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Categoria: Spiritualità e Radici Cristiane

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  • Società anomica: da Nietzsche a Kalergi, al ’68

    Società anomica: da Nietzsche a Kalergi, al ’68

    Domenica, 16 settembre / 2018

    – di Roberto Pecchioli / integrazioni a cura di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, società anomica, Savona, no aggredire il conducente  

    Nuovo disordine italiano: la scomparsa della legge.

    Società anomica: da Nietzsche a Kalergi, al '68 

    Il territorio non è più presidiato dalla legge, l'anima non

    è più presidiata dai valori dello spirito: la società

    ideale dei figli di Nietzsche

     

    di Roberto Pecchioli  / integrazioni a cura di Sergio Basile

    societa anomica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Società anomica: da Nietzsche a Kalergi, al '68  

    Savona – di Roberto Pecchioli La riflessione è talvolta stimolata da circostanze minori. Esistono fatti o situazioni in grado di produrre pensieri e giudizi, condurre la mente a considerazioni che determinano amarezza, destano sconcerto, provocano paragoni imbarazzanti tra ciò che era e ciò che è. Il meccanismo è scattato in noi vedendo scorrere sulle paline elettroniche delle fermate dei bus in provincia di Savona il seguente avviso:

                     aggredire un conducente o un controllore è un reato.

    Analoghi moniti compaiono sulle fiancate e all’interno dei mezzi pubblici. Prende davvero uno scoramento senza fine: Savona non è il Bronx, il suo territorio è un susseguirsi di località balneari, l’entroterra è formato da piccoli paesi, in zona non esistono ghetti etnici, periferie degradate né particolari pressioni di malavita. Una provincia agiata, tradizionalmente moderata, dall’ apprezzabile costume civile; eppure l’azienda dei trasporti TPL ha sentito la necessità di diffondere quel messaggio tanto ovvio quanto inquietante. Segno che autisti e verificatori non vivono tranquilli, come i ferrovieri minacciati e malmenati nelle aree metropolitane. A poche decine di chilometri dalla Torretta, i controllori genovesi lavorano in gruppi minimi di tre e non si avventurano, specie nelle ore serali, in certe zone. Il territorio non è più presidiato dalla legge dello Stato. Nulla di strano, dopotutto: è tramontata la Legge, quella con la maiuscola. E' la realizzazione della società ideale sognata dai nichilisti e dai fautori e architetti della Paneuropa kalergiana (Ndr – vedi articoli in allegato). Ma dietro questa anomia dilagante, c'è anche – soprattutto – un profondo disordine spirituale – specchio di quello metropolitano – che impedisce all'uomo di avere discernimento, a partire dalla cellula più importante della società: la famiglia (Ndr). D'altra parte crediamo che senza il '68, il caos da globalizzazione imperante (mondialismo) e contestuale caos razziale ed identitario, non sarebbero mai stati davvero possibili. Per realizzarli era necessario indebolire lo spirito e annullare la famiglia (Ndr). A questo lavorarono i falsi profeti e criminali del Sessantotto, figli degli idealisti rivoluzionari settecenteschi (Ndr).

               La prima e più importante Legge della comunità era il Padre.

    Travolto dalla domanda di liberazione spacciata per libertà dell’ultimo mezzo secolo, il padre si è eclissato in silenzio, spesso fregandosi le mani soddisfatto per aver scambiato la vecchia autorità con la gratificante irresponsabilità. La dissoluzione della famiglia è un terremoto il cui epicentro è il crollo della figura paterna, elemento che ha un rapporto diretto con l’esplosione di violenza tra le personalità più fragili, dapprima vittime, poi carnefici. Nel merito dell’episodio savonese, riflettevamo anche su una circostanza ulteriore: all’alba del terzo millennio, non più di quindici, venti anni fa, sarebbe stato impensabile scrivere frasi tanto sintomatiche di un degrado generalizzato. Era evidente a tutti che non si dovesse aggredire qualcuno per l’unico motivo di richiedere il pagamento e l’esibizione di un biglietto. La riprovazione sociale per comportamenti del genere era forte e sussisteva, pur in declino, un senso comune di condivisione delle normali regole di convivenza civica. Sui mezzi pubblici, i divieti riguardavano la bestemmia, oggi sdoganata e comune quanto il turpiloquio; si invitava a lasciare il posto agli invalidi, agli anziani, alle donne. Chissà che ne pensano le Erinni nemiche della società eteropatriarcale.  Ci si affanna con esiti incerti a diffondere una legalità formalistica, si parla molto della cultura di un’astratta legalità, ma si è perduta irrimediabilmente la Legge. Tempo fa ci siamo imbattuti in rete in un intervento di Alain De Benoist sulla femminilizzazione delle élite, il cui filo conduttore era la perdita del padre come fattore di stabilità, simbolo della Legge, la figura “che sottrae il figlio all’onnipotenza infantile e narcisistica”, ponte tra sfera privata e pubblica, soprattutto “limite del desiderio davanti alla Legge”, elemento indispensabile per la formazione di personalità adulte, responsabili, equilibrate. Indipendentemente dagli argomenti esposti, ciò che ci colpì fu il tono irritato, liquidatorio, intriso di disprezzo e derisione di alcuni commenti dei lettori. Nessuno ribatteva nel merito, tutti dimostravano di non possedere gli strumenti concettuali per approvare o contrastare l’arsenale concettuale dell’autore, un intellettuale con decine di libri all’attivo, migliaia di articoli e una presenza culturale di mezzo secolo.

     La disintegrazione del senso di civiltà                     

    Dunque, non è saltata solo la Legge, ma più in generale la percezione di appartenere a una civiltà; i codici comuni di ieri si sono trasformati in linguaggi incomprensibili. Gran parte dei significati hanno perduto senso, moltissimi non sono in grado di accogliere, tanto meno comprendere ragioni e idee altrui. E’ come si ci esprimessimo in lingue ignote o utilizzassimo la crittografia al posto del lessico di tutti i giorni. Viviamo in una bolla di appagata ignoranza, circondata da pomposi titoli accademici, conoscenze e saperi esclusivamente strumentali a “ciò che serve”. Per citare Socrate al contrario, non sappiamo più di non sapere, ci crogioliamo in un’inconsistenza soddisfatta che fa respingere tutto ciò che non capiamo o ci infastidisce. Come nel computer, si mette nel cestino il messaggio che non interessa e si elimina come “spam”, spazzatura concettuale, ciò che è sgradito.  

                  Un numero crescente di persone vive nel vuoto di valori diversi

                                     dal principio di piacere, dalla comodità,

                                nell’idolatria della forma-merce e del denaro.

    Non stupisce che alcuni non trovino di meglio che salire sul treno o sul bus senza pagare il biglietto, minacciando o prendendo a pugni chi si oppone, esattamente come ci si libera delle idee moleste o si toglie di mezzo chi si frappone al desiderio da realizzare. Sconforta soprattutto la mancanza di reazione sociale. A grande maggioranza si depreca il degrado civile, ma non si fa nulla per invertire la rotta. Ovvio, da tre generazioni viviamo nel più assoluto soggettivismo. Un individualismo greve carico di indifferenza, menefreghismo, tutt’al più generica deprecazione poiché “non si fa nulla”, “non si può andare avanti così”, ma ben raramente uno scatto di orgoglio per reagire, insorgere, provocare un cambiamento. E’ svanita la Legge, quella che conoscevamo come senso comune, esempio, formazione alla vita, limite. Idee senza parole, i fondamenti.

                     La globalizzazione tende a negare punti di riferimento stabili,

            elevando il consumo – e il suo mezzo, il denaro – a unici pilastri della vita.

    Si giustifica tutto, si confondono, insieme con le funzioni e le identità, il bene e il male, derubricati a preferenze, pulsioni soggettive, interpretazioni. Soprattutto, si diffonde un mal sottile contro cui mancano le difese, il narcisismo. I suoi sintomi sono l’infantilizzazione della vita pubblica e personale, l’ansia di realizzare tutto e subito, l’incapacità di comprendere l’Altro. Si è centrati su se stessi, ci si sente speciali, al di sopra delle regole e delle responsabilità. I limiti valgono per gli altri, mai per noi stessi, titolari esclusivamente di diritti, ovvero capricci o pulsioni scambiate per bisogni, scompare l’empatia, gli altri diventano mezzi, oggetti di piacere oppure fastidi da eliminare se oppongono resistenza ai nostri piani. Le norme diventano barriere insopportabili, nemici coloro che per dovere o convinzione cercano di farle valere. Sono disprezzati sino alla derisione e all’assoluta incomprensione i valori virili come la forza e la saggezza. L’onore, semplicemente, è parola priva di definizione, tutt’al più si tiene all’ immagine, l’idea di noi stessi più conveniente nel rapporto con il prossimo. Cacciata dalla finestra, la violenza, mai disprezzata come oggi, ricompare dalla finestra con rinnovata pericolosità sotto forma di comportamenti irresponsabili, incapacità di frenarsi, pulsione di possesso malsano, indifferenza morale, cinismo, competitività, insensibilità, ansia di appropriazione ad ogni costo. Ogni freno immateriale di origine comunitaria, il senso del pudore, la vergogna per i propri atti, l’assunzione di responsabilità è svalutato, liquidato come residuo del passato. Chi vive solo per l’oggi non sente il bisogno di solidi principi e avverte ogni divieto, regola o legge come un ostacolo intollerabile a cui opporre la volontà sovrana, capricciosa di tanti “io” che si considerano il centro dell’universo.

     Immobilismo e soggettivismo                                   

    L’assenza di una reazione civica alla decadenza è un ulteriore frutto del soggettivismo. Siamo sì sconcertati dall’andamento generale, ma in fin dei conti ci basta trovare una soluzione individuale, la via d’uscita dei fatti propri, chiusi nel nostro pezzetto di mondo. Ci hanno talmente convinti che il vero e il giusto non esistono da non prestare fede neppure ai nostri sentimenti, alle parole con cui definiamo le cose, se non sono in linea con il pensiero corrente. Rinserrati in miriadi di gruppi reciprocamente ostili, guardiamo al mondo di fuori senza più prendere posizione, tollerando ogni cosa, trovando attenuanti e giustificazioni per qualsiasi comportamento, purché, beninteso, non ci tocchi personalmente. In quel caso gridiamo d’indignazione, invochiamo l’intervento esterno, riscopriamo persino l’autorità delle legge e lo Stato, rintracciamo nel vocabolario parole dimenticate, morale, onore, principi, legge, rispetto. Involucri privi di sostanza in una società impregnata dei disvalori materialisti.

     Etica del cavaliere ed etica del mercante                

    L’etica del soldato e del cavaliere, il semplice senso del dovere sono sostituite da quella del mercante, l’utile immediato al posto del giusto e del bello e, nei tempi ultimi, dalla mentalità del rapinatore e del nomade, due figure amorali che prendono ciò che trovano, disinteressati al diritto, nemici della conquista attraverso la fatica e il lavoro. Chi consegue successo, denaro, piacere con poca fatica è un modello da ammirare, un “dritto”. La conseguenza è il tracollo di un’ordinata convivenza, sino alla triste necessità di rammentare a gente di ogni risma, età e nazionalità che aggredire qualcuno è un reato. Poco male per loro: il rigore della legge non raggiunge quasi mai i responsabili, dovunque sono pronte giustificazioni sempre nuove, tolleranze ogni volta più estese. L’esempio vale più delle parole. I comportamenti delle classi dirigenti non sono migliori di quelli della suburra, il timore della legge assale esclusivamente le persone oneste.

      L'evocazione del padre                                               

    Legge significava anche timore: della pena, della responsabilità, del disonore che ricade sul reo e sulla sua famiglia. Il timore è scomparso, abolito nei mille rivoli del falso fiume buonista. Nonostante Bibbia e Vangelo, è tramontato anche nella prassi religiosa il timore di Dio, celato dagli stessi consacrati come imbarazzante residuo di un creatore giudice, duro, quasi cattivo, non sopportabile dal fragile Peter Pan contemporaneo. Nel libro dei Proverbi si dice: “il timore del Signore è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via del male e la bocca perversa.” Altrove lo si definisce principio della sapienza. Per il cristianesimo il timore di Dio è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Dissoltasi la spiritualità nell’orizzonte materialista, anche la fede ridotta a folklore tace. Presso le generazioni allevate con principi forti, bastava evocare il padre per ottenere un cambio di atteggiamento. “Lo dico a papà” più che una minaccia era un giudizio preventivo, l’evidenza di un comportamento negativo. Lungi dall’essere una figura cattiva, il padre rappresentava il detentore del diritto/dovere di pronunciare dei no, decidere, distinguere il bene dal male, talvolta punire. Secondo studi americani, i più efferati assassini seriali sono personalità vissute in mancanza di un padre. Nella quotidianità, un numero impressionante di persone cresce nell’assenza della figura paterna, sconfitta dalla modernità, respinta dalle fisime libertarie, annientata dall’implosione della famiglia naturale. L’aggressività naturale dei giovani maschi è repressa con accanimento da modelli ideologici di ascendenza femminista. Un rimedio agli scoppi di violenza peggiore del male, poiché gli istinti risorgono in forme deviate e travolgono le deboli difese psicologiche di una società ossificata. Torna l’orda primitiva, ci si riunisce in fratrìe, il gruppo dei pari, specie tra gli adolescenti maschi, con i risultati di cui sono piene le cronache.

     La droga del carrierismo/narcisismo                      

    Un elemento moltiplicatore dell’eclissi del padre/legge è quello del gran numero di uomini – ma il fenomeno riguarda sempre più anche le donne – dediti esclusivamente al lavoro, alla cura maniacale della carriera e del successo professionale che impedisce di occuparsi dei figli e della famiglia, facilitando la rottura dei rapporti stabili a favore di legami “liquidi”. Sono gli adepti degli spiriti animali del capitalismo ultimo, personaggi del tutto privi di empatia, egocentrici, aggressivi ed emotivamente indifferenti. Sostanzialmente psicopatici, ma assai adatti a conseguire i massimi successi nella giungla della competizione nel mondo del lavoro. Si tratta inoltre di personalità affette da forme estreme di narcisismo, il cui egoismo autocentrato non prevede certo sacrificio e interesse per il prossimo, a partire dai propri figli, quando ne hanno, in genere frutto del caso o del desiderio di soddisfare malsane pulsioni “possessive. Nel fastidio per il mondo esterno è compresa l’insofferenza per il limite e per la legge. Il guaio è che le indoli di questo tipo, particolarmente adatte al sistema socioeconomico vigente, risultano imitate ed ammirate dalla maggioranza gregaria. Come membri delle classi dirigenti, inoltre, orientano la formazione e la modifica delle leggi nel senso della massima permissività, a imitazione del modello liberista trasformato in libertario/libertino. L’educazione diventa così semplice apprendimento di meccanismi e nozioni utili per affrontare la competizione economica, ribattezzata concorrenza e rivestita di un paradossale alone di indiscutibilità sacrale. In siffatto sistema, l’imbroglio, la menzogna istituzionalizzata (di cui è veicolo privilegiato il circo pubblicitario) sono strumenti di lavoro, mezzi per ottenere il successo. Il disprezzo per le norme diventa naturale, fino alle conseguenze di focolai di violenza, pretesa di sfuggire alla conseguenze dei propri atti, disinteresse per le ragioni e la persona altrui, l’idea che ciò che si frappone tra noi e l’obiettivo sia un ostacolo da abbattere.

     Il sommo attentato                                                       

    Ragionavamo sul fatto che la frana si è allargata negli ultimi vent’anni. Non è certo responsabilità dei “millennials”, coloro che si sono formati nel XXI secolo, prime vittime inconsapevoli di una civilizzazione allo sbando. La frattura risale agli anni sessanta, è diventata idea dopo il 68, si è trasformata in cultura dominante nel tempo. Esaurite le generazioni precedenti, sono terminati i filtri, le resistenze, si sono aperte le dighe. La generazione che ha contestato prima, ucciso poi il Padre e la Legge ha messo al mondo figli cui è stato inoculato il germe dell’indifferenza non solo verso i vecchi principi, ma nei confronti di ogni limite. Enfatizzato ogni eccesso come pegno di raggiunta libertà, alla morte del padre è succeduta la perdita del figlio. Divenuti figli di nessuno, ci sentiamo autogenerati, creatori di noi stessi, ma in realtà zattere alla deriva. L’esempio più potente è la figura di Friedrich Nietzsche, che cercò l’Oltreuomo, annunciò la morte di Dio (e partecipò attivamete al piano umano rivoluzionario che ne attentò l'idea nell'immaginario collettivo – Ndr), previde e fu maestro del nichilismo, la trasmutazione di tutti i valori, l’emersione della figura epidemica degli Ultimi Uomini, di cui sperimentiamo ora la variante consumista senza valori e priva di qualità. Finì nella follia, il gigante di Sils Maria, per aver antiveduto nell’aria pura dell’alto monte il risultato delle sue meditazioni profetiche (e maledette – Ndr). Noi sperimentiamo l'eesenza di questo nichilismo quotidianamente: gli ultimi uomini distruggono tutto ciò in cui si imbattono, fanno terra bruciata con sinistra voluttà di civiltà, cultura, legge, vita. L’incendio non è stato riconosciuto al suo apparire, ci siamo affidati tra gli applausi ai piromani. Alla fine del ciclo, non resta che scrivere ovvietà: non si aggredisce il conducente se si vuole evitare il burrone.

    Roberto Pecchioli / integrazioni a cura di S. Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Don Ferdinando Rancan - Riflessi di Cielo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Riflessi di Cielo – Don Ferdinando Rancan          

    Verona – di Patrizia Stella Don Ferdinando Rancan, sacerdote della diocesi di Verona, nacque a Tregnago di Verona il 14 giugno 1926. Laureatosi in Scienze Naturali presso l’università “La Sapienza” di Roma, tornò nella sua città dove, completati gli studi teologici, ricevette l’Ordinazione sacerdotale il 29 giugno 1953, dedicandosi per molti anni all’insegnamento nel Seminario diocesano e nei Licei della città. Svolse il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di San Nazaro, poi nella Pieve dei Santi Apostoli e infine come collaboratore a Sant’Eufemia. La vita del reverendo don Ferdinando Rancan costituisce uno stimolo e uno sprone in questi tempi di smarrimento: fu pastore fedele e zelante, direttore spirituale per tanti sacerdoti e laici che si affidarono alla sua guida, nonostante la salute precaria che lo accompagnò per tutta la vita. Don Vittorio Turco, suo confratello e compagno di studi in seminario, ha scritto di lui

                      “uno dei pochi preti veronesi preparato, serio, colto,

          che ha saputo sintetizzare i più alti valori cristiani in una vita umile,

                                                 provata ed esemplare.”

    Egli scrisse diversi libri di vita ascetica rivolti per lo più al cristiano cosiddetto “laico”, cioè a quello che vive nel mondo in mezzo alle varie realtà e preoccupazioni quotidiane di lavoro, famiglia, figli,… attraverso le quali anch’egli ha il dovere di santificarsi, come sono tenuti a fare i consacrati nella vita sacerdotale o religiosa, come in quel tempo andava predicando per l’Italia e il mondo il fondatore dell’Opus Dei, Josemaria Escrivà, che don Ferdinando ebbe l’occasione di conoscere personalmente a Roma nel 1954, al quale chiese poi l’ammissione come membro della Società Sacerdotale della Santa Croce. La sua vita, spesso dura ma anche avventurosa, che egli condusse sempre all’insegna della massima fedeltà al suo impegno personale col Signore, fu narrata dallo stesso Rancan nel suo ultimo scritto autobiografico, “Storia di un somarello”: titolo da lui voluto perché tale si riteneva davanti a Dio, mentre era noto per la sua profonda cultura che, oltre alle due lauree citate, si manifestava anche attraverso quel dono soprannaturale della “Sapienza” che Dio concede ai suoi servi fedeli.

     La preoccupazione per le sorti dell'Italia               

    Soprattutto negli ultimi anni della sua vita, crebbe in lui una grande preoccupazione per le sorti dell’Italia, “la nostra patria” come lui soleva chiamarla, memore di quanto suo padre e parenti vari avessero combattuto per la sua libertà durante la Prima Guerra Mondiale. Percepiva l’Italia come in pericolo, se non imminente, ma progressivo, dovuto soprattutto allo sgretolamento della famiglia, vero pilastro su cui è sempre stata fondata l’Italia cattolica come faro di luce per il mondo intero. A tale scopo ricompose, adattandone le parole, una vecchia preghiera “A San Giuseppe per l’Italia e le nostre famiglie(1) che cercava di diffondere anche attraverso vari incontri di preghiera per fedeli da lui guidati fino al suo ultimo mese di vita. Vero “Alter Christus”, trovò nel Sacrificio Eucaristico quella forza soprannaturale che sempre lo accompagnò anche nei momenti più difficili, fino al compimento finale della sua esistenza terrena che avvenne il 10 gennaio 2017. Tra i suoi scritti:

    1. Il senso del vivere.                                          6) In quella casa c’ero anch’io
    2. La Moneta del tempo.                                    7) La Madonna racconta
    3. Là dove cielo e terra si incontrano.               8) Innamorato del Cielo
    4. Ricevi questo anello.                                       9) Storia di un somarello
    5. Fiori di melograno.                                          

    (1) PREGHIERA A SAN GIUSEPPE PER L’ITALIA E LE NOSTRE FAMIGLIE. Percependo da anni la situazione difficile in cui versa la nostra patria, don Ferdinando aveva invitato i fedeli a recitare questa bella e antica preghiera, da lui aggiornata, dedicata a S. Giuseppe, Patrono della Chiesa universale e quindi anche dell’Italia, Sede del Papato. "Glorioso San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, Madre di Gesù, tu che sei patrono della Chiesa universale, ascolta le suppliche che ti rivolgiamo in quest'ora di confusione e di decadimento: proteggi l'Italia e tutte le nostre famiglie. Quell'Italia scelta con predilezione da Cristo per collocarvi la sede del suo Vicario il Papa; quell'Italia disseminata dei santuari della Vergine Maria e forgiata dai Santi. Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima Sposa, uomini nuovi, che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo. Fa' che la nostra patria possa continuare ad essere centro vivo di civiltà cristiana, faro di luce in tutto il mondo, terra di Santi per la gloria di Dio e per la salvezza di tutti gli uomini".

     "Il Tempo, l'Eternità"                                                

    Nel 1995, quando don Ferdinando Rancan era parroco ai Santi Apostoli in Verona, venne presentato il suo primo libro intitolato “IL TEMPO, L’ETERNITÀ” Riflessioni sulla vita, con l’imprimatur dell’allora Vescovo di Verona, S.E. Mons. Attilio Nicora, e la presentazione del prof. Gianni Lollis, docente di storia dell’Arte e Presidente del Consiglio Pastorale. Pur essendo destinato per lo più ai parrocchiani, riscontrò subito tanto entusiasmo che ne furono ristampate a breve un paio di edizioni da distribuire in giro ai vari richiedenti, tra cui anche autorità civili ed ecclesiastiche o comunque persone di un certo livello culturale, che risposero con lettere di ringraziamento dal contenuto veramente sentito e profondo (2). Qualche anno dopo, in vista dell’anno Santo 2000, si pensò di “rilanciare” questo libro e se ne fece carico la Casa Editrice Ares di Milano, attraverso il suo direttore Dott. Cesare Cavalleri ma, visto il malloppo di ben 520 pagine e il fatto che si poteva considerare composto essenzialmente da due parti, la prima di carattere prevalentemente antropologico-filosofico riguardante l’uomo e le fasi della sua vita, mentre la seconda improntata per lo più sulla vita ascetica e liturgica, si pensò di dividerlo in due parti, di cui la seconda dal titolo “LA MONETA DEL TEMPO” che presenteremo prossimamente.

    (2) Tra di essi, ricordiamo lo scrittore Vittorio Messori, lo storico Pietro Galletto, i vari Presidi dei Licei dove insegnò, il Rettore dell’università prof. Gino Barbieri, alcuni Prelati amici tra cui il Vescovo di Concordia Pordenone Mons. Sennen Corrà, e di Belluno, Mons. Ducoli, i reverendi don Ermanno Tubini e don Flavio Cappucci, il presidente della Banca Popolare di Verona, prof. Giorgio Zanotto, e della Cassa di Risparmio, dott. Giovanni Padovani, il Procuratore Militare della Repubblica di Verona, e molti altri sostenitori fra amici, parrocchiani, confratelli nel sacerdozio ed ex colleghi di liceo dove don Ferdinando insegnò per parecchi anni prima di assumere l’incarico di parroco.

     L'uomo destinato alla Comunione con il Padre   

    Questo primo libro riflette, in un certo senso, la linea portante di tutta la spiritualità e l’insegnamento di don Ferdinando e cioè

                            “l’uomo come creatura, figlio di Dio Creatore

    e pertanto destinato alla Comunione con suo Padre Dio nella Vita Eterna!”.

    Senza questa consapevolezza iniziale, secondo don Rancan, diventa impossibile qualunque studio o ricerca scientifica o psicologica sull’uomo e sul perché della sua vita. In quanto l’uomo è “un essere composto da corpo e da anima”. Escludere la realtà del corpo per considerare l’uomo come essere virtuale, modificabile, instabile, che si perde in uno spirito globale indefinito, rischia di vanificare la sua vera identità, unica, irripetibile ed esclusiva, col rischio di una pericolosa manipolazione. Al contrario, focalizzare l’attenzione solo sul corpo eliminando l’anima, vale a dire l’aspetto trascendente (che va oltre a quello spirituale inteso come attività dell’intelletto), suppone una visione solo biologica e immanentistica dell’essere umano. A seguito della salita al cielo dell’autore, 10 gennaio 2017, ho pensato, come curatrice e custode di tutte le sue opere, che ho seguito sin da quando l’autore le aveva in mente e me ne parlava come progetto ancor prima di scriverle, cioè a partire dal 1980, di riproporre alcuni brani dei suoi libri invitando i lettori a procurarsi l’intera pubblicazione scritta perché potrebbe costituire una valida base di cultura teologica, ascetica e umanistica che permette di affrontare le varie sfide del mondo laicizzato e ormai pagano. Tra le varie lettere di congratulazioni per il libro di cui ho parlato, credo valga la pena evidenziarne una in particolare, quella scritta (3)  da Mons. Attilio Nicora (4), nominato Vescovo di Verona, come accennato – proprio quando don Ferdinando era parroco ai Santi Apostoli – e rimasto in carica per soli tre anni e mezzo, dal 1994 al 1997 circa: perché chiamato poi di nuovo in Vaticano dove, assieme alla porpora cardinalizia, il Papa Giovanni Paolo II gli riservò anche compiti di grande responsabilità relativi a questioni giuridiche di cui Mons. Nicora era esperto. / Continua nella seconda parte.

