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  • Come è triste il cristianesimo senza Dio!

    Come è triste il cristianesimo senza Dio!

    Venerdì, 13 ottobre/ 2017 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Fede, Dio, Chiesa, Bergoglio, Modernismo, Verità  

    Come è triste il cristianesimo senza Dio!

    La verità non può essere messa ai voti: analisi logica 

    di un Cristianesimo modernista che ha dimenticato 

    di ricordare le verità fondamentali della fede

     

    di Roberto Pecchioli

    TRISTE IL CRISTIANESIMO SENZA DIO
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Tacciono sul Creatore e sull'anima!                      

    Roma – di Roberto Pecchioli – Non siamo teologi, la nostra preparazione religiosa è quella di tanti italiani formati da modeste famiglie cattoliche e da quella che una volta si chiamava dottrina, gli insegnamenti del catechismo appresi in parrocchia. Siamo vissuti con le semplici formule da mandare a memoria, chiare e prive di sfumature: Dio è l’essere perfettissimo creatore del cielo e della terra. Retaggi del passato, affermazioni nette, apodittiche, che destano orrore nell’uomo moderno e che la Chiesa nasconde, trascura, tutt’ al più confina nell’allusione e nella disprezzata fede popolare.  Pensavamo queste cose assistendo, come è nostra abitudine mattutina, alle rassegne stampa televisive. Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, scrive di tutto, in particolare di immigrazione, ius soli, politica di governo e fatti internazionali, ma non nomina mai il nome di Dio, tanto meno parla di anima, del destino finale dell’uomo, di premio o castigo eterno. E’ un giornale, si potrebbe ribattere, il suo compito è fornire notizie. Vero, ma 

                               un foglio cattolico, espressione dei pastori 

                   di quello che un tempo avremmo chiamato popolo di Dio, 

                     dovrebbe diffondere e ribadire i fondamenti della fede 

                                   e porli alla base del giudizio sui fatti. 

    Capiamo poco delle questioni poste da alcuni porporati a Francesco, dubia che ci sembrano ragionevoli; ancor meno sappiamo valutare il merito della “correzione filiale” contenuta nel manifesto di 62 sacerdoti, professori ed intellettuali cattolici, al di là dello sconcerto per encicliche che parlano del Creato ma tacciono sul Creatore. Prendiamo atto, con tristezza, di ciò che osserviamo. Alla messa domenicale, le omelie sono spesso sciatte, frettolose, o al contrario inutilmente prolisse, ma, al di là di fornire un’interpretazione perifrastica delle scritture, nulla più di buoni consigli per una vita onesta e rispettabile. Manca il quid, che, nella fattispecie, è il senso di tutto.

     La grandezza di Gesù, il figlio di Dio              

    La grandezza di Gesù, il motivo profondo per cui quel giovanotto ebreo in tre anni di predicazione conclusa sulla croce ha cambiato la storia sta in un unico punto, la sua affermazione di essere il figlio di Dio. Senza di essa, tutto il resto, le parabole, il discorso della montagna, la sua stessa sofferenza durante il martirio che la Chiesa chiama Passione, non è che la vicenda ammirevole di un grande uomo, di un profeta, di un visionario o di un rivoluzionario propulsore di folle, ma non è religione, non è Verbo, non è Dio. Lo colse per primo Paolo di Tarso, nella lettera ai Corinzi: 

                                        “Ma se Cristo non è risuscitato, 

          allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede.”

    Ed aggiunse drammaticamente: “se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.”

     Un cristianesimo senza Dio?                              

    Ecco, ci sembra che quello presente sia un triste cristianesimo senza Dio. Si esalta la figura di Gesù Cristo, la si considera un grande esempio da cui scaturisce un’etica, una serie di modelli comportamentali, ma ciò che resta ai margini, quello cui tutt’al più si allude senza troppa convinzione, è l’annuncio – l’evangelo o, con una parola difficile, il kérigma, ovvero la proclamazione della morte e resurrezione di Gesù Cristo. Fuori da ciò, il cristianesimo non è che una narrazione suggestiva, la straordinaria avventura, umana ed esclusivamente umana, del figlio del falegname di Nazareth e della giovane Maria. Quando il “papa nero”, Sosa Abascal superiore dei Gesuiti – e gesuita fu lo stesso Bergoglio – afferma senza vergogna che dei fatti narrati dal Vangelo non vi è certezza, a partire dalla resurrezione, in quanto “non vi erano telecamere”, si è già fuori dalla religione cristiana, in un territorio desertico e inospitale in cui Gesù è attore protagonista, ma non più figlio di Dio. Forse semplifichiamo troppo, magari facciamo torto all’intelligenza del “nuovi cristiani” dubitando della loro stessa fede, ma quella è l’impressione che sgomenta.

     Niente castigo… niente delitto!                          

    Karl Rahner, teologo che ha dominato il Concilio Vaticano II e la sua applicazione successiva, parlò dei “cristiani anonimi”, ovvero di quegli uomini che, senza essere cristiani e senza possedere un’idea di Dio, ne hanno comunque, per natura, una conoscenza “trascendentale”, talché possono salvarsi anche fuori dall’adesione ai principi della fede ed alla Chiesa. A che serve dunque, l’imponente edificio cattolico? Aveva quindi ragione Lutero, non a caso rivalutato e quasi santificato nel quinto centenario delle tesi di Wittenberg: sola fide, sola gratia, sola scriptura. E comunque, l’ex agostiniano tedesco credeva nella vita eterna e nella salvezza o dannazione. L’argomento è diventato un tabù: silenzio impressionante. Ovvero, affermazioni del tipo che l’Inferno, se c’è, è vuoto, poiché tutti siamo destinati alla salvezza. In quel caso, sarebbe inutile ogni predicazione, ovvero, estremizzando, qualunque orizzonte morale avrebbe valore solo con riferimento alla vita terrena, giacché Dio sarebbe pura misericordia (concetto assai caro all’attuale vescovo di Roma)

                              Ma se non c’è castigo, forse non c’è neppure delitto.

      "Il mio regno non è di questo mondo"           

    Probabilmente, nella nostra ignoranza, e magari accecati dal pregiudizio, diciamo cose assurde o ingiuste, ma il cristianesimo corrente ci sembra aver oltrepassato addirittura il confine che lo separa dall’ebraismo.  La terra promessa al popolo eletto è ben materiale, è quella che calpestiamo ogni giorno. Gesù ha ribaltato la prospettiva (il mio regno non è di questo mondo) e se non è risorto, evento di cui manca la prova materiale o il filmato che tranquillizzerebbe il servo di Dio Sosa Abascal, il cristianesimo non è altro che il racconto di una vita illustre, una teoria sociale tra le altre, un ordito di regole morali e di prescrizioni pratiche da confrontare con tutte le altre. Forse esageriamo, ma in quest’ottica si comprende perché non siano più invocati e difesi quelli che Benedetto XVI chiamava principi non negoziabili.

     Situazionismo e mercato delle idee e morali  

    Nel mercato delle idee e delle morali, il sistema di valori cristiani è uno dei tanti, in concorrenza con gli altri, e, ammettiamolo, intrinsecamente perdente in quanto più esigente, meno aperto alla mediazione, più assertivo, per usare un vocabolo caro alla psicologia. Allora, non resta che ricorrere ad una forma sofisticata di relativismo, cioè il situazionismo. Facciamo un esempio: per il cattolicesimo, l’adulterio è oggettivamente un grave peccato. Tuttavia, in base alle situazioni date ed alle condizioni soggettive o storiche (una sorta di torsione della “circostanza” cara a Ortega y Gasset, che era agnostico) può essere derubricato o giustificato. Basta intendersi sulla portata dei due vecchi pilastri che reggono l’impalcatura cristiana del male: piena vertenza e deliberato consenso. Io ho commesso adulterio, ma non avevo coscienza che fosse male, anzi forse l’ha commesso solo la mia carne, che è debole, ma non la coscienza. Vi sono molti punti deboli nel situazionismo adattato al neo cristianesimo, la cui analisi lasciamo ai filosofi ed ai teologi. Ma almeno due saltano agli occhi dell’uomo comune: il primo è che 

                          se si rinuncia a distinguere il bene dal male, 

                       lasciandone il giudizio all’arbitrio individuale, 

     nulla potrà essere considerato e vissuto come errore o come peccato,

                    negando oltretutto la possibilità del pentimento, 

                                che è frutto della coscienza morale. 

     L’altro è che la Chiesa ha l’obbligo di trasmettere il depositum fidei, 

           di cui è parte integrante il giudizio immutabile posto da Dio 

                       – e per lui da suo figlio – sul bene e sul male. 

    Sarà poi la sapienza divina a leggere nel cuore dell’uomo; la Chiesa può solo assolvere sulla base del pentimento, distinguendo tra la pena e la colpa.

     La verità non può essere messa ai voti              

    Immaginiamo che quelli svolti alla buona nelle righe precedenti appaiano ai più futili questioni, simili alle dispute sul sesso degli angeli. In palio, però, c’è il cristianesimo come orizzonte di verità. La nostra opinione è che i cambiamenti di prospettiva, il ribaltamento di molte cose che la Chiesa ci proponeva a credere non soltanto generano confusione o perplessità, ma scavano un solco ben più profondo, quello della sfiducia e del sospetto. Abbiamo il diritto di pensare – magari a torto – che se comportamenti, idee, principi, valori, condotte proposte ed imposte per secoli non sono più valide, perché storicamente superate o semplicemente sgradite allo spirito dei tempi, uguale destino possa toccare alle nuove idee della Chiesa. Domani, o dopodomani, anch’esse saranno superate e sostituite. Ma la religione vive dell’eterno, del permanente, non può immaginare – e neppure permettersi – in materia di fede e di legge naturale, che ciò che è giusto oggi possa essere considerato assurdo domani.

                        Non si può accettare che la verità sia posta ai voti

    o che sia declinata con aggettivi possessivi e con articoli indeterminativi. 

                                            O esiste, o non esiste: 

               non ha senso la “mia” verità né tanto meno più verità, 

                     a scelta, come nello scaffale del supermercato.  

      La "cacciata" della Città di Dio?                          

    Da qualche parte, si è ipotizzato che in un futuro non troppo lontano, la Chiesa cattolica possa fare a meno del Vaticano. E’ possibile, del resto Jorge Mario Bergoglio ha rinunciato a vivere tra le vecchie mura del potere temporale, ma salterebbe per aria un’altra delle prerogative, l’universalità simboleggiata da Roma e dal Papa. La vittoria di Lutero non potrebbe essere più schiacciante, ma sarebbe, in effetti, la vittoria di un cristianesimo spogliato di sé stesso, svuotato della sua essenza salvifica e veritativa, che è la salvezza ed il destino eterno della creatura uomo per mezzo della fede in Dio e dell’adesione in vita a quanto rivelato nelle scritture. In questo senso, preoccupa anche il ruolo e l’insistenza dei biblisti, ovvero quegli studiosi membri del clero che interpretano scritture e Vangelo sulla base della loro adesione alla storia accertata. E’ chiaro che la conferma scientifica e storiografica di fatti ed avvenimenti ha un grande valore, ma Dio trascende ogni cosa e comunque il punto è sempre lo stesso: credere o meno che Gesù sia il figlio di Dio morto sulla croce e risorto. Si ha l’impressione che uomini di grande scienza, come il defunto cardinale Martini o il vivente Ravasi, insigni biblisti, abbiano subordinato la fede alla storia. 

                     La città dell’uomo europeo ed occidentale ha battuto, 

                          lasciato sullo sfondo, privatizzato o addirittura 

                                              scacciato la città di Dio. 

                      Vince il progetto materialista, liberale e massonico, 

            sbalordisce il silenzio di chi pare aver rinunciato alla battaglia, 

                       anzi sembra accogliere le tesi una volta nemiche.

