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  • Premio Sakharov 2012: un Grido per la Libertà in Iran o una Grande Propaganda politica Filo-Nato?

    Premio Sakharov 2012: un Grido per la Libertà in Iran o una Grande Propaganda politica Filo-Nato?

    Sabato, 15th Dicembre / 2012

    – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto – 

    Premio Sakharov 2012 / European Parliament / Parlamento europeo / Strasburgo / Unione Europea / Iran / Giustizia / Libertà / Diritti Umani / Attivisti iraniani /Dignità umana /  Cambiamento politico / Detenuti / Carcerazione / Sciopero della fame /  Nasrin Sotoudeh / Jafar Panahi / Martin Schulz / Embargo economico contro l'Iran / Nato / Premio Nobel per la Pace / Madre Teresa di Calcutta / Shirin Ebadi / Costa Gravas / Shirin Ebadi / Karim Lahidji / Solmaz Serge / Toubiana Panahi 

    Premio Sakharov 2012: un grido per giustizia

    e libertà in Iran o una grande propaganda

    politica filo-Nato?

    Il premio è stato consegnato a due attivisti iraniani,

    Nasrin Sotoudeh e Jafar Panahi , ma molte contraddizioni

    e circostanze curiose ruotano attorno all'evento

    Intanto in Iran il cruento e crudele embargo dell'Ue rende ogni

    giorno che passa la vita di milioni di individui un vero inferno.

    Dove sono finiti i diritti umani?

    Strasburgo – A circa 72 ore dall'assegnazione del Premio Sakharov a due attivisti iraniani – l'avvocato Nasrin Sotoudeh e il regista Jafar Panahi – il Parlamento europeo – come si evince dalla motivazione ufficiale data dall'élite "parlamentare" di Strasburgo – "ha riconosciuto la loro condizione e gli sforzi eccezionali da loro compiuti nella lotta incessante per la difesa della dignità umana, le libertà fondamentali e il cambiamento politico in Iran". A dichiararlo lo stesso Presidente dell'Eurocamera, Martin Schulz, durante la cerimonia per la consegna del premio, mercoledì a Strasburgo. I vincitori non hanno potuto partecipare personalmente alla cerimonia perché non sarebbero stati autorizzati a lasciare l'Iran.

     Il monito di Martin Schulz  

    Nasrin Sotoudeh è detenuta nella prigione di Evin a Teheran e ad oggi verserebbe in condizioni di salute  precarie anche – pare – a causa dello sciopero della fame che ha terminato all'inizio di Dicembre, dopo che era stato revocato il divieto alla figlia di lasciare il paese. Jafar Panahi "è stato condannato a sei anni di detenzione e – recita un comunicato ufficiale diramato da strasburgo – anche se la condanna non è ancora esecutiva, non può lasciare il Paese". Shirin Ebadi (Premio Nobel per la Pace 2003); Costa-Gravas (produttore e regista cinematografico, presidente della Cinémathèque Française); Shirin EbadiKarim Lahidji (fondatore dell'associazione iraniana dei giuristi e della lega per la difesa dei diritti umani in Iran); Solmaz Panahi (figlia di Jafar Panahi) Serge Toubiana (produttore cinematografico, direttore generale della Cinémathèque Française) sono stati dunque designati quali rappresentanti dei suddetti personaggi premiati, al fine di poter prendere parte all'evento. "Noi, al Parlamento europeo, appoggiamo il grido dei vincitori del Premio per la giustizia e la libertà in Iran e il pieno rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali. Stiamo onorando queste persone che desiderano un Iran migliore", ha dichiarato il Presidente Martin Schulz, che ha chiesto – tra l'altro – l'immediato rilascio di Nasrin Sotoudeh.

     Leggendo tra le righe  

    Allora, alla luce di quanto accaduto negli ultimi giorni, ci pare doveroso contestualizzare le scelte del Parlamento europeo in un'ottica che sormonta i meri confini continentali, e va inevitabilmente ad intersecare le dinamiche politiche e geopolitiche in via di evoluzione in Medioriente. La zona più calda del pianeta. Perchè tutto questo interesse per l'Iran e la sua cultura? Perchè premiare dissidenti politici iraniani quando è in corso un drammatico embargo dell'Ue proprio ai danni dell'Iran? Le motivazioni non possono che interessare anche la sfera politica e gli equilibri tra forze filo-occidentali e il resto del mondo, in una sorta di grande risiko che si sta consumando davanti agli occhi del mondo. Allora, sull'onda dell'altro, ben più importante premio asseganto nei giorni scorsi ad Oslo (consentiteci, "stranamente") proprio all'Ue, il "Premio Nobel per la Pace", in tal sede vi riproponiamo uno stralcio di un nostro articolo pubblicato in data 5 Dicembre 2012. Forse ci aiuterà a comprendere meglio le dinamiche di questi premi, o almeno ci darà un quadro più chiaro ed imparziale. Forse! 
     
     "Nobel chiama Sakharov" – "Unine europea chiama Iran" 
     
    "(Da – "Qui Europa" – del 5/12/2012) Il Premio Nobel, si sà,  è l'onore più prestigioso che si può ottenere: eredità diretta ed ideale del suo fondatore, Alfred Nobel. Esso può essere conferito a persone o enti che lavorano per la promozione e l'avanzamento delle scienze e della pace globale. Molte persone vivono la loro vita con il sogno di vincere un premio Nobel, magari a coronamento di una carriera brillante o dedita al servizio del Prossimo: vedi Madre Teresa di Calcutta. Chimici, fisici, medici, economisti, scrittori, poeti e attivisti che investono tutta la loro vita su un risultato innovativo o un disegno di amore e Pace. (…) Ma a ben vedere non è per nulla ostico e proibitivo verificare come i criteri per l'assegnazione del Nobel per la Pace – tranne alcuni casi palesi e inequivocabili – siano state finora (e specie negli ultimi anni) motivazioni del tutto politiche, e questo è qualcosa che non è in linea con l'essenza della volontà dello stesso Alfred Nobel. Vedi il premio per la Pace volato verso la Casa Bianca, o verso Bruxelles, quest'anno, e malgrado le veementi critiche e proteste piovute sull'Ue da parte di milioni di europei, finite sul marciapiede in seguito alle dissennate politiche di austerity e di carattere liberista e speculativo, che ben conosciamo. Naturalmente – come detto – per contro, ci sono state persone che nella storia del Nobel per la Pace si sono aggiudicati il ​​premio giustamente e per i loro sforzi sinceri per promuovere il dialogo e la condordia nel mondo.. (…) Alla luce degli ultimi sconvolgimenti "programmati" in Medioriente e Siria, possiamo ritenere l'Unione europea veramente degna di ricevere il Nobel per la pace? Possiamo considerare questa Ue davvero fautrice di quel contribuito alla fraternità ed all'integrità tra i suoi 27 paesi membri nel corso degli ultimi decenni? Nutriamo in merito numerose e ben motivate riserve. E non solo per quanto accade nei confini europei, ma anche al di fuori di essi.
     
