Redazione

_____________________________________________________________________________________________________________

 

quieuropa_redazione

 

Osservatorio Nazionale Indipendente

Sulle politiche dell’Unione Europea

In collaborazione con

Osservatorio Giuridico della Conferenza Episcopale Calabra

Ateneo Magna Graecia –Catanzaro

e con

Università e Conferenze Episcopali Itaiane ed Europee

___________

Direttore Editoriale e Direttore Responsabile – Sergio Basile

Vice-direttore Editoriale – Alberto Scerbo

 

Gentile lettore,

Obiettivo del quotidiano on-line “Qui Europa”( nato su iniziativa di un gruppo di giovani giornalisti italiani ed esperti di tematiche comunitarie, in collaborazione con l’Osservatorio Giuridico della Conferenza Episcopale Calabra, l’Ateneo Magna Graecia di Catanzaro ed in collaborazione e partenariato ad altri Atenei e Diocesi Italiane ed europee ) è quello di informare cittadini, imprenditori, attori sociali e giovani, universitari e non, dal lato di una prospettiva equa e il più possibile obiettiva – e senza alcun vincolo politico o di altro genere – sulla portata e gli effetti delle politiche dell’Unione europea, sulle politiche dei paesi membri e – più in particolare – dell’Italia.

 

Ciò trattando ed analizzando attentamente le ragioni della crisi economica che imperversa nell'Eurozona, nonché i fatti del giorno e tutti i lavori degli organi istituzionali europei intervenuti tra Bruxelles, Strasburgo, Francoforte (Bce), Berlino, Parigi, Roma e presso le altre capitali europee d’interesse comunitario. La nostra analisi critica, ed il nostro lavoro, nascono dall’evidente gap informativo e dalla disinformazione che oggi si fa sull’Europa, al fine di cogliere tutti gli aspetti e la reale portata delle diverse dinamiche comunitarie che oggi più che mai condizionano il nostro viver comune.

 

Qui Europa, pone al centro dei processi democratici e legislativi sempre l’uomo e le sue istanze di giustizia sociale, sviluppo e crescita, in linea con gli insegnamenti della Rerum Novarum di Leone XIII, che metteva in guardia dai pericoli degli estremismi e dallo strapotere dei mercati e del capitalismo selvaggio e cieco. Mercati che operano, oggi, sempre più senza alcun freno morale, ai danni della dignità dei cittadini europei, seguendo un’unica prerogativa, quella della ricchezza senza limiti ed a tutti i costi.

 

Potremmo sintetizzare lo spirito etico della nostra “missione editoriale” con la seguente frase (tratta dal discorso di Guido Gonella sull’Europa – già vicepresidente del Parlamento europeo, nel 1979 – tenuto il 7 agosto del 1946 a Palazzo Chigi ai diplomatici e funzionari del Ministero degli Esteri) che è un po’ il “manifesto morale” del nostro giornale, nel quale tutti ci riconosciamo pienamente.

“ L’unica strada che può ancora condurre alla salvezza dell’Europa è quella di restaurare l’unità europea. Per restaurare l’unità, è necessario restaurare le tradizioni europee. La tradizione è un elemento metafisico che implica una permanenza di valori. La tradizione europea è intellettuale nella dignità di un pensiero comune, è giuridica nel patrimonio di un diritto comune, è spirituale nelle affinità. Bisogna quindi tornare alle fonti della civiltà europea, fonti che sono tre: la greca, la romana e la cristiana.

Il Cristianesimo è certamente il più potente ausilio alla restaurazione dell’unità spirituale dell’Europa, è il genio della sintesi. Esso è sintesi di autorità e libertà, di tradizione e progresso di legge umana e legge divina. Il Cristianesimo è il genio dell’astrazione e dell’integrazione, il genio che resiste alle forze della dispersione. E’ affermazione della socialità dell’uomo e dell’umanità della società, poiché salva l’individuo dalla massa, ma salva anche la massa dall’egoismo dell’individuo. E la Chiesa è il paradigma di questo universalismo. Gli intellettuali, oggi, devono far convergere i loro sforzi per restaurare questi valori umani e cristiani, che sono il presupposto di una nuova unità europea. E i diplomatici, invece, sapranno lavorare per restaurare con la dignità cristiana dell’uomo, l’unità e la grandezza spirituale della nuova Europa.” (Guido Gonella).

 

Un altro pensiero vogliamo dedicarlo alla prospettiva che deve portarci a trattare argomenti di politica estera, guerra e conflitti internazionali. L’Osservatorio“Qui Europa” – in linea con l’insegnamento del Vangelo – deplora tutte le guerre (anche le cosiddette missioni di pace, che di pace non sono: vedi commercio dell’oppio in Afghanistan, quadruplicato dopo l’avvio della missione di Pace nella martoriata terra ). In merito amo ricordare un’espressione del “politico-santo (Servo di Do) Giorgio La Pira, ex-sindaco di Firenze negli anni Sessanta (cui figura vi invito ad approfondire sul sito www.fondazionegiorgiolapira.org ) con Giovanni Paolo II, una delle più belle figure del Novecento, nonché padre costituente: “Dovremmo bombardare i popoli con bombe di riso…..” ( Giorgio La Pira )

 

 

 

Login

Share This Post

DeliciousDiggGoogleStumbleuponRedditTechnoratiYahooBloggerMyspaceRSS

Archivio Qui Europa