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  • Olimpiadi Rio – Bolt ringrazia e adora Gesù: la BBC oscura

    Olimpiadi Rio – Bolt ringrazia e adora Gesù: la BBC oscura

    Giovedì, 18 Agosto/ 2016   

    di Sergio Basiledi  

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Usain Bolt, Olimpiadi di Rio, Gesù, Preghiera, Medaglia Miracolosa, medaglia d'oro, BBC, Rupert Murdoch, Protestantesimo 

    Olimpiadi Rio – Bolt ringrazia e adora Gesù: 

    la BBC oscura

    Un'omissione che non dovrebbe stupire più di tanto…

    Video in allegato

     

    di Sergio Basile

    Usain Bolt ringrazia Gesù

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Bolt ringrazia e adora Gesù, la BBC oscura         

    Rio de Janeiro, Brasile – Oggi adorare Dio e inginocchiarsi, genuflettersi in Chiesa, prostrarsi al Creatore, non è una prassi consolidata, neppure per molti cristiani: non va "di moda". Eppure il grande Bolt, il ragazzo d'oro di Kingstone, lo fa sui campi d'atletica e sotto gli occhi del mondo! Il giamaicano Usain St. Leo Bolt (classe 1986) è il più grande velocista di tutti i tempi, nonché l'attuale campione olimpico e primatista mondiale dei 100 metri, dei 200 e della staffetta 4×100: record "piovuti" a Berlino 2009 (100 m e 200 m) e Londra 2012 (4×100 m). Bolt, inoltre, è l'unico atleta nella storia ad avere vinto la medaglia d'oro nei 100 metri in tre olimpiadi consecutive (2008, 2012 e 2016) e nei 200 metri in due olimpiadi consecutive (2008 e 2012). Per le sue superiori prestazioni come sprinter è soprannominato Lightning Bolt (fulmine). Due giorni fa, l'uomo più veloce del pianeta ha vinto l'oro a Rio de Janeiro nei 100 metri col tempo di 9'',81 , surclassando in scioltezza i suoi diretti rivali, Justin Gatlin su tutti ("solo" 9'',89 per lo statunitense).

    bolt quieuropa 2

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     "St. Leo" Usain Bolt                                         

    Stamane ha stracciato Gatlin in semifinale, proiettandosi anche nell'oro dei 200 m. Bolt, uomo di fede nato in una famiglia cattolica, pur essendo un ragazzo molto riservato, ha sempre palesato i suoi sentimenti religiosi con ampi segni di croce, genuflessioni, e ringraziando Gesù Cristo sia alla fine delle gare (vedi foto in copertina) che sui nastri di partenza (vedi foto in copertina). L’atleta indossa sempre la Medaglia Miracolosa, frutto delle apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré. Il suo secondo nome, non a caso è (St.) Leo: nome scelto dai genitori in ricordo di un grande Papa dei primi secoli del cristianesimo.

                                           "Io sono cresciuto in Chiesa, 

                 e mi hanno insegnato che tutto accade per un motivo

                                            Dio ha un progetto per tutti. 

              Quindi non possiamo lamentarci, bisogna andare avanti"

                                                 Usain St. Leo Bolt

    bolt quieuropa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     "Nulla sarebbe stato possibile senza di Lui"        

    Ebbene, Usain Bolt, anche per questo significativo gesto – che da quattro anni compie regolarmente prima e dopo di ogni gara – è stato celebrato da molti giornali sulle prime pagine, ma la rete britannica BBC ha dedeciso di ignorare la sua adorazione a Dio dopo la gara. La BBC avrebbe volutamente oscurato la manifestazione di fede dell'atleta giamaicano, il quale, riferendosi a Dio, a fine gara ha dichiarato: “Nulla sarebbe stato possibile senza di Lui”. Il presentatore della BBC, al fine di sminuire il gesto, avrebbe definito la sua adorazione come "un momento con se stesso"; eppure nei giorni scorsi la rete britannica ha regalato ai suoi telespettatori schede con dozzine di aneddoti sul velocista, passando ai raggi x la sua vita. Come mai tralasciare proprio un aspetto così importante della vita dell'atleta? I portavoce di Bolt hanno rivelato come egli, prima e dopo di ogni gara, aspetti che la telecamera sia puntata su di lui affinché la sua adorazione possa essere una pubblica testimonianza per Cristo. “Usain Bolt è un cristiano che crede nella Bibbia, onora Dio e adora Gesù Cristo". Queste le inequivocabili parole dello staff di Bolt e degli stessi familiari. Ma la BBC ha preferito glissare. Come mai? E' tutto casuale? Cos'è la BBC, cosa rappresenta?

    Usain Bolt ringrazia Gesù

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Oscuramento della BBC: casuale?                         

    La BBC (British Broadcasting Corporation: informalmente chiamata dai britannici "zietta") fu fondata il 18 ottobre 1922 ed è la società concessionaria, in esclusiva, del servizio pubblico radiotelevisivo del Regno Unito e quindi grande ispiratrice – volenti o nolenti – di buona parte dei sudditi di Sua Maestà, e non solo. Essa è considerata tra i primi  network al mondo e il suo motto aziendale è "Nation Shall Speak Peace Unto Nation" ("La nazione parlerà di pace verso la nazione"); eppure con questa grave omissione – l'ultima di una grande serie: senza addentrarci sulle modalità di descrizione delle Primavere Arabe e della guerra in Siria, Iraq, Afghanistan, ecc.. – la BBC ha mostrato, ancora una volta, il suo vero volto: allergico al Cristianesimo (non protestante). La cosa, tuttavia, non dovrebbere sorprenderci più di tanto se consideriamo chi controlla la BBC e qual è l'humus ideologico-culturale e religioso di riferimento dell'UK, cuore dell'impero Commonwealth: da sempre enclave ebraico-protestante di prima grandezza (1), nonché cuore dell'impero più grande mai esistito: un regno fondato sul predominio monetario e sull'emissione a debito della moneta (2). La BBC è oggi controllata dall'ebreo Rupert Murdoch (patron di Sky), magnate australiano di madre ebrea e quidi vero ebreo a tutti gli effetti. Murdoch, grande amico di Sharon, ha avuto un ruolo importate, decisivo, nell’orientare ed influenzare l’opinione pubblica mondiale a favore della guerra in Iraq e a favore di Israele (e quindi, di consegueza del sionismo ebraico / ebraismo). Possiamo, dunque, considerare l'atto omissivo della BBC verso Bolt una semplice casualità?

    (1) Cfr.: 

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    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1 

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2 

    Protestantesimo & Co – La falsa gnosi, da Lutero a Hegel

    (2) Cfr.: Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni 

     

     Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)

    partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Venerdì,  24 Giugno/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Bruxelles. Sergio Basile, Camera dei Comuni, Brexit, UE, Europa, Bbc, BCE, City, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito  

    Oltre Brexit – Tanta euforia per cosa? – Seconda Parte

    Tanta illogica euforia per Brexit: l'UK esce dalla gabbia

    che essa stessa a contribuito a creare e di cui ha

    ben salde le chiavi. Cosa ci aspetta?

