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  • L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

    L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

      Mercoledì, 8 Giugno/ 2016   

     – di Don Curzio Nitoglia –

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    L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

    Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporto:

    l’uno di pace, l’altro di guerra.

    Ecco perché l'immigrazionismo di massa, travestito da "misericordismo",

    è pericolosissimo e sconveniente

     

    di Don Curzio Nitoglia

    Immigrazionismo e invasione dell’Europa - Limiti all’accoglienza secondo S. Tommaso d’Aquino

     Introduzione – I 3 precetti secondo San Tommaso d'Aquino                                                

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – San Tommaso d’Aquino nella I-II della Somma Teologica (q. 98-105) studia la Legge del Vecchio Testamento. Egli distingue tre tipi di precetti: 1°) i precetti morali (q. 100), che appartengono alla Legge naturale e durano per sempre;​ 2°) i precetti cerimoniali (q. 101), che riguardano il culto divino del Vecchio Testamento e terminano completamente con la nascita del sacerdozio della Nuova ed Eterna Alleanza, della quale essi sono un’ombra e una prefigura; 3°) i precetti legali o giudiziali, che riguardano la giustizia nei rapporti degli uomini tra di loro e che anch’essi nel loro insieme vengono rimpiazzati dalla Nuova ed Eterna Alleanza, tranne qualche loro principio, che essendo una specificazione del Decalogo permane ancor oggi vero, giusto e attuale ed è stato ripreso e perfezionato dalla Nuova Alleanza (q. 105).

     La "legge giudiziale" e la questione dell'accoglienza indiscriminata       

    La Legge giudiziale dell’Antico Testamento (S. Th., I-II, q. 104, a. 1, in corpore) è uno sviluppo del Decalogo riguardante l’ambito civile e criminale, per cui alcuni precetti di essa conservano ancor oggi il loro valore giuridico e legale. Essa legifera sui rapporti degli uomini tra di loro, sui loro doveri e contiene dei precetti giusti. Quindi anche se rimpiazzata e perfezionata dal Nuovo Testamento la Legge giudiziale dell’Antico Testamento mantiene alcuni precetti di giustizia e verità e, perciò, può aiutarci a risolvere il problema dell’accoglienza indiscriminata di tutti i profughi che sbarcano sulle nostre coste.

    Immigrazionismo e invasione dell’Europa - Limiti all’accoglienza secondo S. Tommaso d’Aquino

     San Tommaso e l’accoglienza                                                                           

    Parlando dell’accoglienza dei forestieri l’Angelico fa delle considerazioni che oggi, con l’immigrazione di centinaia di migliaia di musulmani nel nostro Paese (si parla di cinque milioni di islamici residenti in Italia), risultano ancora attuali e ci possono insegnare qualcosa di buono. L’Angelico nella Somma Teologica (I-II, q. 105, a. 3) spiega che “con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporto: l’uno di pace, l’altro di guerra” (in corpore). Egli porta l’esempio degli ebrei che nella Vecchia Alleanza avevano tre occasioni per vivere in modo pacifico con gli stranieri: 1°) quando gli stranieri passavano nel loro territorio come viandanti; 2°) quando gli stranieri emigravano nella Terra santa per abitarvi come forestieri; in questi due casi la Legge giudiziale imponeva precetti di misericordia: “Non affliggere lo straniero” e “Non darai molestia allo straniero”; 3°) quando degli stranieri volevano passare totalmente nella collettività degli ebrei, nel loro rito e nella loro religione. In questo terzo caso si procedeva con ordine. Innanzi tutto non li si accoglieva subito come compatrioti e correligionari.

     Aristotele e l’accoglienza                                                                                     

    Aristotele insegnava che “si possono considerare come cittadini solo quelli che iniziarono ad essere presenti nella Nazione ospitante a partire dal loro nonno” (Politica, libro III, capitolo 1, lezione 1). Questo terzo punto è quello che più ci interessa. Infatti accogliendo gli stranieri e non avendo essi ancora un forte amore del bene pubblico della Nazione che li ospita, potrebbero nuocere alla Nazione. Perciò sono considerati come cittadini integrati solo gli stranieri di terza generazione, ossia insediati nella Nazione a partire dal nonno.

