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Categoria: Italia – Diario della Crisi

Diario della crisi – Ita

  • Fermate l’Italia, voglio scendere!

    Fermate l’Italia, voglio scendere!

    Domenica, 3 giugno / 2018 

    – di Roberto Pecchioli 

    con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli,  Cottarelli, Conte, Mattarella, Nuovo governo 

    Fermate l'Italia, voglio scendere!

    Il trapassato non passa, il presente fa piangere:

    i poteri forti aleggiano ancora su Palazzo Chigi

    Intanto piove la prima ammonizione ufficiale per il neo

    ministro Fontana, sulla famiglia…

     

    di Roberto Pecchioli

    con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

    CONTE, COTTARELLI, MATTARELLA, SAVONA

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Fermate l'Italia, voglio scendere!                           

    Roma – di Roberto Pecchioli  Fermate l’Italia, voglio scendere! Uno dei problemi, invecchiando, è non riuscire più a comprendere ciò che vediamo. Sfuggono dalle mani i codici per decifrare la realtà nuova, ci si sente estranei, inadeguati e si finisce per rinchiudersi in se stessi. Se la vedano “loro”,

                  noi rimaniamo spettatori di fatti che accadono nostro malgrado

                             e di cui non sappiamo individuare senso o direzione.

    Come assistere a un film bengalese in lingua originale. Per questo siamo in tanti a voler scendere. L’Italietta è diventata Italiaccia. Per un paio di giorni abbiamo avuto tre governi. Quello in carica “per il disbrigo degli affari correnti”, come recita la formula ampollosa e sottilmente umoristica del protocollo ufficiale, quello “del presidente” di Carlo Cottarelli, funzionario del Fondo Monetario Internazionale, nonché quello sgradito (sia pur apparentemente – Ndr) a tutte le oligarchie, capitanato dal professor Conte (luiss – Ndr) con la partecipazione del bieco bolscevico, fascista e anti europeo (almeno così lo hanno dipinto – Ndr) Paolo Savona (vice-presidente dell'Aspen Institute, il "Bilderberg italiano" – Ndr). La formazione gesuitica del capo dello Stato ha permesso di riesumare una categoria teologica caduta nell’oblio, quella dei peccati commessi con pensieri, parole, opere e omissioni. Il processo alle intenzioni del diabolico ottuagenario Savona, pronto ad uscire dall’euro in 48 ore nette (?!) ha tuttavia consentito agli italiani di vederci più chiaro (o no? – Ndr). Il buon Mattarella si è presentato al popolo per rivendicare lo stop a Savona nel nome dei Mercati, rivelando – santa ingenuità – di chi è garante e presidente (strategia del falso dissenso o scaramucce tra poteri forti? Beh, forse non lo sapremo mai davvero! – Ndr). Il commissario europeo con passaporto tedesco, Herr Oettinger, colto anch’egli da un attacco di sincerità, ha ringhiato che ci penseranno i Mercati (sempre con la maiuscola!) a insegnare agli italianuzzi, piccoli, neri, sporchi e fetenti a votare come si deve. Persino Juncker, forse tradito dalla birra belga, ha rivelato apertis verbis quanto gli stiano sulle scatole gli abitatori dello Stivale, fannulloni, mantenuti, corrotti (verissimo, ma in affollata compagnia) e tante altre cose. Detto da un gerarca lussemburghese, staterello assai incline ai peggiori affaracci finanziari, sopra e sotto il tavolo, l’unica risposta è quella di Tonio al cugino Renzo Tramaglino. Il promesso sposo, riparato a Bergamo, si lagnava dell’appellativo di baggiani dato dai locali ai milanesi come lui. L’esperto Tonio replicò che, in bocca ai bergamaschi, era come dare dell’eccellentissimo a un monsignore. Archiviati gli insulti e le gonne strappate delle italiche vestali giornalistiche, resta l’amarezza per una nazione frantumata, uno Stato in mano a personalità quanto meno inadeguate, classi dirigenti perfino peggiori di quanto immaginassimo. Dunque, fermate l’Italia e fateci scendere. Vogliamo guardarla dal basso, dal buco della serratura quest’ Italia irriconoscibile che ci rende nostalgici.

     Arrogante con i deboli, servile coi potenti…          

    In poche settimane abbiamo visto cose che voi italiani di ieri neanche avreste immaginato. Le abbiamo osservate da spettatori perplessi che poco sanno e molto immaginano. Ciò che tocchiamo con mano è una decadenza tanto profonda e accelerata, nella presente fase terminale, che somiglia davvero agli spasmi dell’agonia. Abbiamo ascoltato fieri “servitori delle istituzioni” invocare l’intervento della polizia postale per denunciare e condannare chi ha attaccato la presidenza della repubblica via computer. Insulti, minacce, volgarità non ci appartengono, vanno respinte senza esitare. Ma questa è la reazione del potere al sentimento popolare: polizia, intimidazione, repressione. Alla napoletana, sembra il motto “facite ’a faccia feroce”, ma soprattutto tenete presente che voi, i democratici della più bell’acqua, avete il dovere di accettare il dissenso. Non è questo il blasone, il quid pluris della democrazia rispetto agli altri regimi? Altrimenti, sarà vera quella strofa di una canzone di battaglia di tanti anni fa: “Democrazia, democrazia, è cosa vostra e non è mia. Democrazia in quantoché comandate voi.” Vogliamo scendere, perché la vostra Italia è davvero quella che ha dato il peggio di sé nelle ultime incredibili settimane. Questo è il “paese” dove un gelataio è multato di 516 euro (un milione del vecchio conio, il reddito mensile di non pochi pensionati e altrettanti giovani “flessibili”) per non aver battuto lo scontrino per l’aggiunta gratuita della panna in un cono gelato. Spiace continuare, ma è anche il luogo dove chi scrive, reduce da un pauroso incidente in una galleria autostradale, è stato oggetto di contravvenzione perché le cinture posteriori non erano bene allacciate, circostanza non accertata dai solerti verbalizzanti, ma spontaneamente riferita. Un conoscente disabile in fase terminale sborserà 250 euro per non aver esposto l’apposito contrassegno nel parcheggio, che teneva nel portafogli e ha esibito ad un altro zelante salvatore della patria. Dura lex, sed lex, quando è comodo, facile e non comporta rischi. Sanzione confermata, gli ausiliari del traffico sono poveri cristi che guadagnano se portano denaro alle casse comunali. La chiamano competitività, è un must del sistema vigente, il quale prospera mettendo l’uno contro l’altro i sudditi. Un’ Italia ufficiale arrogante con i deboli, viscida e servile con i potenti, anzi flessibile, nel senso che si piega volentieri. Milioni dei suoi figli li ha costretti al lavoro in affitto, a quello intermittente, a chiamata (on demand, come la scheda delle televisioni!), a tempo parziale, determinato, ripartito e occasionale. Siete sicuri, soloni del sistema, che il popolaccio, quello che un vostro chierico culturale, Ilvo Diamanti, bolla come “popolocrazia”, avrebbe gradito un governo “neutro” diretto dall’ alto funzionario dei poteri forti Carlo Cottarelli, di cui una deputata di Forza Italia (la classe dirigente di Berlusconi…) ha detto: si è comportato come un principe?

     Il trapassato non passa, il presente fa piangere     

    Nei giorni frenetici della crisi di governo passa sotto silenzio l’arresto per corruzione di un vice prefetto. Speriamo davvero in un errore giudiziario, ma che dire della casta di privilegiati cui appartiene? Riaffiora la vecchia Italia prefettizia di Giovanni Giolitti, ministro di malavita. Alla stazione di Milano Certosa hanno deciso di svolgere una seria operazione di controllo dei titoli di viaggio. Tombola: 87 su 87 controllati senza biglietto e non interessa conoscere la nazionalità, perché farabutti e approfittatori tricolori ne abbiamo anche per l’esportazione. Invece esportiamo cervelli, giovani volonterosi che vanno a costruirsi la vita lontani da Mattarella, pensionati decisi a non fare i donatori di sangue all’Italia ingrata (reddito, tasse, diritti, sanità eccetera) anche nell’autunno della vita. Chi ci ha (s)governato sino a oggi prosegue nel delirio. Dopo averci tediato per mesi con le trame nere del XXI secolo, inventato di sana pianta il pericolo fascista, uno di loro, l’inesausto ministro Delrio, non si dà pace e taccia di fascista Matteo Salvini (sconclusionata sbottata ideologica o dialettica hegeliana ad oltranza? Fate voi! – Ndr). E’ un bravo medico, forse dovrebbe prescrivere a se stesso qualche goccia di Lexotan. Nell’inverno della Prima Repubblica, Mino Martinazzoli, un bresciano dall’aria triste, ultimo segretario della DC in rotta, ricevette da comunisti e post comunisti analoghi insulti. Con sarcasmo forse involontario, rispose che erano davvero a mal partito gli accusatori, se non riuscivano a distinguere i democristiani dai fascisti.

                                                 Ma l’Italia si avvita su stessa.

                  Il trapassato non passa, il presente fa piangere e il futuro fa paura.

                   Per favore, fermatela quest’ Italia terminale, lasciateci scendere

                                                 per diventare esuli o apolidi.

    Magari siamo troppo vecchi o stupidi per capire, forse stiamo troppo in basso per vedere le magnifiche sorti e progressive del “paese”. Ci siamo guadagnati una bizzarra speranza: Giuseppe Conte

                   (di formazione franco-anglofona, proveniente dalla Yale University,

                   quella famosa per la loggia di Bush e Rockefeller, la "Skull & Bones"

                     e dal Girton College della Cambridge University, oasi Rothschild.

    Conte è anche docente presso la Luiss (oasi molto cara alle famiglie Agnelli-Rothschild,

                         e con presidente la Marcegaglia: anch'essa, come Savona,

                                       autorevole membro dell'Aspen Institute)

                                                (Ndr Sergio Basile / Qui Europa)

    e la nuova ditta Matteo & Gigino (ma programmi così diversi potranno reggere a lungo? Visto che il M5S presenta un programma fotocopia rispetto a quello del PD, possiamo parlare di reale camniamento? E in cosa? – Sono domande che in pochi sembrano porsi! – Ndr – Già, in merito, il ministro Lorenzo Fontana, al dicastero della famiglia, sembra aver avuto la prima "ammonizione interna" sulle dichiarazoni rilasciate in favore della famiglia tradizionale e contro l'inesistente concetto di "famiglia gay". Insomma iniziamo bene!! – Ndr) . Cosa accadrà, dunque, sui grandi temi? Prima di giudicare attendiamo al varco il governo (e Salvini) su punti come la famiglia, la moneta e l'iper-immigrazione di massa (Ndr)

                  Se falliranno, non resterà che autosospenderci da cittadini italiani,

                              confessandoci colpevoli delle macerie pro quota.

                                 Chissà se i Mercati concedono il passaporto.

     

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    con integrazioni e note a cura di Sergio Basile

    partecipa al dibattito: infounicz.europa@gmail.com 

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     Video-intervista correlato – Intervista Salvini  

    INTERVISTA A MATTEO SALVINI DI SERGIO BASILE – QUI EUROPA / LUGLIO 2015

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  • Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Moneta-debito, strategie bancarie, crisi: tutto nei Protocolli di Sion

    Domenica, 27 maggio/ 2018

    di Sergio Basile  –

     Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Kolbe, Protocolli dei Savi di Sion, moneta-debito, banche 

    Moneta-debito, crisi economiche e strategie bancarie:

    tutto nei Protocolli di Sion

    Il caos economico imperante sarebbe una delle prove maggiori 

    dell'autenticità del documento più sovversivo della storia

     

    di Sergio Basile, Presidente Sete di Giustizia

    PROTOCOLLI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Protocolli dei Savi di Sion: falsi o autentici?    

    Roma – di Sergio Basile – Protocolli dei Savi anziani di Sion furono pubblicati in Russia nel 1905, mentre già il sistema bancario internazionale e i poteri occulti, nell'ombra, gettavano le basi della rivoluzione ebraico-bolscevica del 1917. Per il loro contenuto altamente sovversivo e cospiratorio essi sono considerati i piani programmatici di una rivoluzione di tipo totale contro le nazioni, una rivolta religiosa in primis, ma anche militare, culturale ed economico-sociale al tempo stesso, orientata alla nascita di un unico governo globale d'estrazione ebraica. Effettivamente sono degli scritti che lasciano poco all'immaginazione, compromettenti e spudorati, frutto di una mente sottile quanto perversa. Secondo la storiografia ufficiale sarebbero però dei falsi. Ma è davvero così? San Massimiliano Kolbe definì i Protocolli dei Savi di Sion come il documento programmatico più sovversivo della storia, nonché il libro guida dei seguaci dell'ebraismo e dei massoni, verso la realizzazione della Repubblica Universale (1).

               Malgrado il libro sia stato bollato da alcuni storici come

                          "il falso più clamoroso del Novecento",

                    a sancirne la veridicità oltre a molti altri storici

               vi è lo stesso, eroico martire, Padre Massimiliano Kolbe.

    (1) vedi qui Kolbe e i Protocolli di Sion

     I servi idioti delle logge – Protocollo XV            

    A giudicare dalle testimonianza e dagli scritti del francescano

                 i Protocolli non solo sarebbero autentici, ma sarebbero

        fondamentali per comprendere il rapporto di servilismo esistente tra 

             sette, logge massoniche e vertici mondiali del potere occulto,

              e come quest'ultimo, con l'inganno e le lusinghe sia riuscito

           nei secoli a strumentalizzare gli adepti, usandoli per i propri fini.

    In merito è molto interessate esaminare il contenuto del PROTOCOLLO XV: "I Gentili frequentano le Logge Massoniche per pura curiosità, o nella speranza di ricevere la loro parte delle spoglie; alcuni di essi vi entrano pure per poter discutere le loro stupide idee davanti ad un pubblico qualunque. I Gentili vanno alla ricerca delle emozioni procurate dal successo e dagli applausi; noi gliene diamo fin che ne vogliono. Questo è il motivo per cui permettiamo ad essi di avere successi; cioè allo scopo di volgere a nostro vantaggio gli uomini che credono orgogliosamente di valer qualche cosa, e che senza accorgersene s’imbevono delle nostre idee, fiduciosi di essere infallibili e convinti di non andar soggetti alle influenze altrui. Non avete idea di quanto sia facile ridurre anche il più intelligente dei Gentili in una condizione ridicola di ingenuità agendo sulla sua presunzione, e quanto, d’altra parte, sia facile scoraggiarlo mediante il più piccolo insuccesso, od anche semplicemente cessando di applaudirlo; oppure anche di ridurlo in uno stato di servile sottomissione, allettandolo con la promessa di qualche nuovo successo. Per quanto il nostro popolo disprezza il successo, bramando soltanto la realizzazione dei suoi piani, altrettanto i Gentili amano il successo e sono disposti a sacrificare tutti i loro piani per raggiungerlo. Questo lato del carattere dei Gentili rende facile di fare d’essi quello che ci piace. Quelli che sembrano tigri, sono invece stupidi come pecore, ed hanno la testa assolutamente vuota".

     L'ABC delle crisi economiche: genesi e strategie 

    Esaminando gli altri punti programmatici del testo (vedi in particolare protocolli III, XX e XXI) emerge l'insana volontà di creare crisi economiche planetarie grazie all'utilizzo dell'oro, dei titoli di stato, della moneta-debito, del mercato dei cambi e della borsa (e attraverso il lavorio coeso delle logge massoniche, dei governi e del sistema bancario internazionale). In quest'ottica il lettore potrà verificare con i propri occhi l'impressionante corrispondenza tra l'attualità delle distruttive dinamiche economico-finanziarie che interessano ormai tutte le nazioni del mondo e la precisa linea programmatica dell'autore dei Protocolli.

                                         – PROTOCOLLO III –                               

                        Determineremo una crisi economica universale

    con tutti i mezzi clandestini possibili, coll’aiuto dell’oro che è tutto nelle nostre mani.

                In pari tempo getteremo sul lastrico folle enormi di operai,

                                              in tutta l’Europa.

     Governi e popoli ostaggi del sistema dei prestiti  

    PROTOCOLLO XX – "Tutte le crisi economiche da noi combinate con tanta astuzia nei paesi dei Gentili, sono state determinate ritirando il denaro dalla circolazione. Lo Stato si è trovato nella necessità per i suoi prestiti di fare appello alle grandi fortune che sono congestionate pel fatto che la moneta è stata ritirata dal governo.

               Questi prestiti hanno imposto dei pesanti carichi sui governi,

              obbligandoli a pagare interessi, e così sono legati mani e piedi.

              La concentrazione della produzione nelle mani del capitalismo

                    ha prosciugato tutta la forza produttrice del popolo

                                insieme alle ricchezze dello Stato.

