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  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di Montecitorio. Ma tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesina – che i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristico. In realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolari. L’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volte. E l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europee. In realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

     

  • La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Martedì, Marzo 19th/ 2013 

    –  di Sergio Basile –

    La Verità sul caso Cipro, Cipro, Nicosia, Furto sui depositi bancari, Unione europea, Target2, Euro, Russia, Bruxelles, Vertice Straordinario, Eurogruppo, Salvataggio dell'euro, Germania, Angela Merkel, Pil, Tassazione sui depositi, Nicos Anastasiades, Presidente di Cipro, Financial Times, Dissoluzione delle nazioni, Stati Uniti d'Europa, Accentramento, Sistema Bancario, Sergio Basile,  Qui Europa 

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Ecco perchè è ora di Uscire dall'Eurozona e dall'Euro.

    Cosa si Nasconde dietro il Furto dei Depositi?

    Oggi Vertice Straordinario Ue di "riparazione",

    ma la sostanza non cambia!

     

    di Sergio Basile 

     La verità sul caso Cipro – Un Gioco Sottile 

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Nicosia, Bruxelles – Nelle ultime ore il cosiddetto accordo europeo per salvare Cipro – dopo la vera e propria rapina in banca perpetrata ai danni dei Ciprioti sabato scorso – si è rivelato un vero e proprio fallimento. Ma il copione è sempre lo stesso: indebolire emotivamente e fattivamente fino all'annientamento gli stati nazionali ed i popoli per indurre 500 milioni di europei a cedere definitivamente la propria sovranità in favore del folle piano di accentramento chiamato "Stati Uniti d'Europa". I tecnocrati intanto si fingono "preoccupati" per le sorti del Paese: ma la loro vera preoccupazione è quella di mantenere "buono" il popolo, cioè di dar la sensazione che quella dei giorni scorsi nelle banche cipriote non sia stata una rapina, ma una "dolorosa necessità".  Ma la verità non sta così. Questo è quello che raccontano i falsi TG occidentali asserviti al sistema. In realtà è andata diversamente: il governo, soggiogato dalla Troika (Ue, Bce, Fmi)  e dalla Germania aveva annunciato giovedì scorso un "salvataggio delle solite banche" da 17 miliardi, una cifra a conti fatti pari proprio al PIL dell'intero stato. Ma il presunto "deficit" delle masso-mafie bancarie isolane ammonterebbe a circa 136 miliardi di euro: 8 volte la posta.
     
     I Tg reggono il Gioco – "Bisogna Salvare l'Euro!"
     
    I Tg hanno presentato l'operazione come un salvataggio con soldi comunitari, ma la farsa ha assunto contorni ben evidenti quando la solita Germania (il compare "nobile", nonché il palo di turno dell'Ue) ha dato il seguente ultimatum strategico per bocca del suo Cancelliere, Angela Merkel: "o fate un prelievo forzoso dai conti correnti pesantissimo o uscite dall'Euro". Il governo "europeista" di Cipro ha ovviamente scelto ancora una volta di salvare il fallimentare euro a discapito del suo popolo.
     
     Il Furto sui Depositi e la situazione dell'Italia 
     
    Quindi dopo la contestatissima e crudele tassa sui depositi, in queste ore la strategia di Bruxelles è quella di ridiscutere in tutta fretta l'accordo, nel tentativo di assecondare i mercati (loro colplici nel genocidio dei popoli e delle nazioni). Intanto il governo di Nicosia ha deciso di correre ai ripari chiudendo le banche, forse temendo un vero e proprio assalto agli sportelli ed un effetto a catena in tutta Europa, con fuga dei capitali all'estero. Secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, l'Italia non dovrebbe subire pari trattamento di Cipro, ma questa innanzitutto non è una certezza, e poi – campanilismi a parte – tutti i popoli europei sono nostri fratelli: come restare indifferenti ai veri e propri crimini perpetrati verso cittadini greci o ciprioti che vivono drammi quotidiani a poche centinaia di  chilometri da casa nostra?
     
     L'Ora della Fuga o della Guerra 
     
    E' davvero un sistema che non regge più! E' ora di uscire definitivamente dall'Eurozona e dall'euro! Secondo Vegas, "l'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote – a suo dire – introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito". Ma di questi tecnicismi e di questi linguaggi astrusi e doppi gli europei coscienziosi ed intellettualmente onesti non ne vogliono più sapere. E' ora di finirla definitivamente con queste prese in giro. Qui si rischia la guerra civile, e non ci saranno eurogendfor che tengano se i popoli decidono di controvertire questo inaccettabile status quo.
     
