Qui Europa

Categoria: Italia – Diario della Crisi

Diario della crisi – Ita

  • La banda degli onesti e la banda degli ipocriti

    La banda degli onesti e la banda degli ipocriti

    Lunedì, 19 marzo / 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, la banda degli onesti, Totò e Peppino, famiglia  

    La banda degli onesti e la banda degli 

    ipocriti

    Una società individualista, senza valori e rispetto

    per la sacralità della famiglia non può chiedere

    integrità morale

     

    di Roberto Pecchioli 

    LA BANDA DEGLI ONESTI E DEGLI IPOCRITI
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     La banda degli onesti                                                

    Roma – di Roberto Pecchioli  In un esilarante film degli anni 50 del secolo passato Totò e Peppino formarono un’improbabile banda di falsari di banconote. Dopo alcuni maldestri tentativi rinunciarono all’impresa e tornarono onesti. In realtà, non di onestà si trattava, ma del timore delle conseguenze e della mancanza di pelo sullo stomaco richiesta dalla pericolosa attività 

                 ferma restando l'attività delle privatissime banche centrali,

                                          che da tre secoli a questa parte,

                  creano denaro dal nulla, senza l'alibi della riserva aurea,

                                        e lo prestano a debito alle nazioni

                  impoverendo e schiavizzando i popoli: altro che falsari!!

                                                               (Ndr).

     La banda degli ipocriti                                      

    Negli scorsi mesi, le folle accorse alle manifestazioni del movimento di Beppe Grillo scandivano a gran voce onestà, onestà. Quelle invocazioni ritmate, per quanto assai fondate, ci sono sembrate il

         segnale di una insopportabile ipocrisia unita all’auto assoluzione,

    sentimenti assai diffusi tra i connazionali. A gridare erano i nuovi farisei, sepolcri imbiancati, destinatari della violenta invettiva di Gesù: “Guai a voi, scribi e farisei (…). Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.” (Matteo 23; 27-28) La nostra nazione ha un livello di corruzione, pubblica e privata, ma anche etica, assai elevato. Ovvio quindi il richiamo all’onestà. Tuttavia, l’esperienza ci rende scettici. Innanzitutto, l’onestà non è un criterio politico, bensì una condizione preliminare. Un onesto incapace, ignorante, arrogante difficilmente è un buon politico, come dimostrò, or sono 25 anni, il crollo della Prima Repubblica con l’espediente (perché espediente fu) di Mani Pulite. La vecchia classe politica venne eliminata per via penale – marachelle ne aveva commesse tante – ma chi ne prese il posto non brillò per onestà e tanto meno per competenza.

     L'aneddoto del marchese di Pombal                    

    Una volta leggemmo un aneddoto, di cui non conosciamo l’autenticità, relativo alla collera del re del Portogallo José I nei confronti del suo primo ministro, accusato dai gesuiti e dell’alta nobiltà di arricchirsi con le spese di ricostruzione del devastante terremoto di Lisbona del 1755. Sebastiao José de Carvalho conte di Oeiras, secondo la leggenda, avrebbe aperto una finestra della sala di riunione, mostrando la città al sovrano. Gli chiese se gli piacesse; il sovrano era entusiasta della scintillante bellezza della capitale. Il suo ministro ammise di aver tenuto per sé il 2 per cento sui lavori ma il re, anziché cacciarlo o processarlo, gli concesse il titolo di marchese di Pombal con il quale è ancora conosciuto. Fu il migliore politico portoghese, restò al potere per oltre 25 anni, sotto di lui non solo Lisbona divenne il gioiello architettonico che è tuttora, ma abolì la schiavitù nelle colonie africane, promosse un’audace riforma fiscale a favore del popolo e rifondò la massima istituzione culturale dell’impero, l’università di Coimbra.

     Corrotti e corruttori                                                 

    Non vuole certo essere un elogio della corruzione, ma la constatazione dell’ipocrisia con cui ciascuno di noi parla di onestà.

                            Se è verissimo che i corruttori sono molto numerosi,

                       è altrettanto evidente che sanno di trovare ampio ascolto

         da parte dei potenziali corrotti, politici, funzionari pubblici, privati cittadini.

    La verità è che quando le élites sono corrotte – in Italia lo sono in larga parte – lo è altrettanto il resto della popolazione. Kant prese atto che l’umanità è fatta di legno storto, ma i tentativi fatti più volte nella storia per "raddrizzarlo" (si fa per dire – Ndr) hanno in genere aggravato il male. Pensiamo alla (falsissima e massonica – Ndr) Rivoluzione Francese, all’incorruttibile Robespierre, la cui ghigliottina tagliò la testa di nobili e borghesi sino a eliminare lui stesso. L’ eroe popolano di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, fondò un partito, l’Italia dei Valori, che nel nome evocava la spada fiammeggiante della moralità, crollato poi tra imbarazzanti scandaletti di provincia, compresa una esponente finita a processo per aver acquistato biancheria intima con fondi pubblici. Il nostro popolo, poi, è maestro di intransigenza per le disonestà altrui quanto di manica larga nell’assolvere le proprie. Si è onesti solo fuori dalla porta di casa: farisei appunto. Gesù Cristo difese la peccatrice Maddalena dall’ira della folla sfidandola con la frase famosa “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Noi non siamo nella condizione di farlo. Gli italiani sono bravissimi nell’arte delle attenuanti e delle esimenti. Le colpe sono sempre altrui e nel caso dell’onestà, l’ipocrisia è di massa. Evasori fiscali sono sempre gli altri, ma nessuno può affermare di non aver mai svolto o richiesto una prestazione in nero: è conveniente e senza rischi

              (assodato che in un sistema di falsa democrazia e di usura legalizzata,

                parlare di evasione è evidentemente paradossale se non grottesco…)

                                                                      Ndr

     Una società individualista non può chiedere integrità 

    Pochissime persone non hanno brigato per raccomandazioni, privilegi o benefici non dovuti. Spesso si ha l’impressione che l’onestà invocata, pretesa da chi sta in alto sia in realtà fastidio, invidia per non essere al loro posto. E’ la favola della volpe e dell’uva, si finge anche di fronte a se stessi di disprezzare ciò che non si è riusciti a ottenere. In giovinezza, siamo stati membri dell’amministrazione di un asilo pubblico, testimoni di un numero impressionante di dichiarazioni false (i controlli erano impossibili) per ottenere sconti o esenzioni sulla retta o sulla mensa da parte di persone di ogni ceto, condizione e convinzione politica. Decenni da funzionari dell’amministrazione finanziaria ci hanno mostrato condotte ignobili, bassezze, falsità, inganni, anche per pochi spiccioli. Salendo nella scala delle responsabilità e delle funzioni, cambia la posta in palio, non i comportamenti. Ciò non vuol dire che si debba rinunciare a pretendere e soprattutto praticare l’onestà pubblica e privata. Occorre un’educazione morale, del tutto assente, ma che non può essere impartita, poiché

                  i modelli vincenti innalzano il successo, il denaro, il cinismo,

                                   l’indifferenza nei confronti degli altri.

        Una società individualista non può chiedere né imporre integrità morale,

                      se non come esercizio di ipocrisia o di autoinganno.

    Il pesce, si dice, puzza dalla testa, ma ha infettato tutto il corpo. La metastasi è a uno stadio avanzato, non cambierà con le grida scomposte dei nuovi masanielli. Siamo persuasi che il nostro popolo non sia migliore della sua classe dirigente, tanto è vero che ne imita i comportamenti e ne condivide i disvalori.

     La gabbia dei privilegi e dell'impunità                           

    L’Italia è in mano, ad ogni livello, a caste di incompetenti di infimo livello culturale oltreché morale. La loro abilità sta nell’intrigo, nella difesa accanita di privilegi, nel respingimento di ogni energia nuova. Esse trascinano in basso il resto della popolazione. Quella è la vera radice della disonestà dilagante. In più, si diffonde il senso di impunità, costruito tenacemente con un reticolo di norme, burocrazie, trappole, consuetudini tese a dividere e nascondere la responsabilità. Lo scaricabarile, sport nazionale di massa, è un’espressione di disonestà assoluta.

             Viene meno il senso di vergogna, manca il timore della riprovazione sociale.

                           Si è decomposta la comunità, sfarinata anche la società,

                                       è assente qualunque moralità condivisa.

    La responsabilità principale è di una civilizzazione che ha fatto della distruzione dei principi ricevuti la propria ragione d’essere, sostituendoli con l’astratta rivendicazione di libertà. I vecchi valori borghesi e popolari non esistono più. Oggi Luigi Pirandello non potrebbe scrivere Il piacere dell’onestà, poiché il senso di riscatto, la riconquista dell’onore perduto del protagonista Angelo Baldovino, un uomo mediocre di dubbia moralità che risale facendosi carico di un figlio non suo e della di lui madre, desterebbe le risa di un pubblico scarso e disattento.

     La famiglia.. e il vero onesto                                             

    La banda di Totò e Peppino fallì, recuperando onestà e serenità, perché fuori, nell’Italia del 1956, esisteva ancora una comunità vigile, famiglie a cui rendere conto, figli che non si volevano disonorare, nomi da non infangare, coscienze educate a principi forti, castighi da temere. Sessant’anni dopo, l’onestà si urla in piazza e si pretende dagli altri. Ciascuno ripulisca prima casa propria; dopo, forse potrà scagliare il sasso. Non lo farà: il vero onesto è innanzitutto severo con se stesso, sa quanta polvere è nascosta sotto il suo tappeto.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                         

    Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Martedì, 5 Luglio/ 2016     – di Corrado Gnerre – Redazione quieuropa, Corrado Gnerre, Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia, salvarsi da sé, autosufficiente. corruzione politica, educazione civica, Il problema è antropologico, determinismo automatico, destino dell’uomo, bellezza di rimanere fedeli, Senza la Ragione, c’è solo la giungla, non c’è più la forza del diritto, il diritto della forza, Senza la Ragione, delirio  Se non c’è una ragione per vivere… non c’è  nemmeno una ragione per essere onesti  […]

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    Lunedì,  Gennaio 27th/ 2014 – di  Cinzia Casalino / Grupponovelty – Cinzia Casalino, Grupponovelty, Giacinto Auriti, Monismo, immanentismo, soggettivismo, relativismo, L’uomo moderno ha perduto se stesso, L'uomo ha sostituito Dio con il ciarpame, Giacinto Auriti, La morale è immutabile,  Trasgredendo la legge morale si trasgredisce alla legge naturale, L'Errore di Hegel, Soggettivismo che annienta la Verità, L'ispirazione illuminista e sciamanica, Istituzionalizzazione Banca d'Inghilterra, Liberi Muratori, Il […]

    L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    Mercoledì, 21 febbraio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, falso dissenso, falsi antagonisti, fenomenologia               L'amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti  Analisi dei falsi dissidenti, impiegati di carriera e pecore matte che paralizzano la vera concorrenza al mondialismo   di Roberto Pecchioli            […]

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Mercoledì, 14 gennaio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sessantotto, Pedagogia della vergogna, Scuola di Francoforte  Pedagogia della vergogna – L'età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi L'abolizione della frontiera tra bene e male: svalutazione dei doveri e finto progresso   di Roberto Pecchioli                  […]

  • La dittatura del presente – Falsa Democrazia e concrete dittature

    La dittatura del presente – Falsa Democrazia e concrete dittature

    Domenica, 18 marzo / 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, dittatura del presente, falsa democrazia, moneta 

    La dittatura del presente – Falsa Democrazia

    e concrete dittature

    Un animale senza storia, senz’anima, estraneo a Dio, straniero

    anche a se stesso si aggira nella "società civile"

     

    di Roberto Pecchioli 

    DITTATURA DEL PRESENTE
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     La dittatura del presente                                          

    Roma – di Roberto Pecchioli  La nostra è un’epoca di falsa democrazia, astratte libertà e concrete dittature. Una di queste, la più sorprendente, è la supremazia dell’odiernità, una vera e propria dittatura del tempo presente. Il pensiero unico materialista conosce e idolatra esclusivamente ciò che appartiene all’oggi, ed è quindi moderno. In altre occasioni, abbiamo rilevato come il vocabolo modernità altro non significhi che “al modo odierno”. E’ un termine utilizzato da sempre con riferimento al presente, ma senza l’enfatizzazione, la carica positiva e idolatrica da cui è circondato da ormai mezzo secolo. La superiorità programmatica di oggi su ieri, postulata e sottintesa come evidente è infatti uno dei mille frutti avvelenati della stagione tossica che chiamiamo Sessantotto. Da allora, tutto si ridusse all’attualità, all’attimo, trascinando ogni cultura, credenza, costume, storia davanti al tribunale grottesco dell’Eterno Presente. Strano tribunale davvero, privo di una giurisdizionale spaziale o territoriale, ma esclusivamente temporale con scadenza prestabilita alla fine del giorno corrente. L’indomani trascina inevitabilmente il presente nel passato, destituendolo d’importanza; un incantesimo che si scioglie allo scoccare della mezzanotte, come quello di Cenerentola.

                      Una dittatura che rinasce continuamente al nuovo giorno,

                               una Fenice che si rigenera dalle proprie ceneri

    post fata resurgo, giacché è moderno ciò che vale oggi e il sole sorge ogni mattina. La vittima più evidente è il passato, gravato dal pregiudizio negativo, tacciato di oscurità e arretratezza, ma il presente, nonostante l’altro mito vigente, quello del progresso, distrugge anche il futuro.

     Economia e teatro moderno…                               

    (Sull'onda dell'ipocrisia e dell'assenza di valori della contraddittoria classe politica, che sembra non occuparsi mai dei temi più importanti, rivoluzionando in negativo e lentamente il nostro presente – Ndr) Possiamo constatare ogni giorno il disinteresse per ogni grande progetto, per idee, azioni, realizzazioni che scavalchino il tempo. Vale per l’architettura e l’arte, ma anche per l’economia, teatro unico della rappresentazione moderna (intessuto di bugie e falsi dogmi: a partire dall'emissione a debito della moneta, strumento di impoverimento forzato delle masse e schiavitù reale – Ndr). Non solo non si costruisce nulla per i posteri – il Colosseo e la stessa Tour Eiffel non hanno i loro omologhi odierni, ma non si ragiona più a lungo termine. Le politiche non oltrepassano l’oggi, la finanza e il ceo capitalism lavorano per il profitto immediato degli azionisti. Per una schiacciante maggioranza il mondo di ieri e dell’altro ieri è un’imbarazzante infanzia dell’umanità, la memoria si impegna esclusivamente a breve termine. Capita a chi ha superato la cinquantina di sentirsi chiedere come andassero le cose prima dell’avvento del telefono cellulare. La nostra risposta, invariabilmente, è che Omero, Michelangelo e Einstein diventarono comunque ciò che furono. Oggi non sarebbe neppure immaginabile la querelle des anciens et des modernes che impegnò i migliori ingegni tra il Sei e il Settecento per manifesta inferiorità degli antichi. L’unico futuro ammesso è quello ingabbiato, presentificato dalla previsione. Un tratto peculiare della modernità è la sua ansia di anticipare, prevedere, razionalizzare e neutralizzare il futuro attraverso il calcolo, le probabilità, la statistica e adesso i modelli matematici algoritmici. Dalla meteorologia alla demografia, alla produzione sino alla crescita, altro mito equivoco del presente, nulla sfugge agli schemi destinati a togliere all’avvenire la sua incertezza, detronizzarlo a favore dell’oggi, o ridurlo a una sorta di presente gonfiato, realtà aumentata o corda tesa all’infinito.

     Il declino dell'arte                                                     

    Incredibile è il destino toccato all’arte. Nelle grandi università anglosassoni, incubatrici di quanto è avvenuto nell’ultimo mezzo secolo, si è arrivati a imprimere bollini rossi sulle opere di Shakespeare, colpevoli, secondo il criterio del politicamente corretto, alternativamente di sessismo, razzismo e di non sappiamo che altro. Il tribunale supremo ha pronunciato la sua sentenza, pure Dante è sospetto, la stessa Bibbia rischia grosso. Nel futuro prossimo, i melomani dovranno rassegnarsi ad un Rigoletto censurato di almeno due arie, Cortigiani vil razza dannata (discriminazione e uso di parola proibita, razza) e La donna è mobile, poiché, “qual piuma al vento, muta d’accento e di pensier” è sessismo misogino della peggiore specie! L’unica consolazione è la natura cangiante del tribunale del presente, domani potrebbe a sua volta mutare d’accento e di pensiero. Preoccupa il moralismo d’accatto che destituisce di valore ogni cosa in nome del criterio di attualità, senza neppure domandarsi se i suoi giudizi non verranno revocati in dubbio o derisi dalla giuria successiva. Oggi vigono i totem della tolleranza, dell’identico, dell’Unico. Domani, chissà. Ma l’imperativo categorico è quello di un vorace Carpe Diem nel nome di una giovinezza mitizzata – il Rinascimento di Lorenzo il Magnifico, quant’è bella giovinezza, senza più il dubbio (del doman non v’è certezza) – giacché il futuro è screditato quasi quanto il passato, nonostante il mito del progresso.