     Un debito impossibile da ripagare                       

    PROTOCOLLO XX – "Sapete, io credo, che la moneta aurea (e cartamoneta bancaria – Nds) è stata la distruzione di tutti gli Stati che l’hanno adottata, perché non poteva soddisfare ai bisogni della popolazione; tanto più che noi abbiamo fatto del nostro meglio, perché fosse congestionata e tolta dalla circolazione. (…) A causa della loro trascuratezza nella scienza del governo, o a causa della corruzione dei loro ministri, o della loro ignoranza in fatto di finanza,

         i sovrani Gentili hanno reso i loro paesi debitori delle nostre banche

          ad un punto tale, che non potranno mai redimere le loro ipoteche.

      Dovete comprendere quante fatiche e quante pene abbiamo sopportato

                      per riuscire a produrre un simile stato di affari.

     L'arma: moneta-debito per depredare i popoli     

    PROTOCOLLO XX – "La vacuità del cervello puramente animale dei Gentili è dimostrata dal fatto, che

             quando prendevano denaro ad imprestito da noi con interessi

                                 essi non riuscirono a capire,

          che ogni somma così ottenuta avrebbero dovuto in ultima analisi

     farla uscir fuori dalle risorse del loro paese, insieme coi relativi interessi.

    Sarebbe stato assai più semplice di prelevare senz’altro tale danaro dal popolo, senza doverne pagare gli interessi ad altri. Questo dimostra il nostro genio ed il fatto che il nostro è il popolo eletto da Dio.

             Siamo riusciti a presentare ai Gentili il problema dei prestiti

                          sotto una buona luce così favorevole,

                che essi hanno persino creduto di ricavarne profitto. 

     Un debito in perenne aumento                            

                                      – PROTOCOLLO XXI –

     "rimane il fatto che vi è un grosso debito, e che per pagarne gli interessi 

                    il governo deve ricorrere ad un nuovo prestito,

    il quale alla sua volta non annulla il debito dello Stato; ma anzi lo aumenta.

        Quando la capacità governativa di prendere in prestito è esaurita,

      gli interessi dei nuovi prestiti debbono essere pagati con nuove tasse;

       le quali non sono altro che nuovi debiti contratti per coprirne altri.

                                                 (…)     

     Lo strumento del mercato dei cambi                    

    PROTOCOLLO XXI – "Desidero di fermare la vostra attenzione in modo speciale su quanto ho detto, ed anche sul seguente fatto, che attualmente tutti i prestiti all’interno sono consolidati dai cosidetti prestiti temporanei; vale a dire, da debiti a breve scadenza, formati dal denaro depositato nelle Banche dello Stato e nelle Casse di Risparmio. Questo denaro, essendo a disposizione del Governo per un periodo di tempo considerevole, serve a pagare gli interessi dei prestiti all’estero, ed il Governo deposita nelle Banche, invece di esso, dei titoli di Stato, i quali coprono tutti i deficit nelle casseforti statali dei Gentili.

               Quando il nostro sovrano sarà sul suo trono mondiale,

               tutte queste scaltre operazioni finanziarie svaniranno.

                    Distruggeremo il mercato dei valori pubblici,

                 perché non permetteremo che il nostro prestigio

                   sia scosso dal rialzo e ribasso dei nostri titoli,

                   il cui valore sarà stabilito per legge alla pari,

            senza possibilità alcuna di qualsiasi variazione di prezzo.

                                 Il rialzo origina il ribasso,

               ed è per mezzo dei rialzi che abbiamo cominciato a

                     discreditare i titoli pubblici dei Gentili (…).

     Controllo di tutte le imprese commerciali           

    PROTOCOLLO XXI – "Alle Borse sostituiremo enormi organizzazioni governative, che avranno il dovere di tassare le imprese commerciali in quel modo che il governo crederà opportuno. Queste istituzioni saranno in grado di gettare sul mercato milioni e milioni di azioni commerciali, o di comperarle in un sol giorno. Quindi tutte le imprese commerciali dipenderanno da noi, e vi potete immaginare quale forza sarà la nostra".

     Alcune riflessioni finali                                       

    Se guardiamo ai processi di globalizzazione permessi e fomentati dai governi (democratici, liberali e socialisti) che hanno fatto ristagnare gran parte della ricchezza globale nelle mali di pochi monopolisti; se guardiamo al mercato dei cambi e alla borsa che attraggono ricchezza dal sistema economico, a scapito dei famiglie e imprese, regalandola a pieno regime nelle mani dei "soliti monopolisti"; se guardiamo alle modalità di emissione monetaria nominale (a debito) da parte delle banche centrali e alla contestuale povertà dilagante che ormai abbraccia tutti i continenti (specie i più industrializzati e perciò bisognosi di moneta-debito: va ricordato che il paese più indebitato al mondo è ache il più industrializzato: gli Stati Uniti d'America) ci accorgiamo della portata altamente scientifica dei Protocolli e della loro evidente, provata autenticità.

          La grande tribù del cartello bancario (BRI, FMI e banche centrali nazionali)

          tra le rovine degli stati nazionali e della civiltà cristiana, posti sotto assedio,

                        oggi è il fulcro delle cosiddette “crisi economiche”.

    Essa, di fatto, ha finito per prendere il posto delle tribù mosaiche, abusando della loro dottrina monetaria originaria, alla guida di un sedicente popolo eletto che muove alla conquista di una terra promessa tutta terrena, effimera. Fenomeno, questo, che ha di fatto invertito le premesse di partenza della Bibbia, svuotandone di senso i contenuti e il messaggio salvifico. Non più la ricerca di una terra spirituale di salvezza universale, ma l’esercizio di un dominio fisico e materialistico sulla terra e sui beni, senza alcun limite e confine: proprio come minacciato dal "misterioso" autore dei Protocolli dei Savi di Sion. Un abuso di potere proteso all’annientamento e al controllo degli “infedeli”, mediante un attacco diretto alla proprietà privata che si serve delle armi del debito e della finanza. Comunismo e Capitalismo hanno di fatto rappresentato le due braccia operative e speculari di questo disegno élitario.

     Dalla finanza alla religione                                   

                           Alla luce di quanto scritto e proposto fino ad ora,

     il lettore non potrà fare a meno di cogliere l’esistenza di un subdolo fine religioso

                             dietro questi spietati fenomeni “economici”.

            Non casualità ed errore, dunque, ma premeditazione e pianificazione.

    Restanto su un piano prettamente religioso, possiamo allora parlare, legittimamente, di un dominio monetario assoluto, dittatoriale, esercitato dall’élite al potere sui popoli, connesso ad una errata interpretazione, di convenienza, del testo biblico, cui sintesi potrebbe essere trovata anche in questo passo:

              "E non con voi soltanto faccio io questo patto e questo giuramento,

                  ma con quelli che stanno qui oggi con noi davanti all’Eterno,

                 ch’è l’Iddio nostro, e con quelli che non son qui oggi con noi".

                                       Deuteronomio 29, 14-15

     Cartello bancario: nuove tribù d'Israele               

    Il comandamento deuteronomico, pur essendo stato travisato e rovesciato, a partire dalla diaspora e — specie negli ultimi tre secoli — dalla nascita della Banca d’Inghilterra (1694-1717) ad oggi, all'interno declub bancario ha conservato, sia pur formalmente, la sua struttura originaria e le sue ipostasi di partenza, scimmiottando il messaggio d’amore dei sacri testi, miseramente vanificato in teoremi denarocentrici e materialistici, secondo uno schema ben radicato, quanto occulto per le masse: 1) le banche del cartello internazionale devono farsi “reciprocamente credito nella misura della loro necessità”; 2) il debito bancario deve essere periodicamente annullato, mediante la dilatazione del circuito creditizio e l’esistenza della stessa “riserva frazionaria”, che dona alla banca la facoltà di lucrare esponenzialmente su somme che, invero, dovrebbero essere vincolate e rese indisponibili, poiché poste a copertura dei depositi dei clienti; 3) le banche centrali emettono moneta-debito cartacea; 4) l’esistenza di questo meccanismo di mutuo soccorso e privilegio è custodito e legittimato solo all’interno del club bancario e dei suoi organismi satellite (infelice e deformata parafrasi dell’atavica tribù d’Israele) gli unici depositari delle promesse di dominio di una nuova terra (il mondo fisico e tutti i suoi abitanti).

                    Questa aberrazione ha finito per ribaltare l'etica cristiana,

    e per gettare nell'oblio la gloriosa storia delle comunità cristiane (specie medievali)

                        per secoli in lotta contro l'usura dei banchieri ebrei.

    Questi nuovi modelli hanno finito per porre la condizione dell'uomo, escluso dal club bancario, al di sotto di quella della bestia. La depravazione della condizione umana così meschinamente realizzata, ci permette, tuttavia, di comprendere quella che deve essere la corretta interpretazione dei testi sacri.

     La Provvidenziale e salvifica Rivelazione finale     

    Il comandamento deuteronomico di Mosè – per contrasto – è e deve essere rivolto a tutti gli uomini — e non ai soli “eletti” — e rappresenta un invito che ha carattere universale e che si amplifica, anche e soprattutto, mediante la condivisione dello strumento monetario, qual mezzo di moltiplicazione delle benedizioni divine, contrapposto e antitetico al culto idolatrico del vitello d’oro: espressione dell’egoistica accumulazione e dell’abbassamento della dignità umana.

                                     Il culto del vitello d’oro,

                      condannato da Mosè alla discesa dal Sinai,

            si pone in antitesi alla cultura del dono e della prodigalità,

               incarnata dalla prima moneta convenzionale israelitica

                            (che era stata concepita a credito)

           e solo successivamente avvelenata e contaminata dal debito.

    Tuttavia l’uomo moderno, l’eterno alienato, affascinato dal misterioso potere delle logge, di nuovi idoli e di falsi profeti, sembra aver perso gli anticorpi spirituali contro questi atavici agenti patogeni, figli di una cultura profondamente pagana e materialistica, che ha trovato nel marxismo scientifico e nel capitalismo i suoi alleati più potenti e solo apparentemente contrapposti, in quanto alimentati dalla medesima oscura religiosità anti-cristiana. Pertanto accanto alla testimonianza di molti storici e santi, l'autenticità dei Protocolli dei Savi di Sion sarebbe garantita anche e soprattutto dall'attuale stato di caos mondiale: un caos scientifico di cui abbiamo ben compreso i meccanismi di base e che potrà essere estirpato dalle anime degli uomini – prim'ancora che nelle leggi del mercato e dei tribunali – solo riscoprendo l'unica Vera spiritualità direttamente rivelata all'uomo: quella di Gesù Cristo, Nostro Signore.

           Solo allora si andrà decisamente, e senza tentennamenti,

              verso la cristianizzazione dello strumento monetario

    e verso il riconoscimento reale di una proprietà privata aperta a tutti

                                 e garantita dal diritto.

    Solo allora si realizzerà un regime di proprietà popolare della moneta:

     la piena realizzazione del sogno del grande Professor Giacinto Auriti,

         che libererà finalmente i popoli dal giogo della moneta-debito,

                                   lo sterco di satana.

     

     Sergio Basile (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

  • Per una resistenza digitale – Gli inganni del nuovo pericolo cognitivo

    Per una resistenza digitale – Gli inganni del nuovo pericolo cognitivo

    Lunedì, 21 maggio / 2018 

    – di Roberto Pecchioli 

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, resistenza digitale, pericolo cognitivo, Rete , inganni  

    Per una resistenza digitale – Gli inganni

    del nuovo pericolo cognitivo

    Vittime inconsapevoli di un gravissimo "pericolo cognitivo"

    ben congegnato dai padroni della Silicon Valley e dagli 

    apparati di potere che vi stanno dietro: il giudizio è abolito,

    l'approfondimento reso inutile

     

    di Roberto Pecchioli

    RESISTENZA DIGITALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Per una resistenza digitale                                      

    Roma – di Roberto Pecchioli  I fatti hanno la pessima abitudine di venire a galla. Possono essere occultati, negati, dimenticati, osservati con le lenti deformanti dell’ideologia o dell’interesse, perfino capovolti. Torneranno più forti di prima. Contra factum non valet argumentum. La rivoluzione tecnologica digitale ha cambiato per sempre, irrevocabilmente, le nostre vite. Qualcuno ha scritto che abitiamo la rete, mettendo in guardia da una interessata sottovalutazione assai comune, tesa ad affermare che il web, le tecnologie e i servizi collegati, sono un mezzo di comunicazione. Più potente e pervasivo di ogni altro, ma comunque un mezzo. Non è così, al di là della sociologia di Marshall Mc Luhan, il primo a scoprire che il mezzo coincide con il messaggio. Siamo oltre: la tecnologia ci colonizza, ci abita, detta tempi, ritmi, ed è tutto fuorché neutra, come i suoi padroni. Per questo, occorre riflettere, prendere fiato, darsi tempo – tutto il contrario di quanto impone il tecno potere – e valutare le conseguenze; soprattutto, disporsi alla resistenza, animare una sorta di disobbedienza personale, di obiezione di coscienza alla potenza dispiegata dalla mega macchina. Forse serve qualcosa di ulteriore rispetto alla resistenza individuale, tipo la resilienza, ovvero l’attitudine di taluni materiali ad assorbire gli urti senza spezzarsi, concetto passato alla psicologia per descrivere la capacità di affrontare eventi traumatici o periodi di difficoltà. Una resilienza digitale è quella che invochiamo per restare uomini dinanzi all’ avanzata impersonale della tecnologia digitale, imperativo categorico e sistema panottico realizzato. Lasciamo da parte filosofi come Heidegger o antropologi come Jacques Ellul, che pure compresero con anticipo gli esiti della rivoluzione di cui siamo oggi testimoni e protagonisti, e guardiamo ai fatti con l’occhio dell’uomo della strada.

      I padroni di Silicon Valley                                      

    La rete, la tecnologia sovrastante e sottostante hanno dei padroni, le grandi corporazioni di Silicon Valley, collegate al potere Usa. Potere industriale, tecnico, politico, finanziario, militare. Non dimentichiamo che Internet nacque da ricerche dell’esercito americano volte a collegare l’intera filiera dei computer militari alla catena di comando. La collaborazione con geniali ingegneri informatici ha condotto al suo sviluppo planetario e prodotto l’immensa potenza tecnoscientifica di aziende come Apple, Microsoft, Google, Amazon, Facebook. Un altro elemento di cui essere consapevoli è che le aziende citate, strettamente legate all’alta finanza ed all’apparato delle agenzie riservate Usa, sono oggi le più ricche multinazionali del pianeta, superiori in capitalizzazione alle multinazionali dell’energia fossile.  Si tratta dunque di un colossale apparato di potere, più forte di molti Stati. Le tecnocorporazioni sono diventate delle vere e proprie metanazioni, ovvero delle entità complesse in grado di interloquire con gli Stati da posizioni di forza, dotate di un consenso di massa, di un crescente potenziale di utenti dipendenti dai servizi offerti per ogni azione della vita quotidiana, in un rapporto che sfiora quello schiavo/ padrone. Facebook ha circa due miliardi di iscritti, Google è il motore di ricerca monopolista in due terzi del mondo, Amazon ha centinaia di milioni di clienti di cui sa tutto, il suo proprietario Jeff Bezos ha inventato il kindle, il lettore digitale di libri, Apple ha introdotto lo i-phone. Possiedono una gerarchia conosciuta, un codice di norme e di comportamenti, una precisa ideologia politica, il liberismo permissivo politicamente corretto, non conoscono confini territoriali né limiti giuridici. La Danimarca ne ha preso atto e ha insediato una sorta di ambasciata a Mountain View, sede centrale di Google.  Quando un uomo, un’entità, un’ideologia, a maggior ragione un gruppo di aziende gigantesche detentrici delle tecnologie più potenti della storia in grado di raggiungere miliardi di esseri umani, diventano tanto grandi è necessario difendersi. Occorre conoscere per comprendere e non lasciarsi avviluppare dalle spire di finti mezzi trasformati in strutture di profitto, orientamento, dominio. Tanto più urgente è l’esigenza in Europa, continente che non ha saputo elaborare propri contenuti tecnologici all’altezza di quelli americani e rischia di diventare non solo ciò che già è, una colonia, ma una periferia culturale, economica, civile priva di importanza.

      La drammatica condizione dell'Italia                   

    La condizione dell’Italia è ancora più drammatica, giacché il declino nazionale ha gravi ricadute sulla nostra capacità di comprendere, scegliere, valutare. Dopo mezzo secolo di scolarizzazione di massa, l’Italia mantiene il triste primato dell’analfabetismo funzionale. Le statistiche sono allarmanti: almeno due terzi dei cittadini non sono in grado di capire, interpretare, valutare quanto apprendono dalla comunicazione. Zygmunt Bauman disse che da civiltà della ragione (pur con tutto quanto di discutibile ciò significa) l’Occidente si è trasformato in una società delle emozioni. Da qui il primato degli istinti, in gran parte suscitati, determinati, enfatizzati dalla grande macchina tecnologica. L’Italia è all’avanguardia in questo processo regressivo. Quanto sta accadendo è il precipitato di tecnologie che hanno semplificato moltissime azioni che necessitavano di ragionamenti, diminuendo le nostre capacità logiche. Pensiamo all’uso dei navigatori che ci esime da una conoscenza naturale, il senso dell’orientamento, alle rubriche telefoniche che hanno limitato le nostre capacità mnemoniche, alle mille funzioni delle calcolatrici che rendono pressoché inutile esercitare il pensiero astratto alla base della matematica.

