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  • Friedman, il Complotto e la Consistenza delle Mozzarelle di Bufala

    Friedman, il Complotto e la Consistenza delle Mozzarelle di Bufala

    Mercoledì, Febbraio 12nd/ 2014

     – di Sergio Basile  –

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    Friedman, il Complotto e la Consistenza delle

    Mozzarelle di Bufala 

    Il Complotto Monti-Napolitano e Mister Euro, Alan Friedman:

    l'uomo giusto al momento giusto

     

    di Sergio Basile

    Alan Friedman e il Complotto - Monti Napolitano

     Chi è Alan Friedman?                                                                                              

    Roma – Chi è Alan Friedman?  Nato nel cuore dell'impero Usa, New York, il 30 aprile 1956 è un giornalista-economista di casa nelle reti RAI, conduttore televisivo e scrittore, già collaboratore dell'amministrazione Usa del Presidente Carter in veste di Presidential Management Intern, nonché presidente esecutivo della FBC Media di Londra. Ma non finisce qui: Friedman, è stato un uomo del Financial Times di Londra per ben 14 anni (dal 1979 al 1993: inviato a Milano e New York) ed insignito per ben quattro volte del British Press Award. Insomma un uomo completamente a suo agio nell'attuale universo finanziario ed economico (usurocratico), nonché proveniente dal mondo della London School of Economics and Political Science di NYC e dalla Università Johns Hopkins, di Washington. Spulciando tra la sua ricca biografia, notiamo come l'uomo di punta della new economy e dell'establishment anglo-americano nel 1987 sia stato insignito anche dell'ambito "Premio Trento" come miglior corrispondente estero in Italia. Sono seguite collaborazioni di lusso con emittenti (di regime) come la BBC e l'ABC. Ma probabilmente la notizia più curiosa è un'altra: negli anni Novanta – qualche lettore lo ricorderà – Friedman è stato il primo cittadino Usa ad occuparsi – da conduttore – di un programma di economia in Europa. Un uomo che, dunque, gode della piena fiducia del sistema. Non trovate? Un uomo che probabilmente mai nella sua vita ha osato parlare di signoraggio bancario in TV e di moneta-debito.

     Mister Euro, Alan Friedman – L'Uomo giusto al momento giusto          

    Insomma l'uomo giusto da esporre in vetrina al tempo della "grande crisi" per spiegare "la crisi". Non a caso, dunque, nel 1995 in Italia gli viene affidata la conduzione di una rubrica TV dal titolo "Money Line" (Rai 3). Ma ora viene il bello: nel 1996 – e fino al 1999 – crea e conduce il programma televisivo "Maastricht Italia", tutto proteso a decantar le lodi dell'euro e dei suoi miracolistici benefici. Concetti poi ripresi anche in trasmissioni come "Pianeta Economia" (Rai News) e "Mister Euro", sempre su Rai 3. Un uomo che – alla luce di quanto fatto e detto – ha sicuramente contribuito in maniera decisiva a creare il "falso mito" dell'euro in Italia ed a convincerci che accettare la moneta unica non sarebbe stata una dele concause della nostra rovina, bensì un grande successo! Una cosa è certa: Alan Friedman è un uomo del sistema! Ma ci chiediamo, dopo questa doverosa ed imprescindibile introduzione: come mai un uomo del sistema dovrebbe denunciare il complotto montiano (Monti-Napolitano) benedetto dal sistema stesso, per – dicono – "far fuori Berlusconi!, che sarebbe stato concepito quattro-sei mesi prima della  caduta (dal cavallo) del "Cavaliere" nel novembre del 2011? 

     La consistenza delle mozzarelle di bufala                                                         

    Beh francamente tutto questa macchinosa messa in scena mi ricorda tanto l'odore e la consistenza delle mozzarelle di bufala… Ed avendo studiato presso l'Università di Salerno, credetemi, ne ho mangiate parecchie! E le so riconoscere molto bene! Si, non ho dubbi, questa è proprio una gran bufala confezionata ad arte magari per preparare il terreno al dopo Letta (ormai scoppiato, giunto al suo 90' o giù di lì, e bisognoso di sostituzioni strategiche) e per tenere ancora in piedi il famoso e presunto dualismo politico tra destra e sinistra che francamente ci ha stufato! Si perchè buttando giù d'un colpo la legittimità dei governi tecnici (e quindi probabilmente anche quella di Enrico letta), il serpete si prepara a "mutare" pelle… Tanto ormai lo sanno tutti (o quasi) che in Italia esiste un partito unico e una regia unica. Siamo dinnanzi ad un grande partito multifaccia cui protagonisti  – come i ladri di Pisa – di giorno litiga e di notte (magari negli accoglienti ambienti di luoghi privilegiati come l'Aspen Institute di Roma e/o Milano) si accordano su tutto: litigi e scoop compresi. Viva il monismo politico, dunque!

    Alan Friedman e il Complotto - Monti Napolitano

     Consigli per gli "acquitti"                                                                                         

    Le denunce di Friedman, dunque, lasciano il tempo che trovano e possono essere inquadrate nella categorie di quelli che Maurizio Costanzo amava definire dal suo famoso palco: "consigli per gli acquitti". Le dimissioni di Berlusconi in realtà, a mio modesto modo di vedere (ma, in questo, sono in buona compagnia), furono decise in ambienti molto vicini a Wall Street e alla City, col benestare dello stesso Reuccio di Arcore, della nobiltà nera internazionale e delle più importanti famiglie di supporto al mondialismo contemporaneo. Più che un golpe a palazzo Chigi, si trattò di una semplice sostituzione concordata. Non va dimenticato che in quel mese di Novembre molti manifestanti poterono raggiungere Palazzo Chigi a bordo di pullman stranamente già pagati e messi a disposizione. Già, ma da chi? Di certo non da Babbo Natale, visto che al 25 Dicembre mancava ancora un mese…

     Intorno alla caduta del "Cavaliere"                                                                      

    Non dimentichiamo neppure la strategia (tutto sommato accolta di buon grado dallo stesso Cavaliere) di accettare sia la letterina della BCE Draghi-Trichet e sia i neutralizzanti diktat del rating da parte delle impresentabili sorelle: Moody's Fitch e Standard & Poor's. Insomma l'evoluzione del teatro moderno: o il teatro dell'assurdo all'ennesima potenza. Ma non dobbiamo dimenticare come appena prima dei declassamenti fraudolenti del rating l'Italia godesse di fondamentali economici, a livello continentale, da "prima donna": il miglior livello di risparmio pro-capite a livello di famiglie; uno dei più bassi livelli di indebitamento privato d'impresa; la prima rete aziendale continentale e la prima area di sviluppo e crescita per l'intera Europa (localizzabile in quella che i leghisti chiamano strategicamente ed illegittimamente "Padania"). In quei giorni lo spread salì alle stelle (570 punti) e grazie alle sorelle del rating fu ottenuto il cambio di regia e fu avviato l'ultimo grande processo di privatizzazione e svendita del Paese. Nonché fu decisa la preparazione del "terreno ideale" per la vergognosa relegazione degli italiani nella gabbia del MES (Fondo "Ammazza Stati Permanente) in chiave – dissero – anti-spread. Cioè, per dirla in parole povere, per fingere di neutralizzare (raffreddare) gli effetti di un meccasismo diabolico e perverso come quello che lega il rating allo spread e contestuale lievitazione degli interessi sul debito (titoli di stato a lungo termine) ci hanno raccontato che bisognava lavorare di più, che dovevano tassarci di più per pagare le rate di un prestito (stile FMI) di miliardi di euro, e che esso avrebbe dovuto "raffreddare la febbre da spread". Infine ci hanno detto avremmo dovuto accettare di buon grado il fatto di non andare in pensione e di perdere il lavoro. Insomma … Il resto è storia nota! Spero francamente che Friedman, dopo la pubblicità fantastica degli ultimi 2 giorni in TV, alla fine non venda neanche una copia del suo libro… Anche perchè gli Italiani sono già alle prese con il pagamento rateizzato di un debito infinito ed inestinguibile: troppo per potersi permettere anche una copia del suo preziosissimo libro. Forme di vitalizi al contrario (vitalizi debitocratici) probabilmente sconosciuti in casa Friedman.

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa) 

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    Lunedì, Marzo 18th/ 2013  –  di Sergio Basile – L'Europa s'Infiamma: Europeisti ed Euroscettici ai Ferri Corti , BCE, Banca Centrale Europea, Troika, Mario Draghi, Viktor Orban, Pigs, Bruxelles, Martin Schultz, Gianni Pittella, Bollettino mensile BCE, Ue, Parlamento europeo, Manuel Barroso, Gianni Pittella, Herman Van Rompuy, Road-map èer l'Europa Unità, Stati Uniti d'Europa, Smantellamento degli stati […]

  • Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri  – 

    Forum Ambrosetti, Villa d'Este, Cernobbio, Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive, The European House – Ambrosetti, G20, Napolitano, Bilderberg, Trilateral BBC World, CNBC, CNN, Financial Times, RAI, Obama, Putin, Casaleggio, Letta 

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali

    Indicatori Economici?

