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  • Oltre Berlusconi – Art.138, il Vero Dramma del Momento, Occultato dai Media

    Oltre Berlusconi – Art.138, il Vero Dramma del Momento, Occultato dai Media

    Venerdì, Agosto 2nd/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile-

    Calcio, Italia, Usa, Germania, Francia, Regno Unito, Roma, Silvio Berlusconi, Enrico Letta, Mostro di Cleveland, Mariano Rajoy, Ariel Castro,  Condanna, Cassazione, Stampa internazionale, Piero Calamandrei, Costituzione, principi fondamentali, Assemblea Costituente, Parlamento, articolo 138, Mario Monti, Palazzo Chigi, Bild, Figaro, Guardian, New York Times, El Pais, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Mediaset, Arcore, Goldman Sachs 

    Oltre Berlusconi – L'Art. 138 e il Vero

    Dramma del Momento, occultato

    dai Media di Regime

    – Una Condanna – che forse mai sarà scontata

    davvero – monopolizza la scena a livello

    nazionale ed internazionale.

    – Silenzio assoluto, invece, sull'ultimo colpo

    al cuore delle istituzioni: la definitiva

    morte della Costituzione Italiana

    – Ecco come Letta in combutta con gli uomini del

    Cavaliere e l'allegra brigata europeista sta

    uccidendo definitivamente la Costituzione

    trasformandoci per sempre in un feudo

    di Bruxelles

    – In allegato il video con il celebre discorso sulla 

    Costituzione e la Dignità amana di Calamandrei:

    "Una Domacrazia in cui non ci sia questa

    Uguaglianza di fatto è puramente Formale"

     

    L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

     Gli Occhi del Mondo…                                                                                               

    Roma, Milano, New York, Berlino, Parigi, Madrid – Qual è l'argomento del giorno in Italia? E soprattutto, cosa i media internazionali dicono oggi dell'Italia? Beh, la seconda notizia maggiore sembra riguardare non i morti di Siria e il ruolo dell'Italia, o roba del genere… ma piuttosto il mondo del calcio e il nuovo campionato di serie A. La prima – in assoluto – "ovviamente" è quella della pseudo-condanna, a 4 anni, inflitta a Silvio Berlusconi, ed alle macchiette da avanspettacolo legate alle presunte promesse non mantenute di "dimissioni dei suoi fedelissimi" in caso di sentenza di condanna. Vassalli del feudatario di Arcore che ora addirittura (come fanno i serpenti stagionalmente) pensano a mutare e mutarsi in "Forza Italia": come se ciò potesse cambiare qualcosa! Patetici! Ma chiacchiere e pettegolezzi a parte i problemi, come vedremo, sono altri e terribili…

     L'Italia e il caso Berlusconi visti dal Mondo mediatico internazionale   

    D'altra parte i media internazionali hanno dato ampio risalto alla notizia sulla condanna di Super-Silvio. Ecco alcuni esempi, in una raccolta/rassegna dei titoli di prima pagina di alcuni dei più noti giornali e tabloid internazionali:  Bbc ("Confermata la condanna al carcere per Berlusconi"); Le Monde e Le Figaro ("Pena del carcere confermata dalla cassazione"); Guardian ("Berlusconi non ha più scappatoie legali"); El Pais (che, immediatamente sotto la notizia dele "disavventure" fiscali del premier Mariano Rajoy, parla di "Cavaliere davanti alla giustizia"); Die Welt ("Sentenza dalla portata storica"); Bild ("Un anno ai domiciliari per Berlusconi": specificando, tuttavia, il fatto che l'interdizione dai pubblici uffici sarà ridefinita e chiedendosi se per caso l'ex Premier ora dovrà effettivamente andare in galera. La risposta autoprodotta dallo stesso quotidiano è chiara e forte: "NO!". NO ovviamente! E ciò a causa della sua età. Il Berlusca, dunque potrà fare richiesta di arresti domiciliari. Degni di nota anche i titoloni "breaking news" dei quotidiani economici Wall Street Journal e Financial Times. Prima pagina "meritata", ovviamente, anche per France Presse, Reuters e New York Times. 

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

      Bild – Idee chiare!                                                                                                      

    In tal senso, a conti fatti, la Bild sembra avere le idee più chiare di tutti, avendo compreso che in realtà si tratti di una pura questione formale e non assolutamente sostanziale. Ma La Bild, non esaurisce qui il suo commento, ricamandoci su con toni davvero ironici e spassosi. Per il tabloid tedesco, infatti "Berlusconi ha solo in Italia 20 diverse residenze tra cui scegliere, tra cui la sua villa sarda con un parco enorme. Una casa allestita in maniera tanto boriosa – nota la Bild – come il ranch di Michael Jackson Neverland". Come dare torto al tabloid teutonico? 

      Il Vero Dramma di cui nessuno parla…                                                             

    Ad essere morbidi – curiosamente – solo state e sono le grandi tv statunitensi, concentrate sull'ergastolo ai danni di Ariel Castro, il mostro di Cleveland. Sarà forse perchè Mediaset è controllata in buona percentuale dal colosso bancario-finanziario made in Usa, Goldman Sachs? Che dite? Fatto sta che del vero dramma del momento (l'ennesimo della lunga serie) nessuno parla, in questa sorta di grande opera di distrazione di massa che va avanti da giorni e giorni. Qualcuno sta assestando il colpo finale al cuore delle istituzioni nell'indifferenza più totale. indifferenza dimostrata da chi, per contro, sarebbe chiamato, per statuto e vocazione, a vigilare: la stampa. Ma non si tratta di un attacco marginale, ma addirittura di un golpe istituzionale senza precedenti nella storia della "Repubblica". Un attacco al cuore ed ai polmoni della Costituzione, la madre di tutte le leggi. Ma di questo curiosamente – ribadiamo – non parla nessuno. Ancora una volta, nel bene o nel male Berlusconi e il "Dio Calcio" monopolizzano la situazione e l'estate degli Italiani, tra un tuffo e l'altro. Ma vediamo, di quale male stiamo morendo proprio in queste drammatiche ore! E lo vediamo entrando, finalmente, nel vivo del discorso (quello che ci interessa davvero) con una citazione di Piero Calamandrei.

    Attacco al Cuore della Costituzione - Art. 138 - Governo Letta

     Calamandrei e la Costituzione                                                                              

    In un discorso tenuto nel Capoluogo Meneghino nel 1955 Piero Calamandrei, giornalista, giurista, politico, scrittore, poeta e docente universitario definì così la Costituzione: "Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione". La Costituzione è la legge più importante in Italia. È  il patto fra i cittadini e lo Stato e indica le linee guida e i valori fondamentali con cui deve essere organizzata la cosa comune. È per questo motivo che la Costituzione è destinata a durare nel tempo. Ma la Costituzione, per poter essere efficace, deve poter essere adeguata alle nuove esigenze. Tale possibilità non è stata trascurata dai padri costituzionalisti i quali hanno previsto che le modifiche dovevano seguire le procedure definite dall'art.138 della Costituzione. Per questo motivo le modifiche da apportare devono seguire un iter particolare. L’articolo 138 della Costituzione, quindi, stabilisce quali sono le modalità per modificare parti della Costituzione. 

     L'Ultima pugnalata tecnica                                                                                     

    Ciò anche al fine di tutelare il rispetto dei Principi fondamentali contenuti nella Costituzione italiana. Capisaldi e pilastri come il "Principio Personalista", il "Principio di Laicità", il "Principio Pluralista", il "Principio Lavorista", il "Principio Democratico", il "Principio di Uguaglianza", quello "Solidarista"; "Dell’unità e Indivisibilità della Repubblica"; "Autonomista"; "Internazionalista" e "Pacifista". Già scorrendo l’elenco dei Principi (con la P maiuscola) su cui si basa la Costituzione vengono i brividi se si ripensa a ciò che gli ultimi governi hanno fatto in barba a quanto avevano previsto i saggi dell’Assemblea Costituente. Ad esempio durante l’ultimo governo, che pure era un governo tecnico, la Costituzione è stata attaccata – pardon “modificata” più di una volta (si pensi al Fiscal Compact, ad esempio). E, non contento di quanto fatto dal suo predecessore, il nuovo governo ha proposto di fare ancora di più. Già qualche tempo fa avevamo notato come, stranamente, il nuovo governo, per alcune misure aveva deciso di far riscorso alla Commissione dei Saggi e ad un iter lungo e farraginoso (Vedi articoli in allegato), mentre per altre (come nel caso della legge sui finanziamenti pubblici ai partiti o nel caso della decisione sugli armamenti) aveva pensato bene di procedere in modo più spedito.

    Attacco al Cuore della Costituzione - Art. 138 - Governo Letta

     Il Feudo                                                                                                                          

    Ora il governo ha deciso di fare un passo avanti nel processo di riduzione del potere del Parlamento a favore del potere di chi governa. L'Italia, in pratica, si trasforma ogni giorno di più da pseudo "Repubblica-Democratica" a Feudo di Bruxelles. Nei giorni scorsi, in tal senso, è stato presentata una proposta che avrebbe dovuto lasciare gli Italiani a bocca aperta. Il governo ha proposto di modificare la Costituzione e di adattarla più “velocemente” alle esigenze dei singoli governi partendo proprio dall’articolo 138.

     Attacco all'Art. 138 – ll Cuore della Costituzione                                            

    Come dire per cambiare “le regole” più facilmente, cambiamo “la regola” che dice “come cambiare le regole”! In altre parole, il governo Letta ha proposto di approvare una legge costituzionale che intende cambiare le modalità che regolano le norme della sua modifica. Trascurando il principio secondo il quale una simile modifica non può in nessun modo evitare di percorrere l’iter previsto proprio dallo stesso Articolo 138 (che è stato pensato dai Padri Costituzionalisti proprio per evitare simili “stratagemmi”). Forse qualcuno ricorderà il modo utilizzato dal predecessore del sig. Letta, il sig. Monti quando, dopo aver proposto e fatto approvare una tassa come l’IMU (anche questa, pare, in violazione della Costituzione e non una, ma ben tre volte) disse, per sedare gli animi che tale forma di tassazione sarebbe stata valida solo “una tantum” (salvo poi confermare che parte di questi soldi avrebbero continuato ad andare allo Stato e non alle amministrazioni locali, violando in questo modo le procedure previste dalla legge). Ebbene pare che la strategia dell’ ”una tantum“ sia piaciuta al sig. Letta, il quale ha detto che questa modifica sarebbe solo “una tantum”.

    Berlusconi Condannato - Letta Ammazza l'Art. 138 Costituzione

     Sempre in Agosto                                                                                                        

    Dunque, riassumendo, il nuovo governo vorrebbe cambiare la legge che dice come cambiare la legge che è alla base di tutte le leggi, ma di volerlo fare solo “una tantum”. Cioè per il tempo a lui necessario per apportare le modifiche alla stessa Costituzione. Infatti secondo un comunicato ufficiale rilasciato da Palazzo Chigi: “Il Comitato (che sta occupandosi della modifica dell’art. 138 della Costituzione, n.d.r.) dovrà esaminare i progetti di revisione dei Titoli I, II, III e V della parte Seconda della Costituzione che riguardano le materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo”.  In altre parole la modifica “una tantum” della Costituzione servirebbe al governo per  portare a termine un piano ben più ingegnoso di modifica radicale della Costituzione in senso autoritario e presidenzialista (tentativo peraltro già fallito nel 2006 quando, con un referendum, fu respinto il “premierato” proposto da Berlusconi). Forse sarebbe bene che gli Italiani si rendessero conto del fatto che, mentre molti di loro sono al mare o chiacchierano del prossimo calendario di serie A (non a caso certe leggi escono sempre nel mese di Agosto), chi è al governo sta cercando di modificare lo Stato e, per farlo, vuole cambiare le regole previste dalla stessa Costituzione per essere cambiata… A chi gli chiedesse cos’è la Costituzione non so cosa risponderebbe oggi Calamandrei. Ma oggi sotto gli ombrelloni probabilmante si chiacchiererà ancora sulla cosiddetta "condanna" di Berlusconi. Una condanna che probabilmente non verrà mai scontata davvero! Ed i presupposti ci sono tutti.

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      video e Articoli in Allegato  – Approfondimenti                                                                      
     

    Qui Europa – ART. 138 IN FIAMME – ATTACCO AL CUORE DELLA COSTITUZIONE
    – ATTACCO ALLA NAZIONE SENZA PRECEDENTI – MA I MEDIA TACCIONO
    – ASCOLTIAMO QUESTO CELEBRE DISCORSO, PER NON DIMENTICARE

     
     
    Qui Europa – PROCESSO MEDIASET – LETTURA DELLA SENTENZA CONTRO SILVIO BERLUSCONI
    –https://www.youtube.com/watch?v=2at2L7e8nUQ

     

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      Per non Dimenticare – Approfondimenti                                                                                 

     Memoria Corta                                                                                             

     

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    Domenica,  Giugno 9th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Presidente del Consiglio, Enrico Letta, saggi, Emma Bonino, Parlamento, Francesco D’Onofrio, Mario Monti, Camera dei Deputati, riforme istituzionali, Nadia Urbinati  I Saggi della Terza Repubblica, nella Terza Roma Mazziniana L'Apologia del Tecnicismo… dietro la scusa che la Democrazia è inaffidabile – Così Governo e Parlamento si sono definitivamente […]

    Il Buon Giorno si vede dal Mattino

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    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – di C. Alessandro Mauceri  – Italia, Monti, Presidente della Repubblica, Napolitano, Bersani, Bilderberg, Trilaterale, Aspen, Letta,  finanziamento pubblico ai partiti,  referendum, “contributo per le spese elettorali”, entrate tributarie IRE  Il Buon Giorno si vede dal Mattino La Truffa del Disegno di Legge per l'abolizione del Finanziamento pubblico ai Partiti. Ecco cosa c'è davvero […]

    Il Fallimento della Repubblica Italiana: l’Obiettivo dei profeti degli Stati Uniti d’Europa

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    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – L'Editoriale di Maria Bianchi  – Italia, repubblica Italiana, Andrea Riccardi,  Mario Monti, Festa della Repubblica, Massoneria Internazionale, Bilderberg Club, poteri Forti, James Gregor, Nuovo Ordine Mondiale, Garibaldi, Spedizione dei Mille, Distruzione dell'identità nazionale, Affossamento del Sud Italia, Regno Sabaudo, Privatizzazione della Banca d'Italia, Svendita della Sovranità Nazionale, Sovranità Monetaria, BCE, Colonialismo […]