      Il gravissimo "pericolo cognitivo"                          

    E’ in pericolo la parte cognitiva del nostro cervello; ancor più declina la nostra capacità di giudizio, individuale e collettiva. Ogni risposta è già lì, predisposta dai guru di Silicon Valley a colpi di algoritmo. Gli algoritmi, sequenze matematiche sempre più precise, potenti e onnicomprensive, dettano il ritmo- non è un gioco di parole- a centinaia di milioni di vite. Non solo decidono l’andamento dei mercati finanziari, ma organizzano in maniera sempre più minuziosa, personalizzata e invadente l’intera nostra vita. Le grandi tecno corporazioni sono dette Big Data in quanto vivono di raccolta, elaborazione, processamento e compravendita di dati. Tutto è di loro interesse: le nostre idee politiche, le scelte sessuali, le letture, gli acquisti, i viaggi, i commenti che facciamo in rete, la cronologia della navigazione, gli amici, le foto che postiamo. Il semplice gesto di sottolineare la frase di un libro sul Kindle consente ad Amazon di sapere molte cose su chi lo ha compiuto. Attraverso gli algoritmi, migliorano quotidianamente la profilazione di ciascuno di noi, conoscono, ricostruiscono e inevitabilmente prevedono, anzi determinano in anticipo le nostre scelte. E’ in gioco la nostra libertà sostanziale, non possiamo giocarcela sull’altare della comodità, dell’apparente semplificazione, dell’uso strumentale di apparati che si stanno impadronendo delle nostre esistenze, sostituendole. Sono ormai molti i libri che si occupano del lato oscuro della rete e delle tecnocorporazioni che la dominano. In genere sono opera di insiders, esperti provenienti dal mondo della tecnologia che hanno sviluppato una riflessione critica, tutti vengono pubblicati da editori piccoli o piccolissimi. Eppure “bucano” il mercato. Il Manuale di disobbedienza digitale di Nicola Zamperini avverte di un intenso cambio di paradigma. “Immaginate Internet come qualcosa di molto simile a Matrix, meno cupa ovviamente, meno cruda”. La rete è un luogo entrando nel quale ci trasferiamo in un’altra dimensione, nella quale perdiamo il senso dello spazio e del tempo. Possiede guardiani, leggi, porte d’ingresso, “dove si concludono affari e si trova lavoro, ci si sposa e si muore. Infine è un ambiente, perché vi si combattono vere guerre tra Stati “.

     Si nutrono della vita degli umani…                              

    Il suo sistema nervoso sono gli algoritmi, formidabili sequenze di istruzioni matematiche al servizio dell’intelligenza artificiale, fulcro del meccanismo miliardario delle tecno corporazioni, le quali “vivono e prosperano offrendo servizi agli umani, vendendo servizi agli umani e nutrendosi della vita degli umani stessi. “Un apologeta del potere digitale, Pedro Domingos, ha scritto un saggio dal titolo raggelante, L’algoritmo definitivo, in cui paragona i modelli matematici a abilissimi sarti che sanno cucire abiti su misura per ogni cliente. Le creazioni sono ciascuna diversa da tutte le altre, il loro Santo Graal sono i dati. La macchina ne ha una fame insaziabile. “Costituiscono il carburante delle previsioni e della loro ragion d’essere. Senza dati, le macchine sono inutili. Per questo sono voraci, ingorde e nascondono la voracità dietro altri scopi” (N. Zamparini, op.cit.). Non c’è una data precisa in cui la tecnologia digitale e le sue aziende guida hanno preso possesso di porzioni importanti delle nostre vite, ma alcuni la fissano al 1 gennaio 2003, tra la fondazione di Google e Facebook e il lancio del primo iPhone. In questo breve tratto del XXI secolo, siamo stati letteralmente attraversati da un cambio che è insieme antropologico ( l’Homo digitalis è una specie nuova), politico ( la rete, i suoi padroni impongono idee e visioni del mondo) economico ( la vittoria schiacciante del modello liberista libertario di consumo e, al suo interno, la prevalenza delle tecno corporazioni sulle multinazionali tradizionali) e civile ( il progetto di controllo sociale, intellettuale h.24 delle tecno corporazioni si fa visibile ). Un solo esempio: basta tenere acceso lo smartphone perché la nostra posizione, il nostro itinerario sia noto a chi ci guadagnerà sopra.

      Che bella "democrazia"!!                                              

    Verifichiamo con sorpresa, ma purtroppo senza farci gran caso, le pubblicità personalizzate che ci raggiungono, i suggerimenti per i nostri prossimi comportamenti. La mega macchina sa. Dove siamo, perché (abbiamo fatto le nostre ricerche preventive attraverso di lei…) anticipa, prevede, accompagna le nostre mosse. E’ il Grande Fratello realizzato con il nostro decisivo contributo. Moltissimi di noi ne sono persino stolidamente soddisfatti. Ci è capitato di discutere del fatto che attraverso la rete regaliamo noi stessi alle grandi tecno corporazioni. Abbiamo rilevato prevalentemente indifferenza o incomprensione. Qualcuno commenta che in fondo non importa granché se la megamacchina sa tutto e rivende i nostri dati, la nostra vita. Io non potrei ricavarci nulla, concludono con un’alzata di spalle.  Una volta di più, è evidente che l’uomo medio scambia volentieri la libertà – quella vera, fatta di autonomia, autocoscienza, responsabilità, scelta consapevole –  con la comodità o, per usare un’espressione “bassa”, con la pappa pronta. Amazon ci suggerisce un acquisto? Benone, ci evita la fatica di scegliere. Google ci fornisce la soluzione al significato di una parola, indica la strada per Castrovillari? Meno male che Google Map esiste. Facebook ci prospetta un mondo in cui l’amicizia sta in un clic, e ciascuno può dire la sua su tutto specialmente se non sa nulla. Che bella democrazia!

     Come ci vogliono loro                                                   

    Ci sfugge del tutto che siamo diventati come ci vogliono Mark Zuberberg, Jeff Bezos, Eric Schmidt e gli altri proprietari delle tecnologie che si sono appropriati del nostro mondo interiore fino a renderci loro sudditi. La cultura di massa si è rovesciata in un eccesso di contenuti visuali: fotografie, filmati e simili. Tra TV, telefono e Internet, siamo bombardati da fotografie, fotogrammi, video per sei ore al giorno. Il bisogno di vedere, gli iperpadroni lo sanno, conferma la realtà ai nostri occhi e diventa una sorta di consumismo estetico a cui siamo dediti sino alla dipendenza. L’approfondimento, la riflessione, la meditazione scivolano via. Tutto deve essere “in tempo reale”. Naturalmente, i contenuti sono eterodiretti, scelti dalla megamacchina proprio per noi, precisamente per me. Ma nulla è tarato sulla persona che io sono, ma sul profilo di consumatore che essi hanno rilevato e perfezionano ogni dì attraverso algoritmi che studiano il mio comportamento in rete e sul cellulare.   Sonia Sontag, studiosa delle ricadute meta culturali dell’universo digitale, ha rilevato come gli scatti infiniti resi possibili dalla tecnologia comportino la possibilità teorica di sguardi infiniti su ogni aspetto dell’esistenza. Il risultato, per eccesso e cortocircuito, è che finiamo col non possedere più alcuno sguardo. Tabulae rasae per sovraccarico, reset dei nostri cervelli per autodifesa. “Il più logico degli esteti ottocenteschi, Mallarmé, diceva che al mondo tutto esiste per finire in un libro. Oggi tutto esiste per finire in una fotografia”.  

      Giudizio abolito, approfondimento reso inutile     

    Il giudizio è abolito, l’approfondimento reso inutile dall’ accumulo di nuove immagini. Il sistema diffonde un nuovo valore, che a noi appare un disvalore oltreché una rottura dell’ordine naturale, la trasparenza. E’ obbligatorio che la nostra vita, le nostre idee, i gesti, le situazioni, i comportamenti siano “trasparenti”, ovvero sotto gli occhi di tutti. In realtà, importa che siano esaminati, processati, profilati dagli appositi algoritmi della macchina, che venderà nuovi dati, acquisirà ulteriori conoscenze. Tutto ciò che spontaneamente consegniamo al sistema, attraverso Google, i media “sociali”, le ricerche commerciali, i commenti, i post e i “mi piace” diventano materiale compravendibile per motivi commerciali, ma anche di controllo sociale e politico. Quella è la trasparenza che ci impongono, e qualche nuova forza politica, figlia diretta dei tempi nuovi, la indica addirittura come programma elettorale. La verità è che manca la percezione del dominio esercitato su ognuno di noi. Se ci prendiamo il disturbo di scaricare e stampare tutto quanto Facebook ha registrato e archiviato su di noi rimaniamo impressionati. Lì dentro si trova letteralmente tutta la nostra vita. Per sempre, senza vera possibilità di eliminazione, di là della nostra stessa permanenza in vita, tanto che Zuckerberg ha immaginato la figura degli esecutori testamentari dei contenuti Facebook dei defunti. Come ha rilevato Francesco Borgonovo nel suo interessante Fermate le macchine! ,le tecno corporazioni ci hanno indotto a ripudiare l’Ombra, la parte oscura della psiche che è nostra quanto la Persona. E’ d’obbligo essere solari, grande è il successo popolare di questo aggettivo, diventato la descrizione più rapida di un individuo “normale”. I fatti, però, dicevamo all’inizio, tornano in superficie. L’essere umano deve affrontare l’Ombra, ingaggiare battaglia con essa, accettarne la sfida, non limitarsi a sedarla con i farmaci, che stanno diventando sempre più i compagni inseparabili delle generazioni digitali, vittime di una incomunicabilità di tipo nuovo, estesa al silenzio con se stessi.

     Adolescenza perenne                                                     

    L’universo digitale ci cristallizza in un’adolescenza perenne. Ovvio, il bambino è più plasmabile, cede facilmente alla seduzione, necessita di guida, protezione, soluzioni facili, comode. Proprio quello che serve alla megamacchina per rinchiuderci nella regola dell’acquisto con l’erranza della giovinezza. L’immaturità costruita ad arte, perseguita e raggiunta con l’aiuto determinante delle tecnologie dominanti è la malattia del nostro tempo quanto la trasparenza obbligata ne è sintomo. Importante è una riflessione del filosofo coreano tedesco Byung Chul Han: “le cose diventano trasparenti quando si liberano da ogni negatività, spianate e livellate, immesse senza opporre resistenza nei piatti flussi del capitale, della comunicazione e dell’informazione. Il sistema sociale espone oggi tutti i suoi processi a un obbligo di trasparenza al fine di standardizzarli e di accelerarli. “Fin tropo chiaro l’obiettivo di Big Data: rendere pubblico non è informare, ma pubblicizzare per sfruttare in termini economici e di potere. La natura umana, vale la pena ripeterlo, ha bisogno di sfere in cui possa sostare in sé, senza lo sguardo dell’Altro. L’ eccesso di illuminazione provoca un particolare effetto, che la psicologia chiama burnout, un incendio spirituale, una sindrome di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e derealizzazione. I pericoli della megamacchina sono quindi grandi e molteplici: consegnarle le chiavi delle nostre vite significa disagio psicologico, controllo sociale, sconfitta politica, esaurimento ideale, soggezione economica, servitù. La macchina non si fermerà né si può fermare. Ma è urgente prenderne le distanze, restringerla tra gli strumenti che possono aiutare l’esistenza, soprattutto conoscerla per misurarne l’enorme potenziale negativo.

      Il prodotto che vendono siamo noi                            

    Non sappiamo sintetizzare un giudizio complessivo, se non citando una frase dell’economista ultra liberale Von Hajek, uno che considerava il socialismo e lo Stato vie per la servitù (senza riconoscere, peraltro, che liberal-capitalismo e social-comunismo, sono due facce speculari e ben cogegnate della stessa medaglia mondialista – Ndr). Aveva però chiaro che il mercato, per funzionare senza distorsioni, deve comprendere molteplici attori. Tutto il contrario della realtà odierna, dominata da finanza e tecno corporazioni. Chi possiede tutti i mezzi determina tutti fini, concluse l’economista austriaco. Prendiamone atto. In caso contrario, varrà il monito di Etienne La Boétie nel Discorso sulla Servitù volontaria: i tiranni – le tecno corporazioni lo stanno diventando, in modalità dolce, insidiosa e “comoda” –  detengono il potere   fintantoché i sudditi glielo concedono, talora per abitudine. Diventiamo non collaborazionisti, partigiani di noi stessi, cominciamo a mentire alla mega macchina. Rimettiamo le tendine alla nostre vite, difendiamo i fatti nostri dagli algoritmi di Silicon Valley. Iniziamo una resistenza attraverso la consapevolezza. Tornare padroni della nostra vita è più importante di Google Map, Facebook, “mi piace”, e di tutte le app apparentemente gratuite. Come ci è già capitato di dire, se i giganti forniscono qualcosa gratis, il prodotto che vendono siamo noi. Chi viene venduto sul mercato, anima e corpo, è un oggetto. O uno schiavo.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Stallo della politica, aumenti dell’Iva e altri copioni rivoluzionari

    Stallo della politica, aumenti dell’Iva e altri copioni rivoluzionari

    Giovedì, 3 maggio / 2018 

    – di Roberto Pecchioli 

    con integrazioni e note di sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, politica, stallo di governo, economia 

    Stallo della politica, aumenti dell'Iva

    e altri copioni rivoluzionari

    Il copione dettato dalle centrali di potere per l'Italia:

    mandare avanti la "rivoluzione" nell'indeterminismo

    di governo

     

    di Roberto Pecchioli

    con integrazioni e note di sergio Basile

    con integrazioni e note di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il copione dettato dalle centrali di potere             

    Roma – di Roberto Pecchioli e Sergio Basile (integrazioni)  A due mesi dalle elezioni politiche, lo stallo è totale.

                                   L’irresponsabile ircocervo Rosatellum

                           sta rispondendo egregiamente al suo compito:

                                   impedire la formazione di un governo

    poiché gli italiani hanno reso impossibile l’auspicato (dalle centrali di potere) accordo tra PD, Forza Italia e “responsabili” assortiti. In queste settimane si assiste allo spettacolo inverecondo di forze politiche che discutono di tutto, fuorché dei problemi nazionali. Del resto, è arduo chiedere a chi ha appiccato il fuoco di trasformarsi in pompiere. Tra le stupidaggini più insulse che tocca ascoltare c’è quella secondo la quale non è un gran danno se manca un governo: il pilota automatico, la governance” va avanti comunque, l’Unione Europea vigila e la Banca Centrale ci sorveglia discretamente. Persino le agenzie di rating, quelle che danno i voti agli Stati trasformati in scolaretti di macroeconomia liberista, sembrano indulgenti e non ci hanno ancora bocciato. La Spagna, il Belgio prima di noi, la stessa potente Germania hanno attraversato lunghi periodi di non governo senza risentirne troppo, dicono.

                            Balle, alimentate da chi fa apertamente il tifo

           perché non vi siano governi ma solo consigli d’amministrazione

         dominati da patti di sindacato tra lorsignori, alle spalle dei popoli.

    La verità è che un governo ci vuole, anzi è urgente. Lasciamo da parte i temi di politica internazionale: l’Italia è tristemente abituata a un ruolo da comparsa, buona tutt’al più per ospitare basi straniere, infrastrutture strategiche come il MUOS in Sicilia e pagare il conto a piè di lista. La guerra in Siria, gli scontri sul nucleare iraniano, il massacro dimenticato nello Yemen da parte degli amiconi sauditi poco importano al Bel Paese. Ma almeno sul versante economico e in politica interna è indispensabile un governo nella pienezza delle funzioni. Invece nulla, anche questo fa parte del declino italiano.

     Il pilota automatico delle tecnocrazia                   

    Nessuno decide che cosa fare dinanzi alla ripresa degli sbarchi di clandestini. La Marina continua ad agire come un traghetto della Tirrenia; i militari devono restare bagnini addetti al salvamento? Intanto, secondo il DEF (documento di economia e finanza) presentato con tante pagine bianche da Pier Carlo Padoan, ministro proconsole europeo, commissario ad acta delle oligarchie, la spesa per l’accoglienza – basta rovesciare le parole come un guanto e l’invasione diventa immigrazione e poi accoglienza- supererà nel 2018 i 5 miliardi, in ulteriore aumento sull’anno passato.

