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  • L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    L’Europeismo è la distruzione dell’Europa. Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Giovedì,  22 maggio / 2014

     – di Sergio Basile e  C.Alessandro Mauceri –

    Redazione quieuropa, Unione europea, Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri, Parlamento europeo 

    L'Europeismo è la distruzione dell'Europa.

    Ecco perchè non dobbiamo votare!

    Storicamente l'UE è un'organizzazione mondialista e massonico-bancaria

    protesa all'annientamento delle nazioni e dei popoli europei,

    a partire dalle loro prerogative economico-sociali,

    religiose e culturali

    Il commissariamento dei popoli e delle nazioni, oggi come allora: analisi storica ed

    indagine sui fatti storici più occultati del Novecento e sui parallelismi con

    l'attuale assetto comunitario

    ► Video in allegato

     

     

    di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Dietro l'europeismo e le cessioni di sovranità                                                  

    Bruxelles, Londra, Roma – di Sergio Basile e C.Alessandro Mauceri – A tre giorni dall’elezione dei membri del Parlamento europeo è indispensabile per tutti i cittadini europei, e in modo particolare per quelli chiamati alle urne da Giorgio Napolitano e soci, fare una riflessione approfondita sull'opportunità, o meno, del voto (anzi del non-voto) e sul vero volto del cosiddetto "europeismo". Che una parte considerevole del potere di gestire la cosa comune, negli ultimi 57 anni, sia stata ceduta dai singoli Stati a chi comanda e gestisce l’Unione Europea è ormai cosa nota ed evidente. Anno dopo anno, passo dopo passo, parti considerevoli dell’autonomia di gestione e dell’indipendenza dei Paesi europei sono state regalate, senza avere nulla in cambio (e – aggiungiamo – in un mare di lacrime e sangue) all'élite di Bruxelles. Lo aveva annunciato perfino l'ex presidente della Commissione europea e padrino dell'euro, Romano Prodi, che tra l'altro ammise in un'intervista dei primi anni Novanta, rilasciata a Gianni Minoli che "chi ha troppo potere ne abusa per definizione". Evidentemente è proprio il caso dell'UE! (vedi video qui in basso, minuto 18:42)

     Provvidenziali cessioni di sovranità?                                                                  

    Ma lo dichiarava in tempi non sospetti, senza scrupoli, con agghiacciante nonchalance, l'uomo dello Yale, Mario Monti (vedi qui – MARIO MONTI: «ABBIAMO BISOGNO DELLA CRISI» ); lo ha ripetuto di recente Enrico Letta; lo ha confermato anche il tutore dei diritti degli italiani, il presidente Giorgio Napolitano quando ha rimarcato (il suo discorso è andato in onda su diversi telegiornali – vedi qui Napolitano Cedere quote di sovranita' all'Europa) il fatto che “sia necessario cedere parti della sovranità nazionale….”. Quello che nessuno ha detto, né agli italiani né ai cittadini degli altri Paesi europei, è che questa “cessione” ha e avrà ancor di più in futuro conseguenze tutt’altro che “democratiche”. Si tratta di azioni condotte con la strategia dei piccoli passi. La strategia che – come vedremo – mira alla creazione degli Stati Uniti d'Europa sulle ceneri dei popoli e delle nazioni, e delle loro nobilissime tradizioni. Sulle ceneri dello stesso Cristianesimo! almeno è quello che i padrini dell'UE – come vedremo di seguito – si augurano!

     Il modello "Fabian Society"                                                                                    

    La stessa identica strategia (quella dei piccoli passi) studiata e sdoganata (senza troppa pubblicità) da una delle organizzazioni comunitariste/internazionaliste (o internazional-socialiste) più potenti ed organizzate, chiamata "Fabian Society". L'organizzazione anglosassone è considerata alla base dei processi di globalizzazione che molti falsi dissidenti (di destra, centro e sinistra) oggi fingono di combattere, senza fare alcun cenno a tale macroscopica realtà.  Non a caso, infatti, il motto ufficiale della stessa organizzazione comunitarista ed élitaria è ancora oggi "When I strike, I strike hard!” (quando colpisco, colpisco duro) e non a caso i suoi simboli iconografici sono due: la tartaruga protesa all'attacco (determinata e dall'incedere deciso ed inesorabile, malgrado la lentezza dell'azione, spesso impercettibile…) e il lupo nascosto sotto la pelle dell'agnello.

     La strategia dei piccoli passi… il motto della Fabian Society                       

    La Fabian Society (leggiamo dal Treccani) è "un'associazione socialista sorta a Londra nel 1893-94 attorno a intellettuali (G.B. Shaw, S. Webb, H.-G. Wells). Ispirata alla tattica militare temporeggiatrice di Fabio Massimo, era vicina alle elaborazioni del socialismo riformista del continente e si riallacciava ad alcuni tratti del pensiero politico inglese, risentendo altresì dell’influenza marxista (Fabian essays in socialism, 1889). Propugnatrice di programmi circoscritti e di una serie graduale di riforme, fu presente nei congressi delle Trade Unions e contribuì alla formazione del Labour Party (1900), del quale ha costituito il maggior centro di elaborazione strategica. Rinnovata nel 1938 da B. Webb e G.D.H. Cole, pur rimanendo limitata nel numero degli associati (massimo 8400, nel 1946) ha fortemente alimentato il dibattito politico e influenzato la pubblica opinione". Mai una riforma decisa e unica, piuttosto decine di piccoli significativi interventi, piccoli lentissimi passi: è questa la vera essenza della cosiddetta "rivoluzione liberale e democratica" che oggi si nasconde dietro la parola europeismo e dietro le organizzazioni comunitariste ed internazionaliste che lo sorreggono! Oggi si cede il potere militare, o sue parti, un’altra volta il potere di decidere in campo finanziario (es.: Two Pack – vedi qui – Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie), un’altra volta l’obbligo di adeguare le leggi dei singoli Paesi alle decisioni dell’Unione Europea. Poi è la volta della politica fiscale e di bilancio comune, con la scusa della lotta all'evasione o dell'implementazione di un sistema impositivo omogeneo a tutti i Paesi Ue (vedi qui – Dittatura UE  ), e via così…

     Premesse comunitariste dell'UE – Rossi, Favarelli e la via europeista    

    Molto illuminante, per la comprensione delle premesse comunitariste all'evoluzione del progetto di accentramento europeista è – suo malgrado – il libro "Il socialismo al bivio: l'archivio di Giuseppe Faravelli, 1945-1950". I carteggi pubblicati in questo volume degli "Annali" sono stati conservati da Giuseppe Faravelli e rappresentano una delle più ricche e preziose documentazioni sul socialismo italiano dal 1945 al 1950, vale a dire dalla Resistenza alla Guerra Fredda. Si legge nell'introduzione all'opera: "Attraverso un rapporto epistolare senza reticenze e diplomatismi è possibile ricostruire la trama e le motivazioni profonde dello scontro drammatico all'interno del PSI (allora PSIUP) e della Sinistra sul dilemma autonomia socialista/partito unico socialcomunista, che porterà alla scissione di Palazzo Barberini, e sul dilemma Fronte Popolare/Unità socialista che caratterizzerà il 18 Aprile 1948 e gli anni successivi. In modo particolare è possibile riscoprire (….) i dirigenti del sindacalismo americano  (….)  coinvolti nella partita che ha per posta l'Europa, la collocazione internazionale dell'Italia, le scelte della sinistra, la posizione del sindacato, la fine dell'alleanza antifascista, le possibilità o meno di una "terza via" europea e socialista".

     Rossi – Origini federaliste, radicali e socialiste dell'europeismo                

    Ne "Il Socialismo al Bivio" spicca tra le altre la figura di primo piano di Ernesto Rossi, politico e giornalista italiano antifascista e radicale, tra i padri promotori (con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni) del federalismo europeo, cioè del progetto d'ispirazione massonico-sionista chiamato "Unione europea" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – qui – Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia  – e qui – Europa, alzati e Cammina, ma fuori dall’UE!), destinato a confluire – in un livello successivo – in un progetto ancor più totalizzante chiamato "Stati Uniti d'Europa". Ernesto Rossi condivise con Altiero Spinelli, inoltre, la stesura del "Manifesto di Ventotene", considerato "il suo libro più importante, nonché il suo testamento morale" (Cfr.:  A. Spinelli, Il Manifesto di Ventotene, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 1-3; Cfr. anche: E. Rossi, «Alleanza atlantica o neutralità?», in Il Ponte, XX, 1964, n. 4; A. Spinelli, Diario europeo. 1948-1969, Bologna, Il Mulino; G. Spadaccia, «Ernesto Rossi. La battaglia federalista (a colloquio con Altiero Spinelli)», in L’Astrolabio, V, 1967).

     Rossi scrive a Favarelli – Comunitarismo e Stati Uniti d'Europa               

    Ne "Il Socialismo al Bivio" (Pag. 20) è riportata una lettera di Ernesto Rossi all'amico Giuseppe Favarelli, datata 16 Marzo 1945 ed inviata da Ginevra durante il confino in Svizzera. In essa emerge innanzitutto l'avvenuta fusione tra PC e Socialisti (PS), poi le simpatie per il partito laburista inglese, diretta derivazione della Fabian Society : "se fossi in Inghilterra – confessa Rossi a Favarelli – troverei il mio posto nel partito laburista. Mi trovo completamente d'accordo – continua – col Socialist Vanguard Group che pubblica la rivista "Socialist Commentary" ed ho molta stima per il "New Statesman" e per la "Fabian Society".

     1956 – Nascita del Partito Radicale                                                                       

    Più tardi, il 20 gennaio del 1956, Rossi fu tra i promotori della costituente del Partito Radicale, assieme a personaggi come Bruno Villabruna, Eugenio Scalfari (l'attuale direttore di "La Repubblica") e Leo Valiani. "L’assemblea si conclude con il reincarico al Comitato, denominato Giunta esecutiva, con la nomina di una direzione di quattordici membri. Viene inoltre formato uno speciale comitato di studio per i problemi economici, sociali e della scuola" (costituito oltre che da uomini come Calogero, Compagna, Boneschi, Messineo, da  Rossi e dallo stesso Scalfari).  "Il segretario della giunta e il vero animatore di un movimento politico che si presentava con caratteri del tutto originali – leggiamo – fu il direttore de  "Il Mondo", Mario Pannunzio" (Cfr.: Verbale del Primo Convegno nazionale – Italia: Roma, 4/5 Febbraio 1956 – Sede radicale a Via della Colonna Antonina).

     Convergenze storiche e humus che portò alla nascita dei "Radicali"        

    Ciò avveniva contestualmente a due fatti di non secondaria importanza. Anzi! La Rivoluzione Ungherese (vedi qui – Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista) e l'apertura dei lavori del XX Congresso del PCUS, nel quale Kruscev denunciava gli "errori" strategici di Stalin (senza ripudiare gli orrori del comunismo) e proponeva una nuova strategia di dominio, basata su una la coesistenza pacifica e – ovviamente – materialistica ed anticlericale, sulla scia dei principi del marxismo (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS). Il rapporto, proteso comunque ad osannare i meriti del comunismo (…) così terminava (tra gli applausi della sala):  "Degni di gloria immortale sono i servizi resi dai soldati sovietici e dai loro comandanti, dai lavoratori politici di ogni rango; dopo l'annien­tamento di notevole parte dell'esercito, nei primi mesi di guerra, non per­sero la testa e seppero riorganizzarsi mentre i combattimenti proseguivano. Essi crearono a rafforzarono, (….) un esercito forte ed eroico (…). Le magnifiche imprese di centinaia di milioni di persone, in oriente ed occidente, durante la lotta contro la minaccia di un dominio fascista che pendeva su di noi, rimarranno per secoli e millenni nella memoria dell'umanità grata. La parte principale e il merito maggiore della vittoriosa conclusione della guerra spettano al partito comunista, alle forze armate dell'Unione Sovietica e a decine di milioni di cittadini sovietici educati dal partito" (Cfr.: Rapporto Kruscev XX Congressp PCUS).

     L'europeismo del Manifesto di Ventotene                                                        

    L'europeismo (osannato dal "Manifesto di Ventotene" di Rossi e Spinelli) nacque dunque – come visto in altre sedi – con lo zampino degli USA e delle forze massonico-sioniste (vedi qui – Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa) mediante l'azione univoca e il contributo decisivo di formazioni partitiche internazionaliste (figlie di una ideologia di netto stampo marxista) tutte accomunate dal medesimo linguaggio ed animate dagli stessi obiettivi. Il vero problema, in realtà, è proprio questo: capire, alla luce di queste inconfutabili verità storiche, chi prende oggi le decisioni a livello europeo, surrogandosi alla volontà popolare di 530 milioni di cittadini. 

     Chi ha in mano il vero potere?                                                                               

    Ci chiediamo allora: chi ha in mano il vero potere? Chi e cosa si nasconde dietro quella bandiera blu e a stelle dorate? La quesytione, a ben vedere, va oltre l'esistenza e l'egemonia di gruppi mondialisti come Bilderberg, commissione Trilaterale, Club di Roma, ecc.. Infatti alle spalle di tali organizzazioni mondialiste vi sono ideologie ed un humus politico e religioso (esoterico) davvero poco indagato. Anche da personaggi come lo stesso Daniel Estulin, che si limita a tracciarne dei profili molto superficiali. Alla vigilia delle elezioni per il rinovo dell'Eurocamera, la risposta a questi interrogativi sipra esposti, potrebbe evincersi (come in parte riscontrato: vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia) dall'analisi storica di alcuni dei personaggi più autorevoli delle istituzioni UE e del Parlamento europeo, vicini guardacaso a gruppi d'estrazione socialista, federalista, liberale e radicale, ma anche dall'analisi del funzionamento delle stesse strutture comunitarie. Questioni sulle quali i maedia di regime troppo spesso glissano, tra le pieghe di un silenzio assordante.

     Le funzioni del Parlamento europeo                                                                   

    Non tutti sanno che le principali funzioni del Parlamento Europeo sono di semplice orientamento e proposta. Le funzioni dell'Eurocamera, infatti, sono: il “controllo” sull'operato della Commissione Europea; l'esame delle proposte legislative della Commissione (non da solo ma insieme al Consiglio UE); l'approvazione del bilancio annuale dell'Unione (sempre insieme al Consiglio). In realtà tali “decisioni” e “scelte” non sono delegate solo al Parlamento, ma devono essere prese e condivise con altri “enti”: nessuno dei quali, tuttavia, eletto dai cittadini dell’Unione Europea.