    Immigrazionismo e invasione dell’Europa - Limiti all’accoglienza secondo S. Tommaso d’Aquino

     Attualità di alcuni princìpi giudiziali dell’Antico Testamento                  

    Questa è una delle parti ancora attuali della Legge giudiziale, che ci può chiarire le idee sull’accoglienza dei musulmani, i quali sbarcano a frotte in Italia e vi si insediano. Accogliere milioni di musulmani che non vogliono integrarsi potrebbe nuocere alla Nazione. Il cardinal Biffi nel 1999 disse che "se l’Europa non fosse ridiventata cristiana sarebbe stata islamizzata". In questo caso gli insegnamenti dell’Angelico ci consiglierebbero di non accogliere gli immigrati subito come compatrioti e specialmente correligionari, anche perché oggi essi sono molto fermi nell’osservanza della religione islamica e non hanno nessuna voglia di integrarsi (con delle eccezioni che confermano la regola) nella cultura e religione nostra, ma anzi (in gran parte – Ndr) le detestano e vorrebbero distruggerle. Purtroppo gli uomini di Chiesa (gra parte di essi – Ndr) pensano e agiscono in maniera diametralmente opposta ai consigli dati da S. Tommaso. È chiaro che per l’Angelico si può permettere agli stranieri, che sono di passaggio nella Nazione (se sono pacifici e se si integrano nella cultura e nella religione del Paese che li accoglie), di restarvi.

     Vim vi repellitur                                                                                                  

    Ma se sono ostili, come le orde di musulmani che invadono l’Italia in primis e l’Europa intera in secundis per conquistarle all’islam, allora vale la legittima difesa, che porta la Nazione invasa a respingere lo straniero, che è un ingiusto aggressore: “vim vi repellere licet / è lecito respingere la forza con la forza”.

     Legislazione sulla guerra                                                                                   

    La Legge giudiziale stabilisce anche precetti ragionevoli in rapporto alla guerra con gli stranieri. Il Deuteronomio (XX, 40) comanda che prima di attaccar guerra si offra la pace agli stranieri e di usare moderazione in caso di vittoria, risparmiando donne e bambini. Risolvendo la seconda obiezione l’Angelico cita Aristotele (Politica, libro III, capitolo 3, lezione 4), il quale spiega che si può diventare cittadini di una Nazione in due maniere: a) in senso assoluto e totalmente: quando lo straniero di terza generazione si è integrato nella Nazione ed ha la capacità di partecipare alla vita pubblica di essa cercandone il bene comune; b) in senso relativo: quanto agli stranieri non sono in grado di trattare le cose che interessano la comunità e di cercarne il bene comune temporale.

    Immigrazionismo e invasione dell’Europa - Limiti all’accoglienza secondo S. Tommaso d’Aquino

     Il grande pericolo                                                                                               

    Ora in Italia ci troviamo invasi da cinque milioni di maomettani che (in gran parte) non si integrano (spesso né civilmente né, tantomeno, religiosamente…) e non vogliono farlo anche perché l’Europa odierna offre loro uno spettacolo poco decente. E siccome l’islam è una religione conquistatrice con la spada e non col Corano non è difficile prevedere che un giorno anche l’Italia potrebbe fare la fine della Siria, dell’Iraq, della Tunisia e della Libia.(1)

    (1)Vedi qui: 

    Islam e Scontro tra civiltà:Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

     Conclusione                                                                                                          

    Purtroppo la debole Europa non è in grado di competere con l’islam aggressivo e combattente. Quindi periremo se Dio non fa un miracolo, come è successo a Lepanto nel 1570 e a Vienna nel 1681. Il guaio è che sono soprattutto i Pastori della Chiesa cattolica (quelli con maggior responsabilità e che dovrebbero vigilare di più – Ndr) a favorire l’accoglienza indiscriminata degli stranieri musulmani. Che la Madonna santissima ci aiuti in questi tempi così tristi, che ci fanno pensare all’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani.

