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  • The School of Darkness – 5 – Il viaggio in Europa

    The School of Darkness – 5 – Il viaggio in Europa

    Martedì, 18 settembre / 2018

    di Bella Visono Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Europa,  Nazismo,  Fascismo        

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 5°

    Capitolo 5° – Il viaggio in Europa

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella V. Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    School of Darkness - Bella Dodd - viaggio in Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quinto                                                         

    New York – di Bella V. Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3 – 4) – Dall’autunno del 1927 al giugno 1930, frequentai la New York University Law School e insegnai all'Hunter College, si trattò di un periodo in cui fui profondamente coinvolta nelle attività degli studenti nel mio college, del quale non fui solo insegnante ma anche consigliere di molti di loro, sia individualmente che nelle attività di gruppo. Come giovane insegnante, preoccupata dalle correnti conflittuali tra gli intellettuali, mi rivolsi a Sarah Parks per consigli e chiarimenti. L'insegnante che avevo ammirato da studentessa universitaria era coinvolta in polemiche sulle politiche salariali e promozionali del college. Allora quei temi non mi interessavano, perché amavo così tanto la mia posizione di insegnante che le polemiche sugli stipendi mi sembravano secondarie. Sarah invece era infervorata per le disuguaglianze di grado e di stipendio e per il suo bene cercai di interessarmi a queste cose. Fu un periodo in cui incontrai uomini e donne che seguivano idee e vivevano vite non ortodosse. Fu un periodo in cui l'amore per la letteratura, le arti e l'interesse per la rivoluzione russa divennero la scusa per lasciare casa e vivere in piccoli appartamenti angusti nel Greenwich Village. A quel tempo passavamo lunghe ore, notte dopo notte, seduti davanti ai camini in una soffitta del villaggio, parlando all'infinito. Sarah era stata una di noi, ma ora il suo coinvolgimento con la politica del college era sfociata in disperazione. Non ritenevo che la situazione giustificasse i suoi eccessi emozionali. Non sapevo che anch'io avrei seguito le sue orme. In quel momento sentii solo che tutto ciò che faceva nella sua vita la stava catapultando violentemente in un grande vuoto. Tendevo a ritirarmi dalla nostra stretta amicizia e a coltivare nuovi amici che costituivano le fondamenta che lei stessa aveva contribuito a stabilire.

     Il suicidio di Sarah Parks                                      

    Quando nel gennaio del 1928 si suicidò, fui gettata in una spirale emotiva. Mi sentii in colpa per non aver passato più tempo con lei. Pensavo di averla delusa. Ero amareggiata da quelli del college a cui si era rivolta per affetto e che, invece, le avevano chiuso la porta. La sua morte ebbe un profondo effetto su quelli tra noi che lei aveva influenzato. Sentivamo che Sarah aveva avuto il coraggio intellettuale di credere nella nuova nascente società collettiva, ma non l'audacia pratica necessaria per diventare un membro disciplinato del gruppo. Sentivamo che lei pensava come una collettivista, ma che combatté e visse come un’individualista e nella nostra impietosa analisi della sua vita, questo era stato il suo fallimento.

         Non ci rendevamo conto che la vita era diventata insopportabile per lei

                                    a causa del disordine del suo pensiero

                 che inevitabilmente l'avrebbe portata all'autodistruzione.

    Attenta a non continuare sulla strada che portò al suo suicidio, dovetti intraprendere una strada più lunga, più ingannevole ma parallela, fino all'annientamento. Mi rifiutai di tornare sui miei passi e riconoscere i miei errori. Non sapevo che questo avrebbe potuto portare solo disarmonia, confusione e sconfitta. Gli anni 1928 e 1929 furono pieni di confusione e bruttezza. Mi rifugiai sempre di più nella letteratura della disperazione. Provai a scrivere, ma scoprii che la mia confusione interiore si rifletteva sul mio lavoro. Per la prima volta nella mia vita guardai al futuro con apprensione. Nulla sembrava gratificarmi. Il mio lavoro presso la scuola di legge era mediocre. All'Hunter College le lezioni stavano diventando più impegnative e gli studenti che venivano da noi dalle scuole superiori non erano ben preparati. Il senso di dedizione all'apprendimento si stava affievolendo. Molti si iscrivevano all'università solo per adempiere il desiderio dei loro genitori, il desiderio moderno degli ignoranti determinati a far sì che i loro figli avessero un'istruzione universitaria. Ero consapevole del fatto che una massa crescente di giovani entrassero all'università quasi automaticamente dopo aver frequentato le scuole medie e superiori. Ero consapevole dell'abbassamento degli standard qualitativi. Si pensava poco al significato e allo scopo di un'educazione universitaria e praticamente non si pensava al ruolo delle libere università statali.

     In viaggio per il Vecchio Continente                     

    Durante la primavera del 1930 iniziai i corsi di Medina Cram e preparai l'esame per l'ammissione al New York Bar. Dopo la fine dell’esame chiesi un permesso di congedo dal college e con la mia amica Beatrice partii per l'Europa. In modo sciocco, speravo di trovare lì risposte che non trovavo a casa. Ero stanca e irrequieta. Volevo scappare da ogni senso di responsabilità. Ero giovane e volevo godermi la vita. Fu un viaggio ricco di nuove conoscenze. Grazie alla capacità di socializzare facilmente conobbi persone interessanti in ogni ambito della vita nei diversi paesi che visitammo. Fu in questo viaggio che incontrai il mio futuro marito, John Dodd. Atterrammo ad Amburgo. La trovai una città interessante, piena di marinai, scaricatori di porto, soldati. C'erano i nuovi benestanti con le tasche piene della ricchezza del paese. C'erano comunisti ovunque e in marcia, incontrandosi, cantavano. C'erano decadenti ed audaci locali notturni. C'erano anche vecchi ristoranti, vecchie case e chiese e altre testimonianze di un tempo ormai andato. Era una città di contrasti. Troppo spesso ci trovavamo al cospetto di tedeschi della classe media con facce smunte e tirate, pronte, quando notavano simpatia, a raccontarti i loro problemi. La cosa che mi colpii fu la loro perplessità. Non capivano né la causa della loro situazione, né dove stavano andando. Li guardammo e ascoltammo le loro storie. Ma eravamo americani pieni di dollari nelle borse, intenzionati a divertirci. A Berlino vedemmo più volti accigliati, smunti e, d’altra parte, più sfacciati sfarzi.

    Eravamo sconcertate dal degrado sessuale e morale ostentato nei locali notturni

                                   e presentato ai turisti di tutto il mondo.

    L'atmosfera della città sembrava carica come l'aria prima di una tempesta elettrica.

    Incontrai alcuni dei miei amici dell'Hunter College all'Università di Berlino ed avemmo l'opportunità di confrontarci su ciò che stava succedendo nei luoghi dell'apprendimento. Parlammo con studenti universitari e professori. L'università era dilaniata dai conflitti.

          Socialisti, comunisti, nazionalsocialisti si stavano combattendo a vicenda

         e congiuntamente si scagliavano contro chi si considerava conservatore,

             attaccato al proprio paese dall'amore naturale della propria patria.

     Nel degrado di Berlino                                                  

    Gli atti di violenza erano comuni nella città e nei dintorni dell'università. Ero consapevole del fatto che le questioni politiche fossero per loro una questione di vita o di morte. Ero anche consapevole del fatto che intellettuali, insegnanti, professori e scienziati fossero arrogantemente chiusi nel loro orgoglio e mancavano del desiderio interiore di svolgere un ruolo salutare nell'ora del bisogno del paese.

                                         Erano uomini di altissimo livello intellettuale,

                                 ma erano pronti ad attaccarsi alle forze della violenza.

                      Allora non mi resi conto, come faccio ora, che per quasi un secolo

    il mondo giudiziario tedesco era stato sottoposto a una sistematica despiritualizzazione

                         che poteva risultare solo nella disumanizzazione ora evidente.

           Ciò rese possibile il fatto che uomini così despiritualizzati avessero potuto servire

                            sia il potere nazista, prima, che il potere comunista, dopo,

                                                 con una lealtà ed efficienza spietate.

    In Germania discutevo spesso della crescente ondata di conflitti, ma su una cosa i professori e gli studenti erano d'accordo: il fascismo non sarebbe mai potuto venire in Germania. Era possibile in Italia, dissero, a causa della mancanza di istruzione generale, una cosa del genere non poteva accadere in Germania. Due istituzioni avrebbero impedito questo: le grandi università tedesche e il servizio civile tedesco. Quando, contrariamente alle loro dichiarazioni, accadde in Germania, le due grandi istituzioni che crollarono prima di tutte furono le università tedesche e il servizio civile tedesco. Dovevano servire il Fuhrer, ed era da loro che dovevamo imparare la lezione che l'istruzione in sé e per sé non è un deterrente alla distruzione di una nazione. Le vere domande da porre erano: che tipo di educazione? a quale scopo? con quale obiettivo? sotto quali standard?

     Via da Berlino… verso Dresda e Vienna                     

    Ero felice di lasciare Berlino, insistendo per un itinerario che non era nei nostri programmi. Fino ad allora mi ero rifiutata di passare molto tempo nei musei e nelle chiese, ma ora volevo andare a Dresda e vedere la Madonna Sistina (dipinto a olio su tela di Raffaello, databile al 1513-1514, e conservato nella Gemäldegalerie di Dresda – Ndt). Valeva la pena il lungo viaggio per vedere l'adorabile Vergine col Bambino e i cherubini ai loro piedi che sembravano dei piccoli allegri monelli. Il giorno che trascorsi a Dresda fu il mio più felice in Germania. Non vedevo l'ora di visitare Vienna. Fu una fortuna che Beatrice avesse parenti nella favolosa capitale degli Asburgo. Ma

      ancora una volta fummo colpiti dal dolore nelle facce bianche e smunte degli austriaci.

    Indossammo i nostri abiti più semplici per non offendere le persone incontrate. Volevamo andare all'opera, ma in un atto di rinuncia decidemmo di non farlo perché avevamo visto uomini e donne che amavano la musica stare fuori dal teatro dell'opera, mentre turisti e profittatori prenotavano i posti. Lo zio di Beatrice, che era stato consigliere finanziario nel regime di Francesco Giuseppe, ci intratteneva portandoci in alcuni famosi caffè. Mentre parlava della storia di Vienna, mi resi conto che amava profondamente la città, ma capii che essa stava morendo. Ci disse che aveva preso accordi per portare la sua famiglia in Uruguay.

                                   Ancora una volta fui colpita dal fatto che

              coloro i quali deploravano la perversione che aleggiava su di loro

            non avevano modelli per mobilitarsi e riprendersi. Erano spaventati.

       Avvertivano il senso del dolore del mondo e il desiderio di tornare al passato,

            ma non avevano la minima consapevolezza di dove stessero andando.

     Finalmente in Italia                                                       

    Dall'Austria andammo in Italia. Avevo atteso con malcelata eccitazione un ritorno alla mia terra natia. Mi aspettavo che il senso di non appartenenza che avvertivo d'improvviso sarebbe potuto svanire. Stavo contando su una trasformazione mistica. Attraversammo il confine e l'ispettore doganale frugò nel nostro bagaglio. Arrivammo a Venezia e andammo in un albergo con un nome tedesco.

           Cercai invano di trovare l'Italia che la mia memoria aveva custodito

                       e la mia immaginazione aveva abbellito, idealizzato.

    Venezia era una città altamente sofisticata, frivola, fragile, materialista. Era invasa da uomini in uniforme. Praticamente una persona su tre era un soldato. Andai al Duomo, ma non mi entusiasmò per i servizi. Era affollato da gente ben vestita, proveniente da tutte le nazioni. Fuori i mercanti trafficavano subdolamente con i ricchi turisti.

    La qualità spirituale e meditabonda dell'Italia che avevo molto apprezzato

     non si vedeva da nessuna parte e mi resi conto che non appartenevo più

                           al paese che avevo lasciato da bambina.

        Ora vedevo la prova tangibile del degrado della filosofia fascista.

    Come studente dell'Hunter College, nei primi anni venti, mi ero dichiarata antifascista in un periodo in cui non era di moda farlo. Era stata una dichiarazione emotiva contro quei compiaciuti membri della società che parlavano delle meraviglie che il fascismo aveva compiuto per l'Italia. Sentivo che erano più interessati agli orari dei treni e ai servizi igienico-sanitari che alla bellezza della sua cultura e all'anima della sua gente. Tuttavia, quando arrivammo a Firenze, scoprii che persino il fascismo non era in grado di corrodere i simboli incredibilmente belli del passato. Mi piacque molto ritrovarmi a Firenze. La delicata restrizione dei suoi paesaggi e della sua architettura sembrava riflettere il carattere delle persone stesse. Mi trovai in piedi nelle piazze pubbliche e osservavo i volti di quelli che passavano, colpita dal fatto che la commessa più semplice sembrava una delle modelle di Raffaello. Mi incuriosì sempre cogliere le diversità e la bellezza della cultura antica delle città italiane. Venezia era diversa da Firenze. Verona e Bologna erano un mondo a parte rispetto a Roma.

    Oggi, quando si parla così tanto e con cotanta adorazione di cultura di massa

       o ci si spaventa dell'accettazione dell’idea di un unico governo mondiale,

           guardo indietro alla gioia che promanava dalla cultura del passato

                                      di queste piccole città-stato

                e mi chiedo se l'arte e l'architettura dei nostri giorni

         raggiungeranno mai la bellezza di quella di quei tempi andati.

     Roma e la prova della rottura col passato                  

                                           Quando raggiunsi Roma

                     ero più interessata alle rovine dei templi classici

    che ai monumenti simbolo dello spirito vivente del cuore del cristianesimo.

                                             Era la prova di quanto io,

              attraverso la mia educazione e il mio perverso orgoglio mentale,

    mi fossi allontanata dal passato della mia stessa gente e dalla saggezza e sicurezza

                         accumulate in duemila anni di Cristianesimo

                e di come tali ataviche prerogative (smarrite – Ndt)

     avessero potuto salvaguardare i figli moderni di tutto l’Occidente.

    Guidai per miglia e miglia al sole caldo per visitare la tomba del poeta Orazio e passai ore alle Terme di Caracalla e presso altre rovine dell'antichità, e in una notte illuminata dalla luna guardai con ammirazione i livelli sfalsati del Colosseo avvertendo tutto il senso del tempo passato. Visitai il Vaticano e alcune chiese, ma la verità è che le visitai in gran parte per i loro inestimabili tesori artistici, cieca dinanzi al loro reale significato. A Roma il potere dello stato fascista era evidente ovunque e si coglieva soprattutto dall’impressionante numero di uomini in uniforme. All'improvviso pensai a mia madre e al suo disprezzo contadino per le forze armate. "Vivono tutti sulle nostre spalle", era solita dire. E ora pensavo all'Italia come a una dolorosa schiena che trasportava la vasta schiera di funzionari e soldati del governo. Avevo deciso di visitare la città in cui ero nata per vedere i miei genitori adottivi, con cui avevamo perso il contatto nel corso degli anni. Tuttavia, quando raggiunsi Napoli ci fu la notizia di un terremoto, quindi tornammo a Firenze e da lì nel sud della Germania per una breve visita.

     Ritorno a New York e adesione al Teachers Union    

    Successivamente Beatrice e io andammo insieme a Parigi, dove raccolsi la mia posta presso l'ufficio dell'American Express. Ruth aveva telegrafato: "Hai superato entrambe le parti dell'esame del Bar." Avevano scritto anche mia madre e mio padre: "Torna a casa, siamo soli senza di te". Sulla nave, di ritorno a casa, incontrai un gruppo di insegnanti di New York, che dissero di far parte dell'Unione degli Insegnanti. Ci catechizzarono sull’importanza di coinvolgere gli insegnanti all'interno del movimento sindacale e ci esortarono a far parte dell'Unione. Quando sottolineai il fatto che la loro unione abbracciasse in gran parte insegnanti di scuola pubblica e che non pensavo che gli insegnanti universitari avessero posto in quel contesto, i persistenti reclutatori mi assicurarono che i cervelli e gli organizzatori originari della Federazione americana degli insegnanti erano insegnanti universitari. Promisi di unirmi al sindacato come prova della mia volontà di partecipazione attiva alla causa della classe lavoratrice, anche se non pensavo che l'Unione potesse essermi di aiuto a livello personale. Al mio ritorno a New York andai alle riunioni della Teachers Union. Li trovai sconcertanti perché c'era tanta lotta e competizione intestina tra i gruppi che cercavano di ottenere il controllo del sindacato. Allora non capivo perché adulti intelligenti dovessero lottare così duramente per controllare un'organizzazione numericamente piccola e insignificante. Ero sorpresa di trovare i nomi di illustri professori come John Dewey e George Counts coinvolti nella polemica. Solo più tardi, quando compresi meglio la politica di sinistra, fui consapevole dell'importanza strategica del controllo di questa testa di ponte. (continua…).

    Bella V. Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     The School of Darkness – By Bella Dodd – PDF    

    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategi

    a di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

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    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

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    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

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    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

  • Ponte di Genova e Nave Diciotti: lo squarcio del velo

    Ponte di Genova e Nave Diciotti: lo squarcio del velo

    Giovedì, 30 agosto / 2018

    – di Roberto Pecchioli

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli,  Genova,  Ponte Morandi,  Nave Diciotti, Comunismo 

    Ponte di Genova e Nave Diciotti: lo squarcio del velo

    Italia parafulmine d'Europa senza sovranità monetaria

     

    di Roberto Pecchioli 

    DICIOTTI PONTE GENOVA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Corre la storia                                                            

    Genova – di Roberto Pecchioli Corre la storia. Esistono periodi in cui tutto sembra fermo, altri dove il movimento pare precedere il tempo e sfuggire alla comprensione. Le ultime settimane, in piene vacanze agostane, hanno prodotto un’accelerazione profonda, lasciato un solco significativo, segnato un prima e un dopo. Poco sarà come prima nel giudizio comune dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova e la vicenda della nave Diciotti della nostra Marina.  I fatti sono noti. Nel primo caso, un ponte costruito da soli 50 anni, unico mezzo di comunicazione tra le due parti della Liguria, proteso verso la Francia, si spezza e lascia sul terreno, dopo un volo spaventoso, oltre quaranta vittime, seicento sfollati, giacché quella struttura autostradale, gestita dal gruppo privato Benetton, posava direttamente sopra un quartiere popolare della città e minaccia di infliggere un colpo mortale all’economia di una regione che vive di turismo e di logistica dei trasporti.  Nel secondo, una nave italiana che incrociava nel Mediterraneo ha raccolto circa 180 eritrei i quali, all’arrivo a Catania, non sono stati sbarcati per ragioni di salute, sicurezza pubblica e per dare un ulteriore segnale di cambiamento nella politica nazionale dinanzi all’invasione di finti profughi provenienti dall’Africa con l’aiuto di imbarcazioni private ( le cosiddette Organizzazioni Non Governative) finanziate da chi organizza il traffico di esseri umani sotto la copertura di ragioni umanitarie. A seguito degli eventi catanesi, il ministro degli Interni in carica è indagato per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. Marcello Veneziani ha intitolato un suo magistrale intervento “difendere gli italiani è reato”.

     Il paradigma piddiota                                             

    Il maggiore partito di opposizione, il PD architrave del sistema da 25 anni sotto diversi nomi, ha mobilitato i propri dirigenti a Catania a favore degli stranieri, ma ha brillato per la sua assenza a Genova dinanzi alla tragedia di una grande città italiana che, per inciso, ha sgovernato per oltre 40 anni, come PCI prima, PDS, DS e PD poi. I pochi esponenti visti ai funerali sono stati accolti da salve di fischi impressionanti, che hanno lasciato sotto choc la povera (si fa per dire) deputata Pinotti, fascinosa signora del partito in città, ex ministro della Difesa, dunque responsabile diretta per anni dei movimenti della Marina Militare nelle acque del Mediterraneo meridionale. Un osservatore del calibro del professor Meluzzi, ex uomo politico, ha tuonato contro l’alleanza di fatto tra il potere mediatico (tutto dalla parte del vecchio sistema), l’apparato tecnologico di dominazione (il mondo della rete, di Facebook, Google, Silicon Valley) e le oligarchie finanziarie. Ha dimenticato, per l’Italia, il grumo di potere giudiziario che da un quarto di secolo tiene in scacco la politica, cercando attivamente non solo di influire sulle scelte generali, ma addirittura di riscrivere la storia della nazione degli ultimi 75 anni. In questa calda estate italiana, tuttavia, non solo i ponti crollano, ma si vanno sgretolando i muri di menzogne e falsificazioni innalzati dall’inizio degli anni 90, allorché, finito il comunismo (almeno così sostengono gli storici: in realtà il modello comunista sulle ali della globalizzazione si è intrecciato all'unisono con il liberal-capitalismo – sua fratello  speculare e monocefalo –   che ha invaso come un morbo tutte le nazioni, secondo quanto predetto dalla Madonna a Fatima – Ndr), gli Usa abbandonarono al loro destino il sistema potere basato sulla DC, il PSI, le partecipazioni statali, alcune grandi industrie e alcune banche d’affari (Mediobanca). L’esito è stato la svendita di gran parte della ricchezza nazionale attraverso privatizzazioni pilotate da un gruppo di potere interno legato a centrali estere anglo americane e francesi. I gioielli dell’economia, dell’industria, della ricerca, della finanza sono stati svenduti e solo oggi, dopo 25 anni si squarcia il velo, dopo la caduta di un ponte pagato con il denaro di tutti e affidato in concessione a un privato, Autostrade della famiglia Benetton, che ha guadagnato miliardi e reinvestito spiccioli nella manutenzione, senza alcun interesse per un piano infrastrutturale. Le condizioni della concessione stanno emergendo come scandalosamente contrarie all’interesse erariale e nazionale, una specie di patto leonino alla rovescia, in cui tutti gli oneri stanno dalla parte pubblica (la proprietaria!), tutti i vantaggi da quella privata. Sta venendo a galla un groviglio di interessi e di meccanismi, a partire del finanziamento dell’operazione, che sanno di tradimento del popolo italiano. Il governo ha finalmente battuto un colpo, impegnandosi a sottrarre la concessione al gruppo Autostrade. Lo stuolo di legali di alto livello messo in campo da lorsignori è capitanato da personaggi della politica e delle istituzioni di lunghissimo corso come Paola Severino e Giovanni Maria Flick. Ex ministri, ex membri della Corte Costituzionale giunti al rango di presidente, ex dirigenti di tutto. Personalità di altissima professionalità, ovviamente, ma, guarda caso, membri di quei centri di potere riuniti attorno a Romano Prodi, protagonisti delle privatizzazioni, delle modalità di adesione all’unione europea e di tutti gli eventi che hanno segnato la storia recente.

     Lo squarcio del velo                                                       

    Per la prima volta il velo si sta squarciando e una parte maggioritaria degli italiani comincia ad aprire gli occhi. Doveva cadere un ponte, uccidere innocenti, ferire a morte una regione intera, affinché diventasse patrimonio di verità la parola inascoltata dei pochi che hanno gridato per anni, vox clamantis in deserto, voce di chi urla nel deserto, come Giovanni il Battista. Complottisti, mentitori, estremisti per un quarto di secolo, adesso risulta che avessero ragione. Un’inchiesta di questi giorni, a proposito della privatizzazione delle banche pubbliche che controllavano tra l’altro Bankitalia, ipotizza che siano state cedute a un decimo del valore reale. Dovremmo citare la Sme, la chimica, l’Enel, l’agroalimentare, l’abbandono folle della siderurgia (chi fornirà i materiali per il nuovo ponte in acciaio?), un elenco talmente lungo da occupare pagine intere. A cose fatte, a Italia fatta a brandelli, venduta, regalata, offerta al minor offerente, veniamo a sapere che i protagonisti sono ancora in sella, alcuni ai vertici delle società private che hanno smantellato da boiardi pubblici e da politici infedeli. Eppure Mani Pulite venne fatta passare come una benefica operazione contro la corruzione, che c’era, eccome e chi la denunciava anche allora era sbeffeggiato, perseguitato, deriso. I corruttori- l’industria, l’economia, la finanza – vennero fatti passare per vittime, sia pure ben disposte ad aprire il portafogli. Il popolo applaudì, voltando le spalle al sistema che, pur tra mille difetti e gravissime ombre, aveva comunque accompagnato la ricostruzione dopo la tragedia del 1945. Ebbero un sacco di colpe, ma non smantellarono il buono costruito prima di loro (l’Iri e il sistema bancario) e, attraverso uomini come Enrico Mattei – ucciso nel 1962 – Adriano Olivetti e tanti altri, portarono l’Italia all’avanguardia. Ciò che lascia la classe dirigente dell’ultimo quarto di secolo è un cumulo di macerie il cui simbolo è il ponte spezzato che scavalcava la valle del Polcevera, un’opera che in mezzo secolo è stata muta testimone della penosa deindustrializzazione di una delle città simbolo della storia nazionale. Non abbiamo idea se le cose cambieranno nella sostanza, il sistema è fortissimo e, come ci ha spiegato Alessandro Meluzzi, ha in mano l’apparato mediatico, quello tecnologico e controlla il denaro. Per la prima volta, però, è chiaro che non ha il favore della gente, la cui collera non è ancora esplosa, siamo piuttosto allo sconcerto e all’indignazione, ma adesso il bimbo della fiaba che rivela la nudità del re viene creduto.

     Il caso Diciotti                                                                    

    Negli stessi giorni, è esploso fragorosamente il caso dei migranti eritrei portati in Sicilia non da una nave delle ONG, ma dalla nostra Marina. In un suo modo rozzo ma efficace, Matteo Salvini ha dimostrato nelle settimane scorse che l’invasione non è un dato di natura cui non ci si può opporre. Orrore e fastidio di chi comanda e dei fiancheggiatori prezzolati (stampa, TV, clero, membri della cupola culturale). Silenzio e orecchie da mercante da parte delle istituzioni europoidi, i cui gerarchi sono indifferenti a tutto fuorché agli interessi delle lobby che li hanno scelti e garantiscono loro privilegi e reddito da nababbi. E’ chiaro anche ai ciechi che nessuno vuole gli africani ma tutti si vergognano a dirlo. Si rifugiano allora nelle frasi umanitarie, nell’indignazione a tariffa, nella retorica di maniera. L’Italia si arrangi, colpa sua se è uno stivale incastrato in mezzo al Mediterraneo. Maggiore comprensione merita la Spagna, che getta fuori con le spicce migliaia di persone, e ne ha pieno diritto, ma può farlo senza suscitare l’ira di Bruxelles perché i suoi governi da anni eseguono i compiti finanziari assegnati dall’oligarchia per salvare le banche esposte con la zoppicante economia iberica. Può chiudere la frontiera Emmanuel Macron, il socio di minoranza della Germania & Francia spa, caro a Jacques Attali, ai Rothschild e al mondo bancario. Può anche sforare il comico parametro del 3 per cento perché la Francia non va, fare un piano per mandare a casa 50 mila statali e continuare a spendere il 54 per cento del PIL nel settore pubblico.  Una Francia che sarebbe letteralmente in braghe di tela, nonostante gli acquisti in Italia a prezzo di saldo, se non contasse con la rendita da signoraggio dell’emissione e del controllo del Franco dell’Africa Centrale, valuta di ben 14 stati, saldamente nelle mani di Parigi. Noi no, non possiamo fare nulla, e se tentiamo di difendere i confini, a mali estremi, estremi rimedi. Entra in scena un altro pezzo dell’Italia di potere, l’inquirente che indaga Salvini, probabilmente nella speranza di far saltare il patto di governo giallo blu tanto inviso ai “superiori”. Comunque vada l’iniziativa giudiziaria, è un enorme sasso in piccionaia. Un politico esperto, Gianni Alemanno, reagisce denunciando la procura agrigentina per attentato alle libertà politiche. Anche in questo caso, almeno si è fatta chiarezza. Gli schieramenti sono più netti, nessun vacanziero può dire di non aver visto e di non aver capito. Falliscono uno dopo l’altro i vertici europei sull’immigrazione per varie ragioni. Due ci sembrano decisive: l’oligarchia non può ammettere apertamente di essere dalla parte dell’invasione per timore di reazioni popolari; i governi non vogliono accogliere altri immigrati per l’ottimo motivo che non possono. Mancano le risorse, è sfumato il consenso sociale, lo dimostra la Germania e la stessa Svezia che sta per attribuire un grande successo elettorale ai partiti anti immigrazione ed euroscettici, la Francia in cui Macron è in difficoltà serie dove ogni giorno avvengono mille aggressioni, per lo più da parte di immigrati o di “nuovi francesi”.

