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  • Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i presunti terremoti politici in Italia

    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i presunti terremoti politici in Italia

    Martedì, 21 Giugno/ 2016

    – di Roberto Pecchioli  – 

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    Torino, il primo sindaco non targato FIAT e i

    presunti terremoti politici in Italia

    Comunali – Riflessione sui risultati elettorali

     

    di Roberto Pecchioli

    presunti terremoti politici in Italia

     Terremoti politici o presunti tali…                                                                 

    Roma  di Roberto Pecchioli – Le elezioni comunali hanno determinato un discreto terremoto politico (per molti preannunciato e pianificato, come probabilmente accaduto a Roma, dove si è avuta l'impressione che la politica che conta abbia fatto di tutto per far vincere il M5S di Raggi, Grillo & Co: come spiegare, altrimenti, le irrazionali divisioni che hanno "accomunato" i cosiddetti oppositori del centro-destra? – Ndr). Personalmente, non avrei partecipato ai ballottaggi di Roma, Milano e Napoli, per antipatia o insormontabile distanza da tutti i candidati. Sarei invece corso a votare contro il candidato di sinistra a Trieste. Amo quasi selvaggiamente quella città e l’Istria, terra di gente che ha voluto essere italiana e ne ha pagato il conto. Il PD locale, che millanta un "neo patriottismo" di facciata, si è presentato con doppia denominazione e sono quindi strafelice della sconfitta di Demokratska Stranka! Ugualmente, avrei votato con piacere Chiara Appendino a Torino. L’ho vista per la prima volta in TV dopo il primo turno: una ragazzona normale e felice, mamma da pochi mesi, l’aria di quelle giovani che riescono benissimo in ciò a cui si applicano. Ha detto cose di buon senso, con semplicità e senza quell’aria da padreterni/e che assumono così spesso i politici in carriera. L’ho poi seguita con piacere sui canali televisivi locali visibili in Liguria e ne ho tratto una bella impressione. Di fronte a Fassino, vizzo, palesemente svuotato, teso a ripetere come un disco rotto vecchie parole d’ordine cui è il primo a non credere, non c’era partita. Ora, per la bocconiana torinese inizia il difficile. Auguri.

     Il cambiamento (!?)                                                                                            

    La vera notizia, tuttavia, non è la sua vittoria, bensì la sconfitta della Torino che conta, il fatto che, dopo decenni, il sindaco non è espressione della Fiat, che, da domenica 19 giugno è diventata ancora di più la FCA con sede in Detroit. Una prova è lo stizzito titolo a tutta pagina della Stampa, il quotidiano della Real Casa Agnelli: “ha vinto la protesta”. Nel pomeriggio, persino il grande sconfitto granduca fiorentino ammetteva che no, il voto degli italiani, e dei torinesi, è stato di cambiamento. Ma sarà poi cambiamento reale? O un semplice assist giornalistico del "premier mai eletto" verso compagini, in fin dei conti, non troppo lontane dall'ideologia unica mondiale, social-mercatista? (Ndr). Fassino, che a circa 70 anni potrà godersi una meritata pensione dopo una carriera fortunata probabilmente al di là dei meriti, si è lamentato, terreo in volto e con l’aria di chi è stato investito da un treno anche in assenza di binari, del voto del centrodestra alla sua avversaria. Forse occorrerà spiegarglielo, ma il ballottaggio funziona proprio così: chi non ha i propri rappresentanti, sceglie, se vuole , chi ritiene meno peggio. Nel caso torinese, è di tutta evidenza che aprire le finestre, togliere l’aria viziata del potere della sinistra politico-automobilistica è un gesto di speranza e di vita.