    Europeismo - Elezioni 2014 - ecco perchè io non voto

     Un potere di facciata – Meri certificatori dei decisioni élitarie                    

    Il potere del Parlamento europeo, in altre parole, è solo quello di avallare decisioni prese da “altri”. Soggetti che non sono stati eletti né scelti in base a criteri meritocratici né in base a criteri selettivi “trasparenti”: essi sono stati semplicemente “incaricati”. Ad esempio, abbiamo detto che molte delle decisioni del Parlamento devono essere “condivise” con il Consiglio. Ebbene il Consiglio UE  è composto da un “rappresentante” a livello ministeriale per ciascuno Stato membro (art. 16 del Trattato sull'Unione europea) scelto in funzione della materia oggetto di trattazione. Questo “rappresentate”, quindi non è stato eletto o scelto dai cittadini, ma “incaricato” da qualcun altro con metodi che non hanno nulla a che vedere con processi elettorali equi o – come si dice – "democratici”. Metodi – aggiungiamo – introdotti per la prima volta nella storia durante l'epoca bolscevica, da Lenin in persona: il primo a sdoganare su larga scala il termine ed il concetto élitario e poco "democratico" di "commissione" (di nominati) dotata di pieni ed arbitrari poteri esecutivi.

     alle origini del "commissariamento europeo"                                                   

    La Čeka – da Večeka o "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione e il sabotaggio" – fu il primo prototipo di "commissione" dotata di potere esecutivo ed arbitrario, istituita il 20 dicembre 1917 da Lenin e Feliks Edmundovic Dzerzinskij, con lo scopo di combattere i  cosiddetti "nemici" del nuovo regime russo. Essa evolse poi nel KGB. Dalla Čeka si passò al GPU, all'NKVD, per finire all'FSB. La Čeka, nel 1918, cambiò ancora in: "Commissione straordinaria di tutte le Russie per combattere la controrivoluzione, la speculazione e l'abuso di potere".

     I reali obiettivi della Čeka                                                                                          

    «In nome del nostro domani – si leggeva su un documento ufficiale del gruppo – metteremo al rogo Raffaello, distruggeremo i musei, schiacceremo i fiori dell'Arte». Ovvio che, con una simile «rivoluzione totale» da portare a compimento, il Partito comunista e i suoi «ingegneri delle anime umane» non si sarebbero più fermati fino a quando gli individui sottoposti al suo imperio non si fossero finalmente trasformati in «rotelle» impersonali e sostituibili di un «ingranaggio tecnico». Come può evincersi – tra l'altro – anche da un altra formazione di potere comunista (arbitrario ed élitaria) del tempo: la "Lega dei senza dio Militanti" (vedi qui, video in allegato)

    l'esoterismo nel comunismo parte 2

    La pazzia del bolscevismo – Distruzione sistematica delle chiese

     

     Nuovi metodi, vecchi risultati, uguali obiettivi                                                

    Parliamo evidentemente di organizzazioni disumanizzanti e perfettamente allineate, al cosiddetto «demone della distruzione e demiurgo della creazione» che fu Lenin. Oggi, ovviamente, i metodi sono più sottili e meno appariscenti, più subdoli: non si reprime più il nemico delle "rivoluzionarie riforme" con la repressione fisica, ma con la repressione debitocratica esercitata attraverso armi finanziarie e speculative. Ma poco importa: i risultati, a ben vedere, sono gli stessi… In Grecia ad esempio, il sistema usurocratico imposto dall'Unione europea sta mietendo altrettante vittime. Le sacche di sangue negli ospedali, ad esempio, sono ad oggi insufficienti per tutti (vedi qui – Sangue – In Grecia è Emergenza e qui Follia Grecia – Questa non è Austerity, sono Sacrifici Umani). Anche l'attenzione per la desacralizzazione dell'uomo e della società ha indubbie ed evidentissime attinenze. Allora i cristiani venivano uccisi fisicamente  e perseguitati con ogni sorta di tortura… Oggi la "crisi" indotta e "sostenuta" (dall'UE e dai suoi organi) costringe le giovani mamme ad abortire e spinge i giovani alla convivenza quasi forzata. Conclude il quadretto l'attacco gender all'uomo ed alla sua identità e l'inesistenza programmata di politiche per la famiglia. L'Italia è uno specchietto esemplare di questa sottile e perversa realtà, in un momento storico che mai come prima ha visto – inoltre – un incremento esponenziale  del numero dei suicidi e degli aborti ed un attacco così robusto e programmato verso il sacramento del matrimonio (vedi qui Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record – e qui Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo).

     Un nuovo tipo di terrore…                                                                                      

    Anche allora, come oggi, a dettare le regole (poi ratificate da un gruppetto di fedeli passacarte chiusi nei recinti di presunte assemblee popolari "democratiche") vi fu l'azione di una "Commissione" investita dei più ampi poteri esecutivi. Nella prima metà del Novecento, la propaganda mediatica era di certo più debole ed impreparata rispetto ad oggi (non esisteva internet, la TV satellitare, il cinema di massa). Ma come riuscire, dunque, ad imporre al mondo intero un simile programma di "riforme rivoluzionarie" in così breve tempo? Semplice, i gerarchi comunisti si servirono del cosiddetto «Terrore rosso di massa» (Cfr.: Stephane Courtois. Il libro nero del comunismo. Capitolo 4: Il Terrore rosso. Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998).  La commissione comunista permise allo stato totalitario di reggersi sull'arbitrio più totale. A tale riguardo va ricordato come un alto funzionario della Ceka, Iosif Unslicht, nelle sue memorie su Lenin (datate 1934), osservava con sconcertante e compiaciuto orgoglio: «Lenin trattava con implacabile brutalità i gretti membri del partito che deprecavano la spietatezza della Ceka (…)».

     La mente  e il braccio – Obiettivo "Homo Sovieticus"                                     

    Il partito, dunque, forniva l'Ideologia (un costrutto che nessuno poteva mettere in discussione ed uniformato al motto machiavelliano: «tutto è lecito, lavoriamo per la Storia» (Cfr.: Donald Rayfield – Stalin e i suoi boia. Un'analisi del regime e della psicologia stalinisti, Garzanti 2005), la Commissione (Ceka) rappresentava invece una «meravigliosa macchina per distruggere l'essere umano» fornendo il braccio operativo che attuava l'arbitrio assoluto dettato dall'ideologia stessa. Omicidi, torture e clima del sospetto – come nota Paolo Sensini in "Lenin l'Architetto del Terrore" – non furono eccessi dovuti alla guerra civile, ma piani preordinati per creare il nuovo «homo sovieticus». Tema trattato magistralmente ne "Il terrore rosso in Russia: 1918-1923" dello storico russo Sergej Mel'gunov: il libro fu tradotto in diverse lingue in tutta Europa, fuorché in Italia, paese-colonia (anglo-americana e sovietica) nel quale – guardacaso – non ha mai trovato nessun editore disposto a farne conoscere i compromettenti contenuti.

     28 Commissari – 520 milioni di cittadini commissariati                              

    Ma – a proposito di curiosi e calzanti parallelismi storici – analizziamo un altro degli aspetti (legato alla sfera del potere decisionale a livello comunitario) della Commissione Europea che si rifà a ben vedere sempre ai metodi decisionali della stessa commissione comunista detta Ceka. Sarà un caso – ci chiediamo – che il primo embrione dell'UE si chiamo CECA? L'organo esecutivo che ha sede a Bruxelles, infatti, è colui che emana le leggi ed i decreti, gestisce il bilancio, soprassiede all’applicazione delle norme comunitarie nei vari settori, riprende gli Stati membri che non si adeguano ai regolamenti, sanziona gli Stati inadempienti (spesso e volentieri in ragione a meccanismi ingannevoli e assurdi – vedi qui Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana) rappresenta l’Unione nella politica estera ed invia le direttive ai governi. Ebbene, la Commissione, come noto, è composta da 28 commissari, scelti tra “personalità di spicco” degli Stati membri (cui si aggiungono il Presidente e l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza, PESC, in veste di vicepresidente). I commissari non sono legati da alcun titolo di rappresentanza con lo Stato da cui provengono, anzi: in quanto membri della Commissione devono agire nell'interesse generale dell'Unione e non nell’interesse dei singoli Paesi (art. 17 del Trattato sull'Unione Europea, TUE). È per questo che la Commissione viene definita come "organo di individui" (a differenza del Consiglio che è definito come "organo di Stati"). Anche il diritto di cedere agli elettori il potere dei eleggere il Presidente della Commissione, preannunciato da alcuni media e sancito dal TUE,  pare sia stato messo in discussione nei giorni scorsi (del resto, alzi la mano chi ha visto in Italia un solo spot con la candidatura a presidente della Commissione Europea).

     Il Commissariamento del potere monetario – la BCE                                    

    Altro organo dotato di forti poteri decisionali (dato anche il potere economico che detiene) è la Banca Centrale Europea. L'organizzazione della BCE, creata sulla falsariga della FED Usa e della Bundesbank tedesca, la quale prevede che organi direttivi siano (art. 109 del Trattato) il Comitato esecutivo (presieduto dal Presidente o Governatore e da quattro membri nominati dal Consiglio europeo: quindi nessuno eletto dai cittadini) e il Consiglio direttivo, che è costituito dai membri del Comitato esecutivo e dai rappresentanti delle altre banche appartenenti all'eurosistema (con l'esclusione dei rappresentanti delle Banche centrali dei Paesi non aderenti all'euro). Ancora una volta, come vedete, nessuno che sia stato eletto legittimamente! Per tacere sui privati proprietari che di fatto gestiscono la proprietà della BCE. La Banca Centrale Europea, infatti, (come pochi sanno)  e come si può vedere dal suo sito ufficiale (vedi giù, link in allegato) non è di proprietà dei popoli europei o degli stati, ma è di proprietà delle banche centrali degli stati, cioè di banche private (spacciate per pubbliche) territorialmente presenti in ciascuno dei paesi Ue aderenti all’Eurosistema (vedi SEBC).

     

     

     

     Dietro la BCE                                                                                                                  

    Come molti ignorano, ipnotizzati dalla propaganda "europeista" di regime, le suddette banche centrali, non hanno affatto l’obbligo di essere inquadrate come pubbliche. L'esempio emblematico e più diretto è quello di Bankitalia: istituto cui partecipanti al capitale sono per il 96% banche private in virtù da quanto deciso col celeberrimo Decreto Carli-Amato dell'11 Luglio 1992 (vedi qui – Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel). Ovviamente essendo la banca centrale una S.P.A., le quote appartengono agli azionisti – specie a quelli di maggioranza – e di conseguenza ai proprietari di tali banche. Rothschild in testa. Possiamo facilmente prendere coscienza del fenomeno analizzando il seguente diagramma strutturale:

     I Proprietari della Banca d'Italia dopo il Decreto Carli-Amato del 1992    

    Gruppo Intesa (27,2% + 17,23% San Paolo)    Banca Carige (3,96%) 

    Gruppo Capitalia (11,15%)                               BNL (2,83%) 

    Gruppo Unicredito (10,97%)                           MPS(2,50%) 

    Assicurazioni Generali (6,33%)                     Gruppo La Fondiaria (2%) 

    Altri privati (5,65%)                                           Gruppo Premafin (2%) 

    INPS (5%)                                                                Cassa di Risp. di Firenze (1,85%)

    Banca Carige (3,96%)                                          RAS (1,33%)

     I Proprietari della Banca Centrale Europea                                                        

    Banca Nazionale della Germania (23,40%)    Banca Centrale di Svezia (2,66%)

    Banca della Francia (16,52%)                            Banca nazionale d'Austria (2,30%)                

    Banca d’Inghilterra (15,98%)                            Banca del Portogallo (2,01%)            

    Banca d'Italia (14,57%)                                       Banca Naz. della Danimarca (1,72%)   

    Banca della Spagna (8,78%)                               Banca di Finlandia (1,43%)

    Banca della Grecia (2,16%)                                 Banca Centrale d’Irlanda (1,03%)

    Banca d’Olanda (4,43%)                                      Banca del Lussemburgo (0,17%)

    Banca Nazionale del Belgio (2,83%)   

    N.B.:

    La Banca  d’Inghilterra (nazione imperiale posta alla base del Commonwealth)

    è proprietaria – azionista – della BCE, pur non essendo parte dell'Eurozona.

    Non lo trovate alquanto strano e rivelatorio?                           

     I Proprietari della Federal Reserve USA                                                               

    Rothschild Bank di Londra            Kuhn Loeb Bank di New York

    Warburg Bank di Amburgo             Israel Moses Seif Banks d’Italia

    Rothschild Bank di Berlino            Goldman, Sachs di New York

    Lehman Brothers di New York      Warburg Bank di Amsterdam

    Lazard Brothers di Parigi               Chase Manhattan Bank di New York

     Schiavizzazione delle masse mediante la Moneta-Debito                        

    Queste banche private, ovviamente, non hanno mai avuto a cuore – né allora, né tantomeno oggi – il bene comune e lo sviluppo delle società, ma – ovviamente – la massimizzazione dei loro profitti e l'annientamento degli uomini, costretti a regime di schiavitù reale mediante l'espropriazione dell'universalità dei loro beni riconducibile al diabolico meccanismo della moneta-debito. Maccanismo del quale abbiamo gìà ampliamente parlato in molteplici contesti (vedi qui es.:  Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo e qui – Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue) palesando l'inganno più occultato della storia: l'esistenza di un debito che non si potrà mai estinguere (vedi qui – Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno). Attraverso questo meccanismo, tali gruppi di potere possono decidere le sorti di intere nazioni: farle fallire oppure salvarle, forzarle ad adottare una forte politica di privatizzazione in modo da far divenire ciò che prima era di tutti, acquistabile da chi ha più denaro perchè può crearlo dal nulla…. Non a caso i comunisti sotto Stalin furono i primi a privatizzare (da cosiddetti "paladini del proletariato") la Banca Centrale Russa, facendo gli interessi dei veri padri della rivoluzione: i massoni e banchieri statunitensi ed ebraico-sionisti (vedi qui – Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista e qui – Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale). Tale logica scriteriata e diabolica (ricordiamo che Stalin e Lenin oltre ad essere esoteristi, erano anche massoni appassionati di esoterismo e satanismo – vedi video giù in allegato) fu causa di numerosi suicidi di piazza e della morte per fame e freddo di milioni di persone. Le analogie con l'attuale deriva europeista sono davvero impressionanti. Ma oggi come allora (nella prima metà del Novecento), il mostro unico massonico-bancario (o liberal-capitalista e social-comunista, che dir si voglia) non esitò ad avviare una campagna di espropriazioni, privatizzazioni ed accorpamenti di immense proprietà – nelle mani di pochi eletti – di proporzioni uniche nella storia, incentrate su opere di "collettivizzazione forzata" e su genocidi programmati (Vedi giù, video in allegato).

    L'esoterismo nel comunismo Parte 1

    Stalin e la vergogna comunista (e liberal-capitalista)

     

     La "Democratica" Corte di Giustizia europea                                                  

    Ma la nostra analisi non finisce qui! La storia ed i parallelismi continuano con la Corte di Giustizia, che è composta – come pochi sanno – da un giudice per ogni Stato membro, assistito da otto avvocati generali. Naturalmente sia i giudici che gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri (e non dai Parlamenti, cioè da chi è stato eletto). Ancora una volta si tratta di soggetti scelti da persone non elette democraticamente e vicine all'élite europeista. E così, via discorrendo  per le varie “agenzie” (sono diverse decine) sparse in giro per l’Europa e delegate alla gestione o all’analisi di problemi specifici (dall’immigrazione clandestina alla ricerca, dalla formazione ai problemi del traffico marittimo): nessuna di queste (sebbene gestite grazie ai soldi dei contribuenti europei) è diretta da persone elette dai cittadini europei. Si tratta – ovviamente – di personaggi eletti (illuminati dalla fulgida luce dell'europeismo) e fedelissimi alla causa mondialista (vedi qui Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia ).

