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  • Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Nuovo Ordine Mondiale e Crisi dell’Europa – Una Risposta Cristiana

    Lunedì, Novembre 19th/  2012  

    – Don Gaetano Rocca –

     Relazione Iniziale dei Lavori del Convegno 

    "Crisi e Famiglie: Quale Futuro per l'Italia?" 

    Sala Convegni del Santuario della Madonna di

    Termine, Pentone (CZ) – Calabria

    Venerdì 16 Novembre 2012  

    I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i paradossi dell'Europa della finanza malata / Una Risposta CristianaMalato chiamato Europa / Catanzaro / Italia / Crisi / Unione europea / Economia malata / Convegno su Crisi e Famiglie / Nuovo Ordine Mondiale / New World Order / Henry Ford / Eduardo Galeano / Falso mito del Pil / L'Europa delle banche / finanziarizzazione dell'economia / Fuoriuscita dall'euro / Sovranità monetaria / Post Economy / Mali del librismo / Sovranità monetaria rubata / Democrazia formattata / Don Milani / Rerum Novarum / Papa Leone XIII / Don Gianni Fazzini / Uomo, Mestieri, Lavoro, Onestà, Sobrietà, Bene comune, Solidarietà, Sussidiarietà / Giovanni Battista Montini / San Francesco d'Assisi / Economia e Povertà / Pentone / Catanzaro / Don Gaetano Rocca / Alberto Scerbo / Chiesa / Vincenzo Falcone / Sergio Basile / Università Magna Graecia / Qui Europa / Diocesi di Catanzaro / Santuario della Madonna di Termine 

    Siamo al capezzale di un malato chiamato

    Europa: la sua malattia si manifesta

    come crisi economica  

    I Grandi burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" e i

    paradossi dell'Europa della speculazione finanzaria

    La Via maestra del cristiano dinnanzi allo sfacelo europeo

    Catanzaro – Siamo al capezzale di un malato chiamato Europa, e la sua malattia si manifesta come crisi economica. Ma poi ci domandiamo, questa malattia è solo europea o investe il mondo intero? La crisi, che è sotto i nostri occhi, è globale o ha caratteristiche diverse nelle varie aree del mondo? Siamo, oramai, rassegnati a subirla o possiamo fare qualcosa per affrancarcene? Ritengo sia assai delicato e improprio dichiarare la crisi attuale come crisi per tutti. In realtà è la crisi delle vecchie economie, più propriamente crisi del mondo occidentale. Non di tutti! Ci sono delle economie, nel mondo, dove i tassi di crescita viaggiano a due cifre mentre la vecchia Europa, che una volta arrancava con i decimali, oggi si vede, addirittura, mettere il segno meno sulle sue prospettive. Questa, sembra la  crisi di chi è diventato  troppo ricco o ricco troppo in fretta. Crisi di chi ha già raggiunto un troppo alto tenore di vita, dimenticando però i veri valori che danno qualità alla vita stessa. E, poi, credo anche che sia una crisi pilotata da qualcuno che  vuol fare pagare agli altri il prezzo del mantenimento del proprio elevato tenore di vita. E questo profondamente ingiusto.

     Il volto del Fantasma 

    Se, poi, volessimo andare alla ricerca delle verità e delle reali cause – quelle che troppi media nascondono e censurano – che hanno ingenerato questa crisi, di primo acchito, non sapremmo davvero a chi rivolgerci. Quando politici e mass media parlano di “speculazione” o “speculatori” (non ho volutamente usato il termine spread, perché ormai abbondantemente inflazionato) sembra che si riferiscano ad un mostro astratto e anonimo. Ma speculazioni e speculatori hanno una faccia, un nome, sono una decine di banche  che possiedono il 50% dei titoli e derivati e hanno pieno controllo del mercato azionario che condizionano a loro uso e consumo, mettendosi d’accordo e assalendo le nazioni come un branco di iene sulla preda.

     I Grandi burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" 

    Oggi, sempre più spesso, nelle interviste e nei dibattiti pubblici, sentiamo parlare di New Word Order (Nuovo Ordine Mondiale). Se in un primo momento i connotati potevano apparire misteriosi, adesso, alla luce di molteplici e sempre più documentati studi, questo Nuovo Ordine, sta assumendo contorni davvero concreti e chiari, quanto inquietanti. Ci chiediamo: una manovra globale – in perfetto stile Orwelliano – iniziata dai tempi antichi e messa in pratica soprattutto negli ultimi secoli, sta invadendo il mondo?

     La confessione di Henry Ford 

    Per  farci un’idea più precisa ed al fine di focalizzare meglio il problema voglio illustrarvi il pensiero e le confessioni di uomini che dell'economia moderna e dei suoi mali avevano un quadro più che preciso. Sentite cosa sostenevano uomini del calibro di Ford, Caffè e Galeano: Henry Ford (industriale americano) : «È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina».

     Economia e terrorismo finanziario in Galeano e Caffè 

    Eduardo Galeano, scrittore uruguaiano: «L’economia mondiale è la più efficiente espressione del crimine organizzato. Gli organismi internazionali che controllano valute, mercati e credito praticano il terrorismo internazionale contro i Paesi poveri e contro i poveri di tutti i Paesi con tale gelida professionalità da far arrossire il più esperto dei bombaroli». Federico Caffè, economista italiano: «Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica con le caratteristiche che presenta nei Paesi capitalisticamente avanzati favorisca non già il vigore competitivo ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio, che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori in un quadro istituzionale che di fatto consente e legittima la ricorrente decurtazione e il pratico spossessamento dei loro peculi».

     L'Europa, il Falso mito del Pil e il paradosso BCE 

    È sotto gli occhi di tutti che, oramai da tempo, l’economia ha cessato di essere una scienza sociale, ed è diventata una “tecnologia della crescita”, dell’incremento senza sosta del PIL. L’ossessione della crescita ha trasformato l’economia in un’ideologia del dominio.  Oggi siamo di fronte a una crisi senza pari; una crisi che per l’Europa è sia politica che economica; una crisi che vede il marcato riaffermarsi con sentimenti di egoismi nazionali. Certo, l’Europa esiste: con le sue istituzioni legislative, di governo e finanziarie. Il problema è che la più efficiente e potente istituzione pubblica europea, la BCE, ha marcati caratteri privatistici, essendo espressione delle Banche Nazionali dei singoli stati europei, a loro volta per lo più espressione delle banche private europee. Questo aspetto viene ben riassunto dall’espressione “L’Europa delle Banche”: non c’è ombra di dubbio che oggi, la realtà economica meglio rappresentata e più operativa a livello europeo è il mondo della finanza. In questo contesto la crisi economica finisce per favorire il clima di generale sfiducia, se non di aperta ostilità, nei confronti delle istituzioni europee; la finanza ha una dimensione internazionale che la rende estremamente potente; il mondo del sindacato e dell’imprenditoria, – cioè quella che chiamiamo l’economia reale – appaiono invece molto più deboli.

     La Finanziarizzazione dell'Economia 

    I sindacati hanno perso buona parte del loro potere contrattuale; in ogni tavolo di trattativa il peso della forza lavoro sembra quasi ridotto a zero di fronte allo spettro della delocalizzazione. Ma anche il mondo dell’imprenditoria pura attraversa non poche difficoltà: da un lato la grande impresa ha subito un processo di finanziarizzazione, finendo di fatto per essere controllate da gruppi finanziari, mentre le piccole e le medie imprese finiscono – a causa della loro debolezza – per essere sovente ostaggio degli interessi di banche e di gruppi finanziari.

     Sovranità monetaria rubata e democrazia formattata  

    Di fronte alle sofferenze in cui sta versando l’Europa c’è chi propone di “uscire dall’Euro” e di recuperare la sovranità monetaria e quell’autonomia finanziaria che consenta di risolvere il problema del debito pubblico con la svalutazione. Per dirla alla Giuseppe Verdi: “Torniamo all’antico e sarà un progresso”, ma queste proposte – che pure negli ultimi mesi sono state fatte proprie da autorevoli commentatori – sarebbero la panacea risolutiva delle problematiche complesse della crisi? Come vediamo, la malattia è evidente e conclamata, la terapia per risolverla è avvolta da una nebulosa che spazia tra ideologia e particolare formazione culturale. Dispiace il fatto che questa crisi avrebbe potuto costituire l’occasione per un ripensamento, per una messa in discussione dei presupposti di una economia di mercato. Avrebbe potuto essere anche l’occasione per un’inversione di rotta, una sorta di seconda rivoluzione industriale che qualcuno ha perfino battezzato come post-economy. A me pare che stiamo facendo come gli struzzi: abbiamo ficcato la testa sotto la sabbia pur di non vedere e continuare a tirare avanti come se nulla fosse. La nostra democrazia è una democrazia formattata secondo i canoni del pensiero liberista.

     La via del cristiano dinnanzi allo sfacelo 

    Un progetto credibile e scevro da interessi di parte potrebbe essere quello suggerito da Don Milani (che poi in fondo è quello della via maestra suggerita da Papa Leone XIII nell'insuperata e sempre attuale enciclica Rerum Novarum, seguito con successo per decenni) quando sosteneva la costruzione di rapporti mediante le categorie che rappresentano il mondo del lavoro: operai e piccole imprese. Passare cioè da una Europa delle Banche a una Europa dei lavoratori e dell’impresa. Di coloro che cioè producono realmente ricchezza. È chiaro a tutti che una simile progettualità non è semplice da realizzare: mille difficoltà si frappongono; ma solo un’azione concreta e diretta dal basso può consentire alla vita economica di riprendere. Come cristiani, poi, sentinelle vigili a scrutare l’orizzonte, non possiamo non sognare, con Don Gianni Fazzini, che su Mosaico di Pace scriveva: «Una nuova visione del mondo, una nuova narrazione si affaccia alla ribalta: nuovi stili di vita vengono alla luce e sembrano essere tutti caratterizzati dalla esigenza di rimettere dentro gli argini il ruolo dell’economia e del denaro nella vita delle persone, per restituire dignità e tempo alle altre dimensioni, a ciò che ci fa stare meglio, a ciò che davvero molti stanno riscoprendo di desiderare; le caratteristiche della post-economy sono quelle di un’economia a cui è stato tolto il piedistallo. Con la dimensione economica le persone vogliono continuare a dialogare, ma non più con l’aria sottomessa ed ebete con la quale sono stati costretti a rapportarsi in questi ultimi venti anni. La post-economy è l’economia del ritorno alla lucidità e razionalità dopo la sbronza del liberalismo.»