     Strapotere Fiat                                                                                                    

    La Fiat, a Torino ed in Piemonte,  controlla tutto, comanda tutto, nel tempo ha assorbito o distrutto qualunque realtà estranea al suo dominio. Giovanni Agnelli dalla erre moscia e dall’orologio sopra il polsino fece di Torino il giardino di casa. Non si è mossa foglia, per troppo tempo, che l’Avvocato non volesse, come prima di lui Vittorio Valletta e successivamente Umberto, Lapo e tutti gli altri. La Stampa, alle elezioni, ha sempre preso posizione a favore dei graditi di Corso Marconi, che hanno poi regolarmente vinto la partita. I comunisti torinesi "critici" e di "vecchio stampo" , quando parlano fuori dai denti, considerano Fassino uno dei tanti “graditi” alla Real Casa fin dai tempi del grande partito operaio. Stavolta, ha vinto la giovane Appendino, che ha ribaltato l’esito del primo turno, incassato i voti della destra, con orrore del povero Grissino, e, indubbiamente ha perduto la Fiat. Che, davvero, il potere forte per eccellenza non sia più tale? O forse i torinesi, come la maggioranza degli italiani, sono così stanchi da non ascoltare più le sirene del potere.

    presunti terremoti politici in Italia

     I campioni del liberalismo progressista                                                        

    I giornalisti allineati della Stampa  sono da oltre mezzo secolo i campioni del liberalismo progressista, la cui variante torinese sono i detriti ultimi dell’azionismo gobettiano, bobbiano , gli intellettuali organici della casa editrice Einaudi e, naturalmente, i professoroni in grisaglia subalpina dell’Istituto Agnelli. Forse per i loro ottimi stipendi, più probabilmente per dovere d’ufficio, dimenticano che la protesta che tanto aborrono è quella di centinaia di migliaia di disoccupati o sottooccupati, pensionati a basso reddito, cassintegrati, giovani qualificati che tirano avanti con i voucher, commercianti distrutti dagli ipermercati e dalla criminalità straniera, che ha preso possesso di interi quartieri ( San Salvario, Porta Palazzo, ma anche le vecchie “barriere operaie”). Loro abitano alla Crocetta o a Santa Rita, più spesso in collina e non protestano. Certo,

     Contro la "Torino che conta"?                                                                          

    Chiara Appendino avrà contro di sé tutta la Torino che conta, quella che ha l’abbonamento in tribuna allo Juventus Stadium, quella dei capi e dei dirigenti Fiat, del potere culturale, i sindacati di potere, l’alta burocrazia comunale e regionale, che si metterà di traverso fin da oggi, i poteri bancariTorino è la città di Intesa San Paolo, e, attraverso la ex Cassa di Risparmio cittadina, conta molto in Unicredit. Sono i due maggiori azionisti di Bankitalia, dunque hanno un peso perfino nella BCE. Il loro management  (non sia mai che si dica dirigenza) se si è scomodato a raggiungere i seggi ha certamente votato Fassino, e loro non gradiscono le elezioni, fastidiosa occasione in cui, bene o male, bisogna contare i voti, e non “pesarli”, come sono abituati a fare nei loro consigli d’amministrazione. In più, amano la “stabilità”, che , nella lingua di costoro, vuole dire comandiamo noi e lasciateci fare.

    presunti terremoti politici in Italia

     Effetto banca Etruria                                                                                         

    Il governo, per bocca della dolce Maria Elena Boschi, aveva già minacciato i cittadini che non avessero scelto sindaci PD di chiudere i rubinetti del denaro statale. Peraltro, la poverina è stata sconfitta proprio nella sua città, Montevarchi, passata a destra dopo 70 anni (effetto banca Etruria…) , ma certo il giglio magico sarà particolarmente avaro con Roma e Torino, che hanno capovolto la mappa del potere municipale. Fiat, a sua volta, si metterà di traverso in ogni modo, anche se la Appendino ha svolto la tesi di laurea alla Bocconi sul bilancio della Juventus, oppure proverà a cooptarla nel sistema di potere. E’ il metodo più sicuro, che l’Avvocato teorizzò con il suo noto cinismo (da morto lo si può criticare…), affermando che il miglior governo di destra è quello di centro-sinistra.