    Don Curzio Nitoglia / doncurzionitoglia.net

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegati                                                                                                                                   

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    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     
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     Altri articoli in Allegato – Approfondimenti                                                                  

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  • Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Lunedì, 9 Maggio/ 2016   

     – di Don Curzio Nitoglia –

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    Le Forze Occulte della Sovversione: Giudaismo,

    Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo

    Il Giudaismo (padre della Massoneria): motore dietro le

    rivoluzioni anti-cristiane

    Mondialismo: l'ultima fase della sovversione. A partire dall’11/9/2001 

    cerca di impadronirsi del mondo intero e di edificare un unico Tempio

    e una sola Repubblica universale per rendere schiava la quasi totalità

    dell’umanità sotto il giogo di Israele e dell’America

     

    di Don Curzio Nitoglia

    Le forze occulte della sovversione

     Le forze occulte della sovversione                                                                  

    Roma – di Don Curzio Nitoglia – Il libro Le forze occulte della sovversione: Giudaismo, Massoneria, Liberalismo & Bolscevismo millenaristi (Edizioni Effedieffe – vedi effedieffeshop.com) dimostra con citazioni ampiamente documentate 1°) che non è solo la Massoneria ad operare la Rivoluzione, ma anche e soprattutto il Giudaismo, il quale ha crocifisso Gesù e continua a perseguitare la sua Chiesa; 2°) che inoltre la Massoneria anglo-americana è intrinsecamente perversa, come ha insegnato ultimamente  la “Conferenza Episcopale Tedesca” e perciò la teoria della distinzione tra Massoneria cattiva (latina) e buona (anglo-americana) è da rigettarsi; 3°) che infine il non voler citare l’Avarizia – come fa Plinio Correa de Oliveira in Rivoluzione e Controrivoluzione, (tr. it., Piacenza, Cristianità, 1973) – quale fonte interna di Rivoluzione è in sé teologicamente inesatto ed è una conseguenza logica della dottrina liberista del teo-conservatorismo, diametralmente incompatibile col cattolicesimo; 4°) che il tutto è leggibile e diventa intellegibile alla luce del Millenarismo gioachimita.

     Dal millenarismo gioachimita al sionismo (nuovissima alleanza)           

    Il Puritanesimo anti-trinitario ed essenzialmente vetero-testamentario (1) è figlio del millenarismo «gioachimita» ed è padre del sionismo. Per capire la vera natura del sionismo occorre risalire al Puritanesimo americanista, al millenarismo «gioachimita» e in ultima analisi al giudaismo talmudico-rabbinico. Gli studiosi sono unanimi nel costatare che Gioacchino da Fiore ha proposto un’ecclesiologia della Nuovissima Alleanza, la quale avrebbe rimpiazzato la Nuova come quest’ultima aveva soppiantato la Vecchia. San Tommaso d’Aquino ha mirabilmente confutato nella Somma Teologica tale errore. Inoltre è pacifico che i primi discepoli dell’Abate da Fiore fossero giudaizzanti.

    (1) Il Vangelo e Gesù, secondo il Puritanesimo, sono qualcosa di accidentale e posticcio, mentre la vera natura o sostanza del Puritanesimo è il Vecchio Testamento.  Il Puritanesimo tende a sminuire se non a negare la Santissima Trinità e la Divinità di Cristo