     Parafulmine Italia                                                               

    L’Italia diventa così, per motivi geografici e per antica subalternità, il parafulmine di tutto. Il capo del governo ha fatto balenare l’ipotesi di non votare il bilancio dell’Unione e si sono aperte nuove cateratte. La voce dell’Italia interessa solo quando è accompagnata da assegni di decine di miliardi, quelli che conferiamo al bilancio comunitario e gli altri che regaliamo al Meccanismo Europeo di Solidarietà. Se poi il ministro Di Maio ipotizza di bloccare i pagamenti, apriti cielo. Un commissario europoide, un signore non eletto da alcuno, ma catapultato ai vertici per la sua appartenenza a certi ambienti, Guenther Oettinger, tedesco non per caso, ci rammenta che pagare è obbligatorio e tacere assai apprezzato. Contesta anche le cifre, non sarebbero 20 i miliardi (nostri) in ballo, ma 16 o 17. Chissà se ha messo nel conto quanto versiamo quasi quotidianamente per dazi all’importazione, che si chiamano “risorse proprie dell’Unione”, di cui possiamo trattenere solo il 20 per cento come aggio per le spese di riscossione e mantenimento della struttura tributaria, nonché la parte di IVA – che pure è un’imposta nazionale – che versiamo ai signori di Bruxelles. La storia corre, però, nulla è immodificabile, neppure l’Unione Europea, neanche i suoi trattati fatti apposta per sottrarre sovranità a popoli e Stati e impedire azioni di revoca. Corre anche nell’ambito dell’immigrazione, che è percepita come invasione e non è più un tabù. Marcia veloce anche nell’economia, ove la parola nazionalizzazione non è più vietata dai sacri testi liberisti e diventa un’opzione da discutere in libertà. Un piccolissimo esempio riguarda il ponte Morandi: per il concessionario privato la manutenzione è un costo, per lo Stato proprietario dell’infrastruttura sarebbe un investimento. Con il ponte stanno cadendo molti calcinacci. Il muro del mercato è il più resistente. L’impegno del governo dovrà essere quello di mostrare volontà di sviluppo, equilibrio e capacità di controllo del paese, decisione nella discussione del bilancio UE. Se ci riuscirà, gli “spiriti animali” si acquieteranno, anzi si schiereranno dalla parte di chi, in un modo o nell’altro, può farli guadagnare. Spezzare i monopoli privati potrebbe essere operazione gradita a settori ampi del mondo affaristico. Non sono pochi i soggetti tagliati fuori dal monopolismo dominante dagli anni 90 che potrebbero essere indotti a investire in Italia; esiste già il piano di Paolo Savona sugli attivi di bilancio al netto degli interessi sul debito. Quanto all’immigrazione, la voce assordante che sale da gran parte dell’opinione pubblica chiede che sia regolata, ricondotta alle necessità reali, ove esistano, venga ripristinata la legalità nei buchi neri in cui troppi ospiti sgraditi e non richiesti la fanno da padroni. Se esiste un clima sfavorevole agli stranieri, la migliore soluzione è ripulire l’immigrazione da due piaghe, la clandestinità e la malvivenza. Ce ne saranno grati per primi i tanti stranieri per bene che non vogliono essere confusi con i farabutti e meritano il nostro rispetto. L’operazione giudiziaria conto Salvini sembra un ballon d’essai, un tentativo proveniente dagli stessi ambienti interessati alla riscrittura giudiziaria della storia nazionale. In questi giorni tocca rivalutare persino Silvio Berlusconi, che poco ha fatto per cambiare le cose, finendo per diventare un elemento di stabilizzazione del sistema, ma che ha subito un attacco giudiziario ben al di là dei demeriti suoi – molti- e di chiunque altro. Come ha fatto questa nostra Patria a ridursi così? La storia corre, ma dovrebbe andare alla velocità della luce per recuperare trenta, quarant’anni devastanti. Da oggi, però, dopo il crollo del ponte e la paradossale vicenda della nave Diciotti, gli italiani sanno molto più di prima, alcuni hanno capito. Tocca a loro, tocca a noi, se vogliamo tornare protagonisti. Nella corsa, chi si ferma ha perduto.

                        Necessita impadronirsi delle nostre sovranità,

    ma senza sovranità monetaria e proprietà popolare dei valori monetari,

          nessun'altra sovranità sarà mai possibile, perché tutte sono

         subordinate e collegate alla prima, come in un grande domino

                                                            (Ndr)

     

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    Domenica, 26 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, internazionalismo, Roosevelt, Legge  

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 4°

    Capitolo 4° – La via dell'indottrinamento

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - THE SCHOOL OF DARKNESS - 4

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Quarto                                                         

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess" a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – 2 – 3) – Quella Primavera del 1926 ebbi un programma d'insegnamento completo da matricola, di quindici ore settimanali, in scienze politiche. Le classi erano numerose ed eravamo piuttosto sacrificati per lo spazio. Il dottor Dawson, presidente del dipartimento, un virginiano, fu il mio insegnante in tutte le lezioni in scienze politiche che seguii. Conoscevo il suo temperamento e i suoi metodi. Era un gentiluomo educato, il cui metodo di insegnamento era insolito, perché indirizzava semplicemente i suoi studenti in biblioteca e gli diceva di leggere. In classe non si entusiasmava mai, né esprimeva opinioni appassionate. Aveva insegnato a Princeton quando Woodrow Wilson era presidente lì. Era un democratico wilsoniano e sosteneva acriticamente Wilson e la Società delle Nazioni e credeva che la Corte Internazionale dell'Aja fosse l'inizio della stabilità internazionale. Era un propagandista persuasivo su tali realtà e sosteneva un nuovo sistema di gestione delle città, nonché primarie dirette e budget per i dirigenti. Non ebbi difficoltà ad accettare le sue convinzioni e a renderle mie. Mai una volta affrontammo i temi critici afferenti al governo; le nostre chiacchierate erano formali e superficiali. Ero una delle sue studentesse preferite perché mentre molti studenti si applicavano poco quando i docenti davano ampli margini di azione, io mi buttavo anima e corpo in infinite ore di lettura in biblioteca, studiando specialmente le opere di Tocqueville, Lord Bryce e Charles A. Beard, che fecero crescere il mio interesse per il governo americano e il mio apprezzamento per i fondamenti della Costituzione. Forse, perché il Dott. Dawson era della Virginia, riuscimmo ad ottenere di più di quanto non fosse accaduto negli altri stati, in merito al riconoscimento di diritti.

     La via dell'attivismo politico                                      

    Ero un'insegnante anch'io, ma non avevo una chiara visione degli obiettivi dell'insegnamento. Non sapevo cosa aspettarmi dai miei studenti. Perciò cercai di stimolarli, di farli pensare e discutere su questioni pubbliche, per prepararli all'azione nella società di domani. Volevo che imparassero attraverso l'esperienza pratica e attraverso il libro di testo. Ruth Goldstein, Margaret Gustaferro e io diventammo assistenti del Dottor Dawson. Nel 1926 la valanga di matricole trovò il college impreparato. Le strutture erano inadeguate. Noi tre tenevamo lezioni contemporaneamente in diverse sezioni dell'auditorium ed eravamo intimi amici. Lavoravamo insieme sviluppando i contenuti della programmazione dei corsi, le bibliografie e nuove tecniche d'insegnamento. Eravamo tutti iscritti alla Columbia University per la specializzazione in Scienze Politiche. A quel tempo molti professori stavano orientando il loro insegnamento verso una via non politicamente corretta nota come "muckraking" (controinformazione – Ndt).

                          Alcuni professori sostenevano pubblicamente che la guerra

              non era stata combattuta per rendere il mondo sicuro per la democrazia

    e che la Germania era stata strapazzata dal Trattato di Versailles. Fu anche il tempo in cui i professori della Columbia, appena tornati dalla London School of Economics e dal Brookings Institute, scoprivano e sperimentavano l'importanza dell'attivismo partitico e della politica pratica. Alcuni stavano iniziando ad arruolarsi nelle compagini impegnate nelle battaglie politiche locali. Questi inviarono (in missione – Ndt) gli studenti in città, nei condomini, spronandoli a suonare ai campanelli tra un piano e l'altro, per insegnare loro il processo democratico attraverso una ricerca vera e propria (pragmatica – Ndt).

     L'enzima necessario per il progresso!?                     

    Entrammo in questo nuovo tipo di attività sperimentale con entusiasmo. Selezionammo i capi politici locali con antico cinismo e poi iniziammo a spingerci nei club politici per imparare ancora di più questa affascinante professione. Uno dei miei corsi alla Columbia quell'anno ebbe ad oggetto uno studio del Senato degli Stati Uniti e dei suoi poteri per il trattato. Alcuni professori si domandarono perché mai Lindsey Rogers, considerasse questo argomento così importante da dedicargli un intero corso. Passarono solo sei anni dalla decisione afferente ad un trattato relativo agli uccelli migratori dello Stato del Missouri contro l'Olanda, e il modello della legge sui trattati non era ancora chiaro a molti. Rimasi affascinata da questo argomento. Fiorirono nuovi corsi quell'anno e giunsero nuovi professori, tra cui Raymond Moley, sia pur non ancora all'altezza del genio di Roosevelt. C'erano fermenti nell'ambito della libertà di stampa e di opinione.

                                          Noi giovani eravamo incuriositi dalle possibilità

                            di partecipazione al controllo governativo e dai diversi mezzi

                                                    per raggiungere questo obiettivo.

    Attraverso il nostro entusiasmo trasmettevamo ai nostri studenti dell'Hunter ciò che avevamo appreso. Sfidammo il pensiero tradizionale che avevano portato al College. Invitammo anche le ragazze ad essere attiviste politiche nei club. Presto i leader politici iniziarono a consultare l'Hunter per orientarsi su quale fosse la strada migliore per avviare i "bambini" alla politica. Noi non fermammo tutto ciò! Li inviammo a coppie per visitare tribunali e prigioni, assemblee legislative e istituzioni. Quando uno studente socialista chiese se i gruppi potevano visitare anche i club socialisti, noi accolsimo favorevolmente il suggerimento. Li incoraggiammo a mescolarsi con tutti i gruppi.

        In poco tempo ci convinsimo del fatto che non ci sarebbe stato progresso

                                          se non ci fossero stati dei radicali.

    Nei giorni che seguirono dalla promozione di tali slogan con cotanta disinvoltura, avemmo molte occasioni per constatare come l'aver catalogato tali persone come "giuste" (di "sinistra") rispetto ai seguaci di qualsiasi altra ideologia, avesse portato a una maggiore confusione nella vita americana. Sembrava tutto così semplice e giusto. Usando questo modello schematico mettemmo i comunisti a sinistra e poi li considerammo liberali avanzati, dopodiché fu facile considerarli come l'enzima necessario per il progresso.

                              I comunisti usurpano la posizione della sinistra,

            ma quando li si esamina alla luce di ciò che rappresentano realmente,

                 nessuno può vederli davvero come un tipo retto di reazionari

                   e il comunismo appare come il balzo indietro più reazionario

                                   nella lunga storia dei movimenti sociali.

                 Un qualcosa che cerca di cancellare in un modo rivoluzionario

                                     duemila anni di progresso dell'uomo.

    Durante i miei tredici anni di insegnamento presso l'Hunter dovetti ripetere questa falsità semantica molte volte. Non vedevo la verità sul fatto che le persone non potessero nascere "giuste" o "di sinistra" né potessero diventare "giuste" o "di sinistra" se non educate sulla base di una filosofia che fosse così scrupolosamente organizzata e allusiva come il comunismo.

     Indottrinare gli studenti sul "collettivismo"         

    Fui tra i primi rappresentanti di un nuovo tipo di insegnanti che avrebbero dovuto popolare in gran numero le università della città. Il marchio del decennio era su di noi. Con gli studenti eravamo sofisticati, intellettualmente snob, ma di solito feticisticamente "democratici". È vero che capivamo gli studenti meglio di molti insegnanti anziani; la nostra solidarietà con loro era parte del nostro essere. Durante i pomeriggi e le sere continuai il mio lavoro alla Columbia. Studiai "The Rise of Nationalism" di Carlton J. H. Hayes. Studiai in maniera approfondita A. A. Berle e Gardiner Means che trattarono delle duecento corporazioni che controllavano l'America alla fine della prima guerra mondiale. Lessi ampiamente sull'imperialismo e iniziai ad essere critica nei confronti del ruolo che il mio paese stava giocando. Scoprii la John Dewey Society e la Progressive Education Association. Mi resi conto del significato popolare di frontiera sociale. Ripetevamo con disinvoltura di aver raggiunto l'ultimo dei nostri confini naturali e che i nuovi confini da ricercare sarebbero dovuti essere sociali.

    Ci fu detto che in un prossimo futuro il mondo – ed in particolare il nostro Paese –

                              sarebbe andato verso una società collettiva,

            e nell'insegnare agli studenti bisognava prepararli per quel giorno.

    In risposta allo studio di quell'anno, afferente alla storia americana, alla politica nazionale e all'esperienza diretta nella politica locale, mia e dei miei studenti, iniziai a fare a pezzi gli studenti appartenenti a gruppi pubblici rispettati – impegnati nella chiesa, nella carità e in altre organizzazioni similari – che stavano cercando di migliorare la società secondo metodi antiquati. Ora mi rendo conto come questo approccio ebbe un effetto distruttivo su di me, ma ebbe un effetto ancora peggiore sui miei studenti più sensibili.

                                 Se avessero seguito il mio insegnamento

                            a loro non sarebbe rimasto nulla in cui credere.

                    Avevo cercato di sondare i loro vecchi modi di pensare

                      e non avevo dato loro nessuna nuova via da seguire.

                                  La ragione era semplice: non ne avevo!

                        Perché davvero non sapevo dove stavo andando.

    Più tardi, quando nel Partito Comunista incontrai uno di questi miei ex studenti, ebbi sempre la sensazione di essere stata responsabile per il suo modo di vivere; fu attraverso di me che essi avevano accettato questa fredda, dura fede con la quale vivevano. Nel 1926 non pensavo minimamente ai comunisti, tranne per il fatto di non averli preclusi come soluzione ai problemi. Mi stavo solo convincendo che bisognava fare qualcosa per aiutare ad ovviare gli errori nel mondo. Enfatizzavo i miei discorsi perché ero in collera verso coloro i quali si arricchivano senza lavorare e verso coloro i quali mostravano indifferenza verso il problema della riduzione della crescente miseria dei proletari.

     Influenza sul sistema educativo rivoluzionario russo 

    Accanto a ciò, ovviamente nei miei giorni ci furono momenti leggeri di spensieratezza. A volte, in quel tempo di proibizioni, ci incontravamo per chiacchierare e andavamo alle feste; a volte andavamo nei bistrot. Una volta portai una delle docenti più anziane dell'Hunter ad uno "speakeasy" (bar clandestino all'epoca del proibizionismo – Ndt), in parte per svago ed in parte per cortesia, pensando di mostrargli quella realtà. Bessie Dean Cooper visse la serata in relax. Era una vecchia signora robusta che insegnava Storia e dava brio all'intero dipartimento. I suoi undici gatti erano una leggenda. Quella sera mi chiese se avesse potuto lasciare uno di loro da me mentre partiva per l'Europa; gli amici stavano prendendo il sopravvento. Diedi la mia disponibilità e consegnai il gatto a mia madre, insieme al cibo, alle medicine, alla coperta, al cuscino del gatto e ad attente raccomandazioni. Mia madre diede un'occhiata a tutto questo armamentario e disse brevemente: "nutro i gatti come gatti!", e lo fece finché la padrona non fosse tornata. Alcuni anni dopo Miss Cooper si ritirò dall'Hunter e portò con sé gli undici gatti per andare a vivere in Costa Azzurra. Spesso, durante questo periodo, andavo al Teachers College della Columbia. Mi colpii sempre il gran numero di insegnanti, provenienti da quasi tutti gli stati dell'unione. Li osservavo mentre si radunavano attorno agli alberi che portavano gli stendardi dei loro stati.

                                                 Anch'io mi resi conto

          quale potentissimo effetto  avesse potuto avere il Teachers College

                       sull'educazione americana con migliaia di insegnanti

             protesi ad influenzare la politica nazionale e l'opinione pubblica. 

    Quell'anno appresi che George Counts, un collaboratore di John Dewey (filosofo e pedagogista statunitense neohegeliano – Ndr), come lui filosofo e teorico dell'istruzione, era andato in Russia. Lui, naturalmente, era stato lì prima. In effetti, aveva istituito il sistema educativo per il governo russo durante il periodo rivoluzionario. Aveva tradotto il sillabario russo in inglese e desiderava che gli insegnanti americani lo studiassero attentamente, promettendo un rapporto sulle scuole russe al suo ritorno.

     L'enfasi per l'internazionalismo                                 

    In quel periodo fui influenzata da molte istituzioni nel campus della Columbia nel corso delle lezioni alle quali partecipai. Divenni ospite frequente all'International House, alla quale fui invitata per la prima volta da uno studente di economia delle Filippine. Lì incontrai un gran numero di persone, Albert Bachman del dipartimento di francese, che aveva insegnato alla scuola di Tagore in India e che mi fece conoscere i bei studenti del Punjab, come me giovani e pieni di idee. Si creò un clima di uguaglianza e tolleranza, nella speranza che un mondo migliore sarebbe potuto nascere per mano di giovani di tutte le nazioni; un mondo in cui tutti gli uomini avessero potuto vivere e lavorare in libertà. Non eravamo consapevoli della stretta rete di potere che stava preparando il terreno per plasmare le nostre opinioni. Quell'estate ebbi la prima opportunità di confrotarmi con persone di altri paesi e di imparare come anche loro nutrissero il desiderio appassionato di migliorare i propri paesi e il mondo.

         In quest'humus iniziai a provare il desiderio di essere un cittadino del mondo.

         Era un desiderio che rendeva facile e naturale per me accettare il comunismo

                                    e la sua enfasi sull'internazionalismo.

    In merito al passato, quando avvertivo un senso di rimpianto per quello che stavo lasciando alle spalle, l'ignoravo. Accettavo il presente con tutto il suo egoismo indiretto, ma non potevo davvero adattarmi ad esso. Sempre più volevo parlare e agire solo in termini di futuro, di un futuro che non avrebbe conosciuto la corruzione del presente. Mi deprimeva che le persone vicine a me avessero potuto adattarsi ad una simile realtà. Le persone che non conoscevo, la grande massa di esseri umani sconosciuti, iniziarono a risvegliare in me un acuto senso di parentela.

                            Iniziai a trasferire i miei sentimenti personali

                   a questa massa sconfitta assolutamente sconosciuta.

             E così avvenne che cominciai a cercare la mia casa spirituale

                                         tra i diseredati della terra.

    Un insegnante non può fare a meno di trasmettere ai suoi studenti qualcosa di ciò in cui crede, ed io so di aver fatto molti danni. Ma la grazia salvifica nel mio insegnamento distruttivo di quel tempo constò nel fatto che nei miei rapporti interpersonali con gli studenti

    conservai in me qualcosa dell'essenza di ciò che Dio aveva voluto che io fossi:

                                               una donna, una madre.

    Amavo i miei studenti, tutti loro, i noiosi, i deboli, i forti, i conniventi, i contorti. Li amavo perché erano giovani e vivi, perché erano in procinto di realizzarsi e non erano stati ancora omologati nei target di una società cinica o da un potere connivente. Insegnare fu sempre la mia passione, perché nel farlo c'era un rinnovamento continuo, e in quel rinnovamento c'era sempre la promessa di quella freschezza che ci avvicinava alla perfezione. Per me le matricole erano sempre una piacevole sorpresa. Arrivavano all'università con grande determinazione e un senso di dedizione verso l'apprendimento; essi non erano ancora condizionati da considerazioni pragmatiche in merito ai posti di lavoro o alla carriera, non essendo ancora costretti ad adattarsi allo status quo. Erano come gli accoliti che stanno imparando il rituale. Se avessi potuto, durante quegli anni, avrei pregato intensamente per la conservazione di questa fiamma nei miei studenti. Quella fiamma c'è sempre ed è in tutti loro! Ma se in seguito esplode in un incendio che distrugge, o sfarfalla nel nulla, dipende in gran misura dagli insegnanti e dagli obiettivi e dalle norme che essi trasmettono.

     Non c'era ordine nella mia vita!                               

    Durante i miei primi due anni di insegnamento trascorsi infinite ore nella biblioteca della Columbia e nella sala 300 della biblioteca pubblica di New York. Per la mia dissertazione del master scelsi l'argomento: "Il Congresso è uno specchio della nazione?" Il mio lavoro non portò ad alcuna conclusione. In effetti, quando lo lessi in forma dattiloscritta,

                        ebbi l'infelice sensazione che il Congresso fosse un pò

    come quegli specchi di Coney Island che ora allargano, ora restringono il reale.

    Durante il mio lavoro lessi centinaia di brevi biografie nel Direttorio congressuale, dalla fondazione della Repubblica fino ad oggi, e trovai uno schema ripetuto molte volte: quello degli uomini che trovarono riscatto dalle loro umili origini e che lottarono per acquisire un'istruzione. Rimasi impressionata dal numero di coloro i quali dopo la scuola si iscrissero alla facoltà di giurisprudenza e successivamente entrarono in politica. Io stessa diventavo sempre più intollerante verso gli studi astratti, perché ciò sembrava non condurre da nessuna parte. Odiavo l'enfasi posta dal sistema scolastico sulla laurea. Un titolo era necessario per ottenere determinati lavori e un dottorato di ricerca; era essenziale per una promozione e un aumento del salario. Misi in dubbio il valore di molte dissertazioni conservate negli archivi. Gli argomenti scelti per le dissertazioni sembravano sempre più irrilevanti. E la mia ansiosa gioventù era desiderosa di significato, contenuto, partecipazione. Non mi rendevo conto di quello che ora so, e imparai a comprendere attraverso molti tumulti di spirito, che il senso di tutto era dentro di noi e che veniva dall'ordine. Non c'era ordine nella mia vita. Non avevo schemi con cui organizzarlo. Sentimenti ed emozioni mi commossero e sperimentai come quell'accumulo di conoscenza non mi portasse gioia di vivere.

     Il ritorno in campagna                                                

    Dopo aver consegnato il mio elaborato e aver conseguito il titolo di Master of Arts nell'estate del 1927, Ruth Goldstein e io, entrambi stanche per il duro lavoro, decidemmo di prendere un cottage per l'estate e andarcene da New York. Così, con Beatrice Feldman, una matricola dell'Hunter College, fittammo una casa sul lago Schroon, nell'Adirondack. Ero felice di tornare in campagna. Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse la terra finché non mi ritrovai lì. Alcuni anni prima la nostra casa era stata demolita, presa dalla marcia del progresso. Durante i miei anni spesi all'università e nell'insegnamento, la vita della comunità attorno a Pilgrim's Rest era cambiata molto. Al posto del paesaggio svanito della mia infanzia c'era ora una comunità vivace, con palazzi e sottopassaggi. Dovemmo abbandonare la nostra vecchia casa perché fatiscente e non valeva più la pena ripararla. La proprietà fu venduta, la casa abbattuta e la terra divisa in lotti edificabili. A Schroon Lake, Ruth e Beatrice e io restammo da sole per molti giorni. I nostri amici venivano a trovarci nei week end e il nostro cottage si riempiva. Avevamo libri ma non leggevamo molto. Passavamo ore al lago, e a volte Ruth e Beatrice giocavano a tennis e a golf mentre io sedevo sull'erba a guardarle. Parlavamo spesso fino a tarda notte, discutendo di molti argomenti: delle teorie di John Dewey e Justice Holmes, della filosofia dell'educazione e ci ponevamo domande pratiche sulla vita, sull'amore e sul matrimonio. Discutevamo sul valore di molte delle cose che i nostri genitori avevano accettato senza farmi problemi o domande. C'è qualcosa di idilliaco in un gruppo di giovani che non cercano niente l'uno dall'altro, tranne la compagnia. Per me, che avevo visto la mia famiglia disintegrarsi, questo era come un nuovo tipo di famiglia. Ovviamente non ero l'unica ragazza che aveva visto i membri della propria famiglia prendere direzioni diverse, e neppure l'unica che stava diventando parte di una  famiglia sociale di persone affini.

     Unità e tradizione                                                         

    Era un periodo in cui nelle metropoli le grandi case familiari andavano scomparendo e i monolocali stavano diventando popolari.  Prima di allora, indipendentemente dal grado di povertà della famiglia, non si erano mai viste case con meno di tre o più stanze. Ora la cucina era finita in una piccola alcova, il letto nascosto in un armadio, e i vivevi in ​​una stanza moderna, a volte elegante e grande, ma pur sempre una stanza. Il matrimonio per il proletariato intellettuale divenne il processo di convivenza con un uomo o una donna in quartieri così asfissianti che la liberazione e la soddisfazione dovevano essere trovate fuori dalla casa, per timore che i muri di una stanza soffocassero gli abitanti. Uno degli eventi più piacevoli di quell'estate negli Adirondacks fu incontrare i Finkelstein, Louis e Carmel, ei loro figli, una graziosa bambina, Hadassah, e un bambino di nome Ezra. Carmel proveniva da una distinta famiglia inglese e parlava con un accento affascinante. Pensai di primo acchito che lei e sua figlia sembrassero personaggi venuti fuori dalla Bibbia. Il dottor Louis era un rabbino del Bronx e aveva il volto di un apostolo. Spesso i suoi fratelli "Hinky" e Maurice venivano a trovarli e mi piaceva ascoltarli mentre parlavano insieme, prendendosi allegramente in giro l'uno con l'altro. Li trovai interessanti perché non solo erano colti e profondamente interessati alle arti e alla filosofia, ma erano anche uomini di affari pratici che capivano la politica. La mia amicizia con i Finkelstein continuò per anni. In loro trovavo l'affinità e il calore di una famiglia, strettamente unita e determinata a stare insieme, impermeabile alle influenze corrosive di una grande città industriale. Mi chiesi perché le altre famiglie che conoscevo non avevano questa capacità di essere unitE.

      Sentivo che la stabilità familiare era in gran parte dovuta alla cura delle tradizioni,

    al continuo rinnovarsi dei ricordi del passato che includevano la loro amicizia con Dio

                                               e una lealtà illimitata l'uno all'altro.