     Il "nulla" senza la risurrezione di Gesù Cristo      

    I cristiani, lo disse il fondatore (chiamiamolo così, per brevità…) devono essere il sale della terra. Ma quanto è insapore e sciapo un cristianesimo ridotto ad umanesimo, organizzazione caritatevole, narrazione della vita e sofferenza di un grande uomo, memoria delle sue idee suggestive.

                                        Ciò che non crediamo più, 

          e neppure la Chiesa (modernista – Ndr) sembra più credere, 

                          è che Gesù è Dio ed è risorto dalla morte. 

    Mancano le prove, ed aveva ragione Paolo a ricordarlo ai primi fedeli, la nuova religione non è nulla senza quell’accadimento prodigioso.  Forse non è buon profeta un ateo assai colto, come il sociologo e antropologo francese Marc Augé, nel suo romanzo breve Le tre parole che cambiarono il mondo. Il giorno di Pasqua del 2018, durante il tradizionale discorso urbi et orbi, il papa, dopo un teso silenzio, esclama a gran voce: “Dio non esiste!” Tre parole che gettano nello sconcerto cristiani, ebrei, musulmani, agnostici, atei, e scatenano una tempesta nel mondo intero. Non ci sarà alcun proclama o annuncio del genere, non ce n’è bisogno. Dio non è morto, semplicemente è assente, è un’ipotesi di cui non si tiene più alcun conto, con la complicità attiva di un cristianesimo stanco, indolente, incredulo. Per l’uomo Gesù (presentatoci dal modernismo -Ndr) omaggio e ammirazione, Dio non è pervenuto.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

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  • Siria – Le Carmelitane di Aleppo e l’altro versante della sofferenza

    Siria – Le Carmelitane di Aleppo e l’altro versante della sofferenza

    Venerdì, 14 Ottobre/ 2016   

    delle Suore Carmelitane di Aleppo / Siria

     Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, falsità, Suore Carmelitane, fine dei combattimenti, Verità 

    Siria – Le Carmelitane di Aleppo e l'altro

    versante della sofferenza 

    "Non ne possiamo più e chiediamo incessantemente la

    fine dei combattimenti nella città e dovunque, insieme

    a una maggiore obiettività nelle notizie…"

     

    delle Suore Carmelitane di Aleppo / Siria

    carmelitane aleppo siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Verità che stride con i media internazionali     

    Le religiose del Carmelo di Aleppo scrivono ad 'Aiuto alla Chiesa che Soffre' questa lettera, testimonianza di ciò che le popolazioni vivono nel quotidiano. Un appello che accompagna quelli già pubblicati nei giorni scorsi, dei Vescovi e dei Patriarchi delle diverse confessioni cristiane presenti in Siria e ad Aleppo in particolare. Parliamo di Mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo; Mons. Joseph Tobji arcivescovo maronita di Aleppo; Gregorio III Laham, patriarca cattolico siriano con doppia sede a Damasco e Beirut; Mons Samir Nassar Arcivescovo maronita di Damasco; Mons. Antoine Audo Vescovo caldeo di Aleppo, e altri… Tutti loro raccontano angolature diverse di una storia che stride duramente con il racconto quotidiano dei media internazionali, in cui trovano spazio solamente le sofferenze della parte della città occupata dai jihadisti sottoposta ai bombardamenti siriani. Le Suore del Carmelo di Aleppo che partecipano del quotidiano calvario della Siria e della loro città, accoratamente manifestano le stesse preoccupazioni dei Vescovi: 

    "Supplichiamo insieme a loro la protezione della Vergine Maria 

    per la conversione dei cuori e la fine delle atrocità".

    carmelitane aleppo siria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Aleppo: non ne possiamo più                         

    Aleppo – «Come già sapete dalle informazioni fornite in Occidente, i bombardamenti su Aleppo est sono numerosi. Ma la situazione ad Aleppo ovest non è affatto migliore, sebbene i media non ne parlino. Questa parzialità delle notizie ci addolora molto, perché siamo tutti i giorni direttamente o indirettamente testimoni, per le notizie che riceviamo dai preti o da persone vicine e conosciute, di tutti i disagi vissuti in numerosi quartieri ovest della città: granate, missili ed armi sempre più sofisticate, senza parlare della mancanza totale di acqua e di elettricità (tagliate dai gruppi armati nemici) che fanno sempre più vittime; i morti e i feriti si contano a decine tutti i giorni anche là».

    «Da una settimana, questo prete

    non smette di seppellire vittime civili»

    «L'altro giorno, un sacerdote che celebra per noi la messa una volta alla settimana è arrivato in lacrime: abita a Midan, un quartiere popolare che da tre anni, senza tregua, è obiettivo di attentati. Questo sacerdote, da una settimana, non smette di seppellire le vittime civili. In un altro quartiere molto popolare, quasi totalmente abitato da musulmani, vicino all'ospedale San Louis gestito dalle suore di San Giuseppe dell'Apparizione, alcuni obici hanno fatto qualche giorno fa una decina di morti e più di 70 feriti. 

    Non ne possiamo più e chiediamo incessantemente

    la fine dei combattimenti nella città e dovunque,

    insieme a una maggiore obiettività nelle notizie,

    per semplice rispetto verso tutti questi poveri che soffrono

    (perché si tratta praticamente di famiglie molto modeste,

    se non poveri ed anche miserabili!)

      Contemplative al cuore della violenza            

    «Detto questo, non smettiamo di confidare

    che un giorno la verità trionferà e che il male,

    la menzogna e la corruzione, a qualunque parte appartengano,

    saranno presto sconfitte dalla verità, dalla riconciliazione

    e da veri progetti di pace, per la nostra conversione al Signore.

    Siamo le prime a riconoscere questo bisogno di conversione nel cuore di ciascuna di noi! Ringraziamo per la preghiera affinché tutto ciò che viviamo nell'oscurità della nostra vita nascosta o nella nostra povera testimonianza di contemplative nel pieno cuore della violenza e della guerra, sia vissuto in umiltà, pace e verità. In questomese del Rosario, vi affidiamo tutti e tutte alla protezione materna, tutta tenerezza e misericordia della santa Madre di Dio, e Madre nostra, che ci conduca con il suo esempio e ci ottenga di amare col suo stesso cuore»

    Suore Carmelitane di Aleppo / Traduzione OPS / Redazione QE

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  • Sovversione sociale e nuovo analfabetismo moderno

    Sovversione sociale e nuovo analfabetismo moderno

    Martedì,  Settembre 22th/ 2015    

    – di Pasquale Leone / Sete di Giustizia Lamezia –

    Redazione Quieuropa, Pasquale Leone, oralità, Verità, Comunicazione, Sovversione massonica, Piano Dullas, Deficienza intellettuale, analfabetismo moderno, Meucci, importanza della memoria, leggere e scrivere, la nostra missione, giovani e comunicazione 

    “Dio ha disposto le cose in modo tale che l’uomo impari dall’altro uomo”

    Sovversione sociale e nuovo analfabetismo moderno:

    il ritorno dell’oralità come fenomeno di massa

    Chi sono i soggetti che abbiamo di fronte e con i quali dobbiamo

    condividere il nostro cammino? 

    Da cosa dipende l'apatia indotta dei giovani d'oggi, sui grandi

    temi che annientano le società e le nazioni?

     

    di Pasquale Leone / Sete di Giustizia Lamezia Terme

    Piano Dullas - Analfabeti Moderni

     Il ritorno dell'oralità                                                                                          

    Lamezia Terme – di Pasquale Leone – Noi svolgiamo un’attività di tipo missionario. Siamo dei "mezzi intelligenti", degli strumenti nelle mani di Dio, il Quale “ha disposto le cose in modo tale che l’uomo impari dall’altro uomo” (San Cristoforo). Noi dobbiamo, pertanto, fare quello che Dio vuole: dobbiamo fare la nostra parte, agire e non limitarci ad essere meri spettatori inermi del disastro in atto. Siamo chiamati, quindi, in quanto cristiani, a trasmettere al nostro prossimo la verità tutta intera, e ad essergli grati quando ci ascolta, ossia, quando ci dà la possibilità di fare del bene. I problemi ed i bisogni del nostro prossimo, devono esser per noi una straordinaria occasione per santificare il mondo nel quale viviamo, nonché noi stessi ed, inoltre, costruire qualcosa di buono e di duraturo per le società del futuro. Possiamo, inoltre, con il nostro fare, mostrare a Dio, attraverso l’amore ed il servizio in favore dei fratelli, ed in special modo in favore di quelli più bisognosi, il nostro amore per Lui.

     Gli ignoranti sono per noi l'occasione per fare del bene                             

    I nostri interlocutori sono gli "ignoranti", (es.: sulla questione del debito indotto da moneta-debito; sull'iper immigrazione indotta, sulle politiche e strategie mondialiste in atto, ecc… ) ed il nostro atteggiamento verso questi deve essere come quello dei discepoli di Emmaus: dobbiamo convincerci che quello che ci ascolta è il Signore travestito da ignorante; il Signore che vuole vedere quanto abbiamo appreso, quanto abbiamo imparato da Lui. Gli "ignoranti" nei grandi temi del momento (nascosti dai media di regime asserviti al mondialismo e al sistema bancario) pertanto, sono per noi l’occasione per fare del bene. Noi siamo i trasmettitori di un grande dono che, purtroppo, non viene apprezzato da chi è chiamato ad accoglierlo.

     In nocciolo del problema… l'apatia indotta dei giovani d'oggi                  

    Questo è il nocciolo del problema, o dei problemi dei giovani d’oggi. Il fallimento e l’inutilità di tanti nostri sforzi risiede proprio in questa impossibilità, che hanno i nostri interlocutori, a ricevere, cioè, a fare loro, quanto “noi” abbiamo predisposto per il loro domani, ma anche per il domani di quelli che verranno dopo di loro. Ci siamo qualche volta chiesti perché la stragrande maggioranza dei nostri giovani fa fatica ad ascoltarci? Se così è, allora, cos’è che non va ? Cosa dobbiamo fare per affrontare questo problema che sembra creare non pochi problemi e preoccupazioni fra gli educatori? A questo punto occorre fare una breve esposizione per illustrare i cambiamenti avvenuti in seno alla nostra società, a seguito dell’introduzione dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, che hanno caratterizzato il secolo appena trascorso, lanciando precisi messaggi di disintegrazione e sovversionbe sociale (vedi qui La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte, qui La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte e qui Modello The Ring, Sovversione Satanica e TV – Il Piano Massonico del 53) ben celati ed indorati (Chi ad esempio conosce i termini del piano massonico-sovversivo conosciuto "a pochi" come "Piano Dullas"? (Vedi Video qui GENOCIDIO SOCIALE E NAZIONALE — IL PIANO DULLAS). Per dare un chiaro quadro della situazione, cominciamo, pertanto, ad affrontare l’argomento partendo, anche se in un modo molto sintetico, dalla "preistoria".

    Piano Dullas - Analfabeti Moderni

     L'importanza della voce e della memoria nella comunicazione               

    La voce un tempo era, come noto, unico strumento di comunicazione e la memoria personale era l'unico strumento per ricordare. Vi fu un tempo molto lungo dove l’attività fondamentale delle persone, e di conseguenza delle società, si reggeva sul ricordare, perché non esistevano tecniche atte a conservare tutte quelle conoscenze utili al progresso. Tali società erano perciò caratterizzate fortemente dall’oralità – detta dagli studiosi "primaria" – in quanto veniva usata la voce come unico strumento di comunicazione, e la memoria come unico strumento per ricordare.