     Domina l'idea del consumo                                     

    Domina l’idea di consumo: bruciare in fretta le esperienze, enfatizzare le emozioni, regine dell’Homo Consumens. Nel linguaggio dell’automobilismo sportivo, una vita in formula Indianapolis, giri infiniti alla massima velocità in un circuito simile alla gabbia del criceto. Ovviamente, perdono importanza tutte le discipline non centrate sul presente, a partire dalla storia, ma anche la geografia, la metafisica, la stessa politica se tenta di interpretare ed indirizzare il mondo secondo idee e progetti. Va forte la sociologia, per la sua natura previsionale, e il sapere scientifico, le scienze della natura di Dilthey per il loro carattere cumulabile. Siamo diventati giganti per il passato lavoro di nani. Si diffonde l’idea che l’uomo sia una tabula rasa da riempire a piacere. L’unico criterio diventa l’attualità, alterata dalle lenti deformate dei valori correnti, tra cui eccelle la rimozione, che nega indirettamente il futuro. Comprendere l’oggi per viverci da protagonisti, da vincenti, diventa quindi basilare. Tutta la conoscenza deve essere condensata in un sapere-Bignami, sempre più rapido, superficiale e strumentale al fare che ha sostituito l’agire. Di qui la diffusa ignoranza di massa, alimentata da uno specialismo sempre più angusto, la conoscenza settoriale con il paraocchi che fece scrivere a George Bernard Shaw che specialista è colui che sa sempre di più su sempre di meno, fino a sapere tutto di niente. La dittatura del presente è insieme arrogante, giacché giudica con il criterio dell’oggi in nome di “ciò che serve” ed ignorante in quanto scarta per principio quanto non si accorda con se stessa. In questo senso è infantile, non vuole crescere, Peter Pan è il suo eroe eponimo, irresponsabile come ogni bambino. Dell’infanzia ha anche il senso di onnipotenza e l’egocentrismo.

     "Nuovo sinonimo di migliore"…                             

    L’idolatria del nuovo ricorda il rapido disinteresse del bimbo per il giocattolo con cui si trastullava fino a un attimo prima dell’arrivo di un nuovo balocco. Nuovo è sinonimo di migliore esattamente come oggi è superiore a ieri. Il punto è che il sistema basato sul consumo, autore e beneficiario della rivoluzione presentista, ha necessità di nascondere ciò che è più ovvio nello schema lineare, cioè che domani sarà migliore di oggi. Ci si deve fermare sulla soglia, per non intralciare un cammino che, inevitabilmente, trasformerà in rifiuto ciò che non corrisponde al presente. Sono curiosi l’entusiasmo e l’attesa spasmodica che circonda la messa sul mercato di nuovi apparati tecnologici dotati di una funzionalità in più rispetto al modello precedente, le code chilometriche, la gioia estenuata di chi ha conquistato a caro prezzo e con fatica fisica l’oggetto del desiderio. Stranamente, pochissimi si chiedono come mai avessero atteso con altrettanto fremito il modello precedente, così obsoleto, poco efficace, giudicato ora addirittura brutto. Ma nella dittatura del presente una delle leggi fondamentali è che ci piace esclusivamente ciò che ci viene fatto piacere (oggi).

     Odiernità: natura totalitaria (senso giuridico)

    Un altro elemento dell’odiernità è la sua natura totalitaria in senso giuridico.

                      Abolito o fortemente affievolito il concetto di giusto,

                                            ci resta ciò che è legale.

    In base al criterio dominante del momento, lo spirito dei tempi, vale quello che la legge vigente impone o permette.  Chi si oppone è fuori dal tempo, una condizione pericolosa, giacché il conformismo filisteo è un altro elemento della dittatura. Il presente è un signore ricco di pretese, esige una vita tutta di corsa, detesta il silenzio. I suoi sudditi hanno orrore del vuoto (horror vacui), devono sempre fare qualcosa per riempire il tempo (si dice ingannare il tempo, ma è il contrario), avendo tutto sotto controllo, prevedendo, anzi, come si dice adesso, gestendo le situazioni. Horror fati, terrore del destino, dell’imprevedibile, di ciò che esula dal quotidiano e eccede i modelli statistici. Tutto deve fluire, nella può rimanere stabile. Eraclito, il filosofo greco del Panta Rei, tutto scorre, è il vero ideologo della dittatura del passo di corsa. Ci si identifica con l’acqua che scorre e non è mai la stessa. L’uomo dell’eterno presente accetta di essere una goccia, evitando accuratamente di porsi le domande di senso. Dove andrà quella goccia e da dove viene per lui sono domande oziose. Si diventa molecole di un anello in una catena senza neppure più la dignità di sentirsi alienati. Gli unici quesiti ammessi sono quelli a cui la razionalità scientifica può fornire una risposta in termini di validità, che è categoria distinta dalla verità. Conta ciò che funziona. Il suddito del presente è arretrato rispetto all’Esserci di Heidegger. Si contenta di un presenzialismo in cui è il fondale della rappresentazione, una figurina che appare per un attimo nel boccascena e poi scompare.

     Tutto e subito!                                                         

    Essenziale è avere e fare tutto e subito. Dioniso sconfigge Apollo, l’ordine e la forma, in un crescendo che ricorda un’opera poetica di fine Seicento, il Bacco in Toscana di Francesco Redi “Si ravvolge e si consuma, e quaggiù Tempo si chiama; e bevendo e ribevendo iI pensier mandiamo in bando”. Si volgarizza l’antica massima, riempi il bicchier che è vuoto, vuota il bicchier che è pieno. Chi si ferma è perduto, chi corre entrerà nell’inquadratura, nel frame, godrà del gioioso attimo presente, afferrato in movimento come la fune di una seggiovia. Ma è una corsa disperata per sfuggire al Nulla che incombe. Gli anglosassoni considerano Ludwig Wittgenstein, logico, ingegnere di formazione, il maggiore filosofo del Novecento. Il pensatore viennese fornì una straordinaria copertura al discredito del pensiero non scientifico. Nessuna speculazione è permessa dal suo sistema: è la fine non solo della metafisica, ma dell’homo viator, il viandante dell’esistenza in cerca di verità, più avido di domande che di risposte. La sua opera capitale si intitolò significativamente Tractatus Logico Philosophicus. Il brano più celebre è il seguente: “il metodo corretto della filosofia sarebbe propriamente questo: nulla dire se non ciò che può dirsi. Dunque proposizioni della scienza naturale, dunque qualcosa che con la filosofia non ha niente a che fare; e poi, ogni volta che altri voglia dire qualcosa di metafisico, mostrargli che a certi segni nelle sue proposizioni egli non ha dato significato alcuno. Questo metodo sarebbe (…) l’unico rigorosamente corretto. Ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.” Ovvero, tacere sull’essenziale, invisibile agli occhi, poiché nessuna domanda di significato può essere soddisfatta. Un grande riduzionismo, un elegante paraocchi per un’umanità votata all’immediato, al misurabile, in corsa su binario unico: obbligatorio attenersi a ciò che può essere trattato con gli strumenti della ragione calcolante. Il prezzo è la riduzione dell’uomo a scimmia di Dio, che vive il presente come eternità surrogata. Ma il presente deve essere necessariamente riempito, ingrandito, colmato affinché siano elusi i grandi temi, in un tempo lineare, una sequenza di puntini, espellendo il senso ciclico, imitazione dell’eterno, il tempo dei contadini di Jacques Le Goff incompatibile con la fretta, la velocità, la compressione ansiosa che ci avvolge. Il tempo ciclico evoca il ritorno, (dopo un raccolto ne viene un altro), ma anche il differimento, la capacità di attendere, lo sforzo, il rispetto del ritmo della natura. Non è adatto a noi, forzati a vivere e sperimentare tutto, subito, detestando la fatica, la gradualità, la via impervia. E’ d’obbligo mordere la vita in ogni momento, senza lasciar cadere una goccia del frutto. Lontana è l’epoca di Ruzante “per ogni gaudenza, ci vuole sofferenza”. Basta la carta di credito e una connessione veloce. La vita rapida e compressa assomiglia al gesto di chi sul computer, “zippa” i files per occupare meno spazio nella memoria. Il presente zippato (l’icona è un torchio che schiaccia) impone la fretta, la concisione, la rinuncia sistematica alla profondità. 

     "Scrivi poco! La gente ha fretta!!"                        

    Al tempo degli apparati elettronici, perfino i gestori dei siti di approfondimento raccomandano: scrivi poco, la gente ha fretta, non legge più di una cartella. In televisione, anche gli ospiti di rilievo vengono interrotti se sforano i tempi, con quella parola, tassativo, che annuncia la pubblicità sovrana. Pubblicità, la fabbrica del desiderio e del presente che abbatte le frontiere del passato, ci invita ad affrettarci nel consumo, soddisfare la nuova smania indotta dal messaggio. Anche nel consumo occorre fare presto. Il nuovo sta per invecchiare e non si può rinviare. Eppure, la caratteristica dell’uomo è essere l’unica creatura capace di differire, procrastinare, tenere sotto controllo l’istinto. La dittatura del presente non vuole, dobbiamo regredire allo stadio infantile, i desideri e le pulsioni vengono spinte a manifestarsi senza limite, accelerate e consumate al di fuori di ogni giudizio morale. A differenza dell’animale, l’uomo non è mai davvero sazio, ma per volontà del Creatore non può rinunciare ad attribuire alle sue azioni significato, senso, direzione.

     Uomo abbassato a schiavo dell'effimero          

    Il fondatore dell’antropologia filosofica, Arnold Gehlen definì l’uomo l’essere pressoché privo di istinti, ma in possesso di una straordinaria qualità che lo rende unico, l’esonero, ossia la capacità di conoscere e riconoscere, esentandosi dall’immediato. L’uomo, esperendo il mondo, lo concentra in simboli, fino ad acquistare visione panoramica e capacità di disporre. In tale processo conquista il controllo su una molteplicità di azioni, esonerandosi dall’istintualità materiale. Il mondo è per lui un campo di sorprese infinite, un ordito dove passato, presente e futuro si integrano organicamente. L’interiorità umana è aperta al mondo. Ciò significa investita di esperienze, impressioni, intuizioni, ciascuna delle quali fa crescere una tensione, un’aspirazione verso l’alto. Per un altro verso significa che la vita delle pulsioni e dei bisogni umani racchiude valori lontani, immagini del passato, un tendere verso ciò che è assente, anelare a situazioni e circostanze future. La riduzione dell’uomo al suo presente è una delle modalità attraverso cui lo si abbassa a schiavo dell’effimero, non più creatura chiamata all’eterno, ma grumo di materia destinato a esaurire se stesso nel gesto compulsivo di fare senza agire, esistere senza essere, guardare senza vedere. Un animale senza storia, senz’anima, estraneo a Dio, straniero anche a se stesso.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                        

    L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    Mercoledì, 21 febbraio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, falso dissenso, falsi antagonisti, fenomenologia               L'amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti  Analisi dei falsi dissidenti, impiegati di carriera e pecore matte che paralizzano la vera concorrenza al mondialismo   di Roberto Pecchioli            […]

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Mercoledì, 14 gennaio/ 2018  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sessantotto, Pedagogia della vergogna, Scuola di Francoforte  Pedagogia della vergogna – L'età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi L'abolizione della frontiera tra bene e male: svalutazione dei doveri e finto progresso   di Roberto Pecchioli                  […]

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: direttive marxiste per il Nuovo Ordine – 2

    Sabato, Febbraio 20th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, Adorno, Marcuse, Scuola di Francoforte, Distruzione di una nazione, distruzione del senso morale, degenerazioni sessuali, divorzio, distruzione della famiglia, […]

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Massoneria, Comunismo e Corruzione della gioventù: Piano per un Nuovo Ordine Mondiale – 1

    Giovedì, Febbraio 18th, 2016 – di Paolo Baroni, Centro San Giorgio  – Redazione Qui Europa, Paolo Baroni, Centro San Giorgio, Comunismo, Massoneria,  filiazione massonica dell'ideologia comunista, sesso, droga e rock'n'roll, Nuovo Ordine Mondiale, filiazione massonica dell'ideologia comunista, satanismo, corruzione della società, teosofia, George Harrison,  Jerry Rubin,   Willy Münzenberg, Tempio di Salomone, Papa Leone XIII, Mons Delassus, massone Lafargue, Congresso massonico di Liegi del 1865, Madame Helena Petrovna Blavatsky, Annie Besant, occultista John Symonds, Aleister […]

  • L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    L’amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi antagonisti

    Mercoledì, 21 febbraio/ 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, falso dissenso, falsi antagonisti, fenomenologia              

    L'amico e il nemico. Fenomenologia dei falsi

    antagonisti 

    Analisi dei falsi dissidenti, impiegati di carriera e pecore matte

    che paralizzano la vera concorrenza al mondialismo

     

    di Roberto Pecchioli 

    FALSI ANTAGONISTI
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Fenomenologia dei falsi antagonisti                      

    Roma – di Roberto Pecchioli  Un quadro antico di mediocre qualità rappresentava un sontuoso pranzo in una corte rinascimentale. Al centro il principe, ai lati nobili, dignitari, ufficiali in alta uniforme, dame alle prese con le innumerevoli portate del banchetto. Agli estremi altri personaggi ammessi al desco, probabilmente i cortigiani, la vil razza dannata di Rigoletto, oltre naturalmente ai domestici di servizio. Nel salone altri personaggi attendevano i resti del pasto, gli avanzi gettati da lorsignori: animali domestici, nani, buffoni di corte, poveracci.

                       A questo somiglia l’ultima corte dei miracoli del capitale,

             i cosiddetti antagonisti, impegnati da mesi in una guerra grottesca

                                                contro le loro ossessioni,

    scimmie di Don Chisciotte che lottava contro i mulini a vento scambiandoli per giganti, del tutto privi della tempra morale e della purezza interiore del cavaliere dalla triste figura.  Per un giudizio che non si limiti alla cronaca o alla deprecazione, ci viene in aiuto il pensiero di Carl Schmitt. Il giurista di Plattenberg scoprì e dimostrò nella sua opera capitale Le categorie del politico che

                    ovunque c’è politica lì si incontra l’antitesi amico-nemico

            e ogni raggruppamento si costituisce sempre a spese di, e contro

                                            un’altra porzione di umanità.

    Il problema, con i nuovi antagonisti genericamente de sinistra, è che non si avvedono di essere diventati gli sgherri del capitalismo mondialista, ovvero di coloro contro cui dovrebbero (in teoria, solo in teoria – Ndr) insorgere.

     I falsi dissidenti, impiegati di carriera                   

    Marcello Veneziani dà una definizione perfetta del fenomeno: i compagni sono passati disinvoltamente dall’anticapitalismo all’antifascismo nonché dal datato antiberlusconismo ad un fiammeggiante antifascio-leghismo. Aggiunge, rovesciando una frase di Samuel Johnson, che il loro antifascismo è l’ultimo rifugio delle canaglie.  Siamo d’accordo solo in parte: i manifestanti di queste settimane, infatti, anche i più violenti tra loro, sono sinceri e credono agli slogan che urlano in piazza e sulle reti sociali. Sono, tanto peggio per loro, i nani e i buffoni di corte dei padroni del mondo: scattano al fischio convenuto, il paragone è il solito, quello con la saliva del cane di Pavlov. Canaglie, mascalzoni sono i loro mandanti, cortigiani e dignitari del Principe regnante. Una delle tracce più sicure (follow the money, segui il denaro) è l’ampia disponibilità di sedi, occupate o direttamente fornite dalle amministrazioni locali, poiché non di rado sono oggetto di finanziamenti pubblici diretti, di benefit indiretti e trattamenti di favore negati ad altri soggetti. Raramente pagano le bollette dei servizi di cui usufruiscono, svolgono attività economiche prive di controllo fuori dal circuito fiscale e qualcuno paga generosamente le numerose trasferte diciamo così lavorative per le manifestazioni.

                  Sono gli impiegati di carriera ausiliaria del regime progressista,

                                     democratico e liberalcapitalista.

    Dal punto di vista dei riferimenti culturali, tramontati i miti del marxismo classico, sono i perfetti rappresentanti della Moltitudine che Toni Negri e Michael Hardt hanno posto come nuovo soggetto politico collettivo al tempo della globalizzazione mondialista da loro definita Impero. Una plebe urlante, sovreccitata, desiderante e disincarnata, intenta al consumo come “diritto”, in attesa di raccogliere senza lottare il potere dalla più volte annunciata crisi finale del capitalismo, smanettando sullo smartphone e dando sfogo alle pulsioni animali (si chiama liberazione) nel più totale deserto morale e civile. Un minestrone indigeribile, l’esaltazione della “pentola che bolle” i cui ingredienti danno origine non a una nuova umanità ma a un informe “mischione” in cui il soggettivismo più estremo si ibrida con la spinta all’identico, alla dissoluzione di ogni legame. L’antropologia negativa ideale per il trionfo finale del mondialismo neocapitalista e la riduzione dell’homo sapiens a plebe consumatrice. Una guerra di classe i cui soldati di ventura sono le prime vittime.

     Alla loro testa marcia il nemico                                 

    Al conservatore Schmitt dette involontariamente ragione il drammaturgo comunista di moda nella seconda metà del XX secolo, Bertolt Brecht, in una notissima lirica:

                                         “Al momento di marciare

                molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico.

                  La voce che li comanda è la voce del loro nemico.

