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  • Sempre più giovani poveri. La società che abortisce se stessa

    Sempre più giovani poveri. La società che abortisce se stessa

    Lunedì, 17 luglio/ 2017 

    Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa,  Roberto Pecchioli, povertà, Istat, Moneta-debito, Renzi, Clessidra  

    Sempre più giovani poveri. La società che

    abortisce se stessa

    La nazione che dona un'amara eredità ai suoi figli:

    povertà morale e materiale. E il debito cresce…

     

    di Roberto Pecchioli

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     Spunta il libroide autocelebrativo di Renzi…      

    Roma – di Roberto Pecchioli  Qualcuno ritiene ancora la statistica una scienza minore, pronta a certificare che abbiamo mangiato un pollo a testa anche se qualcuno è rimasto a digiuno mentre altri si sono strafogati. Soprattutto, sembra pensarla così – disgraziatamente – la miserabile classe dirigente di governo e di opposizione. Se così non fosse, infatti, chi ha responsabilità di decisione si mobiliterebbe dinanzi ai rapporti periodici degli istituti di ricerca e di statistica. Al contrario, al massimo un giorno di interesse mediatico e l’indomani silenzio, via verso i nuovi intrighi, le beghe di cortile, il consueto spettacolo da angiporto che chiamiamo politica. L’Istat ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla povertà in Italia, le sue conclusioni sono gravi, ma ciò che conta è la polemica sul nuovo libroide autocelebrativo di Matteo Renzi. Eppure, l’istituto pubblico – dunque un ente dotato di prestigio, ufficialità e con accesso privilegiato ad ogni canale di informazione – mette nero su bianco qualcosa che gli italiani normali sanno per esperienza diretta: diventiamo ogni anno più poveri, ed il disagio si concentra sugli anziani e soprattutto su giovani e giovanissimi.

     Diventiamo ogni gioro più poveri                          

    I numeri dovrebbero determinare la reazione popolare, e, nelle classi dirigenti, riflessioni, autocritiche e progetti di lungo termine. Nulla. Le famiglie in condizione di povertà assoluta sono oltre 1.600.000, e costituiscono il 6,3 di quelle residenti. La percentuale sale al 7,9 della popolazione se consideriamo gli individui. Si tratta di 4.762.000 persone, più dell’intera popolazione del Piemonte e della Valle d’Aosta. L’aumento rispetto all’anno precedente è dello 0,3 per cento, un dato apparentemente non drammatico, ma si tratta di 180.000 persone in più schiacciate dal bisogno e dal disagio. Soprattutto, conta che il dato continui ad aumentare, segno evidente che non siamo affatto usciti dalla crisi, con buona pace del dottor Draghi, e che le politiche governative, a cominciare dal magico jobs act sino alla mancia di 80 euro di qualche anno fa, non hanno sortito effetto alcuno. Tuttavia, l’elemento più pesante è la certificazione dell’ISTAT relativa ai gruppi maggiormente colpiti. Tralasciamo in questa sede il divario territoriale Nord- Sud, la cui forbice è peraltro in ulteriore aumento, e concentriamoci sulle fasce di età. Qui il disastro antropologico è più evidente. I giovani considerati indigenti superano il milione, attestandosi al 10 per cento del totale. Per i minorenni, il dato è ancora più sconfortante, giacché i poveri sono adesso uno su otto (il 12,5%), con un aumento percentuale di oltre un punto e mezzo in un solo anno. Parliamo di un milione e duecentomila giovanissimi poveri, un numero pari all’intera popolazione dell’Abruzzo. Come è ovvio, le più disagiate sono le famiglie numerose, oltre un quarto delle quali sono considerate statisticamente povere, con un balzo impressionante di otto punti e mezzo in un anno. Dal 18,3 per cento al 26,8. Ulteriore aggravante è l’indice di intensità della condizione disagiata, ovvero chi era già povero sta diventando poverissimo o misero, ed il piano inclinato sta travolgendo un numero crescente di residenti.

     L'effetto clessidra                                                     

    E’ definitivamente saltata la vecchia regola sociologica della società dei due terzi. Due su tre stavano più o meno bene, secondo le vecchie categorie di giudizio, e con aspettative positive (il cosiddetto ascensore sociale), l’altro terzo era in affanno. Le percentuali si stanno rapidamente rovesciando, rendendo più evidente l’effetto Clessidra, ossia la polarizzazione del reddito e delle opportunità nella fascia più alta, con una strozzatura sempre più accentuata al centro (la proletarizzazione progressiva del ceto medio di una volta) e una enorme massa alla base. Innanzitutto, è diventato chiaro a tutti che i giovani hanno non solo un reddito inferiore a quello dei padri e dei nonni, ma le loro prospettive sono disastrose. Dopo diverse generazioni, il destino è certamente quello di essere più poveri e meno sicuri di chi li ha preceduti. Ci permettiamo di affermare altresì che le ultime generazioni hanno una cultura materiale ampiamente inferiore ai loro padri. Possiedono diplomi, spesso lauree e persino master, ma lo scarto tra conoscenza, saper fare e istruzione certificata da titoli di studio attribuiti dalla scuola è imbarazzante.

     Una società che abortisce se stessa                       

    Occorre dirlo senza mezzi termini: abbiamo costruito mattone dopo mattone il male dei nostri figli e le conseguenze sono quelle che abbiamo sotto gli occhi e i rapporti statistici non fanno che fotografarle impietosamente. La società senza padri, inevitabilmente, trascura e detesta i figli. Quella in cui viviamo è una società che abortisce se stessa. Per utilizzare una metafora mitologica, si invera l’atto drammatico con cui Crono, o Saturno, il Tempo, divorava i suoi figli. Venuto a sapere che uno di loro lo avrebbe spodestato, il Dio Crono prende a mangiare ad uno ad uno i suoi eredi. La profonda verità del mito greco si adatta perfettamente alla società postmoderna, “che rifiuta il passato e guarda al presente come ad un mero oggetto di consumo; vede il futuro attraverso i raggi di un progresso pressoché ossessivo” (cardinale Robert Sarah).

     All'1% delle famiglie 1/4 della ricchezza              

    Nel rapporto Istat, il disprezzo per “prima” si esprime nel basso reddito degli anziani, nella certificazione del loro abbandono e, per conseguenza, nell’aumento della povertà, che si è attestata, nel 2016, oltre il 4 per cento degli ultrasessantacinquenni. Essi, tuttavia, restano meno indigenti dei loro nipoti, in quanto comunque hanno una pensione, qualche risparmio e possiedono molto spesso la casa di abitazione. Il mondo di ieri, a giudicarlo con le categorie della statistica, batte quello di domani tre a uno. Per un nonno in povertà, ci sono tre nipoti in analoghe condizioni. Basterebbe tale constatazione per emettere una prognosi severa sulla società che abbiamo costruito. Nei giorni precedenti al rapporto Istat, è stato diffuso un altro indicatore di segno diverso, legato alla ricchezza, che ha dimostrato come l’1 per cento delle famiglie possieda circa un quarto dell’intera ricchezza nazionale. La clessidra si allarga in alto, si restringe rapidamente sino a strozzarsi e dilaga in basso, dove sono soprattutto i giovani a pagare il prezzo più alto. Non riusciamo a toglierci dalla mente un brano della lettera di San Paolo ai Galati: “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

      Il tempo che ha espulso la trascendenza…         

    Il tempo che ha espulso la trascendenza ha eliminato il concetto di filiazione e di eredità. Tutto deve essere esaurito, consumato in fretta, gli altri si arrangino, anche se sono ragazzi, figli nostri. Un esempio drammatico e pregnante è quello del sistema previdenziale. Sino a un quarto di secolo fa, i lavoratori versavano contributi destinati a pagare la pensione agli anziani, i loro padri. Era il sistema a ripartizione. Poi, iniziato il declino demografico, il meccanismo si è inceppato, i lavoratori attivi sono stati costretti a versamenti via via più elevati per sostenere il sistema e, soprattutto, per garantire a se stessi, in un futuro spostato sempre più avanti come la linea dell’orizzonte, una pensione decisamente inferiore. E’ il metodo della capitalizzazione messo a punto da Milton Friedman, l’economista liberale monetarista della scuola di Chicago, l’uomo che dall’ ovvia constatazione dell’inesistenza di pasti gratis ha fatto discendere lo smantellamento dello Stato sociale, le cui vittime finali sono i giovani delle attuali generazioni, quelli che la narrazione mediatica definisce “millennials”, cresciuti nei terribili anni Duemila. E’ svanita l’eredità, si indebolisce quotidianamente l’idea stessa di filiazione, la parola di Paolo perde significato. Non ci sono più figli, poiché li abbiamo divorati attraverso l’egoismo, dunque mancano gli eredi. Come sempre nelle tragedie epocali, perdono entrambe le parti. Gli ex figli di ieri hanno disconosciuto i padri, sono vissuti nel consumo e nell’assenza di limiti, l’eredità è perduta. I figli superstiti arrancano, e le generazioni non hanno più le risorse morali per cambiare direzione. Nessuna politica pubblica, in Europa ed in Occidente, privilegia la famiglia e la natalità, nessun investimento – materiale, spirituale, culturale- viene fatto sul versante della riproduzione della società. Forse è questo l’elemento che più sgomenta. Oltre un certo limite, abbondantemente superato, l’individualismo genera mostri.

      La prima preoccupazione di ogni comunità…  

    Da sempre, la prima preoccupazione di ogni comunità e compagine sociale è stato perpetuare se stessa. Per questo nacquero le alleanze familiari, l’istituto del matrimonio, e tutto ciò che abbiamo chiamato comunità, cultura e poi civiltà. Poi, la corda è stata spezzata. Disprezzato il passato, negato il futuro come progetto comune, resta un “presentismo” ossessivo che, declinato in formule matematiche e in istogrammi statistici, descrive una società che getta nella spazzatura tutti coloro che non servono al modello dominante. Per gli anziani, è tutto tristemente più semplice: meno cure, l’idea che la soluzione sia una morte scelta, programmata, resa asettica dai bianchi camici degli operatori specializzati, falsamente disincarnata. In Olanda, uno dei laboratori dell’obitorio post moderno, è in discussione una legge che permetterà a ciascuno di richiedere ed ottenere la propria morte allo scoccare dei 75 anni di età, anche se in salute, a semplice richiesta. Sono cambiati i boia, quelli del terzo millennio non impiccano e non fucilano; con guanti e mascherina sterile, asportano grumi di cellule dal corpo delle donne che diventerebbero fastidiosi esseri umani. Armati di siringhe ipodermiche e lacci, sopprimono malati, anziani. La società dei rifiuti, con lo smaltimento che diventa a sua volta business.

      Un "tremendo fastidio"                                         

    Ecco ciò che rivela la statistica sulla povertà. I giovani sono un tremendo fastidio, l’eredità è un impiccio: impiegano almeno vent’anni per diventare adulti, per anni devono essere accuditi, istruiti, si deve vivere per loro, dimenticando le vacanze nei paradisi artificiali del mare esotico e del sesso a gettone, e poi costano, sporcano, esigono. Nel mondo del lavoro, poi, sono una vera palla al piede: formazione lunga e costosa, inesperienza, un sistema scolastico che non insegna né a vivere né a comprendere. Meglio, molto meglio, ricorrere agli eserciti di riserva. Come gli immigrati: sono già adulti, si accontentano di poco, lavorano in nero e senza protezione sociale. Un paradiso per alcuni, l’inferno per tutti gli altri. Le residue famiglie numerose sono le più danneggiate dal modello dominante, il che dissuade anche i più coraggiosi dal mettere al mondo figli. Oggi, le famiglie con tre figli sono rarissime, guardate con sorpresa e curiosità, e non c’è neppure un mercato immobiliare a costi ragionevoli per chi abbia bisogno di una o due stanze in più. In compenso, sono a carico della sanità pubblica non solo gli aborti volontari, ma anche le operazioni per il cambio di sesso e persino taluni interventi estetici. Le spese per gli animali domestici sono fiscalmente detraibili, c’è da stupirsi se i giovani esseri umani siano, nei fatti ed al netto del diluvio retorico dell’ipocrisia giovanilistica, l’ultima ruota del carro? Quando si presentano per un lavoro, si richiede loro l’esperienza che non possono essersi fatta, conoscenze e saperi che la scuola non fornisce. Di che cosa, infine, sarebbero eredi? Forse dello sballo del fine settimana, o dei falsi diritti individuali al capriccio, o ancora dell’egoismo che trabocca ovunque, a partire dalle loro stesse famiglie destrutturate.  Non è tutta colpa loro se davanti alla prospettiva di un impiego chiedono innanzitutto se si lavora al sabato o i festivi (come faccio ad andare in discoteca?), o se rifiutano con angoscia il sacrificio, la fatica, il disagio da cui li abbiamo allontanati.  Probabilmente sono davvero in maggioranza bamboccioni, ma è l’eredità perfetta di madri e padri iperprotettivi, partigiani intransigenti dei “diritti”, e di una società corriva per la quale ogni condotta è lecita purché sia volta al consumo. Non hanno ereditato l’idea di bene e di male, di giusto e sbagliato perché questi legati non sono stati citati nel testamento. Sprecati, consumati, spremuti come limoni, non sono caduti in successione.

