Mercoledì, Febbraio 12nd/ 2014
– di Sergio Basile –
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Friedman, il Complotto e la Consistenza delle
Mozzarelle di Bufala
Il Complotto Monti-Napolitano e Mister Euro, Alan Friedman:
l'uomo giusto al momento giusto
di Sergio Basile
Chi è Alan Friedman?
Roma – Chi è Alan Friedman? Nato nel cuore dell'impero Usa, New York, il 30 aprile 1956 è un giornalista-economista di casa nelle reti RAI, conduttore televisivo e scrittore, già collaboratore dell'amministrazione Usa del Presidente Carter in veste di Presidential Management Intern, nonché presidente esecutivo della FBC Media di Londra. Ma non finisce qui: Friedman, è stato un uomo del Financial Times di Londra per ben 14 anni (dal 1979 al 1993: inviato a Milano e New York) ed insignito per ben quattro volte del British Press Award. Insomma un uomo completamente a suo agio nell'attuale universo finanziario ed economico (usurocratico), nonché proveniente dal mondo della London School of Economics and Political Science di NYC e dalla Università Johns Hopkins, di Washington. Spulciando tra la sua ricca biografia, notiamo come l'uomo di punta della new economy e dell'establishment anglo-americano nel 1987 sia stato insignito anche dell'ambito "Premio Trento" come miglior corrispondente estero in Italia. Sono seguite collaborazioni di lusso con emittenti (di regime) come la BBC e l'ABC. Ma probabilmente la notizia più curiosa è un'altra: negli anni Novanta – qualche lettore lo ricorderà – Friedman è stato il primo cittadino Usa ad occuparsi – da conduttore – di un programma di economia in Europa. Un uomo che, dunque, gode della piena fiducia del sistema. Non trovate? Un uomo che probabilmente mai nella sua vita ha osato parlare di signoraggio bancario in TV e di moneta-debito.
Mister Euro, Alan Friedman – L'Uomo giusto al momento giusto
Insomma l'uomo giusto da esporre in vetrina al tempo della "grande crisi" per spiegare "la crisi". Non a caso, dunque, nel 1995 in Italia gli viene affidata la conduzione di una rubrica TV dal titolo "Money Line" (Rai 3). Ma ora viene il bello: nel 1996 – e fino al 1999 – crea e conduce il programma televisivo "Maastricht Italia", tutto proteso a decantar le lodi dell'euro e dei suoi miracolistici benefici. Concetti poi ripresi anche in trasmissioni come "Pianeta Economia" (Rai News) e "Mister Euro", sempre su Rai 3. Un uomo che – alla luce di quanto fatto e detto – ha sicuramente contribuito in maniera decisiva a creare il "falso mito" dell'euro in Italia ed a convincerci che accettare la moneta unica non sarebbe stata una dele concause della nostra rovina, bensì un grande successo! Una cosa è certa: Alan Friedman è un uomo del sistema! Ma ci chiediamo, dopo questa doverosa ed imprescindibile introduzione: come mai un uomo del sistema dovrebbe denunciare il complotto montiano (Monti-Napolitano) benedetto dal sistema stesso, per – dicono – "far fuori Berlusconi!, che sarebbe stato concepito quattro-sei mesi prima della caduta (dal cavallo) del "Cavaliere" nel novembre del 2011?
La consistenza delle mozzarelle di bufala
Beh francamente tutto questa macchinosa messa in scena mi ricorda tanto l'odore e la consistenza delle mozzarelle di bufala… Ed avendo studiato presso l'Università di Salerno, credetemi, ne ho mangiate parecchie! E le so riconoscere molto bene! Si, non ho dubbi, questa è proprio una gran bufala confezionata ad arte magari per preparare il terreno al dopo Letta (ormai scoppiato, giunto al suo 90' o giù di lì, e bisognoso di sostituzioni strategiche) e per tenere ancora in piedi il famoso e presunto dualismo politico tra destra e sinistra che francamente ci ha stufato! Si perchè buttando giù d'un colpo la legittimità dei governi tecnici (e quindi probabilmente anche quella di Enrico letta), il serpete si prepara a "mutare" pelle… Tanto ormai lo sanno tutti (o quasi) che in Italia esiste un partito unico e una regia unica. Siamo dinnanzi ad un grande partito multifaccia cui protagonisti – come i ladri di Pisa – di giorno litiga e di notte (magari negli accoglienti ambienti di luoghi privilegiati come l'Aspen Institute di Roma e/o Milano) si accordano su tutto: litigi e scoop compresi. Viva il monismo politico, dunque!