    Una sera, quell'estate, rimasi a casa con i bambini. Dopo un pò di tempo vidi che Hadassah, che stava cercando di andare a dormire, aveva iniziato a piangere senza una ragione apparente. Era una bambina distaccata e pensavo che non le piacesse, ma ora mi lasciava tenere la mano mentre parlavo tranquillamente per consolarla. Era ovvio che non sapevo perché stesse piangendo, ma quando guardò verso di me, i suoi occhi scuri pieni di lacrime sembravano più vecchi di quelli di una bambina; c'era una strana paura nel modo in cui si sedeva vicino a me e piangeva. Quando finalmente si addormentò, tenendomi ancora la mano, mi sedetti ed avvertii una strana sensazione, come se avesse pianto per un lungo passato, come se duemila anni fossero stati solo una notte.

     Una pressante voglia di cambiamento                         

    Quell'autunno la mia carriera subì un brusco passaggio. Stanca della sterilità del lavoro di specializzazione, Ruth Goldstein e io entrammo alla New York University Law School. Insegnavo mattina e sera all'Hunter College e frequentavo i corsi di legge nel pomeriggio. Le lezioni alla facoltà di giurisprudenza erano molto frequentate, a volte si potevano contare diverse centinaia di studenti. Il metodo del caso (sistema di insegnamento del diritto incentrato su casi selezionati e precedenti presi ad esempio – Ndt) che aveva un valore quasi universale, non mi interessava, lo trovai noioso. Nonostante ciò lo studio della legge mi appassionava; era una disciplina che valeva la pena di padroneggiare. Trovai interessanti anche gli studenti. In una lezione mi sedetti accanto ad un giovane di nome Samuel Di Falco che ora è un giudice della Corte Suprema. Trovava da ridire su di me per aver scarabocchiato poesie sul mio taccuino quando avrei dovuto lavorare su casi. Anche Ruth mi criticò per le mie divagazioni rispetto all'oggetto dei nostri studi. In effetti era vero: mentre la sostanza della legge mi incuriosiva, perché riflesso di società del passato che aiutava a comprendere il presente, non mi interessava la procedura legale che ritenevo avesse lo scopo di preservare uno status quo ormai superato. La mia costante preoccupazione per la necessità di cambiare lo Stato mi rendeva impaziente, e in gran parte disinteressata all'ultimo anno di facoltà. Non desideravo diventare una donna di legge, pensavo piuttosto all'insegnamento (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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    Mercoledì, 16 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Spinoza, Marx, Darwin, Induismo, Gnosticismo, Panteismo, Sefirot, National Conference of Christians and Jews  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2 Cabala: alienazione e detronizzazione di Dio: glorificazione luciferina […]

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     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategi

    a di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

    7 marzo 2018Commenti disabilitatiRead More

    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

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    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

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    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

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    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

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    Mercoledì, 11 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile,  Piano Kalergi, Piano Dulles, Kalergi, protesta, magliette rosse   Piano Kalergi, magliette rosse e immigrazionismo: i disegni occulti dei seguaci dell'europeismo Profilo dei delfini dell'europeismo e crimine della paneuropeizzazione   di Sergio Basile                   […]

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    Domenica, 27 maggio/ 2018 – di Sergio Basile  –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche  Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie: tutto nei Protocolli di Sion Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori  dell'autenticità del documento più sovversivo della storia   di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia           […]

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    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

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    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

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     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

  • Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari: unica risposta

    Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari: unica risposta

    Venerdì, 24 agosto / 2018

    – di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Sergio  Basile, Marx, Marxismo, Stato, Privatizzazioni, Comunismo          

    Statalizzare o Privatizzare? Proprietà dei valori monetari:

    unica risposta

    Cos'è davvero lo Stato? Quali i suoi obiettivi storici? Esiste una Terza Via

    per garantire la difesa sociale ed economica del cittadino?

    La strada maestra non può che essere la riacquisizione della titolarità

    dei valori monetari

     

    di Sergio Basile

    PRIVATIZZAZIONI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il dilemma: privatizzare o statalizzare?                

    Catanzaro, Genova di Sergio Basile Privatizzare o statalizzare? E' questo il dilemma amletico che dopo il disastro di Genova e le responsabilità di Autostrade per l'Italia / Atlantia, della famiglia Benetton & soci, accompagna il dibattito nazional popolare di fine estate. In tutta franchezza riteniamo che i settori critici dell'economia di un Paese debbano essere garantiti e gestiti da un'autorità statale super-partes, se mai ne esista una, e comunque sottratti ai meri privati, dietro i quali spesso e volentieri si nascondono oscuri padroni, scomodi prestanome e monopolisti delle ricchezze mondiali, estranei ai concetti di benessere diffuso e bene comune. Ciò premesso un dubbio ci assale: la risposta al nostro dilemma si risolve davvero nel dualismo tra Stato e privati oppure c'è di più?

                  Può esistere una "terza via" che sfugge ai cronisti dell'ultim'ora tale da

          garantire il cittadino sia dalle angherie stataliste che dalle distorsioni privatistiche?

    Per capirlo, ed avendo abbastanza chiara l'oscura e sconveniente alleanza che dirige il capitale privato verso cartelli e tentazioni turbo-capitaliste – poco attente all'etica e vocate al massimo profitto – cerchiamo di capire l'essenza del contraltare al modello liberal-capitalista; cerchiamo cioé di focalizzare la natura e i reali obiettivi dello Stato, quell'entità che il grande prof. Giacinto Auriti definì senza mezzi termini un

                                                         "fantasma giuridico,

                       dietro il quale si nascondono le mangiatoie dei grandi usurai".

    Per farlo andiamo direttamente al sodo, approfondendo sotto nuovi punti luce la teoria marxista.

     Marxismo e significato (occulto) di Stato              

    L'ebreo Moses Mordekkai Levy, alias Karl Marx – 1818-1883 – insegna che  lo Stato nasce in risposta all'esigenza imprescindibile di ordine e giustizia partorita "naturalmente" dal grembo di una società divisa in classi e che da quando nella società si sarebbero acuiti i dissapori tra tali classi, periodo inaugurato con gli albori dell'era industriale, sarebbe sorta l'insopprimibile necessità di un'entità giuridica sovrana ed arbitraria capace di dirimere le lotte intestine all'interno della nuova segmentazione sociale. Lo Stato, dunque, nell'era moderna, attraverso la sanguinosa sostituzione delle costituzioni massoniche alle bibbie cattoliche ed agli scettri regali, sarebbe stato fatto ascendere per acclamazione quale sacro e sommo soggetto regolatore delle relazioni tra gli attori sociali ed economici di una nazione e massimo ente "sovrano" di rilievo costituzionale. Ma alla luce della verità storica lo Stato si è rivelato soprattutto una realtà fin troppo idealizzata e mitica che, accantonando l'etica cristiana, ha innalzato l'etica neutra del puro numero, abbracciando la dittatura relativista del democratismo numerico, nel nome di un laicismo sempre più esasperato; finendo per surrogare, sostituire, le autorità monarchiche tradizionali in favore dell'ascesa dell'homo politicus laicus. La conseguenza diretta di questa rivoluzione nei rapporti di potere è stata la deresponsabilizzazione cronica dell'élite statale dinanzi ai governati, cioé dinanzi alle masse informi, illuse dalle promesse di Marx, Rousseau e Montesquieu, ricorrendo al vecchio trucco politico dello scaricabarile, figlio della dialettica hegeliana e dell'idealismo settecentesco: vizio genetico dei teatri parlamentari dello Stato democratico. Nelle società così riprogrammate dai padroni del denaro e dai filosofi, la classe che detiene il potere economico secondo la teoria marxista avrebbe avuto bisogno dello Stato come strumento per organizzare il potere politico a difesa del potere economico. Ma questo dogma falso, non importando in sé il germe della verità, è rimasto sepolto nel campo delle utopie, dietro i paraventi del comunismo e della democrazia.

                                                    Lo Stato si è dimostrato nient'altro che

                                           lo strumento della dittatura di una classe sull'altra.

    Marx sembra riconoscere questa imbarazzante ed epocale circostanza, dando l'impressione di poterla redimere, ma lo fà in maniera contorta e perversa: egli sostiene che lo Stato deve esistere solo nella misura in cui resta necessario alla supervisione della lotta di classe: conflitto, tuttavia, alimentato e mai risolto dal marxismo. Esso si sarebbe dissolto come neve al Sole, solo con l'eliminazione delle divisioni tra classi, cioé nella genesi di una nuova società di "eguali". Invero però il livellamento di cui parla Marx, senza denunciare e combattere il cancro bancario della moneta-debito, sembra condurre a parametri diametralmente opposti a quelli osannati dalle sue premesse rivoluzionarie.

                                         Abolizione delle classi, uomini tutti uguali,

                        ma nella povertà e disperazione diffusa di tutti gli attori sociali.

    Infatti, nel momento in cui, attraverso la confisca della sovranità monetaria, l'epidemia del debito indotto e il morbo delle privatizzazioni avallate dallo stesso organismo élitario chiamato "Stato" (e il caso Benetton-Atlantia resta davvero emblematico) i cittadini saranno espropriati dell'ultima briciola della loro libertà, ovviamente si verificherà uno "stato di dittatura" totale che vorrà certamente surclassare il tradizionale modello di Stato, verso la creazione di organismi sovranazionali sempre più totalizzanti e tirannici: vedi ad esempio l'Unione europea e i trattati intercontinentali sulla promozione della globalizzazione. Quando Marx, dunque, parlò e scrisse con enfasi del superamento del socialismo di Stato  in favore della nascita della "società comunista", diceva purtroppo il vero, ma molti travisarono il senso della sua beffarda "minaccia". Oggi questo triste presagio, questa diabolica profezia si sta ormai realizzando e ne respiriamo gli effetti ogni giorno.

                                       Lo Stato si è rivelato storicamente quel che è:

                            un subdolo cavallo di troia dei potentati bancari e massonici;

                            la cosiddetta "dittatura del proletariato" auspicata da Marx

                                                     si è rivelata in realtà ciò che è:

                                          la dittatura dell'élite bancaria e massonica,

                                       protesta a schiacciare gli schiavi proletarizzati,

                     privati di ogni diritto e proprietà e improgionati nelle gabbie patrie

                                           del lavoro ripagato con un salario-debito.

      La classe occulta                                                        

    Cosa accade, dunque, quando la rivalità tra classi è fomentata da una terza oscura super-classe (i banchieri) per mezzo di un oggetto (la moneta-debito) utilizzato forzatamente da tutti gli attori della disputa?  Semplice, il lento annientamento dello Stato: non più onnipotente organo costituzionale, ma struttura di accentramento di potere temporanea, soggetta ad usura programmata, per consentire il passaggio in primis dalle monarchie cattoliche alla Repubblica massonica e di scorta da quest'ultima al "Governo Mondiale" apolide e cosmopolita.

                             Lo Stato, dunque, può essere considerato il corridoio ideale

                  utilizzato dai banchieri e dai potentati anti-cristiani (la classe occulta)

                                             per facilitare il passaggio dell'umanità

                                 dalla libertà della società organica pre-illuministica

                                              alla schiavitù della società hegeliana.

    Marx è stato il grande traghettatore, il Caronte di questo viaggio epocale di sola andata.

     Il vero volto di Marx                                                   

    Ma chi è stato davvero Karl Marx e cosa rappresenta ancora oggi per la "classe occulta"? Egli, acclarato satanista dedito alle arti cabalistiche, era membro di un'organizzazione giudeo-massonica, La Lega dei Giusti, creata dagli Illuminati di Baviera, i quali, a loro volta, furono partoriti nell'humus anticristiano e sovversivo – vicino alla finanza internazionale – dei cenacoli degli Alumbrados fondati nel 1492, in occasione dell'espulsione degli ebrei dalla Spagna cattolica. Questi Alumbrados (in lingua spagnola «Illuminati») erano degli ebrei marranos, cioé battezzati cristiani pur conservando la loro fede talmudica. Nel 1848 Marx su mandato degli Illuminati di Baviera e dei Rothschild scrisse il Manifesto del Partito Comunista, affermando la necessità di cambiamenti economici e politici, ma anche l'urgenza di mutamenti morali e spirituali. Egli credeva che la famiglia dovesse essere abolita e i figli educati da un'autorità centrale asettica protesa alla distruzione di tutti i legami e retaggi del mondo cristiano. Marx attraverso il Manifesto trasfuse il Piano degli Illuminati in un programma di carattere politico-ideologico-religioso, destinato ad essere largamente accettato, sospinto dalle false premesse della rivoluzione bolscevica. Egli palesò inoltre i veri obiettivi della sua "nuova religione proletaria" ostentando il suo odio verso Dio – il sommo bene custodito in semplicità dalle umili famiglie russe – e descrivendo con violenza il suo piano di attacco:

    «Dobbiamo combattere contro tutte le idee fondamentali della religione, dello Stato,

                                                del Paese e del patriottismo.

        L'idea di Dio è il punto chiave di una civiltà pervertita. Essa dev'essere distrutta».

      L'nganno marxista: "dittatura del proletariato"    

    La "provvidenziale" dittatura del proletariato marxista fu quindi un mero specchietto per le allodole, aun'arma intellettuale di distrazione di massa, il vero oppio dei popoli. Il concetto di dittatura del proletariato fu un escamotage ideologico per confondere, sedurre e per allontanare le masse dal culto del Vero Dio, Gesù Cristo;  esso fu espresso da Karl Marx e Friedrich Engels per la prima volta nel 1852, nella lettera a Weydemeyer (1) e di seguito nel 1875, nella Critica del Programma di Gotha (2). La dittatura del proletariato rappresentava quindi una fase di transizione in cui il potere politico doveva essere detenuto solo formalmente dai lavoratori (in realtà resi schiavi attraverso la moneta-debito e lo stesso lavoro ripagato con un salario-debito) verso la costruzione di una società senza classi e senza Stato (Comunismo), cioé verso la tappa finale del Nuovo Governo Globale: la tirannia mondiale dei banchieri.  Infatti con la falsa "dittatura del proletariato" o falsa "dittatura rivoluzionaria del proletariato" Marx ed Engels intesero brevettare una misura politica temporanea e necessaria per realizzare la "dolce" transizione verso la dittatura del comunismo politico, derivazione del comunismo esoterico (massoneria) cioé l'ultima fase della suddetta tirannide. Il potere proletario evrebbe avuto modo di agire "liberamente", ma negli asfissianti limiti della gabbia edificata dai padroni della moneta-debito, avendo solo l'illusione di poter riorganizzare i rapporti di proprietà e produzione della società capitalista.

    (1) Cfr.: Il contributo di Marx alla teoria delle classi, in Protagonisti e testi della filosofia, volume C, N. Abbagnano e G. Fornero, Paravia, 2000, pag. 356) (2) «Sebbene già nel Manifesto si parla di "interventi dispotici nel diritto di proprietà e nei rapporti borghesi di produzione", il concetto preciso di dittatura del proletariato appare solo nella già citata lettera a Weydemeyer, in cui si afferma che "la lotta delle classi necessariamente conduce alla dittatura del proletariato". L'espressione "classica" di questa teoria la si trova poi nella Critica del Programma di Gotha (1875) in cui Marx scrive che: "tra la società capitalistica e la società comunista vi è il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell'una nell'altra. Ad esso corrisponde anche un periodo di transizione, il cui Stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato". […]Secondo Marx la dittatura del proletariato è solo una misura storica di transizione (sia pure a lungo termine), che mira tuttavia al superamento di sé medesima e di ogni forma di Stato.» (da Protagonisti e testi della filosofia, volume C, N. Abbagnano e G. Fornero, Paravia, 2000, pag. 365-66)

     Il "superamento dello Stato"                                      

    In questo mondo ideale "comunista" (mondialista) ai necessari interventi statalisti dispotici, come l'espropriazione della proprietà fondiaria, le requisizioni dei siti produttivi, la statalizzazione dei mezzi di produzione e del credito, e le stesse privatizzazioni di settori strategici (fra tutte ricordiamo quella delle banche centrali: Stalin privatizzò la Banca Cetrale Russa nel 1935), sarebbe subentrata la definitiva dittatura del sistema bancario nel suo complesso. La dittatura del proletariato fu concepita quindi come una fase di "poteri straordinari" ma transitoria, destinata a cessare una volta raggiunte le condizioni necessarie per la gestione comunista della società, cioé  una volta eliminate le condizioni che avessero determinato la divisione in classi, tramite l'omologazione economica e spirituale forzata dei cittadini, vero il basso. Allora la dittatura del proletariato come dittatura di classe non avrebbe avuto più ragion d'essere, esattamente come lo Stato, inteso come strumento di oppressione:

                   tutto sarebbe stato ricapitolato nelle mani e nella volontà arbitraria

                   dell'élite mondialista reinventatasi in nuove strutture sovranazionali.

        Questo processo avrebbe portato alla realizzazione del "superamento dello Stato"

                                                    (Aufhebung des Staates)

            ed alla sua progressiva estinzione, condizione necessaria per il comunismo.

     1989: fine del comunismo?                                        

    Secondo la scuola stalinista, la dittatura del proletariato ha avuto la sua realizzazione storica nell'Unione Sovietica e nei suoi paesi satelliti, nel periodo dal 1917 al 1989.  In realtà il 1989 non segnò affatto la fine dell'esperimento social-comunista; al contrariò coincise con l'esportazione dell'ideale comunista in tutte le nazioni della Terra, nascosto sotto nuovi vessilli e bandiere.

                Con la Caduta del Muro di Berlino e successivo rafforzamento dell'Ue,

     sulla scorta di una presunta, concordata e fittizia dissoluzione del regime comunista,

        si ingenerò nell'opinione pubblica europea e mondiale la falsa consapevolezza

                                     che il comunismo si fosse sgretolato.

                        Esso al contrario intensificò il suo intreccio occulto

                            con il neoliberismo  e con il turbo-capitalismo,

      attraverso l'implementazione a vasto raggio del "metodo democratico"

    esportato in tutto il mondo attraverso i facili entusiasmi delle nuove ideologie pacifiste,

          oppure, spesso e volentieri, con la violenza della guerra e i paraventi

                            delle "rivoluzioni colorate" e "primavere arabe".

     La sintesi del dibattito tra statalisti e privatizzatori 

    L'orizzonte fotografato, fosco e grigio, restituisce una nuova luce e prospettiva alle espressioni "privatizzare" e "statalizzare". In assenza di sovranità monetaria, esse restano due verbi infiniti assonanti, privi di verità etica ed incapaci di soddisfare esaustivamente le premesse e domande iniziali del dibattito. Urge comprenderlo e creare strumenti che oltre l'evanescenza dei fantasmi giuridici delle grandi holding e dei grandi stati sociali, facilitino davvero il passaggio del diritto reale e del potere monetario reale (e dei contestuali valori monetari) dalle mani delle élite a quelle dei cittadini. Oggi, sulla scorta del tesoro sepolto della Dottrina Sociale della Chiesa e della scoperta auritiana del Valore Indotto della Moneta (gli strumenti monetari e/o buoni hanno valore semplicemente perché vengono riconosciuti ed accettati sulla base di una mera convenzione sociale), esiste uno strumento che consente questo, si chiama

                       B.A.R., Buono Comunale di Agevolazione Reddituale,

         non è una moneta, ma accresce il potere d'acquisto di famiglie e imprese

                                                     con semplicità,

            neutralizzando gli effetti distorsivi, inflazionistici e recessivi dell'euro,

                e proteggendo le comunità sociali sia dall'invadenza statalista

                             che dalle astuzie ed angherie privatistiche.

    La sintesi ideale del dibattito tra privatizzatori e statalisti dovrebbe orientarsi su questa priorità, anziché perdersi in giochi di potere e falsi dogmi che parlano sempre e solo il linguaggio degli schiavi: il linguaggio delle grandi mangiatoie e del debito inestinguibile.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

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     Video correlato – B.A.R. e sovranità monetaria   

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

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  • The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness – 3 – Il nuovo credo di Bella

    Venerdì, 10 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo,  College, Marxismo,  Nuovo  credo 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 3°

    Capitolo 3° – Il nuovo credo di Bella

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    THE SCHOOL OF DARKNESS - Marxismo

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Terzo                                                            

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella e qui The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America) – Nell'autunno del 1917 iniziai a frequentare l'Evander Childs High School anche se le mie condizioni erano migliorate di poco e dovevo usare le stampelle. La mamma mi incoraggiava ad andare avanti e spesso mi raccontava di santi che avevano subito deformità fisiche, rassicurandomi sul fatto che se ci avessi messo il cuore avrei potuto realizzare qualsiasi cosa, nonostante il mio handicap fisico.

             Così iniziai gli anni del liceo, armata di stampelle e di grandi speranze.

    Camminai per dieci isolati verso la scuola e presi posto nella mia nuova classe. Fin dall'inizio non chiesi favori e gli insegnanti e i compagni di classe presto si resero conto su quanto tenessi alla mia indipendenza. Quell'inverno ebbi la mia prima protesi per camminare. Non era molto bella, ma era meglio delle stampelle. Allora iniziai davvero ad entrare nel vivo delle attività scolastiche. Provavo a fare tutto quello che facevano gli altri studenti, anche a fare delle escursioni. Mi iscrissi al Naturalists' Club e andai con i membri delle Palisades, alla ricerca di fiori e ad avvistare uccelli. Se mi stancavo, mi sedevo per un pò finché gli altri non fossero tornati. In quei giorni, nonostante le mie difficoltà, ero una ragazza felice.

                  Amavo la vita a caro prezzo e trovavo gioia nelle cose semplici.

    A volte, quand'ero all'aperto, mi fermavo ad ascoltare, perché sentivo il mondo intero sussurrarmi. Il vento primaverile sembrava parlare di cose lontane e belle. A volte di notte, quando la luna splendeva attraverso il castagno accanto alla mia finestra e sentivo l'odore dell'iris, dei lillà e dei mughetti, sentivo le lacrime agli occhi e non sapevo perché.

     L'iscrizione al liceo e la svolta                                  

    Il corpo studentesco dell'Evander Childs High School contava allora oltre un migliaio di ragazzi e ragazze. Erano per lo più figli di americani di estrazione scozzese, irlandese e tedesca, ma c'erano anche figli di italiani, russi e di altre comunità europee. Appartenevamo a fedi diverse: protestanti, cattolici, ebrei. Eravamo accomunati dal fatto di essere figli di genitori di estrazione sociale modesta, né ricchi né poveri. Nessuno cercava di rimarcare le nostre differenze o di sfruttarle. Un giorno una ragazza dell'East Bronx con cui avevo parlato di politica, un argomento che stava iniziando a interessarmi, mi portò la copia di un giornale che non avevo mai visto prima. The Call era una pubblicazione socialista. Quel documento diede una svolta al mio pensiero. Ne cercai altre copie. Sentivo il mio cuore battere per l'eccitazione mentre leggevo gli articoli sulla giustizia sociale. Persino la poesia sulle condizioni dei poveri e sulle disuguaglianze delle loro vite, suscitava il mio interesse. Infatti, per la prima volta sentii una chiamata, una vocazione. Inconsciamente mi arruolai, anche se solo emotivamente, nell'esercito di coloro che dissero che avrebbero combattuto l'ingiustizia sociale, e cominciai a trovare il linguaggio della sfida inebriante. Un orgoglio ostinato si sviluppò nella mia capacità di esprimere giudizi. Al liceo non potevo frequentare i soliti corsi di educazione fisica così mi fu concessa un'ora di studio con Miss Genevieve O'Connell, l'insegnante di ginnastica, che mi diede lezioni di anatomia e igiene. Fu l'unica influenza religiosa che sperimentai al liceo. Quando seppe che ero cattolica, mi invitò a partecipare con lei agli incontri di un club femminile al Cenacolo di St. Regis a New York City. Il sabato pomeriggio incontrammo un piccolo gruppo di ragazze e andammo al convento presso la 140th Street a Riverside Drive. Giunti lì ci sedemmo in cerchio e cucimmo semplici indumenti per i poveri mentre una suora leggeva. Non ero interessata ai libri letti, ma la semplicità, la calma, l'accettazione di qualcosa di reale e immutabile, mi colpii. Il Cenacolo non diede risposte dirette alle domande che stavo cominciando a pormi, forse perché non le chiesi ad alta voce. Andai a diversi ritiri nei fine settimana e fui molto attratta dall'atmosfera della casa che chiesi di poter fare un ritiro privato. Ma si rilevò un fallimento. Ero così impreparata nelle cose spirituali e così ignorante riguardo alle questioni della Fede che non potevo imparare alcuna lezione dalle letture spirituali datemi dalla suora incaricata di guidarmi. Nonostante questo fallimento, so che quei week end al Cenacolo mi diedero qualcosa di prezioso e duraturo. Lì percepii la profonda pace della vita spirituale e il servizio della Benedizione, al quale partecipai  per la prima volta, mi commosse. Durante  le brevi preghiere, l'incenso, l'ostensorio, la musica, rappresentavano un poema di fede per me che amavo la poesia. Molte, molte volte nei momenti più particolari nel mio continuo girovagare, mi tornò alla mente il Tantum ergo cantato dalle suore in quella deliziosa piccola cappella.

        Ma sebbene il mio cuore volesse accettare ciò che sentivo con commozione dentro di me,

                non potevo, perché avevo già un orgoglio incrostato nel mio stesso intelletto

                                che respingeva ciò che reputavo non scientifico.

    Su questi punti e sulla scienza che si opponeva alla religione, io riflettevo con argomentazioni superficiali prevalentemente nei circoli educativi dell'epoca. Durante i miei quattro anni all'Evander Childs ottenni buoni voti in Storia inglese e in Scienze e vinsi una borsa di studio statale che mi aiutò ad andare al college. Il giorno degli scrutini tenni stretto il mio diploma ai libri di Shelley e Keats: i miei premi per l'eccellenza raggiunta in inglese. Fiera dei premi, il mio principale orgoglio constava nel fatto che fui scelta come la ragazza più rappresentativa della mia classe.

     L'esperienza universitaria all'Hunter College              

    In autunno entrati a far parte dell'Hunter, il college femminile di New York. Avevo deciso di diventare un'insegnante. Iniziai ad imparare con abnegazione. C'erano molti campi che volevo esplorare. Vivevo a casa e viaggiavo avanti e indietro ogni giorno sulla nuova metropolitana di Pelham Bay, recentemente estesa al nostro quartiere. Il mio primo guardaroba universitario consisteva in due vestiti, un velo blu, un abito in percalle, una gonna nera, due maglioni lavorati a maglia da mamma e una vasta collezione di colletti bianchi inamidati che indossavo con i miei maglioni. Oggi il vestiario di una ragazza universitaria, non importa quanto povera, sarebbe senza dubbio più grande, ma non fui mai consapevole del mio guardaroba inadeguato. Era una caratteristica dell'Hunter College, perché gli studenti, anche quelli di famiglie agiate, erano più interessati alle cose della mente. Il college si rivelò diverso dal liceo e all'inizio sembrava più noioso. La scuola superiore di tipo coeducativo era stata più impegnativa. L'Hunter College era in quel momento in uno stato di transizione, si stava trasformando da un'accademia femminile per la formazione degli insegnanti a un vero college (università – Ndt). Malgrado l'accreditamento ai corsi di laurea, l'atmosfera e il personale dell'Hunter erano sempre gli stessi di quando era stato un istituto signorile di formazione per docenti. A causa di questa differenza c'era un indefinito senso di distanza tra facoltà e studenti, accentuato dal fatto che alcuni membri dello staff ci ricordavano costantemente che stavamo ricevendo un'istruzione gratuita dalla città e dovevamo essere grati. C'era una corrente di risentimento tra gli studenti che, invero, ritenevano di ottenere soltanto quello a cui avevamo diritto. Dean Annie Hickenbottom era una bella donna di mezza età, graziosa e ben educata, anch'essa diplomata all'Hunter Normal School. Le ragazze l'adoravano, ma in modo paternalistico. Ascoltavamo quanto ci diceva, con compostezza, più con le orecchie che con le nostre menti: spesso ci diceva quanto fosse importante per le ragazze di Hunter indossare cappelli e guanti e parlare solo con voci basse e raffinate. Sebbene il personale fosse composto principalmente da vecchi protestanti anglosassoni, scozzesi e irlandesi, c'erano alcune eccezioni. C'erano diversi cattolici nel Dipartimento dell'Istruzione e alcuni insegnanti ebrei, tra cui la dottoressa Adele Bildersee, che insegnava inglese e che spesso parlava ai suoi allievi della bellezza delle grandi festività ebraiche e leggeva a voce alta le antiche preghiere e gli scritti con un tono che mostrava come amasse ed ammirasse la loro bellezza e credesse nella loro verità. La gentile signora che insegnava Storia medievale, la dottoressa Elizabeth Burlingame, era considerata eccessivamente sentimentale da parte dello staff. Forse lo era. Eppure le ero profondamente grata per avermi fatto apprezzare il Medioevo. Da lei non scaturiva una fredda elencazione di fatti, ma una calda comprensione del periodo.