     La strada e i chiodi                                                                                              

    Se Chiara e i suoi resisteranno alle lusinghe, e non sarà facile, passeranno alle minacce, alle campagne di stampa e a tutto l’armamentario di chi ha le redini del potere. Per ora, lasciamo che gli roda, e che si stupiscano del voto di quella città che hanno dominato, sfigurandola, almeno dagli anni 30 del novecento. E’ stato bello, comunque, leggere sul viso del loro vecchio amico lo stupore, l’incredulità, lo smarrimento. Per ora, grazie, dottoressa Appendino. Ma, sappilo da subito, non basta l’onestà, non bastano le buone intenzioni. Hai strappato la bicicletta a Coppi: adesso pedala, e cerca di avere ruote di prima qualità, perché la strada, a casa Fiat, è disseminata di chiodi, cocci di bottiglia, trappole e cunette. Da buona torinese, impara a diffidare dei sorrisi falsi e cortesi dei signori e delle madame del caffè San Carlo. Cerea, madamin!

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2016 Qui Europa)
     
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  • Il monito del Vaticano contro il terrorismo, il silenzio sul mondialismo sionista

    Il monito del Vaticano contro il terrorismo, il silenzio sul mondialismo sionista

    Giovedì,  Novembre 13th/ 2014    
     

    Redazione Qui Europa

    Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Niccolò Rosselli del Turco, Dimore storiche italiane, Unione Europea, Commissione europea, Ue, Cultura, UNESCO, Piero Fassino, Bruxelles, Usura, il balletto delle illusioni 

    Il monito del Vaticano contro il terrorismo,

    il silenzio sul mondialismo sionista

    Il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha

    denunciato nuovamente le violenze dei militanti del

    califfato islamico "restaurato", in Medioriente

    Ma che ne è del sionismo mondialista?

     

    Redazione "Qui Europa"

    Integralismo islamico

     La verità parziale del Pontificio Consiglio per il Dialogo                              

    Città del Vaticano – Nei giorni scorsi il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ha denunciato nuovamente le violenze che i militanti del califfato islamico "restaurato" stanno compiendo in Medio Oriente, e soprattutto Iraq e in Siria, chiedendo a tutti i rappresentanti delle diverse religioni di condannare apertamente quanto sta avvenendo da quattro anni a questa parte. Troppo spesso infatti l'uso strumentale della religione nei secoli ed in questi ultimi decenni ha rappresentato un cavallo di troia per dare attuazione ai disegni coloniali delle superpotenze internazionali. Il Vaticano ha inoltre chiesto di prendere le distanze da ogni forma di terrorismo, al fine di permettere che la pianta della cultura della convivenza e del dialogo possa dare i propri frutti. Stop, dunque, a decapitazioni, crocifissioni e impiccagioni; stop ad out-out come la scelta imposta a cristiani e yezidi fra la conversione all'islam, il pagamento di un tributo (jizya) o l'esodo; stop all'espulsione forzata di bambini, vecchi, donne incinta, malati, ecc..; stop a rapimento di ragazze e donne appartenenti alle comunità cristiane come bottino di guerra (sabaya); stop a infibulazioni, distruzione di luoghi di culto e dei mausolei cristiani e musulmani;  stop all'occupazione forzata e alla dissacrazione di chiese e monasteri; stop all'eliminazione di crocifissi e altri simboli religiosi; alla distruzione del patrimonio religioso-culturale cristiano, ecc.. Ma, a nostro modesto avviso,  iPontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso lo stop più convinto dovrebbe imporlo o quantomeno proporlo con forza – e con la potenza della verità e della ragione – alle potenze mondialiste che da oltre un secolo usando armi improprie come il wahabismo (fondamentalismo islamico) contro cristiani e musulmani moderati (vedi qui Così il sionismo creò l’integralismo islamico).Se si vuol davvero fermare il terrorismo si deve far chiarezza su questi punti.

    Redazione "Qui Europa" (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Domenica,  Luglio 13th/ 2014  – di Padre Daniel Maes, dalla Siria – Redazione Quieuropa, Padre Daniel Maes, Siria, Damasco, Bruxelles, Unione europea, sanzioni contro il popolo siriano, ONU, New York, Exxon-Mobil, porto di Anversa, Caldeo di Babilonia in Iraq, Louis I Sako  UE e ONU – Lacrime di coccodrillo per la situazione umanitaria Contro la Siria: sanzioni e sostegno ai cosiddetti […]

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  • Beni culturali e politiche illusioniste dell’Unione Europea