                      E chi parla del nemico è lui stesso il nemico.“

    Chiarissimo, se possedessero gli strumenti culturali per capire, o almeno utilizzassero gli occhi per vedere. La nuova sinistra esita a usare le parole d’ordine screditate del passato, socialismo e comunismo. In Francia lo hanno compreso ed è forte la reazione intellettuale al sostantivo sinistra, esattamente come al suo contrario, destra.  Jean Paul Michéa e i suoi amici sostenevano che comunismo e socialismo furono idee terribilmente serie, categorie politiche fortissime per le quali lottare e morire. Qui la questione è: se accettiamo le linee di frattura proposte da Schmitt, ovvero amico e nemico, dobbiamo concludere che gli antagonisti di sinistra, i centri sociali e l’intera galassia dei movimenti affini, poiché hanno scelto come nemico (o presunto tale -Ndr) il fascista, razzista, xenofobo, omofobo, transfobo, si sono oggettivamente scelti un amico potentissimo, cioè il capitalismo mondialista (palesando invero un atavico rapporto occulto evidente purtroppo solo a pochi – Ndr). Questo spiega perché non vengano combattuti, al di là delle frasi di circostanza, e, al contrario, siano utilizzati come utili idioti, con l’incarico di mazzieri nell’immediato, ma più sottilmente di custodi di un’ortodossia politica tesa ad escludere ingenti settori di opinione dal dibattito pubblico. Prima intimidire, quindi creare un clima, un “sentiment”, infine escludere, proibire. A vantaggio dei padroni del mondo…

      Confusione scientifica                                                  

    Ovviamente, alle categorie proscritte può essere iscritto d’imperio chiunque dissenta dalla narrazione dominante: i cattolici schierati a favore della morale naturale e per la vita contro le follie gender e omosessualiste, i patrioti che difendono il sentimento nazionale, i favorevoli alla sovranità monetaria ed economica, gli euroscettici, coloro che non apprezzano la società multiculturale, chi sente come eccessiva o invasiva la presenza di stranieri ,  i sostenitori di un’economia non sottomessa al mercato, i difensori delle tradizioni popolari, persino i superstiti comunisti duri e puri. L’elenco è potenzialmente infinito. I finti antagonisti ricomprendono tutti nella categoria del Male assoluto, ovvero il fascismo (il grottesco Ur-fascismo teorizzato da Umberto Eco o la “personalità autoritaria” del francofortese Adorno). Più prudenti, i riflessivi, responsabili e moderati di tutte le tendenze bollano come nemico il vago populismo, una categoria opaca, imprecisa, antistorica, un significante multifunzionale, omnibus, la discarica ideale in cui rinchiudere, da padroni delle parole, ogni dissidente della vulgata gradita al potere. "La nostra posizione, sul crinale amico/nemico è netta: il nemico principale è oggi il capitalismo e la società di mercato sul piano economico, il liber(al)ismo sul piano politico, l’individualismo sul piano filosofico, la borghesia sul piano sociale e gli Stati Uniti sul piano geopolitico".  La definizione non è nostra, ma di Alain De Benoist, il più noto tra gli esponenti della cosiddetta Nuova Destra. Trasferito sul piano degli schieramenti politici, il criterio sopraccitato sembrerebbe confezionato su misura per la sinistra. Non è (più) così, come ha spiegato Veneziani. La lotta anticapitalista, l’avversione per il liberalismo e l’etica strumentale del mercante, il suo individualismo calcolatore ed egoista, il sospetto per il modello sottoculturale americano non abitano più lì.

                        Il costume di scena della sinistra 2.0 è vecchio, liso e demodé,

                                         ma ha ancora tanti interessati amatori,

                                         l’antifascismo a scoppio ultra ritardato.

    Ricorda il blocco della città per rimozione controllata di ordigni di guerra inesplosi scoperti per caso dopo tre quarti di secolo. Al pifferaio di Hamelin che conduce alla magra mensa gestita dall’iperpadrone mondialista si sono accodati in tanti, da prezzolati cortigiani i capi, da buffoni di corte gli impiegati d’ordine, da figuranti ignari tutti gli altri.

    FALSI ANTAGONISTI

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Divide et impera                                                       

               Le oligarchie hanno compreso la necessità di dividere il fronte avverso,

                            potenzialmente vastissimo, per mantenere il dominio

                                           su centinaia di milioni di persone.

    Niente di meglio che “colonizzare l’immaginario” con le parole d’ordine del passato, attualizzate e rovesciate per essere utilizzate contro il Vero Nemico. Un altro termine tratto dal lessico di Carl Schmitt: il vero nemico del mondialismo liberalcapitalista è chi continua a pronunciare le parole perturbanti, (unheimlich, secondo Freud) quelle che toccano le corde più profonde del cuore e del cervello: Stato, sovranità, popolo.  Parole che stanno oltre le fruste categorie di destra e sinistra e possono diventare idee forza per grandi masse. 

     I poli opposti si toccano e coincidono                     

    Fateci caso:

                                                    i sedicenti Centri Sociali,

    carro di Tespi di energumeni dai peli superflui e delicate signore alla Cecilia Strada,

    accorrono come un sol uomo alla semplice notizia della presenza di Matteo Salvini, 

         di Casapound, delle Sentinelle in Piedi e, da ultimo anche di Giorgia Meloni,

                      ma si disinteressano delle riunioni delle centrali finanziarie,

                                  del Fondo Monetario e della Banca Centrale.

      Tacciono o ignorano del tutto gli incontri di certe logge massoniche riservate,

                          del Club Bilderberg e della Commissione Trilaterale,

    hanno persino rinunciato a contestare Berlusconi e la sua rifritta rivoluzione liberale.

    A Davos, dove si incontra il partito della globalizzazione, fa freddo e la Eurotower di Francoforte, tempio della scarsità monetaria manovrata da privati è troppo alta. Gli antagonisti si defilano, mettono le pantofole e si fanno qualche canna in santa pace. In compenso, scattano all’assalto delle riunioni governative (G8, G20 e simili), dove possono prendersela con gli Stati nazionali, esattamente come vogliono i loro mandanti e, per i caporioni, datori di lavoro. Tutte le loro parole d’ordine, ogni singolo punto di un arsenale culturale di seconda mano proviene da un'unica incubatrice: l’università americana, tempio del progressismo “liberal” con fattura a piè di lista pagata da multinazionali, “pensatoi “privati (i think tank), organizzazioni come la Open Society di Soros, il fidanzatino di Emma Bonino, o la fondazione Rockefeller. Noti amici del popolo, rivoluzionari leninisti.

               Pensiamo all’intero armamentario del Sessantotto nato a Berkeley,

                          alla generazione hippy e dell’acido ideata dalla CIA,

                        come ammise Timothy Leary, il femminismo radicale,

                                  i movimenti di liberazione omosessuale,

                         da cui si è formata l’onda della teoria del gender

    ( Judit Butler, il folle medico John Money), la dittatura del politicamente corretto che inibisce la corrispondenza tra parola e significato, l’insistenza su un’uguaglianza pedante e ossessiva che si guarda bene dal contestare la disuguaglianza più odiosa, quella basata sul censo. Recente è la follia di cancellare arte e letteratura in base a criteri oltre il ridicolo, come i “bollini” rossi per censurare, da parte di grandi università, persino Shakespeare. L’intero ciarpame sottoculturale dell’ultimo mezzo secolo, ampi settori della musica e dell’arte, proviene dalle medesime centrali: liberali, liberiste, libertarie, libertine. L’universo antagonista, non per caso, è pervaso da spinte distruttive ed anarcoidi, compatibili, anzi profondamente interne alla logica del capitalismo ultimo, che si libera di ogni infrastruttura e lascia solo la struttura, ovvero se stesso, il potere universale del denaro, tutelato dalla tecnologia e dell’apparato di controllo.

     Lo stesso minestrone (destra-sinistra-centro)     

    La sudditanza culturale è talmente enorme da lasciare attoniti. Il nemico degli antagonisti non è il mondo di Uber o Airbnb, precarizzazione, lavoretti, salari da fame, distruzione di imprese, e neppure quello di Amazon e dell’intera gig economy, schiavitù reale, salario virtuale, diritti sociali emigrati nella Nuvola digitale, il cloud.

           La sinistra politica non è che il volto en travesti della globalizzazione.

    In America, Bernie Sanders si definiva socialista, riunì in una breve stagione gli Indignados e Occupy Wall Street, poi (ovviamente – Ndr) finì per appoggiare Hillary Clinton, paladina delle guerre, dell’imperialismo a stelle e strisce, ultrà della globalizzazione. In Germania Verdi e Linke hanno programmi assai simili a quello del partito radicale: diritti civili individuali, immigrazionismo, poca o nessuna attenzione per i diritti sociali. Non troppo diversa è la spagnola Podemos, con la paradossale simpatia per i nazionalismi locali. Solo in Francia il movimento di Mélenchon, la Francia Indomita, mantiene (almeno in apparenza – Ndr) un impianto nazionale e sociale, ma è conseguenza storica della tradizione repubblicana transalpina. Coloro che sono entrati nel mirino finto antagonista, con il corollario di violenza, odio e baccano, al contrario sono sostenitori di quei principi che un tempo "sarebbero stati" appannaggio della sinistra: una tassazione equa, lotta alle multinazionali, sovranità economica, monetaria, rispetto delle peculiarità di ogni popolo (qualcuno ricorda le “vie nazionali al socialismo”?), democrazia partecipativa, centralità dello Stato. Il lavoro sporco è ridotto a forza di pronto intervento contro chiunque non sia conforme alla narrazione progressista neo liberale. In altri tempi, li avrebbero definiti deviazionisti o revisionisti.

      Paralizzare la vera concorrenza                                

    Noi siamo persuasi che il vero obiettivo di chi muove i fili è fermare una concorrenza. Sempre Carl Schmitt, sessant’anni or sono scrisse parole memorabili in un’opera breve quanto densa di contenuti, La Tirannia dei Valori. Riferendosi alla costituzione della Germania sconfitta della seconda guerra mondiale, osservava che in essa veniva posto, ovvero imposto dal vincitore, un ordine ideale di valori, pace, libertà, giustizia, tolleranza, benessere, solidarietà. Ciò determinava l’universalizzazione di un cemento ideologico a sostegno del rapporto di dominazione degli Usa. I valori non sono idee, categorie, principi, ma semplici punti di vista. Il loro è un valore “di posizione”, essi cioè diventano supremi per la posizione occupata nel sistema. Si manifesta così l’aggressività propria di ogni imposizione di valori mentre “la tolleranza e la neutralità illimitata dei punti di vista e di osservazione intercambiabili a piacere si ribaltano subito nel loro contrario, cioè in ostilità.”

                        I valori non sono ma, appunto, vengono fatti valere,

                    e per imporsi devono essere continuamente attualizzati

                           sino alla radicalizzazione del conflitto ideologico,

              che diventa integralismo della virtù, (nelle masse ignoranti – Ndr)

                                 cinicamente sfruttato dal Vero Nemico.

    Infatti, ogni posizione sostenuta dal sistema, mascherata da valore, introiettata attraverso la trappola del politicamente corretto, si trasforma immediatamente in imperativo etico. Conclude Schmitt: “Chi aderisce a valori opposti a quelli ritenuti corretti è considerato nemico e merita di essere annientato. Un individuo, un gruppo, un’etnia, se armati di "valori "sono potenziali assassini”. In particolare i sicari sciocchi dei padroni del mondo…

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2018 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                        

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo: La guerra è uno sterminio di massa pianificato

    Mercoledì,  Aprile 29th/ 2015 – di Sergio Basile e Nicola Arena – con il contributo di Giovanni Caltabiano dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, il comitato dei Trecento, The Secret World Government, Lucifero, Satana, […]

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    La Mano Nascosta e il Governo Segreto del Mondo – 2 – Perchè la Civiltà Cristiana è in mortale pericolo

    Martedì,  Febbraio 16th/ 2016 – di Sergio Basile – Dissertazioni su "The Secret World Government" di Cherep Spiridovich con il contributo di Nicola Arena Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Nicola Arena, Giovanni Caltabiano, Conflitto siriano, Siria, guerra in Siria, The hidden Hand, The Secret World Government, Cherep Spiridovich, Dinastia Romanov, Crimini del bolscevismo, La mano nascosta, The Secret World […]

    Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società civile

    Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società civile

    Sabato, 7 Gennaio/ 2017   Matteo Mazzariol  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, Liberalismo, Capitalismo, Marxismo  Liberal-Capitalismo e Social-Comunismo: il patto segreto per la dissoluzione della società civile Quello che il sistema partititco ci propina è il tipico doppio messaggio (insostenibile) caratteristico del funzionamento mentale schizofrenico. Quali soluzioni adottare?   di Matteo Mazzariol       […]

    Stato Servile, una diabolica convergenza – Che fare?

    Stato Servile, una diabolica convergenza – Che fare?

    Domenica, 13 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, corporazioni  La svolta distributista: la necessità di restituire il potere reale alla gente  Il bluff delle moderne democrazie: cosa lo regge in piedi   di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano         […]

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo, marxisti, liberisti & Co

    Lunedì, 7 Novembre/ 2016    – di Sergio Basile e Matteo Mazzariol –   Redazione Quieuropa, Sete di Giustizai, Movimento Distributista, Matteo Mazzariol, Sergio Basile, Moneta Debito, Socialismo, Gilbert Keith Chesterton, Giacinto Auriti, Ezra Pound, Social comunismo, socialismo, liberismo, sistema bancario internazionale, falsa democrazia, dittatura  La falsa Democrazia e i cattivi profeti del nostro tempo: marxisti, liberisti & Co.  L'alternativa auritiana e quella distributista […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la storia…

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – OCSE, italiani popolo di ignoranti, Italia, Sionismo, massoneria, Spagna, Socialismo, Illuminismo, non conosciamo la storia, Comunismo, Illuminati di Baviera, Piano Dullas, Cia, P2, Hitler, Stalin, Berlusconi, Messico, Ue, Piano Kalergi, iper-immigrazione, Garibaldi, breccia di porta Pia, Commonwealth, esoterismo, occultismo, logge massoniche  Italiani, Ignoranti e Ingannati: perchè non conosciamo la […]

    Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Venerdì, 13 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Usurocrazia, fascismo, quota novanta, Mussolini   Giacinto Auriti – Noi non siamo né destra, né sinistra, né centro… Noi siamo oltre! Titolo originale: "Per la lotta contro la "usurocrazia" internazionale"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 5 – 1 ottobre 1973  Seguici anche su […]

    Cabala, Sessualità e natura demoniaca dello schema partitico: elementi della Rivoluzione

    Cabala, Sessualità e natura demoniaca dello schema partitico: elementi della Rivoluzione

    Venerdì, 16 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, destra e sinistra, cosmogonia massonico-cabalistica  Cabala, Sessualità e natura demoniaca dello schema partitico: elementi della Rivoluzione Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico – quarta […]

    Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse

    Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse

    Lunedì, 12 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Sigiza, Jachin, Boaz, Tempio, Dialettica  Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico – terza parte   […]

    Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica e applicazioni cabalistiche

    Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica e applicazioni cabalistiche

    Domenica, 11 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Rivoluzione Francese, destra, sinistra, centro  Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica  e applicazioni cabalistiche Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico – seconda parte   di Carlo […]

    Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte

    Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte

    Sabato, 10 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Cabala, Adam Kadmon, Fichte, Spinoza  Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico dall'epoca romantica […]

  • Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?

    Condannato Danilo Quinto, promossa Emma Bonino?

    Sabato, 17 febbraio / 2018 

    – di Emanuele Barbieri –

     Redazione Quieuropa, Emmanuele Barbieri, Danilo Quinto, Emma Bonino, processo       

    Condannato Danilo Quinto, promossa

    Emma Bonino?

    La storia e il doloroso travaglio giudiziario di Danilo Quinto,

    ex tesoriere di Pannella, dopo il rinnegamento della sua

    esperienza con il mondo radicale e la sua

    conversione al cattolicesimo

     

    di Emmanuele Barbieri

    DANILO QUINTO
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Condannato Quinto, promossa la Bonino?          

    Roma – di Emanuele Barbieri – Il 22 febbraio, se non ci saranno ulteriori rinvii, Danilo Quinto, sarà processato per diffamazione a mezzo stampa. Quinto, ex tesoriere del Partito Radicale, è autore di un libro dal titolo Da servo di Pannella a figlio libero di Dio (Fede e Cultura, Verona 2012, con una prefazione di S. E. mons. Luigi Negri), in cui racconta dettagliatamente i retroscena del potere del Partito radicale, nelle cui fila ha trascorso una parte significativa della propria vita. Dopo essere già stato condannato per avere sottratto al Partito radicale gli stipendi che non aveva riscosso, ora è stato rinviato a giudizio per decreto (senza essere mai stato ascoltato, quindi) dopo 4 anni dalla pubblicazione del suo libro, per 2 parole scritte in corsivo (servo sciocco), riferite ad un ex deputato radicale. Una metafora, scritta in un libro in cui egli stesso si definiva servo di Pannella e che conteneva dure e documentate accuse nei confronti dei radicali e di molti personaggi – che si autodefiniscono cattolici – a loro ancora attualmente collegati. Marco Tosatti, sul suo blog Stilum Curiae giustamente osserva: «Nel 2018 in Italia è possibile dover subire un processo per aver scritto frasi del genere, e forse anche essere condannati, quando ogni giorno sui giornali, sui social e in televisione siamo testimoni di accuse a attacchi di ben altra gravità? Purtroppo temiamo di essere buoni profeti se diciamo che i mass media mainstream, quelli che si stracciano le vesti su ogni ombra di – ismo possibile, specialmente se di realtà assai flebile, non se ne occuperanno; e certamente non in maniera critica, dal momento che la controparte è l’area Radicale, che come sappiamo ha permeato giornali, classe politica e ha allungato le sue propaggini anche sotto il Cupolone. Così come tacerà certamente – speriamo di sbagliarci – l’Ordine dei Giornalisti, che ben dovrebbe riconoscere in accuse del genere un serio attentato alla libertà di espressione e opinione».

     Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?             

    Mentre Quinto è processato, presenta la sua candidatura al Parlamento Emma Bonino (alla quale lo stesso Quinto ha dedicato il libro Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?, Fede e Cultura, Verona 2013). La Bonino è entrata nel 1975 nella vita pubblica, quando l’aborto era ancora un reato, vantandosi di avere abortito, e promuovendo migliaia di aborti clandestini, praticati, secondo quanto lei stessa racconta, con una pompa di bicicletta. Un’impresa, che costò l’arresto ad alcuni suoi compagni ma non a lei che, dopo essersi autodenunciata, scappò all’estero, per rientrare poi in Italia a scontare

    «dieci giorni di carcere che le aprirono, l’anno successivo – le porte del Parlamento»

                                       (Corriere della Sera, 30 settembre 1997).

    Da allora la risonanza mediatica delle sue iniziative trasgressive, insieme agli arresti e ai fermi di polizia (impossibili elencarli tutti) è stata una costante di tutta la sua attività. Eletta nel 1976 in Parlamento con il Partito Radicale, ne divenne Segretario Nazionale dal 1993 al 1994 e, nelle fila di quel Partito, fu rieletta deputato in tutte le legislature, fino al 1994. Nel 1983 contribuì a screditare l’istituzione parlamentare facendo eleggere deputato, nelle fila radicali, Tony Negri, «considerato l’ideologo del ‘terrorismo rosso’» in Italia (La Stampa, 6 agosto 1999), il quale, in carcere dal 1979, dopo numerose condanne, beneficiando dell’immunità parlamentare, ne approfittò per fuggire all’estero.

