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Categoria: Eurodeputati

Eurodeputati

  • Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Interrogazione / Coca-Cola / 4-Mei / cancro / Fontana

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Interrogazione all'Europarlamento del deputato leghista Fontana

    Strasburgo – Dopo il gelato, all'Europarlamento l'attenzione passa su coca-cola, pepsi e simili. L'eurodeputato della Lega Nord, Lorenzo Fontana, ha infatti invitato l'Ue ad occuparsi di un problema che nelle scorse ore ha fatto il giro di mezzo mondo. La notizia è di quelle bomba. Udide udite: negli Usa Coca-Cola cambia colore, abbassando il tenore di 4-metilimidazolo, il colorante marrone che lo Stato della California ha inserito a sorpresa nella lista delle sostanze cancerogene e che già da tempo l’Oms aveva inserito, ed in tempi non sospetti, nell’elenco delle 249 sostanze a rischio cancro. Fontana, cogliendo l'assist d'oltre oceano ha, dunque, chiesto alla Commissione Ue – su formale interrogazione parlamentare – una verifica sul composto chimico altrimenti noto come "4-Mei" presente nel colorante della bevanda analcolica forse più famosa al mondo. Il punto, dunque, è il 4-Mei è cancerogeno?  Fontana si è detto alquanto sorpreso e sconcertato sul fatto che lo stesso composto possa essere considerato nocivo negli Usa e idoneo all'industria alimentare in Europa. Ora la palla sul soft-drink al caramello inventato ad Atlanta dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 – inizialmente come rimedio per il mal di testa – passa alla Commissione.  Ora i mal di testa inizieranno per Barroso & CSergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • Traffici umani in Sinai: giovedì il voto del Parlamento europeo

    Traffici umani in Sinai: giovedì il voto del Parlamento europeo

    Venerdì, Marzo 9th / 2012

    Parlamento europeo / Esteri / Sinai / Traffici umani / Mario Mauro

    Traffici umani in Sinai: giovedì il voto del Parlamento europeo

    Solomon: vita da 50.000 dollari perché custode di verità scioccanti

    Il voto sulla mozione di Mario Mauro

    Strasburgo – L’unica colpa di Solomon, eritreo di 25 anni, che ha beffato i propri rapitori fuggendo dalla penisola del Sinai al Cairo, è quella di essere a conoscenza di troppe cose sul traffico di clandestini. La sua vita vale 50.000 dollari: questo è il prezzo che i banditi sono disposti a pagare per evitare che vengano fuori dettagli della criminosa attività che portano avanti. E giovedì prossimo, a Strasburgo, l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo procederà alla votazione della mozione per la risoluzione del traffico di persone diffuso proprio nella penisola del vicino Oriente considerata anello di congiunzione tra il continente africano e quello asiatico. Con la mozione, presentata dal capodelegazione del Pdl, Mario Mauro, viene richiesta non solo la protezione del giovane Solomon da parte del governo egiziano, ma anche che vengano avviate delle indagini su stupri e torture commesse dalle bande che danno vita la traffico di esseri umani. Viene chiesta la cattura dei trafficanti, la liberazione degli ostaggi e una maggiore tutela dei profughi, in linea con gli standard internazionali. Anche Catherine Ashton, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, viene chiamata in causa: l’Assemblea plenaria di Strasburgo le chiede di intervenire su questa situazione nel corso dei regolari contatti tra l’Unione Europea e le autorità egiziane. La richiesta di questi provvedimenti è sicuramente importante, ma la cosa davvero triste è che si debbano presentare mozioni su questi argomenti: il traffico di esseri umani non dovrebbe neanche esistere e neanche si dovrebbe accennare ad un “prezzo” quando si parla di vita umana. Inestimabile nel valore perché unica.  Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Parlamento Europeo / Esteri / India / Marò /  Ashton / Eurodeputati italiani

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Gli eurodeputati italiani scendono in campo per il caso Marò