     Guardiamo ai "Testimoni di umanità" 

    In questo momento di crisi, che è anche crisi antropologica, occorre fare ricorso non solo a risposte tecniche, proposte da Nobel dell’economia, ma anche a Maestri e Testimoni di umanità, che propongono una nuova filosofia e nuove  prospettive. Va concretamente redatto, proposto e vissuto un nuovo dizionario, ricco di lemmi antichi e sempre nuovi, quali risposte alla crisi attuale: Uomo, Mestieri, Lavoro, Onestà, Sobrietà, Bene comune, Solidarietà, Sussidiarietà.  Sarà utopia? Concludo affidando a tutti voi la ricerca della risposta a quanto chiedeva il cardinal Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, nel discorso pronunciato ad Assisi il 4 ottobre 1958, discorso datato, ma carico di afflato profetico: «E’ possibile, Francesco, maneggiare i beni di questo mondo, senza restarne prigionieri e vittime? E’ possibile conciliare la nostra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e dell’amore? E’ possibile una qualche amicizia fra Madonna Economia e Madonna Povertà? O siamo inesorabilmente condannati, in forza della terribile parola di Cristo: “É più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago che un ricco entri nel regno dei cieli?”… Così insegnaci, così aiutaci Francesco a essere poveri, cioè liberi staccati e signori, nella ricerca e nell’uso di queste cose terrene, pesanti e fugaci, perché possiamo restare uomini, restare fratelli, restare cristiani».

    Don Gaetano Rocca

    Direttore Ufficio Pastorale Politiche del Lavoro e Sociali

    Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace

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    Lunedì, Novembre 5th/ 2012  – L'editoriale del Lunedì, di Sergio Basile e Silvia Laporta –  Schiavi di un Debito Illegale / Denaro e Banche / Segreti dei nuovi Padroni del Mondo /  Crisi eurozona / Le Confessioni di Sir Josiah Stamp / Denaro / Bibbia / Vangelo / Mammona / Francoforte / Bruxelles / Sistema Bancario / Società moderna […]

     

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    Mercoledì, Ottobre 17th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Parlamento Europeo / Bruxelles / Crisi / Eurozona / Mercato unico europeo / Debito pubblico / Mario Monti / Angela Merkel / Corrado Passera   Mercato Unico Europeo: Monti avverte “Attenzione, potrebbe scomparire!” Il premier italiano scambia gli "euroscettici" per "nazionalisti" e […]

    Unione Bancaria: Diciamo un Secco No!

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Max Cittadino – Unione bancaria / Bruxelles / Francoforte / Roma / Eurozona / Bce / Mario Draghi / Too Big To Fail / Rinazionalizzazione della banca d'Italia / Nazionalizzazione dei Gruppi bancari / Humus criminogeno / Project Bond / Unione Bancaria / Signoraggio bancario / Euro / Lira […]

    Basilea 3 e la nuova ricetta per cambiare il settore bancario? Diffidiamo!

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    Giovedì, Ottobre 4th/ 2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Banche / Basilea 3 / Settore Bancario / riforma Banche / Josè Barroso / Ue / crisi economica / Banca centrale finlandese / Erkii Liikanen / presidente del mercato interno Michel Barnier / borsa / speculazioni bancarie / Basilea 3 / Confindustria/ Abi/ Cooperative/  rete imprese […]

    Bruxelles – Si parte con il Delirio Project Bond

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    Giovedì, Luglio 12th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Ecofin / Bruxelles / Crisi economica / Monti / Merkel / Pil / Spagna / Juncker / Unione europea / El Pais / Project bond / Finanza / Banche / Raccomandazioni / Austerity / Rajoy / Ue alla resa dei conti / Debitocrazia / Delirio Project Bond  […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Monti, Bersani, il PD e i sogni Goldman Sachs per il 2013

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Sergio Basile – Europa / Italia / Goldman Sachs / Mario Monti / Mario Drqaghi / Gianni Letta / Romano Prodi / PD / Elezioni 2013 / GS tifa per Bersani / Pierferdinando Casini / Golpe neoliberista / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Vendita e dismissione strategica […]

    Il Presidente Ceco a Napoli: L’Ue deve fare un passo indietro, Fuori dall’Euro!

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    Venerdì, Settembre 21th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Napoli / Praga / Repubblica Ceca / Presidente della Repubblica / Vàclav Klaus / Moneta unica / Euro / Democrazia / Università di Napoli Federico II / Incontro coi giovani dell'Ateneo Federico II / Stati Uniti d'Europa / Massimo Marrelli / Bruxelles /  Napoli  […]

    Gli Ignoranti del Debito

    Gli Ignoranti del Debito

    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Ue–Ungheria: continuo tiro alla fune

    Venerdì,  Aprile 27th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Commissione Europea / Corte di Giustizia Ue / Ungheria / Bruxelles / Budapest / Indipendenza Banca Centrale / Indipendenza Magistratura / Authority nazionale per la protezione dei dati personali /  Pensionamento anticipato / Vivian Reding / Viktor Orban   Ue–Ungheria: un tiro […]

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all’Ungheria

       Mercoledì, Marzo 14th / 2012 Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave […]

    L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce

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    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bruxelles / Bce / Ungheria / Sanzioni /  Orban  L’Ungheria tira dritto e bacchetta Ue e Bce Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Ue fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della Commissione […]

    L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue

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    Venerdì, Marzo 9th / 2012 Commissione Ue / Bce / Ungheria / Sanzioni / Matolcsy / Orban L’Ungheria fa orecchie da mercante ai richiami dell’Ue Lettera del Ministro dell’Economia ungherese alla Bce: “Necessitiamo di una risposta urgente” Bruxelles – L’Unione Europea fa la voce grossa con l’Ungheria: o il paese magiaro cede alle richieste della […]

    Crisi Eurozona: signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce

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    Giovedì, febbraio 22th / 2012 – di Sergio Basile – Eurogruppo / Crisi euro / Bce / Signoraggio / Coefficiente di riserva frazionale / Maastricht / Privatizzazioni / Ungheria Crisi Eurozona:  signoraggio bancario, privatizzazioni e ruolo Bce  Privati al potere. Le contromisure degli economisti euroscettici: rinazionalizzare le banche centrali e abbandonare l’euro Francoforte – Sotto l’Eurotower […]

     

  • La Merkel annuncia i passi finali per il Super Stato Ue e suona la carica all’euro casta

    La Merkel annuncia i passi finali per il Super Stato Ue e suona la carica all’euro casta

    Sabato, Novembre  10th/ 2012

    –  di Sergio Basile – 

    La Merkel annuncia i passi der il Super Stato Ue e suona la carica all'euro-casta / Europa / Unione Europea / Germania / Italia / Angela Merkel / Mario Monti / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Stati Uniti d'Europa / Piano mondialisyta / Lobby bancarie / Commissione europea / Parlamento Europeo / Consiglio europeo / Strasburgo / Bruxelles / Berlino / Roma / Francoforte / Gesù Cristo / giustizia sociale / Rerum Novarum / Papa Leone XIII / Nuovo Ordine Europeo / Superstato Ue / Camera Alta / Casta parlamentare / Sistema target 2 / Surplus tedesco / Rating e Spread / Lira / Nuove banconote dell'euro / Sovranità monetaria / Sovranità Finanziaria / Privatizzazione della Banca d'Italia / Rinascita sociale ed economica / Sveglia / Vescovi / Sacerdoti / Cristiani autentici / Cristiani della domenica / Missione / Vita eterna 

    La Merkel annuncia i passi finali per il Super-Stato

    e suona la carica all'euro-casta

    Marketing Ue – Intanto Draghi annuncia il prossimo

    lancio delle nuove euro-banconote: l'evasione

    dall'eurogabbia fa proprio paura!  

    Il Modello degli Stati Uniti d'Europa, non è la salvezza dalla

    Crisi, Anzi! Gesù stesso ce lo insegna attraverso il Vangelo

    e la Sua Missione: Ogni cristiano autentico dovrebbe 

    comprenderlo ed auspicare un diverso futuro per l'Europa

    Strasburgo, Bruxelles, Berlino, Roma  –  La notizia delle ultime ore, sui media nazionali di regime, è stata spacciata e rimbalzata come una sorta di panacea e di liberatorio rimedio ai problemi della crisi dell'Eurozona. Ma ormai gli Europei (la maggioranza di essi, s'intende) quelli più informati e disillusi, hanno compreso benissimo il gioco della tecnocrazia dominante: ingenerare una crisi, e con l'alibi di essa sottrarre con furbizia e maestria l'ultimo briciolo di sovranità rimasto agli stati nazionali. Ovvero dividere e creare il caos finanziario ed economico per unire ed accentrare. Davvero una bella trovata! Almeno se non fosse per l'immane sofferenza creata a milioni di famiglie europee. E per la decadenza morale e sociale che un tale piano di accentrameno continentale recherebbe ai futuri abitanti del "Nuovo Ordine Europeo". Ma come dire, questo per qualcuno è solo un piccolo dettaglio. Gli stessi stati nazionali, creati e difesi nei secoli a suon di guerre e attraverso lo spargimento di sangue di milioni  di europei, che morirono (per cause più o meno opinabili) tra gli orrori delle guerre, ora attraverso un semplice trattato potrebbero dissolversi nel nulla, e soltanto per assecondare il disegno mondialista di banchieri e magnati dell'alta finanza. E ciò per creare un superstato che sfugirebbe – come sta già accadendo – ad ogni tipo di controllo democratico, travisando definitivamente ogni prerogativa umana e sociale. Ma è questa davvero l'Europa che sogniamo per i nostri figli? No davvero, almeno da parte nostra e del nostro Osservatorio Indipendente d'ispirazione Cristiana.