     1987 – Una poltrona per Cicciolina                         

    Nel 1987 la Bonino fece guadagnare la poltrona alla Camera dei Deputati all’attrice pornografica ungherese Ilona Staller, detta Cicciolina. Insieme presenteranno varie proposte di legge, per

                           l’abrogazione del reato sul “comune senso del pudore”,

    per l’istituzione di una “educazione” sessuale obbligatoria per tutti gli studenti di ogni ordine e grado, ed un referendum per l’abolizione della censura. La leader radical-abortista ha partecipato a tutte le campagne del Partito radicale distinguendosi sempre in prima fila nella

                  “rivoluzione sessuale” contro l’istituto tradizionale della Famiglia.

     "Distruggiamo le famiglie!"                                       

    Da convinta femminista ha fatto suo, concretandolo in vari progetti politici, lo slogan della celebre manifestazione femminista a Roma del 6 dicembre 1975:

                         «Non più mogli, madri, figlie! Distruggiamo le famiglie!».

    Emma Bonino è stata nominata Commissario Europeo da Berlusconi, Ministro degli Esteri del Governo Letta (2011-2013), ed ora è stata candidata dalla coalizione di Matteo Renzi per il Senato al collegio uninominale di Roma Gianicolense, oltre ad essere presente in vari listini del proporzionale come capolista della coalizione. Gode della simpatia di papa Francesco ed è longa manus in Italia di George Soros.

    DANILO QUINTO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La storia di Danilo Quinto                                       

                                                        Danilo Quinto,

                   dopo la sua conversione, è divenuto un cattolico praticante,

                       conduce un’esistenza di sofferenza materiale e morale

                                    ed è perseguitato dalla lobby laicista.

                  Ora Danilo Quinto rischia di essere nuovamente condannato 

                 ed Emma Bonino di essere nuovamente eletta in Parlamento.

                                                  (Emmanuele Barbieri).

     L'appello                                                                         

    Fate conoscere questa storia. Diffondete quest’articolo. Per quanto mi riguarda non arretrerò di un millimetro dalla mia battaglia di verità e libertà, umilmente, finchè Dio me lo consentirà. Chi vuole aiutarmi può farlo con le preghiere; acquistando i miei libri; partecipando alle conferenze (il 17 febbraio sarò a Verona, il 24 febbraio a Cortina d’Ampezzo); dandomi una mano, utilizzando il cc di mia moglie:

                                        LIDIA TAMBURRINO – UNICREDIT

                                  IBAN IT 69 M 02008 67171 000401223296

                       BIC/SWIFT UNCRITM1NR3 – CAUSALE DONAZIONE

                                                          (Danilo Quinto)

     

    Emmanuele Barbieri – Fonte originaria Corrispondenza Romana

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                        

    Umilmente al servizio di Cristo come suo servo inutile (e adesso processateci tutti…)

    Umilmente al servizio di Cristo come suo servo inutile  (e adesso processateci tutti…)

     Sabato, 18 marzo / 2016    di Danilo Quinto  Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Partito Radicale, denuncia dei Radicali, processo per diffamazione, Pannella  Umilmente al servizio di Cristo come suo servo inutile (e adesso processateci tutti…)   di Danilo Quinto                      Processo per diffamazione!?         […]

    Che strano… Il curioso e doloroso caso di Danilo Quinto, ex Tesoriere del Partito Radicale

    Che strano… Il curioso e doloroso caso di Danilo Quinto, ex Tesoriere del Partito Radicale

    Venerdì, 7 Ottobre/ 2016    di Danilo Quinto  Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Partito Radicale, denuncia dei Radicali, processo per diffamazione, che strano   Che strano… di Danilo Quinto Il curioso e doloroso caso di Danilo Quinto, ex Tesoriere del Partito Radicale, autore di "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio"   di Danilo Quinto     […]

    Lettera d’amore a Marco Pannella – di Danilo Quinto

    Lettera d’amore a Marco Pannella – di Danilo Quinto

    Sabato, 7 Maggio/ 2016     – di Danilo Quinto – Redazione quieuropa, Danilo Quinto, Lettera d'amore a Marco Pannella, Cristo ci aspetta, casa del Padre, ideologie erronee, la mia famiglia, l'unico che ti ha abbandonato, cuore colmo di orrore se non piegherai le tue ginocchia e il tuo brillante cervello a Dio, cara la tua anima, guardare la luce della morte, incontro con Cristo, Caro Marco, […]

    L’apostasia delle nazioni: le unioni civili

    L’apostasia delle nazioni: le unioni civili

    Martedì, 4 Ottobre/ 2016    di Don Francesco Ricossa  Redazione Quieuropa, Don Francesco Ricossa, Apostasia delle Nazioni, unioni civili, Bergoglio   L'apostasia delle nazioni: le unioni civili Perversione legis: instaurazione del regno sociale di satana   di Don Francesco Ricossa                        Unioni Civili: l'apostasia delle nazioni   […]

    Il Nuovo Ordine Mondiale del Cardinal Scola

    Il Nuovo Ordine Mondiale del Cardinal Scola

    Venerdì, 3 Giugno/ 2016 – di Danilo Quinto e Redazione Qui Europa  –  Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Nuovo Dis-Ordine Mondiale, Denunce di Benedetto XVI e Leone XIIIm cardinale Scola, nuovo umanesimo,  governo globalizzato dell'economia, ideologia omosessualista,  islamizzazione della società occidentale, Gruppo Bildeberg, Trilaterale, organizzazioni massoniche, sette segrete  Il Nuovo Ordine Mondiale del Cardinal Scola Scola: "L'Onu ha fallito e l'Europa è smarrita: serve un nuovo ordine mondiale e […]

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Verità e menzogne – La realtà fotografata da Danilo Quinto, ex-tesoriere di Pannella

    Mercoledì, 1 Giugno/ 2016     – di Sergio Basile – Redazione quieuropa, Sergio Basile, Danilo Quinto, Marco Pannella, Verità e Menzogne, radicali, islamizzazione programmata del paese, influenza dei gruppi di potere internazionalisti, massoneria, deriva europeista, schiavitù monetaria, mercificazione del sesso, omosessualizzazione indotta della società; stranezze post-conciliari, Chiesa, due papi, foibe, Patto del Nazareno, Silvio Berlusconi, Giulio Andreotti ,  George Soros, Vasco Rossi, Giorgio Gaber, Emma Bonino, Erri De Luca, Totò Riina, Pier Paolo Pasolini, Massimo D’Alema, triade dei governi […]

    Tre riflessioni sull’errore liberale e modernista a margine della morte di Marco Pannella

    Tre riflessioni sull’errore liberale e modernista a margine della morte di Marco Pannella

    Sabato, 28 Maggio / 2016 – di Corrado Gnerre  –  Redazione Quieuropa, Corrado Gnerre, Confederazione Civiltà Cristiana, Errore liberale, Padre lombardo, Marco Pannella, errore della Chiesa modernista, liberalismo, liberismo   Tre riflessioni sull'errore liberale e modernista a margine della morte di Marco Pannella L'errore liberale e le gravissime responsabilità della chiesa modernista: il caso Pannella/Padre Lombardi   di Corrado Gnerre […]

    Il defunto Pannella – Il Giudizio, la croce e il compasso

    Il defunto Pannella – Il Giudizio, la croce e il compasso

    Martedì, 24 Maggio / 2016 – di Patrizia Stella  –  Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, Marco Pannella, Padre Lombardi, Croce e compasso, neomalthusianesimo, contraccezione, legge sul divorzio, legge sull'aborto, legge sulla liberalizzazione delle droghe, il giudizio di Dio   Il defunto Pannella – Il Giudizio, la croce e il compasso Dagli onori e lodi tributati al defunto Pannella sia da parte civile […]

    Pannella & Bonino spa, una holding con bilanci da decine di miliardi

    Pannella & Bonino spa, una holding con bilanci da decine di miliardi

    Lunedì, 23 Maggio/ 2016    – di Mauro Suttora – Capitolo conclusivo del libro «Pannella & Bonino Spa», ed. Kaos, 2001 Redazione Quieuropa, Marco Pannella, sionismo, massoneria, Marketing radicale, campagne di marketing, Torre Argentina, “Nessuno tocchi Caino”, “Non c’è pace senza giustizia” e l’Associazione politica nazionale Lista Pannella, Radioradicale, Sergio Stanzani,  Emilio Gnutti, Roberto Colaninno  Pannella & Bonino spa, una holding con bilanci da decine di […]

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere

    Sabato, 21 Maggio/ 2016    – di Roberto Pecchioli – Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Marco Pannella, Mefistofele, massoneria, Englaro, Partito Radicale, Sergio Mattarella, Emma Bonino, Vasco Rossi, Welby, diffusione della droga, aborto, finto pacifismo di Marco Pannella  In morte di Marco Pannella: coerente Mefistofele vicino al potere Le strategie, il finto pacifismo e lo stile del gran sacerdote […]

    Dinanzi a Sorella Morte – Giacinto (Marco) Pannella vs Giacinto Auriti

    Dinanzi a Sorella Morte – Giacinto (Marco) Pannella vs Giacinto Auriti

    Venerdì, 20 Maggio/ 2016    – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Marco Pannella, Giacinto Auriti, moneta-debito, divorzio e aborto, Teoria del Valore indotto della Moneta, due personaggi agli antipodi, Stefano Bisi,  Sacramento del Matrimonio, Papa Leone XIII, sionismo, massoneria  Dinanzi a Sorella Morte – Giacinto (Marco) Pannella vs Giacinto Auriti  Giacinto Pannella: paladino delle false libertà, osannato dai "poteri forti" Giacinto […]

    Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay

    Lunedì,  Febbraio 29th/ 2016 – di Danilo Quinto – Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Cirinnà, Matrimonio sodomitico, porte aperte alle adozioni gay, Alfano, Renzi, Corte Europea, Corte Costituzionale, Festival di San Remo   Oltre il matrimonio sodomitico – Porte aperte alle adozioni gay  Verso le adozioni gay?  Un esito quasi inevitabile, viste le  preesistenti pronunce di Corte europea e Corte Costituzionale…   di Danilo […]

    Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna nella verità?

    Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna nella verità?

    Mercoledì,  Febbraio 17th/ 2016 – di Danilo Quinto – Redazione Quieuropa, Danilo Quinto, Emma Bonino, Papa Francesco, Partito Radicale, George Soros, Primavere Arabe, Eutanasia, Famiglia Sodomitica, Aborto, Femminismo, ideologia gender, dibattito sulla legge sull'aborto   Francesco loda Emma – Ci può essere menzogna nella verità? Quando la legittimazione pubblica di un personaggio equivale alla legittimazione pubblica di una […]

  • Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Pedagogia della vergogna – L’età del regresso: dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    Mercoledì, 14 gennaio/ 2018 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sessantotto, Pedagogia della vergogna, Scuola di Francoforte 

    Pedagogia della vergogna – L'età del regresso:

    dalla Scuola di Francoforte alla psicoanalisi

    L'abolizione della frontiera tra bene e male:

    svalutazione dei doveri e finto progresso

     

    di Roberto Pecchioli 

    L’ETA’ DEL REGRESSO - FREUD - SCUOLA DI FRANCOFORTE
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      Pedagogia della vergogna                                       

    Roma – di Roberto Pecchioli – In una strada del più elegante quartiere di Genova una scritta ammonisce da mesi i passanti:

                            odiate gli immigrati, ma comprate la roba da loro.

    Inutile spiegare che cosa si intenda per roba, ma l’anonimo writer ha colto nel segno. Il cosiddetto popolo italiano ha un rapporto con gli stranieri che va ben oltre l’acquisto di droga: corpo e anima, sfruttamenti indecenti e molto altro.  Eventi come quello della fine di Pamela, ma dovremmo aggiungere anche l’assassinio della diciannovenne milanese da parte di un italianissimo tranviere per motivi abietti legati alla sfera sessuale, sono la spia di un degrado devastante. Eppure, dopo l’iniziale clamore, tutto passa, cancellato dai messaggi pubblicitari e dal successivo blocco di notizie, tipo il Festival di Sanremo, utilizzato sfacciatamente dai padroni del potere come arma di distrazione di massa. Nulla ci turba, pochissimo ci indigna; insieme ad altri postumi del passato,

                                                è scomparsa la vergogna.

    Il tramonto di questo sentimento primigenio, nato con l’uomo, ci sembra uno dei tratti più singolari del presente. Per questo ne invochiamo la rinascita, sino a proporre una pedagogia della vergogna. Nella Bibbia, parola di Dio ma anche cosmogonia secondo la nostra civiltà, Adamo ed Eva, dopo aver mangiato il frutto proibito, si accorgono di essere nudi e si vergognano. E’ la perdita dell’innocenza, certo, ma è anche la prima manifestazione di autocoscienza, l’affiorare del bene e del male, l’acuta percezione di aver oltrepassato un limite. In linguaggio moderno, potremmo definirlo la nascita del Sé, il primo specchio in cui l’essere umano si riconosce e contemporaneamente prende le distanze dallo stato di natura. Rendersi conto di essere persone eccede la mera condizione di esseri viventi e attiva meccanismi ignoti all’animale. Siamo nudi, dobbiamo coprirci, scoprono Adamo ed Eva, riconoscendo in quel gesto una irriducibile diversità rispetto al mondo circostante.

     Vietato vietare                                                             

    Un recente fatto di cronaca, derubricato tra gli episodi di costume, racconta di una donna che durante l’assalto a una postazione elettorale di Fratelli d’Italia, si è calata calzoni e slip davanti a tutti urinando sul materiale del partito a lei avverso. La sventurata ha certamente creduto di manifestare il massimo disprezzo politico, ma non si è accorta – né possiede gli strumenti culturali adeguati – di aver degradato se stessa: un animale sprovvisto dell’innocenza, una donna regredita allo stato subumano.  Ha superato, magari perché annebbiata da droghe, alcool o altri vizi tanto diffusi, una barriera profonda, quella della vergogna. Probabilmente, nulla sa del Sessantotto e dello slogan di quell’epoca (cosiddetta) "formidabile"(parola di Mario Capanna): vietato vietare.

                                           Da allora, è proibito anche educare,

                                   porsi dei limiti e, naturalmente, vergognarsi.

    Su un punto hanno avuto ragione, i sacerdoti della nuova umanità de- civilizzata: ce n’est qu’en début, continuons le combat! Non è che l’inizio, continuiamo la lotta. Infatti continua, e di muro in muro abbattuto, non restano che macerie, rottami ideologici, sfridi, pietre sparse in attesa di diventare polvere. Qualche anno prima del fatidico 68 ebbe un immenso successo una canzone di Caterina Caselli: nessuno mi può giudicare, un’enciclopedia in quattro parole dei tempi nuovi.

      "Bisogna fare bella figura"                                       

    Le nostre madri, cresciute in un mondo assai diverso, insistevano affinché fossimo sempre educati, ben vestiti, dignitosi, puliti dentro e fuori. Bisogna fare “bella figura”, dicevano, e non sapevano di impartire una lezione di comunità. Non volevano provare vergogna dei loro figli, tenevano al giudizio altrui, sapendo che era il riflesso del loro. La vergogna, ovvero il disagio di violare un perimetro di valori condivisi, è ora svalutata come uno tra i più gravi pregiudizi.

                        Pregiudizio divenne dal Sessantotto una parola immonda,

                                               un meccanismo da abbattere.

    Invano un pensatore come Gadamer tentò di rivalutarne il significato come bussola, utile orientamento di massima per muoversi nella realtà. Unico pre-giudizio, non avere pregiudizi e neppure giudizi. Eppure giudicare è l’atto essenziale dell’uomo: egli valuta secondo criteri dati e decide. Ogni violazione produce un imbarazzo che diventa vergogna. Prima, insieme con la famiglia, era la chiesa a fornire un pacchetto di principi e comportamenti a cui attenersi. Lassù, Dio avrebbe visto e giudicato. Chi scrive ricorda la vergogna provata dinanzi ai propri comportamenti negativi – piccole cose dell’età- nella certezza di essere scoperto non dalla mamma o dal curato, ma da quel Dio che, proclamava un cartellone sopra la cupola di Santa Fede, “ti vede”. Dio è morto, e in ogni caso chi decide se qualcosa è bene o male? Provare vergogna significa già possedere una coscienza in cui si è formata un’idea di bene e di male, esprimere un giudizio negativo sulle proprie condotte, iniziare un cammino di cambiamento, persino di pentimento.

     L'abolizione della frontiera tra bene e male         

    La perduta saggezza della Chiesa Cattolica (invasa e occupata nei suoi spazi vitali dal modernismo – Ndr) invitava all’esame di coscienza, ovvero a valutare se stessi alla luce di criteri morali. Certo, significava anche un potente controllo sociale, ma quello che abbiamo avuto in cambio è il nulla, l’abolizione della frontiera tra il bene e il male. Bene è ciò che mi appare tale, mi conviene e mi dà piacere. A un rispettabile signore marchigiano è apparso bene fermare Pamela e offrirle poche decine di euro in cambio di qualche minuto di piacere. Alla poverina sembrava bene potersi procurare denaro per una dose perdendo dignità. Con istinto sicuro ha trovato i luoghi dello spaccio e, purtroppo, una morte atroce. Non è colpevole di aver perso la vergogna, il rispetto di sé.

                                       Responsabile è il mondo circostante,

               nel quale non si riesce più neppure a convincere milioni di persone

                                                   che la droga fa male.