     MES                                                                                                                               

    Per non parlare dei fondi autonomi e degli enti ultimi nati, come il Redemption Found e i suoi oscuri ed ambigui reggenti o il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati permanente, istituito nel 2011, in seguito alle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) e nato come fondo finanziario europeo per la presunta (ed illusoria) "stabilità finanziaria" della zona Euro (e quindi non legato a tutti i Paesi UE). Esso, tuttavia, ha assunto ben presto il ruolo di organizzazione intergovernativa: infatti  la sua struttura è organizzata con un “consiglio di governatori” formato da “rappresentanti” degli Stati membri ed un consiglio di amministrazione. Tutte persone mai elette da nessun cittadino europeo e non assoggettabili a processi o perquisizioni, poste a garanzia della gabbia usurocratica europeista (vedi qui – L’euforia di Regling, il MES avrebbe Raggiunto il suo Obiettivo). Eppure a questo ente è stato attribuito il potere di imporre ai singoli Stati alcune scelte sulla politica macroeconomica interna. Quindi un potere enorme ben al di là dei confini nazionali, sebbene lasciato nelle mani di persone selezionate non si sa sulla base di quali criteri (e di certo non elette). E si potrebbe continuare a lungo. La verità è che, passo dopo passo, goccia dopo goccia, tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni (anche quelli nominati da Parlamenti illegittimi, eletti con un sistema elettorale incostituzionale) hanno permesso che si creasse un sistema di gestione della “cosa pubblica” italiana, che, non solo non è più italiano (dato che è stato ceduto e continua a esserlo, giorno dopo giorno, senza che nessuno dica una sola parola), ma (cosa ancora peggiore) non è diretto da soggetti eletti dai cittadini europei.

     Ua strategia antica di 300 anni e più…                                                               

    Oggi, tutte le decisioni che riguardano gli oltre 500 milioni di europei, vengono prese da gruppi di potere a trazione massonico-bancaria (questo è il loro vero nome) durante riunioni a porte chiuse. Ma  a ben vedere questo andazzo è la naturale conseguenza di un sistema nato all'indomani dei grandi sconvolgimenti epocali che interessarono l'Inghilterra e la Francia durante l'Ottocento e la fine del Settecento. Sconvolgimenti che furono posti quali pilastri alla nascita dello stato liberale e che furono suggellati con la celeberrima tripartizione del potere dettata dal Barone di Montesquieu, che nel suo schema, liquidò provvidenzialmente il potere monetario, che da allora in poi – col benestare dei governi liberal-massonici che sostituirono le monarchie cattoliche cadute sotto il peso dei debiti bancari – fu una prerogativa ad esclusiva spettanza dell'élite illuminata (liberal-capitalistica e social-comunista) provvidenzialmente distinta dall'intellighenzia occulta in partiti ed ideologie apparentemente opposti e conflittuali. Questo se ci pensate è stato il grande limite di un filosofo ed economista come Karl Marx. Non aver compreso – o meglio aver nascosto ed a tratti alimentato – tale incredibile inganno.

     Ecco perchè la democrazia e l'europeismo sono balle!!!                             

    Alla luce di ciò, si comprendono due cose: 1) la democrazia dal 1789 in poi è stata solo una favola enfatizzata a dovere per catturare ed imprigionare attraverso il "diritto-non-diritto" quanti più polli possibili; 2) l'europeismo, ultima creatura nata da questa matrigna secolare chiamata "democrazia" (liberale, liberal-capitalista o social-comunista che dir si voglia) è un grande inganno retto per l'annientamento programmato dei popoli e delle nazioni. Per chi avesse ulteriori dubbi, dopo aver letto questo articolo, consigliamo di indagare la storia delle vere origini dell'UE mediante la conoscenza dello sconcertante "Piano Kalergi" (vedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – e qui – Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte. Vedi anche il video giù in allegato).

    Immigrazione: Genocidio del Popolo Europeo IL PIANO KALERGI

     L'europeismo e lo squarcio del velo                                                                        

    Allora comprendiamo il vero motivo per il quale il bilancio dello Stato italiano, la spesa sociale, gli aiuti alle imprese, ma anche le medicine da prendere o la scelta dei prodotti da mangiare o meno, le opere pubbliche da realizzare, tutto viene deciso da “soggetti”non-eletti. Comprendiamo perchè i fondi comunitari siano stati trasformati in strumenti elitari e atti ad alimentare un vergognoso clientelismo politico-elettorale e capiamo anche perchè anziché ascoltare le istanze di giustizia e libertà levate dai popoli europei, l'élite di Bruxelles abbia pensato (sotto l'ala protettrice di Usa e Nato) di creare i super-poliziotti europei, con poteri praticamente illimitati, chiamati eurogendfor, con compiti repressivi di eventuali tumulti e proteste, ben definiti (vedi qui – Eurogendfor: l’esercito comune Ue contro i disperati). E mentre in Italia i gruppi politici si scambiano fittizie accuse e mettono in scena scaramucce teatrali preelettorali (inutili dato che i candidati sono spesso gli stessi esemplari di Homo Politicus che hanno causato disastri nella prima e nella seconda repubblica – per la terza si stanno dando da fare – e che provengono dagli stessi gruppi di potere decisionale paralleli alle istituzioni repubblicane – vedi qui Nulla di Nuovo nel Toto Europa – un favore all’Aspen Institute Italia) in Europa il potere è stato concentrato nelle mani di poche decine di persone. 

     Ecco perchè non andremo a votare                                                                          

    Tra pochi giorni gli elettori europei (quelli più illusi) andranno alle urne (anche se molti prevedono, ovviamente, un’affluenza irrisoria). Per quei pochi che entreranno nei seggi elettorali la cosa più triste non sarà trovare in cima alle varie liste, esemplari di Homo Politicus ormai arcinoti (magari riciclati dagli scarti delle istituzioni nazionali e regionali) né sapere che queste persone parteciperanno solo sporadicamente alle sedute del Parlamento europeo (pur godendo di lauti compensi). La cosa  più triste è che andranno a votare forse coscienti, dopo un’attenta riflessione, che la loro vita e quella dei loro figli sarà nelle mani non dei rappresentanti eletti dalla maggioranza dei cittadini europei, ma di altri, nessuno dei quali mai eletto, nessuno dei quali mai “scelto”, nessuno dei quali si curerà mai dei loro interessi, ma solo ed esclusivamente degli interessi (bancari) di chi li messi come pedine a ricoprire quella posizione… E dalle ricostruzioni storiche ed i parallelismi posti in essere, forse oggi abbiamo le idee più chiare sui fatti ed i presupposti ideologici che portarono alla nascita di questa gabbia chiamata "Unione Europea". Noi la nostra scelta l'abbiamo fatta: Domenica 25 andremo a goderci il sole in spiaggia assieme a tutti gli esponenti della lista del non-voto!

    Sergio Basile, C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video e Articoli in Allegato                                                                                    
     
     

    Napolitano Cedere quote di sovranita' all'Europa

     

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    Lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Borghezio denuncia lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media

    Giovedì, Febbraio 21th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Grecia, tasse, bollette, Unione Europea, BCE, Atene, protesta, Antonis Samaras, Pireo, Fondo Monetario Internazionale, Sionismo, Media Occidentali, Censura mediatica, Prezzo del gasolio, Giovanni Fois, Aiuto disperato, Dittatura, Notizie da Bassa campagna elettorale  Silenzio Grecia: siamo tutti prigionieri dei Media Greci, Italiani ed Europei incatenati in […]

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Il Piano Ue – La Prostituta Grecia ora tra le braccia dell’Emiro del Qatar

    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Sergio Basile –  Grecia, Euro, Svendita, Privatizzazioni, Qatar, Isole Greche, colonialismo, Europa sotto attacco, La Distruzionedella grecia e dei popoli europei, Atene, Emiro del Qatar, Troika, Ue, FMI, Bce, Mafiosi, Cancellazione della cultura cristiana. Il Piano di Stalin, Schiavi Greci, Porto del pireo, Cinesi, tedeschi, Samaras, Yannis Stournaras  Il Piano […]

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Europee 2014 – L’Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del pane di Atene

    Giovedì, Aprile 10th/ 2014 – S.B. Redazione qui Europa  –  Qui Europa, Atene, Troika, Ue, BCE, FMI, Angela Merkel, asse franco-tedesca, falso spot sui siccessi dell'Unione europea, spot Rai, bomba ad atene, cantiere europa, BCE, Jefferson, Visita di Angela Merkel, Troika, guerra del pane    Europee 2014 – L'Italia deve recarsi alle urne senza avere notizie della nuova guerra del […]

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Premesso che l’Euro è una Moneta di Distruzione di Massa… c’è di più

    Martedì, Marzo 25th/ 2014 – di Sergio Basile e Vincenzo Mannello – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa" Sergio Basile, Sovranità Monetaria, Euro, Lira, Emissione a debito della moneta, Vincenzo Mannello, iniziativa di Libero confronto pensa e scrivi, redazione Quieuropa, Marine Le Pen, Francois Hollande, euroscettici contro europeisti, il problema è l'emissione a debito […]

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, Pensioni e forze armate, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Europee 2014 – No Soldi No Party… Anzi No Voto!

    Venerdì, Marzo 14th/ 2014 – di Vincenzo Mannello – Vincenzo Mannello, Catania, Roma, Bruxelles, Ideologia europeista, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Palazzo Chigi, Europee 2014, Parlamento Europeo, No Soldi No Party, Elemosina in busta paga, Pensionati ed esodati dimenticati, Monarchia Repubblicana, Prima Repubblica, Modello DC  Europee 2014 – No Soldi No Party.. Anzi No Voto! Dal Modello "Achille Lauro" alla vecchia "Logica […]

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne

    Giovedì, Aprile 3rd/ 2014 – di Sergio Basile – Bruxelles, Berlino, Ministro delle Finanze tedesco, Handeslblatt, Wolfgang Schaeuble,eurogruppo, Unione bancaria, BCE, proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti, trappola degli Stati Uniti d'Europa  Schaeuble e le strategie per indurre gli europei a recarsi alle urne Le "provvidenziali" ricette del ministro delle Finanze tedesco, per indorare una pillola […]

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Ecco perché non voterò il Movimento 5 Stelle alle elezioni europee

    Lunedì,  Aprile 7th/ 2014 – di Daniele Di Luciano / Redazione Losai / Redazione Qui Europa  – Daniele Di Luciano, Elezioni europee, programma del movimento 5 stelle, Eurobond, Fiscal Compact, Referendum sull'euro, permanenza nell'euro, deputato Sorial, Mario monti, Nuovi Debiti, Debtocracy, perchè non voto il movimento 5 stelle, il referendum è una presa in giro  Ecco […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Privatizzazione della Banca d'Italia, SAcco del Britannia, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

    Dittatura UE 

    Dittatura UE – Dichiarazione unica IVA in nome di Risparmio ed Evasione?

    Giovedì, Febbraio 27th/ 2014  – IVA Lavori Europarlamento Settimana 26 Febbraio 2014 – – di Sergio Basile – Redazione "Qui Europa" – Parlamento Europeo, Strasburgo, Assemblea,Sessione 26 Febbraio 2014, Iva, Tassazione, Regime usurocratico, MES, Fiscal Compact, Stati Uniti d'Europa, Dichiarazione IVA unica, accentramento, Paradisi fiscali, Lussemburgo, Two Pack, Commissario Semeta, evasione fiscale e usurocrazia, MES, Fiscal Compact, Dittatura […]

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Patto di Stabilità – Come l’Europa dal 97 chiede il suicidio dell’economia italiana

    Lunedì, Marzo 10th/ 2014 – di Sergio Basile –  Trattato di Maastricht, Romano Prodi, Trattato di Lisbona, Trattati di Roma del 1957, Iniquità del rapporto debito/Pil, Parametri di Maastricht, Redazione Quieuropa.it, Redazione losai.eu, Alessio Pascucci, Daniele Di Luciano, Losai.eu, Patto di Stabilità, Sindaco di Cerveteri, Dentro la Notizia, Conseguenze del Patto di Stabilità, Conseguenze del patto […]

     

     

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità, impossibilità della crescita, Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    La distruzione dell’Italia passa per l’Europa: vogliono ucciderci!

    Martedì, Giugno 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Unione Europea, Europa, Crisi indotta, Sovranità nazionale, Euro, Moneta Unica, Governanti, Commissione Santer, Suicidi, Eliminazione dei popoli europei, Ordine mondiale americano, "Contro l'Europa,  Mario Monti, Emma Bonino, Ida Magli  La Profezia di Ida Magli: l'Europa vuole ucciderci! Lo diceva nel 1997 Fa tutto parte di […]

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld

    Giovedì,  Ottobre 31th/ 2013 – di Sergio Basile – Italia, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Schiavitù, Meccanismo Europeo di Stabilità, Berlino, Bund, Titoli di Stato, Pagare on Demand, Nuovi Debiti in Circolazione, Saccomanni, Dittatura Europea  Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld MES – La Guerra "Diversa" che annienta le Nazioni ►MES: l'Italia vessata finanzia la […]

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

    Two pack – Ora l’Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie

    Sabato, Giugno 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois –   Commissione europea, Two Pack, Fondo monetario internazionale, Meccanismo europeo di stabilita', Italia, politiche finanziarie, strozzinaggio internazionale, Unione europea, Bruxelles, sistema bancario internazionale, Equitalia    Two pack – Ora l'Ue potrà imporre anche modifiche alle leggi finanziarie  Nuovi poteri alla Commissione Liberal-Stalinista Le ultime reazioni dopo l'approvazione del […]

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa di Regolamentazione Interbancaria che Dissangua l’Italia

    Lunedì, Febbraio 11th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Sistema Target2 / Mario Draghi / Angela Merkel / Svalutazione dell'euro / Francois Hollande / Parlamento europeo / Tunisia / Paradigma dell'allevatore / Fronte del Nord / Pigs / BCE / Euro / Eurozona  Svalutiamo Draghi e il Target2: Il Sistema Truffa […]

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Il Progetto Finale di Bruxelles – Vogliono Distruggere le Nazioni

    Domenica, Febbraio 24th/ 2013 – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Nazioni, Ue, Bruxelles, Accentramento, Parlamento Europeo, Hans Gert Poetterong, Altiero Spinelli, Distruzione degli Stati Nazionali, Massoneria Internazionale, Progetto Mondialista, Nuovo Ordine Mondiale, Mariolina Sattanino, Mondialismo, Carlo De Benedetti, Enzo Moavero, Gianni Pittella, Ferdinando Nelli Feroci, Esercito Comune, Politica Estera Comune, Mani sui popoli europei  […]

    24 febbraio 2013No CommentRead More#

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Unione Europea – Ci Vogliono Rovinare!