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

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    Lunedì, Giugno 3rd/2013 – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Europa,  Statuto per l’Autonomia, art.37, Monti, Unione Europea, Eurobond, Grecia, Cipro, Two pack. Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff,  “Growth in a Time of Debt”, Riccardo Sanna, Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione" Italiani, Popolo di… Dormiglioni  Ma […]

    Italiani, popolo di po…veri

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    Lunedì,  Aprile 1st/ 2013  – di C.Alessandro Mauceri – Italia, Bel Paese , Thompson Reuters/Datastrea, patrimonio, Edmund Stoiber, Csu, Istituto tedesco per la ricerca economica, Cipro, Germania, Confcommercio, Istat, Misery index Confcommercio, Banca centrale europea, «distribuzione del patrimonio», Cipro, coefficiente di GINI, distribuzione del reddito, Trilussa, Deutsche Institut Fur Wirtschaftsforschung    Italiani, popolo di po…veri Le ultime impresentabili tesi […]

    Dittatura 3.0 – L’Italia dei Soviet, dei Commissariamenti e dei Gamberi

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    Venerdì,  Maggio 31st/ 2013  – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri – Enrico Letta, L.675/1996, Accordi di Schengen, privacy Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, decreto legislativo n.196/2003, Testo unico sulla privacy, direttiva 95/46/CE, tutela dei dati personali, Monti, Dl 201 del 2011, Garante della Privacy, Agenzia delle Entrate, Anagrafe Tributaria, Unione Europea, Ecofin, Michael Noonan, Grande Fratello, […]

    Orgoglio Del Vecchio – Il Fondatore di Luxottica attacca il Sistema Bancario

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    Lunedì, Aprile 15th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Leonardo Del Vecchio, Luxottica, Sistema bancario internazionale, Unione Europea, Assicurazioni Generali, Ray-Ban, Persol, Oakley, Partito Democratico, Popolo Della Libertà, Lega Nord, Recessione, Italia, Francesco Profumo, Credito Italiano, Avantgarde, Unicredit, Telecom, Equitalia   Storia di Leonardo Del Vecchio – Il Padre di Luxottica attacca il sistema bancario: ''Così non si va da nessuna […]

    Università – Italia Maglia Nera. Le Promesse di Maastricht: “Ue area più competitiva al Mondo entro il 2010″

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    Sabato,  Aprile 13rd/ 2013  – di Sergio Basile – Unione europea, istruzione, formazione, cultura, scuola, università, abbandono degli studi, Mario Monti, Elsa Fornero, Francesco profumo, Corrado Passera, Spagna, Eurozona, Trattato di Maastricht, 1992, Romania, Bulgaria, Grecia, Schiavi sottomessi, Dati Eurostat, Ringraziamenti particolari, Zona più competitiva al mondo, terzomondializzazione dell'Europa, Terzomondializzazione dell'Italia, politiche per la Famiglia,  Università: […]

    Italia – Commissariamento dietro l’angolo: l’Ultimatum di Bruxelles

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    Mercoledì,  Aprile 3rd/ 2013  – di Vincenzo Folino e Sergio Basile – Ue, Deficit, Commissione europea, Olivier Bailly, Spagna, Portogallo, Francia, Olli Rehn, Eurostat, MES, Fiscal Compact, Eurostat, Affari Economici e Monetari, Eurozona, Palazzo Chigi  Italia – Commissariamento dietro l'angolo: l'ultimatum di Bruxelles  Debtocracy – Dalla Commissione Europea, proroghe solo per Francia, Portogallo e Spagna Italia sulla scia […]

    Governo Letta, Eurocasta, Sindacati: Sai Trovare le Differenze?

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    Venerdì,  Maggio 3rd/ 2013  – di Sergio Basile – 1 Maggio, Enrico Letta, Unione europea, Italia, Manuel Barroso, Herman Van Rompuy, Sindacati, Susanna Camusso, Terzomondializzazione dell'Italia, Perugia, Torino, Roma, Bruxelles, MES, Fondo Salva Stati Permanente, Ammazza Stati, Patto di Stabilità, Bufala del debito pubblico, Abolizione dello stato sociale, Abolizione del Diritto di sciopero, Abolizione delle pensioni, […]

    Vertice Ue – Dittatura Bancaria Unica, Vicina…E la spacciano per un Miracolo!

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    Venerdì, Giugno 28th/ 2013   – di Sergio Basile – Ecofin, Unione Bancaria, Euro gabbia, Eurogabbia, Stati Uniti d'Europa, Olli Rehn, Enrico Letta, Fabrizio Saccomanni, Conti correnti, metodo Cipro, Salvataggio delle banche in Difficoltà, Trattato di Lisbona, Pierre Moscovici, Manuel Barroso, Basilea 3, credit crunch, Crisi Indotta, Euro, Rating, Agenzie di rating, Spread, MES, ESM, Riserva Frazionaria, […]

    Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record

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    Giovedì, Maggio 2nd/2013 – di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto – Europa , Italia , Crisi economica, Stato sociale, Stato assassino, Suicidi, Suicidio sociale, Famiglia, Aborti, Interruzione di Gravidanza , Dignità umana, Rispetto diritti fondamentali, Etica, Società, Indifferenza delle istituzioni, Politica  Aborti e Suicidi Record – Vittime della Pseudo-Crisi, dello Stato Assassino!  Suicidi e borti in […]

    Il Cerchio Magico e il Golpe di Enrico Letta

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    Mercoledì, Maggio 1st/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Giorgio Napolitano, Enrico Letta, Aspen Institute, Fondo Monetario Internazionale, Europa, EU, Aldo Moro, Anni'70, Impero capitalistico, Neoliberalismo, Rockfeller Fund, Ford Fundation, Henry Kissinger , Angela Merkel, Mariano Rajoy, Francois Hollande, Piano Kalergi, Silvio Berlusconi  Il Cerchio Magico e il Golpe di Enrico Letta Disintegrazione della sovranità […]

    Deriva Mondialista Italia: Cambiare tutto per non cambiare nulla!

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    Venerdì,  Aprile 26th/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri e Sergio Basile – Monti, Bilderberg, Trilaterale, Aspen, Imposimato, Giorgio Napolitano, Enrico Letta, Aspen Institute Italy,  Fisichella, Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione    Deriva Italia: Cambiare tutto per non cambiare nulla!  Ebbene sì, è Successo Ancora! La bestia apocalittica della Trilateral ha partorito un altro eletto   […]

    Gli Impresentabili Risultati “Semi-Seri” di Letta, dopo i Vertici con i padroni euro-anglofoni

    Gli Impresentabili Risultati “Semi-Seri” di Letta, dopo i Vertici con i padroni euro-anglofoni

    Lunedì, Luglio 8th/ 2013 – di Gerardo Campagna –  Europa, Enrico Letta, Aumento del prezzo del Petrolio, Masochismo, Borse e Mercati, NATO, Libia, Barili di petrolio, Dollato, Commissione Trilaterale, Saccomanni, BCE, Barack Obama, Mario Draghi, Propaganda governativa, Bugie mediatiche, Decreto del FARE, Tasse  Gli Impresentabili Risultati "Semi-Seri" di Letta, dopo i Vertici con i padroni  euro-anglofoni L'impegno […]

     

  • Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non si placano i fermenti di protesta. Ma sappiamo davvero tutto?

    Mercoledì, Luglio 17th/ 2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Mubarak, Mohamed Morsi, Rivoluzione dei Gelsomini, Ben Ali, Rojoy, Plamen Oresharski, Homo politicus, Luciano Canfora, Brežnev, Avaaz, otpor, Milosevic, Occupy Wall Street, Nuovo Ordine Mondiale, Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Europa, Medioriente, Osservatorio Qui Europa, Panorama 

    Usa, Europa, Medioriente, Africa – non

    si placano i fermenti di protesta.

    Ma sappiamo davvero tutto?

    Perchè la Maggior parte delle proteste avviene

    nei cosiddetti paesi democratici?

    L'Involuzione Sostanziale dell'Homo Politicus e il

    fattore "Ordo ab Chao"

     

    di C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

      La protesta, sotto le Piramidi. Oggi come ieri                                                  

    Roma – Le notizie che ci pervengono nelle ultime ore dalle regioni italiane, dal Medioriente, dall'Africa e dal resto dell'Europa non sono troppo confortevoli, per usare un eufemismo. Proteste ovunque! Specie – per quel che ci riguarda, forse, più da vicino – in Italia ed Europa, e soprattutto dopo la notizia dell'ultim'ora secondo la quale l'inflazione nell'Eurozona sarebbe salita all'1,6%, con effetti a catena catastrofici per l'Italia: il Paese al mondo che paga più tasse (a fronte di zero servizi – vedi pareggio di bilancio inserito nella Costituzione) e con un livello record (a livello continentale) per quanto attiene ai costi di energia e carburanti. Ormai si spende più per rifornire l'auto, che – ad esempio – per l'approvvigionamento mensile di "carne" per la propria famiglia. Ad ogni latitudine e longitudine, dunque, le proteste si intensificano. Qualcuno potrebbe obiettare: "nulla di nuovo sotto il Sole!" E non avrebbe assolutamente torto! D'altronde è interessante osservare come la prima forma di protesta popolare documentata sia da far risalire ai tempi dell’antico Egitto. Durante la costruzione di una delle piramidi che oggi sono diventate uno dei simboli del Paese nordafricano, i lavoratori (non schiavi come ancora qualcuno pensa, ma artigiani) stanchi delle condizioni di vita e del ritardo dei pagamenti, decisero di sospendere la costruzione. "Niente grano per il pane, niente orzo per la birra: e allora niente lavoro". La loro azione fu storica non solo perché era la prima forma di protesta organizzata per ragioni legate alle condizioni di vita, ma perché dei “comuni” mortali avevano deciso di manifestare contro il faraone, ovvero contro un dio in terra. Sono passati molti millenni e oggi, in quasi tutte le parti del mondo, c’è qualcuno che protesta, più o meno a ragione, più o meno in maniera trasparente e verace. Le ragioni della protesta sono diverse. In Egitto il moto di protesta popolare, tra mille ombre, era nato contro il regime del presidente Mubarak, ma oggi (dopo la morte del presunto tiranno) si è protestato e si protesta ancora contro l'ex neo-eletto presidente, Mohamed Morsi. Nella vicina Tunisia, la controversa Rivoluzione dei Gelsomini anche questa nata (apparentemente) per liberarsi di Ben Ali, cacciato e tacciato come despota, dopo la sua fuga non è cessata. Anzi pare che con il passare del tempo si sia ramificata e inasprita.

    Otpor

     Un Nuovo Dis..Ordine Mondiale                                                                           

    Anche in Europa, le notizie concernenti forme di protesta più o meno violente, sebbene cautamente ovattate dai media, non hanno potuto fare a meno di riempire le prime pagine dei giornali. Prima la protesta e il malcontento (peraltro mai cessati) in Grecia, poi la Spagna con le manifestazioni di protesta che hanno accompagnato l’ultimo scandalo per la presunta corruzione del premier Rajoy.  Quindi in Romania dove da più di un mese ormai si protesta per chiedere le dimissioni del primo ministro Plamen Oresharski denunciando la corruzione della classe politica che favorisce un’oligarchia economica di cui, secondo i dimostranti, fa parte il controverso uomo d’affari nominato direttore dei servizi segreti. La nomina – che poi è stata revocata – ha scatenato una mobilitazione pressocché generale. E poi in Portogallo. Anche in Brasile il malumore non ha mancato di trasformarsi in protesta, e per di più violenta. Infatti, è stato necessario un mese di scontri, per i dissidenti brasiliani, per costringere il presidente Dilma Rousseff a concedere misure per migliorare le condizioni di vita del Paese.

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

     Perchè la maggior Parte delle proteste avviene nei Paesi democratici?  

    E la lista delle proteste sarebbe lunga e coprirebbe tutti i continenti (basti pensare a ciò che avviene in Siria o in altri Paesi dove la cosiddetta e presunta "rivolta" è sfociata in guerriglia urbana). Qualcuno parla di "guerra civile", o almeno così vorrebbero farci credere. Ma la verità, come documentato finora da Qui Europa in oltre 400 articoli dedicati alla Siria, è ben altra. Eppure pochi si sono chiesti il perché di tutte queste rivolte. Come mai in un mondo così “moderno” e “politicamente corretto” la popolazione insorge? Rammentiamo, infatti, che la maggior parte delle forme di protesta oggi presenti al mondo avviene in Paesi “democratici”. Anche se per motivi e ragioni diverse.

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     Il Panorama… della Superficialità                                                                         

    C’è stato chi, come la rivista Panorama, nel tentativo di spiegare questo fenomeno ha detto che viviamo una “stagione della protesta”, o forse che “sentiamo il bisogno di essere governati bene”, o che “sappiamo molte più cose” e che abbiamo “regimi meno violenti” e attraversiamo una fase di “cambiamenti epocali”. Tutte motivazioni a prima vista vere, ma a riflettere bene, anche un pò superficiali. Non si capisce cosa voglia dire “stagione della protesta”. Forse che si scende in piazza e si rischia la propria vita e la vita dei propri familiari, lo fa per un mero spirito di emulazione? O forse che – chi protesta ad esempio, contro la TAV o contro il MUOS – lo fa per imitare le proteste in altre parti del mondo o perché vede il vicino di casa protestare? 

    Otpor - Erdogan - Turkey

     Dietro il paravento della Democrazia                                                                    

    Anche il “bisogno di essere governati bene” sembra una motivazione poco realistica. Non si può dire che chi ha governato la maggior parte dei Paesi del mondo, nell’ultimo secolo, lo abbia sempre fatto bene. Anzi! L’ultimo secolo della storia italiana e del mondo è stato caratterizzato da forme di protesta estrema che, talvolta – come noto – hanno finito per toccare il limite della rivolta. E tutte queste proteste sono nate dal bisogno di essere “governati bene”. Bisogno sentito e manifestato. Quanto ai regimi meno violenti, non sembra che le rivolte manifestatesi in questi ultimi anni siano state accettate dai regimi in modo meno violento: basti pensare a come è stata sedata la rivolta in Turchia o alla violenza e alla durezza manifestata dagli Stati Uniti nei confronti di chi aveva osato esprimere un’opinione diversa da quella “ufficiale” (vedi articoli in allegato). O a ciò che succede in altri Paesi dove la rivolta sembra essere diventata parte del DNA delle nuove generazioni, nate sotto il boato delle bombe. I cambiamenti epocali in realtà sembrano aver caratterizzato più settori come l’economia, il welfare, la politica. Quindi non sarebbero una causa delle rivolte. 

    otpor

     Involuzione Sostanziale                                                                                           

    Ma allora cos’è che, negli ultimi anni, ha scatenato nelle persone di tutto il mondo il bisogno di scendere in piazza? Forse la causa di queste proteste è da ricercare nei progressivi ed inesorabili cambiamenti (involuzione sostanziale) della classe politica che oggi governa la maggior parte dei Paesi del mondo. Fino ad alcuni decenni fa chi governava un Paese era visto, a torto o a ragione, come un “leader”. Ciò significa che chi lo aveva eletto, il popolo, riconosceva in lui la capacità di gestire della cosa comune e rispettava le sue scelte. Oggi, invece, non è più così. I politici spesso non vengono eletti, ma nominati. E anche nei rari casi in cui vengono eletti le pressioni esercitate dall’esterno per favorire la loro elezione sono tali da lasciare un segno profondo. Senza contare che i governi, ovvero chi dovrebbe essere incaricato di gestire la cosa comune, spesso sono composti da persone che non sono democraticamente “rappresentative” e che, quindi, difficilmente rispetteranno i desideri e i bisogni degli elettori. 