     Sessione Straordinaria a Bruxelles 
     
    Intanto a Bruxelles i ministri dell'Eurozona in sessione straordinaria stanno cercando di "rimediare" (si fa per dire) alla contestatissima mossa di sabato, al fine di creare un "giusto" alibi per il governo centrale di Nicosia e per il  Parlamento, al fine di convincere quest'ultimo – nella giornata di domani, Mercoledì 20 Marzo – a dare il via libera al cosiddetto salvataggio. Un salvataggio che ha tutto il sapore dell'ennesima beffa, stile Grecia. Infatti analizzando le contromosse di Bruxelles, in effetti non cambia praticamente nulla: per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, i Ciprioti non verranno sollevati dal pagamento di nuove tasse, ma dovranno solo scegliere come ridistribuire l' 'una tantum'. Avete capito bene: cambia la forma ma non la sostanza! L'importante, secondo l'Eurogruppo, è che in tutti i casi l'introito previsto (pari a 5,8 miliardi di euro: un'enormità per uno stato così piccolo che conta appena un milione di abitanti) sia versato a suon di lacrime e sangue. L'ipotesi più accreditata è quella di stangare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi. Ma il cancro non si cura con l'aspirina o producendo altri cancri: lo si cura estirpandolo dalla radice. E la radice di tutti i mali si chiama euro. E' ora di tottamare questa follia che crea surplus fittizi in favore della Germania e debito fittizio in seno ad altre particolari economie europee non aventi la struttura economica di Berlino, ma costrette ad un impari confronto grazie al diabolico Sistema Target2 (Vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) del quale non parla praticamente nessuno!
     
     La Ragione della Follia 
     
    Certo, per capire davvero con chi abbiamo a che fare (qualora ce ne fosse ancora necessità) è curioso vedere come esattamente giovedì scorso, a due giorni dalla "storica rapina in banca da parte dell'Europa delle lobby" il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, aveva dichiarato sul Financial Times che non avrebbe mai permesso ed avallato prelievi forzosi sui conti correnti. Anche – supponiamo – per non mettersi contro gli oligarchi russi che notoriamente detengono i loro depositi presso le banche cipriote. Quindi la soluzione di Nicosia è stata più "democratica": non colpire solo i conti faraonici, ma quelli di tutta la popolazione. Ovvero, massacrare tutti e indistintamente. Idea geniale: specie per compiacere la Merkel, e per farle guadagnare punti agli occhi dell'opinione pubblica tedesca in vista delle prossime elezioni di settembre.
     
     Il Vero scopo di Bruxelles 
     
    Ma qual'è l'obiettivo che Bruxelles persegue attraverso questa apparentemente assurda strategia? Il concetto è molto sottile e lo ribadiamo ancora una volta: convincere 500 milioni di europei che la soluzione migliore per tutti, onde evitare il ripetersi di queste oscenità e quella di unire tutte le nazioni in un'unica federazione di stati (Stati Uniti d'Europa). Ma non si ammette una cosa: l'accentramento non è la soluzione, bensì il reale obiettivo perseguito dalla tecnocrazia illuminata e dalle logge europee da decenni, se non da secoli. In realtà, anziché dire a tutti la verità ed ammettere che il Sistema Target2 (vedi articolo in allegato) e l'euro son stati solo due pretesti per annientare le nazioni e creare un unico mostro facilmente controllabile, stanno proponendo ai poveri mortali come panacea ai loro mali, addirittura l'annientamento totale, la resa incontrastata: cioè la rinuncia alla propria cultura nazionale, alle proprie tradizioni, alla propria fede, ai propri principi e alla propria sovranità. E ciò come la migliore soluzione per tutti. Questa signori si chiama follia!
     
     
    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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    Venerdì, Febbraio 8th/ 2013 – Redazione Qui Europa – La Truffa Bancaria  / Schiavi di un Debito Illegale – Le Repubbliche Marinare / Truffa Bancaria / Crisi dell'Eurozona / Crisi del 1929 / Federal Reserve Act / FED / Signoraggio Bancario / Rinascimento  / Mercantilismo / Monte dei Paschi di Siena / Casa delle compere / […]

    Non solo Signoraggio: Il Cancro dei Manager Bancari

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    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –   Italia, Svizzera, germania, Unione europea, Roma, Sistema bancario Enzo Chiesa, Jonella Ligresti, Paolo Ligresti, Manager Bancari, Bpm, Fonsai, Conti Correnti falsi, Buonuscita, Monte dei Paschi di Siena, MPS, Antonio Vigni, Jamie Dimon, JP Morgan, Scandalo balena Bianca, Bob Diamond, Barclays, Alfredo Saenz, […]

    Ecofin – Europa verso il Commissariamento dei Bilanci Nazionali, Ok al Two Pack – Vaneggiamenti di Renzi a Ballarò