    (3) Lettera del Cardinal Attilio Nicora / Vescovo di Verona: “Al corrente dell’odierna presentazione del libro del vostro Parroco, don Ferdinando Rancan, dal titolo “IL TEMPO – L’ETERNITÀ” mi faccio volentieri presente con una sentita parola di apprezzamento e di augurio. Voi ben sapete che sotto il profilo propriamente catechistico i nostri riferimenti dovuti sono il “Catechismo della Chiesa Cattolica” promulgato dal Papa Giovanni Paolo II e, come libro della fede per gli adulti, il catechismo intitolato “La verità vi farà liberi” preparato dai Vescovi italiani, del quale il Papa stesso, nella recente Assemblea Generale della CEI, ha detto: “La corale partecipazione di tutto l’Episcopato al lungo cammino della sua redazione e l’approvazione della Santa Sede gli conferiscono singolare autorevolezza”. Ciò non toglie che possano tornare utili anche libri come quello di don Rancan, che riprendono e sviluppano in forma più elaborata e personale alcuni profili della dottrina della fede, mettendoli in dialogo con l’esperienza quotidiana e aprendoli a una considerazione spirituale e orante. Sono perciò con voi nel dire “grazie” a don Ferdinando per questa fatica, espressione della sua passione educativa e pastorale, e apprezzo la stima e la cordialità di cui volete circondare il vostro amato Parroco nella bella occasione della festa patronale. Su don Ferdinando, su tutti voi, in special modo su quanti tra voi maggiormente soffrono nel corpo e nello spirito, invoco di gran cuore la benedizione del Signore, mentre Lo prego che vi dia luce e forza per proseguire nel cammino della vostra testimonianza cristiana. Verona, 4 giugno 1995 Solennità di Pentecoste (+ Attilio Nicora – Vescovo). (4) Il Card. Attilio Nicora, pur vivendo quasi sempre a Roma anche a motivo, come detto, dei suoi incarichi in Vaticano, aveva espresso il desiderio di essere sepolto dopo la sua morte, avvenuta il 22 aprile 2017, proprio a Verona nella cripta dei Vescovi, dove si trovano effettivamente le sue spoglie in un bel loculo di marmo bianco, non solo a motivo del grande affetto che ha sempre nutrito nei confronti della sua prima e unica diocesi, Verona, dove ha potuto fare la sua prima e unica esperienza pastorale come Vescovo, ma anche – raccontava Mons. Nicora – in occasione di incontri con pochi e intimi fedeli, per tutto quello che aveva imparato di edificante da alcuni suoi figli sacerdoti veronesi, in particolare da don Ferdinando, per il suo esempio di umiltà e disponibilità, soprattutto quando gli chiese il sacrificio di rinunciare anzitempo alla sua parrocchia dei Santi Apostoli, da lui tanto amata e anche restaurata con molti sacrifici, per realizzare un vasto progetto pastorale proprio lì nella zona del centro storico di Verona, progetto mai portato a compimento, purtroppo, a motivo del suo improvviso trasferimento a Roma.

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  • Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria. Cosa fa l’Ue?

    Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria. Cosa fa l’Ue?

    Lunedì, 3 settembre / 2018

    Comunicato stampa di Mario Borghezio

     Redazione Quieuropa, Parlameto europeo, Mario Borghezio, Cristiani, Nigeria,  strage        

    Borghezio: violenze sui cristiani in Nigeria.

    Cosa fa l'Ue?

    Interrogazione alla Commissione europea, dopo l'ultima grande strage

    (500 persone massacrate solo nello Stato di Benue)

     

    Comunicato stampa di Mario Borghezio

       strage in nigeria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ue fermi le violenze sui cristiani in Nigeria!    

    (Premessa – In Nigeria continua tra l'indifferenza la spietata mattanza di cristiani. Negli ultimi anni, dal giugno 2015 ad oggi, sarebbero stati uccisi oltre 16 mila cristiani, da Boko Haram e dai pastori musulmani di etnia Fulani – Ndr) – Bruxelles Comunicato stampa di Mario Borghezio In merito alle notizie di nuove violenze in Nigeria contro i cristiani, l’europarlamentare Mario Borghezio ha indirizzato un’interrogazione alla Commissione Europea. “Come testimoniato da diversi vescovi locali – spiega Borghezio – nei territori della cosiddetta ‘middle belt’ della Nigeria si sono susseguiti tragici scontri contro i cristiani, che sono costati, nel solo Stato di Benue, la vita ad oltre 500 persone. Responsabili dei massacri della popolazione cristiana, principalmente dedita all’agricoltura, sono i pastori musulmani di etnia Fulani, spesso equipaggiati con armi automatiche”. E spiega: “Mentre i media nigeriani cercano di minimizzare la motivazione etnico-religiosa (forse perché l’attuale Presidente Buhari è di etnia Fulani) parlando di scontri per le terre, molti commentatori e diversi vescovi locali confermano la rapida escalation contro i cristiani, denunciano la colpevole inattività della Polizia Federale e paventano rischi simili alla tragedia del Ruanda in caso tale situazione non venga fermata al più presto”. Pertanto Borghezio chiede:

                                   “Come intende intervenire la Commissione

               per difendere e tutelare le popolazioni cristiane minacciate in Nigeria?

         Intende sollevare con urgenza la questione in sede di colloqui internazionali?”.

     

    Comunicato stampa di Mario Borghezio / Deputato europeo

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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  • La grande opera medievale della Chiesa Cattolica contro l’usura ebraica

    La grande opera medievale della Chiesa Cattolica contro l’usura ebraica

    Domenica, 2 settembre / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio  Basile, Medioevo, usura ebraica, Chiesa Cattolica, Monti  di Pietà 

    La grande opera medievale della Chiesa Cattolica

    contro l'usura ebraica

    Il francescanesimo e la mirabile opera dei Monti di Pietà

     

    di Sergio Basile

    Tratto da: Sergio Basile, "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse"

    Ed. Solfanelli, 2018

    Monti di Pietà - Chiesa Cattolica contro Usura Ebraica

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Chiesa Cattolica: millenario faro contro l'usura 

    Catanzaro di Sergio Basile  Il problema dell’ingiustizia connesso alla tirannide del legislatore e all’usura era avvertito con particolare sensibilità dalla comunità cattolica, specie nell’epoca preilluministica (1). Oggi, malgrado gli appelli insipidi, slegati, discontinui e sporadici di vasti comparti della Chiesa-istituzione, a tratti filo-europeista, questa prioritaria istanza di giustizia sembra essersi affievolita. Alcuni settori clericali, espressione di una chiesa modernista e progressista, sembrano diventati sordi e ciechi al grido di aiuto dei popoli europei, soggiogati da trattati comunitari e accordi transnazionali che hanno finito per legalizzare orrori di ogni tipo. Durante il glorioso Medioevo la comunità cristiana — clericale e laica — nutriva una grande considerazione verso la sacralità della vita e verso la stessa morte (2), considerando l’usura al pari del crimine più grande, perché capace di compromettere il normale ritmo dell’esistenza umana e di incidere sulla fine naturale della stessa: capace cioè di condizionare nefastamente sia il corpo (tempio dello Spirito) che l’anima. Così San Bernardino da Siena, nel Sermone XLIV della sua Opera Omnia, scrisse sull’usura e i suoi più abili architetti:

                          Gli usurai sottraggono il pane dalle mani degli affamati e dei fanciulli,

                       l’acqua dalle mani degli assetati, la casa e l’alloggio a chi non ne ha uno,

                                gli indumenti dal corpo di chi è nudo, fanno ammalare i sani,

                                           cacciano in prigione i liberi e, come lupi voraci,

                                         si affannano a saziarsi della carne dei miseri (3)

                                                            San Bernardino da Siena

    (1) Nel contesto di una società organica e teocentrica. (2) La diffusione delle cosiddette Ars Moriendi — o arti della buona morte — ne sono un esempio emblematico.  (3)  San Bernardino da Siena, Opera Omnia, Sermone XLIV.

     Usura giudaica e Concilio Laterano IV                  

    Ecco perché la Chiesa di Cristo ha da sempre combatutto l’usura, specie quella più aggressiva praticata dai mercanti giudei, condannando esplicitamente alcuni passi del Talmud ebraico che la avallavano. La piaga feneratizia era considerata dalla Chiesa come un gravissimo peccato, reiterato sia contro Dio (e la Sua Provvidenza) che contro gli uomini e la Creazione, ingenerando nel corpo sociale incommensurabili danni materiali e spirituali. All’epoca il prestito su pegno era erogato dai privati con tassi d’interesse che variavano dal 14 al 50%, con punte dell’80%, anche se la leva fiscale era meno opprimente rispetto a quanto avviene oggi. È curioso notare come il cancro dell’usura, andato in metastasi con la nascita delle private banche centrali a partire dal 1694 (4), andò propagandosi in tutta Europa fin dai primi secoli dopo Cristo. Successivamente, verso la fine del Duecento, con la progressiva affermazione dell’economia monetaria e dei banchi, gestiti in gran parte da speculatori ebrei, essa esplose diventando un fenomeno di malcostume. Ciò spiega la centralità che il fenomeno trovò presso tutti i grandi concili del Medioevo, a cavallo tra il 1123 e il 1312, sulla scia di quanto sancito già ad Elvira (5) (306 d.C.), Nicea (6) (325 d.C.) e Clichy (Francia, 626 d.C.) (7). Tra i concili in questione spiccò il Laterano IV del 1215, che denunciò con forza la perfidia giudaica testimoniata nell’usura:

                                                     Quanto più la religione cristiana

                           viene oppressa dalla riscossione del denaro prestato a usura,

                            tanto più gravemente la perfidia giudaica diviene prepotente,

                       tanto che in breve tempo le ricchezze della Chiesa si esauriranno (8).

    (4)  Cfr. par. 6.2 (Una catena di disastrosi effetti ed eventi); par. 6.3 (Londra 1964 – Royal Charter: una rivoluzione epocale).  (5)  Oggi Granada (Spagna).  (6)  Oggi Iznik (Turchia).  (7)  Il Concilio di Elvira (Spagna) si celebrò nel 306 d.C. (circa) nella città di Elvira (il nome di Granada prima della conquista araba, nell’allora Hispania). Vi si trattò, tra l’altro, il tema della separazione dalle comunità ebraiche che risiedevano nella penisola iberica. Il Concilio di Nicea (Turchia) fu il primo dei concili ecumenici e si tenne nel maggio-giugno del 325, convocato dall’imperatore Costantino. Vi parteciparono da 220 a 318 vescovi, in maggioranza orientali. Condannò l’eresia di Ario, proclamando il Figlio consustanziale a Dio Padre nel cd. Simbolo niceno (il Credo), tuttora in uso. Il Concilio di Clichy (o Concilium Clippiacense) fu un concilio sotto forma di sinodo locale che si tenne nell’omonima città francese, attorno al 626. Esso si occupò, tra l’altro, del diritto di asilo per criminali e schiavi che si fossero rifugiati in chiese o monasteri (Fonti: Enciclopedia Treccani e Cathopedia.org). (8) Dagli Atti del IV Concilio Laterano del 1215.

     I Mestieranti del debito                                               

                   Inoltre, gran parte delle prediche ufficiali, nelle chiese come nelle piazze,

                                                 erano volte a difendere i poveri

                    dal potere distruttivo della diabolica arte “alchemica” dell’estorsione,

                     che vedeva l’umano stato di bisogno, naturale o indotto che fosse,

                       quale suo naturale fondamento, ragion di gaudio e conseguenza.

    A reggere i giochi nacque una nuova categoria di mestieranti o specialisti del credito ad interesse, per lo più d’estrazione ebraica. Ad essi la sensibilità cattolica, quella francescana in particolare , contrappose i Monti di Pietà, luoghi privilegiati di mutuo soccorso permeati di solidarietà cristiana e simili, per certi versi, alle antiche pseudo-cooperative creditizie ebraiche dell’era mosaica (9). Il pioniere dei Monti di Pietà — realtà che da Ascoli Piceno e dalle Marche ben presto si diffusero in tutte le regioni — fu il Beato Marco da Montegallo (10) in de Marchio, discepolo di San Giacomo della Marca e autore della Tabula della Salute. Il Beato considerava i Monti di Pietà come

                          L’unico humano rifugio (concesso dal benignissimo Dio – Nds)

    de esso sventurato popolo cristiano, manecato, stracciato e devorato dagli usurai (11).

                                                       Beato Marco da Montegallo

    (9) Cfr. paragrafo 5.3 (Le prime cooperative creditizie della storia).  (10) Il Beato Marco de Marchio da Montegallo (Montegallo – Ascoli Piceno – 1425; Vicenza, 19 marzo 1496) è stato un religioso italiano appartenente all’Ordine dei Frati Minori, riconosciuto come l’ideatore — o co-ideatore — dei Monti di Pietà, pensati per sottrarre le classi meno abbienti al giogo dell’usura (fonte Cathopedia.org).  (11) Beato Marco da Montegallo, Tabula della salute, Venezia 1486, Cap. XI.

     La riforma socio-economia di contrasto all'usura   

    Tuttavia il primo istitutore dei Monti — o comunque coistitutore assieme al Beato Marco da Montegallo e al Beato Bernardino da Feltre — fu tale Fra Domenico da Leonessa (12), nativo di San Severino Marche. Dopo l’esperienza di Ascoli Piceno un altro passo decisivo alla causa fu dato dalla comunità francescana, nella seconda metà del Trecento, in seno all’Eremo di San Bartolomeo di Brogliano (13) (provincia di Macerata) nei pressi di Camerino, ivi nacque una vera e propria riforma socio-economica di contrasto all’usura, alla quale aderirono, nei decenni successivi, prestigiosi accademici, universitari e vescovi. Tra i documenti più importanti dell’epoca, a testimonianza di questo straordinario fenomeno socio-economico, degna di nota è la Bolla di Papa Niccolò V (14) del 1454, approvante il Monte dei Prestiti in Ancona (15).

     (12) Fra Domenico da Leonessa nacque nella prima metà del sec. XV. Incerti sono il luogo d’origine e la data: una tradizione lo vuole comunque nato a San Severino Marche (provincia di Macerata) e quindi trasferito a Leonessa (o Gonessa, Gonissa, Lagonissa nelle fonti); un’altra tradizione nato a Leonessa (provincia di Rieti) da genitori provenienti da San Severino (si veda Chiaretti, pp. 309 s. n. 30 e Enciclopedia Treccani).  (13) L’Eremo di San Bartolomeo di Brogliano, situato sugli altopiani Plestini ai confini tra Umbria e Marche, fu edificato nella seconda metà del XIII Sec., ad opera degli abitanti di Colfiorito, nel 1270. Dopo un lungo contenzioso, nel 1984, la chiesa è entrata a far parte dell’arcidiocesi di Camerino, essendo situata territorialmente nella provincia di Macerata (già appartenuta alla diocesi di Nocera Umbra). Da qui, nel XIV secolo, partì una delle più esaltanti e meravigliose esperienze di rinnovamento dell’Ordine francescano nota come Riforma degli Zoccolanti, opera iniziata dapprima da Fra Giovanni della Valle (1334-1351) e poi proseguita da Fra Gentile da Spoleto (1352-1355). (Cfr. M. Sensi, Brogliano e l’opera di Fra Paoluccio Trinci, Falconara, 1975; Cfr. M. Sensi, Le Osservanze Francescane, Roma, 1985).  (14) Nato a Sarzana (Spezia) il 15 novembre 1397; morto a Roma, il 24 marzo 1455.  (15) Papa Niccolò V, al secolo Tomaso Parentucelli, con la bolla in questione approvò la fondazione del Monte dei Prestiti in Ancona nel 1454, uno dei più attivi e floridi del tempo. Il pontefice passò alla storia anche per aver approvato, in data 20 luglio 1447, con la bolla Pastoralis officii, il Terzo Ordine Regolare di San Francesco, quale ordine canonicamente distinto all’interno della famiglia francescana, dotato di un proprio Ministro Generale (Cfr.: Massimo Miglio in Enciclopedia dei Papi ed Enciclopedia Treccani).

     Il francescanesimo e la nascita dei Monti di Pietà  

    La riforma legittimò ed istituzionalizzò sul larga scala il fenomeno dei Monti di Pietà, definendone la disciplina giuridica:

                              all’interno di essi i prestiti concessi erano privi di interesse

                            e venivano elargiti dietro consegna di un pegno di pari valore

               — ma comunque non inferiore — poi restituito all’estinzione dell’obbligazione.

                                                             In caso contrario

                  il pegno veniva venduto per rimborsare la somma prestata e non restituita.

    Nel Quattrocento fiorirono nelle sole Marche ben ventotto Monti di Pietà, soprattutto, come detto, grazie all’opera del Beato Marco de Marchio da Montegallo e di Fra Domenico da Leonessa. Accanto alla fortunatissima esperienza di Ancona, tra i più noti Monti di Pietà sbocciati come fiori preziosi, ricordiamo quello di San Sepolcro (1464/1466), Macerata e Recanati (1468), Fabriano (1470), Fano e Tolentino (1471), Jesi (16) (1472), Fermo (1478). Famosi anche i monti di Ripatransone (1479), Arcevia (1483), Vicenza (fuori dal territorio marchigiano – 1486) (17). I Monti di Pietà si diffusero provvidenzialmente in tutta la penisola (18) nel Tardo Quattrocento, andando a contrastare in maniera non violenta i deleteri effetti del prestito ad usura (giudaico e non). Un altro eccezionale strumento utile alla causa fu l’istituzione, presso il comune di Macerata (1492), del Monte Frumentario (19), ideato dal cattolico Andrea da Faenza, che

    rendeva possibile l’anticipazione di grano alle famiglie, in periodo di necessità o carestia,

                                  da restituirsi ex-post con il primo raccolto utile.

    Tra i più attivi anche il Beato Francesco Piani da Caldarola (20) (collaboratore di San Bernardino da Feltre) e San Giacomo della Marca (21), fondatore del Monte di Pietà dell’Aquila (1466).

    (16)  Vedi: Giovanni Annibaldi, I banchi degli ebrei ed il Monte di pietà di Jesi, pp. 88-129 — Biblioteca francescana, Falconara M., Ancona, 1972. (17)  Cfr.: Adriano Gattucci, Lo sviluppo dell’Osservanza minoritica (13681517), in AA.VV., Il Francescanesimo nelle Marche. Storia, presenze attualità, Movimento Francescano delle Marche, Ancona, 2000; Cfr.: Anselmo Anselmi, Il Monte di Pietà di Arcevia con gli Statuti del 1470, del 1483 e del 1546 e molte notizie sui Monti di Pietà delle Marche, Foligno 1894; Cfr.: Anselmo Anselmi, Il Monte di Pietà di Arcevia promosso nel 1428 da Lodovico da Camerino, riproposto nel 1470 e fondato nel 1483 da Marco da Montegallo, in “Nuova Rivista Misena”, IV, 1891, pp. 6-14; Cfr.: Anselmo Anselmi, Bolla di Niccolò V approvante il Monte dei Prestiti in Ancona nel 1454, in “Nuova Rivista Misena”, VI, 1893; Cfr.: Anselmo Anselmi, Il Monte di Pietà di Foligno, Foligno 1898; Anselmo Anselmi, Storia del Monte di Pietà di Cingoli fondato da Fra Lorenzo da Roccacontrada, in “Picenum Seraphicum”, 1, 1915; Cfr.: Anselmo Anselmi, Il Monte di Pietà di Arcevia, in “Miscellanea Francescana di Storia, di Lettere, di Arti”, V, 1890, pp. 165-179; VI, 1895, pp. 31-32.  (18) Cfr.: Anna Esposito, Prestito ebraico e Monti di Pietà nei territori pontifici del tardo Quattrocento: il caso di Rieti, in Società italiana degli Storici dell’economia, Credito e sviluppo economico in Italia dal Medioevo all’età contemporanea. Atti del I convegno nazionale 4-6 giugno 1987, Verona, 1988, pp. 97-111.  (19)  Cfr.: Adriano Gattucci, Lo sviluppo dell’Osservanza minoritica (13681517), in AA.VV., Il Francescanesimo nelle Marche. Storia, presenze attualità, Movimento Francescano delle Marche, Ancona, 2000.  (20)  Provenendo dalle Marche, una regione ad economia prevalentemente agricola, Francesco Piani — questo il nome del Beato — conosceva bene le miserie dei lavoratori delle campagne costretti ad indebitarsi e a diventare schiavi degli usurai e a costoro dedicò la sua vita. Francesco fu anche un predicatore ferventissimo che sapeva sedare le frequenti liti nei paesi della sua terra, divisi da lotte violente, tra fazioni ambiziose e famiglie potenti. Il segreto del successo del predicatore di pace era semplice: parlare al popolo di giorno e passare la notte in preghiera (fonte: www.santiebeati.it). (21) San Giacomo della Marca (1393 Monteprandone, Ascoli Piceno – 1476 Napoli). La sua biografia è affidata alla testimonianza di Venanzio da Fabriano (1434-1506), confratello laico che gli fu compagno e segretario fin dal 1463 (Cfr. Marino Sgattoni, La vita di San Giacomo della Marca (13931476) per fra Venanzio da Fabriano (1434-1506)”/ studiata e edita da p. M.S. — Zara, Convento S. Francesco, 1940 (Gubbio, Tip. Oderisi); Cfr.: Tabula Librorum librarie sante Marie de gratia iuxta opidum Montisprandoni, p. 80.

     Sant'Agostino contro l'usura giudaica                       

    Così come riportato dall’esegesi cristiana tradizionale e come argomentato da personaggi del calibro di San Giovanni Crisostomo, Padre della Chiesa d’Oriente, celebre autore di Omelie contro i giudei (22), e Sant’Agostino, nel suo celebre Trattato contro i Giudei (23), nonché dall’analisi sia pur sommaria dei capitoli salienti della storia economica degli ultimi due millenni — specie di quella medievale — ci si accorge come parte di quegli ebrei votati anima e corpo ai principi talmudici sull’usura, nemici di Cristo e dei Cristiani, legittimarono a ritmi crescenti la pratica feneratizia, al fine di accaparrarsi, attraverso il prestito e il conseguente debito, i beni dei “gentili” (Cristiani), reputati falsari indegni della Terra Promessa. Sant’Agostino dedicò al tema diversi scritti, tra i quali Adversus Judaeos Tractatus e il De Civitate Dei, accusando gli storici controllori del denaro di avversare la fede di Cristo, osteggiandone il percorso con ogni mezzo e senza limiti. Le disgrazie patite dagli ebrei con la distruzione dei due templi e la successiva diaspora, rappresentano per Agostino la testimonianza della validità della religione cristiana e l’erronea interpretazione delle scritture, tutta terrena e legata al sangue e non allo spirito, fornita da scribi, farisei e seguaci di Talmud e Kabbalah.

                           Noi discendiamo da altre genti e tuttavia, imitando la sua virtù,

                                                  siamo divenuti figli di Abramo. (…)

                        Noi siamo dunque fatti discendenti di Abramo per grazia di Dio.

                               Dio non fece suoi eredi i discendenti carnali di Abramo.

                              Anzi questi li ha diseredati per adottare quegli altri (24)

                                                            ( Sant’Agostino )

    Ovviamente è impossibile in tal sede offrire uno squarcio esaustivo e completo sull’immensa eredità in chiave antiusurocratica, lasciata dal Cattolicesimo nel cosiddetto Medioevo; tuttavia, quanto detto è comunque sufficiente a smontare le tesi di quanti vorrebbero in modo superficiale, falso ed anacronistico, bollare come oscurantista un’epoca di gran fermento e pathos spirituale, specie verso la causa dei poveri e degli ultimi e contro le ingiustizie sociali, economiche e giuridiche, perpetrate dai signori dell’inganno monetario. Tuttavia, malgrado l’impegno profuso dai Cristiani nella lotta contro l’usura ebraica, costoro commisero un madornale errore storico, che di seguito cercheremo di ricomporre, in sintesi.

     (22) San Giovanni Crisostomo, Omelie contro i giudei, C.L. Sodalitium, Verrua Savoia (TO) 1997. (23)  S. Agostino, Adversus Judaeos Tractatus (Trattato contro i Giudei). (24) San Agostino, Commento su Giovanni. Discorso XLII. 

      L'usura ebraica e l'errore dei popoli cristiani          

    I Cristiani non riuscirono mai a decifrare in concreto, la chiave di lettura del segreto monetario, infatti essi a conti fatti ebbero il grande demerito storico di non aver carpito a fondo il codice del Deuteronomio e del Libro di Tobia, custodito invece dal popolo ebraico — che ne fu l’atavico depositario — specie attraverso la tradizione orale e la stessa Cabala: strumenti della tradizione che nel tempo sono serviti a difendere gelosamente il segreto dei segreti (25), quello dell’arte regia ed alchemica della “trasformazione della materia in oro”. Mistero meraviglioso e terribile capace di favorire la sottomissione di interi popoli e nazioni,

       innescando processi di demonetizzazione o rarefazione monetaria su scala globale

                                               (crisi economiche e finanziarie).

    Questo segreto rivelato, come visto, muta la comprensione della storia fin dal crollo dell’Impero Romano (26). Il problema delle crisi economiche e della tradizionale e proverbiale usura ebraica nei confronti dei gentili (cristiani e non) è stata spesso e volentieri inquadrata, specie a partire dal Duecento, sotto l’unica prospettiva dell’interesse (da usura). Ma la radice dell’inganno aliena dal mero strumento dell’interesse. La demonetizzazione delle comunità cristiane che abitarono il bacino del Mediterraneo, a partire dalla diaspora, come dimostrato (27), deve essere ricondotta prim’ancora che all’interesse da usura,

      all’uso improprio della ricevuta di credito promosso dal sistema monetario ebraico,

                                  senza volatilizzazione settennale del debito.

       Sistema, questo, capace alla lunga di attrarre e far proprie le immense ricchezze

                      in oro, argento e bronzo accumulate dall’impero romano,

                                       d’improvviso volatilizzatesi nel nulla.

    In questo processo può cogliersi una sorta di vendetta del popolo ebraico d’ispirazione talmudica, verso i dominatori romani, che nel 70 d.C. occuparono e distrussero Gerusalemme, costringendo il popolo alla diaspora. I popoli cristiani e pagani del bacino del Mediterraneo, infatti, furono costretti ad utilizzare una moneta cartacea (ricevuta di credito) che poneva gli speculatori ebraici in una posizione di vantaggio e privilegio, consentendo loro di monetizzare il mercato, avvelenandolo con una moneta che era, invero, un tributo (28).

    (25) Cfr. Cap. 4.2.4.; (26) Ibidem; (27) Ibidem; (28) Cit. La Rivolta del Popolo, anno IX, n. 1, 15 gennaio 1969;

     Nominalismo: la grande opera degli "eletti"         

    La comunità mondiale, a causa del nominalismo (la cosiddetta Grande Opera degli eletti) fu quindi ben presto asservita ad una cerchia di privilegiati, promotori di un sistema tributario-monetario iniquo, generatore di debito indotto, orientato all’espropriazione dei beni reali degli “infedeli”. Più centri triangolari di irradiazione ed emissione di questi assegni in bianco si crearono, e si creano ancora oggi, maggiore fu, ed è, la capacità di attrazione di ricchezza reale e il controllo delle masse e delle regioni. Fu questa l’essenza del segreto dei segreti nascosto alle genti nelle pieghe della storia.

                           Il Sistema Bancario Internazionale dei “nuovi antichi eletti”

                                        si è, dunque, surrogato a quello di Mosè.