     Memoria e sopravvivenza                                                                                 

    Un tale mondo era costretto dalle circostanze a concentrarsi più che sul futuro sul passato, ovvero, sulla conservazione di quella memoria utile alla sua sopravvivenza, piuttosto che alla sua  crescita, ossia al suo progresso. L’uomo, poi, che viveva in una società siffatta, proprio per il motivo che abbiamo appena detto, era costretto ad esercitare ininterrottamente la memoria, possedeva una forte coscienza di se, nonché aveva un forte senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunità con una propria visione del mondo e sapeva quello che voleva. Qua, un pensiero va rivolto ad Enea, che fugge da Troia portandosi dietro il vecchio padre (Anchise) sulle spalle, simbolo e contenitore di quel passato che non va dimenticato, ossia, di quel passato che non deve passare. La mente venne cosi liberata per un’altra attività: non più quella imbarazzante del ricordare ma quella meno gravosa e più confortante del pensare, ossia del ragionare. Le prime registrazioni del passato furono le iscrizioni che i sovrani dell’antico Oriente fecero incidere su importanti monumenti o su apposite stele. Poi, intorno all’800 a.c., venne inventato l’alfabeto greco, ossia un nuovo modo, più semplice e di più facile accesso per molti, di trasmettere il ricordo. Da questo momento in poi si può parlare di scrittura nel senso corrente del termine, nonché di uomo alfabetizzato. Questo nuovo modello di uomo, sgravato ormai dalla paura che qualcosa potesse andare dimenticata per sempre, si presenta, rispetto a quello che lo ha preceduto, molto più sereno e con un forte senso critico, in quanto sa che può, d’ora in avanti, con tutta tranquillità, dedicarsi a quell’attività, di certo molto meno gravosa, e più redditizia della precedente: quella del pensare, ossia del ragionare.

     Oralità alla ribalta: il parlato come fenomeno di cultura sociale             

    Nel 1857 Antonio Meucci costruì il primo apparecchio elettrico col quale trasmettere la voce umana a distanza. Poi venne inventato il cinema e, nel secondo decennio del secolo scorso, la radio, alla quale poi seguì la televisione, e successivamente tutti quei mezzi di comunicazione che oggi caratterizzano la nostra società. E’ proprio con il cinema, la radio, il piccolo schermo, eccetera, che l’oralità torna alla ribalta. Ritorna così il parlato come fenomeno di cultura sociale: nasce una  nuova società, la nostra, che ha in questo ritorno dell’oralità, definita dagli esperti di settore "secondaria" (proprio per distinguerla da quella precedente, o primaria, di cui noi abbiamo già detto sopra) la sua caratteristica ed originalità, nonché, un nuovo soggetto umano, che è quello con il quale abbiamo a che fare tutti i giorni, “un soggetto che non sa né leggere né scrivere”, ovvero, “un soggetto che legge e scrive poco, anzi pochissimo, che riflette sempre meno e che è portato ad ascoltare ed a parlare soltanto”.

    Piano Dullas - Analfabeti Moderni

     Trasformare “l’udente ed il vedente” di oggi in lettore                              

    Un soggetto siffatto (portato ad ascoltare ed a parlare soltanto) é un soggetto che non riflette sufficientemente, nonché un soggetto che si preclude la formazione di una memoria storica che lo ancori a quel passato che non deve passare, ossia a quel passato che deve restare sempre presente; egli è, detto in altri termini,  un “analfabeta moderno”.

     Analfabeta moderno                                                                                          

    Analfabetismo, infatti, non vuol dire solamente non saper leggere, scrivere, fare il conto e parlare bene, cosa già grave di per se, perché preclude ogni forma di comunione con gli altri. L’analfabetismo dilagante oggi è ben più grave di questo, perché è capace di generare altre forme di analfabetismo, come quello professionale, che produce disoccupazione, fame, povertà e criminalità; quello igienico-sanitario, che produce malattie e morte; quello sociale, che rende l’analfabeta oggetto e soggetto delle più disumane ingiustizie; quello religioso, poi, fonte di superstizioni, alcune delle quali molto pericolose per la salute fisica e psichica delle persone (come l’astrologia, lo spiritismo, la magia, il settarismo, l'apostasia reale, ecc.); ed infine quello politico, per cui, non comprendendo più nulla della vita del proprio Paese, si delegano persone incapaci, inaffidabili ed arroganti, alla guida di questo, o si accetta che altri ce le impomngano dall'alto, senza batter ciglio (Vedi Monti, Letta e Renzi). Ciò però non ci deve demoralizzare, non ci deve avvilire, anzi, ci deve indurre sempre più alla mobilitazione, portando ad affinare le nostre potenzialità e le nostre conoscenze, per affrontare la sfida del nuovo secolo: quella educativa.

     A cosa siamo chiamati?                                                                                    

    Compito nostro, e di quanti sperano che una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio sia ancora possibile, prima di testimoniare ed annunciare la verità, insita nella nostra missione di educatori, è quello di trasformare “l’udente ed il vedente” di oggi in un lettore, e quindi in uno che esercita il ragionamento. Siamo pertanto chiamati a ricreare nel nostro interlocutore l’equilibrio fra la  riflessione, la memoria e la parola, altrimenti tutti i nostri sforzi saranno poco costruttivi, ovvero, saranno destinati a naufragare già in partenza.

    Pasquale Leone – Sete di Giustizia Lamezia (Copyright © 2015 Qui Europa)

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    GENOCIDIO SOCIALE E NAZIONALE — IL PIANO DULLAS

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    Maggio, Mercoledì 21st/ 2014

    – di Sergio Basile e Padre Antoni Carol Hostench –

    Ezra Loomis Pound, Redazione Qui Europa, Sergio Basile, Padre Carol Hostench, Vangelo, Gesù, la società odierna è debole ed apparentemente indifesa,  disonesto, cricche ed il tornacontismo personale,  il diavolo è colui che separa in funzione della sua disonestà, pura ed irrealizzabile utopia, Spirito Santo, La Verità che fa paura al mondo globalizzato e dissacrante, Il tesoro di una Nazione è la sua onestà, non devono abbattersi né demoralizzarsi di fronte all’odio del mondo, Corpo Mistico di Cristo, Sant’ Ignazio di Antiochia, Testo del Vangelo, Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla, onestà, unità, forza, verità, armi contro il sistema mondialista 

    La Vera Ricchezza di una Nazione 

    Ezra Pound – "Il Tesoro di una Nazione è la sua onestà".

    L'onestà richiede una imprescindibile rinascita spirituale:

    questa è la Verità che fa paura al mondo globalizzato

    e dissacrante. Gesù ce lo insegna nella parabola

    della vite vera e dei tralci

     

    di Sergio Basile e Padre Carol Hostench

    Il vero tesoro di una nazione è la sua onestà - Ezra Pound

     Qual è la Ricchezza di una Nazione?                                                                   

    Catanzaro, Barcellona – di Sergio Basile e Padre Carol Hostench  – Perchè la società odierna è debole ed apparentemente indifesa contro lo strapotere mondialista? Perchè appare come impotente dinanzi agli attacchi quotidiani di forze oscure che puntano a distruggere l'uomo, la sua anima e l'intera società, mediante attacchi alla sacralità della vita, alla famiglia e mediante guerre indotte e debiti fittizi?  Le risposte a questi fondamentali interrogativi la possiamo trovare nel Vangelo di oggi. Ma prima una doverosa premessa.

     Il paradigma dell'ingannatore                                                                                

    Francamente pensiamo che la parola "forza" non sia collegata alla parola "violenza" o "guerra", piuttosto riteniamo che essa faccia eco alla parola "unità" (come dice l'antico proverbio: "l'unità fa la forza!") ma anche, indissolubilmente, alla parola carità: a ricordarcelo è lo stesso Gesù sulla Croce. Ma – per contro – notiamo come la parola unità faccia inevitabilmente eco alla parola "onestà". Non ci credete? Vediamo! Il disonesto, da che mondo è mondo, non crea comunione universale, ma divide. Egli cerca le cricche ed il tornacontismo personale (magari travestendosi da angelo di luce, per essere più credibile e non destare sospetti) più che l'apertura al prossimo nella ricerca del bene comune. D'altronde lo stesso significato etimologico della parola "diavolo" non lascia dubbi sulla biunivoca corrispondenza tra i concetti di "disonestà", "malvagità" e "separazione". Il diavolo – fin dal libro della Genesi – nelle Sacre Scritture è indicato come l'ingannatore, l'accusatore per antonomasia. Il termine "diavolo" deriva dal latino tardo "diabŏlus", traduzione del termine greco "diábolos" ("colui che divide", ma anche "calunniatore" e "accusatore"). Il termine derivato dal greco è composto, infatti, dalle parole  dia ("attraverso") e bàllo (getto, metto, caccio attraverso, trafiggo, calunnio). Per estensione, quindi, il diavolo è colui che separa in funzione della sua disonestà, della sua malafede, del suo essere ingannevole.

     La dimensione del fallimento                                                                                

    Ecco perchè – specularmente – possiamo sostenere che senza onestà l'uomo è destinato a perdere e ad essere separato, ghettizzato e schiavo. Essenziale, dunque, per lottare questo sistema marcio, è una rinascita spirituale ed individuale dell'essere. Non si può essere malvagi, ingannatori e sperare di unire la società tutta in una comune vittoria verso questo sistema usurocratico e disumano. Sarebbe una macroscopica contraddizione in termini. Perciò chi non dice la verità (si pensi alle bugie dei nostri politici sul debito pubblico e la "crisi") non può mirare all'unità ed alla vittoria. Detta in altri termini: è destinato a fallire! E solo una questione di tempo… Ma di tempo, oggi, ne è rimasto davvero poco, in tutti i sensi!

    Il vero tesoro di una nazione è la sua onestà - Ezra Pound

     Il Tesoro di una Nazione è la sua Onestà                                                           

    Il grande poeta statunitense Ezra Loomis Pound lo aveva capito benissimo, ecco perchè sosteneva che "Il tesoro di una Nazione fosse la sua onestà". Ma per essere onesti, come visto, è necessaria una rinascita spirituale e l'unità spirituale con il nostro Creatore. Tralasciando la dimensione spirituale e trascendentale della lotta (vedi qui – Lo spartiacque esistenziale – Ecco cosa vuol dire essere auritiani oggi) la vittoria contro questo sistema del male diviene pura ed irrealizzabile utopia. Lo comprendiamo ancor meglio nel Vangelo di oggi, che ci presenta Gesù circondato dagli Apostoli, in un clima di speciale intimità (unità per l'appunto).

     L'Ultimo Testamento di Gesù                                                                                

    Egli confida loro quelle che potremmo considerare come le ultime raccomandazioni: ciò che si dice all’ultimo momento, nell’istante del congedo, e che ha una forza speciale, come se si trattasse di un ultimo testamento. Ce li immaginiamo nel cenacolo. Lì Gesù ha lavato loro i piedi, gli ha ripetuto che deve andarsene, gli ha tramesso il comandamento dell’amore fraterno e li ha consolati con il dono dell’Eucaristia e la promessa dello Spirito Santo (cf. Gv 14). Immersi nel quindicesimo capitolo di questo Vangelo, troviamo ora l’esortazione all’unità nella carità. Infatti altro tassello fondamentale e mancante affinché possa realizzarsi la verà unità spirituale che porta al bene comune, nella società odierna distrutta dall'usurocrazia (ma prim'amcora dalla disonestà e dalla povertà spirituale) è la carità.

     La Promessa di Gesù                                                                                                 

    Il Signore non nasconde ai discepoli i pericoli e le difficoltà che dovranno affrontare nel futuro: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15,20). Però loro non devono abbattersi né demoralizzarsi di fronte all’odio del mondo: Gesù rinnova la promessa dell’invio del Difensore, garantisce loro l’assistenza in tutto ciò che essi chiederanno e, finalmente, il Signore prega il Padre per loro – cioè per tutti noi – durante la sua preghiera sacerdotale (cf. Gv 17).