    Bruxelles – La baronessa Catherine Ashton, Alto Rappresentante agli Esteri dell’Ue, finora – così come accaduto nel post terremoto ad Haiti e nei mesi scorsi dopo gli sbarchi dei disperati libici sulle coste italiane – non ha brillato quanto a tempismo, continuando a dimostrare una palese  incertezza diplomatica anche in merito alla vicenda dei marò arrestati in India. Ciò, nelle scorse ore, ha portato i rappresentanti italiani dei diversi gruppi dell’Europarlamento, a chiedere ufficialmente ed all’unisono l'intervento dell'Ue al fianco dell'Italia.  I deputati chiedono adeguate indagini ed un eventuale giusto processo con l’affidamento dei due militari – ufficialmente in “missionedi pace” in India – alle autorità italiane. Tra gli aderenti, la vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli il capogruppo del Pdl – ed ex vicepresidente dell’assemblea europea – Mario Mauro, il leghista Mario Borghezio, la pidiellina Elisabetta Gardini. I deputati nella giornata di ieri hanno mostrato all' ingresso dell'emiciclo di Bruxelles, manifesti con una foto dei due soldati prigionieri e la scritta “salviamo i nostri maro”. “La Ashton – ha sbottato la Angelilli – ha liquidato la questione come bilaterale. Ma sorge legittima la domanda: cosa ci sta a fare? Tutta questa grande organizzazione del servizio diplomatico europeo – ha continuato il vicepresidente – non ha prodotto e non produce nulla. Se non serve a niente – conclude – è ora di dire basta a questo circo!''. Come darle torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Pittella: Commissione Ue intervenga su caso India-Marò!

    Pittella: Commissione Ue intervenga su caso India-Marò!

     

    Martedì, Marzo 6th / 2012

    Europarlamento / Commissione Ue / Esteri / India / Marò / Pittella / Ashton

    Pittella: Commissione Ue intervenga su caso India-Marò!

    Coinvolgimento Lady Ashton urgente: Pittella carica la sveglia alla baronessa!

    Bruxelles – Nelle scorse ore, il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, dai microfoni di Sky-Tg24, ha dichiarato che “l'Ue deve intervenire direttamente e in modo ufficiale sul governo indiano, tramite la commissaria Catherine Ashton, affinché le azioni poste in essere dall' India nei confronti dei due militari italiani siano conformi ai trattati internazionali e che tutte le misure volte alla soluzione del contenzioso siano conformi ai principi di equità, giustizia e pieno rispetto dei diritti fondamentali''. Per Pittella il coinvolgimento europeo in difesa del rispetto della normativa internazionale è logico nell’ambito della cosiddetta “Operazione Atlanta”:  missione diplomatico-militare dell'Ue finanziata allo scopo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria”. Almeno finora, però, prima della sveglia caricata e suonata dall’Europarlamento, Lady Ashton – la “baronessa” – ha scelto la strada facile del letargo diplomatico. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012

    Parlamento europeo / Dati personali / Usa / Consiglio Europeo  / Veld 

    Dati sensibili: a rischio laccordo Usa-Ue 

    Contraria l’eurodeputata Veld: prioritario salvaguardare privacy

    Bruxelles – Stamane all’Europarlamento la deputata olandese in't Veld, con una raccomandazione in aula, ha fatto il punto sull’accordo Ue-Usa relativo alla controversa questione della gestione dei dati personali nei viaggi transatlantici, osteggiando il patto siglato dal Consiglio Ue nel 2011, reo di violare la legislazione comunitaria. “Ho studiato attentamente l’accordo e non sono riuscita a trovare una ragione sufficiente per accettarlo – ha dichiarato la Veld –  in quanto il nuovo accordo presenta molti elementi negativi, tra i quali il trasferimento alle autorità americane di informazioni sui passeggeri aerei in viaggio verso gli Stati Uniti (…) D’altra parte – ha fatto notare la deputata – il Trattato di Lisbona dà al Parlamento europeo il potere di dare o di rifiutare il proprio assenso agli accordi internazionali firmati dal Consiglio Ue”. La questione sarebbe in effetti più delicata di quanto sembri, in quanto la trasmissione spropositata ed illimitata di tali dati sensibili avrebbe in effetti inevitabili ripercussioni anche economiche, superando i necessari visti tra Usa ed Europa. Ciò alienerebbe dalle mere e sacrosante misure di sicurezza. “Il consiglio – ha precisato la signora in’t Veld – ci sta chiedendo la nostra benedizione ai rapporti transatlantici”. Inoltre secondo la relatrice questo accordo potrebbe creare un precedente difficile da gestire anche verso paesi come Cina o Corea del Sud: di certo non celebri per il loro regime di tolleranza democratica e correttezza commerciale (vedi prodotti cinesi contaminati). Ad avvalorare le preoccupazioni della Veld, è doveroso osservare che in effetti l’Ue in tali raffronti internazionali presenta spesso molte lacune e punti deboli, godendo di poteri negoziali limitati e non informati a criteri di reciprocità. La raccomandazione verrà ora messa al voto in commissione il 20 marzo. Poi la palla passerà all’assemblea, che si pronuncerà sulla questione nel prossimo aprile 2012. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Le eurodeputate e i “monologhi della vagina”