      Povertà spirituale                                                  

    La povertà morale e spirituale diviene compagna inevitabile del disagio economico. Le vite nomadi, precarie, vissute alla giornata nell’indifferenza per il futuro si accompagnano alle nuove povertà materiali. Non ci si può formare una famiglia, posto che lo si voglia, ancor meno mettere da parte un gruzzoletto per il domani. Eppure, si trovano sempre i denari per i fine settimana di alcool ed eccessi, ci si deturpa il corpo con costosi e orribili tatuaggi (la regressione allo stato tribale, senza il senso della vita comunitaria della tribù). Eduardo Zarelli, benemerito editore controcorrente, nella prefazione ad un recente libro di Alain De Benoist, esprime un'altra verità sconcertante. Le ultime generazioni hanno competenze tecniche enormemente inferiori alle società tradizionali. In sostanza non sanno fare pressoché nulla, prigioniere della tecnologia. La tecnica, spiega Zarelli, “è il saper fare con scopo, mentre la tecnologia è un riduzionismo funzionale, una scienza applicata il cui fine è quello di fornirci una funzione senza passare attraverso il saper fare”. Una povertà che è tremenda responsabilità delle generazioni degli adulti e degli anziani. Esempi concreti, l’incapacità dei più a risolvere problemi di matematica e fisica in quanto ci pensa il computer, e la stessa perdita della memoria a lungo termine per cui non ricordiamo più neppure i numeri telefonici degli amici e parenti (stanno in rubrica!) e perdiamo progressivamente il senso dell’orientamento (tanto ci sono i GPS e Google Maps). Quante povertà diverse dietro i nudi istogrammi della statistica, e quanto è grande la perdita che abbiamo addossato ai nostri figli. Il futuro prossimo è ancora più nero: incombe l’era dei robot, ci sarà sempre meno lavoro, anche di quello qualificato e cognitivo. Sarà ancora più importante recuperare la volontà, il sacrificio, il ritorno alla manualità e alla capacità di far da sé, come i nostri nonni che erano più poveri in denaro – però li stiamo raggiungendo- ma più ricchi di conoscenze, autonomia, spirito di adattamento. La divisione del lavoro, insieme con indubbi successi, ci ha portati ad un sistema di vita per cui senza denaro non solo non abbiamo nulla, ma non siamo nulla.

      Rifiutate l'eredita immorale dell'ultimo secolo

    Dal male, tuttavia, occorre trarre opportunità. I giovani diventano poveri in termini monetari, ma, fortunatamente, alcuni di loro stanno recuperando il gusto del fare con le proprie mani e con il cervello, dell’intraprendere, del ri-costruire. Privati di eredità, o respinta con sdegno quella, avariata e menzognera dei padri, dovranno riprendere a navigare per l’alto mare aperto. Forse, avranno molto da imparare dai coetanei stranieri, più scafati, non pochi si perderanno per debolezza e assenza di esempi, ma la vergogna dovrebbe essere la nostra. Nel tempo delle opportunità e della ricchezza più ostentata, i nostri disvalori, le nostre follie (aver accettato l'usura da moneta-debito e il debito perenne – Ndr) hanno prodotto una povertà diffusa soprattutto a carico dei nostri giovani. Hanno il diritto di maledirci, hanno la necessità di comportarsi in maniera esattamente opposta ai genitori. Ma sapranno farlo, qualcuno oserà insegnarlo, oppure i figli che abbiamo contemporaneamente messo al mondo ed abortito o divorato faranno un altro passo verso il basso? L’Istat non può elaborare statistiche morali, o, come Richard Easterlin, tentare di misurare la felicità in rapporto al reddito. Può soltanto suonare l’allarme sulla povertà economica, e sulla sua drammatica concentrazione tra i più giovani membri della società. Senza padri, non si cresce. Senza figli, si muore senza funerale. Rifiutate l’eredità dell’ultimo mezzo secolo, il nostro, ragazzi traditi. Fate quel che vorrete, ma, per favore, non seguite il nostro esempio! E intanto (aggiungiamo – Ndr) il debito-pubblico inestinguibile – generato dal sistema bancario internazionalista – che le nuove generazioni dovranno ripagare, trasformando le proprie speranze in presagi di schiavitù sempre più asfissianti, muove, mese dopo mese, verso nuovi agghiaccianti e paradossali record (Ndr – Vedi giù in allegato).

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

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     Video correlato – Giacinto Auriti                            

    EURO: ELIMINARE IL DEBITO O I POPOLI? – prof. Giacinto Auriti

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  • L’Italia dell’ISTAT – Spezzata la catena di trasmissione della Civiltà: urge Controrivoluzione culturale

    L’Italia dell’ISTAT – Spezzata la catena di trasmissione della Civiltà: urge Controrivoluzione culturale

    Lunedì, 11 Aprile/ 2016   

    – di Roberto Pecchioli –

    Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Istat, Controrivoluzione culturale,  diminuiscono le nascite, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo, furti e rapine, Beppe Niccolai, Prodotto Interno Lordo, Thelma e Louise, le nude cifre dell’Istat, Ugo Foscolo, Woody Allen, genitorialità, catena di trasmissione 

    L’Italia dell’ISTAT – Spezzata la catena di trasmissione

    della Civiltà: urge Controrivoluzione culturale

    Hanno allentato la catena di trasmissione: quella tra le generazioni,

    quella della civiltà, della cultura, dell’amore di sé

     

     di Roberto Pecchioli

    istat - primavera 2016 - italia

     Istat – Una fotografia raccapricciante                                                           

    Roma   di Roberto Pecchioli  A Primavera tornano le rondini e torna la pubblicazione annuale dell’Istat, intitolata ottimisticamente “100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”. Ottimisticamente, perché i dati raccolti dall’istituto non sembrano interessare nessuno, a parte il primo giorno, con gli articoli dei quotidiani ed  i servizi delle televisioni generaliste. Soprattutto, non destano un dibattito culturale vero, né tantomeno, vengono analizzati da chi dirige il Paese. Lo chiamiamo così’ anche noi, oggi, poiché Patria è troppo impegnativo. La fotografia dell’Istat è impietosa: diminuiscono le nascite, meno di mezzo milione nel 2015, ed è il dato più basso dall’unità nazionale, 155 anni fa: 1,37 figli per donna in età fertile (solo l’indice tedesco è più basso) e ci vuole una media di 2,1 per garantire il ricambio generazionale. Ci si sposa pochissimo, solo 3, 2 matrimoni ogni mille abitanti. I giovani sono ampiamente superati, in numero, dagli anziani, 100 contro 157, ed è un dato impressionante. Si campa abbastanza a lungo, 80 anni gli uomini, 85 le donne, ma c’è una certa diminuzione della speranza di vita rispetto agli anni scorsi. Gli stranieri, che contribuiscono alle nascite con percentuali ormai a due cifre quasi dappertutto, sono cinque milioni, tanti quasi i disoccupati. Il loro numero è aumentato anche nel 2015, pur se l’aumento è il più contenuto da molti anni (55.000). Un dato raccapricciante è costituito dal numero – 2,3 milioni- e dalla percentuale (25,7 %) dei giovani che non studiano e non lavorano, oggi classificati con l’acronimo NEET  (non impegnati nel lavoro, nello studio e che non ricevono formazione).

     Una generazione perduta… parola di Mario Draghi                                   

    Una generazione perduta, afferma pensoso Mario Draghi, che, essendo banchiere, farebbe meglio a chiedersi quali siano le responsabilità della classe dirigente di cui egli è simbolo, che precarizza, flessibilizza, non fa credito, e fornisce un’istruzione da terzo mondo, con l’inflazione delle lauree brevi  e dell’ignoranza lunga. Non a caso, si leggono  pochissimi quotidiani ed ancor meno libri che non siano, così spesso, i cosiddetti “libroidi” scritti, o almeno firmati, dai personaggi dello sport o dello spettacolo. In compenso si divorzia molto, 8,6 divorzi ogni diecimila abitanti e si è vittime di tanti furti e rapine che spesso non si fa neppure più denuncia. Il Prodotto Interno Lordo pro capite segnala un divario Nord Sud che aumenta e che si avvicina al 50%Questa è la fotografia, e del resto un istituto di statistica ha l’unica funzione di fornire dati, cifre, percentuali. Per valutare , progettare rimedi, imprimere svolte, dovrebbero scendere in campo altri. E questo è, purtroppo, il punto.

     Governo – Non esiste una idea di "bene comune" e "futuro"                     

    Il livello delle nostre classi dirigenti è sotto gli occhi di chi riesce ancora a vedere, non solo guardare: i ministri sono in lotta tra loro, ciascuno rappresenta una lobby o un comitato d’affari, nessuno ha la sguardo rivolto al futuro, o possiede un’idea di bene comuneL’ultima che ha dovuto dimettersi, la dottoressa Guidi, titolare dello Sviluppo Economico, ceto dirigente dalla nascita, in quanto figlia dei titolari dell’industria Ducati, la quale, tanto per contribuire alla ricchezza nazionale, è una di quelle che ha delocalizzato produzioni in Romania. La bella signora avrebbe fornito informazioni d’ufficio riservate al suo “compagno”, un imprenditore di quelli che alcuni anni fa vennero definiti “furbetti del quartierino”. Messa alle strette, ha affermato che costui è “solo” il padre di suo figlio. C’è tutta l’Italia di oggi, nella signora ministra ( si deve dire così….). Brigano sin dall’adolescenza per incarichi dirigenziali, si laureano magna cum laude con l’aiutino, vivono nell’arroganza, la loro vita sentimentale è variabile come il tempo d’aprile, e poi, quello è solo il padre di mio figlio…

    istat - primavera 2016 - italia

     A bordo di un treno che corre verso un burrone e senza macchinista    

    Un maestro della mia generazione politica, Beppe Niccolai, ci ammoniva a non guardare alla realtà con le categorie della sociologia, ma con quelle della storia e della filosofia.  Invece, la lezione vincente resta quella di Max Weber, grande sociologo inventore dell’avalutatività come criterio di quella conoscenza, oltreché teorico del “politeismo dei valori” nelle società moderne. E sia, la sociologia, che si serve della statistica, ha il diritto di essere imparziale, secondo la prescrizione weberiana, e di classificare con cura tassonomica i dati, scomporli e ricomporli secondo modelli matematici stabiliti. Ma la scienza politica no, deve conoscere, ragionare, giudicare, progettare, organizzare. Soprattutto, deve fornire, con l’aiuto della storia , della filosofia e del comune buon senso, un giudizio di valore, a partire dal quale realizzare i correttivi per cambiare rotta. Aveva ragione Massimo Fini a definire questo tempo e le generazioni al comando come "un treno che corre senza un macchinista ( c’è il mercato…) su di un binario che si interromperà, prima o poi". A me viene in mente la celebre scena finale di “Thelma e Louise”, quando le due donne lanciano l’automobile a gran velocità e, consapevolmente , precipitano se stesse nel burrone, dopo l’avventura “on the road” con cui hanno creduto di dare un senso alle loro vite. Corriamo ridendo verso precipizi, ma nessuno si chiede se sia un bene o un male che non nascono bambini, che i matrimoni non si celebrino o durino pochissimo, che i giovani non lavorino né studino, se gli stranieri siano qui per motivi economici o per distruggere progressivamente , insieme con il mercato del lavoro, il tessuto comunitario delle nostre regioni.  Non ci chiediamo più neppure perché si abortisca, o perché si viva un po’ meno a lungo, o perché la criminalità faccia così paura. Celebriamo ogni giorno, senza saperlo, un pezzetto del nostro stesso funerale, intanto abbiamo rimosso la morte e siamo indifferenti al futuro. Se non ho figli, che mi importa del dopo? Fulminante fu la battuta di Woody Allen, ebreo, americano, progressista, cittadino della Grande Mela, dunque interprete perfetto della cosmopoli odierna: “Perché mi devo preoccupare dei posteri? Che cosa hanno fatto i posteri per me?".

     Paradossi sociali ed economici dietro la foto Istat                                      

    Comunque, pretendiamo diritti, e se conviviamo, respingiamo i doveri del matrimonio, ma rivendichiamo la reversibilità, diritti di successione ed assegni familiari. A questo si riducono, infine, le unioni civili (vedi qui Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Prima Parte e qui Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Seconda Parte).  I figli sono un ingombro, vanno accuditi, mantenuti, persino educati. Ah no! A quello pensi lo Stato, con le tasse che paghiamo! I vecchi sono troppi, apriamo ospizi e, soprattutto, chiamiamo eutanasia (buona morte) il diritto di toglierceli dai piedi da malati.  Poi magari spargeremo in mare le ceneri (vedi qui approfondimenti – La Massoneria vuole cremarci tutti), o le terremo sul comodino in un’urna, così il funerale costerà meno e non pagheremo sepolture. Tante cose ci dicono, a volerle ascoltare, le nude cifre dell’Istat. Ugo Foscolo ci aveva avvertito che la civiltà nacque “dal dì che nozze e tribunali ed are /dier alle umane belve esser pietose / di sé stesse e d’altrui”. Le nozze non si celebrano più, solo unioni effimere, per dividere le spese, andare in vacanza ed avere comodità nei rapporti intimi, dei tribunali non ci si fida, con molte buone ragioni, e non si denunciano più furti, rapine, malversazioni, soprattutto non si percepiscono neppure più come ingiustizia, inciviltà o degrado le mille condotte negative di ogni genere di cui siamo testimoni.  Quanto agli altari, aboliti in nome della ragione umana che tutto può, tutt’al più derubricati ad agenzia assistenziale.

     Non la nostra casa, la nostra terra, la nostra civiltà                                     

    Torniamo alla denatalità ed alla crisi drammatica dell’unione matrimoniale. Ascoltiamo distratti dati pesantissimi, e subito passiamo oltre, ci inseguono altre notizie, altre “ultima ora”. Il problema è che uguale comportamento hanno i governi e le élite culturali. L’Istat  dice bene , nel suo titolo “il paese in cui viviamo”. Niente di più: è un paese, un luogo qualsiasi, non la nostra casa, la nostra terra, la nostra civiltà. Ci viviamo e basta, trasciniamo le nostre vite qui, ma se fossimo a Oslo, Timbuctù o Giacarta sarebbe lo stesso. Uno è il mondo, questo paese (lo chiamano proprio così, nelle loro pensose intemerate, quelli “de sinistra” ,questo paese) è solo uno dei tanti: ci viviamo, ma solo per caso o per necessità, domani magari saremo a Los Angeles, beninteso dopo una vacanza a Sharm el Sheyk, terroristi permettendo. Come possiamo integrare, o almeno accogliere con la nostra dignità gli stranieri, se non vogliamo offrire un valore che ci distingua, un principio morale qualsiasi, un modello di vita che non sia quello di mangiare, bere e farsi i fatti propri?

    istat - primavera 2016 - italia

     L'Impero Mondiale del Capitale & complici istituzionali, contro vita… 

    Non ci chiediamo se sia bene o male che non nascano più figli di “questo Paese”, oggi è così, domani chissà, ci penserà qualcun altro. Se la gente non si sposa e non vuole eredi, non è solo perché la vita non è semplice: nel passato le cose andavano assai peggio, certamente leggi a favore della famiglia aiuterebbero molto, ma ciò che l’Istat non può fotografare, e la sociologia non sa indagare è che un immenso sistema di potere, la cui catena di comando è nelle solite mani sporche di finanzieri, azionisti di multinazionali e persuasori al loro servizio, è sfavorevole alla vita, alla famiglia, all’amore di sé, della Patria, delle proprie tradizioni e cose.