    Il quarantenne tranviere milanese attirava ragazze borderline, le fotografava vantandosene con gli amici, ne abusava e non immaginava di ricevere un rifiuto. Povere, fragili, ridotte a cose, usa e getta. Come la maggior parte dei rapporti umani, sentimentali, professionali: tutto è mercato, dare e avere, milioni di vite ridotte a partita doppia. Mi piace, non mi piace, i Like di Facebook.

      Precipitato nell'irrazionale                                    

    Migliaia di giovani sfruttano i vizi altrui per alimentare i propri: rapporti sessuali occasionali o foto spinte in cambio di denaro, ricariche telefoniche, capi d’abbigliamento firmati. L’ansia da performance professionale, l’ambizione smodata, la competizione in ogni ambito della vita, la rincorsa al denaro e al piacere non conoscono più il sentimento della vergogna. Proviamo un grande disagio a immaginare i tanti mariti e padri di famiglia che frequentano transessuali, creature traviate ma sventurate, pagando per un brivido spregevole. Donna, ma anche uomo, oltre la linea. In genere stranieri, vite gettate: una prova che occorre combattere non l’immigrato, ma l’immigrazione che inonda, sfrutta, degrada, produce schiavi e, diciamolo, maiali nostrani a buon mercato. Non solo nell’ambito sessuale, ovviamente. Il confine è opaco, la linea d’ombra si allunga sempre più, nessuno mi può giudicare, la vita è la mia e ne faccio quello che voglio: il ritornello è semplice e non c’è modo di rispondere. Ricordate Margaret Thatcher, la campionessa della destra liberale? Sosteneva che la società non esiste, ci sono solo gli individui. Detto e fatto; alcuni si affannano a ricostruire forme di comunità, oasi dove vivere secondo criteri morali, civili e spirituali condivisi, ma il fatto drammatico è che si è dissolta anche la società. Ne osteggiavamo il carattere impersonale, contrattuale, fittizio, ma almeno in un contratto esistono clausole da rispettare. L’animale razionale-uomo è precipitato nell’irrazionale.

    L’ETA’ DEL REGRESSO - FREUD - SCUOLA DI FRANCOFORTE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Colpe della psicoanalisi                                           

    Tra i responsabili massimi la pseudo scienza ciarlatana della psicanalisi (vedi qui Satanismo nella Psicologia Analitica di Jung: peggio della Psiacanalisi di Freud e qui “Spiritualità contro psicoterapia. La Vera Pace dell’anima”) Resta memorabile il giudizio di Julius Evola, (vedi qui per approfondimenti – Il volto nascosto di Julius Evola: gnosi, dadaismo, esoterismo anti-cristiano) che bollò la costruzione di Freud come infezione, concludendo che il medico viennese aveva ridotto tutto l’uomo a libido, lotta per il piacere. Aggiunse quanto fosse assurdo “dedurre il superiore dall’inferiore”. Per la psicanalisi, anche nella sua forma apparentemente aperta allo spirito (Jung),

         l’uomo è un groviglio di pulsioni infere legate unicamente alla sfera sessuale.

                      Il bene è visto come un freddo meccanismo di sublimazione,

                              ciò che sposta una pulsione verso un esito diverso.

    Le parole di Freud sono chiarissime: “[la] capacità di scambiare la meta sessuale originaria con un'altra meta che non è più sessuale, ma è psichicamente imparentata con la prima, viene chiamata capacità di sublimazione.” Da oltre mezzo secolo, per usare il lessico psicanalitico, l’Occidente lavora per la vittoria finale dell’Es – l’oscuro, l’ombra – sul Superio, l’interiorizzazione dei codici di comportamento, dei valori e dei principi, visto non come retta coscienza personale, ma bieco censore dei desideri e degli istinti. La vergogna è dunque bandita, insieme con l’autocritica. E’ svalutata la capacità di tenere sotto controllo le pulsioni. Una volta le chiamavamo virtù cardinali, giustizia, fortezza, prudenza e temperanza, adesso sono fastidiose imposizioni di quel reazionario del Superio. Tramonta l’idea antica dell’uomo come creatura che sa rinviare, procrastinare, controllare la sfera istintuale. Proporre una pedagogia della vergogna, tuttavia, diventa un sogno romantico, se non si realizza una condizione preliminare, il

                        recupero dell’idea forte di bene e male, giusto e sbagliato.

    Derisa, decostruita la convinzione che nel cuore dell’uomo siano iscritti alcuni valori universali, chiamati legge naturale, manca l’orientamento. Non si può perseguire il bene o vergognarsi del male semplicemente perché non esistono. Il giudizio è soggettivo e indiscutibile, le agenzie di senso hanno rinunciato alla battaglia. Il tradimento dei chierici intellettuali, delle classi colte e infine della neo chiesa cattolica riconvertita in centro di volontariato che si vergogna di Dio è clamoroso e senza attenuanti. Come si può chiedere l’esame di coscienza se nessuno forma la coscienza e addirittura se ne celebra l’inesistenza, travestita da pregiudizio, Superio o altre diavolerie inventate dal pensiero della dissoluzione e riconvertita in foruncolo, ostacolo alla felicità e realizzazione individuale sinonimi di piacere? Senza coscienza, finisce la forma e comincia la poltiglia, si esaurisce il centro, crolla il fondamento. Persona significava originariamente maschera, alludeva cioè al distacco tra Io e Sé, trascendeva la dimensione individuale per situarla più in alto, in una dimensione che conteneva la complessità della condizione umana. La persona riflette, giudica, dunque si può vergognare, l’individuo si limita a soddisfare le esigenze naturali. L’animale è pago del pasto, dell’aver trovato un ricovero e, nei periodi stabiliti dalla natura, di essersi accoppiato. L’uomo ristretto alla dimensione soggettiva istintuale vive in un paradosso: in-dividuo è ciò che non si può dividere, ma si riduce a dividuo, un essere scisso tra vivere il presente e il desiderio che prefigura il futuro. Carpe diem è il motto di Orazio, vivi l’attimo, ma l’esistenza stessa dell’arte che fissa il momento per eternizzarlo nella forma è la smentita del poeta.

     La più grande vittoria del diavolo                         

    Nel Genesi Dio pone in mezzo al giardino dell’Eden l’albero della conoscenza del bene e del male; la mitologia greca narra del vaso di Pandora, contenente tutti i doni degli dei. Cogliere il frutto, aprire il vaso e soffrirne è la condanna dell’uomo: andare oltre. L’intelletto umano è capace di giudizio, sa distinguere, discriminare, riconoscere il male e vergognarsene.

                                  La vergogna è un grande atto di umiltà e di fortezza.

    La più grande vittoria del Diavolo, sostenne Giovanni Papini, è stata averci fatto credere nella sua inesistenza. Le esistenze si consumano nel mordere ogni novità prima che invecchi ed esca dal cono di luce della moda. Si vede ma non si guarda, la superficie sconfigge la profondità. Viene ridicolizzata ogni continenza, infranto ogni tabù, in una continua notte di Valpurga. Nella Bibbia gli anziani erano simbolo di saggezza, ma nel libro di Daniele si racconta l’episodio di Susanna e dei vecchioni, che ricattano e infangano con menzogne la giovane che li respinge. La narrazione biblica ispirò pittori come Caravaggio, Rubens, Tintoretto, Artemisia Gentileschi. Tutti riprodussero il contrasto tra i desideri insani e fuori tempo e la purezza. Temiamo che pochi siano ancora in grado di trarne la lezione perenne. Ballerine ultra ottantenni si esibiscono a Sanremo, forse per esorcizzare la vecchiaia e la morte, ma sfugge quanto tutto ciò sia fuori posto.

     Il tempo della sfrontatezza                                       

    Risate grasse, commenti pesanti, nessuna vergogna. Per rimanere in tema di pittura, sembra di precipitare nei quadri grotteschi di Hyeronimus Bosch. La sfrontatezza dei comportamenti trionfa in ogni ambito, conseguenza dell’abolizione del senso di vergogna. Volgarità, bruttezza e sciatteria non vengono più nemmeno percepiti: nessuno può giudicare… Cala fino a sfumare il senso del male; l’idea cristiana del peccato si infrange contro se stessa, poiché occorrono “piena vertenza e deliberato consenso”. Oggi il male si fa e basta, senza pensare, perché è normale e si usa così. Diventa difficile invocare il castigo dopo il delitto poiché un numero enorme di condotte non vengono più percepite come negative. Il primo giudice era proprio la vergogna, la condanna del tribunale interiore. Abrogato, vietato vietare, la follia dei diritti avvolge e travolge ogni obiezione.

     La svalutazione dei doveri e finto progresso         

    Quasi tutto è diventato un diritto. Nulla di strano in una civiltà che si è formata sulla proclamazione di diritti dell’uomo esaltati come universali e sulla svalutazione dei doveri. La nobiltà obbliga, noblesse oblige, proclamava l’aristocrazia quando si sentiva tale. Uno dei giganti della cultura europea, Goethe, scrisse invano che “vivere a proprio gusto è da plebei. L’animo nobile aspira a un ordine e a una legge”.  Ci sembra che la chiave della frase del genio tedesco sia il riconoscimento della condizione profondamente plebea della modernità. Il popolo possiede una moralità, vive nella dignità, la plebe no: è solo un conglomerato di soggetti che inclinano verso il basso, volti esclusivamente agli istinti. Un popolo conserva una coscienza collettiva, una plebe si limita a seguire i peggiori.  In tempi di mercatismo, chi detiene le leve del potere non fa altro che incoraggiare la parte oscura dell’essere umano, volgerlo al consumo immediato, a pretendere come diritto la soddisfazione dei capricci, fargli disprezzare ogni ordine interiore ed esteriore per abbrutirlo e renderlo uno schiavo. Del potere, delle passioni, dei desideri sempre nuovi e inappagati. Una plebe non si vergogna, a differenza di un popolo.

                            Intanto, i pappagalli del politicamente corretto,

                                             e del giornalismo-leninismo

                     ripetono le stesse cantilene, le medesime ridicolaggini,

                      diffuse dal conglomerato ideologico della dissoluzione

                              riunito intorno alla finta idea del progresso.

    E’ l’enorme macchina di imposizione di frattaglie ideologiche, rottami velenosi, falsità intellettuale mascherata dietro la virtuosa pretesa di difendere la libertà e il dibattito. La realtà sono le pulsioni totalitarie, il disprezzo dell’altro, la vendita obbligatoria di materiale contraffatto, le rivoltanti lezioni di morale impartite non da cattivi maestri, ma da bidelli della cultura. Davvero, non conoscono vergogna. Trenta, quarant’anni fa quando si parlava di qualcuno con una buona reputazione, solida ed esemplare si diceva che era persona di principi; adesso è un fondamentalista. Ci stanno trasformando in una massa perfettamente plastica, malleabile perché informe, manipolabile in quanto nessuno è disposto a assumere un costo, un sacrificio per valori definiti astratti, fondamenti di vita, convinzioni.

     Mancanza di fede e culto dell'immediato               

    Il peggio è che la maggioranza è soddisfatta di ciò che è: dunque non cerca neppure di migliorare, a partire da quel nobile esercizio di autocritica che è la vergogna per i propri limiti, gli errori, le meschinità. Si vive come si partecipa a un casting (il periodo elettorale ne è un esempio illuminante), imitando élites traditrici per cui tutto è uguale, nulla importa. Essenziale è vivere “alla grande”. Nulla vale la pena, niente attorno a cui organizzare uno straccio di vita comune. In larga misura, è l’esito della morte di Dio. Quello che chiamiamo relativismo è il combinato disposto tra mancanza di fede e culto dell’immediato. Ci siamo allontanati ridacchiando dalla convinzione che fu alla base di due millenni di cultura, ossia che l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio e come tale possiede un soffio divino.

     I sulfurei retaggi della Scuola di Francoforte         

    Il Sessantotto e la mefitica scuola di Francoforte (vedi qui La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte e qui La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender ) che ne fu levatrice hanno prodotto costi incalcolabili in termini di dignità complessiva dell’essere umano, integrità e moralità. L’uomo che hanno plasmato è davvero senza qualità nel senso di Robert Musil, un sonnambulo che non si deve svegliare, disponibile a qualsiasi cosa perché è libertà, liberazione, emancipazione. Un uomo che si spoglia di se stesso progressivamente e diventa una scimmia nuda. Si guarda allo specchio e si ammira. Non può più vergognarsi, dal momento che ha perduto il metro di giudizio. La conseguenza è la banalizzazione di tutto: ci si può drogare, compravendere corpo e anima, si può, anzi si deve fare ciò che ci aggrada (“vivere a proprio gusto”) perché, da plebei, non si guarda più verso l’alto.

                     L’Altro è solo lo strumento per realizzare i propri desideri,

                                     fini per cui ogni mezzo è accettabile.

    Ridotti a cose, non possiamo che trattare da cose il resto del mondo e meravigliarci se qualcuno parla di vergogna. Non si dovrebbe mai smarrire la speranza, ma siamo convinti che sussistano scarsi margini per recuperare una società non liquida, ma dissolta nell’aria come certi gas che poi, inevitabilmente, scoppiano.  In un’intervista, Franco Freda, uomo dalle molte ombre ma di grande acutezza e profonda cultura ha pronunciato un epitaffio sinistro del presente, affermando che non si possono “fornire soluzioni prima che si siano realizzate delle autentiche dissoluzioni. Finché l’omuncolo velleitario non riesce a trasformarsi in uomo disciplinato non possono essere date soluzioni”. Il movimento predominante è all’indietro e verso il basso, verso l’oscurità del caos.

     "Uomini siate e non pecore matte"                           

    Mancano personalità forti, energiche, capaci di uscire dal cortocircuito dominato da un curioso ircocervo, il comunismo liberale, fasullo correttivo filantropico progressista dell’ideologia liberale (di per sé già cancerosa, perché protesa allo smantellamento di Dio e della sua morale – Ndr). A sfacciata copertura dei Signori del Denaro, i postcomunisti liberali, questi cavalieri del nulla, ci chiedono flessibilità, nomadismo, spontaneità. Risacche del 68 e della Scuola di Francoforte, lavorano, ancora una volta, per il re di Prussia. Flessibilità, oltre l’aspetto economico sociale, significa rinunciare ai principi, essere disponibili a tutto; il nomadismo è la legittimazione dello sradicamento; spontaneità significa soggettivismo estremo, disprezzo per le regole, celebrazione dell’istinto di fronte alla ragione. La sconfitta finale di chi sa giudicare se stesso, conosce e benedice la vergogna che salva e cerca di vivere secondo l’esortazione del poeta: uomini siate e non pecore matte.

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                        

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    La Scuola di Francoforte: la congiura della corruzione – Prima Parte

    Martedì,  Maggio 5th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Joseph de Maistre, Hegel, da Marx, da Nietzsche, da Freud e da Weber, Istituto Marx-Engels di Mosca, Lenin, György Lukács, Willi Münzenberg, Felix Weil, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, […]

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    La Scuola di Francoforte: dalle droghe al gender – Seconda Parte

    Giovedì,  Giugno 25th/ 2015       – di Timothy Matthews – Redazione Quieuropa, Centro San Giorgio, Timothy Matthews, Scuola di Francoforte, Paolo Baroni, società comunista, Satana lavora nell'ombra, Satana lavora nel silenzio, Università di Tübingen e di Francoforte, Martin Jay, Carl Grünberg, Max Horkheimer, Adolf Hitler, Columbia, Princeton, Brandeis, California, Bibbia, Famiglie, Corruzione programmata, Università, Nevitt Sanford, Aldous Huxley, L'impatto della scienza sulla società, uso delle droghe psichedeliche, Joseph Califano […]

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    Lunedì,  Gennaio 27th/ 2014 – di  Cinzia Casalino / Grupponovelty – Cinzia Casalino, Grupponovelty, Giacinto Auriti, Monismo, immanentismo, soggettivismo, relativismo, L’uomo moderno ha perduto se stesso, L'uomo ha sostituito Dio con il ciarpame, Giacinto Auriti, La morale è immutabile,  Trasgredendo la legge morale si trasgredisce alla legge naturale, L'Errore di Hegel, Soggettivismo che annienta la Verità, L'ispirazione illuminista e sciamanica, Istituzionalizzazione Banca d'Inghilterra, Liberi Muratori, Il […]

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    Domenica,  Marzo 15rd/ 2015 di Don Giorgio Ghio / "Il Giudizio Cattolico" Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Il Giudizio Cattolico, Don Giorgio Ghio, Comunismo, Russia, Dostojevskij, Posseduti, Rivoluzionari russi, Chiesa, Crocifisso, Medaglia Miracolosa, Profezia  La Profezia di Dostoevskij sull'ora presente. Un mondo di indemoniati? La profezia di Dostoevskij […]

    La dimensione dell’assurdo, il tempo del Rinoceronte

    La dimensione dell’assurdo, il tempo del Rinoceronte

    Sabato, 18 novembre/ 2017  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, dimensione dell'assurdo, Eliot,  Trionfo dell'assurdo   La dimensione dell’assurdo, il tempo del Rinoceronte E' la resa al conformismo mondialista, il reale trionfo dell'assurdo   di Roberto Pecchioli                                      […]

    Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Se non c’è una ragione per vivere…non c’è nemmeno una ragione per essere onesti

    Martedì, 5 Luglio/ 2016     – di Corrado Gnerre – Redazione quieuropa, Corrado Gnerre, Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia, salvarsi da sé, autosufficiente. corruzione politica, educazione civica, Il problema è antropologico, determinismo automatico, destino dell’uomo, bellezza di rimanere fedeli, Senza la Ragione, c’è solo la giungla, non c’è più la forza del diritto, il diritto della forza, Senza la Ragione, delirio  Se non c’è una ragione per vivere… non c’è  nemmeno una ragione per essere onesti  […]

    Il volto nascosto di Julius Evola: gnosi, dadaismo, esoterismo anti-cristiano – 1

    Il volto nascosto di Julius Evola: gnosi, dadaismo, esoterismo anti-cristiano – 1