     Il modello sociale testimoniato da Gesù nel Vangelo era ben diverso 

    La giustizia evangelica prospettata da Gesù, d'altra parte, non implicò nei fatti il suo piegar la testa ai potenti di turno, magari decidendo di fondare assieme a Giuda un partito politico per tener buoni e compiacere i Romani ed assoggettare – nel contempo – la plebe ai suoi voleri. Gesù morì in croce per difendere l'amore a la giustizia sociale. Per aprire all'uomo l'orizzonte nuovo dell'eternità e dell'amore infinito. Per difendere ed annunciare la verità dello Spirito e l'Amore al Prossimo ed a Dio, quale vera fonte vitale per l'uomo stesso. E come il Maestro, diedero la propria vita anche i suoi discepoli. Come, dunque, sostenere l'idea della nascita di un superstato liberticida che già oggi permette e avalla suicidi di imprenditori disperati, debiti fittizi e gonfiati, rapine bancarie legalizzate, pignoramenti forzati, oltre 55 milioni di disoccupati e regimi fiscali da record del mondo? Solo un folle potrebbe farlo! Di sicuro non potrebbe auspicarlo un "Cristiano Autentico", che – targhe di riconoscimento appuntate sul petto, a parte – ha come unico modello da seguire l'amore al Prossimo e la massima attenzione alle sue istanze spirituali, sociali ed economiche. Non ci può essere una giusta politica ed una giusta economia sensa giustizia sociale e verità! E questo Papa Leone XIII, prima di concepire la Rerum Novarum, lo sapeva bene! Magari dovrebbero capirlo i nostri politici "pseudo-cristiani" (della Domenica) e anche molti uomini di Chiesa (alcuni sacerdoti, vescovi e cardinali "europeisti" per vocazione ed a prescindere da tutto: fortunatamente una parte circoscritta, sia pur potente) evitando di appoggiare queste follie, magari (chissà?) per puro tornacontismo economico.

     Un modello opposto – Il modello "Napolitano-Monti"

    Non stupiscono, dunque, i continui e frequentissimi proclami della "laica e progressista Europa" dei tecnocrati per la repentina nascita del Superstato Ue (o Stati Uniti d'Europa) posto nelle mani dei tecnocrati non eletti della Commissione europea. L'ultimo grande servizio a banchieri e tecnocrati. Un passo decisivo e studiato da anni, verso il cosiddetto "Nuovo Ordine Mondiale". Lo stesso, che Giorgio Napolitano nel suo discorso inaugurale d'inizio anno 2012 (e poco dopo aver avallato il golpe della Banda Monti, ai danni dell'Italia) definiva a reti unificate quale un auspicabile e fondamentale "passo avanti verso un nuovo ordine costituito – quello delle banche sovrane, evidentemente – ed un mondo più giusto". Il "Suo" mondo più giusto, Presidente Napolitano! Non il nostro!

     Merkel – "Completiamo con urgenza il superstato Ue!"

    Allora, in continuità con quanto detto, non stupisce neppure come nelle ultime ore, con un discorso in pompa magna tenuto all’Europarlamento di Strasburgo, dinnanzi ai deputati europei riuniti, il panzer tedesco Angela Merkel abbia delineato il suddetto piano politico per il futuro dell’Unione, illustrando per bene tutte le cosiddette "soluzioni" che dovrebbero essere adottate con urgenza dagli automi obbedienti posti a capo degli altri stati, per sbarazzarsi definitivamente degli stati nazionali e della loro sovranità; ed al fine di creare il suddetto Superstato sotto l'egida dei tecnocrati (non eletti) della Commissione europea. Uomini non espressione della volontà popolare, ma di lobby bancarie, logge mondialiste e multinazionali. Un impero! E' questo sarebbe il piano per superare la crisi? Ridiamo per non piangere! Sdrammatizziamo con toni ironici, per non strapparci i capelli. Ma a parte tutto, questi signori, amici lettori, fanno sul serio! C'è poco da scherzare e molto da fare per evitare questa catastrofe liberticida ed assolutamente antidemocratica.

     Il Piano mondialista a cui lavora Angela Merkel 

    Nel "Piano Merkel", illustrato a Strasburgo, alla Commissione andrebbero pieni poteri (Barroso, in pratica, diverrebbe una sorta di secondo Obama, e stati come la Francia o l'Italia sarebbero d'un tratto accomunati e paragonabili a staterelli come il South Dakota o l'Arkansas). Ma vi pare normale tutto cio? Illogico, antistorico, assurdo, drammatico. Solo per sprecare i primi quattro aggettivi che mi vengono in mente di getto. In questo folle piano, il Consiglio europeo (Consiglio dei prossimi 28 Stati Ue, con l'ingresso della Croazia) svolgerebbe invece il ruolo di una sorta di “Camera Alta”, mentre l’Europarlamento ancora non si comprende bene che senso e che ruolo dovrebbe assumere. "La Germania – ha dichiarato la Merkel – si sente profondamente impegnata nei confronti dell’Ue per costruire a pieno il suo futuro sin dalla riunificazione delle due Berlino. In effetti – ha continuato – dobbiamo trovare il modo giusto per stabilizzare in modo permanente l’Eurozona ed eliminare gli errori di progettazione. Dobbiamo essere coraggiosi e non rifuggire da eventuali modifiche del Trattato, se necessarie”. Ma perchè allora – ci chiediamo – non limitarsi solamente a corregere i cosiddetti  errori di progettazione dell'Eurozona, anzichè prendere tali "presunti errori" (vedi ad esempio il folle Sistema Target 2 – vedi allegato – ideato per favorire la creazione di surplus in favore della Germania ed a discapito degli stati del Sud Europa) come pretesto  per creare un abominio. Un nuovo "apocalittico e mostruoso Leviatano" di Tocquevilliana memoria? Tutto ciò non ha senso! Davvero nessun senso, amici! 

     Un gioco da ragazzi! 

    Ma sentite come ha poi rilanciato Angela Merkel: "per realizzare una vera Unione economica con alla base la moneta comune, non vi era bisogno di impegni ancor più “vincolanti” da parte degli Stati membri per realizzare le riforme. Basterà dunque affidare alle istituzioni Ue un ruolo ancora più forte per correggere realmente eventuali procedure inadeguate. (…) Ma per ora – ha aggiunto – dobbiamo concentrarci sull'euro e dare alla gente un pò di tempo per andare avanti (…) perseguendo l’idea di un bilancio speciale per i membri della zona euro in grado di aiutare i Paesi con un tasso elevato di disoccupazione giovanile, come la Spagna, allo scopo di finanziare la formazione. Non tutti i 27 Paesi dell’Ue vogliono spendere soldi per questo – ha puntualizzato Angela –  ma potrebbe essere realizzato a livello di Eurozona”. E certo vi pare che un Paese leader come il Regno Unito si possa piegare a tale meschinità concepita per i "maiali" del Sud Europa? Certo, lo potrebbe fare in parte la Germania, compensando i costi di questa follia con il surplus accumulato grazie all'euro (rating e spread) ed al suddetto "Sistema Target 2". Facile il gioco!

      Un punto fondamentale da comprendere – Come bloccare la casta? 

    Morale della favola, il prezzo del presunto ed auspicato superstato – e la contestuale limitazione democratica derivante – sarebbe interamente supportato dagli schiavi dell'Eurozona. I famosi "schiavi del Sud". Questi sulla carta i progetti dei padroni arroganti dell'Europa targata Ue. Ora resta da capire, non tanto come risponderanno i media di regime a questo ennesimo diktat – questo è scontatissimo! – ma piuttosto come risponderemo noi cittadini, e come riusciremo ad opporci  con i pochi strumenti ancora a disposizione alle scellerate manovre dell'euro-casta e soprattutto alla grossa mano che la casta-italica dei nostri parlamentari vorrà offrire ossequiosa e prostrata ai nuovi "padroni del mondo", per tale "onorevole causa". Sveglia!!!

     Cosa fare nel concreto per difendere democrazia e sovranità? 

    Le elezioni sono vicine, ed il referendum potrebbe essere ancora una via buona per evadere dall'eurogabbia e salvare la pelle. Per tornare alla lira (se non ci lasceranno altra scelta) e chiedere a gran voce la rinazionalizzazione della Banca d'Italia, scippataci (legalmente) dai privati nel 1992. E ciò, proprio, mentre Mario Draghi, da Francoforte, nelle scorse ore ha annunciato entusiata agli Europei il disegno ed il prossimo lancio di nuove colorate euro-banconote. Come vedete, amici lettori, la macchina dell'euro-marketing non dorme mai!  Specie ora che i tecnocrati si giocano tutto, dopo decenni di manovre e strategici inciuci. P.S.: aiutaci a diffondere questo articolo!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    La Protesta dei Disabili e degli Invalidi: Ci stanno Ammazzando!