           Mi trasmise un grande amore per il tredicesimo secolo (Duecento – Ndt)

    ed in merito alla reale comprensione del ruolo della Chiesa cattolica in quell'epoca.

    Sfortunatamente il suo insegnamento riguardava un passato che consideravamo morto.

     L'incontro con Sarah Parks                                                

    La docente che mi colpii di più come persona fu Sarah Parks: insegnava inglese alle matricole e Il suo fare aveva poco del passato; era tutto incentrato sul presente e proiettato verso il futuro. Era diversa dal resto dei membri della facoltà, attenti all'etichetta. Non era più ortodossa di quanto non osassero esserlo gli studenti; arrivava a scuola senza cappello, con i capelli biondi che volavano al vento mentre montava in bici lungo Park Avenue. Evidentemente, Dean Annie Hickenbottom non disse nulla a Miss Parks. Ciononostante, noi studenti sapevamo bene cosa avrebbe detto se ci avesse visti percorrere la Sessantottesima strada in bicicletta e senza cappello. Si sarebbe scandalizzata. Ma sono certa che sarebbe stata ancor più scandalizzata da alcune delle teorie sociali esposte da Miss Parks. Ma all'epoca ad Hunter l'aula era il regno dell'insegnante e nessuno osava intromettersi.

                   Le teorie sociali di Miss Parks erano per me inquietanti ed eccitanti.

    Durante il mio primo anno alla Hunter, mi unii al Newman Club, ma solo il tempo necessario per perderne interesse in maniera rapida, perché a parte il suo profilo sociale tutte le altre attività sembravano puramente formali. C'era poca discussione seria sui principi della Fede e quasi nessuna enfasi sulla partecipazione cattolica negli affari del mondo. Nella mia arroganza giovanile considerai la sua atmosfera anti-intellettuale. Il consigliere di facoltà del Club era una cara piccola signora che mi sembrava così lontana dalla realtà da non poter comprendere l'ampio divario tra l'isolamento della sua vita di clausura e i problemi che affliggevano gli studenti. Dopo un pò rinunciai ad alimentare il confronto con suggerimenti e non cercai più di integrarmi nel Newman Club, anche se mi sembrava ancora il posto giusto per me.

                        Avevo difficoltà a trovare un'ideale appartenenza identitaria.

                                      Per la prima volta iniziai a sentirmi a disagio.

                          Andai alla deriva frequentando un'altra cerchia di amici,

          ragazze con una forte spinta intellettuale permeata di senso di responsabilità

                                                       per la riforma sociale.

     Ruth Goldstein e le nuove ragazze del college              

    La mia migliore amica era Ruth Goldstein. Spesso andavo a casa sua, dove sua madre, una moglie e donna saggia e bella, con un'aria da Vecchio Testamento, ci viziava con la sua buona cucina e dispensava buoni consigli. Durante le festività ebraiche di Rosh Hashana e della Pasqua, la signora Goldstein mi invitò ai pasti e alle attività familiari. Le antiche cerimonie mi colpirono; fu stimolante vedere come questa famiglia fosse rimasta fedele alla storia del proprio popolo e come in questa nuova terra avessero rafforzato con la preghiera il proprio senso di unità con il passato. Mentre guardavo le candele risplendere e udivo le preghiere in ebraico, ero consapevole del fatto che la mia famiglia non era così legata, e ora non sembrava appartenere a nessun luogo.

                                        Nonostante i nostri devoti genitori,

                  noi bambini sembravamo andare alla deriva in direzioni diverse.

    All'Hunter College vi erano anche i figli di molti stranieri. Diventai amica di diverse ragazze i cui genitori avevano preso parte alla rivoluzione russa del 1905 (La rivoluzione russa del 1905 ebbe luogo nell'Impero zarista sull'onda della sconfitta nella guerra russo-giapponese. Essa fu fomentata dai primi nuclei giudeo-bolscevichi, che confluirono successivamente nei soviet e nel partito – Ndt). Le ragazze erano cresciute ascoltando i loro genitori discutere di teorie socialiste e marxiste. Sebbene a volte ridessero di loro, esse rappresentavano di fatto il nucleo delle future attività comuniste, piene dell'idealismo frustrato dei loro genitori e del loro senso di missione messianica. Gli amici dell'Hunter College provenivano da gruppi diversi. Ero accolta da tutti ma non mi sentivo parte di nussuno di loro. Passavo molte ore a discutere con loro. Giù nel seminterrato dell'edificio della Sessantottesima Strada c'era una stanza che avevamo trasformato in una sala da thè informale e in un luogo di incontro.

                   Lì sviluppammo una sorta di nostro proletariato intellettuale.

                         Discutevamo di rivoluzione, sesso, filosofia, religione,

         senza essere guidati da alcuna regola su ciò che fosse giusto o sbagliato

                                                  (nessuna morale – Ndt).

    Parlavamo di una futura unità di forze mentali, di tradizione, di un nuovo mondo che avremmo aiutato a costruire al di fuori dell'egoismo presente.

         Dal momento che non avevamo credenze comuni, ci lasciammo andare

      ad un pensiero lassista permeato dall'agnosticismo per la nostra religione

                                 e dal pragmatismo per la nostra filosofia.

    C'erano comunità religiose all'epoca ad Hunter. Il mio gruppo le considerava dei club sociali da prendere o lasciare, a propria discrezione. Alcuni di noi osavano dire apertamente: "Dio non c'è!". Molti di noi dicevano: "Forse c'è e forse no!".

     Primo approccio con l'ideologia comunista                   

    All'epoca nel campus c'erano alcuni comunisti , ma avevano un'importanza irrilevante. Erano un gruppo in giacca di pelle, che mostrava poco interesse nel farsi capire o nel cercare di comprendere gli altri. I loro discorsi riguardavano principalmente la necessità di porre fine alla concentrazione della ricchezza nelle mani di poche famiglie e la glorificazione della rivoluzione russa. Erano interessati anche alla buona musica e alla letteratura europea e leggevano le riviste di "opinione", come The Nation e The New Republic. La mia formazione religiosa era stata superficiale. Da bambina ero andata in chiesa con Mammarella. Mi era stato insegnato a dire le preghiere. Nella nostra casa erano appesi vari quadri sacri e il crocifisso. Ma non sapevo nulla delle dottrine della mia fede. Conoscevo molto di più i dogmi del Concordato Inglese. Comunque ritenevo che fosse necessario dedicarci all'amore verso il prossimo. Sarah Parks ci spronava al nuovo e al non sperimentato. Da lei ascoltai per la prima volta un discorso favorevole sulla rivoluzione russa. La paragonò alla Rivoluzione francese che, a suo dire, aveva avuto un grande effetto liberatorio sulla cultura europea, cosa che un giorno  avrebbe compiuto anche la rivoluzione in Russia. Fu lei a portare in classe libri sul comunismo e li prestò a quelli di noi che volevano leggerli. Durante il mio primo anno con lei come insegnante scrissi due temi, uno su come coltivare le rose, l'altro sul monachesimo. Diede a entrambi buoni voti, ma quello sul monachesimo portò scritto in calce l'infausto piccolo ordine: "Vieni a trovarmi". Era troppo onesta per non dare un buon voto se il lavoro era ben fatto, ma doveva anche dire la sua sull'argomento. Quando entrai, mi sembrò comprensiva e mi chiese come ero giunta a scegliere un argomento del genere. Provai a raccontarle della mia lettura nel corso di Storia medievale e di quanto gli uomini e le donne altruisti del Medioevo, che avevano servito l'umanità mettendosi da parte, avessero suscitato la mia impressione. "E ti sembra una constatazione normale per te, una ragazza di diciassette anni?" chiese lei sprezzante. Era una domanda a cui non potevo rispondere, e il suo astuto disprezzo sollevò dubbi nella mia mente.  Alla fine del mio primo anno decisi che dovevo guadagnare dei soldi per far fronte alle spese per l'anno seguente. Così trovai un impiego nella vendita di libri, una scelta piuttosto audace dato che avevo ancora difficoltà a camminare a grandi distanze senza dolore. Il libro che vendetti quell'estate si chiamava Volume Library, un testo pieno di fatti e informazioni per bambini. Costava da nove a quindici dollari, a seconda della rilegatura. La mia area di vendita era un settore della contea di Westchester. Dato che era a una certa distanza da casa, affittai una stanza nella casa di una famiglia di contadini nei pressi del monte Kisco. Vendetti libri per tutta l'estate e mi dimostrai un buon agente. Era un lavoro stancante, ma quell'estate realizzai abbastanza soldi per pensare ai vestiti, alla paghetta e alle spese scolastiche per l'anno seguente. In autunno tornai ad Hunter. Ero una ragazza diversa in molti aspetti, rispetto a quella entrata all'università l'anno prima. In un anno il mio pensiero era cambiato.

    Ora parlavo con disinvoltura della scienza e dell'evoluzione dell'uomo e della società

                            ed ero scettica nei confronti dei concetti religiosi.

    Mi ero lasciata trasportare dall'idea che coloro che credevano in un Creatore fossero anti-intellettuali e che la credenza in un aldilà non fosse scientifica. Ero tollerante verso tutte le religioni. Andavano bene, dissi, per quelli che avevano bisogno di loro, ma per un essere umano che era in grado di pensare da solo non c'era bisogno di qualcosa a cui appoggiarsi. Uno poteva reggersi da solo. Questo nuovo approccio alla vita era una cosa inebriante. Mi prese e mi condizionò.

     Nel vicolo cieco dell'ideologia marxista                          

    Quel secondo anno non ebbi Sarah Parks come insegnante. Ma spesso parlavo con lei, perché invitava alcuni di noi nel suo appartamento e cercavamo i suoi consigli come se fosse una specie di decano non ufficiale. Per noi che l'amavamo, Sarah Parks portava una ventata d'aria fresca in un contesto intellettuale sterile, dove a volte gli studiosi sembravano inutili e dove le chiavi  della Phi Beta Kappa (la più prestigiosa società d'onore nel campo delle arti e delle scienze degli Stati Uniti – Ndt) venivano diffuse ad ampio raggio. Iniziammo a parlare con disprezzo delle gerarchie e dei livelli. Ricordo che discutemmo sul fatto che un vero intellettuale avrebbe dovuto accettare le chiavi, poiché espressione di quello status quo, ma abrebbe dovuto utilizzarle  per stimolare l'istinto competitivo della marmaglia: spesso quindi esse non rappresentavano un vero valore intellettuale. Convenimmo sul fatto che dovevamo essere mossi dal desiderio di giungere ad una reale cultura cooperando con gli altri studiosi e non animati da uno spirito di competizione. La signorina Parks conduceva una vita frenetica perché molti di noi volevano consultarla. Era un fattore importante nel prepararci ad accettare una filosofia materialista deridendo senza pietà ciò che lei chiamava "putrefazione secca" della società esistente. Sono sicura che aiutò alcuni studenti, ma fece poco per coloro i quali erano già così svuotati di convinzioni da non credere in nulla. Costoro non poterono che volgere i loro passi verso la grande delusione del nostro tempo, verso la filosofia social-comunista di Karl Marx.

                     Mise in discussione gli schemi morali di comportamento esistenti

                               e con il suo approccio pragmatico ai problemi morali,

                                            deviò alcuni di noi in un vicolo cieco. 

    In quei tempi di saturazione sessuale che  furono gli Anni Venti, i giovani intellettuali

            erano più interessati alla vita intorno a loro che alle promesse dello spirito.

                       Era il tempo delle "maschiette", dei capelli corti a caschetto,

    delle gonne sfrangiate, degli abiti informi, della ruggine spirituale e del dominio fisico.

    Ci consideravamo l'intellighenzia e sviluppammo il nostro codice comportamentale. Sprezzanti del passato e nauseati dalla crudezza e dalla bruttezza di quell'epoca, ci consideravamo l'avanguardia di una nuova cultura. Nel mio ultimo anno fui eletta rappresentante di classe. Molti dei miei amici e io fummo coinvolti nei movimenti studenteschi autonomi. Era un'occasione in più per sentirsi importanti, per esprimere il nostro dissenso ai nostri sostenitori, e allo stesso tempo per far sentire che stavamo facendo qualcosa per i nostri compagni studenti, mostrando un senso di missione sociale. Alla riunione del Consiglio degli studenti ragazze brillanti portarono splendide proposte di ogni tipo e io, pronta a sostenere l'esperimento e il nuovo, ascoltai con entusiasmo tutti.

     L'elaborazione di un codice d'onore                            

    Il nostro piccolo gruppo protestò con indignazione mentre leggemmo delle fortune ammassate da persone il cui lavoro più duro constava nello strappare il nastro adesivo in un ufficio di Wall Street. In città si viveva un tempo di ostentazione della volgarità, e il nostro gruppo divenne quasi ascetico per mostrare il suo disprezzo delle cose materiali. Mentre ripenso a quel gruppo febbrile, così ansioso di aiutare il mondo, cercando qualcosa a cui dedicarsi, la nostra serietà appariva patetica. Avevamo tutti una forte volontà di fare del bene. Avevamo ricevuto un regalo tetro e volevamo trasformarlo in un futuro meraviglioso per i poveri e i tormentati. Ma non avevamo le basi per sviluppare un pensiero solido o un'azione efficace.

                                       Non perseguivamo obiettivi concreti

       perché non avevamo una buona visione della natura e del destino dell'uomo.

    Avevamo sentimenti ed emozioni, ma non esistevano modelli per tracciare il futuro. Successivamente, durante il mio primo anno di università, partecipai con Mina Rees, presidente del Consiglio studentesco, ad una conferenza inter-collegiale al Vassar College. Il Vassar ci fece sentire a casa durante i cinque giorni di permanenza. I giorni e le serate nei dormitori in cui ci intrattenevamo erano densi di chiacchiere e di entusiasmanti scambi di idee. Alla conferenza si discusse di molte cose tra cui le sorellanze (confraternite – Ndt) e la loro possibile abolizione. Non mi aveva mai preoccupato il fatto di non aver mai fatto parte di alcuna sorellanza. Ora, ascoltando aspre critiche nei loro confronti da parte di un gruppo di delegati, sentii di non essere stata troppo attenta riguardo a questo problema. Le avevo sempre considerate piuttosto infantili ma la conferenza sembrava considerarle un problema sociale. Discutemmo dell'importanza di un codice d'onore sotto la supervisione degli studenti, in linea con il codice che animava le nostre discussioni in merito alla questione delle punizioni dei crimini: era da interpretarsi con carattere sanzioniatorio o dissuasivo? La maggior parte del gruppo optò per la seconda soluzione. Ma dissi la mia e sostenni che sicuramente bisognava prendere in considerazione entrambe le ipotesi. Nel mio ultimo anno fui eletta presidente del Consiglio degli studenti. Quell'anno guidai il movimento per l'introduzione di un codice d'onore ad Hunter. Anche in quell'anno portai la politica nel movimento studentesco autonomo ponendo in essere le prime indagini elettorali funzionali alle elezioni presidenziali. Successivamente feci arrabbiare Dean Hickenbottom insistendo su una serie di conferenze sull'igiene sociale. Fui sostenuta da un gruppo di politici scolastici e imparai il valore di un gruppo strettamente organizzato: ero entusiasta del potere che aveva.

     Il mio nuovo credo                                                   

    Nel corso dell'anno precedente la professoressa Hannah Egan, che insegnava nel dipartimento dell'educazione, mi fermò un giorno nella sala. E mi domandò: "Perché non vieni mai al Newman Club?". Provai a trovare una scusa educata e valida. Notando la mia confusione, mi disse con severità: "Bella Visono, da quando sei stata eletta al Consiglio degli Studenti e sei diventata popolare sei andata dritta all'inferno". Rimasi sbalordita. Pensai che questo rimprovero avesse un sapore di antico.  Ma anch'io ero costernata. Mi consolai ripetendo una battuta di Abu Ben Adhem:

                      "Then write me as one who loves his fellow men."

                       ( Allora scrivimi come uno che ama i suoi simili )

    Quell'espressione mi rallegrò molto, e mi allegerii della responsabilità personale che Miss Egan stava cercando di caricare su di me, la cosa importante, dissi, era amare il mio prossimo: questo era il nuovo credo, il credo della comunione, ed era chiaro che il mondo ne aveva bisogno. Era una bella frase che manteneva un pò del significato della Croce anche quando negava la divinità del Crocifisso: era un credo che accettava volentieri il dolore e l'auto-immolazione, ma era scettico nei confronti di una promessa di redenzione; continuavo ad auto-convincermi del fatto che non avevo più bisogno di quel Credo vecchio stile; ora ero moderna, ero una seguace della scienza e stavo per dedicare la mia vita al servizio dei miei simili. Nel giugno del 1925 mi laureai con lode. Inizialmente  posi come priorità quella di pensare al mio futuro immediato: avevo già sostenuto gli esami per l'insegnamento nelle scuole elementari e superiori di New York City e data la scarsità di insegnanti vantavo una buona graduatoria. Il giorno dopo iniziai a casa di Ruth Goldstein. Ci eravamo entrambe iscritte per la sessione estiva alla Columbia University, con l'intenzione di fare un master universitario, quando la sorella maggiore di Ruth, Gertrude, ci sorprese entrambi chiedendoci perché stavamo andando alla Columbia e disse:

                                        "Ora che il college è finito,

              voi ragazze dovete trovare un lavoro e anche un uomo"

    Ruth e io sorridemmo alle sue parole. Tuttavia ci indussero a pensare. Durante i miei anni all'universitrà ero stata una studentessa, una politica e una riformatrice. Ora, che avevo più tempo per riflettere, mi resi conto di essere anche una donna. Mi resi anche conto che la mia educazione non aveva fatto molto per addestrarmi come donna.

     Verso un nuovo intervento                                       

    Da un po 'di tempo avevo saputo che dovevo sottopormi a un ulteriore intervento chirurgico al piede. Ora che ero libera dal lavoro scolastico, presi una decisione improvvisa. Andai al St. Francis Hospital nel Bronx. Scelsi un ospedale che non conoscevo. Alla suora che sembrò intervistarmi dissi che avevo bisogno di un intervento chirurgico al piede e volevo il nome del miglior chirurgo collegato all'ospedale. Mi diede il nome del dottor Edgerton e il suo indirizzo in Park Avenue. Andai immediatamente a trovarlo. Il dottor Edgerton era un uomo alto più di un metro e ottanta e aveva un aspetto talmente grande e rassicurante che ebbi subito fiducia in lui. Gli mostrai il mio piede e gli chiesi: "Cosa ne pensa?" La sua risposta fu diretta e categorica. "È un'amputazione marcia" disse. "Può fare qualcosa per me?" Chiesi timidamente. "Certo che posso!" rispose. "Un'amputazione pulita e sarai in grado di camminare facilmente! Ti prometto che sarai in grado di ballare e di pattinare sei settimane dopo aver lasciato l'ospedale." C'era un'ulteriore questione importante da discutere. "Quanto costerà?" chiesi. Avanzò quella che era senza dubbio una modesta somma per i suoi servizi. Con un'autostima che sorprese anche me dissi: "Non ho più soldi, dottor Edgerton, sono appena uscita dall'università, ma avrò un lavoro non appena starò bene per pagarla il ​​più velocemente possibile". Mi sorrise e disse: "correrò il rischio" e si preparò a farmi entrare all'ospedale St. Francis la mattina dopo. Ero in ottime mani. Le infermiere francescane responsabili erano competenti e anche gli assistenti delle infermiere laiche. Quando entrai nell'ospedale e fui interrogata sulla mia religione, dissi che ero stata cattolica ma che ora ero una libera pensatrice, facendo indubbiamente una dichiarazione con spavalderia giovanile. Mentre ripenso a quella volta, penso che sia stato un peccato che nessuno abbia prestato attenzione a quella mia affermazione sulla religione. Le suore entravano e uscivano dalla mia stanza ed erano efficienti e amichevoli. Una volta o due vidi un prete che passava, ma nessuno venne a parlarmi. Nessuno mi parlò di questioni religose mentre ero lì. Se lo avessero fatto, avrei potuto rispondere. Sei settimane dopo il mio ritorno a casa iniziai a camminare bene, come aveva promesso il dottor Edgerton.

     L'insegnante Bella Visono                                         

    Presto ottenni un posto come insegnante sostitutivo nel Dipartimento di storia del Seward Park High School che dal punto di vista disciplinare, di basso livello, era considerata una scuola difficile. Insegnavo in sei classi Storia medievale ed europea. Quando apparsi sulla scena, gli studenti erano rimasti senza insegnante per settimane e si trovavano a livello del lancio del gessetto e delle gomme. Giunsi ad assolvere il mio compito di insegnante con un senso di venerazione per il mio lavoro, intenzionata a mantenere i miei ideali, ma come tutti i giovani insegnanti imparai che c'era un mare tra la teoria e la pratica. È in classe che un insegnante impara come insegnare. Tutti i corsi impartiti sui metodi di insegnamento servirono solo da orientamento per focalizzare l'obiettivo di base. I ragazzi evidentemente avevano deciso di mettermi alla prova. Nel mio secondo giorno di insegnamento entrai in aula per ritrovarmi dinanzi ad un incendio, appiccato in fondo alla stanza. Mi diressi verso i detriti fumanti, spensi il fuoco e acciuffai i quattro ragazzi più vicini. "Chi ha acceso il fuoco?" chiesi. Essi negarono di avere a che fare con la faccenda. Per il momento non c'era altro da fare. Il fuoco fu spento e la lezione di storia europea poté iniziare. Decisi di risolvere il problema senza chiamare il capo del dipartimento o l'assistente del preside. Chiesi aiuto a uno dei ragazzi più grandi. "Evans" dissi, "tu sei più grande degli altri, aiutami con questo problema." Evans si grattò la testa e disse pensieroso: "Ascolti, signorina Visono, quello che deve fare è mostrare loro che può prendere la loro borsa, dopodiché si calmeranno". Fu un buon consiglio! Lavorai duramente per stimolare l'interesse e si calmarono. Nel resto del mandato scolastico  non si verificarono più dimostrazioni violente. In linea con il mio acuto interesse per la politica, provai ad interessare i miei giovani studenti. Gli feci portare in classe i giornali e avviai vivaci discussioni. La maggior parte dei ragazzi portarono i quotidiani e quando annunciai questa scelta uno dei miei studenti, il giovane Morris Levine, un pò infastidito disse:

                           "Miss Visono, cosa vuole che legga, il Times?

                            Io non posseggo né azioni né obbligazioni".

    Il contratto al Seward Park si sarebbe concluso all'inizio di febbraio. Qualche tempo dopo, all'inizio del nuovo anno, il 1926, il dottor Dawson, il presidente del dipartimento di Scienze Politiche dell'Hunter College, mi chiamò e mi offrì un posto al college, dove iniziai ad insegnare nel febbraio dello stesso anno (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     The School of Darkness – By Bella Dodd – PDF    

    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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  • The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    The School of Darkness – 2 – La nuova vita in America

    Martedì, 7 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Stati Uniti, Nuova vita in America 

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 2

    Capitolo 2° – La nuova vita in America

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Secondo                                                      

    New York – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio Basile(Continua da qui The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella) –  La ragione per cui mia madre non era tornata in Italia da me per cinque lunghi anni, me la spiegò in seguito mio padre: c'era stata una terribile depressione in America, ed era stato impossibile per lui raccogliere i soldi necessari a mia madre per affrontare il viaggio, e poi una bambina piccola non poteva viaggiare da sola. Fui imbarazzata nell'incontrare mio padre. Era biondo, con gli occhi azzurri e riservato, l'opposto di mia madre. Ma nonostante i suoi modi non estroversi, sentivo che mi amava. Era gentile e fece di me una brava donna di casa. Nella nostra nuova abitazione erano rimasti solo quattro figli, gli altri si erano sposati e avevano una casa propria. Vennero a vedere la "nuova sorella" e mi fecero una grande festa. Ma mi presero tutti in giro per il mio vestito, il mio vestito migliore, quello rosso della cresima, lo stesso che tutti i bambini di Avigliano avevano ammirato. Risero di me ed insistettero affinché mi recassi in un emporio per comprare un vestito americano. Con grande riluttanza misi via il bellissimo vestito rosso da principessa e con esso l'ultimo dei miei anni in Italia.

                  Allora cercai con zelo di diventare una tipica bambina americana.

    I tre fratelli ancora a casa erano abbastanza gentili, ma avevano i loro interessi che non erano certamente quelli di una bambina di sei anni e che non parlava neppure inglese. Ma mia sorella di diciassette anni, Caterina, che chiamavano con il nome americano di Katie, si prese cura di me. Era una ragazza alta, snella e bellissima, con grandi occhi grigi. Lei era molto gentile. Non le piaceva il nome con cui mi chiamavano, Maria Assunta, e quando apprese che mi ero battezzata con un altro nome, Isabella, insistette per chiamarmi Bella. Katie mi portò a scuola.

     La nuova vita in America                                        

    Siccome ero molto intelligente decise di iscrivermi a scuola con un anno di anticipo, asserendo che ero nata nel 1902 (anziché nel 1904). In quei primi giorni di istruzione non aveva avuto difficoltà a farmi iscrivere al secondo anno. Per alcuni giorni fui presa in giro al grido di "wop, wop" (espressione denigratoria e stereotipata, utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare negli Usa, per indicare le popolazioni dell'Europa Sud-occidentale di lingua neolatina, con particolare riferimento agli italiani, considerati generalmente spavaldi, volgari e violenti, secondo un luogo comune – Ndt) ma non prestai attenzione a loro. Non sapevo cosa volessero dire e nel momento in cui lo feci fui accettata come leader della mia classe. Mi piaceva andare e venire da scuola, specialmente girovagare e fissare i tumuli di merce accatastata lungo la strada. Si potevano comprare frutta, peperoni, dolci e persino vestiti e cappelli lì. Mi piaceva guardare i piccioni in strada che si pavoneggiavano con i loro cappotti grigi e rosa e le ali d'argento. Mia madre non condivideva la mia gioia per la città.

                            A volte commentava:  "se vivessimo in campagna!"

    Solo più tardi appresi quanto odiasse le strade sporche, i pettegolezzi dei suoi vicini, l'appartamento stretto. C'erano dei parchi, naturalmente, ma l'avevano resa ancora più nostalgica per i campi aperti. Mia madre era una donna instancabile. Poteva fare una quantità di lavoro infinita, senza mai dimostrare segni di cedimento. Per me pianificò ben presto un programma di lavoro e di gioco; cercò di aiutarmi ad imparare l'inglese, anche se il suo era tutt'altro che buono. Indicava un calendario e ripeteva ogni mese e ogni giorno nel suo inglese curioso e tenero e io le ripetevo le parole. Poi prendeva la scopa e indicava le ore e i minuti sull'orologio della cucina vecchio stile, e ancora una volta ripetevo ciò che lei diceva. Penso che uno dei motivi di questi sforzi educativi fosse il tenermi occupata dopo la scuola, in quanto non tollerava che passassi il tempo nelle strade della città.