    Il non aver compreso questo sottile inganno (quella che potremmo definire come la più colossale opera satanica della storia) è, di sicuro, l’errore più grossolano mai compiuto dai popoli cristiani. L’Illuminismo, di seguito, appose i sigilli ad un modello economico-sociale e culturale tutto orientato ad occultare queste verità e proteso, per statuto, a denigrare quanti si fossero opposti al nuovo sistema di pensiero nascente, un complesso sistema di relazioni tra intellighenzia illuminata ed élite giudeomassonico-bancaria, fondato sull’usura e sull’istituzionalizzazione del sistema bancario del debito, su scala continentale.

     B.A.R.: risposta odierna all'usura legalizzata        

    Oggi, in tempo di rarefazione monetaria indotta ed usura legalizzata, in tempo di spread e moneta-debito creata dal nulla (e senza riserva), la storia si ripete. I veri cattolici non possono stare a guardare e devono riscoprire il nobile ed antico esempio della Chiesa Cattolica, orientato sulla resistenza non violenta e sulla proposta attiva ed alternativa, ricalcando le orme dei loro avi. Oggi urge trasformare le comunità sociali (a partire dai comuni) in cooperative di credito solidali e orientate al mutuo soccorso, proprio com'era al tempo di Mosé (mille e duecento anni prima dell'Incarnazione di Cristo) ed al tempo dei santi francescani (Mille e Duecento / Mille e Quattrocento), durante il "bistrattato" Medioevo. La Dottrina Sociale della Chiesa attende giustizia e vuol ririvere sia nell'anima dei credenti che nelle loro opere. Il grande Professor Giacinto Auriti, padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta e del SIMEC, lo aveva capito realizzando tale "Dottrina" attraverso l'immissione nel circuito economico-sociale di valori monetari convenzionali a credito e di proprietà del portatore (e non degli usurai). Egli ideando e promuovendo il SIMEC realizzò un vero e proprio miracolo economico-sociale nel comune di Guardiagrele, fino ad allora tra i centri italiani più colpiti dalla piaga del suicidio da insolvenza. Oggi si può e si deve agire con convinzione e determinazione: le armi di mutuo soccorso esistono, basta utilizzarle.

             Non farlo vorrebbe dire rientrare nella categoria degli stupidi e degli sprovveduti;

                    non rendere giustizia al nostro glorioso passato, alla nostra Fede e a Dio,

                alla storica battaglia contro l'usura ebraica posta in essere dai santi medievali

                                                          e dalla Chiesa Cattolica.

    A tal fine è stato creato il B.A.R. – Buono Comunale di Agevolazione Reddituale, uno strumento capace di dare ai sindaci la possibilità di prendere in mano il destino dei propri cittadini. Un'arma non violenta capace di mettere in moto la macchina economica della propria comunità sociale con efficienza e semplicità. Che ciascuno torni ad essere proprietario dei propri valori monetari, altrimenti l'usura indotta farà piazza pulita dei nostri cari, delle nostre famiglie e della nostra civiltà, costringendoci al suicidio, all'espatrio o alla disperazione. Non facciamoci complici dei grandi usurai e storici padroni oscuri della moneta-debito, nemici di Cristo e dell'umanità: l'immobilismo è un suicidio annunziato! L'immobilismo, una volta compreso il male e trovata la panacea, è un crimine ancor più grande!

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    Tratto da: Sergio Basile, "Il Prezzo della Libertà. La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", Ed. Solfanelli, 2018

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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  • La bufala della Chiesa pedofila: montatura storica e bluff ideologico

    La bufala della Chiesa pedofila: montatura storica e bluff ideologico

    – Lunedì, 27 agosto / 2018 –

    di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto

     Redazione Quieuropa,  Dublino, ipocrisia, pedofilia, Talmud, Chiesa, Benedetto XVI, Bergoglio 

    La bufala della Chiesa pedofila: montatura storica,

    realtà aumentata, bluff ideologico

    Pedofilia: la strategia ipocrita dei nemici della Chiesa e della

    massoneria, per distruggere la credibilità di tutto il clero

    e annientare la fede nel cuore dei credenti

     

    di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto

    Bufala chiesa pedofila

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Riflessione sulla missione punitiva di Bergoglio 

    Dublino, Roma – di Sergio Basile e Giovanna Maddalena Sisto La piaga della pedofilia nella Chiesa Cattolica, statistiche alla mano, occupa uno spazio davvero marginale, eppure la stampa negli ultimi giorni sta ingigantendo oltremodo il fenomeno con titoli da prima pagina che fotografano ben altre realtà, aumentate e romanzate, che non trovano assolutamente corrispondenza nella vita reale. Quello della pedofilia sembra essere diventato ad un tratto "il problema della Chiesa": l'aborto (cioé l'uccisione legalizzata di un essere umano indifeso) e la scristianizzazione, per contro, sembrano non entrare più di tanto tra le preoccupazioni delle gerarchie vaticane. Molto strano davvero!

    "Un'ora e mezza di faccia a faccia diretto con otto vittime di preti pedofili. Per ribadire ancora una volta la volontà della sua Chiesa di non voltare più lo sguardo e la politica di tolleranza zero verso i responsabili degli abusi. Papa Francesco ha concluso così la prima giornata della sua visita in Irlanda, Paese fra i più colpiti dalla piaga della pedofilia dei religiosi. (…) Il Papa è arrivato in Irlanda parlando di "crimini ripugnanti", per la Chiesa e per lui stesso, "causa di sofferenza e di vergogna". Ha toccato il tema subito, al Castello di Dublino, in apertura della visita per l'Incontro mondiale delle famiglie, parlando davanti alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico. Poi ha ribadito il concetto nella messa nella cattedrale della città".

    Così Repubblica, storicamente una delle frecce anti-cattoliche più affilate e penetranti in dotazione alla faretra del club comunista, ed ancora – malgrado il sensibile calo dei lettori – una delle più efficaci armi di distrazione di massa, ha commentato la missione punitiva di Bergoglio in terra d'Irlanda. Bergoglio, come un disco rotto, è tornato sull'argomento, spiazzando tutti, anche nella giornata di ieri, durante la SS. Messa con le famiglie, anziché affrontare con enfasi e preoccupazione il tema spinoso e gravissimo della storica legalizzazione dell'aborto nella "cattolica Irlanda", voluta dopo il Si al referendum dello scorso 25 maggio.  A molti la sua più che una visita pastorale sulla vocazione cristiana delle famiglie,  è parsa una vera e propria missione punitiva a senso unico,

                     quasi come se la Chiesa Cattolica si fosse trasformata d'improvviso

            nella responsabile universale di tutti i crimini di genere, commessi nel mondo.

               Una sorta di enorme parafulmine posto dinanzi al tribunale unico globale.

    Vista l'enfasi ingiustificata sul binomio cognitivo forzato Chiesa-pedofilia, verrebbe da chiedersi: su mandato di chi questa improbabile contro-crociata? La risposta è appena dietro l'angolo! A ben vedere, specie negli ultimi anni, accade fin troppo frequentemente che certi “zelanti” pastori facciano a gara per rivangare, a ritmi periodici, le solite questioni trite e ritrite sulla pedofilia di certa parte del clero, come apparso ultimamente a caratteri cubitali in prima pagina, non solo su Repubblica, ovviamente, ma perfino su “Avvenire” e “Famiglia Cristiana”, e con un'ostentazione disgustosa di chi si gloria di sputare nel piatto in cui mangia. Allora, in sintonia con quanto già espresso dalla stimata scrittrice, ed amica, Patrizia Stella

             "E’ ora di chiarire una volta per tutte la questione e mettere a tacere,

                    non solo i giornalisti laici, ma soprattutto certo clero fanatico

                         ed ignorante, dal retrogusto amaramente bergogliano”

     Il tribunale mondialista dei giudizi sommari      

    Allora accade che, cavalcando l'onda anomala di Dublino e della "missione" del "vescovo di Roma", si vada avanti tra giudizi sommari e tribunali popolari in puro stile termidoriano, tanto chi mai potrà controllare il numero effettivo dei ragazzi molestati? La rivoluzione è stata accesa e la ghigliottina è pronta per tutti!

                     Calunniate calunniate, qualche cosa resterà, diceva Voltaire!

    D'altronde è ormai risaputo che i calunniatori e i corrotti non ci rimettono nulla perché protetti anche da eventuali denunce. Ma squarciando il velo della falsa retorica e del luogo comune, da un'analisi storica dei fatti più approfondita ed oggettiva, e' sconcertante constatare come la propaganda a senso unico sulla pedofilia sia diventata un'arma contro la Chiesa Cattolica nel suo complesso. Negli anni Quaranta/Cinquanta – come rivelava nel 1954 la grande scrittrice italo-statunitense Bella V. Dodd, nel suo libro autobiografico "The School of Darkness"

                    mille e cento falsi preti comunisti/massoni furono infiltrati

            dal Partito Comunista americano – CPUSA – nella Chiesa Cattolica,

                                   nelle piu' alte sfere, per destabilizzarla.

            Costoro avviarono ogni sorta di nefandezza morale e dottrinale

                            per corrompere dall'interno la Sposa di Cristo

    e trasfigurare in negativo la sua immagine dinanzi ai tribunali rivoluzionari pronti a gettare sentenze preconfezionate sui prelati e su duemila anni di storia. Fu proprio in quegli anni che il problema pedofilia, curiosamente, iniziò a divampare. I casi di "veri preti pedofili" purtroppo ci sono, negarlo sarebbe anacronistico, e questo non è l'obiettivo del presente articolo. Ma costoro sono una percentuale statisticamente irrisoria rispetto alla maggioranza dei casi complessivi e rispetto ai reati di pedofilia commessi strategicamente dai falsi preti massoni, per infangare il nome di Santa Madre Chiesa (Cattolica).

            L’Istat parla di una percentuale minima, cioè dello 0,1% in tutto il mondo

                          di sacerdoti cattolici che si macchiano di questo peccato,

    dato ben al di sotto alla percentuale che si riscontra anche per molte altre istituzioni

      sociali, civili, religiose, sportive, mediche, militari, ecc., delle quali nessuno parla mai!

                                                    _____________________

    Secondo i dati CENSIS, che si basano sui dati ministeriali elaborati dal prof. Mastronardi,

                       circa lo 0,07% dei casi di pedofilia in Italia riguarda il clero;

       questa è infatti la percentuale di sacerdoti italiani condannati per pedofilia in 50 anni,

                mentre nella società civile esistono invece 21 mila casi di pedofilia ogni anno

                                                             (1 ogni 400 minori)

    Allora si tende ad estirpare la pagliuzza, mentre l'evangelica ed invisibile trave continua ad occupare il teatro della storia, ma i commedianti non ne avvertono l'ingombro, anzi la cavalcano con fierezza e ipocrisia.

     La linea di Benedetto XVI e Giopanni Paolo II             

    Il 16 maggio 2011 la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò una lettera «per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici», nella quale si invitano i vescovi ad applicare le norme del Diritto canonico e a collaborare con le autorità civili. In particolare, i vescovi devono: incontrare ed ascoltare le vittime di abusi sessuali, seguendo l'esempio di Benedetto XVI; creare ambienti sicuri per i minori allo scopo di riconoscere ed intervenire in caso di abuso sessuale; prestare attenzione alla formazione dei seminaristi e dei sacerdoti appena ordinati, ricordando le parole di Giovanni Paolo II: «Non c'è posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi potrebbe far male ai giovani»; cooperare con le autorità civili. Infine, il testo riassume la legislazione in vigore per questi delitti, ricorda che la prescrizione è di vent'anni, calcolati a partire dal compimento del diciottesimo anno di età della vittima e fornisce indicazioni sul modo di agire nel trattare i casi di abuso sessuale. Il 20 marzo 2010 Benedetto XVI ha pubblicato una lettera pastorale rivolta ai fedeli cattolici d'Irlanda. In essa il Papa ha spiegato di «condividere lo sgomento e il senso di tradimento […] sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati», chiedendo ad essa «in primo luogo di riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi» e accusando la «preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore e alla mancata tutela della dignità di ogni persona». Rivolgendosi poi ai sacerdoti e ai religiosi colpevoli di tali abusi, ha scritto: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell'Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell'Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa»

     Un'ipocrita regia                                                                  

    Alla luce dei dati statistici sopra riportati e di queste due diverse linee di demarcazione del problema, affrontate in termini del tutto diversi (antitetici) da Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, rispetto a Bergoglio, risulta chiaro il fatto che oggi più che mai ci sia  un'ipocrita regia che omette delle verità inconfutabili: non dice come il libro di riferimento dei massoni – assieme alla Cabala – cioé il Talmud, consideri la pedofilia "normale", circoscrivendo il problema nel solo ambito "cattolico". Hollywood stessa, acclarata enclave giudeo-massonica, è un covo di immoralità sessuale di ogni specie, dove i casi di abusi sessuali su minori, negli ultimi decenni – quelli passati in un modo o nell'altro tra le maglie di una fitta rete di omertà – neppure più si contano. Eppure, guardacaso, ad emergere in negativo a livello mediatico è sempre e solo la Chiesa Cattolica. Come mai?

       Nel Talmud la pedofilia viene giustificata, anzi è permesso il "possesso" di ragazze

               con età inferiore a 14 anni, definite “schiave designate a tal scopo”.

    Il "libro sacro" a seguaci dell'ebraismo e a giudeo-massoni, inoltre, per adulterio intende

                         solo l’effettivo atto sessuale, inteso come penetrazione.

             Ogni altra forma di rapporto perverso, di conseguenza, è giustificato.

    Perfino il rapporto sessuale con un bambino di età inferiore ai tre anni, nel Talmud,

                                                  non è ritenuto adulterio.

                                   _______________________________

        “I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d’età sono leciti.”

                                                (Talmud, Sanhedrin, 69b)

    Eppure negli ultimi anni, molti film hollywoodiani (si pensi al premio Oscar "Il Caso Spotlight"), nati nell'humus dell'infelice e dorata isola ebraico-massonica più incensata e potente al mondo, sembrano non contemplare questa realtà, remando forsennatamente a senso unico contro l'odiata Chiesa Cattolica, pur sapendo che il fenomeno dell'infiltrazione giudeo-massonica nella Chiesa è oggi una realtà inconfutabile; pur sapendo – d'altro canto – che tutti i testi sacri del Cattolicesimo condannano apertamente la pedofilia, come uno degli abomini più gravi agli occhi del Signore; pur sapendo (come la stragrande maggioranza degli ebrei e dei massoni che dominano Hollywood sanno) che il Talmud, al contrario della Sacra Bibbia, legittima la pedofilia. Dunque l'ipocrisia regna sovrana e l'occulta regia anti-cristiana che muove la macabra danza mediatica emerge in tutto il suo squallore. In merito il recente caso delle accuse al "Coro di Ratisbona" è solo l'ultimo colpo basso di una lunga serie di attacchi strategici, ben architettati e mirati, alla Chiesa di Cristo.  Per fortuna il Vangelo a differenza del Talmud non approva la pedofilia ma la maledice, e per fortuna c'e' il 99% dei sacerdoti cattolici che la deplorano e combattono in ogni sede. Costoro, tuttavia, non fanno notizia, non trovano i favori dei media manovrati dalla giudeo-massoneria. Anche Bergoglio, dunque, dall'alto del suo ministero "cattolico" (?) dovrebbe parlare di questi scandali taciuti, anziche' vedere solo quello che i media corrotti vogliono farci vedere e credere.

     Una bufala storica montata ad arte                         

                 Illuminati dal faro della storia, della religione e della verità oggettiva,

            possiamo concludere cha la pedofilia del clero cattolico è una semi-bufala,

              una realtà aumentata e deformata; una panzana in gran parte inventata

     sotto il pontificato di Benedetto XVI per screditare e far sparire la Chiesa tradizionale

    che praticamente non esisteva sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, il "santo subito". Non ci sarebbero riusciti a far passare questo fantasioso teorema con autorevoli personaggi del calibro di Papa Sisto che – proverbialmente – "non perdonava neanche a Cristo". Egli – 227° papa della Chiesa Cattolica (1585-1590) – con una serie quasi infinita di bolle sconvolse motu proprio le decisioni del Concilio di Costanza (1414-1418). Tra l'altro, impose al clero l'obbligo assoluto di indossare il camicione. Tolse quest'obbligo il mondialista Giovanni XXIII, colui il quale inaugurò il Concilio Vaticano II favorendo l'infiltrazione della Massoneria nella Chiesa Cattolica; ovvero colui il quale eliminò anche la celebrazione della Santa Messa in latino. Benedetto XVI aveva ripristinato il rito latino e aveva programmato importanti riforme riprendendo aspetti della tradizione che avrebbero ridato dignità alla Chiesa. Scandalo e peggio aveva provocato la sua lectio magistralis all'Università di Ratisbona in Baviera il 12 settembre 2006. Il discorso causò violente reazioni anche nel mondo islamico, soprattutto a causa di una citazione dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, tratta da un suo scritto sulla guerra santa redatto intorno al 1400. Al discorso di Ratisbona seguirono proteste di piazza, incendi di chiese e di luoghi di culto cattolici nei paesi islamici di qualsiasi tendenza, sciita o sunnita o ismaelita, ecc., crimini in effetti mai terminati. Perfino la massonica Commissione europea – probabilmente per salvare la faccia – difese la libertà di espressione del Papa. Così pure l'autore dei versi satanici, lo scrittore indiano Salman Rushdie:

        "sono scioccato! (dichiarò). La Chiesa ci ha messo 400 anni per scusarsi con Galileo,

                    ma il mondo islamico ha preteso che il Papa si scusasse in 8 minuti".

    Lo sciita iraniano ayatollah Khomeini condannò a morte Salman Rushdie, che tuttora vive nel Regno Unito sotto protezione. Male furono destinati gli editori del libro: uno fu ammazzato, gli altri feriti. Condanne per Benedetto XVI piovvero dai gesuiti e dalla Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia (FABC). Improvvisamente si scoprì che i preti erano pedofili dagli anni '30. Pedofili a tutto spiano sotto il defunto santo subito.

     Ci vorrebbe un Papa Sisto V                                     

    Papa Sisto V ci avrebbe messo poco a sistemare la quaestio. La sua risolutezza non fu mai un mistero per i veri storici: egli non esitò a rompere le relazioni diplomatiche con i paesi che utilizzavano la propaganda per affossare la Chiesa. Scomunicò senza mezzi termini e tentennamenti diversi principi e re. E – badate bene – scomunicare voleva dire cancellare i diritti di successione per gli eredi al trono e dispensare i sudditi dall'obbedienza al re. Egli aveva perfino finanziato la spedizione dell'Invincibile Armata di Filippo II di Spagna contro l'Inghilterra. Ma una tempesta fece quello che non riuscì a fare la marina inglese. Papa Sisto, "che non la perdono' neanche a Cristo", come scrisse in un sonetto romanesco Maria Gioachino Raimondo Belli nel 1800, tra le altre mille cose fece erigere l'obelisco in Piazza San Pietro. Morte lo colse mentre progettava il trasporto del Santo Sepolcro in Italia: era stato professore di metafisica, diritto canonico e teologia come Benedetto XVI. Gliel'avrebbe fatta vedere lui a quelli che accusano categoricamente i preti di pedofilia, gettando indiscriminatamente un alone di vergogna e sventura su tutta la Madre Chiesa,  e che piangono per essere stati sedotti da preti pedofili, per ottenere lauti risarcimenti e infangare sistematicamente la Sposa di Cristo. Ebbene si! Ci vorrebbe proprio un Sisto V!

    Sergio Basile, Giovanna Maddalena Sisto (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Martedì, 25 luglio/ 2017  di Patrizia Stella  Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, ipocrisia, Talmud, Chiesa, Benedetto XVI, Bergoglio   La fabbrica dell'ipocrisia – E' ora di dire basta! Pedofilia – La strategia ipocrita dei nemici della Chiesa per distruggere la credibilità di tutto il clero   di Patrizia Stella, con contributi di Sergio Basile     […]

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    Giovedì,  19 giugno / 2014

     – di Chiara Comini  

    Redazione quieuropa, Unione europea, Chiara Comini, Onu, Pedofilia, Kinsey Institute 

    L’ONU accredita con uno speciale riconoscimento un

    Istituto che ha legami con la pedofilia

    Il piacere del diavolo e la via dell'Europa Mondialista

     

    di Chiara Comini

    Onu, Europa e Pedofilia - Kinsey Institute

     Mondialismo e Pedofilia – La curiosa via dell'ONU                                   

    New York, Bruxelles – di  Chiara Comini – Il Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction, è un istituto fondato nel 1947 presso l’Indiana University che ha come fine quello di indagare, diffondere e sensibilizzare la gente alla cultura del sesso. Questo organismo è stato accreditato lo scorso 23 Aprile dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC ) con uno speciale status. ECOSOC è uno dei 6 organi delle Nazioni Unite impegnato nei seguenti settori: 1) sviluppo sostenibile; 2) sviluppo sociale; 3) questioni di genere; 4) popolazione e sviluppo; 5) diritti dell'umanità. Uno dei punti principali di cui si occupa Ecosoc è “il rispetto universale per i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti a prescindere da razza, sesso, etnia religione o lingua.” Le Organizzazioni Non Governative possono lavorare con le Nazioni Unite ed entrano in ECOSOC con lo status di “Consultative”. Esistono poi tre categorie di Consultative: la prima è detta General Category, ed è la più importante,  poi troviamo la Special Category, definita un livello intermedio, e  infine Roster. Definito l’ambito in cui ci troviamo, torniamo a parlare del Kinsey Institute, che appunto è stato insignito del titolo "Special Category" nella sua collaborazione con le Nazioni Unite. Ciò che lascia perplessi è che tale ente sia stato fondato da Alfred Kinsey (vedi link in allegato:  il Nuovo Ordine Sessuale finanziato dai Rockefeller) una persona a dir poco di dubbia fama. Novaterrae, in un articolo del 29 Gennaio 2014, ci racconta a riguardo: "Alfred Kinsey ha affermato che i bambini sono sessuali fin dall’infanzia". Le sue fonti principali erano uomini adulti che hanno registrato i particolari dei loro contatti sessuali con i bambini per il suo libro Sexual Behavior in the Human Male.

     Sexual Behavior in the Human Male                                                            

    Un uomo ha fornito dettagli a Kinsey dei propri abusi perpetrati tra il 1917 e il 1948, illustrando il tutto nella Tabella 34 nel libro di Kinsey. Si registra il numero di “orgasmi” in determinati periodi di tempo da parte di bambini a partire da appena cinque mesi fino a 14 anni. L’orgasmo è definito come “violente convulsioni”, “singhiozzi, grida o reazioni più violente, a volte con abbondanza di lacrime (soprattutto tra i bambini più piccoli)”, “dolore lancinante”, o si descrive che il bambino “si allontanerà con forza dal partner e potrà fare tentativi violenti per evitare di raggiungere l’orgasmo, anche se trae un certo piacere dalla situazione.” Non sfugge qualcosa? Cito nuovamente: "Orgasmo definito come “violente convulsioni”, “singhiozzi, grida o reazioni più violente, a volte con abbondanza di lacrime (soprattutto tra i bambini più piccoli)”, “dolore lancinante”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il piacere del diavolo e l'UE                                                                                

    E’ folle chi legge, se pensa che qui si voglia far passare una palese violenza sessuale nei confronti di bambini, addirittura di neonati (“ a partire da appena cinque mesi”), come qualcosa che in realtà dà piacere? Come qualcosa di naturale? E chiediamoci: come è possibile che un bambino di cinque mesi si mostri accondiscendente per un rapporto sessuale? Il dubbio allora è solo uno: si vuol far passare la pedofilia come qualcosa di normale o la si vuol chiamare in un altro modo? Siamo alla follia pura!Follia approvata dall’Unione Europea, la quale evidenzia in ogni modo possibile la sua “apertura” verso la pedofilia; basta leggere il documento dell’OMS sugli Standard per l’educazione sessuale in Europa, che come Kinsey (uno dei padri della teoria del genere),  parte dal presupposto che il bambino è già da sempre sessualizzato. Con queste premesse la conseguenza è che la pedofilia diviene un orientamento del tutto lecito e legittimo. Già nello scandalo Dutroux troviamo una lista di nomi di “potenti”, tra cui persone di alte cariche anche a livello europeo. Alla luce di tutto ciò la domanda spontanea è: quale direzione ha intenzione di prendere l’Europa in tal senso? Sembra abbastanza chiara se si analizzano obiettivamente i pochi suddetti fatti, che sono solo alcuni esempi. Molte persone oggi non si rendono conto  che questo rappresenta una reale preoccupazione, qualcosa su cui occorre informarsi e prendere posizione. Molti pensano che siano fandonie, paradossi. Il punto, però, è nella sua assurdità molto semplice: perché in un mondo che fa attenzione a tutto, che giustamente pretende garanzie su garanzie nei confronti dei lavoratori, specie se a contatto con minori, l’ONU collabora con un istituto per le ricerche sul sesso, genere e riproduzione, fondato da un pedofilo?

     Jones: "Kinsey era un maniaco sessuale, pedofilo, dedito alle orge…"     

    Leggiamo dal Corriere della sera del 13/12/97: Secondo James Jones, uno storico rispettato, Kinsey era un maniaco sessuale: masochista (in età avanzata si autocirconcise con un coltellino senza anestesia) dedito alle orge, con tendenze pedofile, non alieno dai ricatti e fondamentalmente gay, nonostante il matrimonio. Non a caso, i soggetti delle sue ricerche, tutti volontari, sarebbero stati in buona parte molestatori, prostitute, pervertiti e così via". Jones racconta che Kinsey seduceva gli studenti, soprattutto i maschi, per soddisfare i propri appetiti e giungeva al punto di organizzare orge tra i collaboratori e i volontari, con la partecipazione anche della moglie e di filmarli, un po’ per tenerli in pugno, e un po’ per studiare la sessualità dal vivo. "Con questo sistema – aggiunge lo storico – egli riuscì a farsi finanziare da alcune fondazioni, inclusa la Rockefeller.”

     L'allarme rosso – Una domanda che dobbiamo porci                                  

    Quanto mancherà, continuando di questo passo, che si arrivi alle battaglie per far passare la pedofilia come un normale orientamento sessuale? Ci sono già organizzazioni che lo richiedono, e… se si pensa che la pedofilia è ben radicata ai vertici del potere, diffusa più di quanto non si creda tra le alte cariche; se analizziamo obiettivamente i passi dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in tal senso; se consideriamo le dichiarazioni di qualche noto personaggio, in linea con il pensiero del  ‘bambino sessualizzato’ … non possiamo evitare di porci qualche domanda.