    Lunedì, Gennaio 21st/ 2013 – Dott.ssa Patrizia Stella –   Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa Unione europea / Crisi morale / Piano Massonico / Ilva / Sovranità Nazionale / Sovranità Rubata / Complicità dei Media / Demonio / Distruzione della Famiglia / Nuovo Ordine Mondiale / Laicismo / Lobby […]

    21 gennaio 20132 CommentsRead More#

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Rubrica – Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte

    Giovedì, Agosto 1st/ 2013 – Rubrica, Le Verità nascoste sul Premio Nobel – -Rubrica di  Luigi Armentano –  Premio Nobel, Accademia di Norvegia, Svezia, Paride Nobel, Premio Nobel per la Pace  all'Unione Europea, Ue, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Angela Merkel, Jacques Delors, Piano Delors, Francois Hollande, Orwell 1984, Jacques Barrot, Barack Obama, Hillary Clinton, Sarah Luzia […]

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Finanza ed Egemonia Anglofona sull’Europa – La linea Delors

    Giovedì, Gennaio 3rd/2013 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Egemonia anglofona / Delors / Egemonia Anglofona sull'Europa / Gran Bretagna / Jacques Delors / Commissione europea / Ue / Charles De Gaulle / Mario Monti / David Cameron / Tobin Tax / City / Usa / Neocolonialismo / Board Bce / Sacco del Britannia /Bce […]

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Documento shock del 1959 su Crisi, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione: verità occultate

    Mercoledì, Aprile 30th/ 2014  – A cura di Massimo Mancinelli –  Iniziativa di Pubblico Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Quieuropa" Da un Estratto di "Rivoluzione e Contro-rivoluzione" di Plinio Correa de Oliveria – San Paolo, Brasile 1959  – 1a Ed. "Dell'albero – Torino – 1963 – Traduzione Giovanni Cantoni – – Ultima edizione – Associazione Luci sull'Est, Roma – Massimo Mancinelli, […]

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Budapest – Testimonianze di Italo-Ungheresi: L’ideologia e l’euro hanno rovinato l’Italia

    Sabato, Novembre 2nd/ 2013  – Redazione Qui Europa e Andras Kovacs, Budapest  – Qui Ungheria, Nuova Lettera Aperta agli Italiani di Kovacs Andras, Cittadino Ungherese, Manifestazione Nazionale del 23 Ottobre, usurocrazia internazionale, Testimonianza di giovani italiani e ungheresi da Budapest, Testimonianza di Manuela, Testimonianza di Valerio, Testimonianza di Antonio, Valerio Vitaliano, FMI, Discorso di Viktor Orban  Budapest 23 […]

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze sull’Inganno Comunista

    Venerdì, Ottobre 25th/2013   – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy –   Intervista, Testimoni oculari, Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale, Regime comunista, orrori del Comunismo, Budapest, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Viktor Orban    Ungheria – La Grande Marcia per la Libertà: 23 Ottobre 2013 – Testimonianze oculari tra passato e presente Intervista a […]

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    L’Ungheria si prepara alla Grande Marcia per la Libertà del 23 Ottobre

    Martedì,  Ottobre 22nd/ 2013 – Rubrica, Qui Ungheria, di Edina Karossy – Edina Karossy, Ungheria, Budapest, Edina Karossy, Marcia nazionale, Governo Orban, Festa Nazionale dal sapore particolare, Regime comunista, orrori del Comunismo, Péter Gergényi, Ipocrisia, Contro storia, Media di regime, Censura Mediatica, La nazione in Piazza contro l'Usurocrazia, Danubio, Budapest, vecchi fantasmi, Stalin, Marcia per la Libertà, Famiglia, Storia, Religione, Cultura, Identità, Sovranità, valori non negoziabili, popolo […]

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Nell’era della moneta-debito, tutto il male viene raccolto dentro un simbolo

    Giovedì, Maggio 1st/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, 1° Maggio 2014,  festa dei disoccupati, Susanna Camusso, emissione a debito ed illegittima da parte delle banche centrali di carta-moneta, nell'era della moneta-debito, progettare il malessere di interi popoli, guerre coloniali, lo sfruttamento ed il controllo della persona umana, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Comprendere il fondamento schiavista del sistema debito, status debitocratico perenne, il […]

    Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue

    Ogni strumento è progettato per raggiungere uno scopo… Anche l’Ue

    Mercoledì,  Aprile 23rd/ 2014  – di Nicola Arena – Nicola Arena, Moneta Debito, Moneta Credito, Emissione a debito, moneta strumento di dominio, moneta mezzo per facilitare gli scambi, UE, piano europeista, egemonia di Bruxelles, Europee 2014, il trucco di Bruxelles, Nicola Arena, Sete di giustizia, Qual è il vero scopo dell'Ue  Ogni strumento è progettato per raggiungere  […]

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Inganno monetario – La Consapevolezza del bene e le chiavi del Regno

    Venerdì, Maggio 16th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Qui Europa, Nicola Arena e Sergio Basile, La consapevolezza del bene,  13 Maggio 2014 Nel Segno della Consapevolezza e della Speranza, Moneta e consapevolezza del bene, Legittimazione della Moneta, Un macroscopico vuoto giuridico, Cosa occorre per distinguere il bene dal male?, False rivoluzioni e vere rivoluzioni, da Montesquieu in poi…, Rivoluzione Francese o Rivoluzione Bolscevica, Le chiavi […]

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    Venerdì, Maggio 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, professor Giacinto Auriti, Stampa del denaro a costo nullo, trucco tipografico, Teoria del Valore Indotto della Moneta,  Valore Indotto, simbolo di costo nullo, reddito di cittadinanza, sopravvivenza propria, male autoprodotto, giustificabili agli occhi di Dio, signoraggio bancario, banconota di 100 euro, simbolo di costo nullo, conferiamo il […]

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Denaro e Prostituzione: come tornare ad esser liberi di scegliere il proprio destino?

    Mercoledì, Maggio 7th/ 2014  – di Nicola Arena – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Denaro e prostituzione, liberi di scegliere il proprio destino, giudizi di valore, Il valore dell’amore,valore del sesso, In vendita per denaro, sesso dietro compenso, bisogno di denaro per vivere, cos’è il denaro, professor Giacinto Auriti,  Unità di misura del valore dei beni, potere d’acquisto, contenitore materiale di un valore,  spirituale, fattispecie giuridica, diritto di proprietà […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Schiavi del sistema bancario imperialista – 5

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti. 5 – Moneta: Così si diventa schiavi del sistema bancario imperialista

    Martedì, Aprile 1st/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Quinta Parte – di Giacinto Auriti  – I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, crollo dell'impero romano, i popoli cristiani erano demonetizzati, i misteriosi signori della moneta, sovranità politica e sovranità monetaria, proprietà popolare della moneta, verso chi ci si inbedita, […]

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale – 6

    I Grandi Personaggi del 900: Giacinto Auriti – Governo Occulto e Nuovo Ordine Mondiale

    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani

    Martedì, Ottobre 8th/ 2013 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Tasse, ICI, Monti, Guardia di Finanza, Fondazioni, Letta, IVA, Service Tax, IMU, Governo, Parlamento, Robin tax, IRES, Tobin tax, Osservatorio sulla salute nelle Regioni italiane, Sole24Ore, Banca d’Italia, Commissione Europea, Umberto Rapetto    Speciale – Tasse, Imposte, Prese in Giro e Sacrifici Umani Letta […]

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Elezioni 2013: Tutti ai nastri di partenza tra Noia e Spread

    Mercoledì, Gennaio 9th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Elezioni 2013 / Elezioni / Noia e Spread / Italia / Politica / Elezioni politiche 2013 / Presidenza del Consiglio / Schieramenti politici / Sovranità nazionale / Democrazia / Politici / Retorica politica / Crisi / Economia / Cittadini italiani / Voto / Alleanze / […]

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Martedì, Gennaio 8th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / […]

  • Europee 2014 – Tutti pronti a Non Votare!

    Europee 2014 – Tutti pronti a Non Votare!

    Giovedì, Aprile 17th/ 2014 

    – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile –

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Europa, Unione europea, Parlamento europeo, Vincenzo Mannello, Redazione Quieuropa, Crosetto Meloni, Beppe Grillo, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors, 25 maggio non votare, non legittimare il sistema bancario usurocratico, Marine Le Pen, Matteo Renzi, Alexis Tsipras, Beppe Grillo, coppia Crosetto-Meloni, Napolitano, Merkel, Hollande, Cameron, Berlusconi, Piano Kalergi, L'Europa unita non esiste e non è mai esistita, il grande partito del non voto 

    Europee 2014 – Venditori di fumo e Debito a Bruxelles.

    La lista migliore? Quella del non-voto

    Europee 2014 – Tutti pronti a Non Votare!

    25 Maggio – La Scelta migliore? Andare al mare per non

    legittimare una macchina che da oltre 50 anni va contro

    gli interessi dei popoli favorendo l'imperialismo

    bancario dei privati

    ►Video in allegato:

          La vera storia della nascita dell'Ue e il Piano Kalergi

     

    di Vincenzo Mannello e Sergio Basile
    

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Europee 25 Maggio - Tutti pronti a non votare il partito unico europeista

     Europee 2014: un tripudio di grandi promesse e grande fumo                  

    Roma, Bruxelles – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile –  Oggi tutti impegnati nel presentare le liste per le europee del 25 maggio. Da Renzi a Berlusconi, via Grillo, Salvini, Meloni e Vendola: è un tripudio di grandi promesse, impegni categorici, richiami morali e pure anatemi fideistici per ottenere un solo scopo: andare a votare, legittimando così – paradossalmente – il prossimo parlamento UEista di Bruxelles e perpetuando l'infausto UEismo, ovvero il distruttivo regime euro-burocratico-bancario-capitalista – e dissacrante di ogni valore che ha fatto grande il "Vecchio Continente" – che opprime l'Europa dei popoli. Nel 2009 non si recò a votare il 60% degli elettori chiamati alle urne nelle varie entità nazionali e, da "perfetti democratici" quali si vantano di essere, i parlamentari espressione di una minoranza hanno continuato imperterriti a legiferare contro gli interessi dei popoli dell'impero UEista. Peraltro su mandato di quei poteri economici e finanziari (vedi Bce) che nessuno ha mai eletto e che sono espressione della finanza mondiale globalizzata (si fa per dire, dato che una collocazione precisa la finanza la ha: Wall Street e la City da una parte (il liberismo economico) e l'ideologia progressista dall'altra (il pensiero anti-capitalistico unico che apparentemente si scaglia contro il capitalismo mentre in effetti, a conti fatti, ne giustifica e legittima la stesso fondamento concettuale ed ideologico, dal momento che tollera e benedice il sistema bancario, senza denunciare lo scandalo degli scandali: l'appropriazione in regime privatistico dela moneta e la stessa moneta-debito. Elementi che dell'attuale sistema capitalistico sono il vero pilastro). Risultato? Siamo tutti scontenti, se non incazzati neri, ma tutti raggirati dal un falso dissenso, un dissenso di cartone pilotato dall'alto delle segreterie dei partiti che dietro improbabili paraventi di "democrazia" sono pronti tutti a mandare avanti la macchina infernale dell'usurocrazia europea.  C'è forse qualcuno – in buona fede – che abbia il coraggio di difendere l'assetto dell'UE?

     Vecchie e Nuove leve dell'europeismo contemporaneo                                

    No, i più solidi pilastri della struttura (Napolitano, Merkel, Hollande, Cameron, Berlusconi e soci) affermano che "occorre cambiare"…. evidentemente "perché nulla cambi", da perfetti volponi di vecchia data, qual sono. Sapendo di essere poco credibili, ovviamente, si affidano alle nuove leve: vedi Marine Le Pen, Matteo Renzi, Alexis Tsipras, Beppe Grillo, la coppia Crosetto-Meloni e tanti altri. Mischiamo capre e cavoli? Non crediamo proprio! Anzi! Formalmente si presentano tutti per cambiare la politica UEista soltanto relativamente all'euro ed agli effetti della moneta unica. Ma come dimostrato in più sedi l'euro non è il principale problema. Il problema consta nella natura privatistica della moneta, o meglio nella sua emissione a debito e sulla pelle di quelli che della moneta dovrebbero essere i legittimi proprietari e creditori: i cittadini europei. Cittadini che da creditori si ritrovano loro malgrado debitori della loro stessa moneta. Bando alle chiacchiere dunque! Al di là del dualismo lira/euro, il problema è che quest'impero coloniale nasce sotto lo schiaffo della finanza internazionale e pensare di cambiare una macchina così ben programmata ed oleata (dalla carta-moneta stracia che stampano in maniera illegittima e sregolata) è una folle utopia.  In effetti tutti raccontano la loro parte di favola per continuare a legittimare questo strazio: chi propugna meno rigore, chi lo stesso ma più bilanciato,chi indica nell'abbandono della moneta la soluzione del malessere. Nessuno, specie in Italia, chiede l'uscita dalla UE e la fine dell'UEismo. Questo è esattamente il punto di discrimine tra chi andrà a votare e chi no.

    Europee 25 Maggio - Tutti pronti a non votare il partito unico europeista

     Recarsi alle urne? Una follia!                                                                                 


    Chi si recherà alle urne, populista o meno che si dichiari, rafforzerà con la propria presenza la struttura di "questa" Europa dell'usura. Magari otterrà una cospicua rappresentanza parlamentare antieuro, ma la moneta (falsamente) unica, come detto, non è il solo male che ci ritroviamo noi sudditi obbedienti. E poi, euroscettici e populisti cosa potranno mai fare dagli scranni (lautamente compensati) su cui siederanno a Bruxelles? La rivoluzione? Un solo europeo ci può credere? Non parliamo di noi italiani. Se negli altri paesi europei sono presenti formazioni che una minima parvenza di affidabilità l'hanno saputa ottenere (vera o fittizia che sia), in Italia non vediamo davvero alcuno che voglia o possa realmente cambiare le carte in tavola.  I riformisti alla Renzi? Dai, siamo seri….quello non sfora neppure il 3%! Berlusconi? Non facciamo…. piangere! La Meloni e la Lega? Forse con il vessillo dei Serenissimi e con Crosetto armato di moschetto di legno? Oppure Grillo ed i 5stelle eurodeputati  ed europeisti? Recentemente lo stesso Grillo urlante ha dichiarato di essere l'unico freno contro la sovversione in Europa: ce lo vedete incendiare bandiere ueiste, scendere in piazza a Strasburgo e scagliarsi contro l'egemonia privata sul pubblico denaro? Beh, noi francamente no!

     Il 25 Maggio non votare! Non legittimare questa macchina infernale!    

    NON VOTARE, ecco l'unica cosa da fare! Distaccarsi completamente ed in maniera convinta e consapevole da questa gente: nessun sostegno di alcun tipo a chicchessia. L'Europa unita non esiste, non è mai esistita (vedi video in allegato) e non potrà mai esistere se prima non cadrà l'Ueismo al potere grazie a Wall Street ed all'egemonia della moneta emessa a debito da una élite di privati senza alcuna legittimità e alcuna forma di scrupolo di coscienza. Qualcuno potrebbe obiettare: "non votando si permette ai soliti noti di decidere in nome e per conto di chi non vota!". Ma ne siete proprio sicuri? Balle: quando si vota si da fiducia ad un sistema di ladri ed affamatori che, spessissimo, cambiano pure bandiera alla faccia di chi li ha eletti. Occorre delegittimarli definitivamente togliendo loro il consenso, moralmente e fisicamente. Per cambiare occorre far crollare dal basso un regime usurocratico che nessuno dei cosiddetti "politici" vuole in realtà cambiare, perchè da esso dipende la propria carriera… La "nostra non lista" è pronta :  quella del "NON VOTO!"