    Forum Ambrosetti – Paradossi e Dimenticanze di un

    Bilderberg all'Italiana

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Forum Ambrosetti 2013

     Cernobbio – Tempo di Bilanci                                                                                

    Como, Villa d'Este di Cernobbio – di C.Alessandro Mauceri – Concluso il discusso Forum Ambrosetti, è tempo di bilanci e di capirci di più, al fine di analizzare quanto accaduto in quello che molti analisti hanno accomunato ad una sorta di Bilderberg Nazional-popolare, o ad un sorta di "Aspen" concentrato. Molto è stato detto.. Ma cos'è questo strano e partecipato meeting? Vediamo. Il Forum Ambrosetti è un evento che ha luogo dal 1975 annualmente a Villa d'Este di Cernobbio, sul Lago di Como. Agli incontri vengono invitati a partecipare capi di Stato, ministri, premi Nobel ed economisti ai più elevati livelli mondiali. In questi incontri dovrebbero essere discussi gli scenari economici e geo-politici mondiali, europei e, ovviamente italiani. Dovrebbero essere analizzati anche i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, della società civile. Nei giorni scorsi – come detto – le prime pagine dei giornali sono state riempite di notizie relative al forum 2013 dal titolo "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive" organizzato da The European House – Ambrosetti a Cernobbio. Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni europee, ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si sono riuniti per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l'economia globale e la società nel suo complesso. Solo che, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, oggetto delle notizie diffuse dai media non sono stati i risultati scientifici raggiunti durante le giornate trascorse sul lago di Como dal gotha dell’economia e della politica mondiali, ma bensì informazioni che spesso sono andate poco oltre il gossip (e peraltro di poca o nulla importanza visti i problemi internazionali che stanno caratterizzando l’economia e il mondo).

    Forum Ambrosetti 2013

     La Solita Riservatezza… Stile Bilderberg                                                            

    In molti forse avranno pensato che ciò fosse dovuto al fatto che le stesse persone si stavano incontrando solo pochi giorni dopo la riunione del G20, il forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi più industrializzati (quelli del G8 in primis) con in più l'Unione Europea e pochi altri. Eppure anche dopo la riunione del G20 (che, è bene ricordarlo, fu creato nel 1999 dopo una serie di crisi finanziarie, per favorire l'internazionalizzazione economica e la concertazione tra gli Stati avendo come obiettivo il controllo, in senso positivo e, purtroppo, a volte anche in senso negativo) coloro i quali erano stati invitati a partecipare non hanno rilasciato molte informazioni circa i problemi di cui si era discusso. Eppure in entrambi gli incontri e per di più a distanza di pochi giorni uno dall’altro, per discutere dei problemi della Terra si sono incontrati i rappresentanti dei Paesi che rappresentano circa i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale, quelli dei Paesi che presiedono forum regionali, come l'Unione Africana, l'ASEAN, APEC, e i leader di organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), il Financial Stability Board, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) , le Nazioni Unite e dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e molti dei rappresentanti delle maggiori multinazionali del globo. Se non fosse stato per la presenza di alcune figure istituzionali come i capi di Stato (incluso il presidente Napolitano) quella sul lago di Como, quanto a riservatezza, sembra quasi essere stata una riunione – ribadiamo – del gruppo Bilderberg o della Trilateral (e del resto molti dei partecipanti rientrano nel novero degli invitati di questi gruppi). Ma proprio il ruolo ricoperto dai partecipanti a queste riunioni fa sì che questi incontri hanno un’importanza non indifferente. Ed è per questo motivo che, dopo la riunione del G20 che si è tenuta solo pochi giorni fa in Russia e dopo gli incontri sul Lago di Como avrebbe dovuto far riflettere che queste persone sentissero la necessità di un nuovo scambio di idee.

    Forum Ambrosetti 2013

     Alla Riconquista della Credibilità Perduta…                                                     

    E invece pochi hanno dedicato l’attenzione che meritava al fatto che a entrambi gli incontri non hanno partecipato solo quelli che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto essere dei “tecnici”. A fare da protagonisti sono stati invitati (l'invito al Forum è "strettamente riservato" ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi internazionali e nazionali) i capi di Stato di  quasi tutti i Paesi del G20 e un numero indefinito di soggetti “privati” (vale a dire rappresentanti di aziende, multinazionali e gruppi bancari). Al di là della voglia di apparire che molti di loro hanno dimostrato di avere, l’incontro di Cernobbio è stato interessante soprattutto perché ha confermato ciò che sta avvenendo nel mondo. Innanzitutto ha confermato che tutti i leader dei maggiori Paesi del globo (Stati Uniti in primis, ma anche Francia e Regno Unito dopo le vicende legate alle accuse contro la Siria e al fatto che i rispettivi parlamenti non hanno ancora approvato le proposte dei loro leader, ammesso che lo siano ancora) dopo aver perso la propria credibilità agli occhi non solo dei propri connazionali, ma di tutto il mondo, stanno compiendo enormi sforzi per riconquistarla, ergendosi al ruolo di primi attori delle scelte e dei meeting internazionali. E, per farlo non perdono occasione di partecipare ad eventi come quello sul lago di Como che vanta una copertura mediatica rilevantissima, data la presenza di oltre 400 giornalisti italiani e internazionali e la presenza di reti televisive come BBC World, CNBC, CNN, Financial Times e RAI. Tutti cercano di sfruttare  il ritorno mediatico partecipando ai talk show di approfondimento e alle interviste in diretta con i protagonisti del Forum, che vengono poi messi in onda sulle televisioni di tutto il mondo. E tutti, indistintamente, cercano di concentrare l’attenzione della gente su problemi che, grazie ad una attenta e continua azione mediatica, sono entrati nelle case di tutti e hanno riempito le prime pagine di tutti i giornali a caratteri cubitali.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto la Monetizzazione della Carta Straccia?                           

    Ovviamente questa mania o smania di protagonismo è molto utile per distogliere l’attenzione dei media (e questo è l’altro aspetto che, più di ogni altra cosa, ha caratterizzato gli incontri che si sono svolti a Villa d'Este) dai veri problemi. Quelli che poche persone hanno deciso di discutere in riunioni riservate e dei cui esiti ci si è guardato bene di informare la gente. In realtà, come ha fatto notare la Napoleoni, economista e attenta scrutatrice del panorama economico globale, i problemi che con ogni probabilità sono stati discussi sono ben altri. Primo fra tutti gli “effetti della monetizzazione della carta straccia americana ed europea sulle economie dei Paesi emergenti”. Paesi emergenti che dal 2009 e fino a pochi mesi fa  sono “stati i beneficiari di ingenti flussi monetari provenienti dal quel ricco occidente in preda alla recessione”. Gli stessi flussi monetari che, almeno in teoria,  avrebbero potuto e dovuto essere utilizzati da molti degli Stati e da molte delle aziende presenti ai meeting per creare nuovi posti di lavoro per i cittadini europei o per quelli americani e che, invece, continuano a finire nelle tasche dei nuovi ricchi dell’India o della Cina e delle banche che tali scambi realizzano. E il denaro che non è andato nelle tasche dei nuovi ricchi del mondo è finito, grazie alla complicità palese e spesso autorizzata dei rappresentanti dei governi nazionali (gli stessi che, nel corso degli incontri, avrebbero discusso, almeno stando a quanto dicono, dei problemi economici del globo e della crisi siriana), sui mercati azionari. Una percentuale enorme delle risorse economiche del globo oggi viene investita in borsa (non a caso, in questo periodo, Wall Street ha registrato performance eccezionali). E quanto non rientra né nella prima né nella seconda categoria, finisce in derivati gestiti direttamente dalle banche e dagli istituti finanziari.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto l'Analisi dei Principali indicatori economici?                 

    Ovviamente i tecnici che hanno partecipato alle riunioni a porte chiuse si sono guardati bene dal dire che molti degli indicatori economici (dal PIL, alla disoccupazione, al calo della domanda, alla percentuale di aziende in chiusura o fallimento o che decidono di trasferirsi all’estero in Paesi extraUE) non sono stati in alcun modo oggetto delle discussioni tra i partecipanti e non hanno nemmeno lontanamente influenzato le scelte che seguiranno tali incontri. Ciò di cui, molto probabilmente, si è parlato è stato il volume di denaro messo in circolazione in Europa e negli Stati Uniti. Denaro che non servirà alla crescita né dei Paesi europei né degli Stato Uniti:  servirà solo ai magnati che si arricchiscono grazie a scambi di denaro virtuale. Di  questo, molto probabilmente, si è discusso nelle riunioni “a porte chiuse” sul Lago di Como. E per distogliere l’attenzione della gente dai problemi reali, l’attenzione dei media è stata concentrata solo sul – sia pur importante – confronto tra Obama e Putin o su pettegolezzi come l’intervento (a dir il vero comunque piuttosto ambiguo) a porte chiuse di Casaleggio o sulla percentuale di donne presenti alla riunione (che ha attirato l’attenzione del nostro Capo del Governo, Letta).