    Il vero tesoro di una nazione è la sua onestà - Ezra Pound

      "Senza di me non potete far nulla!"                                                                    

    Il nostro pericolo non viene soltanto dall’esterno: la peggior minaccia, spesso e volentieri (dunque) può sorgere da noi stessi, dalla seduzione del denaro e del potere; dal venir meno dell’amore fraterno fra i membri del Corpo Mistico di Cristo e dal venir meno dell’unità con la Testa di questo Corpo. La raccomandazione è chiara: «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Le prime generazioni di cristiani conservarono una coscienza molto fervente alla necessità di rimanere uniti per la carità. Oggi, evidentemente, sta a noi svegliarci da questo mortale intorpidimento generale, ed invertire la rotta, per partecipare lieti alla salubre e prospera vendemmia finale. Ecco la testimonianza di un Padre della Chiesa, Sant’ Ignazio di Antiochia: «Correte tutti insieme verso un solo tempio di Dio, come a un solo altare, a un solo Cristo che procede da un solo Padre». Ed ecco anche l’indicazione di Maria, Madre dei cristiani: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Ricordaimo che in questo episodio evangelico, dedicato alle "Nozze di Cana", Gesù – in seguito alla fedeltà ed all'obbedienza dei commensali – trasforma l'acqua in vino… Cioè ridona vita ed allegria, là dove c'era la morte e lo scoraggiamento.

     La Verità che fa paura al mondo globalizzato e dissacrante                       

    Il mondo globalizzato ed occidentalizzato di oggi, dissacrante e blasfemo, ha nascosto questa grande verità (vedi qui – L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame). Ha nascosto la dimensione dell'anima: il vero oggetto del contendere di questa atavica lotta tra bene e male, oggi giunta – evidentemente – agli stadi finali. Sta a noi, dunque, cogliere i segni dei tempi ed agire di conseguenza. Agire per il bene, la verità, l'unità ed il bene comune. "La vera ricchezza di una nazione – ribadiamo, rifacendoci al grande Ezra Pound – è la sua onestà!" Non il Pil… il denaro sporco di sangue o frutto di inganno e menzogne.

     Io sono la Vite vera, voi i Tralci… Chi rimane in Me porta frutto            

    Testo del Vangelo (Gv 15,1-8): In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

    di Sergio Basile e Padre Carol Hostench

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  • Morire per la Nazione e per il Prossimo

    Morire per la Nazione e per il Prossimo

    Sabato, Aprile 12th/ 2014

    – di Sergio Basile e Rev. Xavier Romero – 

    Qui Europa, Vangelo, V Sabato di Quaresima, morire per la nazione e per il prossimo, il senso della Pasqua, felice colpa, verità, tutto è provvisorio solo Dio è eterno, Rev. Xavier Romero, Lleida – Spagna 

    Morire per la Nazione e per il Prossimo

    Nel tempo dell'inganno globale, dire la verità mettendosi

    in gioco è il gesto più rivoluzionario

    Il carrierismo degli uomini di potere oggi è un freno

    immorale e perverso da rimuovere senza esitazioni…

     

    di S.B. / Redazione Qui Europa

    ideologia del carrierismo - morire per la nazione

     Morire per la Nazione                                                                                               
     

    Catanzaro, Lleida – Il Vangelo odierno ci apre al "mistero rivelato" della Santa Pasqua, spiegandoci che il sacrificio di Gesù e il dolore furono necessari a donare agli uomini una nuova e straordinaria consapevolezza: la morte e la menzogna sono stati vinti allora come oggi. Per questo perfino il peccato originale nel preconio pasquale è indicato con la curiosa e per certi versi paradossale espressione"felice colpa". Colpa, errore, peccato, linea storta, attraverso la quale Dio ci insegna il valore del sacrificio per il Prossimo (la forma più alta di amore che possa esistere) ed a metterci in gioco ogni giorno affinché la verità, malgrado gli scoraggiamenti quotidiani e gli errori, possa trionfare. Ma la prova più grande spesso e volentieri non può prescindere dal mettere in gioco tutto quello che si ha: compresa la stessa vita. Ciò nella consapevolezza (dice San Paolo nella Lettera ai Romani Cap. 8,18-25) “che le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi".

     Nel tempo dell'Inganno e del Grande Tradimento                                         

    Oggi, nel tempo dell'inganno globale e del grande tradimento che gli uomini di potere e responsabilità, in gran numero – e uniti da una diabolica e spavalda intesa – stanno perpetrando ai danni dei popoli (ai danni dei figli di Dio)  il gesto più grande e nobile dinanzi a Dio e ai fratelli è quello di dire la Verità. La verità è spesso scomoda, ma necessaria… Verità su quel che accade intorno a noi (crisi-truffa, debiti fittizi, imbrogli finanziari, cultura del genocidio, persecuzioni, distruzione della famiglia e del creato) a rischio di mettere in ballo – o da parte – la carriera, il posto, le sicurezze acquisite…. tutto è provvisorio, solo Dio è eterno. Siamo dunque chiamati a morire ogni giorno… anche ad esporci a critiche e sarcasmi vari, senza per questo indietreggiare di un passo. La Pasqua di ciascuno prefigura una Risurrezione eterna e un grande riscatto. Lo steso non si potrà dire per i traditori dei popoli e di Dio. Lo stesso non si potrà dire per i corrotti che neppure la Misericordia di Dio potrà riscattare, come ha ribadito Papa Francesco durante l'omelia nella recente Messa celebrata dinanzi ai politici italiani (vedi qui – L’Umiltà è la Verità: questioni di Coscienza ). "Dio perdona i peccatori, non i corrotti" (aggiungiamo: laici o clericali che siano!) che scelgono fino alla fine e consapevolmente uno stile di vita ed una ideologia contraria allo stesso Vangelo, innalzandola a religione.

     La consapevolezza della corruzione                                                                     

    Consapevolezza che emerse chiaramente anche dalla prefazione al libro di Mons. Michel Schooyans, "Nuovo Disordine mondiale", sritta di proprio pugno dall'allora cardinal Ratzinger (1997), nella quale quello che sarebbe divenuto il successore di Giovanni Paolo II sul soglio pontificio, mise in guardia dal credo laicista e dissacrante del "Nuovo Ordine Mondiale" e dalle sue tentazioni (carrierismi compresi) denunciando senza peli sulla lingua le false dottrine liberalcapitalistiche e socialcomuniste, riconducibili a falsi profeti come Adam Smith e Karl Marx. Due facce della stessa medaglia che hanno portato all'attuale modello piramidale su scala mondiale dove non c'è spazio né per i poveri, né per i deboli, né per la Verità.

    S.B. Redazione Qui Europa

     

    Commento al Vangelo

    del Rev. Xavier Romero, Lleida – Spagna

    ideologia del carrierismo - morire per la nazione

     Morire per la nazione e per riunire i figli di Dio che erano dispersi          

    Lleida – Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi – Oggi, in cammino verso Gerusalemme, Gesù sa di essere perseguitato, vigilato, sentenziato, perché quanto più grande e inedita è stata la Sua rivelazione – l’annuncio del Regno – più ampia e più chiara è stata la divisione e l’opposizione che ha trovato fra gli ascoltatori (cf.Gv 11,45-46). Le parole negative di Caifa, «E’ conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo e non vada in rovina la nazione intera!» (Gv 11,50), Gesù le assumerà positivamente per il compimento della nostra redenzione. Gesù, il Figlio Unigenito di Dio, sulla Croce muore per amore a tutti noi! Muore per realizzare il progetto del Padre, cioè «riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11,52). Ed è questa la meraviglia e la creatività del nostro Dio! Caifa, con la sua sentenza («E’ conveniente per voi che un solo uomo muoia…») non fa altro che, per odio, eliminare un idealista; invece, Dio Padre, all’inviare Suo Figlio, per amore verso di noi, fa qualcosa di meraviglioso: trasforma quella sentenza malevola in un atto d’amore redentore, perché per Iddio Padre, ogni uomo ha il valore di tutto il sangue sparso da Gesù Cristo!

     Felice colpa che meritò un così grande Redentore                                        

    Tra una settimana – nella solenne vigilia pasquale – canteremo il `Preconio Pasquale´ Attraverso questa meravigliosa preghiera, la Chiesa paradossalmente "elogia" il peccato originale (lo chiama "felice colpa"). E non lo fa perché ignori la sua gravità, ma perché Dio – nella Sua bontà infinita – ha realizzato `prodigi´ come risposta al peccato dell’uomo. Vuol dire che, di fronte al “dolore originale”, Lui ha risposto con l’Incarnazione, con l’immolazione personale e con l’istituzione dell’Eucaristia. Perciò la liturgia, il prossimo sabato canterà: «Che meraviglioso beneficio del tuo amore per noi! Che incomparabile tenerezza e carità! Oh felice colpa che ci fece meritare un sì grande Redentore!». Voglia il Cielo che i nostri pensieri, parole e azioni, non siano di impedimento per l'evangelizzazione, giacché da Cristo abbiamo ricevuto anche noi la missione di riunire i figli di Dio dispersi: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19).

    Don Xavier Romero (Lleida,Spagna) / Redazione Qui Europa

     

    Testo del Vangelo della V settimana di Quaresima

    ideologia del carrierismo - morire per la nazione

     "Se lo lasciamo continuare così tutti crederanno il Lui…."                          

    Testo del Vangelo (Gv 11,45-56): «In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, (ossia la risurrezione di Làzzaro – vedi qui alzati e Cammina )  credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». (Gv 11,45-56)

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    Domenica, Marzo 30th/ 2014 – di Reverendo Joan Mateo e Sergio Basile – Roma, Reverendo Joan Ant. Mateo i Garcia, Lleida, Spagna, l'Europa dei ciechi, farisei, truffa del debito pubblico, Dottrina sociale della chiesa, OGM, delegittimazione della dottrina sociale della Chiesa, uomo cieco dalla nascita, Sant'Agostino, San Leone Magno, non c'è niente di più miserabile che la felicità di coloro che peccano, […]

    L’Importanza di Sentirsi in Missione e le Vere Rivoluzioni

    L’Importanza di Sentirsi in Missione e le Vere Rivoluzioni

    Lunedì, Ottobre 28th/ 2013 – di Padre Piotr Anzulewicz –  Italia, Padre Piotr Anzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, Centro Culturale San Francesco, San Giusa Tadeo, Missione, Controrivoluzione dello Spirito, Simone lo zelota, Santa Brigida di Svezia, Giuda il traditore, Non siamo apostoli per la nostra volontà, Papa Francesco, Famiglie, San Pietro  L'Importanza di Sentirsi in Missione e le vere rivoluzioni: l'emblematico caso di Simone  […]

    La Lotta Contro il Male – L’Alleato Fedele, la Preghiera, la Memoria

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    Lunedì, Ottobre 21th/ 2013 – di Padre Piotr Panzulewicz –   Italia, Padre Piotr Panzulewicz, Catanzaro, Città del vaticano, Proteste Antiausterity, Roma, Paura, Lotta tra bene e male, Figli delle Tenebre, Figli della Luce, Papa Francesco, Spirito Santo, Angelus, Strage di Cristiani in Siria, La nostra arma è la preghiera, Importanza della Memoria, La Grazia della […]

     

  • Moneta Debito – Complicazione e Verità

    Moneta Debito – Complicazione e Verità

    Sabato,  Dicembre 28th/ 2013

    – di Nicola Arena –

    Roma, Venezia, Debito Pubblico, Nicola Arena, Moneta Debito, Economia, Inganno, Mente umana, frustrazione, Verità, Relativismo, Usurocrazia 

    Moneta Debito – Complicazione e Verità

    Per chi opera nell'inganno ogni verità viene sviluppata

    in termini difficilmente comprensibili

    Come il relativismo confonde e svuota il senso oggettivo

    della verità

     

     di Nicola Arena

    Relativismo e Inganno

     Moneta Debito – Complicazione e verità                                                            

    Roma, Venezia –  L’economia è una scienza complessa come quasi tutte le scienze, ma come mai la si espone anche in un modo volutamente complicato e non comprensibile alla maggior parte delle persone? Questa è una domanda che ha nella sua struttura una risposta ovvia: tutte le volte che una materia o un argomento complesso non vengono semplificati è perché all’origine nasce l’esigenza di un occultamento della verità. Una verità che sarebbe scomoda per chi dovesse esporsi alla critica e al consenso della pubblica opinione. Dove poi si nascondono interessi economici è assolutamente vietato far conoscere la verità, come quella della MONETA DEBITO.