                                    I clandestini si possono espellere

                                       o dovremo mantenerli sine die,

               per la gioia di cooperative, Caritas ed approfittatori assortiti?

    Nessuna risposta, ovviamente. L’incompetenza del ministero dell’istruzione ha portato alla situazione assurda per cui migliaia di insegnanti elementari di ruolo (!!!) potrebbero essere cacciati in massa in quanto non laureati. La signora Fedeli, ministro protempore forse a sua insaputa, non batte un colpo e si avvicina il licenziamento più massiccio della storia dell’impiego pubblico. Conseguenze drammatiche per gli interessati, ma anche un gigantesco impiccio per il prossimo anno scolastico. Congratulazioni.

     La questione monetaria e del debito                     

    Nell’ambito economico, le questioni sono ancora più complesse. Richiedono decisioni forti, rapide, interventi che cambino il corso di decenni. Tacciamo per carità di patria sul sistema bancario, la cui crisi è drammatica e molti dei cui responsabili sono in attesa di giudizio nei tribunali di mezza Italia: sullo sfondo il fantasma di una sovranità monetaria tradita e negata fin dai tempi della costituente (vedi qui – Ndr – la Costituente rifiutò di inserire la Sovranità Monetaria). Non c’è un governo per prendere in mano la questione dei crediti inesigibili (NPL, non performing loans), una spada di Damocle sul sistema Italia. In due anni, la Banca Centrale ordinerà (gli ordini provengono soltanto dalle sacre “autorità monetarie”) che siano iscritte a passivo le somme assistite da garanzie, in otto anni le altre. Il sistema bancario ha i quattrini per far fronte alla situazione (ormai è noto a tutti – Ndr)… ma cercherà di far pagare Pantalone, magari attraverso la legge aurea detta bail in: pagheranno depositanti, correntisti e obbligazionisti. Nessuna autorità pubblica sta lavorando per fare fronte al momento in cui la BCE smetterà di creare dal nulla trilioni di euro (sempre ovviamente e rigorosamente a debito dei popoli e senza riserva aurea alcuna – Ndr) "al fine – propagandato da lorsignori – di evitare il peggio". Questo è il fumo tossico che ci vendono, dalle colonne dei quotidiani di regime e nei salotti tv – (Ndr). Né ci si interroga sul fatto evidente che l’enorme debito pubblico (fittizio e creato ad arte – Ndr) non può aritmeticamente essere ripagato, al di là delle valutazioni di merito sul criminale castello di menzogne che lo sostiene.

     Volpi a guardia del nostro pollaio                          

    Là fuori, nel vasto mondo, c’è chi sta ponendo dazi e tariffe all’importazione. Donald Trump ha concesso un altro mese all’Europa, non sappiamo ancora se l’alluminio e l’acciaio pagheranno il 10 e il 25 per cento di imposta. E’ un grosso problema per la Germania, non per l’Italia, si tratta solo dello 0,2 per cento del nostro export, ma sono comunque milioni di euro. I nostri interessi sono del tutto privi di protezione, giacché i giochi, a livello europeo, li fanno la Germania, il nostro maggior competitore sul mercato manifatturiero, la Francia, che sta cercando di mangiarsi pezzi decisivi della nostra economia e la Gran Bretagna che, beata lei – da buon paese egemone e colonialista – Ndr) è, ovviamente, fuori dall’euro. Volpi a guardia del nostro pollaio. La tassazione complessiva sul lavoro (tasse più contributi) è al 47,7 per cento contro il 35,9 europeo. Desta meraviglia, se non legittimo orgoglio, che la manifattura italiana non sia ancora morta, in un quadro tanto fosco. Aumenta la povertà, tanto che non basta avere un lavoro stabile per esserne al riparo. Un italiano su otto è al di sotto della soglia statistica dell’indigenza, uno su quattro in Sicilia. Si allarga la forbice Nord Sud, che dà conto tra l’altro dell’enorme divario delle scelte elettorali, con il Nord che pretende meno tasse e il Sud attaccato al reddito di cittadinanza "farlocco" (o meglio sussidio a debito… Ndr) di Giggino ‘Amammà, il venditore di birra che volle farsi primo ministro. L’Alitalia perde due milioni al giorno, ma il ministro Calenda gioca a rifare il Partito Democratico.

                                      Il debito pubblico aumenta senza posa

      nonostante il colossale avanzo primario, ovvero i soldi sottratti agli italiani

                                    per pagare interessi ai sedicenti debitori.

    L’aritmetica non è un’opinione e i banchieri che ci tengono in pugno lo sanno bene.  I giovani italiani possono però correre in bicicletta (tutta salute) per consegnare corrispondenza e cibo spazzatura a cinque euro lordi l’ora.

     Aumenti dell'Iva, nel silenzio generale                  

    Altrove, alla Deutsche Bank, eseguono test per valutare l’impatto del crollo dell’euro, il che significa che lo ritengono possibile, mentre i dittatori bancari fanno sapere che, nel caso, i debiti del sistema Target 2 dovranno essere regolati in euro e non nelle nuove valute, in spregio alla nota lex monetae. E’ una menzogna spudorata, poiché il meccanismo registra transazioni già avvenute ed è una sorta di camera di compensazione tra debiti e crediti, ma questa è l’aria che tira. Noi ci balocchiamo tra esternazioni di Di Maio, tweet del povero Martina, capricci dell’intramontabile Silvio e interviste di Matteo Renzi. Catone tuonava in Senato: mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata. Da noi è peggio, a meno di non prendere sul serio i riti stanchi del Quirinale con le inutili comparsate di mediocri attori non protagonisti nello studio alla vetrata. I fatti ci dimostrano che nessuno si occupa delle cose serie, di ciò che interessa le nostre vite. Una prova è l’assoluto silenzio rispetto agli aumenti dell’IVA. Non risulta che gli insigni statisti tricolori se ne stiano occupando. Rinfreschiamo la memoria.

                        Nel 2019, l’Iva agevolata passerà dal 10 all’ 11,5 per cento,

                                             per balzare al 13 l’anno seguente.

                 L’aliquota normale salirà dal 22 al 24,5 per cento l’anno prossimo,

                              poi al 24,9 nel 2020 per assestarsi al 25 nel 2021.

     Tagli e tasse: le solite ricette del grande usuraio  

    La fattura a carico del sistema produttivo e delle famiglie sarà di 12, 4 miliardi nel 2019, di altri 19 nel 2020. Ciliegina sulla torta, una parte dell’imposta andrà a rimpinguare le casse di Bruxelles: sono le norme comunitarie, caro connazionale che non lo sai. L’impatto sull’economia sarà devastante. L’esborso per la famiglia media è calcolato in 1.300 euro annui. In assenza di decisioni forti, due sole le vie (tecnocratiche del grande usuraio – Ndr) per "scongiurarlo": aumento delle tasse o nuovo taglio delle spese. Ma continuiamo a discutere del sesso degli angeli, come a Bisanzio all’arrivo dei turchi. Facciamo il tifo per Gigino, per l’uno o l’altro Matteo o per la vecchia gloria di Arcore. Intanto, il contatore gira, i fatti tornano a galla, l’Italia muore. Almeno fate un governo per limitare i danni, dare all’Italia un minimo di voce in capitolo. Oppure, ombre dolenti nella ghiaccia, come chiamò Dante i traditori di chi si era fidato, togliete il disturbo e consegnate definitivamente le chiavi di casa alla Troika, ai banchieri, al Fondo Monetario, al Meccanismo Europeo di Solidarietà. Fuori i servitori, dentro i padroni, ahimè.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Sabato, 28 aprile / 2018 

    – di Patrizia Stella 

     Redazione Quieuropa, Patrizia Stella, Bullismo, minacce ai docenti, cronaca, gender, preghiere  

    Bullismo e Gender: relazioni e conseguenze

    Ingegneria sociale: la teoria gender responsabile

    dell'imbarbarimento della personalità

    dei giovani

     

    di Patrizia Stella

    bullismo e gender

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Gender: pervertire la personalità dei giovani      

    Verona – di Patrizia Stella  Tutti i media negli ultimi giorni si dimostrano preoccupati del bullismo e delle continue offese o minacce ai docenti da parte di alunni idioti, ma si rifiutano di andare alla radice del problema, perché dovrebbero ammettere che è frutto – in parte – della stessa teoria criminale del gender che si vuole imporre nelle scuole come grande conquista. Teoria elaborata e nata nell'humus diabolico della neo-marxista e satanica Scuola di Francoforte (vedi foto in copertina) (1). Quando si insegna a un alunno sin dall’infanzia come programma scolastico a seguire la propria tendenza sessuale senza alcun freno, addirittura spingendolo a cambiare sesso anche più volte nella vita come si cambiano le scarpe,

                     questa teoria orrenda sconvolgerà come un fiume in piena

                           anche tutti gli altri aspetti della vita delle persone,

                                                 non solo quello sessuale.

    Infatti il ragazzo e poi l’adulto non sarà più in grado di dominare tutti i suoi istinti più bassi, le sue pulsioni primordiali e si abbandonerà, impotente, a tutte le aberrazioni, cioè ai cosiddetti vizi capitali: offese, bestemmie, ira, invidia, avarizia, lussuria, superbia, odio, violenza, ecc.. Vizi che poi potrebbero sfociare – inevitabilmente – anche in crimini peggiori quali omicidi o suicidi per disperazione. Inoltre, bloccare con dei farmaci lo sviluppo sessuale dei maschi e delle femmine nell’età dell’adolescenza perché possano scegliere il loro sesso è di una gravità demenziale! Ciò, ha delle conseguenze psico-fisiche incalcolabili sugli adolescenti perché rovina irreversibilmente l’uomo sia nel corpo che nell’anima. E’ peggio di uno stupro continuo e ostinato!

    (1) La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte – Seconda Parte

     Finanziano il crimine gender… impoverendoci  

    Al di là del danno morale che ne deriva, paragonato alla peggiore delle bombe atomiche, anche questa teoria tradotta in prassi ha dei costi altissimi che fino a poco tempo fa erano tutti a carico delle famiglie interessate a questo ignobile procedimento, mentre adesso dicono che è tutto gratuito (bontà loro! Somministrare veleno gratuitamente a degli adolescenti col consenso dei genitori, è da “criminal mind”). In realtà siamo sempre noi cittadini a pagare con i soldi delle tasse che versiamo allo Stato. Con i nostri soldi, o meglio con l'inganno dell'emissione di moneta a debito da parte della BCE e, a ruota, delle banche private che – criminosamente – finanziano l'attività statale acquistando titoli di stato – processo di cartolarizzazione – prestandoci a debito il nostro stesso denaro… lo Stato, impoveredoci, "finanzia" da decenni l’aborto che ha seminato milioni di vittime innocenti; sempre con i nostri soldi lo Stato finanzia il gender, attraverso la somministrazione di farmaci costosissimi, o la preparazione/indottrinamento di docenti, mrdiante convegni, attivazioni di nuove cattedre, ecc.. con i nostri soldi (emessi a debito) lo Stato finanzia l’immigrazione selvaggia favorendo l’ingresso di tutti gli stranieri con una spesa di oltre 5 miliardi l’anno, dicono, costringendo gli italiani a emigrare per sopravvivere o a lavorare per una miseria se vogliono rimanere in patria. Questi procedimenti iniqui che hanno dei costi altissimi tutti sottratti alla sanità, alla scuola, al lavoro, alle infrastrutture, ecc.., derivano dal cosiddetto “Piano Kalergi” dal nome dell’ideatore, un filo-sionista che, da perfetto massone, ha studiato il modo di inebetire o sostituire gli abitanti del vecchio continente, l’Europa e soprattutto la cattolica Italia, che puzzano ancora troppo di cristianesimo, con la realizzazione di una sorta di “meticciato” afro-europeo senza più cultura, né religione, né cervello, né radici, né progetti, né futuro…in balìa del delirio di onnipotenza dei poteri occulti.

     La soluzione dei diabolici attacchi all'uomo         

    Anche il gender fa parte di questi progetti criminali, perché una volta che abbiamo annullato nell’uomo la consapevolezza della sua identità e dei suoi rapporti familiari e relazionali, lo abbiamo reso un povero imbecille, solo, manipolato e telecomandano dai potenti di questo povero mondo perverso. Il gender è satanico. e' il padre di tutti i crimini, proprio perché ha la capacità luciferina di plagiare il cervello dei più deboli in nome di un falso concetto di libera scelta. Libera scelta di che? di essere maschio, o femmina, o neutro, o “mix”? E perché non spaziare oltre l’umano per entrare anche nel mondo animale diventando magari cane o elefante? O uomo-uccello che vola senza aereo? O uomo-pesce che scende nelle profondità degli abissi marini? Una volta varcata la soglia imposta sapientemente da madre natura (da Dio Creatore), non c’è più limite alla fantasia più morbosa. Amare la propria identità sessuale che ci siamo trovati fin dalla nascita accettando anche i nostri limiti è segno di saggezza e felicità. Le nostre insoddisfazioni o inquietudini non saranno risolte con nessun cambiamento esterno, se non con la conversione del cuore. E’ dentro il cuore dell’uomo che si annidano le cose più sublimi o quelle più perverse che solo Dio potrà risanare. La recita umile e fiduciosa della preghiera del Padre Nostro e dell'Avemaria che ci fa sperimentare la forza e la bellezza dell'amore paterno e materno assai carente al giorno d'oggi in cui spesso manca la presenza della famiglia a risanare tante ferite, è la soluzione di tutte le crisi.

                                     La preghiera cristiana è sempre vincente

                        perché Dio ci ama e vuole sempre e solo il nostro bene,

                              anche nella prova, e non permetterà che l’uomo,

                                         fatto a sua immagine e somiglianza,

                    venga deturpato nel corpo e nell’anima per tutta l’eternità.

     

    Patrizia Stella (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

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    Mercoledì, 14 gennaio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sessantotto, Pedagogia della vergogna, Scuola di Francoforte  Pedagogia della vergogna – L'età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi L'abolizione della frontiera tra bene e male: svalutazione dei doveri e finto progresso   di Roberto Pecchioli                  […]

    Il processo in corso per la bestializzazione dell’umanità

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    Lunedì, 23 marzo / 2018  – di Francesca C.  –  Redazione Quieuropa, Francesca C.,  satana, bestializzazione dell'umanità, anima, contesa atavica  Il processo in corso per la bestializzazione dell'umanità La guerra per la ristrutturazione dell'umanità ad opera del Serpente Antico, verso la depravazione e conquista delle anime   di Francesca C.                        […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

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    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

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    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

    L’Idealismo e il disordine moderno – 1 – Idealismo, relativismo e materialismo

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    Domenica, 22 aprile, 2018 – Di Jean Daujat, traduzioni e premessa di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  –  Redazione Quieuropa, Jean Daujat, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, idealismo, caos moderno   L'idealismo e il disordine moderno – 1 – Idealismo, relativismo e materialismo Idealismo, le origini filosofiche del caos moderno: vietato giungere alla verità. Porte aperte al relativismo e al materialismo […]

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    Diario di Bordo – 19 aprile 2018: è tempo di tornare ad essere uomini

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    Cavie

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    Martedì, 22 Agosto/ 2017  di Francesca Cappanna  Redazione Quieuropa,  Francesca Cappanna, Cavie,  Progresso,  Gender, Progressismo, ON, John Money, esperimento gender     Cavie! Dal retaggio neo-marxista della Scuola di Francoforte all'esperimento di John Money, innalzato a modello sociale: uomini cavie di massa della programmazione gender   di Francesca Cappanna             […]

    8 marzo – Festa della femminilità?

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    Domenica, 11 marzo / 2018  – di Patrizia Stella –   Redazione Quieuropa, 8 marzo, Patrizia Stella, Femminilità, Festa della donna, propaganda  8 marzo – Festa della femminilità? Ecco perché bisogna vivere nella prospettiva del Cielo   di Patrizia Stella                        8 marzo – Festa della femminilità?        […]

    Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?

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    Sabato, 17 febbraio / 2018  – di Emanuele Barbieri –  Redazione Quieuropa, Emmanuele Barbieri, Danilo Quinto, Emma Bonino, processo        Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino? La storia e il doloroso travaglio giudiziario di Danilo Quinto, ex tesoriere di Pannella, dopo il rinnegamento della sua esperienza con il mondo radicale e la sua conversione al […]

    La dimensione dell’assurdo, il tempo del Rinoceronte

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    Mutande e canottiera: la “femmina” del Nuovo Disordine Mondiale

    Mutande e canottiera: la “femmina” del Nuovo Disordine Mondiale

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  • Il processo in corso per la bestializzazione dell’umanità

    Il processo in corso per la bestializzazione dell’umanità

    Lunedì, 23 marzo / 2018 

    – di Francesca C.  