     Controrivoluzione culturale                                                                              

    Dobbiamo quindi ritornare senza paura a dare giudizi, ad additare colpevoli, a indicare soluzioni (vedi qui approfondimenti Controrivoluzione – La via della tradizione: tempo di agire in un ordine militante, contro l’Impero Mondiale del Capitale). E’ un male l’agonia dell’Italia, è un male terribile che si disfino le famiglie, e si ricompongano a caso, per poco tempo. E’ un male considerare l’aborto un diritto: semmai è una triste necessità in casi particolari e definiti, è un male l’orrore invincibile del nostro tempo per la sofferenza, da nascondere in appositi lazzaretti ed interrompere a richiesta, con domanda online, previa acquisizione del pin per comunicare con l’ufficio competente. E’ una terribile perdita allontanare da sé l’esperienza concreta della morte: conosco persone che non hanno neppure il coraggio di andare all’obitorio per visitare un parente od un amico morto. Proprio Massimo Fini, che pure si dichiara ateo, ha pronunciato parole semplici e concretissime, al riguardo:  morire è facile, prima o poi ci riescono tutti.  Ed è una carenza di sentimento, dunque di vita, rinunciare volontariamente all’esperienza della paternità e della maternità, che adesso chiamano, con un neologismo orribile e burocratico, “genitorialità”.

     Abbiamo allentato la catena di trasmissione della civiltà                           

    Ma un potere possente ed immenso come forse mai nella storia (ecco un altro giudizio di valore) ci vuole così. Hanno allentato la catena di trasmissione: quella tra le generazioni, quella della civiltà, della cultura, dell’amore di sé. A spezzarla definitivamente, però, ci abbiamo pensato noi, come provano le cento statistiche diramate dall’ISTAT. Spettatori annoiati, obbligati a porre sempre più in alto l’asticella delle emozioni di un attimo, senza padri, nubili, celibi, di stato libero, membri provvisori e rigorosamente part–time di legami  arcobaleno , indifferenti all’idea stessa di un Dio qualunque, senza figli, tanto al mondo alcuni miliardi di soldatini premono per essere i nostri successori a basso costo, imbottiti di medicinali e di ritrovati spesso inutili perché occorre essere, anche dopo gli ottanta, più sani e più belli. Altrimenti, non vale la pena vivere, e tutto si può risolvere con una punturina asettica, tra i camici bianchi ed i sorrisi artefatti dei psicologi di sostegno. Goethe, morendo, sembra abbia detto “Più luce” . Noi, lo certifica l’Istat nell’indifferenza dei superiori, indaffarati a fare denaro, cambiare partner che, magari, saranno solo genitori del figlio in comune, desideriamo evidentemente spegnerla la luce di questa Patria rugosa, vizza e cialtrona. Abbiamo voluto, ci hanno dato, la libertà di vivere a nostro gusto, spezzare una catena.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Moneta – Rivoluzione del sistema sociale e contraddizioni dei materialisti

    Moneta – Rivoluzione del sistema sociale e contraddizioni dei materialisti

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014 

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia 

    Premessa di Sergio Basile / Presidente Ass. Naz. "Sete di Giustizia"

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    Moneta – Rivoluzione del sistema sociale e

    contraddizioni dei materialisti

    Centralità del concetto di gratuità nello "strumento" monetario

    Limiti dei materisli – Da oggi l'Istat misurerà il Pil considerando

    anche contrabbando, prostituzione e droga

     

     di Nicola Arena SDG Anguillara Sabazia

    Premessa di Sergio Basile SDG / Redazione Qui Europa

    sete di giustizia - Limiti dei Materialisti

     Premessa                                                                                                                       

    Premessa – Oggi, come denunciato in centinaia di articoli, dall'Osservatorio "Qui Europa" e dalle pagine web (e facebook) dell'associazione auritiana "Sete di Giustizia", si parla illegittimamente e sommariamente di "crisi economica", nascondendo il cuore del problema: il signoraggio bancario e l'usura esercitata in primis dalle banche centrali e dagli ideatori della moneta-debito (vedi, ad esempio, i silenzi e le contraddizioni dei seguaci della MMT). In molti per fortuna hanno compreso come in realtà si tratti di una "truffa monetaria" spacciata per crisi e protesa all'espropriazione indotta dell'universalità dei beni di cittadini e imprese: quella che possiamo chiamare molto semplicemente "abolizione sostanziale della proprietà privata" dei beni appartenenti ai popoli e alla nazioni, in favore di una oscura élite mondialista, profondamente credente... Ma nel dio del male. Tattavia, anche tra i conoscitori del "problema signoraggio", pochi hanno compreso correttamente e focalizzato cosa sia davvero la moneta; pochi hanno compreso come non si possa parlare di moneta se non in ragione di un'insopprimibile  ed imprescindibile prerogativa di carattere spirituale (vedi qui La Vera Ricchezza di una Nazione e qui Moneta e Dimensione Spirituale del Valore).

     Le difficoltà e le contraddizioni del materialista                                              

    Il materialista avrà dunque molti problemi a comprendere la dimensione a-materiale dello strumento monetario, trasformato come per magia da strumento convenzionale e di mutuo soccorso (Vedi rivelazioni mosaiche del Vecchio Testamento), a strumento di dominio e distruzione. Egli (il materialista) coglierà pertanto solo l'aspetto meramente materiale della moneta, finendo per cadere in contraddizione. La stessa contraddizione nella quale sono caduti nelle scorse ore i maestri dell'Istat che da oggi calcoleranno il PIL, secondo le nuove pazzesche e deprecabili regole volute dall'Unione europea (vedi qui L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool diventano “Ricchezza Nazionale” e qui  Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?).

    Sergio Basile / Presidente "Sete di Giustizia" / Direttore Quieuropa

    sete di giustizia - Limiti dei Materialisti

     di Nicola Arena SDG Anguillara Sabazia

     Capire il concetto di moneta tra utopia e realtà                                               

    Anguillara Sabazia (Roma) – di Nicola Arena – In un sistema utopistico, l’umanità potrebbe lavorare e produrre beni e servizi, utilizzabili per il mantenimento vitale e per il miglioramento delle condizioni di vita, nel rispetto dell’ambiente e dei valori etici, al servizio dell’intera umanitàPoiché una teoria per essere invalidata ha bisogno di prove certe della sua insussistenza, possiamo tranquillamente affermare che un mondo senza denaro, sarebbe possibile a determinate condizioni. Come per lo studio della fisica, si fa riferimento a condizioni “ideali” per spiegarne gli effetti reali, così pure, per capire il concetto di moneta e della sua applicazione pratica, occorre semplicemente partire dalle condizioni utopistiche.

     La moneta come materializzazione dei talenti                                                 

    La moneta, essendo un contenitore di valore, (concetto spirituale, frutto di un’elaborazione mentale, espresso dalle persone vive – vedi qui Capire il denaro, oltre la BCE – Il curioso caso dell’ambra grigia qui Il Contenitore – Una truffa oltre il dualismo lira/euro) può e deve essere creato nel momento in cui si ha necessità di materializzare i talenti e le capacità umane, per renderle “gratuite” per la società beneficiante.

     Centralità del concetto di gratuità e concretizzazione dell'utopia             

    Per spiegare il significato di “gratuità” dei beni e servizi resi disponibili all’intera umanità, dobbiamo riferirci alle parole espresse in apertura dell'articolo, cioè rendere concreta l’utopia, attraverso sistemi artificiali, come la creazione del denaro.

    sete di giustizia - Limiti dei Materialisti

     Moneta e Rivoluzione del sistema sociale universale                                   

    La moneta, è uno strumento che ha valore reale finchè dura la convenzione (vedi qui – Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo) cioè fino a quando l’accordo fra tutte le persone gli consente di durare. Sarà quindi una scoperta che, utilizzata nel modo “giusto”, cioè accreditando una quota di moneta alla popolazione intera (che ne crea il valore per semplice accettazione – vedi qui Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo), cioè distribuendone il valore in parti uguali ad ogni emissionerivoluzionerà il sistema sociale universale. Attualmente, però, la moneta è utilizzata, in tutto il mondo, nel modo contrario al vero motivo della sua creazione. Questa inversione di segno, all’inizio della sua messa in circolazione, ha un unico scopo: quello di indebitare e sottomettere la popolazione mondiale al volere di pochi individui. Con innegabili conseguenze anche spirituali e morali.

     Umanità all'oscuro di tutto!                                                                                   

    L’umanità è all’oscuro di tutto questo, e (come ha insegnato il grande Professor Giacinto Auriti) viene espropriata e indebitata del suo stesso valore. Una truffa che non ha eguali nella storia del mondo. Cosa fare dunque? Occorre che tutti prendano coscienza che senza una cultura monetaria, non può instaurarsi nel mondo la vera pace sociale e il benessere fisico e spirituale, da sempre anelato dalla creazione dell’uomo.

    sete di giustizia - Limiti dei Materialisti

     Necessita una diffusione capillare                                                                       

    Auriti ha speso tutte le sue energie per spiegare alla gente i pericoli nascosti dietro l’inganno della moneta-debito. La sua scoperta, quella del “valore indotto della moneta”, deve essere conosciuta da tutti! Solo quando la maggior parte degli esseri umani, avrà compreso che noi persone vive siamo dei creatori di valore dando valore aggiunto alla stessa Creazione (vedi qui Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!non avremo mai più bisogno di chiedere in prestito denaro, semplicemente perché esso ci appartiene, essendo una creazione del pensiero umano, materializzato in un simbolo.

    Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Domenica, Giugno 15th/ 2014 – di Nicola Arena  – Redazione Qui Europa, Nicola Arena, L'industria dell'infelicità e il  sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, Pericoli derivanti dal Sistema del Debito, John e Robert Kennedy e Aldo Moro, produzione di sola infelicità, La nascita della responsabilità morale, Giacinto Auriti,  La contromassoneria del bene comune  Pericoli derivanti dal Sistema del Debito Rinnovamento culturale al tempo […]

    Giuda e il Danaro – La Grande Lezione di Padre Raniero

    Giuda e il Danaro – La Grande Lezione di Padre Raniero

    Sabato, Aprile 19th/ 2014  – di Sergio Basile  – Padre Raniero Cantalamessa, Roma, Damasco, Siria, Terra Santa, Città del Vaticano, Venerdì Santo, Pasqua 2014, Dio o mammona, Padre Raniero Cantalamessa, Moloch di biblica memoria, Jesus Christ Superstar, bisognava offrire quotidianamente un certo numero di cuori umani, Sacramento della Riconciliazione, verso la Pasqua, Paul Claudel  Giuda e il Danaro – La Grande Lezione di […]

    Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!

    Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!

    Venerdì, Aprile 4th/ 2013  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia – Lavoro, vero senso del lavoro, lavoro e ricchezza, produzione e lavoro, valore convenzionale della moneta, automazione e disoccupazione, concentrazione della ricchezza nelle mani di una élite, natura e produzione illimitata e sovrabbondante di beni, provvidenza divina, luogo comune sul valore del lavoro, Giacinto Auriti,  Sete […]

    Europia e la Straordinaria Scoperta del Valore del Tempo

    Europia e la Straordinaria Scoperta del Valore del Tempo

    Mercoledì, Novembre 6th/ 2013 – di Nicola Arena –  Italia, Giacinto Auriti, Europia, Unione Europea, Nicola Arena, Non esiste debito pubblico, Signoraggio, Debito Pubblico, Benessere della popolazione, Ricchezza reale, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, La Vita del prossimo è ricchezza reale, Ogni uomo è l'espressione vivente del tempo, la vita non appartiene allo stato, […]

    Crisi: le contraddizioni di Squinzi, Pittella e i 3000 massoni di Rimini

    Crisi: le contraddizioni di Squinzi, Pittella e i 3000 massoni di Rimini

    Mercoledì,  Giugno 11st/ 2014    – di Sergio Basile  – Redazione quieuropa, Davide Consonni, Redazione Losai, Rimini, Gianni Pittella, Massoneria, Grande Oriente d'Italia, PD, discorso al convegno massonico di Rimini, Crisi, Sistema massonico-bancario, Ezra Pound, Giacinto Auriti, Giorgio Squinzi, Eurobond, Nuovi debiti, Patto di stabilità, parlamento europeo, Valuta, lavoro e decadenze, Andrea strug, Padre Kolbe  Crisi: le contraddizioni […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    L’insegnamento di Sant’Antonio, l’Umile Guerriero di Dio

    L’insegnamento di Sant’Antonio, l’Umile Guerriero di Dio

    Giovedì, Giugno 5th/ 2014  – di Angela Serramazza – Redazione Quieuropa, San'Antonio da Padova, parla ai pesci, santo taumaturgo, Angela Rita Serramazza, San Massimiliano Kolbe, Milizia Dell’immacolata,  Calabria, Benedetto XVI, nuovi squilibri economico-sociali legati allo sviluppo dei traffici commerciali e dei primi rudimentali sistemi bancari, San Bernardino da Siena, discepolo di Francesco  L'insegnamento di Antonio, l'Umile Guerriero di Dio  Riflessione della  Milizia dell'Immacolata di San Massimiliano Kolbe, in […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

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    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    La Grande Battaglia, la Patria, la Rivoluzionaria, il Professore