    Chiara Comini (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • The School of Darkness – 4 – La via dell’indottrinamento

    The School of Darkness – 4 – La via dell’indottrinamento

    Domenica, 26 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, internazionalismo, Roosevelt, Legge  

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 4°

    Capitolo 4° – La via dell'indottrinamento

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - THE SCHOOL OF DARKNESS - 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quarto                                                         

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3) – Quella Primavera del 1926 ebbi un programma d'insegnamento completo da matricola, di quindici ore settimanali, in scienze politiche. Le classi erano numerose ed eravamo piuttosto sacrificati per lo spazio. Il dottor Dawson, presidente del dipartimento, un virginiano, fu il mio insegnante in tutte le lezioni in scienze politiche che seguii. Conoscevo il suo temperamento e i suoi metodi. Era un gentiluomo educato, il cui metodo di insegnamento era insolito, perché indirizzava semplicemente i suoi studenti in biblioteca e gli diceva di leggere. In classe non si entusiasmava mai, né esprimeva opinioni appassionate. Aveva insegnato a Princeton quando Woodrow Wilson era presidente lì. Era un democratico wilsoniano e sosteneva acriticamente Wilson e la Società delle Nazioni e credeva che la Corte Internazionale dell'Aja fosse l'inizio della stabilità internazionale. Era un propagandista persuasivo su tali realtà e sosteneva un nuovo sistema di gestione delle città, nonché primarie dirette e budget per i dirigenti. Non ebbi difficoltà ad accettare le sue convinzioni e a renderle mie. Mai una volta affrontammo i temi critici afferenti al governo; le nostre chiacchierate erano formali e superficiali. Ero una delle sue studentesse preferite perché mentre molti studenti si applicavano poco quando i docenti davano ampli margini di azione, io mi buttavo anima e corpo in infinite ore di lettura in biblioteca, studiando specialmente le opere di Tocqueville, Lord Bryce e Charles A. Beard, che fecero crescere il mio interesse per il governo americano e il mio apprezzamento per i fondamenti della Costituzione. Forse, perché il Dott. Dawson era della Virginia, riuscimmo ad ottenere di più di quanto non fosse accaduto negli altri stati, in merito al riconoscimento di diritti.

     La via dell'attivismo politico                                      

    Ero un'insegnante anch'io, ma non avevo una chiara visione degli obiettivi dell'insegnamento. Non sapevo cosa aspettarmi dai miei studenti. Perciò cercai di stimolarli, di farli pensare e discutere su questioni pubbliche, per prepararli all'azione nella società di domani. Volevo che imparassero attraverso l'esperienza pratica e attraverso il libro di testo. Ruth Goldstein, Margaret Gustaferro e io diventammo assistenti del Dottor Dawson. Nel 1926 la valanga di matricole trovò il college impreparato. Le strutture erano inadeguate. Noi tre tenevamo lezioni contemporaneamente in diverse sezioni dell'auditorium ed eravamo intimi amici. Lavoravamo insieme sviluppando i contenuti della programmazione dei corsi, le bibliografie e nuove tecniche d'insegnamento. Eravamo tutti iscritti alla Columbia University per la specializzazione in Scienze Politiche. A quel tempo molti professori stavano orientando il loro insegnamento verso una via non politicamente corretta nota come "muckraking" (controinformazione – Ndt).

                          Alcuni professori sostenevano pubblicamente che la guerra

              non era stata combattuta per rendere il mondo sicuro per la democrazia

    e che la Germania era stata strapazzata dal Trattato di Versailles. Fu anche il tempo in cui i professori della Columbia, appena tornati dalla London School of Economics e dal Brookings Institute, scoprivano e sperimentavano l'importanza dell'attivismo partitico e della politica pratica. Alcuni stavano iniziando ad arruolarsi nelle compagini impegnate nelle battaglie politiche locali. Questi inviarono (in missione – Ndt) gli studenti in città, nei condomini, spronandoli a suonare ai campanelli tra un piano e l'altro, per insegnare loro il processo democratico attraverso una ricerca vera e propria (pragmatica – Ndt).

     L'enzima necessario per il progresso!?                     

    Entrammo in questo nuovo tipo di attività sperimentale con entusiasmo. Selezionammo i capi politici locali con antico cinismo e poi iniziammo a spingerci nei club politici per imparare ancora di più questa affascinante professione. Uno dei miei corsi alla Columbia quell'anno ebbe ad oggetto uno studio del Senato degli Stati Uniti e dei suoi poteri per il trattato. Alcuni professori si domandarono perché mai Lindsey Rogers, considerasse questo argomento così importante da dedicargli un intero corso. Passarono solo sei anni dalla decisione afferente ad un trattato relativo agli uccelli migratori dello Stato del Missouri contro l'Olanda, e il modello della legge sui trattati non era ancora chiaro a molti. Rimasi affascinata da questo argomento. Fiorirono nuovi corsi quell'anno e giunsero nuovi professori, tra cui Raymond Moley, sia pur non ancora all'altezza del genio di Roosevelt. C'erano fermenti nell'ambito della libertà di stampa e di opinione.

                                          Noi giovani eravamo incuriositi dalle possibilità

                            di partecipazione al controllo governativo e dai diversi mezzi

                                                    per raggiungere questo obiettivo.

    Attraverso il nostro entusiasmo trasmettevamo ai nostri studenti dell'Hunter ciò che avevamo appreso. Sfidammo il pensiero tradizionale che avevano portato al College. Invitammo anche le ragazze ad essere attiviste politiche nei club. Presto i leader politici iniziarono a consultare l'Hunter per orientarsi su quale fosse la strada migliore per avviare i "bambini" alla politica. Noi non fermammo tutto ciò! Li inviammo a coppie per visitare tribunali e prigioni, assemblee legislative e istituzioni. Quando uno studente socialista chiese se i gruppi potevano visitare anche i club socialisti, noi accolsimo favorevolmente il suggerimento. Li incoraggiammo a mescolarsi con tutti i gruppi.

        In poco tempo ci convinsimo del fatto che non ci sarebbe stato progresso

                                          se non ci fossero stati dei radicali.

    Nei giorni che seguirono dalla promozione di tali slogan con cotanta disinvoltura, avemmo molte occasioni per constatare come l'aver catalogato tali persone come "giuste" (di "sinistra") rispetto ai seguaci di qualsiasi altra ideologia, avesse portato a una maggiore confusione nella vita americana. Sembrava tutto così semplice e giusto. Usando questo modello schematico mettemmo i comunisti a sinistra e poi li considerammo liberali avanzati, dopodiché fu facile considerarli come l'enzima necessario per il progresso.

                              I comunisti usurpano la posizione della sinistra,

            ma quando li si esamina alla luce di ciò che rappresentano realmente,

                 nessuno può vederli davvero come un tipo retto di reazionari

                   e il comunismo appare come il balzo indietro più reazionario

                                   nella lunga storia dei movimenti sociali.

                 Un qualcosa che cerca di cancellare in un modo rivoluzionario

                                     duemila anni di progresso dell'uomo.

    Durante i miei tredici anni di insegnamento presso l'Hunter dovetti ripetere questa falsità semantica molte volte. Non vedevo la verità sul fatto che le persone non potessero nascere "giuste" o "di sinistra" né potessero diventare "giuste" o "di sinistra" se non educate sulla base di una filosofia che fosse così scrupolosamente organizzata e allusiva come il comunismo.

     Indottrinare gli studenti sul "collettivismo"         

    Fui tra i primi rappresentanti di un nuovo tipo di insegnanti che avrebbero dovuto popolare in gran numero le università della città. Il marchio del decennio era su di noi. Con gli studenti eravamo sofisticati, intellettualmente snob, ma di solito feticisticamente "democratici". È vero che capivamo gli studenti meglio di molti insegnanti anziani; la nostra solidarietà con loro era parte del nostro essere. Durante i pomeriggi e le sere continuai il mio lavoro alla Columbia. Studiai "The Rise of Nationalism" di Carlton J. H. Hayes. Studiai in maniera approfondita A. A. Berle e Gardiner Means che trattarono delle duecento corporazioni che controllavano l'America alla fine della prima guerra mondiale. Lessi ampiamente sull'imperialismo e iniziai ad essere critica nei confronti del ruolo che il mio paese stava giocando. Scoprii la John Dewey Society e la Progressive Education Association. Mi resi conto del significato popolare di frontiera sociale. Ripetevamo con disinvoltura di aver raggiunto l'ultimo dei nostri confini naturali e che i nuovi confini da ricercare sarebbero dovuti essere sociali.

    Ci fu detto che in un prossimo futuro il mondo – ed in particolare il nostro Paese –

                              sarebbe andato verso una società collettiva,

            e nell'insegnare agli studenti bisognava prepararli per quel giorno.

    In risposta allo studio di quell'anno, afferente alla storia americana, alla politica nazionale e all'esperienza diretta nella politica locale, mia e dei miei studenti, iniziai a fare a pezzi gli studenti appartenenti a gruppi pubblici rispettati – impegnati nella chiesa, nella carità e in altre organizzazioni similari – che stavano cercando di migliorare la società secondo metodi antiquati. Ora mi rendo conto come questo approccio ebbe un effetto distruttivo su di me, ma ebbe un effetto ancora peggiore sui miei studenti più sensibili.

                                 Se avessero seguito il mio insegnamento

                            a loro non sarebbe rimasto nulla in cui credere.

                    Avevo cercato di sondare i loro vecchi modi di pensare

                      e non avevo dato loro nessuna nuova via da seguire.

                                  La ragione era semplice: non ne avevo!

                        Perché davvero non sapevo dove stavo andando.

    Più tardi, quando nel Partito Comunista incontrai uno di questi miei ex studenti, ebbi sempre la sensazione di essere stata responsabile per il suo modo di vivere; fu attraverso di me che essi avevano accettato questa fredda, dura fede con la quale vivevano. Nel 1926 non pensavo minimamente ai comunisti, tranne per il fatto di non averli preclusi come soluzione ai problemi. Mi stavo solo convincendo che bisognava fare qualcosa per aiutare ad ovviare gli errori nel mondo. Enfatizzavo i miei discorsi perché ero in collera verso coloro i quali si arricchivano senza lavorare e verso coloro i quali mostravano indifferenza verso il problema della riduzione della crescente miseria dei proletari.

     Influenza sul sistema educativo rivoluzionario russo 

    Accanto a ciò, ovviamente nei miei giorni ci furono momenti leggeri di spensieratezza. A volte, in quel tempo di proibizioni, ci incontravamo per chiacchierare e andavamo alle feste; a volte andavamo nei bistrot. Una volta portai una delle docenti più anziane dell'Hunter ad uno "speakeasy" (bar clandestino all'epoca del proibizionismo – Ndt), in parte per svago ed in parte per cortesia, pensando di mostrargli quella realtà. Bessie Dean Cooper visse la serata in relax. Era una vecchia signora robusta che insegnava Storia e dava brio all'intero dipartimento. I suoi undici gatti erano una leggenda. Quella sera mi chiese se avesse potuto lasciare uno di loro da me mentre partiva per l'Europa; gli amici stavano prendendo il sopravvento. Diedi la mia disponibilità e consegnai il gatto a mia madre, insieme al cibo, alle medicine, alla coperta, al cuscino del gatto e ad attente raccomandazioni. Mia madre diede un'occhiata a tutto questo armamentario e disse brevemente: "nutro i gatti come gatti!", e lo fece finché la padrona non fosse tornata. Alcuni anni dopo Miss Cooper si ritirò dall'Hunter e portò con sé gli undici gatti per andare a vivere in Costa Azzurra. Spesso, durante questo periodo, andavo al Teachers College della Columbia. Mi colpii sempre il gran numero di insegnanti, provenienti da quasi tutti gli stati dell'unione. Li osservavo mentre si radunavano attorno agli alberi che portavano gli stendardi dei loro stati.

                                                 Anch'io mi resi conto

          quale potentissimo effetto  avesse potuto avere il Teachers College

                       sull'educazione americana con migliaia di insegnanti

             protesi ad influenzare la politica nazionale e l'opinione pubblica. 

    Quell'anno appresi che George Counts, un collaboratore di John Dewey (filosofo e pedagogista statunitense neohegeliano – Ndr), come lui filosofo e teorico dell'istruzione, era andato in Russia. Lui, naturalmente, era stato lì prima. In effetti, aveva istituito il sistema educativo per il governo russo durante il periodo rivoluzionario. Aveva tradotto il sillabario russo in inglese e desiderava che gli insegnanti americani lo studiassero attentamente, promettendo un rapporto sulle scuole russe al suo ritorno.

     L'enfasi per l'internazionalismo                                 

    In quel periodo fui influenzata da molte istituzioni nel campus della Columbia nel corso delle lezioni alle quali partecipai. Divenni ospite frequente all'International House, alla quale fui invitata per la prima volta da uno studente di economia delle Filippine. Lì incontrai un gran numero di persone, Albert Bachman del dipartimento di francese, che aveva insegnato alla scuola di Tagore in India e che mi fece conoscere i bei studenti del Punjab, come me giovani e pieni di idee. Si creò un clima di uguaglianza e tolleranza, nella speranza che un mondo migliore sarebbe potuto nascere per mano di giovani di tutte le nazioni; un mondo in cui tutti gli uomini avessero potuto vivere e lavorare in libertà. Non eravamo consapevoli della stretta rete di potere che stava preparando il terreno per plasmare le nostre opinioni. Quell'estate ebbi la prima opportunità di confrotarmi con persone di altri paesi e di imparare come anche loro nutrissero il desiderio appassionato di migliorare i propri paesi e il mondo.

         In quest'humus iniziai a provare il desiderio di essere un cittadino del mondo.

         Era un desiderio che rendeva facile e naturale per me accettare il comunismo

                                    e la sua enfasi sull'internazionalismo.

    In merito al passato, quando avvertivo un senso di rimpianto per quello che stavo lasciando alle spalle, l'ignoravo. Accettavo il presente con tutto il suo egoismo indiretto, ma non potevo davvero adattarmi ad esso. Sempre più volevo parlare e agire solo in termini di futuro, di un futuro che non avrebbe conosciuto la corruzione del presente. Mi deprimeva che le persone vicine a me avessero potuto adattarsi ad una simile realtà. Le persone che non conoscevo, la grande massa di esseri umani sconosciuti, iniziarono a risvegliare in me un acuto senso di parentela.

                            Iniziai a trasferire i miei sentimenti personali

                   a questa massa sconfitta assolutamente sconosciuta.

             E così avvenne che cominciai a cercare la mia casa spirituale

                                         tra i diseredati della terra.

    Un insegnante non può fare a meno di trasmettere ai suoi studenti qualcosa di ciò in cui crede, ed io so di aver fatto molti danni. Ma la grazia salvifica nel mio insegnamento distruttivo di quel tempo constò nel fatto che nei miei rapporti interpersonali con gli studenti

    conservai in me qualcosa dell'essenza di ciò che Dio aveva voluto che io fossi:

                                               una donna, una madre.

    Amavo i miei studenti, tutti loro, i noiosi, i deboli, i forti, i conniventi, i contorti. Li amavo perché erano giovani e vivi, perché erano in procinto di realizzarsi e non erano stati ancora omologati nei target di una società cinica o da un potere connivente. Insegnare fu sempre la mia passione, perché nel farlo c'era un rinnovamento continuo, e in quel rinnovamento c'era sempre la promessa di quella freschezza che ci avvicinava alla perfezione. Per me le matricole erano sempre una piacevole sorpresa. Arrivavano all'università con grande determinazione e un senso di dedizione verso l'apprendimento; essi non erano ancora condizionati da considerazioni pragmatiche in merito ai posti di lavoro o alla carriera, non essendo ancora costretti ad adattarsi allo status quo. Erano come gli accoliti che stanno imparando il rituale. Se avessi potuto, durante quegli anni, avrei pregato intensamente per la conservazione di questa fiamma nei miei studenti. Quella fiamma c'è sempre ed è in tutti loro! Ma se in seguito esplode in un incendio che distrugge, o sfarfalla nel nulla, dipende in gran misura dagli insegnanti e dagli obiettivi e dalle norme che essi trasmettono.

     Non c'era ordine nella mia vita!                               

    Durante i miei primi due anni di insegnamento trascorsi infinite ore nella biblioteca della Columbia e nella sala 300 della biblioteca pubblica di New York. Per la mia dissertazione del master scelsi l'argomento: "Il Congresso è uno specchio della nazione?" Il mio lavoro non portò ad alcuna conclusione. In effetti, quando lo lessi in forma dattiloscritta,

                        ebbi l'infelice sensazione che il Congresso fosse un pò

    come quegli specchi di Coney Island che ora allargano, ora restringono il reale.

    Durante il mio lavoro lessi centinaia di brevi biografie nel Direttorio congressuale, dalla fondazione della Repubblica fino ad oggi, e trovai uno schema ripetuto molte volte: quello degli uomini che trovarono riscatto dalle loro umili origini e che lottarono per acquisire un'istruzione. Rimasi impressionata dal numero di coloro i quali dopo la scuola si iscrissero alla facoltà di giurisprudenza e successivamente entrarono in politica. Io stessa diventavo sempre più intollerante verso gli studi astratti, perché ciò sembrava non condurre da nessuna parte. Odiavo l'enfasi posta dal sistema scolastico sulla laurea. Un titolo era necessario per ottenere determinati lavori e un dottorato di ricerca; era essenziale per una promozione e un aumento del salario. Misi in dubbio il valore di molte dissertazioni conservate negli archivi. Gli argomenti scelti per le dissertazioni sembravano sempre più irrilevanti. E la mia ansiosa gioventù era desiderosa di significato, contenuto, partecipazione. Non mi rendevo conto di quello che ora so, e imparai a comprendere attraverso molti tumulti di spirito, che il senso di tutto era dentro di noi e che veniva dall'ordine. Non c'era ordine nella mia vita. Non avevo schemi con cui organizzarlo. Sentimenti ed emozioni mi commossero e sperimentai come quell'accumulo di conoscenza non mi portasse gioia di vivere.

     Il ritorno in campagna                                                

    Dopo aver consegnato il mio elaborato e aver conseguito il titolo di Master of Arts nell'estate del 1927, Ruth Goldstein e io, entrambi stanche per il duro lavoro, decidemmo di prendere un cottage per l'estate e andarcene da New York. Così, con Beatrice Feldman, una matricola dell'Hunter College, fittammo una casa sul lago Schroon, nell'Adirondack. Ero felice di tornare in campagna. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse la terra finché non mi ritrovai lì. Alcuni anni prima la nostra casa era stata demolita, presa dalla marcia del progresso. Durante i miei anni spesi all'università e nell'insegnamento, la vita della comunità attorno a Pilgrim's Rest era cambiata molto. Al posto del paesaggio svanito della mia infanzia c'era ora una comunità vivace, con palazzi e sottopassaggi. Dovemmo abbandonare la nostra vecchia casa perché fatiscente e non valeva più la pena ripararla. La proprietà fu venduta, la casa abbattuta e la terra divisa in lotti edificabili. A Schroon Lake, Ruth e Beatrice e io restammo da sole per molti giorni. I nostri amici venivano a trovarci nei week end e il nostro cottage si riempiva. Avevamo libri ma non leggevamo molto. Passavamo ore al lago, e a volte Ruth e Beatrice giocavano a tennis e a golf mentre io sedevo sull'erba a guardarle. Parlavamo spesso fino a tarda notte, discutendo di molti argomenti: delle teorie di John Dewey e Justice Holmes, della filosofia dell'educazione e ci ponevamo domande pratiche sulla vita, sull'amore e sul matrimonio. Discutevamo sul valore di molte delle cose che i nostri genitori avevano accettato senza farmi problemi o domande. C'è qualcosa di idilliaco in un gruppo di giovani che non cercano niente l'uno dall'altro, tranne la compagnia. Per me, che avevo visto la mia famiglia disintegrarsi, questo era come un nuovo tipo di famiglia. Ovviamente non ero l'unica ragazza che aveva visto i membri della propria famiglia prendere direzioni diverse, e neppure l'unica che stava diventando parte di una  famiglia sociale di persone affini.

     Unità e tradizione                                                         

    Era un periodo in cui nelle metropoli le grandi case familiari andavano scomparendo e i monolocali stavano diventando popolari.  Prima di allora, indipendentemente dal grado di povertà della famiglia, non si erano mai viste case con meno di tre o più stanze. Ora la cucina era finita in una piccola alcova, il letto nascosto in un armadio, e i vivevi in ​​una stanza moderna, a volte elegante e grande, ma pur sempre una stanza. Il matrimonio per il proletariato intellettuale divenne il processo di convivenza con un uomo o una donna in quartieri così asfissianti che la liberazione e la soddisfazione dovevano essere trovate fuori dalla casa, per timore che i muri di una stanza soffocassero gli abitanti. Uno degli eventi più piacevoli di quell'estate negli Adirondacks fu incontrare i Finkelstein, Louis e Carmel, ei loro figli, una graziosa bambina, Hadassah, e un bambino di nome Ezra. Carmel proveniva da una distinta famiglia inglese e parlava con un accento affascinante. Pensai di primo acchito che lei e sua figlia sembrassero personaggi venuti fuori dalla Bibbia. Il dottor Louis era un rabbino del Bronx e aveva il volto di un apostolo. Spesso i suoi fratelli "Hinky" e Maurice venivano a trovarli e mi piaceva ascoltarli mentre parlavano insieme, prendendosi allegramente in giro l'uno con l'altro. Li trovai interessanti perché non solo erano colti e profondamente interessati alle arti e alla filosofia, ma erano anche uomini di affari pratici che capivano la politica. La mia amicizia con i Finkelstein continuò per anni. In loro trovavo l'affinità e il calore di una famiglia, strettamente unita e determinata a stare insieme, impermeabile alle influenze corrosive di una grande città industriale. Mi chiesi perché le altre famiglie che conoscevo non avevano questa capacità di essere unitE.

      Sentivo che la stabilità familiare era in gran parte dovuta alla cura delle tradizioni,

    al continuo rinnovarsi dei ricordi del passato che includevano la loro amicizia con Dio

                                               e una lealtà illimitata l'uno all'altro.

    Una sera, quell'estate, rimasi a casa con i bambini. Dopo un pò di tempo vidi che Hadassah, che stava cercando di andare a dormire, aveva iniziato a piangere senza una ragione apparente. Era una bambina distaccata e pensavo che non le piacesse, ma ora mi lasciava tenere la mano mentre parlavo tranquillamente per consolarla. Era ovvio che non sapevo perché stesse piangendo, ma quando guardò verso di me, i suoi occhi scuri pieni di lacrime sembravano più vecchi di quelli di una bambina; c'era una strana paura nel modo in cui si sedeva vicino a me e piangeva. Quando finalmente si addormentò, tenendomi ancora la mano, mi sedetti ed avvertii una strana sensazione, come se avesse pianto per un lungo passato, come se duemila anni fossero stati solo una notte.

     Una pressante voglia di cambiamento                         

    Quell'autunno la mia carriera subì un brusco passaggio. Stanca della sterilità del lavoro di specializzazione, Ruth Goldstein e io entrammo alla New York University Law School. Insegnavo mattina e sera all'Hunter College e frequentavo i corsi di legge nel pomeriggio. Le lezioni alla facoltà di giurisprudenza erano molto frequentate, a volte si potevano contare diverse centinaia di studenti. Il metodo del caso (sistema di insegnamento del diritto incentrato su casi selezionati e precedenti presi ad esempio – Ndt) che aveva un valore quasi universale, non mi interessava, lo trovai noioso. Nonostante ciò lo studio della legge mi appassionava; era una disciplina che valeva la pena di padroneggiare. Trovai interessanti anche gli studenti. In una lezione mi sedetti accanto ad un giovane di nome Samuel Di Falco che ora è un giudice della Corte Suprema. Trovava da ridire su di me per aver scarabocchiato poesie sul mio taccuino quando avrei dovuto lavorare su casi. Anche Ruth mi criticò per le mie divagazioni rispetto all'oggetto dei nostri studi. In effetti era vero: mentre la sostanza della legge mi incuriosiva, perché riflesso di società del passato che aiutava a comprendere il presente, non mi interessava la procedura legale che ritenevo avesse lo scopo di preservare uno status quo ormai superato. La mia costante preoccupazione per la necessità di cambiare lo Stato mi rendeva impaziente, e in gran parte disinteressata all'ultimo anno di facoltà. Non desideravo diventare una donna di legge, pensavo piuttosto all'insegnamento (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

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    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Lunedì, 20 agosto / 2018

    – di Michael Journal –

    Traduzione dell'originale inglese a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

     Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Storia, Nuovo  Ordine  Mondiale,  Baroni, Basile         

    Principali tappe storiche del Nuovo Ordine Mondiale

    Dalla nascita degli Illuminati di Baviera ai giorni nostri

     

           Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione

                           e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi

                                         ( Mayer Amschel Rothschild )

     

    di Michael Journal

    Traduzione dall'originale "A History of the New World Order"

    a cura di Paolo Baroni / con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

    Nuovo Ordine Mondiale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    New York, Londra – Lungi dal voler essere esaustiva, questa succinta tabella cronologica (1) (che va dal 1773 ai giorni nostri) elenca le tappe più importanti del cammino forzato dell'umanità verso quel Nuovo Ordine Mondiale che le Società Segrete (giudeo-massoneria in primis) i vertici del sistema bancario internazionale e l'Alta Finanza vorrebbero instaurare sulla Terra, con il consenso o con la violenza, al posto dell'odiata civiltà cristiana. Va ricordato altresì (Ndr) che la storia della sovversione anti-cristiana e contro l'intera umanità, inizia già – e si organizza in sistema di reti sovversive ed occulte – fin dopo l'uccisione per crocifissione di Gesù Cristo. Lo strumento utilizzato fin dai tempi più remoti dai nemici di Cristo e dell'intera umanità per realizzare i loro piani di egemonia planetaria è stato quello della moneta-debito (sterco di satana: strumento puramente convenzionale, creato dal nulla e senza riserva aurea, ed emesso a debito dei popoli della Terra) sdoganato a livello mondiale nel 1694, data della nascita della privata Banca d'Inghilterra, poi istituzionalizzata nel 1717: stessa data della nascita della Gran Loggia Madre d'Inghilterra (sempre a Londra). Un'altra tappa fondamentale fu la nascita della Loggia degli Illuminati di Baviera (Ndr) a Francoforte.

    Paolo Baroni / Sergio Basile

    (1) Traduzione dall'originale "A History of the New World Order" a cura di Paolo Baroni / integrazioni e note a cura di Sergio

     1773 – Piano dei Rothschild e genesi degli Illuminati   

    1773 Il banchiere ebreo Mayer Amschel Rothschild (1744-1812) riunisce dodici dei suoi amici più influenti e li convince del fatto che se uniranno le loro risorse, potranno dominare il mondo. Questa riunione ha luogo a Francoforte (attuale sede della BCE – Banca Centrale Europea – Ndr), in Germania. Rothschild informa anche i suoi amici di aver trovato il candidato perfetto, un individuo dotato di un incredibile intelletto e di grande ingegnosità, per guidare l'organizzazione che ha progettato: quest'uomo è Johann Adam Weishaupt (1748-1830).1º Maggio 1776 – L'israelita Adam Weishaupt (nome in codice Spartacus) fonda una Società Segreta chiamata Ordine degli Illuminati. Weishaupt è docente di Diritto Canonico all'Università di Ingolstadt, in Baviera. Gli Illuminati cercano di stabilire un Nuovo Ordine Mondiale. I loro obiettivi sono i seguenti:

    – abolizione di tutti i governi legittimi;

    – abolizione della proprietà privata;

    – abolizione dell'eredità;

    – abolizione del patriottismo;

    – abolizione della famiglia;

    – abolizione della religione;

    – creazione di un Governo Mondiale.