     Redazione Quieuropa, Francesca C.,  satana, bestializzazione dell'umanità, anima, contesa atavica 

    Il processo in corso per la bestializzazione

    dell'umanità

    La guerra per la ristrutturazione dell'umanità ad opera del

    Serpente Antico, verso la depravazione e

    conquista delle anime

     

    di Francesca C. 

    BESTIALIZZAZIONE DELL’UMANITA’

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Introduzione – Falso mito di una metamorfosi   

    Roma – di Francesca C.  Sin dai primi anni di scuola si insegna ai bambini, come se si trattasse di una "verità assoluta", il mito di una metamorfosi che non ha nulla da invidiare a quelle greche, quello della nostra discendenza dalle scimmie. Vorrei raccontarvi anch’io una favola che potrete ritenere più o meno reale in base al vostro grado di discernimento. Per alcuni sarà una storia d’orrore, ma vista la predisposizione che molti hanno per questo genere mi auguro che la paura assuma le sembianze più rassicuranti di una progressiva catarsi. Bene, rispetto alla novella darwiniana, nella mia vi è un percorso inverso,

                                                         non si nasce bestie

                           ma ci si allontana dalle forme dell’uomo lentamente,

                 a poco a poco la bestialità, in modo discreto, accerchia lo spirito 

    finchè esso non si trova racchiuso in una figura sconosciuta che non sembra più l’armoniosa creatura precedente, un po’com’è accaduto a Pinocchio nel paese dei balocchi. Non spaventatevi però, perché a differenza di lui, da voi non si trasforma il corpo, resta lo stesso, si macchia il quadro dell’anima, come nel ritratto di Dorian Gray. Già vi immagino più sollevati, la vostra apparenza resta intatta, si scuce solo la tela dello spirito, ma quella, direte, non si vede, e ciò che è intangibile forse non esiste nemmeno, perché preoccuparsene? I reali protagonisti di ogni storia che si rispetti sono il bene ed il male, in questa saranno il Sommo Bene ed il più abietto Male, Dio ed il diavolo, satana.

     Anima: oggetto di un'atavica contesa                   

    L’oggetto di contesa è l’anima degli uomini. Ovviamente i due protagonisti hanno entrambi degli aiutanti per condurre l’uomo per mano verso l’altezza celeste spirituale o verso il basso precipizio morale.  La scelta dell’alleanza è fatta in base al solito principio della somiglianza, Dio cerca nei suoi prescelti intermediari la luce che filtra copiosa dal faro dell’amore, l’altro signore scruta invece i cuori nell’abisso, quelli da cui non proviene alcuna luminosità poiché le finestre di amore, altruismo, giustizia, bontà, fedeltà sono irrimediabilmente serrate. La storia inizia con Dio splendente che creò la sua creatura più preziosa di carne e alla quale diede, come un buon padre, un’eredità di ricche delizie. Il male, Satana, che invece di ammirare lo splendore del Padre si sentiva accecato da tanta perfezione, covò un odio insaziabile che deformò mostruosamente i lineamenti della sua bellezza e prosciugò ogni traccia del Creatore in lui. Non potendo egli stesso rivoltarsi contro la potenza invincibile del Padre decise di scagliare contro di Lui l’individuo che prediligeva, esso non era incorruttibile e si  poteva facilmente strappare dal giardino della perfezione, bastava un po’ di persuasione, era sufficiente che percepisse la propria inferiorità, il Padre doveva essere un ostacolo alla sua emancipazione. 

     Ribellione contro il patriarcato celeste              

    Ricordatelo bene o lettori, Satana odia Dio Padre, il patriarcato è una minaccia alla sua intrusione, ove regna l’autorità del Padre egli non può entrare. La ribellione dei figli servirà ad esorcizzare la minaccia della potestà paterna. Che bella trovata! La malvagità spesso possiede un genio affilato.

                                 Recidere i vincoli fra Padre Celeste e figli terreni

                                             divenne l’ossessione del Maligno.

    Egli voleva che quegli esseri maledetti costruissero con i mattoni della loro vanità la torre della superbia per poi vederli crollare, con gioia infernale, nella melma dell’abiezione Desiderava ardentemente che facessero la sua fine e che l’Onnipotente voltasse anche a loro il suo sguardo con ribrezzo. Non avrebbe potuto allontanare facilmente l’uomo dal giusto  sentiero, la sua voce sarebbe parsa troppo feroce, ma se la creatura che doveva affiancare l’uomo, la donna, gli avesse suggerito con dolcezza il tradimento, allora egli l’avrebbe colto, come colse il frutto della corruzione.

                                  Si delineò la  diabolica strategia del Nemico,

            quella che usa anche oggi, sussurrare con labbra di miele principi di fiele,

                       far passare l’odio attraverso un canale patinato d’amore,

                                       condannare attraverso l’assoluzione.

    Il padre dell’inganno individuò nella compagna dell’uomo una possibile alleata anche per la realizzazione del suo secondo mostruoso piano, distruggere il sacro vincolo della famiglia che Dio aveva predisposto. Come detestava quegli esseri così simili a Colui a cui appartenevano, li avrebbe deturpati volentieri fino a scorticare in loro ogni qualità lodevole! Con il tempo ed i giusti metodi ci sarebbe riuscito a portare con sé almeno una buona parte. Egli era perdente in partenza ed i suoi sinistri lampi di soddisfazione, erano distruggere il creato, le leggi divine e portare via al Padre Celeste il maggior numero di figli che potesse.

             Dio li amò tanto da donargli la cosa più grande: la libertà di scegliere.

       Di questo meraviglioso dono si servì il diavolo per la sua opera di distruzione.

     L'inganno di satana e il piano antico                     

    Satana è il più astuto e spietato calcolatore e pensò che gli uomini non potessero essere certi dell’esistenza di Dio, essi non sapevano di avere un’anima immortale da preservare limpida ed un corpo carnale da rispettare, egli comprese che credevano realtà solo la materia dell’illusione imperfetta nella quale vivevano. Tutto questo rappresentava un enorme vantaggio per il mostro, avrebbe fatto credere ad essi che solo il visibile fosse reale, che l’unica esistenza fosse sulla terra e che i piaceri provenissero dal potere e dai sensi. Com’era soddisfatto! L’uomo peccando gli aveva aperto una feritoia per la sovversione! Non potendo parlare agli uomini dall’alto della sua imponenza

                    Dio intese che solo la carne avrebbe potuto comprendere la carne

                              e mandò suo Figlio che col Suo Sangue pagò il prezzo

                                                      dell’ingratitudine umana.

    Le anime più pie compresero e formarono la sua Chiesa. Satana li perseguitò in ogni modo ma Dio dimostrò il suo potere prendendo uno strumento di persecuzione, Saulo e trasformandolo in un emblema della cristianità. 

     Denaro di satana: idolo creato per la discordia 

    Se Gesù aveva comandato agli umani di amarlo e di amarsi come fratelli il demone cercò un idolo di discordia per sfamare i loro desideri terreni, il denaro, il nuovo culto feticista che avrebbe sottomesso il mondo.

            Le persone non dovevano più preoccuparsi di accumulare amore ma soldi.

                  Il diavolo diede all’umanità affamata di vanità il suo vitello dorato.

    Dio cercò le anime più sensibili per diffondere il disprezzo per l’idolatria malata dei soldi e dei sensi e le trovò fra coloro che si spogliarono di ogni sospiro vano per seguire i precetti di Cristo. Satana cercò allora i pionieri del sapere, gli intellettuali, si appigliò al loro senso di superiorità, gli parlò come al primo uomo: tu sei il solo dio di te stesso. Essi credettero e divulgarono la cieca fede nell’uomo-dio. Nacquero l’Umanesimo, il Rinascimento e con essi risorse lo spettro del progresso nel quale l’uomo si ergeva a sovrastare Dio.

     Il prescelto e la ristrutturazione dell'uomo       

    Molti ancora erano troppo attaccati al Padre e satana volle creare il suo esercito del Male, ma per farlo doveva trovare un uomo come lui. Ve n’erano di crudeli, traditori, malvagi ma per il suo progetto ne serviva uno speciale. Quando ormai disperava di trovarlo vide Rotschild, egli era l’uomo che stava aspettando. Come quando Dio scrutò Antonio, Agostino, Francesco, tanto rise il malvagio quando vide quell’uomo colmo di sé, prostrato all’idolo d’oro, quello che guardava gli altri come vermi indegni, lui era il prescelto per la setta fatale. Il diavolo gli parlò di tutto ciò che la sua intelligenza avrebbe potuto raggiungere e di come avrebbe potuto ristrutturare e schiavizzare l’umanità. Il banchiere accettò e l’adorò. Così

                               il suo compito divenne riunire in tutto il mondo

           uomini disumani, bramosi di soldi e potere, artisti ed intellettuali cinici:

                   Rockefeller, Weishaupt, Robespierre, Marx sono alcuni di loro.

                     Così dovevano essere gli schiavi di satana, privi di umanità,

               ed egli che non avrebbe potuto mai dargli il cielo gli diede la terra

          così che la infettassero con la loro sovranità iniqua, i loro libri bugiardi,

                                  gli insegnamenti perversi, le false chiese.

    I loro obiettivi sarebbero stati in primis eliminare Dio, dissolvere la famiglia, cancellare le nazioni, distruggere i valori cristiani. Egli li istruì così bene su come spargere fiori avvelenati che nessuno dubitò che fossero benefattori dell’umanità, dimenticando che essi non amavano gli uomini ma odiavano Dio. I granelli della loro distorta sapienza costituiscono le sabbie del deserto spirituale nel quale annegano i loro simili malvagi o sprovveduti.

     La nuova religione del progresso (satanico)     

    Tutti erano l’eco di colui che li aveva adottati, essi predicavano con un’unica lingua biforcuta la sola religione del progresso che si sarebbe solo potuta esprimere in una sfida estrema alla natura.

                              Di certo si doveva chiamare antidoto il veleno

                                      altrimenti nessuno l’avrebbe bevuto.

    Si sarebbe creato il problema dell’arretratezza per giungere alla soluzione, il superamento, ovvero l’obiettivo iniziale. Ovunque satana piazzò le sue sentinelle della sovversione: nei media, alla presidenza, nelle scuole, nelle multinazionali, nelle società, ma quelli che più apprezzava erano nei servizi segreti e nelle organizzazioni internazionali. Dio fece uomo e donna ed il diavolo volle che finanziassero l’inversione dei sessi attraverso propagande distorte che hanno il solo scopo di rovesciare le leggi naturali. L’uguaglianza poi ha un suono terrificante, da romanzo distopico alla Huxley.

                       L’uomo e la donna devono completarsi nella differenza

                                      e non annullarsi nella somiglianza.

        Invece il padre del capovolgimento voleva offendere profondamente Dio.

            Quale migliore affronto se non annullare i concetti di uomo e donna

                                        in nome di una libertà perversa!

     Così satana creò il femminismo e l'aborto legale   

    Parlò con la donna, la sua più antica alleata, le disse che avrebbe dovuto odiare l’uomo perché l’opprimeva, doveva emularlo quindi per diventare superiore. I sudditi della bestia, la Cia e la signora Steinhem parlarono di liberazione della donna dall’oppressione della famiglia. Molte gli diedero ascolto ma

                        quelle con giudizio rifiutarono il femminismo

                            poiché era l’annientamento della donna.

    Satana, l’astuto, usa sempre la stessa tattica: il vittimismo, l’emancipazione ed i diritti, i tre scalini per introdurre ogni nefandezza.   La vittoria di Satana però è stato l’aborto, cosa può esserci di più esaltante per il demonio se non la distruzione della vita mentre è ancora palpitante. La donna, creata per essere madre amorevole come la Madonna che invece trucida i suoi figli. Tutto l’inferno schiamazza per il compiacimento. Un'altra decisione che rende lieto il padre dell’inferno è quando l’uomo sceglie consapevolmente di distruggersi con il suicidioCosì satana ha sparso nella musica, nei libri, nei film questo atto come se fosse un’azione eroica invece che rappresentare un oltraggio alla vita. Però nella sua mediocrità, il diavolo sa che non può sempre pretendere l’auto-annullamento e quindi si accontenta di creare nell’individuo crepe che gradualmente lo eroderanno come un vecchio rudere.

     La strategia della dipendenza                                     

    Quelle che più utilizza sono le dipendenze, droghe, alcol, pornografia, medicinali, tutto fa brodo per gettare la gente nel calderone infernale. Molte sono le armi psicologiche con le quali l’essere demoniaco può torturare la mente delle sue vittime: insoddisfazione, paure, complessi. Egli si tuffa in queste lesioni per suggerire ai malcapitati la via larga per sfuggire ai loro problemi. Queste soluzioni porteranno le persone ad una lenta deriva etica.

     La distruzione delle nazioni                                     

    Satana era molto infastidito dalle nazioni, esse erano uno specchio identitario, custodivano l’orgoglio della propria cultura cristiana, quindi cercò un rimedio per spazzare via il concetto di Paese, e questo era la mescolanza, i soprusi agli abitanti autoctoni, l’importazione forzata di moltissima gente di una cultura ostile. Con questa trovata avrebbe potuto dissolvere nel caos i principi, ogni entità statale ed accrescere l’odio. I politici, soprattutto europei, sempre pronti a genuflettersi al Signore del male accolsero l’idea malsana chiamandola accoglienza dello straniero, sarebbe suonato male demolizione del nostrano. Satana si intende bene di eufonia. Lo spettacolo che il demonio guarda con compiacimento sono le guerre, vedere gli umani ammazzarsi è un godimento irrinunciabile, osserva i conflitti come noi assistiamo a un bel film. I suoi adepti infatti non hanno mai mancato l’ordine di finanziare entrambe le parti in lotta.

                               Il demonio ha disseminato i suoi agenti ovunque,

              soprattutto nella tv poiché lentamente ogni immagine inaccettabile

    sarebbe stata assorbita dall’abitudine che l’avrebbe ammorbidita e resa plausibile.

    L’opinione può essere pilotata con i mass media, le masse possono essere convinte da propagande falsamente umanitarie, ai giovani basta offrire modelli volgari e depravati. Se poi qualche voce isolata avesse squarciato il silenzio dell’approvazione si sarebbe potuta ridicolizzare o silenziare per sempre. Mancava solo l’ultimo pezzo al puzzle satanico: la Chiesa.

     L'attacco alla Sposa di Cristo                                         

    Il demonio allora ispirò ed insinuò la subdola azione di una setta anticattolica e filo-modernista all'interno degli apparati di vertice del Vaticano e della Chiesa, al fine di attaccare i capisaldi della fede tradizionale così come custodita dai Vangeli e dai padri della Chiesa nei secoli, in duemila anni di storia. Molti però, purtroppo, non vedono ciò che sta accadendo veramente, perdendo il senso dello scontro spirituale che sta interessando proprio il seno della Sposa di Cristo:

                         seguendo alcuni falsi maestri, lupi travestiti da agnelli,

        costoro vedono le  sembianze delle loro anime mutare irrimediabilmente,

                                           diventando ferine quasi bestiali.

    Le parole di molti di costoro sono semplici e volgari: essi hanno perso la complessa razionalità che contraddistingue gli esseri umani dagli altri animali. Le azioni di molti di costoro sono dettate dal bisogno di approvazione, ammirazione o dalla sete di guadagno. Gli istinti di molti di costoro comandano le rispettive anime, poiché le persone solide le muove la ragione ma quelle deboli le dirigono i piaceri. Le loro coscienze brancolano come cani nell’oscurità illimitata e si perdono nei tetri labirinti della perdizione. Dio continua a tender la mano anche a questi bruti, prima che la società perversa bestializzi anche l’ultimo barlume di umanità che loro resta. Essi non vedono quello slancio del Padre che annaspa disperato nel vuoto per riportare a casa i suoi figli e regalargli il suo regno straordinario che avrebbe dovuto accoglierli sin dal principio. Costoro hanno seguito il demone dell’io e non riescono più a sentire le chiamate di Dio. Santi, testimoni dell’aldilà sono stati inviati, profeti, messaggi divini, miracoli ma essi non percepiscono più altro che il mondo e solo quando questo si squarcerà e cadranno all’inferno capiranno.

     L'altro esercito                                                                   

    Oltre all’esercito dannato vi è anche un altro gruppo di guerrieri, figli della luce, essi pregano e contribuiscono a far riconoscere di nuovo il Padre ai figli per la definitiva riconciliazione. Queste due milizie stanno ancora combattendo. Qui si ferma la mia narrazione ed il finale resta aperto. La storia sarebbe troppo lunga per essere continuata ma in ogni favola il bene vince sempre il male: nemmeno in questa accadrà diversamente. I fedeli continuano a difendere la verità e stanno già insorgendo contro questa diabolica profanazione di ogni valore. I più piccoli saranno tanti David che annienteranno l’Establishment di Golia. Vi saranno prove di tribolazione molto ardue per coloro che non tradiranno il Padre ma quando si lacererà l’illusione terrena il Bene trionferà.