     L'Embargo dell'Ue contro l'Iran – Una mossa di Pace? 
     
    Certo è che l'embargo economico deciso contro l'Iran il 1° luglio del 2011 a seguito di pressioni dirette esercitate dagli Stati Uniti non depone sicuramente in favore della causa della pace. Davvero il ruolo di servo obbediente e fedele degli Usa, non è un qualcosa di cui andar fieri e non è una cosa del quale sarebbe andato fiero – ad esempio – un uomo come Giorgio La Pira, che di pace e dialogo interculturale ne sapeva  sicuramente molto, avendo contribuito in maniera decisiva alla risoluzione di conflitti internazionalidi non facile soluzione come il conflitto franco-algerino e la stessa guerra in Vietnam.
     
     La politica del servo obbediente e gli effetti dell'embargo 
     
    Oggi l'Ue appare tutta protesa a paralizzare il programma nucleare iraniano,tollerando invece la politica imperialistica ed espansionistica degli Usa in Medioriente e non solo. Come mai? Si può essere così parziali e mantenere l'onestà intellettuale e la credibilità necessaria per poter parlare di pace e farsene promotori nel mondo attraverso un riconoscimento come il Premio Nobel? Davvero ci sono troppe contraddizioni, amici!  A seguito di tali sanzioni – dimenticarlo sarebbe un vero crimine – il valore della moneta iraniana, rial, è scesa al livello più basso contro il dollaro, in tre decenni; il paese è stato colpito da una iperinflazione sconcertante e travolgente, che porta di fatto ad un aumento del prezzo dei beni elle materie prime del 70% ogni mese da quando le suddette sanzioni hanno cominciato a prendere piede.  Inoltre, l'esportazione di petrolio iraniano è diminuita di circa 800.000 barili al giorno: il che significa una riduzione del 50% delle vendite. Inoltre, diverse compagnie di assicurazione internazionali, aerei di linea e compagnie di navigazione hanno cessato la propria cooperazione con l'Iran a causa della crisi economica che ha riguardato il paese. L'embargo del petrolio e le altre restrizioni finanziarie imposte e volute contro l'Iran da parte dell'Unione europea, stanno letteralmente tagliando le gambe e le speranze alle famiglie iraniane, che ad oggi sono più in grado di coprire le spese scolastiche dei propri figli all'estero. Ciò per non parlare degli enormi disagi causati a migliaia di pazienti iraniani oggi disperatamente bisognosi di farmaci per malattie come la talassemia, l'epatite, il diabete, il cancro, le malattie cardiache.  
     
     Il Dramma dei giovani Europei e Mediorientali 
     
    In tal apocalittico e cruento scenario, i leader dell'Unione europea (Barroso e Van Rompuy tra tutti)  si stanno dimostrando insensibili e completamente irriguardosi verso la salute, i diritti e la prosperità – per non dire felicità – di migliaia di Iraniani, avallando inique sanzioni e – gioco foza – distruggendo le ambizioni e le aspirazioni di migliaia di giovani che non riescono a realizzare i loro sogni a causa dei problemi finanziari insormontabili. Problemi che in parte ricordano per certi versi – anche se per motivazioni diverse – il dramma quotidiano vissuto dai giovani del Sud Europa, schiavizzati e umiliati da insane e folli politiche di austerity e meccanismi dittatoriali come il Mes, il TARGET 2 e il Fiscal CompactDavvero queso è quello che bisogna fare per aggiudicarsi il Premio Nobel? ". Alla luce di quanto scritto forse sarà ora possibile dare un giudizio più obiettivo e chiaro sull'assegnazione del Premio Sakharov ai suddetti "dissidenti iraniani". Sarà possibile giudicare la faccenda con occhi diversi. Forse! Senza nulla togliere alla bontà di azioni sia pur nobili che tali dissidenti abbiano potuto compiere nella loro vita. A voi le conclusioni.

      Chi sono i vincitori del Premio Sakharov?  

     Nasrin Sotoudeh  

    Nasrin Sotoudeh (nato nel 1963) è un avvocato iraniano, oggi in isolamento nel carcere di Evin, dove è rinchiusa da quando è stata arrestata nel settembre 2010 con l'accusa di propaganda contro il sistema e cospirazione volta a minare la sicurezza dello Stato.

      Jafar Panahi  

    Jafar Panahi (nato nel 1960) è un regista, sceneggiatore e montatore iraniano. Nel 1995 il suo primo lungometraggio "Il palloncino bianco" gli vale il primo riconoscimento internazionale, la Caméra d'Or al festival di Cannes. Panahi è stato arrestato nel marzo 2010 e condannato a sei anni di prigione e per vent'anni non potrà dirigere nessun film né lasciare il Paese. 

     Il premio Sakharov "per la libertà di pensiero" 

    Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero è così chiamato in onore del fisico sovietico e dissidente politico Andrej Sacharov, come si legge nel sito stesso dell'Eurocamera, esso sarebbe assegnato ogni anno (dal 1988) dal Parlamento europeo "a individui o organizzazioni che hanno contribuito in maniera significativa alla lotta per i diritti umani e la democrazia".

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto, (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012

    –  di Sergio Basile –

    Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle famiglie italiane / Mutui / Unione Bancaria / Stati uniti d'Europa / Keynes / Deficit spending / imbroglio dell'Eurozona / servizi pubblici / Vaclav Klaus / David Cameron / Regno Unito / Repubblica Ceca / Basilea 3 / Sergio Basile / Wall Sytreet Journal 

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    Bruxelles, Strasburgo – Lo scorso 5 Marzo, la discussa proposta tedesca di un patto fiscale per dare – sosteneva la Merkel – “stabilità all’Europa” diveniva realtà con l’agoniata firma del nuovo trattato fiscale all’eurosummit di Bruxelles. Con la ratifica del suddetto documento "imperiale", i venticinque (su 27) paesi che lo sottoscrissero si impegnarono reciprocamente a introdurre il “principio del pareggio di bilancio” all’interno delle loro Carte costituzionali: ovvero si impegnarono – in altri termini – a ripagare un debito pubblico in gran parte "gonfiato e fittizio" per decine di miliardi di euro l'anno ( 45 miliardi l’anno per l'Italia, per 20 anni, grazie alla spending rewiew) e ad eliminare per sempre la voce “deficit spending” da ogni dizionario o manuale economico, accettando implicitamente – evidentemente per assecondare voleri e poteri esterni alieni da qualsivoglia forma di democrazia o logica democratica – di mandare in recessione le economie dei propri paesi. Cioè di autodistruggere – a maggior ragione – quesi Paesi presi di mira dai mercati e le cui economie non fossero state coperte dall'ombrello del "Sistema Target 2": sistema commerciale di regolamentazione interbancaria delle banche centrali dell'Ue, studiato su misura per assecondare le mire espansionistiche del reich tedescho. 