    Vincenzo Mannello, Sergio Basile

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in Allegato                                                                                                              

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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     Approfondimenti                                                                                                              

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    Non Chiamatela Crisi Economica, ma Truffa Monetaria da Signoraggio

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    Mercoledì, Marzo 26th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Qui Europa, Giacinto Auriti, Crisi e truffe, signoraggio bancario, la denuncia del professor Auriti, Una truffa che va avanti dal 1694, Paterson, denuncia a Fazio e Ciampi, Procura della Repubblica di Roma, esponiamo un cartello all'esterno e all'interno di ogni esercizio commerciale  Non […]

    Matteo Renzi e il Malconsiglio Europeo

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    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Sergio Basile  – Italia,  Matteo Renzi, consiglio europeo, Bruxelles, Pier Carlo Padoan, Herman Van Rompuy, Manuel Barroso, Unione europea, vincolo del 3%, Patto di stabilità,  Commission eeuropea, riformeliberiste, privatizzazioni indotte, Distruzione dell'economia italiana, vicolo cieco, Pie Carlo Padoan, Pensioni e forze armate, tagli e nuove privatizzazioni, Poste Italiane, […]

    Britannia & Co – Quel che Renzi avrebbe dovuto ricordare alla Merkel

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    Mercoledì, Marzo 19th/ 2014 – di Sergio Basile –  Germania, Italia, Consulta Tedesca, Trattato di Maastricht, Patto di Stabilità, Consulta tedesca, esattori per conto dello Stato, Eurozona, Euro Gabbia, Angela Merkel, Matteo Renzi, Romani Prodi, Mario Draghi, Mani Pulite, George Soros, MIlena Gabanelli  MES, Britannia & Co – Quel […]

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    Giovedì,  Ottobre 31th/ 2013 – di Sergio Basile – Italia, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Schiavitù, Meccanismo Europeo di Stabilità, Berlino, Bund, Titoli di Stato, Nuovi Debiti in Circolazione, Saccomanni, Dittatura Europea  Dittatura MES – Roma Ancora Schiava di Berlino: pagati 11,4 Mld MES – La Guerra "Diversa" che annienta le Nazioni ►MES: l'Italia vessata finanzia la […]

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    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste,  Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti  Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

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    Saremo a Sovranità Limitata, fino a quando avremo un Debito così alto… Praticamente per sempre

    Mercoledì, Marzo 5th/ 2014

    – di C.Alessandro Mauceri  –

    Governo Renzi, Matteo Renzi, C.Alessandro Mauceri, Napolitano, Padoan, G20, Paul Krugman, "New York Times", Olli Rehn, Giuliano Cazzola,  Giuliano Amato, Joeren Dijsselbloem, Vincenzo Visco 

    Saremo a Sovranità Limitata, fino a quando 

    avremo un Debito così alto… Praticamente 

    per sempre

    400 miliardi in titoli di stato emessi ogni anno, per pagare

    un Debito Pubblico autorigenerante ed inestinguibile

    perchè frutto di moneta-debito e usura

    L'utile ricetta di Padoan-Renzi per compiacere i banchieri

     

    di C.Alessandro Mauceri

    Italia, Eutanasia di una Nazione

     Fiumi d'inchiostro                                                                                                      

    Roma, Palermo – di C.Alessandro Mauceri – Sebbene sia stato incaricato da pochi giorni – non eletto, è bene sottolinearlo, e nonostante le promesse fatte – sul nuovo capo del governo sono già stati versati fiumi d’inchiostro. In mancanza di un vero e proprio programma di governo, molti hanno descritto e con grande dovizia di particolari, le varie fasi del conferimento dell’incarico da parte del Presidente della Repubblica. Decine di giornalisti si sono deliziati nel descrivere l’abbigliamento del nuovo capo di governo (i maligni hanno detto che forse, era stato anche sponsorizzato da un noto atelier di moda, dato che più volte lo si è visto andare in giro con un porta abiti firmato…). Altri hanno fatto pettegolezzi sul fatto che una delle ministre, nonostante la giovanissima età, avrebbe avuto contatti con molte personalità politiche, alcune anche legate da vincoli di parentela con il Presidente Napolitano.

     Il grande assente…                                                                                                     

    Pochi, però, hanno posto l’accento sul fatto che il giorno del giuramento, uno dei ministri neoincaricati era assente. E non uno “qualsiasi”, ma proprio uno di quelli più importanti sia dal punto di vista economico che dal punto di vista politico. Quel giorno, infatti, alla manifestazione, ripresa e descritta da decine e decine di televisioni e giornalisti, era assente il neo ministro Padoan. Immediatamente i suoi difensori (ma perché avrebbe bisogno di difensori dato che nessuno lo ha ancora accusato di niente?) hanno subito levato gli scudi dicendo che era impegnato in un importante meeting del G20. Ebbene, a parte il fatto che la cosa già sarebbe stata discutibile (bisognerebbe decidere se sia più importante essere presente ad una riunione dei ministri dei Paesi più industrializzati o al conferimento del suo incarico da parte del Presidente della Repubblica del suo Paese) alcuni maligni hanno subito fatto notare che, tra le promesse fatte in fase di assegnazione del mandato a Renzi e le strategie del ministro Padoan c’era una notevole discordanza. Anzi, in realtà, pare che già la stessa scelta di Padoan come ministro dell’economia avrebbe dovuto lasciare perplesso più di un analista economico, visti anche i commenti fatti su di lui da personalità molto accreditate a livello internazionale come, ad esempio, il premio Nobel per l'economia, Paul Krugman: «Certe volte gli economisti che ricoprono incarichi ufficiali danno cattivi consigli; altre volte danno consigli ancor peggiori; altre volte ancora lavorano all'Ocse». Le parole di Krugman palesemente riferite a Padoan e pubblicate sull’autorevole giornale "New York Times" non lasciano dubbi su quale sia la stima di molti dei maggiori economisti mondiali sull’operato del neo nominato Ministro dell’Economia. Pare, infatti, che nonostante un curriculum davvero brillante, pieno di incarichi di rilievo a livello internazionale (i maligni dicono tutti ricevuti al seguito di Massimo D’Alema –  ma allora dov’è il “nuovo che avanza”) molti abbiano seri dubbi sulle teorie economiche del ministro Padoan. Confortati perlopiù, dai recenti risultati ottenuti. A comprovare la loro considerazione, infatti, sarebbe proprio la traccia lasciata da Padoan in tutti i casi oggetto della sua attenzione negli ultimi decenni.

     Padoan: "La Grecia si deve aiutare da sola…"                                                   

    Nel 2001, Buenos Aires fu quasi costretta a dichiarare fallimento anche a causa delle politiche liberiste e monetariste imposte dal FMI (e, pare, suggerite da Padoan) al Paese sudamericano. Sempre in quel periodo, il neo ministro si occupò anche di Grecia e Portogallo.  «La Grecia si deve aiutare da sola, a noi spetta controllare che lo faccia e concederle il tempo necessario. La Grecia deve riformarsi, nell'amministrazione pubblica e nel lavoro» aveva dichiarato Padoan. Nel marzo del 2013, quando la Grecia era sull'orlo del collasso, l'allora numero due dell'Ocse fu, se possibile, ancora più esplicito: «C'è necessità che il governo greco adotti una disciplina di bilancio rigorosa e di un continuo sforzo di risanamento dei conti pubblici, condizioni preventive per il varo di misure a sostegno dello sviluppo». Quale sia lo stato dell’economia ellenica è cosa nota. In un altro articolo Krugman scrisse che furono proprio le ricette economiche «suggerite da Padoan a favorire la successiva crisi economica nei due Paesi». Forse quelle di Krugman saranno opinioni personali, ma, di certo, avrebbe dovuto destare sorpresa il fatto che, all’indomani del discorso programmatico per la fiducia al Senato di Matteo Renzi, (dove il neo eletto premier ha elencato, seppure in modo superficiale, il suo programma a breve e medio termine) il nuovo ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ai giornalisti che gli domandavano come avrebbero recuperato le risorse per finanziare il piano, abbia risposto con un secco “no comment”. Tanto più che da diverse parti arrivavano messaggi neanche tanto diplomatici che invitavano l’Italia a far sapere al mondo cosa intendesse fare per uscire dalla crisi (sempre che alcuni vogliano davvero uscire dalla crisi). In merito va detto che il commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn recentemente ha ribadito che all’Italia serve “un aggiustamento maggiore” (detta in altri termini: tasse, privatizzazioni, dismissioni, espropriazioni, estorsioni legali, ecc…) per abbattere “l’elevato debito pubblico“.

     Il problema delle risorse?                                                                                         

    Il problema, secondo molti è proprio nella stima delle risorse necessarie per risolvere i guai  del Bel Paese. Secondo Giuliano Cazzola (Ncd, ex parlamentare del Pdl poi passato alla lista Monti per l’Italia) la somma che gli italiani dovranno sborsare per rispettare gli impegni presi sarebbe di almeno 100 miliardi di Euro. Forse sembreranno eccessivi, ma non lo sono affatto se si pensa che solo il pagamento degli arretrati dello Stato verso i privati avrebbe raggiunto la cifra record di sessanta miliardi di Euro. Quindi – a parer di lor signori – è evidente che è necessario trovare nuove strade per reperire fondi da utilizzare non tanto per la crescita del Paese, ma almeno per ripagare i debiti prodotti da decenni di cattiva gestione. Ovviamente non è possibile alzare il carico fiscale, dato che ha già raggiunto livelli da record e che i risultati sono stati negativi: a un maggiore carico fiscale sono corrisposte minori entrate (fenomeno che conferma una teoria economica ovvia e arcinota, ma evidentemente "sconosciuta" – per usare un eufemismo – a chi ci ha governato negli ultimi anni). Anche la tecnica di delegare ai comuni, ormai ridotti all’osso, l’aumento delle imposte e delle gabelle pare non stia avendo grandi risultati (in più casi i cittadini si sono rifiutati di pagare imposte comunali lamentando servizi insufficienti o mai ricevuti). Senza parlare della lotta all’evasione che da molti anni, a parte qualche azione (in realtà solo scenografica e nient’altro nelle piazze di Cortina e di Milano) non è riuscita a raggiungere alcun risultato e a dirlo sono i tecnici che hanno in mano le stime del sommerso. Negli ultimi anni il sommerso, invece che ridursi o essere recuperato, sta aumentando…. ovviamente: qui si tratta di sopravvivenza! Non si scherza!

    Italia, Eutanasia di una Nazione

     Ritorno al passato                                                                                                       

    E allora, cosa potrà mai fare il “governo del fare” per mantenere la promessa del “nuovo che avanza”? Semplice: tornerà al passato, ai tempi di Amato che decise di tassare le rendite mobiliari e privatizzare la Banca d'Italia (col decreto Carli-Amato del 1992). Del resto, già molti anni fa, in un libro dal titolo “Proposte per l’economia italiana” (prefazione di Massimo D’Alema) Padoan teorizzava questa misura. E non è un caso se poco dopo Padoan abbia continuato a sostenere le sue tesi a Palazzo Chigi sia ai tempi di Massimo D’Alema che di Giuliano Amato.

     La Frottola Maggiore                                                                                                 

    La verità è che, qualsiasi cosa decida di fare, non sarà facile per Padoan convincere non tanto gli Italiani (a loro pensa lo scenografico Renzi così come faceva l’altrettanto scenografico Berlusconi) quanto i tecnici e i grandi investitori di tutto il mondo (in altre parole, i banchieri) che "l’Italia riuscirà a far risalire il PIL" (che, secondo l’ISTAT, è regredito ai livelli del 2000) e, soprattutto, che il Bel Paese sarà in grado di "ripagare i debiti": la frottola maggiore.

     400 miliardi di euro all'anno…                                                                              

    Debiti che il nostro Paese sta accumulando al ritmo di  400 miliardi di Euro all’anno. Sì perché, come ha recentemente confermato il Tesoro, l’Italia sta emettendo titoli per questa somma ogni anno. Ma questi non sono altro che debiti che, prima o poi, dovranno essere pagati…..e con gli interessi. E non basta: qualsiasi decisione verrà presa dal ministro o dal governo o dal Parlamento (incostituzionalmente eletto) non dovrà rispettare i desideri degli italiani, ma farà gli interessi (mai termine fu più appropriato) dei «guardiani» dei mercati finanziari. Non è un caso se il presidente dell’Eurogruppo Joeren Dijsselbloem ha già fatto capire chiaramente che non si accontenterà di riforme scritte sulla carta: le nuove norme dovranno essere attuate, e velocemente. E a questo scopo l’istituto parigino ha “suggerito” «riforme del mercato del lavoro dirette a ridurne il dualismo», e ha chiesto di «dare piena attuazione ad una rete di protezione sociale universale» oltre a «migliorare l’istruzione e i sistemi di supporto all’apprendistato e aiutare a diminuire le disuguaglianze di redditi». Non è un caso, quindi, se, poco dopo il suo rientro dalla riunione del G20 (quella per cui non aveva neanche potuto giurare con i suoi colleghi ministri), Padoan ha riferito che per salvare l’Italia occorrerebbero azioni proprio in questi settori…..  Coma ha detto Vincenzo Visco recentemente in un’intervista a l’Unità: «Siamo a sovranità limitata almeno fino a quando avremo un debito così alto».

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2014 Qui Europa)

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  • Teatro all’Italiana – Neppure Fellini avrebbe osato tanto!

    Teatro all’Italiana – Neppure Fellini avrebbe osato tanto!

    Sabato, Settembre 28th/ 2013

    – di Sergio Basile –  

    Crisi di governo, Italia, privatizzazione, Letta, Berlusconi, Napolitano, Lettera aperta di Brunetta e Schifani, M5S, Signoraggio bancario, porcellum, Wall Street, banchieri, devastazione dell'Italia, teatranti, commedianti, bluff 

    Teatro all'Italiana – Neppure Fellini avrebbe

    osato tanto!

    La Crisi di Governo e la grandezza del teatro

    Made in Italy. Retroscena e performances

     

    di Sergio Basile

    Crisi di Governo

      La Grandezza del Teatro Made in Italy                                                               

    Roma  – di Sergio Basile – Ma chi l'ha detto che il teatro italiano è in crisi? Beh, in effetti a giudicare da quanto sta avvenendo in queste ore nell'ex Bel Paese, possiamo tranquillamente affermare che gli attori di qualità non mancano, sia in Parlamento che a Palazzo Chigi. A quanto pare, infatti, che per finire di distruggere l'Italia – alzare l'IVA, le accise sui carburanti e via dicendo, mandando definitivamente nel pallone l'economia italiana, dopo le ultime privatizzazioni di lusso – ci volesse un altro magistrale e plateale colpo di teatro, era nell'aria da tempo. Questa "crisi di governo" – con annesse dimissioni di massa degli uomini dell'Araba Fenice "Forza Italia" – sembra tanto, dunque, un copione già scritto. Certo lascia davvero basiti il fatto che i parlamentari dell'ex PDL non si siano dimessi per protesta contro lo straripante numero dei suicidi o contro la chiusura indotta ed il fallimento di oltre 40 mila impre; o magari per protesta contro  le agenzie di rating, Equitalia, l'usurocrazia bancaria e la moneta-debito (principale motivo di questo golpe mercatista senza precedenti nella storia) ma l'abbiano fatto per difendere un uomo che fino a ieri ha contribuito a tenere assieme questo diabolico sistema, con la piena complicità della sinistra e con la strategica indifferenza "reale" dei vertici del M5S, fatta salva una parte "sana" della base "popolare" del movimento che ancora ci crede. Crede cioè, in buona fede, in un progetto finora in gran parte – diciamocela tutta – fallimentare, poichè concentrato sulla risoluzione di problemi minori e secondari. Il vero problema dell'Italia si chiama colonialismo anglo-statunitense, perdita della sovranità monetaria, signoraggio. Ma per questo finora solo chiacchiere.