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    Venerdì, Novembre 2nd/ 2012  – di Sergio Basile – Protesta dei disabili / Montecitorio / Cresce il welfare, cresce l'Italia / Agenzia Vita Indipendente /  Dino Baarlam / Carlo Giacobini / Unione italiana lotta alla distrofia muscolare / Uildm / Federazione Italiana Superamento Handicap (Fish) / Pietro Barbieri / Commissione Affari Sociali / Choosy / Mario Monti / Elsa Fornero / “Choosy” / Tobin Tax […]

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    Mercoledì, Ottobre 31th/ 2012  – di Sergio Basile – Iva / Mario Monti / Vittorio Grilli / Bugiardi per mandato / Bubie / Governo Italiano / Ministro dell'Economia / Dittatura Fiscale / Giorgio Napolitano / Truffa Legalizzata / Gran Suggeritore / Rating / Spread / Lehman Brothers / Ezra pound / Pierluigi Bersani / Manuel […]

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

    Strasburgo – La Statua della Madonna di Fatima in pellegrinaggio al Parlamento europeo

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    Venerdì, Ottobre 26th / 2012 – di Sergio Basile – Pellegrinaggio / Strasburgo / Parlamento Europeo / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo Segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Mario Borghezio / Lorenzo fontana / Consacrazione  al Cuore Immacolato di Maria / Medaglia Miracolosa / Bandiera […]

    La Svizzera corre agli Armamenti

    La Svizzera corre agli Armamenti

    Giovedì, Ottobre 18th/ 2012 – di Silvia Laporta –  Svizzera / Berna/ Commissione Europea/ armamenti / Russia Today / Germania / Francia/ Italia / Austria/ Stabilo 2 / esercito/ Austerity/ Unione Europea/ Crisi Europea / controlli intensificati / Ueli Maurer  La Svizzera corre agli armamenti Mobilitati più di 1.600 uomini ai confini di Italia, Francia […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Tobin Tax – L’Italia ci Ripensa e dice Si. La tassa Partirà con soli 11 Paesi

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    Mercoledì, Ottobre 10th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Tobin Tax / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / Ferdinando Nelli Feroci / George Osborne / Ecofin / No della Gran Bretagna / Algirdas Semeta / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

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    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

    L’Olezzo delle Carogne della Macelleria Sociale sale fino a Bruxelles

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Europa in fermento: qualcosa finalmente si smuove

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    Giovedì,  Luglio 12th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Germania / Finlandia / Olanda / Romania / Euro / Crisi economica / Esm / fiscal compact / Andreas Vosskule /  Jyrki Katainen / agenzie rating / Badescu / Usl / referendum popolare / malcontento / Fmi / Venti nuovi in Europa: […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    Ue: Emergenza lavoro – Strategie e disastri

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    Domenica, Aprile 15th/ 2012 –  di Sergio Basile – Commissione europea / Lavoro / Commissione Affari Sociali / Laszlo Andor  / Manuel Barroso / Perdita 6 milioni di posti di lavoro / Mercato comune reale / Consiglio europeo/ Strategia e limiti dell’Unione europea / Fiscal compact / Austerity / Deficit spending / Tecnocrazia / Ridimensionamento […]

    Nuvole su Lisbona: Pil – 3,25%

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    Mercoledì, Aprile 4th / 2012 Commissione europea / Portogallo / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Troika / Aiuti / Debito / Riforma del Lavoro / Austerity / Fmi / Fondo Monetario Internazionale / Piigs / Morte del welfare state / Lobby / Liberalizzazioni selvagge / Rerum Novarum   Lisbona: la Commissione Ue promuove l'Austerity Pil […]

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

     

  • Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk ci uccidono!

    Venerdì, Novembre 2nd/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Movimento 5 Stelle / Beppe Grillo / Talk Show / Stretto di Messina / Strumentalizzazioni politiche / Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Italia / Lira / Debito illegale / Legge 262/2005 / Bankitalia / Democrazia da web / Frullatori mediatici / Prima Repubblica / Seconda Repubblica / Terza Repubblica / Pd / Pdl / Idv / Udc / Presidenza della Repubblica / Regionali Sicilia / Antonio Di Pietro 

    Grillo striglia i suoi: niente TV, i talk

    ci uccidono!

    Ipotesi Di Pietro al Quirinale: qualche

    contrasto interno

    Intanto la Nuova Democrazia Web paga: M5S primo

    partito in Sicilia e secondo Partito d'Italia

    Grillo e l'e-democracy, una carta vincente

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Lo scorso Martedì la presenza del consigliere grillino Federica Salsi a Ballarò ha fatto molto discutere il direttivo del M5S, mandando su tutte le furie Beppe Grillo, che di certo non ha digerito la presenza in studio della candidata. “Smettete di andare ai talk show!” ha risbottato con veemenza nelle scorse ore il fondatore del Movimento 5 Stelle. Il padadigma del genovese è chiaro e forte, e ritorna con precisione svizzera in dozzine di post sul suo blog ufficiale e su Facebook. 

      Il Talk ti uccide, digli di Smettere  

    La tesi di Grillo – ieri in parte contrastato da una frangia più conservatrice dei suoi per aver avanzato l'ipotesi di sostegno alla candidatura di Di Pietro alla Presidenza della Repubblica –  è piuttosto chiara: più si partecipa ai programmi di approfondimento e ai talk show di questa "tv di regime", e più si perde consenso. “Il talk show ti uccide, digli di smettere”, il suo slogan. In effetti la forza di Grillo, finora, è stata quella di rifiutare l'omologazione e l'omogeneizzazione nei frullatori mediatici di Rai, Mediaset, La7 e SKY. Finora quella di Grillo è stata una strategia vincente perchè profondamente calata nella "democrazia del web", dove ciascuno può dire la sua senza alcun timore reverenziale e nessuna logica piramidale di partito o cristallizzazioni di sorta; perchè incentrata sulla diversità e sulla rottura con vecchi schemi "teatrali" ormai scoppiati e bocciati dalla storia. Probabilmente è per questo – oltre che, evidentemente, per le sue battaglie per la giustizia e la trasparenza in Parlamento o per la denuncia del latrocinio del signoraggio ad opera del sistema bancario europeo: suo cavallo di battaglia di un paio d'anni fa – che il consenso in questi mesi e cresciuto a livelli esponenziali, e lo straordinario risutato in Sicilia ne è la cartina tornasole ideale: M5S è oggi il primo partito in Sicilia con il 18% dei consensi, e con soli 25.000 euro impegnati  in una campagna elettorale "lampo" ed una storica traversata dello Stretto di Messina. 

      La deleteria eredità lasciataci in dote 

    Ormai, in effetti, visto il livello di strumentalizzazione politica della stragrande maggioranza dei talk show televisivi – quasi tutti asserviti all'Europa dell'austerity ed allo sciagurato montismo – star fuori da certi circhi mediatici spesso e volentieri  è la strada dorata per il pubblico consenso. E lo dimostra il fatto che senza l'inciucio tra Bersani e Casini, in Sicilia, Crocetta probabilmente ora non sarebbe così sorridente e lieto per il prossimo insediamento a Palazzo dei Normanni. D'altronde M5S è oggi il secondo partito d'Italia, staccato di misura dal Pd. Ma Grillo o non Grillo – a prescindere dall'indubbio carisma del comico genovese –  oggi, contestare e prendere le distanze dai grandi carrozzoni politici, dinnanzi a tutto questa euro-sfacelo non è un atto straordinario, ma è e dovrebbe essere un dovere morale ed una esigienza fisiologica di ciascun italiano. Spese folli, ma soprattutto la privatizzazione di Bankitalia; l'ingresso nell'inlfattiva ed infernale eurogabbia e la cessione a buon mercato – verso una élite di meri tecnocrati – delle nostre sovranità monetaria, economica, finanziaria (con il MES) e fiscale sono i frutti più acerbi dell'eredità lasciataci: la misera eredità lasciataci in dote dai carrozzoni che – a centra-destra e a centro-sinistra – hanno dominato finora la scena politica e vorrebbere continuare a farlo, impuniti.

      Verso la Terza Repubblica? 

    Perchè gli Italiani assennati e intellettualmente onesti dovrebbero continuare ad avallare l'operato di chi negli ultimi 30 anni almeno ci ha letteralmente dissanguato e gettato su un marciapiede? “Chi non conosce nulla del Movimento – scrive Grillo in un post, scagliandosi contro quelli che etichetta come i falsari della verità, i manichini al servizio dei partiti – e segue il talk show, dopo il morbido e avvolgente abbraccio televisivo al quale ti sei consegnato volontariamente, opta per il meno peggio e quello non sei mai tu, ma è sempre un altro, quello che sa vendere le sue menzogne (è il suo mestiere), che ha parlato per un’ora mai interrotto da chi gestisce il talk show, quello che nessuno ha mai contraddetto”. Una cosa è certa: troppi carrozzoni si sono formati ed in parte riciclati sotto nuovi marchi, dalle ceneri della cosiddetta "Prima Repubblica" al fine di contribuire a smantellare lo stato; il welfare ed al fine di puro tornacontismo personale o di élite. Almeno adesso qualche equilibrio sembra sovvertirsi. Che lo status quo da pax romana sia davvero alla frutta? Vedremo!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Giovedì, Ottobre 25th/ 2012 – di Sergio Basile – Quarto reich / Benvenuti / Spread / unione Bancaria / Eurozona / Accentramento Bancario / Spread / Rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Merrill Lynch / Klaus Regling / Quanto Reich / ESM / MES / Fondo […]

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    Mercoledì, ottobre 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Italia / Francesco Giavazzi / Mario Monti / governo tecnico / analisi economica / Università Bocconi / intervista /  tagli alla spesa / spending rewiew / Europa / Pil / Stato Sociale  / Campagna per la legalità economica / Rosario Fiorello  Luoghi comuni sull'Austerity. L'analisi del Professor […]

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

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    Venerdì, Ottobre 12th/ 2012 – di Vincenzo Folino – Unione europea / Eurozona / Italia / Germania / Der Spiegel / Agenzie di rating / Declassamenti Fiat / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Attacco all'Italia / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Sergio […]

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

     

  • Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari Smascherati dal loro stesso Gioco

    Mercoledì, Ottobre 24th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Spread / unione Bancaria / Eurozona / Renato Brunetta / Accentramento Bancario / Spread / rating / Procura di Trani / Mario Monti / Angela Merkel / Mario Draghi / BCE / Decreto Salva Italia / Decreto Cresci Italia / Recessione / Risparmio delle Famiglie / Mercato primario / Mercato Secondario / Titoli del Debito Pubblico / Bund tedeschi / Consigli europei / Supercommissario Ue / Accentamento totalitaristico / Totalitarismo Ue / Landesbanken / Sparkasse / Suicidi / Gianfranco Camerin / Vittorio Celotto / Giancarlo Mocci / Fondo Salva Stati Permanente / MES / ESM / Sovranità Monetaria / Signoraggio bancario / Euro Zona / Euro / Lira / Stati Uniti d'Europa / Disfacimento degli stati nazionali / Pacchetto Barnier 

    Spread e Unione Bancaria: i Grandi falsari

    smascherati dal loro stesso Gioco

    Ecco perchè rigettare le tre aleatorie componenti dello

    spread e perchè evitare accentramenti bancari.