    La Grande Battaglia, la Patria, la Rivoluzionaria, il Professore

    Lunedì,  Giugno 2nd/ 2014    – di Rocco Carbone e Sergio Basile – Redazione quieuropa, Rocco Carbone, Sergio Basile, Giovanna d'Arco. Giacinto Auriti,  Papa Benedetto XV, Friedrich Schiller, La Pulzella d'Orléans, Pëtr Il'ič Čajkovskij, Giacinto Auriti, Teoria del valore indotto della moneta, Festa della Repubblica,  amor di Patria, San Francesco d'Assisi, Madonna di Fatima, scisma d’Occidente, Guerra dei cent’anni tra Francia e Inghilterra,  Cristina Siccardi, duca di Bedford, Guglielmo di La Poule, Giovanni sire di Talbot,  liberazione della […]

    La Preghiera, la Lotta contro i Demoni e l’Insegnamento di Tolstoj

    La Preghiera, la Lotta contro i Demoni e l’Insegnamento di Tolstoj

    Lunedì, Febbraio 24th/ 2014 – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile –  Padre Piotr Anzulewicz, Lew Tolstoj, Circolo Culturale San Francesco, Papa Francesco, Religione e fede, Eucarestia, Solo chi ha nel cuore questa preghiera potrà scacciare i demoni, liberazione dalla propria volontà, La fede e l'incontro con Dio trascendente, Incredulità epreghiera, Crociata del Rosario, Austria 1955 e […]

    Stati Uniti d’Europa – Matteo Renzi ammette di volere il Nuovo Ordine Mondiale

    Stati Uniti d’Europa – Matteo Renzi ammette di volere il Nuovo Ordine Mondiale

      Lunedì,  Luglio 14th/ 2014  – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Nuovo Ordine Mondiale, Stati Uniti d'Europa, Matteo Renzi, Mario Monti, Cecile Kyenge, Laura Boldrini, federaisti, Terzomondializzazione indotta dell'Europa, Piano Kelergi, Video verità, massoneria internazionale  Stati Uniti d'Europa – Nuovo Ordine Mondiale e Integrazionismo, così parlava la casta unita Monti, Renzi, Kyenge, Boldrini, federaisti, ecc… Così la casta […]

    Speciale – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    Speciale – L’Inganno monetario dietro le grandi manovre di Bruxelles e Francoforte

    Domenica,  Giugno 29th/ 2014  – Speciale di Sergio Basile e Nicola Arena – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Mario Draghi, BCE, Matteo Renzi, Jean Cloude Juncker, Costo del denaro, minimo storico, strategia mondialista, mercati finanziari, Vertice europeo, misure lacrime e sangue, politici camerieri dei banchieri, moneta debito, credit crunch, signoraggio, Giacinto Auriti  Speciale – L'Inganno monetario dietro […]

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     Speciale – Giacinto Auriti – Che cos'è la moneta?                                          

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. Che cos’è la Moneta? – 1

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. Che cos’è la Moneta?

    Martedì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Prima Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Oro-carta, cos'è la moneta?, Chi crea la moneta?, Perché un Paese più è industrializzato  più produce e più si indebita, verso chi si indebita?, Perché i Paesi […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Origini della Moneta – 2

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Origini della Moneta

    Giovedì, Marzo 20th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Seconda Parte – di Giacinto Auriti  – Popolo d'Israele e straordinaria concezione della moneta nell'antico testamento, il Mamrè e Israele, il comando della potenza svelato a Mosè nel Deuteronomia, Tobia Tobi e la moneta presso Israele, I Grandi personaggi del […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Il Segreto dei Segreti – 3

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Il Segreto dei Segreti

    Domenica, Marzo 23rd/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Terza Parte – di Giacinto Auriti  – Il Mamrè e Israele, il comando della potenza svelato a Mosè nel Deuteronomia,  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano,nascita della sistema moderna, valoreconvenzionale monetario, la […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale – 4

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Legittimazione di uno Strumento di Dominio Mondiale

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quarta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollodell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, legittimazione di uno strumento di dominio mondiale, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista  – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale – 6

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza – 7

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Dalla Nuova Torre di Babele al Tempo della Grande Speranza

    Sabato, Aprile 12th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Settima Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, Rothschild, Cavaliere rosa-croce 18° grado, valori spirituali sotto la polvere di musei senza visitatori, Il […]

  • L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool diventano “Ricchezza Nazionale”

    L’Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga e Alcool diventano “Ricchezza Nazionale”

    Sabato,  Maggio 24th/ 2014

     – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile 

    Redazione quieuropa, Mario Monti, Fiscal Compact, rapporto deficit/PIL, accordi di Maastricht, Prodotto Interno Lordo, Istat, Enrico Giovannini, Sistema dei conti nazionali (Sec), Sec2010, Eurostat, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Ezra Pound, Bob Kennedy, discorso sul Pil, Medioevo, professor Massimo Viglione 

    L'Inversione tra bene e male – Prostituzione, Droga

    e Alcool diventano "Ricchezza Nazionale"

    Come la casta europeista sta perfezionando quel piano di

    distruzione sociale ed economico contrario al bene

    comune, e funzionale agli interessi dell'élite

    mondialista al potere

    Una doverosa riflessione storica sull'origine del male

    Video in allegato: analisi storica del Prof. Massimo Viglione

          

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Oltre il PIL – Osservazioni sul nuovo assetto macroeconimico dell'élite 

    Bruxelles, Roma – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  Il Pil, secondo l'economia classica, misura come noto la "ricchezza di una nazione", ma è davvero così? Specie oggi che – come vedremo di seguito – attività criminali e deprecabili secondo Bruxelles e Roma (a stretto giro) devono essere inserite di diritto all'interno di questa ricchezza? Vediamo, partendo da una piccola premessa. Qualche anno fa (era il 2012) pochi si stupirono per la prontezza con la quale Mario Monti, alla guida di un governo tecnico che avrebbe dovuto solo portare il Paese a nuove elezioni, come denunciammo a suo tempo, si era invece preso la briga, prima, di firmare il Fiscal Compact (accordo tra Stati, allora non sancito né approvato dal Parlamento Europeo) e poi, addirittura, di fare diverse modifiche alla Costituzione. Grazie a una di queste modifiche, da allora (e fino quando qualcuno non dirà che quella azione era illegittima in quanto votata da un Parlamento illegittimo….) l’Italia è obbligata a rispettare una serie di “regole” che riguardano la riduzione del deficit e il rapporto deficit/PIL. Rapporto per altro già posto a sigillo della gabbia europea fin dal 1997 (vedi qui – Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana).

     Intorno al rapporto Debito/Pil                                                                               

    Come tutti i telegiornali hanno ripetuto fino alla nausea agli italiani (forse anche per convincerli ad accettare misure capestro adottate da tutti gli ultimi governi) infatti è opportuno ricordare come gli accordi di Maastricht abbiano definito un "patto di stabilità" con il quale è stato imposto, ai Paesi sottoscrittori, di contenere il deficit pubblico entro il tetto del 3% del PILCome in ogni rapporto che si rispetti (matematicamente parlando) per mantenere basso il risultato o si riduce il numeratore (il deficit) o si aumenta il denominatore (il PIL). Recentemente, però, la maggior parte dei Paesi europei si è resa conto (come hanno fatto a non capirlo prima?) che i loro conti pubblici non permettevano di rispettare gli “accordi” economici sottoscritti forse troppo frettolosamente… E allora hanno pensato che fosse necessario trovare una soluzione. Come visto, infatti, il rapporto era ed è incontenibile (vedi qui – Il Vero Volto del Consumismo e l’inganno del Rapporto Debito/PIL) poiché il debito pubblico (numeratore) è destinato a crescere all'infinito, sulla scia della speculazione finanziaria da interessi passivi sui titoli di stato, e sulla scia di un ricorso smodato ed irrazionale all'iper-emissione di titoli e dunque della bizzarra strategia dell'iper-cartolarizzazione delle obbligazioni statali. Discorso inverso, come vedremo, pert il Pil.

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Intorno all'iper cartolarizzazione del debito pubblico                                   

    Ma Come funziona la tecnica della cartolarizzazione? Semplice! Per cartolarizzazione s'intende la cessione di attività o beni – di una società definita tecnicamente originator: nel nostro caso dei beni pubblici e privati di una nazione – attraverso l'emissione ed il collocamento di titoli obbligazionari (nel nostro caso, si tratta di titoli di stato). I beni o attività sono ceduti a terzi o impegnati a garanzia di tal debito. Nel caso in esame è lo stato che media tra i cittadini chiamati a ripagare il debito originato dall'emissione di titoli e gli investitori e speculatori finanziari che acquistano tali titoli nella speranza di ottenere interessi sempre più alti. Ricordiamo, in merito, che oggi il dio "mercato" – dopo il celeberrimo divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia del 1981, diretto da Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi – decide arbitrariamente il livello dell'interesse da ripagare, mediante il vergognoso ed inaccettabile meccanismo del rating e dello spread, lasciato in balia dei falchi del sistema bancario e delle agenzie ad esso assoggettate, quali  Standard & Poor's, Fitch Ratings e Moody's (vedi qui L’Inganno delle Riforme Strutturali e la Morsa del Rating Sovrano – La Costituzione ora la scrive Moody’s e qui Rating e Speculazione, da Bruxelles Palliativi o Azioni Concrete?)

     Cartolarizzazione e disastro "Basilea 3"                                                             

    Nel meccanismo della cartolarizzazione, dunque, il recupero da parte dei terzi del valore di questi beni o attività (nel nostro caso i cespiti ed i redditi che lo stato pone in garanzia e pretende, tramite la leva fiscale e tramite l'azione di enti come Equitalia) dovrebbe garantire la restituzione del capitale e delle cedole di interessi indicate nell'obbligazione. Se tale recupero non è possibile, grazie anche a fenomeni come la rarefazione monetaria (carenza di credito e moneta in circolazione, a causa – come nel caso dell'Italia – alla chiusura dei rubinetti del credito successiva all'innalzamento dei coefficienti di riserva obbligatoria sanciti con "Basilea 3" – vedi qui – Basilea 3 – Ok dell’Europarlamento a rapporto banche – e qui Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico) chi ha comprato titoli cartolarizzati incorre nella perdita sia del capitale versato che degli interessi dovuti. Per lo più i beni ceduti sono costituiti da crediti, tuttavia possono essere immobili, strumenti derivati o altro. Ovviamente in questo caso a rimetterci, come noto, sono i cittadini, visto che a monte lo stato – mediante la tassazione – trattiene o recupera le sostanze finanziarie necessarie a ripagare questa macroscopica forma speculativa, che i politici – servi e burattini dei banchieri – fingono di non vedere… Ovviamente, posta a ciliegina sulla torta, la realtà (a monte di tutto) dell'emissione di moneta-debito da parte della BCE: moneta cartolarizzata e ricomprata – a tassi bassissimi, dell'1% allo o,25% – attraverso il meccanismo delle aste fittizie trimestrali – dalle banche private che poi rivendono il "pacchetto" agli stati (come prevede l'art. 123 del Trattato di Lisbona). Alla luce di ciò, capiamo come l'attuale sistema di cartolarizzazione del debito pubblico connesso all'emissione monetaria a debito, sia stato concepito col fine di far esplodere il debito in maniera incontrollata.

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Intorno al PIL                                                                                                              

    Come spesso  accade ormai da molti decenni purtroppo la soluzione trovata è stata, a dir poco, discutibile. Dato che spesso la spesa pubblica è diventata un’abitudine e soprattutto dato che dipende, come visto, da fattori animali (tra cui la mancanza di una sovranità monetaria reale : riconducibile alla "proprietà popolare della moneta" e all'emissione di un reddito di cittadinanza a credito) che impediscono in maniera indotta di ridurla, si è pensato a un modo “innovativo” di far aumentare il PILMa cos’è davvero il PIL? Il PIL, o Prodotto Interno Lordo, rappresenta come detto, il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un paese in un certo intervallo di tempo (generalmente l’anno). Esistono tre diverse metodologie per calcolare questo valore. La prima ("Metodo della Spesa": C+I+G+X ), utilizza il calcolo  dei Consumi (spesa delle famiglie in beni durevoli, beni di consumo e servizi – C), degli Investimenti (spesa delle imprese e delle famiglie in immobili – I) della Spesa Pubblica (G) e delle Esportazioni nette (differenza fra esportazioni ed importazioni – X). Il secondo ("Metodo del Valore Aggiunto") non fa altro che sommare il valore aggiunto dei Beni e dei Servizi prodotti dalle imprese in quel periodo. Il terzo stumento economico di misurazione del PIL – "Metodo dei Redditi" – effettua la somma delle Retribuzioni e dei Redditi da Capitale. Ovviamente tutti e tre questi metodi devono fornire lo stesso risultato.