     Tra presente e passato                                            

    Mi insegnò a cucire e a fare l'uncinetto: a volte prendeva un filo grosso e mi mostrava punti semplici. "Un giorno ti divertirai col tuo abito nuziale", disse solennemente, e quando non mostrai interesse per questa idea aggiunse: "Ad ogni modo, è un peccato stare in ozio". La mia famiglia mi piacque, ma soprattutto adoravo Katie. L'amavo non solo perché era gentile, ma perché era bellissima, con i suoi capelli, una nuvola sul viso, la vita sottile, i suoi bei vestiti. Mia madre disse che assomigliava a suo padre che era stato un ufficiale di cavalleria. Presto appresi che Katie a diciassette anni si era innamorata di Joe, un giovane alto dalle dita lunghe e sottili e dal temperamento di una star dell'opera. La mia nuova famiglia mi portò pian piano a pensare al passato, e il pensiero tornò all'altra mia famiglia nella lontana Avigliano. A volte, quando mi sentivo infelice e pensavo che mio padre fosse freddo o mia madre preoccupata, immaginavo di tornare da Taddeo. In quei momenti prendevo il mio abito rosso della cresima dalla scatola, il fazzoletto bianco di Mammarella, che mi aveva legato sotto il mento e, indossando i vestiti, immaginavo di essere ad Avigliano. In quattro mesi riuscii a parlare inglese abbastanza bene da godermi la scuola che frequentavo: la scuola pubblica numero uno. Questa scuola aveva ancora le caratteristiche di quello che era stato in precedenza, una scuola di beneficenza, una delle ultime cosiddette "soup schools" (scuole a tempo pieno per bambini poveri, nelle cui mense servivano la zuppa come menu principale – Ndt). In alcune vecchie case vicine, in arenaria, vi erano due vecchie signore che ogni mattina aprivano le lezioni con la preghiera e il canto "Columbia, the Gem of the Ocean". Quando fui pronta per la terza elementare, ci trasferimmo da East Harlem. Alla fine mia madre aveva convinto mio padre che non potevamo più sopportare di vivere nella scomodità delle case popolari. Quindi ci trasferimmo in una casa a Westchester, ma anche questa casa non risultò soddisfacente e ci trasferimmo diverse volte.

     Nella grande casa a Castle Hill                              

    Alla fine, papà aprì un'attività commerciale di successo e diversi anni dopo mamma acquistò una grande casa con un terreno coltivabile, vicino a Castle Hill: qui trascorsi il resto della mia gioventù. C'erano sessantaquattro acri di terra e una grande casa un pò sgangherata. La mamma prima di andare a viverci aveva tanto desiderato questa fattoria. Era di proprietà di Mattie e Sadie Munn, due signorine (zitelle – Ndt) che vivevano vicino a noi. Erano anziane e la mamma si prendeva cura di Miss Sadie, che era invalida. Si occupava anche della loro casa e le vecchie signore dipendevano da lei. Quando morirono andammo a vivere nella loro casa. Gli ex occupanti avevano chiamato la casa coloniale "Pilgrim's Rest". Non c'erano luci ma lampade a cherosene. Il tetto perdeva e c'era solo un bagno esterno. Ma ho amato questa casa fin dal primo momento, specie la mia stanza al secondo piano che era letteralmente tra le braccia di un enorme albero, bello sempre, ma soprattutto quando i suoi fiori, in primavera, s'illuminavano come candele bianche. La nostra casa era sempre piena di bambini. I figli dei miei fratelli andavano e venivano. Katie portava spesso il suo bambino. Inoltre, c'erano cani, gatti, galline, oche e di tanto in tanto una capra o un maiale. La mamma accudiva tutti bene: comprò così tanti mangimi per i polli e per gli uccelli selvatici, che questi consideravano ormai la nostra casa come una sorta di ospitale albergo, tanto che mio padre si lamentava di aver speso più cibo rispetto a quello che si produceva con le uova. Ma io non credevo questo, perché la mamma era una buona manager. Gestiva la sua fattoria con aiutanti assunti ma era la migliore lavoratrice di tutti. Coltivavamo ogni sorta di prodotti, sufficienti sia per noi stessi che per rifornire le vendite presso il negozio di mio padre; alcuni prodotti venivano venduti anche presso il mercato di Washington. Avevamo pochi soldi, ma avevamo una casa, un pezzo di terra buona e una madre piena di risorse e d'inventiva. Non ci preoccupavamo neppure quando i soldi erano limitati. Ricordo un dolce particolare che lei preparava per noi bambini quando i soldi scarseggiavano. Eravamo particolarmente felici quando mescolava la neve fresca, con zucchero e caffè, preparando  per noi la sua versione di granità al caffé (consuetudine anticamente molto diffusa in diverse regioni del Mezzogiorno d'Italia – Ndt).

     Volevamo essere americani!                                     

    Avevamo come vicine di casa famiglie scozzesi, irlandesi e tedesche. C'erano due chiese cattoliche non lontane da noi, la Chiesa della Sacra Famiglia, frequentata in gran parte da tedeschi e quella di St. Raymond, frequentata dai cattolici irlandesi. Non frequentavamo nessuna delle due chiese e mio padre e mia madre smisero presto di ricevere i sacramenti e di andare a messa. Ma la mamma cantava ancora canzoni dei santi e ci raccontava storie religiose dalla cantina dei suoi ricordi.

                    Sebbene noi considerassimo ancora la nostra famiglia cattolica,

                                      non praticavamo più il cattolicesimo.

    La mamma esortava noi bambini ad andare in chiesa, ma presto seguimmo l'esempio dei nostri genitori. Penso che mia madre fosse condizionata dal suo povero inglese e dalla mancanza di vestiti consoni. Anche se il crocifisso era ancora sui nostri letti e la mamma accendeva le candele della veglia davanti alla statua della Madonna, noi bambini maturammo l'idea che tali cose ormai appartenessero al nostro passato italiano e ora  volevamo essere americani. Con abnegazione e inconsapevolezza ci allontanammo dalla cultura della nostra gente, alla ricerca di qualcosa di nuovo. Per me questa ricerca iniziò nelle scuole pubbliche e nelle biblioteche. C'era una scuola pubblica a mezzo miglio da casa nostra: al numero dodici. Il dottor Condon, il preside, un uomo che nutriva molti interessi, amava vedere i suoi alunni marciare verso scuola al suono del tamburo. Era capace di interrompere le lezioni e di invitare tutti a marciare, con i suonatori di tamburi in testa. In questa scuola c'era la lettura della Bibbia quotidiana, officiata dallo stesso dott. Condon. Imparai ad amare i salmi e i proverbi che ci leggeva, ad ammirare il loro linguaggio poetico. Vicino alla nostra casa su Westchester Avenue c'era la chiesa episcopale di San Pietro e su Castle Hill c'era la canonica. Nell'architettura e nel paesaggio, queste chiese inglesi s'ispiravano alla basilica di San Pietro. I terreni circostanti si estendevano per mezzo miglio o più. In estate raccoglievamo le more e in primavera le violette e la stella di Betlemme. San Pietro era una vecchia chiesa; nel suo cimitero c'erano lapidi con nomi oscurati dalle intemperie. A volte, la domenica pomeriggio, vagavo nel cimitero cercando di riconoscere le persone dai loro nomi. Grazie alla mia costante lettura di libri sulla storia americana pensavo a tutti quei morti come pellegrini, puritani o eroi della guerra civile. Spesso adagiavo su quelle tombe mazzi di fiori, come segno di rispetto per gli uomini e le donne di quel passato americano. Volevo appassionatamente far parte dell'America: come una pianta, stavo cercando di mettere radici.

                      Avevamo tagliato i legami con il nostro passato

                          ed era difficile trovare una nuova identità.

    Il sacerdote di San Pietro, il dottor Clendenning, era un dignitoso e gentile gentiluomo che per strada salutavamo con rispetto mentre camminava o mentre ci recavamo in canonica. Di fronte a San Pietro c'era un edificio per le attività ecclesiastiche ed io ci passavo quan'ero sulla via di ritorno dalla scuola. Vicino c'era la biblioteca di Huntington e feci amicizia con la bibliotecaria.

     Il prototipo dell'uomo americano                               

    Era interessata ai bambini a cui piacevano i libri e fu lei a suggerirmi di frequentare il circolo del cucito pomeridiano presso la parrocchia di San Pietro. A capo di questo circolo c'era Gabrielle Clendenning, la figlia del ministro. Ci incontravamo una volta a settimana, cucivamo e cantavamo. Fu qui che per la prima volta imparai canzoni semplici come "Onward, Christian Soldiers" e "Rock of Ages Cleft for Me". Gli altri bambini erano soliti attraversare la strada prestando servizi in chiesa. Decisi di unirmi a loro in questo perché mi consideravo cattolica, anche se in realtà ero consapevole di non avere quasi nessun legame con la mia Chiesa. Spiegai a Miss Gabrielle che ai cattolici non era permesso frequentare nessun'altra chiesa. Sembrava capire e non obiettò o discusse mai con me al riguardo. Quando i bambini tornavano dai servizi, prendevamo thè e biscotti. Era una compagnia molto piacevole. Spesso Gabrielle Clendenning invitava i bambini a cavalcare con lei sul suo carretto da pony. Per me era un'esperienza eccezionale; significava essere accettata tra le persone che amavo. La madre di Gabrielle, mi disse la bibliotecaria, era la figlia di Horace Greeley. Non sapevo chi fosse Horace Greeley, ma mi disse che era stato un famoso editore e un patriota americano. Ricordo questa famiglia come apportatrice di un'influenza salutare sul nostro vicinato. Rispecchiavano quel che consideravo il prototipo dell'uomo americano. La vita in quella piccola comunità era pacifica. Il nostro quartiere era pieno di persone che si rispettavano a vicenda nonostante le differenze di razza o religione. Non eravamo consapevoli delle differenze ma della gentilezza reciproca. Il signor Weisman, il farmacista e la signora Fox, i proprietari del negozio di dolciumi, i McGraths, i Clendennings e i Visonos, vivevano tutti insieme senza alcun pregiudizio di ostilità o disuguaglianza. Abbiamo accettato le nostre differenze e abbiamo rispettato ogni persona per le sue qualità. Era un buon posto dove crescere un figlio.

     Un viscerale amore per la lettura e un anno nero   

    Diversi anni prima che mi diplomassi alla scuola pubblica, al civico dodici, era scoppiata la Prima Guerra Mondiale. Diventai un'avida lettrice di giornali. Leggevo la raccapricciante propaganda che caricava i tedeschi di atrocità. La mia immaginazione fu stimolata al massimo. Dopo di allora, non persi mai l'abitudine di leggere il giornale. E ciò che lessi lasciò la sua impronta su di me. Nell'autunno del 1916 ero pronta per l'Evander Childs High School. Ma per un anno non potei iscrivermi,

                                         fu un anno duro e terribile per me.

    Stavo tornando a casa sulla carrozza un caldo giorno di luglio e stavo salutando il conducente. D'un tratto la carrozza si fermò e non so cosa sia successo dopo, ma fui scaraventata in strada e il mio piede sinistro andò sotto le ruote del carro. Non svenni. Soggiacqui lì in strada finché mio padre non accorse: mi prese in braccio e con le lacrime che gli rigavano il viso, mi portò da un medico. Quando arrivò l'ambulanza, mi venne un gran dolore, ma il dottore che si sedette accanto a me fu così gentile che non volli arrecargli particolare disturbo. Scherzammo insieme fino al Fordham Hospital. Mentre mi portavano dentro, svenni. Quando tornai cosciente c'era l'odore dell'etere e un dolore che mi attraversava senza pietà. L'espressione sul volto di mia madre, seduta accanto a me mi disse che era accaduto qualcosa di estremamente grave:

             quello stesso giorno seppi che il mio piede sinistro era stato amputato.

    La mamma giunse all'ospedale con gran premura, carica di arance e fiori e qualsiasi cosa pensava potesse interessarmi. Era un'estate calda e afosa. Ci fu uno sciopero dei mezzi pubblici e mia madre dovette percorrere molte miglia fino all'ospedale. Durante quell'anno terribile non salto mai neppure un giorno di visita. È stato un momento amaro per me. Ero nel reparto femminile, perché ero alta per la mia età. Vidi molte donne morire nella sofferenza. Fui particolarmente colpita da una vecchia signora, che venne all'ospedale con un'anca rotta e morì di cancrena dopo che le ebbero amputato la gamba. Quella notte e per molte notti successive non riuscii a dormire. La mia ferita non si rimarginava bene. Stavo in quell'ospedale da quasi un anno: trattamento dopo il trattamento, operazione dopo operazione, con pochi miglioramenti. Cinque volte fui portata in sala operatoria; per cinque volte annusai l'odore nauseante dell'etere. Il massimo della desolazione fu quando giunse il giorno di apertura della scuola e vidi dalla finestra dell'ospedale i bambini che passavano con i libri in braccio. Ero così triste che il giovane Dr. John Conboy si fermò a chiedere cosa c'era che non andava. "Oggi avrei iniziato il liceo", gli dissi tra le lacrime. "Ora resterò indietro con il latino!". Il latino era la materia che preferivo più di ogni altra. Per me era il simbolo di una vera educazione. Quel pomeriggio il dottor Conboy mi portò la grammatica latina che aveva usato al college e promise di aiutarmi. Iniziai subito a studiarla. Durante il tempo della mia degenza in ospedale mi registrai come "cattolica", ma  non vidi mai nessuno dalla mia Chiesa. Ogni tanto un prete entrava nel reparto, ma io ero troppo timida per chiamarlo. Comunque, arrivarono la dottoressa Clendenning e Gabrielle, e loro mi scrissero delle lettere. Una volta la dottoressa Clendenning mi portò un piccolo libro di poesie e detti religiosi. Sulla copertina bianca c'erano fiori, e il frontespizio era una riproduzione di "The Gleaners" (le spigolatrici) con il titolo: Palette d'Or (tavolette d'oro). Lessi e rilessi quel libro.

     Il ritorno a casa e la morte di Katie                          

    Quando fu evidente che le operazioni chirurgiche non erano altro che dolore, la mamma decise di portarmi a casa. Trascorsi i successivi sei mesi nella fattoria e la mamma si prendeva cura di me. Andati in giro con le stampelle fin quando non fu possibile applicare sul mio piede una protesi. Un medico specializzato in medicina generale veniva a casa nostra per curarmi una volta a settimana, perché l'operazione non era stata ben fatta e le ferite guarivano lentamente.

                     Passai la maggior parte del mio tempo a leggere e scrivere poesie

                               e a coltivare il mio rapporto d'amicizia con mia madre.

    Ero così felice di essere lontana dall'ospedale che mi sentivo quasi contenta. Durante questo periodo la nostra famiglia subì numerosi lutti.

                                      Mia sorella Katie perse il suo secondo figlio

                       e non molto tempo dopo morì colpita dall'epidemia influenzale.

                   Mamma soffrì terribilmente e i suoi capelli castani divennero bianchi.

    Mi faceva male vederla soffrire così. I suoi figli si erano sposati ed erano andati via da casa; una figlia era morta, l'altra era invalida. Durante quel periodo, costretta in casa, passai la maggior parte del mio tempo a leggere. Mia madre mi portava libri dalla biblioteca locale e lessi anche la pila di quelli lasciati a casa nostra dai Munns. Poiché quella famiglia era stata metodista, i libri includevano una varietà di innari, vecchie bibbie, commenti e le prediche di John Wesley. C'era anche la copia di un libro di Sheldon intitolata In His Steps, che destò in me una profonda impressione. Le vecchie Bibbie sulle quali studiavo, contenevano illustrazioni affascinanti. Mi piacevano i sermoni di John Wesley. Ancora oggi la sua robustezza mi conforta, così ferma e dritta come le querce inglesi sotto le quali stava in piedi per parlare alla sua congregazione. In questi vecchi libri consunti, c'era naturalmente molta della semplicità del Vangelo e da loro elaborai una piccola preghiera che non lasciai mai più. Anche quando non ci credevo più, ne ripetevo spesso le parole come si fa con la poesia preferita. Questa preghiera, ispiratami dai libri di John Wesley, recitava così: "Caro Dio, salva la mia anima e perdona i miei peccati, per amore di Gesù Cristo. Amen!" (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

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    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

     

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

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    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    16 febbraio 2016

    Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo

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    Mercoledì, 7 marzo / 2018  – di William Guy Carr. Tratto da Pawns in the Game (1954) –   Redazione Quieuropa, William Gut Carr, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Illuminati  Pawns in the Game: Illuminati, Satanisti, Massoneria e nascita del Comunismo La strategia di Satana e dei suoi seguaci, nei rapporti tra Illuminati e Massoneria, svelati da William Guy Carr   Tratto da […]

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    Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico

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    Sabato, 28 luglio / 2018 – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Casaleggio,  Movimento, M5S,  Jean Jacques Rousseau   Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico L'ultima fase della rivoluzione "democratica", sotto il marchio del solito Rousseau di Roberto Pecchioli e Sergio Basile   Premessa a cura di Sergio Basile   […]

    27 luglio 2018Commenti disabilitati

     

    Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il ’68

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    Venerdì, 6 luglio / 2018  – di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Silvio Berlusconi, Piano Dullas, 1968,  rivoluzione,  Sbarco  Il Piano Dulles, la P2, Berlusconi e il '68 Il Piano Dulles e gli eredi del Sessantotto: il piano massonico di sovversione dei costumi italiani attraverso i media, dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri […]

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    Comunismo Occulto – Prima Parte

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     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

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    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

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    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

  • The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella

    The School of Darkness – 1 – L’infanzia di Bella

    Domenica, 5 agosto / 2018

    di Bella Dodd –

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, School of  Darkness, Picerno, Potenza   

    The School of Darkness (La Scuola delle Tenebre) / 1

    – L'infanzia di Bella e la partenza per gli Usa

    Il libro che smascherò gli inganni della falsa religione comunista,

    perpetrati dall'oscura alleanza con il sistema bancario

     

    di Bella Dodd

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzaro – di Sergio BasileLa Basilicata diede i natali ad un personaggio straordinario, molto conosciuto in America, a cavallo tra gli Anni Quaranta e Sessanta, ma completamente ignoto alla storiografia di regime di casa nostra, ancora oggi. Si tratta di Maria Assunta Isabella Visono, al secolo Bella Dodd, nata nel 1904 in una fattoria di Picerno, comune di cinquemila abitanti nella provincia di Potenza. La piccola all’età di sei anni fu costretta ad emigrare a New York, per raggiungere il padre e il resto della famiglia. Maria Isabella, per tutti ormai "Bella Dodd", si dimostrò fin da giovane un'anima viva, intraprendente e coraggiosa; indomabile e animata da un orgoglioso spirito di rivalsa che solo chi ha vissuto in contesti di disagio e precarietà può maturare. Ben presto si laureò in Legge, divenendo di seguito professoressa di scienze politiche. Grazie alle sue doti e al suo carisma fece carriera nel mondo sindacale e fu nominata capo dell’Unione degli Insegnanti dello Stato di New York e di seguito – ingannata dalla suadente promessa comunista di eterei paradisi terrestri di uguaglianza e giustizia universale – fu tra i membri più attivi del Consiglio Nazionale del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA), fino al 1949. Bella Dodd visse, sia pur non direttamente, gli orrori delle guerre mondiali, ma ebbe il gran merito di non accontentarsi mai delle ricostruzioni storiche preconfezionate che il sistema mediatico centralizzato spacciava a piene mani attraverso le maglie della fragile e multietnica società americana (specchio della Pan-Europa di oggi). Nel 1952 accadde qualcosa di provvidenziale nella vita di Bella, una vera e propria rinascita che coincise con la sua ri-conversione spirituale al Cattolicesimo. La giovane italo-americana, fin da piccola devota a Sant'Antonio, ma poi allontanatasi dalla fede, realizzò un personalissimo incontro con Gesù Cristo, quel Signore che da piccola, in Basilicata, nelle campagne di Picerno, aveva imparato a pregare, ma che a contatto con le distrazioni della vivace e progressista società americana, aveva ben presto dimenticato, per seguire altre chimere mondane.

                        Solo dopo il suo ritorno alla fede dei padri – solo allora –

            ella comprese i reali obiettivi del partito, cioé di quella contro-chiesa

                                che stava servendo nell'oscurità più remota,

                        da alto funzionario del Partito Comunista Americano.

    Forte di questa consapevolezza e in reazione a quella che definì "La Scuola delle Tenebre" – contro i suoi retaggi e i suoi subdoli insegnamenti – decise di dedicare tutti i suoi ultimi giorni alla denuncia di quel falso mito, rivelando pubblicamente le strategie usate dai comunisti (giudeo-massoni) per destabilizzare e distruggere l'acerrimo nemico di sempre: la Chiesa Cattolica. L'eroica Bella Dodd, dimostrando un coraggio da fiera donna del Sud (Italia), decise di rinnegare un passato di menzogne e ipocrisie e a partire dal 1952 fornì testimonianze preziosissime e dettagliate sull'infiltrazione comunista nella Chiesa, nello Stato, negli istituti scolastici, nelle università e in ogni comparto pubblico ed istituzionale della società americana (e non solo); e lo fece in pompa magna, dinanzi alla Commissione per le attività americane della Camera. Ma la Dodd non si limitò a questo: raccolse dati e nomi, ricostruì fitte trame bancarie e pubblicò tutto in un libro denuncia dalla portata devastante, con un emblematico titolo, che ben sintetizzava la "guerra di religione" in atto, avviata dai potentati giudeo-massonici (per l'occasione nascosti dietro i vessilli rossi del Comunismo) contro la Chiesa Cattolica. Nel 1954 “School of Darkness” (la Scuola delle Tenebre) fu un successo senza eguali, malgrado i tentativi di censura e boicottaggio dei poteri forti:

                 la Dodd fu tra i primi studiosi di settore a dimostrare sistematicamente

    come il comunismo non fu altro che una farsa perpetrata dai finanzieri internazionali

              “per controllare l’uomo comune” e promuovere la tirannia mondiale

                                               (o Nuovo Ordine mondiale).

    L'opera della Dodd fu basilare per comprendere le dinamiche e gli intrecci sviluppati tra le logge le banche e i partiti, fiutando la pista dei sovvenzionamenti che i grandi banchieri e finanzieri internazionalisti stanziarono fin dal cuore di Wall Street e della City di Londra, verso Mosca, San Pietroburgo e gli altri numerosi focolai rivoluzionari appiccati dalla falsa ideologia comunista. La conversione di Bella Dodd per il grande paese americano fu un momento importante per la realizzazione di una coscienza comune sul fronte cattolico anti-comunista ed anti-cospirazionista in generale. In gergo americano ella fu quella che si dice una "revert". Cresciuta cattolica, rifiutò la sua fede nella vita adulta e alla fine ritornò alla Chiesa sotto la guida del vescovo Fulton Sheen nel 1952. Morì nel 1969. Lo scritto che segue, la traduzione del primo capitolo della sua grande opera (The School of Darkness: praticamente introvabile e – tra l'altro – mai tradotta in italiano) vuol essere un gesto di gratitudine, un mio piccolo omaggio personale alla memoria di questa grande donna, che può considerarsi uno dei più eroici paladini della contro-rivoluzione, di sempre. Che la sua storia e la sua testimonianza, sottratta alla polvere e al buio delle cantine, possano servire a ciascuno di noi per cercare sempre la via della Verità e conservare quel sano spirito critico che è il sale della vita, nella consapevolezza che oltre la materia esiste un universo infinito, invisibile, fatto di spirito e che l'uomo – nel bene e nel male – può utilizzare le armi dello spirito per la devastazione dell'umanità (delle anime e della materia) o per la rinascita e prosperità della stessa, nonché per la salvezza della propria anima.

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

     

    The School of Darkness – La Scuola delle Tenebre / 1

    Capitolo 1° – L'infanzia di Bella e la partenza per gli Usa

    The School of Darkness, Ed. P.J. Kennedy & Sons, New York, 1954

    (Traduzione dall'originale a cura di Sergio Basile)

     

    di Bella Dodd

    THE SCHOOL OF DARKNESS

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Capitolo Primo                                                           

    New York, Picerno (PZ) – di Bella Dodd / Traduzioni dall'originale "The School of Darkess", a cura di Sergio BasileCapitolo Primo / Premessa – Sono nata nel sud Italia in una fattoria che era stata della famiglia di mia madre per generazioni, ma potevo considerarmi davvero un’americana nata sul suolo italiano come risultato di una serie di incidenti. E fu un incidente che mi tenne in Italia fino a quando non ebbi compiuto sei anni. Solo anni dopo seppi che una delle ragioni per cui mia madre mi aveva lasciato lì era la speranza che un giorno lei fosse riuscita a persuadere suo marito, a New York con gli altri suoi figli, a tornare con loro in Italia. Per lei quella fattoria vicino Potenza rappresentava la vita, ma non fu mai in grado di persuaderli, perché l'America era il posto da loro scelto. Mia madre era rimasta vedova quando il più giovane dei suoi nove figli era ancora un bambino. Con l'aiuto dei figli più grandi gestì la fattoria. Se Rocco Visono non fosse venuto a Potenza dalla sua casa di Lugano, senza dubbio sarebbe rimasta lì per il resto della sua vita. Ma Rocco si innamorò di Teresa Marsica che, nonostante i suoi nove figli e una dura vita di lavoro, era ancora attraente, con gli occhi scuri e luminosi e i modi vivaci. Rocco era venuto a visitare una sorella sposata con un funzionario governativo e aveva incontrato Teresa nel vicino villaggio di Picerno. Scalpellino di mestiere, trovò lavoro a Potenza mentre Teresa si stava decidendo. Era quasi persuasa, ma esitò quando venne a sapere che Rocco aveva intenzione di andare a New York. Ci volle molto tempo per convincerla a fare il grande passo. Guardava il fertile terreno del suo campo e vedeva crescere bene la lattuga e i fagioli: questa era stata la fattoria di suo padre, quella di suo nonno e quella del padre di quest’ultimo.

    Come avrebbe potuto abbandonarla e attraversare l'Atlantico verso l'incertezza?

                       Avrebbe mai trovato una terra da amare e lavorare?

    Ma il sereno pretendente dagli occhi azzurri era persistente, e anche i bambini erano dalla sua parte, desiderosi di andare in America, perché Rocco aveva raccontato loro storie brillanti della vita lì, della libertà e della possibilità di arricchirsi.

     Verso il sogno americano                                           

    Litigarono e implorarono la madre finché lei non cedette. I tre ragazzi più grandi sarebbero dovuti andare con il loro padre eletto e mia madre e gli altri si sarebbero uniti a loro più tardi. Comunque Teresa, per ragioni sue, aveva insistito sul fatto che non l'avrebbe sposato fino a quando non fosse arrivata in America. Alla fine Teresa dovette cedere e i quattro partirono per gli Stati Uniti. Da East Harlem inviavano entusiaste lettere. C'erano molti italiani che vivevano lì ed era come una colonia di gente di casa; lei avrebbe dovuto raggiungerli al più presto. Allora Teresa accettò l'inevitabile: disse addio ai suoi vicini e ai suoi amati campi, alla casa che l'aveva protetta per tutta la vita e in cui tutti i suoi figli erano nati. Ma affidò la fattoria a un parente perché non poteva sopportare di venderla: un giorno sarebbe potuta tornare. Con sei bambini s’apprestò ad intraprendere il lungo viaggio verso la sua nuova vita. I tre ragazzi più grandi e Rocco la portarono in trionfo nel loro appartamento di cinque stanze sulla 108a strada. Teresa era felice di rivederli, ma guardò con sgomento le stanze. Fu solo parzialmente confortata quando sua sorella, Maria Antonia, che era stata in America per qualche tempo, venne ad accoglierla.