     Il Gioco delle parti                                                                                                       

    Ecco perchè la plateale svolta delle dimissioni di massa degli uomini di "Silvio" mi lascia davvero indifferente e aumenta in me un profondo senso di rabbia ed inquietudine. Frattanto il gran maestro e direttore d'orchestra, Napolitano, dal Colle inscena l'ennesima pantomima all'italiana, stracciandosi le vesti. "Grave ed inquietante evocare il golpe!": è stato questo il suo perentorio e "paterno" commento. Melodrammatico, poi, il conseguente attacco degli ex (?) amiconi Brunetta e Schifani che nella giornata di ieri hanno "attaccato" lo stesso Napolitano, con una "lettera aperta". Forse nemmeno Fellini avrebbe avuto un tale ardore nello scrivere copioni tanto fantasiosi e controversi, che per altro – a voler pensar male – sembrano essere stati concepiti più a Washington o a Wall Street che a Roma. Che dite? Ciò aspettando il 4 ottobre, cioè la data nella quale dovrà esprimersi la Giunta del Senato per la "Decadenza di Super-Silvio". 

     Ritorno alle urne o Governo di Scopo?                                                                

    All'orizzonte, dunque, non è escluso il ritorno alle urne: col porcellum, sarà un altro suicidio di massa. Ma d'altra parte lo stesso Parlamento è ormai da tempo un non-luogo, o meglio l'anticamera e la segreteria (dipende dai momenti e dalle circostanze) dell'élite bancaria internazionale. L'illegalità e l'anticostituzionalità regnano incontrastate da due anni a questa parte, e l'unica agenda "in progress" resta quella dei burattinai e profeti del "Nuovo Ordine". Intanto nelle ultime ore Schifani stesso ha ribadito come le firme per le dimissioni dei parlamentari siano state spontanee e "non pilotate". Concetto ribadito dalla Gelmini anche ieri sera a Matrix. Spontaneamente – ad esempio – sarebbero dunque arrivate 87 dimissioni su 91 al gruppo del Senato. Cosa che avrebbe fatto "infuriare" il signor Enrico Letta, travestitosi da salvatore della Patria, e davvero a suo agio tra gli avvoltoi di Wall Street.  Il prossimo atto di questa farsa sarà dunque il voto di fiducia. "Il centrodestra ha umiliato l’Italia, serve una verifica!". Questi gli ultimi "drammatici commenti" del disperato premier che sembra aprire anche ad ipotesi di un "governo di scopo". E chi lo sa che non rispuntino i nomi di Prodi o Amato. Napolitano, del resto, ci ha ormai abituato a tutto.

     La colpa è nostra                                                                                                          

    Come davvero a tutto ci hanno abituato gli stessi sindacati e associazioni nazionali di categoria che gridano il proprio disappunto invocando "stabilità", e confondendosi, in questo, proprio con i mercati ed i falchi di Wall Street che con il sole o con le nuvole sono sempre pronti a stappare le loro bottiglie di champagne alla faccia della colonia Italia. Ma la vera colpa – scusatemi  tanto – è la nostra. Che ancora continuiamo ad affollare (io no) le segreterie e le sale di aspetto dei carrozzoni politici in attesa di briciole ed elemosina, o ben asserragliati nelle varie logge e loggette americaniste e gruppi di "potere" procuriamo voti e linfa vitale a questi commedianti. Mentre davvero nessuno si straccia le vesti per lo strapotere bancario e davvero nessuno pensa che anziché devastare l'Italia con IVA, Service Tax ed altre boiate simili, basterebbe chiedere alle banche di pagare il debito pubblico che esse stesse hanno generato al 99%. Ma chi non sente la necessità di mandarli tutti al diavolo (tutti) scendendo in strada ed organizzandosi nei propri quartieri e rioni, casa per casa, davvero non può avere voce in capitolo.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – di Gerardo Campagna –  Europa, Enrico Letta, Aumento del prezzo del Petrolio, Masochismo, Borse e Mercati, NATO, Libia, Barili di petrolio, Dollato, Commissione Trilaterale, Saccomanni, BCE, Barack Obama, Mario Draghi, Propaganda governativa, Bugie mediatiche, Decreto del FARE, Tasse  Gli Impresentabili Risultati "Semi-Seri" di Letta, dopo i Vertici con i padroni  euro-anglofoni L'impegno […]

    I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana

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    Domenica,  Giugno 9th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Presidente del Consiglio, Enrico Letta, saggi, Emma Bonino, Parlamento, Francesco D’Onofrio, Mario Monti, Camera dei Deputati, riforme istituzionali, Nadia Urbinati  I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana L'Apologia del Tecnicismo… dietro la scusa che la Democrazia è inaffidabile – Così Governo e Parlamento si sono definitivamente […]

    Il Buon Giorno si vede dal Mattino

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    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – di C. Alessandro Mauceri  – Italia, Monti, Presidente della Repubblica, Napolitano, Bersani, Bilderberg, Trilaterale, Aspen, Letta,  finanziamento pubblico ai partiti,  referendum, “contributo per le spese elettorali”, entrate tributarie IRE  Il Buon Giorno si vede dal Mattino La Truffa del Disegno di Legge per l'abolizione del Finanziamento pubblico ai Partiti. Ecco cosa c'è davvero […]

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

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    Lunedì, Giugno 3rd/2013 – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Europa,  Statuto per l’Autonomia, art.37, Monti, Unione Europea, Eurobond, Grecia, Cipro, Two pack. Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff,  “Growth in a Time of Debt”, Riccardo Sanna, Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione" Italiani, Popolo di… Dormiglioni  Ma […]

    Italiani, popolo di po…veri

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    Lunedì,  Aprile 1st/ 2013  – di C.Alessandro Mauceri – Italia, Bel Paese , Thompson Reuters/Datastrea, patrimonio, Edmund Stoiber, Csu, Istituto tedesco per la ricerca economica, Cipro, Germania, Confcommercio, Istat, Misery index Confcommercio, Banca centrale europea, «distribuzione del patrimonio», Cipro, coefficiente di GINI, distribuzione del reddito, Trilussa, Deutsche Institut Fur Wirtschaftsforschung    Italiani, popolo di po…veri Le ultime impresentabili tesi […]

    Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

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    Venerdì,  Maggio 31st/ 2013  – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta, L.675/1996, Accordi di Schengen, privacy Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, decreto legislativo n.196/2003, Testo unico sulla privacy, direttiva 95/46/CE, tutela dei dati personali, Monti, Dl 201 del 2011, Garante della Privacy, Agenzia delle Entrate, Anagrafe Tributaria, Unione Europea, Ecofin, Michael Noonan, Grande Fratello, […]

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    Lunedì, Aprile 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Leonardo Del Vecchio, Luxottica, Sistema bancario internazionale, Unione Europea, Assicurazioni Generali, Ray-Ban, Persol, Oakley, Partito Democratico, Popolo Della Libertà, Lega Nord, Recessione, Italia, Francesco Profumo, Credito Italiano, Avantgarde, Unicredit, Telecom, Equitalia   Storia di Leonardo Del Vecchio – Il Padre di Luxottica attacca il sistema bancario: ''Così non si va da nessuna […]

  • Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali Indicatori Economici?

    Mercoledì, Settembre 11th/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri  – 

    Forum Ambrosetti, Villa d'Este, Cernobbio, Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive, The European House – Ambrosetti, G20, Napolitano, Bilderberg, Trilateral BBC World, CNBC, CNN, Financial Times, RAI, Obama, Putin, Casaleggio, Letta 

    Dopo Cernobbio – Che ne è stato dei Principali

    Indicatori Economici?

    Forum Ambrosetti – Paradossi e Dimenticanze di un

    Bilderberg all'Italiana

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    Forum Ambrosetti 2013

     Cernobbio – Tempo di Bilanci                                                                                

    Como, Villa d'Este di Cernobbio – di C.Alessandro Mauceri – Concluso il discusso Forum Ambrosetti, è tempo di bilanci e di capirci di più, al fine di analizzare quanto accaduto in quello che molti analisti hanno accomunato ad una sorta di Bilderberg Nazional-popolare, o ad un sorta di "Aspen" concentrato. Molto è stato detto.. Ma cos'è questo strano e partecipato meeting? Vediamo. Il Forum Ambrosetti è un evento che ha luogo dal 1975 annualmente a Villa d'Este di Cernobbio, sul Lago di Como. Agli incontri vengono invitati a partecipare capi di Stato, ministri, premi Nobel ed economisti ai più elevati livelli mondiali. In questi incontri dovrebbero essere discussi gli scenari economici e geo-politici mondiali, europei e, ovviamente italiani. Dovrebbero essere analizzati anche i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, della società civile. Nei giorni scorsi – come detto – le prime pagine dei giornali sono state riempite di notizie relative al forum 2013 dal titolo "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive" organizzato da The European House – Ambrosetti a Cernobbio. Capi di Stato e di Governo, massimi rappresentanti delle istituzioni europee, ministri, premi Nobel, imprenditori, manager ed esperti di tutto il mondo si sono riuniti per confrontarsi sui temi di maggiore impatto per l'economia globale e la società nel suo complesso. Solo che, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, oggetto delle notizie diffuse dai media non sono stati i risultati scientifici raggiunti durante le giornate trascorse sul lago di Como dal gotha dell’economia e della politica mondiali, ma bensì informazioni che spesso sono andate poco oltre il gossip (e peraltro di poca o nulla importanza visti i problemi internazionali che stanno caratterizzando l’economia e il mondo).

    Forum Ambrosetti 2013

     La Solita Riservatezza… Stile Bilderberg                                                            

    In molti forse avranno pensato che ciò fosse dovuto al fatto che le stesse persone si stavano incontrando solo pochi giorni dopo la riunione del G20, il forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi più industrializzati (quelli del G8 in primis) con in più l'Unione Europea e pochi altri. Eppure anche dopo la riunione del G20 (che, è bene ricordarlo, fu creato nel 1999 dopo una serie di crisi finanziarie, per favorire l'internazionalizzazione economica e la concertazione tra gli Stati avendo come obiettivo il controllo, in senso positivo e, purtroppo, a volte anche in senso negativo) coloro i quali erano stati invitati a partecipare non hanno rilasciato molte informazioni circa i problemi di cui si era discusso. Eppure in entrambi gli incontri e per di più a distanza di pochi giorni uno dall’altro, per discutere dei problemi della Terra si sono incontrati i rappresentanti dei Paesi che rappresentano circa i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre all’80% del PIL mondiale, quelli dei Paesi che presiedono forum regionali, come l'Unione Africana, l'ASEAN, APEC, e i leader di organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale (BM), il Financial Stability Board, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) , le Nazioni Unite e dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e molti dei rappresentanti delle maggiori multinazionali del globo. Se non fosse stato per la presenza di alcune figure istituzionali come i capi di Stato (incluso il presidente Napolitano) quella sul lago di Como, quanto a riservatezza, sembra quasi essere stata una riunione – ribadiamo – del gruppo Bilderberg o della Trilateral (e del resto molti dei partecipanti rientrano nel novero degli invitati di questi gruppi). Ma proprio il ruolo ricoperto dai partecipanti a queste riunioni fa sì che questi incontri hanno un’importanza non indifferente. Ed è per questo motivo che, dopo la riunione del G20 che si è tenuta solo pochi giorni fa in Russia e dopo gli incontri sul Lago di Como avrebbe dovuto far riflettere che queste persone sentissero la necessità di un nuovo scambio di idee.

    Forum Ambrosetti 2013

     Alla Riconquista della Credibilità Perduta…                                                     

    E invece pochi hanno dedicato l’attenzione che meritava al fatto che a entrambi gli incontri non hanno partecipato solo quelli che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto essere dei “tecnici”. A fare da protagonisti sono stati invitati (l'invito al Forum è "strettamente riservato" ai destinatari, Presidenti e Amministratori Delegati dei principali gruppi internazionali e nazionali) i capi di Stato di  quasi tutti i Paesi del G20 e un numero indefinito di soggetti “privati” (vale a dire rappresentanti di aziende, multinazionali e gruppi bancari). Al di là della voglia di apparire che molti di loro hanno dimostrato di avere, l’incontro di Cernobbio è stato interessante soprattutto perché ha confermato ciò che sta avvenendo nel mondo. Innanzitutto ha confermato che tutti i leader dei maggiori Paesi del globo (Stati Uniti in primis, ma anche Francia e Regno Unito dopo le vicende legate alle accuse contro la Siria e al fatto che i rispettivi parlamenti non hanno ancora approvato le proposte dei loro leader, ammesso che lo siano ancora) dopo aver perso la propria credibilità agli occhi non solo dei propri connazionali, ma di tutto il mondo, stanno compiendo enormi sforzi per riconquistarla, ergendosi al ruolo di primi attori delle scelte e dei meeting internazionali. E, per farlo non perdono occasione di partecipare ad eventi come quello sul lago di Como che vanta una copertura mediatica rilevantissima, data la presenza di oltre 400 giornalisti italiani e internazionali e la presenza di reti televisive come BBC World, CNBC, CNN, Financial Times e RAI. Tutti cercano di sfruttare  il ritorno mediatico partecipando ai talk show di approfondimento e alle interviste in diretta con i protagonisti del Forum, che vengono poi messi in onda sulle televisioni di tutto il mondo. E tutti, indistintamente, cercano di concentrare l’attenzione della gente su problemi che, grazie ad una attenta e continua azione mediatica, sono entrati nelle case di tutti e hanno riempito le prime pagine di tutti i giornali a caratteri cubitali.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto la Monetizzazione della Carta Straccia?                           

    Ovviamente questa mania o smania di protagonismo è molto utile per distogliere l’attenzione dei media (e questo è l’altro aspetto che, più di ogni altra cosa, ha caratterizzato gli incontri che si sono svolti a Villa d'Este) dai veri problemi. Quelli che poche persone hanno deciso di discutere in riunioni riservate e dei cui esiti ci si è guardato bene di informare la gente. In realtà, come ha fatto notare la Napoleoni, economista e attenta scrutatrice del panorama economico globale, i problemi che con ogni probabilità sono stati discussi sono ben altri. Primo fra tutti gli “effetti della monetizzazione della carta straccia americana ed europea sulle economie dei Paesi emergenti”. Paesi emergenti che dal 2009 e fino a pochi mesi fa  sono “stati i beneficiari di ingenti flussi monetari provenienti dal quel ricco occidente in preda alla recessione”. Gli stessi flussi monetari che, almeno in teoria,  avrebbero potuto e dovuto essere utilizzati da molti degli Stati e da molte delle aziende presenti ai meeting per creare nuovi posti di lavoro per i cittadini europei o per quelli americani e che, invece, continuano a finire nelle tasche dei nuovi ricchi dell’India o della Cina e delle banche che tali scambi realizzano. E il denaro che non è andato nelle tasche dei nuovi ricchi del mondo è finito, grazie alla complicità palese e spesso autorizzata dei rappresentanti dei governi nazionali (gli stessi che, nel corso degli incontri, avrebbero discusso, almeno stando a quanto dicono, dei problemi economici del globo e della crisi siriana), sui mercati azionari. Una percentuale enorme delle risorse economiche del globo oggi viene investita in borsa (non a caso, in questo periodo, Wall Street ha registrato performance eccezionali). E quanto non rientra né nella prima né nella seconda categoria, finisce in derivati gestiti direttamente dalle banche e dagli istituti finanziari.