     Bob Kennedy e il suo Discorso sul Pil                                                                 

    Ovviamente di per sé questa grandezza economica si presta – come avvenuto in passato – ad amplissime e veementi critiche, da momento che esso – come ricordò Bob Kennedy in un celebre discorso pronunziato tre mesi prima di essere assassinato: vedi video giù in allegato – considera tra la ricchezza della nazione anche elementi distruttivi come armi, prodotti ed elementi inquinanti o – ad esempio – materiale pornografico, ecc.., e dal momento che esso – essendo una grandezza aggregata – va avanti per medie generali, e considera egual ricchezza pro capite, anche se in realtà a detenere la stragrande maggioranza della ricchezza di una nazione è magari il 2% della popolazione della stessa e il resto del campione statistico, vive magari in condizioni di povertà o estrema povertà. Per contro il PIL non misura elementi che a ben vedere rappresentano la vera ricchezza di una nazione: l'onesta, l'unità familiare, lo spirito di collaborazione, ecc.. Il vero valore aggiunto che fa la differenza!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     PIL – L'ultima genialata dell'eurocasta illuminata                                         

    Riassumendo, possiamo sostenere che il PIL come strumento di valutazione dell’economia di un Paese sia assolutamente una grandezza economica (parametro) sbagliato/sballato: basti pensare – ribadiamo – che l’inquinamento derivante dal consumo di combustibili fossili fa aumentare il PIL, mentre il risparmio energetico derivante dall’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come il solare lo riduce in quanto riduce i consumi di energia elettrica. Cosa hanno pensato, dunque, i Grandi Esperti dell'UE (cosa credevate? che solo in Italia ci fossero Grandi Esperti, magari tecnici?) per far quadrare conti che non possono quadrare perché sbagliati in partenza?  Ebbene, i Grandi Esperti dell’UE hanno deciso (non proposto….e votato in Parlamento) di modificare arbitrariamente il modo in cui, nel calcolo del PIL, si deve tenere conto delle spese derivanti dalle attività illegali come la prostituzione o il traffico di sostanze stupefacenti o, ancora, il contrabbando di sigarette o di alcolici o il consumo di drogaAlcuni penseranno che si tratti di uno scherzo o di una beffa di qualche bontempone. Niente affatto! È tutto vero, purtroppo! È “un passo importante”, ha detto l’ex presidente dell’Istat e Ministro del Lavoro del governo Letta, Enrico Giovannini, "per avere un quadro sempre più realistico dei conti nazionali" (Confronta qui agenzia AdnKronosIstat: droga e prostituzione saranno inserite nelle stime del Pil ). Lo stesso si è affrettato a spiegare che non si tratta di un nuovo Sistema dei conti nazionali (Sec), perchè l’inserimento delle attivitá illegali era giá previsto nel Sec del 1993 e poi in quello europeo del ’98, “ma non veniva applicato in quanto non era stata trovata una concordanza sulla metodologia”. Capite verso dove stiamo andando? Capite il baratro che si apre sempre di più, giorno dopo giorno, sotto i nostri piedi?

     Quando il PIL va a P….. (PIL, Prostitute e Spacciatori)                                

    Quindi, ciò di cui dovremmo essere felici, almeno secondo i nostri politici, è che finalmente nella stima dei conti della cosa comune, terremo conto di prostitute e spacciatori: non come fenomeno da ridurre o debellare (in quanto, a rigor di logica, dovrebbero costituire una riduzione del PIL così come l’inquinamento, gli incidenti automobilistici ecc.…) ma anzi da favorire (dato che aumentano il PIL e, se aumenta il PIL, vuol dire che l’economia del Paese, nel suo complesso, cresce e se l’economia del Paese cresce vuol dire che va tutto bene……).

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     SEC2010                                                                                                                        

    La nuova metodologia denominata Sec2010 (il nuovo standard per i Paesi Ue) prevede che siano considerate come “fonti” di reddito quelle derivanti da alcune “macro categorie”. Niente da obiettare per quanto riguarda le spese per ricerca e sviluppo. Ancora ancora, potrebbero essere capite (anche se non condivise moralmente) quelle per gli armamenti, dato che molte industrie che producono armi e armamenti hanno sede in Europa e anche in Italia e che in casi estremi (molto estremi) con le armi ci si può difendere…. (stile Cristeros, nel Messico degli Anni Trenta). Ciò che proprio non si riesce a capire è l’inclusione nel PIL delle attività illegali, connesse, secondo l'Istat, al "necessario superamento di riserve relative all'applicazione omogenea tra paesi Ue degli standard già esistenti". La misurazione di queste attività, fa sapere l'Istat, è molto difficile, per l'ovvia ragione che, essendo illegali, si sottraggono a qualsiasi forma di rilevazione. Fra l'altro lo stesso concetto di attività illegale può prestarsi a diverse interpretazioni. Quindi, per garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli Stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite. Le attività che verranno prese in considerazione sono: il traffico di sostanze stupefacenti, i servizi della prostituzione e il contrabbando di sigarette o alcool. E cosa vogliamo di più dalla vita? Il Debito illegale diventa lecito e nessun politico ne parla e lo denuncia o a premura di inserisce nei rispettivi programmi elettorali lo smantellamento dello stesso… Per contro "reati" e attività immorali e deprecabili rientrano a far parte della "ricchezza nazionale". Sapete come si chiama questa nel gergo massonico? Inversione! Il bene diventa male e il male bene! E forse questo l'ultimo stadio del Piano di Rinascita Democratica della P2?

     W la Prostituzione – Lega Nord ed altri accidenti                                            

    Beh, forse no! Con la relativizzazione del diritto naturale in atto, ci aspettiamo questo ed altro. L'obiettivo pare la definitiva distruzione della società e dei valori più altri che hanno contribuito a far davvero grande l'Europa. Perciò capita che anziché debellare – o quantomeno contrastare con ogni mezzo – il fenomeno della prostituzione che per l'80/90% dei casi trae la sua linfa vitale della "disperazione da debito" e della povertà indotta dallo stesso sistema bancario internazionale globalizzato (vedi qui – Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?) esso si avalla e promuove con ogni fantasioso mezzo, e con la complicità sottile di partiti – solo sulla carta anti-casta, ma in realtà peinamente inseriti in questo sistema – come la Lega Nord, che di recente ha proposto con molta nonchalence di innalzare la prostituzione ad attività produttiva degna – evidentemente – di tutela giuridica e fiscale…. Questo, infatti, è uno dei pilastri del programma elettorale della Lega. In fondo è come dire che la disperazione anziché essere contrastata debba essere incentivata e salvaguardata… assurdo!

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Altri elementi utili… Mafia, terrorismo legalizzato, corruzione politica 

    Ma torniamo al Sec2010. Qualche malpensante potrebbe credere che tutto questo sia stato fatto proprio per poter alterare i risultati del PIL non essendo possibile avere dati certi… Ebbene, i Grandi Esperti della UE hanno superato se stessi: per garantire la massima comparabilità tra le stime prodotte dagli Stati membri, Eurostat ha fornito linee guida ben definite per il calcolo dell’illecito.  Innanzitutto – come visto – le hanno “classificate”: traffico di sostanze stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando di sigarette o alcoolE la mafia – ci chiediamo –  e i furti nelle abitazioni? E i furti d’auto? E il terrorismo internazionale e legalizzato/assistito/foraggiato? E la corruzione dei politici, cioè di quel settore dove il Bel Paese certamente raggiungerebbe livelli altissimi? Per non parlare dell’evasione fiscale delle grandi multinazionali che non versano un solo euro di IVA….. E no! Quelli non contano! Non basta! 

     Indipendentemente dallo status-giuridico…                                                    

    Da oggi, si dovrà operare ''in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico''. In altre parole, se uno spacciatore viene arrestato e il giudice appura che aveva guadagnato (ovviamente al netto delle spese, se no i dati generali sarebbero alterati) una certa somma, questa voce andrà aggiunta per il calcolo del PIL. Siamo evidentemente alla follia più ottenebrante! E se invece non lo si acciuffa? O se dopo averlo preso ci si accorge che il “poverino” con il traffico di droga, sigarette e armi non aveva incassato abbastanza? Beh, allora non avrà contribuito alla crescita del PIL del Paese…… Senza considerare che i dati ufficiali e le “stime” sul ”sommerso” sono tutt’altro che recenti (pare che le ultime risalgano al 2008) e spesso molto variabili (le ultime parlano di un valore che varierebbe tra un minimo di 255 e un massimo 275 miliardi di Euro, vale a dire, una differenza pari a due manovre finanziarie annuali…).

    Prostituzione, traffico di droga, alcool - PIL - SEC2010

     Basterebbe una semplice parolina magica…                                                     

    La verità è che, come al solito, si sta cercando di nascondere con una fogliolina inutile, la voragine aperta dall'emissione a debito della moneta. Voragine usurocratica esasperata, di seguito, con altre leggi diaboliche come il Fiscal Compact, il MES, il Redemption found e molte altre a livello comunitario.  E, quindi, invece di studiare e adottare strumenti come il BES (indice di benessere economico), o l’Indice di Sviluppo Umano (HID) o l’Index of Sustainable Economic Welfare (Isew – sia pur con tutti i sui limiti…) o il  Gpi (Genuine progress indicator),  si continua a utilizzate strumenti inutili e inservibili per valutare la produttività dei cittadini. E on solo degli italiani, ma di tutti gli europei.  Eppure basterebbe una "parolina magica" per evitare tutta questa distruzione gratuita… Credito! (vedi qui – Signoraggio – La Confessione dell’élite). Cioè emissione a credito, ed a vantaggio di ogni cittadino, della nostra moneta (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno). D'altronde la ricchezza di una nazione, come sostenne magistralmente Bob Kennedy, e come sapeva benissimo il poeta statunitense Ezra Loomis Pound, era ed è ben altra (vedi qui – La Vera Ricchezza di una Nazione). Alla luce di ciò vorremmo porre una semplice domanda ad europeisti, leghisti, turbocapitalisti, liberisti, social-comunisti & soci (Salvini e  Borghezio in testa): ma sapete chi genere davvero la ricchezza? (vedi qui – Chi genera davvero la Ricchezza? Capirlo è essenziale!).

     Una doverosa riflessione storica                                                                            

    Certo, per capire bene la radice dell'errore che ci ha portato a questa palese inversione dei concetti di bene e male, a queste distorsioni dei concetti di "valore" e a questo stadio di disgregazione e distruzione sociale ed economica, è urgente acquisire consapevolezze monetario-finanziarie e soprattutto storiche nuove… O meglio rileggere, al netto della propaganda, la storia sotto una prospettiva nuova. Una prospettiva che l'élite illuminata ci ha strategicamente voluto nascondere fin dai banchi di scuola, mediante l'indottrinamento proteso all'annullamento dei valori più alti e nobili, come ha ben spiegato, con autorevolezza, il professore universitario Massimo Viglione – scrittore, saggista, coordinatore del periodico "Radici Cristiane" è già  direttore editoriale della casa editrice "Il Minotauro" – in una recente conferenza (datata 26 Aprile 2014) afferente al recupero delle radici spirituali e morali più alte e nobili del nostro passato, partendo proprio dal periodo storico che "l'élite illuminata al potere" – responsabile di tali sfaceli – ha da sempre cercato di adombrare ed infangare: il Medioevo (vedi video giù in allegato)

     

     

     

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Articolo in Allegato – Approfondimenti sulla deriva "Basilea 3" – Art. 16/5/2012 
     

    Mercoledì, Maggio 16th / 2012

      di Sergio Basile –

    Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / Banche / Stretta creditizia /Credit crunch / Fregatura / Coefficiente di Riserva Patrimoniale / Coefficienti di liquidità bancaria  

    L'Europarlamento approva in commissione

    il rapporto su Basilea 3

    Passa sostanzialmente la lina del Regno Unito: 

    Le banche avranno maggior flessibilità nel decidere

    il livello di Coefficiente di Riserva Patrimoniale

    Soddisfatti i banchieri, meno gli Europei e le imprese

     

    di Sergio Basile

    Bruxelles  – Ieri, all’interno del faraonico edificio che ospita gli uffici dell’Europarlamento, in Rue Wiertz, è stata una giornata piuttosto delicata sul fronte dei presunti “rimedi” o “azioni” sulla crisi economica e finanziaria dell’Ue. E’ accaduto infatti che, in serata, laCommissione affari economici e finanziari ha esaminato, e di seguito approvato, il pacchetto Crd IV inerente alla disciplina per l’accesso all'attività bancaria – ed in particolare alla vigilanza prudenziale – ed al recepimento del regolamento di Basilea 3. Secondo il vicepresidente italiano dell’Eurocamera, Gianni Pittella, “con la votazione sarebbe stato raggiunto un compromesso a favore delle Pmi, in maniera tale – ha spiegato – da evitare che il processo dideleveraging non si fosse concentrato sui crediti erogati alle imprese, ed in particolare per quelli alle medio-piccole imprese”.

      Un "compromesso" che giova alle banche?                                        

    L’accordo stipulato sul “quanto mai discusso” recepimento dei requisiti di capitale per le banche europee (previste da Basilea 3) è stato frutto di un compromesso che in effetti lascia molti con l’amaro in bocca, apportando delle modifiche che, secondo la Bce, l'Eba e la Commissione,  hanno spostato l’equilibrio della bilancia verso quella flessibilità applicativa a livello nazionale negli ultimi mesi caldeggiata a gran voce dal Regno Unito. Come dire: pur non essendo parte dell’Eurozona ilRegno Unito di Sua Maestà (che è comunque tra i soci di maggioranza relativa all’interno del board della Bce, sia pur con le tasche piene di sterline) ha dettato legge in materia bancaria e quindi monetaria. Ma entrando nello specifico del rapporto votato – che “Qui Europa” ha analizzato per i suoi lettori – c’è da notare come l’articolo 118 fissi la ponderazione del rischio connesso all’esposizione delle banche con le piccole e medie imprese sulla soglia del 57%; 75% per privati cittadini e famiglie, con un tetto massimo di 2 milioni di euro.

      Nel nome della flessibilità                                                                         

    Per questo le tre istituzioni europee hanno sottolineato la necessità di "vigilare per evitare che si abusi di questa flessibilità" (?). Ma allora perché non impedirla a monte? Perché continuare a garantire ampi margini di riserva patrimoniale alle banche, che così facendo possono arbitrariamente decidere di chiudere o limitare il rubinetto del credito? Una cosa è certa, la decisione di oggi, e la prossima mossa del 23 maggio, possono definitivamente lasciare il fianco dell’Europa scoperto a reiterate e pericolose distorsioni nell’ambito del mercato interno Ue.  Per la gioia dei banchieri e la disperazione degli Europei. Il presidente dell'Eba, Andrea Enria, ha commentato l’esito del voto in commissione affari economici e finanziari dell’Europarlamento sostenendo che ''è necessario fissare principi comuni entro i quali esercitare la flessibilita''. Ma il vero problema è che quando si parla di flessibilità in Europa – che sia sul credito, che sia sui coefficienti di liquidità delle banche o del mondo del lavoro – si ha sempre la sensazione, anzi la certezza, che in fondo si tratti sempre di una grande fregatura.