     L'Arte dell'Inganno Sistematico                                                                            

    Dal punto di vista meramente logico si potrebbe pensare che, per chi opera nell’inganno, ogni verità, o presunta tale, debba quindi essere sviluppata in termini difficilmente comprensibili alla grande massa di persone, onde poter meglio svincolarsi da un’attenta ed obiettiva critica. Questo linguaggio appare sempre più presente, non solo nella politica, ma anche nelle normali conversazioni quotidiane. Infatti notiamo come il nascere sempre frequente di nuove denominazioni stia modificando le parole in italiano. Ciò spesso e volentieri usando dei termini derivanti da lingue straniere (es.: spread, rating, ecc..). Queste sostituzioni apparentemente innocue, hanno svuotato il valore posseduto un tempo. Osservando i cambiamenti in campo professionale,  alcune figure lavorative hanno finito per perdere i connotati specifici che le contraddistingueva, finendo così per perdere anche il proprio valore, essendo di fatto omogeneizzate a categorie sconosciute alle abitudini della gente e quindi riconosciute come non familiari. La mente umana ha una velocità di adeguamento ai fattori esterni proporzionale alle effettive esigenze di vita. Quando le mode e le richieste di cambiamento provenienti dalla società mutano, accelerando di fatto i tempi, le nostre menti fanno fatica a rincorrerle, creando una sorta di refrattarietà e di fatica a comprendere i mutamenti sociali e quindi,a volte, di frustrazione.

    Relativismo e Inganno

     Si potrà distinguere il bene dal male                                                                    

    Dal momento in cui le menti si libereranno di alcuni vincoli ovvero di cornici create ad arte da abili manipolatori, si potrà distinguere il bene dal male. Si capirà che non si possono cambiare i fatti semplicemente cambiando le parole. Oggi il sapere assume di fronte la sfida sociale un’importanza relativa in quanto il relativismo confonde e svuota il senso oggettivo della verità. Ognuno quindi possiede la sua fetta di verità e quindi si sente legittimato a imporla agli altri, creando così incomprensioni e odio mascherati però da falso perbenismo, portando ad un isolamento, culturale e fisico, che ostacola la ricerca della vera verità.

     Natale – Un'occasione per accedere un faro sulla verità                               

    Ma qual è la verità delle cose? Come facciamo a scoprirla? Sembrano domande difficili alle quali si dovrebbe rispondere usando concetti filosofici complessi e complicati, ma per rimanere in tema possiamo affermare con molta SEMPLICITA’ che: la verità ci è stata presentata nella sua interezza 2000 anni fa da Gesù Cristo e ciò che si discosta dalle sue regole è falsità. 

    di Nicola Arena  (Copyright © 2013 Qui Europa)

     

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     Articoli in Allegato                                                                                                                   

    Il Vero Significato della Moneta: lo Schiavo è chi non lo comprende!

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    Lunedì,  Novembre 25th/ 2013 – di Nicola Arena: Rubrica: Sete di Sovranità e Giustizia  – Proprietà Popolare della Moneta, Sovranità Monetaria, Nicola Arena, Sete di Giustizia, Moneta, Giacinto Auriti, Valore della Moneta, Sistemi Ponderali, Valore delle Convenzioni, lunghezza, Proprietà e benessere, Ezra Pound, Politici camerieri dei banchieri  Il Vero Significato della Moneta: lo Schiavo è chi non […]

    Europia e la Straordinaria Scoperta del Valore del Tempo

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    Mercoledì, Novembre 6th/ 2013 – di Nicola Arena –  Italia, Giacinto Auriti, Europia, Unione Europea, Nicola Arena, Non esiste debito pubblico, Signoraggio, Debito Pubblico, Benessere della popolazione, Ricchezza reale, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, La Vita del prossimo è ricchezza reale, Ogni uomo è l'espressione vivente del tempo, la vita non appartiene allo stato, […]

    Grillo e la sua Inconsistente proposta di “Reddito Minimo di Cittadinanza”

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    Giovedì,  Novembre 14th/ 2013 – di Cosimo Massaro – Cosimo Massaro, Giacinto Auriti, Movimento 5 Stelle, Reddito di Cittadinanza, Beppe Grillo, Debito Pubblico, Proprietà Popolare della Moneta, Sovranità Monetaria Grillo e il suo illusorio Reddito di Cittadinanza Il M5S e la sua illusoria proposta di legge sul reddito di cittadinanza In realtà senza sovranità monetaria non cambia nulla. […]

    Una Pedagogia Rivoluzionaria: da Debitori a Dispensatori di Credito

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    Venerdì,  Novembre 8th/ 2013 – di Padre Piotr Anzulewicz  e Sergio Basile – Italia, Catanzaro, Padre Piotr Anzulewicz, Catanzaro Lido, Sacro Cuore, Papa Francesco, Gratuità, Figli del mondo, Mondialsmo, Figli della luce, Disonestà è dimenticare la grazia, In Dio non vi sono crisi finanziarie, Da Debitori a Dispensatori di credito, Debitore nei confronti di Dio, Ogni atto di […]

    Contraccambio e Logica della Gratuità – Da Zaccheo al Modello Auriti

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    Lunedì, Novembre 4th/ 2013  – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile – Catanzaro, Proprietà Popolare della Moneta, Padre Piotr Panzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, Catanzaro Lido, Nel segno della Gratuità, Vangelo, Giacinto Auriti, San Carlo Borromeo, San Francesco d'Assisi, Zaccheo, Juan de la Cruz, Cantico delle Creature, Gratuità e tornacontismo, Usciamo dai calcoli, Generosità e Amicizia  Contraccambio […]

    La Fine dell’Era della Grande Usura – La Proprietà Popolare della Moneta

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    Sabato, Novembre 2nd/ 2013  – di Nicola Arena, Venezia – Rubrica: Sete di Sovranità e Giustizia – Giacinto Auriti,  Sete di Sovranità e Giustizia, Nicola Arena, Venezia, Bretton Wood, Falso in Bilancio, Moneta Debito, BCE, Banca, Valore indotto della moneta, Fine dell'Era della grande usura, lincoln, Valore frutto di una elaborazione mentale, Falsa verità oggettiva […]

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    Giovedì, Ottobre 3rd/ 2013  – di Gerardo Campagna – Sete di Giustizia – e Sergio Basile – Italia, Aumento Iva, Gerardo Campagna, Sete di Giustizia, Sergio Basile, Debito Pubblico, Rapporto Debito/Pil, Eurozona, Limiti del Consumismo, Parlamento, Gioco delle parti, Soviet, Ue, Eurss, Barroso, Movimento 5 Stelle, Casta Partitica filo-europeista, BCE, Opere pubbliche e interessi sul debito  Il Vero Volto […]

    Rubrica – Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

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    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 – di  Gerardo Campagna – Rubrica, Sete di Giustizia e Sovranità – Giacinto Auriti, Sete di Giustizia, Sovranità monetaria, Le Tre tentazioni di Satana, Deserto, Gesù Cristo, Satana, Moneta Debito, Commonwealth, Imperialismo, Dominio Globale, Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”, Svizzera, Eucarestia, Sostituzione della religione col potere politico, […]

    Barter Trading, il Sistema del Baratto tra Imprese – Opportunità, Limiti e Retroscena (Indigenti e Target2)

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    Mercoledì, Luglio 24th/ 2013 – di  Elena Valente e Sergio Basile – Italia, Roma, Torino,  Barter Tour ed Economia del baratto, Via secondaria, Decreto del Fare, rilancio economico, proprietà popolare della moneta, Auriti, banchieri privati, nuovo mercato economico, baratto fra imprese,  barter, corporate barter, barter trading, scambio multilaterale di beni o servizi in compensazione, circuiti di baratto fra aziende, Wir Bank, , crisi […]

    La Moneta è del Popolo! Ecco i Limiti della MMT – Proprietari o Debitori? Schiavi o Liberi?

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    Lunedì, Luglio 22nd/ 2013 – Maria Bianchi, Sergio Basile – Giacinto Autiri, Il Sistema della Moneta Debito, Deriva Liberista, L'Inganno del Secolo, Modern Money Theory, MMT, Barnard e Mosler, Keynes, Proprietari o Debitori, Schiavi o Liberi, Schiavitù del Signoraggio, Teorie Auritiane, La proprietà della Moneta, FMI, Bretton Woods, Stato e magheggi finanziari, FMI, Banca Mondiale, Washington, […]

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti. Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti.  Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Martedì, Luglio 9th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti – Seconda Parte   – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, La moneta deve nascere a titolo originario, San Francesco d'Assisi, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Dottrina sociale della Chiesa, Lettera Aperta ai Vescovi, giustizia, Cattolici, Sete […]

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    Sabato, Giugno 22nd/ 2013   – di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Tavola Rotonda di L'Aquila, Padre Quirino Salomone, Redazione www.quieuropa.it, Settimanale, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Canale You Tube, Daniele di Luciano, www.losai.eu, www.setedigiustizia.org, Preghiera per la Conversione, Sistema truffaldino, Sete di Giustizia  La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare […]

    L’Italia e l’Ora della Sovranità Monetaria: si riparte da L’Aquila

    L’Italia e l’Ora della Sovranità Monetaria: si riparte da L’Aquila

    Martedì, Giugno 18th/2013 – di Sergio Basile –  L'Aquila, Abbruzzo, Italia, Sovranità Monetaria, Quieuropa.it, Losai.eu, Usura legalizzata, Euro, Lira, Sovranità Monetaria, Sovranità Finanziaria, uinta Colonna, Rating, Sistema Target2, Proposta di Nantes, Moneta Complementare, Suicidi in Italia, Sergio Basile, Padre Quirino Salomone, Daniele Di Luciano, Rocco Carbone, Cosimo Massaro, La Moneta di Satana, Decreto Carli-Amato, Divorzio […]

    Inganno Monetario – Al Via la Settimana Antiusura. I Convegni di Bologna, Pescara e Catanzaro

    Inganno Monetario – Al Via la Settimana Antiusura. I Convegni di Bologna, Pescara e Catanzaro

    Sabato, Maggio 11th/ 2013 – di Andrea Gurioli e Sergio Basile  – Bologna, Associazione Impegno Civico, Giovanni Lazzaretti, Normanno Malaguti, Alessandra Nucci, Andrea Gurioli, Settimana antiusura, Giacinto Autiri, Usura Internazionale, Massoneria, Poteri Forti, Moneta Debito, Sottomissione dei Popoli, Moneta di Satana, Qui Europa, Sergio Basile, Signoraggio, Pescara, Catanzaro, Signoraggio, Nascita della Banca d'Inghilterra, Settimana Anti […]

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Rubrica – Conoscere Giacinto Auriti: Digressioni su “Il Paese dell’Utopia”

    Venerdì,  Marzo 29th/ 2013  – Rubrica: Conoscere Giacinto Auriti, di Sergio Basile – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale, Europa, Italia, Crisi, Economia, Banche, Signoraggio bancario, Truffa, Falso […]

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Signoraggio Bancario – Dopo Auriti il Buio: Il Silenzio della Politica e dei Falsi Profeti