    Trilateral-Commission-Enrico-Letta

      L'Homo Politicus e le nuove consapevolezze degli ultimi                           

    Forse, allora, il malessere della gente è dovuto anche al fatto che, negli ultimi decenni, la popolazione si è resa conto del fatto che i nuovi esemplari di Homo Politicus, dopo essere saliti al potere, hanno curato esclusivamente ai propri interessi e mai agli interessi della gente o del Paese. E lo hanno fatto incuranti di peggiorare drasticamente le condizioni di vita della gente. Forse la causa di tutte (o quasi) queste proteste è da cercare nel fatto che la gente è diventata consapevole che chi governa non farà niente per migliorare la situazione di crisi o di disagio in cui versa la popolazione. E ciò o per incapacità (perché non è in grado di farlo) oppure per noncuranza (perché non vuole farlo) o, peggio, per scelta personale (perché ha preferito rinunciare alle priorità del Paese che è stato chiamato a gestire per favorire gli interessi di alcuni e di alcune élite più o meno occulte). 

    egitto - strategia otpor

     Il Fattore "Ordo ab Chao"                                                                                        

    La gente se n’è accorta. e allora ha deciso di scendere in piazza per protestare e per manifestare il proprio malessere e per chiedere, a volte in modo civile e democratico – altre volte in modo estremo – il proprio bisogno di cambiamento. Ma forse non è proprio tutto! C'è dell'altro! In poco tempo il popolo ha capito che gli strumenti che fino ad oggi aveva utilizzato per protestare (l’opposizione politica, i media, gli scioperi, le manifestazioni, di massa e altri) non erano ascoltati da chi governava solo per il proprio tornaconto. E quindi ha cercato di trovare un modo diverso per farsi sentire. Ma in tal frangente è entrato in gioco anche un altro fattore: il fattore "ordo ab chao". Il nuovo ordine del Fattore Caos.

    Femen - Le Prostitute del Nuovo Ordine Mondiale

     New World Order e contro-strategie del Sistema                                            

    In tal senso, infatti, ciò non toglie che lo stesso sistema abbia finito per cogliere la palla al balzo e per orientare e pilotare per il proprio tornaconto le proteste popolari in questione. E lo ha fatto probabilmente anticipando molte delle proteste di cui abbiamo detto, fomentandone strategicamente i focolai. Proprio come accadde in Serbia, al tempo di Milosevic, con l'organizzazione Otpor. I meccanismi sono molteplici: alleanze con gruppi islamici estremisti; ambigue organizzazioni filantropiche e pseudo-democratiche protese a rilanziare propagandisticamente presunte azioni popolari (vedi Avaaz e/o Femen) e organizzazioni dedite al rovesciamento pianificato dei governi scomodi al sistema. Vedi Otpor: organizzazione nata in Serbia negli Anni Novanta e responsabile delle cosiddette "Rivoluzioni Colorate", "Rivoluzioni dei Fiori" ed in segito delle ingannevoli "Primavere Arabe". Anche dietro "Occupy Wall Street" ci sarebbe il suo zampino mondialista e destabilizzante. Quale potrebbe essere, infatti, la miglior arma di legittimazione del potere e di convincimento di massa del sistema se non la creazione ad hoc di proteste e "pseudo movimenti di protesta" da far crescere e pilotare strategicamente? Quale miglior arma di distrazione e paralisi di massa? 

    Ordo Ab Chao - Il Nuovo Ordine dal caos

     Italia – Paese a Sovranità Controllata – Il Modello Brežnev                          

    In una recente intervista – per concludere con una nota sull'ex giardino felice d'Europa – lo storico Luciano Canfora ha detto che l’Italia di oggi è “un Paese a sovranità controllata, come si diceva dei Paesi-satellite dell’URSS ai tempi di Brežnev” . Chi era Brežnev? Beh, per chi non lo sapesse, fu un politico russo passato alla storia per la durezza con cui soffocò ogni opposizione, per avere quasi distrutto l’economia del Paese, per il fallimento del tentativo di risollevare l'agricoltura e per l’ostinazione nel perseguire la corsa agli armamenti pur in un momento di grave crisi economica. Canfora ha poi aggiunto: “Nel caso italiano, tuttavia, c’è una contraddizione latente tra le potenzialità, anche economiche e tecnologiche, del nostro Paese, e la condizione di minorità politica alla quale siamo ridotti”. La domanda a questo punto è: cosa accadrà quando gli Italiani si renderanno conto che chi li ha governati negli ultimi decenni (e ancora lo fa) ha fatto le proprie scelte non per il loro bene, ma per il proprio interesse, o con altri fini? E cosa dire dalle attuali forze della cosiddetta anti-casta? Beh, le chiacchiere stanno a zero! Anche se finora di chiacchiere strategiche e siparietti se ne son sentite e visti ovunque, ed in grande abbondanza. Quando impareremo a conoscere il significato reale del termine "sovranità"?

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Martedì, Novembre 20th/  2012   – Sergio Basile – L'Editoriale di Qui Europa – NWO e Strategie contro la Russia di Vladimir Putin / Pussy Ryot / I Burattinai del "Nuovo Ordine Mondiale" / George Soros / Mario Draghi / Mondialismo / Russia / Vladimir Putin / Siria / Libia / Cattedrale di Cristo Salvatore […]

    Genocidio Siria, 60.000 omicidi – Che il Mondo Sappia la Verità! I potenti della Terra che l’hanno causato si Fermino!

    Genocidio Siria, 60.000 omicidi – Che il Mondo Sappia la Verità! I potenti della Terra che l’hanno causato si Fermino!

    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – Testimonianza di Mons. Giuseppe Nazzaro, Aleppo –  Le bugie sulla Siria / Guerra coloniale / Vittime cristiane / Cristianesimo, nel 2012, 105.000 vittime / Religione / Cultura / Società /  Martiri / Cammino cristiano / Sofferenze / Islamismo / Comunismo / Identità nazionale / Siria / Aleppo / Monsignor Giuseppe Nazzaro / Ciscienza nera […]

    Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

    Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack della Grecia – Fuori dall’Eurogabbia Ora!

    Mercoledì, Luglio 3rd/2013 – Comunicato Stampa di Carlo Finazzi, Presidente F. R. –     Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Grecia, Carlo Finazzi, Goldman Sachs, Rockefeller, Crac Grecia, Rpockefeller, Rothschild, Mario Draghi, Mario Monti, Goldman Sachs, Commissione europea, BCE, Federal Reserve, Stati Uniti d'Europa  Goldman Sachs, Rockeleffer e il Crack  della Grecia Stati Uniti […]

    Egitto – Che fine hanno fatto i miliardi stanziati dall’Ue?

    Egitto – Che fine hanno fatto i miliardi stanziati dall’Ue?

    Martedì, Luglio 16th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Interrogazione all'Alto Rappresentante Ue, Catherine Ashton    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Europa, Roma, Mario Borghezio, Catherine Ashton, Egitto, BEI, BERS, Mohamed Morsi, El Cairo, Alto Rappresentante dell'Unione europea, Cooperazione in tutti i settori  Egitto – Che fine hanno […]

    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    FMI-UE: Vergognoso Scambio di accuse tra gli Aguzzini della Grecia

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – Redazione "Qui Europa"  –  Grecia, FMI, UE, Olli Rehn, Christine Lagarde, Mario Draghi, Manuel Barroso, Bruxelles, Fondo Monetario Internazionale, Ipocrisia, Schiavitù perenne, Sovranità monetaria, Aggressiva ristrutturazione del debito pubblico greco, usura internazionale, crescita,  FMI-UE: Vergognoso scambio di accuse tra gli aguzzini della Grecia Una Domanda per il Commissario Rehn   Redazione […]

    Il Buon Giorno si vede dal Mattino

    Il Buon Giorno si vede dal Mattino

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – di C. Alessandro Mauceri  – Italia, Monti, Presidente della Repubblica, Napolitano, Bersani, Bilderberg, Trilaterale, Aspen, Letta,  finanziamento pubblico ai partiti,  referendum, “contributo per le spese elettorali”, entrate tributarie IRE  Il Buon Giorno si vede dal Mattino La Truffa del Disegno di Legge per l'abolizione del Finanziamento pubblico ai Partiti. Ecco cosa c'è davvero […]

    Bilderberg Club Londra – Previsto Barroso. Il Silenzio del Parlamento Europeo

    Bilderberg Club Londra – Previsto Barroso. Il Silenzio del Parlamento Europeo

    Giovedì,  Giugno 6th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 6 Giugno 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Cécilie Kyenge, Nigel Farage, Bilderberg Club, Commissione Trilaterale, Club di Roma, Londra, City of London, Euro, Meccasismo Europeo di Stabilità, Accuse di razzismo, […]

    BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    Giovedì, Giugno 6th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois  e Sergio Basile – Veneto, Bce, Benetton, Diadora, Lotto, Crisi internazionale, Lavoro, Proletariato, Oscurantismo mediatico, Francoforte, Treviso, Dolomite, Geox, Nordica, Cina,Banca Centrale Europea, Mario Draghi, Salvataggio banche, Die Zeit, Esm, Streee Test, MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, Fondo Ammazza Stati Permanente, Sistema Target2, Pay TV, Progetto Monarch  […]

    L’Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria

    L’Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria

    Sabato, Luglio 13th/ 2013 – di  Elena Valente – Differenziare il pensiero, Gangi, Geraci Siculo, Roberto Celico, Giuseppe ferrarello, Carmelo Nasello, borghi più belli d'Italia, negozi del baratto, abbandono dei vecchi schemi di pensiero, costruttori del nuovo, Sovranità monetaria, Arcipelago SCEC, Elena Valente, Elen Levante  L'Armonia del Nuovo e la Scommessa della Sovranità Monetaria Differenziare […]

     

    13 luglio 2013No CommentRead More#

    Il Fallimento della Repubblica Italiana: l’Obiettivo dei profeti degli Stati Uniti d’Europa

    Il Fallimento della Repubblica Italiana: l’Obiettivo dei profeti degli Stati Uniti d’Europa

    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – L'Editoriale di Maria Bianchi  – Italia, repubblica Italiana, Andrea Riccardi,  Mario Monti, Festa della Repubblica, Massoneria Internazionale, Bilderberg Club, poteri Forti, James Gregor, Nuovo Ordine Mondiale, Garibaldi, Spedizione dei Mille, Distruzione dell'identità nazionale, Affossamento del Sud Italia, Regno Sabaudo, Privatizzazione della Banca d'Italia, Svendita della Sovranità Nazionale, Sovranità Monetaria, BCE, Colonialismo […]

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare della Moneta

    Sabato, Giugno 22nd/ 2013   – di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Tavola Rotonda di L'Aquila, Padre Quirino Salomone, Redazione www.quieuropa.it, Settimanale, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Canale You Tube, Daniele di Luciano, www.losai.eu, www.setedigiustizia.org, Preghiera per la Conversione, Sistema truffaldino, Sete di Giustizia  La Nostra Priorità deve essere la Proprietà Popolare […]

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti – Prima Parte

    Reddito di Cittadinanza – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti

    Giovedì, Luglio 4th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti –    – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Attualità della Dottrina sociale della Chiesa, Dignità Giuridica, Diritto di Pretendere, Alcide De Gasperi, Giorgio la Malfa, Einaudi, Democrazia Cristiana, Bretton Woods, Giustizia […]

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti. Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Lettera Aperta ai Vescovi – di Giacinto Auriti.  Seconda Parte – La Moneta deve Nascere a Titolo Originario

    Martedì, Luglio 9th/ 2013   – Lettera Aperta ai Vescovi, di Giacinto Auriti – Seconda Parte   – Comunicato Stampa di Rocco Carbone, Sete di Giustizia – Giacinto Auriti, La moneta deve nascere a titolo originario, San Francesco d'Assisi, Sovranità Monetaria, Proprietà Popolare della Moneta, Dottrina sociale della Chiesa, Lettera Aperta ai Vescovi, giustizia, Cattolici, Sete […]

     

    9 luglio 2013No CommentRead More#

    Siria – Sanguinoso embargo su Aleppo: Altri Crimini contro l’umanità

    Siria – Sanguinoso embargo su Aleppo: Altri Crimini contro l’umanità

    Sabato, Luglio 13th/ 2013 – di Marinella Correggia, Sibialiria –  Siria, Esteri,Aleppo, Marinella Correggia, Sibialiria , Sanguinoso embargo su Aleppo, Lattakia, ONU, Barack Obama, Ribelli, Al Arabiya, Vitali Churkin, Russia, Gas sarin, Zahra, Lattakia, popolo aleppino sotto scacco, Kamal Hamami, Osservatorio Siriano per i Diritti Umani di Londra  Siria – Sanguinoso embargo su Aleppo: Altri Crimini contro l'umanità […]

    Speciale Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

    Speciale Datagate – Il Collaborazionismo Italia-Usa e le rivelazioni di Der Spiegel e Guardian

    Lunedì,  Luglio 1st/ 2013  – L'Approfondimento di Sergio Basile  – Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ARPANET, Wikileaks, Stati Uniti d'America,Edward Snowden, Cia, National Security Agency, Datagate, Pentagono, Unione Europea Assange, Ue, Accordo di Libero Scambio, Germania, Sergio Basile, www.quieuropa.it, Collaborazionismo Italia-Usa, Parlamento europeo, eurocasta. Martin Schulz, Enrico Letta, Poteri occulti, Scontro tra Usa e Russia, […]

    Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare?

    Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare?