     

    Luglio 1782 – L'Ordine degli Illuminati si congiunge con la Massoneria durante il Congresso di Wilhelmsbad. Il conte De Virieu, un membro di una Loggia martinista di Lione che assiste al Congresso, se ne allontana visibilmente scosso. Quando viene interrogato sui «tragici segreti» dei quali è venuto al corrente, egli risponde:

     

                 «Non glieli confiderò. Posso solamente dirle che tutto questo

                                    è molto più grave di quanto lei pensi».

    Secondo il suo biografo M. Costa de Beauregard, da quel momento,

     

                 «il conte de Virieu parlò della Massoneria solo con orrore» (2).

    (2) Cfr. W. T. Still, New World Order: The Ancient Plan of Secret Societies («Il Nuovo Ordine Mondiale: l'antico piano delle Società Segrete»), 1990, pag. 82.

    1785 – Un corriere degli Illuminati di nome Johann Jakob Lanz (1735-1785), un ex sacerdote cattolico, viene ucciso da un fulmine mentre sta attraversando a cavallo la città di Ratisbona. Esaminando il contenuto della sacca della sua sella, i poliziotti scoprono l'esistenza dell'Ordine degli Illuminati, e trovano piani dettagliati riguardanti l'imminente Rivoluzione Francese (1789). Le autorità bavaresi allertano il governo francese sul disastro imminente, ma le autorità francesi non tengono conto di questo avvertimento. La polizia bavarese arresta tutti i membri dell'Ordine degli Illuminati che riesce a scovare, ma Weishaupt e altri adepti riescono a nascondersi e a sottrarsi all'arresto.1796 – La Massoneria diviene un notevole problema in occasione dell'elezione del presidente degli Stati Uniti. John Adams (1735-1826) viene eletto opponendosi alla Massoneria, e suo figlio, John Quincy Adams (1767-1848), avverte della terribile minaccia alla nazione rappresentata dal lavorio segreto delle Loggie massoniche:

     

    «In coscienza e sinceramente credo che l'Ordine massonico sia, se non il più grande,

              uno dei più grandi mali morali e politici che grava su tutta l'Unione» (3).

    (3) Cfr. J. Q. Adams, Letters on Freemasonry («Lettere sulla Massoneria»), 1833.

     

    1797 John Robison (1739-1805), docente di Storia Naturale all'Università di Edinburgo, in Scozia, pubblica un libro intitolato Proofs of a Conspiracy («Prove di una cospirazione»), in cui rivela che Adam Weishaupt aveva tentato di arruolarlo. In questa opera, Robison svela gli scopi diabolici perseguiti dagli Illuminati in tutto il mondo.

     

     Ottocento – Eventi più significativi                               

    1821Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) formula quella che viene definita la dialettica hegeliana, il processo triadico (d'estrazione cabalistica – Ndr) mediante il quale gli Illuminati realizzeranno i loro obiettivi. Secondo la dialettica hegeliana, lo scontro tra la tesi e l'antitesi dà luogo alla sintesi. In altre parole, la tesi fomenta una crisi. Ne consegue un forte sussulto pubblico secondo cui dev'essere fatto qualcosa per risolvere il problema. Quindi, qualcuno propone una soluzione che provoca i cambiamenti realmente voluti da sempre, ma che inizialmente la gente non sarebbe stata disposta ad accettare.1828Mayer Amschel Rothschild, che aveva finanziato gli Illuminati, esprime il suo assoluto disprezzo per i governi nazionali che tentano di disciplinare i banchieri internazionali come lui affermando:

     

        «Lasciate che sia io ad emettere e a controllare il denaro di una nazione,

                            e non mi importerà più nulla di chi scrive le leggi» (4).

    (4) Cfr. The Creature from Jekyll Island («La creatura dall'isola Jekyll»), American Opinion Publishing, pag. 218.

     

    1848 – L'ebreo Moses Mordekkai Levy, alias Karl Marx (1818-1883), scrive il Manifesto del Partito Comunista. Marx è membro di un organizzazione creata dagli Illuminati chiamata La Lega dei Giusti. Non solo egli afferma la necessità di cambiamenti economici e politici, ma anche l'urgenza di mutamenti morali e spirituali. Egli crede che la famiglia dovrebbe essere abolita, e che tutti i figli dovrebbero essere educati da un'autorità centrale. Marx (che attraverso il Manifesto del Partito Comunista trasfonde il Piano degli Illuminati in un programma di carattere politico-ideologico destinato ad essere largamente accettato dietro le false premesse e i paraventi della rivoluzione bolscevica – Ndr) esprime il suo atteggiamento verso Dio scrivendo:

     

    «Dobbiamo combattere contro tutte le idee fondamentali della religione, dello Stato,

                                                del Paese e del patriottismo.

        L'idea di Dio è il punto chiave di una civiltà pervertita. Essa dev'essere distrutta».

    14 aprile 1865 – (Ndr) Viene assassinato negli Usa il Presidente Abramo Lincoln, reo di aver tentato di liberare il suo popolo dalla schiavitù bancaria imposta dai Rothschild e dai potentati massonici, attraverso l'emissione del provvidenziale Greenback. Albert Pike, Gran Comandante Supremo della Giurisdizione Meridionale del Rito Scozzese della Massoneria statunitense, gioca un ruolo essenziale in questa congiura massonica, alle dipendenza del casato Rothschild. La morte di Lincoln spiana la strada al monopolio dei banchieri ed alla futura nascita della Federal Reserve (Ndr) – 22 gennaio 1870 – In una lettera al leader rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini (1805-1872), Albert Pike (1809-1891) annuncia la creazione di una Società Segreta all'interno di un'altra Società Segreta:

     

                       «Dobbiamo creare un Rito superiore che rimarrà ignoto

              al quale apparterranno quei massoni di alto Grado che sceglieremo.

    Nei confronti dei nostri Fratelli in Massoneria, questi uomini dovranno impegnarsi

                                               alla segretezza più severa.

                 Attraverso questo Rito supremo governeremo ogni Massoneria,

                      ed esso diverrà l'unico centro internazionale, il più potente

                                   perché la sua direzione sarà sconosciuta» (5).

    Questa organizzazione segreta estremista viene chiamata il Nuovo e Riformato Rito Palladiano (6).

    (5) Cfr. Lady Queensborough,  Occult Theocracy («Teocrazia occulta»), pagg. 208-209. Lady Queensborough è uno pseudonimo di Edith Starr Miller. (6) Nonostante siano ben note le posizioni luciferine che Pike ha espresso nella sua opera più famosa Morals and Dogma, gli autori più seri ritengono che questa lettera indirizzata a Mazzini sia un apocrifo, e quindi falsa sarebbe anche la pretesa esistenza di un Rito Palladiano (N.d.T.).

    1870 si propagano in Italia diverse insurrezioni mazziniane di matrice giudeo-massonica (Ndr) 20 settembre 1870 – I potentati giudeo-massonici ottengono la presa di Roma, nota anche come breccia di Porta Pia: fu l'episodio del Risorgimento che sancì l'annessione di Roma al Regno d'Italia (Ndr) 1875 – L'occultista russa Helena Rottenstern von Hahn, alias Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891) fonda la Società Teosofica. Madame Blavatsky sostiene che alcuni uomini santi tibetani nell'Himalaya, che essa designa come i «Maestri della Saggezza», comunicano con lei a Londra mediante telepatia. Essa insiste sul fatto che ormai il cristianesimo è del tutto superato, che Satana è buono e che Dio è cattivo. Essa scrive:

     

                 «I cristiani e gli scienziati dovrebbero rispettare gli indiani.

                    La Saggezza dell'India, la sua filosofia e le sue conquiste

                     dovrebbero essere rese note in Europa e in America».

    1884 – La Fabian Society viene fondata in Gran Bretagna per promuovere il socialismo. Tale Società prende il suo nome dal Generale romano Quinto Fabio Massimo (275-203 a. C.), detto «il temporeggiatore», che lottò contro l'esercito di Annibale (247-182 a. C.) con piccole scaramucce che debilitarono lentamente l'esercito nemico anziché affrontarlo in una battaglia decisiva.14 Luglio 1889 – Albert Pike pubblica le istruzioni per i ventitre Consigli Supremi del mondo. Egli rivela chi è il vero oggetto dell'adorazione massonica:

     

              «A voi, Grandi Istruttori Generali Supremi vi diciamo questo,

                  che potete ripeterlo ai Fratelli del 32º, 31º e 30º Grado:

         la religione massonica dovrebbe essere, da tutti iniziati agli alti Gradi,

                     mantenuta nella purezza della dottrina luciferina» (7).

    (7) Cfr. A. Pike, A.C. De La Rive, La Femme et l'Enfant dans la Franc-Maçonnerie Universelle («La donna e il bambino nella Massoneria Universale»), pag. 588.

    1890-1896Cecil John Rhodes (1853-1902), massone ed entusiasta studioso di John Ruskin (1819-1900) è Primo Ministro del Sud Africa, a quel tempo una colonia britannica. Egli è in grado di sfruttare e controllare le ricchezze del Sud Africa costituite dall'oro e dai diamanti. Rhodes opera per condurre tutte le zone abitabili del mondo sotto la guida di un'élite dominante. A questo scopo, egli usa parte della sua immensa ricchezza per istituire le famose Rhodes Scholarships («Borse di Studio Rhodes»).1893 – La Società Teosofica patrocina un Parlamento Mondiale delle Religioni che si tiene a Chicago. Lo scopo di questo Congresso interreligioso, il primo incontro ecumenico della Storia, è di introdurre in Occidente concetti induisti e buddisti come la credenza nella reincarnazione (l'odierno movimento ecumenico internazionale non fa altro che perseguire questo obiettivo, funzionale all'instaurazione della Repubblica Giudeo-massonica universale e all'annacquamento della somma Verità incarnata dal Cattolicesimo – Ndr).

     

     Primo ventennio del Novecento                                        

    1911 – Il Partito Socialista Inglese pubblica un opuscolo intitolato Socialism and Religion («Socialismo e religione»), nel quale si afferma chiaramente la posizione del Partito a proposito del cristianesimo:

     

           «è dunque una verità profonda che il socialismo è il nemico naturale della religione.

                                     Un socialista cristiano è infatti un anti-socialista.

                                          Il cristianesimo è l'antitesi del socialismo».

    1912 – Il Colonnello Edward Mandell House (1858-1938), un consulente del presidente statunitense Woodrow Wilson (1856-1924), pubblica Phillip Dru: Administrator, un'opera in cui promuove il «socialismo come lo aveva sognato Karl Marx». – 3 febbraio 1913 – Il 16º Emendamento alla Costituzione americana, che rende possibile al Governo Federale di imporre una tassa progressiva sul reddito, viene ratificato. Anche il punto programmatico nº 2 de Il Manifesto del Partito Comunista insisteva sulla necessità di un'imposta progressiva sul reddito (8).

    (8) In Canada, l'imposta sul reddito venne presentata nel 1917, come una «misura temporanea» per finanziare lo sforzo bellico.

    1913 – Il presidente Woodrow Wilson pubblica The New Freedom («La nuova libertà»), un libro in cui rivela quanto segue: «Da quando sono entrato in politica, molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee. Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, nel campo del commercio e dell'industria, hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. Essi sanno che in qualche luogo esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce quando ne parlano per condannarlo». 23 dicembre 1913 – Viene creata la Federal Reserve (in realtà non è né federale né una riserva, ma un'istituzione privata: il più potente ed autoritario cartello bancario del pianeta – Ndr). Essa era stata progettata nel corso di una riunione segreta tenuta nel 1910 sull'Isola di Jekyll, in Georgia, da un gruppo di banchieri e statisti, tra cui anche il Colonnello Edward Mandell House. Questo organismo trasferisce il potere di stampare il denaro dal Governo americano ad un gruppo privato di banchieri. Il Federal Reserve Act viene approvato in tutta fretta poco prima delle feste natalizie. Il membro del Congresso Charles A. Lindbergh Sr., padre del noto aviatore, avverte:

     

         «Questo decreto instaura il più gigantesco gruppo monopolistico della Terra.

    Quando il presidente firmerà questo atto, il governo invisibile del potere monetario,

     la cui esistenza è stata provata dal Money Trust Investigation, verrà legalizzato» (9).

    (9) Cfr. Congressional Record, vol. LI, pag. 1446. Discorso del 22 dicembre 1913.

    1916 – Tre anni dopo aver approvato il Federal Reserve Act, il presidente Woodrow Wilson osserva: «Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato del mondo civilizzato. Non più un governo in cui c'è libertà di opinione, non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza, ma un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini» (10)1917 – Grazie all'aiuto del sistema bancario internazionale (Ndr) e dei finanzieri di New York e di Londra, Vladimir Lenin (1870-1924) riesce a rovesciare il governo della Russia. Più tardi, Lenin dirà circa l'apparente contraddizione dei collegamenti tra grande capitale e comunismo:

       «Esiste anche un'altra alleanza – a prima vista strana e sorprendente –

                   ma che se ci si pensa è ben fondata e facile da capire.

          Questa alleanza è tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti»

                                  (ricordate la dialettica hegeliana?)

    (10) Cfr. W. Wilson, The New Freedom: A Call for the Emancipation of the Generous Energies of a People, Doubleday, Page & Company, New York and Garden City, 1913.

    30 maggio 1919 – Durante una riunione convocata dal Colonnello House, personaggi influenti inglesi e personalità americane fondano a Londra il Royal Institute of International Affairs e l'Institute of International Affairs negli Stati Uniti. A tale incontro partecipano vari socialisti appartenenti alla Fabian Society, incluso il celebre economista inglese John Maynard Keynes (1883-1946).

     

     Gli Anni '20                                                                   

    1920Winston Churchill (1874-1965) riconosce il collegamento tra gli Illuminati di Baviera e la Rivoluzione bolscevica in Russia. Egli osserva: «Questo movimento tra gli ebrei non è affatto nuovo. Dai giorni di Spartacus-Weishaupt a quelli di Karl Marx, di Trotsky, di Bela Kun, di Rosa Luxemburg e di Emma Goldman, questa cospirazione mondiale per il rovesciamento della civiltà e per la ricostituzione della società sulla base di uno sviluppo frenato, di una malevolenza invidiosa e di un'impossibile uguaglianza è costantemente avanzata. Essa ha avuto un ruolo assolutamente riconoscibile nella tragedia della Rivoluzione Francese. è stata la molla di ogni movimento sovversivo durante il XIX secolo, e ora finalmente questa banda di straordinarie personalità che provengono dalla malavita delle grandi città d'Europa e d'America hanno preso per i capelli i russi e sono praticamente divenuti i padroni incontrastati di quell'enorme impero» (11).

     

    (11) Cfr. W. Churchill, «Zionism versus Bolshevism» («Sionismo contro bolscevismo»), in Illustrated Sunday Herald, febbraio 1920. Tutti i rivoluzionari citati da Churchill nel suo articolo erano ebrei, così come lo furono e lo sono tutt'oggi quasi tutti gli animatori della cospirazione.

     

    19201931Louis T. McFadden (1876-1936) è presidente dell'House Committee on Banking and Curency. A Riguardo della Federal Reserve, come membro del Congresso, nota McFadden: «Quando il Federal Reserve Act è stato approvato, gli americani non hanno percepito che si trattava dell'instaurazione di un sistema bancario mondiale. Una sorta di super-Stato controllato dai banchieri e dagli industriali internazionali che agiscono di concerto per asservire il mondo al loro capriccio.

     

               Ogni sforzo è stato fatto dalla Federal Reserve per celare i suoi poteri,

                   ma la verità è che questa entità ha usurpato il ruolo del governo.

                Essa controlla tutto, e controlla tutte le nostre relazioni con l'estero.

                                 Essa costituisce e destituisce governi a volontà».

    A proposito della Grande Depressione del 1929 e dell'accettazione da parte del Paese del New Deal proposto dalla Federal Reserve, egli asserisce:

     

    «Non si è trattato di un evento accidentale. è stato un avvenimento attentamente preparato.

          I banchieri internazionali hanno cercato di provocare una condizione di disperazione

                              in modo da emergere come i dominatori di noi tutti» (12).

    (12) Cfr. Congressional Record, del 10 giugno 1932.

     

    1921 – Il Colonnello House riorganizza il ramo americano dell'Institute of International Affairs trasformandolo nel Council on Foreign Relations (CFR) (13).15 dicembre 1922 – Il Council on Foreign Relations esalta il Governo Mondiale sulla sua rivista Foreign Affairs. Scrive l'autore Philip Kerr: «è chiaro che non ci sarà alcuna pace né prosperità per tutta l'umanità finché la Terra resterà divisa in cinquanta o sessanta Stati indipendenti, fino a quando un tipo di sistema internazionale verrà creato. Il vero problema di oggi è quello del Governo Mondiale». 1928 – Viene pubblicato il libro di Herbert Gordon Wells (1866-1946) intitolato The Open Conspiracy: Blue Prints for a World Revolution («La cospirazione aperta: modelli di una rivoluzione mondiale»; Doubleday, Doran and Company, New York). Ex socialista della Fabian Society, Well scrive:

     

             «La politica mondiale della Cospirazione Aperta deve indebolire,

                       cancellare, incorporare e sostituire i governi esistenti.

    La Cospirazione Aperta è l'erede naturale degli entusiasmi socialisti e comunisti;

                        potrebbe governare a Mosca prima che a New York.

             Il carattere della Cospirazione Aperta sarà esposto chiaramente.

                                        Essa sarà una religione mondiale».

    (13) Nei successivi sessant'anni, l'80% dei posti di comando in ogni amministrazione – sia democratica che repubblicana – è stato occupato da membri appartenenti a questa organizzazione.

     

     Dagli Anni '30 alla Seconda Guerra Mondiale                

    1933 – Viene stampata l'opera di Herbert Gordon Wells The Shape of Things to Come («La forma delle cose a venire»). Wells predice una Seconda Guerra Mondiale che scoppierà circa nel 1940, e sarà originata da una disputa tedesco-polacca. Dopo il 1945, ci sarebbe stata una crescente mancanza della sicurezza pubblica in aree «criminalmente infette». Il piano per il «moderno Stato Mondiale» sarebbe riuscito al suo terzo tentativo, e sarebbe scaturito da qualcosa che sarebbe accaduto a Basra, in Iraq. Inoltre, il libro afferma:

     

    «Sebbene il Governo Mondiale sia stato pianificato per realizzarsi in diversi anni,

          e benché sia stato sconfinatamente temuto e non visto di buon occhio,

                                   esso non troverà alcuna opposizione».

     

    1933 – L'emblema dell'Ordine degli Illuminati di Baviera appare sul rovescio della banconota americana da un dollaro. Alla base della Piramide tronca, composta da tredici piani, è possibile leggere la data dell'anno di fondazione della sètta: 1776 (MDCCLXVI, in numeri romani). L'Occhio che irradia la sua luce in tutte le direzioni è l'Occhio onniveggente che rappresenta la Società Segreta fondata da Weishaupt. Il motto latino «Annuit cœptis» significa «la nostra impresa (la cospirazione) sarà coronata da successo» Sotto, le parole «Novus Ordo Seclorum» svelano lo scopo dell'impresa: la costituzione di un «Nuovo Ordine Sociale» o un «Nuovo Ordine Mondiale». – 21 novembre 1933 – In una lettera al Colonnello Edward Mandell House, il presidente Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) scrive:

     

                             «La verità è – come io e lei ben sappiamo –

                   che fin dai giorni della presidenza di Andrew Jackson,

          un elemento finanziario si è impossessato del nostro Governo».

    Marzo 1942 – In un articolo, la rivista Time affronta il tema del Federal Council of Churches («Consiglio Federale delle Chiese»), che più tardi diverrà il National Council of Churches («Consiglio Nazionale delle Chiese»), una parte del World Council of Churches («Concilio Mondiale della Chiese»), sottolineando lo sforzo per instaurare un'autorità religiosa globale. Un comitato di direzione di questo organismo si dichiara favorevole a:

     

    • Un Governo Mondiale dei poteri delegati;

    • Forti e immediate limitazioni alla sovranità nazionale;

    • Controllo internazionale su tutti gli eserciti e sulla marina militare.

    I rappresentanti (375) di alcune delle trenta denominazioni asseriscono che «un nuovo ordine della vita economica è sia imminente che imperativo» – un nuovo ordine che sia realizzerà certamente o «attraverso la cooperazione volontaria all'interno della struttura della democrazia o attraverso una rivoluzione esplosiva». – 28 giugno 1945 – Durante un discorso tenuto a Kansas City, il presidente americano Harry Truman (1884-1972) glorifica il Governo Mondiale:

     

           «Sarà facile per le nazioni confederarsi in una Repubblica Mondiale

              come per noi lo è stato riunirsi in una federazione di Stati Uniti».

    24 ottobre 1945 – Lo statuto delle Nazioni Unite diventa effettivo: nasce l'ONU (il terreno fu donato dai Rockefeller – Ndr). In quella stessa data, il senatore dell'Idaho Glen Hearst Taylor (1904-1984) presenta al Senato la Risoluzione nº 183, in cui si fà appello al Senato americano affinché si dichiari favorevole alla creazione di una Repubblica Mondiale che includa una forza di polizia internazionale. La stessa Guerra Mondiale viene fomentata dai principali potentati massonico-governativi per destabilizzare l'Europa e il mondo e spianare la strada alla falsa democrazia e alle repubbliche massoniche, che avrebbero concorso al lavoro delle società segrete verso la progressiva abolizione delle sovranità nazionali e verso la creazione di organismi mondialisti a carattere continentale, come l'UE (Ndr).  Nel 1948 nasce lo Stato illegittimo d'Israele (Ndr) a spese del popolo palestinese (cristiano e mussulmano) quale coronamento del sogno della giudeo-massoneria e del sionismo internazionale: movimento politico filo ebraico e filo-massonico fondato da Theodor Hertzl (Ndr).

     

     Gli Anni Cinquanta                                                          

    7 febbraio 1950 – L'ebreo James P. Warburg (1896-1969), membro eminente dell'Alta Finanza internazionale e del Council on Foreign Relations, dichiara davanti al Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato statunitense:

     

                «Che vi piaccia o no, avremo un Governo Mondiale, o col consenso o con la forza».

    9 febbraio 1950 – Il Sottocomitato per le Relazioni con l'Estero del Senato presenta la Risoluzione nº 66 che afferma: «Per poter realizzare la pace e la giustizia universale, il presente Statuto delle Nazioni Uniti dovrebbe essere mutato per offrire una vera Costituzione mondiale» (14).1952 – La World Association of Parliamentarians for World Government («L'Associazione Mondiale dei Parlamentari per il Governo Mondiale») stende una mappa progettata per illustrare come le truppe avrebbero occupato e controllato le sei regioni in cui gli Stati Uniti e il Canada sarebbero stati divisi come parte del loro piano di un Governo Mondiale.1954 – Il principe Bernardo d'Olanda (1911-2004) crea il Bilderberg Club: statisti e banchieri internazionali che si incontrano segretamente su una base annuale. – 1954Bella V Dodd, ex dirigente del Partito Comunista Americano, convertitasi al cattolicesimo, scrive "The School of Darkness" (La Scuola delle Tenebre) denunciando il complotto ordito dal comunismo (dietro la regia della giudeo-massoneria) per destabilizzare e sovvertire tutte le istituzioni ed in particolare il nemico più odiato: la Chiesa Cattolica. La Dodd denuncia l'infiltrazione di 1100 falsi sacerdoti massoni all'interno della Chiesa, per destabilizzarla ed annientarla dall'interno (Ndr) – 25 gennaio 1959 (Ndr) – Viene aperto il Concilio Vaticano II, che segna una pesantissima infiltrazione delle forze sovversive giudeo-massoniche all'interno della Chiesa Cattolica: inizia una profonda guerra spirituale e dottrinale all'interno della Chiesa.

     

    (14) Cfr. J. P. Baratta, The Politics of World Federation: From World Federalism to Global Governance («Le politiche della Federazione Mondiale: dal Federalismo Mondiale al Governo Globale»), 2003, pag. 582.

     

     Gli Anni Sessanta                                                               

    1961 – Il Documento nº 7277, pubblicato dal Dipartimento di Stato USA, intitolato Freedom From War: The U.S. Program for General and Complete Disarmament in a Peaceful World («Libertà dalla guerra: il programma americano per il disarmo completo e generale in un mondo pacificato»), descrive un piano in tre fasi per disarmare tutte le nazioni e armare l'ONU in vista di una tappa finale in cui si afferma che «nessuno Stato dovrebbe avere il potere militare per sfidare la Forza di Pace progressivamente fortificata delle Nazioni Unite». – Il 27 aprile 1961 il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy tenne un coraggioso e famoso discorso, denunciando la cospirazione mondialista (Ndr):

     

    " Signore e signori, la parola "segretezza" è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d'influenza, sull'infiltrazione anziché sull'invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull'intimidazione anziché sulla libera scelta.

    È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, operazioni economiche, scientifiche e politiche.  Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. II suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio.

    Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Convinto che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente " .

    4 giugno 1963Kennedy firma l'ordine esecutivo 11110, con il quale (seguendo l'esempio di Abramo Lincoln) emette biglietti di stato sgravati da debito per contrastare il monopolio della Federal Reserve e l'azione della Grande Usura legalizzata esercitata dal sistema bancario-massonico – 22 novembre 1963 – Viene assassinato a Dallas il Presidente Kennedy: egli  – 1966 – Il professor Carroll Quigley (1910-1977), il mentore di Bill Clinton all'Università di Georgetown, è l'autore di un grosso volume intitolato Tragedy and Hope: A History of the World in Our Time («Tragedia e speranza: una storia del mondo nel nostro tempo»), in cui afferma:

     

              «Esiste ed è esistita per una generazione, una rete internazionale

                che opera, con una certa estensione, nello stesso modo radicale

                                             in cui agiscono i comunisti.

           Infatti, questa rete, che possiamo identificare con il nome "Round Table"

    (cui fondatore fu Lionel George Curtis, il padre spirituale del Commonwealth Britannico – Ndr),

          non ha nessun problema a collaborare con i comunisti, o con altri gruppi,

                                 e si comporta spesso in questa maniera.

    Io conosco le attività di questa rete perché la studio da vent'anni e ho avuto il permesso per due anni, nei primi anni Sessanta, di esaminare le sue carte e i suoi documenti segreti. Non provo avversione per questa rete e per la maggior parte dei suoi scopi, e sono stato, per molti anni della mia vita, vicino ad essa e a numerosi dei suoi strumenti. Ho nutrito qualche riserva, sia in passato che recentemente, su alcune delle sue linee di condotta, ma in generale la mia principale discordanza di opinione è che essa vuole rimanere segreta, mentre io credo che il suo ruolo nella Storia sia così significativo da meritare di essere conosciuto». –

     

     Gli Anni Settanta                                                              

    Aprile 1972 – Nel suo punto chiave indirizzato all'Association for Childhood Education International («Associazione Internazionale per Istruzione dell'Infanzia»), Chester M. Pierce, docente di Educazione e Psichiatria alla Facoltà di Medicina dell'Università di Harvard, afferma:

     

    «Ogni bambino americano che accede alle istituzioni scolastiche all'età di cinque anni

        è alienato perché viene a scuola ancora legato all'ideale di patria, ai suoi genitori

                                  e alla credenza in un Essere soprannaturale.