     

    di Sergio Basile

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Brexit – Il giorno dopo                                                                                      

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile  La Gran Bretagna ha scelto la Brexit e subito il popolo anti-Ue, di pancia, stamane ha "giustamente" esultato. Ma per cosa la maggior parte degli antieuropeisti dovrebbe esser tanto feliceCosa cambia in concreto negli equilibri di potere dei piani alti della piramide? Beh, quasi nulla.. e vedremo perché. Anzi! Il leader storico degli euroscettici dell'Ukip, Nigel Farage – fratello di un noto speculatore finanziario della City… per intenderci – si è subito lasciato andare in una pirotecnica esplosione di dichiarazioni, manifestando la propria incontenibile gioia per il successo degli anti-europeisti. Eppure l'uscita dell'UK dalla UE, era un'ipotesi ben accolta anche presso larghi settori di punta della piramide di potere della City of London, malgrado le dichiarazioni di facciata e le chiacchiere della stampa allineata. Certo, un segnale chiaro di odio per l'eurogabbia c'è stato, ma il quadro è più complesso di ciò che vogliono farci credere. "Questa è l'alba di un Regno Unito indipendente, oggi è il nostro Independence Day, è arrivato il momento di liberarci da Bruxelles": questo il ritornello di Farage. Ma sappiamo benissimo che le cose non stanno proprio così. Quando mai Londra, in concreto, è stata dipendente da Bruxelles e Francoforte? Non scherziamo!!

     Padroni e servi                                                                                                     

    Certo, euforia a parte, da una prima sommaria analisi, l'Unione Europea sembra la vera sconfitta morale delle consultazioni. Ma forse si dimentica il dato essenziale, cioé che l'UE è fatta per i servi, non per i padroni. Infatti, come ribadito dal sottoscritto anche in altre sedi, la radice del problema non consta nell'appartenenza o meno, di facciata, all'Unione europea da parte dei britannici; il vero problema, piuttosto, è l'adesione "indiretta" alla moneta-debito chiamata euro.  Chi ha di fatto il controllo dell'euro? Non è forse l'impero anglofono? Ovviamente l'euro, moneta distruttiva per la maggior parte delle economie europee, specie per quelle dei paesi cattolici del Sud Europa, torna utilissima agli speculatori della City che, da sempre, si arricchiscono e controllano il continente, e non solo finanziariamente, proprio giocando sul debito e sull'acquisto dei titoli di stato dei paesi colpiti maggiormente dalla ghigliottina dello spread e dall'usura europeista (cosiddetti PIGS – maiali…). Anche per questo il Regno Unito, storicamente cuore dell'impero Commonwealth e delle forze anti-cattoliche (giudeo-massoniche e protestanti) come insegnò, tra l'altro, il grande professor Giacinto Auriti (Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito), si è ben guardata, negli anni, ad aderire direttamente ad una moneta unica concepita per il controllo e la sottomissione dei popoli dei paesi "rivali". L'UK, dunque, si è sempre defilata dal subire i devastanti effetti dell'euro, in quanto espressione della vera élite mondialista che domina il pianeta.

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     L'UK fuoriesce dalla gabbia di cui ha le chiavi                                             

    L'Ue è e resta, malgrado le facili euforie, una ricetta "prelibata" – al veleno – destinata a soli pochi "privilegiati". Come dire, una bella torta al cianuro, destinata ai soliti "maiali". Quindi il vero punto non è tanto quello di esultare per i padroni che escono, quanto studiare vere ricette di salvezza per i "servi" che restano. L'egemonia totale sulle teste e sulle famiglie degli europei che restano nella "Gabbia", Brexit o non Brexit, è di fatto esercitata dallo strapotere riconosciuto alle banche centrali (es.: BCE) e al grande cuore finanziario dell'impero Commonwealth: la City of London, motore di quel movimento ideologico-religioso chiamato "British Israel" (1) e della correlata corrente filo sionista chiamata anglo-israelismo. Questi sono i grandi temi dei quali dovrebbero occuparsi i popoli. Io personalmente non mi sento di esultare più di tanto per un biscottone preconfezionato che ha un insopportabile profumo di stantio… Anzi, fossi negli anti-europeisti euforici (pue essendo un profondo anti-europeista) inizierei seriamente a preoccuparmi, perché evidentemente qualcosa di pesante e "puzzolente" è nell'aria. Ricordiamo che oggi fuoriesce il Regno Unito dall'UE, non l'Italia. Ricordiamolo bene! Fuoriesce il Paese che ha colonizzato – e continua a farlo con la moneta, il terzo azioniariato in BCE e la City – l'Europa e il mondo intero. I dominatori dell'Europa e del Commonweath, di cui tutto il mondo è espressione e colonia monetaria, escono dall'Ue. E allora?

    (1) Vedi qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

                              British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

    La grande eresia – Commonwealth, moneta e giudaizzazione delle nazioni – 1

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     La gabbia è fatta per i servi                                                                               

    La gabbia è fatta per i servi, non per i padroni. Noi tutti – miracoli a parte – siamo e resteremo colonia monetaria anglo-americana, e TTIP e TISA, in aggiunta, sono alle porte (2). Ora, con Brexit, ovviamente Sua Maestà e i suoi sudditi non ne godranno le "dolci primizie". Cioé, probabilmente, non godranno del gusto di quelle profumate bacche avvelenate dagli OGM, ecc.., destinate al "resto dell'Antico Continente", quello di serie B, di cui fa parte anche l'anglo-ItaliaNon comprendo francamente tutta questa euforia per Brexit e per un dato strategico ben acquisito ed, evidentemente, meditato da tempo. Non scordiamoci, tra l'altro, che noi siamo "il Bel Paese dove lo Yes suona".  Gli "euforici della democrazia" le vere ragioni della Brexit temo che le comprenderanno solo nei prossimi mesi, e a farne le spese non saranno di certo né il fratello di Farage, né gli altri speculatori della City. Né tantomeno la Regina e i suoi fedeli cortigiani. God Save the Queen! (Sic!). God Save Nigel Farage (Sic!).

    (2) Vedi qui 

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1 

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

     

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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    Martedì,  Febbraio 23rd/ 2016  – di Sergio Basile – Bruxelles. Camera dei Comuni, Boris Jo nson, Europa, Bbc, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito   Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra Impero Commonwealth e colonie monetarie: quel che Cameron non dice   di Sergio Basile  Brexit – Domani il Parlamento Europeo pone la […]

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    Rubrica – Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

    Rubrica – Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito

    Venerdì, Luglio 19th/ 2013 – di  Gerardo Campagna – Rubrica, Sete di Giustizia e Sovranità – Giacinto Auriti, Sete di Giustizia, Sovranità monetaria, Le Tre tentazioni di Satana, Deserto, Gesù Cristo, Satana, Moneta Debito, Commonwealth, Imperialismo, Dominio Globale, Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”, Svizzera, Eucarestia, Sostituzione della religione col potere politico, […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1

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    Martedì,  Aprile 14th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, Richard Brothers, John Wilson, Lady Diana, Royal Family, Principe di Galles,  Rabbi Jacob Snowman, comunità giudeo-britannica, re britannici, Stato di Israele. La madre della […]

    Conoscere il Nuovo Ordine Mondiale – British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2

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    Giovedì,  Aprile 30th/ 2015 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa,  Nuovo Ordine Mondiale, British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo,  Giudeo-Massoneria, minando la cultura cristiana, unità "spirituale" delle chiese a livello mondiale, ecumenica, Fratellanza Mondiale, messaggio eucaristico e salvifico del Cristo, regno di Dio sulla terra, visione razzista ed élitaria del popolo di Dio, William Smith, Epiphanius, la Provvidenza ha scelto come guida il popolo nordico, falsa e strumentale filantropia, falce […]