    Forum Ambrosetti 2013

     Che fine ha fatto l'Analisi dei Principali indicatori economici?                 

    Ovviamente i tecnici che hanno partecipato alle riunioni a porte chiuse si sono guardati bene dal dire che molti degli indicatori economici (dal PIL, alla disoccupazione, al calo della domanda, alla percentuale di aziende in chiusura o fallimento o che decidono di trasferirsi all’estero in Paesi extraUE) non sono stati in alcun modo oggetto delle discussioni tra i partecipanti e non hanno nemmeno lontanamente influenzato le scelte che seguiranno tali incontri. Ciò di cui, molto probabilmente, si è parlato è stato il volume di denaro messo in circolazione in Europa e negli Stati Uniti. Denaro che non servirà alla crescita né dei Paesi europei né degli Stato Uniti:  servirà solo ai magnati che si arricchiscono grazie a scambi di denaro virtuale. Di  questo, molto probabilmente, si è discusso nelle riunioni “a porte chiuse” sul Lago di Como. E per distogliere l’attenzione della gente dai problemi reali, l’attenzione dei media è stata concentrata solo sul – sia pur importante – confronto tra Obama e Putin o su pettegolezzi come l’intervento (a dir il vero comunque piuttosto ambiguo) a porte chiuse di Casaleggio o sulla percentuale di donne presenti alla riunione (che ha attirato l’attenzione del nostro Capo del Governo, Letta).

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • Il Buon Giorno si vede dal Mattino

    Il Buon Giorno si vede dal Mattino

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013

    – di C. Alessandro Mauceri  –

    Italia, Monti, Presidente della Repubblica, Napolitano, Bersani, Bilderberg, Trilaterale, Aspen, Letta,  finanziamento pubblico ai partiti,  referendum, “contributo per le spese elettorali”, entrate tributarie IRE 

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    La Truffa del Disegno di Legge per l'abolizione del

    Finanziamento pubblico ai Partiti. Ecco cosa c'è

    davvero dietro…

    – Vergogna infinita – Gli introiti dei partiti a conti

    fatti triplicheranno, alla faccia degli Italiani

    – Privilegi e vantaggi fiscali fin da subito (2014)

    – Presunte riduzioni… dal 2017

    – Abbiamo fatto un pò di conti

     

     
    di C. Alessandro Mauceri 
     
    Finanziamento Pubblico ai Partiti - L'Inganno di Letta
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Finanziamento Pubblico ai Partiti – l'Inganno di Letta Bilderberg           
     

    Roma – Alzi la mano chi, dopo le tanto auspicate dimissioni del governo Monti e la nomina di un nuovo governo non più “tecnico”, ma  “normale”, non ha pensato che, finalmente, si sarebbe potuto far qualcosa per l’Italia e per gli Italiani. Qualche perplessità, a dire il vero, si era manifestata viste le difficoltà nel creare il nuovo governo e per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Già il fatto che, per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana  venisse rieletto lo stesso Presidente aveva sollevato qualche dubbio (forse per il ricordo ancora vivo di ciò che aveva fatto Napolitano dando incarico a Monti di salvare il Paese). Altri interrogativi erano comparsi nel momento in cui Pierluigi Bersani, capo della coalizione che aveva avuto il maggior numero di voti alle elezioni, si era dimesso dall’incarico di segretario del proprio partito senza dare molte spiegazioni. E, ancora, non appena  il capo dello Stato era riuscito a conferire il mandato di formare un nuovo governo qualche dubbio era sorto non tanto a causa dei rapporti di parentela del nuovo presidente del consiglio, quanto piuttosto per l’assiduità delle frequentazioni del neoincaricato alle riunioni di gruppi, come il Bilderberg, la Trilaterale, l’Aspen  e altri, che negli ultimi anni hanno riempito le pagine dei giornali per i misteri circa gli scopi istituzionali e l’ombra che si cela dietro le riunioni rigorosamente a porte chiuse di questi gruppi (alcune delle quali avvolte da una cortina di segretezza molto più dubbia di quanto non fossero certe logge massoniche). Ad ogni modo, lasciava (per così dire) ben sperare… il fatto di avere un nuovo governo e con una maggioranza parlamentare pronta a sostenerlo, sebbene estremamente eterogenea.

     Un contributo di "soli" 160mila euro per parlamentare… poveracci!        

    Nei giorni scorsi, però, due eventi  avrebbero dovuto costringere gli Italiani a svegliarsi e a rendersi conto che nulla è cambiato, anzi che la situazione semmai è peggiorata. Infatti, tra le prime misure adottate e promosse dal neonato governo Letta vi è stata quella riguardante i cosiddetti finanziamenti ai partiti. La legge per il finanziamento pubblico ai partiti consentiva loro di portare a casa somme enormi, e per questo, con il referendum del 1993, oltre il 90% degli Italiani votanti decise di abolirla. Nel 1994, però, la legge fu riproposta semplicemente dandole un nome diverso, a riprova, se mai ce ne fosse bisogno, dell’ostinazione dei partiti e del loro scarso rispetto (per usare un eufemismo) della volontà popolare. Fu sufficiente cambiarle il nome in “contributo per le spese elettorali”. In pratica, la legge concede rimborsi per le spese sostenute dai partiti in vista delle varie tornate elettorali. In realtà, però, i rimborsi sono concessi in misura ben diversa da quelle che sono state le spese realmente sostenute e le spese effettuate, come hanno dimostrato le indagini dei mesi scorsi. Giusto per fare un esempio, dopo le ultime elezioni, il quantum da distribuire come contributi per spese elettorali ammontava a circa 160 milioni di euro ovvero, visto che gli eletti sono stati poco più di novecento, un contributo medio di poco più di 160.000 Euro per parlamentare. Poveracci!

    Finanziamento Pubblico ai Partiti - L'Inganno di Letta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Contributo ai partiti abolito? Una Grande presa per…                                  

    Ovviamente si è levato un coro di voci, denunciando ancora una volta il fatto. E allora, il neocostituito governo Letta ha deciso di porre rimedio alla situazione. E, per farlo, ha presentato un disegno di legge con il quale  dovrebbe essere abolito il contributo per le spese elettorali ai partiti. Bene, si dirà….. o  forse no. Infatti, a leggere con attenzione il disegno di legge si scopre che il contributo dovrebbe essere effettivamente abolito, ma solo a partire dal 2017. E perché non da subito? Forse per dare il tempo a tutti i partiti, in questi anni, di mettere da parte un altro gruzzoletto? Non si sa. In realtà, continuando a leggere il disegno di legge presentato dal governo Letta, il dubbio sul perché un simile ritardo, passa in secondo piano.

     La Sconcertante scoperta… Scorrendo il Disegno di Legge di Letta & Co 

    Infatti, scorrendo il disegno di legge, ci si rende immediatamente conto che, fatta eccezione per il primo articolo (Abolizione del finanziamento pubblico), tutti gli altri articoli non sono altro che una sfilza di aiuti e di agevolazioni concesse dallo Stato ai partiti e uno strumento per non far cessare mai più il flusso di denaro dalle tasche degli Italiani alle casse dei partiti, anzi, semmai, per aumentarlo.

     Regime Fiscale Agevolato per i finanziamenti ai Partiti, ecc..                       

    Infatti, e con decorrenza dal 2014 (ora si che si può fare presto), il disegno di legge prevede un “regime fiscale  agevolato per i finanziamenti ai partiti”, la “ripartizione del due per mille dell’IRE”, “detrazioni per le erogazioni liberali in denaro in favore di partiti e movimenti politici”, la “destinazione volontaria del due per mille dell’imposta sul reddito”, l’”assegnazione di sedi per lo svolgimento di attività politiche” (ovviamente “a canoni di locazione e spese di manutenzione e gestione agevolati”) e, addirittura, “spazi per  la comunicazione politica televisiva” anche “al di fuori dei periodi della campagna elettorale” e  “spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi pubblicitari”.

    Finanziamento Pubblico ai Partiti - L'Inganno di Letta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ciliegina sulla Torta                                                                                                   

    Non solo, ma, ciliegina sulla torta, in base a questo disegno di legge, il Governo sarebbe delegato ad adottare, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della norma, un decreto legislativo recante un testo unico sull’argomento. In altre parole, non solo non si smetterebbe più di concedere aiuti ai partiti, ma al contrario sarebbero previste per loro una serie di misure agevolative in più.

     Bravo Letta! – Il Triplo dei Contributi attuali                                                       

    Ovviamente, qualche benpensante potrebbe obiettare dicendo che le somme destinate ai partiti con questa legge potrebbero essere inferiori a quelle concesse con la normativa attuale. In realtà, basti pensare che, dal 1994 al 2012, gli Italiani hanno dovuto  sborsare per finanziare i partiti politici, 2,3 miliardi di euro, vale a dire mediamente poco più di 135 milioni di Euro all’anno. Ora, se si pensa che le stime delle entrate tributarie IRE, per il 2012 ammonterebbero a oltre 176 miliardi di Euro (147,3 solo nei primi dieci mesi, secondi i dati del Tesoro), ciò significa che ai partiti verrebbero concessi oltre 353 milioni di Euro di contributi. Vale a dire quasi il triplo di quelli che hanno ricevuto sino ad oggi. E non basta, questi “regali” non verrebbero concessi solo in concomitanza di tornate elettorali, ma ogni anno e, per di più, cominciando già dal 2014. Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge. Sembra proprio che non si voglia fare qualcosa per l’Italia e per gli Italiani, ma qualcosa dell’Italia e degli Italiani. Se questo è il buongiorno del governo Letta,  forse gli Italiani farebbero bene ad aspettarsi giorni bui…..e molto.  (Continua)

    C.Alessandro Mauceri  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di Montecitorio. Ma tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesina – che i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristico. In realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolari. L’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volte. E l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europee. In realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

     

  • La Massoneria Internazionale Secondo Padre Amorth: l’Attacco alla Chiesa e ai Popoli

    La Massoneria Internazionale Secondo Padre Amorth: l’Attacco alla Chiesa e ai Popoli

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –

    Chiesa, Chiesa Cattolica, Massoneria, Monti, Napolitano, Papa Francesco, Papa Luciani, Padre Amorth, Esorcismo, Esoterismo, Trilateral Commission, Mario Monti, Giorgio Napolitano, massoni, Delors, Nuovo Ordine Mondiale, Cipro, Italia, Spagna, Grecia, Africa, Traditori del Vangelo 

    La Massoneria Internazionale Secondo

    Padre Amorth: l'attacco alla Chiesa e

    ai popoli  

    Monti, Napolitano, l'Italia e i Fumi di Satana:

    "hanno pestato i poveri" 

    La Chiesa, Papa Francesco e Papa Luciani:i timori

    di Padre Gabriele Amorth 

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile

    padre Amorth - Papa francesco - monti e napolitano

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Da tempo continuiamo a sottolineare l’importanza di guardare il mondo con nuovi occhi. Il sistema politico e finanziario che ci circonda è manovrato da pochissimi personaggi – delegati dagli alti vertici economici internazionali, i cosiddetti grandi burattinai – ad agire in favore dei colossi finanziari ben noti ed a discapito dei lavoratori e dei popoli più in generale. Lo stesso Delors negli anni Cinquanta sosteneva come in Europa vi fosse "troppa democrazia" al fine di poter garantire un "buon sistema di governo". Il proletariato, stretto nella morsa delle sempre più anguste politiche d’austerità, continua da anni – pertanto – a garantire l’esistenza e la continuazione del sopruso dei tiranni economici del pianeta a suo svantaggio, pagandolo salatamente con il sudore della propria fronte. Gli immensi sacrifici delle popolazioni europee non hanno portato ad alcuna garanzia per il futuro dei Paesi coinvolti, contribuendo invece paradossalmente a stringere il cappio che da tempo attanaglia il proletariato. I sempre più numerosi suicidi, gli sviluppi dei casi Cipro, Italia, Spagna e Grecia (per tacere sulla Siria e sull'Africa) testimoniano la drammaticità della situazione, mentre gli organi mediatici, in concerto con le principali forze politiche – e le proprie lobby di riferimento – "tengono a bada" miseria e disperazione, relegandoli al di fuori degli schermi televisivi.

     Monti e Napolitano? Due Massoni incaricati di "Curare" il "Paese" 

    Oggi Padre Amorth, autorevole voce del mondo cattolico, esorcista di fama mondiale evidenzia come la massoneria dei giorni nostri stia prepotentemente dettando legge e imponendo i propri luciferini intenti alle popolazioni. Non a caso l'espressione di "Nuovo Ordine Mondiale" va facendosi sempre più usuale. Fin qui nulla di nuovo! "La stessa situazione politica italiana – secondo l'esorcista più famoso al mondo – è da considerarsi come un esempio di consolidamento dei poteri ‘’di casta’’, avendo visto Mario Monti, membro della Trilater Commission, universalmente riconosciuto come il salvatore della Nazione. Chi comanda – ribadisce – è chi ha i soldi. Il nostro mondo è gestito da 7-8 persone che hanno in mano i quattrini" (aggiungiamo: il potere di signoraggio). A Spiegarlo – come detto – Padre Gabriele Amorth in una recentissima intervista per "Il Giornale": "Di Monti cosa vuole che dica? Non per niente è stato messo su da un massone! Perché Napolitano è massone! Non lo conosco personalmente (Monti, ndr) però per essere arrivato così, di colpo, al ruolo che ha… Solo con la potenza della massoneria poteva arrivarci”. Queste le parole del sacerdote della Società San Paolo: parole colme di timore per l’avvenire europeo e del Paese. 

     Hanno pestato i poveri  

    "Sappiamo solo che hanno pestato i poveri e non hanno toccato i ricchi – ha continuato –  Questo lo sappiamo con certezza. Pestato i poveri e non toccato i ricchi! (ribadisce seccato il prelato). Per prima cosa – lamenta – io avrei dimezzato la paga a tutti i parlamentari e ai ministri. Le leggi di Monti? Ho visto varie persone che si sono suicidate in seguito a queste leggi. Ecco un caso comunissimo: "un cittadino – rammenta – possiede un appartamentino dove abita, quindi che non gli rende, e non ha entrate. Gli mettono tasse da pagare, e robuste, oltre 2.000 euro l’anno. Che fa? Io ne ho già conosciuti tanti che mi hanno detto: guardi, padre, l’unica soluzione è il suicidio!”. Un’analisi davvero catastrofica quanto realistica, che riflette d’altronde la realtà che oggi ci circonda lasciando adito solo a vane speranze. Tranne miracoli o "prodigiose conversioni" dell'ultim'ora. Ma a Dio nulla è impossibile! Anche se alla fine è l'uomo a scegliere liberamente di compiere il bene o il male.

     I Fumi di Satana – L'Attacco alla Chiesa di Cristo e il "Carrierismo" 

    Quel che ci spaventa ancora di più sono le preoccupazioni espresse in merito all’ambito della Chiesa, del quale Padre Gabriele Amorth è – in qualche modo, per l'incarico che riveste –  attore primario e grande conoscitore. “La massoneria – denuncia – ha i propri rami dappertutto. Anche in Vaticano, purtroppo! Ciò esiste – continua Don Amorth come un fiume in piena – perché la massoneria è basata sul denaro, sulla carriera. Si aiutano reciprocamente. Purtroppo anche nella Chiesa ci sono quelli che vanno avanti a forza di carriera, a forza di soldi, a forza di corruzione. Anche nella Chiesa c’è una grande massa di massoni. E anche tra i cardinali ce ne sono, altroché, altroché!" 