     Millenarismo gioachimita: alternativa alla cristianità                                

    Attorno al XII secolo l’Europa occidentale venne trasformandosi in una società persecutoria. L’alternativa alla Cristianità fu rappresentata dal pensiero millenarista di Gioacchino da Fiore secondo il quale ebrei e cristiani si sarebbero riuniti in una sola società, nella terza èra dello Spirito, nella quale avrebbero avuto una comprensione «spirituale» della Bibbia, mentre nell’Antica e Nuova Alleanza gli ebrei e i cristiani avevano avuto solo una comprensione letterale della Scrittura. San Bernardo di Chiaravalle (ribadendo la tradizione patristica) affermava che Israele, dopo il deicidio, era il «fico secco e sterile» maledetto da Gesù e condannato ad essere bruciato, poiché privo di opere buone, mentre si sarebbero salvati solo coloro che seguendo Cristo avessero praticato la Legge del Vangelo, di qualunque popolo fossero stati (ebrei o gentili).

     Gioacchino da Fiore: giudaizzante di cristiani                                              

    Gioacchino da Fiore , invece, credeva che il popolo di Israele sarebbe stato fecondo (…), la stirpe di Sem si sarebbe fusa con quella di Jafet per formare un unico popolo in grado di produrre in sovrabbondanza frutti spirituali. Robert Lerner ammette che la ragione di «tale concezione irenica senza precedenti» vada ricercata nell’origine ebraica di Gioacchino; in effetti nel 1948 è stata ritrovata la testimonianza di un contemporaneo di Gioacchino, Goffredo d’Auxerre, che era stato il segretario di San Bernardo di Chiaravalle, il quale nel 1195 attaccava Gioacchino e lo accusava di ‘giudaizzare.

    Le forze occulte della sovversione

     Giudaismo (padre della Massoneria) dietro rivoluzioni anti-cristiane   

    In breve – dopo la doverosa premessa sul millenarismo gioachimita – Ndr – il succo del libro è il seguente: il Giudaismo è il ‘padre’ della Massoneria; la Massoneria anglo-americana è relativista e luciferina; l’Avarizia è la ‘Tendenza’ principale della ‘Sovversione’ assieme all’Orgoglio; il Giudaismo è uno ed è la guida principale delle varie Rivoluzioni; il Liberismo calvinista è incompatibile con la retta ragione, ma è connaturale all’Americanismo teo-conservatore; la Plutocrazia dell’alta finanza apolide e anonima combatte contro la vera Economia e ne è la deformazione; infine il Millenarismo gioachimita aiuta a capire i rapporti che legano Giudaismo, Massoneria, Bolscevismo e Teo-conservatorismo liberale, i quali possono apparire accidentalmente diversi, ma sono sostanzialmente simili. Il libro si conchiude con lo studio del Millenarismo come chiave di lettura dell’influsso del Giudaismo, della Massoneria, della Plutocrazia e del Comunismo trozkista sugli avvenimenti attuali: la costruzione del “Nuovo Ordine Mondiale”, dal 2003 al 2013, con l’invasione dell’Iraq e le cosiddette “primavere arabe” sino alla guerra contro la Siria dell’agosto 2013.

     Orgoglio, Sensualità, Avarizia: tre motori della Sovversione personale  

    La Sacra Scrittura ci parla di tre motori della Sovversione personale: l’Orgoglio, la Sensualità e l’Avarizia, che è l’attaccamento disordinato ai beni terreni ed il frivolo desiderio di sapere ciò che avviene nel mondo per sola curiosità e non per spirituale vantaggio (“Concupiscenza degli occhi”). Di qui la necessità di approfondire il tema del ruolo preminente che gioca l’Avarizia nella Sovversione individuale e sociale, tramite il Materialismo individualista liberale/teo-conservatore filo-calvinista  e quello collettivista comunista/bolscevico. Non a caso il teo-conservatorismo italo-americanista, che è sostanzialmente materialismo individualista liberale, sposta e deforma la ‘Restaurazione’ dell’ordine personale, familiare e sociale dal piano filosofico, spirituale e politico a quello crematistico o affaristico e plutocratico-latifondistico.