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    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – di Sergio Basile –  Bruxelles, Ecofin, Consiglio europeo, Olli Rehn, Manuel Barroso, Parlamenti, Parlamento europeo, Seduta plenaria dell'Europarlamento, Two Pack, Euro blindato, Stati Uniti d'Europa, Matteo renzi, Kalergi, Paneuropa, Giorgio La Pira, Europeismo lobbistico contemporaneo, Falsi Profesti dell'Europa unità, Romano Prodi, euro  Ecofin – Europa verso il Commissariamento dei Bilanci […]

    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

     

  • James Galbraith: il Voto Italiano Denuncia le Disuguaglianze Europee

    James Galbraith: il Voto Italiano Denuncia le Disuguaglianze Europee

    Sabato,  Marzo 2nd/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois  –

    Unione Europea, Elezioni Italia, Italia, Roma, Movimento 5 Stelle, James Galbraith, Lyndon Jonson School of Public Affairs, Austin, Merkel, Eurocasta, Accademia dei Lincei, El Pais, Euroscetticismo, Yogurt greco, Agenda europea, Bruxelles, Record del Debito Pubblico italiano, PIL, Consapevolezza degli elettori, protesta 

    James Galbraith: il voto italiano denuncia

    le disuguaglianze europee

    Il luminare dell'economia internazionale sottolinea

    l'importanza del voto italiano

    Ora il vero punto di svolta sarà il Referendum sull'Euro

    Agenda Europea - Il Voto in Italia - Galbraith

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Bruxelles – Solo eri ho portato all'attenzione dei lettori alcune considerazioni tratte a seguito delle elezioni, appena avvenute. Nel particolare ho voluto sottolineare l'impotanza della formazione di una coscienza critica in seno al popolo italiano, sfociata nel voto al neo Movimento 5 Stelle e del cambiamento di rotta da parte di molti Italiani, circa il discorso relativo alla moneta unica. Un discorso fino a ieri considerato tabù. Le politiche grilline, infatti, hanno portato avanti come uno dei punti principali della campagna elettorale messa in atto, l'uscita dall'Euro e l'abbandono delle direttive BCE. O almeno il referendum nazionale in merito. Anche il relativo "successo" berlusconiano è scaturito, oltre che dalla campagna anti IMU e dai recenti successi televisivi del cavaliere, dalle linee di condotta dichiaratamente anti UE. Se poi aggiungiamo i dati relativi alle sconfitte elettorali di Pd e Monti, il quadro risulta chiaro. Se gli elettori hanno dimostrato la necessità di abbandonare le fazioni palesemente in accordo con l'aberrante e dittatoriale agenda europea, un motivo ci sarà senz'altro.

     L'analisi di Galbraith – Il Voto in Italia e l'impatto sul "Sistema Europeo" 

    Oggi, a sostegno di queste tesi, interviene, attraverso un'intervista, James Galbraith, auterovole voce del mondo economico internazionale. Il professore della Lyndon Jonson School of Public Affairs di Austin è voluto intervenire per tracciare le proprie conclusioni circa il voto italiano nell'ottica delle possibili ripercussioni sul sistema europeo. ''Il voto a favore di forze come quella di Grillo è anche un rifiuto delle politiche di austerità che Banca Centrale e alcuni paesi comunitari continuano a chiedere per fronteggiare la crisi'' sostiene il luminare . ''Gli elettori italiani hanno parlato; ignorare la loro voce sarebbe un errore che nessuno può permettersi di fare, tantomeno i leader europei che hanno solo da guadagnare ad ascoltarli''. Un severo rimprovero rivolto alla Merkel e compagni che, continuando a far valere prepotentemente la loro auterevolezza, segnalano di non aver percepito a pieno l'esito della votazione. Il neonato Movimento 5 stelle, tramite il suo ''garante''(come ama definirsi Grillo), oltre a dimostrarsi avverso alle linee dure d'austerity europea, propone un referundum per l'uscita dalla moneta unica. A tal proposito Galbraith ha messo in guardia i vertici europei: ''Bruxelles e Berlino faranno molto bene a prestar attenzione, se tengono a preservare l'unità dell'eurozona. Sappiamo ormai molto bene che l'Unione marcia a due velocità, con i paesi della fascia meridionale affaticati a inseguire le politiche fiscali richieste da quelli del nord, mentre la Germania continua a cavalcare la posizione  di vantaggio che pende a favore della sua economia dall'inizio della crisi.'' Parole sacrosante! Noi dell'Osservatorio Nazionale Qui Europa lo diciamo ormai da oltre un anno: occorre tirarsi fuori dall'Eurogabbia che si stringe sempre di più intorno al collo dei popoli del sud Europa. Ora sentiamo di poter alzare la voce, supportati dal pensiero di importanti interpreti dell'economia mondiale (vedi articolo El Pays in allegato: nel quale otto guru dell'economia mondiale sotengono le nostre tesi) come appunto James Galbraith, membro dell'Accademia dei Lincei, che puntualizza: ''Il voto italiano è la denuncia estrema di questa disuguaglianza, che rischia di esplodere se non viene affrontata con spirito di cooperazione''.