Consigli per gli "acquitti"
Le denunce di Friedman, dunque, lasciano il tempo che trovano e possono essere inquadrate nella categorie di quelli che Maurizio Costanzo amava definire dal suo famoso palco: "consigli per gli acquitti". Le dimissioni di Berlusconi in realtà, a mio modesto modo di vedere (ma, in questo, sono in buona compagnia), furono decise in ambienti molto vicini a Wall Street e alla City, col benestare dello stesso Reuccio di Arcore, della nobiltà nera internazionale e delle più importanti famiglie di supporto al mondialismo contemporaneo. Più che un golpe a palazzo Chigi, si trattò di una semplice sostituzione concordata. Non va dimenticato che in quel mese di Novembre molti manifestanti poterono raggiungere Palazzo Chigi a bordo di pullman stranamente già pagati e messi a disposizione. Già, ma da chi? Di certo non da Babbo Natale, visto che al 25 Dicembre mancava ancora un mese…
Intorno alla caduta del "Cavaliere"
Non dimentichiamo neppure la strategia (tutto sommato accolta di buon grado dallo stesso Cavaliere) di accettare sia la letterina della BCE Draghi-Trichet e sia i neutralizzanti diktat del rating da parte delle impresentabili sorelle: Moody's Fitch e Standard & Poor's. Insomma l'evoluzione del teatro moderno: o il teatro dell'assurdo all'ennesima potenza. Ma non dobbiamo dimenticare come appena prima dei declassamenti fraudolenti del rating l'Italia godesse di fondamentali economici, a livello continentale, da "prima donna": il miglior livello di risparmio pro-capite a livello di famiglie; uno dei più bassi livelli di indebitamento privato d'impresa; la prima rete aziendale continentale e la prima area di sviluppo e crescita per l'intera Europa (localizzabile in quella che i leghisti chiamano strategicamente ed illegittimamente "Padania"). In quei giorni lo spread salì alle stelle (570 punti) e grazie alle sorelle del rating fu ottenuto il cambio di regia e fu avviato l'ultimo grande processo di privatizzazione e svendita del Paese. Nonché fu decisa la preparazione del "terreno ideale" per la vergognosa relegazione degli italiani nella gabbia del MES (Fondo "Ammazza Stati Permanente) in chiave – dissero – anti-spread. Cioè, per dirla in parole povere, per fingere di neutralizzare (raffreddare) gli effetti di un meccasismo diabolico e perverso come quello che lega il rating allo spread e contestuale lievitazione degli interessi sul debito (titoli di stato a lungo termine) ci hanno raccontato che bisognava lavorare di più, che dovevano tassarci di più per pagare le rate di un prestito (stile FMI) di miliardi di euro, e che esso avrebbe dovuto "raffreddare la febbre da spread". Infine ci hanno detto avremmo dovuto accettare di buon grado il fatto di non andare in pensione e di perdere il lavoro. Insomma … Il resto è storia nota! Spero francamente che Friedman, dopo la pubblicità fantastica degli ultimi 2 giorni in TV, alla fine non venda neanche una copia del suo libro… Anche perchè gli Italiani sono già alle prese con il pagamento rateizzato di un debito infinito ed inestinguibile: troppo per potersi permettere anche una copia del suo preziosissimo libro. Forme di vitalizi al contrario (vitalizi debitocratici) probabilmente sconosciuti in casa Friedman.
Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)
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