    Beni culturali e politiche illusioniste dell’Unione Europea

    lunedì,  Novembre 10th/ 2014    

    di Don Floriano Pellegrini

    digressioni su uno scritto di Nicolò Rosselli del Turco sull'"Europa"

    presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane»

    Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Niccolò Rosselli del Turco, Dimore storiche italiane, Unione Europea, Commissione europea, Ue, Cultura, UNESCO, Piero Fassino, Bruxelles, Usura, il balletto delle illusioni 

    Beni culturali e politiche illusioniste dell’Unione

    Europea 

    Cultura – A Vienna il balletto delle illusioni: un esempio pratico

    di presa per i fondelli… "europeista"

     

    di Don Floriano Pellegrini

    digressioni su uno scritto di Nicolò Rosselli del Turco  sull'"Europa"

    presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane»

    bruxelles - vienna - cultura

     Premessa                                                                                                                        

    Bruxelles, Torino – In un articolo dello scorso 24 settembre, scritto in occasione delle celebrazioni,  nella città della Mole, di "Torino città della cultura europea" (o meglio "europeista" – vedi qui Vertice Ue a Torino, capitale della Cultura. Quale cultura?) notavamo la bizzarra euforia del sindaco del PD, Piero Fassino, sulle politiche settoriali di Bruxelles, malgrado la vera cultura e la difesa del patrimonio artistico e storico in Italia, e non solo, siano – sempre per colpa dell'usura bancaria ben tollerata e difesa dai nostri politici – dei veri e propri miraggi. Emblematico per la situazione italiana è stato il caso presentato del "cantiere in rovina a cielo aperto di Pompei", sito di impareggiabile valore storico-artistico (record di visite a livello mondiale) lasciato al più completo abbandono, malgrado le numerose chiacchiere e gli investimenti a pioggia che di tanto in tanto scendono dal cielo grigio di Bruxelles, sempre comunque attento a trattenere il 3% del nostro Pil per i motivi più stravaganti… e per mandare avanti strutture e privilegi degni dei faraoni d'Egitto. Nell'occasione in merito abbiamo notato con amarezza che se solo il governo complice dei banchieri "risparmiasse" gli oltre 100 miliardi di euro di interessi passivi sul debito pubblico (fittizio e fraudolento) che regalano, ogni anno, con estrema nonchalance agli istituti di "debito", avremmo avuto ed avremmo in futuro fondi a sufficienza per risolvere il problema della tutela delle nostre tradizioni e dell'occupazione; e risolvere, nel contempo, il problema di Pompei e della criminalità organizzata che vive sulla sventure altrui, trovando   come noto – "provvidenziale" manovalanza nelle aree più povere della Peniosola. La cultura e l'arte allora verrebbero realmente valorizzate e difese. Ma evidentemente gli obiettivi dell'europeismo, a ben vedere, sono altri. Di seguito esaminiamo ancor più nello specifico le enormi crepe del sistema europeista, mediante la critica costruttiva ad uno scritto sull'"Europa" di Nicolò Rosselli del Turco , Presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane». (Ndr)

    Torino - Capitale della Cultura UE

     Osservazioni di Don Pellegrini su uno scritto di Nicolò Rosselli               

    Firenze, Bruxelles, Vienna – Scritto di Nicolò Rosselli del Turco , Presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane», osservazioni critiche di Don Floriano Pellegrini –  "Ecco i fatti.  All’inizio dello scorso maggio mi sono recato a Vienna per l’assemblea annuale di «Europa Nostra». Si tratta di una federazione pan-europea che rappresenta un movimento di cittadini per la salvaguardia (almeno in teoria ndr) del patrimonio culturale e naturale d'Europa e si confronta con organismi internazionali specifici, in particolare l'Unione Europea, il Consiglio d'Europa e l'UNESCO. Avevo già partecipato altre volte ai loro appuntamenti annuali: a Venezia, Taormina, Malta. Anche a Vienna mi sembrò che continuasse il solito schema autocelebrativo di quella federazione, che, ricordo, nacque nel 1963 su iniziativa di «Italia Nostra». Manifestai qualche perplessità alla segretaria generale, Sneška Quaedvlieg-Mihailovic (serba), e al presidente esecutivo, l’amico Denis de Kergorlay, già presidente della associazione, nostra consorella francese, «La Demeure historique». Essi cercarono di rassicurarmi sulle attività della federazione e mi comunicarono ce la loro azione stava dando importanti risultati nell’ambito dell’Unione Europea. L’idea, molto semplicemente, sarebbe questa. L’Unione Europea trova gravi difficoltà, su numerose delle proprie politiche, da parte di alcuni Stati membri. Uno dei temi in cui si trova sempre e facilmente l’unanimità tra gli Stati è quello della politica culturale (1).