           Tocca a voi, cari insegnanti, fare in modo che tutti questi bambini ammalati

                             divengano il bambino internazionale del futuro».

    Luglio 1973 – Il banchiere internazionale ebreo, membro fedele del sovversivo Council on Foreign Relations, David Rockefeller, fonda una nuova organizzazione chiamata Trilateral Commission («Commissione Trilaterale»), il cui scopo ufficiale è «armonizzare la politica, le relazioni economiche, sociali e culturali tra le tre più grandi regioni economiche del mondo» (da qui il nome «Trilaterale»). Egli invita il futuro presidente Jimmy Carter a divenirne uno dei membri fondatori. Zbigniew Brzezinski è il primo direttore dell'organizzazione. Secondo detto organismo, le tre maggiori aree economiche del mondo sono: l'Europa, il Nord America e l'Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, ecc…). Se, con il pretesto di dover congiungere le forze per essere in grado di affrontare la competizione economica con le due altre regioni economiche, i Paesi membri di ognuna di queste tre regioni decidono di unificarsi in un solo Paese formando tre super-Stati, il Governo Mondiale diverrà molto più vicino. Come i socialisti della Fabian Society, la Trilateral Commission realizza passo dopo passo lo scopo finale (il Governo Mondiale). Il social-comunismo è la nuova religione laica prescelta per realizzare quest'opera, surrogandosi nell'animo delle masse al posto dell'odiato cattolicesimo. A livello economico invece viene perseguito il modello liberal-capitalista, per poter accelerare la privatizzazione, il controllo delle ricchezze mondiali e la globalizzazione, mediante l'abolizione delle frontiere tra gli stati, l'abolizione del protezionismo e gli accordi di libero scambio internazionale (Ndr), 

     

                 Tale mèta è stata quasi raggiunta in Europa con il Trattato di Maastricht,

                    che è stato perfezionato nel 1993, costringendo tutti i Paesi membri

                        della Comunità Europea ad abolire le loro barriere commerciali

                                   e a consegnare le loro politiche valutarie e fiscali

                       ai tecnocrati della Commissione Europea di Bruxelles, in Belgio.

              Nel gennaio del 2002, tutti i Paesi che hanno aderito alla Comunità Europea

    abbandonano le loro valute nazionali sostituendole con un'unica valuta comune: l'euro.

    Inoltre, il Trattato di Nizza rimuove diversi poteri nazionali per affidarli alla Commissione Europea. Quello che era stato iniziata quasi innocentemente nel 1952 come la CEE (Comunità Economica Europea) e prima ancora con un'autorità comune per regolare il commercio del carbone e l'industria dell'acciaio fra le nazioni europee (CECA – Ndr – organismo che realizza di fatto il commissariamento e controllo delle riserve energetiche dei paesi aderenti – Ndr), viene finalmente trasformata in un super-Stato europeo. Jean Monnet (1888-1979), un economista socialista francese e fondatore della CEE, aveva questo in mente quando disse:

     

                  «Un'unione politica seguirà inevitabilmente un'unione economica».

     

    Inoltre, egli affermò nel 1948: «La creazione di un'Europa Unita dev'essere considerata un passo essenziale verso la creazione di un mondo unito», realizzando il sogno mondialista del padre spirituale dell'Unione Europea, o Paneuropa, il massone sionista Richard Kalergi, amico di Theodor Hertzl (Ndr). A riguardo l'area del Nord America, la fusione dei suoi Paesi membri è in corso con il passaggio di libero scambio tra il Canada e l'USA, e poi con il Messico. Si suppone che in futuro questo accordo di libero scambio includerà anche tutti i Paesi dell'America Centrale e del Sud, con una sola valuta per tutti. – 1973 – Il Club di Roma, un organismo (mondialista di matrice massonica – Ndr) che agisce per conto dell'ONU, pubblica un rapporto intitolato Regionalized and Adaptive Model of the Global World System («Modello regionalizzato e adattabile del Sistema Globale Mondiale»). Tale rapporto suddivide il mondo intero in dieci regioni.1979 – Alla Federal Emergency Management Agency («Agenzia Federale per la Gestione dell'Emergenza») vengono conferiti enormi poteri.

     

              In caso di «emergenza nazionale», essa ha il potere di sospendere le leggi,

    di spostare intere popolazioni, di arrestare e incarcerare cittadini senza alcun mandato

                                e di tenerli in prigione senza un regolare processo.

            Essa può confiscare proprietà, approvvigionamenti, cibo, sistemi di trasporto,

                                             e può sospendere la Costituzione.

    Non solo essa è l'ente più potente degli Stati Uniti, ma non è stata creata mediante una legge costituzionale emanata dal Congresso. La Federal Emergency Management Agency è stata creata mediante un ordine esecutivo presidenziale. Un ordine esecutivo diventa una legge semplicemente se firmato dal presidente; esso non dev'essere approvato dai rappresentanti o dai senatori del Congresso. Ad esempio, lo stato di «emergenza nazionale» potrebbe essere causato da un attacco terroristico (reale o indotto: vedi 11 Settembre – Ndr) , da una catastrofe naturale, o da un crollo della borsa. Ecco alcuni ordini esecutivi che permettono alla Federal Emergency Management Agency di sospendere la Costituzione e la Carta dei Diritti. Tali ordini sono in vigore da quasi trent'anni, e potrebbero messi in atto in qualsiasi momento dalla penna presidenziale (i contenuti sono a dir poco inquietanti e dipingono un sistema dittatoriale – nascosto dietro il falso velo della "Democrazia" – mai visto sulla faccia della Terra – Ndr):

     

    • Nº 10995: Diritto di confisca di tutti i mezzi di comunicazioni degli Stati Uniti;

    • Nº 10997: Diritto di confisca di ogni forma di energia elettrica, combustibile e minerale, pubblica e privata;

    • Nº 10999: Diritto di confisca di tutti i mezzi di trasporto, inclusi i veicoli personali di ogni genere, e controllo totale di ogni strada pubblica, di ogni porto marittimo e di ogni idrovia;

    • Nº 11000: Diritto di sequestrare qualsiasi individuo e di dividere ogni singola famiglia per creare «forze-lavoro» da trasferire in ogni luogo ritenuto necessario dal Governo;

    • Nº 11001: Diritto di confisca di ogni struttura sanitaria o destinata all'istruzione, e di tutti ogni istituto a scopo sociale, pubblico e privato;

    • Nº 11002: Diritto a costringere alla registrazione tutti gli uomini, tutte le donne e tutti i bambini residenti negli Stati Uniti;

    • Nº 11003: Diritto di confisca di ogni spazio aereo, degli aeroporti e di ogni mezzo aereo;

    • Nº 11004: Diritto alla confisca di ogni attività edilizia e finanziaria per stabilire «aree designate al trasferimento», e costringere la popolazione all'abbandono di aree classificato come «pericolose»;

    • Nº 11005: Diritto di confisca di tutte le ferrovie, delle vie fluviali dell'entroterra e di tutti gli edifici adibiti a deposito, pubblici e privati;

    • Nº 11921: Autorizzati piani per stabilire il controllo statale dei salari e delle retribuzioni, del credito e del flusso di denaro negli istituti di credito americani.

     Gli Anni Ottanta                                                          

    Novembre 1982 (Ndr) – In clima di "Guerra Fredda", si acuisce la fittizia campagna mondiale statunitense contro Mosca; Novembre 1983 (Ndr) – i sovietici sospendono i negoziati per la riduzione degli armamenti strategici (START) iniziati a Washington nel giugno 1982. – 1984 Gorbacev viene ricevuto a Londra da Margaret Thatcher che lo giudicherà un uomo «con il quale si può lavorare». 1985: L'agenda del Nuovo Ordine Mondiale  avanza sulle ali del falso dualismo tra Mikhail Gorbacev e Ronald Reagan: entrato alla Casa Bianca il 20 gennaio 1981, Reagan rianimò propagandisticamente lo spirito di crociata anticomunista contro “l’Impero del Male”: si trattò di uno specchietto per le allodole tale da  confondere le acque, aiutando ad equivocare l'agenda mondialista e lo spirito collaborativo Usa-Russia (Ndr). Febbraio 1986la Perestrojka costituisce una degradazione significativa del tessuto economico russo. 1989 – Caduta del Muro di Berlino e successivo rafforzamento dell'Ue (sulla scorta di una presunta, concordata e fittizia dissoluzione del regime comunista): si ingenerò nell'opinione pubblica la falsa consapevolezza che con il crollo del muro, anche il comunismo si fosse sgretolato (Ndr). Esso al contrario intensificò il suo intreccio occulto con il neoliberismo attraverso l'implementazione a vasto raggio del "metodo democratico" esportato in tutto il mondo, spesso, con la violenza della guerra e delle "rivoluzioni colorate" e "primavere arabe" (Ndr).

     Prima metà degli Anni Novanta                              

    29 gennaio 1991 – Il presidente George Bush Sr., plaude al Nuovo Ordine Mondiale durante un messaggio alla nazione: «Non si tratta soltanto di una piccola nazione, ma di una grande idea: un Nuovo Ordine Mondiale, nel quale nazioni diverse l'una dall'altra si uniscono in un impegno comune per raggiungere un traguardo universale dell'umanità: pace e sicurezza, libertà e Stato di diritto […], per realizzare le aspirazioni universali dell'umanità […], basato su principî condivisi e sulla legge […]. L'illuminazione di mille punti di luce […]. Ora il vento del cambiamento è tra noi». Da notare che la teosofa Alice Bailey (1880-1949) utilizzò l'espressione «punti di luce» per descrivere il processo di illuminazione intellettuale occulta.Giugno 1991 – I leader mondiali si incontrano per un'altra riunione a porte chiuse del Bilderberg Club a Baden Baden, in Germania. In quell'occasione, David Rockefeller afferma:

    «Siamo grati al Washington Post, al New York Times, al Time e alle altre grandi pubblicazioni i cui direttori hanno presenziato alle nostre riunioni e che rispettano le loro promesse di discrezione da quasi quaranta anni. Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sotto le luci dei riflettori durante quegli anni. Ma il mondo ora è più sofisticato e più preparato a marciare verso un Governo Mondiale. L'autorità sovranazionale di un'élite intellettuale e di banchieri internazionali è certamente preferibile all'autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati» (15).

    (15) A pag. 405 delle sue Memoirs («Memorie»), scrive David Rockefeller: «Allo stesso modo, c'è chi crede che noi (Rockefeller) siamo parte di una Cabala segreta che opera contro gli interessi degli Stati Uniti, definendo me e la mia famiglia "internazionalisti" e accusandoci di cospirare con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale e più integrata; un mondo unito, se volete. Se questa è l'accusa, mi riconosco colpevole e ne sono orgoglioso».

     

    29 ottobre 1991David Funderburk, ex ambasciatore statunitense in Romania, afferma durante un discorso pubblico tenuto nel North Carolina:

     

      «George Bush si sta circondando di persone che credono in un Governo Mondiale.

        Essi ritengono che il sistema sovietico e il sistema americano siano convergenti».

    21 maggio 1992 – In una nota indirizzata al Bilderberg Club riunito ad Evian, la Francia, l'ex Segretario di Stato Henry Kissinger dichiara: «Oggi, gli americani si sentirebbero oltraggiati se le truppe dell'ONU entrassero a Los Angeles per ripristinare l'ordine; ma un domani sarebbero loro molto grati! Ciò è specialmente vero se venisse loro detto che c'era una minaccia esterna, reale o fittizia, che mette in pericolo la nostra stessa esistenza. Dopo di che, tutti i popoli del pianeta supplicheranno i leader mondiali di liberarli da questo male. L'unica cosa che l'uomo teme veramente è l'ignoto. Di fronte a questo scenario, i diritti individuali verranno soppressi di buon grado purché venga loro garantito l'ordine e la pace garantiti da parte di un Governo Mondiale».20 luglio 1992 – la rivista Time pubblica un articolo intitolato «The Birth of the Global Nation» («La nascita della nazione globale»), di Strobe Talbott, uno studioso di Rhodes, nonché compagno di stanza di Bill Clinton all'Università di Oxford, direttore del Council on Foreign Relations e membro della Commissione Trilaterale  (16), in cui scrive:

     

                               «La nazione, come la conosciamo, diventerà desueta;

                           tutti gli Stati riconosceranno un'unica autorità globale […].

                       Tutte le nazioni sono fondamentalmente convenzioni sociali […].

    Nessuna di queste cose, che a molti sembrano permanenti o persino sacre, sussisteranno;

                     infatti, queste istituzioni sono del tutto artificiali e provvisorie […].

                   Dopo tutto, la sovranità nazionale non è stata una grande idea […].

       Ma è chiaro che gli eventi nel nostro secolo, meraviglioso e terribile allo stesso tempo,

                       vanno necessariamente in direzione di un Governo Mondiale».

    (16) Talbott è stato ominato Deputato Ministro di Stato dal presidente Clinton.

    1993 – Un secondo Parlamento Mondiale delle Religioni si riunisce a Chicago in occasione del 100º anniversario del primo Convegno. Come durante il precedente incontro, si cerca di riunire tutte le religioni del mondo in un'«unica cosa armoniosa», ma si tenta anche di farle amalgamare attraverso gli elementi originali delle loro credenze comuni. Le religioni tradizionali monoteistiche, come il cristianesimo, sono considerate incompatibili con l'«illuminazione individuale», e devono essere quindi drasticamente modificate. 18 luglio 1993 – Il membro del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale (l'ebreo) Henry Kissinger scrive sul Los Angeles Times, a proposito North American Free Trade Agreement:

     

       «Quello che il Congresso dovrà ratificare non è un semplice accordo commerciale,

                           ma l'architettura di un nuovo sistema internazionale […],

                                un primo passo verso un nuovo Ordine Mondiale».

    1994 – Nello Human Development Report («Rapporto sullo Sviluppo Umano»), pubblicato dal Programma di Sviluppo dell'ONU, c'è una sezione intitolata «Global Governance for the 21st Century»Governo Globale per il XXI secolo»). L'amministratore di questo programma è stato nominato da Bill Clinton. Il suo nome è James Gustave Speth. La frase di apertura del rapporto dice:

     

      «I problemi dell'umanità non possono più essere risolti da un governo nazionale.

                           Ciò di cui abbiamo bisogno è un Governo Mondiale.

            Esso può essere realizzato rafforzando il sistema delle Nazioni Unite».

    3 maggio 1994 – Il presidente Bill Clinton firma la Direttiva Presidenziale nº 25, e poi la classifica top secret in modo che gli americani non possano sapere nulla del suo contenuto (17).23 settembre 1994 – I mondialisti si rendono conto che un numero crescente di persone inizia a prendere coscienza di cosa sta accadendo; essi dispongono di un tempo limitato per perfezionare le loro politiche. Parlando alla cena degli ambasciatori alle Nazioni Unite, David Rockefeller commenta:

     

    «La presente finestra di opportunità, durante la quale è probabile che venga edificato

                        un Ordine Mondiale veramente pacato ed interdipendente,

                                non rimarrà ancora aperta per molto tempo […].

                                  Siamo sul limite di una trasformazione globale.

                    Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è della crisi per eccellenza,

                            e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale».

    (17) Il sommario del PDD-25, reso pubblicato ai membri di Congresso, autorizza il presidente a prendere il controllo delle unità militari americane e di porsi al comando dell'ONU.

     Seconda metà degli Anni Novanta                               

    Marzo 1995 – I delegati dell'ONU si incontrano a Copenaghen, in Danimarca, per discutere i vari metodi per imporre tasse globali agli abitanti del mondo.Settembre 1995 – La rivista Popular Science descrive un'installazione top secret della Marina Militare Americana chiamata HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program), nello Stato dell'Alaska. Questo progetto sarebbe in grado di irradiare una potente energia radioattiva nella parte superiore dell'atmosfera della Terra. Una delle mète del programma è di sviluppare la capacità di «manipolare il clima a livello locale» utilizzando le tecniche ideate da Bernard Eastlund  (18).

     

    (18) Questo programma è stato iniziato nel 1990.

     

    27 settembre 1995 – Ha luogo a San Francisco il World Forum, patrocinato dalla Fondazione Gorbachev. Il presidente della Fondazione Jim Garrison guida la riunione che raccoglie grandi personalità provenienti da tutto il mondo, inclusa Margaret Thatcher, Maurice Strong, George Bush, Mikhail Gorbachev e altri. La conversazione verte sull'unicità dell'umanità e sul futuro Governo Globale. Tuttavia, il termine «Governo Globale» viene usato al posto di «Nuovo Ordine Mondiale», giacché il secondo è divenuto un peso politico, un vocabolo che mette in stato di allerta gli oppositori del Governo Globale.1996 – Viene pubblicato un rapporto dell'ONU intitolato Our Global NeighborhoodIl nostro vicinato globale»), di 420 pagine. Esso delinea un piano per il «Governo Globale» in cui si caldeggia una Conferenza Internazionale sul Governo Globale nel 1998 allo scopo di sottoporre al mondo i trattati e gli accordi necessari da ratificare entro l'anno 2000. 

     

     Terzo Millennio: l'ultimo ventennio                              

     

    11 settembre 2001 (Ndr): l'attentato alle Torri Gemelle (pilotato dai mondialisti), apre la strada dell'occupazione militare degli Usa delle ultime aree di resistenza mediorientali e africane (Ndr). 1 gennaio 2002  In Europa viene adottato l'euro: moneta unica emessa a debito dalla BCE, studiata dai mondialisti, che genererà una spaventosa spinta inflazionistica e recessiva nei paesi dell'Eurozona. A Madrid, il 6 maggio 2002, il presidente del Messico Vicente Fox affermerà:
     

          «Infine, il nostro obiettivo a lungo termine è di stabilire con gli Stati Uniti,

                       ma anche con il Canada, altro nostro partner regionale,

    un insieme di collegamenti e di istituzioni simili a quelli creati dall'Unione Europea».

    2003 – Il mondo è sull'orlo di un'altra Guerra Mondiale», e lo «stato di emergenza» viene evocato dai mondialisti per imporre la legge marziale e magari anche un microchip universale da inserire sotto la pelle… Intanto gli Usa avviano la "Guerra Preventiva" in Medioriente. 30 dicembre 2006 (Ndr) – Viene giustiziato Saddam Hussein, sulla base di una falsa accusa: detenere armi di distruzione di massa (Ndr). 2007 (Ndr) – il mondialismo, dietro il paravento della crisi della Lehmann Brothers e dei mutui subprime, innesca una spirale recessionistica ed una crisi indotta e fittizia a livello globale: la moneta-debito bancaria e l'euro in Europa (grazie agli accordi di Basilea 3 e all'azione criminale delle agenzie di rating) mandano in tilt l'economia di intere nazioni: falliscono centinaia di migliaia di aziende e il numero dei suicidi cresce a livello esponenziale, proporzionale all'incremento del tasso di povertà ed inversamente proporzionale alla caduta del tasso di natalità dei paesi aderenti all'Eurozona (specie quelli cattolici ed ortodossi: i più colpiti); 2009 (Ndr) Il sistema bancario-massonico internazionale spinge il neonato Bitcoin: moneta mondiale elettronica, destinata (nel loro piano ideale) ad ottenere il controllo delle ricchezze reali delle masse e a facilitarne il controllo su scala mondiale, mediante il sistema blockchain (Ndr); 15 marzo 2011 (Ndr) Scoppia la Guerra di aggressione in Siria. Intanto si cerca di accelerare il processo di globalizzazione e di perfezionare gli ultimi accordi di libero scambio a livello internazionale (Ndr). I mondialisti fomentano l'iper-immigrazione di massa in Europa, in attuazione del "Piano Kalergi" (Ndr) e, a livello internazionale, sono a un passo dalla realizzazione della grande opera giudeo-massonica del "Nuovo Ordine Mondiale", ma con l'aiuto di Dio, essi non avranno l'ultima parola!

     

    Traduzione dall'originale inglese A history of the New World Order

    a cura di Paolo Baroni / Centro San Giorgio

    integrazioni e note a cura di Sergio Basile / Redazione Qui Europa

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    Venerdì,  Settembre 12nd/ 2014  – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa – Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Paolo Baroni, Cabala ebraica, Kabbalah, ebraismo, dottrina esoterica, The Hebrew Goddess, Hebrew Myths: The Book of Genesis, Robert Graves, Raphael Patai I, Claudius, oggetto di studio da parte di chi è coinvolto nell’occulto e […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 6 – Gnosticismo, idolatria del nulla e ateismo pratico

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    Sabato,  Settembre 13rd/ 2014  – di Pietro Ferrari, premessa di Sergio Basile – Redazione Agerecontra / Redazione Quieuropa Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Redazione Agerecontra, Pietro Ferrari, Sergio Basile, Gnosticismo, Ateismo pratico, idolatria del nulla, ideologie totalitaristiche, mimosa e simbologia massonica, cremazione, la costatazione dell’imperfezione umana e del mondo contrasta con la perfezione […]

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 7 – La Bibbia Satanica del Nuovo Ordine Mondiale e i suoi comandamenti

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    Sabato,  Settembre 27th/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nuovo Ordine Mondiale, Kabbalah, Bibbia Satanica, Georgia Guidestone, Depopolamento mondiale, mondialismo, Protocolli dei Savi di Sion, rituali e sacrifici, Sigmund Freud, Scuola diFrancoforte, Zevi Shabbatai, mille e 666, numerologia, Mosè, Salvezza in Gesù Cristo  Kabbalah e Nuovo Ordine Mondiale  Gli oscuri misteri della Kabbalah […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

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    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

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    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Cabala, Moneta Debito, satanismo, magia, schiavitù  Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli Il nesso fondamentale tra cabala e pane quotidiano è costituito dal denaro ed in particolare dal meccanismo di creazione […]

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

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    Lunedì, 17 Ottobre/ 2016    – di Maurice Pinay –  Redazione Quieuropa, Maurice Pinay, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Diffusione del Comunismo in Russia, Diffusione del Comunismo in Italia, Mazzini, Garibaldi, Depretis, Togliatti, Anti messianismo  La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica Il complotto contro la Chiesa: […]

    L’Anticristianesimo Talmudico – Il disprezzo manifestato nel Talmud per Gesù e i Cristiani

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    Sabato, 24 Settembre/ 2016    di Elizabeth Dilling  / Traduzione Paolo Baroni Centro San Giorgio iniziativa di Libero Confronto / Pensa e Scrivi di "Qui Europa"  Redazione Quieuropa, Talmud, Anticristianesimo, Offese a Gesù e a Maria, Centro San Giorgio, rabbini, Elizabeth Dilling, Jewish Encyclopedia, padre della menzogna, ebraismo, libro anticristiano   L'Anticristianesimo Talmudico – Il disprezzo manifestato […]

    Stato di Guerra permanente: il terrore che avvicina il Nuovo Ordine Mondiale

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    Mercoledì, 17 Agosto/ 2016     – di  Redazione Antimassoneria / Redazione Qui Europa  Redazione Quieuropa, Redazione antimassoneria, strategia del terrore, Nuovo Ordine Mondiale, armi, disarmo programmato, psicofarmaci, Hilary Clinton, Usa, stragi, ebraismo, fariseismo, Kabbalah, Talmudismo, Anticristo, astrologia   Stato di Guerra permanente: il terrore che  avvicina il Nuovo Ordine Mondiale   1 – Una calda estate di macchinazioni  2 […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 1

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    Giovedì, 13 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, Ricostruzione del Tempio, Anti messianismo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 1 La Massoneria e la Nazione Ebraica: al lavoro per il trionfo di un altro "Messia"… di un […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2

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    Lunedì, 24 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo   La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2 La Dichiarazione (massonica) dei "Diritti dell'Uomo" e gli altri favori della Rivoluzione alla nazione ebraica    di Padre […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3

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    Sabato, 29 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Regalità di Gesù Cristo, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, questione ebraica, rivoluzione, comunismo, confusione e ignoranza, cristiani, cattolici, protestantesimo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3 La questione ebraica e la primaria e legittima difesa della […]

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    Lunedì, 7 Novembre/ 2016    – di Sergio Basile e Matteo Mazzariol –   Redazione Quieuropa, Sete di Giustizai, Movimento Distributista, Matteo Mazzariol, Sergio Basile, Moneta Debito, Socialismo, Gilbert Keith Chesterton, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Social comunismo, socialismo, liberismo, sistema bancario internazionale, falsa democrazia, dittatura  La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo: marxisti, liberisti & Co.  L'alternativa auritiana e quella distributista […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 1

    Le origini ebraiche della Massoneria

    Mercoledì, Febbraio 10th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand,  Mons. Ernest Jouin, Revue Internationale des Sociétés Secrètes, Giudeo-Massoneria, Padre Enrico De Rosa,  La Civiltà Cattolica, Monsignor Umberto Benigni,  La Franc-maçonnerie, secte juive née du Talmud , Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Sinedrio, insegnamento orale farisaico,  Eliphas Levi, patriarca dell'occultismo moderno, Gran Kahal  Le origini ebraiche della Massoneria  Ebrei talmudisti, […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Le origini ebraiche della Massoneria – 2 – Riti, termini, simboli

    Venerdì, Febbraio 12th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Grand'Oriente di Francia, Kahal, Terminologia massonica, Boaz, Joachin, Tempio di Salomone, Hiram, Alleanza Israelita Universale, Zippora, Sefora, Sem, Cam, Iafet, Nijan, Jiar, Sivan, Thamous, Ab, Aloul, Thisch'ri, Marhheschvan, Chisler, Tebeth, Sliebat e Adar, Cavalieri Rosa-Croce, Menorah, Salomone regna  Le origini ebraiche della Massoneria – 2 Riferimenti all'ebraismo nei diversi riti massonici:  terminologie, simbolismi, parole d'ordine Relazione […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 3 – Nemici irriducibili di Dio e dei Cattolici

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    Martedì, Febbraio 16th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Redazione Quieuropa,  Massoneria, Gesù Cristo, Lucifero,  Eblis, Caino, Lilith, Eva, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Cavalieri Kadosh, Geometria, Generazione e Gnosi, tutti i tesori dei popoli passeranno nelle loro mani  Le origini ebraiche della Massoneria – 3 Fratelli irriducibili nemici di Dio e dei Goyim (Cattolici) Massoni ed ebrei talmudisti, accomunati dalla fede anti-cristiana ►Video in […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 4 – Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo

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    Sabato, Marzo 19th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Quieuropa,  Massoneria, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Cavalieri Kadosh, Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo Eresie ebraiche e nascita della setta massonica. Obiettivo: rivoluzionare e repubblicanizzare i popoli nell'interesse del giudaismo, distruggere il Cristianesimo, isolare l'uomo dalla sua famiglia, Louis Blanc, Adam Weißhaupt  Le origini ebraiche della Massoneria – 4 – Ricostituzione del potere ebraico sulle rovine del cattolicesimo Eresie […]

    Le origini ebraiche della Massoneria – 5 – I seguaci dell’ebraismo si sono tolti la maschera

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    Martedì, Marzo 29th, 2016 – di Don Isidore Bertrand (1829-1914) – Quieuropa,  Massoneria, Satana, gnosticismo, Don Isidore Bertrand, Kabbalah, Talmud, Karl Marx, Ferdinand Lassalle, Outine, Internazionale, Cahen, Isaac-Adolphe Crémieux, Alleanza Israelita Universale, massoni, liberi pensatori, Partito RadicaleFrancese,nichilismo,Convegno di Wilhelmsbad,  L'ebreo Hertzen, Hartmann, Geldenbourg e Madetzki, giudaismo, Piccolo Tigre, 3 giugno 1842, Vergine Maria, Alphonse Ratisbone, Sant'Andrea delle Fratte, Padre Marie-Alphonse Ratisbonne, Missionari di Nostra Signora di Sion, ordine religioso votato alla conversione degli ebrei, Alphonse Toussenel, scribi e farisei ipocriti, Consiglio Supremo della Massoneria, parola d'ordine, logge massoniche. insegnamento obbligatorio, Sottrazione del figlio […]

     

  • The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    Venerdì, 10 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo,  College, Marxismo,  Nuovo  credo 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 3°

    Capitolo 3° – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    THE SCHOOL OF DARKNESS - Marxismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Terzo                                                            

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella e qui The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America) – Nell'autunno del 1917 iniziai a frequentare l'Evander Childs High School anche se le mie condizioni erano migliorate di poco e dovevo usare le stampelle. La mamma mi incoraggiava ad andare avanti e spesso mi raccontava di santi che avevano subito deformità fisiche, rassicurandomi sul fatto che se ci avessi messo il cuore avrei potuto realizzare qualsiasi cosa, nonostante il mio handicap fisico.