    TTIP e TISA: annullamento totale della volontà popolare e legalizzazione del crimine – 2

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    Venerdì, 8 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  Annullamento totale della volontà popolare; Un mondo di "crimini legali" e delinquenti legittimati e protetti, Meccanismo di Protezione degli Investimenti, ISDS, le controversie non verranno giudicate da tribunali ordinari, Organismi Geneticamente  Modificati, Popoli in balia delle multinazionali ed epurazioni […]

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1

    TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità – 1

    Giovedì, 7 Aprile/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, TTIP e TISA, trattati Usa-Ue, politica e sovranità, Macchinazioni globali, sinedrio comunitario, assoluta segretezza, epurazione di mercato, abbandono massivo delle campagne,  salute sotto scacco, produzione e prezzi nel caos, schiavitù di massa plirusettoriale, trattato transatlantico di partenariato sul commercio e gli investimenti, Unione Europea,  liberalcapitalismo, social-comunismo  TTIP e TISA: i trattati Usa-Ue che uccidono la politica e la sovranità […]

    Eurocamera – Sassoli: risparmiamo sulle scartoffie. E su spread e moneta-debito?

    Eurocamera – Sassoli: risparmiamo sulle scartoffie. E su spread e moneta-debito?

      Lunedì, Marzo  2nd / 2015       – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Parlamento Europeo, David Sassoli, Debito, Risparmio, PD, documenti e scartofie, Bruxelles, Strasburgo, Moneta Debito, Interessi passivi, popoli soggiogati dal debito, guerra usurocratica contro i popoli  Parlamento europeo: i paradossi della propaganda sui "risparmi" di spesa  PE, Sassoli: risparmiamo sulle scartoffie. E su spread e […]

    Accentramento – Draghi annuncia la trionfale Unione Bancaria per Aprile

    Accentramento – Draghi annuncia la trionfale Unione Bancaria per Aprile

    Sabato, Febbraio 28rd / 2015       – di Sergio Basile / Redazione Qui Europa, Sete di Giustizia – Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto Auriti, Moneta debito, Mario Draghi, BCE, Quantitative Easing, Parlamento Europeo  Draghi al PE – Quantitative Easing e Unione Bancaria Accentramento – Draghi annuncia la trionfale  Unione Bancaria per Aprile L'audizione di Mario Draghi […]

    L’addio dei Correligionari – Tutte le barzellette hanno un inizio e una fine

    L’addio dei Correligionari – Tutte le barzellette hanno un inizio e una fine

    Mercoledì, Gennaio 14th / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, usura monetaria, Giacinto Auriti, Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, Dimissioni, Quirinale, Presidente della Repubblica Italiana, Semestre italiano di Presidenza dell'UE, cavallo di troia, disoccupazione, esodo dei giovani italiani all'estero in cerca di lavoro, pesi di coscienza, giudeo-massoneria, spread e rating  L'addio dei Correligionari […]

    Quello che non ci hanno detto sulle Europee 2014

    Quello che non ci hanno detto sulle Europee 2014

    Martedì,  Giugno 17th/ 2014  – di Daniele di Luciano / Redazione Losai / Redazione Quieuropa – Redazione quieuropa,  Redazione Losai, Daniele Di Luciano, Vittoria Tutto quello che non ci hanno detto, cricca europeista, brogli elettorali, stato liberale, George Soros, industria della manipolazione democratica, Usa, Italia, Bruxelles, Scytl, complottismo  Quello che non ci hanno detto sulle Europee 2014 I meccanismi dell'industria della […]

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Europeismo, Federalismo e Mondialismo: facce della stessa medaglia

    Sabato, Maggio 10th/ 2014  – di Sergio Basile – Bruxelles, Varsavia, Washington, New York, ALDE, federalisti, Altiero Spinelli, Stati Uniti d'Europa, M5S, Belle Brillo, PFE, ideale filo-imperialista, Guy Verhofstadt, Manuel Barroso, Jacque Delors e  Richard Coudenhove Kalergi, Speech by Guy Verhofstadt at the European Policy Centre on September 21, 2000, rivoluzioni colorate, Beppe Grillo, European Policy Centre: an indipendent think tank, at the cutting edge […]

    Propaganda UE – Cultura e istruzione europeista per fronteggiare le sfide della migrazione?

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    Sabato,  Gennaio 16th/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Bruxelles, Europarlamento, estremismo, mobilità dei giovani e degli insegnanti, uso sistematico della cultura, programmi di sviluppo esterni, valori fondamentali comuni, cittadinanza attiva sin dalla giovane età,  sfide della migrazione, integrazione, discriminazione dei diritti dei cittadini europei ed italini, la politica non esiste più, difesa della famiglia, persona umana, feto, dignità economica e sociale della persona, […]

    Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario? A quando la fine del segreto monetario?

    Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario? A quando la fine del segreto monetario?

    Venerdì, Ottobre 30th, 2015 – di Sergio Basile, Sete di Giustizia  – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Sete di Giustizia, tassazione, controllo di massa, Svizzera, Segreto bancario, accordo con l'Unione europea, moneta debito, usura, evasione fiscale, segreto monetario, risoluzione Kofod, Jeppe Kofod  Banche, Economia e Società – Svizzera verso fine del segreto bancario? Svizzera-Ue – Fine del segreto bancario? A […]

    Sviluppo e tutela ambientale – L’UE verso il G7 dei paradossi

    Sviluppo e tutela ambientale – L’UE verso il G7 dei paradossi

    Mercoledì, Maggio 27th, 2015 – Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa,  Parlamento Europeo, Bruxelles, Ue, emissione monetaria a debito, iper immigrazione di massa, oro carta, BCE, vero sviluppo di una nazione, G 7, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, mondialismo, propaganda  Sviluppo e tutela ambientale – L'UE verso il G7 dei paradossi Oggi, Mercoledì 27 Maggio, i deputati […]

    Unione Bancaria: Parlamento Europeo approva nomine membri Comitato di risoluzione unico

    Unione Bancaria: Parlamento Europeo approva nomine membri Comitato di risoluzione unico

    Mercoledì,  Dicembre 17th/ 2014     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Unione Bancaria, Parlamento europeo, impero europeo del debito, Bruxelles, Francoforte, risoluzione, single resolution board,Elke König (DE) per la posizione di Presidente; Timo Löyttyniemi (FI) per la posizione di vicepresidente; Mauro Grande (IT); Antonio Carrascosa (ES); Joanne Kellermann (NL); Dominique Laboureix  Unione Bancaria: Parlamento Europeo approva nomine membri Comitato di […]

  • Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles  e Londra

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles e Londra

    Martedì,  Febbraio 23rd/ 2016

     – di Sergio Basile –

    Bruxelles. Camera dei Comuni, Boris Jo nson, Europa, Bbc, Partito Conservatore inglese, Gran Bretagna, Unione Europea, David Cameron, Impero Commonwealth, moneta debito  

    Oltre Brexit – il vero nodo da sciogliere tra Bruxelles

    e Londra

    Impero Commonwealth e colonie monetarie: quel che

    Cameron non dice

     

    di Sergio Basile

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Brexit – Domani il Parlamento Europeo pone la questione                      

    Bruxelles, Londra – di Sergio Basile  Domani, mercoledì 24 Febbraio, presso l'Eurocamera,deputati porranno la questione sulla cosiddetta "Brexit", cioè sulla fuoriuscita del Regno Unito di Sua Maestà dall'Ue, discutendo in merito all'esito del summit del 18 e 19 febbraio con Donald Tusk (presidente del Consiglio Europeo) e Jean-Claude Juncker (presidente della Commissione europea). Intanto David Cameron – portavoce di un paese imperiale, che assieme alla Germania domina di fatto la cosiddetta "Europa" – nelle scorse ore ha illustrato al Parlamento inglese i termini dell'accordo strategico raggiunto a Bruxelles. Ovviamente, per avere un quadro chiaro su quanto accade veramente, non bisogna mai perdere di vista il fatto che l'UK sia uno dei paesi egemoni a livello planetario, ben rappresentato dal suo cuore finanziario: la City.