      Due aspetti  fondamentali                                                                         

    E d’obbligo riconoscere, tuttavia, due aspetti:  il credito bancario rappresenta per le Pmi la linfa vitale per tutti i processi economici e produttivi, e come tale non potrebbe essere in nessun caso sospeso o limitato; la stretta creditizia praticata dagli 8.300 istituti bancari europei – malgrado gli ultimi 1000 miliardi di euro che la Bce ha “donato” alle banche europee, suggellando l’operazione con l’elegante quanto subdolo termine di “ricapitalizzazione” di “salvataggio” verso il sistema bancario (nei fatti, artefice dell’attuale abisso finanziario sfociato nella crisi del debito pubblico) – ha portato, solo in Italia, 17.000 imprese al fallimento in pochi mesi, favorendo la svendita all’estero di molte altre società sull’orlo del baratro. Ma come mai all’improvviso le banche si sono scoperte dispettose matrigne dal braccino corto? E’ una mirata strategia pianificata in esclusivi circoli élitari e segreti, o il naturale susseguirsi di un disastro economico che affonda le sue radici nella finanza e nella speculazione?Può darsi entrambi! Difficile da dimostrarsi con prove concrete. Più facile con deduzioni e congetture, o esaminando gli effetti concreti sul campo, o lo spostamento della ricchezza reale del Vecchio Continente nelle mani dei banchieri. Spostamento di benessere finanziario che,  così come avvenne negli anni Ottanta negli Usa con le disastrose e vampiresche strategie liberiste del PresidenteRonald Reagan (tristemente passate alla storia con il nome di “Reaganomics”) anche in Europa sta concentrando la ricchezza sempre più nelle mani di una piccola élite, in nome della “flessibilità”. Sta di fatto che quest’anno – ad esempio – un paese come l’Italia pagherà solo di interessi sul debito pubblico nazionale (gran parte del quale acquistato proprio dagli istituti "creditizi" europei, specie francesi e tedeschi) la ciclopica cifra di circa 80 miliardi di euro. Come dire: un paio di finanziarie gettate nello sconfinato mare del debito speculativo, e nei caveau delle banche.

      L’iter di recepimento delle misure di Basilea 3                                  

    Ora, dunque, il prossimo 23 maggio la “palla” passerà alle altre istituzioni Ue: saranno avviati, cioè, inegoziati tra l’Europarlamento del presidente Martin Schulz,  la Commissione di Manuel Barroso ed il Consiglio Ue presieduto da Herman Van Rompuy. L’obiettivo sarà quello di completare il recepimento del suddetto pacchetto. Misure che nelle scorse ore sono state presentate sul tavolo dell'Ecofin: il Consiglio dei ministri finanziari ed economici dei 27 Paesi membri dell’Ue, oggi sotto presidenza danese. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                              
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

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    Mercoledì, Maggio 16th / 2012 –  di Sergio Basile – Unione europea / Parlamento europeo / Pacchetto Crd IV / Ecofin / Consiglio europeo / Commissione europea / Bruxelles / Basilea 3 / Eba / European Banking / Authority / Regno Unito / Gianni Pittella / Andrea Enria / Speculazione / Flessibilità / Finanza / […]

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    Sabato, Febbraio 16th/ 2013 – di Alessandro Mauceri – Unione europea , Colonialismo euro-tedesco , Influenza anglofona , rapporto Debito/PIL, Unione Europea, Regioni Obiettivo 1, Fondi Comunitari, Eurispes, Parlamento Europeo contributi, Italia, Monti, commissario europeo, Caucaso, Asia centrale, repubbliche dell’Ex Unione Sovietica, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Federazione russa, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan IVA, Gran Bretagna, Irlanda, […]

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Centrosinistra / Meeting / Unione Europea / Bruxelles / Torino / Incontro leader sinistra / Integrazione / Unità / Vertice Ue bilancio / Gran Bretagna / Francia / Crisi / Economia / Politica / Retorica politica / Euro / Tagli / Cameron / […]

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  • Sistema – La Televisione e il Suo Miglior Spot

    Sistema – La Televisione e il Suo Miglior Spot

    Mercoledì, Febbraio 19th/ 2014

    – di Arrigo Muscio –

    Italia, Sistema, TV, Canone Rai, Spot pubblicitario televisivo sul canone Rai, Istat, Nobel, Spot nonno e nipoti, spot marito e moglie, disgregazione del tessuto familiare, Pagare in cambio di menzogne e disgregazione familiare, Televisione nuovo vitello d'oro, Satana e la Distruzione delle famiglie 

    Sistema  La Televisione e il Suo Miglior Spot 

    Il Modello dello spot del canone Rai: Pagare in cambio

    di menzogne e disgregazione familiare

    – Dietro l'iniqua "tassa" anche la fotografia di una tristissima

      realtà che investe e travolge il tessuto familiare italiano

    – Mamma TV, secondo Padre Pio: "il demonio in casa" 

    Video in allegato:

       – Tristissimo spot sul canone Rai

       – Parodia dello spot sul canone Rai

     

    di Arrigo Muscio

    Tv arma di distruzione di massa

     Sistema – La TV e il suo miglior spot                                                                    

    Roma – Da numerosi giorni le emittenti televisive, che fanno capo alla Rai, trasmettono in continuazione alcuni spot per rammentare ai sudditi italiani il dovere di pagare il canone televisivo. Un canone  certamente assai utile per contribuire al pagamento dei lauti compensi (milioni di euro annui in alcuni casi) anche a favore di chi pone domande  d’intervista. L’ideatore di questi spot dovrebbe ricevere un premio per lo spot pubblicitario televisivo che meglio ha fotografato la situazione familiare in Italia, altro che Istat! Ovviamente non sappiamo se l’autore degli spot l’abbia fatto di proposito oppure se il risultato abbia superato le sue intenzioni. Bisognerebbe chiederglielo prima di proporlo per il premio Nobel.

     Canone RAI – Lo spot "moglie e marito"                                                             

    Cominciamo ad analizzare i singoli spot per meglio chiarire il concetto. a)  Spot moglie e marito. La scenetta mostra il marito che torna a casa, presumibilmente dal lavoro (visto l’abbigliamento e l’aria stanca), e trova la moglie che sta “gustando” una serie televisiva. Quest’ultima, anziché andargli incontro affettuosamente alzandosi dalla sedia,  lo saluta con un frettoloso “ciao” per tornare subito con lo sguardo alla sua amata serie televisiva. Il marito si trova tra le mani la bolletta del canone tv, decide di stracciarla provocando la rottura del televisore e la conseguente perdita del diritto di vedere “mamma tv”.  La moglie si alza, va su tutte le furie e grida come una forsennata, costringendo il marito a pentirsi del proposito di non pagare il canone tv.  Tale scena mostra in maniera eloquente che la tv ha sostituto l’amore ed il dialogo tra i coniugi, assumendo primaria importanza nei rapporti affettivi. Dieci e lode!

    Tv arma di distruzione di massa

     Nonno e nipoti                                                                                                             

    b)   Spot nonno e nipotiIn questo caso la scena è ancora più triste. Due nipoti, tornati dalla scuola, entrano in casa dove il nonno è seduto ad abbeverarsi all’informazione tv (o disinformazione organizzata per altri opinionisti). Lo salutano senza ricevere alcuna risposta in quanto il nonno anaffettivo neppure risponde al loro saluto. Anche in questo caso uno dei nipoti trova il bollettino del canone e decide di stracciarlo, provocando la furiosa reazione del nonno il quale, trasformandosi in un arzillo  e arcigno saltimbanco lacera col bastone (come fosse un’arma) il pavimento di legno fin verso i ragazzi, lasciandoli pentiti e sgomenti. Anche in questo caso i sentimenti del nonno sono spariti per lasciare spazio alla “fonte del sapere”. Dieci e lode!

     Figli e genitori                                                                                                               

    c)  Spot figli e genitoriIl copione è il medesimo. I genitori decidono di stracciare il canone tv suscitando le ire dei tre piccoli figli intenti a guardare un programma televisivo: quindi – il messaggio che passa tra le righe – i genitori sono importanti solo se ti consentono di vedere “mamma tv”. Dieci e lode! Logicamente gli spot in oggetto inizialmente, se guardati con superficialità, sono “simpatici” e fanno ridere. Soltanto con un esame approfondito è possibile scoprire la fotografia di una drammatica realtà. La televisione è diventata il nuovo vitello d’oro mediante il quale satana, con l’aiuto dei suoi profeti, ha sgretolato i sentimenti ed i valori familiari, annullando di fatto lo spazio che una volta nelle famiglie cristiane era dedicato alla preghiera, al dialogo e ai sentimenti. Non a caso – aggiungiamo – Padre Pio quando la TV cominciò ad entrare nelle case degli italiani non esitò a commentare: "ci siamo messi il demonio in casa!".  Poi ci lamentiamo di certi andazzi del mondo, morali e metereologici! Se non torneremo al primato di Dio  vedremo andazzi ancor peggiori! Chi non vuol credere alle apparizioni mariane  legga l’Apocalisse. Prima o poi accadranno gli avvenimenti raccontati in quel libro che è Parola di Dio rivelata!

    Arrigo Muscio, Associazione genitori cattolici

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    Domenica, Settembre 1st/ 2013 Redazione Qui Europa  – Dichiarazione di Guerra di Obama – Discorso all'Angelus di Papa Francesco – Discorso in Forma integrale del Presidente Bashar Al-Assad   (Pronunciato a Damasco, Gennaio 2013) Cristiani, Bashar Al-Assad,  Discorso in Forma Integrale, Damasco, Teatro dell'Opera di Damasco, Desiderio di Pace, Terrorismo, Palestina, Primavera araba, Le False Primavere, Patria, Siria, Profughi, Martiri, Sicurezza delle frontiere, Ricostruzione della Siria, Interessi del Popolo Siriano, Luoghi […]

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  • Italiani, popolo di po…veri

    Italiani, popolo di po…veri

    Lunedì,  Aprile 1st/ 2013 

    – di C.Alessandro Mauceri 

    Italia, Bel Paese , Thompson Reuters/Datastrea, patrimonio, Edmund Stoiber, Csu, Istituto tedesco per la ricerca economica, Cipro, Germania, Confcommercio, Istat, Misery index Confcommercio, Banca centrale europea, «distribuzione del patrimonio», Cipro, coefficiente di GINI, distribuzione del reddito, Trilussa, Deutsche Institut Fur Wirtschaftsforschung 

     

    Italiani, popolo di po…veri

    Le ultime impresentabili tesi teutoniche:

    l'Europa tassi al 10% i patrimoni italiani

    personali, maggiori a 250mila euro

    Giardino d'Europa: un cortile di polli da spennare.

    Ce lo dice il "Coefficiente Gini"

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Un Paese di Polli  

    Roma, Berlino – Una volta si diceva “Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori”. Oggi molti degli abitanti del Bel Paese forse preferirebbero cambiare questa definizione in “Italiani, popolo di poveri”. Nei giorni scorsi, sono stati pubblicati i risultati di un’analisi della Thompson Reuters/Datastrea dai quali risulterebbe che il patrimonio individuale degli italiani è superiore a quello dei cittadini tedeschi (100mila euro a testa per i tedeschi, e 144mila per i nostri connazionali). Da questi dati sembrerebbe che gli Italiani nuotano nell’oro e che questo è il risultato del diffuso "fenomeno dell’evasione fiscale". Anche Edmund Stoiber, padre nobile dei conservatori della Csu bavarese, in una recente intervista  ha dichiarato che la tassazione del patrimonio è l’unica via, e che sarebbe in grado di risolvere i problemi italiani. Immediatamente dopo, casualmente,  l’Istituto tedesco per la ricerca economica (Deutsche Institut für Wirtschaftsforschung) ha proposto che, in Europa, i “patrimoni individuali” vengano tassati del 10% per la quota superiore ai 250mila EuroIn realtà, gli statisti e gli economisti che avevano preso in mano questi dati, hanno dimenticato di leggere fino in fondo alla pagina. Se lo avessero fatto, avrebbero scoperto, prima di invitare il governo centrale europeo a compiere misure che potrebbero avere, come sta avvenendo a Cipro, ripercussioni disastrose sull’economia di uno Stato, che in realtà questo valore deriverebbe dal fatto che, mentre in Italia l’80% delle famiglie vive in una casa di proprietà, in Germania questa percentuale è di appena il 13,3%. Inoltre, sarebbe emerso che nel nostro Paese questa presunta ricchezza è già tassata (e non poco). E ciò senza considerare che i salari medi dei tedeschi sono molto più alti mediamente di quelli degli italiani.

     Italia – Da Regina d'Europa a Terra di Miseria 

    La verità, contrariamente a quanto pensano alcuni "studiosi" in Germania, è che quest'anno, in Italia,  secondo le  ultime statistiche, il numero delle persone che sono da classificare come «assolutamente povere» supererà quota 4 milioni, e questo nonostante le rassicurazioni di molti politici, specie in periodo preelettorale.  Secondo i  dati  Confcommercio, infatti, nel 2013 si supererà ampiamente i 3,5 milioni di poveri “certificati” ufficialmente dall'Istat per il 2011, per raggiungere il traguardo dei quattro milioni prima della fine dell’anno. E, considerando che si tratta di oltre il 6% della popolazione, contro il 3,9% registrato nel 2006, il trend crescente è preoccupante. Addirittura pare che il Misery index Confcommercio, il nuovo indicatore macroeconomico mensile di disagio sociale messo a punto dall'ufficio studi dell'associazione dei commercianti, preveda un massimo di 4,2 milioni di poveri totali, che deriverebbe valutando l’influenza sul mercato del lavoro e l’andamento di diversi macrosettori, la disoccupazione, la cassa integrazione, gli scoraggiati e la variazione dei prezzi di beni e servizi.