     Il Pretesto della crisi globale 

    Il tutto mascherando l'inganno con il subdolo pretesto della "Crisi Globale". Una espressione per coprire un'altra verità mai raccontata ufficialmente dalla stampa di regime, chiamata semplicemente "imbroglio dell'Eurozona". Da quel celeberrimo mese di Marzo, e dal successivo vertice del Consiglio Ue di fine Giugno, i giochi furono – anche se solo per quei pochi che non diedero ascolto alle fandonie dei TG di prima fascia – molto chiari: con il Fiscal Compact (di lì a poco adottato a tempo di record e senza alcun dibattito dal Parlamento italiano) se il cittadino europeo avesse pagato 110 euro di tasse, lo stato avrebbe restituito in servizi  allo stesso, solo 100, o comunque 110, ma mai di più. Una “fregatura legalizzata”, che ha di fatto tolto agli stati Ue aderenti ogni possibilità pratica di “investire a debito” e di aumentare la ricchezza mediante il “moltiplicatore economico”.  Oltre che a togliere il presupposto oggettivo di legittimazione della stessa "tassazione pubblica": l'ottenimento di adeguati servizi pubblici.

     Fiscal Compact: la Reaganomics europea 

    Ciò, facendo la fortuna dei grandi gruppi privati, resi onnipotenti da privatizzazioni a livello industriale e Project Bond. Insomma, una nuova "Reaganomics europea". Il prodromo di un nuovo esproprio di massa iperliberista, o stalinista (secondo noi sinonimi o comunque facce della stessa medaglia). Cosa che di fatto sta avvenendo da mesi in maniera sistematica e nella "normalità" più disarmante. Sempre a Marzo il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, osava dichiarare con molta nonchalance come attraverso misure come il FC il ritorno della fiducia nella zona euro – che ne sarebbe scaturito – avrebbe portato "alla crescita e all’occupazione”.

     Il disfacimento programmato degli stati nazionali  

    Allora criticammo molto questa folle uscita: non si capiva il senso di tale affermazione, visto che con il “Fiscal Compact” le risorse per gli investimenti statali venivano annullati, gettando nel fuoco praticamente tutti gli scritti di Keynes, sulla spesa produttiva.  Solo il saggio governo ceco (supportato dai consigli dall'altrettanto saggio Presidente Vaclav Klaus) e l'opportunista e scaltro esecutivo dell'UK di David Cameron (per mantenere la solita leadership finanziaria sul Continente e per non tradire le attese autonomiste dell'opinione pubblica inglese) driblarono l'accordo, come dridlarono abilmente tutte le domande dei giornalisti, in quel fatidico 5 Marzo. Solo adesso anche i più scettici (europeisti a senso unico) alla luce di quanto accaduto stanno iniziando a comprendere i veri scopi dell'euro-casta: la creazione di un super-stato accentratore – altrimenti detto Stati Uniti d’Europa – che possa uniformarsi a puntino ai piani di un Nuovo Ordne Mondiale, e di una global governance. Piano – cosa oggi sempre più evidente – che pone in cima ai suoi obiettivi,  proprio il disfacimento degli stati nazionali.

     Fiscal Compact – Borghezio attacca Moavero 

    In merito, puntuale e pertinente c'è dunque sembrato l'interveto di Mario Borghezio, deputato europeo "indipendentista" della Lega Nord, fatto stamane a Strasburgo nell'ambito dell'incontro tra il Ministro Moavero (la cosiddetta emminenza grigia di Bruxelles)  e gli eurodeputati italiani. Borghezio ha chiesto spiagazioni a Moavero sul motivo per il quale il governo Monti faccia finta di ignorare la dimostrazione che, con rigore scientifico, un grande giurista come il Professor Giuseppe Guarino ha dato sull'inapplicabilità, secondo il diritto vigente dell'Ue (art. 126 del Trattato di Lisbona) del regime imposto dal Fiscal Compact". 

     La tesi del Professor Giuseppe Guarino 

    Questa tesi ampiamente divulgata non solo in un saggio tecnico, ma anche in un articolo pubblicato da "Milano Finanza", si basa sul fatto che lo stesso Trattato del Fiscal Compact stabilisce (vedi artt. 2,1 e 2) che "il presente Trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i Trattati – e con il diritto – su cui fonda l'Unione europea". Ora, poiché il diritto vigente stabilisce la legittimità del deficit al 3%, ne deriva che la regola del Fiscal Compact – come sostenuto dallo stesso Borghezio a Strasburgo –  è di fatto inapplicabile". 

     Anonime giustificazioni   

    Il Ministro Moavero, pur riconoscendo l'autorevolezza del professor Guarino, ha ribattutto all'eurodeputato sostenendo come i dubbi sollevati in merito fossero stati dal governo ritenuti sormontabili sulla base di un "elaborato dei servizi giuridici della Presidenza del Consiglio" (?). Ma non si è sbilanciato oltre. Ovviamente! "Ne ho subito chiesto copia – ha reso noto Borghezio –  ottenendo l'assenso del Ministro". "In un altro Paese – ha dichiarato successivamente l'europarlamentare – un simile autorevole intervento sarebbe piombato sul dibattito politico come un macigno, costringendo il governo a confrontarsi in maniera aperta e trasparente. Ma il governo dei Professori – ha notato – preferisce trincerarsi dietro anonimi pareri, sfuggire al confronto e snobbare i più autorevoli giudizi. Forse è una regola appresa dal Club Bilderberg?". Quella che ne emerge è a nostro avviso l'immagine nitida di un disegno ben orchestato, e lungo nel tempo. Un disegno portato avanti da organizzazioni mondialiste indissolubilmente intrecciate con lobby e grandi gruppi bancari. Un imbroglio che ora qualcuno vorrebe trasformare in dogma, istituendo a margine di questo impero, un'Unione bancaria sovrana ed autoreferenziale. Un mostro tentacolare, di tocquevilliana memoria, senza alcun limite e freno, creato dai banchieri privati che ruotano intorno alla Bce, in nome della "Libertà" e con il fine ingannevole di "bloccare la crisi". Una crisi da loro stessi alimentata.

     Borghezio, l'Euribor e le accuse del WSJ    

    Forse è per questo che, sempre nelle scorse ore, lo stesso eurodeputato leghista con una interrogazione urgente alla Commissione europea ha chiesto conferma "delle rivelazioni giornalistiche (del Wall Street Journal) circa il coinvolgimento di alcune banche in uno scandalo che, dopo quello sulla manipolazione del Libor, sembra dover investire l'Euribor". Tali banche europee (precisamente una dozzina) sarebbero coinvolte nell'accusa di aver manipolato i tassi interbancari europei. Tra di esse, la Société Générale, il Crédit agricole, la HSBC e la Deutsche BankSecondo quanto riportato dalla fonte citata, sarebbero stati rinvenuti scambi di messaggi decisamente compromettenti fra alcuni traders di queste banche e quelli della Barclays di Londra. Indiscrezioni dalle quali emergerebbe un sistema di connivenza nella fissazione dell'EuriborBorghezio ha annunciato inoltre che investirà della questione la commissione Crim del Parlamento europeo. 