    L'Europa e l'Italia procedono verso un critico punto di

    "Non ritorno", intanto aumentano i suicidi in Italia

    tra disoccupati e imprenditori sull'orlo del fallimento

    Gli errori nell'analisi di Renato Brunetta nella controanalisi 

    dell'Osservatorio "Qui Europa"

    Roma, Berlino, Bruxelles, Francoforte – Il "Gran Maestro" dell'iperliberismo, Sua Maestà Mario Monti, negli ultimi 12 mesi ha partecipato a ben 4  inutili  Consigli europei: il primo è stato quello dell'8-9 dicembre 2011; poi è stata la volta dell'incontro pre primaverile del dell'1-2 marzo 2012; quello pre estivo del 28-29 giugno ed ora quello autunnale del 18 e 19 ottobre. Tutti protesi alla creazione dell'euro-mostro unitario (gli Stati uniti d'Europa) e al disfacimento degli stati nazionali. ovviamente!

     Ammazza italia  e Recessitalia – i primi "assi" di Monti 

    L'inutilità (e la dannosità) alla causa nazionale è sotto gli occhi di tutti! Ricordate il "Salva Italia"? Doveva servire ad abbassare il famigerato e mitico spread, "raffreddando" i mercati. La storiella ufficiale, almeno, narra così! Ma misteriosamente il dio pagano dello spread dopo il varo dell'Ammazza-Italia (decreto che iniziò a imbrigliare in una asfissiante camicia di forza la macchina statale degli investimenti) s'arrabbiò facendo lievitare lo spread da 368 punti base a 444 in soli due giorni, come CI ricorda "Il Giornale" di ieri. Dopodicché in concomitanza al secondo suddetto euro-meeting, fu la volta dell'altro blasfemo e sarcastico (almeno nel nome) decreto battezzato beffardamente "Cresci Italia". Ma di crescita neanche l'ombra. Il "Cresci Italia" divenne ben presto il "RecessItalia", e la settima potenza economica al mondo raggiunse ben presto livelli di crescita simili a quelli dei più arretrati stati africani. Anche in questo caso la farsa spread tornò a ripetersi, con perentori cali seguiti da rapide impennate. Il 27 giugno la Camera (del partito unico A,B,C) approvò, con il voto dell'ennesima "fiducia", la riforma del mercato del lavoro gettando al vento diversi decenni di conquiste sociali e di dure lotte sindacali. Tutto in fumo in pochi minuti. Ma questo (come ovvio che fosse) non servì a placare l'ira delle "divinità di cartapesta" del mercato. Lo spread salì addirittura quasi verso quota 500.

     L'italia della Recessione e dei Suicidi 

    Ma intanto l'Italia sprofondava nella recessione e la notizia dei suicidi di imprenditori italiani saliva alla ribalta delle cronache giornalistiche sui tabloid e quotidiani internazionali. Per la cronaca, se ne sono registrati altri tre solo nelle ultime ore nel trevigiano, un imprenditore e due disoccupati vittime della depressione, tutti morti impiccati: Gianfranco Camerin (disoccupato di 58 anni – Santo Stefano di Pinidello, Cordignano); Vittorio Celotto (Imprenditore di 62 anni – titolare della ditta Old Beton di Susegana, azienda operante nel settore della ghiaia) e Giancarlo Mocci (disoccupato di 48 anni – Treviso, quartiere Ghirada).

     I grandi Falsari Smascherati dal loro stesso gioco 

    Ma, per contro, tuttavia, è davvero curioso constatare come il nulla di fatto portato a casa da Monti lo scorso 19 ottobre, in Europa, non abbia sortito alcun effetto sullo spread, questo volta fermatosi a quota 318 punti. Segno che – come nota lo stesso Giornale – dimostra come tra i fondamentali dell'economia e l'andamento degli spread non ci sia nessuna correlazione. Chi sostiene il contrario dice il falso! E' tutta una grossa balla! Un complotto mercatista.

     Le tre presunte e aleatorie componenti dello spread 

    Lo spread d'altra parte  – come notato nelle ultime ore anche dall'ex ministro Renato Brunetta – si compone di 3 variabili: 1) merito di credito dei Paesi; 2) rischio di implosione della moneta unica; 3) effetto fuga degli investitori verso il Bund tedesco. Ma a ben vedere, non possiamo che contestare almeno i 2/3 di tali parametri adottati come Vangelo dai nostri politici e giornalisti filo-mercatisti. 1) Il merito di credito dei paesi non è stato mai davvero considerato: la Procura di Trani – d'altronde – lo riconobbe chiaramente nelle indagini condotte sulle agenzie di rating, indicate quali responsabli di declassamenti iniqui e fraudolenti. Esse infatti declasssarono – in favore della speculazione internazionale e della svendita dell'Italia che sarebbe seguita da lì a poco – il bel Paese quando esso godeva di fondamentali economici di prima grandezza, tra i quali spiccavano un robustissimo tasso medio di risparmio delle famiglie; una robustissima riserva aurea (la terza del mondo) ed un bassissimo debito privato d'impresa (soli 40 miliardi dieuro, contro gli 8000 miliardi di euro del debito privato d'impresa francese: il 2° migliore d'Europa, quello italiano, dopo quello tedesco). 2) Quanto all'altro parametro di riferimento,cioè il rischio d'implosione dell'euro, esso dovrebbe considerarsi un merito, e non un demerito: lo dimostra il fatto che il debito è ingenerato proprio dall'adesione dell'Italia alla moneta unica, mediante i fenomeni del signoraggio bancario e del sistema di regolamentazione interbancaria "Target 2" (vedi approfondimento in allegato). Pertanto allontanarsi dall'Eurozona – se questo non fosse un complotto (qual è in realtà secondo la nostra tesi) – dovrebbe essere una nota di merito e non di demerito. Non trovate?

     Lo stratagemma delle banche tedesche per mettere in crisi i Piigs 

    Ma il vero motivo del contendere che sta innescando questa perversa spirale debitoria, accanto al fenomeno degli spread (che riguarda come noto il cosiddetto "mercato secondario") si manifesta in tutto il suo potenziale speculativo e distruttivo fin dal mercato primario, quello delle cosiddette aste (che vere aste in effetti non sono) della BCE. Nei primi mesi del 2011, i rendimenti dei titoli del debito pubblico tedeschi (famosi bund)  erano su una curva ascendente, in virtù – sostanzialmente – di tre elementi: 1) l'elevato rischio da speculazione finanziaria imputato alle banche tedesche; 2) il dubbio valore dei titoli tossici in portafoglio; 3) le perdite sui titoli greci nei portafogli delle stesse banche tedesche. Tale situazione, evidentemente, avrebbe dovuto ingenerare la crisi dell'economia tedesca: travolta dagli squilibri finanziari interni al settore bancario. Ma ciò non è mai avvenuto, come mai? Semplice! I rischi sono stati gettati sui Paesi Piigs (tra i quali l'Italia) ad opera delle stesse banche tedesche, attraverso una massiccia vendita degli stessi titoli del debito sovrano di tali Paesi (specie titoli greci e BTP ialiani) sul mercato secondario, quello cioè apeto alla speculazione privata. Ciò al fine di aumentarne i rendimenti sul mercato primario e lo spread. Un aumento spropositato delle vendite dei titoli suddetti sul secondario è stato in parte letto dai mercati come una mancanza di fiducia degli operatori finanziari verso Paesi sovrani (si fa per dire) come Italia e Grecia. 

     La complicità dell'Unione europea 

    Dunque un altro pezzo di debito nazionale (oltre a quello generato dal signoraggio e alimentato dall'Art. 123 del Trattato di Lisbona) dipende proprio dagli esorbitanti interessi passivi pagati sui titoli del debito pubblico – sottoscritti a banche e speculatori – proprio grazie a questo meschino e perverso meccanismo dello spread, tollerato in maniera scellerata e complice dall'Unione europea (Commissione, Parlamento e Consiglio europeo) soprattutto con l'archiviazione del poco noto "Pacchetto Barnier" Antirating, che lo stesso Parlamento aveva chiesto in tempi non sospetti, senza per altro far riemergere il polverone nei mesi successivi al silenzio tombale stesosi sulla questione. Ma l'Europa dei tecnocrati ora vorrebbe risolvere tutto propinandoci un accentramento bancario da pura dittatura e sotto i soliti diktat (finora seguiti a puntino dal diligente Monti ) di Angela Merkel e dai suoi soci di Berlino, Bruxelles e Francoforte. Anche in questo caso la soluzione sarebbe semplice: vigilanza unica affidata alla Bce, sulle banche di rilevanza sistemica. Esclusi – per volere della Merkel – gli  istituti regionali – le Landesbanken tedesche – e le casse di risparmio, ovvero le celebri Sparkasse tedesche. Proprio gli istituti più incriminati di aver alimentato la speculazione.  E ciò, magari, anche accanto all'istituzione di un "Supercommissario" dotato di totalitaristici poteri di veto sui bilanci nazionali.  Ipotesi nelle ultime ore in parte fugata da Monti. Quasi come se il fascista (o stalinista) MES (Fondo Salva Stati Permanente) non fosse sufficiente già di per sé ad annichilire la capacità di reazione democratica degli europei intrappolati nell'Eurozona.

      L'errore di Brunetta 

    Ma per lo stesso Brunetta, tuttavia, la soluzione della crisi non sarebbe (come logico che fosse)  il naturale e "spontaneo" frutto di una provvidenziale liberazione monetaria (cioè di un'autonomia "monetaria"; di un affrancamento dalla schiavitù dell'euro-trappola); ma bensì l'improbabile ed acerbo frutto di una ulteriore ed assurda accelerazione delle ricapitalizzazioni bancarie dirette delle banche, nonché di un più rapido accentramento bancario.

      Verso un punto di non ritorno? 