     L'esplosione del Debito Pubblico Illegale – 127% del PIL  

    Il gap tra favoriti e sfavoriti d'Europa è ormai insanabile. Bisogna dar la possibilità a paesi come il nostro di potersi rialzare. Non possiamo continuare a pagare un debito pubblico sempre più salato che, a quanto dicono i dati Istat diffusi nel primo pomeriggio di ieri, ha raggiunto ormai quota 127 % sul Pil. Ecco a cosa ci ha portato l'Euro ed il progetto BCE. Dover pagare più della totalità di tutte le trattenute di tutti i lavoratori italiani.  I nostri averi sono destinati all'estero mentre gli investimenti per le infrastrutture nazionali rimangono all'asciutto. Anzi! Per poter rientrare del buco dovremmo toglierci dalle tasche un 27 % in più! Il popolo ha espresso a gran voce il proprio scontento. Le continue politiche d'austerità hanno portato ad un peggioramento della situazione, contrariamente a quanto pronosticato dal governo Monti in partenza di mandato. Gli Italiani sono passati in questi pochi giorni da un sentimento comune di rassegnazione ad un altro, molto più agguerrito, di rivalsa. Stiamo finalemente prendendo coscienza del fatto che questa crisi non l'abbiamo nè voluta, nè tantomeno creata noi. Stiamo pagando un prezzo elevatissimo, senza alcuna controparte, dovendo invece assistere al consolidamento di un mercato confuso, nel quale i beni di ogni singola nazione vengono buttati insieme nel minestrone europeo, perdendo quindi, oltre il capitale, anche la propria tradizione.

     UE – Tutto da perdere, Nulla da guadagnare 

    Il prodotto italiano, nel nostro caso, sta perdendo ogni anno di più la nobile reputazione maturata in decenni di sacrifici: permettendo ai prodotti esteri di passare in qualche remoto magazzino del nostro bel Paese, solo per apporvici sopra la tanto ambita etichetta Made in Italy, non facciamo altro che accellerare il processo di delegittimazione del bene nostrano. Tuttavia l'esito di questo turnover elettorale ha dato importanti motivi di speranza, dimostrando consapevolezza del declino in corso. Non faremo la fine dello Yogurt greco, ormai tedesco. Abbiamo gli occhi aperti adesso e guardiamo all'Europa con uno sguardo diverso, colmo di scetticismo.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Mercoledì, Giugno 20th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Europa / Roma / Francoforte / Bruxelles / Euro / Lira / Moneta Unica / Unione Monetaria / Unione politica / Maastricht / Tangentopoli / Spot euro / Euroscettici / Giulio Andreotti / Gianni de Michelis / Guido Carli / Pierre […]

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    Martedì, Febbraio 12nd/ 2013  – di Giovanni Antonio Fois –  Manuel Barroso / Commissione Ue / Commissione europea / Ecofin / Francia / Germania / Hollande / Moscovici / G20 Mosca / Vittorio Grilli / Svalutazione euro / Trilateral Commission / Grandi Gruppi Bancari / Trattato di Lisbona / Mes / Esm / G/ / […]

    Subprime – Le ovvie ammissioni della FED e l’altra Crisi Indotta, quella dell’Eurozona

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    Lunedì, Gennaio 28th/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Subprime ed Eurozona – due crisi Diverse / Usa / Crisi Mutui Sub Prime / Crisi Usa / Crisi Eurozona / Federal Reseve / Bear Stearns / Lobby / Errori calcolati / Milliam poole / Euro   Federal Reserve     Washington             […]

    Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco

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    Giovedì, Gennaio 24th/ 2012 – di Paolo Deotto – – Iniziativa di libero Confronto, Pensa e scrivi di Qui Europa – Dittatura Europea – Ungheria Sotto Attacco / Ungheria / Victor Orban / Budapest / Eurocasta / Unione europea / Massoneria / Crimini contro l'umanità / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

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    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

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    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

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    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

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    Martedì, Aprile 24th /  2012 – di Sergio Basile – Italia / Europa / Meeting internazionale dei leader parlamentari progressisti / Mikael Damberg / Pierluigi Bersani / Welfare / Cultura / Partecipazione femminile alla vita politica / Batterista dilettante e mediocre / Malata terminale / Luoghi comuni / Retorica / Luoghi comuni / Morte dell'Europa […]