     Le presunte truffe delle "povere" banche europee in "crisi" 

    Come già trattato dall'Osservatorio "Qui Europa" – lo scorso 4 Luglio – una potenziale manipolazione dell’Euribor, che nel 2008 era al 5,93%, avrebbe provocato danni di 2,9 miliardi di euro a 2 milioni e mezzo di famiglie italiane indebitate con i mutui. Cifre da capogiro – sulle quali sta indagando la "solita" Procura di Trani – che, nel frattempo, hanno fatto sì che lievitassero le casse delle banche e che si gonfiassero a sproposito le tasche dei banchieri. Banche poi fatte oggetto di immorali ricapitalizzazioni e blindate dall'innalzamento dei coefficienti di riserva patrimoniale di Basilea 3. Ed il tutto sotto gli occhi della pachidermica ed addormantata EBA, la cosiddetta Autority Bancaria Europea, diretta dall'italiano Andrea Enria

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Venerdì, Dicembre 7th/ 2012

    –  di Mario Borghezio, eurodeputato –

       Comunicato Stampa  

    Fondi Culturali per il Sud / Fondi Culturali / Interrogazione / Parlamento europeo / Commissione europea / Programma Attrattori Culturali / Italia / Mario Borghezio / Comunicato Stampa / Lega Nord / Fondi Comunitari / Calabria / Sicilia / Puglia / Commissione Crim / Gruppo EFD / Corte dei Conti europea / FAS / FESR / Mezzogiorno / Progetti Spondsa / Furbizie / Riciclaggio 

    Sprechi, Furbizie e Illegittime Distrazioni:

    Borghezio chiede all'Ue di bloccare i Fondi

    culturali per il Sud

    "Basta soldi del contribuente europeo a chi non sa usarli!"

    Bruxelles  – Nella sua interrogazione, l'On. Mario Borghezio scrive che "l'Italia ha dovuto restituire alla Commissione Europea un miliardo e mezzo di euro stanziati per il Programma Attrattori Culturali 2007-2013, che non sono mai stati impegnati, nonostante gli innumerevoli progetti stilati in questi anni, mai diventati operativi. Altri due miliardi potrebbero dover essere restituiti. Si tratta dei programmi operativi e attuativi interregionali per il Sud, ovvero lo strumento principale attraverso cui promuovere e sostenere lo sviluppo socio-economico delle Regioni del Mezzogiorno attraverso la valorizzazione, il rafforzamento e l’integrazione su scala interregionale del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico in esse custodito".

     Il Sud e le Illegittime riallocazioni dei Fondi Ue  

    E aggiunge ancora: "La Commissione aveva previsto per tali obiettivi una dotazione complessiva di circa 2 miliardi di Euro, di cui una quota di poco superiore al miliardo di euro, ovvero 1.031 milioni a valere sui fondi strutturali del FESR e del relativo cofinanziamento nazionale ed una leggermente inferiore, 898 milioni, resa disponibile dalle risorse aggiuntive della programmazione nazionale del Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS), come si legge sul relativo sito. Tali fondi non solo non sono stati spesi, ma sono stati riallocati per finanziare altre voci di spesa che non c’entrano nulla con la cultura.

     Il "Riciclaggio" dei "Progetti Sponda" 

    Inoltre permane il problema dei cosiddetti “progetti di sponda” – 655,8 milioni di euro su 2 miliardi complessivi, il 64,8% del totale, di cui 220,8 milioni deliberati nel 2011 – altrimenti detti “progetti coerenti”: spese pubbliche già finanziate, inserite nei rendiconti comunitari allo scopo di ottenere un secondo finanziamento, in modo da incassare risorse fresche da destinare ad altre attività". Borghezio vuol sapere dalla CE "a quanto ammontino finora i fondi restituiti e da restituire da parte dell'Italia in questo ambito" e chiede di "bloccare l'esborso per questi "progetti coerenti". "Basta buttar via tutti questi soldi del contribuente europeo per chi ha dimostrato di non saperli utilizzare!"

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio 

    Deputato "Lega Nord" al Parlamento europeo

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    Martedì,  Novembre 20th/ 2012 – Comunicato stampa, Redazione "Qui Europa" – Roma / Italia / Bilderberg Club / Mario Borghezio / Mario Monti / Elsa Fornero / Ignazio Visco  Comunicato stampa di Mario Borghezio, unico politico che rompe il muro di silenzio sulla riunione del Bilderberg tenuta  lo scorso 14 Novembre a Roma, alla quale hanno […]

    Strasburgo – La Statua della Madonna di Fatima in pellegrinaggio al Parlamento europeo

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    Venerdì, Ottobre 26th / 2012 – di Sergio Basile – Pellegrinaggio / Strasburgo / Parlamento Europeo / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo Segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Mario Borghezio / Lorenzo fontana / Consacrazione  al Cuore Immacolato di Maria / Medaglia Miracolosa / Bandiera […]

    L’Ue vuol Delegittimare le Regioni: un altro passo verso la Dittatura degli Stati Uniti d’Europa

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    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Regioni / Stato / Competenze Stato-Regioni/ principio di sussidiarietà/ dottrina comunitaria / Trattato di Lisbona/ Stato / Meridione / Borghezio/ Ocm / finanziamenti  / Premio Nobel per la Pace / Imperialismo / Stati Uniti d'Europa / Bersani / Casini / Berlusconi […]

    Consensi web alla provocazione di Borghezio: “tagliamo su Colle e Senatori a vita”

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    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Silvia Laporta – Repubblica Italiana / Crisi / parlamentari / Senatore a vita / Borghezio / Lega Nord / Castelporziano / Spending review / Giulio Andreotti / KlausCondicio / Sprechi / Tasse / austerity  / Buckingham Palace  Consensi web per la provocazione di Borghezio: "Bisogna risparmiare, tagliamo su Colle e […]

    Borghezio attacca Napolitano – E’ polemica!

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Verona /  Presidente della Repubblica / Lega Nord / Carroccio / Politica / Radio / La Zanzara / Foto / Italia Unita / Politica / Politichese / Dichiarazioni Borghezio / Umberto Bossi / Mario Borghezio / Giorgio […]

    Il Nobel per la Pace all’Unione europea? Una Vergogna, ma molto eloquente

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    Lunedì, Ottobre 15th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedi, di Sergio Basile –  Unione europea / Oslo / Norvegia / Premio Nobel / Esteri / Europa / Siria / Libia / Greddafi / Bani Walid / Guerra / Turchia / Nato / Pace / Guerra / Libertà / Manipolazione mediatica / Armi / Siria / Barack […]

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Martedì, Maggio 15th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Roma / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Rapporti Ue-Russia / Mario Borghezio / Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria  Borghezio: l'Europa e la Russia […]

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Mobilitazione Nazionale contro il Governo Monti in Difesa della Costituzione – Tre Giovani Catanzaresi Depositano la propria Denuncia presso la Caserma dei Carabinieri

    Sabato, ottobre 13th/ 2012  – Appello di www.maxiprotestadelpopolo.jimdo.com –  Unione Europea / Italia / Catanzaro / Denunciato il Governo Monti / Mobilitazione Nazionale / Difesa della Costituzione / Suicidi di imprenditori / Austerity / Macelleria sociale / Distruzione del Welfare / Stati Uniti d'Europa / Accentramento Dittatoriale / Caserma dei Carabinieri / Difesa dei Principi Costituzionali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

  • Presidente per conto del Bilderberg?