    Buoni i presupposti, dunque, caro Brunetta, ma pessimi i suggerimenti e le proiezioni per uscire da questa crisi indotta. Una palude per cittadini ed imprese creata proprio dalle banche che ora si vorrebbero premiare con indegni potenziamenti, accentramenti totalitaristici e legittimazioni gravissime ed inverosimili: ben al di là della soglia del razionale e del cosiddetto viver civile. Ma può la dignità di una vita umana spentasi valere più dell'autonomia e del bilancio di una banca? Può indirettamente essere condizionata dal livello dello spread? Se così continuerà ad essere, ciò equivarrà al raggiungimento di un cruciale e disumano punto do non ritorno per l'intera umanità. I tempi sono maturi e più che mai decisivi, nel bene e nel male.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio Ciampi / Guido Carli / Mario Draghi / Romano Prodi / Giuliano Amato /   Jean-Baptiste Colbert / Federal Reserve / Bretton Woods / Oro / Trattato di Lisbona / Sacco del Britannia / Convertibilità in oro / Bankitalia / Basilea / Ignazio Visco / Euro / Target 2 / Truffa legalizzata / Qui Europa / Eurozona / IRI / Beniamino Andreatta / Stalin / Armand Hammer / BRI / Banca dei Regolamenti Internazionali 

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4°:

    storia delle Banche Centrali e del

    Signoraggio. Una storia che tutti

    dovrebbero conoscere

    Ecco com’è nata la truffa del Debito Pubblico

    e come continua a schiavizzare i popoli

    Debito: gli inganni di Mario Monti e dell’Ue

    Ecco cosa fare nel concreto per riscattarci dal Debito

    Roma, Bruxelles, Londra, Francoforte – Che siamo vittime spesso “ignoranti e inermi” di una crisi finanziaria globale indotta e pilotata, a causa di una disinformazione dilagante e sistematica, ormai lo stanno capendo anche i bambini; le menti più ottuse; e/o i cittadini più distratti. Il responsabile di ogni male ci viene dipinto oggi come il debito pubblico. Ma non è proprio così. Esso è solo l’effetto del più grande inganno mai perpetrato da una élite di uomini ai danni dell’umanità intera: il tentativo del principe del denaro e dell’egoismo di corrompere mediante il vile danaro tutto il creato e le creature che il Signore Dio, nella Sua immensa bontà ha generato. La stampa di regime ed i politici da strapazzo dicono che il debito pubblico sia il risultato di una spesa statale fuori controllo,  ed immorale, questo è vero. Ma solo in parte, in piccola parte! Sostenere l’esclusività e l’assolutezza di questa tesi equivale a mentire grossolanamente! Come equivale a mentire il sostenere che la crisi sia originata dal Debito pubblico. Ne è prova l’indebitato, ma ricco Giappone: paese in continua crescita, malgrado abbia un debito pubblico (il più alto al mondo) 4 volte maggiore a quello italiano. Ma, dunque, come nasce in realtà il mito del debito pubblico? Chi è oggi il proprietario del debito pubblico delle nazioni fatte oggetto della misteriosa crisi indotta? Che rapporto intercorre tra debito e grado di schiavitù dei popoli europei? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi nei precedenti tre editoriali di “Qui Europa” dedicati al tema, dal titolo “Schiavi di un Debito Illegale”. Oggi, tuttavia cerchiamo di comprendere come tutto storicamente abbia avuto inizio, partendo proprio dalla nascita, dall’evoluzione e dal controllo delle Banche Centrali e della moneta nazionale: il vero cuore del nostro problema!

      Louis Even e la storiella che tutti dovrebbero conoscere  

    Emblematico, in tal senso è il racconto di Louis Even, il sostenitore più convinto del Credito Sociale. “Cinque naufraghi riuscirono a raggiungere un’isola deserta. Si trattava di un muratore, un contadino, un allevatore, un agronomo e un ingegnere. Secondo le rispettive competenze, i cinque si dettero da fare per realizzare una comunità organizzata. Ciascuno diede il suo apporto in funzione alle sue competenze. L’economia dell’isola era incentrata sul baratto. Sull’isola vi era però armonia. Successivamente  arrivò sull’isola il sopravvissuto di un altro naufragio. Sbarcò da una scialuppa portando con sé una pressa, una cassa piena di carta e un barile sigillato. Il nuovo arrivato fu ben accolto.  Si trattava di un banchiere. Il neo-arrivato, preso atto delle attività dei cinque, disse: “Per far funzionare bene le cose vi manca solo il denaro”. Allora con la carta e la pressa iniziò a stampare 1000 dollari, coprendoli in garanzia con un barile d’oro portato in salvo dal naufragio. Egli prestò duecento dollari a testa all’interesse del 2% annuo. Prestito garantito dai frutti delle attività, dalle capanne e dagli attrezzi dei beneficiari del credito.

      L’inganno del banchiere  

    Ma la felicità sull’isola durò ben poco. L’ammontare del loro debito, ben presto,  – capitale più gli interessi maturati – divenne superiore all’intero importo del circolante, cioè superò i 1000 dollari stampati ed immessi nell’economia dell’isola. In quell’isola era così nato il debito pubblico. Un debito destinato ad aumentare anno dopo anno. Il risultato diretto di questo fu l’incremento incessante e progressivo dei beni del banchiere, che – con questo stratagemma – stava diventando il padrone indiscusso di tutti i beni presenti sull’isola. Non solo, il banchiere ben presto finì anche per interferire nella vita politica (privata e pubblica) degli abitanti dell’isola, dicendo loro – in virtù del suo potere – come dovevano fare o non fare. Tutti i cittadini divennero dunque succubi e schiavi del banchiere. Ma se il denaro se lo fossero stampato loro, senza l’intromissione di quel banchiere venuto dal mare, si sarebbero ridotti a questo stato di indebitamento, subalternanza e condizionamento? Sicuramente no! L’interesse sul debito non sarebbe mai scoppiato.

      La reazione degli isolani  

    Questo perché il denaro rappresentava il valore dei beni presenti sull’isola (era il corrispettivo e l’espressione dei beni, dei servizi e delle attrezzature presenti) e quindi, essendo loro i proprietari dei beni, avrebbero dovuto essere anche i proprietari del denaro sul quale nessuno avrebbe potuto pretendere il pagamento di interessi. I cinque allora, compreso il sottile inganno, si ribellarono, e ricacciarono violentemente in mare il disonesto banchiere. Come ciliegina sulla torta,  Even racconta che, “quando i cinque andarono a dissotterrare il barile che doveva rappresentare la copertura aurea della moneta stampata dal banchiere, scoprirono che esso era pieno di sassi”. Cioè, il denaro stampato dal banchiere disonesto, non era altro che misera carta straccia! Assolutamente non garantita da alcun lingotto d’oro.

      Uso improprio della tassazione   

    Tale racconto e tutt’altro che paradossale: si pensi ad esempio che già nel 1696, in Inghilterra, a fronte di 1.750.000 sterline stampate, esisteva una riserva di cassa di sole 36.000 sterline d’oro. Fin da allora, in aggiunta – come accade esattamente anche oggi – il 40-50% delle finanze statale furono dirottate in spese per armamenti e guerre. Anche se oggi c’è chi le chiama “missioni di pace”!  Tra interessi bancari passivi e guerre, gli stati – sotto l’egida di organismi internazionali – spendono oggi tra il 60 e il 70% dei fondi reperiti attraverso – spesso e volentieri – barbare forme di tassazione. Allora comprendiamo meglio la celebre frase dell’economista francese Jean-Baptiste Colbert che nel Seicento scriveva: “La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi”.

      Origini storiche del Signoraggio  

    Un tempo il potere di coniare moneta era riservato alla massima autorità: imperatori, re,  principi. Ricchi mercanti e possidenti di argento e oro giungevano dunque alla zecca dello Stato o del Regno, e trasformavano in monete i metalli preziosi. Una piccola parte di questo metallo veniva trattenuta dal signore di turno come compenso per l’operazione di conio. Questo compenso si chiamava signoraggio: privilegio gelosamente difeso dall’autorità statale. Ma poi qualcosa iniziò subdolamente a cambiare, il demone del denaro prese il sopravvento, ed il gioco fu ben presto chiaro, anche se non del tutto per l’ingenuo popolino.

      Società private chiamate “Banche Nazionali”  

    William Paterson – ricco speculatore – sul finire del Seicento, nel Regno Unito ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”. Sul modello della banca di Paterson furono istituite: nel 1695 la Bank of Scotland, nel 1765 la Königliche Giro und Lehnbanco di Berlino, nel 1782 il Banco di San Carlo di Madrid, nel 1800 la Banca di Francia. Le banche di emissione, dunque, dopo il 1694 divennero quasi tutte private. Negli Usa ciò accadde il 23 dicembre 1913 con il “celeberrimo” Federal Reserve Act: l’atto istitutivo della Banca Centrale americana, la più grande banca privata del mondo. Nel 1937, Stalin privatizzò anche quella dell’Unione Sovietica: con la complicità del petroliere ebreo-americano Armand Hammer.

      La nascita della Banca d’Italia  

    Nel Bel Paese, nel 1874, le banche autorizzate a emettere moneta erano sei: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale della Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Nel 1893, dopo lo scandalo e il fallimento della Banca Romana, i 4 istituti dell’Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d’Italia, che nel 1926 restò l’unica con diritto di battere moneta. Mussolini – bisogna dargliene atto – durante il suo ventennio cercò con ogni mezzo di mantenere l’autonomia della Banca d’Italia. Costretto a sottostare alle minacce di Usa e Inghilterra, non poté nazionalizzarla, (per non andare in urto con i due massimi creditori internazionali dell’Italia) ma, con la riforma del 1926, escogitò un sistema di controllo – indiretto – dell’Istituto di emissione della lira. La Banca d’Italia rimase un Istituto indipendente – prima una Società autonoma, poi una Società per Azioni – la cui proprietà però fu affidata a Enti statali, Casse di Risparmio e Banche d’interesse nazionale che qualche anno dopo sarebbero diventate (con l’IRI) proprietà dello Stato. Ciò, evidentemente, evitò lo scoppio del debito pubblico, salvaguardando da minacce esterne la sovranità monetaria nazionale; e custodendola nelle mani del popolo italiano. Né è prova – tra l’altro – il fatto che Mussolini, in quegli anni, riuscì addirittura ad ottenere il pareggio di bilancio: e ciò, senza alcuna manovra lacrime e sangue stile Monti, per intenderci.