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    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Roma – Uova e fischi per Draghi, duramente contestato a La Sapienza

    Martedì, Maggio 29th  / 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Roma / La Sapienza / Università / Protesta dergli studenti / Mario Draghi / Visco / Bce / Bankitalia / Austerity / Politichese / Dittatura della casta bancaria / I giovani aprono gli occhi / Commemorazione caffè / Mario Monti / Lezione di politichese / […]

     

  • Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Domenica, Gennaio 6th/ 2013

    – di Vincenzo Folino –

    Italia – Quintali di Carbone per l'Eurocasta / Carbone all'Eurocasta / Eurocasta / Carbone / Befana / Mario Draghi / Mario Monti / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Università / Cuneo fiscale / Pressione fiscale / Stato Totalitario / Stalinismo / Povertà dilagante / Codacons / Istat / Pil / Iva / Epifania / Eurocasta / Erode 

     Roma    Italia                                                                                                       

    Italia – Quintali di Carbone per l'Eurocasta

    Istat e Codacons filmano il quadro della situazione

    attraverso allarmanti statistiche da regine totalitario

    Università? Un lusso destinato ad una mera élite

    Roma – L’anno appena conclusosi è stato certamente molto complicato e travagliato, per non dire buio e nefasto: c’è ben poco da ricordare con “entusiasmo popolare”, e ci sarebbe tanto carbone, ma proprio tanto, da distribuire qua e la tra sedi di banche, ministeri, agenzie, uffici della Troika e chi più ne ha più ne metta. Insomma, sarebbe (ovviamente dal punto di vista economico-politico) un anno in cui buttarsi tutto alle spalle e ripartire.

     L'Anno più brutto dalla Seconda Guerra Mondiale    Istat    

    Detto ciò bisogna rilevare che il 2012 va in archivio con brutte notizie per i portafogli degli Italiani anche e soprattutto in merito al costo della vita. Ci riferiamo in particolare (come fonte) al nuovo dato sull'inflazione diffuso nelle scorse ore dall'Istat. Infatti l’inflazione italiana è arrivata al 3%, due decimi di punto in più rispetto al 2,8% registrato per il 2011: il risultato peggiore dal 2008 (anno d’inizio della crisi indotta dell'Eurozona e dell'avvio delle devastanti ed immorali speculazioni dei cosiddetti "mercati"). Un andamento negativo che si è riflesso anche sul cosiddetto “carrello della spesa” , un carrello sempre più costoso ma sempre più vuoto:  infatti il tasso di crescita dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto (dal cibo ai carburanti) è salito al 4,3% (dal 3,5% del 2011).

     Università?    Un lusso!    

    Per esempio, da un'analisi della Coldiretti/Swg emerge che sei italiani su dieci (61%) hanno diminuito la spesa, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese: anche se in realtà altre ricerche incrociate effettuate dall'Osservatorio Nazionale "Qui Euopa" evidenziano dati ben più drammatici. Ormai una famiglia su due stenterebbe ad arrivare a fine mese. Un sintomo eloquente a sostegno di tale indagine è l'altissima percentuale di abbandono dagli studi da parte dei giovani universitari. Inoltre – secondo l'Istat – più di una famiglia su tre (35,8%) dichiara di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente.

     L'allarme Codacons    Stangate da Regime    

    Dati preoccupanti arrivano anche dal Codacons, secondo il quale l'aumento dell'inflazione ha determinato una stangata da 1.048 euro per una famiglia di tre persone e di 1.155 euro per un nucleo di quattro, senza contare il pesante impatto subito dai ceti più bassi e dai pensionati. Inoltre l'aumento medio del cuneo fiscale stimato per il 2013 – nel paese più tartassato al mondo, qual è la "Povera" Italia – è pari a 1500 euro a famiglia. Quella che si dice dittatura fiscale e reale!