     Dominio anglo-tedesco sull'Europa dei popoli (cattolici e non)              

    "L'UK partecipa (convenientemente – Ndr) a quella parte di Unione che funziona per noi – ha ribadito Cameron – portandosi fuori  da ciò che non interessa, come l'euro".  Ciò accade nel giorno in cui il mondo bancario britannico (1) promuove una stretta campagna contro l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. In tal sede è doveroso sollevare alcune obiezioni sia all'indirizzo di Cameron, che contro gli intellettuali che credono che la radice del problema sia l'appartenenza o meno, di facciata, all'Unione europea da parte dei britannici. Il problema, piuttosto, è l'adesione alla moneta-debito chiamata euro.  Ovviamente l'euro, moneta distruttiva per la maggior parte delle economie europee, specie di quelle dei paesi cattolici del Sud Europa, torna utilissima agli speculatori della City che, da sempre, si arricchiscono e controllano il continente, e non solo finanziariamente, proprio giocando sul debito e sull'acquisto dei titoli di stato dei paesi colpiti maggiormente dalla ghigliottina dello spread e dall'usura europeista (cosiddetti PIGS – maiali…). Anche per questo il Regno Unito, storicamente cuore dell'impero Commonwealth e delle forze anti-cattoliche (giudeo-massoniche e protestanti) come insegnò, tra l'altro, il grande professor Giacinto Auriti (Sete di Giustizia e Sovranità – Auriti, il Commonwealth e la Moneta Debito), si guarda bene dall'aderire ad una moneta unica concepita per il controllo e la sottomissione dei popoli dei paesi "rivali".

    (1) incarnato proprio dalla City of London

    BREXIT - CAMERON - AURITI

     Sul futuro di Londra                                                                                          

    "Il Regno Unito – ha dichiarato nelle scorse ore Cameron presso la Camera dei Comuni – è già un grande Paese, ma può essere ancora più grande all'interno dell'Unione europea". Godendo cioé – leggiamo tra le righe – dei soli onori, e non degli oneri. "Lasciare l'Europa – secondo il premier – sarebbe un «grande salto nell'ignoto» e «minaccerebbe la sicurezza economica e nazionale del Regno Unito». Dunque, se con il referendum del prossimo 23 giugno i britannici dovessero votare per l’exit dall'UE, secondo Cameron essi perderebbero l'accesso al mercato unico e la scelta segnerebbe una decisione vitale per il futuro di Londra. "Se vuoi guidare l'Europa devi starci dentro – ha dichiarato – se invece vuoi essere guidato dall'Europa, sei libero di fare come la Norvegia, che non appartiene all'Ue ma ne subisce le normative".

     Come una torta al veleno                                                                                  

    Ciò che Cameron non dice, però, è che l'euro – vero ago della bilancia dell'usurocrazia europeista – è una ricetta "prelibata" destinata a soli pochi privilegiati. Come dire: una bella torta al veleno, destinata ai soliti "maiali". Quindi il vero punto – stando fuori dalla moneta unica, come di fatto accade per il Regno Unito – non è tanto quello del decidere se stare dentro o fuori l'UE, quanto quello di far capire agli europei che l'egemonia totale sulle loro libertà è di fatto esercitata dallo strapotere riconosciuto alle banche centrali (es.: BCE) e al grande cuore finanziario dell'impero Commonwealth: la City of London, cuore finanziario e motore di quel movimento ideologico-religioso chiamato "British Israel" (vedi qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 1 e qui British Israel, Ecumenismo e Protestantesimo – 2) e della correlata corrente filo sionista chiamata anglo-israelismo. Questi sono i grandi temi dei quali dovrebbe occuparsi l'Europarlamento di Bruxelles, se fosse davvero libero, neutrale e proteso a fare gli interessi reali di 530 milioni di europei, appartenenti all' "Unione". Ma questa è solo una "bella" favola…

    Sergio Basile – Presidente "Sete di Giustizia" (Copyright © 2016 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo: arma Mondialista

    L’Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo: arma Mondialista

    Lunedì,  Maggio 12th/ 2014

     – di C.Alessandro Mauceri / Sergio Basile / Redazione Quieuropa –

    Libia, Silvio Berlusconi, Mu'ammar Gheddafi, Matteo Renzi, Roberto Maroni, Mario Monti, Ospedale Kindi, AleppoNigeria, Somalia, Mali, Congo, Pakistan, Egitto, Frans Van der Lugt, Siria, Center for the Study of Global Christianity, CESNUR, Accademia di Scienze Umane e Sociali, Barrett, BBC, martiri, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Aleppo, Cristianesimo,  genocidio dei cristiani nel mondo, indifferenza dei media, iper immigrazione e mondialismo, piano kalergi, Siria 1° Maggio 2014, Lettera di Nabil Antaki , economia annientata, patrimonio saccheggiato, èlite in esilio, ricchezze depredate, 150.000 morti, 4 milioni di rifugiati, 8.000.000 di sfollati interni, atti di ferocia e di barbarie che nessuno poteva immaginare, 45 milioni di cristiani uccisi 

    L'Indifferenza Mediatica dei nostri governanti verso

    Aleppo e i genocidi di cristiani nel mondo:

    arma mondialista da distruggere

    Quarantacinque milioni i cristiani uccisi nel XX secolo a causa

    della loro fede. Il paradigma odierno è l'estrema opzione:

    morire in patria o nel Mediterraneo?

    Drammatica testimoniaza da Aleppo, di Mouna Alno-Nakhal:

    la cristiada non è mai cessata 

    Video in allegato

     

    di C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile e Redazione Quieuropa

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     La "Cristiada" non è mai cessata…                                                                       

    Aleppo, Lampedusa, Catanzaro – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Venerdì scorso nella sala principale del "Circolo San Francesco" del convento Sacro Cuore di Catanzaro Lido, nell'ambito del consueto appuntamento del Venerdì, è stato proiettato lo struggente e meraviglioso (quanto censuratissimo ed introvabile) film "Cristiada", narrante della rivolta degli eroici "Cristeros" che tra 1926 e 1929, fu combattuta dai cattolici messicani contro il governo massonico,  di stampo bolscevico ed anticlericale del Presidente Plutarco Elias Calles, che perseguitava la chiesa cattolica. Per la cronaca, il termine "Cristeros" deriva dall'espressione "Cristo Reyes" ("Cristi Re") come cioè gli uomini e i compagni-massoni di Calles definivano in senso dispreggiativo gli insorti cattolici (che combatterono – alla lunga vittoriosamente – al grido "Viva Cristo Re", contro il regime di Calles e i suoi alleati Usa..) riprendendo il tema della "Regalità di Cristo" riproposto con forza attraverso l'enciclica "Quas Primas" da Papa Pio XI. Il film, che le lobby massoniche hanno censurato e boicottato nel nostro "Bel Paese" "libero e democratico", impedendo che fosse proiettato nelle sale cinematografiche ed addirittura che fosse messo in commercio e doppiato in italiano, ha riscosso un grande successo di critica.