     Sovversione e Restaurazione                                                                            

    Invece la ‘Sovversione’ è il disordine che l’uomo sperimenta in sé dopo il peccato originale,  dietro la spinta delle tre Concupiscenze (orgoglio, avarizia e lussuria). La ‘Restaurazione’, perciò, significa cercare di ritornare all’ordine turbato dalle tre Concupiscenze nell’individuo, nella famiglia e nella Società civile. Per poter restaurare l’ordine nella Società civile occorre prima averlo in sé (“nemo dat quod non habet”, nessuno dà quel che non ha), poi nella  famiglia ed infine lo si può portare nello Stato, che è un insieme di famiglie unite al fine di conseguire il benessere comune temporale subordinatamente a quello spirituale. L’ordine è la sottomissione dell’anima a Dio e la padronanza dell’anima sul corpo ed i suoi istinti, su tutte e tre le Concupiscenze e sui sette Vizi capitali. La ‘Sovversione’ è lo scardinamento di quest’ordine. La vita spirituale consiste nel ristabilire quest’ordine nell’animo del singolo uomo; la vita politica consiste nel riportarlo nella Società civile o polis, composta da più individui, che mettono assieme una famiglia e da più famiglie, che formano un villaggio e da più villaggi, che producono uno Stato.

    Le forze occulte della sovversione

     Mondialismo: l'ultima fase della sovversione                                              

    Oggi ci troviamo nell’ultima fase della  ‘Sovversione’, il Mondialismo, che a partire dall’11 settembre del 2001 cerca di impadronirsi del mondo intero e di edificare un unico Tempio e una sola Repubblica universale per rendere schiava la quasi totalità dell’umanità sotto il giogo di Israele e dell’America, i due Stati dominati dai principali agenti della Sovversione: il Giudaismo e la Massoneria. Quindi, dalla Restaurazione della metafisica e del realismo della conoscenza, dipende anche la Restaurazione della morale naturale, la quale ci aiuta ad essere veramente uomini, intelligenti e liberi, e ci impedisce di farci travolgere dalla marea montante della Sovversione nichilistica animalesca, la quale rende l’uomo simile al bruto, schiavo e determinato dai suoi istinti più bassi. Per concludere, «dobbiamo riaffermare la dipendenza dell’uomo dal Fine ultimo e dalla Legge eterna imposta da Dio tramite la Legge naturale, che costituisce la nostra stessa essenza di animali intelligenti e liberi e la cui osservanza attua tale nostra natura nel modo migliore.

     L'uomo moderno deve rientrare nell’ordine naturale                                

    Purtroppo la nostra epoca è caratterizzata da una specie di fobia per la metafisica, la quale si incentra sull’Essere per essenza e per partecipazione e dalla creatura risale al Creatore, il quale trascende sia lo Stato che l’uomo. Quindi la modernità si preclude la possibilità di giungere alla nozione di Diritto naturale, il quale, «muovendo dall’antichità ebraica e greco-romana, è arrivato sino a noi attraverso la tradizione della scolastica, della filosofia perenne, che riduce il diritto naturale a pochi, sommi princìpi, i quali non possono mai essere violati, ma sono suscettibili di diverse applicazioni storiche nei casi particolari, e bisognosi di essere determinati nei contenuti, integrati nelle istituzioni, fatti rispettare anche con congegni più positivi». Etienne Gilson scriveva: «Se Dio non esiste, tutto è permesso. Nulla è più proibito, non c’è più limite, non c’è nulla che non si possa tentare, che non si debba tentare, perché se tutto ciò che è stato vero un tempo lo è stato partendo dall’ipotesi che Dio esisteva, ora che Dio non esiste nulla di ciò che era vero allora è adesso vero, nulla di ciò che era bene è bene; dobbiamo ricreare tutto. Ma, prima di ricreare, bisogna cominciare col distruggere […], il migliore augurio che si possa fare all’uomo moderno è di rientrare nell’ordine naturale, che è quello della creazione divina». Buona lettura!

    Don Curzio Nitoglia / doncurzionitoglia.net

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