     Sacchi di Carbone    All'eurocasta stile Erode 

    Così ci viene da chiederci: cosa succederà a fine 2013? Cosa accadrà quando oltre agli effetti della pressione fiscale ci sarà l'aumento dell'Iva e alcuni – a tono di beffa – prevedono anche una improbabile ed illusoria ripresa del Pil? Come abbiamo detto all’inizio, ci troviamo dinnanzi ad una situazione complicata ed imbarazzante. Viviamo in un Regime dittatoriale di stampo Stalinista! Tutti poveri per statuto! Tutti uguali nella miseria! Lo dice lo Statuto del MES e del Fiscal Compact. I governi "europeisti" che si succederanno al potere dovranno pretendere dagli schiavi più di quello che essi daranno in servizi: cioè meno di zero. In altri termini, il nostro destino è matematicamente e scientificamente segnato. Non ci resta dunque che aprire gli occhi, smettere di assistere impassibili a questo sfacelo e predendere precise garanzie dai nostri politicanti: le stesse garanzie che sindacati e garanti della Costituzione hanno rinunciato di pretendere per "reconditi" (si fa per dire) motivi. Intanto per ora non ci resta che distribuire a piene mani tanto carbone qua e là, in occasione della Befana: e ciò specie verso Bruxelles, Roma e Francoforte/Berlino. Specie nei confronti dei nostri garanti nazionali più diretti presso la tecnocrazia dominante che permette ed avalla tutto ciò: i “due Mario”. Cioè il Professore e il Presidente della Bce. Gran parte dei dati che stiamo analizzando derivano, direttamente o indirettamente, dal loro operato/non operato che, a sua volta, è espressione del sistema lobbistico-finanziario di cui entrambi fanno parte. Tutti Bocciati! Altro che Re Magi! Questi somigliano sempre più a tanti plutocrati stile Re Erode. Giusto per restare in tema di Messia ed Epifania.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

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    Venerdì, Settembre 14th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / […]

    No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / Gabbia del Debito […]

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    Venerdì, Agosto 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Europa / Unione europea / Eurozona / Euro / Hans Magnus Enzensberger / L'Espresso / Romano Prodi / Mario Monti / Mario Draghi / Angela Merkel / Signorotti / Padroni dell'Europa / Neo-colonialismo / Imperialismo Usa / Adolf Hitler / Barack Obama / Ronald Reagan / […]

    Insolvenza: maglia nera ai Piigs – La battaglia per il riscatto del Prof Kerber contro Mes ed Euro

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    Regione Sicilia: Il post dimissioni di Lombardo nella Grecia d’Italia

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    Agosto 1th 2012 – di Mario Luongo –  Raffaele Lombardo / Regione Sicilia / Default Sicilia /  Voto di scambio / Concorso esterno associazione mafiosa /Fabio Giambrone / Rita Borsellino / Carmelo Briguglio / Innocenzo Leontini / Gianfranco Miccichè / Elezioni Presidente regione Sicilia/ Disoccupazione Sicilia / Taglio parlamentari   Regione Sicilia – Il post […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

     

  • Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

    Venerdì, Luglio 13th/ 2012 

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea / Europa / Regioni arretrate / Coinvolgimento / Contro informazione / Pil / Prodotto interno lordo / Campania / Puglia / Calabria / Sicilia / Disoccupazione / Recessione / Fenomeni migratori / Extra-comunitari / Crisi indotta / Politiche recessive 

    Mezzogiorno: se continua così dopo l'Estate

    "si andrà tutti in Grecia"

    Austerity: Disoccupazone da Record e Nuovi fenomeni

    migratori. I dati Bce, Svimez e Cisl

    L'analisi di "Qui Europa" sul "Dramma Sud Italia" e la

    flebile risposta di Bruxelles

    – Bce: disoccupazione e volatilità economica record

    – Fondi Ue: Barroso vuol Commissariare la Sicilia

    – TAV: la Francia dice No! Troppo costosa!

    – Mercato del Lavoro: la metamorfosi del Mezzogiorno

    Aleggiano sul Mezzogiorno gli Spettri della Grecia – Disoccupazione e Precarietà Dilagano sotto i Colpi dell’Austerity

    Bruxelles – La crisi, questa "pseudo-crisi" artificiale e mirata a creare un baratro generazionale e di classe,  pesa sul Mezzogiorno d'Italia, ormai da 6-7 anni a questa parte, in maniera sempre più devastante. Ormai anche gli extra-comunitari sembrano preferire altre mete e "snobbano" regioni come la Calabria o la Sicilia. Stando agli ultimi dati ufficiali di giugno diramati  dalla Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno) la crisi da recessione sta mietendo "vittime" paradossalmente più al Sud che  al Centro-Nord. Pur essendo il Mezzogiorno d'Italia una terra a più scarsa vocazione industriale. La motivazione sta nel fatto che accanto alla crisi dei consumi, ed  accanto all'incremento spopositato ed iniquo del cuneo fiscale sulle spalle di famiglie ed imprese, d'altro canto vanno considerate anche la crisi del terziario e la crisi del settore agricolo: quest'ultima, in particolare, inaspritasi come mai anche a causa delle politiche liberiste implementate dall'Unione europea, che hanno finito per esporre i mercati del Sud a forme di concorrenza sleale, mediante la competizione diretta dei nostri prodotti regionali dell'ortofrutta con quelli provenienti dalle aziende agricole del Nord Africa. Prezzi incomparabili; costi di produzione e raccolta incomparabili e circuiti distributivi sempre più proibitivi, gravati dall'aspro ed impietoso giogo degli incrementi delle accise governative sul carburante. Miscela che sta facendo letteralmente scoppiare il Mezzogiorno d'Italia: già noto – per altro – come il "dimenticatoio dell'Europa". 