             Così iniziai gli anni del liceo, armata di stampelle e di grandi speranze.

    Camminai per dieci isolati verso la scuola e presi posto nella mia nuova classe. Fin dall'inizio non chiesi favori e gli insegnanti e i compagni di classe presto si resero conto su quanto tenessi alla mia indipendenza. Quell'inverno ebbi la mia prima protesi per camminare. Non era molto bella, ma era meglio delle stampelle. Allora iniziai davvero ad entrare nel vivo delle attività scolastiche. Provavo a fare tutto quello che facevano gli altri studenti, anche a fare delle escursioni. Mi iscrissi al Naturalists' Club e andai con i membri delle Palisades, alla ricerca di fiori e ad avvistare uccelli. Se mi stancavo, mi sedevo per un pò finché gli altri non fossero tornati. In quei giorni, nonostante le mie difficoltà, ero una ragazza felice.

                  Amavo la vita a caro prezzo e trovavo gioia nelle cose semplici.

    A volte, quand'ero all'aperto, mi fermavo ad ascoltare, perché sentivo il mondo intero sussurrarmi. Il vento primaverile sembrava parlare di cose lontane e belle. A volte di notte, quando la luna splendeva attraverso il castagno accanto alla mia finestra e sentivo l'odore dell'iris, dei lillà e dei mughetti, sentivo le lacrime agli occhi e non sapevo perché.

     L'iscrizione al liceo e la svolta                                  

    Il corpo studentesco dell'Evander Childs High School contava allora oltre un migliaio di ragazzi e ragazze. Erano per lo più figli di americani di estrazione scozzese, irlandese e tedesca, ma c'erano anche figli di italiani, russi e di altre comunità europee. Appartenevamo a fedi diverse: protestanti, cattolici, ebrei. Eravamo accomunati dal fatto di essere figli di genitori di estrazione sociale modesta, né ricchi né poveri. Nessuno cercava di rimarcare le nostre differenze o di sfruttarle. Un giorno una ragazza dell'East Bronx con cui avevo parlato di politica, un argomento che stava iniziando a interessarmi, mi portò la copia di un giornale che non avevo mai visto prima. The Call era una pubblicazione socialista. Quel documento diede una svolta al mio pensiero. Ne cercai altre copie. Sentivo il mio cuore battere per l'eccitazione mentre leggevo gli articoli sulla giustizia sociale. Persino la poesia sulle condizioni dei poveri e sulle disuguaglianze delle loro vite, suscitava il mio interesse. Infatti, per la prima volta sentii una chiamata, una vocazione. Inconsciamente mi arruolai, anche se solo emotivamente, nell'esercito di coloro che dissero che avrebbero combattuto l'ingiustizia sociale, e cominciai a trovare il linguaggio della sfida inebriante. Un orgoglio ostinato si sviluppò nella mia capacità di esprimere giudizi. Al liceo non potevo frequentare i soliti corsi di educazione fisica così mi fu concessa un'ora di studio con Miss Genevieve O'Connell, l'insegnante di ginnastica, che mi diede lezioni di anatomia e igiene. Fu l'unica influenza religiosa che sperimentai al liceo. Quando seppe che ero cattolica, mi invitò a partecipare con lei agli incontri di un club femminile al Cenacolo di St. Regis a New York City. Il sabato pomeriggio incontrammo un piccolo gruppo di ragazze e andammo al convento presso la 140th Street a Riverside Drive. Giunti lì ci sedemmo in cerchio e cucimmo semplici indumenti per i poveri mentre una suora leggeva. Non ero interessata ai libri letti, ma la semplicità, la calma, l'accettazione di qualcosa di reale e immutabile, mi colpii. Il Cenacolo non diede risposte dirette alle domande che stavo cominciando a pormi, forse perché non le chiesi ad alta voce. Andai a diversi ritiri nei fine settimana e fui molto attratta dall'atmosfera della casa che chiesi di poter fare un ritiro privato. Ma si rilevò un fallimento. Ero così impreparata nelle cose spirituali e così ignorante riguardo alle questioni della Fede che non potevo imparare alcuna lezione dalle letture spirituali datemi dalla suora incaricata di guidarmi. Nonostante questo fallimento, so che quei week end al Cenacolo mi diedero qualcosa di prezioso e duraturo. Lì percepii la profonda pace della vita spirituale e il servizio della Benedizione, al quale partecipai  per la prima volta, mi commosse. Durante  le brevi preghiere, l'incenso, l'ostensorio, la musica, rappresentavano un poema di fede per me che amavo la poesia. Molte, molte volte nei momenti più particolari nel mio continuo girovagare, mi tornò alla mente il Tantum ergo cantato dalle suore in quella deliziosa piccola cappella.

        Ma sebbene il mio cuore volesse accettare ciò che sentivo con commozione dentro di me,

                non potevo, perché avevo già un orgoglio incrostato nel mio stesso intelletto

                                che respingeva ciò che reputavo non scientifico.

    Su questi punti e sulla scienza che si opponeva alla religione, io riflettevo con argomentazioni superficiali prevalentemente nei circoli educativi dell'epoca. Durante i miei quattro anni all'Evander Childs ottenni buoni voti in Storia inglese e in Scienze e vinsi una borsa di studio statale che mi aiutò ad andare al college. Il giorno degli scrutini tenni stretto il mio diploma ai libri di Shelley e Keats: i miei premi per l'eccellenza raggiunta in inglese. Fiera dei premi, il mio principale orgoglio constava nel fatto che fui scelta come la ragazza più rappresentativa della mia classe.

     L'esperienza universitaria all'Hunter College              

    In autunno entrati a far parte dell'Hunter, il college femminile di New York. Avevo deciso di diventare un'insegnante. Iniziai ad imparare con abnegazione. C'erano molti campi che volevo esplorare. Vivevo a casa e viaggiavo avanti e indietro ogni giorno sulla nuova metropolitana di Pelham Bay, recentemente estesa al nostro quartiere. Il mio primo guardaroba universitario consisteva in due vestiti, un velo blu, un abito in percalle, una gonna nera, due maglioni lavorati a maglia da mamma e una vasta collezione di colletti bianchi inamidati che indossavo con i miei maglioni. Oggi il vestiario di una ragazza universitaria, non importa quanto povera, sarebbe senza dubbio più grande, ma non fui mai consapevole del mio guardaroba inadeguato. Era una caratteristica dell'Hunter College, perché gli studenti, anche quelli di famiglie agiate, erano più interessati alle cose della mente. Il college si rivelò diverso dal liceo e all'inizio sembrava più noioso. La scuola superiore di tipo coeducativo era stata più impegnativa. L'Hunter College era in quel momento in uno stato di transizione, si stava trasformando da un'accademia femminile per la formazione degli insegnanti a un vero college (università – Ndt). Malgrado l'accreditamento ai corsi di laurea, l'atmosfera e il personale dell'Hunter erano sempre gli stessi di quando era stato un istituto signorile di formazione per docenti. A causa di questa differenza c'era un indefinito senso di distanza tra facoltà e studenti, accentuato dal fatto che alcuni membri dello staff ci ricordavano costantemente che stavamo ricevendo un'istruzione gratuita dalla città e dovevamo essere grati. C'era una corrente di risentimento tra gli studenti che, invero, ritenevano di ottenere soltanto quello a cui avevamo diritto. Dean Annie Hickenbottom era una bella donna di mezza età, graziosa e ben educata, anch'essa diplomata all'Hunter Normal School. Le ragazze l'adoravano, ma in modo paternalistico. Ascoltavamo quanto ci diceva, con compostezza, più con le orecchie che con le nostre menti: spesso ci diceva quanto fosse importante per le ragazze di Hunter indossare cappelli e guanti e parlare solo con voci basse e raffinate. Sebbene il personale fosse composto principalmente da vecchi protestanti anglosassoni, scozzesi e irlandesi, c'erano alcune eccezioni. C'erano diversi cattolici nel Dipartimento dell'Istruzione e alcuni insegnanti ebrei, tra cui la dottoressa Adele Bildersee, che insegnava inglese e che spesso parlava ai suoi allievi della bellezza delle grandi festività ebraiche e leggeva a voce alta le antiche preghiere e gli scritti con un tono che mostrava come amasse ed ammirasse la loro bellezza e credesse nella loro verità. La gentile signora che insegnava Storia medievale, la dottoressa Elizabeth Burlingame, era considerata eccessivamente sentimentale da parte dello staff. Forse lo era. Eppure le ero profondamente grata per avermi fatto apprezzare il Medioevo. Da lei non scaturiva una fredda elencazione di fatti, ma una calda comprensione del periodo.

           Mi trasmise un grande amore per il tredicesimo secolo (Duecento – Ndt)

    ed in merito alla reale comprensione del ruolo della Chiesa cattolica in quell'epoca.

    Sfortunatamente il suo insegnamento riguardava un passato che consideravamo morto.

     L'incontro con Sarah Parks                                                

    La docente che mi colpii di più come persona fu Sarah Parks: insegnava inglese alle matricole e Il suo fare aveva poco del passato; era tutto incentrato sul presente e proiettato verso il futuro. Era diversa dal resto dei membri della facoltà, attenti all'etichetta. Non era più ortodossa di quanto non osassero esserlo gli studenti; arrivava a scuola senza cappello, con i capelli biondi che volavano al vento mentre montava in bici lungo Park Avenue. Evidentemente, Dean Annie Hickenbottom non disse nulla a Miss Parks. Ciononostante, noi studenti sapevamo bene cosa avrebbe detto se ci avesse visti percorrere la Sessantottesima strada in bicicletta e senza cappello. Si sarebbe scandalizzata. Ma sono certa che sarebbe stata ancor più scandalizzata da alcune delle teorie sociali esposte da Miss Parks. Ma all'epoca ad Hunter l'aula era il regno dell'insegnante e nessuno osava intromettersi.

                   Le teorie sociali di Miss Parks erano per me inquietanti ed eccitanti.

    Durante il mio primo anno alla Hunter, mi unii al Newman Club, ma solo il tempo necessario per perderne interesse in maniera rapida, perché a parte il suo profilo sociale tutte le altre attività sembravano puramente formali. C'era poca discussione seria sui principi della Fede e quasi nessuna enfasi sulla partecipazione cattolica negli affari del mondo. Nella mia arroganza giovanile considerai la sua atmosfera anti-intellettuale. Il consigliere di facoltà del Club era una cara piccola signora che mi sembrava così lontana dalla realtà da non poter comprendere l'ampio divario tra l'isolamento della sua vita di clausura e i problemi che affliggevano gli studenti. Dopo un pò rinunciai ad alimentare il confronto con suggerimenti e non cercai più di integrarmi nel Newman Club, anche se mi sembrava ancora il posto giusto per me.

                        Avevo difficoltà a trovare un'ideale appartenenza identitaria.

                                      Per la prima volta iniziai a sentirmi a disagio.

                          Andai alla deriva frequentando un'altra cerchia di amici,

          ragazze con una forte spinta intellettuale permeata di senso di responsabilità

                                                       per la riforma sociale.

     Ruth Goldstein e le nuove ragazze del college              

    La mia migliore amica era Ruth Goldstein. Spesso andavo a casa sua, dove sua madre, una moglie e donna saggia e bella, con un'aria da Vecchio Testamento, ci viziava con la sua buona cucina e dispensava buoni consigli. Durante le festività ebraiche di Rosh Hashana e della Pasqua, la signora Goldstein mi invitò ai pasti e alle attività familiari. Le antiche cerimonie mi colpirono; fu stimolante vedere come questa famiglia fosse rimasta fedele alla storia del proprio popolo e come in questa nuova terra avessero rafforzato con la preghiera il proprio senso di unità con il passato. Mentre guardavo le candele risplendere e udivo le preghiere in ebraico, ero consapevole del fatto che la mia famiglia non era così legata, e ora non sembrava appartenere a nessun luogo.

                                        Nonostante i nostri devoti genitori,

                  noi bambini sembravamo andare alla deriva in direzioni diverse.

    All'Hunter College vi erano anche i figli di molti stranieri. Diventai amica di diverse ragazze i cui genitori avevano preso parte alla rivoluzione russa del 1905 (La rivoluzione russa del 1905 ebbe luogo nell'Impero zarista sull'onda della sconfitta nella guerra russo-giapponese. Essa fu fomentata dai primi nuclei giudeo-bolscevichi, che confluirono successivamente nei soviet e nel partito – Ndt). Le ragazze erano cresciute ascoltando i loro genitori discutere di teorie socialiste e marxiste. Sebbene a volte ridessero di loro, esse rappresentavano di fatto il nucleo delle future attività comuniste, piene dell'idealismo frustrato dei loro genitori e del loro senso di missione messianica. Gli amici dell'Hunter College provenivano da gruppi diversi. Ero accolta da tutti ma non mi sentivo parte di nussuno di loro. Passavo molte ore a discutere con loro. Giù nel seminterrato dell'edificio della Sessantottesima Strada c'era una stanza che avevamo trasformato in una sala da thè informale e in un luogo di incontro.

                   Lì sviluppammo una sorta di nostro proletariato intellettuale.

                         Discutevamo di rivoluzione, sesso, filosofia, religione,

         senza essere guidati da alcuna regola su ciò che fosse giusto o sbagliato

                                                  (nessuna morale – Ndt).

    Parlavamo di una futura unità di forze mentali, di tradizione, di un nuovo mondo che avremmo aiutato a costruire al di fuori dell'egoismo presente.

         Dal momento che non avevamo credenze comuni, ci lasciammo andare

      ad un pensiero lassista permeato dall'agnosticismo per la nostra religione

                                 e dal pragmatismo per la nostra filosofia.

    C'erano comunità religiose all'epoca ad Hunter. Il mio gruppo le considerava dei club sociali da prendere o lasciare, a propria discrezione. Alcuni di noi osavano dire apertamente: "Dio non c'è!". Molti di noi dicevano: "Forse c'è e forse no!".

     Primo approccio con l'ideologia comunista                   

    All'epoca nel campus c'erano alcuni comunisti , ma avevano un'importanza irrilevante. Erano un gruppo in giacca di pelle, che mostrava poco interesse nel farsi capire o nel cercare di comprendere gli altri. I loro discorsi riguardavano principalmente la necessità di porre fine alla concentrazione della ricchezza nelle mani di poche famiglie e la glorificazione della rivoluzione russa. Erano interessati anche alla buona musica e alla letteratura europea e leggevano le riviste di "opinione", come The Nation e The New Republic. La mia formazione religiosa era stata superficiale. Da bambina ero andata in chiesa con Mammarella. Mi era stato insegnato a dire le preghiere. Nella nostra casa erano appesi vari quadri sacri e il crocifisso. Ma non sapevo nulla delle dottrine della mia fede. Conoscevo molto di più i dogmi del Concordato Inglese. Comunque ritenevo che fosse necessario dedicarci all'amore verso il prossimo. Sarah Parks ci spronava al nuovo e al non sperimentato. Da lei ascoltai per la prima volta un discorso favorevole sulla rivoluzione russa. La paragonò alla Rivoluzione francese che, a suo dire, aveva avuto un grande effetto liberatorio sulla cultura europea, cosa che un giorno  avrebbe compiuto anche la rivoluzione in Russia. Fu lei a portare in classe libri sul comunismo e li prestò a quelli di noi che volevano leggerli. Durante il mio primo anno con lei come insegnante scrissi due temi, uno su come coltivare le rose, l'altro sul monachesimo. Diede a entrambi buoni voti, ma quello sul monachesimo portò scritto in calce l'infausto piccolo ordine: "Vieni a trovarmi". Era troppo onesta per non dare un buon voto se il lavoro era ben fatto, ma doveva anche dire la sua sull'argomento. Quando entrai, mi sembrò comprensiva e mi chiese come ero giunta a scegliere un argomento del genere. Provai a raccontarle della mia lettura nel corso di Storia medievale e di quanto gli uomini e le donne altruisti del Medioevo, che avevano servito l'umanità mettendosi da parte, avessero suscitato la mia impressione. "E ti sembra una constatazione normale per te, una ragazza di diciassette anni?" chiese lei sprezzante. Era una domanda a cui non potevo rispondere, e il suo astuto disprezzo sollevò dubbi nella mia mente.  Alla fine del mio primo anno decisi che dovevo guadagnare dei soldi per far fronte alle spese per l'anno seguente. Così trovai un impiego nella vendita di libri, una scelta piuttosto audace dato che avevo ancora difficoltà a camminare a grandi distanze senza dolore. Il libro che vendetti quell'estate si chiamava Volume Library, un testo pieno di fatti e informazioni per bambini. Costava da nove a quindici dollari, a seconda della rilegatura. La mia area di vendita era un settore della contea di Westchester. Dato che era a una certa distanza da casa, affittai una stanza nella casa di una famiglia di contadini nei pressi del monte Kisco. Vendetti libri per tutta l'estate e mi dimostrai un buon agente. Era un lavoro stancante, ma quell'estate realizzai abbastanza soldi per pensare ai vestiti, alla paghetta e alle spese scolastiche per l'anno seguente. In autunno tornai ad Hunter. Ero una ragazza diversa in molti aspetti, rispetto a quella entrata all'università l'anno prima. In un anno il mio pensiero era cambiato.

    Ora parlavo con disinvoltura della scienza e dell'evoluzione dell'uomo e della società

                            ed ero scettica nei confronti dei concetti religiosi.

    Mi ero lasciata trasportare dall'idea che coloro che credevano in un Creatore fossero anti-intellettuali e che la credenza in un aldilà non fosse scientifica. Ero tollerante verso tutte le religioni. Andavano bene, dissi, per quelli che avevano bisogno di loro, ma per un essere umano che era in grado di pensare da solo non c'era bisogno di qualcosa a cui appoggiarsi. Uno poteva reggersi da solo. Questo nuovo approccio alla vita era una cosa inebriante. Mi prese e mi condizionò.

     Nel vicolo cieco dell'ideologia marxista                          

    Quel secondo anno non ebbi Sarah Parks come insegnante. Ma spesso parlavo con lei, perché invitava alcuni di noi nel suo appartamento e cercavamo i suoi consigli come se fosse una specie di decano non ufficiale. Per noi che l'amavamo, Sarah Parks portava una ventata d'aria fresca in un contesto intellettuale sterile, dove a volte gli studiosi sembravano inutili e dove le chiavi  della Phi Beta Kappa (la più prestigiosa società d'onore nel campo delle arti e delle scienze degli Stati Uniti – Ndt) venivano diffuse ad ampio raggio. Iniziammo a parlare con disprezzo delle gerarchie e dei livelli. Ricordo che discutemmo sul fatto che un vero intellettuale avrebbe dovuto accettare le chiavi, poiché espressione di quello status quo, ma abrebbe dovuto utilizzarle  per stimolare l'istinto competitivo della marmaglia: spesso quindi esse non rappresentavano un vero valore intellettuale. Convenimmo sul fatto che dovevamo essere mossi dal desiderio di giungere ad una reale cultura cooperando con gli altri studiosi e non animati da uno spirito di competizione. La signorina Parks conduceva una vita frenetica perché molti di noi volevano consultarla. Era un fattore importante nel prepararci ad accettare una filosofia materialista deridendo senza pietà ciò che lei chiamava "putrefazione secca" della società esistente. Sono sicura che aiutò alcuni studenti, ma fece poco per coloro i quali erano già così svuotati di convinzioni da non credere in nulla. Costoro non poterono che volgere i loro passi verso la grande delusione del nostro tempo, verso la filosofia social-comunista di Karl Marx.

                     Mise in discussione gli schemi morali di comportamento esistenti

                               e con il suo approccio pragmatico ai problemi morali,

                                            deviò alcuni di noi in un vicolo cieco. 

    In quei tempi di saturazione sessuale che  furono gli Anni Venti, i giovani intellettuali

            erano più interessati alla vita intorno a loro che alle promesse dello spirito.

                       Era il tempo delle "maschiette", dei capelli corti a caschetto,

    delle gonne sfrangiate, degli abiti informi, della ruggine spirituale e del dominio fisico.

    Ci consideravamo l'intellighenzia e sviluppammo il nostro codice comportamentale. Sprezzanti del passato e nauseati dalla crudezza e dalla bruttezza di quell'epoca, ci consideravamo l'avanguardia di una nuova cultura. Nel mio ultimo anno fui eletta rappresentante di classe. Molti dei miei amici e io fummo coinvolti nei movimenti studenteschi autonomi. Era un'occasione in più per sentirsi importanti, per esprimere il nostro dissenso ai nostri sostenitori, e allo stesso tempo per far sentire che stavamo facendo qualcosa per i nostri compagni studenti, mostrando un senso di missione sociale. Alla riunione del Consiglio degli studenti ragazze brillanti portarono splendide proposte di ogni tipo e io, pronta a sostenere l'esperimento e il nuovo, ascoltai con entusiasmo tutti.

     L'elaborazione di un codice d'onore                            

    Il nostro piccolo gruppo protestò con indignazione mentre leggemmo delle fortune ammassate da persone il cui lavoro più duro constava nello strappare il nastro adesivo in un ufficio di Wall Street. In città si viveva un tempo di ostentazione della volgarità, e il nostro gruppo divenne quasi ascetico per mostrare il suo disprezzo delle cose materiali. Mentre ripenso a quel gruppo febbrile, così ansioso di aiutare il mondo, cercando qualcosa a cui dedicarsi, la nostra serietà appariva patetica. Avevamo tutti una forte volontà di fare del bene. Avevamo ricevuto un regalo tetro e volevamo trasformarlo in un futuro meraviglioso per i poveri e i tormentati. Ma non avevamo le basi per sviluppare un pensiero solido o un'azione efficace.

                                       Non perseguivamo obiettivi concreti

       perché non avevamo una buona visione della natura e del destino dell'uomo.

    Avevamo sentimenti ed emozioni, ma non esistevano modelli per tracciare il futuro. Successivamente, durante il mio primo anno di università, partecipai con Mina Rees, presidente del Consiglio studentesco, ad una conferenza inter-collegiale al Vassar College. Il Vassar ci fece sentire a casa durante i cinque giorni di permanenza. I giorni e le serate nei dormitori in cui ci intrattenevamo erano densi di chiacchiere e di entusiasmanti scambi di idee. Alla conferenza si discusse di molte cose tra cui le sorellanze (confraternite – Ndt) e la loro possibile abolizione. Non mi aveva mai preoccupato il fatto di non aver mai fatto parte di alcuna sorellanza. Ora, ascoltando aspre critiche nei loro confronti da parte di un gruppo di delegati, sentii di non essere stata troppo attenta riguardo a questo problema. Le avevo sempre considerate piuttosto infantili ma la conferenza sembrava considerarle un problema sociale. Discutemmo dell'importanza di un codice d'onore sotto la supervisione degli studenti, in linea con il codice che animava le nostre discussioni in merito alla questione delle punizioni dei crimini: era da interpretarsi con carattere sanzioniatorio o dissuasivo? La maggior parte del gruppo optò per la seconda soluzione. Ma dissi la mia e sostenni che sicuramente bisognava prendere in considerazione entrambe le ipotesi. Nel mio ultimo anno fui eletta presidente del Consiglio degli studenti. Quell'anno guidai il movimento per l'introduzione di un codice d'onore ad Hunter. Anche in quell'anno portai la politica nel movimento studentesco autonomo ponendo in essere le prime indagini elettorali funzionali alle elezioni presidenziali. Successivamente feci arrabbiare Dean Hickenbottom insistendo su una serie di conferenze sull'igiene sociale. Fui sostenuta da un gruppo di politici scolastici e imparai il valore di un gruppo strettamente organizzato: ero entusiasta del potere che aveva.

     Il mio nuovo credo                                                   

    Nel corso dell'anno precedente la professoressa Hannah Egan, che insegnava nel dipartimento dell'educazione, mi fermò un giorno nella sala. E mi domandò: "Perché non vieni mai al Newman Club?". Provai a trovare una scusa educata e valida. Notando la mia confusione, mi disse con severità: "Bella Visono, da quando sei stata eletta al Consiglio degli Studenti e sei diventata popolare sei andata dritta all'inferno". Rimasi sbalordita. Pensai che questo rimprovero avesse un sapore di antico.  Ma anch'io ero costernata. Mi consolai ripetendo una battuta di Abu Ben Adhem:

                      "Then write me as one who loves his fellow men."

                       ( Allora scrivimi come uno che ama i suoi simili )

    Quell'espressione mi rallegrò molto, e mi allegerii della responsabilità personale che Miss Egan stava cercando di caricare su di me, la cosa importante, dissi, era amare il mio prossimo: questo era il nuovo credo, il credo della comunione, ed era chiaro che il mondo ne aveva bisogno. Era una bella frase che manteneva un pò del significato della Croce anche quando negava la divinità del Crocifisso: era un credo che accettava volentieri il dolore e l'auto-immolazione, ma era scettico nei confronti di una promessa di redenzione; continuavo ad auto-convincermi del fatto che non avevo più bisogno di quel Credo vecchio stile; ora ero moderna, ero una seguace della scienza e stavo per dedicare la mia vita al servizio dei miei simili. Nel giugno del 1925 mi laureai con lode. Inizialmente  posi come priorità quella di pensare al mio futuro immediato: avevo già sostenuto gli esami per l'insegnamento nelle scuole elementari e superiori di New York City e data la scarsità di insegnanti vantavo una buona graduatoria. Il giorno dopo iniziai a casa di Ruth Goldstein. Ci eravamo entrambe iscritte per la sessione estiva alla Columbia University, con l'intenzione di fare un master universitario, quando la sorella maggiore di Ruth, Gertrude, ci sorprese entrambi chiedendoci perché stavamo andando alla Columbia e disse:

                                        "Ora che il college è finito,

              voi ragazze dovete trovare un lavoro e anche un uomo"

    Ruth e io sorridemmo alle sue parole. Tuttavia ci indussero a pensare. Durante i miei anni all'universitrà ero stata una studentessa, una politica e una riformatrice. Ora, che avevo più tempo per riflettere, mi resi conto di essere anche una donna. Mi resi anche conto che la mia educazione non aveva fatto molto per addestrarmi come donna.