     L'eredità dei Cristeros e la faccia ipocrita del Bel Paese                               

    Lacrime e vera commozione… Risveglio delle coscienze ed apertura degli occhi del cuore, per troppo tempo sbarrati dall'ignoranza e dall'indifferenza. Questi i leitmotiv della serata. Questa l'eredità lasciata dal film che difficilmente potrà essere gettata nel dimenticatorio. Nel breve dibattito che ha preceduto la proiezione si è parlato, ovviamente, di Medioriente e Siria; di primavere arabe; di rivoluzioni colorate; di mondialismo; di esportazione della masso-democrazia occidentale e di iper-immigrazione di massa. Ciò, cercando di tracciare un file rouge comune che potesse aiutare a capire, oltre la disinformazione mediatica, il perchè oltre mille profughi al giorno siano costretti a rifugiarsi in Italia per sfuggire alla morte. Ormai, infatti, come ogni anno, da almeno un decennio a questa parte, con l’arrivo della bella stagione, si intensificano gli sbarchi in massa in Italia di clandestini provenienti da mezzo mondo, Medioriente ed Africa in testa. A poco o niente sono serviti i viaggi  d'interesse di Silvio Berlusconi – da presidente del governo – in Libia (forse passeranno alla storia più per il famoso baciamani a Gheddafi che per i risultati raggiunti). A niente sono servite le misure dell’allora ministro Roberto Maroni né quelle del capo del governo tecnico e golpista Mario Monti o quelle dei suoi degni successori Enrico Letta e Matteo Renzi (ultimo mandatario).

     Ebola, mondialismo ed altre malattie… dietro l'iper immigrazione         

    Il problema – come da copione – non è stato risolto neanche dopo che era stato paventato il rischio del diffondersi  di epidemie come quelle del virus ebola, della tubercolosi o dell'iper-tbc: nei giorni scorsi, va detto, come un’immigrata clandestina, pare sia stata trasportata d’urgenza in elicottero in un centro specializzato in quanto malata di non si sa quale malattia contagiosa. Le sole cose che sono state fatte, a parte distruggere la vita e l’economia dei lampedusani e di molte altre città-rifugio italiane, sono state quelle di riempire di pagine i giornali con domande strategiche e fuorvianti (è giusto o no accogliere i clandestini? e in quale modo? l’immigrazione clandestina è da considerare reato penale o no?) e mostrare come i governi e i parlamenti che si sono succeduti negli ultimi decenni non siano – "ovviamente" e come da copione – riusciti a risolvere il problema “immigrazione clandestina”. E mentre le prime pagine dei quotidiani venivano impegnate a raccontare questo o quello sbarco (ormai si parla di migliaia di immigrati clandestini al giorno), nessuno trovava – e trova – il tempo o lo spazio per portare l’attenzione dei lettori su un altro problema che riguarda, da vicino anche quello delle cosiddette minoranze.

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     Indifferenza mediatica verso i genocidi di cristiani: arma mondialista  

    Mentre l’Unione Europea e l’Italia fanno di tutto per presentarsi al mondo come "rispettose dei diritti umani e delle minoranze etniche e religiose" (senza dire che, in realtà, questa tolleranza di copertura deriva dal loro bisogno di manodopera a basso costo… ma soprattutto dalla volontà di portare a termine il disegno di paneuropeizzazione del continetevedi qui Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa e qui La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta) nel resto del pianeta la tolleranza religiosa pare essere un ricordo e i metodi per imporre le scelte della maggioranza pare stiano diventando sempre più crudeli. Le atrocità di Diocleziano e Nerone, in compenso, se paragonate all'attuale situazione, sembrano davvero una inezia o giù di lì… Non passa giorno, ormai, senza che giornali di tutto il mondo (pochissimi in Italia) riportino la notizia che uomini e donne uccisi perché accusati di essere “cristiani”. Solo ad Aleppo, in Siria (leggi nota correlata) se ne contano mediamente 24 al giorno (vedi qui – Aleppo, Siria: noi resistiamo – Lettera di un Missionario Marista). In uno degli ultimi raccapriccianti episodi riportati nelle ultime ore, è emerso come i cristiani uccisi fossero siriani di guardia all’ospedale Kindi, sito proprio dell'ormai ex-oasi di pace tutto il Medioriente, chiamata Aleppo. In rete girano dozzine di video-testimonianza, tra i quali uno che non lascia dubbi sul modo atroce in cui sono stati giustiziati. Nessun "paradossale processo" sul fatto se essere “cristiani” sia un problema civile oppure un reato penale (come in Europa con l’immigrazione clandestina)… 

     Solo nel 2012, oltre 100 mila cristiani trucidati per la loro fede                

    Ma quel che è più grave è che il caso dei giorni scorsi è solo l’ultimo di una lunga, infinita serie… Una serie di morte ed indifferenza che solo in Siria conta ormai oltre 150 mila vittime, come testimoniato dalle colonne di Quieuropa (vedi allegati) da tre anni a questa parte. Secondo dati resi noti recentemente da numerosi tabloid internazionali, solo nel 2012 sarebbero stati oltre centomila i cristiani uccisi non per motivi politici o durante guerre, ma solo per la loro religione di appartenenza. Quasi una persona ogni cinque minuti…. E senza che nessuno dedichi loro una parola. Non ne parlano i media. Non fanno niente gli organismi internazionali (troppo impegnati a dire se il premier russo, Vladimir Putin, faccia bene o no a partecipare ad una manifestazione in Crimea… Ma a proposito – ci chiediamo in merito – perchè il benefattore Putin non invia ufficialmente le sue truppe in siria in difesa di Aleppo? Forse qualcuno dovrebbe chiederselo. O no? Tanto ormai gli appoggi esterni (arabi e occidentali) ai cosiddetti ribelli sono stati smascherati!

     L'assassinio di padre Frans Van der Lugt                                                         

    I Paesi dove più che in altri sarebbero state uccise delle persone a causa della loro fede cristiana sono quelli dove più forte è la presenza del fondamentalismo islamico (Nigeria, Somalia, Mali, Congo, Pakistan ed Egitto) ma anche quelli dove esistono regimi totalitari di stampo comunista.. Eppure spesso si trattava di persone impegnate in missioni di pace o di assistenza ai malati come Frans Van der Lugt, sacerdote gesuita di 75 anni, di cui circa 50 passati come missionario. È stato ucciso nei giorni scorsi in Siria, ad Homs, martire in una città definita essa stessa “martire” a causa della guerra di aggressione dei nemici di Cristo (stile Cristiada… anche se si tratta per lo più di mercenari esterni al Paese), in una zona occupata dagli islamici e assediata dall’esercito siriano.