                      Nel gennaio del 1904 Rocco Visono e Teresa Marsica

                   si sposarono nella Chiesa di Santa Lucia a East Harlem.

    Al sentire le parole del prete avvertì una nostalgia come mai prima. Il ricordo del passato, di Fidelia, sua madre, Saverio, suo padre e gli operai della fattoria;

            vide sé stessa e i suoi fratelli e sorelle, tutti in ginocchio insieme

           per la preghiera familiare nel grande salone del casale di Picerno.

     Ritorno in Italia e nascita di Maria Isabella            

    Diversi mesi dopo arrivò una lettera dall'Italia che diceva a Teresa che c'erano problemi con la gestione della sua proprietà. A questa notizia, persuase Rocco che doveva tornare indietro per sistemare le cose, forse affittare la fattoria a persone responsabili. Nel momento in cui fu in mare aperto Teresa si rese conto di essere incinta. Era costernata. L'attività in Italia avrebbe potuto richiedere mesi e il bambino sarebbe potuto nascere lì. Gli affari della fattoria avrebbero potuto richiedere più tempo di quanto si aspettasse.

                                Nell'ottobre del 1904 nacqui a Picerno

                 e fui battezzata con il nome di Maria Assunta Isabella.

    Con l'approvazione di mio padre, Teresa decise di tornare negli Stati Uniti e lasciarmi sotto le cure di una madre affidataria. Sperava di tornare entro un anno, ma passarono ben cinque anni prima che potesse rivedermi. Avevo quasi sei anni quando vidi mio padre, i miei fratelli e mia sorella per la prima volta.

     Tra le amorevoli cure di Mammarella e Taddeo       

    La donna che divenne mia madre adottiva e balia era la moglie di un pastore di Avigliano. Il suo bambino era morto e lei era felice di prendersi cura di me. Per cinque anni vissi con queste persone semplici e, sebbene ci fosse poco lusso nella piccola casa di pietra, ricevetti amorevoli cure da entrambi i miei genitori adottivi. Li rivedo e i miei ricordi risalgono al mio terzo anno. Mammarella era una brava donna e io le ero molto devota. Ma fu a suo marito, Taddeo, che andò il mio amore più profondo. Non c'era nessun altro bambino in famiglia e mi diede tutto il suo affetto genitoriale. Ricordo la loro casa col caminetto, il tavolo preparato per cena, io in braccio a Taddeo, avvolta nel suo grande manto di pastore. Successivamente, nei giorni difficili, desideravo spesso di essere di nuovo quella piccola bambina che sedeva lieta godendo del loro amore protettivo. Mia madre mandava soldi regolarmente e offriva ai miei genitori adottivi più conforto di quanto avrebbero potuto fornire i piccoli salari di Taddeo. Di tanto in tanto Mammarella cercava di fare di Taddeo qualcosa di più di un pastore da collina. Non amava il suo essere lontano da casa in inverno. In quella zona montuosa dell'Italia faceva freddo in inverno; così le pecore furono spinte verso la Puglia, regione più calda dove il pascolo era migliore. Anche in estate Taddeo soggiornava spesso tutta la notte sulle colline. Poi io e Mammarella andammo da lui portando cibo e coperte in modo che anche noi potessimo dormire all'aperto.

     Mentre marito e moglie parlavano, io mi perdevo nei campi, alla ricerca di fiori e farfalle.

                                   Ricordo di aver corso da una collina all'altra.

                                 Le mie dita ansiose si allungarono verso l'alto,

                perché il cielo sembrava così vicino che pensavo di poterlo toccare.

    Sarei tornata stanca per trovare Mammarella che lavorava a maglia e Taddeo, che mi intagliava sempre nuove scarpe di legno. Indossai un paio di scarpe di cuoio, solo poco prima di partire per l’America.

     Il Cielo, il pellegrinaggio, la scoperta del Purgatorio 

    Taddeo mi alimentava con il latte caldo dalle sue pecore e cercava di spiegarmi il Cielo. Una volta disse: "Non importa, piccola, forse un giorno toccherai il cielo. Forse". Poi mi raccontava storie sulle stelle, e credevo quasi che appartenessero a lui e che potesse spostarle nei cieli. Mi addormentai avvolta in una coperta e quando mi svegliai mi ritrovai nel mio letto a casa nostra ai margini del villaggio. Ho vaghi ricordi delle cose della religione. Ricordo di essere stata portata diversi giorni e notti sulle spalle di Taddeo in pellegrinaggio con molte persone che camminavano attraverso una foresta profonda, verso un santuario: doveva essere primavera perché i boschi erano ricoperti di viole. Da allora non ho mai più rivisto violette blu senza sentire nella mia mente il vocio delle preghiere dette insieme a quella gente.

                      Uno dei bambini mi parlò di un posto chiamato purgatorio.

    Disse che se io avessi permesso al vescovo di mettere del sale sulla mia lingua, bagnandomi la fronte con acqua benedetta (Sacramento della Cresima –  Ndt) sarei salita in cielo e se non lo avessi fatto, sarei rimasta in purgatorio per anni e anni. Dissi questo a Taddeo e per una volta non fui consolata:

                                 disse che il purgatorio era un posto grigio,

             senza alberi e senza colline, ma disse che sarebbe stato lì con me.

     S. Antonio mi avrebbe fatto ritrovare la via smarrita  

    Di seguito parlai con Mammarella e mi disse che, anche se ero giovane, mi avrebbe fatto cresimare, perché il vescovo stava venendo nella nostra città per officiare la cerimonia. Ciò richiese grandi preparativi. Ricevetti un nuovo vestito rosso con un collo alto, cucito "stile principessa". Ebbi il mio primo paio di scarpe di cuoio. Quando venne il grande giorno, andai in chiesa presto. Era ancora quasi vuota, tranne che per la presenza di un gruppetto irrequieto di bambini in attesa della cresima. I pochi posti disponibili nella grande chiesa furono collocati verso l'altare, riservati ai nobili della città. Tutti gli altri si inginocchiavano sul pavimento di pietra. Mi inginocchiai anch'io e mi guardai attorno, soffermandomi sulle statue.

                         Ebbi una particolare predilezione per Sant'Antonio,

                            con il sorriso tenero e Gesù Bambino in braccio.

               Taddeo mi disse che Sant'Antonio avrebbe vegliato su di me

                                  e mi avrebbe tenuto lontano dal male;

    e che se avessi perso qualcosa, Sant'Antonio mi avrebbe aiutato a ritrovarlo.

     Una visita inaspettata                                                        

    Una sera a cena sentimmo dei passi frettolosi e una voce eccitata che diceva: “Una lettera d'amore…”. “Forse è di mia madre", dissi, "e ci saranno soldi per Mammarella". Quando l'aprii, vidi solo una lettera minuscola e niente soldi. Nessuno mi disse di cosa parlava la lettera. Settimane dopo ero sola in casa, vicino al fuoco. Febbraio era freddo quell'anno. Taddeo era in Puglia e non sarebbe tornato per qualche tempo. Mammarella era andata alla fontana del villaggio per prendere l’acqua. Sentii strani passi sui ciottoli: la porta si aprì e comparve una donna alta e scura con un cappotto pesante che mi guardava e senza pronunciare una parola mi abbracciò. Poi si tolse il velo e vidi che aveva i capelli neri e folti, un po 'grigi, ma morbidi e ondulati. La guardai con stupore. "Tu chi sei?" chiesi. Lei mi rispose in italiano, ma sembrava diverso da quello del nostro villaggio. "Sono un’amica delle persone che vivono qui. Dov'è il pastore?" "Non è qui, è in Puglia." "Ti piace lui?" "Lo amo più di chiunque altro al mondo! Gli voglio tanto bene." La fissai e mi chiesi perché avrebbe dovuto fare queste domande. "Certo che lo fai!” (disse lei tranquillamente). "Vieni qui e siediti sulle mie ginocchia mentre ti racconto una storia, ma prima, dimmi: lo ami più di tua madre?". "Certo! Non conosco nemmeno mia madre!". La strana signora mi sorrise. "Ascolta cara, ho avuto una bambina, una volta”. Mentre ascoltavo cominciai a sentirmi a disagio. “Un dì dovetti andare in una terra sconosciuta dove non avrei potuto prendermi cura di lei, e così trovai un uomo buono e gentile che disse che lo avrebbe fatto per me. Si chiamava Taddeo". " Taddeo?" All'improvviso capii e scivolai dalle ginocchia della donna." “Sei la mia vera madre!?” Mi accarezzò i capelli e disse:

              "Sono venuta fin dall'America per la mia bambina e speravo che mi amasse!”

                                           Qualcosa nella sua voce mi conquistò.

    Allora mi volsi verso di lei e le gettai le braccia al collo e poi mi sedetti accanto a lei finché non sopraggiunse Mammarella. Ero mezza addormentata e mi ricordai solo che dissi: "Questa è mia madre, la mia vera madre!” Rispose: “devi amare tua madre! Quella sera se ne andò di nuovo, ma disse che sarebbe tornata entro una settimana e che mi avrebbe portato in America con lei: da quel momento fu tutta una preparazione febbrile. Taddeo disse che sarebbe tornato a casa prima che io fossi partita.

     Gli ultimi giorni con Taddeo e Mammarella                  

    Per me quella settimana con i miei compagni di gioco fu memorabile. "Ti ha portato regali?" Chiesero i bambini. "Andrai in pullman a Potenza?” “Le case in America sono fatte di vetro?” Mi chiese un altro bambino. “Nessuno è povero lì? Tutti sono contenti e mangiano i maccheroni tutti i giorni!

                      Mangiare i maccheroni ogni giorno era il massimo per i bambini

            la cui dieta principale erano i fagioli e la polenta: l'essenza della plutocrazia.

    Tornerai?” qualcuno chiese. In qualche modo questa era la prima volta che pensavo di andarmene e mi sentivo un pò scossa, ma risposi con audacia: "Certo che lo farò, e un giorno vi porterò tutti con me in America"Nessuna ulteriore parola per mia madre era arrivata da Taddeo alla vigilia della mia partenza. Mammarella aveva preparato una meravigliosa cena di pasta arricata e noci e calamaretti farciti con uvetta. C'era vino bianco dolce. Era come il carnevale! Aspettammo Taddeo, ma quando lui non venne, ci sedemmo e mangiammo in silenzio. Quindi ripulimmo il tavolo.

                              Mi sedetti con la testa contro la sedia di Mammarella:

            stava piangendo, ma si fermò quando vide che anche io iniziai a piangere.

                 Mi prese tra le sue braccia e cantò per me una canzone sui santi.

    Taddeo non era ancora arrivato. Temevo di non rivederlo più. Cercai di fissare per sempre la sua immagine dentro di me, così non l’avrei scordata mai più. Mammarella mise la cenere sulle braci e andammo a letto; ma non riuscivo a dormire. All'improvviso udii passi pesanti sui ciottoli. Quando la porta si aprì ero già tra le sue braccia. Avevo i piedi freddi, si tolse il manto e lo avvolse attorno a loro e li strofinò. Mammarella entrò, accese il fuoco e cominciò a riscaldare la polenta. Rimasi seduta tra le sue braccia mentre Taddeo ci parlava del suo viaggio di ritorno: "Ho viaggiato per metà della notte e non avevo idea che sarebbe stato così freddo ad Avigliano". Devo subito tornare all'ovile della valle perché ho lasciato le pecore in custodia a Filippi. Mi disse che sarebbe potuto restare solo un'ora con noi.

     "Sant'Antonio mi ha portato qui", mi disse. "Mi ha aiutato ad arrivare qui in tempo,

                  non dimenticare mai che lui ti aiuterà ad arrivare dove devi

                                           e a trovare quello che perdi."

    Prestai poca attenzione alle sue parole. Ero felice di sedermi accanto al fuoco e di guardarlo mentre mangiava la polenta e immergeva il pane nel vino rosso. Poi si alzò, indossò il lungo mantello e si avvolse la sciarpa intorno al collo. "Questo scialle è troppo sottile… Ascolta, piccola, mi manderai una lettera dall'America?" I miei occhi si riempirono di lacrime. Mi baciò e disse con tono rassicurante:

                                    "Ecco, tesoro, un giorno tornerai…

                       Ora vai in una bella casa dove sarai una signorina

                 e avrai vestiti di seta e forse due paia di scarpe di cuoio."

    "Non voglio andare”, dissi piangendo in preda al panico. "Non voglio.. non lo farò!" Mi tenne finché non smisi di singhiozzare e poi disse: "Ora devo davvero andare, Addio tesoro!" e mi consegnò a Mammarella e si affrettò a uscire di casa. Faticai a divincolarmi e lo rincorsi. Non avevo lo scialle e il mio vestito volava nel vento. Continuai a chiamare, "Taddeo! Taddeo!", corsi giù per la strada fino a quando arrivai in piazza e potei vedere Taddeo e Filippi che guidavano le pecore davanti a loro. C’era un freddo pungente e il terreno era ghiacciato. Chiamavo Taddeo ancora e ancora. Avevo messo il mio primo paio di scarpe di cuoio da mostrargli e le stringhe slegate mi fecero inciampare; la pelle dura mi faceva male ai piedi. Giacevo nella neve e singhiozzavo. Mammarella mi trovò lì, mi prese in braccio e mi portò in casa, adagiandomi tra le coperte calde. Rimase con me finché non mi fui addormentata. Il giorno dopo mi pettinarono accuratamente, con grande premura e mi vestirono con l’abito rosso della cresima. Le scarpe di pelle nuove erano allacciate intorno alle mie caviglie. Mammarella tirò fuori la sua scatola da matrimonio e ne estrasse un fazzoletto di seta bianca. "L'ho indossato quando ero ragazza", disse, mentre lo piegava in un triangolo e me la legava sotto il mento. Poi siamo andati dall’autista del bus che stava aspettando per portarmi via. "Madonna, questa creatura e tutta occhi!", disse. Mammarella e io ci sedemmo in silenzio nell'autobus e osservammo il desolato paesaggio di montagna e le distese di neve che si inerpicavano lungo la strada. Finalmente, insensibili per il freddo, raggiungemmo la stazione ferroviaria di Potenza. Mammarella mi accompagnò nello scompartimento del treno e mi baciò.

                  Non potevo piangere perché non avevo più lacrime da versare.

    Poi ero da sola, su un treno con estranei verso la strada per Napoli, dove mia madre doveva incontrarmi.

     In viaggio verso l'ignoto                                                     

    Era la prima volta per me, non ero mai stata su un treno, ma non lo trovavo strano. Guardai fuori dalla finestra il panorama che cambiava. Dopo un po’ la neve e le montagne erano scomparse, all’orizzonte solo erba e pianura, con alberi di ulivo qua e là. D’un tratto vidi un gregge di pecore bianche con un pastore e pensai a Taddeo. Ma Taddeo era ormai molto indietro e io ero da sola.

                Avevo lasciato tutto ciò che mi apparteneva e stavo andando verso l'ignoto.

    Il mio compartimento era quasi vuoto. Il capotreno aveva promesso a Mammarella che si sarebbe preso cura di me. Alla fine, mentre sedevo sulla panca di legno, mi addormentai, appoggiandomi al mio fagotto di vestiti, esausta per lo strano movimento del treno. Era notte quando il treno arrivò a Napoli. Il bigliettaio entrò e raccolse il mio bagaglio. "Vieni subito", disse, e lo seguii verso l’uscita. C'era mia madre che aspettava con ansia il mio arrivo. Era alta, dritta e rassicurante. La salutai con entusiasmo e mi rese felice vedere il suo sorriso affettuoso mentre correva verso di me. Ero spaventata dinanzi allo spettacolo di Napoli. C'erano mendicanti che si lamentavano e chiedevano l’elemosina nel nome di San Rocco. C'erano bambini sporchi nelle strade. C'era rumore e confusione. Volevo tornare indietro al nostro tranquillo paesino, dove le persone erano povere, ma pulite e orgogliose. Comunque quando il giorno successivo salpammo per l'America, ero felice (continua…).

    Bella Dodd / New York 1954

    Traduzioni dall'originale "The School of Darkness" a cura di Sergio Basile / Qui Europa

    N.B.: i titoli dei sottoparagrafi sono stati aggiunti dal traduttore e non sono presenti

    nella versione originale in lingua inglese

    (Copyright © 2018 Qui Europa) partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Giovedì, 12 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, sangue contro oro, oro carta, massoneria   Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali Titolo originale: "Il sangue contro l'oro"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 4 – 15 settembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    Lunedì, 17 Ottobre/ 2016    – di Maurice Pinay –  Redazione Quieuropa, Maurice Pinay, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Diffusione del Comunismo in Russia, Diffusione del Comunismo in Italia, Mazzini, Garibaldi, Depretis, Togliatti, Anti messianismo  La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica Il complotto contro la Chiesa: […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

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    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Redazione Qui Europa – Redazione quieuropa, Leone Maurin, Duca di Frontignan, Abate Giord, satana, apparizioni di satana, Frammassoneria sinagoga di Satana, Blackwood Magazine  Apparizioni di satana nelle logge massoniche "Era costui un giovane di una ventina d'anni… il suo sguardo era di una tristezza infinita, di una disperazione profonda" La Massoneria […]

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Martedì,  Marzo 31st/ 2015 – Su segnalazione di Giuseppe F. – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Testimonianza shock di un medico ex massone, anima, perdere l'anima, rito di possessione diabolica, testimonianza shock, setta satanica, milizia di Satana, Corpo mistico di Satana, rito magico, forza della preghiera, Ave Maria e […]

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Martedì, Aprile 15th/ 2014 – Redazione Losai / iniziativa di Libero Confronto  –  Occulto e massoneria, laura Caselli, Redazione Losai, Qui  Europa, Juhani Julin, Gerber Weldon, tv finlandese, parla un ex 33, verità e menzogne sul GADU,Helsinky, Madonna di Fatima, TV7.fi, infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, I fumi di Satana non prevarranno sulla Chiesa   Juhani Julin decide di […]

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Domenica,  Agosto 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Padre Pio, San Giovanni Bosco, Le profezie sulla Casa Savoia, lettera di Padre Pio sulla massoneria, 1917, Massoneria, Politica, Savoia, Piemonte, Legge Rattazzi, soppressione degli ordini religiosi, infame setta della massoneria, la visione e le confessioni di Gesù sulla massoneria a Padre Pio, il tradimento di […]

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Lunedì, Giugno 8th, 2015 – Giuseppe Federici e Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Giuseppe Federici, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica Nella massoneria si è parlato e si parla molto del diavolo. Nella chiesa cattolica modernista ormai […]

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    Lunedì,  Gennaio 18st/ 2016  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / introduzione di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola arena, Giacinto Auriti, moneta, moneta debito, confusione tra soggetto e oggetto, la più maestosa opera satanica della storia  Storia ed Economia – Moneta-Debito: la più grande truffa contro i popoli La più maestosa opera […]

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Sabato, 19 agosto / 2017   – di Don Curzio Nitoglia –  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sionismo, Ebraismo, Dichiarazione Balfour  Balfour e il sionismo  Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d'Israele ►Video in allegato   di Don Curzio Nitoglia con integrazioni a cura della Redazione di Qui Europa     […]

    Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù

    Mortalium Animos – Pio XI contro il  modernismo: in difesa della verità  rivelata da Gesù

    Domenica, 2 Luglio/ 2017   – Enciclica di Papa Pio XI / Mortalium Animos, 1928 –  Redazione Quieuropa, Pio XI, Moderrnismo, Mortalium Animos, Enciclica, Gesù Cristo, Protestantesimo  Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù L'enciclica di un Papa trasparente e coraggioso contro le feroci adulazioni moderiste dei […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

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    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Venerdì,  Novembre 7th/ 2014       – di Don Luigi Villa –  tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" Redazione Quieuropa, La massoneria e la chiesa cattolica, Luigi Villa, Chiesa Viva, Massoneria, profanazione di ostie consacrate, sette, carrierismo, potere, Lucifero, vendita dell'anima, rapporti di potere all'interno e all'esterno della loggia, Chiesa Cattolica  Don Luigi Villa […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

      Martedì,  Luglio 15th/ 2014  – di Padre Florido Giantulli, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Nuovo Ordine Mondiale, Massoneria, Religione solare e laica, Naturalismo, Giordano Gamberini, Logge Giustinianee, List of Lodges Masonic 1973, Grand'Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, Padre Augustin Barruel , Léo Taxil, Il linguaggio massonico, i riti religiosi e la religiosità solare, San Giovanni, Giano e l'allegoria del Sole, Padre Florido Giantulli, […]

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    venerdì, 26 maggio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, congiura, giudaismo, Cabala, panteismo, En Sof  Rapporti tra Giudaismo e Massoneria / 2 – Cabala e teologia massonica La concezione massonica di dio: emanazione del nulla. Deificazione dell'uomo, panteismo ed ateismo: realizzazione dell'antica tentazione demoniaca         […]

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    martedì, 23 maggio/ 2017    Per padre il diavolo, di  Don Curzio Nitoglia Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, per padre il diavolo, problema ebraico, Padre Pablo Natalucci   "Per padre il Diavolo": introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica di Don Curzio Nitoglia   Invito alla […]

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Martedì, 16 maggio/ 2017     – di  Don Floriano Pellegrini  Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, ebraismo, massoneria, Cristianesimo, Ratzinger   L’assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana  e Massoneria I documenti del 1983 e del 1985 che ribadiscono l'inconciliabilità tra Cristianesimo e Massoneria e l'impossibilità per un cattolico ad aderire ad una loggia massonica   di Don Floriano Pellegrini         […]

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    Domenica, 29 Gennaio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Omicidio rituale massonico, San Daniele Comboni  L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni I    di Don Curzio Nitoglia                      Premessa – il personaggio S. Daniele Comboni   Roma – di Don Curzio Nitoglia – San Daniele Comboni (1) (15 […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 3

    Sabato, 29 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Regalità di Gesù Cristo, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, questione ebraica, rivoluzione, comunismo, confusione e ignoranza, cristiani, cattolici, protestantesimo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3 La questione ebraica e la primaria e legittima difesa della […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 2

    Lunedì, 24 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo   La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2 La Dichiarazione (massonica) dei "Diritti dell'Uomo" e gli altri favori della Rivoluzione alla nazione ebraica    di Padre […]

  • L’alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness. La straordinaria storia di Bella Dodd

    L’alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness. La straordinaria storia di Bella Dodd

    Giovedì, 2 agosto / 2018

    di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa,  Sergio  Basile, Bella Dodd, Comunismo, Banchieri, School of  Darkness          

    L'alleanza oscura e il Comunismo: School of Darkness.

    La straordinaria storia di Bella Dodd

    Dalla Basilicata a New York: la donna che contribuì a smascherare la

    falsa religione comunista, svelando gli intrecci tra sistema bancario

    e alta finanza

     

    di Sergio Basile

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Catanzaro – di Sergio BasileTra le materie scolastiche più mistificate di sempre, troviamo sul podio sicuramente la storia e l'economia, la cui comprensione necessita oggi di "approfondimenti privati", se non si vuol diventare vittime ignoranti di un bestiale ingranaggio di massificazione del sapere organizzato che ha il fine ultimo di confondere ed indottrinare, cioé controllare. La tesi secondo la quale "i vincitori scrivono la storia" e le masse asservite la imparano è sacrosanta e lo è ancor di più se si considera il legame simbiotico che intreccia irreversibilmente materie apparentemente diverse come storia, economia, diritto e religione. A questo punto, assodata l'esistenza di un "fiume unico del sapere" che condiziona i nostri giorni, una domanda è d'obbligo: chi scrive la storia?

                                              Il Professor Giacinto Auriti,

                geniale padre della "Scoperta del Valore Indotto della Moneta"

                       e della teoria della "Proprietà Popolare della Moneta",

                         colui il quale portò all'attenzione del vasto pubblico

                  il crimine della moneta-debito e del signoraggio bancario,

                                  individuandone cause, sintomi e panacee

                             e fornendo nuove chiavi di lettura del mondo,

     amava ricordare ai suoi allievi universitari che la storia la scrivono i filosofi,

                             mentre i politici la eseguono sotto dettatura

                                    e spesso senza neppure accorgersene.

    Sopra i filosofi troviamo poi i capi religiosi, capaci con le loro verità rivelate o menzogne assolute di orientare la penna dei filosofi, contribuendo – nel bene e nel male – a fare la storia. Per barcamenarsi in questa fitta giungla di fatti ed eventi strutturalmente interrelati, malgrado le apparenze, è necessario conoscere le gesta e leggere le testimonianze di uomini liberi, capaci di sfidare il sistema dell'informazione massificata e i signori dell'indottrinamento e difendere la verità a costo della propria vita. Su questa via maestra Gesù Cristo Nostro Signore può considerarsi il faro assoluto della storia, capace attraverso i secoli, i millenni, di animare gli spiriti più umili e i cercatori di verità, spronandoli con il suo esempio, il suo estremo gesto d'amore e la sua risurrezione, a sfidare i "signori della storia" e  "padroni (a tempo determinato) del mondo". L'indagine sulla vita dei santi è storicamente una bussola insostituibile per compredere la storia e trarre da essa isegnamento, ma non è l'unica ancora di salvezza che la Provvidenza ci ha regalato! Eroi del calibro di Giacinto Auriti, Abramo Lincoln, Ezra Pound, Thomas Sankara e John Kennedy,  ad esempio, ci hanno aiutato a fabbricare i "giusti occhiali" per leggere l'economia, partendo dalla conoscenza dello strumento monetario; parimenti personaggi del calibro di Cherep Spiridovich (primo in foto da destra), William Guy Car (secondo in foto da destra), Elizabeth Dilling (seconda in foto da sinistra), San Massimiliano Maria Kolbe, Gary Allen, Henry Delassus e Aleksandr Solgenitsin (solo per citare alcuni tra i nomi più accreditati) ci hanno liberato dai lacci dello sheol della propaganda, regalandoci una visione chiara e netta dei processi storici; di una contro-storia sviluppatasi nel sottobosco di un mondo parallelo.  Tal contesto ci permette di cogliere a pieno anche il senso della celebre confessione dell’illustre drammaturgo statunitense Gore Vidal, che asserì come: la Democrazia fosse la sensazione di poter scegliere e il Getsemani di un uomo fosse la Disneyworld di un altro. Lo stesso dichiarò nel 1984:

    «Io credo che la maggior parte di quella che noi consideriamo la storia umana

                                            sia probabilmente un falso.

    Noi non abbiamo alcun modo di sapere, a parte quello che ci hanno raccontato.

    Ciò che sappiamo è che la Storia è stata scritta da coloro che vinsero le guerre,

                                 pertanto ne conosciamo solo un lato…

    Chi governa vuole che nessuno giunga alla radice dei problemi perché, se vi giungesse,

                            allora il popolo potrebbe cambiare governo.

    Oggi, chi governa esercita il suo potere attraverso la televisione e la stampa,

                                    dando false immagini del mondo!»