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Venerdì, Giugno 21st/ 2013
     

    – di C.Alessandro Mauceri –

    SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, Finmeccanica, Giuseppe Orsi, Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa Agusta Westland, Guido Ralph Haschke, Shashindra Pal Tyagi, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, Central Bureau of Investigations, Ratan Tata, Tata, Alessandro Mauceri, www.quieuropa.it 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Traffico d'Armi, Bugie e Tangenti dietro tutto. Ecco 

    cosa hanno in comune una delle maggiori industrie

    metalmeccaniche europee e i due marò

    Il Destino dei Marò e le novità emerse dal Processo Finmeccanica

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Caso Marò - Finmeccanica

      Il Mercato delle Guerre, non conosce crisi                                                       

    Roma – Che cosa hanno in comune i due marò italiani e una delle maggiori industrie metalmeccaniche europee? In un mondo che soffre e si lamenta per una "cosiddetta" crisi economica indotta e globale che (fermo restando la truffa dell'Eurozona) forse non ha precedenti a memoria d’uomo, c’è un settore che pare essere sempre fiorente: quello degli armamenti. Eppure, nell’ultimo decennio del secolo scorso si era registrato un calo rilevante del settore. Calo che sarebbe stato causato, in massima parte, dalla riduzione delle forze della Nato dopo la fine della Guerra fredda. Ma le imprese del settore non si sono "arrese" (e del resto con tutte le armi di cui disponevano….). Così, grazie anche all’aiuto concesso volentieri da molti governanti, i Paesi più industrializzati di mezzo mondo (quelli in cui hanno sede le maggiori imprese produttrici di armi) hanno deciso o di fare guerra o di vendere i propri “prodotti” all’altra metà del mondo. In base  ai dati emersi da uno studio del SIPRI, tra i maggiori esportatori di armi nel periodo tra il 2008 e il 2012 ci sarebbero – guardacaso – gli Stati Uniti d’America che, casualmente, è il Paese che maggiormente, negli ultimi tre lustri, ha promosso guerre e “missioni di pace”, anche al di fuori dell’egida ONU e NATO; a seguire Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna e Italia. In realtà, le scelte di marketing adottate dai vari Paesi sono state diverse. Nella maggior parte dei casi, i Paesi hanno deciso di “scambiarsi”armi e armamenti e di andare a combattere  guerre senza motivo e senza ragione in giro per il mondo (fermo restando ovviamente il piano per la costituzione del NWO). Questo ad esempio sarebbe ciò che è avvenuto tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi Europei dove a fronte di acquisti, da parte degli americani, di armamenti da Italia, Francia, Svezia, Germania, Polonia e Spagna, gli Stati Uniti hanno potuto vendere, ad esempio, molti dei loro aerei da guerra, seppure poco funzionali (tanto che la  Francia ha sospeso l’ordinativo), a molti Paesi europei, Italia inclusa. Ovviamente queste armi sono state poi utilizzate dai Paesi più industrializzati nelle “missioni di pace” in Paesi come Afghanistan, Iraq, Libia e molti altri. Missioni di pace che sono servite anche per conquistare spazi economici per le maggiori industrie dei Paesi invasori. 

    F-15-Saint-Louis

      L'emblemnatico caso della Lockheed Martin e lo shopping arabo          

    In altri casi invece, e qui sta la sorpresa, i Paesi maggiori produttori di armi hanno fatto di più. Hanno deciso di vendere direttamente le armi che producevano le industrie presenti sul loro territorio a Paesi in guerra tra loro o, in altri casi, a entrambe le fazioni di uno stesso Paese. Oppure, hanno deciso di utilizzare il canale dei Paesi medio-orientali per venderle a chiunque avesse i soldi per comprarle. Così la Lockheed Martin, con il consenso del Pentagono, ha venduto 20 aerei C-130J  e 5 tanker KC-130J all’Arabia Saudita per un  valore di 6,7 miliardi di dollari (24.61 miliardi di dhiran sauditi) completi di ricambi e supporto (che senso ha vendere le armi se non alleghi dei tecnici che insegnino ad usarle?). A questi si aggiungono 9 lanciatori e 48 missili antimissile balistici THAAD. Joe Parker, direttore per l'export del consorzio Eurofighter, ha confermato anche le trattative in corso per l'acquisto di 60 aerei Eurofighter Typhoon da parte degli Emirati Arabi Uniti. E nel 2011, la vendita di armi come il Pilatus agli Emirati Arabi, ha consentito alla Svizzera di raggiungere livelli eccellenti tanto che gli Emirati Arabi Uniti hanno scavalcato la Germania nell’acquisizione di armi elvetiche. Complessivamente l’Arabia Saudita, nel periodo 2008-2012, è stato il 10° maggior importatore di armi e armamenti al mondo e si è accaparrata il 3% degli armamenti in vendita in tutto il globo. Un  risultato niente male se si pensa che i suoi abitanti sono solo 7 milioni… Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo  venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.  Ma a cosa potrebbero mai servire tutte queste armi a Paesi così piccoli (il Qatar non arriva a due milioni di abitanti)? Ovviamente per il commercio. Ma come sostenuto e provato da Qui Europa in dozzine di articoli, anche per portare avanti il Piano di un Nuovo Ordine Mondiale.  Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.

    Obiettivo Siria

     Per fomentare guerre, ogni scusa è buona!                                                        

    Così mentre la Russia inviava '' avanzati missili da crociera antinave della tipologia Yakhont'' alla Siria (fonte New York Times), il Qatar a settembre scorso (dati Financial Times) ha deciso di sostenere i cosiddetti ribelli (mercenari) della provincia di Aleppo, contro il governo siriano, pagando loro uno “stipendio” mensile di 150 dollari. Inoltre, secondo l'International Peace Research Institute di Stoccolma (Sipri), il Qatar, tra aprile 2012 e marzo 2013, ha inviato in Turchia oltre 70 aerei militari cargo carichi di armi destinate ai  soliti "cosiddetti" ribelli. Sia il Qatar, con le armi comprate da Stati Uniti ed Europa, che gli stessi Stati Uniti d’America – come denunciato più volte dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – vendono armi ai "ribelli siriani". Lo ha confermato la stessa Casa Bianca sostenendo come il presidente Obama abbia preso questa decisione dopo che l’intelligence avrebbe raccolto le prove (per il vero come dimostrato in più sedi piuttosto fantasiose, per non dire assurde) sull’uso di armi chimiche (??) da parte del regime di Assad: Ben Rhodes, consulente di Obama per la sicurezza nazionale, ha confermato che secondo l’intelligence statunitense “il regime di Assad avrebbe usato diverse volte armi chimiche, in particolare il gas sarin, contro l’opposizione”. Dimenticando di dire – tuttavia – che, non solo a usare queste armi non convenzionali sarebbero stati i rivoltosi (mercenari) e non l’esercito, ma che, in un momento in cui sono state avviate trattative per porre fine agli scontri, fomentare le fazioni con simili affermazioni e armarle fino ai denti non aiuta certo il processo di pace. Sembra quasi di rivedere le scene viste in Iraq. E così mentre l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, rivelava che dall’inizio del conflitto siriano i morti sarebbero più di 93mila, di cui 6.500 bambini, gli Stati Uniti d’America e gli altri Paesi partners, sia direttamente che indirettamente fornendo armamenti a Paesi terzi che poi li rivendono a entrambe le fazioni in conflitto, aizzavano la guerra.

    USA, il Gendarme del Mondo

     Il Triste Ruolo dell'Italia – Terzo produttore al Mondo di armi leggere   

    E che ruolo ha l’Italia in tutto questo? L’Italia è il terzo esportatore mondiale di armi leggere. L’industria nazionale del settore, pur considerando le stime incomplete (vedremo in seguito perché) e la concorrenza russa e cinese, non perde posti nella classifica delle vendite e rimane uno dei maggiori produttori. Aiutata in questo dal fatto che la  vendita di pistole, fucili, munizioni ed esplosivi sono quasi sparite dalla Relazione sul commercio di armamenti che il Governo italiano è tenuto a presentare ogni anno al Parlamento. Le esportazioni di questi strumenti di morte sono classificate per la stragrande maggioranza sotto la voce "armi civili", vale a dire armi comuni da sparo, da caccia o da tiro sportivo. Così pure gli esplosivi, che sarebbero esportati ufficialmente "per uso industriale". Così non viene esercitato alcun controllo governativo su tali trasferimenti, né è monitorato l’utilizzo di questo materiale una volta che ha lasciato l’Italia! E chi ci sono tra i maggiori clienti e importatori di armi italiane? Ovvio, Paesi del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale. Il Medio Oriente, insieme al Sud-Est asiatico, sono le regioni che trainano la domanda internazionale di armamenti.