    Martedì, Giugno 25th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois – Grecia, Turchia, Organi d'informazione, Impero mediatico, Eurozona, Unione Europea, Media europeisti, Atene, Ellinikí Radiofonía Tileórasi, Orchestra filarmonica nazionale greca, Berlino  Grecia allo Sbando – La Musa della Musica non suona più! Che fare? Grecia, Turchia e Ingerenze dell'Impero mediatico Insurrezioni popolari pilotate o ridotte a […]

    Israele: No a precondizioni per il negoziato. Processo di Pace in Palestina Bloccato da Netanyahu

    Israele: No a precondizioni per il negoziato. Processo di Pace in Palestina Bloccato da Netanyahu

    Venerdì,  Giugno 21st/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Esteri, Israele, Palestina, Unione Europea, Stati Uniti, Arabi, Medio Oriente, Guerra,  Negoziati, Confini, Problemi giuridici, Rifugiati, Guerra dei sei giorni, Netanyahu, Kerry  Israele: No a precondizioni per il negoziato. Processo di Pace in Palestina Bloccato da Netanyahu Braccio di ferro tra israeliani e palestinesi: gli Usa mediano […]

    La Sinistra Italiana del “Partito Unico” premia Soros, Profeta del Nuovo Ordine Mondiale

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    Giovedì, Giugno 20th/ 2013   – di  Sergio Basile – Nuovo Ordine Mondiale, Controstoria, Economia, Geo&Politica, Notizie and tagged with: alta finanza, banche, crisi, Milena Gabanelli, nuovo ordine mondiale, premio, George Soros, speculazione, NWO, New York, London School of Economics, Open Society Foundation, Open Society Organization, Premio Terzani 2013, Soros Fund Management, Occupy Wall Street, Inet, Institute for New Economic Thinking  La Sinistra Italiana del "Partito Unico" premia Soros, […]

    Martin Schulz annuncia il Vertice dei Paesi Mediterranei: il primo dopo l’ingannevole “Primavera Araba”

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    Martedì,  Aprile 2nd/ 2013  – di Sergio Basile – Bruxelles, Marsiglia, Geopolitica, Esteri, Parlamento europeo, Parlamenti dei Paesi Mediterranei, MPM, Belgio, Francia, Regno Unito, Cameron, Hollande, Francia, Siria, Bani Walid, Libia, Damasco, Primavera Araba, 11 Settembre 2001, Democratizzazione del Medioriente, Nuovo Ordine Mondiale, Embarghi economici, Manuel Barroso, Commissione europea, Lady Ashton, Mediterraneo, Golfo Persico, Invasione del Kuwait, […]

    Neocolonialismo – 14 Paesi si Spartiranno la Libia

    Neocolonialismo – 14 Paesi si Spartiranno la Libia

    Lunedì,  Marzo 11th/ 2013  – Redazione Qui Europa e Asean New Agency –   NWO, Libia, Nuovo Ordine Mondiale, Usa, Nato, Unione Europea, Regno Unito, Italia, Francia, Guerra, Primavere, Strategia Occidentale, Mondialismo Massonico,  élite mondialista, élite occidentale, Muammar Gheddafi,  Immunità, Ingerenze coloniali in Libia,  NWO – 14 Paesi si Spartiranno la Libia  Neocolonialismo in Libia: […]

    Addio a Hugo Chavez, un Leader Sincero

    Addio a Hugo Chavez, un Leader Sincero

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Marinella Correggia –  Hugo Chavez, Caracas, Venezuela, Nato, Usa, Guerra Nato in Libia, Presidente Hugo, thomas sankara, Africa, America Latina, occidente, Regime mediatico, Disinformazione, marinella Correggia  Caracas, Addio a Chavez. Un Uomo Sincero Chavez – Un uomo onesto, un leader coraggioso e sincero Il primo a denunciare l'Imperialismo […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

    Riflessioni sul Nuovo Anno – La Pace non viene né dalla Politica, né dal Mondo

    Riflessioni sul Nuovo Anno – La Pace non viene né dalla Politica, né dal Mondo

    Mercoledì, Gennaio 2nd/ 2013 – di Gaetano Rocca  – Direttore Ufficio Lavoro e Problemi Sociali Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace Riflessioni sul Nuovo Anno cercando la Pace / Il Nuovo anno / Un augurio / futuro / Illusioni a buon mercato / Otpor / Angelo annunziatore / Pastori / Vangelo / Il rito della speranza / La Voce […]

    Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

    Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

    Giovedì, Dicembre 27th/ 2012  – di Sergio Basile –   Limiti alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche  / Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche / Decrescita Felice / Serge Latouche / Catastrofismo / Club di Roma / Occidentalizzazione del mondo / Limiti allo Sviluppo / Stalin / Lenin / The […]

    Nuove tensioni Usa-Russia – Alla “Lista Magnitsky” Mosca risponde con la “Legge Dima Yaklovev”

    Nuove tensioni Usa-Russia – Alla “Lista Magnitsky”  Mosca risponde con la “Legge Dima Yaklovev”

    Lunedì, Dicembre 24th/ 2012  – di Sergio Basile e Vincenzo Folino –  Nuove tensioni Usa-Russia / Washington / Moscow / Mosca / Russia / Usa / Perestroika / Barack Obama / Vladimir Putin / Tensioni / World Trade Center / Guerra in Iraq / lista Magnitsky/ Norberto Bobbio / Jürgen Habermas / Reuters / Scacchiere / Strategia / Armi d distruzione […]

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012 – di Sergio Basile – Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme […]

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Diritti fondamentali: nell’Ue regna la Menzogna. Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione

    Mercoledì, Dicembre 19th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Diritti fondamentali nell'Ue / Menzogna / Senza Verità i Diritti sono una vuota illusione  / Unione Europea / Parlamento europeo / Risoluzioni / Assistenza sanitaria / Aborto / Minoranze nazionali / LGBT / Diritti fondamentali / Libertà civile / Uguaglianza / Salute sessuale / Pianificazione […]

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Fiscal Compact ed Euribor: Ingannevoli strumenti imperiali

    Mercoledì, Dicembre 12th/ 2012 –  di Sergio Basile – Euribor / Fiscal Compact / Mario Borghezio / Parlamento europeo / Strasburgo / sistema di connivenza nella fissazione dell'Euribor / Ministro Moavero / Emminenza grigia / Giuseppe Guarino /  commissione Crim del Parlamento europeo / Nuovo Ordne Mondiale / global governance / Eba / andrea Enria / Procura di Trani / Truffa alle […]

    Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra – Dal 12 Dicembre 2012 una settimana di Manifestazioni per la Pace e contro le Ingerenze Occidentali in Siria

    Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra – Dal 12 Dicembre 2012  una settimana di Manifestazioni per la Pace e contro le Ingerenze Occidentali in Siria

    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 –  di Marinella Correggia, Maria Laura Barbuto, Sergio Basile – Siria – Mobilitazione Internazionale contro la Guerra / Siria / Mobilitazione Internazionale per la Pace / Sibialiria / Marinella Correggia / Qui Europa / Sergio Basile / Maria Laura Barbuto / Osservatorio Nazionale sulle politiche dell'Unione europea / Esteri / Siria / Stati Uniti […]

    Ultimo appello contro il DDL Di Paola ai Deputati Italiani

    Ultimo appello contro il DDL Di Paola ai Deputati Italiani

    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – Appello Nazionale per il Disarmo di "Tavolo della pace" –      Qui Europa aderisce e promuove l'Appello    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / […]

    Il Papa invia in Siria il Cardinal Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah in Missione Speciale ed esorta tutti a lavorare per la Pace

    Mercoledì, Novembre 28th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano /  Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

    Mercoledì, Novembre 21th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Grande Risiko dell'Impero ora mira al cuore dell'informazione Siriana / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Els / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Assalto al Ministero dell'informazione / Stampa Siriana / Bavaglio mediatico / […]

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Venerdì, Giugno 21st/ 2013
     

    – di C.Alessandro Mauceri –

    SIPRI, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna , Italia, Afghanistan, Iraq, Libia, Lockheed Martin, Arabia Saudita, Joe Parker, consorzio Eurofighter, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Siria, New York Times, Financial Times, International Peace Research Institute di Stoccolma, Turchia, Obama, Ben Rhodes, Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, Finmeccanica, Giuseppe Orsi, Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa Agusta Westland, Guido Ralph Haschke, Shashindra Pal Tyagi, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, Central Bureau of Investigations, Ratan Tata, Tata, Alessandro Mauceri, www.quieuropa.it 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Terza Parte

    Traffico d'Armi, Bugie e Tangenti dietro tutto. Ecco 

    cosa hanno in comune una delle maggiori industrie

    metalmeccaniche europee e i due marò

    Il Destino dei Marò e le novità emerse dal Processo Finmeccanica

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Caso Marò - Finmeccanica

      Il Mercato delle Guerre, non conosce crisi                                                       

    Roma – Che cosa hanno in comune i due marò italiani e una delle maggiori industrie metalmeccaniche europee? In un mondo che soffre e si lamenta per una "cosiddetta" crisi economica indotta e globale che (fermo restando la truffa dell'Eurozona) forse non ha precedenti a memoria d’uomo, c’è un settore che pare essere sempre fiorente: quello degli armamenti. Eppure, nell’ultimo decennio del secolo scorso si era registrato un calo rilevante del settore. Calo che sarebbe stato causato, in massima parte, dalla riduzione delle forze della Nato dopo la fine della Guerra fredda. Ma le imprese del settore non si sono "arrese" (e del resto con tutte le armi di cui disponevano….). Così, grazie anche all’aiuto concesso volentieri da molti governanti, i Paesi più industrializzati di mezzo mondo (quelli in cui hanno sede le maggiori imprese produttrici di armi) hanno deciso o di fare guerra o di vendere i propri “prodotti” all’altra metà del mondo. In base  ai dati emersi da uno studio del SIPRI, tra i maggiori esportatori di armi nel periodo tra il 2008 e il 2012 ci sarebbero – guardacaso – gli Stati Uniti d’America che, casualmente, è il Paese che maggiormente, negli ultimi tre lustri, ha promosso guerre e “missioni di pace”, anche al di fuori dell’egida ONU e NATO; a seguire Russia, Germania, Francia, Cina, Regno Unito, Spagna e Italia. In realtà, le scelte di marketing adottate dai vari Paesi sono state diverse. Nella maggior parte dei casi, i Paesi hanno deciso di “scambiarsi”armi e armamenti e di andare a combattere  guerre senza motivo e senza ragione in giro per il mondo (fermo restando ovviamente il piano per la costituzione del NWO). Questo ad esempio sarebbe ciò che è avvenuto tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi Europei dove a fronte di acquisti, da parte degli americani, di armamenti da Italia, Francia, Svezia, Germania, Polonia e Spagna, gli Stati Uniti hanno potuto vendere, ad esempio, molti dei loro aerei da guerra, seppure poco funzionali (tanto che la  Francia ha sospeso l’ordinativo), a molti Paesi europei, Italia inclusa. Ovviamente queste armi sono state poi utilizzate dai Paesi più industrializzati nelle “missioni di pace” in Paesi come Afghanistan, Iraq, Libia e molti altri. Missioni di pace che sono servite anche per conquistare spazi economici per le maggiori industrie dei Paesi invasori. 

    F-15-Saint-Louis

      L'emblemnatico caso della Lockheed Martin e lo shopping arabo          

    In altri casi invece, e qui sta la sorpresa, i Paesi maggiori produttori di armi hanno fatto di più. Hanno deciso di vendere direttamente le armi che producevano le industrie presenti sul loro territorio a Paesi in guerra tra loro o, in altri casi, a entrambe le fazioni di uno stesso Paese. Oppure, hanno deciso di utilizzare il canale dei Paesi medio-orientali per venderle a chiunque avesse i soldi per comprarle. Così la Lockheed Martin, con il consenso del Pentagono, ha venduto 20 aerei C-130J  e 5 tanker KC-130J all’Arabia Saudita per un  valore di 6,7 miliardi di dollari (24.61 miliardi di dhiran sauditi) completi di ricambi e supporto (che senso ha vendere le armi se non alleghi dei tecnici che insegnino ad usarle?). A questi si aggiungono 9 lanciatori e 48 missili antimissile balistici THAAD. Joe Parker, direttore per l'export del consorzio Eurofighter, ha confermato anche le trattative in corso per l'acquisto di 60 aerei Eurofighter Typhoon da parte degli Emirati Arabi Uniti. E nel 2011, la vendita di armi come il Pilatus agli Emirati Arabi, ha consentito alla Svizzera di raggiungere livelli eccellenti tanto che gli Emirati Arabi Uniti hanno scavalcato la Germania nell’acquisizione di armi elvetiche. Complessivamente l’Arabia Saudita, nel periodo 2008-2012, è stato il 10° maggior importatore di armi e armamenti al mondo e si è accaparrata il 3% degli armamenti in vendita in tutto il globo. Un  risultato niente male se si pensa che i suoi abitanti sono solo 7 milioni… Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo  venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.  Ma a cosa potrebbero mai servire tutte queste armi a Paesi così piccoli (il Qatar non arriva a due milioni di abitanti)? Ovviamente per il commercio. Ma come sostenuto e provato da Qui Europa in dozzine di articoli, anche per portare avanti il Piano di un Nuovo Ordine Mondiale.  Anche con il Qatar gli scambi di armi sembrano essere stati fiorenti: 12 lanciatori dello stesso tipo venduto all’Arabia Saudita con 150 missili per un valore complessivo di 7,6 miliardi di dollari. 24 elicotteri da guerra AH-64D Apache Longbow e 700 missili Hellfire e molto altro.