     Francesca C. (Copyright © 2018 Qui Europa)

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  • Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

    Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale e la perdita di libertà

    Sabato, 21 aprile / 2018 

    – di Nicola Arena, Sete di Giustizia  

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Denaro contante, moneta elettronica 

    Le tasse, il denaro contante, il denaro virtuale

    e la perdita di libertà  

    Il fenomeno della dematerializzazione del contante nasconde crimini

    contro l'umanità: è il più grande attacco alle libertà dei singoli.

    Perché dematerializzare il denaro? perché fidarsi dei banchieri?

     

    di Nicola Arena / Sete di Giustizia

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Denaro virtule e compressione della libertà        

    Prestare un valore pari a tutti i beni misurabili (come fanno i banchieri centrali)

                             significa in pratica che si è già proprietari

                     di tutti i beni corrispondenti al denaro che si presta. 

    Roma – di Nicola Arena – Se consideriamo che il denaro viene fatto stampare a costo tipografico (comunque nullo) o creato attraverso una tastiera del computer semplicemente digitando dei numeri e chi ha il potere di digitare quei numeri si appropria istantaneamente dei beni corrispondenti al valore digitato, comprendiamo quanto sia importante per un popolo avere la piena autonomia di poter creare quei numeri cioè avere la SOVRANITA’ MONETARIA e più precisamente la PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA. Nelle banconote notiamo la materia, ovverosia la carta e l’inchiostro per la grafica e notiamo anche dei numeri che ne decretano il valore. Il valore nominale è certificato sia dai numeri, che da tutto il resto e quindi per essere visibile e dimostrabile ha bisogno di questi elementi. Il denaro contante svolge la funzione di garantire al portatore il diritto di poter acquistare beni e servizi al suo fabbisogno, in piena autonomia, anonimato e libertà.

             Un bene oggetto di diritto qual è appunto il valore indotto,

                                         materializzato nel simbolo,

        garantisce e certifica la proprietà del bene stesso a chi lo possiede.

     La certosina strategia della dematerializzazione 

                                Perché allora i grossi istituti bancari

                   stanno propagandando l’eliminazione del contante?

    Semplice, l’eliminazione del contante nega la certezza di quei diritti allo stesso portatore, infatti, l’uomo non sarà più un portatore di un bene reale convenzionale ma semplicemente un possessore di un mezzo che per essere impiegato deve utilizzare un circuito esterno gestito da altri, i quali possono concedere o negare il diritto di utilizzo a proprio grado e piacimento. Un popolo che ha il potere di raddoppiare il valore dei beni che produce, può considerarsi un popolo libero (tecnica di dominazione socialista, come visto ed analizzato in altre sedi – vedi nota 1).

    (nota 1)  Bitcoin, strumento mondiale di controllo delle ricchezze reali

    Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

     La moneta smaterializzata                                        

                                 La moneta è un contenitore di valore

                     e se viene smaterializzato il contenitore svanisce.

    L’abolizione del contante smaterializza, di fatto, il bene oggetto di diritto qual è appunto la moneta. Abbiamo spiegato pocanzi che il valore, essendo un concetto spirituale/mentale, per essere materializzato ha bisogno di un supporto cartaceo o metallico.

                           L’intento quindi di smaterializzare il valore

                   è quindi quello di togliere al portatore i suoi diritti.

     Attacco senza confini alla libertà dei singoli          

    Ne consegue evidentemente la fine della libertà individuale dell’essere umano di poter decidere in piena autonomia come accedere e utilizzare i propri risparmi di valore. Ci dicono che l’eliminazione del contante aiuterebbe la lotta all’evasione fiscale. Occorre a questo punto essere chiari e non dare nulla per scontato, come il falso dogma che le tasse siano giuste e perciò ritenere doveroso che bisogna perseguire legalmente chi cerca di non pagarle. Oppure secondo la famosa frase che se tutti pagano, tutti pagano meno. Tutto sbagliato se si considerano almeno due fattori: (1) Il valore monetario è creato convenzionalmente dai cittadini che accettando quella moneta; (2) Un governo per far funzionare l’apparato statale non avrebbe bisogno di finanziarsi sottraendo potere d’acquisto dalle tasche degli stessi cittadini. Premesso ciò, possiamo spiegare con argomenti logici che il sistema di tassare i cittadini, per dare loro in cambio beni e servizi, era un concetto giusto quando la moneta era d’oro, per cui la rarità del metallo prezioso e quindi della materia di cui era costituita la moneta, non permetteva altrimenti.

     Dalla scoperta del valore indotto di Auriti              

    Tutti sappiamo che con la scoperta del valore indotto, la rarità non esiste più, come non esiste nemmeno più la riserva d’oro a dare valore alla moneta. Se la proprietà della moneta fosse dei cittadini, mancando la rarità della stessa, non occorrerebbe impoverire i cittadini, togliendo loro potere d’acquisto attraverso la tassazione. Allora perché le tasse aumentano e le banche e i governi impiegano tutto il loro potere per contrastare chi non le paga? La spiegazione è semplice, ma per scoprirla, bisogna ricercarne i motivi scendendo proprio nei particolari, ovverosia nei momenti in cui si crea il denaro e come questo viene dato in possesso ai governi.

       Attualmente in quasi tutto il mondo il denaro (creato come er magia, dal nulla)

                                        viene fornito ai governi degli stati

                             solo in prestito con l’aggiunta degli interessi.

     Una restituzione impossibile                                       

    Chi dà in prestito una cosa ovviamente la rivuole indietro. I governi quindi devono restituire un po’ alla volta questo denaro e gli interessi. Come lo restituiscono? Da dove prelevano i soldi poiché non li possono stampare? Semplice e chiaro, li ritirano dalle tasche dei cittadini attraverso le tasse e gli interessi bancari. Ecco spiegato il motivo per cui tutti vogliono che si paghino le tasse, non certo perché le tasse servirebbero ad avere servizi, ma semplicemente per

                                              mascherare il vero motivo

          che è quello di sottrarre sempre più potere d’acquisto alla popolazione

                indebitandola sempre più in un circolo improduttivo (e vizioso)

             che porta alla perdita di tutti i beni in possesso dei cittadini stessi.

    Attraverso la creazione di denaro a debito avviene una magia troppo evidente per essere notata: la quantità di denaro creato corrisponde alla quantità di valori di beni reali. Nel momento quindi che un governo decide, anzi è costretto dalle regole imposte dai banchieri, a indebitare il proprio popolo, questo ha già perso l’equivalente dei beni corrispondenti, se aggiungiamo le tasse, il popolo avrà perso da subito anche i beni corrispondenti al valore delle tasse. Poiché il popolo deve pur vivere, deve quindi lavorare per produrre i beni necessari per il proprio benessere. 

     La logica del ladro                                                 

    Riepilogando: il popolo crea convenzionalmente un valore monetario di 100 (ma non sapendolo s’indebita nei confronti dei banchieri che creano solo simboli numerici senza valore); Quindi il popolo perde quei 100 creati e s’indebita di ulteriori 100; in definitiva perde stupidamente ciò che è suo e lo chiede in prestito con gli interessi, per cui

               il costo del denaro (come ci ha insegnato il Prof. Giacinto Auriti)

                        è all’origine del 200% cui si aggiungono gli interessi.

    In queste condizioni i popoli avranno sempre necessità di denaro e s’indebiteranno sempre più nei confronti dei banchieri. Comprendiamo tutti quindi come il debito oltre ad essere una truffa, è allo stesso tempo impagabile con altro denaro,

                          alla fine i popoli impiegheranno tutti i loro sforzi

                            per pagare con i loro prodotti e col loro lavoro,

                               ciò che non possono pagare con il denaro,

                                    perché è loro impedito di produrlo.

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Perché aver fiducia nei banchieri?                         

    Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone sono resi meritevoli di fiducia da parte degli altri?

             Innanzitutto la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza,

                         sulla coerenza e sul rispetto della parola “data”

                 o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo.

                        In poche parole, l’affidabilità genera la fiducia.

    Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti. Per eliminare i ladruncoli di denaro, parliamo della piccola criminalità, ovverosia, borseggiatori, ladri d’appartamento, ecc., occorre innanzitutto capire i motivi che generano questi comportamenti incivili, illegali e moralmente detestabili. Il più delle volte questi atteggiamenti criminali sono indotti dal bisogno di soddisfare i bisogni primari della persona. Mancanza di un lavoro retribuito, difficoltà familiari di vario genere, mutui sulla prima casa o affitto, malattie improvvise che richiedono cure mediche costose, acquisto dell’auto e mantenimento, bollette di luce, acqua, gas, tasse varie, acquisto libri scolastici, cure odontoiatriche impreviste ecc.., ecc..  in pratica la mancanza di denaro genera il bisogno di denaro, nel momento in cui per varie ragioni non si riesce con metodi legali al reperimento del denaro necessario, spesso chi non ha nulla da perdere compie azioni immorali come appunto il furto di denaro. Può sembrare paradossale ma il ladro materiale di denaro è un inconsapevole alleato dei banchieri, infatti entrambi contribuiscono alla sottrazione di denaro dalle tasche dei cittadini, solo che i banchieri lo fanno legalmente e senza un bisogno reale se non quello di umiliare la dignità dei propri simili sottomettendoli al loro volere.

     Le tasse per regolare l'inflazione?                               

    Molti sono convinti che per regolare l’inflazione, cioè la diminuzione del potere d’acquisto della moneta contestualmente a un aumento dei prezzi, sia necessario prelevare dalla circolazione attraverso le tasse una parte di questa moneta. Anche questa è un’altra bugia per infondere nelle menti delle persone l’idea che le tasse siano giuste.

         Il ladro vuole che il derubato si convinca che sia doveroso essere derubati,

                                anzi che il derubato guardi con disprezzo

                         coloro che non vogliono accettare queste regole

                 e quindi fanno di tutto per nascondere i propri risparmi.

    Ovviamente l’inflazione non deriva solo da un eccesso di moneta in circolazione, deriva da tantissimi fattori, come ad esempio la concentrazione delle ricchezze in mano a pochi e come motivo primario il fatto di dover produrre il doppio dei beni ulteriori beni, già alla partenza, per cui in origine si ha il 200% di inflazione cui si aggiungono gli interessi, un altro motivo è la rarità monetaria imposta dai padroni del denaro, proprio attraverso l’imposizione fiscale. Infatti, per compensare la perdita del potere d’acquisto i negozianti sono costretti ad aumentare il prezzo dei prodotti.

     La sovranità appartiene al popolo                         

    La perdita della sovranità in tutte le sue forme genera il bisogno di acquistare i prodotti che prima si producevano in modo autonomo, basti pensare alla sovranità alimentare, energetica ecc. Come diceva Ezra Paund “il contadino fa paura all’usuraio” infatti, un popolo in grado di produrre i propri prodotti autonomamente, dall’energia, ai prodotti agricoli, industriali ecc. non ha bisogno di comprarli dai paesi stranieri e quindi non ha bisogno di denaro per comprarli. Quindi i banchieri da quando hanno inventato la prima moneta nominale, la sterlina inglese creata nel 1694, fanno di tutto per rendere sempre maggiore il bisogno dei popoli di tutto il mondo di avere denaro.

     Una follia troppo grande per essere notata         

    Quindi sottraggono denaro attraverso le tasse per creare ulteriore bisogno di denaro sempre a debito. Ormai

                                 il debito dei popoli di tutto il mondo

                          è pari a circa cinquanta volte il pil mondiale,

    cioè a cinquanta volte il valore di tutti i beni presenti sull’intero pianeta.

                   Questa è una follia troppo grande per essere notata.

     Proprio per questo bisogna riflettere su tutto quello che ci propongono

                   i mezzi d’informazione in mano al sistema bancario.

    Chi controlla il denaro controlla il mondo e manipola i pensieri dell’uomo, creando nella sua mente falsi desideri, convinzioni, percezioni, bisogni, emozioni ecc. I banchieri da sempre vogliono avere il controllo della quantità di denaro in possesso di ognuno di noi, attraverso il controllo delle nostre spese, non si accontentano più di indebitarci, ma pretendono sempre più.

    DENARO VIRTUALE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Conclusioni: importanza della liquidità               

                            La liquidità fornisce protezione dei dati

                   e può quindi fungere da garante delle libertà civili

              nel caso in cui un'amministrazione abusi dei suoi poteri.

    L'abolizione del denaro fisico può essere considerata un tentativo di rafforzare il controllo sui cittadini. La fiducia nelle autorità pubbliche si corroderebbe. Tutto si basa sulla fiducia, perché quindi gli esseri umani dovrebbero aver fiducia nei banchieri? Quali sono i presupposti perché una persona o un gruppo di persone vengano rese meritevoli di fiducia da parte degli altri? Perché dovremmo cedere il diritto di detenere i nostri risparmi nelle mani dei banchieri, o meglio, nei server dei banchieri? Innanzitutto – ribadiamo ancora – la fiducia si costruisce sull’onestà, sulla trasparenza, sulla coerenza e sul rispetto della parola data o delle clausole contrattuali accettate in fase di accordo. In poche parole,

                                 l’affidabilità genera la fiducia

    e il sistema bancario mondiale in tutti questi secoli ha seminato

          distruzione e morte attraverso l’eterna guerra mondiale.

    Da anni studiamo cosa sia il valore indotto della moneta scoperto dal Professor Giacinto Auriti ed è per questo motivo che proviamo a spiegare che il vero nemico da combattere, se vogliamo salvare l’umanità da tutti i disastri socio economici sociali e soprattutto spirituali, è il grande usuraio.

    Nicola Arena (Copyright © 2018 Qui Europa)

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     Video – B.A.R. – Buono Agevevolaz. Reddituale    

    Intervista B.A.R. Sergio Basile e Nicola Arena – YouTube

     

    https://www.youtube.com/watch?v=mh1J-WOrTjI
    2 lug 2017 

    Intervista B.A.R. – Sergio Basile e Nicola Arena

     

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  • Mi piace! Attenti alla psicometria digitale – Tecniche digitali di controllo di massa

    Mi piace! Attenti alla psicometria digitale – Tecniche digitali di controllo di massa

    Venerdì, 20 marzo / 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Facebook, Cambridge Analytica, Mark Zucherberg 

    Mi piace! Attenti alla psicometria digitale

    Tecniche digitali di controllo di massa: le nuove frontiere

    del dominio globale

     

    di Roberto Pecchioli 

    PSICOMETRIA DIGITALE
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Webeti                                                                         

    Roma – di Roberto Pecchioli  Passata la festa, gabbato lo santo. Si sta attenuando la polemica alimentata dalla società dello spettacolo nel villaggio globale relativa al furto e all’utilizzazione politica dei dati di Facebook da parte di Cambridge Analytica. Ci stupiamo dello stupore. Il circo della disinformazione di massa ha scoperto e reso di pubblico dominio che 

             i nostri dati personali, raccolti, processati e profilati dai social media 

                              e dall’intera filiera della rete non sono protetti,

                  ma vengono conservati, analizzati, studiati e compravenduti.

    Quando i bambini fanno oh, come nella canzone di Povia… Occorre rendere merito al decalogo delle tecniche di manipolazione sociale diffuso da Noam Chomsky. Al primo punto c’è la strategia della distrazione. Mettiamola così: eravamo disattenti, non ci accorgevamo di nulla, intenti al ruolo passivo di spettatori o di “webeti”. Niente paura: creato ad arte il problema, basta fornire la soluzione (secondo punto). Mark Zuckerberg, guru, santone di Facebook, ma soprattutto accorto padrone globale, ce l’ha: obbligo di autorizzazione dei genitori per gli utenti minorenni. La montagna partorisce il classico topolino: nel mare della rete, nessuno controllerà e tutto continuerà come prima. Intanto il giovane miliardario digitale ha abbandonato per qualche ora l’amata maglietta grigia a maniche corte e si è presentato al parlamento americano in giacca e cravatta. Una finta Canossa, un finto Enrico IV ha facilmente evitato la scomunica ponendosi a disposizione del governo americano. D’ora in poi, collaborerà con più fervore con lo Stato profondo (CIA, NSA, apparato industriale e militare) che controlla la superpotenza, alla faccia della privacy e dei nostri diritti. Un’altra fazione del mega potere lo ha avvertito: possiamo far crollare in Borsa il titolo Facebook, la vecchia e la nuova economia devono mettersi insieme per costruire una tenaglia sempre più robusta. E’ il principio della rana bollita, ovvero la gradualità dell’azione. La rana non si accorge che l’acqua nel pentolone in cui è caduta viene scaldata progressivamente. Quando se ne rende conto, è troppo tardi. E’ quello che sta capitando a centinaia di milioni di utenti della rete che solo adesso, a rana bollita, stanno capendo di essere caduti in trappola. Qualche giorno fa, Jeff Bezos, padrone di Amazon, ha reso noto trionfalmente di avere cento milioni di abbonati ai suoi servizi di vendita online. Un popolo intero di cui egli sa tutto, come Zuckerberg della sterminata massa di utenti di Facebook, o Google, il potentissimo motore di ricerca con 900.000 (sì, novecentomila) server nell’intero pianeta.