    Marò e Bugie

     Tra un'arma e una tangente… Rispunta la pista Marò                                   

    I nomi di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sembrano essere ormai caduti nel dimenticatoio mediatico. Ma sebbene non se ne parli, pare che la vicenda si sia complicata, se possibile, ancora di più dopo che al processo per tangenti di Busto Arsizio all’ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, è stata richiesto da parte della difesa di sentire come testimone Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa indiano da otto anni. Oltre ad aver seguito tutta la trafila della commessa dei 12 elicotteri di Agusta Westland (del gruppo Finmeccanica), il ministro, infatti, è considerato uno tra i maggiori oppositori alla liberazione dei nostri marò, colui il quale dopo il ritorno in India dei marò si vantò del risultato ottenuto "grazie alla linea dura" della Corte Suprema e del governo indiano. La stessa persona che, secondo i legali dell’ex amministatore delegato di Agusta (indagato con l’ex ad e presidente di Finmeccanica per corruzione internazionale e frode fiscale), conoscerebbe a fondo i dettagli della gara d’appalto per gli elicotteri AW 101 del 2006, da cui sarebbe scaturita poi la tangente da 50 milioni di Euro. La risposta è stata la decisione da parte del governo indiano di costituirsi parte civile nel processo insieme all’Agenzia delle entrate indiana e la richiesta di un risarcimento da circa 8 milioni di Euro per i danni d’immagine che la vicenda ha procurato. Non solo, ma in questo modo i legali del ministro hanno potuto aver accesso agli atti del processo (che sono ancora esistenti e non distrutti come hanno fatto in India con le prove del processo ai due marò) che contengono, tra l’altro, quanto trovato tra i documenti di Guido Ralph Haschke, l’intermediario svizzero che trattò la commessa per i 12 elicotteri. Incluse le prove a carico dell’ex capo dell’aviazione Shashindra Pal Tyagi e dei suoi cugini, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, tutti coinvolti nell’affare di vendita illegale di armi e armamenti. La vicenda si è quindi allargata a macchia d’olio. La difesa degli accusati italiani infatti ha richiesto di aver accesso all’interrogatorio di Tyagi e dei cugini di fronte il Central Bureau of Investigations, il servizio segreto indiano. Non solo, ma ha citato come testimone  anche Ratan Tata, amministratore delegato del gruppo Tata, leader del mercato automobilistico mondiale.

    Dimissioni Terzi e Verità Nascoste sul Caso Marò

      Il Destino incertissimo dei Marò                                                                           

    Nel marzo del 2013, quando i due militari tornarono in Italia in congedo per Pasqua, anche noi scrivemmo degli articoli in cui denunciavamo che, con tutta probabilità, il motivo per cui i nostri marò erano ancora trattenuti in India nonostante le promesse (al vento) dei diplomatici e dei politici italiani, erano ben altre che quelle contenute nei loro capi d’accusa. Già allora riferimmo di interferenze tra le vicende dei marò e imprese coinvolte nella vendita di armamenti. E dopo che a un ministro indiano è stato chiesto di testimoniare al processo Finmeccanica (riconoscendosi colpevole) temo che la situazione per i nostri marò bloccati in India possa solo peggiorare.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

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    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica OGM e Questione Siriana al Centro

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    Mercoledì, Giugno 19th/2013 – di S. Perrone e S. Basile –  Belfast, Regno Unito, Irlanda del Nord, Unione europea, Russia, Stati Uniti, Giappone, G8, Nuovo Ordine Mondiale, Accordo di Libero Scambio Usa-Ue, Barack Obama, Vladimir Putin, Enrico Letta, Manuel Barroso, Commissione europea, Ue, Titanic, Europa, OGM, Georgia Guidestone, Gaia    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica […]

    Lo Strano Shopping di Riyad: 84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita

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    Giovedì, Maggio 16th/ 2013   – S.P. Redazione Qui Europa –  Siria, Arabia Saudita, Sultanato, Usa, Riyad, Washington, Sait Louis, Cacciabombardieri, F-15, bombe a grappolo, Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, Sharia, Casa Bianca, Risiko  84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita  Strano shopping del Grande Alleato Mediorientale di Washington  Intanto i media occidentali censurano le veementi proteste interne […]

    Siria – Bugie e Strategie USA-NATO-UK-Israele e Nuovo Ordine Mondiale

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    Mercoledì, Maggio 15th/ 2013   – Paul Joseph Watson (Propaganda Matrix)  e Redazione Qui Europa –  Siria,Paul Joseph Watson, propaganda Matrix, Aleppo, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Robert Ford, Confine con la Turchia, Dipartimento di Stato Americano, Washington, Selim Idriss, Paul Joseph Watson, Abdel Jabbar al-Okaidi, Marco Palombo, Digiuno del Pacifista romano, Bugie dei […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Siria – Le Reazioni dei Russi e gli equilibri internazionali, aspettando Ginevra

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    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013   – di  Massimo Palombo, Sibialiria e Redazione Qui Europa  Siria, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Washington, combattenti islamici, Usa, Bashar Al Assad, Conferenza di Ginevra, No Fly Zone, Blocco Antiguerra Ue, Iran, Turchia, Libano  Siria – Cronaca della Settimana in attesa di Ginevra Le Reazioni dei Russi e gli […]

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di Montecitorio. Ma tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesina – che i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristico. In realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolari. L’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volte. E l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europee. In realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

     

  • La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Martedì, Marzo 19th/ 2013 

    –  di Sergio Basile –

    La Verità sul caso Cipro, Cipro, Nicosia, Furto sui depositi bancari, Unione europea, Target2, Euro, Russia, Bruxelles, Vertice Straordinario, Eurogruppo, Salvataggio dell'euro, Germania, Angela Merkel, Pil, Tassazione sui depositi, Nicos Anastasiades, Presidente di Cipro, Financial Times, Dissoluzione delle nazioni, Stati Uniti d'Europa, Accentramento, Sistema Bancario, Sergio Basile,  Qui Europa 

    La Verità sul Caso Cipro – Un Gioco Sottile

    Ecco perchè è ora di Uscire dall'Eurozona e dall'Euro.

    Cosa si Nasconde dietro il Furto dei Depositi?

    Oggi Vertice Straordinario Ue di "riparazione",

    ma la sostanza non cambia!

     

    di Sergio Basile 

     La verità sul caso Cipro – Un Gioco Sottile 

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Nicosia, Bruxelles – Nelle ultime ore il cosiddetto accordo europeo per salvare Cipro – dopo la vera e propria rapina in banca perpetrata ai danni dei Ciprioti sabato scorso – si è rivelato un vero e proprio fallimento. Ma il copione è sempre lo stesso: indebolire emotivamente e fattivamente fino all'annientamento gli stati nazionali ed i popoli per indurre 500 milioni di europei a cedere definitivamente la propria sovranità in favore del folle piano di accentramento chiamato "Stati Uniti d'Europa". I tecnocrati intanto si fingono "preoccupati" per le sorti del Paese: ma la loro vera preoccupazione è quella di mantenere "buono" il popolo, cioè di dar la sensazione che quella dei giorni scorsi nelle banche cipriote non sia stata una rapina, ma una "dolorosa necessità".  Ma la verità non sta così. Questo è quello che raccontano i falsi TG occidentali asserviti al sistema. In realtà è andata diversamente: il governo, soggiogato dalla Troika (Ue, Bce, Fmi)  e dalla Germania aveva annunciato giovedì scorso un "salvataggio delle solite banche" da 17 miliardi, una cifra a conti fatti pari proprio al PIL dell'intero stato. Ma il presunto "deficit" delle masso-mafie bancarie isolane ammonterebbe a circa 136 miliardi di euro: 8 volte la posta.
     
     I Tg reggono il Gioco – "Bisogna Salvare l'Euro!"
     
    I Tg hanno presentato l'operazione come un salvataggio con soldi comunitari, ma la farsa ha assunto contorni ben evidenti quando la solita Germania (il compare "nobile", nonché il palo di turno dell'Ue) ha dato il seguente ultimatum strategico per bocca del suo Cancelliere, Angela Merkel: "o fate un prelievo forzoso dai conti correnti pesantissimo o uscite dall'Euro". Il governo "europeista" di Cipro ha ovviamente scelto ancora una volta di salvare il fallimentare euro a discapito del suo popolo.
     
     Il Furto sui Depositi e la situazione dell'Italia 
     
    Quindi dopo la contestatissima e crudele tassa sui depositi, in queste ore la strategia di Bruxelles è quella di ridiscutere in tutta fretta l'accordo, nel tentativo di assecondare i mercati (loro colplici nel genocidio dei popoli e delle nazioni). Intanto il governo di Nicosia ha deciso di correre ai ripari chiudendo le banche, forse temendo un vero e proprio assalto agli sportelli ed un effetto a catena in tutta Europa, con fuga dei capitali all'estero. Secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, l'Italia non dovrebbe subire pari trattamento di Cipro, ma questa innanzitutto non è una certezza, e poi – campanilismi a parte – tutti i popoli europei sono nostri fratelli: come restare indifferenti ai veri e propri crimini perpetrati verso cittadini greci o ciprioti che vivono drammi quotidiani a poche centinaia di  chilometri da casa nostra?
     
     L'Ora della Fuga o della Guerra 
     
    E' davvero un sistema che non regge più! E' ora di uscire definitivamente dall'Eurozona e dall'euro! Secondo Vegas, "l'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote – a suo dire – introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito". Ma di questi tecnicismi e di questi linguaggi astrusi e doppi gli europei coscienziosi ed intellettualmente onesti non ne vogliono più sapere. E' ora di finirla definitivamente con queste prese in giro. Qui si rischia la guerra civile, e non ci saranno eurogendfor che tengano se i popoli decidono di controvertire questo inaccettabile status quo.
     