    Martedì, Febbraio 14th / 2012

    Parlamento europeo / Ue  / V-Day / 27 Febbraio / Donne / Violenza/ Monologhi della vagina  

    Le eurodeputate e i “monologhi della vagina”

    A Bruxelles contro la violenza sulle donne

    Bruxelles – Il prossimo 27 febbraio, nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles, 10 eurodeputate reciteranno i Monologhi della Vagina, insieme alla stessa autrice, la newyorchese Eve Ensler. I Monologhi consistono in testi teatrali che furono portati in scena per la prima volta nel 1996. Approdati a Broadway, sono stati recitati da attrici come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith, Winona Ryder, Kate Winslet. La performance è stata organizzata dal movimento attivista V-Day, fondato dalla stessa Eve Ensler, che intende fermare la violenza contro le donne. Protagoniste dello spettacolo saranno: la parlamentare francese del Ppe Marielle Gallo, la finlandese del Ppe Sirpa Pietikainen; le tre Verdi Franziska Brantner tedesca, Isabelle Durant belga e Ulrike Lunacek austriaca; le due liberal-democratiche Renate Weber romena, e Cecilia Wikstrom svedese; la socialista portoghese Ana Gomes e l'indipendente della sinistra olandese Kartika Tamara Liotard. Nonostante le “buone intenzioni” con cui sono stati scritti e con le quali vengono di frequente recitati questi monologhi, c’è da chiedersi se e fino a che punto essi scoraggino davvero la violenza sulle donne.

    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Mercoledì, Febbraio 1th / 2012

    Parlamento Europeo / Accordo Ue-Usa / Consiglio Europeo / Veld  / Privacy  

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue

    siglato dal Consiglio Europeo

    Contraria l’eurodeputata Sophie in’t Veld: troppi rischi.

    Prioritario salvaguardare privacy

    Bruxelles – Stamane all’Europarlamento la deputata olandese in't Veld, con una raccomandazione in aula, ha fatto il punto sull’accordo Ue-Usa relativo alla controversa questione della gestione dei dati personali nei viaggi transatlantici, osteggiando il patto siglato dal Consiglio Ue nel 2011, reo di violare la legislazione comunitaria. “Ho studiato attentamente l’accordo e non sono riuscita a trovare una ragione sufficiente per accettarlo – ha dichiarato la Veld –  in quanto il nuovo accordo presenta molti elementi negativi, tra i quali il trasferimento alle autorità americane di informazioni sui passeggeri aerei in viaggio verso gli Stati Uniti (…) D’altra parte – ha fatto notare la deputata – il Trattato di Lisbona dà al Parlamento europeo il potere di dare o di rifiutare il proprio assenso agli accordi internazionali firmati dal Consiglio Ue”. La questione sarebbe in effetti più delicata di quanto sembri, in quanto la trasmissione spropositata ed illimitata di tali dati sensibili avrebbe in effetti inevitabili ripercussioni anche economiche, superando i necessari visti tra Usa ed Europa. Ciò alienerebbe dalle mere e sacrosante misure di sicurezza. “Il consiglio – ha precisato la signora in’t Veld – ci sta chiedendo la nostra benedizione ai rapporti transatlantici”. Inoltre secondo la relatrice questo accordo potrebbe creare un precedente difficile da gestire anche verso paesi come Cina o Corea del Sud: di certo non celebri per il loro regime di tolleranza democratica e correttezza commerciale (vedi prodotti cinesi contaminati). Ad avvalorare le preoccupazioni della Veld, è doveroso osservare che in effetti l’Ue in tali raffronti internazionali presenta spesso molte lacune e punti deboli, godendo di poteri negoziali limitati e non informati a criteri di reciprocità. La raccomandazione verrà ora messa al voto in commissione il 20 marzo. Poi la palla passerà all’assemblea, che si pronuncerà sulla questione nel prossimo aprile 2012.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)