     Mezzogiorno: una Guerra Diversa  

    A ciò aggiungiamo il quasi pressocché totale mancato utilizzo – per decine di miliardi di euro – dei fondi Ue 2007/2013; la cattiva gestione di quelli 2000/2006 ed  il "Patto di Stabilità" per i comuni di maggiore portata, che costringe i sindaci a salti mortali e "sacrifici extra". Da non sottovalutare neppure l'abbondante emorragia degli studenti universitari che ogni mese che passa sono costretti ad abbandonare  a malincuore gli studi, perchè non più sostenibili – tra rette e fitti per alloggi – in termini di costi vivi. Ciò ovviamente provoca un crollo dell'economia delle città universitarie. Tra di esse spicca il caso di Catanzaro e della sua Università: oltre 400 i ritiri presso la Facoltà di Giurisprudenza negli ultimi 7-8 mesi.

     Mezzogiorno: Metamorfosi del Mercato del Lavoro  

    Un evento nuovo e mai accaduto prima. E' questo l'impietoso quadro di un Mezzogiorno distrutto e reso schiavo prima da una casta politica inetta a livello locale, ed ora dagli sporchi interessi del mercato e della casta europea, dove calano il numero di medici ed avvocati ed aumentano a livello esponenziale (dati diramati stamane) il numero di estetiste. Fatto sta che un giovane su 2 nel Mezzogiorno è disoccupato e spesso costretto ad emigrare. Quasi come se fossimo tornati ad inizio Novecento, o nel decennio  post-bellico. Con la differenza che mentre la censura mediatica e la disinformazione sono molto vicine a quelle dell'era fascista, la forma di guerra è cambiata. Non si combatte più con carri armati e fucili, ma con bollettini postali, trattenute e licenziamenti. Una guerra dunque più subdola ma non per questo meno distruttiva e debilitante. Inoltre, anche le quattro manovre anti-crisi del 2010 e 2011 hanno avuto un impatto più che doppio nel Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.

     Mezzogiorno: Le stime Bce, Svimez e Cisl  

    Ecco perchè,  nel 2012, il Pil secondo Svimez avrà una contrazione di quasi 3 punti percentuali al Sud, contro una media italiana dell'1,8%. Per Giorgio Santini, segretario aggiunto della Cisl, "negli ultimi mesi si è determinato qualche segnale positivo sulla riprogrammazione delle risorse dei Fondi nazionali ed europei, ma tuttavia – nota il sindacalista – questo non diventa accelerazione della spesa e quindi non dà alcuna spinta allo sviluppo". Tant' è che nel 2013 le regioni meridionali  secondo tutti gli indicatori nazionali ed europei – compresi quelli della Bce che stamane ha parlato di disoccupazione e volatilità economica da record, pasragonabili a livelli "pre crisi Lehman Brothers" negli Usa – subiranno un ulteriore decremento di ricchezza dello 0,1%. A preoccupare di più Cisl e Svimez, ma soprattutto famiglie, imprese e comuni, sono nello specifico le manovre correttive di finanza pubblica e quindi i tagli alle spese per investimenti nel Mezzogiorno: in particolare la riduzione verticale delle risorse del Fas (Fondo per Aree Sottoutilizzate) attuate con più interventi – tra l'altro – anche dal Governo precedente (oltre 300 milioni di euro nel 2011; 2 miliardi nel 2012; 4 nel 2013). Ma d'altra parte rinunciando ad investire a debito, ed a moltiplicare la ricchezza tramite l'accensione della macchina statale (rinunciando cioè al preziosissimo strumento del deficit spending) come potrebbe essere il contrario? Ora che l'Ue ha spuntato le ali dello sviluppo agli stati dell'Eurozona, chi porterà avanti in concreto lo sviluppo dell'economia reale?