    Mercoledì, 16th Gennaio / 2013 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Italia / Crisi / Economia / Banche / Signoraggio bancario / Truffa / Falso in bilancio / Banca d'Italia / Elezioni politiche / Mes / Fiscal Compact / Movimento 5 stelle / Moneta / Euro / Beppe Grillo / Giacinto Auriti / […]

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Euro, Signoraggio e Bankitalia – Ammissione di una Truffa

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – Redazione "Qui Europa" e "Associazione Culturale la Torre" – Signoraggio Bancario, Italia, Roma, Bankitalia, Banca d'Italia, Debiti Fittizi, Francoforte, bruxelles, Banca Centrale Europea, Ammissione di una truffa, Associazione Culturale la Torre, Redazione  Qui Europa, Truffa bancaria, Cipro, Caso Norvegia, Schiavi di un Debito illegale  Euro, Signoraggio e Bankitalia. Ammissione di una truffa – […]

    Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

    Rubrica – Riconquistiamo la Sovranità Monetaria per uscire dalla Crisi-truffa

    Lunedì, Luglio 8th/ 2013   – Riconquistiamo la Sovranità Popolare della Moneta, di Cosimo Massaro –    Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Banca d'Italia, BCE, Moneta Debito, Interessi da usura, Moneta Debito, La Caduta dell'Ultimo Impero, Schiavi di un Debito Inestinguibile, Antonio Fazio, Carlo Azeglio Ciampi, Induzione al suicidio, […]

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

    Giovedì, Luglio 4th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti –    – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Attualità della Dottrina sociale della Chiesa, Dignità Giuridica, Diritto di Pretendere, Alcide De Gasperi, Giorgio la Malfa, Einaudi, Democrazia Cristiana, Bretton Woods, Giustizia […]

    La Cena Sospetta e i Conti Impagabili. Tra 10 anni dell’Italia non rimarrà nulla

    La Cena Sospetta e i Conti Impagabili. Tra 10 anni dell’Italia non rimarrà nulla

    Giovedì,  Ottobre 24th/ 2013 – Speciale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Letta, manovra finanziaria, Tasi e Tari, Unirec, debiti non pagati, agenzie di recupero crediti, Roberto Orsi, London School of Economics and Political Science, Berlusconi, Monti, Letta, IVA, Mediobanca Securities, UniCredit, Mps, Grecia, Cipro, La cena sospetta, Mario Draghi, Eugenio Scalfari, Enrico Letta, Giorgio Napolitano, Laura Boldrini, Britannia 2, Stato di […]

    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

    Martedì, Ottobre 15th/ 2012 – di Sergio Basile –  Imu, Tares, Trise, Ue, Italia, crisi eurozona, MES, Evasione Fiscale, San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Morale cattolica, Padri della Chiesa, Debito illegale, Legge iniqua, Tasse giuste e tasse ingiuste, Moralisti, Gesuiti, Mammona, Gesù Cristo, Nuovo Ordine Mondiale, Resistenza, Rerum Novarum, Ergastolo domestico, Ergastolo, Padre Andrea Oddone, Papa Leone XIII, Corruptio Legis,  Speculazione bancaria, Diktat dei mercati, Stato di polizia, Tirannide, Risvaglio, Resurrezione, Sergio Basile, Qui Europa  Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche […]

    Non solo Soldi ed Economia – Gratuità, Riconoscenza, Proprietà Popolare della Moneta

    Non solo Soldi ed Economia – Gratuità, Riconoscenza, Proprietà Popolare della Moneta

    Giovedì, Settembre 12th/ 2013 – di Padre Piotr Panzulewicz e Sergio Basile –   Roma, Italia, Proprietà Popolare della Moneta, Padre Piotr Panzulewicz, Sacro Cuore Catanzaro, Catanzaro Lido, Nel segno della Gratuità, Prima Manifestazione nazionale contro l'Usurocrazia e la criminalità Economica Finanziaria e Giudiziaria, Mignon de Monfort, Pagninus, San Bonaventura, Santa Brigida, San Paolo, Penitenza, Eucarestia, […]

    Domenica 11 Agosto – Una Giornata Particolare

    Domenica 11 Agosto – Una Giornata Particolare

    Lunedì, Agosto 12th/ 2013   – di Cosimo Massaro – Guardiagrele, Abbruzzo, Lotta all'usurocrazia, Visita, Anniversario della Morte di Giacinto Auriti, Cosimo Massaro, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, In Compagnia del professor Giacinto Auriti, Italiani, abbraccio, La Famiglia di Auriti, La Chiesa Costruita da Giacinto Auriti  Domenica 11 Agosto – Una Giornata Particolare In Compagnia del Prof. […]

    Manifestazione Nazionale contro la Criminalità Economico-Finanziaria – Bilancio

    Manifestazione Nazionale contro la Criminalità Economico-Finanziaria – Bilancio

    Sabato, Ottobre 5th/ 2013  – di Emidio Orsini e Sergio Basile – Roma, Emidio Orsini, Roma, Italia, Piazza Cavour, Corte di Cassazione, Criminalità Economico-Finanziaria, Giudiziaria, poteri occulti di stampo lobbystico-massonico, strapotere dei poteri finanziari, banchieri, debito illegittimo, espropriazione di massa, Pasquale Ciccolo, Consulta Nazionale Antiusura, Interessi illegittimi, Cancellazione del Debito Pubblico, Sergio Basile, Qui Europa  Manifestazione Nazionale contro la Criminalità Economico-Finanziaria e Giudiziaria […]

    Schiavi Moderni – Nell’era della Moneta di Satana…Un Gioco a Perdere

    Schiavi Moderni – Nell’era della Moneta di Satana…Un Gioco a Perdere

    Sabato, Ottobre 5th/ 2013   – Qui Europa – "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Sovranità Monetaria, Moneta di Satana, Banche centrali, Signoraggio bancario, euro, Gioco a perdere, Sottrazione dei beni ai popoli, Crimini del sistema bancario  Schiavi Moderni – Nell'era della Moneta di Satana… Un Gioco a Perdere Il Video-Documentario […]

    Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

    Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell’Italia

    Sabato, Settembre 28th/ 2013 – di Daniele Di Luciano –   Crisi democratica, Video, Daniele Di Luciano, Italia, privatizzazione, moneta unica, euro, Beppe Grillo, coerenza e parole al vento, sovranità monetaria, Auriti, Marcia in dietro  Euro – La Coerenza del Grillo e la Morte dell'Italia Moneta Unica – Grillo prima: “Uscire dall’Euro!” Grillo dopo: “Mai detto di uscire […]

    Rubrica – Schiavi Moderni, 4° Capitolo – Golpe Bancario, Divisioni Partitiche e Armi di Distrazione di Massa

    Rubrica – Schiavi Moderni, 4° Capitolo – Golpe Bancario, Divisioni Partitiche e Armi di Distrazione di Massa

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per  Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Sergio Basile, Crisi truffa, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, John Kennedy, Golpe bancario dietro l'omicidio Kennedy, depistaggi e manomissioni delle prove, Riportare al Congresso il potere monetario, Federal Reserve Bank Corporation, Federal […]

    Rubrica – Schiavi Moderni, Terza Parte – La Profezia di Thomas Jefferson

    Rubrica – Schiavi Moderni, Terza Parte – La Profezia di Thomas Jefferson

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per  Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Sovranità Monetaria,Richard Nixon, Thomas Jefferson, Adam Weishaupt, Casa Rothschild, Accordi di bretton Woods, Imperialismo Usa, Seconda Guerra Mondiale, Multinazionali e Mercatismo, Dedito Pubblico e facciata Liberal Democratica, […]

    Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte: L’Era dell’Oro-Carta, dal Golpe Massonico Liberale dei Mille al Brigantaggio

    Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte: L’Era dell’Oro-Carta, dal Golpe Massonico Liberale dei Mille al Brigantaggio

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", A Cura di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Signoraggio, L'Agio del signore, Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, Luigi XIV, Massonieria Inglese, Pio IX, Breccia di Porta Pia, Missione dei Mille, Rothschild, […]

    Rubrica – Schiavi Moderni, Prima Parte – Dalla Nascita della Moneta all’Inizio della Scalata Bancaria

    Rubrica – Schiavi Moderni, Prima Parte – Dalla Nascita della Moneta all’Inizio della Scalata Bancaria

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013   – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", di Cosimo Massaro – Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per  Uscire dalla Crisi-Truffa Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Goethe, Nascita della Moneta, Baratto, Metalli preziosi, Convenzioni Sociali, Conio e Signoraggio, L'Agio del signore, Moneta cartacea e Moneta Digitale, Prima Forma […]

     

  • Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà

    Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà

    Venerdì, Settembre 13th/ 2013

    – di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Qui Europa –  

    Roma, Italia, Padre Piotr Panzulewicz, ONU, Questione Mediorientale, Verità, media, San Giovanni di Antiochia, Radice della falsità, Neocolonialismo, Dovere della Conoscenza, Paradigma Siriano, 

    Dovere della Conoscenza e Vera Solidarietà  

    Riflessioni su Media, Informazione e "Questione

    Mediorientale" 

     

    di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Q.E.

    questione siriana e media

      I Falsi Maestri e la Trave nell'Occhio                                                                 

    Catanzaro  – di Padre Piotr Panzulewicz – 13/09 – Oggi, Venerdì della 23a settimana del tempo ordinario a Gumenek, nel Ponto (odierna Turchia) si ricorda l'anniversario della morte di San Giovanni di Antiochia († 407), vescovo di Costantinopoli e dottore della Chiesa, sopranominato Crisostomo, cioè bocca d’oro, per i suoi sermoni di fuoco con cui ammaestrava, correggeva, redarguiva e fustigava vizi e tiepidezze: ipocrisia, superbia, avarizia e concupiscenza; la sua predicazione nel campo morale e sociale gli procurò dure opposizioni e infine l’esilio, con la complicità dell’imperatrice Eudossia; dei numerosi scritti del Santo ricordiamo il volumetto "Sul Sacerdozio", un classico della spiritualità sacerdotale. La domanda che emerge nell'ambito delle scritture odierne (1Tm 1,1-2.12-14   Sal 15   Lc 6,39-42) diretta a ciascuno di noi è: "può forse un cieco guidare un altro cieco?". Gesù era circondato da falsi maestri, incapaci di esaminare se stessi, ma sempre pronti a giudicare e condannare gli altri. Con una serie d’invettive li stigmatizza, scatenando la loro indignazione che culminerà con le false accuse e l’assurda sentenza di morte. Certo guardando al panorama geopolitico internazionale assistiamo quotidianamente al tentativo di  numerosi "ciechi" di ergersi a "salvatori e giudici" dell'umanità. E gli esempi sono ogni giorno sotto gli occhi di tutti. Il paradigma siriano in tal senso è molto eloquente.

     Alla Radice della Falsità                                                                                           

    Alla radice delle  falsità dei cosiddetti "maestri" che ci presenta il Vangelo c’è l’atteggiarsi ipocritamente a guide senza averne le doti o l'altezza morale. Esplicitamente Gesù dice loro: «ciechi a guide di ciechi», e ammonisce anche i suoi: «Voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli». Egli non vuole una comunità di ciechi. La cecità è frutto della superbia e della concupiscenza che governano il cuore e producono il frutto maligno e velenoso dell'ipocrisia che uccide chiunque ne dovesse assaggiare. Gesù vuole invece i suoi discepoli umili, prudenti, accorti, intelligenti, saggi. Vuole che essi pongano ogni attenzione alla propria elevazione spirituale, morale, dottrinale, conoscitiva, crescendo in virtù e grazia, fino al raggiungimento della pienezza umana, spirituale e culturale.