    (1) Ndr: l'articolo ci sembra pieno di ottimismo, ma senza alcun fondamento. Ognuno può credere in quel che vuole, ma c’è differenza tra fede e fideismo. L’unica cosa saggia da fare, sarebbe quella non di dare più credito all’Unione Europea, ma di scioglierla, facendo saltare (de facto, sui metodi non ci sbilanciamo) quell’apparato mastodontico, super-costoso, antidemocratico, al servizio delle lobby mondialiste e massoniche, e dei loro parassiti, che è stato battezzato con un bel nome, per illudere i gonzi, l’Unione Europea!

    bruxelles - vienna - cultura

     L'ottimismo europeista di Rosselli del Turco                                                   

    A detta dei miei interlocutori (continua Nicolò Rosselli del Turco, presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane»), la politica dell’UE sarebbe quindi cambiata a breve, per quanto riguarda la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, che fin qui sono stati particolarmente negletti, in primis per l’atteggiamento avverso di alcuni paesi nordici (2). Di lì a pochi giorni è venuta una prima conferma. Il Consiglio dei Ministri dell’UE della Cultura (che detiene il potere legislativo insieme al Parlamento europeo), riunito il 20 maggio 2014, ha approvato una «Conclusione» in cui dichiara che "il patrimonio culturale è una risorsa strategica per l’Europa". In particolare, tale «Conclusione» invita gli Stati membri e la Commissione Europea (che detiene il potere esecutivo in Europa)  a « mobilitare le risorse disponibili per sostenere,valorizzare e promuovere i beni culturali con sistemi integrati e collettivi, prendendo in considerazione le componenti culturali, economiche, sociali, ambientali e scientifiche del problema ». La Commissione Europea (nota sempre Rosselli) non si è fatta attendere e il 22 luglio 2014 ha diramato al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni una Comunicazione dal titolo: «Verso un approccio integrato al patrimonio culturale europeo». Si tratta di un documento molto lungo e complesso, ma in cui non mancano (sempre secondo Rossellispunti e principi che saranno fondamentali negli anni a venire per una nuova politica della conservazione da parte dell’Unione Europea, che finora ne era quasi del tutto priva. Il documento conclude: «La Commissione invita ora tutte le parti interessate a riflettere insieme sulle modalità da adottare per un migliore coordinamento delle politiche pubbliche a tutti i livelli, compreso il livello della UE, al fine di estrapolare il valore della sostenibilità a lungo termine dl patrimonio culturale dell’Europa e di sviluppare un approccio più integrato alla sua conservazione e valorizzazione».

    (2) Ndr: giustificazione poco robusta e piuttosto aleatoria, che nasconde altre gravissime contraddizioni del sistema europeista.

    Torino - Capitale della Cultura UE

     Accademia e teoria                                                                                                     

    Fin qui molte belle frasi, molta accademia e teoria (nota ancora Rosselli del Turco, abbandonando il suo cieco ottimismo iniziale). Ma normalmente in casa Europa a queste enunciazioni di principi seguono fatti.  Ad esempio da molto tempo tutti noialtri operatori di conservazione, e in primis la nostra E.H.H. (Federazione europea delle associazioni nazionali di proprietari di Dimore Storiche), ci battiamo per ottenere una riduzione sull’IVA per i restauri. Ricordo che l’IVA è una tassa regolamentata dall’UE. Recentemente si sono registrate alcune avvisaglie di accoglimento delle nostre istanze. Sarà finalmente la volta buona affinché si pervenga all’abbattimento di questo balzello, in base al quale il fisco si prende il 22% delle sponsorizzazioni per qualsiasi tipo di restauro di beni artistici notificati?