    Obiettivo Siria

     Per fomentare guerre, ogni scusa è buona!                                                        

    Così mentre la Russia inviava '' avanzati missili da crociera antinave della tipologia Yakhont'' alla Siria (fonte New York Times), il Qatar a settembre scorso (dati Financial Times) ha deciso di sostenere i cosiddetti ribelli (mercenari) della provincia di Aleppo, contro il governo siriano, pagando loro uno “stipendio” mensile di 150 dollari. Inoltre, secondo l'International Peace Research Institute di Stoccolma (Sipri), il Qatar, tra aprile 2012 e marzo 2013, ha inviato in Turchia oltre 70 aerei militari cargo carichi di armi destinate ai  soliti "cosiddetti" ribelli. Sia il Qatar, con le armi comprate da Stati Uniti ed Europa, che gli stessi Stati Uniti d’America – come denunciato più volte dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – vendono armi ai "ribelli siriani". Lo ha confermato la stessa Casa Bianca sostenendo come il presidente Obama abbia preso questa decisione dopo che l’intelligence avrebbe raccolto le prove (per il vero come dimostrato in più sedi piuttosto fantasiose, per non dire assurde) sull’uso di armi chimiche (??) da parte del regime di Assad: Ben Rhodes, consulente di Obama per la sicurezza nazionale, ha confermato che secondo l’intelligence statunitense “il regime di Assad avrebbe usato diverse volte armi chimiche, in particolare il gas sarin, contro l’opposizione”. Dimenticando di dire – tuttavia – che, non solo a usare queste armi non convenzionali sarebbero stati i rivoltosi (mercenari) e non l’esercito, ma che, in un momento in cui sono state avviate trattative per porre fine agli scontri, fomentare le fazioni con simili affermazioni e armarle fino ai denti non aiuta certo il processo di pace. Sembra quasi di rivedere le scene viste in Iraq. E così mentre l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, rivelava che dall’inizio del conflitto siriano i morti sarebbero più di 93mila, di cui 6.500 bambini, gli Stati Uniti d’America e gli altri Paesi partners, sia direttamente che indirettamente fornendo armamenti a Paesi terzi che poi li rivendono a entrambe le fazioni in conflitto, aizzavano la guerra.

    USA, il Gendarme del Mondo

     Il Triste Ruolo dell'Italia – Terzo produttore al Mondo di armi leggere   

    E che ruolo ha l’Italia in tutto questo? L’Italia è il terzo esportatore mondiale di armi leggere. L’industria nazionale del settore, pur considerando le stime incomplete (vedremo in seguito perché) e la concorrenza russa e cinese, non perde posti nella classifica delle vendite e rimane uno dei maggiori produttori. Aiutata in questo dal fatto che la  vendita di pistole, fucili, munizioni ed esplosivi sono quasi sparite dalla Relazione sul commercio di armamenti che il Governo italiano è tenuto a presentare ogni anno al Parlamento. Le esportazioni di questi strumenti di morte sono classificate per la stragrande maggioranza sotto la voce "armi civili", vale a dire armi comuni da sparo, da caccia o da tiro sportivo. Così pure gli esplosivi, che sarebbero esportati ufficialmente "per uso industriale". Così non viene esercitato alcun controllo governativo su tali trasferimenti, né è monitorato l’utilizzo di questo materiale una volta che ha lasciato l’Italia! E chi ci sono tra i maggiori clienti e importatori di armi italiane? Ovvio, Paesi del Medio Oriente e dell’Africa settentrionale. Il Medio Oriente, insieme al Sud-Est asiatico, sono le regioni che trainano la domanda internazionale di armamenti.

    Marò e Bugie

     Tra un'arma e una tangente… Rispunta la pista Marò                                   

    I nomi di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sembrano essere ormai caduti nel dimenticatoio mediatico. Ma sebbene non se ne parli, pare che la vicenda si sia complicata, se possibile, ancora di più dopo che al processo per tangenti di Busto Arsizio all’ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, è stata richiesto da parte della difesa di sentire come testimone Arackaparambil Kurien Antony, ministro della Difesa indiano da otto anni. Oltre ad aver seguito tutta la trafila della commessa dei 12 elicotteri di Agusta Westland (del gruppo Finmeccanica), il ministro, infatti, è considerato uno tra i maggiori oppositori alla liberazione dei nostri marò, colui il quale dopo il ritorno in India dei marò si vantò del risultato ottenuto "grazie alla linea dura" della Corte Suprema e del governo indiano. La stessa persona che, secondo i legali dell’ex amministatore delegato di Agusta (indagato con l’ex ad e presidente di Finmeccanica per corruzione internazionale e frode fiscale), conoscerebbe a fondo i dettagli della gara d’appalto per gli elicotteri AW 101 del 2006, da cui sarebbe scaturita poi la tangente da 50 milioni di Euro. La risposta è stata la decisione da parte del governo indiano di costituirsi parte civile nel processo insieme all’Agenzia delle entrate indiana e la richiesta di un risarcimento da circa 8 milioni di Euro per i danni d’immagine che la vicenda ha procurato. Non solo, ma in questo modo i legali del ministro hanno potuto aver accesso agli atti del processo (che sono ancora esistenti e non distrutti come hanno fatto in India con le prove del processo ai due marò) che contengono, tra l’altro, quanto trovato tra i documenti di Guido Ralph Haschke, l’intermediario svizzero che trattò la commessa per i 12 elicotteri. Incluse le prove a carico dell’ex capo dell’aviazione Shashindra Pal Tyagi e dei suoi cugini, JulieTyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, tutti coinvolti nell’affare di vendita illegale di armi e armamenti. La vicenda si è quindi allargata a macchia d’olio. La difesa degli accusati italiani infatti ha richiesto di aver accesso all’interrogatorio di Tyagi e dei cugini di fronte il Central Bureau of Investigations, il servizio segreto indiano. Non solo, ma ha citato come testimone  anche Ratan Tata, amministratore delegato del gruppo Tata, leader del mercato automobilistico mondiale.

    Dimissioni Terzi e Verità Nascoste sul Caso Marò

      Il Destino incertissimo dei Marò                                                                           

    Nel marzo del 2013, quando i due militari tornarono in Italia in congedo per Pasqua, anche noi scrivemmo degli articoli in cui denunciavamo che, con tutta probabilità, il motivo per cui i nostri marò erano ancora trattenuti in India nonostante le promesse (al vento) dei diplomatici e dei politici italiani, erano ben altre che quelle contenute nei loro capi d’accusa. Già allora riferimmo di interferenze tra le vicende dei marò e imprese coinvolte nella vendita di armamenti. E dopo che a un ministro indiano è stato chiesto di testimoniare al processo Finmeccanica (riconoscendosi colpevole) temo che la situazione per i nostri marò bloccati in India possa solo peggiorare.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Articoli in allegato                                                                                                                      

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze […]

    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica OGM e Questione Siriana al Centro

    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica OGM e Questione Siriana al Centro

    Mercoledì, Giugno 19th/2013 – di S. Perrone e S. Basile –  Belfast, Regno Unito, Irlanda del Nord, Unione europea, Russia, Stati Uniti, Giappone, G8, Nuovo Ordine Mondiale, Accordo di Libero Scambio Usa-Ue, Barack Obama, Vladimir Putin, Enrico Letta, Manuel Barroso, Commissione europea, Ue, Titanic, Europa, OGM, Georgia Guidestone, Gaia    G8: Libero Scambio Usa-Ue, Bomba Ecologica […]

    Lo Strano Shopping di Riyad: 84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita

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    Giovedì, Maggio 16th/ 2013   – S.P. Redazione Qui Europa –  Siria, Arabia Saudita, Sultanato, Usa, Riyad, Washington, Sait Louis, Cacciabombardieri, F-15, bombe a grappolo, Mohammad bin Abdullah al-Ayesh, Sharia, Casa Bianca, Risiko  84 Cacciabombardieri USA al Sultanato Saudita  Strano shopping del Grande Alleato Mediorientale di Washington  Intanto i media occidentali censurano le veementi proteste interne […]

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    Mercoledì, Maggio 15th/ 2013   – Paul Joseph Watson (Propaganda Matrix)  e Redazione Qui Europa –  Siria,Paul Joseph Watson, propaganda Matrix, Aleppo, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Robert Ford, Confine con la Turchia, Dipartimento di Stato Americano, Washington, Selim Idriss, Paul Joseph Watson, Abdel Jabbar al-Okaidi, Marco Palombo, Digiuno del Pacifista romano, Bugie dei […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

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    Siria – Le Reazioni dei Russi e gli equilibri internazionali, aspettando Ginevra

    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013   – di  Massimo Palombo, Sibialiria e Redazione Qui Europa  Siria, Damasco, Qui Europa, Ribelli, ELS, Usa, Washington, combattenti islamici, Usa, Bashar Al Assad, Conferenza di Ginevra, No Fly Zone, Blocco Antiguerra Ue, Iran, Turchia, Libano  Siria – Cronaca della Settimana in attesa di Ginevra Le Reazioni dei Russi e gli […]

  • Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Mercoledì, Giugno 19th/ 2013
     

    – di  C. Alessandro Mauceri –

    Enrico Letta, Filippo Patroni Griffi, Monti, Berlusconi, Decreto del FARE, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Governo,  ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, Equitalia, Angelino Alfano, Pubblica amministrazione, Alessandro mauceri, Qui Europa, www.quieuropa.it 

    Italia – La Voglia di DisFARE del Governo Letta e

    la voglia di FARE le Valigie degli Italiani

    Tutte le prese in giro del "Decreto del FARE" del

    Governo Letta-Bilderberg

     

    di C. Alessandro Mauceri

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

      Il Decreto del "Misterioso Fare"                                                                            

    Roma – Sabato 14 giugno, intorno alle 15,20 si è riunito il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi. Ordine del giorno della riunione, l’approvazione di un decreto legge recante “misure urgenti” in materia di “crescita” (di cosa non è stato detto) definito per la stampa, con un’azione mediatica degna del miglior Monti o del miglior Berlusconi, “decreto del FARE” (ancora una volta “FARE cosa” non è ben chiaro). I media infatti, concentrati sul “FARE” notizia, hanno riportato ciascuno solo alcune parti del decreto che, invece, per l’importanza che ha in un momento di grave crisi come quello attuale, andrebbero approfondite. Alcune misure contenute nel decreto hanno fato credere che, forse, era cambiato qualcosa rispetto ai precedenti governi. Poi, però, leggendo con attenzione le norme appena varate ci si è dovuti FARE da parte. Ad esempio, è vero che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto che venga istituito un fondo di 2.030 milioni di Euro (per il quadriennio 2013-2017) per FARE in modo che restino aperti i cantieri in corso o per l’avvio di nuovi lavori. Ed è vero che per FARE andare meglio i treni (di chi?) sono stati stanziati  300 milioni di Euro (in realtà già disponibili, quindi il governo non ha dovuto FARE niente). In realtà, però, a ben vedere  la somma prevista è irrisoria visto lo stato delle ferrovie italiane (basti pensare ,a titolo di esempio, che si devono ancora FARE i lavori per il raddoppio della linea ferrata che congiunge l’aeroporto di Palermo con la città che si dovevano FARE  per i mondiali di Italia ’90 e che sono ancora lontani dall’essere ultimati). Anche sulle strade da FARE il percorso intrapreso non sembra molto lineare: tra le infrastrutture da FARE è stata prevista la realizzazione anche di un asse di collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento–Caltanissetta,  non si capisce per quale motivo, però, non  si sia previsto di FARE l’autostrada Palermo-Agrigento, asse di grande traffico ad oggi servito solo da una strada di scorrimento veloce e per di più pericolosissima.

    Letta Decreto Fare - Giochi di Prestigio

      FARE giochi di prestigio…                                                                                       

    Il governo “per consentire nell’anno 2013 la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori” ha deciso di FARE un fondo da 2 miliardi di Euro. Molti giornali, però, hanno dimenticato di FARE notare ai propri lettori che il Governo ha stornato le somme destinate a questi interventi da altri progetti già avviati con un modo di FARE che ricorda le scatole cinesi. Così 524 milioni verranno tolti alle imprese per FARE la Tav Torino-Lione, (così al progetto restano soltanto 4 milioni per il 2014, vale a dire cantieri chiusi), altri 50 milioni verranno prelevati da quelli stanziati per FARE il Ponte sullo Stretto di Messina, che non si può FARE, ma continua ad assorbire risorse, e 773 milioni da quelli per FARE il Terzo Valico a Genova. Vista l’evidenza di un simile storno il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha precisato, da vecchio lupo: “Non c’è nessun de-finanziamento nè blocco di grandi opere, c’è un utilizzo temporaneo di risorse già allocate, ma che non verrebbero utilizzate nel breve periodo”. Quindi il FARE è consistito nello spostare i soldi da una voce di bilancio ad un’altra senza dire, però, come FARE a rimetterla a posto e quando.

    Equitalia - Decreto FARE - Letta

      FARE … Danni su danni – Il Modello Equitalia                                               

    Anche su Equitalia il capo del Governo ha voluto mantenere le promesse. Quindi niente esproprio per prime case e capannoni. O quasi. Sì, perché, in realtà, la misura proposta dal governo non impedirà a Equitalia di FARE gli espropri. Con il decreto approvato sono solo stati  alzati i limiti. Quindi il contribuente non potrà contare su una immunità totale per questi beni: se ha debiti, per esempio verso le banche, i creditori diversi dallo Stato potranno comunque FARE l’espropriazione dell’immobile. Non solo, ma nel caso in cui il bene venga messo all’asta, Equitalia potrà FARE valere il diritto di prelazione sul ricavato. Circa l’altro nodo cruciale, la rateizzazione, Equitalia potrà FARE pagare il debitore con una dilazione fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, con una ulteriore dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Aumentabili entrambe a 120 rate mensili. In altre parole, chi deve i soldi allo Stato potrà FARE sonni tranquilli: pagherà in vent’anni. Ma “così lo Stato non farà chiudere l’impresa”, ha detto il vicepremier Angelino Alfano (dimenticando di aggiungere che, nel frattempo, sarà lo Stato a FARE bancarotta….). In compenso è stata confermata la proroga per la chiusura della concessione ad Equitalia del servizio di riscossione per conto degli enti locali (prevista dal dl 35/2013). Anzi hanno deciso di FARE di più, estendendola ai crediti non tributari (come sanzioni amministrative quali le multe). Sempre a proposito di Equitalia è stato anticipato a settembre 2013 il termine (prima era il dicembre 2013) entro cui adottare il Dm che ridefinirà il quantum dovuto a Equitalia con il superamento del sistema dell’aggio. 

    Governo Letta - Decreto FARE

     Italia – FARE giudicare le cause a giudici non togati                                       

    E dato che ormai siamo al 158° posto nel mondo nell’indice di efficienza di recupero del credito a causa dei tempi lunghi e 1.210 giorni è la durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti si è deciso di FARE qualcosa anche nel settore della giustizia civile. Ad esempio, si è deciso di FARE la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, e di FARE gestire le cause a un contingente di 400 “giudici non togati”. Come dire: FARE giudicare una causa a chi non ha il titolo per FARE il giudice. Soluzione geniale.