    Domenica, 24 Luglio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Julius Evola, Marco Fraquelli, spiritualismo gnostico, spiritualismo alchemico, spiritualismo esoterico, gnosi, dadaismo, fascismo, Concordato,Il filosofo proibito, panteismo, essoterico, satanismo, monaco, concezione dello stato, comunismo, socialismo, liberalismo, René Guénon, alto iniziato, Massoneria, talmudismo, poteri occulti, messianismo terreno  Il volto nascosto di Julius Evola: gnosi, dadaismo, […]

    Satanismo nella Psicologia Analitica di Jung: peggio della Psiacanalisi di Freud

    Satanismo nella Psicologia Analitica di Jung: peggio della Psiacanalisi di Freud

    Lunedì, 4 Luglio/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia,  Jumg, Freud, satanismo, Carl Gustav Jung, spiritualismo gnostico, spiritualismo alchemico, spiritualismo esoterico, Hegel, teologia cattolica, protestante, psiche umana, filosofia kantiana, dottrina modernista. dogmi della Chiesa romana, fondamento oggettivo, relativismo metafisico, relativismo teologico assoluto, Antonio Fogazzaro, kantismo, buddismo,  SS. Trinità, Quaternità,  Figlio di Dio, Satana sarebbe il primo Figlio di Dio, salute psichica, apocatastasi di Origene, Jacques Maritain, Biographie, Spirito Santo, Lucifero, Redenzione, Paolo VI, Raïssa Maritain, Léon […]

    “Spiritualità contro psicoterapia. La Vera Pace dell’anima” – di Don Curzio Nitoglia

    “Spiritualità contro psicoterapia. La Vera Pace dell’anima” –  di Don Curzio Nitoglia

    Domenica, 25 giugno / 2017    – di  Don Curzio Nitoglia / introduzione di Antonio De Angelis  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Pace dell'anima, Gesù Cristo, Spiritualità, Psicoanalisi, Confessione, Sacramenti, Jung, Freud  "Spiritualità contro psicoterapia. La Vera Pace dell'anima"  di Don Curzio Nitoglia Introduzione a cura di Antonio De Angelis   L’editore Effedieffe ha pubblicato recentemente il […]

    Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse

    Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse

    Lunedì, 12 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Sigiza, Jachin, Boaz, Tempio, Dialettica  Cabala, Parlamentarismo e manipolazione delle masse Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico – terza parte   […]

    Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica e applicazioni cabalistiche

    Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica e applicazioni cabalistiche

    Domenica, 11 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Rivoluzione Francese, destra, sinistra, centro  Destra, Sinistra, Centro: dialettica massonica  e applicazioni cabalistiche Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico – seconda parte   di Carlo […]

    Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte

    Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte

    Sabato, 10 febbraio / 2018  – di Carlo Alberto Agnoli – Articolo estratto  dall'opera AA.VV., La Massoneria oggi: verso il compimento della Grande Opera, Atti del 4º Convegno di Studi Cattolici, Rimini 1986  Redazione Quieuropa, Carlo Alberto Agnoli, Kabbalah, Cabala, Adam Kadmon, Fichte, Spinoza  Cabala e origini della filosofia moderna: la filosofia di Fichte Effetti distruttivi e rivoluzionari del modello filosofico dell'ebraismo talmudico-cabalistico dall'epoca romantica […]

  • Bitcoin, strumento mondiale di controllo delle ricchezze reali: analogie con il titolo azionario

    Bitcoin, strumento mondiale di controllo delle ricchezze reali: analogie con il titolo azionario

    Sabato, 6 gennaio / 2018 

    – di Nicola Arena, con contributi di Sergio Basile

     Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Bitcoin, titolo azionario 

    Bitcoin, strumento mondiale di controllo

    delle ricchezze reali: analogie con il titolo

    azionario

    Il fenomeno Bitcoin, l'ultima grande truffa del sistema mondialista

    per controllare ed accaparrarsi le ricchezze reali dei popoli

     

    di Nicola Arena

    con contributi storici ed integrazioni a cura di Sergio Basile 

    IL LATO OCCULTO DEL BITCOIN

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Auriti, il titolo azionario e il Bitcoin                      

    Roma – di Nicola Arena, con contributi storici ed integrazioni di Sergio Basile – Negli ultimi tempi, dalle principali piattaforme bancarie e da quasi tutti i mezzi d’informazione, arrivano trionfalistiche notizie a cascata riguardanti un fenomeno di grande attualità e in continuo fermento non solo presso la borsa italiana, ma presso tutti i maggiori mercati mondiali: l’esplosione delle quotazioni del Bitcoin. A tal proposito seguendo gli insegnamenti dell'indimenticato professor Giacinto Auriti, il padre della Teoria del Valore Indotto della Moneta e del Reddito di Cittadinanza (a credito) e utilizzando quasi fedelmente le sue parole (tratte dalla trasmissione televisiva Moneta al Popolo, video-puntata Giacinto Auriti spiega come funziona la Borsa) torniamo sull'argomento e cerchiamo di spiegare con semplicità cosa sia un titolo azionario e poi, di conseguenza, cosa sia davvero il Bitcoin, tralasciandone – almeno in questa sede – gli aspetti tecnico-informatici e concentrandoci su quelli giuridico-monetari, cogliendo i particolari che accomunano questi due strumenti finanziari da molti imprudentemente idolatrati. Vista la delicatezza del tema, occorre squarciare tutti gli ultimi veli di ignoranza che ancora resistono e rendono seducenti queste straordinarie armi di controllo e impoverimento di massa. Per comprendere un altro lato nascosto del Bitcoin, tuttavia, occorre introdurre in primis il concetto di titolo azionario, facendo nostra la chiarissima lezione auritiana.

     Il titolo azionario                                                      

    Per spiegare cosa sia un titolo azionario bisogna chiarire cosa siano i capitali conferiti di una società. Essi notoriamente possono concernere denaro, beni reali, mobili, macchine, immobili, strumentazioni, brevetti ecc..  In poche parole si tratta del conferimento di capitali reali ovverosia di "beni reali". Se dovessimo commisurare il valore dei pacchetti azionari ai valori dei capitali reali, il ragionamento parrebbe ridicolo, perché 

                    mentre il valore dei capitali è certo e ben definito, 

            quello dei titoli azionari è invece enormemente superiore

                                          e oscillante nel tempo.

           In molti casi addirittura non esistono beni reali disponibili 

                perché sono solo previsioni di conferimenti di capitali.

                                       Per i motivi sopra esposti

         sarebbe del tutto assurdo misurare il valore dei titoli azionari

                             sulla sola base dei capitali conferiti.

                         Ma in troppi oggi ignorano questa verità.

     Azione: simbolo vuoto, non valore reale             

    Fatta questa premessa, urge interiorizzare un ragionamento molto semplice ponendo l'accento sulla differenza fra il valore del capitale reale (capitale dei bilanci consolidati nella societàe i valori dei pacchetti azionari quotati in borsa: valore quest'ultimo meramente convenzionale, non vero, creato cioè per mero accordo tra le parti.

                              Il titolo azionario diventa in pratica un simbolo

    nel quale sono incorporati anche valori  monetari che si aggiungono ai valori reali.

    Di seguito, per rendere meglio l'idea, facciamo un esempio elementare. Prima del sopravvento della borsa e dei titoli, lungo il corso dei secoli – come nota Auriti – i popoli usavano i  mezzi più svariati al fine di incorporare valori monetari, prediligendo tuttavia oggetti come conchiglie, pelli di castoro e scarabei d’argilla; ma anche materiali (metalli) come l'oro, l'argento e il rame. Questi simboli-oggetto di colpo sono stati parzialmete sostituiti, surrogati e integrati e si è passati "all'istituzionalizzazione" dei pacchetti azionari.

     Chi controlla il pacchetto azionario?                    

    Chiarito cos’è il titolo azionario ed entrando nel vivo della trattazione, appare chiaro come il valore del pacchetto azionario risieda nelle mani di chi lo controlla, ovvero – in estrema sintesi – nelle mani dei banchieri e dei nuovi centri-cattedrale del reale potere mondiale: le banche. Un potere esponenzialmente superiore a quello politico e tale da orientare quest'ultimo in maniera assolutamente discrezionale. Le banche a struttura gerarchico-piramidale oggi sono diventate, infatti, le maggiori azioniste di tutte le società quotate in borsa, in quanto hanno a disposizione, senza limiti e senza costi, praticamente tutto il denaro che vogliono, stampato ed emesso dal nulla e senza alcuna copertura aurea: vedi "signoraggio bancario" (1).

                             Con questo ingannevole meccanismo 

             le banche oggi possono manovrare le quotazioni di borsa,

        perché possono predisporre le quotazioni o al rialzo o al ribasso. 

    (1) Vedi qui: L’essenza della truffa – Il Denaro non ha Costi di Produzione

     Il controllo della ricchezza mediante i titoli       

    Tra coloro i quali hanno contribuito più di tutti ad "istituzionalizzare e sdoganare su larga scala" questa tecnica di controllo di massa delle ricchezze mondiali, cioé questa tecnica di incorporazione dei valori reali nei valori convenzionali e di questi ultimi nei valori azionari e nei mercati azionari vi è com’è noto lo speculatore ebraico-ungherese George Soros, il quale è riuscito a creare un incremento di simboli monetari di valore indotto, attraverso quest’attività di borsa, addirittura dell’ordine di 1300/1400 miliardi di dollari ogni 24 ore, operando nell’ambito di società sorelle collegate tra loro. Le "imprese" di Soros nei vari teatri mondiali, negli ultimi decenni, sono tristemente note a tutti, anche se i media di regime al servizio del sistema bancario preferiscono ovviamente glissare su questi argomenti o parlarne in maniera superficiale. Ad onor di storia però il perfezionamento di questa tecnica risale ai primi del Novecento, come ammesso dallo stesso rabbino Harry Waton (il secondo nelle foto grandi da destra) nel libro "A Program for Jews and Humanity", pubblicato nel 1939 a New York City (Astoria Press) dal "Committee for the Preservation of the Jews".

    IL LATO OCCULTO DEL BITCOIN

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'incredibile confessione del rabbino Waton      

    Waton dichiarava senza mezzi termini che gli ebrei (inventori della moneta-convenzionale, ma anche della moneta-debito – Ndr) avrebbero "ereditato" l'intera terra attraverso il controllo e la diffusione del comunismo e attraverso l'uso dello strumento monetario e degli strumenti finanziari come i titoli: linee guida di un piano socialista e liberal-capitalista di egemonia mondiale, che vide nelle rivoluzioni la sua essenza. I titoli sono oggi strumenti nelle mani del grande capitale e dei grandi speculatori: liberal-capitalisti di facciata ma di anima nettamente socialista. La giudaizzazione delle nazioni, dunque, per ammissione dello stesso rabbino, oltre che dalla rivoluzione culturale passa dall'economia e dalla finanza.

                        "Figli di Israele! l'ora della nostra vittoria finale è vicina! 

                           Ci troviamo sulla soglia del comando del mondo. (…)  

                 Quello che prima potevamo solo sognare sta per essere realizzato (…)  

                                                  La nostra vittoria è vicina,

              perché il nostro potere e l'influenza politica ed economica sulle masse

                                                  sono in rapido progresso.

                                            Compriamo titoli di stato e oro,

                     e quindi abbiamo il controllo del potere sui scambi mondiali.

                                Il potere è nelle nostre mani, ma attenzione,

                                a non confidare nei loschi poteri dei traditori!

                                               ( Rabbino Harry Waton – 1939 ) (2)

     

    (2) Vedi anche Rabbi Harry Waton, A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites, 1939

     L'inganno di John Law                                                       

    Ma la tecnica dell'attrazione e del controllo della ricchezza reale mediante i titoli fu utilizzata in primis dal pioniere-speculatore John Law (il primo nelle foto grandi da destra). Egli giunse in Francia nel 1716  e col pretesto di ingrassare i depositi delle casse reali francesi, convinse la Corona (Luigi XV) ad emettere denaro, dapprima sull’oro e poi addirittura sulle proprietà terriere nazionali. Quel che accadde ebbe dell’incredibile. Con l’emanazione del regio editto del 2 maggio 1716, Law convinse Filippo d’Orléans e quindi Luigi XV a dar genesi alla Banque Royale (o Banque Générale) 

                           Law prestava a debito la cartamoneta alla Corte 

         che la usava per le proprie necessità e per i pagamenti verso soggetti

         che a loro volta acquistavano azioni e titoli (puri simboli convenzionali)

                        della Compagnia delle Indie Orientali di Law (1719).

    Questo circolo vizioso ovviamente non faceva altro che rimpinguare le casse

                                          del banchiere-avventuriero,

             premiato nel frattempo, il 5 gennaio 1720, con l’onorificenza di 

                        controllore Generale delle Finanze di Francia (3).

     

    (3) Sergio Basile, "Il Prezzo della Libertà – La Grande Truffa della Moneta in 5 Mosse", Ed. Solfanelli 2018, Par. 2.3.2

     Dal passato al presente: evoluzione di un sistema 

    Oggi l'incorporazione di valori reali all'interno di valori convenzionali ha subito una significativa evoluzione portando pian piano una cerchia di "eletti" sulla strada del controllo pressoché totale delle ricchezze planetarie. Il titolo azionario nei mercati globali contemporanei ha ancor più esasperato e potenziato il trucco di Law. Com’è avvenuto questo? Il grande professor Giacinto Auriti lo spiega benissimo: si è attuato con la tecnica dell’aumento della velocità di circolazione. Così come avviene nella dinamo, dove l’aumento della velocità di rotazione causa l’aumento di energia elettrica, analogamente avviene nei valori monetari:

                 se aumenta la velocità di circolazione aumenta il potere d’acquisto.

    Si crea così un aumento di valore indotto, con un semplice tasto di un computer, facendo viaggiare quantità infinite di moneta da un continente all'altro. 

                  Quest’aumento di valore causa un’esplosione di valori monetari

                             che sono il risultato di una forma di parassitismo

                   che il sistema della borsa realizza in pregiudizio del mercato.

                   "In quanto incorporando nei titoli azionari valori monetari,

                                            invece che in carta moneta, 

                   si sottrae alla collettività, la disponibilità di valori monetari.

    Ecco la ragione per cui noi diciamo che i valori indotti devono essere rappresentati 

                           solo in carta moneta e questa carta moneta

                va attribuita di proprietà ai cittadini e non agli azionisti.

                                                    ( Giacinto Auriti )

     Cos'è davvero il Bitcoin?                                             

    Lo stesso inganno, presentato (falsamente) alle masse come una grande opportunità di "liberta" ed emancipazione dalle grinfie del "sistema bancario" si perpetra nel Bitcoin. Ma cos'è il Bitcoin? Ritorniamo ancora una volta volentieri sull'argomento, visto che la fumosa propaganda mediatica tedente ad esaltarne i pregi è davvero tanta. Purtroppo! Ufficialmente si tratta della moneta elettronica creata nel 2010 dal misterioso Satoshi Nakamoto (la cui vera identità, tra l'altro, è stata più volte contraddetta) ma in sostanza, da un punto di vista delle affinità concettuali, della derive socio-economiche e morali che esso importa (4), possiamo considerare il Bitcoin come l’evoluzione (involuzione morale) del titolo azionario, in quanto esso manca dell’elemento reale che in minima parte conferiva dignità monetaria al titolo stesso, cioè quella quota parte dei beni reali relativi ai capitali conferiti di una società.

                              Il Bitcoin, infatti, da questo punto di vista

                   è un titolo azionario vuoto, che si riempie solamente

                         dei valori monetari introdotti dagli acquirenti.

    (4) Vedi anche i seguenti 3 articoli per ulteriori approfondimenti:  Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica / Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

     Bitcoin: un pericoloso mito da sfatare                     

    Esso è quindi valore convenzionale puro del quale si appropriano i creatori della criptovaluta, i quali sottraggono subdolamente ai compratori ricchezza reale, conferita in contropartita del "nulla".

                                         Ci fanno credere che il Bitcoin

                               per essere creato ed immesso nel circuito

    abbia bisogno di enormi quantità di energia e di calcoli matematici sofisticati.

    E allora! Cosa ce ne importa? Non dimentichiamo mai che chi crea il valore della moneta è chi l’accetta e non chi la emette o stampa. Appare ovvio che il valore del Bitcoin è creato da chi accetta il nulla in cambio dei propri soldi frutto – invece – di sudore e fatica. Avete presente quei bar che mettono sul bancone dei bicchieri di vetro vuoti perché la gente possa metterci dentro le monetine come mance?  

                               I creatori del bitcoin hanno così realizzato 

                            probabilmente la più grande truffa monetaria

               dopo l'invenzione della moneta-debito convenzionale cartacea

                perché dando in cambio il nulla, si appropriano dei valori reali

                                           consegnati dagli acquirenti.

     

    Una volta acquistato valore il Bitcoin entra in circolo. Chi controlla i codici che permettono l’emissione e l’incremento della criptovaluta? Chi ne controlla il numero in circolazione? Chi garantisce che nessuno possa emetterne a proprio piacimento una quantità illimitata? Esiste un sistema di controllo che vieta alle banche di creare numeri infiniti di Bitcoin a solo costo digitale, per poi venderli al prezzo quotato in quel momento? Le tecniche di phishing adottate dai mezzi d’informazione, poi fanno il resto. 

      Bitcoin: un caso mediatico alimentato dal sistema 

    Ricordiamo a tal proposito la storia di quel ventottenne che avendo acquistato nell’anno 2009, circa 7500 Bitcoin, quando il valore era di circa 4 cent e avendo gettato in discarica il computer con l’hard disk contenente la suddetta moneta digitale che ora vale più di 5,5 milioni di euro ora cerca disperatamente il tesoro perduto. Queste informazioni che arrivano a tamburo battente simultaneamente da quasi tutti i mezzi d’informazione, hanno creato un nuovo caso mediatico, infatti, nei bar, luoghi di lavoro, mezzi pubblici e per strada non si parla d’altro che del Bitcoin. Ascoltando le diverse opinioni in merito, ci si accorge che la gente disperata – e costretta da una crisi-monetaria artificiosa e truffaldina alla povertà – sembra intenzionata a voler guadagnare facilmente dal nulla, come Pinocchio che, consigliato abilmente dal Gatto e dalla Volpe, seppellì le sue monete d’oro nel campo dei miracoli nei pressi della città Acchiappa citrulli. Sappiamo tutti come andò a finire! Molti pesci abboccheranno all’amo e quando i banchieri tireranno le lenze, ci saranno molte vittime fra i poveri figli d'uomo.