    bruxelles - vienna - cultura

     Il balletto delle illusioni                                                                                            

    La «Comunicazione» della Commissione Europea (conclude Rosselli del Turco) è stata presa in esame nel corso dell’Assemblea annuale della E.H.H., che si è svolta recentemente a Lisbona. Vi ho partecipato in rappresentanza di A.D.S.I. I commenti al nuovo corso europeo sono stati unanimemente positivi. Analoghi commenti positivi si sono registrati nel Convegno internazionale «Misurare gli impatti della valorizzazione del patrimonio culturale» organizzato dal Ministero beni culturali il 13 e 14 ottobre a Roma presso le Terme di Diocleziano» (3). Attendiamo fiduciosi.  L’impegno di questa nostra A.D.S.I. e della E.H.H. dovrà svilupparsi molto più intensamente anche a Bruxelles!" (Nicolò Rosselli del Turco, presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane»).

    (3) Commento di Don Floriano Pellegrini: "ma, veramente, che ovvietà! Per forza sono positivi i commenti del Ministero: Ministeri e UE sono un unico magna-magna a carico dei cittadini indifesi. Operai, artigiani e imprenditori devono continuare a produrre e non scoraggiarsi (non succeda mai, bisogna pur che gli schiavi non crepino e, allora, bisogna lasciar loro un margine di libertà alla catena), affinché i maledettissimi che ci governano possano continuare a fare i propri interessi! 

    di Don Floriano Pellegrini

    digressioni su uno scritto di Nicolò Rosselli del Turco

    presidente della Sezione toscana della associazione «Dimore storiche italiane»

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Prima Parte                                                                                                                    

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    Vertice Ue a Torino, capitale della Cultura.

    Quale cultura?

    I ministri dell'UE celebrano sotto la Mole la "cultura europeista"

    Intanto i maestri Riccardo Muti e Gianandrea Noseda, danno il

    loro doloroso addio, in dissenso con lo status quo dominante

     

    di Sergio Basile

    Direttore "Qui Europa" / Presidente "Sete di Giustizia"

    Torino - Capitale della Cultura UE

     Torino e l'anti-Cultura di Bruxelles                                                                     

    Torino, Bruxelles, Roma – Redazione Quieuropa – L'Italia, come noto, è il Paese che vanta più opere d'arte al mondo e basterebbe questo per renderlo anche il Paese più ricco. Almeno se non ci fosse di mezzo l'opera "certosina" dello strozzinaggio organizzato degli usurai legalizzati, cioè dei padroni della moneta-debito. La cultura potrebbe essere, dunque, uno straordinario volano per lo sviluppo socio-economico del Paese e la creazione illimitata di posti di lavoro e benessere di ogni sorta. Eppure il valore aggiunto dei nostri musei e delle nostre bellezze artistiche e paesaggistiche viene deturpato in primis dall'incuria "contrattuale" dei signori dell'usura, nonché custodi della gabbia chiamata Unione Europea.

     Scandali della cultura in salsa europeista – I casi Muti e Noseda              

    Questo, probabilmente, è stato l'humus che nelle scorse ore ha portato il maestro Riccardo Muti a dare il suo addio al Teatro dell'Opera di Roma. Secondo il maestro "non ci sarebbero più le condizioni per lavorare". Posizione analoga a quella sposata, con dolore, dal maestro Gianandrea Noseda, che ha divorziato dal Regio di Torino. Vergogne che ci rivelano altre sfaccettature del vero volto dell'Unione europea, dipinda da alcuni oscuri personaggi come un'oasi di pace e prosperità (vedi qui – Cantiere Europa – Lo spot che ha stufato anche i santi).

    Torino - Capitale della Cultura UE

     Torino, capitale della cultura europeista                                                           

    Oggi a Torino, come da programma e forse anche per rimediare a queste tristissime vicende che ci danno il polso del malcontento nazionale, sarà la giornata di lavoro "più intensa" della due-giorni iniziata ieri martedì 23 settembre, dedicata guardacaso proprio alla "cultura". Ma quale cultura? Bisognerebbe chiederlo ai 28 ministri europei convenuti per un vertice Ue all'insegna della "crescita" sotto l'ala della presidenza italiana dell'Ue.