     Italiani – Più Sfruttati e più poveri 

    Che in una situazione di crisi reale come quella attuale, il dato relativo alla povertà fosse destinato a crescere non sorprende. Ciò che sorprende è la velocità con cui tale percentuale cresce. Ma ciò che sorprende ancora di più è il dato  secondo cui gli Italiani lavorano molto più di molti altri concittadini europei. Infatti, secondo i dati Confcommercio, nel 2011 gli Italiani avrebbero lavorato, in media, il 26% più dei Tedeschi e il 20% più dei Francesi. Come prima, però, solo leggendo con più attenzione i risultati delle statistiche si scopre che ciò deriva dal fatto che i lavoratori tedeschi e quelli francesi, con il proprio lavoro, producono maggiore ricchezza dei nostri connazionali. I salari netti tedeschi, infatti, sono, mediamente, molto più alti rispetto a quelli italiani (2.865 euro contro 2078). In realtà, molto spesso alcuni dati richiedono un approfondimento delle analisi per comprendere il reale significato che i singoli numeri contengono. Ad esempio, da un’indagine condotta dalla Banca centrale europea per un report sulla «distribuzione del patrimonio» tra i cittadini del continente, che ha raccolto i dati forniti dal2006 dalle 17 banche nazionali dell’Eurozona, emergerebbe che Cipro, proprio il Paese le cui condizioni avrebbero condotto l’Unione Europea a commissariarne le banche (fermo restando il fallimento della seconda banca nazionale) e i cittadini, avrebbe asset bancari che sono pari all’800% dell’economia nazionale, e che hanno raggiunto il loro picco nel 2010 (1.000%). Un vero e proprio paradiso economico, se si dovesse guardare solo questi numeri. Ma sappiamo benissimo – conti akla mano – che la ricchezza reale pro-capite dei Ciprioti non rispecchia affatto tali parametri.

     Diseguaglianze Reddituali – Il Coefficiente di Gini  

    La verità è che da molto tempo, ormai, gli strumenti adottati  per valutare la situazione reale di un Paese e della sua economia sono obsoleti e, spesso, decisamente poco attendibili. A meno che non si approfondisca l’analisi sui dati rilevati. Ad esempio, quanti conoscono il coefficiente di Gini? Ebbene dal 2005 la definizione della graduatoria degli Stati per uguaglianza di reddito è basata sul coefficiente di Gini.  Il coefficiente di Gini è una misura per valutare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o della ricchezza. Un  coefficiente pari a zero indica che i redditi sono uniformemente ripartiti per tutta la popolazione, mentre un coefficiente pari ad 1 indica che l'intera ricchezza nazionale è accentrata nelle mani di una sola personaPochi di quelli che fanno analisi economiche e sociali sui Paesi europei, però, compresi i teutonici sopra indicati, si sono presi la briga di far notare – quando hanno affermato che gli Italiani sono più ricchi di loro – che, mentre la maggior parte dei Paesi europei (Germania inclusa) occupano le prime posizioni di questa lista (vale a dire che in questi Paesi la ricchezza è più uniformemente distribuita), l’Italia occupa, invece, solo la 52esima posizione.

     Ma come diceva Trilussa… 

    « Sai che d'è la statistica? È na' cosa che serve pe fà un conto in generale de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che spósa. Ma pè me la statistica curiosa è dove c'entra la percentuale, pè via che, lì, la media è sempre eguale puro co' la persona bisognosa. Me spiego: da li conti che se fanno seconno le statistiche d'adesso risurta che te tocca un pollo all'anno: e, se nun entra nelle spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso perch'è c'è un antro che ne magna due». Meditate, gente… Meditate!

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Sabato,  Marzo 2nd/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois  – Unione Europea, Elezioni Italia, Italia, Roma, Movimento 5 Stelle, James Galbraith, Lyndon Jonson School of Public Affairs, Austin, Merkel, Eurocasta, Accademia dei Lincei, El Pais, Euroscetticismo, Yogurt greco, Agenda europea, Bruxelles, Record del Debito Pubblico italiano, PIL, Consapevolezza degli elettori, protesta  James Galbraith: il voto italiano […]

    Viva la Speculazione – Credit Default Swap: Record da Dicembre 2011

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    Venerdì, Marzo 1st/ 2013 – di Vincenzo Folino –  Credit Default Swaps, Ingovernabili,  Spread, Elezioni, Rendimenti sui tassi d'interesse, Titoli Pubblici, Londra, Parigi, Francoforte, Madrid, Intesa San Paolo, Credit Default Swaps, Martin Schulz, Italia, Philipe Roesler, Angela Merkel, Germania, Riforme al Massacro, Vincenzo Folino, Qui Europa, Piazza Affari, Milano  Viva la Speculazione – Credit Default […]

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    Venerdì, Marzo 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –   Beppe Grillo, Sorpresa elettorale, Italia, Roma, Grillini,  Anti europeismo, Berlino, Angela Merkel, Mario Monti, Dittatura europea, Unione europea, Ue, Debito illegale, Peer Steinbruek, Silvio Berlusconi, Mes, Equitalia, Uscire dall'euro gabbia, Euro, Sovranità Monetaria, Sovranità Nazionale  La sorpresa elettorale Grillo rivela al mondo la verità.Eurozona: entità antinazione ed […]

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    Martedì, 26th Febbraio/ 2013 – di C.Alessandro Mauceri – Porcellum, articolo 1, Costituzione italiana, repubblica, res pubblica, democrazia, Chio, governo, Grecia, città-stato, isogoria, isonomia, democratia, oligarchia, diritti politici, Italia, monarchica, legge 21 dicembre 2005 n. 270, sistema proporzionale, proporzionale impuro, elettori, democrazia rappresentativa, partiti, Parlamento, soglie di sbarramento, TAR Lazio, Regioni, Senato, PD, preferenze, elettori votanti, PDL, Camera  dei deputati, C. […]

    El Pais – Otto luminari dell’Economia Mondiale distruggono Monti e il suo Euro-sponsor, Olli Rehn

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    Martedì, 26th Febbraio/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Luminari dell'economia mondiale, El Pais, Mario Monti, Olli Rehn, Elezioni politiche 2013, Guntran Wolff, Bruegel, Brussels European and Global Economic Laboratoty, José Manuel Gonzalez-Paramo, Kenneth Galbraith, Bce, Fmi, Grillo, Berlusconi, IMU,  El Pais – I Grandi dell'Economia Internazionale bocciano Monti e Olli Rehn  Luis Garicano, Paul […]

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    Lunedì, 25th Febbraio/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Famiglia Tradizionale / Unione Europea / Corte dei diritti umani / Strasburgo / Vienna / Coppie gay / Adozioni / Rispetto diritti umani / Discriminazione ed uguaglianza / Sentenza / Stati europei / Vita / Natura / madre e padre / Sionismo […]

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    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

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    Venerdì, Febbraio 22th/ 2013 – – di Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Impariamo dagli Islandesi, Lezione Islandese, Islanda, Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Troika, Fondo Monetario Internazionale, Media Occidentali, Censura mediatica, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale, Unione europea , Colonialismo, Einar, Már Guðmundsson, Reykjavik, Rivoluzione silenziosa, sistema economico, Inghilterra, Olanda, Economia della Truffa, Porcellum, […]

     

  • Italia – Tra Miseria Nera e Nobiltà Cieca

    Italia – Tra Miseria Nera e Nobiltà Cieca

    Mercoledì,  Marzo 13rd/ 2013

     di Giovanni Antonio Fois 

    Italia, Istat, povertà, miseria, signoraggio bancario, Unione Europea, cultura, mercato del lavoro, Pil, Bes, Benessere, equo, solidale, Mario Monti, Governo Tecnico, Elsa Fornero, Unione europea 

    Italia – Tra Miseria Nera e Nobiltà Cieca

    Una generazione distrutta dalle masso-mafie

    europee: nasce il BES, a ricordarci che siamo

    già in Grecia

     

    di Giovanni Antonio Fois

    Eurotruffa - L'Italia sprofonda nella Miseria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – La forbice che logora il Paese tra privilegiati e succubi del sistema aumenta ogni giorno di più. Centinaia di Migliaia (se non milioni) di famiglie, ridotte sul lastrico, stentano ad arrivare alla fine del mese, costrette a patire la miseria. Intanto gli appartenenti alle caste, forti dei propri averi ed interessi, sfrecciano in Ferrari, gettando fango in faccia all’operaio. Ciò che va sottolineato, di questo scempio umano in voga da sempre, è il paradosso che ne è alla base: se non ci fosse il poveraccio sommerso dai debiti e col cappio al collo, ovviamente i propri creditori non potrebbero spassarsela in fuoriserie. Sembra di rivivere le scene del film "Miseria e Nobiltà’’, in un quadro che ostenta le contrapposizioni sociali, che vede da una parte pranzi a base di cipolla, dall’altra ricchi buffet di gala. Occorre sottolineare l’importanza del significato di questa parola, miseria, più volte minimizzata e presa sottogamba.

     Italia – Il Prezzo del Tradimento sociale: manca il necessario per vivere 

    La mancanza di ciò che è fondamentalmente necessario per vivere, cui conseguono avvilimento spirituale, infelicità e senso di desolazione. La cittadinanza continua ad urlare al mondo le proprie difficoltà, stretta nella morsa salario-prezzi, il primo sempre più basso, i secondi in aumento costante. L’Istat nelle ultime ore ha confermato queste stime, esibendo dei dati a dir poco allarmanti: il gap tra i due indici ha infatti raggiunto l’1,1 % durante lo scorso anno, in rialzo rispetto al 2011 dello 0,5 % ( che non è una bazzecola). Un fattore che non va sottovalutato è l’aumento dei costi dei trasporti, registrato intorno al mezzo punto percentuale, che costringe la popolazione all’utilizzo dell’automobile, con conseguenti introiti da capogiro per le multinazionali petrolifere. Un altro punto che va evidenziato è quello relativo ai numerosi tagli alla cultura che hanno portato ad un innalzamento dei prezzi di tutti i beni che ne competono ( libri, cinema, teatro, opera). 

     Una Generazione Distrutta dalla masso-mafia europea 

    L’italiano si fa sempre più ignorante, continuando a stabilire importanti record in negativo. Il numero dei laureati è il più basso d’Europa, solamente un cittadino su cinque, con un età compresa tra i 30 ed i 34 anni, risulta aver conseguito un titolo accademico, contro l’uno su tre della media UE. Del resto gli stessi giovani, futuro della Nazione, a causa delle numerose sforbiciate ai bilanci di cultura ed istruzione, si sentono fortemente demotivati ad intraprendere un qualsiasi percorso di vita. Pertanto il 22,7% dei ragazzi tra i 15 ed i 29 anni, in Italia, non ha un impiego lavorativo, né  studia. Proprio questo punto risulta di cruciale importanza per l’uscita da questa angusta situazione di crisi truffa. Una crisi indotta e provocata per portare a termine un colossale processo di espropriazione di massa. Il più sistematico e disumano della storia della penisola italica. Neppure i barbari osarono tanto, anzi, Attila si fermò dinnanzi al Papa.

     Nasce il BES a ricordarci che "siamo in Grecia" 

    Il motore che da la possibilità all’uomo di rimettersi in piedi una volta caduto in disgrazia è il lavoro che, come ben sappiamo, manca. Risulta impossibile, infatti, per un cassaintegrato, un ultra quarantenne che ha perso il posto, per un pensionato e finanche per un giovane trovare un impiego. Senza lavoro l’essere umano è un contenitore vuoto, privo di sostanza, di equilibro, d’identità. Così, oggigiorno, milioni di italiani che hanno sudato il proprio salario per l’intera esistenza si trovano senza una casa, senza uno stipendio, senza una vita. Ad oggi, dalla collaborazione istaurata tra Istat e Cnel, nasce un nuovo indice da affiancare al PIL, ovvero il BES, pseudonimo di ‘’Benessere equo solidale’’. Questa nuova scala pone il focus su quello che viene definito ‘’stato di grave deprivazione’’, identificabile nella manifestazione di quattro o più sintomi di disagio, su un elenco di nove. Tra questi la possibilità di far fronte ai rincari sulla spesa per il riscaldamento, affrontare le spese impreviste, permettersi una vacanza l’anno.

     Il Principe De Curtis e la "Pialla Sociale" 

    I primi dati relativi a questo nuovo indice sono sconcertanti: solo al Sud il Bes è salito vertiginosamente dalla percentuale del 2010 pari al 12,1 della popolazione, a quello del 2011 che raggiunge quota 19,3 %. Questi gli effetti delle politiche di Monti, Fornero, Barroso e dell'eurocasta fin qui perseguite. Un'euro-casta assetata di potere e sangue e complice di una colossale euro-truffa. Uno dei Paesi fino al 2011 più ricchi e belli del mondo, ridotto ad un cumulo di macerie, sacrificato sull'altare del dio euro e del mercatismo. Intanto la cittadinanza, ridotta sul lastrico, vive nella falsa speranza che la pialla sociale, citata dal principe Antonio de Curtis nell’omonima poesia, possa verificarsi non solo in punto di morte. 