     Sessione Straordinaria a Bruxelles 
     
    Intanto a Bruxelles i ministri dell'Eurozona in sessione straordinaria stanno cercando di "rimediare" (si fa per dire) alla contestatissima mossa di sabato, al fine di creare un "giusto" alibi per il governo centrale di Nicosia e per il  Parlamento, al fine di convincere quest'ultimo – nella giornata di domani, Mercoledì 20 Marzo – a dare il via libera al cosiddetto salvataggio. Un salvataggio che ha tutto il sapore dell'ennesima beffa, stile Grecia. Infatti analizzando le contromosse di Bruxelles, in effetti non cambia praticamente nulla: per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, i Ciprioti non verranno sollevati dal pagamento di nuove tasse, ma dovranno solo scegliere come ridistribuire l' 'una tantum'. Avete capito bene: cambia la forma ma non la sostanza! L'importante, secondo l'Eurogruppo, è che in tutti i casi l'introito previsto (pari a 5,8 miliardi di euro: un'enormità per uno stato così piccolo che conta appena un milione di abitanti) sia versato a suon di lacrime e sangue. L'ipotesi più accreditata è quella di stangare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi. Ma il cancro non si cura con l'aspirina o producendo altri cancri: lo si cura estirpandolo dalla radice. E la radice di tutti i mali si chiama euro. E' ora di tottamare questa follia che crea surplus fittizi in favore della Germania e debito fittizio in seno ad altre particolari economie europee non aventi la struttura economica di Berlino, ma costrette ad un impari confronto grazie al diabolico Sistema Target2 (Vedi il funzionamento nell'articolo in allegato) del quale non parla praticamente nessuno!
     
     La Ragione della Follia 
     
    Certo, per capire davvero con chi abbiamo a che fare (qualora ce ne fosse ancora necessità) è curioso vedere come esattamente giovedì scorso, a due giorni dalla "storica rapina in banca da parte dell'Europa delle lobby" il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, aveva dichiarato sul Financial Times che non avrebbe mai permesso ed avallato prelievi forzosi sui conti correnti. Anche – supponiamo – per non mettersi contro gli oligarchi russi che notoriamente detengono i loro depositi presso le banche cipriote. Quindi la soluzione di Nicosia è stata più "democratica": non colpire solo i conti faraonici, ma quelli di tutta la popolazione. Ovvero, massacrare tutti e indistintamente. Idea geniale: specie per compiacere la Merkel, e per farle guadagnare punti agli occhi dell'opinione pubblica tedesca in vista delle prossime elezioni di settembre.
     
     Il Vero scopo di Bruxelles 
     
    Ma qual'è l'obiettivo che Bruxelles persegue attraverso questa apparentemente assurda strategia? Il concetto è molto sottile e lo ribadiamo ancora una volta: convincere 500 milioni di europei che la soluzione migliore per tutti, onde evitare il ripetersi di queste oscenità e quella di unire tutte le nazioni in un'unica federazione di stati (Stati Uniti d'Europa). Ma non si ammette una cosa: l'accentramento non è la soluzione, bensì il reale obiettivo perseguito dalla tecnocrazia illuminata e dalle logge europee da decenni, se non da secoli. In realtà, anziché dire a tutti la verità ed ammettere che il Sistema Target2 (vedi articolo in allegato) e l'euro son stati solo due pretesti per annientare le nazioni e creare un unico mostro facilmente controllabile, stanno proponendo ai poveri mortali come panacea ai loro mali, addirittura l'annientamento totale, la resa incontrastata: cioè la rinuncia alla propria cultura nazionale, alle proprie tradizioni, alla propria fede, ai propri principi e alla propria sovranità. E ciò come la migliore soluzione per tutti. Questa signori si chiama follia!
     
     
    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Parte Prima

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta – Parte Seconda

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    Ungheria – La Rivoluzione di Orban e il Piano antico degli Illuminati

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    Sabato, Marzo 9th/ 2013  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino – Ungheria, Victor Orban, Rivoluzione Costituzionale, Tradizioni Nazionali, Piano mondialista, lluminati, Adam Weishaupt, Aleister crowley, occultismo, satanismo, Piano diabolico, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Distruzione del cristianesimo, promiscuità sessuale, Abolizione degli stati, Storia, economia, Hitler, Stalin, Lenin, Nazismo, Comunismo, Novecento, Werth, Courtois, Panné, Kauffer, Bartosek, Margolin, […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

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    Euro – Guerra tra Falsari

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  • Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Scandalo MPS – Le Curiose Affermazioni di Profumo e la Soluzione Monti-Bond

    Giovedì, Febbraio 7th/ 2013

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile –

    Scandalo MPS / MPS / Corte dei Conti / Scandalo bancario / Italia / Corruzione / Monte dei Paschi di Siena / Monti Bond / Alessandro Profumo / Mario Boghezio / Antonveneta / Denuncia MPS / Procura della Repubblica / Andrea Enia / Mario Draghi / EBA / ABI / Consob / Financial Times / 

    Scandalo MPS – Le Curiose affermazioni

    di Profumo e la soluzione Monti-Bond

    MPS-PD – Le indirette ammissioni di Profumo

    BCE a capo del carrozzone bancario unico? No Grazie, 

    ne abbiamo già abbastanza!

    Monte dei Paschi di Siena

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Siena, Francoforte – Nei giorni scorsi la Corte dei Conti ha dichiarato (bontà sua) che in Italia la corruzione è ormai sistemica e che, di conseguenza,  pregiudica l’intera sfera economica e sociale del "Bel Paese", o di quello che ne resta. Questa dichiarazione, se provvidenzialmente inserita e riferita all’attualità della Nazione, pone subito un interrogativo fondamentale:  ovvero porta a chiederci se lo scandalo MPS  (Monte dei Paschi di Siena) ed i suoi protagonisti fanno parte di questo puzzle criminoso in veste di una vera e propria "associazione a delinquere" che aliena da un mero confine nazionale; e poi se ci sono rischi per i correntisti ed i clienti del più antico istituto bancario, e soprattutto se questi rischi non dovrebbero essere garantiti dalla stessa BCE o comunque dagli organi che dovevano controllare, anziché gettare il peso di tutto sulle spalle dei contribuenti italiani.  

     La Portata della Bomba Bancaria 

    Fermo restando che la "bomba bancaria" è ormai diventata una questione di respiro europeo ed internazionale, avremmo preferito supervisioni da parte di Bankitalia, ABI, EBA, BCE e Consob prima dei fatti che ci troviamo a commentare con estremo rammarico e sdegno. Forse sarebbe stato meglio disinnescare la bomba, anziché lasciarla scoppiare con premeditazione. Ciò soprattutto dopo le repentine denunce dell'On. Mario Borghezio, che fece un esposto alla Procura della Repubblica sull'anomala acquisizione di Antonveneta  (esposto poi caduto assolutamente nel nulla) già nel 2008.

     Gli Asini volarono sul…. Nido di MPS 

    Ma a rassicurare tutti – si fa per dire – ci ha pensato subito Alessandro Profumo – Presidente di MPS – che intervistato al programma televisivo “Otto e Mezzo” ha affermato come la banca ("degli scandali" vicina al PD) "stia lavorando attivamente per risolvere i suoi i problemi" (anche se sarebbe più giusto parlare di “indecorosi e vergognosi buchi”). Ma che vorrà mai dire? Chi lo capisce è bravo! Riguardo all’acquisizione di Antonveneta, poi, si è limitato a notare come "il prezzo pagato sia stato di fatto spopositato, ma che – a suo personale parere – non  sarebbero state pagate tangenti". Un pò come dire che gli asini volano! 

     Monti Bond  – La Giustizia dei Banchieri 

    Il presidente del Mps ha poi affrontato il tema della ricerca di un investitore, preferibilmente finanziario, per ripagare l’aiuto da 3,9 miliardi dei Monti-bond. Infine, a proposito dell’accusa che più soventemente viene rivolta ai banchieri senesi nell'occhio del ciclone, cioè di essere membri di un’istituzione che dipende completamente – o quasi – dal partito principale della sinistra, la sua risposta è stata la seguente: “posso assicurare che dal 27 di aprile dello scorso anno (data in cui è stato ufficialmente investito della carica di presidente della banca) non è assolutamente così.  (…) dentro la Banca la politica non entrerà”.  Ciò vuol drie che – evidentemente – la politica c'entrava con l'iniqua compravendita di Antonveneta? A voi le ovvie conclusioni. Anche su questa dichiarazione di Profumo, pertanto, stendiamo un velo pietoso. D'altra parte i rapporti tra l'istituto e i vertici del PD toscano – e non solo – non sono una novità. Erano da tempo sotto gli occhi di tutti.