     Franceschni, l'uomo del futuro                                                                            

    Per Dario Franceschini, il rappresentante italiano del dicastero dei "Beni e delle Attività Culturali", lo scopo della due-giorni è quello di ripresentare la cultura come "un problema di investimento sul futuro". A guidare la delegazione dei ministri Ue, il commissario europeo per la cultura, Androulla Vassiliou, accolto dal sindaco della città della Mole, Piero Fassino. "La cultura può produrre crescita e lavoro. E Torino, che da capitale industriale è diventata capitale culturale d'Italia, è il simbolo di come questo può accadere": questa la prima dichiarazione del messo di Bruxelles dinanzi la chiesa della Reggia di Venaria, all'ANSA.

    Torino - Capitale della Cultura UE

     L'euforia "culturale" di Fassino                                                                            

    Euforico il sindaco del PD, malgrado la vera cultura e la difesa del patrimonio artistico e storico in Italia siano – sempre per colpa dell'usura bancaria ben tollerata e difesa dai nostri politici – un miraggio. Emblematico è il caso del cantiere in rovina a cielo aperto di Pompei, sito di impareggiabile valore storico-artistico (record di visite a livello mondiale) lasciato al più completo abbandono, malgrado le numerose chiacchiere e gli investimenti a pioggia che di tanto in tanto scendono dal cielo grigio di Bruxelles. Se solo risparmiassimo gli oltre 100 miliardi di euro di interessi passivi sul debito pubblico, che regaliamo ai banchieri ogni anno, avremmo fondi a sufficienza per risolvere il problema dell'occupazione nell'intera Campania e risolvere, nel contempo, il problema di Pompei e della criminalità organizzata che vive sulla sventure altrui, trovando  – come noto – "provvidenziale" manovalanza nelle aree più povere della regione.

     La vera soluzione                                                                                                       

    E poi, dal momento che il denaro viene creato dal nulla per semplice convenzione tra governi, banche centrali e cittadini (vedi qui L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione) le istituzioni europee riunite a Bruxelles e Torino potrebbero decidere di accreditare fondi per la cultura a tutti gli stati in maniera del tutto gratuita ed equa, in modo tale da non creare favoritismi e clientelismi: così come avviene oggi!

    Torino - Capitale della Cultura UE

     La cultura dell'Expo e della pop art                                                                     

    "Soltanto nel 2013 – ha ricordato Fassino – abbiamo investito 100 milioni di euro in cultura e questo è un fatto straordinario. Abbiamo 45 musei, è in corso il Prix Italia con mostre sulla radio e sulla televisione. E venerdì inaugureremo una grande mostra sulla pop art di Lichtenstein". Ma lasciando perdere Fassino e la sua pop art (vedi qui Il Lato Occulto dell’Arte – Quando la CIA e i Rockefeller inventarono l’Arte Contemporanea) della quale francamente non avvertiamo alcun fisiologico bisogno, ci chiediamo: come si può parlare di cultura quanto l'Italia intera è una baracca che sta cadendo a pezzi grazie alla dinamite del debito?

     Bianche scie di cultura nella foto ricordo dei ministri UE                           

    Alla luce di ciò, ci chiediamo, cosa intendono i "ministri europeisti della Cultura" con l'espressione "difesa del patrimonio artistico degli stati"? Basterà illuminare la notte torinese di luci blu in onore dei sacri palazzi di Bruxelles? Basteranno trovate come l'esposizione dell'autoritratto di Leonardo Da Vinci custodito nella Biblioteca Reale di Torino, in vista dell'Expo di Milano del 2015, per parlare di rilancio della cultura? Una cosa è certa: non ci può essere cultura vera se non si disconosce la cultura dell'usura e non si ritorna a valorizzare l'Italia diffondendo una nuova profumata essenza di spirito nazionale. Cosa penseranno in merito i ministri Ue chiamati a recitare i loro copioni scritti altrove sotto il cielo di Torino? Un cielo emblematicamente segnato dalle "candide" striature delle scie chimiche (vedi foto ANSA in copertina) provvidenzialmente apparse dietro le spalle dei messi di Bruxelles. D'altronde anche questa è cultura! Della morte!