                                                      ( Gore Vidal )

     La Grande storia di Bella Dodd                                  

    In merito c'è da riconoscere che la Basilicata diede i natali ad un personaggio straordinario, molto conosciuto in America, a cavallo tra gli Anni Quaranta e Sessanta, ma completamente ignoto alla storiografia di regime di casa nostra, ancora oggi. Si tratta di Maria Assunta Isabella Visono, al secolo Bella Dodd, nata nel 1904 in una fattoria di Picerno, comune di cinquemila abitanti nella provincia di Potenza. La piccola Maria all’età di sei anni fu costretta ad emigrare a New York, per raggiungere il padre: una delle innumerevoli e tristi pagine di emigrazione forzata alle quali furono avvezze le comunità sociali meridionali, a partire da quella tragedia storica che fu l'Unità d'Italia. Maria, per tutti ormai "Bella Dodd", si dimostrò fin da giovane un'anima viva, intraprendente e coraggiosa; indomabile e animata da un orgoglioso spirito di rivalsa che solo chi ha vissuto in contesti di disagio e precarietà può maturare. Ben presto si laureò in Legge, divenendo di seguito professoressa di scienze politiche. Grazie alle sue doti e al suo carisma fece carriera nel mondo sindacale e fu nominata capo dell’Unione degli Insegnanti dello Stato di New York e di seguito – ingannata dalla suadente promessa comunista di eterei paradisi terrestri di uguaglianza e giustizia universale – fu tra i membri più attivi del Consiglio Nazionale del Partito Comunista degli Stati Uniti (CPUSA), fino al 1949. Bella Dodd visse, sia pur non direttamente, gli orrori delle guerre mondiali, ma ebbe il gran merito di non accontentarsi mai delle ricostruzioni storiche preconfezionate che il sistema mediatico centralizzato spacciava a piene mani attraverso le maglie della fragile e multietnica società americana (specchio della Pan-Europa di oggi).

     La conversione e l'eroica denuncia                             

    Nei primi anni '50, la crisi del '29 era ormai un brutto ricordo e la moderna società post-bellica, smaniosa di rinascita e abbagliata dai flash del falso progresso aveva staccato il biglietto per lo spettacolo del secolo; essa si apprestava ad ammirare la rappresentazione di gran teatro di un fantomatico boom economico ad orologeria: fasti che da lì a poco avrebbero rivelato alla modernità il velenoso risvolto della medaglia, preparando il salato conto del debito inestinguibile, prezzo dello "sviluppo" e anticamera della decadenza, gettato sulla pelle delle masse compiaciute ed ignare. Proprio nel bel mezzo del "secolo oscuro", mentre gli States si apprestavano a divenire i gendarmi del mondo (difensori della democrazia globale); mentre la musica nera ammaliava il mondo con nuove sonorità e il Rock, dal Soul e dal Blues muoveva alla conquista delle anime delle nuove generazioni; mentre il dollaro si ergeva a moneta leader e la droga con Woodstock, da lì a poco (1969) con la complicità dei governi si apprestava a diventare un fenomeno di costume, accadde qualcosa di provvidenziale nella vita di Bella, una vera e propria rinascita che coincise con la sua ri-conversione spirituale al Cattolicesimo. La giovane italo-americana realizzò un personalissimo incontro con Gesù Cristo, quel Signore che da piccola, in Basilicata, nelle campagne di Picerno, aveva imparato a pregare, ma che a contatto con le distrazioni della vivace e progressista società americana, aveva ben presto dimenticato, per seguire altre chimere mondane.

                        Solo dopo il suo ritorno alla fede dei padri – solo allora –

            ella comprese i reali obiettivi del partito, cioé di quella contro-chiesa

                                che stava servendo nell'oscurità più remota,

                        da alto funzionario del Partito Comunista Americano.

    Forte di questa cnsapevolezza e in reazione a quella che definì "La Scuola delle Tenebre" – contro i suoi retaggi e i suoi subdoli insegnamenti – decise di dedicare tutti i suoi ultimi giorni alla denuncia di quel falso mito, rivelando pubblicamente le strategie usate dai comunisti (giudeo-massoni) per destabilizzare e distruggere l'acerrimo nemico di sempre: la Chiesa Cattolica. L'eroica Bella Dodd, dimostrando un coraggio da fiera donna del Sud (Italia), decise di rinnegare un passato di menzogne e ipocrisie e a partire dal 1952 fornì testimonianze preziosissime e dettagliate sull'infiltrazione comunista nella Chiesa, nello Stato e in ogni comparto pubblico ed istituzionale della società americana; e lo fece in pompa magna, dinanzi alla Commissione per le attività americane della Camera.

             "Negli anni '30 abbiamo infiltrato millecento uomini nel sacerdozio (seminari)

                                           per distruggere la Chiesa dall'interno.

     L'idea era che questi uomini fossero ordinati e avessero raggiunto posizioni di influenza

                                      e autorità come Monsignori e Vescovi. (…)

                                 Ad oggi essi sono nei posti più alti della Chiesa

                                   e lavorano per condizionare il cambiamento

                  al fine di indebolire l'efficacia della Chiesa contro il comunismo. (…)

            Assisterete a cambiamenti tali che non riconoscerete la Chiesa cattolica".

                                                             ( Bella Dodd )

     School of Darkness                                                           

    Ma la Dodd non si limitò a questo: raccolse dati e nomi, ricostruì fitte trame bancarie e pubblicò tutto in un libro denuncia dalla portata devastante, con un emblematico titolo, che ben sintetizzava la "guerra di religione" in atto, tra potentati giudeo-massonici (per l'occasione nascosti dietro i vessilli rossi del Comunismo) e la Chiesa Cattolica. Nel 1954 “School of Darkness” (la Scuola delle Tenebre) fu un successo senza eguali, malgrado i tentativi di censura e boicottaggio dei poteri forti:

                 la Dodd fu tra i primi studiosi di settore a dimostrare sistematicamente

    come il comunismo non fu altro che una farsa perpetrata dai finanzieri internazionali

              “per controllare l’uomo comune” e promuovere la tirannia mondiale

                                               (o Nuovo Ordine mondiale).

    Ad oggi il libro è ovviamente introvabile persino nel circuito dell’usato. Esso si pose in scia con altre importanti opere di denuncia come Secret World government or The Hidden Hand, di Cherep Spiridovich (1926), aprendo la strada a Pawns in the Game, di William Guy Carr (1956). Contemporanea di Bella Dodd, fu un'altra grandissima scrittrice americana, Elizabeth Dilling, uno dei massimi esperti di sempre di giudeo-massoneria, Talmud, Cabala e sovversione anticristiana. Tra i suoi scritti un particolare cenno meritano The Red Network, A Who's Who And Handbook Of Radicalism For Patriots (1934); The Roosevelt Red Record and Its Background (1936); The Octopus (1940) e The Plot Against Christianity (1954). Libri che consigliamo vivamente all'attenzione dei lettori!

     L'oscura alleanza                                                                

    L'opera della Dodd fu basilare per comprendere le dinamiche e gli intrecci sviluppati tra le logge le banche e i partiti, fiutando la pista dei sovvenzionamenti che i grandi banchieri e finanzieri internazionalisti stanziarono fin dal cuore di Wall Street e della City di Londra, verso Mosca, San Pietroburgo e gli altri numerosi focolai rivoluzionari:

                  una fitta rete di incendi ideologici appiccati dai signori del denaro,

                                                       seguaci del Male,

                             al fine di sovvertire l'ordine cristiano del mondo,

      favorendo il passaggio dalla gloriosa società cristiana, teocentrica ed organica

                      ad una società atea, nichilista, hegeliana e anti-cristica.

    La prova del trasferimento di fondi dai banchieri di Wall Street alle attività rivoluzionarie internazionali è ormai definitivamente assodata: ricordiamo in merito anche Under the Sign of the Scorpion. The rise and fall of the Soviet Empire” (“Sotto il segno dello Scorpione” – Ed. Referent, Stoccolma 2002) un altro pregevole studio (da leggere assolutamente) dello scrittore  Juri Lina. Tra le tante prove fornite dalla Dodd, un cablogramma di William Boyce Thompson, un direttore della Federal Reserve di New York, nonché forte azionista della Chase Bank (controllata dai Rockefeller), secondo il quale egli stesso contribuì per 1 milione di dollari alla propaganda della Rivoluzione Bolscevica. Ella ricostruì e provò, ad esempio, anche i finanziamenti diretti del banchiere newyorkese Eugene Boissevain, in favore di John Reed, membro americano del Comitato Esecutivo della Terza Internazionale. Ovviamente i finanziamenti alla rivoluzione giudeo-bolscevica giunsero da tutti i fratelli di loggia, compresi quelli europei: tedeschi, inglesi, svedesi, ecc.. I due terzi del sostegno economico-finanziario agli scorpioni rossi venne proprio dall’occidente. Addirittura fu lo stesso Times , il 10 marzo 1920, a confermare il complotto:

    “Si può considerare ormai come accettato che la Rivoluzione Bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773. Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky (che da lì a poco sarebbe diventato capo del primo esecutivo comunista – Ndr). E’ anche rivelatore il libro “Rossija nakanune revoljucii” di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: “Avevamo la ‘nostra’ gente dappertutto. (…). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure l’organizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge”.

     Un patto senza confini                                                     

    L'appoggio all'ascesa e diffusione del Comunismo fu dunque trasversale. In merito, abbiamo già ricordato in altri studi (1) il ruolo del padre spirituale  del Commonwealth (nonché fondatore della Table Round) Lionel George Curtis sia nella paralisi del rublo (blocco anglofono del credito deciso contro lo Zar, per indebolire ed inficiare la reazione contro-rivoluzionaria) che nell'ascesa del governo Kerensky e nel decollo programmatico della Paneuropa kalergiana (futura Unione Europea). Pertato la Rivoluzione Bolscevica fu sovvenzionata anche con capitali britannici! Lo stesso Lenin ammise l'arcano, riconoscendo, secondo i canoni più puri della dialettica hegeliana l'alleanza oscura, sempre esistita, tra padroni della moneta-debito, capitalisti e comunismo: un perfetto gioco tra le parti attuato per ingannare le masse e confiscare loro sia la sovranità monetaria che quella spirituale, tagliando le gambe della Vera Religione con la falce dell'ideologia e schiacciando nel baratro della sofferenza i Cristiani (e di scorta tutti i popoli della Terra) con il martello della Rivoluzione.

               “Esiste anche un’altra alleanza – a prima vista strana e sorprendente –

                 ma se ci pensate sopra è in effetti ben fondata e semplice da capire.

                    Questa è l’alleanza tra i nostri capi comunisti e i vostri capitalisti”.

                                                           ( Vladimir Lenin )

    (1)  Cfr.: Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa ; Cfr.:  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

     Dialettica hegeliana e Nuovo Ordine Mondiale           

    Questa satanica alleanza fu propedeutica al sorgere delle più aberranti ideologie del Novecento, che servirono da alibi allo scoppio delle Guerre Mondiali. Lo schema, imprestato dalla Cabala e dall'idealismo settecentesco, di Hegel e Fichte, fu quello tipico della tradizione idealista (2 – Cfr.: Casaleggio, la Rete e il Nuovo Ordine Democratico)  e illuminista: Tesi-Antitesi-Sintesi; Destra-Sinistra-Centro; Comunismo-Nazismo-Guerre Mondiali. In questo gioco al massacro, il banchiere anglofono finanziò l'URSS (1917) e nel cotempo sostenne in nazionalsocialismo hitleriano (1933). Il falso profeta Hegel, eroe della giudeo-massoneria contro la Civiltà Cattolica medievale (pre-rinascimentale e comunque pre-illuministica) trovò dunque nei banchieri giudeo-massoni (americani, anglofoni e occidentali in generale) i suoi più fervidi sostenitori e ideali discepoli. Scrive Hegel, nella Fenomenologia dello Spirito:

    La gemma scompare quando sboccia il fiore, e si potrebbe dire che ne viene confutata; allo stesso modo, quando sorge il frutto, il fiore viene, per così dire, denunciato come una falsa esistenza della pianta, e il frutto subentra al posto del fiore come sua verità. Ora, queste forme non sono semplicemente differenti l’una dall’altra, ma l’una soppianta l’altra in quanto sono reciprocamente incompatibili. Nello stesso tempo, però, la loro natura fluida le rende momenti dell’unità organica, in cui non solo non entrano in contrasto, ma sono necessarie l’una quanto l’altra; e soltanto questa pari necessità costituisce la vita del Tutto.

                                                  “Se si riconosce che il comunismo

                              non è un programma per la condivisione del benessere,

                                                bensì un metodo per il suo controllo,

      allora l’apparente paradosso del super-ricco che promuove il comunismo non è più tale.

         Diventa il logico, persino il perfetto strumento per megalomani in cerca di potere.

            Il comunismo non è il movimento delle masse oppresse, ma dell’élite economica”.

                                                         ( Gary Allen – 1936-1986)

                     ( scrittore anti-cospirazionista americano, autore di The Rockefeller file )

    Il definitivo sigillo alle confessioni di Bella Dodd, Cherep spiridovich, Elizabeth Dilling, William Guy Carr e degli altri coraggiosi eroi della contro-rivoluzione, fu apposto sul libro eterno della Verità dal grande scrittore russo Aleksandr Solgenitsin (1918-2008) che denunciò pubblicamente a New York

                             “L’intera esistenza dei nostri aguzzini (i capi comunisti)

                  è sempre dipesa dall’assistenza economica del mondo occidentale.

                              Noi (russi) siamo schiavi dalla nascita. Siamo nati schiavi!

    Non sono più giovane, e anch’io sono nato schiavo; ciò è ancor più vero per i più giovani.

                   Noi siamo schiavi, ma aneliamo alla libertà. Voi però siete nati liberi.

                                   Se è così, perchè allora aiutate i nostri aguzzini?”.

                                            ( Aleksandr Solgenitsin – 1918-2008 )

    Bella Dodd - Communism - School of Darkness

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La conversione di Bella e la Via della Verità        

    La conversione di Bella Dodd, per il grande paese americano, fu un momento importante per la realizzazione di una coscienza comune sul fronte cattolico anti-comunista ed anti-cospirazionista in generale. In gergo americano ella fu quella che si dice una "revert". Cresciuta cattolica, rifiutò la sua fede nella vita adulta e alla fine ritornò alla Chiesa sotto la guida del vescovo Fulton Sheen nel 1952. Morì nel 1969.

                               La rinascita spirituale, e di scorta intellettuale, della Dodd

                  fu indispensabile al fine di cogliere la portata religiosa del Comunismo:

    non un sistema di governance, non una teoria di redistribuzione economica delle ricchezze,

                                   non un principio di emancipazione dei popoli,

                    ma semplicemente una falsa e oscura religione pagana, satanica.

                                 Una religione fatta di precisi codici, riti e simboli,

                     riconducibili alle antiche credenze caldeo-babilonesi ed egizie,

             trasmessi, infettati, agli atavici e irriducibili rinnegatori del Cristianesimo

                     durante la cattività babilonese e la schiavitù in terra d'Egitto.

    Il passaggio dal Comunismo, per contrasto, fu parimenti importante, nella formazione della sua identità. L'inganno rosso era sbocciato nel suo animo nobile, da uno slancio naturale serbato per la causa dei poveri; d'altra parte il Comunismo era stato presentato alle masse ignoranti come la "religione laica dei poveri e degli oppressi". Ma nel 1952 i suoi occhi si aprirono, aiutando milioni di americani ad uscire dal tunnel della Sinagoga di Satana celata sotto i vessilli rossi.

            "Con le migliori motivazioni e il desiderio di servire i lavoratori del mio paese,

          io e migliaia come me, eravamo stati portati a tradire proprio queste persone".

                                                           ( Bella Dodd )

    Quando incontrò il vescovo Sheen per la prima volta, Questi la portò in una piccola cappella nella sua casa per pregare davanti a una statua della Madonna e le regalò un rosario. Imparando di più sulla Chiesa e sulla vera fraternità, possibile solo sotto la paternità di Dio, Dodd vide com'era stata sottoposta al lavaggio del cervello dal partito

                                             "Una forza dominante e aggressiva

       che conteneva molte caratteristiche malvagie della società materialista esistente"

                                                           ( Bella Dodd )

    e in che cosa "la vita individuale e la libertà erano sacrificabili nell'interesse della classe" secondo i voleri dei profeti del Comunismo. La sua storia conta perché mostra in modo così eloquente come gli istinti più profondi e idealistici della natura umana, l'impulso ad amare, a soffrire per una causa, a sacrificarsi e a desiderare di cambiare in meglio la società possa essere pervertito dagli uomini malvagi e come la verità possa essere contorta e strumentalizzata per fini opposti. Che la sua storia e la sua testimonianza, sottratta alla polvere e al buio delle cantine, possano servire a ciascuno di noi per cercare sempre la via della Verità e conservare quel sano spirito critico che è il sale della vita.

    "Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua

         perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita

                                    per amor mio e dell’evangelo, la salverà.

    Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?

                 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?

                          Perché chi si vergognerà di me e delle mie parole,

                       in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice,

                              anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui,

                quando verrà nella gloria del Padre suo, con i santi angeli".”

                                ( Vangelo Secondo S. Marco – 8, 34-38)

     

    Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Giovani fedeli all’ebraismo: siamo destinati a dominare il mondo – Risposta ideale di due grandi santi

    Mercoledì, 10 Agosto/ 2016    – di Redazione Qui Europa / Premessa Redazione Antimassoneria – /  Redazione Quieuropa, Redazione Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, ebrei, Talmud, San Giovanni Bosco, San Massimiliano Kolbe    Giovani fedeli all'ebraismo: siamo destinati   a dominare il mondo    La confessione: i goym saranno nostri schiavi!  Parlano i protagonisti del New World Order  La risposta ideale della Chiesa, […]

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana"

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

     Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Mons. Henry Delassus, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, massoneria, ecumenismo e mondialismo, Adolfo Crémieux, Magistero della Chiesa, condanna dello spirito americanista, Bergoglio, Pio VI, libertà assoluta della persona umana, libertà di pensiero, Gregorio XVI, Pio IX, separatismo tra stato e Chiesa, Leone XIII, liberalismo largo, tolleranza dogmatica, cosmopolitismo, mondialismo, globalizzazione,  infiltrandosi in ogni nazione, […

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Giovedì, 12 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, sangue contro oro, oro carta, massoneria   Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali Titolo originale: "Il sangue contro l'oro"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 4 – 15 settembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo, millenarismo «gioachimita», Gioacchino da Fiore, ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, San Tommaso d’Aquino, Somma Teologica, Vangelo e Gesù, Puritanesimo, negazione della Santissima Trinità e la Divinità di Cristo, origine ebraica di Gioacchino,  Goffredo d’Auxerre, San Bernardo di Chiaravalle, Giudaismo padre della Massoneria, Massoneria anglo-americana, Rivoluzioni, Liberismo calvinista, Americanismo teo-conservatore, Plutocrazia dell’alta finanza apolide, vera Economia, Millenarismo gioachimita, Giudaismo, […]

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica

    Lunedì, 17 Ottobre/ 2016    – di Maurice Pinay –  Redazione Quieuropa, Maurice Pinay, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Diffusione del Comunismo in Russia, Diffusione del Comunismo in Italia, Mazzini, Garibaldi, Depretis, Togliatti, Anti messianismo  La Massoneria favorisce e propaga il Comunismo che è opera ebraica Il complotto contro la Chiesa: […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Apparizioni di satana nelle logge massoniche

    Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Redazione Qui Europa – Redazione quieuropa, Leone Maurin, Duca di Frontignan, Abate Giord, satana, apparizioni di satana, Frammassoneria sinagoga di Satana, Blackwood Magazine  Apparizioni di satana nelle logge massoniche "Era costui un giovane di una ventina d'anni… il suo sguardo era di una tristezza infinita, di una disperazione profonda" La Massoneria […]

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Leone XIII – Massoneria: Nemica Potenza del Maligno Demone

    Martedì, 6 Settembre/ 2016    di Papa Leone XIII Titoli dei paragrafi aggiunti dalla Redazione  Redazione Quieuropa, Leone XIII, Inimica Vis, Massoneria, Setta massonica, enciclica, formazioni militari, vescovi, l'errore che non contrastate   INIMICA VIS – Leone XIII ai Vescovi d’Italia ch’Egli vorrebbe virili nei confronti della setta massonica Massoneria: “Nemica Potenza del Maligno Demone”   di Papa Leone XIII […]

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Testimonianza shock di un medico ex-massone

    Martedì,  Marzo 31st/ 2015 – Su segnalazione di Giuseppe F. – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Testimonianza shock di un medico ex massone, anima, perdere l'anima, rito di possessione diabolica, testimonianza shock, setta satanica, milizia di Satana, Corpo mistico di Satana, rito magico, forza della preghiera, Ave Maria e […]

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Testimonianza shock alla TV finlandese – La Verità sulla Massoneria: parla un ex-33

    Martedì, Aprile 15th/ 2014 – Redazione Losai / iniziativa di Libero Confronto  –  Occulto e massoneria, laura Caselli, Redazione Losai, Qui  Europa, Juhani Julin, Gerber Weldon, tv finlandese, parla un ex 33, verità e menzogne sul GADU,Helsinky, Madonna di Fatima, TV7.fi, infiltrazioni della massoneria nella Chiesa, I fumi di Satana non prevarranno sulla Chiesa   Juhani Julin decide di […]

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Massoneria – Profetica Maledizione di Don Bosco del 1855 e Visione di Padre Pio del 1913

    Domenica,  Agosto 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Padre Pio, San Giovanni Bosco, Le profezie sulla Casa Savoia, lettera di Padre Pio sulla massoneria, 1917, Massoneria, Politica, Savoia, Piemonte, Legge Rattazzi, soppressione degli ordini religiosi, infame setta della massoneria, la visione e le confessioni di Gesù sulla massoneria a Padre Pio, il tradimento di […]

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica

    Lunedì, Giugno 8th, 2015 – Giuseppe Federici e Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Giuseppe Federici, Massoneria, demonio, diavolo, esoterismo, cultura gnostica, Ermetismo, alchimia e cabala ebraica, Padre Massimiliano Maria Kolbe  Società, Religione e Massoneria Il diavolo nella cultura gnostica ed esoterica Nella massoneria si è parlato e si parla molto del diavolo. Nella chiesa cattolica modernista ormai […]

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito

    Lunedì,  Gennaio 18st/ 2016  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia / introduzione di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola arena, Giacinto Auriti, moneta, moneta debito, confusione tra soggetto e oggetto, la più maestosa opera satanica della storia  Storia ed Economia – Moneta-Debito: la più grande truffa contro i popoli La più maestosa opera […]

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Balfour e il sionismo – Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d’Israele

    Sabato, 19 agosto / 2017   – di Don Curzio Nitoglia –  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sionismo, Ebraismo, Dichiarazione Balfour  Balfour e il sionismo  Origini e obiettivi delle politiche imperialiste del Regno Unito e d'Israele ►Video in allegato   di Don Curzio Nitoglia con integrazioni a cura della Redazione di Qui Europa     […]

    Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù

    Mortalium Animos – Pio XI contro il  modernismo: in difesa della verità  rivelata da Gesù

    Domenica, 2 Luglio/ 2017   – Enciclica di Papa Pio XI / Mortalium Animos, 1928 –  Redazione Quieuropa, Pio XI, Moderrnismo, Mortalium Animos, Enciclica, Gesù Cristo, Protestantesimo  Mortalium Animos – Pio XI contro il modernismo: in difesa della verità rivelata da Gesù L'enciclica di un Papa trasparente e coraggioso contro le feroci adulazioni moderiste dei […]

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti

    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Giovedì,  Luglio 3rd/ 2014  – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione QE – Redazione Quieuropa, Redazione Centro San Giorgio, Paolo Baroni, Nuovo Ordine Mondiale, Il piano di Alice Bailey e il Nuovo Ordine Mondiale, I 10 Punti definiti nel 1922 a cura della fondatrice della Lucis Trust, Lucifer Trust,  l'Agenda degli Illuminati del 1776, rottamare Gesù Cristo, Internazionale Socialista, New Age, Il movimento della Nuova […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Don Luigi Villa – Profilo della Massoneria

    Venerdì,  Novembre 7th/ 2014       – di Don Luigi Villa –  tratto da "La Massoneria e la Chiesa Cattolica" Redazione Quieuropa, La massoneria e la chiesa cattolica, Luigi Villa, Chiesa Viva, Massoneria, profanazione di ostie consacrate, sette, carrierismo, potere, Lucifero, vendita dell'anima, rapporti di potere all'interno e all'esterno della loggia, Chiesa Cattolica  Don Luigi Villa […]

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Affinità Elettive tra Ebraismo e Massoneria

    Lunedì,  Settembre 1st/ 2014 – A cura di Paolo Baroni, Centro San Giorgio e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Ebraismo, Massoneria, Affinità elettive, Léon de Poncis, bolscevismo, socialismo, Abramo Lincoln, Adam Weishaupt, diede vita alla "Setta degli Illuminati", in data 1° Maggio 1776), guerra civile americana, Padre Massimiliano […]

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

    Naturalismo – Essenza della Massoneria, Religione Solare e Laica

      Martedì,  Luglio 15th/ 2014  – di Padre Florido Giantulli, Centro San Giorgio – Redazione Quieuropa, Nuovo Ordine Mondiale, Massoneria, Religione solare e laica, Naturalismo, Giordano Gamberini, Logge Giustinianee, List of Lodges Masonic 1973, Grand'Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, Padre Augustin Barruel , Léo Taxil, Il linguaggio massonico, i riti religiosi e la religiosità solare, San Giovanni, Giano e l'allegoria del Sole, Padre Florido Giantulli, […]

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    Rapporti tra Giudaismo e Massoneria

    venerdì, 26 maggio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, congiura, giudaismo, Cabala, panteismo, En Sof  Rapporti tra Giudaismo e Massoneria / 2 – Cabala e teologia massonica La concezione massonica di dio: emanazione del nulla. Deificazione dell'uomo, panteismo ed ateismo: realizzazione dell'antica tentazione demoniaca         […]

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    “Per padre il Diavolo”: introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica

    martedì, 23 maggio/ 2017    Per padre il diavolo, di  Don Curzio Nitoglia Invito alla lettura di Padre Pablo Natalucci  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, ebraismo, massoneria, per padre il diavolo, problema ebraico, Padre Pablo Natalucci   "Per padre il Diavolo": introduzione al problema ebraico, secondo la tradizione cattolica di Don Curzio Nitoglia   Invito alla […]

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana e Massoneria

    Martedì, 16 maggio/ 2017     – di  Don Floriano Pellegrini  Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, ebraismo, massoneria, Cristianesimo, Ratzinger   L’assoluta inconciliabilità tra Fede cristiana  e Massoneria I documenti del 1983 e del 1985 che ribadiscono l'inconciliabilità tra Cristianesimo e Massoneria e l'impossibilità per un cattolico ad aderire ad una loggia massonica   di Don Floriano Pellegrini         […]

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni

    Domenica, 29 Gennaio/ 2017     – di  Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Omicidio rituale massonico, San Daniele Comboni  L’Omicidio Rituale Massonico: testimonianza di San Daniele Comboni I    di Don Curzio Nitoglia                      Premessa – il personaggio S. Daniele Comboni   Roma – di Don Curzio Nitoglia – San Daniele Comboni (1) (15 […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3

    Sabato, 31 Dicembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Sefirot, Sefer Raziel, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Metatron, Mithra, Dio Sole, Teorie luciferine, evocazione degli spiriti, amuleti, La Rosa di Sharon  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, spiritismo, paganesimo e panteismo anti-cristiano / 3 Chi è Metatron, il […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2

    Mercoledì, 16 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling (1894-1966)  –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, Ebraismo, Satanismo, Zohar, Spinoza, Marx, Darwin, Induismo, Gnosticismo, Panteismo, Sefirot, National Conference of Christians and Jews  Da Babilonia a Gerusalemme – Cabala ebraica, culla di gnosticismo, sincretismo, darwinismo, marxismo / 2 Cabala: alienazione e detronizzazione di Dio: glorificazione luciferina […]

    Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell’ebraismo e della Cabala? / 1

    Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell’ebraismo e della Cabala? / 1

     Martedì, 15 Novembre/ 2016    – di Elizabeth Dilling –  Redazione Quieuropa, Elizabeth Dilling, Piero Pisani, Centro Sa Giorgio, esoterismo, Cabala, Kabbalah, origini occulte, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Satanismo, Zohar   Da Babilonia a Gerusalemme – Qual è la divinità dell'ebraismo e della Cabala? / 1  Panteismo, magia, paganesimo: la rottamazione del Vecchio Testamento   di Elizabeth Dilling  (1)  […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 3

    Sabato, 29 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Regalità di Gesù Cristo, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, questione ebraica, rivoluzione, comunismo, confusione e ignoranza, cristiani, cattolici, protestantesimo  La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 3 La questione ebraica e la primaria e legittima difesa della […]

    La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2

    La Massoneria, nemica della Regalità di  Gesù Cristo / 2

    Lunedì, 24 Ottobre/ 2016    di Padre Denis Fahley  Redazione Quieuropa, Padre Denis Fahley, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Massoneria, Governo Globale, Ebraismo, Nazione d'Israele, dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo   La Massoneria, nemica della Regalità di Gesù Cristo / 2 La Dichiarazione (massonica) dei "Diritti dell'Uomo" e gli altri favori della Rivoluzione alla nazione ebraica    di Padre […]

  • Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

    Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

     Domenica, 4 febbraio / 2018 

    – Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

     Redazione Quieuropa, Comunismo, Capitalismo, Sistema bancario, rivoluzione bolscevica 

    Rivoluzione d'Ottobre e supercapitalismo

    Chi finanziò la rivoluzione giudeo-bolscevica

    anti-cristiana del 1917?