    Presidente per conto del Bilderberg?

    Martedì,  Novembre 20th/ 2012

    – Comunicato stampa, Redazione "Qui Europa" –

    Roma / Italia / Bilderberg Club / Mario Borghezio / Mario Monti / Elsa Fornero / Ignazio Visco 

    Comunicato stampa di Mario Borghezio, unico politico che rompe il muro di silenzio sulla riunione del Bilderberg tenuta  lo scorso 14 Novembre a Roma, alla quale hanno partecipato anche Fornero e Monti. Il deputato leghista da sempre cerca di contrastare le ingerenze nella "democrazia" (o in quel che ne resta) dei Paesi, da parte del Bilderberg, svelando gli intrecci con l'élite dell'Ue. Alcuni anni fa, come europarlamentare cercò di intrufolarsi all'incontro, ma gli uomini della sicurity lo assalirono e respinsero violentemente. 

    Presidente per conto del Bilderberg?

    La Lettera aperta di Borghezio a Mario Monti

    dopo il summit speciale del Bilderberg Club

    a Roma in concomitanza con il compleanno

    del governo tecnico

    Bruxelles, Roma – "Se alla cena e al summit segreto del Bilderberg a Roma interviene il Premier Monti e/o qualcuno dei suoi ministri, abbiamo il diritto di sapere! Se vi partecipano direttori di giornali, importanti anchorman, manager pubblici che influenzano la politica, l'economia e la finanza, abbiamo diritto di sapere! Se i temi in oggetto della riunione segreta a Roma riguardano, direttamente o indirettamente, il nostro Paese, abbiamo diritto di sapere! Se, ancora una volta, tutto avverrà nell'ombra, con esclusione totale di ogni orecchio e sguardo indiscreto, in un'atmosfera orwelliana di assoluta e blindata segretezza, siamo di fronte alla più evidente fattispecie di partecipazione ai lavori di una società segreta che tutto lascia pensare essere pienamente individuata dalle norme di cui alla legge, tuttora vigente nel nostro Paese, contro le società segrete. C'è un giudice non 'dormiente' alla Procura della Repubblica di Roma? Presidente Monti, Lei è Presidente del Governo italiano in nome e per conto del Bilderberg?"
     

    On. Mario Borghezio – Bruxelles

    Eurodeputato, Lega Nord

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    Sabato, Novembre 17th/  2012   – Redazione Qui Europa – Roma / Bilderberg festeggia Monti / Italia / Bilderberg Club / Mario Monti / Sindacati / Austerity / Protesta  / Cgil / Cisl / Uil / Confederazione europea dei sindacati / Disoccupazione dilagante / Politiche liberiste / Patrizia Maestri / Sciopero / Goldman Sachs / Moody's […]

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    Lunedì, Ottobre 29th/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile  –  Daniel Estulin / Denuncia / Mario Monti / Rai 2 / Italia / L'Ultima Parola / Daniel Estulin / Panorama televisivo italiano / Silvio Berlusconi / Elsa Forneno / Complotto internazionale / Golpe finanziario / Merkel / Sarkozy / Bce / Letterina Bce / Mario Draghi / […]

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    Articolo 1, l’Italia è una Repubblica ex Democratica fondata sulla Precarietà

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    Martedì, Settembre 25th/ 2012  – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Italia / istruzione / Precarietà / Scuola / Formazione / Sogni / Materità / Roma / Catanzaro / Crisi /Università / Francesco Profumo / Ministero dell'Istruzione / Miur / Precarietà / Test d'ingresso / Costituzione Italiana / Spending Review / Nord Sud / […]

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

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    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Sergio Basile –   Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood […]

    Spending Review e Neoliberismo, il Nocciolo della Menzogna

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Monti Bis – I compari del Bilderberg scendono in campo

    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

     

  • Esteri – G20 Messico, un vertice per i banchieri?

    Esteri – G20 Messico, un vertice per i banchieri?

    Giovedì 21 th / Giugno 2012

    – di Silvia Laporta –

    G20 / Messico / Eurozona / Los Cabos / Monti / Hollande / Mekell / Usa / Banche Svizzera / Italia / Spagna/ Francia / Benoit Coeurè / Commissione Ue / Bond / debito pubblico / titoli statali / Fondo Salva Stati /  European Financial Stability Facility  / European Stability Mechanism / crisi economica / Banca Centrale Usa / Washington / Ben Bernake / Pil /

    Dopo il G20, le Banche  "confabulano"

    sul da farsi

    G20: Termina il vertice delle banche e

    dei banchieri

    Nulla su stragi, guerre e povertà

    Los Cabos, G20 – Da sinistra, il Presidente Usa Barack Obama e il Presidente del Messico (padrone di casa) Felipe Calderon

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Los Cabos, New York, Bruxelles – Dopo la conclusione del G20, vengono fuori i primi “risultati” , frutto   delle riflessioni delle più forti potenze mondiali. Al tavolo di Los Cabos, la tensione era stata parecchia, soprattutto per la questione delle crisi europea, che "rischierebbe – secondo la propaganda ufficiale – di contagiare le altre economie mondiali". Raccoglie le prime adesioni la proposta di  Mario Monti: mobilitare il (liberticida) Fondo Salva Stati per comprare titoli di stato italiani e spagnoli. L’idea del premier tecnico, espressa durante il vertice mondiale,  era quella di usare subito le risorse dell’European Financial Stability Facility (Efsf) , poi quelle dell’European Stability Mechanism che subentrerà (per la gioia dell'eurocasta e la disperazione degli Europei) da Luglio, per effettuare acquisti sui mercati che – sempre secondo la propaganda di regime – dovrebbero far calare i tassi spagnoli e italiani. Ma evidentemente sono tutte balle! E sappiamo benissimo il perchè (vedi articolo in "Qui Europa" Debtocracy del 21 giugno 2012). La proposta aveva subito raccolto l’adesione di Francoise Holland: “E’ giusto che paesi più virtuosi come l’Italia possano finanziare il proprio debito sovrano a tassi inferiori, rispetto ai paesi che non hanno fatto gli stessi sforzi”, aveva detto il premier francese. A sorpresa anche la parziale apertura della Merkel alla proposta di Monti che, dopo aver precisato che questi interventi non sono in discussione nell’immediato – e dopo un pò di sano teatrino –  ha aggiunto però, “che c’è la possibilità che questo avvenga”.  Ma guarda un pò! Prontissima, invece, l’approvazione da parte di un autorevole esponente della Bce, Benoit Coeurè,  membro del consiglio esecutivo e responsabile degli interventi sui mercati, che giudica un mistero, il fatto che i governi non ci abbiamo pensato prima, visto che lo statuto del fondo Salva-stati prevede esplicitamente che possano comprare bond dagli stati stessi. Pertanto, si continuano ad adottare in maniera grave ed imperdonabile puri e semplici “palliativi”, senza risolvere fino in fondo il problema. Ma non solo. Esso si aggrava in una bieca propaganda secondo la quale le suddette risorse "regalate" alle banche, risulterebbero addirittura "insufficienti": resterebbero – secondo l'eurocrazia – 400 miliardi di euro a disposizione,  a fronte di una montagna di titoli pubblici italiani e spagnoli nell’ordine di 2.600 miliardi. Dunque l'Europa si avvia ad una fase di "eurodittatura", la più subdola e (forse) deleteria che abbia mai avuto! 