     Lo sterco del Diavolo e i "Traditori" del Vangelo 

    La radice di tutto? Sempre la stessa! Il dio danaro! Lo sterco del diavolo. E Don Amorth rispetto a ciò sembra avere le idee più che chiare: "di fronte al dio denaro uno ammazzerebbe suo padre, sua madre, i suoi figli. Anche un uomo di Chiesa lo fa, se non ha la fede. La massoneria è diventata la padrona nella gestione del denaro, un qualcosa di una potenza enorme’’. Lo scenario che si presenta e che viviamo ci ricorda gli ultimi passi della Bibbia che, nell’Apocalisse, profetizza il terribile attacco degli "ultimi tempi" contro la Chiesa che verrà quasi distrutta e le terribili persecuzioni che i "Cristiani autentici" avrebbero subito per testimoniare il Vangelo. Certo, fa pensare come alcuni dei Paesi o aree geografiche oggi sotto attacco (pensiamo a Siria, "Palestina", Grecia, Spagna, Italia) siano anche i luoghi simbolo del Cristianesimo. Sarà un caso? Per noi – alla luce degli studi fatti – no!

     Papa Francesco e Papa Luciani – I Timori di Padre Amorth 

    Anche per quel che riguarda il soglio pontificio, Padre Amorth teme che i "fumi di Satana" massonici (come furono definiti dalla stessa SS. Vergine Maria a Fatima) possano abbattersi sul nuovo Pontefice, in un modo o nell'altro. Il prelato si è infatti dimostrato preoccupato per le sorti di Papa Francesco, ponendo un parallelismo tra il papato di Bergoglio a quello di Giovanni Paolo I. Eloquenti e molto emblematiche le battute finali dell'intervista: “Papa Luciani ce l’ho qua!’’ ha affermato il sacerdote indicandosi il petto. ‘’Non vorrei – ha concluso – che il nuovo pontefice facesse la stessa fine”. Anche noi dell’Osservatorio Qui Europa ci auguriamo che il neo-eletto Papa possa resistere agli attacchi del maligno ed illuminare i cuori di chi sta distruggendo costantemente i valori e le sicurezze sulle quali si fonda la pacifica convivenza umana e lo stesso Cristianesimo, riportando anche la Chiesa di Cristo (e non quella dei "carrieristi", dei massoni o delle lobby gay) al suo ruolo fondamentale di faro spirituale e morale per tutti gli uomini, in attesa che il tempo indicato dalle scritture sia maturo.

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    VIDEO ( youtube com L'esorcista Padre Amorth parla della Massoneria e della lotta contro il diavolo YouTube )

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    – di Sergio Basile –

    Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme deficit democratico / sovranità statale / Nuovo Ordine Mondiale / Pierluigi Bersani / Gianfranco Fini / Andrea Riccardi / Mario Monti / Crosetto / Meloni / Napolitano / socialismo totalitaristico / Gabanelli / Report / Auchan / Amazon Italia / Iva / Lussemburgo / Commissari / Europarlamento / Duma / terne di fucilazione / Organi autonomi ed autoreferenziali / Perestroika / Muro di Berlino / Pavel Stroilov / sostenibilità / Austerity / Elezioni / Patto di bilancio   / Diritti fondamentali nell'Ue / Commissione europea / Olli Rehn / Manuel Barroso / Spagna / Italia / Grecia / Casa comune europea / Muro di Berlino / sistema criminogeno / URSSS EURSS / Il complotto dei rossi / Gosbank   

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    Ecco cosa si cela dietro l'attuale Grande Imbroglio Ue: 

    Mondialismo e Scuola Stalinista

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     EURSS                                                                                                                               

    Bruxelles, Roma – Più ci avviciniamo alla fine di questo disgraziato 2012 – per gli Italiani, l'annus horribilis  "per eccellenza" dal dopoguerra ad oggi – più prende forma l'immagine di un mostro apocalittico che domina incontrastato il continente europeo, celandosi dietro la maschera della "democrazia". L'essere in questione si chiama Unione europea, e il suo braccio operativo "Commissione". Solo partendo da questo assunto possiamo comprendere l'uscita dell'ultima ora di Manuel Barroso & soci, che in un comunicato ufficiale relativo alla relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici, diramato ieri, è tornato a parlare della situazione italiana, sprecando elogi sull'operato di Mario Monti.

     Recessione e 100 miliardi di Debito in più – Tutto ok per l'Ue                      

    Secondo l'esecutivo dell'Ue, in particolare, l'Italia avrebbe conti a posto nel breve periodo, ma tuttavia servirà una ''forte determinazione e nessuno scostamento dagli obiettivi di risanamento'' per mettere in sicurezza – si legge nel comunicato – anche il futuro.  In questi termini la Commissione europea ha promosso i cosiddetti "sforzi italiani" certificando la bontà assoluta del  cammino intrapreso dall'ormai ex Bel Paese. Purchè – conclude il comunicato – "non vi sia alcuna deviazione dall'attuale persorso delineato nell'ambito dell'agenda europea". Infatti ''L'Italia – per la Commissione – deve  continuare in modo risoluto ad applicare le misure che aiutano la sostenibilità e riducono il debito''. Peccato che il debito in tutto ciò non sia per nulla diminuito! Dal canto suo il commissario agli Affari Economici, Olli Rehn,  ha rincarato la dose di elogi pro-austerity, raccomandando ai futuri leader che dovessero conquistare la "palma" elettorale, "continuità nelle politiche di bilancio e fedeltà piena all'Unione europea". Ma a ben vedere ormai è matematico come le dichiarazioni espresse ieri a Bruxelles dai tecnocrati siano completamente infondate e fuori dalla realtà. Come si fa, infatti, a sostenere che le misure dell'agenda europea di Mario Monti si stanno dimostrando panacee protese a ridurre il debito, quando il debito pubblico nazionale è cresciuto di circa 100 miliardi di euro in un anno e la recessione sta distruggendo il Paese? Come si può parlare di conti a posto e sostenibilità del sistema, quando tutto i parametri economici interni dicono il contrario? Evidentemente la mala-fede e il delirio sono totali. 

     Un Grande imbroglio                                                                                                   

    Ma evidentemente il delirante Anti-Vangelo di Bruxelles, intriso di bugie e falsi dogmi  resta – malgrado tutto – sacro verbo per personaggi del calibro di Monti, Bersani, Riccardi, Fini, Casini, Berlusconi e degli altri rappresentanti dell'Udc-Pd-Pdl. Fatta eccezione per dissidenti di lusso dell'ultima ora (vedi Crosetto e Meloni) che finalmente sembrano aver preso le distanze da questa pazzia collettiva che investe come un morbo – una peste manzoniana – gran parte dei carrozzoni partitici italiani. Anche se qualcuno – non è mai troppo tardi – sembra dare segni di cedimento, è sembra aver trovato il coraggio di ribellarsi a questo infame regime. A questa bugia sistematica secondo la quale soltanto guardando all'Europa si può scorgere la "luce" della democrazia. Basta! Ormai anche i bambini negli asili sembrano aver capito che si tratta solo di un grande imbroglio! Speriamo che presto possa capirlo anche il resto "addormentato" degli Italiani, che ancora osano blaterare di "europeismo". Ma in questo, come si dice, il pesce marcio puzza dal capo… "Guai a coloro che tentassero strade diverse!" va minacciando da mesi Napolitano, dalla sua sconfinata reggia del Quirinale. "Essi – ha ribadito il capo della Repubblica Smarrita – sarebbero i peggiori populisti e detrattori della Democrazia!" Affermazioni pesanti, cari lettori! Affermazioni che dette all'interno di case di cura per disagiati psichici sarebbero lette con una vena di amorevole compatimento, ma al di fuori di esse, con grande spavento e preoccupazione. E' possibile che nel Terzo millennio – ci chiediamo interpretando il pensiero di decine di milioni di Italiani onesti e lavoratori – un popolo "civile" possa essere governato da visionari, ciechi adoratori dell'illuminata Ue e del suo dio minore? Ma la nostra meraviglia, amici, è doppiamente grande (da cristiani qual siamo) nel vedere un sedicente "cattolico" o pseudo tale come il tencico Riccardi proteso anima e corpo a sostenere questo inguardabile, grottesco e lascivo spettacolo anche dopo il 2012, ed in una coalizione che osa definirsi di "centro" (?). E tutto in nome non della "giustizia", della logica o del "benessere sociale", ma dell'Europa. Una semplice parola di sei lettere, che fine a se stessa non vuo dire assolutamente nulla. Se non dittatura!

     Sulle ali del "Mondialismo" – Strane analogie tra URSS e UE                       

    L'Ue, dicevamo, è dunque diventata un mostro che trova come comun denominatore con le altre grandi dittature della storia un elemento inconfutabile quanto grave: un enorme deficit democratico. Un vuoto di democrazia riempito e sostenuto da insensati luoghi comuni; e proteso con mille sotterfugi (firma di trattati anzichè referendum; imposizione di tecnici e commissari non eletti e così via) ad annientare la volontà dei cittadini distruggendo ogni sovranità nazionale e morale in nome di una fantomatica e "provvidenziale unità". Un'unità che puzza di  "mondialismo", ma anche di "socialismo totalitaristico" e nel contempo di fascismo (probabilmente facce di un'unica grande ed arruginita medaglia). Ma a ben vedere, se andiamo ad analizzare la situazione economica dei singoli stati, caratterizzata da un appiattimento verso il basso degli stipendi e della ricchezza pro-capite di famiglie ed imprese, il modello più calzante (in questo grande piano per un nuovo ordine mondiale e continentale) è proprio quello socialista della vecchia URSS. Basti guadare quel che sta accadendo in Paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro, Ungheria, Bulgaria, Grecia (col pretesto del debito pubblico e non solo) o Romania: nazione, quest'ultima, dove gli stipendi medi si attestano sulle 340 euro al mese: poco più di 10,00 al giorno! Ma si può vivere così? E ciò mentre le grandi lobby realizzano affari faraonici acquisendo aziende costrette al fallimento; e mentre continuano a controllare indisturbate interi mercati continentali e con regimi fiscali vergognosi e di favore. Vedi i Casi della Amazon e della Auchan in Italia, dei quali si è occupata la Gabanelli nell'ultima puntata di Report. Non pagano allo stato italiano un centesimo di Iva pur facendo affari d'oro nel nostro Paese. E ciò grazie alle grandi sentinelle dell'Unione europea e della loro "religione atea e liberal-socialista". 

     Lenin e Stalin hanno fatto scuola                                                                           

    D'altra parte si chiamavano "Commissioni" e "Commissari" le stesse strutture totalitarie di contollo ideate da Lenin durante il primo governo rivoluzionario russo. Anche all'ora, come oggi nell'Ue, i suddetti commissari non venivano assolutamente eletti, ma nominati dall'alto. Da una strettissima cerchia di oligarchi. In tal modello analogie anche tra Europarlamento e Duma: entrambi – a quanto pare – organi di facciata, protesi a garantire lo status quo e ad eludere le masse, fornendo interpretazioni fantasiose su fatti gravissimi e cruenti come l'attuale crisi dell'euro e della moneta-debito. La moneta imperiale. Se così non fosse davvero non ci spieghiamo come possa resistere ancora il regime delle private e plurindagate agenzie di rating in Europa; e come la frottola dello spread continui a mietere vittime tra l'indifferenza generale. Per tacere sul credit crunch e sulle politiche della Bce e di Basilea 3: altra grande analogie copiata questa volta dal vecchio Stalin. Il primo – guardacaso – a privatizzare la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (Gosbank), sottraendola al controllo del popolo: l'origine di tutti gli imbrogli dell'economia moderna.

     Tra laicismo distruttivo, Commissioni e Troike, la storia si ripete              

    Ma le strane coincidenze tra Ue e URSS non finiscono qui. Nei primi del Novecento Stalin aveva dato vita alle "troike", commissioni per la lotta alla Controrivoluzione, (altrimenti dette "terne di fucilazione") formate da onnipotenti triadi di arroganti personaggi senza scrupoli dotati di ampissimi poteri investigativi e giudiziari. Organi autonomi ed autoreferenziali nominati dal regime. Stessi meccanismi coercitivi ed antidemocratici che ritroviamo curiosamente in un'altra "Troika", quella formata da Ue, Bce e Fmi. Organizzazioni plutocratiche a carattere privatistico ed antidemocratico che si arrogano il diritto di decidere le sorti di  centinaia di milioni di cittadini europei senza alcuna legittimazione popolare.

     Strangolare abbracciando                                                                                          

    Il motto, oggi come allora, sembra essere lo stesso, cari lettori: "Strangolare abbracciando". Storicamente l'idea di sovvertire le basi dell'allora "trentenne Ue" fu a quanto pare del paladino della Perestroika, in carissimo Mikhail Gorbaciov. Colui il quale sdoganò il modello liberista in Russia, riuscendo ad alterare sistematicamente l'economia e la distribuzione della ricchezza del Paese Euroasiatico, in negativo. Tra i sostenitori di questa tesi vi sono numerosi studiosi, economisti e storici. Tra di essi il più noto è probabilmente lo scrittore e dissidente russo Vladimir Bukovskij. "Bukovskij – come ci ricorda il collega Baldi in un editoriale de "Il Giorno" – ha conosciuto giovanissimo le prigioni sovietiche, gli ospedali psichiatrici e i lager. Per la sua costante opposizione al regime degli ultimi zar del Cremlino, può denunciare con tanta forza l'involuzione dell'Unione europea, sottolineandone il "deficit democratico". In particolare "la decisione di gettare le basi di una Casa comune europea, capace di riaffermare il predominio sovietico sul vecchio continente", sarebbe stata presa due anni prima della stessa caduta del "Muro di Berlino", il 26 marzo 1987. Una sorta di rivoluzione silenziosa concertata con i leader europei più influenti di allora.  

     NWO – URSS-EURSS e lo stato di "benessere socialista"                              

    Secondo Bukovskij, sulla base dell'attuale involuzione del glorioso progetto comunitario chiamato Ue, "oggi il mostro burocratico russo rivive a casa nostra, con la sua inettitudine operativa, una corruzione dilagante, un crescente deficit democratico e una pericolosa mancanza di rappresentatività popolare. Oggi – continua lo scrittore in un recente articolo apparso su "La Stampa" – il pericolo vero non è Putin, ma proprio l'Occidente. Dal nemico in fondo – conclude – non ti aspetti niente di buono, è giusto che sia mascalzone. Il problema è l'amico…" . E' questa probabilmente l'essenza del pensiero critico di  Vladimir Bukovskij: ad oggi il più netto critico dell'involuzione socialisteggiante di Bruxelles. Alla luce di ciò si comprende come l’Unione europea sia divenuta – a parer nostro, dello scrittore e del collega Pavel Stroilov – un vero e proprio sistema criminogeno: l’erede naturale dell’Urss; sua alterego più prossima e letale. E' questo – tra l'altro – l'assunto di fondo del loro emblematico libro dal titolo "URSS-EURSS, ovvero: il complotto dei rossi".  Un complotto che sembra mirare diritto alla nascita di un Super stato totalitario tecno-bancario, da costruire sulle ceneri delle nazioni e sulle spalle dei popoli, per compiacere e fare il gioco – non dimentichiamolo – di un'élite mondialista ed "illuminata".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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