    Nicola Arena / Sergio Basile (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:
     

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ________________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                           

    Il Trucco delle multinazionali svelato da Auriti e l’inganno della borsa

    Il Trucco delle multinazionali svelato da Auriti e l’inganno della borsa

    Lunedì,  Luglio 28th/ 2014 – di Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Diritto societario, Società, Azioni, borsa valori, mercato azionario, multinazionali, la lezione di Giacinto Auriti, TTIP, Accentramento globale, società per azioni o – per meglio dire – di gruppi di società anonime, moneta sottovalutata, sistemi valutari, sistemi monetari, incorporare i valori monetari, Wall Street e la City of London  Il trucco delle […]

    Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute

    Moneta-Convenzione: Spirito e Materia – L’inganno delle Criptovalute

    Martedì, 24 ottobre / 2017  – di Nicola Arena / Sete di Giustizia –  Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Giacinto Auriti, Spirito e Materia, moneta convenzionale  Moneta-Convenzione: Spirito e Materia Il simbolo trasposto nella materia ci permette di percepire l'essenza spirituale con i nostri sensi e realizza il diritto: un altro motivo per detestare le cripto-valute   di […]

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Lunedì, 23 Gennaio/ 2017    di Nicola Arena e Sergio Basile / Sete di Giustizia  Redazione Quieuropa, sistema bancario, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, moneta, Bit-coin  Bit-coin: l'apoteosi dell'astrazione e del nulla, la perfetta moneta satanica L'ultima frontiera della schiavitù monetaria passa per l'impulso di un computer                […]

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Sabato, 7 ottobre / 2017  di Patrizia Arcana / gamerlandia.net  Redazione Quieuropa, Patrizia Arcana, Socialismo, Blockchain, Sistema bancario, trappola  Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo L'arma nuova dello gnosticismo e socialismo-massonico: alleanza bilaterale tra governo a carattere confiscatorio  e tecnologia pervasiva di sorveglianza   di Patrizia Arcana                 […]

    L’uomo sottomesso all’oggetto moneta

    L’uomo sottomesso all’oggetto moneta

    Mercoledì, 23 agosto/ 2017  di Nicola Arena, Sete di Giustizia  Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Giacinto  Auriti,  Nicola Arena, Moneta  Debito, creazione del valore, criptovalute   L'uomo sottomesso all'oggetto moneta Il grande paradosso della mancanza di danaro nell'odierna società e la grandissima balla delle criptovalute   di Nicola Arena, Sete di Giustizia       […]

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione

    Venerdì, Maggio 9th/ 2014  – di Nicola Arena e Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Nicola Arena, Sergio Basile, professor Giacinto Auriti, Stampa del denaro a costo nullo, trucco tipografico, Teoria del Valore Indotto della Moneta,  Valore Indotto, simbolo di costo nullo, reddito di cittadinanza, sopravvivenza propria, male autoprodotto, giustificabili agli occhi di Dio, signoraggio bancario, banconota di 100 euro, simbolo di costo nullo, conferiamo il […]

    Giacinto Auriti – L’uomo che distrusse la logica massonica delle lobby

    Giacinto Auriti – L’uomo che distrusse la logica massonica delle lobby

    Venerdì,  Ottobre 31st/ 2014       – di Don Floriano Pellegrini e  Sergio Basile – Redazione Quieuropa, Don Floriano Pellegrini, Sergio Basile, Giacinto Auriti, reddito di cittadinanza, logica delle lobby, globalizzazione, democrazia, sistema bancario internazionale, fede all'ateismo, proprietà popolare della moneta, la via del debito e del controllo totale, la massificazione dei popoli, Vladimir Putin, ritratto politico […]

    Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti

    Modello Blackrock e Accentramento Mondiale – La Profezia di Giacinto Auriti

    Mercoledì,  Aprile 16th/ 2014 – di C.Alessandro Mauceri e Sergio Basile  – De Benedetti, Sorgenia, Mps, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Banco Popolare, Ignazio Visco, Bankitalia, CIR, Fabio Pavesi, Sole 24 Ore, Vado Ligure, Blackrock, Larry Fink, C.Alessandro Mauceri, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Spa, fantasma giuridico, riforma del diritto commerciale greco, accentramento di tutte le ricchezze mondiali […]

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

    Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli

    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Cabala, Moneta Debito, satanismo, magia, schiavitù  Denaro-debito e Cabala: il maledetto trucco per schiavizzare i popoli Il nesso fondamentale tra cabala e pane quotidiano è costituito dal denaro ed in particolare dal meccanismo di creazione […]

    III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri?

    III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri?

    Lunedì, 31 Ottobre/ 2016    di Matteo Mazzariol / Presidente Movimento Distributista Italiano  Redazione Quieuropa, Movimento Distributista, Chesterton, Matteo Mazzariol, banchieri, Medici, San Tommaso d'Aquino, Dante Alighieri  III Cerchio VII Girone infernale: è questo il posto più adeguato per i banchieri? Lo snaturamento dello strumento denaro: origini e cause dell'usura in San Tommaso d'Aquino e Dante […]

    Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

    Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

    Martedì,  Luglio 29th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, sionismo-ebraico, ebraismo sionista, messianesimo terreno, comunismo, ebraismo moderno, sionismo, arma economico finanziaria per la conquista del mondo, controllo dell'oro e delle ricchezze, titoli di stato del debito pubblico e moneta debito, rabbino Waton  Il Sionismo e l'arma economico-finanziaria Dichiarazioni del rabbino Waton sui titoli di […]

    Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc

    Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc

    Giovedì,  Luglio 24th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa,  Gaza, Palestina, Israele, ebraismo, sionismo-ebraico, democrazia occidentale, Petrolio, armi di distruzione di massa,  l'asse del male, origini del sionismo, rivelazioni eccezionali, Stalin, hitler, Karl Marx, Credo sionista, theodor herzl, Moses Kiessel Marx Mordechai Levi, marxismo, bolscevismo, Reinhold Niebur, Rabbi Harry Waton, Rivoluzione Francese, Rivoluzione bolscevica, comunismo e socialismo  Origini […]

    Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton

    Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – 2 – Le ammissioni dei rabbini Lior e Waton

    Venerdì,  Luglio 25th/ 2014 – Redazione Qui Europa – Redazione Quieuropa, Gaza, sionismo-ebraico, comunismo, editto del rabbino dell’enclave sionista di Kiryat Arba, Dov Lior, bolscevismo, destra e sinistra, rivelazioni eccezionali, Università di Mosca, Marx, marxismo, bolscevismo, Rabbi Harry Waton, Rivoluzione bolscevica, comunismo e socialismo, Adolphe Cremioux, Program for the Jews, distruzione degli stati cristiani  Rivoluzione e Sionismo, Rivelazioni eccellenti – […]

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

    Henry Delassus: “L’Americanismo e la Congiura Anticristiana”

     Sabato, 25 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Mons. Henry Delassus, Don Curzio Nitoglia, Le Forze Occulte della Sovversione, Giudaismo, Massoneria, Liberalismo, millenarismo gioachimita, Israele, America, esoterismo, massoneria, ecumenismo e mondialismo, Adolfo Crémieux, Magistero della Chiesa, condanna dello spirito americanista, Bergoglio, Pio VI, libertà assoluta della persona umana, libertà di pensiero, Gregorio XVI, Pio IX, separatismo tra stato e Chiesa, Leone XIII, liberalismo largo, tolleranza dogmatica, cosmopolitismo, mondialismo, globalizzazione,  infiltrandosi in ogni nazione, […]

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Comunismo Occulto – Quinta Parte

    Domenica, Gennaio 17th, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Comunismo Occulto – Prima Parte

    Comunismo Occulto – Prima Parte

     Lunedì, Settembre 28th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Jüri Lina, Alain Kérizo, Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, […]

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

    Comunismo Occulto – Seconda Parte

     Mercoledì, Settembre 30th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Comunismo Occulto – Terza Parte

    Giovedì, Ottobre 8th, 2015 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, […]

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Comunismo Occulto – Quarta Parte

    Mercoledì, Gennaio 13rd, 2016 – di Alain Kérizo – Traduzione dall'originale francese Sous le Signe du Scorpion… («Sotto il Segno dello Scorpione…»), a cura di Paolo Baroni. Articolo apparso a puntate sulla rivista Sous la banniére, nn. 84, 85, 86, 87, da luglio 1999 a febbraio 2000. Reperibile alla pagina web http://www.barruel.com/scorpion.html Redazione Quieuropa,  Comunismo, Occultismo, Sovversione satanica, Massoneria, Alain Kerizo, Centro San Giorgio, Paolo […]

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Terza Parte

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Terza Parte

    Martedì, 6 Gennaio / 2015     – A cura di Massimo Mancinelli / Redazione "Qui Europa" – Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962 Redazione Quieuropa, Ebraismo, Chiesa Cattolica, Nuovo Ordine Mondiale Ebraico-comunista,  Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo Terza Parte Ebraismo, comunismo ebraico, Nuovo Disordine Mondiale e cultura ebraico-marxista – La ferma condanna dei […]

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Seconda Parte

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Seconda Parte

    Mercoledì, Dicembre 31st / 2014     – A cura di Massimo Mancinelli / Redazione "Qui Europa" – Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962 Redazione Quieuropa, Ebraismo, guerra contro la Chiesa Cattolica, Nuovo Ordine Mondiale, complotto contro la Chiesa di Cristo, Messia, Terra Promessa, Massoneria, Rivoluzioni, Rivoluzione bolscevica, Carlo Marx, socialismo, talmud, Cabala, Adan Kadmon, […]

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Prima Parte

    Ebraismo e complotto contro la Chiesa di Cristo – Prima Parte

    Mercoledì, Dicembre 24th / 2014     – A cura di Massimo Mancinelli / Redazione "Qui Europa" – Tratto da Maurice Pinay, Complotto contro la Chiesa – Roma 1962 Redazione Quieuropa, Massimok, Ebraismo, guerra contro la Chiesa Cattolica, Nuovo Ordine Mondiale, complotto contro la Chiesa di Cristo, Messia, Terra Promessa, Massoneria, Rivoluzioni, Rivoluzione bolscevica, Carlo Marx, Rivoluzione Francese, […]

  • La morte dei Morti. Antigone non abita più qui

    La morte dei Morti. Antigone non abita più qui

     Mercoledì, 8 novebre/ 2017 

    – di Roberto Pecchioli –

     Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Antigone, morte, editto di Saint Cloud, Cimitero, Foscolo  

    La morte dei Morti. Antigone non abita più qui

    Il culto dei morti: necessario all'uomo per realizzare

    se stesso. La società che lo dimentica muore!

     

    di Roberto Pecchioli 

    Culto dei morti - Roberto Pecchioli
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      La campana di Staglieno suona per tutti             

    Roma – di Roberto Pecchioli – Il cimitero genovese di Staglieno non è solo un grande camposanto. E’ un monumento d’arte visitato con stupore dal turismo di massa per i tesori d’arte che tante famiglie hanno voluto nelle loro tombe. Come i palazzi signorili dell’aristocrazia dell’antica repubblica e tante chiese di straordinaria ricchezza, esso testimonia un tratto singolare dell’anima della Superba. Da un lato la sua ritrosia leggendaria, il tenersi tutto dentro, dall’altro l’orgoglio, la bellezza esibita solo all’interno di luoghi privati, intimi, l’imponenza riservata a siti tanto particolari come appunto un cimitero.

                             Un senso della vita alieno da trionfalismi,

                        poiché la campana di Staglieno suona per tutti.   

     Un ricordo sbiadito                                                    

    Così, almeno, era fino a qualche decennio fa. Visitare Staglieno nell’anno di grazia 2017, specialmente nel periodo della commemorazione dei defunti, aggiunge dolore alla tristezza del luogo ed alla malinconia della memoria, certifica che davvero siamo alla fine di un ciclo, probabilmente all’ultima tappa di una civiltà grande che fu la nostra. Non solo perché il cimitero appare come un museo d’arte fermo alla prima metà del XX secolo, giacché nessuno più costruisce grandi tombe per sé e la famiglia, ma soprattutto per il progressivo abbandono, la solitudine di interi campi anche tra i più recenti, pochi fiori, tante, tantissime tombe deserte, private anche del conforto di un fiore disseccato, scarsa partecipazione alle cerimonie davanti al grande monumento alla Fede alla confluenza dei viali, sotto la scalinata che conduce alla chiesa. Un tempo, nel periodo iniziale di novembre, la gente riempiva non solo il cimitero, ma anche le strade di accesso, si affollava davanti ai numerosi negozi di fiori, in migliaia percorrevano i viali di quel grande santuario del ricordo. Nulla di tutto questo. Un’affluenza moderata, i fiorai rimasti sono pochi e chiamano i passanti come i fruttivendoli del mercato. Una visita frettolosa, e via, tutti tornano alle proprie abitudini. Ci sembra la morte dei Morti, certificata dall’ascesa di Halloween, scherzetto o dolcetto, immagini lugubri di mostri in fondo ridicole, al massimo grottesche. Non vogliamo rimpiangere il passato ad ogni costo, ma siamo abbastanza vecchi da ricordare quando il 2 novembre cinema e teatri rimanevano chiusi e la RAI a canale unico trasmetteva solo notiziari e musica classica.

           Nessuna famiglia trascurava di andare al cimitero con figli al seguito.

    Chi aveva i propri cari lontani dai luoghi di residenza utilizzava la giornata – allora festiva- per un fugace ritorno nei paesi d’origine, meta la visita al camposanto. Impensabile, anzi incomprensibile nel tempo del mercato misura di tutte le cose. Chi scrive ricorda tuttora l’impressione profondissima che provò, bambino di forse 10 anni, apprendendo da coetanei figli di profughi istriani che loro non potevano andare al cimitero a trovare i nonni perché gli “s-ciavi” (la Jugoslavia di Tito) non lo permettevano e addirittura che diversi cimiteri erano stati distrutti dopo l’esilio degli italiani. Tutto finito: neppure nei giorni d’inizio novembre si va più a Staglieno. Eppure, non è certo abolito il dolore per la perdita di familiari o amici, e la Morte è sempre lì, muta sorella in attesa. Quel che è cambiato è il senso generale della vita, la corsa insensata e soggettiva che prescrive la rimozione del dolore, del male, della sofferenza, e, tabù massimo, della morte. Non è solo la secolarizzazione assoluta della nostra società, poiché un senso laico della morte è sempre esistito con la sua nobiltà, né, crediamo, sia unicamente la cattiva coscienza di generazioni che hanno abbandonato la memoria, di cui i defunti sono il simbolo più persistente. Non sapremmo esprimere un giudizio complessivo o formulare diagnosi o prognosi. Sappiamo, siamo certi che è un altro segnale, un sintomo tra i mille di un intera visione del mondo che abbandona il campo, si congeda dalla storia senza fare troppo rumore. Insepolta, o racchiusa in una piccola urna cineraria, come è diventato l’uso più comune per il congedo degli umani.

     Antigone non abita più qui!                                        

    Antigone non abita più qui. La tragedia di Sofocle rappresentò per oltre due millenni uno degli archetipi più profondi della civiltà nostra. Nel conflitto tra il potere e il sangue, tra la legge e la pietà, vinceva il rispetto, l’umanità, il riscatto del corpo privo di vita, ma ricco di significato ed ancora degno dell’amore dei parenti. Antigone sfidò il re Creonte che aveva ordinato di gettare il cadavere di suo fratello Polinice, sconfitto dopo aver provocato la guerra dei Sette, fuori dalle mura di Tebe, destinato a finire preda degli animali selvatici. La fanciulla seppellì come poté i resti di Polinice, scatenando l’ira del re, accettando le conseguenze tragiche della sua ribellione in nome del sangue e dell’intenso significato morale del suo gesto. Al contrario, adesso i resti di chi fino ad un attimo prima era un essere umano non sono che detriti ingombranti, rifiuti da smaltire, ingombri, materiali, cose. Tra gli impresari di onoranze funebri c’è chi offre fuochi d’artificio alimentati dalle ceneri del de cuius, dispersione dei resti in mare o dove piaccia agli interessati, ed altre diavolerie di importazione americana. E’ il Mercato, rigorosamente scritto con la maiuscola, unito allo Spettacolo, che non si ferma di fronte a nulla e, dicono, deve continuare.  

     L'importanza del culto dei morti                                

    Il lutto, il senso dell’assenza, il dolore per chi abbiamo perduto possono aspettare, e comunque, come ogni espressione morale e spirituale, devono essere rigorosamente confinati nel privato, lontani dallo spazio pubblico, riservato alle luci del varietà, alla pubblicità interrotta dalle ultime notizie, agli affari. Business, as usual, si vantano i pragmatici anglosassoni. Il dubbio, allora, si fa più lancinante: siamo davvero alla fine di un ciclo, come direbbero in India, viviamo nel pieno del Kali yuga, l’ultima oscura fase del declino? 

                                      Respingere il culto dei morti, in fin dei conti,

                                                è mancare di rispetto a se stessi,

                     ridurre l’umanità e l’esperienza della vita umana ad un accidente,

             il corpo ad un fardello di cui disfarsi in fretta e dimenticare che è esistito,

             tutt’al più accettare che diventi un magazzino di ricambio per la chirurgia.

                                      Forse c’è qualcosa di ancora più profondo,

                       e ci troviamo nel pieno di una definitiva regressione civile.