     Il Dovere della Conoscenza                                                                                    

    Da ciò possiamo cogliere anche un invito molto attuale sul nostro rapporto con i media: ciascuno deve sentire la necessità di informarsi sulla verità dei fatti e dei fenomeni che ci circondano, discernendo attraverso l'approfondimento e l'umiltà, la verità dalle menzogne. Manzione indispensabile che oggi non possiamo assolutamente delegare a terzi, né accontentarci di ciò che "passa" la tv. Solo il seguire instancabilmente un percorso personale di conoscenza della verità, può infatti renderci capaci di "aiutare i fratelli", passando gradualmente – attraverso l'umiltà, il discernimento e la pazienza nell'ascolto – alla carità ed all'aiuto concreto. Ogni aiuto, dunque, deve essere il frutto "consapevole" di un’immensa carità, prudenza e umiltà.

     Umiltà, come segno distintivo                                                                               

    Anche il miglior discepolo del miglior maestro deve ornarsi di umiltà e mai ergersi a giudice degli altri. «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?». Ciascuno di noi, in tal senso, dovrebbe fare un esame di coscienza quotidiano. Attenzione allora agli inquinamenti della nostra vista e della verità. Abbiamo il dovere di purificare il nostro occhio affinché possa vedere nella verità. Tutti possiamo percepire questa luce, ed in special modo nella sofferente umanità di Gesù. Così per poter «perdonare – lo ha detto ieri mattina Papa Francesco durante la Santa Messa – contempla Gesù sofferente. Per non odiare il prossimo, contempla Gesù sofferente. Per non chiacchierare contro il prossimo, contempla Gesù sofferente. L’unico. Nascondi la tua vita con lui in Dio Padre: questo è il consiglio che ci dà apostolo Paolo. E’ il consiglio per diventare umili, miti e buoni, magnanimi, teneri».

     La Vera Solidarietà e la "Questione Mediorientale"                                       

    Alla luce delle parole del Papa e di questa odierna riflessione che le Scritture ci suggeriscono, non possiamo non pensare ancora alla Siria e al Medioriente. Per il Cristiano autentico l'altro è suo fratello, ma soprattutto il sofferente ha il volto di Cristo. Ne consegue che i popoli che soffrono devono essere accomunati al nostro popolo da vincoli di fraternità e solidarietà, specie in questo particolare momento storico. Migliaia sono stati solo in Agosto i Siriani giunti sulle coste italiane. Ma al di là dell'accoglienza fisica degli sbarcati, la vera solidarietà si costruisce a monte, cioè favorendo la pacifica convivenza dei popoli mediorientali ed africani nei loro rispettivi Paesi, evitando di costringere milioni di uomini ad abbandonare forzatamente le loro case e le loro famiglie. Spesso infatti dietro la parvenza dell'accoglienza e della "solidarietà" di nascondono grandi crimini e collusioni vergognose.. delle quali abbiamo ampliamente parlato (vedi archivio – "Esteri Mondo"). Un Paese che si dice cristiano deve chiamare dunque a maggior responsabilità i suoi leader, spingendoli ad uscire da ogni tentazione di crearsi verità artefatte, ipocrisie e falsità che spesso il sistema imperialistico offre al fine di giustificare guerre e operazioni coloniali.

     Il Nodo Siriano                                                                                                            

    Una conferenza di pace per risolvere la crisi in Siria, in tal senso, deve essere l'unica strada da percorrere. Specie oggi che i progressi sulla sorveglianza speciale degli arsenali chimici siriani sembrano incoraggiare la diplomazia internazionale. Ma ciò che vale per la Siria dovrebbe valere per tutti i paesi: specie gli Usa, che ad oggi sono in cima alla classifica dei paesi produttori di armi chimiche (vedi allegato). Intanto il mondo cristiano (e non solo) prega e spera, in attesa di un nuovo incontro bilaterale Usa-Russia che si dovrebbe svolgere a New York il prossimo 28 settembre, quasi contestualmente all'Assemblea Generale annuale delle Nazioni Unite. Lunedì il risultato ufficiale del rapporto ONU.

    di Padre Piotr Panzulewicz e Redazione Q.E.

    (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Lumen Fidei – La Speranza è nella Fede!

    Lumen Fidei – La Speranza è nella Fede!

    Sabato, Luglio 13th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Italia, Roma, San Pietro, Enciclica Lumen Fidei, Religione, Cristianesimo, Gesù Cristo, Fede, Unità, Bene comune, Chiesa Cristiana, "La fede illumina l'esistenza", Modernità, Speranza di salvezza, Futuro, Giovani, Matrimonio, Famiglia, Verità, Morte, Canonizzazione Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Papa Francesco, Benedetto XVI, Papa Emerito, Bergoglio   

    Enciclica a quattro mani: "La fede

    illumina l'esistenza"

    Straordinaria lettera del Pontefice Francesco

    e del Papa Emerito Benedetto XVI

    La fede è l'unica speranza contro le avversità

    del mondo moderno

    La Chiesa è presente ed è solida, come duemila anni fa.

    La Fede è garanzia di Continuità storica e testimonianza

    di unità nei rapporti umani

     

    di Maria Laura Barbuto

    Lumen Fidei - Papa Francesco

      Lumen Fidei                                                                                                                

    Roma – La Chiesa Cristiana è storia e continuità: ne è conferma grande, l’enciclica “Lumen Fidei” presentata nei giorni scorsi e scritta a quattro mani dal Papa emerito Joseph Ratzinger e dall’attuale Pontefice, Francesco. “La fede illumina l’esistenza, mentre il mondo sprofonda sempre di più nelle tenebre”. E' il messaggio che, più di ogni altro, fotografa la realtà odierna; è il messaggio che Ratzinger e Bergoglio, unitamente, hanno voluto lanciare all’intera umanità avvolta nele tenebre e nelle menzogne, infondendo una nuova speranza di salvezza. E' la convinzione che la Chiesa è integra, presente e vicina più che mai all’uomo, amato, senza mezzi termini, per così com'è,  con i suoi peccati e le sue ingiustizie tipicamente terreni. Nessuno ci può amare come ci ama Gesù Cristo Nostro Signore, in modo incondizionato e sconfinato. Del resto Lui è morto per noi, per salvare l’umanità intera e lo ha fatto patendo sofferenze umane e non a caso, vincendo la morte proprio nello stesso regno di Satana, quello della carne. E l’ultima enciclica vuole essere un messaggio forte, a tratti sconvolgente: divisa in quattro capitoli ed arricchita da una introduzione e da una conclusione, è rappresentativa di una comunione di fede profonda che unisce, fraternamente, Papa Francesco ed il suo predecessore, Benedetto XVI. Essa offre testimonianza viva del fatto che le pretese assolute della ragione producono infelicità.

      Oltre i dubbi e le Confusioni del Modernismo                                                  

    Nell’introduzione viene spiegato che la fede aiuta l’uomo (e lo illumina) nella distinzione tra il bene ed il male ed è un vero e proprio dono di Dio che va, costantemente, rinforzato. “Chi crede, vede” recita la Lettera, che nelle conclusioni riporta un elogio alla Madonna, la quale, come Madre di Gesù, ha creduto senza riserve generando fede e gioia. Esortazioni bellissime, illuminazioni di posti bui dell’anima e della coscienza che, nonostante la perfidia della modernità, ci consentono di aprire e, soprattutto, mantenere sempre aperto il nostro cuore affinchè all’interno di esso possa entrare Cristo Signore. Un documento di grande valore e spessore morale, oltre che religioso e teologico, che riconosce la fede come un grande amore che ci è stato donato e non come una dottrina o una credenza. Quale migliore spiegazione avrebbe potuto rispondere ai tanti dubbi che, erroneamente e spinti da una modernità avversa e perversa, possono sorgere nella nostra mente? Evidentemente nessuna, se non questa. 

    Lumen Fidei - Papa Francesco

      L'Ateismo in realtà non esiste… Ecco perchè!                                                

    E’ storia perché agisce nella storia, da duemila anni a questa parte, ed agisce anche attraverso noi deboli mortali. Come ci viene saggiamente spiegato nell’enciclica firmata da Papa Francesco – il quale ha riconosciuto con grande umiltà il preziosissimo contributo fornito  da Ratzinger – la fede si oppone anche all’idolatria, bestia immonda dei giorni nostri. Magari non ci pensiamo spesso, o per abitudine o per convenienza, ma questa affermazione impone – cristiani o meno che siate – una grande riflessione. In realtà, l’ateismo non esiste: detto così sembra un concetto esagerato e/o astratto, ma entrando nel merito del discorso appare come qualcosa di illuminate e anche – oseremmo dire – di logico. Ognuno di noi non potrebbe, infatti, vivere senza affermare ed assurgere a valore maggiore e fondamentale qualcosa o qualcuno. Ognuno di noi costruisce, pertanto, i propri “idoli”. “Tutti devono scegliere: O con Cristo o con un idolo. E chi è più affidabile? Un qualunque idolo o Gesù di Nazareth, Colui che è morto per me e per te? “E la fede inizia con l’incontro con Cristo, con l’incontro con i cristiani che sono una sola cosa con Lui i quali sperimentano una vita comune, proprio attraverso la Chiesa, attraverso il tempio di Gesù che ci permette di comprendere che non siamo soli e che non esiste uomo, idolo o altro ancora, che sia più credibile di chi ha pagato, personalmente, i peccati dell’intera umanità, morendo per salvare ognuno di noi. Ma “la fede ha uno strettissimo legame con la verità – sottolinea il Sommo Pontefice – ed oggi, purtroppo, si tende a considerare verità la tecnologia o la scienza, dimenticando che Egli è la verità”.  

     Lumen Fidei – Rivoluzione in contrasto con i mali dei Tempi Moderni  

    Lumen Fidei rappresenta davvero un tesoro dal valore inestimabile di cui tutti – nessuno escluso – dovremmo riconoscerne l’importanza fondamentale che essa assume in toto, sia per l’individuo sia per la collettività ma, soprattutto, per la rivoluzione morale che pone in essere in contrasto con i tempi moderni, vera rovina dell’uomo e avversari della società, dell’anima e delle coscienze. Nel quarto capitolo della suddetta lettera sono contenuti  un elogio al matrimonio ed alla famiglia – argomenti a noi particolarmente cari – ed un accostamento della fede al bene comune, con una precisazione di rilievo relativa ai rapporti umani: “Se non esistesse l’amore affidabile di Dio – spiegano i successori di San Pietro – l’unità tra gli uomini sarebbe fondata solo sull’utilità, l’interesse o la paura. La fede, invece, coglie il fondamento ultimo dei rapporti umani e li pone al servizio del bene comune”. E’ da sottolineare come lo stesso Bergoglio abbia affermato di essere fortemente grato al suo predecessore, del quale ha assunto il prezioso lavoro arricchendolo con alcuni ulteriori contributi. 

    Lumen Fidei - Papa Francesco

     Lumen Fidei – Rivoluzione morale in contrasto con i Tempi moderni   

    Il Papa ha anche avuto particolare riguardo per i giovani e per i sofferenti, ricordando come Dio parla loro e, nonostante tutto, rende loro gioiosi nella manifestazione della fede. L’enciclica è datata 29 giugno, ma la sua pubblicazione è avvenuta il 9 luglio scorso, nel giorno stesso in cui il Pontefice ha firmato i decreti di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, i quali saranno proclamati Santi entro la fine di questo anno.  A conclusione di tutte queste novità straordinarie che costellano ed illuminano l’intero pianeta, non ci resta che sottolineare la presenza costante di una Chiesa solida e un di legame di continuità storica con il passato che si  concretizza – nonostante le avversità – nei valori tradizionali che, come abbiamo più volte ripetuto, non muoiono mai ma, al contrario, si fortificano giorno per giorno nella cristianità.