    Disfare l'Italia, Fare Le Valigie - Decreto fare - Governo Letta

     P.A. – L'Ultima perla del FARE del Letta… Bilderberg                                   

    Ma la notizia che più di ogni altra ha fatto FARE salti di gioia agli Italiani è un’altra. Se la Pubblica Amministrazione non rispetta i tempi nel rilascio di pratiche, verrà sanzionata. Ciò dovrebbe FARE accelerare tutte le procedure in corso per il rilascio di permessi di vario genere (basti pensare che alcune pratiche, come, ad esempio, quelle per la valutazione delle sanatorie edilizie, giacciono ad ammuffire negli uffici pubblici ormai da diversi decenni). Non solo ma a FARE spauracchio per gli uffici pubblici dovrebbe esserci una sorta di indennizzo per il cittadino nel caso in cui la Pubblica Amministrazione non sia in grado di esaurire l’iter procedurale in tempo utile.  Ovviamente nel FARE la legge, i ministri hanno dimenticato di dire che il provvedimento sul ritardo della Pubblica Amministrazione, per avere efficacia giuridica e quindi FARE ciò che promette di FARE, necessita che venga approvata espressamente una norma che rivoluzioni il diritto amministrativo e che sancisca la fine della discrezionalità della Pubblica Amministrazione. Non solo, ma occorre FARE una norma ESPRESSA che preveda che tutti i termini della Pubblica Amministrazione, successivi ad una istanza dei cittadini, hanno carattere “perentorio” e non semplicemente “ordinatorio”. E senza FARE ciò, questa misura non ha alcuna rilevanza giuridica. Quindi di questa come di altre misure contenute nel decreto del FARE i cittadini non se ne potranno FARE niente.

    C. Alessandro Mauceri, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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       Video e Articoli Correlati                                                                                                          

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  • USA – Umanità spiata

    USA – Umanità spiata

    Sabato, Giugno 8th/ 2012

    – di Sergio Basile –

     Stati Uniti d'America, Usa,  Casa Bianca, Usa, Amministrazione Obama, Barack Obama, Amministrazione Bush, Spy Story, Il Mondo Spiato, Sergio Basile, Alessandro Mauceri, Emanuele fardella, Qui Europa, Il latto occulto della Musica, You Tube, Google, Mark Zuckerberg, New York Times, Associated Press, Microsoft, Yahoo, PalTalk, Skype, Apple, Spionaggio, Dati sensibili, FBI, Sibilla Cumana, Provacy, Controllo totale dei dati personali. telefono, conti correnti, Difesa della Casa Bianca, Guardian 

    USA – Umanità spiata. Lo Scandalo Verizon

    e la Sterile difesa della Casa Bianca

    Usa – Il Mondo spiato: non è una novità, ma ora 

    la bomba scoppia ufficialmente. Privacy morta!

    Amministrazione Obama a rischio: Facebook e Google

    prendono le difese del Presidente Usa

     

    di Sergio Basile

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     USA – Umanità spiata  – Lo Scandalo Verizon                                                   

    Washington – Che qualcosa non andasse in questo mondo di celluloide fatto di fittissime reti telematiche, ce ne eravamo accorti da tempo. E che la censura esistesse su piattaforme cone YouTube, non è una novità! Molti video e canali tematici scomodi (fortunatamente non tutti) spariscono spesso da un giorno all'altro dalla pubblica visione e ad una velocità disarmante. Se poi si considerano le flebili e spesso ingiustificate motivazioni che i gestori di YouTube offrono a fronte di questa attività di rimozione, le perplessità (per usare un eufemismo) aumentano.  E' il caso subito dal nostro Emanuele Fardella (che cura la seguitissima rubrica di "Qui Europa" – Il Lato Occulto della Musica") esperto nell'analisi dei messaggi subliminali e dei simbolismo occulti e satanico-massonici esistenti all'interno di numerosissimi video musicali delle più conosciute star nazionali ed internazionali della musica. Emanuele Fardella che da un giorno all'altro si è visto chiudere il proprio canale YouTube con motivazioni fantasiose che davvero lasciano il tempo che trovano (vedi primo articolo in allegato). 

    Skyfall Press - Associated Press - USA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Skyfall – I Padrini USA e lo Sgarro di Associated Press                                

    Ma negli ultimi tempi i gravi casi denunciati dall'Osservatorio Nazionale Indipendente  "Qui Europa" in merito a spionaggio e privacy ed al coinvolgimento dell'amministrazione Usa davvero non sono mancati. Come trattato qualche settimana fa – ad esempio – molto scalpore suscitò il fatto di come alcuni organi degli Stati Uniti d’America, per diverso tempo, abbiano spiato la sede dell’Associated Press, un'agenzia di stampa internazionale, con sede negli USA, senza alcuna autorizzazione giudiziaria e senza alcuna motivazione ufficiale. (vedi secondo  articolo in allegato). 

    Associated Press Scandal - Eric Holder, Jim Cole

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Colpa dell'Associated Press                                                                               

    In realtà – come visto – la vera colpa dell’Associated Press, come chi ha illecitamente spiato il giornale ha serenamente ammesso, era stata solo quella di rendere pubblici, in un articolo del 7 maggio 2012, i dettagli di un’operazione antiterrorismo condotta in Yemen dalla CIA e realizzata, come ormai di consueto, ai limiti della legalità (o forse anche oltre). Tanto è bastato perché lo Stato – che negli ultimi decenni si è levato a paladino dei diritti civili di tutti i Paesi del mondo, al punto di scatenare diversi conflitti mondiali ancora in corso – decidesse, senza alcuna autorizzazione, di controllare sistematicamente e spiare una testata giornalistica. E di farlo dicendo che, se anche chi doveva, non avesse autorizzato un simile intervento, lo avrebbero fatto lo stesso! In realtà, ciò che dovrebbe sorprendere è il silenzio mediatico che ha nascosto e nasconde fatti di una gravità enorme condotti senza che la popolazione ne venga informata, al fine di evitare che una sua reazione possa compromettere lo svolgimento di azioni spesso – ribadiamo – al limite della legalità (Vedi articolo "Dittatura a Stelle e Strisce" di C. Alessandro Mauceri – Qui Europa, 16 Maggio 2013). 

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     l'Ultimo e più grande scandalo Made in Washington                                    

    Ma ciò che è accaduto ora (fatta eccezionbe per il raccapricciante caso RFID – Vedi articoli in allegato) ha davvero dell'incredibile. Un qualcosa mai accaduto nella storia: un nuovo "record" per Obama & Co. Nelle ultime ore, infatti, è scoppiata una bomba di inaudita gravità (Scandalo Verizon) cui deflagrazione, per il vero, era stata annunciata da tempo. Si aspettava soltanto il passo falso dell'amministrazione Usa, giunto – pare – come da previsioni o copione, dopo le altre gravissime "gaffe" sulla privacy emerse nelle ultime settimane (vedi allegati) e da noi tempestivamente illustrate. Ma cosa è accaduto questa volta? Nulla! Soltanto (si fa per dire…) il profilarsi dell'attività di spionaggio pubblico più colossale della storia. Milioni, miliardi di soggetti pare siano stati spiati sistematicamente e posti sotto l'occhio del Grande Fratello Usa. A quanto pare, l'agenzia per la sicurezza nazionale (National Security Agency) e la stessa Fbi hanno potuto e possono controllare in maniera diretta e totale i server di 9 colossi internet Made in Usa. Ciò vuol dire, detto in altri termini, l'espletarsi di un'attività costante di monitoraggio e controllo dei movimenti, dei dati sensibili (conti correnti, numeri di telefono, ecc…) di una marea, un oceano sconfinato di persone: cittadini di tutte le nazionalità del mondo. Un monitoraggio vergognoso sui loro (nostri) contatti, delle loro (nostre)  abitudini, dei loro (nostri) messaggi più segreti e della loro (nostra) abituale attività di comunicazione. A rivelare la shoccante notizia  il Washington Post che sostiene come si tratti di un progetto (battezzato Prism) nato e sviluppatosi addirittura nel 2007.

    George-Orwell-1984-2013-Big-Brother-Watching-You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le Società "Big Brothers"                                                                                        

    Le società finite nell'occhio del ciclone sono in particolare Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, Youtube e Apple. Pronte sono giunte nelle ultime ore le rassicurazioni (tuttaltro che confortanti) di Facebook e Google. Ma nessuno sembra credere più alle favolette. La privacy degli abitanti della Terra – ora è ufficiale – è definitivamente morta e sepolta. Evidentemente col senno di poi molti lettori apprezzeranno l'atteggiamento di quanti – malgrado i continui ed ammalianti richiami delle sirene della rete – hanno rifiutato di entrare nella famiglia di Facebook…Magari. Che dite?

     Orwell 1984 – Bush 2001 – Obama 2013                                                              

    Il caso, ancor prima del Washington Post, era stato sollevato dal britannico Guardian, secondo il quale la National Security Agency avrebbe spiato anche milioni di telefonate riservate, invadendo in maniera clamorosa e gravissima la sfera più privata del mondo. E' il caso di dirlo! Ed evidentemente questo non è un eufemismo. Come noto lo stesso Bush, all'indomani del nebbioso ed inquietante abominio dell'11 settembre (che – come noto – ha gettato pesantissime e non poche ombre sulla stessa amministrazione Usa) aveva varato una presunta e "provvidenziale" legge "antiterrorismo", instaurando una serie di misure degne del più celebre romanzo di George Orwell (Orwell 1984).  Un piano di monitoraggio che coinvolse come primo partner proprio la stessa Microsoft. Che combinazione! 

    Big Obama Brothers - Is Watching You

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     New York Times – La credibilità di Obama sta a zero! – Dimissioni!         

    Il New York Times in merito, nelle ultime ore ha pubblicato un editoriale di fuoco, tuonando contro la Casa Bianca e parlando esplicitamente e senza peli sulla lingua di un "abuso di potere che richiede vere spiegazioni. L'amministrazione Obama – continua il quotidiano Usa – ha perso ogni credibilità, rispondendo e difendendosi con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il Presidente è stato sorpreso a eccedere nell'uso dei suoi poteri". Come dar torto – una volta tanto – al New York Times? Questa amici è una guerra! E dinnanzi al più grave e sistematico furto di dati della storia – utilizzati non per proteggere gli Usa da presunti "attacchi terroristici' – ma per fini loschi, poichè non rispettosi delle libertà altrui, l'unica cosa sensata da fare per Obama è quella di levare le tende e dimettersi!

     La linea difensiva di Facebook e Google                                                              

    E ciò malgrado le davvero poco rassicuranti parole del patron di Facebook (Mark Zuckerberg) secondo il quale non fa parte e non ha mai fatto parte di alcun "programma per fornire al governo Usa  o ad altri governi accesso diretto ai nostri server".  Sulla stessa linea la difesa di Google. A voi ogni ulteriore commento.. Anche se leggere nella mente dei nosri lettori, almeno oggi non sembra un'impresa da sibilla cumana.

    Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni

    Lunedì, Giugno 3rd/2013

    – L'Editoriale di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile –

    Europa,  Statuto per l’Autonomia, art.37, Monti, Unione Europea, Eurobond, Grecia, Cipro, Two pack. Carmen Reinhart, Kenneth Rogoff,  “Growth in a Time of Debt”, Riccardo Sanna, Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione"

    Italiani, Popolo di… Dormiglioni 

    Ma il Dramma ellenico non ci è servito a nulla?

    Le Leggi Finanziarie le deciderà Bruxelles… Cosa mangeremo…

    Il nostro destino lo vorrebbere decidere Bruxelles…

    E' Ora di svegliarsi, spegnere la TV, buttare il telecomando e

    scendere in strada!

     

    di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italiani, Popolo di Santi, Navigatori e… Rinc…                                                 

    Roma – Fino a qualche tempo fa si diceva “Italiani: popolo di santi, poeti e navigatori”. Forse, almeno stando a vedere ciò che accade nell'ex Bel-Paese, il detto verrà cambiato in “Italiani: popolo di dormiglioni”. o meglio in "Italiani, popolo di rimbambiti!" (ci scuserete la franchezza, ma non trovavamo un vocabolo più calzante). Il motivo di un simile  cambiamento non ha niente a che vedere con uno studio circa la durata media delle ore di sonno degli Italiani o con le fasi del sonno. Niente affatto. La ragione per cui d’ora in poi saremo tutti chiamati dall'opinione pubblica internazionale “dormiglioni” (o rincoglioniti), deriva dal fatto che da troppi anni ormai facciamo finta di non vedere ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Volete un piccolo esempio? Eccovi accontentati: silenzio pressocché totale ed assoluto su 1) Euro-truffa e Crisi-indotta; 2) Siria, Libia, Palestina, Africa e Medioriente; 3) OGM e veleni cancerogeni (e distruttivi per lo stesso DNA umano) diffusi a profusione su nello sterco che mangiamo ogni giorno nei supermercati. Questo signori, è l'effetto Monarch (MK-Ultra) sul cervello degli Italiani di vent'anni e più di Raimediaset. Sarà forse per questo – ci chiediamo – che la farfalla (tipico simbolo del Progetto Monarch della CIA) è ormai da tempo il simbolo della TV pubblica italiana, la RAI? Il simbolo del mortale immobilismo italico!? Già qualche tempo fa erano sorti dei dubbi circa ciò che  stava avvenendo in Italia: deficit sempre crescente, PIL in calo, debito pubblico in costante ascesa e nessuno che avesse neanche provato a fare proposte concrete per risolvere il problema. Del resto, anche se lo avesse fatto, non sarebbe stato eletto: la peggior legge elettorale che l’Italia potesse avere, da tutti  indistintamente riconosciuta un vero ”porcellum”, non è stata cambiata. E nessuno ha detto nulla. Infatti, pare che gli italiani non si siano accorti neanche delle politiche di austerity introdotte dagli ultimi governi. Anche se moltissime imprese hanno dovuto chiudere e se milioni di persone sono finite sulla strada. Beh, non sembra che ciò abbia importato molto agli Italiani, almeno stando alla percentuale dei votanti alle ultime elezioni (sia politiche  che amministrative). Vedi Roma su tutte.

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ma loro dormono…                                                                                                    

    Gli Italiani hanno continuato a dormire anche dopo aver letto i risultati dello studio effettuato da Riccardo Sanna dell'Ufficio economico della Cgil, "La ripresa dell'anno dopo – Serve un Piano del Lavoro per la crescita e l'occupazione", in base al quale per tornare ad avere livelli occupazionali come quelli del 2007 (25.026.400 unità di lavoro standard) si dovrà attendere fino al 2076! Cioè detta in altri termini, dovremmo tutti rassegnarci a morire poveri e disperati per amore alle banche sovrane ed ai poteri occulti, molto in voga nell'Italia masso-mafiosa. Basta fare figli e pensdare a sposarsi e mettere su baracca! Avete capito! Il messaggio è molto chiaro! Anche a livello regionale pare che la cosa non sia molto diversa.  Forse distratti dalla retrocessione del Palermo in serie B,  i Siciliani – ad esempio – non si sono accorti che i loro governanti nazionali non solo per anni non hanno riconosciuto quelli che erano i loro diritti sanciti dallo Statuto per l’Autonomia, ma che, di fronte alle blande richieste di riconoscimento da parte del Presidente della Regione all’autorità nazionale, lo Stato aveva risposto restituendo non quanto aveva tolto alla Sicilia, ma un “contentino” (il riconoscimento solo dell’art.37 del suddetto Statuto). E, per di più, con un rimborso che, sulla base delle stime degli esperti non sarebbe neanche l’1% delle somme reali da far tornare nelle casse dei siciliani. Ma i Siciliani, forse perché dormivano, non sono scesi in piazza a protestare.

