso il sistema bancario nel periodo gennaio – novembre 2011 da parte di Regioni, Province, Comuni ed altri enti locali oltre alle Università e ai loro Dipartimenti. In poche parole: i “risparmi” locali faranno lievitare le casse della Banca d’Italia

     Autorità per i trasporti – Articolo 36 

    L’articolo successivo, il 36, mira a disciplinare il settore dei trasporti: sarà istituita l’Autorità per i trasporti, la sede della quale sarà definita entro fine aprile. Dopo averi regolamentato su funzionamento ed organizzazione, l’Autorità per i trasporti, avvierà la propria attività e sarà composta da un presidente e da due membri, nominati con decreto del  Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il collegio avrà il compito di nominare un segretario generale e i membri di tale autorità, rimangono in carica 7 anni e non possono essere riconfermati. Vengono inoltre stabilite le tariffe e i livelli minimi di qualità dei servizi ferroviari, aerei, aeroportuali e stradali. Per quanto riguarda i taxi , tariffe e qualità, dipenderanno dai contesti urbani di riferimento. I titolari della licenza potranno anche essere sostituiti alla guida da chiunque ne abbia i requisiti. L’articolo 37 si riferisce in modo esplicito al trasporto ferroviario e definisce le tratte del trasporto pubblico e le modalità di finanziamento

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)