     BCE – 500 milioni di anime in pugno 

    Queste ultime affermazioni di Profumo, a ben vedere, si connettono con l’interrogativo posto negli scorsi giorni dal “Financial Times”, secondo il quale "l’odissea senese sarà il primo test per la sorveglianza bancaria unificata da parte della Bce". Assist sottile e pericoloso ai falsi profeti dell'unificazione bancaria e del mostro noto come "Stati Uniti d'Europa". Infatti, in base all’accordo Ue raggiunto nello scorso Dicembre, toccherebbe alla Bce di Mario Draghi, in stretta simbiosi con l’Eba (l’Autority Bancaria Europea guidata dall'altro italiano "doc" Andrea Enria) vigilare sui maggiori istituti bancari (dai 30 miliardi di attivo in su) lasciando alle banche centrali il compito di vigilare su quelli più piccoli. Il fatto è che la vigilanza bancaria non è soltanto una tecnica di supervisione ma, inevitabilmente, anche e soprattutto un compito politico. Arriviamo così all’interrogativo posto dal giornale britannico: può un’autorità come la Bce fare politica? Ed è a questo punto che nasce il vero problema. Infatti non avrebbe neanche senso rispondere, è scontato (vedesi proprio il caso MPS) il fatto che non dovrebbe essere così; ma questa banalità, purtroppo, è smentita dalla realtà delle cose. La BCE non solo fa politica, ma è di proprietà di un gruppo di banchieri privati. E' giusto dunque che una dozzina di comuni mortali tengano in pugno 500 milioni di euopei e 500 milioni di anime?

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti

    Giovedì, Dicembre 14th/ 2012

    – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto  – 

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al bilancio 2012/2013 da 6 miliardi e Lodi per il Messia Monti / Unione Europea / Parlamento europeo / Consiglio europeo / Commissione Europea / Pacchetto bilancio / Conti 2012 / Crescita / Produzione / Fondi Emilia Romagna / Occupazione / Ammanchi / Crisi / Esportazioni / Giovanni della Via / Mario Monti / Mario Draghi / Silvio Berlusconi / PPE / Di Paola / Siria / Crisi indotta dell'Eurozona / Fondo anti globalizzazione / Centro destra / Centro sinistra / Financial Times 

    Ultime da Bruxelles – Parlamento: Ok al

    bilancio 2012/2013 da 6 miliardi, e lodi

    per il messia dei lobbisti, Mario Monti

    Promesse di Crescita ed occupazione: le solite balle europee!

    La morte della politica e della Democrazia: Vetrina di Monti

    a Bruxelles, tra farse e ipocrisie. Draghi uomo dell'anno

    per il Financial Times; 

    Italia: centro-sinistra, centro-destra e centro, tutti montiani per

    statuto Bilderberg?

    Bruxelles – Parlamento europeo: sei  miliardi di euro per pagare i conti del 2012. Praticamente una bazecola! Ma quel che più conta, è la stata la "ferma" volontà di dar priorità a "crescita e lavoro" – si fa per dire, viste le insane strategie messe in campo dall'Ue – nel bilancio del prossimo anno; nonché una "strategia" per affrontare (evitare) i possibili blocchi nei pagamenti del 2013.

     Ok al Pacchetto-Bilancio da 6 Miliardi 

    Questi sono stati i punti principali del pacchetto-bilancio approvato dal Parlamento europeo nelle ultime ore. "L'approvazione di oggi – ha dichiarato Giovanni La Via (PPE, IT), responsabile per il Parlamento europeo del bilancio 2013 – è stato un importante segnale politico della determinazione del Parlamento europeo di garantire che l'Ue abbia tutte le risorse necessarie per attuare le sue politiche in modo corretto. I 6 miliardi di euro accordati per coprire parzialmente i pagamenti per il 2012, nonché gli impegni del bilancio per il 2013, garantiranno – secondo La Via – investimenti per la crescita e la creazione di posti di lavoro, come faranno anche i fondi aggiuntivi che il Consiglio fornirà nel 2013, secondo necessità. Abbiamo insistito su questo durante i negoziati – ha detto in conclusione – e l'abbiamo ottenuto". Il pacchetto che ha ricevuto il sostegno formale della maggioranza dei deputati ha incluso 132,8 miliardi di euro in pagamenti e altri 150,9 miliardi in impegni di spesa per il 2013. Questo bilancio ammonta oggi allo 0,99% del reddito nazionale lordo (RNL) dell'Ue per i pagamenti e all'1,13% dell'RNL in impegni di spesa. 

     "Garanzie" dai 3 presidenti 

    Sempre nelle ultime ore il Presidente del Parlamento europeo (Martin Schulz) quello della Commissione e il presidente del Consiglio hanno firmato tre dichiarazioni congiunte, promettendo di aggiungere risorse nuove (?) nel corso del 2013, non appena ciò si renderà necessario per pagare le fatture in sospeso dal 2012 e per colmare il divario tra il livello dei pagamenti e quello del fabbisogno stimato. Poco prima del voto il Commissario per i bilanci Lewandowski e il ministro cipriota Mavroyiannis hanno, ancora una volta, confermato questo impegno. Certo è curioso vedere come in tempo di austerity si parli perennemente in sede comunitaria di ulteriori aumenti di spesa e come le risorse disponibili alla voce "competitività" siano state aumentate in totale del 4,8% rispetto ai livelli degli impegni di spesa del 2012; in particolare, per il 7o programma quadro per la ricerca (+6,4%), per le reti di trasporto trans-europee (+6,3%) e per il programma quadro di competitività e innovazione (+9,6%). L'unico neo è che di fatto la competitività delle imprese europee (specie quelle del Sud Europa) si riduce di giorno in giorno in maniera drastica. Ma l'iperliberismo continua a farla da padrone, nonostante tutto.

     Politica estera – Aumentano i fondi, diminuiscono i risultati 

    Anche il bilancio degli affari esteri (malgrado i magri risultati – vedi tra tutti il paradigma Siria) è più sostanzioso: +1,9% di impegni rispetto al 2012, la maggior parte dei quali saranno destinati – pare, dal comunicato – a supporto della Palestina. Vedremo. Ciò sulla falsa riga di quanto avvenuto l'anno scorso, quando si spese più della somma stimata dalla stessa Commissione. Sulla base degli impegni dell'Ue approvati da tutte le parti, nemmeno le somme messe da parte per il 2013 – a quanto pare – saranno abbastanza: pertanto tutte e tre le istituzioni si sono impegnate a "monitorare attivamente l'uso dei fondi durante l'anno e, se necessario, – si legge in un comunicato ufficiale diramato da Bruxelles – la Commissione proporrà e il Consiglio e il Parlamento approveranno una modifica di bilancio per evitare il blocco anticipato dei pagamenti". Alla faccia dell'austerity! Ma perchè nessuno parla di tagli? Quelli spettano solo ai Pigs! Altro che aumenti dunque! Per quanto prodotto in termini di risultati in questa crisi indotta – tutta dell'Eurozona, malgrado le altre forme di crisi – il Parlamento europeo dovrebbe semplicemente chiudere baracca!

     Aiuti dal Fondo anti-globalizzazione – La Polmonite e l'aspirina 

    Ma non è finita! Sentite questa: dopo aver implementato a tutto spiano – come detto – insane politiche iperliberiste (d'intesa con gli altri organi dell'Ue) protese ad accelerare in tutti i modi possibili ed immaginabili la globalizzazione (per la felicità delle grandi lobby industriali e per la gioia dell'ormai universalmente riconosciuta "fabbrica mondiale" per eccellenza: la Cina) l'accordo sulla modifica del bilancio 2012 – secondo La Via – "rende infine possibile l'accesso agli aiuti per fronteggiare la globalizzazione, rivolti ai lavoratori rimasti disoccupati in sette Paesi: Spagna, Finlandia, Danimarca, Italia, Svezia, Austria e Romania". Come dire: causo una polmonite al mio vicino e poi compro l'aspirina per fingere di curarlo. Mah! Fatto sta che il Parlamento europeo ha poi approvato – con 586 voti a favore, 69 contrari e 16 astensioni – aiuti per circa 2.6oo.ooo euro nell'ambito del FEG.

     Lavoratori in esubero e "balla globale" – Crisi e Soluzione 

    Quanto all'Italia, il nostro Paese in tal sede ha richiesto assistenza per 502 lavoratori in esubero in dieci aziende che producono veicoli a due ruote in Emilia-Romagna. La produzione – come noto – è crollata improvvisamente a causa della crisi indotta dell'Eurozona e gli attacchi gratuiti dei mercati. Una crisi però ancora spacciata dinnanzi ai giornalisti di mezzo mondo come "crisi globale", confondendo volutamente le "acque". Un modo per chiudere gli occhi a molti cittadini ancosa intrisi di becero "europeismo a buon mercato". 

     La vetrina del professore 

    Ma quasi contestualmente a tenere banco a Bruxelles nelle scorse ore è stato ancora lui, il professor Mario Monti: passato in poche ore dal fango (dell'imbroglio della crisi indotta dell'Eurozona e dello spread, denunciato pubblicamente da Silvio Berlusconi in uno stranissimo ed anomalo attacco di "verità acuta" dinnanzia alle tv italiane nei giorni scorsi: morbo, questo della "verità acuta", come avrete capito piuttosto raro di questi tempi in Europa e non solo) agli allori ed agli incensi dei "sacri" palazzi di Bruxelles, accolto come un vero e proprio salvatore, come un messia, dalla maggioranza dei deputati europei, specie quelli del PPE (Partito Popolare Europeo: lo stesso di riferimento degli uomini di Berlusconi).