     Viviamo in un tempo unico, terribile e straordinario                                    

    Questo è un tempo difficile. Forse il più difficile in assoluto. La Madonna stessa, nelle apparizioni di Garabandal – quando apparve a quattro umili bambine, accopagnando gli eventi con grandiosi prodigi e miracoli – parlò di questo tempo, come di quello della grande prova e degli ultimi papi. Profezia che si ricollega pienamente a quelle manifestatesi in altri luoghi mariani e per bocca di numerosi mistici e profeti, dalla Emmerich a San Malachia. Oggi regna la confusione. E' una verità incontrovertibile. Molte allusioni sono state fatte sull'attuale pontefice Francesco, molti i dubbi sollevati e le congetture. Molte le ricostruzioni e gli attacchi mediatici, accanto alle sia pur numerosissime manifestazioni di stima e affetto. Ma una cosa è certa, le tenebre non prevarranno e un Pontefice si giudica dai fatti e non dalle presunzioni e dalle ipotesi. Altra verità incontrovertibile possiamo poi desumerla dalle parole della Vergine di Fatima, e dal segreto rivelato a Suor Lucia: molti individuano quel vescovo vestito di bianco che cammina in mezzo a morte e distruzione (senza paragoni nella storia) proprio in Papa Francesco. Ma alla fine della grande tribolazione, la vittoria finale sarà degli amici di Cristo. Per gli operatori di iniquità (come insegna la stessa Apocalisse) sarà pianto e stridore di denti. Sta a noi la scelta!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Bruxelles, Strasburgo – Nelle scorse ore abbiamo constatato con grande meraviglia, come l'esecutivo di Bruxelles abbia deciso di ovviare alla "presunta mancanza di professionalità dei giornalisti europei", lamentata dallo stesso, ovvero alle "lacune" dei "fedelissimi" e servizievoli giornalisti europeisti – ora d'improvviso accusati d'incapacità manifesta e reale –  lanciando un proprio servizio indipendente al fine di garantire – sostiene l'euro-casta – "notizie accurate sull'attività della Commissione stessa". (Vedi allegato – Lo Specchio della Meraviglia – prima Parte) Da qui l'idea di lanciare un bando di gara, a caccia dei nuovi presunti e liberi (?) talenti del giornalismo "europeista". Ma la verità è che questa mossa strumentale e strategica giunge nel momento di massima impopolarità delle istituzioni europee, ormai allo sbando e sempre più costrette a nascondersi dietro un dito. Anche la tempistica è alquanto curiosa: la trovata, che oseremo definire sensa peli sulla lingua, "propagandistica", prende piede a distanza di pochi giorni dall'emergere di un altro iceberg in quel fosco e torbido mare di menzogne "Made in Ue". Un vero e proprio scandalo scoperto e denunciato perentoriamente dal Daily Telegraph. Vediamo. 

      2 milioni di euro                                                                                                        

    Ben due milioni di euro, prelevati dalle tasche di tutti i cittadini europei – ma evidentemente potrebbero essere anche di più – saranno (e per certi versi temiamo che lo siano già stati) investiti dall’Unione per creare disinformazione e manipolare – in modo magistralmente subdolo e meschino – l’orientamento dell’opinione pubblica, sguinzagliando sul web vere e proprie “Pattuglie di Troll”, formate da funzionari che avranno il compito di intervenire in qualsiasi discussione pubblica anti-euro per provocare ed irritare gli utenti, attivando i tradizionali meccanismi psicologici tanto cari alle dittature.

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     L'Iceberg e la denuncia del Daily Teleghaph                                                    

    A denunciarlo, senza mezzi termini, come detto, la testata del “Daily Telegraph”, entrata in possesso di documenti confidenziali, testimonianza ulteriore di un regime mediatico che spalleggia il mondo della politica internazionale. Per l’Unione Europea non esiste alcun “mea culpa” ma, al contrario, le istituzioni si organizzano “al meglio” per garantirsi, in vista delle elezioni (previste inizialmente per giugno 2014 e successivamente anticipate al 22-25 maggio prossimo)  una credibilità della quale ormai non godono più da tempo. Ed in un’atmosfera di malcontento generale e di disagio sociale che ha raggiunto, ormai, punti di non ritorno, superando ogni confine geografico, oltre che di degrado. La casta europeista, dunque, scaglia la sua freccia pensando di centrare in pieno il suo unico bersaglio: colpire ancora i cittadini. La libertà, in tutte le sue forme, appare sempre più solo come un lontano ricordo e un lusso moderno. Uno squallido gioco a discrezione di chi abusa del potere per statuto (Vedi MES, Two pack, Fiscal Compact, Politiche imperialiste della Troika, sudditanza Usa, Art. 123 del Trattato di Lisbona, Patto di Stabilità, Sistema Target2, Euro, liberismo sfrenato, paradossi fiscali, commissariamenti bancari, Accordi di Basilea 3 e relativo credit crunch, ecc.. ecc..) e fa i conti con soldi pubblici. Già! Ma infondo a questo punto della storia, non c'è davvero più nulla di cui  meravigliarsi.

     L'Iceberg e la denuncia del Daily Teleghaph                                                     

    Ma a pensarci bene, effettivamente,questa sensazione si era gia avvertita partecipando a discussioni tematiche su facebook ed altri social network, e notando con sgomento commenti filo-europeisti al limite della follia (e protesi magari a negare il signoraggio bancario e la questione centrale dello spossessamento della nostra sovranità monetaria e finanziaria ad opera dei privati della BCE e del sistema mafio-bancario) . Non trovate? Ma ora il Daily Telegraph ci da l'ufficialità di quanto infondo già si intuiva. Il web è pieno di falsi profeti! ed essi cresceranno col trascorrere dei mesi. Intanto l'italia è diventata terra di conquista e di frontiera. Quasi peggio della povera Africa, per intenderci! La via è quella! Ma ciò che getta più nello sconcerto sta nel fatto che molti di essi si travestano quotidianamente da salvatori della patria. Gli stessi, ripetiamo, che denunciano i crimini dell'Ue, ma nello stesso tempo nascondono o confutano il crimine maggiore: signoraggio rubato e spossessamento delle sovranità nazionali. Ribadiamo, specie quelle monetaria e finanziaria.

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     L'Inganno più Grande… Falsi profeti, pseudo contestatori del sistema 

    Chi nega ciò, o non parla mai di questi temi nei propri blog state sicuri che è in mala fede, o è di una ignoranza estrema in materia. E di falsi eroi del web i salotti TV abbondano. Non facciamoci ingannare dalle loro agitate arringhe. Anche molti litigi ed alterchi TV, come avrete capito benissimo, sono falsi e rispondono a copioni ben preparati ed orchestrati per confondere le masse ed indurre il telespettatore a credere nel presunto paladino anti-europeista di turno, cadendo nella più subdola delle trappole. Quella intellettuale: capace di far serpeggiare idee e movimenti fasulli, nel nome di una presunta lotta anti-europeista. Non facciamoci ingannare! Non basta presentarsi come anti-europeista ed anti-sistema per esserlo nei fatti. Perciò conviene conoscere a dovere questi temi sopra-elencati. Il tutto dipende – come molti di voi lettori avranno compreso – dall'inganno più grande: il fatto che la BCE abbia sottratto il potere alle nazioni emettendo denaro falso, perchè assolutamente non coperto da alcuna riserva aurea. Chi finge di non aver capito questo, è un falso profeta! Non seguitelo! Non diffondete le menzogne di questi personaggi! Non cadete nei facili entusiasmi da protesta… Chi si augura la nascita di un'unione bancaria è in mala fede. Chi sogna gli Stati Uniti d'Europa ed una banca centrale stile FED, semina confusione e menzogne. Il punto sta proprio lì: la sovranità appartiene al popolo, e non ad un gruppo di privati senza scrupoli. Finché non capiremo questo saremo sempre schiavi.

     Finto Dissenso Euroscettico. Difesa filo-europeista… ad oltranza           

    Perciò, tornando alle subdole strategie dell'Ue, l'obiettivo della casta, denunciato dal Daily, consiste proprio in questo: limitare con un finto, distorto ed interessato dissenso o con una difesa ad oltranza di posizioni europeiste oggettivamente indifendibili, la possibilità di lasciar maturare una piena consapevolezza sulle questioni più delicate (vedi  ad esempio signoraggio e sovranità monetaria) ed esprimere liberamente e consapevolmente il nostro dissenso nei confronti dell’Unione Europea, del Fiscal Compact, della moneta unica o della BCE. E' a questo punto che subentra l'elemento psicologico: ad un certo punto della discussione interverrà – come noto – chi ci ridicolizzerà o fomenterà le discussioni con messaggi insensati e fuori tema. A chi non è capitato? Morale della favola? Sorvegliati a vista e in modo continuo e costante da cani sciolti nel web, “addestrati” e pagati (profumatamente) proprio per raggiungere tale scopo. L’obiettivo è quello di sedare il diffuso sentimento antieuropeista, mettendo "provvidenzialmente" a tacere chiunque possa costituire un ostacolo per lo svolgimento dei sporchi affari internazionali. Uno scandalo con una trama da film dell’orrore di cui risultiamo protagonisti inconsapevoli,  ingannati, secondo un progetto ben preciso, da chi vuole usare i nostri soldi per dare vita e mantenere vita natural durante uno sporco uragano di interessi economici, sociali e politici per poi guardarci con un sorrisetto beffardo e pensare: “anche questa volta l’abbiamo scampata!”. Ma si sa: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…

    Unione europea - falsi profeti a contratto sul web

     Nel Mirino dei Manipolatori Digitali                                                                   

    Sempre secondo la testata inglese – che ha dato conferme ufficiali alla notizia – nel mirino dei manipolatori digitali soprattutto i Paesi considerati maggiormente euroscettici, tra i quali l’Italia. Il tutto avviene ed avverrà in tempo reale e attraverso i cosiddetti troll. Quindi, qualora vi trovaste in una situazione del genere sappiate che dietro ci potrebbero essere disinformatori in carne ed ossa in piena e folle autonomia, ma anche identità digitali (spesso fasulle e creata ad hoc) manovrate da qualcuno pagato per insultare e inibire i vostri pensieri. Il comportamento tipico dei troll che attaccano le comunità virtuali consiste nell’invio di messaggi offensivi e volgari, spesso pubblicati in numero sconsiderato con la sola intenzione di disturbare la conversazione. Ma i manipolatori del web, spesso – ribadiamo –  potrebbero fingersi anche degli  euroscettici pubblicando messaggi ricchi di errori o temi che, volutamente, non argomentano al fine di diffondere la concezione che chi è contro l’Ue non sia una persona colta, informata ed istruita e dimostrando, così, che l’ignoranza sia la prerogativa fondamentale di quanti auspicano magari la fuoriuscita dall'Eurozona, un ritorno alla sovranità popolare della moneta o il ritorno alla piena sovranità degli stati-nazione. 

     Il Passaparola della verità, contro il "salario degli schiavi"                           

    Eppure, noi crediamo che lettori, radioascoltatori, telespettatori ed utenti del web riescano a sviluppare – ricercando le giuste informazioni – la capacità di distinguere il vero dal falso, il bene dal male, le beffe dai benefici reali. Noi crediamo nella persona, nell’intelligenza della stessa e nella possibilità che ognuno di noi ha nel riportare le verità che ha scoperto. Del resto la nostra missione è la nostra passione: informare e divulgare notizie vere e prendere le distanze, pubblicamente ed in forma netta, da chi manipola la comunicazione modellandola sulla base dei propri interessi. Noi contiamo anche su di voi, certi che darete vita al passaparola della verità e che chi oggi non fosse ancora euroscettico, lo diventi quanto prima! Prima che sia troppo tardi e che i nostri sogni possano andare distrutti per sempre. Del resto il salario dello schiavo è proprio questo: la morte dei sogni.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright Qui Europa © 2013 ) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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