       TAV e Project Bond: Schizzofrenia Ue  

    In merito nei giorni scorsi Santini ha sollecitato il governo ad intensificare gli investimenti in settori quali industria, energia, edilizia e ricerca. Ciò dando attuazione al Decreto Sviluppo rinviato dal Governo: fondamentale sarebbe sbloccare i cantieri fermi e superare il (ridicolo ed insensato) laccio del "Patto di Stabilità" proteso ad inibire le risorse per gli investimenti. Una situazione questa ormai insostenibile. Ma il rilancio per "Qui Europa" nonn potrà certo venire dal ricorso a Eurobond o Project Bond (che come visto sono un emerita bufala accresci debito); né tantomeno nell'utizzare decine e decine di miliardi di euro pubblici nella realizzazione di linee ferroviarie super-veloci per trasporto merci (vedi TAV) che nessuno potrà mai permettersi: ricordiamo che in tempo di "crisi" il Governo Monti ha acquisito per l'Italia (dall'Ue) 4 commesse ultradecennali di euro-corridoi su 10 disponibili. E il carissimo Pierluigi Bersani e le Coop rosse che ruotano intorno ai miliardari appalti TAV ne sanno qualcosa!

       TGV: la Francia dice No alla sua TAV!  

    Intanto però, il buon senso transalpino sembra prevalere sugli interessi delle caste nazionali romane ed europee: è di queste ore, infatti, la notizia – pubblicata su "Le Figarò" – che Parigi starebbe pensando di bloccare o addiritturas rinunciare ai lavori per l'Alta Velovità TGV. Ciò evidentemente potrebbe avere ripercussioni forti anche sullo stato dei lavori della TAV Torino-Lione. Secondo la nota diffusa, infatti, l'Eliseo troverebbe l'opera troppo cara e non supportabile, ma soprattutto non conciliabile con le esigienze reali della popolazione francese, vista la gravità della crisi.

       Mezzogiorno: L'inconsistente risposta di Bruxelles   

    La risposta di Bruxelles agli appelli degli amministratori del Mezzogiorno è giunta, ma come al solito flebile e fredda. Nelle ultime ore, infatti,  l'Ue ha ufficializzato in una nota che "tra il 2014 e il 2020 le regioni dell'Italia Centro-Meridionale dovrebbero godere di un tasso di cofinanziamento Ue compreso tra il 75% e l'85% per i progetti di sviluppo e ripresa economica". Tale richiesta è stata accorpata ad un pacchetto legislativo approvato dalla commissione per lo Sviluppo regionale del Parlamento europeo. Secondo la Commissione europea di Manuel Barroso, le regioni con un Pil compreso tra il 75% e il 90% della media comunitaria – cosiddette ''regioni in transizione'' – avrebbero dovuto usufruire di un cofinanziamento fino al 60%, ma i deputati europei vista e considerata la situazione "apocalittica" hanno chiesto di aumentare questo tasso fino al 75% per regioni come Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna e fino all'85% per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia: regioni fanalino di coda dell'Ue. Tuttavia una doccia fredda è arrivata proprio stamane per la Regione Siciliana: l'Ue avrebbe congelato 600 milioni di euro di finanziamenti viste le troppe irregolarità perpetrate dai responsabili regionali. Si parla addirittura di commissariamento.

       l'Europa pensa al futuro, ma uccide il presente   

    Tra le più sensate richieste avanzate allo Zar Barroso ed alla sua "banda", dagli eurodeputati (dopo il gravissimo avallo di strumenti di "pseudo-crescita" aleatori, quanto ingannevoli e subdoli come i Project Bond: come visto uno schiaffo alla sovranità degli stati ed un regalo fatto agli speculatori)  c'e' stata anche quella di un ''maggiore coinvolgimento'' di comuni ed enti locali nella progettazione di programmi regionali di sviluppo; nonché della garanzia di ''maggiore flessibilita'' nel decifrare le priorità strategiche. Gli euro-deputati hanno anche chiesto all'esecutivo di Bruxelles di slagare la politica di austerity perseguita nel "Fiscal Compact" (disciplina di pareggio di bilancio) dai fondi stanziati per le politiche regionali, onde evitare di banalizzare ed inficiare i provvedimenti 2014/2020. Ora il tutto sarà deciso una volta espletato l'iter di voto della commissione per lo Sviluppo Regionale.

       Tutti in Grecia  

    Pertando ogni decisione sarà rimandata presumibilmente tra fine Agosto ed inizio Settembre, allorché si intavoleranno le trattative tra tutti i tre principali organi comunitari dell'Ue: Commissione europea, Consiglio europeo e Parlamento europeo. Non dimentichiamo però, che si parlerà e convergerà sull'adozione di politiche future (2014-2020) ma cosa succederà nell'immediato? Ve lo diciamo noi! Se qualcosa non cambierà a livello elettorale, e nel 2013 la casta parlamentare continuerà ad appoggiare (come ha vergognosamente fatto finora) queste politiche di austerity, finiremo tutti a fare le "vacanze" in Grecia, o meglio sarà la Grecia a venire da noi! Con tutti i suoi spaventosi spettri: fame, disperazione, precariato e povertà all'ennesima potenza. Il futuro dunque, dipende soprattutto da noi!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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