    Cristiada - Aleppo - medioriente

     45 milioni                                                                                                                     

    Secondo uno studio condotto dal Center for the Study of Global Christianity di South Hamilton, nel Massachusetts, CESNUR e Accademia di Scienze Umane e Sociali, sarebbero quarantacinque milioni i cristiani morti nel XX secolo a causa della loro fede. E il loro numero continua a crescere: solo nel primo decennio 2000-2010, secondo Barrett, sono stati un milioneRecentemente la BBC ha obiettato che non si tratterebbe di “martiri”, ma di “persone uccise in situazioni di testimonianza” (la diatriba sarebbe nata circa la definizione di alcune persone morte uccise da una bomba fatta esplodere in una chiesa con numerosi fedeli all’interno). Eppure pochi o forse nessun notiziario in prima serata ha dedicato una parola a questi “numeri”.

     Il bivio: morire in patria o nel Mediterraneo?                                                 

    Nelle scorse settimane i giornali hanno riempito le prime pagine della notizia dei clandestini annegati nel MediterraneoDato che di numeri si deve parlare (per non toccare la sensibilità di nessuno), ebbene forse i “numeri” dei cristiani che hanno perso la vita solo a causa della loro fede sono maggiori e di molto. Non solo, ma tra questi due “numeri” c’è anche un’altra differenza tutt’altro che secondaria: gli immigrati clandestini hanno scelto coscientemente (seppure spinti da una situazione di estrema crisi politica, economica e sociale dei loro Paesi di provenienza, minacciati dalla "democrazia occidentale" che va a braccetto col fondamentalismo islamico) di correre il rischio che comportava salire sulle “carrette del mare”. Le centinaia di migliaia di cristiani che hanno perso la vita non hanno avuto scelta: sono stati barbaramente e volontariamente uccisi da altre persone. La loro unica colpa è stata quella di essere “fedeli”. Non nel senso di aver dedicato la propria vita ad un partito politico o a un movimento estremista, ma nel senso di avere una Fede e di voler credere in Dio. Credere in Gesù Cristo. Ma forse oggi essere “fedeli” per molti non ha più molta importanza. E, quindi, non è un buon motivo per morire (figurarsi poi per darne notizia nei telegiornali…).

     La "Grande Bellezza"                                                                                                 

    Tra coloro che oggi denunciano questa situazione non troviamo curiosamente alcun politico, ne tra la casta, né tra i membri della cosiddetta anti-casta, né tra i cosiddetti dissidenti leghisti nemici dell'iper-immigrazione. Allora capita che l'Italia-bene continui a vomitarsi a dosso la "Grande Bellezza", scordandosi completamente del "Grande Dolore". Ma questa è l'epoca dalle "Grande Indifferenza": il mostro maggiore da sconfiggere, ben annidato tra le ipocrisie della nostra coscienza. Preghiamo per la Siria! Parliamo della Siria! Indignamoci per la siria! Scendiamo in piazza per la Siria! Allarmiamoci per la Siria e il quotidiano dei cristiani nel mondo! Basta dormire il sonno della morte…

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa) 

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Allegato – Testimonianza da Aleppo                                                                                       

    Un grido dal cuore di Aleppo: Bisogna che tu dica…

    Siria – Il popolo di Aleppo ripete le parole di Cristo

    sulla Croce: "Ho sete…"

     

    Testimonianza di Mouna Alno-Nakhal, Aleppo Siria, 1° Maggio 2014 

    Cristiada - Aleppo - medioriente

    Aleppo, SiriaTestimonianza di Mouna Alno-Nakhal Mercoledì, 30 aprile: "L'elettricità è finalmente tornata ad Aleppo. Ho potuto caricare il telefono e raggiungere  i nostri figli per rassicurarli . Siamo vivi ! Ma per quanto tempo? Si dovrebbe chiederlo a tutti coloro che speculano sulle nostre spalle,  per non dire sui nostri cadaveri! Inoltre, da dove siamo, vediamo il cortile dell’ospedale “ al-… " [ Intenzionalmente oscurato ] … mucchi di cadaveri … civili e anche soldati apparentemente. Non possiamo nemmeno attraversare la strada per vedere di chi si tratta. Per quanto riguarda l'acqua , evviva, un filo ! Passo sopra i dettagli delle sfide che mi sono prefissata per cavarmi l’ idea che "loro" alla fine riusciranno a farmi vivere in una casa sporca … mi dico che le nostre nonne conoscevano questa miseria … salvo che loro disponevano di  bacinelle adatte all'età della pietra … e soprattutto l’olio. Settecento lire siriane al litro! Centocinquanta  £ un mazzo di prezzemolo … Andiamo , passo così sulla lista della spesa. Chi? Ma i profittatori di guerra naturalmente. E ' bella la  rivoluzione!  Trabocca di fantasia un rivoluzionario!  La loro ultima scoperta: organizzarsi  per vendere uno stock incredibile di "generatori " ad un prezzo fissato sulla testa del cliente;  questo spiega … penso che tu mi capisci. Sì , l'ultima volta che ho parlato con te , ho concluso su una nota di speranza [ * ]. Ma oggi , devo confessarti che dopo aver vissuto gli orrori delle ultime due settimane, abbiamo sicuramente la sensazione che Aleppo è abbandonata … E’ forse ingiusto parlare di abbandono quando tanti dei nostri soldati sono caduti. Rimane tuttavia che Aleppo è " sbranata" . Noi lo vediamo bene!

     Qui nessuno si aspetta di essere ascoltato…                                                     

    Ma io non ti chiamo per questo . Volevo dirti che ti leggo. No … non hai tradito né le mie parole né il mio pensiero. Pensi che la gente ti leggerà? Cosa si può fare? Qui , nessuno si aspetta di essere ascoltato. Più nessuno pensa di risvegliare le coscienze. Anche i nostri media, quando riusciamo ad ascoltarli, non rispecchiano la realtà delle tragedie che ci uccidono. Vien da chiedersi se sono consapevoli del fatto che nelle ultime due settimane è la " m …. " ! Mio Dio ! Hai sentito? Un rumore terribile … " . Comunicazione interrotta… Niente da fare! E poi infine, va, poi taglia, poi riprende: "Non preoccuparti … solo le finestre! E’ stata una granata. Dico granata, mentre io non so cosa  veramente fosse. L'esplosione ha scosso tutti gli edifici del quartiere. E continua … Ho sentito che ci sono persone colpite nella nostra strada. Ciò significa che, entro  cinque minuti, vedremo arrivare i taxi gialli trasformati in  ambulanze per l'occasione; le cabine servono per il trasporto  dei feriti; i cofani sono riservati ai cadaveri senza vita. Si dirigeranno agli ospedali, almeno quello che ne è rimasto, per essere curati o identificati dai loro parenti … un'ultima volta per tutte . Le notizie che ci arrivano si riassumono nel  dire che nessuna soluzione si profila all’orizzonte.

     Erdogan e le porte dell'inferno…                                                                                ​

    Aleppo è un disastro, e ora ecco che ci viene predetto che nei prossimi giorni sarà peggio! Ci viene detto che Erdogan (leader turco) ha deciso di demolire la Cittadella per rialzare il morale delle sue truppe di  sanguinari … Dopo la conferma della tenuta delle  presidenziali alla data prevista , sembra che egli sia riuscito ad aprire tutte le porte dell’ inferno. Gira una voce che il nostro esercito è determinato a finirla , che non è lontano e che si mette male più che mai . Quindi, ci si consiglia di prepararci. Prepararci?!?

     Siamo circondati! Tutti quelli che potevano andarsere se ne sono andati! 