    Ruolo del sistema bancario internazionalista e dell'élite 

    anglo-americana e tedesca nell'ascesa del comunismo

     

    Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

    setta-supercapitalista-e-comunismo-1917

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Premessa                                                                     

    Roma – Tutto, forse, è già stato scritto sulla Rivoluzione russa, ma una domanda inquietante non ha avuto ancora esauriente risposta. Chi finanziò la Rivoluzione? Quali furono, cioè, gli uomini o i gruppi che offrirono alla Rivoluzione il supporto economico necessario per il suo successo e per il suo consolidamento? (2) Si tratta di una domanda non retorica e non secondaria, che viene stimolata dal recente libro di Aleksandr Solženicyn (1918-2008) Lenin a Zurigo (3): un volume che, al di là dei suoi pregi letterari, ha il merito di offrire al grande pubblico uno squarcio di storia contemporanea, che fino a oggi aveva attirato l'interesse solo dei «sovietologi» o di qualche cultore di quel genere particolare di storia che va sotto il nome di «guerra occulta». Il lettore estraneo a tale tematica rimarrà certamente sconcertato nel vedere emergere, come reale protagonista delle pagine di Solženicyn, un personaggio fin qui ignoto ai libri di storia: Aleksander Israel Helphand (1867-1924), detto Parvus (foto grandi in copertina: primo da sinistra)  (4) , la cui figura sanguigna e ributtante giganteggia accanto a quella di Lenin (1870-1924), «l'unico al mondo che potesse veramente competere con lui e il più delle volte vittoriosamente, sempre avanti di qualche passo» (5)Parvus-Helphand non fu infatti solo l'uomo in casa del quale nacque l'Iskra, il giornale di Lenin, e che suggerì a Leon Bronstein Trotskij (1879-1940) la teoria della «Rivoluzione permanente» (6), tirando le fila del primo Soviet di San Pietroburgo, nel 1905; ma fu anche il veicolo del massiccio aiuto finanziario che Lenin ottenne dagli ambienti politici e militari tedeschi. «Fanatico rivoluzionario, non gli tremava la mano nel distruggere gli imperi; mercante fino al midollo, gli tremava la mano quando doveva contare i soldi»  (7). «Non c'era socialdemocratico al mondo – scrive ancora Solženicyn – del quale Lenin non sapesse con che chiave aprirlo e su che ripiano sistemarlo: il solo Parvus non si lasciava aprire e incasellare, e restava a sbarrargli la strada» (8).

    (*) Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9. (2) Tralascio, evidentemente, la risorsa dell'«autofinanziamento» attraverso «esproprio proletario», attentamente considerata in M. Lucini, Chi finanziò la Rivoluzione d'Ottobre, Editrice Italiana, Roma 1967. (3) Cfr. A. Solženicyn, Lenin a Zurigo, Mondadori, Milano 1976. (4) Aleksander Israel Helphand, di origine ebraica, fu il punto d'incontro tra gli ambienti socialdemocratici tedeschi e quelli russi. Dopo la scissione dei socialdemocratici russi nel 1903, si avvicinò a Trotskij, dirigendo di fatto la prima Rivoluzione russa del 1905. Sfuggito alla deportazione, riparò all'estero, riuscendo ad accumulare in breve tempo una considerevole fortuna. Dal 1910 al 1915 fu nei Balcani, consigliere finanziario, tra l'altro. dei governi turco e bulgaro. Nel febbraio 1915 iniziò le trattative con il ministero degli Esteri tedesco per suscitare la Rivoluzione in Russia. Morì in una ricca dimora nei pressi di Berlino nel 1924. Vedi la sua importante biografia, cui attinge Solženicyn, di Z.A.B. Zeman-W.B. Scharlau, The Merchant of Revolution: The Life of Alexander Israel Helphand (Parvus) 1867-1924, Oxford University Press, New York 1965. (5) Cfr. A. Solženicyn, op. cit., pag. 133. (6) Su questo punto, vedi Encyclopaedia Judaica, Keter Publishing House, Gerusalemme 1972, vol. XV, pag. 1404. (7) Cfr. A. Solženicyn, op. cit., pag. 131. (8) Ibid., pag. 130.

     Il finanziamento tedesco                                       

    documenti tedeschi conservati nella Wilhelmstrasse, su cui George Katkov (9) ha per primo attirato l'attenzione, hanno offerto agli storici la

                                            prova definitiva del decisivo 

                           appoggio finanziario tedesco ai bolscevichi (10).

    Un prezioso spoglio dei documenti è stato fatto da Werner Hahlweg (1912-1989) (11) e da Zbyněk Anthony Bohuslav Zeman (1928-2011) (12). Lo stesso Zeman nella sua biografia di Parvus ha perfettamente messo in luce la stretta collaborazione tra Parvus e il conte Ulrich von Brockdorff-Rantzau (1869-1928), ambasciatore tedesco a Copenaghen, a sua volta intimo amico del sottosegretario al ministero degli Esteri Arthur Zimmermann (1864-1940).

                 Attraverso questa catena (13) i cui capi erano rispettivamente

     Lenin e il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg (1856-1921),

         fu trasferita ai bolscevichi una somma che Zenaan e Scharlau valutano

                          non inferiore ai trenta milioni di marchi-oro (14).

    (9) Cfr. G. Katkov, «German Foreign Office Documents of Financial Support to the Bolsheviks in 1917», in International Affairs, vol. XXXII, 1956, pagg. 181 e ss. (10) Il finanziamento tedesco, fin dall'apparizione dei «documenti Sisson» – settanta documenti, dal 27 settembre 1917 al 9 marzo 1918, raccolti nel febbraio e nel marzo 1918 a San Pietroburgo da Edgar Sisson, rappresentante del Committee on Public Information (organo ufficiale della propaganda americana nella Prima Guerra Mondiale) e poi pubblicati in The German-Bolshevik Conspiracy, War Information Series, nº 20, Washington 1918 – è stato oggetto di una lunga querelle storica. George F. Kennan, che ha mostrato come quei documenti fossero parzialmente falsificati (cfr. «The Sisson Documents», in Journal of Modern History, Vol. XXVIII, 1956, pagg. 130-154), non ha potuto dimostrare l'inautenticità delle informazioni in essi raccolte. Il più recente tentativo di «minimizzare» il finanziamento ai bolsevichi si deve a B. Souvarin, in «Soljénitsine et Lenin», in Est et Ouest, 1-15 aprile 1976, pagg. 121-136. Ma agli studi citati di Katkov, Hahlweg e Zeman si possono aggiungere quelli di Michael Futrell, Northern Underground, Faber and Faber, Londra 1963; Stefan Possony, Lenin: The Compulsive Revolutionary, George Allen and Unwin, Londra 1966 e Joel Carmichael, «German Money and Bolshevik Honour», in Encounter, marzo 1974. (11) Cfr. W. Hahlweg, Lenins Ruckkehr nach Russland 1917. Die deutschen Akten, E. J. Brill, Leida 1957, che raccoglie cento documenti tedeschi sul viaggio di Lenin dal 7 settembre 1914 all'11 luglio 1917. (12) Cfr. Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution in Russia 1915-1918. Documents from the Archives of the German Foreign History, Oxford University Press, Londra 1958, che raccoglie 136 documenti (di cui alcuni già pubblicati da Hahlweg) dal 9 gennaio 1915 al 25 giugno 1918. (13) Jacob Furstenberg (1879-1937), conosciuto come Hanecki, Ganecjkji o «Kuba», un ebreo polacco legato a Radek e Dzeshinsky, fu probabilmente, come inclina a credere Futrell (op. cit., passim), la figura chiave della vicenda. Furstenberg, stretto collaboratore politico di Lenin e braccio destro finanziario di Parvus, fu incaricato da Lenin di far passare in Russia i fondi di Parvus. Dopo la Rivoluzione di Ottobre fu commissario principale delle banche presso il ministero delle Finanze e quindi ministro del Commercio Estero. Venne eliminato durante le purghe del 1937. (14) Cfr. Z.A.B. Zeman-W.B. Scharlau, The Marchant of Revolution, pag. 231. 

     Il sigillo di Zimmermann al giudeo-comunismo 

    L'aiuto tedesco ai bolscevichi si concretizzò, inoltre, nel famoso viaggio di ritorno di Lenin in Russia sul «treno piombato», di cui Michael Pearson (15) ci ha dato di recente un'attenta ricostruzione. Il 17 aprile 1917, trentadue esponenti rivoluzionari, tra cui Lenin, la Nadezhda Krupskaya (1869-1939), Grigory Zinoviev (1883-1936), Karl Radek (1885-1939) e Grigory Sokolnikov (1888-1939), lasciarono infatti Zurigo sul «treno piombato» (isolato, cioè, con sigilli, dalle altre carrozze, per sottolineare la non connivenza tra Lenin e il nemico tedesco) alla volta di San Pietroburgo, da qualche settimana in piena rivoluzione.

     L'operazione, approvata dal Cancelliere e personalmente seguita da Zimmermann 

                                                  (prima foto grande da destra)

                           e dagli ambasciatori tedeschi a Copenaghen e a Berna, 

                                                    era stata varata perché 

    «è nostro interesse che in Russia prevalga la frazione radicale dei rivoluzionari» (16) 

       «Dobbiamo assolutamente cercare di creare in Russia il maggiore caos possibile.

        A questo scopo, evitare ogni aperta ingerenza nel corso della Rivoluzione russa.

                      Ma in segreto fare di tutto per approfondire le contraddizioni

                                       tra i partiti moderati e i partiti estremisti,

       tenendo presente che noi abbiamo tutto l'interesse che prevalgano questi ultimi,

                              poiché in tal caso un rivolgimento sarà inevitabile

                         e tale da scuotere le fondamenta dello Stato russo […].

    Abbiamo un maggior interesse ad appoggiare gli elementi estremisti in quanto essi sono in grado di compiere un lavoro più efficace e di raggiungere più in fretta dei risultati. Secondo tutte le previsioni, si può valutare che nel giro di tre mesi la decomposizione sarà abbastanza avanzata perché un intervento militare da parte nostra provochi immancabilmente il crollo della potenza russa»  (17).

    (15) Cfr. M. Pearson, Il treno piombato, Sperling and Kupfer, Milano 1976. Pearson avanza, tra l'altro, l'ipotesi che Lenin, dopo avere appreso dai tedeschi, durante il viaggio sul treno piombato, l'ampiezza del finanziamento a sua disposizione, cambiò opinione sulla tattica rivoluzionaria, decidendo di compiere immediatamente il balzo verso la seconda fase della Rivoluzione (la formula «tutto il potere ai soviet»!). Né è escluso, secondo Pearson, che Lenin abbia lasciato San Pietroburgo il 12 luglio non solo perché malato, ma perché a conoscenza della data precisa della controffensiva tedesca, e abbia progettato il suo colpo di Stato in previsione dell'umiliazione nazionale che avrebbe fatto seguito a una disfatta dell'esercito russo. Inoltre, una delle ragioni delle sue frenetiche pressioni perché il partito agisse in ottobre sarebbe stata la notizia avuta da Berlino, secondo cui gli austriaci stavano per offrire a Kerensky un accordo di pace separata, e che questo avrebbe fatto crollare tutte le speranze dei bolscevichi di arrivare al potere (pagg. 311-317). (16) Telegramma dal segretario di Stato agli Affari Esteri Zimmermann al rappresentante del ministro degli Affari Esteri presso il Quartier generale del 23 marzo 1917, in Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution, pagg. 25-26. (17) Telegramma dall'ambasciatore di Germania a Copenaghen conte von Brockdorff-Rantzau al Ministro degli Affari Esteri, del 2 aprile 1917 (segretissimo); in Z.A.B. Zeman, Germany and Revolution, pagg. 30-31.

     Il finanziamento americano                                     

    Se il viaggio di Lenin sul «treno piombato» è passato alla storia, ancora oscure sono le circostanze di un non meno storico ritorno in Russia. Il 27 marzo 1917, infatti, venti giorni prima della partenza di Lenin, aveva lasciato New York la motonave Christiana Fiord, anch'essa con il suo carico di rivoluzionari che prendevano la via della Russia. Il viaggio ebbe solo uno spiacevole intoppo ad Halifax (Nuova Scozia), dove le autorità canadesi fecero sbarcare sei passeggeri, sospetti di attività sovversive. Tra questi era Leon Bronstein Trotskij, giunto negli Stati Uniti il 13 gennaio dello stesso anno, dopo essere stato espulso dalla Francia  (18).

             Era stato lo stesso presidente Thomas Woodrow Wilson (1856-1924)

                                                (seconda foto grande da destra)

          a interessarsi perché Trotskij potesse ottenere un passaporto americano

                   con il quale intraprendere il viaggio di ritorno in Russia  (19).

    Trotskij fu dunque rilasciato senza difficoltà dalle autorità canadesi, soprattutto quando intervenne l'autorevole raccomandazione del Colonnello Edward Mandell House (1858-1938), conosciuto come l'alter ego del presidente Wilson e noto come figura di spicco dell'establishment finanziario di Wall Street. «House aveva delle potenti relazioni tra i banchieri internazionali di New York. Era peraltro influente, ad esempio, presso grandi istituti finanziari rappresentati da personalità quali Paul e Felix Warburg, Otto H. Kahn, Luis Marburg, Henry Morgenthau, Jacob e Lortimer Schiff. House aveva inoltre potenti relazioni tra i banchieri e gli uomini politici d'Europa»  (20). L'avallo di House e Wilson alla partenza per la Russia di Trotskij ci apre uno spiraglio per avvicinarci a un'altra pagina, che ci permette di gettare un'occhiata più approfondita sul complesso capitolo dei finanziamenti ai bolscevichi. Non esistono, infatti, solo i documenti tedeschi, ma anche i documenti americani, contenuti per lo più nella sezione 861.000 dell'U.S. State Dept. Decimal File degli Archivi Nazionali.

    (18) Sul soggiorno di Trotskij a New York, vedi tra l'altro, J. Nevada, Trotzky and the Jews, Jewish Publication Society of America, Filadelfia 1972. (19) Cfr. J. L. Wise, Woodrow Wilson: Discipline of Revolution, Paisley Press, New York 1938. «Gli storici – ha scritto Wise – non possono dimenticare che Woodrow Wilson […] rese possibile a Leon Trotzky di entrare in Russia con un passaporto americano» (pag. 647). (20) Cfr. D. Smoot, The Invisible. Government, Western Islands, The Americanist Library, Belmont 1965, pag. 2.

     I documenti americani                                           

    Si tratta di documenti quasi totalmente inediti, di cui un primo spoglio è stato fatto, tuttavia, da Antony C. Sutton (1925-2002) in un volume che ha lo straordinario merito di avere per primo sollevato, sul piano scientifico, il velo sui rapporti tra Wall Street e la Rivoluzione bolscevica  (21). Mi limito qui a ricordare un altro storico viaggio a San Pietroburgo, avvenuto nel fatidico 1917, di cui Sutton ci rivela gli interessanti retroscena. Si trattò di una strana «missione» della Croce Rossa  (22), finanziata da William Boyce Thompson (1869-1930)  (23), uomo di spicco dell'establishment, direttore dal 1914 della Federal Reserve Bank of New York, uno dei gangli più importanti di Wall Street. Lo stesso Thompson si aggregò alla delegazione, peraltro più ricca di banchieri che di medici (solo cinque, su ventiquattro componenti). Appena arrivato a San Pietroburgo, Thompson si preoccupò di incontrare, presso l'ambasciata americana, Alexandr Kerensky (1881-1970), cui si premurò di assicurare l'appoggio economico di Wall Street al suo governo. Ma analogo appoggio fu assicurato ai bolscevichi, ai quali Thompson versò un milione di dollari, pagati sull'unica banca di San Pietroburgo sfuggita alla nazionalizzazione: la National City Bank dei Rockefeller  (24)Thompson si fermò in Russia fino al 5 dicembre 1917. Sulla via del ritorno negli Stati Uniti fece sosta a Londra dove, assieme a un altro esponente dell'establishment, Thomas Lamont (1870-1948), incontrò David Lloyd George (1862-1945)  (25). Nel colloquio, Thompson assicurò il suo interlocutore che Trotskij e Lenin non erano agenti tedeschi e che un appoggio alla Rivoluzione bolscevica era necessario per fare sì che i russi continuassero la guerra contro la Germania. L'atteggiamento di Thompson non fu isolato. Il libro di Sutton dimostra ad abundantiam come il gesto del passaporto americano a Trotskij del presidente Wilson non fosse un gesto occasionale, ma la conseguenza di una precisa scelta dei circoli finanziari di Wall Street.

    (21) Cfr. A. C. Sutton, Wall Street and the Bolshevik Revolution, Arlington House, New Rochelle 1974. (22) Ibid., pagg. 71-78. (23) Su William Boyce Thompson vedi H. Hagedorn, The Magnate: William Boyce Thompson and His Time, Reynal and Hitchcock, New York 1935. (24) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 82-83. L'episodio fu registrato, tra l'altro, dalla Washington Post del 2 febbraio 1918 in questi termini: «William Boyce Thompson, che è stato a Pietrogrado da luglio fino a novembre scorso, ha offerto un contributo personale di un milione di dollari ai bolscevichi per la propagazione della loro dottrina in Germania e in Austria». (25) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 91-95.

     Wall Street                                                               

    Una sorpresa ci attende a questo punto: anche l'esame attento dei canali usati dai tedeschi per il loro finanziamento ci porta agli stessi circoli di Wall Street. Questi canali, infatti, come risulta dai documenti, furono sostanzialmente due: la svedese Nya Banken e la banca tedesca Warburg– La Nya Banken fu fondata nel 1912 dall'ebreo russo Olof Aschberg (1877-1960) (26), col fine di aiutare, attraverso uno strumento finanziario, la Rivoluzione socialista. Ora, fin dall'epoca zarista, Aschberg era legato al gruppo Morgan-Rockefeller, per conto del quale, durante la guerra, negoziò un prestito di cinquanta milioni di dollari alla Russia (27). Nel 1918, la Nya Banken cambiò nome e divenne la Svensk Ekonomiebolaget. Aschberg ne mantenne il controllo, ma chiamò a succedergli Marcus Wallenberg (28). Nel frattempo i bolscevichi si posero il problema della loro organizzazione finanziaria. «Ciò di cui abbiamo bisogno – scrisse Trotskij – è un organizzatore come Bernard Baruch» (29).

               Il Baruch sovietico fu Aschberg, posto a capo della Ruskombank,

    la banca commerciale sovietica nata con un capitale di dieci milioni di rubli-oro,

                     sottoscritto in gran parte da banche anglo-americane.

    Tra i suoi più stretti collaboratori alla Ruskombank, Aschberg nominò Max May, vice-presidente del Guaranty Trust of New York (dei Morgan), uno dei gruppi finanziari portanti di Wall Street (30).

    (26) Su Olof Aschberg, vedi Le Meoarer, Albert Bonniers Förlag, Stoccolma 1946. Michael Futrell, che lo intervistò prima della morte, ne ebbe la conferma che i fondi bolscevichi furono depositati presso la Nya Banken. (27) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 55-58. (28) Il banchiere Marcus Wallenberg è uno degli insider ammessi nella ristretta cerchia del Bilderberg Club, come risulta dall'elenco pubblicato in Cristianità, Piacenza, marzo-aprile 1976, anno IV, nº 16. (29) Cfr. H. Coston, Les financiers qui mènent le monde, La Libraire Française, Parigi 1955, pag. 115. Secondo Coston, Aschberg sarebbe stato «il dittatore delle finanze sovietiche» e «il grande corruttore sovietico in Europa occidentale» tra le due guerre (ibid.). (30) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pagg. 62-63.

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     Warburg e gli uomini del Fed Act                          

    La Banca Warburg, fondata ad Amburgo nel 1798, risulta essere l'altro canale del finanziamento tedesco. Ora, vale la pena ricordare che mentre il più anziano dei fratelli Warburg, Max, era rimasto ad Amburgo a curare gli interessi della famiglia, i due fratelli più giovani, Paul e Felix, si erano da diversi anni trasferiti negli Stati Uniti, dove avevano sposato le figlie di due noti banchieri dell'establishment. Paul aveva sposato Nina Loeb (1863-1912), figlia di Salomon Loeb, e Felix Frieda Schiff (1876-1958), figlia di Jacob. Jacob Schiff (1847-1920) (31) aveva sposato a sua volta l'altra figlia di Solomon Loeb, Teresa, ed era stato da questi associato alla guida della banca da lui fondata, la Kuhn, Loeb and Co. (32), una delle maggiori degli Stati Uniti. Felix Warburg divenne partner e poi senior partner nella banca del suocero (33)Paul Warburg     (in copertina: seconda foto grande da sinistrafu l'uomo che riformò il sistema finanziario degli Stati Uniti con il Federal Reserve Act, elaborato in una storica riunione di banchieri internazionali a Jekyl Island (Georgia) nel 1910, e presentato al Congresso dal presidente Wilson nel 1913 (34). I Warburg americani e tedeschi conservavano naturalmente stretti contatti, tanto che il maggior prestito concesso dagli Stati Uniti alla Germania, nel settembre 1914, fu negoziato dalla banca Kuhn, Loeb and Co., che depositò venticinque milioni di marchi sulla propria corrispondente tedesca: la banca Warburg di Amburgo (35).

    (31) Jacob Schiff, discendente del rabbino Meir ben Jacob Schiff, è esplicitamente indicato, accanto ai Warburg e ad altri esponenti della comunità ebraica tedesco-americana, come uno dei finanziatori della Rivoluzione russa in uno dei documenti centrali degli Archivi Nazionali americani, sotto la collocazione State Dept. Decimal File 861.000/5339, dal titolo Bolshevism and Judaism. L'interesse storico di questo documento deriva dal fatto che esso fu ampiamente utilizzato negli ambienti dell'emigrazione russa (vedi, ad esempio, A. De Goulevitch, Zarismo e Rivoluzione, Bocca, Milano 1939, pagg. 164-165), e dalla pubblicistica contro-rivoluzionaria (vedi, ad esempio, P. Virion, Bientot un gouvernement mondial, Editions St. Michel, Parigi 1967, pagg. 134-135), senza che peraltro ne fosse mai dimostrata l'autenticità, ora provata dal prof. Sutton (op. cit., pagg. 186-187). L'Encyclopaedia Judaica sottolinea l'odio di Schiff verso i Romanoff e il suo appoggio finanziario a Kerensky, ma tace dei rapporti con i bolscevichi (vol. XIV, pagg. 960-962). (32) La Kuhn, Loeb and Co. fu fondata nel 1867 dai cognati Abraham Kuhn (1819-1892) e Solomon Loeb (1828 1913). Vedi Encyclopaedia Judaica, vol. X, nº 1287. (33) Su Felix M. Warburg (1871-1937), vedi Encyclopaedia Judaica, vol. XVI, pagg. 282-284. (34) Su Paul M. Warburg, vedi Encyclopaedia Judaica, vol. XVI, pagg. 281-282. (35) Cfr. A. C. Sutton, op. cit., pag. 64.

     Un clan supercapitalista                                               

    Vale la pena, a questo punto, di tentare una ricapitolazione. È certo che i bolscevichi ricevettero cospicui fondi dai tedeschi, ufficialmente in chiave anti-russa: al fine cioè di accelerare la disgregazione dell'esercito russo attraverso l'apertura di un «fronte interno». È anche certo, però, che i bolscevichi ricevettero fondi da alcuni circoli finanziari americani, ufficialmente in chiave anti-tedesca: al fine cioè di ottenere che i russi continuassero la guerra contro la Germania e che, in tempo di pace, il mercato economico russo fosse sottratto ai tedeschi. D'altra parte, emerge altrettanto inconfutabilmente che i finanziatori americani erano in realtà così poco anti-tedeschi da continuare a finanziare, durante la guerra, la stessa Germania (vedi Kuhn, Loeb and Co.); di più, i finanziatori americani e tedeschi dei bolscevichi, apparentemente contrapposti in quanto a intenzioni, risultano strettamente legati tra loro da vincoli economici, se non addirittura «dinastici». Non può dunque reggere l'ipotesi di una «furbizia» bolscevica nel riuscire a ottenere fondi dalle due parti contrapposte, ma prende invece concretezza quella della «furbizia» di un vero e proprio «clan» tedesco-americano che finanziò deliberatamente i bolscevichi dietro copertura patriotticaAlla domanda «chi finanziò la Rivoluzione russa»? sembra dunque improprio rispondere «gli americani» o «i tedeschi», ma pare storicamente più preciso rispondere che

                   la Rivoluzione russa fu finanziata, attraverso canali diversi,

        da un «clan» internazionale, che aveva nelle banche americane ed europee

                              i suoi, non più misteriosi, centri di potenza.

    I legami intrecciati tra questa élitesupercapitalista e la sètta bolscevica furono di natura non ideologica, strettamente legati cioè a interessi commerciali, o tradussero invece, sul piano finanziario, affinità più reali e profonde? Quel che è certo è che questi legami, in sessant'anni di storia, non sono venuti meno; hanno, anzi, acquistato consistenza e spessore e sembrano orientare oggi supercapitalismo e comunismo verso un medesimo oscuro destino.

    da Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9

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    Comunismo Occulto – Seconda Parte

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     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    Le radici occulte del Socialismo

    Le radici occulte del Socialismo

    Lunedì, 10 Ottobre/ 2016    di Jean Vandamme  Redazione Quieuropa, Jean Vandamme, Paolo Baroni, Centro Sa Giorgio, Socialismo, origini occulte, Massoneria, Governo Globale  Le radici occulte del Socialismo Gli iniziati detro ogni ideologia: apparentemente si combattono, ma il fine è lo stesso, la creazione di un unico governo mondiale, la Repubblica Massonica Universale. Il regno dell'anticristo da contrapporre […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]