     Il Messia dell'euro-casta 

    Ma perchè tutto questo patriottico entusiasmo? Forse per il lavoretto fatto con l'istruzione e la sanità? Per la distruzione del welfare state o per l'incremento di circa 100 milioni di euro del debito pubblico nazionale? per l'acquisto ingiustificato, eccessivo ed immorale di armamenti pesanti  (che gli Italiani pagheranno fino al 2024) per – addirittura – 230 miliardi di euro (qualcosa come 5 finanziarie) in tempo di austerity? O per la linea "interventista" e filo-Nato seguita contro l'ex-oasi di pace del Mediorinete chiamata Siria? Difficile capirlo! E ciò, malgrado quest'anno l'Italia sia stato il Paese del mondo – in assoluto – a pagare più tasse, e a dispetto di zero servizi per effetto del Fiscal Compact e della Spending Review. Cose queste avallate e promosse dal professore – a quanto pare – a Lui sufficienti ed utili per accattivarsi la simpatia di tutti i leader politici dei principali carrozzoni partitici italiani (ad esclusione di patiti come la Lega, Rifondazione, La Destra di Storace e Grillo). Oggetto del mistero resta in effetti Di Pietro e il suo Idv, con dichiarazioni ed esternazioni non ancora chiarissime in merito. Forse, dinnanzi a tutto questo vaneggiamento generalizzato, sarebbe ora che qualcuno tirasse fuori i temi veri ed i veri morbi che appestano l'Europa: sovranità bancaria indiscussa e disintegrazione di tutte le sovranità nazionali, innanzitutto. Per finire con la piaga euro. Ma in troppi continuan a far finta di nulla. Compresi gli eroi del web…

     L'Orgoglio del Cavaliere 

    Perfino il prode "Cavaliere" di Arcore sembra essere tornato "misteriosamente" sui suoi passi, passando in poche ore dall'uomo "contro Monti" e "contro l'ingannevole spread" ad una sorta di zerbino vivente del professore. Addirittura nelle sue ultime esternazioni nella capitale belga avrebbe auspicato un "pieno appoggio" al tecnico "Monti", ma solo se Questi accettasse l'ipotesi di guidare un grande centro "moderato" (parola grossa e fuori luogo) affinaco allo stesso Pdl. Roba da matti! Pertanto ora si prospetta all'orizzonte una sfida interessantissima e non priva di colpi di scena (a ravvivare la Democrazia italica)  tra il centro-destra "storico" ed il centro-sinistra. Si fronteggeranno da una parte Monti Mario in Bilderberg (il moderato di "destra" e "liberale") e dall'altra un certo "Mario Monti in Bersani" (evoluzione della specie): espressione di un liberalismo "sinistro" o "di sinistra", che dir si voglia.

     La ciliegina sulla torta 

    Ma la vera ciliegina sulla torta della giornata di ieri è stata l'elezione a "uomo dell'anno" per un altro italiano d.o.c.: il benefattore dell'Europa Mario Draghi, da parte di quei generosi ed imparziali mattacchioni del Financial Time. Qualcuno avrebbe senz'altro gridato allo "scherzo di Carnevale", se solo non fossimo a ridosso del Santo Natale. Chissà come l'avranno preso la notizia ad Atene! Auguri a tutti! Ne abbiamo davvero bisogno.

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Italia / Cultura / Tagli alla cultura / Progetto erasmus / Nuova Legge di stabilità / Parlamento Italiano / Unione europea / Disoccupazione / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi / Disoccupazione / Welfare […]

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    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012 – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Unione europea / procedure d'infrazione /  Joaquin Almunia / Mario Monti / Innalzamento aliquota IVA / Romano Prodi / Commissione Prodi / Direttiva Bolkestein /  Ici / Imu / Chiesa cattolica / Principio di Sussidiarietà / Politiche liberiste / Politiche neoliberiste […]

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    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

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    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012 – Redazione Qui Europa  – Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione […]

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  • Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Germania – La Bild fa chiarezza sulla Crisi e sulla Dittatura Tedesca

    Sabato, Agosto 4th/ 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Eurozona / Germania / Berlino / Merkel / La Bild / Hollande / Draghi / Eurozona / Banche / Moneta unica / Friedrich Sell / Hans Werner Sinn / Financial Times / Bulgaria / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Informazione / Crisi economica  / Euribor / Target 2 

    Il  quotidiano tedesco Bild fa chiarezza sulla

    crisi dell'Eurozona

    Il tabloid tedesco mette l’accento sul ritorno indotto

    che la Germania ha dalla crisi europea e dall'euro

    I moniti di Hans Werner Sinn e Friedrich Sell: ipotesi

    ritorno temporaneo alle "monete nazionali" per

    sfuggire dall'Eurogabbia

    Berlino – Si alza a gran voce il coro degli euroscettici, anche in Germania! Hans Werner Sinn, uno tra i più autorevoli e popolari economisti tedeschi, insieme a Friedrich Sell, sferrano un aggressivo attacco all’Eurozona, dalle colonne del Financial Times. Due fra le voci più ascoltate nel recente dibattito – più che infervorato – sulla crisi, in Germania. I due economisti credono che l’unità dell’Eurozona, potrebbe essere temporaneamente spezzata per consentire ai Paesi in difficoltà di recuperare competitività e rimettersi al passo dei grandi. “L’idea di fondo – dicono gli autori –  è fornire ai paesi uscenti lo status di membri associati, consentendo di adottare temporaneamente la loro moneta con l’opzione di rientrare nell’euro in seconda fase”. Affermazioni queste che nelle scorse ore, ovviamente, hanno trovato  in completo disaccordo Mario Monti, Mario Draghi, Francoise Hollande, Angela Merkel e tutto il baraccone europeo!

     La Bild getta la maschera  

    Ma è proprio La Bild – tra i più letti tabloid tedeschi – a spiegare dalle sue colonne il perché di questo disaccordo: “ Berlino non paga soltanto perché con i bassi tassi d’interesse ad avvantaggiarsi massicciamente sono i consumatori e lo Stato”. Insomma un vero e proprio investimento sulla crisi; un'ingiustizia che "Bild" è finalmente pronto a smascherare.  Grazie a questo scenario, la Germania, ha guadagnato in 3 anni fino a 100 miliardi di euro! Per non dimenticare gli enormi vantaggi – esaminati nelo specifico da "Qui Europa" – indotti dal tasso Euribor e dal Sistema dei pagamenti interbancari "Target 2" (vedi articoli in allegato). Una vera e propria manna dal cielo per i banchieri tedeschi, ai danni dei partner europei e soprattutto dei Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia e spagna). In un sistema definito da "Qui Europa" e da alcuni autorevolissimi osservatori internazionali (Giulietto Chiesa, per citarne uno molto autorevole) con l'appellativo di "Nazismo Bianco". Come scordare infatti l'altra faccia della medaglia? Interi stati economicamente e finanziariamente dissanguati e distrutti; intere popolazioni poste sotto vergognose forme di schiavitù economiche e sociali (si pensa per oltre 20 anni o più: se passa il MES); emarginazione e povertà dilaganti; suicidi quadruplicati in pochi mesi e migliaia di aziende fallite. Tutto perchè? Per prostrarsi ad adorare un dio euro costruito ad immagine e somiglianza della Germania e dell'euro-casta dei banchieri e dei loro fedelissimi sudditi.

      Una guerra mediatica   

    Il rapporto tra informazione e andamento dell’economia, infatti, non è poi cosi svincolato come si potrebbe pensare e come dimostrato in centinaia di articoli dal nostro osservatorio. Se le notizie venissero riportate nella loro dimensione più veritiera, sicuramente la strada per uscire dalla crisi sarebbe molto meno ripida. Per esempio, ci troveremo sicuramente in uno scenario diverso, se le agenzie di rating, avessero diffuso le reali informazioni circa l’affidabilità di determinati strumenti finanziari! O non avessero fatto sciacallaggio sugli stati più in difficoltà dell'Eurozona. Certo, qualcuno a Bruxelles – è bene riconoscerlo – ha dato loro mano libera e piena legittimità! La colpa maggiore è quindi proprio dell'Unione europea. Ed è per questo che il popolare quotidiano tedesco ha deciso di informare i cittadini e in generale l’opinione pubblica, circa le ragioni della crisi e le conseguenze  che spesso e volentieri vengono assolutamente celate, al fine di coprire i vari orrori economici che pesano sulle nostre spalle.

      Un'Europa Made in Deutschland   

    Basta negare le responsabilità di alcune nazioni e delle loro banche e i vantaggi conseguiti con l’unione monetaria e con la crisi indotta (e fittizia) del debito; perché si tratta di veri e propri vantaggi delineatisi sulle spalle del popolo ormai diventato schiavo. Un esempio lampante è la Grecia. La Germania trae parecchi vantaggi dall’inclusione del Paese ellenico nell'Eurozona. Cioè vive di rendita sulla carcassa di uno tra i più deboli Paesi "cosiddetti Piigs" dell’Eurozona: beneficia, per esempio, di un cambio più debole rispetto a quello che avrebbe avuto mantenendo il marco tedesco; avvantaggiandosi cosi nelle esportazioni fatte fuori dall’Eurozona. Inoltre i tassi d’interesse più bassi favoriti dall’euro nelle nazioni del Sud, hanno spinto la gente ad aumentare i consumi indebitandosi ed acquistando cosi, più prodotti made in Germany. Come un clamoroso tilt delle bilance commerciali interne, incapaco di pareggiare la situazione e quindi penalizzate oltremisura dal Sistema target 2 (vedi approfondimenti negli articoli in allegato).