     Profilazione                                                               

    Dobbiamo saperlo: ogni volta che ci connettiamo, una quantità di cervelloni nutriti di algoritmi iniziano a lavorare. Svolgono un’operazione detta profilazione, cioè scoprono tutto di noi, proprio tutto, anche e soprattutto quello che teniamo più nascosto. Ci conoscono meglio di quanto ciascuno conosca se stesso. Non a caso, è il decimo punto del decalogo di Chomsky. Un altro ci informa che il potere si rivolge a noi come a dei bambini. Il meccanismo è visibile nella pubblicità, in cui, insieme con i toni euforici, o ipnotici, o volti a enfatizzare l’istinto sessuale, è ricorrente il richiamo all’elemento infantile. Puntualmente, bambini di tutte le età fanno oh; in queste settimane, è di moda, anzi è “virale” lo stupore per le manovre dei giganti tecnologici. Guarda un po’, ci controllano, conoscono i nostri gusti, le nostre idee politiche, i nostri sentimenti religiosi, e naturalmente, se ne servono. Abbiamo imparato diverse parole nuove: una è profilazione, ovvero la

                       ricostruzione di ogni aspetto della nostra personalità

    un’altra è metadati, l’unione e il processamento informatico dei miliardi di informazioni che ogni giorno forniamo attraverso il nostro comportamento digitale, il data mining”, cioè la caccia spietata di ogni ragguaglio su tutti gli aspetti delle nostre vite.

     

     Psicometria                                                                    

    La nuova scienza che usano i padroni globali si chiama psicometria. Si tratta dei

                                         metodi di indagine psicologica

                    tendenti a misurare le funzioni mentali in generale e 

                 le caratteristiche psichiche degli individui in particolare.

    Si è sviluppata a partire dalla diffusione dei test psicologici per raggiungere l’attuale precisione a seguito della rivoluzione informatica. I terreni favoriti della psicometria al servizio del controllo sociale, il cui scopo finale, non dimentichiamolo mai, è il dominio delle nostre menti, sono i nuovi media tipo Facebook e i grandi motori di ricerca, ma funziona egregiamente anche la profilazione attraverso le carte di credito e le carte di fidelizzazione dei supermercati e centri commerciali. L’intero meccanismo ricorda da vicino le intuizioni di George Orwell su neolingua e bipensiero: un’importante catena commerciale italiana distribuisce una card il cui nome è Fidaty, con la ipsilon finale tanto fina per via dell’allusione cosmopolita. Ma il luogo prediletto di chi ci misura la vita è quel semplice gesto, il clic sull’icona del pollice alzato. Mi piace! e il gioco è fatto. Nessun sito o blog può ormai farne a meno: è semplice, interattivo, ipertestuale. Soprattutto è assai utile a qualcuno per sapere tutto di noi. La psicometria ha fatto passi da gigante e il suo profeta, guarda caso, è quel giovanotto dal viso efebico, uno proprio come noi, Mark Zuckerberg. Una delle applicazioni sperimentali elaborate si chiama Mypersonality, in collaborazione con l’università di Cambridge. Gli specialisti, dopo aver ottenuto con stratagemmi molto discutibili da ben 70 mila persone le risposte a un centinaio di domande mirate, hanno costituito quello che definiscono con orgoglio il maggiore database psicologico della storia. Attraverso di esso, l’applicazione acquisisce il numero e gli indirizzi informatici dei “mi piace”, l’età, i test e le immagini condivise (i post) il sesso degli internauti, ciò che hanno pubblicato, la loro localizzazione geografica, il numero di contatti e persino il loro stato sentimentale. Uno dei promotori, Michal Kosinski, già nel 2012 affermò di

      essere in grado, con meno di 70 “mi piace” elaborati, per l’esattezza 68,

                di individuare il colore della pelle di un utente di Facebook.

    Nel 90 per cento dei casi è in condizioni di stabilire l’orientamento sessuale; 

             per l’ideologia politica, l’indice di successo è dell’85 per cento.

    Ovviamente, conosce alla perfezione i tratti del nostro carattere per “farci incontrare persone simili”. Quelli come lui sono, bisogna ripeterlo? benefattori dell’umanità. Nessuno si impegna in studi tanto complessi senza uno scopo preciso. Il più immediato, ovviamente, è influire sulle nostre scelte di consumo sino a determinarle in anticipo, ma il gioco è ben più grande. Lo ha dimostrato il caso Cambridge Analytica, trapelato chissà perché, naturalmente con annesso retrogusto neo moralistico: ad appropriarsi dei dati sono i cattivi, Trump e i suoi strateghi, Putin, ecc..

                La verità, naturalmente, è che tutti utilizzano quelle fonti

                                                  per i loro scopi.

    Si è saputo che le poste pubbliche tedesche hanno venduto i dati di milioni di utenti, mentre il governo israeliano ha tranquillamente ammesso di fare commercio della banca dati della sanità pubblica. Tutto a fin di bene, sia chiaro… Sapranno di più sulle malattie, ci cureranno meglio, affermano.

             Intanto Big Pharma sa quando abbiamo preso il raffreddore,

                                se soffriamo di allergie stagionali

                             e quali farmaci ci sono stati prescritti.

    PSICOMETRIA DIGITALE

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Il reale obiettivo                                                        

    Invitiamo i lettori a fare una prova della capillarità del controllo esercitato dai signori della rete. Riunite qualche amico o i vostri familiari, e fate, dai rispettivi smartphone o computer, una ricerca su Google con la medesima parola chiave. Vedrete che la prima pagina proposta – quella che nel 90 per cento dei casi sceglieremo per gli approfondimenti – è diversa per ciascun navigatore. Segno che sanno meglio di noi come la pensiamo, a quali fonti preferiamo informarci, quali interessi coltiviamo e tanto altro. Hanno individualizzato la loro capacità di penetrare in ognuno di noi.

        E’ evidente che lo scopo non è di inondarci di messaggi pubblicitari.

       Quella è la superficie che cela un gigantesco progetto di dominazione,

    controllo sociale, una dittatura digitale e tecnocratica di inaudita potenza,

                                         la più pervasiva della storia.

     Vivere nell'universo G.A.F.A.                                 

    Il fatto è che chi possiede il significato delle parole, controlla presente e futuro, per cui chi mette in guardia contro il sistema è, nel migliore dei casi, un visionario e poi, via dileggiando, un complottista che crede nei rettiliani, uno psicopatico, un paranoico. Così, continuiamo a cedere dati, rivelare stili di vita, relazioni, “filìe” e fobie, specie attraverso quell’atteso, liberatorio “mi piace” per non rimanere isolati nel ciberspazio. Vivere fuori dall’universo GAFA (Google, Apple, Facebook, Amazon) si trasforma in una resistenza impossibile, simile a quella dei soldati giapponesi nella giungla a guerra finita, oppure lo sterile passaggio al bosco del Ribelle di Junger. Le nostre tracce digitali sono il nostro autentico diario di vita, le relazioni che intratteniamo, le amicizie che coltiviamo diventano un’esposizione di prodotti in vendita per i giganti globali.

                 Siamo costretti a far parte di una grande asta planetaria

                     che ci espropria della libertà, del diritto all’intimità,

                                                    della personalità.

      Mi piace?                                                                    

    La cronaca mostra che le prime vittime sono le generazioni più giovani, esposte a una serie di rischi inediti di matrice tecnologica. Pensiamo al fenomeno chiamato impropriamente bullismo, il cui terreno favorito è nelle reti sociali (cyberbullismo) e permea l’esistenza dei nostri figli e non solo la loro. La vita intera, minuto per minuto, è esposta al mondo. Fotografiamo noi stessi in tutte le situazioni, anche le più intime o imbarazzanti, tutti vedono dove siamo, che cosa facciamo, sanno che cosa pensiamo o mangiamo.

                                    Ci esponiamo nudi, dentro e fuori,

                                    al giudizio impietoso di chiunque.

    Per i giovani è quasi un imperativo, un obbligo per far parte del gruppo. Chi è fuori, in un tempo di disgustoso conformismo, diventa il bersaglio dei peggiori sentimenti altrui, sotto forma di un invito suadente: commenta. Quante sofferenze sta causando questo esibizionismo virale, quante personalità sta ferendo o disturbando nella loro formazione, quante paure alimenta il giudizio a cui ci sottoponiamo inermi in attesa dell’approvazione (mi piace!) o dell’insulto sanguinoso di tante ombre non più persone nascoste dalla tastiera.

                                     Alcuni hanno persino il loro troll,

          qualcuno che li perseguita con denigrazione, insulto, offese, odio.

    Intanto, silenziosi algoritmi continuano a profilare. Registrano, mettono a confronto, elaborano statistiche e ci vendono al miglior offerente. In fondo, il caso più innocuo è quello della ragione commerciale. Stanno mettendo all’asta proprio me, con il mio nome e cognome, le mie idee, le simpatie e le avversioni, i difetti e anche i miei vizi, nascosti a molti, ma non a loro. La psicometria, unita alla matematica degli algoritmi, ci vende mille volte al dì. Ma se qualcuno mi vende, significa che mi possiede, è il mio padrone e io sono il suo schiavo. Mi piace?

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    CACCIA ALL’UOMO BIANCO
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     La caccia all'uomo bianco                                        

    Roma, Bruxelles – di Francesca C. Europa  Noel Ignatiev (copertina: primo in foto grande da sinistra), sionista satanico,  sosteneva che per risolvere ogni problema fosse necessario sterminare la razza bianca. Questo signore esprimeva quella che era diventata l’esigenza di una setta ispirata niente di meno che a Lucifero. Se fosse stato un piccolo gruppo di pazzi a delirare in modo simile, sarebbero stati facilmente calmati dietro le sbarre di qualche manicomio criminale. Purtroppo però, questa idea sconcertante era quella di un membro della massoneria rotschildiana, quella, che, per capirci, possiede il potere finanziario, politico e direi anche sociale, dato che con il possesso dei mass media può facilmente orientare le masse, anche fosse verso il baratro morale.  La volontà di Ignatiev ebbe un’eco che risuonò fino ai vertici della piramide politica. Sembrava un progetto allucinato, distante, irrealizzabile ma quando si fa un patto con il diavolo, anche l’aberrazione più inconcepibile assume i chiari contorni di una prossima realtà. 

     Il passaggio: nazionalismo e nazional-socialismo 

    Individuato il nemico si cercò dove sai annidasse, soprattutto in Europa, o meglio, in quelle che erano nazioni sovranee europee. I geni del male (ferma restando la natura massonica e sovversiva del socialismo – sia internazionale che nazional-socialismo – e il contributo della squadra e del compasso alla stessa ascesa del fascismo 1) sapevano che finchè questi paesi avessero avuto dei governi votati all’amor di patria, il loro piano non sarebbe decollato. Con la guerra avevano dissolto i capi patrioti, i vedenti, quelli che perseguitavano il satanismo massonico, quelli che avevano capito chi comanda il mondo e si erano cristallizzati nei valori che piacevano poco ai Rotschild: Dio, patria, famiglia. Prima di tutto si procedette alla damnatio memorie che, non potendo cancellare scomodi filantropi, li sfregiò come mostri. Ora le elite finanziarie sospiravano di sollievo, chi avrebbe potuto impedire lo scempio dei popoli europei era sotto terra. Era necessario smembrare la pluralità in un’unità di dominio che imponesse le sue leggi nel nome della fratellanza dei popoli. Fondere le molteplicità culturali non sarebbe stato facile, sarebbe stato possibile solo nel nome di un bene superiore al quale tutti, avrebbero dovuto supinamente, cedere il passo. Si rispolverarono gli slogan massonici, libertà, uguaglianza, fratellanza, (2) del  primo capolavoro sionista, la Rivoluzione Francese.

    (1) vedi qui Le radici occulte del Socialismo e qui 2 Giugno nella Terra di Nessuno: una grande festa Massonica (2) vedi qui Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

     Popoli burattini, non protagonisti                              

    Questa rivoluzione pseudo popolare era stata da sempre elogiata come il trionfo dei popoli.

                       Era necessario dare una parvenza di protagonismo alle genti,

                                che dovevano credersi artigiani della costruzione

                                                  della fratellanza europea.

                          Monnet fu il padre spirituale della grande beffa ai popoli

                                                chiamata Unione europea.

    Di fatto era un’imposizione ma ai più parve una libera scelta, frutto del progressismo che era chiamato ad unire invece che dividere (secondo il motto massonico solve et coagula – Ndr). Una moneta, un parlamento europeo, leggi comuni, ed i mass media per elogiare la creazione del secolo, facendo entrare in tutte le case la bontà di quello che era, in realtà, una cospirazione malata. La bestia finalmente prendeva forma, caratterizzata da un vessillo esplicitamente narcisista, infatti i signori del potere, amano, come alcuni assassini, lasciare le tracce del loro delitto. Questi amano disseminare i loro prodotti del loro marchio simbolico. Il tempio massonico è infatti caratterizzato da una volta celeste, da dodici stelle, come le dodici famiglie sioniste che comandano il mondo. Avete mai guardato la bandiera europea? (le dodici stelle rappresentano le 12 tribù d'Israele – Ndr)

     Fatta l'Europa.. facciamo gli europei                         

    Fatta l’Europa, si devono fare gli europei. Dovete sapere che all’aristocrazia finanziaria piacciono le persone acefale. Son gusti, non me ne chiedete la ragione. Posso solo ipotizzare che servano meglio i loro padroni. Quindi i nuovi scultori del genere umano avevano il compito di manipolare eugeneticamente i loro schiavi (3). Si rivolsero al più satanico ordigno, la televisione (4), perché avrebbe potuto diffondere collettivamente i nuovi dogmi. L’obiettivo era che le folle considerassero superati i valori precedenti per accettarne di nuovi, quelli che sin dall’inizio la mano talmudica aveva disegnato per i suoi sottoposti.

                            Era in pratica un capovolgimento di tutti i presupposti

                                     che avevano reso grandi i popoli europei.

    L’enorme passione dei legati di Lucifero è il capovolgimento che egli stesso gli insegnò disobbedendo al Padre. Dio doveva essere calpestato affinchè l’uomo divenisse dio di se stesso, soprattutto erano molestati dai cristiani, troppo bigotti per accettare l’illuminazione che Dio fosse ormai da relegare in soffitta. La patria doveva essere ritenuta un’angusta cella soffocante, rispetto ai vantaggi di uno spazioso cosmopolitismo. Chi avesse creduto che ogni paese avesse, in primis, il dovere di difendere i suoi cittadini, sarebbe stato considerato razzista allo stesso modo di quello che anni prima avesse privilegiato lo straniero. Restava la famiglia, un nucleo troppo forte e solido da abbattere, una microsocietà basata sull’amore, lo stesso che si sarebbe usato come pretesto per abbatterla. Tutto ciò che è amore, naturale o perverso, si sarebbe chiamato famiglia (5).

    (3) vedi qui La cospirazione eugenetica – 1 – L’ideologia della cultura della morte (4) vedi qui Modello The Ring, Sovversione Satanica e TV – Il Piano Massonico del 53 (5) vedi qui Ex-massone: le leggi contro la famiglia sono promosse dalle logge massoniche Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Prima Parte Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Seconda Parte / Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay / Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo

     Elogio alla disobbedienza                                              

    Da anni queste elite del male avevano iniziato battaglie contro l’unione più sacra, i due cavalli di troia (dietro la diabolica regia della Scuola di Francoforte – Ndr) erano stati il ’68 ed il femminismo (6). Il primo movimento era stato l’elogio della disobbedienza, della ribellione, di una libertà che si auto fagocita nella droga e nell’eccesso. Il secondo si era rivolto esclusivamente alla donna e manifestava contro la sottomissione all’uomo ed al patriarcato. Queste pioniere, che sbraitavano contro gli uomini  ed il patriarcato, probabilmente

                   erano contro tutti i rappresentanti del sesso forte e contro tutti i patriarchi,

                                             fuorchè quelli di Cia, Rockefeller, Kissinger,

                              che le avevano finanziate per fare la "marcia della liberazione". 