      USA: FED meglio della BCE  

    La Banca centrale Usa, (Federal Reserve) invece, nelle scorse ore – secondo quanto dichiarato dal presidente della stessa Fed, Ben Bernanke – si è limitata a un annuncio di portata molto più modesta: continuerà la sua operazione “Twist” cioè continuerà nell’acquisto di titoli pubblici di durata lunga, per mantenere basso il costo del denaro prestato a imprese e consumatori. , consiglia pretenziosamente alla Banca Usa di fare di più. A breve infatti si troverà tra due fuochi: da una parte la crisi europea, dall’altra una possibile paralisi di bilancio a Washington quando, a fine anno democratici e repubblicani, si scontreranno sul nuovo limite di debito. La fed, infatti, avanza previsioni negative sulla crescita Americana: l’aumento del Pil, dovrebbe situarsi tra il +1,9 e il +2,9 per cento, un risultato sicuramente migliore dell’Eurozona (non poteva essere altrimenti, vista la politica  incongruente portata avanti da draghine dalla sua BCE)  ma comunque – sembrerebbe – un punto in meno rispetto alle previsioni precedenti.

      G20 – Un vertice per le banche  

    Insomma, le conclusioni di un vertice così importante, non tradiscono (in negativo) le nostre aspettative, "regalandoci" – ovviamente – decisioni che premiano ancora una volta le banche ed i banchieri che governano il mondo. Nessun dibattito riguardo a problemi sociali, persecuzione alle comunità cristiane in Nigeria (genocidio); malcontenti e povertà che affliggono i contribuenti; stragi e guerre che stanno depredando il mondo. Si è continuato a parlare soltanto del MES (distruttivo Meccanismo Europeo di Stabilità) e dei fondi europei – che poi vengono direttamente dalle tasche dei contribuenti – da versare non nelle mani, ma nelle "banche" dei paesi più in crisi. Fondi che, come sappiamo, serviranno soltanto a perpetuare all'infinito la situazione creata a tavolino da questi cosidetti "Grandi".  Vendere tutti i titoli pubblici statali alle Banche, significa regalare loro, passo dopo passo, sempre più autorità; vendere letteralmente  il controllo delle nostre vite. Fortunamente la dignità non è in vendita, almeno per noi cittadini! Ed è dalla nostra dignità che dobbiamo partire per riprendere in mano prima  il nostro presente e poi il nostro futuro.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa) 

    _______________________________

      Appendice tecnica – Parole chiave      

      Bond  

    Titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del  capitale prestato all'emittente alla scadenza, più un interesse su tale somma. Un'obbligazione tipica sono ad esempio i  titoli di statoScopo di un'emissione obligazionaria è il reperimento di  liquidità da parte dell'emittente.

     

     

  • Bruxelles – Gli Eurodeputati ci costano oltre 190 milioni l’anno

    Bruxelles – Gli Eurodeputati ci costano oltre 190 milioni l’anno

    Mercoledì, Giugno 6th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Parlamento europeo / Unione europea / Casta / Stipendi d'oro / Stipendi degli eurodeputati / Privilegi degli eurodeputati / Indennizzi degli eurodeputati / Eurocasta / Eurologgia / Eurobond / Mes / Fiscal Compact / Ingiustizia sociale / Privilegi da stato assoluto / Cosa fare / Regali alle banche / Loggia / Sede di Strasburgo / Imu / Silvia Laporta / Privilegi da tagliare / Qui Europa / Europa 

    Bruxelles/Strasburgo –  Gli Eurodeputati

    ci costano oltre 190 milioni  l’anno

    E' l’ora dei tagli anche per l'euro-casta

    Eurodeputati – Stipendi d’oro e privilegi in tempo di Crisi

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles, Strasburgo – “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra!”. A Bruxelles, nel Parlamento Europeo, non ci sarebbe assolutamente rischio di lapidazione. Si, perché mentre l’Italia, la Grecia, la Spagna e molti altri paesi “poveri” dell’Unione, sono in preda alla recessione economica – in seguito ad una crisi pilotata ed indotta dalla speculazione internazionale e con la palese complicità della stessa Unione europea, dei suoi tecnocrati e di molti leader europei compiacenti – nonché ad una sconcertante crisi morale; della sanità, della scuola (senza fondi) e delle piccole imprese che falliscono miseramente giorno dopo giorno (trascinando in un baratro da quarto mondo imprenditori e famiglie) al Parlamento Europeo, se la "divertono" con i nostri soldi. La denuncia è arrivata nelle scorse ore dal think tank Britannico “Open Europe”, che propone dei ragionevoli tagli, agli innumerevoli privilegi degli europarlamentari e degli euro-burocratici.

      Figli  di serie A e figli di serie B  

    Tra stipendi e indennizzi (per non parlare delle attività rimborsate: per le quali esiste un apposito budget annuo a disposizione di ogni eurodeputato) gli europarlamentari, ci costano la colossale, faraonica cifra di 190 milioni di euro l’anno a cui aggiungere pensioni d’oro, per loro e per gli altrii funzionari e scuole pagate per i figli: 169 milioni di euro all’anno, è la cifra che noi contribuenti paghiamo per educare i figli di questi “privilegiati”. Nel frattempo invece ai nostri figli non ci pensa nessuno! Infatti  mentre nelle nostre scuole italiane, ma anche quelle spagnole, greche e del Portogallo, c è un’estrema necessità di fondi – nel senso che spesso mancano anche i banchi – per  i figli degli eurodeputati noi tartassati e beffati contribuenti europei paghiamo 10 milioni di retta all’anno!