      La gravissima Gaffes della solita Merkel  

    E di fronte a tutta questa situazione, a coraggioso quanto doveroso outing di "Bild" che avviene? Semplice, il Panzer Merkel fa una delle sue solite e imperdonabili gaffes. “Fate come i Bulgari!” ha proposto ai Greci. L’esempio di virtù riportato dalla Merkel è quello di una nazione che, dopo aver passato anni di crisi ed estrema povertà, è riuscita a rientrare nell’Unione europea “grazie” al Fondo Monetario Internazionale. Peccato però, che sia la nazione più povera d’Europa, e che sia stata da questo dissanguata completamente. Paese oggi in coda a tutte le classifiche europee sullo sviluppo e la ricchezza, con un reddito pro capite di 11 mila euro annui, mancanza di infrastrutture per la mobilità;  carte di credito ancora rare e Bulgari costretti ad emigrare per sopravvivere! Un bell’esempio incoraggiante da proporre! Ma soprattutto, un quadro di come ci vorrebbe Angela Merkel: tanti schiavi, poveri e svuotati della propria dignità.

      I Tedeschi insegnano  

    Una Europa di nomadi in cerca di improbabili fortune all'estero. Ma la stessa Germania (intesa come cittadini tedeschi) è un esempio di come le cose possono essere ancora cambiate, ma soprattutto di come l’informazione vada pari passo con il futuro e la salvaguardia dei cittadini. La stampa italiana e i TG – oggi in maniera pressocché totale asserviti a questo sistema totalitario e schiavista –  dovrebbero imparare molto da ciò! E i Tedeschi, questo – soprattutto quelli già vittima dell'austerity – lo hanno capito benissimo. Non dimentichiamo, ad esempio, che il destino stesso del dittatoriale e liberticida MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, ribattezzato "Morte Europea Sicura") è stato messo in dubbio proprio da cittadini tedeschi ricorrenti presso la Consulta di Berlino. Forse dovremmo imparare di più dai Tedeschi e affidarci meno ai "professoroni" italiani, alla Monti o alla Prodi. Che dite?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Giovedì, Maggio 10th / 2012 – di Sergio Basile e Franco De Domenico –  Europa / Germania / Grecia / Francia / Euro / Mario Monti / Romano Prodi / Surplus / Nicolas Sarkozy / Crisi / Lira / Marco / Nazismo Bianco /  Lucas Papademos / Armamenti / Industria bellicas / Scandali / Perdita […]

    Schiavi di un Debito illegale – 2ª Parte: Il Grande Inganno di Mario Monti

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

    Il Patto – Roma: è fuga di capitali – Berlino: il perchè del folle amore all’euro

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    Mercoledì, Maggio 30th /  2012 – di Silvia Laporta –  Bankitalia / Banca Centrale Europea / Bundesbank / Bund / Btp / Spread / Debito / Bce / Credito / Italia / Merkel / Grecia / Investimenti / Credito / Crisi / Spariti 200 milioni di euro  / Fuga capitali / Soppressione della sovranità monetaria nazionale / […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    BCE: prestiti condizionati. Moody’s declassa ancora l’Italia

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    Venerdì, Luglio 13th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Roma / Mario Draghi / Bankitalia / crisi economica / Euro / Esm / Fiscal compact / Abi / Giuseppe Mussari / Austerity / Immobilismo europeo / Banche europee / Contro informazione / Mes / Meccanismo Europeo di Stabilità  / Europa / Banca Centrale Europea / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Crisi: Mentre gli Eurocrati discutono delle Banche, Spread alle Stelle

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    Martedì, Luglio 10th/  2012 – di Silvia Laporta – Bce / Mario Draghi / Mario Monti / Crisi Economica / spread / Parlamento Europeo / taglio spesa pubblica / Olli Rehn / spending review / Grecia / Spagna / ricapitalizzazione banche / Finlandia / Olanda / Tobin Tax / Jean Claude Junker / Yeves Mersch / Fao […]

    Re Draghi all’Eurocamera: Carta Bianca a Banche e Banchieri

    Re Draghi all’Eurocamera: Carta Bianca a Banche e Banchieri

    Martedì, Luglio 10th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / Parlamento Europeo / Banca Centrale Europea / BCE / Mario Draghi / Ecofin / Firewall / Fondo Salva Stati / Maggiori poteri alla Bce / Efsf / Mes / Esm / Meccanismo Europeo di Stabilità / Accentramento / Sovranità / Ltro […]

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Grecia – Debtocracy: Cittadini, non siete responsabili? Bene! Allora pagate il conto

    Martedì, Maggio 29th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione europea / Commissione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Grecia / Atene / Crisi / Banche / Finanziamenti / Piano di aiuti / Trojka / Economia / Pil / Debito pubblico / Barroso / Van Rompuy / Debitocrazia / Herman Van Rompuy […]

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Banche / Pmi / Banca d’Italia / Basilea 3 / debito / crisi / tasse / aziende  / Dittatura delle banche / Nazismo bianco / Vogliono uccidere le piccole e medie imprese / Qui Europa / Pmi Supporting Factor  / 66 imprese ogni […]

    urope – Even prisoners! – The show must go on!

    Europe – Even prisoners! – The show must go on!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012 – di Domenico Apicella – Unione europea / Eurozona / Parlamento europeo / Crisi Ue / Dittatura europea / Nazismo Bianco / Rating sovrano / Troika / Eba / Redemption Fund / Grecia / Fmi / Cheirtine Lagarde / Barak Obama / Wall Street / Speculazione / Ecofin / Basilea […]

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    I “Nuovi Padroni del Mondo”

    Lunedì, Giugno 11th / 2012 – L'Editoriale del lunedì, di Sergio Basile – Banche e Finanza / Italia / Eurozona / Caste partitiche / Disinformazione di tv e giornali amici / Partiti di maggioranza / Governo Monti / Padroni del mondo / Dismissione del patrominio statale / Tentacoli onnipresenti / L'arma della democrazia / Loggia […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Austerity: la nota stonata dell’Europa

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Vecchio Continente /Francia / Germania /Grecia / Italia / Crisi Economica / Elezioni / Estremismo / Partiti / Austerità / Troika /Verdi /  Partito dei Pirati / Banca Centrale Europea / Giorgio Gaber / Hobbit / Merkel /Hollande / Sarkozy / […]

    MES – interrogativi e limiti

    MES – interrogativi e limiti

    Martedì, Aprile 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / European Stability Mechanism / Crisi / Debito Pubblico / Governatori / Ministri delle Finanze / Mario Monti / Andrea Martellini    Meccanismo Europeo di Stabilità: interrogativi ed obiettivi latenti Per i Paesi in difficoltà interviene l’Esm ma prima bisogna versare dolorose quote di […]

    La lunga lista degli euro-errori

    La lunga lista degli euro-errori

    Mercoledì, Febbraio 8th / 2012  Unione Europea / Grecia / Errori / tecnocrati / Bruxelles / Politica / Democrazia  La lunga lista degli euro-errori Aaa… Politica cercasi Bruxelles – Ad Atene si lotta e a Bruxelles si discute del sesso degli angeli. E’ l’amara constatazione che si può ricavare da quanto sta accadendo in Grecia. […]

    Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Eurozona: “Mare Mosso” d’Europa – Cui prodest?

    Giovedì, Maggio 31th / 2012 – di Domenico Apicella – Unione europea / Eurozona / Grecia / Abbandono Eurozona / Fuga / Effetto domino / Angela Merkel / Christine Lagarde / Manuel Barroso / Cicerone / Rating / Spread / Convenienza / Cui prodest / Domenico Apicella / Qui Europa / Controinformazione  / Pacchetto Barnier […]

     

  • Record disoccupazione e stagflazione: più lavoro per rilanciare l’economia

    Record disoccupazione e stagflazione: più lavoro per rilanciare l’economia

    Venerdì, Marzo 9th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Unione Europea / Crisi Ue / Economia / Financial Times / Martin Wolf / Spagna

    Record disoccupazione e stagflazione:

    più lavoro per rilanciare l’economia

    Gli errori della ricetta tedesca del rigore per

    l’Unione europea

    Londra – Martin Wolf, dalle colonne del Financial Times – divulgate in Italia dal Sole 24 ore – non crede che il debito pubblico degli Stati sia l’unico problema, e che quella tedesca, con conti “blindati”, sia l’unica soluzione. I provvedimenti europei non hanno evitato la stagflazione, cioè l’unione di stagnazione più inflazione, causando disoccupazione ai massimi livelli e crisi finanziaria che si aggiunge alla crisi economica. Wolf si dice molto scettico sul fatto che la crisi attuale sia davvero governabile con la disciplina di bilancio: questa, per lui, sarebbe una tesi da dogmatico filosofo scolastico made in Germany.  In particolare per la Spagna “le sue difficoltà di bilancio sono una conseguenza della crisi, non una causa”. Così, costringere gli iberici a una drastica riduzione del debito pubblico, senza un incremento della spesa nel settore privato, porterà a una recessione molto più grave.  Wolf sorvola sull’Italia, ma la sua ricetta sembra un’altra: indebitatevi pure, purché ci siano lavoro e sviluppo.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)