    Profondo Sonno - Italiani Popolo di Dormiglioni - Intanto il Paese Brucia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     e dormono…                                                                                                                 

    E anche quando l’ormai ex capo del governo, Monti, in un’intervista al termine del proprio mandato e in piena campagna elettorale, dichiarava che l’Italia dava all’Unione Europea più di quanto riceveva, la gente ha continuato a dormire. Del resto – cullata dal dolce abbraccio di mamma TV – non si era svegliata neanche quando, con il Fiscal Compact, il Governo e il Parlamento avevano deciso di imporre agli Italiani di pagare, per  decenni, somme spropositate in tasse e, in caso di non raggiungimento degli obiettivi impossibili che ci erano imposti, cedere all’Unione Europea parte delle risorse auree del nostro Paese (vedi Fiscal Compact). Legge tanto strana che il governo tecnico (che in teoria dovrebbe occuparsi solo di interventi di gestione ordinaria in vista delle elezioni legittime), per far approvare questa legge, aveva dovuto chiedere addirittura la modifica della Costituzione. Quella che molti dei genitori delle persone oggi in età matura, hanno pagato  con la propria vita. Vergogna! 

    Two Pack

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Loro continuano a dormire…                                                                                 

    Eppure nessuno si è svegliato, pur sapendo che la legge avrebbe consentito alla fine il controllo di soggetti esterni (e neanche italiani, oltre che mai eletti da nessuno) su alcune leggi nazionali. E nessuno è stato abbastanza desto, quando, dopo aver  saputo che le assurde politiche di austerity, adottate e ratificate da tecnici ritenuti competenti e imposte agli Italiani, erano in  realtà, non solo completamente anti-costituzionali ma anche palesemente assurde e basate su giustificazioni tecniche errate. Cioè fuori dal mondo! Come quelle (vedi allegato e foto in basso) sostenute da due “esperti” della Harvard University, Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, autori dello studio “Growth in a Time of Debt”. E in una simile situazione nessuno si è alzato dal letto e ha chiesto  che al sistema di gestione basato sulle teorie errate che suggerivano politiche di austerità (come in Francia, Grecia, Italia e Spagna, giusto per fare alcuni esempi), venissero immediatamente apportate le dovute modifiche.  Anzi, sono stati subito nominati degli esperti (definiti “saggi”) per decidere se emettere o meno Eurobond (altro strumento per costringere ai cittadini europei dormienti a pagare interessi). Tra di essi anche il saggio Mario Mauro (ex Vice-Presidente italiano dell'Europarlamento nella precedente legislatura ed in corsa addirittura per la Presidenza, contro Martin Shulz). Anzi – prego – il sedicente cattolico e fervente cristiano ciellino Mario Mauro, attuale ministro della Difesa del Governo Letta-Bilderberg: lo stesso che nei giorn scrosi (come detto) approvava gli F35 e gli armamenti pesanti, acquistati alla faccia dell'Art. 11 della Costuzione (ormai declassata al rango di semplice carta igienica ad uso delle toilettes del Bilderberg Club e della Trilaterale) e alla faccia dei sacrifici chiesti agli Italiani, che si troveranno (ci troveremo) a parare 240 miliardi di euro fino al 2020. Ma loro continuano a dormire… dormire… dormire… coccolati nei loro squallidi divani dalle confortevoli voci in sottofondo dei conduttori del ciarpame dei talk-show politici di prima e seconda serata. 

    Thomas Herndon - Bluff Austerity

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Dramma ellenico non è servito agli Italiani?                                                 

    I Greci – frattanto – hanno dovuto attraversare forse uno dei peggiori momenti della loro storia moderna per svegliarsi e accorgersi di ciò che stava avvenendo nel loro Paese. Alla fine, però, si sono resi conto dei danni che i loro governanti avevano prodotto e sono scesi in piazza (anche se forse troppo tardi). La crisi ellenica non è servita agli Italiani per svegliarsi. È servita, invece, a chi intendeva (come dichiarato in una ormai famosa intervista rilaciata dal Signor Monti) far sì che altri Stati europei  rinunciassero a parte della propria sovranità e autonomia. Grazie all’esperienza della Grecia, prima, e di Cipro, poi,  chi voleva appropriarsi di parti di uno Stato ha capito che era meglio farlo in silenzio, in modo da non svegliare nessuno. 

    Campi-di-Concentramento-in-Grecia-contro-levasione-fiscale

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cipro e Grecia – Gli esperimenti per non svegliare nessuno…                    

    Che la Grecia e Cipro fossero degli esperimenti lo avevano capito in molti,  ma nessuno pensava che, visto il pericolo imminente, invece di stare in guardia, gli Italiani avrebbero preferito andare a dormire. E così, senza fare rumore (alla notizia, anche i  giornali che si occupano di  economia e finanza hanno dedicato meno di dieci righe) i nostri governanti  hanno permesso che nei  giorni scorsi entrasse in vigore in Europa il “Two pack”. Forse gli italiani ancora assonnati non si sono accorti che in base a questa norma un altro pezzo d’Italia è stato ceduto all’Europa.

    New-World-Order-Olli-Rehn-Qui-Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Un altro pezzo d'Italia comprato a caro prezzo… ceduto allegramente   

    D’ora in poi, le manovre finanziarie non saranno più leggi che dovranno approvare le due camere del Parlamento, unici soggetti in uno Stato sovrano come il nostro (ammesso che lo sia ancora) a ciò delegati. Gravissimo! Capite! Grazie alle scelte che alcune persone hanno fatto mentre gli Italiani dormivano, d’ora in poi, leggi come le finanziarie dovranno ricevere l’approvazione di Bruxelles (ossia di chi non è eletto democraticamente da nessuno, ma nominato e non si sa in base a quali criteri) che, se non le riterrà soddisfacenti e rispettose del Patto di Stabilità, potrà apporvi il veto e rimandarle indietro. E, per di più, il tutto con una tempistica che nessuna legge finanziaria in Italia ha mai rispettato. E così, passo dopo passo, un altro pezzetto dell’Italia è stato ceduto all’Europa. Lo hanno capito bene gli europei accorsi in migliaia lo scorso fine settimana per protestare contro la BCE. Meno noi! Anzi qualcuno crede ancora alle favole…

    vendesi italia

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Ora di alzarsi… O dormire a vita!                                                                       

    In un recente articolo (https://www.quieuropa.it/dittatura-3-0-litalia-dei-soviet-dei-commissariamenti-e-dei-gamberi/ – vedi allegato) ci  chiedevamo quale sarebbe stato il successivo strumento per privare i cittadini, mentre dormono, dei loro diritti costituzionali. Ora lo sappiamo e forse sarebbe il caso che tutti noi ci svegliassimo prima che non resti più niente per cui valga le pena di farlo. Qui brucia tutto! Alla fine, continuando di questo passo non ci rimarrà neanche la soddisfazione di  essere chiamati, come meriteremmo, “Italiani: popolo di  dormiglioni”. Alla fine si dirà: “Europei: popolo di  dormiglioni”. Anche se in realtà le rime da fare sarebbero tante…

    C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • Inchiesta Italia – Quanto vale la Salute dei Cittadini?

    Inchiesta Italia – Quanto vale la Salute dei Cittadini?

    Venerdì, Maggio 24th/2013

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013, Unione Europea, Agenzia Europea per l’Ambiente, Jacqueline McGlade, Centrale termoelettrica Federico II, ILVA Spa, Saras Raffinerie Sarde S.P.A., Centrali Termoelettriche Di Taranto, centrale termoelettrica Di Fiume Santo, Impianto Termoelettrico Di Fusina , Vado Ligure, Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela, Esso italiana raffineria di Augusta, Raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi, Raffineria ISAB impianti Sud Priolo Gargallo, Enel Produzione SpA – Centrale di Sulcis ,  Enel Produzione SpA – Centrale di Torrevaldaliga Nord, Raffineria di Milazzo S.C.p.A.; Enipower S.P.A. Stabilimento Di Ferrera Erbognone, Greenpeace , “ENEL il carbone costa un morto al giorno”, royalties, Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W. L. Godschack, Annibale Biggeri 

    Italia – Quanto vale la Salute dei Cittadini? 

    L'Inchiesta di "Qui Europa" su inquinamento e

    malaffare legalizzato nell'ex Bel-Paese

    Le chiamano "Compensazioni". Dietro, gravissimi ed

    irreparabili danni alla salute. Alterazioni al DNA e

    agenti cancerogeni

    Un cupo universo, oltre la censura dei media di regime

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri 

    Qui Europa - L'Inchiesta - Bombe ecologiche e Cielo Aperto e Compensazioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Quanto vale la Vita dei Cittadini? Pare davvero poco!                                   

    Roma, Palermo – Si sente parlare spesso di sicurezza sul posto di lavoro, di miglioramento delle condizioni di vita e simili. Per questo motivo, avrebbe dovuto sorprendere la notizia, riportata dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nel “Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2013”, secondo la quale metà delle nostre acque risulta contaminata da sostanze nocive e potenzialmente dannose per l’uomo. Anche la qualità dell’aria, nonostante la sottoscrizione, da parte della maggior parte dei Paesi della Terra, di accordi e protocolli per migliorare le condizioni dell’ambiente (accordi finora rivelatisi largamente fittizi e non assolutamente applicati dai soliti noti) non sembra essere migliore, tanto che, qualche anno fa, l’Unione Europea decise di mappare la condizione dell’ambiente del Vecchio Continente. I risultati sono stati sorprendenti, ma, non si sa per quale motivo, poco diffusi. La ricerca dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, pubblicata nel 2011, ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato davvero bisogno, che esistono zone, in Europa, in cui la qualità dell’ambiente è potenzialmente nociva per la salute degli abitanti. Inoltre, la ricerca ha appurato, che, a causare questo danno all’ambiente e alla salute del persone, sono state, e sono tuttora, alcune imprese, accusandole una per una e indicando le loro specifiche responsabilità e il danno prodotto. Anzi, dalla ricerca è emerso che, nel 2009, anno cui si riferisce, a causare la metà dei costi totali imputabili all’inquinamento (che ammontano per tutti i Paesi dell’Unione Europea a una cifra astronomica, compresa tra i 102 e i 169 miliardi di Euro), sono state solo, si fa per dire, 191 imprese. (I dati sono consultabili sul sito http://www.eea.europa.eu/publications/cost-of-air-pollution/at_download/file).

     Centrali Elettriche tra i maggiori soggetti inquinanti                                      

    Colpevoli dell’inquinamento sono, secondo i ricercatori, alcune grandi centrali elettriche, raffinerie, processi industriali, impianti per la raccolta e il trattamento di rifiuti e determinate attività agricole. Le maggiori colpe sarebbero, però, da imputare alle emissioni delle centrali elettriche. È emerso con chiarezza che impianti di grandi dimensioni, come quelli che si trovano in Germania, Polonia, Regno Unito, Francia e Italia, sono quelli che contribuiscono maggiormente al totale dei danni. Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’AEA, ha affermato che l’"analisi rivela gli elevati costi causati da inquinamento da centrali termiche ed altri grandi impianti industriali".

    Qui Europa - L'Inchiesta - Bombe ecologiche e Cielo Aperto e Compensazioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Ricerca AEA e paradosso sulla Salute – Le Pagelle Nere in Italia               

    Sì perché, in realtà, l’analisi condotta dall’AEA non ha ritenuto necessario approfondire la ricerca sino a individuare le conseguenze sulla salute dei lavoratori e dei cittadini e si è limitata a valutare i costi causati all’inquinamento. E così, sono stati esclusi dai risultati della ricerca aspetti relativi alle conseguenze per la salute e alla sicurezza connessi con l'esposizione professionale ad inquinanti atmosferici e, ovviamente, i relativi costi sociali. Ci si è limitati a rilevare che sono stati superati certi valori considerati accettabili e che ciò ha un costo. Tra le imprese maggiormente inquinanti riportate nella classifica allegata alla ricerca, quelle in Italia sono: la Centrale termoelettrica Federico II di Brindisi (18esimo posto in Europa); l’ILVA Spa, di Taranto (52esima); Saras Raffinerie Sarde S.P.A. (al 69esimo posto); Centrali Termoelettriche Di Taranto (80esimo posto); la centrale termoelettrica Di Fiume Santo (87esima); l’Impianto Termoelettrico Di Fusina (al 108esimo posto); Vado Ligure (al 118esimo posto); la Centrale Termoelettrica di San Filippo del Mela (al 128esimo posto); Esso italiana raffineria di Augusta (al 145esimo posto); Raffineria di Sannazzaro De’ Burgondi al 148esimo posto; la Raffineria ISAB impianti Sud Priolo Gargallo (al 174esimo posto); Enel Produzione SpA – Centrale di Sulcis (186esima); Enel Produzione SpA – Centrale di Torrevaldaliga Nord (187esimo posto); Raffineria di Milazzo S.C.p.A. (188esima); Enipower S.P.A. Stabilimento Di Ferrera Erbognone (189esimo posto).

     Enel – Il Carbone costa un morto al giorno                                                         

    La ricerca dell’AEA ha confermato ulteriormente l’impatto che molti di questi impianti, venuti alla ribalta nei mesi e negli anni scorsi, hanno avuto sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Per questo motivo, ad Aprile dello scorso anno, Greenpeace ha pubblicato uno studio sulle conseguenze derivanti dall’inquinamento causato dalle centrali a carbone dell’ENEL, dal titolo inequivocabile: “ENEL, il carbone costa un morto al giorno”. Sorvolando sulle proteste che hanno riempito le pagine dei giornali (purtroppo, spesso senza sortire alcun effetto), ciò che, più di ogni altra cosa, dovrebbe sorprendere è quanto è stato fatto fino ad ora da chi governa la cosa pubblica. Ovviamente, si potrebbe pensare che, di fronte alla evidente responsabilità di alcune grandi industrie, causa di gravi danni all’ambiente e alla salute delle persone, siano già state avviate procedure per chiudere questi impianti o, almeno, per modificare i processi produttivi e ridurne le conseguenze.