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – di Sergio Basile –  Crisi / Italia / Unione europea / Bruxelles / Roma / Premio Nobel / Pierluigi Bersani / Smemorato / Silvio Berlusconi / Gianni Pittella / Bettola / Piacenza / Taget 2 / Disoccupazione / Rai Radio Uno / Imbroglio dello spread / Sovranità Monetaria / Campagna elettoale […]

    Crisi di Governo – Da Beckett a Monti al Cavaliere: l’evoluzione del teatro dell’Assurdo

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –   Crisi di Governo – Da Beckett a Monti al Cavaliere: l'evoluzione del teatro dell'Assurdo / Italia / Mario Monti / Samuel Beckett / Dimissioni / Governo tecnico / Fiscal Compact / Trilateal Commission / Giorgio Napolitano / Iva e Irpef / teatro dell'assurdo / nuova stagione teatrale / Bruxelles / Mario Mauro […]

    Oslo – All’Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso

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    Lunedì, Dicembre 10th/ 2012  –  di Sergio Basile – Oslo – All'Ue il Nobel delle Contraddizioni e del Dissenso / Bruxelles / Oslo / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Defezioni / Proteste / Leader europei / Regno Unito / David Cameron/ Repubblica Ceca / Vàclav Klaus / Svezia / Fredrik Reinfeldt / Accademia di Oslo / Consiglio mondiale delle […]

    Imprese: Natale da dimenticare! – Intanto a Roma va in scena la “Crisi di Governo”

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    Venerdì, Dicembre 7th/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Imprese/ Imu / Italia / Roma / Milano / Economia / Crisi / Imprese / Imprenditori / Tredicesime / Licenziamenti / Prestiti / Banche / Stretta Creditizia / Associazione Artigiani e Piccole Imprese CGIA / Giuseppe Bortolussi  Per le imprese non sarà un Felice Natale! Mancate […]

    Europa: Ancora un Nuovo Record di Disoccupati

    Europa: Ancora un Nuovo Record di Disoccupati

    Mercoledì, Dicembre 5th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto, Sergio Basile – Europa / Ancora un Nuovo Record di Disoccupati / Unione Europea / Crisi / Disoccupazione / Statistiche / Eurostat / Giovani / Società / Governi / Youth Guarantee / Laszlo Andor      Europa: Ancora un nuovo record di   disoccupati   Le statistiche parlano chiaro: […]

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Direttive Ue – La Maglia Nera dell’Italia e la Linea Repressiva di Bruxelles

    Martedì, Dicembre 4th/ 2012 – Sergio Basile, Maria Laura Barbuto –  Linea Repressiva di Bruxelles / direttive Ue / Maglia Nera dell'Italia / Unione Europea / Europa / Commissione Ue / Corte di Giustizia / Crisi / Infrazioni / Diritto Ue / Leggi europee / Norme  / Trasporti / Mercato interno /    Direttive Ue – […]

    Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo negli occhi ed Europeismo a Buon Mercato

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    Giovedì, Novembre 29th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Primarie Pd: tra incertezze e poca chiarezza / Bersani / Renzi / Primarie Pd/ votazioni / black out / brogli elettorali / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Bce / Fmi / mercati / Pd /  Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo […]

    La Verità su Monti e il Bilderberg Club – Interrogazione alla Camera di Francesco Barbato

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    Mercoledì, Novembre 28th/  2012 – di Francesco Barbato, Deputato –  La Verità su Monti e il Bilderberg Club – Interrogazione alla Camera dei Deputati di Francesco Barbato / Francesco Barbato / Camera dei Deputati / Atto della Camera / Interrogazione a Risposta scritta / Parlamento / Italia / Club Bilderberg / Roma / Riunione del Bilderberg Club […]

    L’Italia è una Repubblica rifondata sui Mercati – La morte dei Sindacati

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    Lunedì, Novembre 26th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Vincenzo Folino e Sergio Basile –  L'Italia è una Repubblica rifondata sui Mercati – La morte dei Sindacati / Italia / World Pension Summit / Accordo sulla Produttività / Legge di Stabilità / Stati Uniti / Pensioni / Sindacati / Elsa Fornero / Mario Monti / Susanna Camusso […]

    Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato

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    Venerdì, Novembre 23th/  2012 – di Silvia Laporta –  Monti Burattino del Bilderberg, Grillo Oggetto Volante non Identificato / Roma / riunione del Bilderberg Club / Mario Monti / crisi / Nuovo ordine mondiale / Manipolazione / Democrazia / Governo tecnico / Beppe Grillo / Daniel Estulin / Mario Boghezio / Signoraggio bancario / sovranità monetaria e finanziaia […]

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    Martedì,  Novembre 20th/ 2012 – Comunicato stampa, Redazione "Qui Europa" – Roma / Italia / Bilderberg Club / Mario Borghezio / Mario Monti / Elsa Fornero / Ignazio Visco  Comunicato stampa di Mario Borghezio, unico politico che rompe il muro di silenzio sulla riunione del Bilderberg tenuta  lo scorso 14 Novembre a Roma, alla quale hanno […]

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

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    Lunedì, Novembre 19th/  2012   – Don Gaetano Rocca –  Relazione Iniziale dei Lavori del Convegno  "Crisi e Famiglie: Quale Futuro per l'Italia?"  Sala Convegni del Santuario della Madonna di Termine, Pentone (CZ) – Calabria Venerdì 16 Novembre 2012   I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i paradossi dell'Europa della finanza malata / Una Risposta CristianaMalato chiamato Europa / Catanzaro […]

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    Sabato, Novembre 17th/  2012   – Redazione Qui Europa – Roma / Bilderberg festeggia Monti / Italia / Bilderberg Club / Mario Monti / Sindacati / Austerity / Protesta  / Cgil / Cisl / Uil / Confederazione europea dei sindacati / Disoccupazione dilagante / Politiche liberiste / Patrizia Maestri / Sciopero / Goldman Sachs / Moody's […]

    Eurozona – Benvenuta Dittatura Finanziaria!

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    Giovedì, Settembre 13th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea/ Europa / Germania / Italia / Berlino / Karlsruhe / Mes / Meccanismo europeo di stabilità / Finanza / Economia / Interessi / Crisi / Banche / Dittatura finanziaria / Sovranità / Silenzio mediatico / Media / Rigore finanziario / Debito pubblico / […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

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    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

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    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

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    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

     

  • Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Italia – Quintali di Carbone per l’Eurocasta

    Domenica, Gennaio 6th/ 2013

    – di Vincenzo Folino –

    Italia – Quintali di Carbone per l'Eurocasta / Carbone all'Eurocasta / Eurocasta / Carbone / Befana / Mario Draghi / Mario Monti / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Università / Cuneo fiscale / Pressione fiscale / Stato Totalitario / Stalinismo / Povertà dilagante / Codacons / Istat / Pil / Iva / Epifania / Eurocasta / Erode 

     Roma    Italia                                                                                                       

    Italia – Quintali di Carbone per l'Eurocasta

    Istat e Codacons filmano il quadro della situazione

    attraverso allarmanti statistiche da regine totalitario

    Università? Un lusso destinato ad una mera élite

    Roma – L’anno appena conclusosi è stato certamente molto complicato e travagliato, per non dire buio e nefasto: c’è ben poco da ricordare con “entusiasmo popolare”, e ci sarebbe tanto carbone, ma proprio tanto, da distribuire qua e la tra sedi di banche, ministeri, agenzie, uffici della Troika e chi più ne ha più ne metta. Insomma, sarebbe (ovviamente dal punto di vista economico-politico) un anno in cui buttarsi tutto alle spalle e ripartire.

     L'Anno più brutto dalla Seconda Guerra Mondiale    Istat    

    Detto ciò bisogna rilevare che il 2012 va in archivio con brutte notizie per i portafogli degli Italiani anche e soprattutto in merito al costo della vita. Ci riferiamo in particolare (come fonte) al nuovo dato sull'inflazione diffuso nelle scorse ore dall'Istat. Infatti l’inflazione italiana è arrivata al 3%, due decimi di punto in più rispetto al 2,8% registrato per il 2011: il risultato peggiore dal 2008 (anno d’inizio della crisi indotta dell'Eurozona e dell'avvio delle devastanti ed immorali speculazioni dei cosiddetti "mercati"). Un andamento negativo che si è riflesso anche sul cosiddetto “carrello della spesa” , un carrello sempre più costoso ma sempre più vuoto:  infatti il tasso di crescita dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto (dal cibo ai carburanti) è salito al 4,3% (dal 3,5% del 2011).

     Università?    Un lusso!    

    Per esempio, da un'analisi della Coldiretti/Swg emerge che sei italiani su dieci (61%) hanno diminuito la spesa, mentre un 6% non riesce ad arrivare a fine mese: anche se in realtà altre ricerche incrociate effettuate dall'Osservatorio Nazionale "Qui Euopa" evidenziano dati ben più drammatici. Ormai una famiglia su due stenterebbe ad arrivare a fine mese. Un sintomo eloquente a sostegno di tale indagine è l'altissima percentuale di abbandono dagli studi da parte dei giovani universitari. Inoltre – secondo l'Istat – più di una famiglia su tre (35,8%) dichiara di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all'anno precedente.

     L'allarme Codacons    Stangate da Regime    

    Dati preoccupanti arrivano anche dal Codacons, secondo il quale l'aumento dell'inflazione ha determinato una stangata da 1.048 euro per una famiglia di tre persone e di 1.155 euro per un nucleo di quattro, senza contare il pesante impatto subito dai ceti più bassi e dai pensionati. Inoltre l'aumento medio del cuneo fiscale stimato per il 2013 – nel paese più tartassato al mondo, qual è la "Povera" Italia – è pari a 1500 euro a famiglia. Quella che si dice dittatura fiscale e reale!

     Sacchi di Carbone    All'eurocasta stile Erode 

    Così ci viene da chiederci: cosa succederà a fine 2013? Cosa accadrà quando oltre agli effetti della pressione fiscale ci sarà l'aumento dell'Iva e alcuni – a tono di beffa – prevedono anche una improbabile ed illusoria ripresa del Pil? Come abbiamo detto all’inizio, ci troviamo dinnanzi ad una situazione complicata ed imbarazzante. Viviamo in un Regime dittatoriale di stampo Stalinista! Tutti poveri per statuto! Tutti uguali nella miseria! Lo dice lo Statuto del MES e del Fiscal Compact. I governi "europeisti" che si succederanno al potere dovranno pretendere dagli schiavi più di quello che essi daranno in servizi: cioè meno di zero. In altri termini, il nostro destino è matematicamente e scientificamente segnato. Non ci resta dunque che aprire gli occhi, smettere di assistere impassibili a questo sfacelo e predendere precise garanzie dai nostri politicanti: le stesse garanzie che sindacati e garanti della Costituzione hanno rinunciato di pretendere per "reconditi" (si fa per dire) motivi. Intanto per ora non ci resta che distribuire a piene mani tanto carbone qua e là, in occasione della Befana: e ciò specie verso Bruxelles, Roma e Francoforte/Berlino. Specie nei confronti dei nostri garanti nazionali più diretti presso la tecnocrazia dominante che permette ed avalla tutto ciò: i “due Mario”. Cioè il Professore e il Presidente della Bce. Gran parte dei dati che stiamo analizzando derivano, direttamente o indirettamente, dal loro operato/non operato che, a sua volta, è espressione del sistema lobbistico-finanziario di cui entrambi fanno parte. Tutti Bocciati! Altro che Re Magi! Questi somigliano sempre più a tanti plutocrati stile Re Erode. Giusto per restare in tema di Messia ed Epifania.

    Vincenzo Folino (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

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     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

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    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti […]

    Regione Sicilia: Il post dimissioni di Lombardo nella Grecia d’Italia

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    Agosto 1th 2012 – di Mario Luongo –  Raffaele Lombardo / Regione Sicilia / Default Sicilia /  Voto di scambio / Concorso esterno associazione mafiosa /Fabio Giambrone / Rita Borsellino / Carmelo Briguglio / Innocenzo Leontini / Gianfranco Miccichè / Elezioni Presidente regione Sicilia/ Disoccupazione Sicilia / Taglio parlamentari   Regione Sicilia – Il post […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

     

  • Fornero “indora la pillola”: li chiama “esodati”

    Fornero “indora la pillola”: li chiama “esodati”

     

    Lunedì, Aprile 23th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Italia / Crisi Ue / Disoccupati / Inattivi / Giovani / Esodati / Disoccupati / Istat / Linguaggio / Una crisi figlia del liberismo / Elsa Fornero / Mezzogiorno carne da macello  

    Madamina, il catalogo è questo!

    In Italia quasi 3 milioni gli “inattivi”

    Fornero "indora la pillola": li chiama "esodati"

    per non dire "rovinati"!

    Roma – L’Istat, nell’ultimo rapporto, li definisce “inattivi”: sono i giovani che non solo non hanno un lavoro, quindi figurano nelle statistiche tra i disoccupati, ma hanno anche rinunciato a cercarlo. E’ un drammatico fenomeno sociale ed esistenziale, che mette in difficoltà le famiglie, chiamate a fare da proverbiale ma provvidenziale ammortizzatore sociale; e i media non possono fare altro, a mo’ di avvoltoi, che “nominare” il problema, come il ministro Fornero ha insegnato. Ci sono tanti lavoratori che sono usciti dal mondo del lavoro, sono in cassa integrazione o hanno perso la sicurezza della loro busta – paga in età avanzata? Bisogna chiamarli “esodati”, parola che prima non esisteva, ma che suona bene, come un accordo musicale dissonante, evoca un dramma ma lo nomina, lo esorcizza in qualche modo, ne diminuisce l’impatto perché c’è uno scenario, un teatro, dei personaggi, con un nuovo nome.

      E Fornero inventò gli "esodati"  

    “Esodati”, e ora “inattivi”, ecco che l’Istat mette quasi sulle spalle dei giovani – in grandissima parte nel Sud, in grandissima parte donne – un nome che vorrebbe alleviare la pena della loro disoccupazione. Quanti sono questi giovani non più in cerca di prima occupazione, ma definiti anche, in questo arrembaggio linguistico, “sfiduciati”? Lorsignori son serviti, direbbe Leporello, servo di Don Giovanni: Madamina, il catalogo è questo, il mio signore Don Giovanni La Crisi, ne amò 3 milioni, di giovani infelici. Gli “inattivi” rappresentano l'11,6% della forza lavoro complessiva nella penisola, una cifra che supera di almeno tre volte la media negli altri paesi dell'Unione Europea. I soggetti che teoricamente sono disponibili a lavorare, ma che effettivamente non si attivano per trovare un impiego, sono ormai quasi 3 milioni, dei quali una buona parte è composta da esponenti del sesso debole, sfiduciate nella ricerca di lavoro a causa delle difficoltà di conciliazione lavoro famiglia, tanto da rappresentare ben il 16,8% dell'intera forza lavoro femminile.

      Carne da macello – Nel Sud Italia il record degli "inattivi-sfiduciati"  

    Sul fronte dell'occupazione giovanile, invece, l’Istat annota un incremento degli inattivi di circa 3 punti percentuale: se nel 2010 gli under 24 disposti ad accettare un impiego ma restii a cercarlo erano il 30,9%, nel 2011 hanno raggiunto il 33,9%. In questo caso l'istituto di ricerca mette in evidenza, naturalmente, una grande differenza tra le cifre che riguardano le Regioni del Nord e il Mezzogiorno, dove il numero degli “inattivi” è di ben sei volte superiore. "Madamina, il catalogo è questo: in Italia, quasi 3 milioni".

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)