    Sergio Basile  (Copyright © 2014 Qui Europa)

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     Articoli in Allegato                                                                                                     

    Cantiere Europa – Lo spot che ha stufato anche i santi

    Cantiere Europa – Lo spot che ha stufato anche i santi

    Giovedì,  Settembre 18th/ 2014  – di Rocco Carbone e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Redazione Sete di Giustizia, Rocco Carbone, Sergio Basile, Ue, Unione Europa, propaganda europeista, Sovranità Monetaria, gioia, Propaganda sull'europa unita, Muro di Berlino, Sovranità politica, sovranità agricola, sovranità spirituale, indipendentismo che piace al sistema, RAI  Cantiere Europa – Lo spot che ha stufato […]

    Il Lato Occulto dell’Arte – Quando la CIA e i Rockefeller inventarono l’Arte Contemporanea

    Il Lato Occulto dell’Arte – Quando la CIA e i Rockefeller inventarono l’Arte Contemporanea

    Lunedì,  Luglio 28th/ 2014 – di Gianluca Marletta – Redazione Quieuropa, Gianluca Marletta,  CIA, Lato occulto dell'arte, Nuovo Ordine Mondiale, Politica Internazionale, Rockefeller, arte contemporanea, desacralizzazione dell'arte, Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, Pop Art, Edie Sedwick, graffitismo, Keith Haring, astrattismo, Jackson Pollock e Mark Rothko, psichedelia, flower power, Modern art was CIA, contributo avuto dalla CIA nella promozione dell’arte moderna, Encounter, Congress for Cultural Freedom, The New American Painting, MOMA, New York, Europa, Museum of […]

    Il Lato Occulto dell’Arte – Vergogna MAXI, al MAXXI di Roma

    Il Lato Occulto dell’Arte – Vergogna MAXI, al MAXXI di Roma

    Domenica  Agosto 10th/ 2014  – di Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Redazione Losai, Daniele Di Luciano, MAXXI di Roma, pornografia, pedolifia, decadenza nell'arte, proteste dei genitori, bambini turbati, arte immorale e blasfema, Jake e Dinos Chapman, podopornografia, Giovanna Melandri, figure adolescenziali alle prese con membri maschili, Antonio Marziale  Il Lato Occulto dell'Arte – Vergogna MAXI, al MAXXI di Roma […]

    Moneta Debito – Come il giorno e la notte… Contraddizioni dei profeti del nulla

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    Martedì,  Settembre 23rd/ 2014  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Libero Confronto, Paolo Barnard, Warren Mosler, MMT, sovranisti, Matteo Salvini, Claudio Borghi, Paolo Barnard, Beppe Grillo, Giulietto Chiesa, Alain Parguez , San Francesco d'Assisi, San Bernardino da Siena, Maurice Allais, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Capitalismo e sistema bancario, come il giorno e la notte, dissenso controllato, falsi dissidenti e […]

    Moneta – Rivoluzione del sistema sociale e contraddizioni dei materialisti

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    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Nicola Arena, Sete di Giustizia Anguillara Sabazia – Premessa di Sergio Basile / Presidente Ass. Naz. "Sete di Giustizia" Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, truffa monetaria, il materialista, Moneta e rivoluzione del sistema sociale universale, produzione, pil, prostituzione e droga, istat, Sete di Giustizia, […]

    La stampa di regime e la Mano Nascosta in guerra contro i popoli

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    Lunedì,  Settembre 22th/ 2014  – di Cristiano Tresoldi e Redazione QE – Premessa di Sergio Basile Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di Quieuropa Redazione Quieuropa, Cristiano Tresoldi, Sergio Basile, Informazione, giornalismo, disinformazione, ideologia, verità storica, Mano nascosta, giornali e sistema bancario, giornali e moneta, indipendenza, falso dissenso, Mano nascosta, Cherep Spiridovich, Wall Street, ambasciate  La stampa […]

    Roma – La Rivoluzione delle Scope – Frammenti di antica civiltà romana nel Parco Alessandrino

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    Moneta e Dimensione Spirituale del Valore

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