    Giovedì, 1 maggio: "L'elettricità è tagliata di nuovo, e quindi niente acqua, in quanto è necessaria per  pompare. "Loro" stanno giungendo al loro scopo … Siamo circondati! No, non siamo armati. Difenderci? Contro dei cecchini? Contro mine sotterranee che esplodono ovunque? Contro  bombe che polverizzano  interi edifici? La prova che Erdogan e la sua banda intendono entrare in Aleppo svuotata dei suoi abitanti. Sì … ne siamo convinti. D’altro canto, tutti coloro che potevano andarsene se ne sono andati. Dove? Alcuni ancora in direzione di Latakia, ma la maggioranza va in Libano e in Turchia. Sì … in Turchia. Potete immaginare!

     Unica difesa rimasta: la Preghiera. Il resto? infamia inconcepibile…            

    Tu puoi  capire che ormai il nostro unico modo per difenderci è la preghiera, lo sprezzo del pericolo, così come il disprezzo per questo avido Occidente che ci gioca la sua partizione umanitaria?Bisogna che tu dica tutto il disgusto che i vostri dirigenti  ci ispirano, essendo l’ "errore" dei nostri non aver immaginato fino a che punto essi avrebbero potuto dimostrare ancora la loro infamia ; infamia, senz’altro più elegante e sofisticata di quella di Erdogan e dei despoti ignoranti dei paesi del Golfo, ma comunque infamia inconcepibile!

     Bisogna che tu dica…                                                                                                       ​

    Bisogna che tu dica ai vostri "diritto-umanitaristi" corrotti e che si presentano come  "liberatori" del popolo siriano, che oggi grazie alla loro preoccupazione ignobile tutti i civili siriani hanno uguali diritti sotto le bombe! Tutti i civili: Mohamad,  suo cugino  Hussein, e suo fratello Georges, non  dispiacciano loro! essi saranno senz’altro felici di sapere che le vittime nelle zone "controllate dal regime" sono per il 99% popolazione civile; vittime innocenti che, se fossero cadute nelle zone apparentemente "liberate dai ribelli" avrebbero attirato l' attenzione dei vostri media bugiardi che accusano  "il regime di accanirsi , per via aerea , sui suoi cittadini innocenti ".

     Bisogna che tu dica…                                                                                                       

    Bisogna che tu dica che i loro cosiddetti "ribelli" non sprecano il loro tempo e fanno il massimo uso delle elargizioni di questo Occidente che passa sotto silenzio i loro misfatti, e i propri!    Abbiamo bisogno che tu dica … ". No … non posso dirti che la gente mi legge. Sono così pochi in grado di sfuggire alla doxa dominante. E se mi leggono, ciò è probabilmente con la punta degli occhi e la mente altrove! Ma ti prometto, lo dirò. Abbi cura di te e dei tuoi! E perdonami  per non essere in grado di fare nulla …

     

    Mouna Alno-Nakhal, Aleppo, Siria – 1° maggio, 2014

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     Video in Allegato                                                                                                              

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Mercoledì, Aprile 24th/2013 – Speciale Siria, di Pierangela Zanzottera e Sergio Basile –  Siria, Damasco, cristianesimo, ebrei, musulmani, America, Israele, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, cristiano, Vescovi rapiti, Ansa, Zenit.org, Lakhdar Brahimi, Aleppo, Moschea di Al-Hassan, Sibialiria, Brigate Farouk, Pierangela Zanzottera, Bande estremiste di Homs, Al-Zahra, Al-Arman, Mulham Masoud, Lattakia, L'Europa sta a guardare, Crudeltà che supera ogni immaginazione, […]

    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

    La Siria La Implora – Lettera a Papa Francesco da Gregorios III, Patriarca d’Oriente

    Sabato,  Aprile 6th/ 2013  – Damasco, dalla Redazione di "Ora Pro Siria" – Siria, Lettera a Papa Francesco, Gregorios III, Gregorio III, Patriarca di Antiochia, Chiesa Siriana, Preghiera, Aiuto, Venerdì Santo, Colosseo, Via Crucis, Resurrezione, Popolosiriano, Appello a cattolici di tutto il Mondo, Armi, Violenza, Terrore, Ostaggi, Ora Pro Siria, Pace, Imperialismo Occidentale, Nuovo Ordine Mondiale, Indifferenza […]

    Siria – Testimonianza di Mons. Audo: Noi cristiani viviamo nella Paura

    Siria – Testimonianza di Mons. Audo: Noi cristiani viviamo nella Paura

    Mercoledì, Aprile 2nd/ 2014 – di Mons. Antoine Audo, Vescovo in Aleppo, Siria  – Mons. Antoine Audo, Vescovo di Aleppo, Siria, Persecuzione contro i cristiani in Siria, Testimonianza di monsignor Audo, Libano, Iraq, Famiglie povere, caritas cattolica, cecchini e sequestri di persona in Siria, Cafod  Siria – Noi cristiani viviamo nella paura La nostra fede è in […]

    Siria: La Guerra delle Falsità Occidentali e dell’Indifferenza – Muoviamoci!

    Siria: La Guerra delle Falsità Occidentali e dell’Indifferenza – Muoviamoci!

    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Esteri, Siria, Aleppo, Guerra Civile, Bambini soldato, Persecuzioni, il volto della guerra, Povertà, Morte, Distruzion, Caritas Siria, Agenzia vaticana Fides, Cristiani perseguitati, Monsignor Antoine Audo  Aleppo: Bambini Soldato e Cristiani in Fuga. Una città sfigurata La denuncia straziante del vescovo della città: "Qui si muore di […]

    Oltre l’Africa – Iper Immigrazione: il Piano Criminale per Terzomondializzare Europa e Medioriente

    Oltre l’Africa – Iper Immigrazione: il Piano Criminale per Terzomondializzare Europa e Medioriente

    Sabato, Marzo 29th/ 2014 – Redazione Qui Europa / Video Poeta in Azione / Nero Italico – Nuovi sbarchi a Lampedusa e in Sicilia, Medioriente, corno d'Africa, Siria, esodo forzato, Libia, iper immigrazione indotta, Piano Kalergi, Poetainazione, Giovanni Buonvicino  Oltre l'Africa – Iper-Immigrazione: il Piano Criminale per Terzomondializzare Europa e Medioriente Nuova impressionante ondata di sbarchi in Sicilia: cosa dobbiamo sapere, […]

    Europee 2014 – Tutti pronti a Non Votare!

    Europee 2014 – Tutti pronti a Non Votare!