    Qui Europa - L'Inchiesta - Bombe ecologiche e Cielo Aperto e Compensazioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Contentino – Lo Strumento della Compensazione                                     

    In realtà, la cosa che sorprende più di ogni altra è che, non solo la maggior parte delle aziende riportate nello studio dell’AEA continua ad operare, ma che, già da diversi anni, per limitare gli ostacoli da parte di soggetti locali, è stato inventato lo strumento della “compensazione”. Con questo termine si intende “qualunque intervento proposto dal proponente o richiesto dall'autorità di controllo della VIA (valutazione di impatto ambientale ndr), teso a migliorare le condizioni dell'ambiente interessato, ma che non riduce gli impatti attribuibili specificamente al progetto”. In poche parole, lo Stato interviene, ma non imponendo alle imprese di ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla salute della gente, come sarebbe normale e auspicabile, bensì chiedendo alle grandi imprese di realizzare misure “compensative” volte a “ridurre” (ma, forse, sarebbe meglio dire camuffare) le conseguenze negative delle loro azioni ritenute “strategiche”. In questo modo le grandi industrie, quando decidono di produrre i loro beni  o di realizzare i loro impianti su un territorio, non sono costrette a concordare, con le amministrazioni locali, royalties che pure sarebbero legittime, ma si limitano a concedere qualche contentino chiamandolo “compensazione”. In questo modo, le grandi imprese devono solo, e nemmeno sempre, mettere a disposizione qualche soldo per la realizzazione di misure compensative come “piantumazione di aree, recupero dell’avifauna, sistemazione straordinaria strada rurale, recupero e ripristino di ex cave, sistemazione di boschi, ripristino piste forestali, finanziamento di progetti di miglioramento ambientale ai fini faunistici di aree protette, realizzazione di percorsi di accesso ad aree archeologiche, sistemazione opere stradali come marciapiedi e segnaletica, riqualificazione del centro storico e del parco comunale”. Non basta! Infatti lo Stato ha anche deciso di ridurre questa “compensazione”: di recente il legislatore l’ha portata dal 5 al 2% (un’inezia). 

     Terna e TAV – Due raccapriccianti esempi molto eloquenti                          

    In questo modo, ad esempio, aziende come Terna che, nata da una costola di ENEL, è diventata ormai un colosso indipendente, ha concesso “compensazioni”, dal 2009 al 2011, per 68,6 milioni di Euro (dati Terna), ma, per contro, ha potuto chiudere il 2012 con un utile netto di  464 milioni di Euro. Allo stesso modo, per la realizzazione della tanto decantata TAV, sotto la voce "compensazione" è stata proposta l'estensione della rete dati a banda larga in Val di Susa (che pare avrebbe dovuto far parte di un’altra compensazione, quella per la realizzazione di un’autostrada, e mai realizzata).

    Qui Europa - L'Inchiesta - Bombe ecologiche e Cielo Aperto e Compensazioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Alterazioni al DNA e "Alterazioni di Coscienza"                                               

    E ancora, sempre per lo stesso motivo Saras avrebbe concordato con la Regione Sardegna e gli enti locali un “adeguato insieme di misure di compensazione e riequilibrio ambientale” destinate alla realizzazione di opere di “mitigazione ambientale”, e alla realizzazione di infrastrutture di pubblica utilità (come, ad esempio, impianti fotovoltaici sui tetti di scuole ed edifici pubblici, rinaturalizzazioni, opere di  ripristino ambientale, ecc..). In  questo modo nessuno dovrebbe avere da ridire se – come è emerso da uno studio condotto tra il 2006 e il 2007 da Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W. L. Godschack e Annibale Biggeri, e pubblicato su “Mutagenesis” dell’Università di Oxford – “il sito industriale produce una complessa miscela di inquinanti atmosferici che comprendono benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici”. E, a conseguenza di ciò, “le alterazioni del DNA sono così risultate significativamente più elevate nei bambini delle scuole rispetto al campione di confronto”. Forse, dopo aver firmato gli accordi che prevedono le “compensazioni”, capi d’azienda, tecnici e politici si sentiranno la coscienza a posto, ma a cosa serviranno le “compensazioni” ai bambini nati con queste malformazioni e ai loro genitori? Ma ormai non ci dovrebbe sorprendere più niente.

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di Montecitorio. Ma tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesina – che i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristico. In realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolari. L’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volte. E l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europee. In realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]

     

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Prima Parte

    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri –

    Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi. Oltre la Verità

    Ufficiale: I Misteri del Caso Marò – Prima Parte

    Versioni diverse, Corpi spariti, Dati discordanti

    La Strana paralisi dell'Ue e degli Organismi Internazionali 

    Oltre la Cappa Mediatica – L'Analisi di "Qui Europa"

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Dietro la "verità ufficiale" 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore, Il ministro della Difesa indiano A.K. Antony – all'Agenzia di stampa PTI – ha sostenuto che i due marò italiani sono ritornati in India grazie all' "atteggiamento deciso" della Corte Suprema e del governo del Paese."La questione è stata risolta – ha dichiarato – senza molti problemi con il deciso atteggiamento assunto dalla Corte Suprema e il suo energico intervento. Anche il governo – ha aggiunto – ha lavorato sulla stessa lunghezza d'onda ottenendo che i marò tornassero qui per essere sottoposti a processo. E su questo – ha concluso – le autorità di New Delhi hanno sostenuto i sentimenti del governo del Kerala, dove l'incidente é avvenuto il 15 febbraio 2012, con la morte di due pescatori". Secondo un noto costituzionalista indiano, Fali Sam nariman, i due italiani non correrebbero rischi di pena capitale, ma la certezza in questi casi è un qualcosa di inafferrabile e altamente aleatorio.

     Enrica Lexie – La Realtà potrebbe essere ben diversa 

    Da oltre un anno,  ormai, la cronaca internazionale non lascia passare giorno senza raccontare ciò che avviene ai nostri due connazionali accusati di omicidio dal governo indiano. In realtà, dietro tutta questa faccenda, che dura ormai da troppo tempo, la realtà potrebbe essere ben diversa da quella che apparirebbe semplicemente ascoltando i telegiornali. Innanzitutto, i fatti. Ebbene da una disamina anche solo un tantino meno superficiale, rispetto a quanto fatto da chi si è limitato a riportare comunicati stampa, degli atti e delle dichiarazioni ufficiali della Polizia, della Guardia Costiera di Kochi, dei testimoni locali e dei giudici di Kerala emergono molte anomalie. Anomalie che i legali dei due Marò detenuti in India avrebbero dovuto far rilevare e far valere  e che, invece, chissà perché sono state dimenticate.  Cominciamo dall’inizio. I verbali della polizia e della Guardia Costiera di Kochi riportano che il peschereccio St. Antony con le due vittime a bordo sarebbe rientrato in porto alle 18:20, quando il sole era alto (quel giorno stando ai dati ufficiali è tramontato alle 19:47). Eppure i filmati delle televisioni locali mostrano che il rientro della nave sarebbe avvenuto molto più tardi quando era già buio pesto.

      Diverse versioni e dati discordanti 

    Andiamo avanti. Sempre secondo la Guardia Costiera, il peschereccio indiano sarebbe rientrato in porto, quasi cinque ore prima della nave Enrica Lexie su cui si trovavano i due Marò e ciò nonostante la sua velocità massima sia nettamente inferiore a quella della nave italiana. I pescatori, appena a terra, avrebbero dichiarato di non aver visto nulla, in quanto tutti sotto coperta e in sonno pieno, ad eccezione dei due colleghi colpiti e deceduti e che quindi non possono testimoniare. Solo pochi giorni dopo, questa dichiarazione sarebbe stata cambiata e i pescatori avrebbero fornito i dati per il riconoscimento della nave. Cambiamento che tuttavia non sarebbe decisivo per l’accusa: i colori della nave italiana, infatti, sono simili a quelli di molte altre navi in quel momento presenti nella zona, almeno quattro.

     Una curiosa omissione – Perchè? 

    Anche le procedure di rientro in porto sarebbero, a dir poco, anomale. In base agli accordi internazionali, come il Codice Internazionale della Navigazione, e agli Accordi Nato (di cui sia India che Italia farebbero parte e che coprono l’operato dei militari all’estero, in base al cosiddetto “Diritto di Bandiera”) il governo indiano non avrebbe dovuto chiedere il rientro in porto della nave italiana omettendo di informarla che erano indagati: la Guardia Costiera, infatti, ha chiamato via radio tutte le navi in zona invitandole a rientrare a Kochi per “identificare una barca di pirati” che aveva già catturato.

     Spunta l'Olimpic Flair – Vi fu un altro conflitto in mare?  

    Proprio in quelle ore, infatti, pare che si sia verificato un altro conflitto a fuoco tra una nave greca, la Olimpic Flair, molto simile alla Enrica Lexie e con a bordo guardie armate, e una nave di presunti “pirati”. Del resto, gli scontri armati in quelle acque pare siano all’ordine del giorno, oltre che per la presenza di pirati anche per la presenza di navi da guerra essendo l’India, di fatto, in guerra con altri Paesi. Resta il fatto che delle cinque navi presenti nella zona, quattro si sarebbero dileguate al largo. L’unica a rientrare sarebbe stata quella italiana. Singolare anche lo slancio nel "perseguitare" (?) i due militari italiani, spintosi fino al punto di proibire ai tecnici del Ros (Carabinieri) di essere presenti alla prova balistica. Non a caso l’analisi balistica sui progetti avrebbe identificato armi diverse da quelle in dotazione ai nostri militari.

     Corpi spariti – Una cremazione lampo 

    Anche le procedure successive sarebbero state, a dir poco, anomale. Le uniche indicazioni interessanti potevano provenire da un esame autoptico dei corpi delle due vittime, ma questa possibilità è stata negata alla difesa, visto che gli stessi sono stati cremati nel giro di poche ore. Perchè – ci chiediamo – cremare dei corpi di reato che coinvolge due diversi Paesi e dove quindi le controversie potrebbero richiedere un approfondimento di indagini? La stessa  nave italiana sarebbe stata in base ai rilievi del radar in posizione diversa da quella in cui il peschereccio indiano è stato attaccato. Chi volesse conferma di ciò può leggere l’analisi della vicenda effettuata dall’Ingegner Luigi Di Stefano (disponibile sul sito http://www.seeninside.net/piracy/index.htm) perito – pare – di chiara fama che, tra l’atro, ha collaborato nel corso del processo sulla strage di Ustica.

     Siria – Tacete! Altrimenti è la Morte 

    Anche il coinvolgimento di Onu e Nato in questa vicenda pare essere, a dir poco, anomalo. La presenza di militari armati a bordo di navi mercantili, deriva infatti (ma di questo i media non parlano) non da una scelta arbitraria e eccessiva del nostro Paese, ma dalle linee guida dell’IMO (International Maritime Organization: organismo dell’Onu preposto alla disciplina dei traffici marittimi) e dalle disposizioni Ue e Nato in materia di contrasto alla pirateria nelle acque vicine. Ebbene, nessuna di queste organizzazioni ha proferito parola in merito a quanto avvenuto o è intervenuta imponendo il rispetto dei trattati sottoscritti da Italia e India. Ma allora – ci chiediamo – a che servono questi accordi? L’unico intervento è stato quello di Catherine Ashton, l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell'Unione Europea. Intervento blando e a tutt’oggi, come dimostrano i fatti, assolutamente inutile. Come spesso accade!

     Val di Fiemme, Italia – Nel 1998 andò diversamente 

    Eppure, in altri casi, le cose erano andate diversamente. Nel 1998 un aereo militare statunitense pilotato Richard Ashby, decollato dalla base aerea di Aviano, per una bravata del pilota in violazione di tutte le norme di volo, tranciò le funi che reggevano la funivia del Cermis, in Val di Fiemme. La cabina precipitò da un'altezza di circa 150 metri schiantandosi al suolo. Nella strage morirono venti persone di diverse nazionalità. I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro marine in Italia, ma il giudice per le indagini preliminari impose che, in forza della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari Nato, la giurisdizione sul caso dovesse riconoscersi alla giustizia militare statunitense. Nel giro di pochi giorni i militari statunitensi rientrarono i patria e, alla fine, solo il pilota e il suo navigatore furono chiamati a comparire davanti a un tribunale militare americano e solo per rispondere dell'accusa di omicidio colposo. Nel 1999 la giuria assolse Ashby e anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito. Nel maggio del 1999 entrambi furono degradati e rimossi dal servizio e il pilota fu condannato a sei mesi di detenzione (poi addirittura  scesi a quattro) per intralcio alla giustizia (avevano distrutto il nastro che dimostrava la loro colpevolezza).

     Oltre la Verità Ufficiale – I Misteri del Caso Marò 

    Forse sarebbe stato meglio che i nostri Marò avessero chiesto assistenza agli stessi legali dei due militari americani, perché quelli che li assistono pare abbiano dimenticato che esistono precise leggi e accordi internazionali che tutelano i diritti dei nostri militari. A prescindere – ovviamente dalla loro presunta colpevolezza o innocenza – Di certo poi, a rinfrescare loro la memoria non sono intervenuti né i responsabili di organismi internazionali come ONU e Nato, in primis, né i nostri politici. Ma, allora, perché tutto ciò?  Forse, la verità e le cause di tutto questo sono da cercare altrove. Forse non servirebbe a far tornare immediatamente i nostri soldati in Italia, ma, almeno, servirebbe a far capire alle famiglie dei nostri Marò per quale motivo i loro congiunti, da oltre un anno ormai, fanno avanti e indietro dall’India, con il rischio di essere “condannati a morte pur – è un'ipotesi – non avendo commesso il fatto”. Anche la beffa dei nostri diplomatici, che avevano assicurato che non esisteva per loro il rischio di una condanna a morte, è stata immediatamente smentita dalle autorità indiane: il rischio esiste, eccome. Forse, sapere che il sacrificio dei loro congiunti (perché di questo potrebbe trattarsi fino a prova contraria) potrebbe servire al Paese al quale loro hanno giurato fedeltà, renderebbe meno amara la medicina che stanno cercando di mandare giù. Ma forse il problema è proprio questo: siamo certi che tutto ciò davvero serva al nostro Paese? E cosa accadrebbe se venisse detto ai nostri soldati che la situazione in cui si trovano, non è conseguenza del fatto che loro hanno giurato di servire l’Italia, ma serve a permettere a “qualcun altro” di fare qualcosa? (Continua…)

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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