      Lo snaturamento del ruolo finanziario e monetario dello stato  

    Un colpo mortale allo snaturamento del ruolo della Banca Centrale fu dato nei primi anni Ottanta da Carlo Azeglio Ciampi (governatore di Bankitalia) e da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro). Nel 1981, infatti, fu sancito il diritto della Banca Centrale a non sottoscrivere i Titoli di Stato del debito pubblico: grande primo regalo fatto alla speculazione internazionale. Stranamente in quell’anno – è bene rammentarlo – iniziò a collaborare col governo – come consulente finanziario – un giovane di “belle speranze” chiamato Mario Monti. Ovviamente, per l’Italia, fu l’inizio dell’era del debito pubblico, che ben presto andò  “alle stelle” per la gioia della speculazione internazionale.

      Il Sacco del Britannia  

    L’indipendenza monetaria poi fu duramente minata negli anni Novanta da Romano Prodi (uomo Goldman Sachs, che avviò un piano di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti) e da Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio, con il celeberrimo decreto “Carli-Amato” del 1992, privatizzò la Banca d’Italia, derubando gli Italiani della propria sovranità nazionale. Essa passò dunque – mediante il trasferimento del 96% delle azioni – nelle mani di banche private come Banca Intesa e Unicredit. Allo stato restò un misero 4% Mediante Inps e Inail. Nel 1992, poi, il Ministro del Tesoro, Guido Carli, abolì il controllo del governo sul tasso di sconto: che rimase prerogativa unica della Banca d’Italia, e quindi della speculazione privata. Oggi prerogativa – ricordiamolo – della privata BCE di Mario Draghi. Il piano segreto concordato sul Real Panfilo della Regina Elisabetta II, chiamato Britannia (che vide tra i protagonisti guardacaso  proprio uomini come Draghi, Amato, Carli, Andreatta, Prodi e Ciampi: uomini di destra e di sinistra tutti insieme appassionatamente) fu attuato in pieno, e oggi quasi terminato  – pare – proprio all’azione del governo dei banchieri di Mario Monti. Un particolare curioso, che poniamo poi alla vostra attenzione, riguarda la recente nomina a capo di Bankitalia di Ignazio Visco: Visco – pochi lo sanno – è un uomo del BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea (Istituto di coordinamento di tutte le Banche centrali del mondo) controllato oggi dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che ne posseggono nel complesso il 40% delle azioni. A Capo di Bankitalia, oggi vi è pertanto un uomo espressione di questo ingannevole status quo internazionale.

      Un passaggio fondamentale  

    Fin dalla nascita dlla Banca d’Inghilterra – passaggio fondamentale da comprendere –  la convertibilità in oro di quella cartamoneta fu da subito un fatto formale: essa – è doveroso saperlo – fu sospesa nel 1914, molto prima del dollaro: giunta solo il 15 agosto 1971, qualche anno dopo, cioè, dall’assassinio del Presidente John Kennedy. Ma il culmine degli eccessi fu raggiunto con la Firma degli Accordi di Bretton Woods, nel 1944, che legalizzò l’incontrovertibilità tra oro e banconote circolanti: trasformando gli stati in una sorta di aziende in bancarotta più o meno perenne!

      la nascita del Debito Pubblico permanente  

    Il tumore del debito, quindi, cominciò ad incancrenirsi fin dal 1694: da quando cioè si diffuse la moda di delegare l’emissione del denaro a banchieri privati: i nuovi reggenti, gerarchi, dei popoli. Non fu, dunque, più il ricco signore – o lo Stato – mediante il trasferimento del proprio oro a garantirsi i benefici del signoraggio, ma bensì i banchieri privati: speculatori il cui mestiere non fu (e non è) quello di perseguire gli interessi della Nazione, ma bensì il perseguimento dei propri utili. Da allora l’umanità poté assistere ad un sostanziale e aberrante cambiamento: la trasformazione del debito pubblico da temporaneo (in genere ripagato da governi o creditori dopo guerre o missioni di vario tipo) a permanente. Non bisogna, infatti, mai dimenticare che il debito pubblico nell’Inghilterra di fine Settecento, in meno di un secolo, passò da 13 milioni di sterline all’incredibile cifra di 245 milioni di sterline. Esso non si sarebbe mai più ridotto!

      L’ UE e l’inganno del Trattato di Lisbona: l’Europa degli speculatori  

    In tal ottica l’amara torta in Europa fu confezionata dall’Ue con il Trattato di Lisbona (Art. 123) che addirittura obbligò gli stati ad indebitarsi con le banche private – ed a tassi da usura – per ottenere in cambio denaro atto a mandare avanti la macchina statale: delegittimando una volta per tutte le banche centrali nazionali e la loro autonomia. Ma non è finita! Anche i giudici e gli arbitri del mercato sono stati comprati! Come? Semplice! Delegando – con insane leggi – ad affaristi privati e lobbisti (società di rating) il compito di decidere (attraverso semplici voti) la misura degli interessi passivi che gli stati sotto mira di un “golpe finanziario” devono pagare ai banchieri privati. E di conseguenza il livello iniquo di tassazione che la popolazione di quel disgraziato paese deve sopportare per ripagare gli interessi “illegittimni” ai soliti banchieri privati. Tutto ciò, cari lettori, è davvero pazzesco! Sembra la trama di un film horror, ma non è altro che la dura e cruda realtà.

      La schiavitù dei popoli e la reticenza dei media  

    Ma come porre i suddetti stati in perenne condizione di instabilità e subalternanza economica? Semplice! Nel Vecchio Continente ci ha pensato sempre l’Ue, introducendo l’euro e il suo connesso sistema di regolamentazione interbancaria, il cosiddetto “Sistema Target 2”, del quale abbiamo abbondantemente parlato. Sistema che finisce per premiare l’economia pesante tedesca (posta al centro del sistema) a discapito di quella dei paesi del Sud Europa e dell’Italia. Una mega truffa legalizzata dunque!  Ma c’è di più! L’attuale sistema, in Italia, oltre che su una serie infinita di contraddizioni e paradossi, si basa su un atto illegale, del quale però i giornali e i TG non parlano.

      Italia – La beffa della Legge 262/2005  

     Il 28 dicembre 2005, con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, si stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ri-trasferite a enti statali. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani. Un altro motivo per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo.

      Ecco come “Mammona” si sta impadronendo del mondo  

    Da quanto detto emergono con chiarezza inconfutabile i tratti di un vero e proprio complotto orchestrato da oscuri burattinai e dai loro complici: politici traditori degli stati. Gioco al massacro diretto da una decina di banchieri internazionali che – mediante le loro logge e organizzazioni segrete – tengono sotto scacco i popoli, divenendo sempre più, letteralmente, i padroni del mondo. Acquistando stati o pezzi di essi. E ciò, mediante crisi provocate, privatizzazioni, vendite forzate, mutui inevasi e svendite di patrimoni pubblici nazionali. Ecco perché chi si pone a favore del governo di Mario Monti è, oggi, in mala fede e dovrebbe essere accusato di alto tradimento e attentato alla Costituzione ed alla sovranità nazionale. O almeno, frattanto,  avere il buon gusto di dimettersi e scomparire per sempre dalla scena pubblica. Eclissarsi nella polvere! Un'ultima curiosità: i protagonisti in negativo di questa storia – qualora per qualcuno ciò non fosse ancora chiaro – sono tutti, o quasi tutti, "fratelli".

      Il futuro è nelle nostre mani  

    Quadro, questo, semplice e drammatico nello stesso tempo! Ditelo a tutti! Dite la verità! La rinascita dell’Italia e dell’Europa dei popoli e della giustizia parte dalla piena consapevolezza della "truffa legalizzata” del Debito Pubblico". Smascheriamo insieme – specie a partire dalla prossima campagna elettorale, e sul web – i politici corrotti e falsi: i meschini servi di questi “pseudo-padroni del mondo”. Sarà un buon passo verso un probabile e ancora possibile riscatto! L'importante non è tanto restare vivi, quanto restare umani e liberi!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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      Approfondimenti  – Articoli Correlati                           

     

    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Luglio 9th/ 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

     

  • UK – Cameron: Secco “No” a Unione Bancaria e “MES”

    UK – Cameron: Secco “No” a Unione Bancaria e “MES”

    Mercoledì, Giugno 13th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Regno Unito / Consiglio europeo / Unione Bancaria Europea / Unione europea / Opposizione alla modifica dei trattati Ue / Opposizione a Unione Bancaria Europea / Eurozona / Euro / Sterlina / Vantaggi della sterlina / David Cameron / Sovranità Monetaria / Strategia / Indipendenza / Scozia / Referendum per la secessione della Scozia / William Hague / Usa / Francia / Germania / Bce / MES / Mario Draghi / Controllo Bce / Washington / Indipendenza e dittatura / Dominio BCE / Dittatura Franco-tedesca sull'Europa  

    UK – David Cameron dice "No" all'Unione

    Bancaria Europea e "No" al MES

    Il Regno unito mantiene strategicamente la

    propria autonomia e il controllo della Bce

    Il MES? Una gabbia i per polli dell'Eurozona

    No alla modifica dei Trattati Ue

    UK – Cameron dice un Secco No all’Unione Bancaria Europea e al MES – Dittatura Franco-Tedesca sull’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Londra – Dopo undici ore di discussione, nella prima sessione del Consiglio europeo di Bruxelles, riunito per cercare di risolvere la crisi dell’euro,  il Premier inglese Cameron, ha affermato, senza mezzi termini, di non voler entrare nell’unione bancaria europea. “Noi non rinunceremo mai alla nostra sovranità”, ha affermato il Primo Ministro durante una conferenza stampa, che non ha intenzione di aderire all’Unione Fiscale dei 27 paesi. Il Premier conservatore si oppone alla soluzione Franco-Tedesca di modifica dei trattati Ue.