    Mi chiedo, liberazione da cosa? Dalla femminilità, dal decoro, dalla dignità, e tante se ne potrebbero aggiungere. Dunque queste attiviste reputavano che una donna sposata, madre di famiglia, seria, fosse sottomessa, mentre una che si mostrasse volgare, poco vestita, si concedesse a tutti, facesse la maschia, fosse una donna emancipata. In parole povere, una donna che si fa rispettare è sbagliata, quella che non si rispetta è evoluta.  Ancora mi chiedo quanto abbia giovato quest’isteria femminile collettiva.  Di certo non ha beneficiato la famiglia,

                                                   gli uomini vengono scoraggiati

                                   ed allontanati dall’aggressività delle amazzoni,

                           al matrimonio si è sostituita la ben più labile convivenza,

            quella che le ‘sottomesse’ di una volta avrebbero dignitosamente rifiutato,

    non ci hanno guadagnato i figli, che, sempre che nascano, vengono abbandonati alla tv perché la mamma deve far carriera,  le guerriere invece hanno ottenuto oltre al lavoro domestico, quello d’ufficio. Qualcosa in più hanno avuto. Quelli che veramente ci hanno guadagnato sono alcuni uomini, che non devono più spendere tempo, parole e soldi per divertirsi. 

    (6) vedi qui La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte , qui La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte e qui Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

     L'eliminazione del maschio                                          

    Tornando al presente, l’ultimo gradino per la soppressione delle pulci bianche prevede l’eliminazione del maschio. Dato che gli uomini sono in genere molto svegli per fare autogol, a differenza delle femministe, i dominatori del mondo

                            hanno elaborato una diabolica strategia esterna per abbatterli.

                                                      Essa consiste in tre mostruosità:

                                         gender, omosessualizzazione, immigrazionismo.

    Non mi soffermo sui primi due, che sono già stati ampiamente affrontati. Il primo, portato avanti da femministe e Scuola di Francoforte, sempre sotto la cappa comunista massonica, pretende di poter scegliere il sesso infischiandosene della sola certezza che è fornita dalla natura. L’omosessualizzazione, che giova anche all’affossamento della famiglia,  è promossa attualmente attraverso tre metodi:

                                                                           1

                        divulgando come normale, attraverso film, canzoni, programmi, 

                                  un disturbo che è stato tolto dalle patologie nel ’73

                                                     su pressioni rotschildiane,

                                                                            2

                                       accettando l’unione fra due dello stesso sesso,

                 permettendo l’adozione a chi non può fornire un sano modello ai bambini

                                                                            3

                                                convertendo i dissidenti in omofobi

    (altro frutto marcio della neolingua da associare a maschilismo, sessismo, sindaca, ministra ed altri orrori).

     La truffa del femminicidio                                            

    Il secondo livello della terminazione del maschio, o si ottiene con la truffa del femminicidio (7), ovvero l’enfatizzazione mediatica di episodi isolati, che in realtà andrebbero chiamati familicidi, conditi dalle scuse di Grasso, che, invece che da parte degli uomini, dovrebbe scusarsi in nome dei traditori come lui.

                                         Con la trovata del cosiddetto femminicidio

                        si colpevolizza la virilità come aggressiva, violenta, dominatrice.

    Ai semplici viene fuori una deduzione simile: l’uomo bianco è cattivo in quanto uomo quindi va devirilizzato. Così andiamo verso la società sorosiana eunucoidale. L’autorità dell’uomo, del padre, è ciò che regge la famiglia, criminalizzando questa figura l’edificio familiare crolla.

    (7) Femminicidio: un reato inventato dal nulla, dai sostenitori del diabolos

     La nuova religione immigrazionista                            

    La ciliegina sulla torta dei massoni è la religione immigrazionista.

             Finanziare l’importazione di uomini africani, con credo, usi , costumi diversi,

                                            che non scappano da alcuna guerra,

          mantenerli a spese nostre, permettergli tutto, anche atti disturbanti o criminali,

                                     non è un atto di solidarietà ma di stupidità.

    Qualcuno mi dirà che sono razzista, che paura! Da persona che ha viaggiato, vissuto all’estero ed ha amici in tutto il mondo, sono l’ultima da apostrofare così. Posso comunque rispondere con le parole di

                                              un amico africano che mi ha chiesto

                  il perché l’Europa accolga giovani africani che non hanno problemi,

                                                    togliendo il futuro all’Africa,

                               mi ha domandato perché accolga criminali nigeriani,

                             invece di aiutare in Africa gli africani che stanno male.

    Unire nello stesso paese due culture diverse, una purtroppo, indebolita dal post ’68, un’altra forte delle sue convinzioni, non significa solo creare odio, rabbia, caos, ma vuol dire anche la distruzione della cultura della civiltà più debole, quella che non viene tutelata da nessuno dei suoi politici né religios(8)Si sa che con pretesti umanitari anche gli oppositori di certe pratiche buoniste retrocederanno, soprattutto se esse verranno dipinte come filantropiche, non solo da esponenti di organismi internazionali talmudici, ma anche da parte di politici e di parte dell'élite vaticana corrotta: tutti affiliati agli stessi padroni. E’ sempre la famosa storia dell’una fava per prendere più piccioni.

    (8) Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

     La strategia "dell'immigrazia"                                    

                         Attraverso "l’immigrazia" si impoveriscono gli europei,

                    si diffonde la religione islamica che soffoca il Cristianesimo,

                   ricordo, principale nemico dell’organizzazione delle tenebre,

                                      si dà il colpo di grazia all’uomo bianco.

    Se non vi è chiaro il come ve lo spiego: l’uomo islamico, non è stato influenzato da dottrine comuniste, l’uomo è uomo e la donna è donna, quindi questo tipo di uomo non ha alcun rispetto per l’europeo bonaccione, che pur di non farsi chiamare razzista gli darebbe pure la moglie, anzi lo disprezza. I pilastri del musulmano sono  Dio, la famiglia, tutto ciò che rese invincibile l’antico uomo europeo. I giovani africani sono autoritari e sanno di poter pretendere tutto. Hanno visto che gli italiani muoiono al freddo mentre loro sono in hotel, i ladri vengono risarciti, l’assassinio di Pamela, crimine atroce come pochi, è stato oscurato dall’antirazzismo. Gli italiani vengono impoveriti da disoccupazione e bassi salari (sotto il fuoco incrociato della moneta-debito e del signoraggio bancario figlio della grande usura: la più grande mafia – legalizzata – al mondo – Ndr) mentre i migranti, ai profughi non crede più nessuno, ingrassati e stipendiati.

     Il vero razzismo                                                               

    Qual è il vero razzismo? Quale emigrato europeo non ha morso pane duro e non ha dormito in una bettola prima di sistemarsi? Come si può paragonare il calvario dei migranti europei con la manna degli africani?  Inoltre gli emigrati vedono donne europee troppo libere, che considerano alla stregua di prostitute, mentre le loro (in linea di massima – Ndr) non hanno dimenticato il pudore (almeno quelle non dedite alla prostituzione – Ndr). Pretendere che non avvengano altri stupri avrebbe del miracoloso. Mi auguro che abbiate visto su riviste abominevoli sorosiane, come Focus e National Geographic, che non fanno altro che suggerire un mondo senza uomini bianchi e mostrare immagini di donne avvinghiate a uomini di colore, mentre gli pseudo politici e l’ultimo burattino del partito democratico inneggia al meticciato. Vi sono cooperative in tutt’Europa in cui si insegna ai neri a conquistare le bianche. Bello figo cantava le aspettative di questi giovani uomini africani spregiudicati: mantenimento, cibo, donne bianche.

                              Anch’essi sono strumenti dei signori della piramide,

                ma sono i privilegiati, quelli che sostituiranno i malcapitati italiani.

              Quale considerazione possono avere i musulmani arrivati di un’Italia

                  nella quale lo straniero fa il padrone e gli uomini non reagiscono

                                             per non essere chiamati fascisti?

    I pochi, che vedranno saranno tacciati, dall’Establishment venduto,  di razzisti, fascisti, omofobi, ed ogni altra cosa che verrà loro in mente. Ricapitolando, quale resistenza attiva potrà fornire all’invasione nera, forte, prepotente una mandria di europei effeminati, passivi, "antirazzisti" ?

     Francesca C. Europa (Copyright © 2018 Qui Europa)

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    Venerdì, 9 febbraio / 2018   – di Don Curzio Nitoglia –  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Piano Morgenthau, David Mongenthau, Germania, Usa  Il Piano Morgenthau La decimazione pianificata del popolo tedesco nei piani del ministro del tesoro statunitense membro della B'nai B'rith   di Don Curzio Nitoglia                   […]

    Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

    Rivoluzione d’Ottobre e supercapitalismo

     Domenica, 4 febbraio / 2018  – Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile 1977, pagg. 7-9  Redazione Quieuropa, Comunismo, Capitalismo, Sistema bancario, rivoluzione bolscevica  Rivoluzione d'Ottobre e supercapitalismo Chi finanziò la rivoluzione giudeo-bolscevica anti-cristiana del 1917? Ruolo del sistema bancario internazionalista e dell'élite  anglo-americana e tedesca nell'ascesa del comunismo   Articolo estratto dalla rivista Cristianità, Anno V, nº 24, aprile […]

     

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto secondo lo spirito massonico

    Venerdì,  29 Luglio/ 2016  – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Talmud, Mons. Leone Meurin, Don Isidore Bertrand, Clotilde Bersone, Epiphanius, San massimiliano Kolbe o San Giovanni Bosco, massoneria, logge massoniche, rivoluzione, sovversione sociale, Albert Pike, Eliphas Levi, Giuseppe Mazzini,  ideali rivoluzionari, Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Grand'Oriente d'Italia, Gustavo Raffi, RAI, Humanum Genus, Leone XIII  Libertà, Uguaglianza e Fratellanza: significato occulto […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]

    Ex-massone: le leggi contro la famiglia sono promosse dalle logge massoniche

    Ex-massone: le leggi contro la famiglia sono promosse dalle logge massoniche

    Martedì,  Marzo 1st/ 2016 – di Redazione Nomassoneriamacerata.blogspot.it – Redazione Quieuropa, Nomassoneriamacerata, Testimonianza, Actuall,  aborto, eutanasia, divorzio, matrimonio gay, logge di diritto umano, perché ho smesso di essere massone, Lourdes, Conversione al Cattolicesimo, intervista, Serge Abad-Gallard, leggi contro la famiglia, logge massoniche, Parigi, Francia, Massoneria, influenza della massoneria sull apolitica, fratellanza parlamentare, Jacques attali, Bilderberg Club, L'homme nomade, Jean-Marc Ayrault, […]

    Unioni civili: la prevalenza del cretino

    Unioni civili: la prevalenza del cretino

    Sabato, 14 Maggio/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Unioni civili, prevalenza del cretino, cretinismo progressista, Commissione Trilterale, Monica Cirinnà, stupidi al poterem legge sulle unioni civili, Matteo Renzi, Monsignor Galantino, asse Bergoglio-Galantino, quelli che non s'immischiano, Unione europea, Luncek   Unioni civili: la prevalenza del cretino Il circo del cretinismo progressista esulta: il […]

    Se tutto questo è il bene, noi siamo il male!

    Se tutto questo è il bene, noi siamo il male!

    Venerdì, 13 Maggio/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Controrivoluzione culturale, Maria Elena Boschi,  Banca Popolare dell’Etruria, Il bene restano sempre loro, Unioni Civili, il giorno dopo il via libera della Camera, Tutto è permesso all’interno del cerchio, non allineati con la chiesa modernista, avanguardia mondialista ed immigrazionista  Se tutto questo è il bene, noi siamo il male! Tutto è "bene", […]

    Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    Lunedì,  Febbraio 29th/ 2016 – di Danilo Quinto – Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Cirinnà, Matrimonio sodomitico, porte aperte alle adozioni gay, Alfano, Renzi, Corte Europea, Corte Costituzionale, Festival di San Remo   Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay  Verso le adozioni gay?  Un esito quasi inevitabile, viste le  preesistenti pronunce di Corte europea e Corte Costituzionale…   di Danilo […]

    I poteri forti dietro l’omosessualizzazione della società

    I poteri forti dietro l’omosessualizzazione della società

    Sabato, Febbraio 6th, 2016 – di Floriana Castro  – Redazione Qui Europa, Floriana Castro, Poteri forti, Massoneria, Antimassoneria, Nuovo Ordine Mondiale, Luca di Tolve, non esiste alcun gene gay   I poteri forti dietro l’omosessualizzazione della società Giudeo-Massoneria e omosessualizzazione pilotata: il modello gay proposto scientificamente alle società dei goym       di Floriana Castro  Poteri forti, Giudeo-Massoneria e omosessualizzazione della […]

    Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Seconda Parte

    Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Seconda Parte

    Venerdì, Febbraio 5th, 2016 – di Federico Michielan  –  Redazione Qui Europa, Federico Michielan, Dittatura del relativismo, ddl Cirinnà, matrimonio, non è un diritto, omosessuali, principali obiezioni,  omofobi, seconda obiezione, il matrimonio è una cosa che ha senso solo tra un uomo e una donna, maternità surrogata, adozione semplice, adottare, discriminazione basata non sulla natura dell’istituto, sesso dei coniugi, Luciano Mola, Avvenire, regolamento anagrafico del 30 maggio 1989, legge n.91 del 1 […]

    Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Prima Parte

    Riflessioni fuori dal coro sui cosiddetti “diritti civili” – Prima Parte

    Giovedì, Febbraio 4th, 2016 – di Federico Michielan  –  Redazione Quieuropa, Redazione Qui Europa, Federico Michielan, Dittatura del relativismo, ddl Cirinnà, Family Day 2016, Matrimonio gay, organi mainstream, associazioni gay, Voting Rights Act, diritto di voto, matrimonium, mater e munus, compito,  generare i figli, sostenere economicamente la famiglia, Il fine del matrimonio, liberorum procreandorum causa, procreazione, Modestino, coniunctio maris et feminae et consortium omnis vitae, divini […]

    Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo

    Indissolubilità del Matrimonio e Famiglia: esiste un antico Piano Massonico Sovversivo

    Venerdì, Febbraio 28th/ 2014 – di Padre Piotr Anzulewicz e Sergio Basile  –  Padre Piotr Anzulewicz, Sergio Basile, Circolo Culturale San Francesco, Papa Francesco, Francescani del Sacro Cuore Catanzaro, Ofm, Illuminati, Distruzione programmata della famiglia, Illuminati di baviera, Derive Gender, Farisei, Sklerokardia, matrimonio buona notizia dell'Amore di Dio, la distruzione della famiglia nella circolare massonica del 1905  […]

    Modello The Ring, Sovversione Satanica e TV – Il Piano Massonico del 53

    Modello The Ring, Sovversione Satanica e TV – Il Piano Massonico del 53

    Lunedì, Febbraio 24th/ 2014 – di Arrigo Muscio, Sergio Basile e Redazione Quieuropa – Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" The Ring, Italia, Sistema, TV, Benedetto XVI, Papa Giovanni Paolo II, Satanismo e TV, Pornografia e TV, Il Piano massonico del 1953 e gli Usa, Il Piano massonico del 1953 e la Televisione, […]

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Mercoledì, 14 gennaio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sessantotto, Pedagogia della vergogna, Scuola di Francoforte  Pedagogia della vergogna – L'età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi L'abolizione della frontiera tra bene e male: svalutazione dei doveri e finto progresso   di Roberto Pecchioli                  […]

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Femminicidio: un reato inventato dal nulla, dai sostenitori del diabolos

    Femminicidio: un reato inventato dal nulla, dai sostenitori del diabolos

    Venerdì, 17 Giugno/ 2016 – Guliyeva Konul / Redazione Qui Europa  –  Redazione Quieuropa, Femminicidio, Scuola di Francoforte, Laura Pausini, maschicidio,Emmanuel Goldstein, Ministero dell’Interno, diabolos, colui che divide  Femminicidio: un reato inventato dal nulla, dai sostenitori del diabolos Le vittime di omicidio sono sempre più frequentemente di sesso maschile.  Le donne commettono omicidio soprattutto verso i maschi.  Eppure nessuno osa parlare di “maschicidio”. Perché?   di Guliyeva Konul  Eppure… nessuno […]

    Lettera aperta di alcuni ex musulmani divenuti cattolici a Papa Francesco, circa il suo atteggiamento sull’Islam

    Lettera aperta di alcuni ex musulmani divenuti cattolici a Papa Francesco, circa il suo atteggiamento sull’Islam

    Lunedì, 8 gennaio / 2018  – Redazione Qui Europa –  Redazione Quieuropa, ex musulmani, lettera a Papa Francesco, Islam, Lettera aperta, Conversione  Lettera aperta di alcuni ex musulmani ora cattolici a Papa Francesco, circa il suo atteggiamento sull'Islam   Redazione Qui Europa / a cura di exmusulmanschretiens.fr                        Premessa  […]

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale

    Sabato, Febbraio 21st / 2015     – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Albert Pike, Giuseppe Mazzini, Massoneria, Lucifero, Scontro tra civiltà, Jacob Bohme, Swedenborg, Saint-Martin, Epiphanius, William Guy Carr, Sistema Bancario Internazionale, Cabala, Satana, sterco del demonio, moneta-debito, Giudeo massoneria e Nuovo Ordine Mondiale  L'attuale scontro fomentato tra civiltà e religioni pianificato in 2 lettere del 187o e '71 La confessione […]