      I nuovi faraoni non conoscono crisi e propongono "eurobond"  

    Qualcuno tra i lettori si chiederà a quanto ammontano nel complesso tali stipendi? Presto detto. Attualmente un deputato di Bruxelles-Strasburgo, guadagna un salario lordo di 95.482 euro. Più del 17% di un deputato britannico e del 236%, rispetto a un deputato polacco! Gli stipendi degli europarlamentari sono cresciuti del 77,5 % in sol 7 anni!!! Ogni volta che un nuovo paese entra nell’Unione, ecco che devono essere sborsati più soldi per i politici e i loro portaborse. Open Europe propone dei tagli al bilancio, che potrebbero farci risparmiare un po’ di soldi.  Gi stipendi degli eurodeputati dovrebbero essere ridotti almeno del 15 % per riflettere l’austerità e i sacrifici  (seppur in minimissima parte) che i grandi capi d’Europa, hanno imposto a noi. Beffandoci ancora una volta con panacee "pacco" o "sola" come gli eurobond, il fiscal compact, il Mes (Fondo Salva Stato), le continue "ricapitalizzazioni" regalo alle banche, l'IMU e via dicendo. Ciò attraverso – ovviamente – i "saggi" e "puntuali" parlamentari di casa nostra che affollano le fila delle 3 "caste partitiche di maggioranza" (Pdl, Pd e Udc) che continuano a far finta di nulla ed a sostenere un governo di aguzzini non eletti: e che evidentemente nessun italiano ama e vuole: almeno nessuno tra quelli che hanno compreso a pieno le reali ragioni di questa assurda crisi impacchettata ad arte da questa sorta di euro-casta, o euro-loggia.

      Sprechi e privilegi – Ecco cosa fare! 

    Via la sede di Strasburgo, risparmiando 180 milioni di Euro. Sforbiciare i dipendenti strapagati e le tante agenzie e organismi che fanno lo stesso lavoro: per arrivare a 430 milioni di euro in più! C’è poi anche da mettere mano ai fondi per l’agricoltura che privilegiano solo determinati agricoltori, come quelli francesi. Anche qui si potrebbe risparmiare una cifra importante, ben 23 miliardi  di euro. La speranza è, che questa volta, la voce di "Open Europe" – che poi è la voce della stragrande maggioranza degli Europei, stanchi di questi privilegi da stato assoluto – venga ascoltata, e che si possano porre dei tagli  sostenuti e sensibili ai costi completamente superflui di questa sorta di neo-parassiti di Bruxelles. Queste cifre non fanno altro che raccontare sempre la solita storia: quelle delle ingiustizie sociali, della fine della meritocrazia, dell’egoismo che, guarda caso, viene sempre dai più accecati dal Dio denaro: cioè da quelli che in Vangelo definisce "servi di Mammona" che non "Erediteranno la Terra Celeste". E questa volta, non parliamo di “made in Italy” ma di “made in Bruxelles”, ossia una situazione che fa sentire la sua eco, in tutto il Vecchio Continente.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’Irlanda cade nel trappolone Ue sul Fiscal Compact – La ratifica in cambio dei Fondi Ue

    L’Irlanda cade nel trappolone Ue sul Fiscal Compact – La ratifica in cambio dei Fondi Ue

    Martedì, Giugno 5th / 2012  

    – di Sergio Basile – 

    Irlanda / Dublino / Unione europea / Referendum / Risultato elettorale / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Ricatto Ue / Astensionismo / Minaccia sospensione fondi europei / Austerità / Eurodeputati / Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Enda Kenny / Leader gruppi parlamentari all'Europarlamento / Trappolone / Mes / Eurobond / Debtocracy  / Consiglio Ue / Eurovertice di Giugno  / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Eurocasta / Nuovo Ordine Europeo / Casta di illuminati tecnocrati / Annientamento della sovranità degli stati dell'Unione 

    Fiscal Compact – L'Irlanda cade nel trappolone Ue:

    "La ratifica in cambio dei Fondi Ue"

    Esulta l'eurocasta: ora avrete fondi Ue e "Aiuti a interesse"

    Il punto nel prossimo Consiglio Ue di Giugno

    Irlanda, – Protesta anti austerity e Fiscal Compact

    Dublino, Bruxelles – Che i referendum sulle questioni europee fossero storicamente freddi e poco partecipati, non era un mistero, ma francamente il 50% di affluenza presso le urne irlandesi non sarà un dato destinato ad entrare nella storia, ed in controtendenza con tale trend. Ciò soprattutto se si considera che si votava sulla ratifica del patto sul pareggio di bilancio nei paesi Ue. Un voto, tuttavia, pesantemente condizionato dalle minacce su presunti tagli sui finanziamenti comunitari avanzate da Bruxelles fin dalle scorse settimane. In ballo, infatti – in caso di rigetto della misura di austerity – c'era addirittura il timore di non potere più usufruire dei suddetti fondi. In parole povere il concetto caldeggiato da Bruxelles era: "se non ci votate, vi tagliamo in viveri!".

      La trappola – Sulla via di una crescita impossibile  

    E alla fine il partito dell'austerity e del taglio dei servizi statali ha vinto, sia pur lasciando con l'amaro in bocca milioni di cittadini che, non solo non riescono e non riusciranno ad accedere ai fondi, per motivi burocratici o di sostenibilità progettuale, ma che – a quanto pare – quando il Consiglio Ue avrà incamerato altri nulla-osta in merito, dovranno accettare senza alcuna forma di rivendicazione, l'istituzionalizzazione del pareggio di bilancio, con tutti gli annessi e connessi effetti collaterali: abbassamento radicale del livello dei servizi statali forniti; abolizione sostanziale del deficit spending e tassazione progressiva che andrà a sormontare il livello di "benefici e servizi" che lo stato centrale andrà via via elargendo a ritmi sempre più blandi. A promunziarsi per il si – dietro le promesse di una "miracolistica" (quanto improbabile) crescita piovute con abbondanza dalla maggior parte dei media nazionali, e dallo stesso partito retto dal premier irlandese di centro-destra, Enda Kenny – circa 800 mila elettori. Il voto favorevole al fiscal compact ha trovato ovviamente il plauso del Parlamento europeo. Ma facili entusiasmi a parte – o cocenti delusioni: dipende dai punti di vista – ora sarà interessante vedere come il Consiglio europeo riuscirà a sposare il taglio del deficit spending incorporato nel fiscal compact con le misure per la crescita economica e senza pesare ulteriormente sulle già dissestate economie familiari. Dunque all'orizzonte va delineandosi un panorama di "lacrime e sangue" anche per gli amici Irlandesi. E la Grecia ne è un valido esempio. 

      La trappola – Facili entusiasmi e simpatie mercatiste  

    Grande entusiasmo – ispirato evidentemente da innegabili ed evidenti simpatie mercatiste – è stato espresso – in particolare – dal presidente del Partito Popolare Europeo (Ppe), l'eurodeputato Wilfried Martens, secondo il quale ''l'adozione del Trattato darà una significativa spinta alla ripresa dell'economia dal momento che molti investitori vedono in esso la base per la stabilità  dell'ambiente del business: una vera e propria  sicurezza per gli investimenti di lungo termine''. Dunque pare già tutto scritto per la costruzione di una nuova Europa ad immagine e somiglianza del dio mercato. Viste le premesse c'è da stare davvero tranquilli, almeno ciòsarà ana magra ed agro-dolce consolazione per gli amici greci, che ben presto saranno in "buona compagnia".