      L'Eurozona, la Bce e i paradossi dell'UK  

    E’ chiaro che l’Inghilterra, messa di fronte a una fase, in cui l'euro appare, sull’orlo di un inevitabile collasso, non intende legarsi “mani e piedi” ad un progetto che ha buone possibilità di colare a picco, per le ragioni che tutti conosciamo. Ma il punto è che, nonostante questa "soluzione" dia tanto fastidio a David Cameron, la Bank of England, continua paradossalmente ad essere azionista di maggioranza della Bce, e quindi gode di assoluti vantaggi, ma non subisce le limitazioni ed i rischi che la banca stessa impone ai paesi che ne fanno parte. Troppo comodo! La prima cosa da fare, a rigor di coerenza, dovrebbe essere l’uscita dalla Bce. Londra deve scegliere da che parte stare, invece di lasciare a noi i costi e le incombenze dell’appartenenza all’Euro e prendersi i benefici della sterlina. Una strategia furba quella dell’Inghilterra: rimanere con un piede in due scarpe. Una a Francoforte e a Bruxelles e l'altra a Washington.

     UK – Presto referendum per la secessione della Scozia 

    “Ciò che è uscito dal summit Ue non era nell'interesse della Gran Bretagna, quindi non l'ho accettato”. Devono essere tutelati “interessi britannici in ambito UE” come il libero scambio e l'apertura dei mercati. Cameron ha annunciato che si farà un referendum per la secessione della Scozia dal Regno Unito. Appoggiato da William Hague, il ministro degli esteri Britannico che ha giustificato la decisione del premier come difesa degli interessi nazionali, difendendolo da chi lo accusa di isolazionismo rispetto alla Comunità europea.

     MES – Nuova dittatura di Francia, Berlino e BCE  

    La triste soluzione che si prospetta, come già trattato da Qui Europa, è la creazione di un nuovo trattato che interessa 17 Paesi dell’Ue, quelli dell’Eurozona, intenzionato alla creazione di regole di gestione ancora più austere, in materia fiscale e monetaria. Il MES – Meccanismo Europeo di Stabilità – che ,ricordiamo, sarà ovviamente gestito dalla Sovrana Bce. Un vero e proprio flagello che purtroppo, essendo già stato ratificato, andrà in vigore a breve con  il tendenzioso obbiettivo di formare un blocco regio governato dai magnati dell’economia europea, dentro il quale si deciderà non più all’unanimità ma con la maggioranza speciale dell’85% del capitale sottoscritto nella Banca Centrale Europea.

     MES –  Gabbia per i polli e maiali dell'Eurozona  

    La cosa interessante è, guarda caso, che Francia e Germania, da sole, ne posseggono più del 30%. E quindi che percentuale di decisione ci rimane? Il Mes non è altro che  una dittatura organizzata a discapito indovinate di chi? Dei cittadini e dei contribuenti, che dovranno accettare passivamente le decisioni prese per loro, senza possibilità di revoca. E Cameron questo lo sa bene e bada bene a tenersi alla larga dall'Eurogabbia fatta per i polli dell'Eurozona e per i "maiali" (Pigs).

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari / Paolo Barnard / Bce / La sovranità appartiene al popolo / Popolo di facebook / Appello / Denuncia / L'Italia s'è desta / Sergio Basile / Qui Europa 

    Da Facebook cresce l'adesione alla petizione

    contro Napolitano e Monti, per attentato

    alla Costituzione

    Migliaia di adesioni spontanee a sostegno

    della denuncia dell'avvocato Paola Musu

    Gli Italiani e la Sovranità: un nodo da sciogliere!

     

    di Sergio Basile

    Roma – Cresce su Facebook, a ritmi impressionanti,  l'adesione alla petizione on-line contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il professor Mario Monti, il suo governo di nominati e lo stesso Parlamento Italiano, per attentato alla Consituzione ed altre accuse inerenti ad un presunto accordo segreto tendente a destabilizzare lo stato (proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti – appena coclusisi – in onore del suo 150° compleanno) privandolo della sua sovranità. La petizione è portata avanti, coraggiosamente, da due gruppi,  che contano già migliaia di iscritti, nati spontaneamente, ed emuli dell'avvocato Paola Musu. La Musu, legale cagliaritano, il 2 aprile scorso, infatti – come pochi sanno (in quanto la notizia è passata come al solito in sordina – o addirittura censurata – presso tutti i principali media nazionali) si è presentata nella Procura nella sua città e ha denunciato i vertici dello Stato Italiano e l'intero Parlamento per – si legge nella denuncia – "attentato contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato italiano; associazione sovversiva; attentato contro la Costituzione; usurpazione di potere politico; attentato contro gli organi costituzionali e i diritti del cittadino; cospirazione politica mediante accordo e mediante associazione". 

       La denuncia                                                               

    In particolare, secondo l'avvocato Musu, con il singolare avvento di questo bizzarro governo tecnico, favorito da Re Giorgio Napolitano, si è realizzata – ai danni di tutti gli Italiani – un'usurpazione di fatto. Ovvero, si è violato il primo articolo della Costituzione Italiana, quello più importante di tutti – l'articolo basilare – che recita: "la sovranità appartiene al popolo". Come ribadisce, nel corpo della denuncia, la Musu, "Contenuto essenziale della sovranità di un popolo è dato dalla propria sovranità in materia di politica monetaria, economica e fiscale.  Svuotare un popolo e la sua sovranità di quello specifico contenuto significa, e comporta, privarlo della sovranità stessa, in quanto lo si priva della facoltà e del potere di determinare il proprio destino ed il proprio stesso "essere", compromettendone la sua stessa esistenza". 

      La sovranità appartiene… A chi?                         

    Napolitano, Monti e gli altri denunciati avrebbero pertanto "consegnato la sovranità del popolo italiano in materia di politica monetaria, economica e fiscale (…) e, con essa, la sostanza essenziale ed intangibile della sovranità popolare, nelle mani di organismi esterni alla Repubblica (quali Bce – una banca nella sostanza privata –  Sebc, Commissione europea: una élite di nominati, e non eletti), di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di ogni fondamento democratico e, tanto meno, repubblicano e senza che il popolo vi abbia mai manifestato espresso e formale consenso". Situazione davvero paradossale! Molti osservatori internazionali hanno addirittura coniato il termine nuovo e sconcertante di "nazismo bianco". Altri invece prospettano un ritorno dei fantasmi dello stalinismo più bieco ed asfissiante. Fatto sta che si tratta di un golpe!

      L'Italia s'è desta!                                                       

    Iniziativa coraggiosa, quella della Musu, che da ha subito trovato inaspettati e spontanei consensi tra migliaia di internauti di facebook – tra i quali la "crociata anti-politica" – e che   si sta rapidamente diffondendo a macchia d'olio.  Numerosi osservatori, concordi alla linea della Musu, hanno caldeggiato l'ipotesi di portare la questione davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Da notare, comuque, il grave silenzio mediatico che si è posato come un velo di polvere sulla straordinaria e sintomatica vicenda. Indice e segno inequivocabile dell'esistenza di un popolo consapevole – quello italiano – che vuol riprendersi la propria sovranità, e il proprio futuro! Malgrado tutto e tutti! 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

    Internet  –

    I passati poco noti del professor Mario Monti

    nell'azione dei precedenti governi italiani.

    Sul web (Facebook) sta spopolando da giorni un documento dalla portata dirompente, che riporta alcune informazioni completamente taciute dai media nazionali, relative al passato del professor Mario Monti, ed alle sue attività di "consulenza" nell'ambito dei precedenti governi. "Qui Europa", vista la portata del documento, e l'inconsueta e straordinaria mobilitazione che esso ha crato sulla rete, ha deciso – anche e soprattutto per amor di cronaca, ed in nome della libertà di espressione, sancita e tutelata dalla Costituzione – di pubblicare in forma integrale il documento medesimo. Ovviamente tutta la redazione di "Qui Europa" prende le distanze dai commenti alla notizia, rimettendo ogni responsabilità in merito alla portata dei medesimi, che pertanto ricade interamente sui relativi sottoscrittori di essi. Tuttavia, "Qui Europa", per amore alla verità di cronaca e colmando un vergognoso gap informativo che spesso caratterizza gran parte dei giornali e dei media di bandiera, e di respiro nazionale, ritiene sia giusto – a nome del suo direttore – pubblicare i contenuti integrali dello stesso.

    Il Documento proposto di seguito è integralmente

    reperito su Facebook – Di contenuto e rilevanza pubblici – Esso 

    non è frutto di alcuna elaborazione della redazione di  "Qui Europa"

    Quello che viene taciuto per

    evitare una sommossa

    "Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d'un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l'emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d'acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell'1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. "

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768757&codiciTestate=1&sez=hgiornali&testo&titolo=Lemme+lemme+la+Germania+si+sta+acquistando+la+Sicilia

    Si ripresenta, come una "zecca" appassionata dalla propria

    infezione, nel 1989 come "consulente esperto" del ministro

    del bilancio Cirino Pomicino:

    "… Eppure,il premier Mario Monti, chiamato a salvare l'Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992, erano i tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l'esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 "

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp preview=false&accessMode=FA&id=1747516&codiciTestate=1

    Ed ora, secondo voi, dal novembre 2011,

    chiamato quasi d'imperio da "o re" Napolitano,

    Monti Mario è advenuto a noi quale "nume tutelare"

    della nostra economia per un nuovo "cresci italia",

    o come "accabadora nazionale" per accompagnare

    nella via dell'"euro senza speranza" gli ultimi

    "singulti" convulsi e ferali della nostra italica dignità

    ed indipendenza ???

    "… In termini di Teoria dei Mass Media, sintetizzata, sarebbe questa la fase due dell’attuale governo italiano, quella succeduta al “Decreto salva-Italia”??? Si sono dimenticati di spiegare chi ha salvato chi (come, dove, quando e per quanto) e che il nostro baldo ragionier Mario Monti, a metà gennaio, ebbe la sfrontatezza di definire questa in corso come “la fase della crescita e dello sviluppo”.

    Stanno lanciando la moda della “sistematica

    produzione di falsi”.

    Avendo capito di non essere assolutamente in grado né di gestire l’attuale travaglio del paese, né tantomeno sviluppare delle idee creative per il bene comune della nazione, dando fiato all’economia, rilanciando gli investimenti e allargando l’occupazione aprendo il mercato del lavoro, il governo si dedica ormai sistematicamente alla produzione di falsi. Dimostrati e dimostrabili anche da un bambino."

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/04/il-governo-monti-dice-bugie diffondono.html