    Giovedì, Aprile 17th/ 2014  – di Vincenzo Mannello e Sergio Basile – Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Europa, Unione europea, Parlamento europeo, Vincenzo Mannello, Redazione Quieuropa, Crosetto Meloni, Beppe Grillo, europeismo, anti-politica, dissenso controllato, falsi profeti dell'europeismo contemporaneo, Piano Kalergi, Piano Delors, 25 maggio non votare, non legittimare il sistema bancario usurocratico, Marine Le Pen, […]

    Siria – Padre Daniel: un ringraziamento per la vostra condivisione

    Siria – Padre Daniel: un ringraziamento per la vostra condivisione

    Lunedì, Marzo 24th/ 2014 – di Padre Daniel Maes, Siria  – Siria, Padre Daniel Maes, Corano, terroristi, integralisti islamici, vita vissuta in Siria, esperienza di Padre Daniel Maes, acathist, Ave Maria  Siria – Padre Daniel: un ringraziamento per la vostra condivisione Il religioso: vi racconto quello che abbiamo vissuto in questi mesi  Un musulmano incerca […]

    Le Suore Trappiste dalla Siria – Una Storia Vera

    Le Suore Trappiste dalla Siria – Una Storia Vera

    Sabato, Marzo 15th/ 2014 – Testimonianza delle Sorelle Trappiste dalla Siria  – Testimonianza delle sorelle trappiste dalla Siria, Siria, Redazione Ora Prosiria, Suore Trappiste siriane, La nostra Primavera, Una storia vera che si ripete da duemila anni, Civili uccisi a sangue freddo, Redazione Qui Europa, Sto facendo una cosa nuova, proprio ora germoglia, dov'è finita Ginevra?, Aeroporto […]

    Raccogliendo Aglio e Cipolle

    Raccogliendo Aglio e Cipolle

    Mercoledì, Marzo 5th/ 2014 – di Padre Daniel Maes, Siria  – Siria, Padre Daniel Maes, Grandi potenze internazionali, milizie esterne alla Siria, Raccogliendo pane e cipolle, potere grandi potenze mondiali, mondialismo, manipolazione dello stesso potere mondiale, Mar Yakub, Siria, abbiamo cambiato quattro volte nascondiglio, siamo diventati più uniti, abbiamo imparato il rispetto reciproco, Durante le battaglie  […]

    Speciale Siria – Straordinaria Testimonianza di Padre Maes, sul NWO nel Paese culla del Cristianesimo

    Speciale Siria – Straordinaria Testimonianza di Padre Maes, sul NWO nel Paese culla del Cristianesimo

    Lunedì, Agosto 19th/ 2013 – Straordinaria Testimonianza oculare di Padre Daniel Maes, Siria –   Redazione Qui Europa Siria, Aleppo, Cristiani, Persecuzione contro i cristiani, complotto massonico, Padre Daniel Maes, Straordinaria testimonianza di Padre Maes, Homs, Damasco, Bashar Al Assad, Guerra occidentale contro la Siria, La Resistenza del Grande Popolo Siriano, 6000 profughi al giorno e minorenni […]

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di MontecitorioMa tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesinache i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristicoIn realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolariL’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volteE l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europeeIn realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

     

  • Europei 2012: un calcio a Democrazia e Diritti?

    Europei 2012: un calcio a Democrazia e Diritti?

    Venerdì, Giugno 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione europea / Polonia / Ucraina / Varsavia / Kiev / Kharkiv / Europei 2012 / Calcio / Odio / Razzismo / Prostituzione / Diritti Umani / Rischio aids / Democrazia / Commissione Ue / Gas / Arresto Timoschenko / Mattanza di cani / Ucraina – Russia / Stadi dell’odio / Hiv / BBc / Chris Roger / Barroso / Timoschenko 

    Europei 2012:  un calcio alla democrazia

    e al rispetto dei diritti umani?

    Euro 2012 – Polonia e Ucraina pronte per il fischio

    di inizio, ma sono in molti a storcere il naso

    Odio, razzismo e prostituzione accompagnano lo sport

    Autogol – Euro 2012: un calcio alla democrazia e al rispetto dei diritti umani

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Kiev, Varsavia – Si parte, si accendono le luci su Ucraina e Polonia per l’inizio dei campionati Europei di calcio: bandiere di ogni nazione sventolano e le città si colorano di tifosi, si animano di spirito sportivo e di giusto agonismo. Tutto il rumore che avvolge gli stati ospitanti serve a coprire, però, il silenzio calato su situazioni più drammatiche e pesanti. Il salto di qualità dal punto di vista delle infrastrutture e delle vie di comunicazione compiuto da Kiev e Varsavia, grazie all’organizzazione del Campionato Europeo di calcio 2012, è di certo lodevole: meno lo è stata la vergognosa e crudele mattanza di migliaia di cani che ha preceduto tutto il resto, al fine – dichiarato – di voler "bonificare la zona".

      Diritti umani da "cani"?  

    Purtroppo non si può dire altrettanto del mondo politico e della democrazia: la condanna a 7 anni di carcere dell’ex premier, Yulia Timoschenko, per abuso di potere, piomba come un macigno sull’Ucraina e accende forti polemiche, destinate comunque ad essere considerate di secondo piano rispetto all’evento sportivo dell’anno. Come abbiamo già riportato noi di "Qui Europa" in articoli precedenti, la Timoschenko è stata condannata, nell’ottobre scorso,  per un presunto e controverso accordo stipulato, nel 2009, con la Russia di Putin, senza preventiva consultazione del governo ucraino, e riguardante importanti forniture di gas acquistate, secondo gli oppositori politici dell’ex primo ministro, a prezzi svantaggiosi per Kiev. E’ proprio la questione del gas ad accendere gli animi: il paese ucraino acquista le forniture dagli Stati Uniti, che offrono prezzi inferiori rispetto a Mosca, probabilmente anche per evitare di sentirsi ancora un’appendice della Russia. “Ma l’Ucraina – come abbiamo sottolineato più volte – nella detenzione della rappresentante politica ha sbagliato tutto: sono stati denunciati, infatti, maltrattamenti e percosse che la Timoschenko avrebbe subìto in cella, terminati con il trasferimento della donna presso l’ospedale di Kharkiv, avvenuto il 9 maggio scorso.

      Euro 2012 – Barroso e i suoi non ci saranno  

    Ucraina, quindi, indisciplinata per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, obiettivo da sempre rincorso – almeno stando ai proclami ed ai milioni di euro spesi in vari progetti finanziati da Barroso & Co – da tutta l’Unione europea e, per altro, sottoscritto anche da Kiev”. Per questo motivo, né lo stesso presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, né i commissari, né i ministri dei governi francese e britannico saranno presenti alle partite e alle cerimonie ufficiali che si terranno in Ucraina.

     Euro 2012 tra razzismo, malcostume, prostituzione e rischio aids 

    Ma, evidentemente, Timoschenko a parte, i problemi di Kiev e, questa volta, anche di Varsavia, non finiscono qui: razzismo e sfruttamento della prostituzione sembrano essere fenomeni all’ordine del giorno per i paesi che ospiteranno, a partire da oggi, i “colleghi” di tutta Europa. Un reporter della Bbc, Chris Roger, ha denunciato quanto accaduto in quelli che lui stesso ha definito “stadi dell’odio”: saluti nazisti e versi scimmieschi nei confronti di calciatori di colore, pestaggi di studenti asiatici avvenuti a Kharkiv e, come se non bastasse, molte associazioni hanno lanciato l’allarme “prostituzione”. Secondo le voci pervenute nelle scorse ore dal teatro dei fatti, riportate da molteplici osservatori internazionali, tra le 52.000 e 83.000 donne si rendono protagoniste della mercificazione del corpo e lavorano per “l’industria del sesso a pagamento” e tra loro il 24% risulta sieropositivo.

      Euro 2012 – Attenzione agli autogol!  

    Dati allarmanti che rivelano la concretizzazione di un mancato e nullo rispetto della dignità della persona. Nello spettacolo sportivo del calcio, che richiama milioni e milioni di tifosi da ogni angolo del Vecchio Continente e non solo, ci auguriamo che a siglare il gol più bello siano la democrazia, il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona e che l’unica bandiera che possa sventolare sia quella della libertà, la sola che non ha colori sociali ma che accomuna tutti! In bocca al lupo a tutta l’Europa, ma attenzione agli autogol!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)