      La crescita? Dovrà dipendere solo dal mercato. Stato addio  

    Contraddittori anche i commenti dei capogruppi dei socialisti-democratici (S&D), e dei liberal-democratici (Alde) – rispettivamente Hannes Swoboda e Guy Verhofstadt – che dopo aver osannato il responso referendario irlandese, parlando esplicitamente di ''scelta responsabile'' hanno auspicato che i 27  leader Ue, nel prossimo Consiglio europeo di Giugno possano invertire la direzione verso la pericolosa china presa dall'Eurozona,  puntando verso crescita e lavoro. Una crescita che però, per statuto ( e per decisione dello stesso "Fiscal Compact") non potrà più venire dalla macchina statale (mandata nei fatti in pensione forzata) ma bensì dalla sola speculazione privata. Sembra che la Reaganomics Usa, dopo 30 anni, sia giunta prepotentemente anche nel Vecchio Continente.

      Nell'Eurovertice di giugno Debtocracy sarà una certezza  

    Ciliegina sulla torta di questo "Nuovo Ordine Europeo", saranno presumibilmente gli eurobond (o project-bond: giusto per creare nuove esplosive cambiali a scadenza) nonché l'istituzionalizzazione dell'accesso all'Esm (Fondo Salva stati permanente o Mes): trappolone del quale i giornalisti della redazione di "Qui Europa" hanno ampliamente parlato (vedi articoli in archivio, e video in Galleria Multimediale) che stando ai "proclami propagandistici dell'euro-casta" dovrebbe constare nella richiesta e  nell'ottenimento – ad un tasso di interesse ben definito e tutt'altro che irrisorio, s'intende –  di aiuti per far fronte alla (dilagante ed assurda) crisi (come ampliamente dimostrato "pilotata" – vedi articolo sul rating pubblicato Domenica 3 giugno) dell'Eurozona. Ma che nei fatti si traduce in una sostanziale e rivoluzionaria compressione dell'autonomia finanziaria, fiscale ed economica degli Stati ormai non più sovrani e degli stessi cittadini, in un "Vecchio Continente" ribattezzato "Debtocracy", a retto da una casta di "illuminati"  tecnocrati. Alla luce di ciò possiamo considerare il voto irlandese – che poi nei fatti ha stranamente disatteso i sondaggi iniziali e la voglia di autonomia del glorioso popolo d'Irlanda – come una grossa opportunità mancata: un appuntamento con la storia, mancato. Vedremo ora cosa accadrà con i "capitoli" eurobond e MES: gli ultimi nastrini colorati ad un "euro-pacco" già confezionato ad arte.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Gli squali europei chiedono “asilo politico”

    Gli squali europei chiedono “asilo politico”

    Martedì, May 1st/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Parlamento europeo / Commissione ambiente / Commissione Pesca / Finning / Andrea Zanoni / Squali / Pesca nei mari europei / Controllo sui pescherecci / Identificazione specie di squali / Cattura squali / Pericolo di estinzione / Asilo politico / Lady Ashton / Hong Kong / Cina / Divieto di deroga alla pratica del finning / Zuppa cinese   

    Gli squali europei chiedono "asilo politico"

    L'Europarlamento contro il "finning"

    Bruxelles – Gli squali, proprio loro, i temuti e voraci dominatori degli oceani sembrano essere in sciopero. C'è qualcuno che dichiara di averli visti organizzarsi in sindacati contro le ingerenze di un nuovo tipo di squalo bianco, molto più feroce ed organizzato: l'uomo. Sembra una storiella da ragazzini, ma è quanto sta accadendo nei mari europei, dove i pesi, da predatori per eccellenza sarebbero stati degradati allo stato inusuale di succulente prede. Il fenomeno, detto "finning", ha ragiunto negli ultimi anni un livello da codice rosso anche nel Mediterraneo e negli altri mari del Nord Europa, dove la pratica dell'asportazione delle pinne degli squali a bordo di pescherecci è sempre più diffusa.

      Divieto di deroga alla pratica del "finning"  

    Un business che sarebbe legato ai fortissimi interessi dei mercati orientali – in particolare Hong Kong Cina – nei quali esse vengono utilizzate quali ingredienti principali della "famigerata" quanto notissima zuppa cinese.  Tale pratica – come ha rilevato nella giornata di ieri il deputato Andrea Zenoni (relatore della proposta di regolamento in forza all'Idv) presso Europarlamento – potrebbe portare all scomparsa dai mari europei dei grandi pesci: in merito è curioso vedere come – malgrado la cucina continentale non includa tali bizzarre o quanto meno "singolari" pietanze –  L'Europa sia addirittura al secondo posto a livello mondiale per numero di catture dei temuti predatori. Pertanto, nelle scorse ore – in linea con la denuncia levata da Zenoni – la commissione ambiente del Parlamento europeo ha approvato il divieto a tutte le deroghe alla pratica del finning a maggioranza quasi assoluta dei votanti.  

     Non ditelo ai Cinesi!  

    Zanoni, ha altresì proposto "l'allargamento dei controlli a tutti i pescherecci attivi nelle acque marittime dell'Unione europea" (e non solo alle imbarcazioni europee); "l'obbligo per gli Stati membri di fornire, (nelle loro relazioni annuali destinate alla Commissione europea) informazioni più dettagliate sulle catture degli squali"; nonché un attento monitoraggio della qualità dei controlli effettuati negli stati membri, dandone puntuale informazione alla Commissione europea. Ora – in base all'iter tradizionale – la valutazione della proposta passerà alla commissione Pesca del Parlamento europeo, competente per materia. La decisione finale è prevista in luglio, in plenaria, a Strasburgo. Fin ad allora il comitato spontaneo degli squali europei avrebbe chiesto "asilo politico" all'Ue. Si! Ma non ditelo né ai Cinesi, né a Lady Ashton!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Contratti – Mercato Unico a metà

    Contratti – Mercato Unico a metà

    Martedì,  Aprile 12th/ 2012

    di Alessandro Pavanati – 

    Unione europea / Contratto europeo di vendita / Parlamento Europeo / Mercato unico / Luigi Berlinguer / Capo dell’unità di Diritto dei contratti della Commissione Europea / Dirk Staudenmayer  

    Un mercato unico ancora a metà

    L’approvazione del regolamento Ue  sui contratti

    di vendita darebbe ossigeno agli scambi

    Bruxelles – Il regolamento europeo sui contratti di vendita è un provvedimento fortemente appoggiato dalle organizzazioni forensi e, allo stato attuale, consiste in una proposta divisa in ben 180 articoli. Troppi, come ha rilevato recentemente Luigi Berlinguer, correlatore della proposta ed europarlamentare Pd a margine di un convegno organizzato dal Consiglio Nazionale Forense. Per sbloccarne l’approvazione verrà probabilmente proposta una serie di emendamenti e il capo dell’unità di Diritto dei contratti della Commissione Europea, Dirk Staudenmayer, ha prospettato una maggior concentrazione del provvedimento sulla regolazione delle vendite via internet. È provato che non tutti i Paesi dell’Unione hanno la stessa facilità di commercializzazione di tutti i beni ed è necessaria una perequazione delle possibilità di accesso ai mercati per tutti i settori dell’economia, almeno di tutta l’Eurozona. 

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)