     Verso un nuovo intervento                                       

    Da un po 'di tempo avevo saputo che dovevo sottopormi a un ulteriore intervento chirurgico al piede. Ora che ero libera dal lavoro scolastico, presi una decisione improvvisa. Andai al St. Francis Hospital nel Bronx. Scelsi un ospedale che non conoscevo. Alla suora che sembrò intervistarmi dissi che avevo bisogno di un intervento chirurgico al piede e volevo il nome del miglior chirurgo collegato all'ospedale. Mi diede il nome del dottor Edgerton e il suo indirizzo in Park Avenue. Andai immediatamente a trovarlo. Il dottor Edgerton era un uomo alto più di un metro e ottanta e aveva un aspetto talmente grande e rassicurante che ebbi subito fiducia in lui. Gli mostrai il mio piede e gli chiesi: "Cosa ne pensa?" La sua risposta fu diretta e categorica. "È un'amputazione marcia" disse. "Può fare qualcosa per me?" Chiesi timidamente. "Certo che posso!" rispose. "Un'amputazione pulita e sarai in grado di camminare facilmente! Ti prometto che sarai in grado di ballare e di pattinare sei settimane dopo aver lasciato l'ospedale." C'era un'ulteriore questione importante da discutere. "Quanto costerà?" chiesi. Avanzò quella che era senza dubbio una modesta somma per i suoi servizi. Con un'autostima che sorprese anche me dissi: "Non ho più soldi, dottor Edgerton, sono appena uscita dall'università, ma avrò un lavoro non appena starò bene per pagarla il ​​più velocemente possibile". Mi sorrise e disse: "correrò il rischio" e si preparò a farmi entrare all'ospedale St. Francis la mattina dopo. Ero in ottime mani. Le infermiere francescane responsabili erano competenti e anche gli assistenti delle infermiere laiche. Quando entrai nell'ospedale e fui interrogata sulla mia religione, dissi che ero stata cattolica ma che ora ero una libera pensatrice, facendo indubbiamente una dichiarazione con spavalderia giovanile. Mentre ripenso a quella volta, penso che sia stato un peccato che nessuno abbia prestato attenzione a quella mia affermazione sulla religione. Le suore entravano e uscivano dalla mia stanza ed erano efficienti e amichevoli. Una volta o due vidi un prete che passava, ma nessuno venne a parlarmi. Nessuno mi parlò di questioni religose mentre ero lì. Se lo avessero fatto, avrei potuto rispondere. Sei settimane dopo il mio ritorno a casa iniziai a camminare bene, come aveva promesso il dottor Edgerton.

     L'insegnante Bella Visono                                         

    Presto ottenni un posto come insegnante sostitutivo nel Dipartimento di storia del Seward Park High School che dal punto di vista disciplinare, di basso livello, era considerata una scuola difficile. Insegnavo in sei classi Storia medievale ed europea. Quando apparsi sulla scena, gli studenti erano rimasti senza insegnante per settimane e si trovavano a livello del lancio del gessetto e delle gomme. Giunsi ad assolvere il mio compito di insegnante con un senso di venerazione per il mio lavoro, intenzionata a mantenere i miei ideali, ma come tutti i giovani insegnanti imparai che c'era un mare tra la teoria e la pratica. È in classe che un insegnante impara come insegnare. Tutti i corsi impartiti sui metodi di insegnamento servirono solo da orientamento per focalizzare l'obiettivo di base. I ragazzi evidentemente avevano deciso di mettermi alla prova. Nel mio secondo giorno di insegnamento entrai in aula per ritrovarmi dinanzi ad un incendio, appiccato in fondo alla stanza. Mi diressi verso i detriti fumanti, spensi il fuoco e acciuffai i quattro ragazzi più vicini. "Chi ha acceso il fuoco?" chiesi. Essi negarono di avere a che fare con la faccenda. Per il momento non c'era altro da fare. Il fuoco fu spento e la lezione di storia europea poté iniziare. Decisi di risolvere il problema senza chiamare il capo del dipartimento o l'assistente del preside. Chiesi aiuto a uno dei ragazzi più grandi. "Evans" dissi, "tu sei più grande degli altri, aiutami con questo problema." Evans si grattò la testa e disse pensieroso: "Ascolti, signorina Visono, quello che deve fare è mostrare loro che può prendere la loro borsa, dopodiché si calmeranno". Fu un buon consiglio! Lavorai duramente per stimolare l'interesse e si calmarono. Nel resto del mandato scolastico  non si verificarono più dimostrazioni violente. In linea con il mio acuto interesse per la politica, provai ad interessare i miei giovani studenti. Gli feci portare in classe i giornali e avviai vivaci discussioni. La maggior parte dei ragazzi portarono i quotidiani e quando annunciai questa scelta uno dei miei studenti, il giovane Morris Levine, un pò infastidito disse:

                           "Miss Visono, cosa vuole che legga, il Times?

                            Io non posseggo né azioni né obbligazioni".

    Il contratto al Seward Park si sarebbe concluso all'inizio di febbraio. Qualche tempo dopo, all'inizio del nuovo anno, il 1926, il dottor Dawson, il presidente del dipartimento di Scienze Politiche dell'Hunter College, mi chiamò e mi offrì un posto al college, dove iniziai ad insegnare nel febbraio dello stesso anno (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     The School of Darkness – By Bella Dodd – PDF    

    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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  • The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    Martedì, 7 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Stati Uniti, Nuova vita in America 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 2

    Capitolo 2° – La nuova vita in America

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Secondo                                                      

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella) –  La ragione per cui mia madre non era tornata in Italia da me per cinque lunghi anni, me la spiegò in seguito mio padre: c'era stata una terribile depressione in America, ed era stato impossibile per lui raccogliere i soldi necessari a mia madre per affrontare il viaggio, e poi una bambina piccola non poteva viaggiare da sola. Fui imbarazzata nell'incontrare mio padre. Era biondo, con gli occhi azzurri e riservato, l'opposto di mia madre. Ma nonostante i suoi modi non estroversi, sentivo che mi amava. Era gentile e fece di me una brava donna di casa. Nella nostra nuova abitazione erano rimasti solo quattro figli, gli altri si erano sposati e avevano una casa propria. Vennero a vedere la "nuova sorella" e mi fecero una grande festa. Ma mi presero tutti in giro per il mio vestito, il mio vestito migliore, quello rosso della cresima, lo stesso che tutti i bambini di Avigliano avevano ammirato. Risero di me ed insistettero affinché mi recassi in un emporio per comprare un vestito americano. Con grande riluttanza misi via il bellissimo vestito rosso da principessa e con esso l'ultimo dei miei anni in Italia.

                  Allora cercai con zelo di diventare una tipica bambina americana.

    I tre fratelli ancora a casa erano abbastanza gentili, ma avevano i loro interessi che non erano certamente quelli di una bambina di sei anni e che non parlava neppure inglese. Ma mia sorella di diciassette anni, Caterina, che chiamavano con il nome americano di Katie, si prese cura di me. Era una ragazza alta, snella e bellissima, con grandi occhi grigi. Lei era molto gentile. Non le piaceva il nome con cui mi chiamavano, Maria Assunta, e quando apprese che mi ero battezzata con un altro nome, Isabella, insistette per chiamarmi Bella. Katie mi portò a scuola.

     La nuova vita in America                                        

    Siccome ero molto intelligente decise di iscrivermi a scuola con un anno di anticipo, asserendo che ero nata nel 1902 (anziché nel 1904). In quei primi giorni di istruzione non aveva avuto difficoltà a farmi iscrivere al secondo anno. Per alcuni giorni fui presa in giro al grido di "wop, wop" (espressione denigratoria e stereotipata, utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare negli Usa, per indicare le popolazioni dell'Europa Sud-occidentale di lingua neolatina, con particolare riferimento agli italiani, considerati generalmente spavaldi, volgari e violenti, secondo un luogo comune – Ndt) ma non prestai attenzione a loro. Non sapevo cosa volessero dire e nel momento in cui lo feci fui accettata come leader della mia classe. Mi piaceva andare e venire da scuola, specialmente girovagare e fissare i tumuli di merce accatastata lungo la strada. Si potevano comprare frutta, peperoni, dolci e persino vestiti e cappelli lì. Mi piaceva guardare i piccioni in strada che si pavoneggiavano con i loro cappotti grigi e rosa e le ali d'argento. Mia madre non condivideva la mia gioia per la città.

                            A volte commentava:  "se vivessimo in campagna!"

    Solo più tardi appresi quanto odiasse le strade sporche, i pettegolezzi dei suoi vicini, l'appartamento stretto. C'erano dei parchi, naturalmente, ma l'avevano resa ancora più nostalgica per i campi aperti. Mia madre era una donna instancabile. Poteva fare una quantità di lavoro infinita, senza mai dimostrare segni di cedimento. Per me pianificò ben presto un programma di lavoro e di gioco; cercò di aiutarmi ad imparare l'inglese, anche se il suo era tutt'altro che buono. Indicava un calendario e ripeteva ogni mese e ogni giorno nel suo inglese curioso e tenero e io le ripetevo le parole. Poi prendeva la scopa e indicava le ore e i minuti sull'orologio della cucina vecchio stile, e ancora una volta ripetevo ciò che lei diceva. Penso che uno dei motivi di questi sforzi educativi fosse il tenermi occupata dopo la scuola, in quanto non tollerava che passassi il tempo nelle strade della città.

     Tra presente e passato                                            

    Mi insegnò a cucire e a fare l'uncinetto: a volte prendeva un filo grosso e mi mostrava punti semplici. "Un giorno ti divertirai col tuo abito nuziale", disse solennemente, e quando non mostrai interesse per questa idea aggiunse: "Ad ogni modo, è un peccato stare in ozio". La mia famiglia mi piacque, ma soprattutto adoravo Katie. L'amavo non solo perché era gentile, ma perché era bellissima, con i suoi capelli, una nuvola sul viso, la vita sottile, i suoi bei vestiti. Mia madre disse che assomigliava a suo padre che era stato un ufficiale di cavalleria. Presto appresi che Katie a diciassette anni si era innamorata di Joe, un giovane alto dalle dita lunghe e sottili e dal temperamento di una star dell'opera. La mia nuova famiglia mi portò pian piano a pensare al passato, e il pensiero tornò all'altra mia famiglia nella lontana Avigliano. A volte, quando mi sentivo infelice e pensavo che mio padre fosse freddo o mia madre preoccupata, immaginavo di tornare da Taddeo. In quei momenti prendevo il mio abito rosso della cresima dalla scatola, il fazzoletto bianco di Mammarella, che mi aveva legato sotto il mento e, indossando i vestiti, immaginavo di essere ad Avigliano. In quattro mesi riuscii a parlare inglese abbastanza bene da godermi la scuola che frequentavo: la scuola pubblica numero uno. Questa scuola aveva ancora le caratteristiche di quello che era stato in precedenza, una scuola di beneficenza, una delle ultime cosiddette "soup schools" (scuole a tempo pieno per bambini poveri, nelle cui mense servivano la zuppa come menu principale – Ndt). In alcune vecchie case vicine, in arenaria, vi erano due vecchie signore che ogni mattina aprivano le lezioni con la preghiera e il canto "Columbia, the Gem of the Ocean". Quando fui pronta per la terza elementare, ci trasferimmo da East Harlem. Alla fine mia madre aveva convinto mio padre che non potevamo più sopportare di vivere nella scomodità delle case popolari. Quindi ci trasferimmo in una casa a Westchester, ma anche questa casa non risultò soddisfacente e ci trasferimmo diverse volte.

     Nella grande casa a Castle Hill                              

    Alla fine, papà aprì un'attività commerciale di successo e diversi anni dopo mamma acquistò una grande casa con un terreno coltivabile, vicino a Castle Hill: qui trascorsi il resto della mia gioventù. C'erano sessantaquattro acri di terra e una grande casa un pò sgangherata. La mamma prima di andare a viverci aveva tanto desiderato questa fattoria. Era di proprietà di Mattie e Sadie Munn, due signorine (zitelle – Ndt) che vivevano vicino a noi. Erano anziane e la mamma si prendeva cura di Miss Sadie, che era invalida. Si occupava anche della loro casa e le vecchie signore dipendevano da lei. Quando morirono andammo a vivere nella loro casa. Gli ex occupanti avevano chiamato la casa coloniale "Pilgrim's Rest". Non c'erano luci ma lampade a cherosene. Il tetto perdeva e c'era solo un bagno esterno. Ma ho amato questa casa fin dal primo momento, specie la mia stanza al secondo piano che era letteralmente tra le braccia di un enorme albero, bello sempre, ma soprattutto quando i suoi fiori, in primavera, s'illuminavano come candele bianche. La nostra casa era sempre piena di bambini. I figli dei miei fratelli andavano e venivano. Katie portava spesso il suo bambino. Inoltre, c'erano cani, gatti, galline, oche e di tanto in tanto una capra o un maiale. La mamma accudiva tutti bene: comprò così tanti mangimi per i polli e per gli uccelli selvatici, che questi consideravano ormai la nostra casa come una sorta di ospitale albergo, tanto che mio padre si lamentava di aver speso più cibo rispetto a quello che si produceva con le uova. Ma io non credevo questo, perché la mamma era una buona manager. Gestiva la sua fattoria con aiutanti assunti ma era la migliore lavoratrice di tutti. Coltivavamo ogni sorta di prodotti, sufficienti sia per noi stessi che per rifornire le vendite presso il negozio di mio padre; alcuni prodotti venivano venduti anche presso il mercato di Washington. Avevamo pochi soldi, ma avevamo una casa, un pezzo di terra buona e una madre piena di risorse e d'inventiva. Non ci preoccupavamo neppure quando i soldi erano limitati. Ricordo un dolce particolare che lei preparava per noi bambini quando i soldi scarseggiavano. Eravamo particolarmente felici quando mescolava la neve fresca, con zucchero e caffè, preparando  per noi la sua versione di granità al caffé (consuetudine anticamente molto diffusa in diverse regioni del Mezzogiorno d'Italia – Ndt).

     Volevamo essere americani!                                     

    Avevamo come vicine di casa famiglie scozzesi, irlandesi e tedesche. C'erano due chiese cattoliche non lontane da noi, la Chiesa della Sacra Famiglia, frequentata in gran parte da tedeschi e quella di St. Raymond, frequentata dai cattolici irlandesi. Non frequentavamo nessuna delle due chiese e mio padre e mia madre smisero presto di ricevere i sacramenti e di andare a messa. Ma la mamma cantava ancora canzoni dei santi e ci raccontava storie religiose dalla cantina dei suoi ricordi.

                    Sebbene noi considerassimo ancora la nostra famiglia cattolica,

                                      non praticavamo più il cattolicesimo.

    La mamma esortava noi bambini ad andare in chiesa, ma presto seguimmo l'esempio dei nostri genitori. Penso che mia madre fosse condizionata dal suo povero inglese e dalla mancanza di vestiti consoni. Anche se il crocifisso era ancora sui nostri letti e la mamma accendeva le candele della veglia davanti alla statua della Madonna, noi bambini maturammo l'idea che tali cose ormai appartenessero al nostro passato italiano e ora  volevamo essere americani. Con abnegazione e inconsapevolezza ci allontanammo dalla cultura della nostra gente, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per me questa ricerca iniziò nelle scuole pubbliche e nelle biblioteche. C'era una scuola pubblica a mezzo miglio da casa nostra: al numero dodici. Il dottor Condon, il preside, un uomo che nutriva molti interessi, amava vedere i suoi alunni marciare verso scuola al suono del tamburo. Era capace di interrompere le lezioni e di invitare tutti a marciare, con i suonatori di tamburi in testa. In questa scuola c'era la lettura della Bibbia quotidiana, officiata dallo stesso dott. Condon. Imparai ad amare i salmi e i proverbi che ci leggeva, ad ammirare il loro linguaggio poetico. Vicino alla nostra casa su Westchester Avenue c'era la chiesa episcopale di San Pietro e su Castle Hill c'era la canonica. Nell'architettura e nel paesaggio, queste chiese inglesi s'ispiravano alla basilica di San Pietro. I terreni circostanti si estendevano per mezzo miglio o più. In estate raccoglievamo le more e in primavera le violette e la stella di Betlemme. San Pietro era una vecchia chiesa; nel suo cimitero c'erano lapidi con nomi oscurati dalle intemperie. A volte, la domenica pomeriggio, vagavo nel cimitero cercando di riconoscere le persone dai loro nomi. Grazie alla mia costante lettura di libri sulla storia americana pensavo a tutti quei morti come pellegrini, puritani o eroi della guerra civile. Spesso adagiavo su quelle tombe mazzi di fiori, come segno di rispetto per gli uomini e le donne di quel passato americano. Volevo appassionatamente far parte dell'America: come una pianta, stavo cercando di mettere radici.

                      Avevamo tagliato i legami con il nostro passato

                          ed era difficile trovare una nuova identità.

    Il sacerdote di San Pietro, il dottor Clendenning, era un dignitoso e gentile gentiluomo che per strada salutavamo con rispetto mentre camminava o mentre ci recavamo in canonica. Di fronte a San Pietro c'era un edificio per le attività ecclesiastiche ed io ci passavo quan'ero sulla via di ritorno dalla scuola. Vicino c'era la biblioteca di Huntington e feci amicizia con la bibliotecaria.

     Il prototipo dell'uomo americano                               

    Era interessata ai bambini a cui piacevano i libri e fu lei a suggerirmi di frequentare il circolo del cucito pomeridiano presso la parrocchia di San Pietro. A capo di questo circolo c'era Gabrielle Clendenning, la figlia del ministro. Ci incontravamo una volta a settimana, cucivamo e cantavamo. Fu qui che per la prima volta imparai canzoni semplici come "Onward, Christian Soldiers" e "Rock of Ages Cleft for Me". Gli altri bambini erano soliti attraversare la strada prestando servizi in chiesa. Decisi di unirmi a loro in questo perché mi consideravo cattolica, anche se in realtà ero consapevole di non avere quasi nessun legame con la mia Chiesa. Spiegai a Miss Gabrielle che ai cattolici non era permesso frequentare nessun'altra chiesa. Sembrava capire e non obiettò o discusse mai con me al riguardo. Quando i bambini tornavano dai servizi, prendevamo thè e biscotti. Era una compagnia molto piacevole. Spesso Gabrielle Clendenning invitava i bambini a cavalcare con lei sul suo carretto da pony. Per me era un'esperienza eccezionale; significava essere accettata tra le persone che amavo. La madre di Gabrielle, mi disse la bibliotecaria, era la figlia di Horace Greeley. Non sapevo chi fosse Horace Greeley, ma mi disse che era stato un famoso editore e un patriota americano. Ricordo questa famiglia come apportatrice di un'influenza salutare sul nostro vicinato. Rispecchiavano quel che consideravo il prototipo dell'uomo americano. La vita in quella piccola comunità era pacifica. Il nostro quartiere era pieno di persone che si rispettavano a vicenda nonostante le differenze di razza o religione. Non eravamo consapevoli delle differenze ma della gentilezza reciproca. Il signor Weisman, il farmacista e la signora Fox, i proprietari del negozio di dolciumi, i McGraths, i Clendennings e i Visonos, vivevano tutti insieme senza alcun pregiudizio di ostilità o disuguaglianza. Abbiamo accettato le nostre differenze e abbiamo rispettato ogni persona per le sue qualità. Era un buon posto dove crescere un figlio.

     Un viscerale amore per la lettura e un anno nero   

    Diversi anni prima che mi diplomassi alla scuola pubblica, al civico dodici, era scoppiata la Prima Guerra Mondiale. Diventai un'avida lettrice di giornali. Leggevo la raccapricciante propaganda che caricava i tedeschi di atrocità. La mia immaginazione fu stimolata al massimo. Dopo di allora, non persi mai l'abitudine di leggere il giornale. E ciò che lessi lasciò la sua impronta su di me. Nell'autunno del 1916 ero pronta per l'Evander Childs High School. Ma per un anno non potei iscrivermi,

                                         fu un anno duro e terribile per me.

    Stavo tornando a casa sulla carrozza un caldo giorno di luglio e stavo salutando il conducente. D'un tratto la carrozza si fermò e non so cosa sia successo dopo, ma fui scaraventata in strada e il mio piede sinistro andò sotto le ruote del carro. Non svenni. Soggiacqui lì in strada finché mio padre non accorse: mi prese in braccio e con le lacrime che gli rigavano il viso, mi portò da un medico. Quando arrivò l'ambulanza, mi venne un gran dolore, ma il dottore che si sedette accanto a me fu così gentile che non volli arrecargli particolare disturbo. Scherzammo insieme fino al Fordham Hospital. Mentre mi portavano dentro, svenni. Quando tornai cosciente c'era l'odore dell'etere e un dolore che mi attraversava senza pietà. L'espressione sul volto di mia madre, seduta accanto a me mi disse che era accaduto qualcosa di estremamente grave:

             quello stesso giorno seppi che il mio piede sinistro era stato amputato.

    La mamma giunse all'ospedale con gran premura, carica di arance e fiori e qualsiasi cosa pensava potesse interessarmi. Era un'estate calda e afosa. Ci fu uno sciopero dei mezzi pubblici e mia madre dovette percorrere molte miglia fino all'ospedale. Durante quell'anno terribile non salto mai neppure un giorno di visita. È stato un momento amaro per me. Ero nel reparto femminile, perché ero alta per la mia età. Vidi molte donne morire nella sofferenza. Fui particolarmente colpita da una vecchia signora, che venne all'ospedale con un'anca rotta e morì di cancrena dopo che le ebbero amputato la gamba. Quella notte e per molte notti successive non riuscii a dormire. La mia ferita non si rimarginava bene. Stavo in quell'ospedale da quasi un anno: trattamento dopo il trattamento, operazione dopo operazione, con pochi miglioramenti. Cinque volte fui portata in sala operatoria; per cinque volte annusai l'odore nauseante dell'etere. Il massimo della desolazione fu quando giunse il giorno di apertura della scuola e vidi dalla finestra dell'ospedale i bambini che passavano con i libri in braccio. Ero così triste che il giovane Dr. John Conboy si fermò a chiedere cosa c'era che non andava. "Oggi avrei iniziato il liceo", gli dissi tra le lacrime. "Ora resterò indietro con il latino!". Il latino era la materia che preferivo più di ogni altra. Per me era il simbolo di una vera educazione. Quel pomeriggio il dottor Conboy mi portò la grammatica latina che aveva usato al college e promise di aiutarmi. Iniziai subito a studiarla. Durante il tempo della mia degenza in ospedale mi registrai come "cattolica", ma  non vidi mai nessuno dalla mia Chiesa. Ogni tanto un prete entrava nel reparto, ma io ero troppo timida per chiamarlo. Comunque, arrivarono la dottoressa Clendenning e Gabrielle, e loro mi scrissero delle lettere. Una volta la dottoressa Clendenning mi portò un piccolo libro di poesie e detti religiosi. Sulla copertina bianca c'erano fiori, e il frontespizio era una riproduzione di "The Gleaners" (le spigolatrici) con il titolo: Palette d'Or (tavolette d'oro). Lessi e rilessi quel libro.

     Il ritorno a casa e la morte di Katie                          

    Quando fu evidente che le operazioni chirurgiche non erano altro che dolore, la mamma decise di portarmi a casa. Trascorsi i successivi sei mesi nella fattoria e la mamma si prendeva cura di me. Andati in giro con le stampelle fin quando non fu possibile applicare sul mio piede una protesi. Un medico specializzato in medicina generale veniva a casa nostra per curarmi una volta a settimana, perché l'operazione non era stata ben fatta e le ferite guarivano lentamente.

                     Passai la maggior parte del mio tempo a leggere e scrivere poesie

                               e a coltivare il mio rapporto d'amicizia con mia madre.

    Ero così felice di essere lontana dall'ospedale che mi sentivo quasi contenta. Durante questo periodo la nostra famiglia subì numerosi lutti.

                                      Mia sorella Katie perse il suo secondo figlio

                       e non molto tempo dopo morì colpita dall'epidemia influenzale.

                   Mamma soffrì terribilmente e i suoi capelli castani divennero bianchi.

    Mi faceva male vederla soffrire così. I suoi figli si erano sposati ed erano andati via da casa; una figlia era morta, l'altra era invalida. Durante quel periodo, costretta in casa, passai la maggior parte del mio tempo a leggere. Mia madre mi portava libri dalla biblioteca locale e lessi anche la pila di quelli lasciati a casa nostra dai Munns. Poiché quella famiglia era stata metodista, i libri includevano una varietà di innari, vecchie bibbie, commenti e le prediche di John Wesley. C'era anche la copia di un libro di Sheldon intitolata In His Steps, che destò in me una profonda impressione. Le vecchie Bibbie sulle quali studiavo, contenevano illustrazioni affascinanti. Mi piacevano i sermoni di John Wesley. Ancora oggi la sua robustezza mi conforta, così ferma e dritta come le querce inglesi sotto le quali stava in piedi per parlare alla sua congregazione. In questi vecchi libri consunti, c'era naturalmente molta della semplicità del Vangelo e da loro elaborai una piccola preghiera che non lasciai mai più. Anche quando non ci credevo più, ne ripetevo spesso le parole come si fa con la poesia preferita. Questa preghiera, ispiratami dai libri di John Wesley, recitava così: "Caro Dio, salva la mia anima e perdona i miei peccati, per amore di Gesù Cristo. Amen!" (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    Sabato, 31 Dicembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Sefirot, Sefer Raziel, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Metatron, Mithra, Dio Sole, Teorie luciferine, evocazione degli spiriti, amuleti, La Rosa di Sharon  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3 Chi è Metatron, il […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Mercoledì, 16 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Spinoza, Marx, Darwin, Induismo, Gnosticismo, Panteismo, Sefirot, National Conference of Christians and Jews  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2 Cabala: alienazione e detronizzazione di Dio: glorificazione luciferina […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell’ebraismo e della Cabala? / 1

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     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategia di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

     

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa  Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell'Europa Analisi logica del complotto per la Paneuropa e dei suoi uomini chiave   di Sergio Basile                          […]

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo

    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

    Kolbe e i Protocolli di Sion: il libro fondamentale della massoneria

     

    Sabato, 26 maggio/ 2018 – Articolo estratto da Chiesa viva n° 125 / Premessa a cura di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, San Massimiliano Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, massoni, sionismo  Padre Kolbe e i Protocolli dei Savi Anziani di Sion: il libro fondamentale della massoneria Nei Protocolli è rimarcata la strategia farisaica dell'ebraismo: utilizzare la massoneria e […]

    25 maggio 2018Commenti disabilitatiRead More

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]