     Lugubri, desacralizzanti retaggi rivoluzionari        

    Non è vano ricordare i Sepolcri, il capolavoro di un grande poeta romantico, Ugo Foscolo, in cui culto e rispetto per i defunti, e gli stessi luoghi fisici della sepoltura diventano un segno volto ad imitare le azioni dei grandi uomini. Foscolo, tuttavia, va oltre, polemizzando con una legge napoleonica, 

                                                     l’editto di Saint Cloud,

               che obbligava a seppellire i morti lontano dalle città e dai luoghi abitati.

                   Non è certo un caso che la postmodernità concluda un ciclo iniziato

                               con la Rivoluzione Francese e la sua lugubre Ragione:

                             la morte come un problema di igiene e nettezza urbana,

                                      i cimiteri come spreco di aree edificabili.

     Scrive il poeta…                                                             

               “Dal dì che nozze, tribunali ed are/diero alle umane belve esser pietose/

                   di se stesse e d’altrui, toglieano i vivi/ all’etere maligno ed alle fere/

                   i miserandi avanzi che Natura / con veci eterne a sensi altri destina”

    scrive il poeta, ed è una magistrale lezione di filosofia della storia. Il rispetto per i morti è cominciato con il sorgere della civiltà degli uomini, ne è stato anzi una delle prime e fondamentali manifestazioni, insieme con l’istituto matrimoniale, le leggi e la religione. Corre un brivido, pensando alla

                                        decadenza irrimediabile di tutti e tre

                                                  questi segnali di civiltà.

    Il matrimonio è ridotto ad un contratto a termine che prescinde persino dal sesso (domani anche dal numero) dei contraenti, la religione è un lontano ricordo del passato, le sue ricorrenze sopravvivono come semplici giorni di vacanza dal lavoro o dalla scuola, le leggi sono manipolate, calpestate, derise, continuamente modificate secondo le cangianti, temporanee maggioranze numeriche legate allo spirito dei tempi.

     Tre umani costumi                                                     

    G.B. Vico, il grande filosofo napoletano della Scienza Nuova scriveva:

                  “Osserviamo tutte le nazioni custodire questi tre umani costumi:

           che tutte hanno qualche religione; tutte contraggono matrimoni solenni;

                                        tutte seppelliscono i loro morti.

                                 Da queste tre cose cominciò l’umanità;

                    e perciò si devono santissimamente custodire da tutte

                     perché il mondo non si infierisca e rinselvi di nuovo”.

     L'uomo realizza se stesso…                                     

    Di qui il rigetto del Foscolo per lo “stato di natura” che entusiasmava Rousseau. Esso non significa altro, come capì il Vico, che barbarie e ferinità primitiva.

         L’uomo realizza se stesso solo nella vita associata e comunitaria,

                             attraverso le tre istituzioni citate e le leggi,

                                  nonché nel rispetto della tradizione,

         attraverso la quale riconosce il senso della continuità della vita

                                                        e della storia.

    Dio di se stesso, schiavo delle pulsioni – il nome moderno che (il falso maestro – Ndr) Freud diede agli istinti più bassi –  alieno dagli impegni a lungo termine, talmente terrorizzato dalla propria fine da averla rimossa, il civilissimo, illuminato europeo del nostro tempo è impegnato da generazioni a segare tutti i rami l’albero su cui è appollaiato.

     Lontana dagli occhi, lontana dal cuore…              

    La “nuova” morte igienizzata e celata corrisponde all’editto di Saint Cloud del Bonaparte: lontana dagli occhi per nasconderla al cuore, allontanarla dal pensiero di un’umanità nuova che ha terrore del Nulla, ma non sa sperare nel totalmente Altro, nell’Oltre. Senza più fede, liberato da tutti quelli che considera tabù di età oscure, divenuto adulto nella modernità dopo millenni di infanzia, come proclama l’orgogliosa Ragione, l’uomo resta ostaggio della morte. Forse perciò la nega con tanto accanimento, e insieme la circonda di nuovi tabù.

     Il tempo della morte dei morti                               

    Le leggi non fanno eccezione, a cominciare da quelle tributarie. Le spese funerarie sono detraibili in misura assai limitata, ed il governo sta per assoggettarle ad imposta. Tenue simbolo di un residuo rispetto per la morte e la dignità della sepoltura, i costi funerari sono esenti da IVA. Presto cadrà anche questo ultimo velo di reverenza per il passo estremo del nostro cammino umano e dovremo pagare l’imposta sul valore aggiunto anche per i servizi funerari.  Valore aggiunto…  In cambio, possiamo detrarre dall’ imposta sul reddito alcune spese veterinarie. E’ un paragone che strappa un sorriso amaro, e mostra sino a quale punto i valori sono stati invertiti. Davvero, al tempo della morte dei Morti, Antigone non abita più qui. Meglio avrebbe fatto a lasciare che gli animali selvatici dilaniassero i resti del fratello: avrebbe sposato il figlio del re, un giorno sarebbe stata regina. Non volle essere sovrana in un mondo di belve; pensava che un uomo è un uomo, anche da morto. Duemilacinquecento anni dopo, è un rifiuto da raccolta differenziata: smaltire, pagare l’imposta, dimenticare in fretta, riprendere la corsa a perdifiato. Questa sì che è civiltà!

    Roberto Pecchioli (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Altri articoli correlati                                                

    Quel che voi siete, noi fummo! Quello che noi siamo voi sarete!

    Quel che voi siete, noi fummo! Quello che noi siamo voi sarete!

    Mercoledì, 2 Novembre/ 2016    – di Massimo Viglione –  Redazione Quieuropa, Massimo Viglione, Commemorazione dei defunti, Civiltà, 2 Novembre  Quel che voi siete, noi fummo!  Quello che noi siamo voi sarete! Ricordare i fratelli che non sono più tra noi, è sintomo inequivocabile di civiltà   di Massimo Viglione               […]

    Mutande e canottiera: la “femmina” del Nuovo Disordine Mondiale

    Mutande e canottiera: la “femmina” del Nuovo Disordine Mondiale

    Domenica, 1 ottobre/ 2017  – di Patrizia Stella –   Redazione Quieuropa,  Patrizia Stella, mutande e canottiera, Nuovo disordine mondiale   Mutande e canottiera: la "femmina" del Nuovo Disordine Mondiale Profilo delle nuove "super-donne" da combattimento:  galline che razzolano nel loro sterco. Tutte nude, tutte uguali, tutte sciocche!   di Patrizia Stella                      […]

    L’amore ai tempi dell’Apostasia

    L’amore ai tempi dell’Apostasia

    Sabato, Giugno 20th, 2015 – di Chiara Mangolini –  Redazione Quieuropa, Chiara Mangolini, l'amore ai tempi dell'apostasia, precetti della Chiesa, Confessione, amore mordi e fuggi, consumare senza regole, Lucignolo, Cantico dei Cantici, forte come la morte è l'amore  Società e Costume – viaggio low cost… del sentimento L'amore ai tempi dell'Apostasia Ai tempi dell'Apostasia l'amore è un concetto […]

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    L’uomo Moderno ha perduto se stesso perché ha Sostituito Dio con il Ciarpame

    Lunedì,  Gennaio 27th/ 2014 – di  Cinzia Casalino / Grupponovelty – Cinzia Casalino, Grupponovelty, Giacinto Auriti, Monismo, immanentismo, soggettivismo, relativismo, L’uomo moderno ha perduto se stesso, L'uomo ha sostituito Dio con il ciarpame, Giacinto Auriti, La morale è immutabile,  Trasgredendo la legge morale si trasgredisce alla legge naturale, L'Errore di Hegel, Soggettivismo che annienta la Verità, L'ispirazione illuminista e sciamanica, Istituzionalizzazione Banca d'Inghilterra, Liberi Muratori, Il […]

    La Messa è finita? Strategia modernista per destabilizzare la Chiesa

    La Messa è finita? Strategia modernista per destabilizzare la Chiesa

    Martedì, 31 ottobre/ 2017  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Ius soli, propaganda in Chiesa, Martin Lutero, modernismo   La Messa è finita? La strategia del club modernista per destabilizzare la Chiesa Cattolica La ONLUS modernista di Galantino e "fratelli"   di Roberto Pecchioli                         […]

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    La Profezia di Dostoevskij sull’ora presente. Un mondo di indemoniati?

    Domenica,  Marzo 15rd/ 2015 di Don Giorgio Ghio / "Il Giudizio Cattolico" Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" Redazione Quieuropa, Il Giudizio Cattolico, Don Giorgio Ghio, Comunismo, Russia, Dostojevskij, Posseduti, Rivoluzionari russi, Chiesa, Crocifisso, Medaglia Miracolosa, Profezia  La Profezia di Dostoevskij sull'ora presente. Un mondo di indemoniati? La profezia di Dostoevskij […]

  • Giacinto Auriti – Chiesa e Stato: la radice filosofica della più grande sopraffazione della Storia

    Giacinto Auriti – Chiesa e Stato: la radice filosofica della più grande sopraffazione della Storia

    Domenica, 5 novebre / 2017 

    – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –

     Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Chiesa e Stato, sopraffazione storica, Roma 

    Giacinto Auriti – Chiesa e Stato: la radice filosofica

    della più grande sopraffazione della Storia

    L'equivoco del razionalismo, del diritto positivo e della "democrazia"

    quali strumenti di usurpazione della legge divina,

    dell'etica e della legge morale

     

    di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 2 – 1° giugno 1973 

    Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi e pensieri

    GIACINTO AURITI — CHIESA E STATO

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Diritto positivo: strumento creato dall'uomo      

    Roma, Guardiagrele (Ch) – di Giacinto Auriti  L'insufficienza logica del razionalismo che si esprime in uno Stato costituzionale come Stato di puro diritto, è fondamentalmente quella di dare una giustificazione giuridica del Diritto.

                   Poiché il diritto positivo è uno strumento creato dall'uomo,

                           esso non è mai un momento primario dello spirito,

    perché ogni strumento è condizionato nelle sue caratteristiche e nella struttura

                              dalla scelta precedente dello scopo cui serve.

     L'equivoco del razionalismo                                    

                                 L'equivoco del razionalismo consiste nel

                                  pretendere di trovare nello strumento

                     la sua giustificazione razionale alla stessa razionalità.

    Quando, infatti, il razionalismo ricusa ogni principio trascendente, riconosce il diritto all'uomo di stabilire ciò che è razionale e ciò che non lo è, autorizzando a decidere arbitrariamente fino al limite di poter confondere razionalità e pazzia e viceversa. Questo principio opera sostanzialmente nel riconoscere al potere politico il diritto di decidere, graduare e modificare il fine etico e razionale della legge.

    Mentre, infatti, secondo gli schemi della scuola giusnaturalista e cristiana

               il principio etico e religioso era trascendente e immutabile,

                                 cioè sottratto alle scelte del sovrano,

                  sicché la distinzione fra legge giusta e legge invalida,

                           con lo schema razionalista e anticristiano,

           il concetto di legge valida coincide con quello di legge giusta.

     Costituzione: altra creatura della legge positiva 

    Il nostro ordinamento costituzionale, esprime questa valutazione mediante la Corte Costituzionale, che decide in concreto della legittimità della legge, in base al

            semplice parametro dell'adeguamento della legge positiva

                                      alla carta costituzionale,

                                 che è un'altra legge positiva.

    Con questo espediente si attribuisce ad ogni organo costituzionale,

        indeterminato nella sua caratteristica etica ed etico-religiosa,

    il potere che tradizionalmente era riconosciuto alla Chiesa Docente.

    Poiché è l'art. 7 della Costituzione pone i rapporti fra Chiesa e Stato sulla base dei Patti Lateranensi, considera questi rapporti contrattuali e paritetici, mentre è fin troppo evidente che le due potestà vanno collegate funzionalmente e gerarchicamente.

                             E' infatti il principio etico-religioso

                    che deve informare l'ordinamento giuridico,

    perché qualifica il fine alla legge positiva, creata dal potere politico, che deve adeguarsi come lo strumento si adegua allo scopo.

     Impossibilità di rapporto paritetico-contrattuale 

    Ammettere la possibilità che tra potere politico e potere religioso possa instaurarsi un rapporto paritetico e contrattuale, significa ammettere che il potere religioso possa trattare con l'eticità della legge sul piano transattivo, cioè sul terreno del compromesso mediante concessioni alla controparte.

                     Ecco perché i rapporti tra Chiesa e Stato risentono oggi

                                                 dei vizi di origine.

                La più macroscopica manifestazione di questo errore iniziale

                      emerge nel diritto di famiglia: es.: adulterio e divorzio.

     Tecnica per desacralizzare la norma                         

    Quando, intatti, la Corte Costituzionale ha abolito il reato di adulterio, perché essendo limitato solamente alla moglie, cascava una disparità giuridica tra i coniugi, ha basato la sua scelta solo su una premessa di diritto positivo, mentre invece se avesse accolto il principio etico-religioso avrebbe dovuto, se mai, estendere anche il marito la medesima responsabilità penale prevista per la moglie.

             La capziosità del ragionamento sta qui dunque nell'aver mascherato

               sotto la parvenza di una mera giustificazione di tecnica giuridica

    la sostanza di modificare il criterio etico informatore dell'ordinamento positivo,

                          e si è così completamente desacralizzata la norma.

    Situazione analoga si presenta al divorzio, che è chiaramente incompatibile con l'insegnamento etico-religioso cristiano. Va da sé che siccome le diverse religioni conseguono fini etici differenti e quindi fra loro incompatibili, questi scopi non possono essere perseguiti contestualmente dal medesimo ordinamento. Ove si accettasse, infatti, il principio dell'indifferenza della scelta etico-religiosa rispetto all'ordinamento giuridico, così com'è previsto dell'art. 3 della Costituzione, si dovrebbe ritenere incostituzionale, per esempio, anche l'art. 556 c.p. che che contempla il reato di bigamia. Poiché ci sono religioni che riconoscono perfettamente morale la poligamia e poiché lo stesso art. 3 sancisce le pari dignità ed uguaglianza di tutte le religioni davanti alla legge, se taluno è musulmano e cittadino italiano, viene ad essere perseguito penalmente per un diritto che solamente gli viene riconosciuto dalla Costituzione. Senza dire che nella libertà religiosa dovrebbe essere compresa anche la scelta atea e allora dovrebbero trovare riconoscimento giuridico anche i conglomerati tribali dei beat con le loro comuni basate sul sesso e sulla mancanza di ogni legame giuridico, la cui vera espressione è una sorta di allevamento animaleE allora perché non giustificare il matrimonio tra pederasti?

     Distruzione sostanziale di ogni principio etico        

                 Ci si accorge così che sotto l'apparenza della libertà religiosa

     si maschera la sostanza sia della distruzione di ogni sostanziale principio etico,

                     sia del relativismo morale che s'inserisce nella strategia

               per l'instaurazione di una nuova religione (mondialismo – Ndr).

     Usurpazione sulla potestà della legge morale          

                             Quest'arbitrio è una strategia culturale di dominazione,

    perché quando il potere politico si arroga la potestà di stabilire l'eticità dell'ordinamento,

                                        usurpa anche le prerogative della Divinità.

    La partecipazione dell'uomo alla natura divina non è più aspirazione alla perfezione intesa come rispetto della legge data dalla Divinità, ma come atto di superbia, cioè come usurpazione della potestà dì creare la stessa legge morale.

                      In questo momento il potere partecipa del peccato di Lucifero,

                                                  diventa maledetto e diabolico.

    Pretendere di valutare i rapporti tra Stato e Chiesa sulla base dei normali rapporti tra Stati, significa pretendere di limitare ad un ambito territoriale un principio etico religioso che per sua natura non ha confini, ed incapsulare in un involucro territoriale e giuridico un principio per sua natura universale.

     L'espediente per la chiusura nel ghetto territoriale 

    Ci si accorge allora che il raffinato espediente delle scuole razionaliste di equivocare tra concetti di Stato Città del Vaticano e di Santa Sede, mira di fatto allo scopo di limitare la competenza della Chiesa a giudicare dell'eticità della legge solamente nell'ambito dello stato Città del Vaticano, e ciò con la

                                             conseguenza di ritenere illegittimo

                              ogni intervento della Chiesa nel terreno legislativo,

              giudicando questo intervento come interferenza di un'autorità straniera:

                                   cioè come contesto di diritto internazionale.

    E' chiaro allora che, sotto la pretesa di riconoscere alla Santa Sede un'autorità territoriale, si è conseguito lo scopo di rinchiudere l'universalità della Chiesa in un ghetto territoriale, equivoco questo commesso anche delle scuole del potere temporale dei Papi. Il concetto di libera Chiesa in libero Stato è inteso oggi come Chiesa al di fuori dello Stato e dalla posizione del contesto organico tra Chiesa e Stato. Allora i popoli non incontrano più nella loro via la verità, della Fede e la Chiesa non ha più popoli su cui diffondere il suo magistero.

     Servizio: legittimazione del potere                             

                  L'interesse dunque che spinge il potere politico a questa scelta

                 è di svincolare da ogni controllo etico il proprio comportamento.

    Mentre Cristo insegna che la giustificazione del comando è servizio, negando questo principio si consente al potere politico di invertire i termini e il comando diventa strumento al servizio di chi lo detiene.

          Non è allora lo Stato a servire i cittadini, ma i cittadini a servire lo Stato,

         per scopi egoistici dei governanti mascherati e spacciati come scopi etici.

    Nel momento stesso in cui il potere politico si arroga la competenza etica è giocoforza che la Chiesa perda la facoltà di intervenire nel giudizio sull'eticità delle leggi.

                                       E questo è il risultato, in ultima analisi,

    del trasferimento della competenza etica del Sommo Pontefice e del sacro Collegio

                                                 alla Corte Costituzionale.

     L'arbitrio umano non può modificare le leggi di Dio 

    La spinta rivoluzionaria che oggi esplode in tutto il mondo contro siffatti ordinamenti

                               è l'espressione più piena del sentimento che

               l'arbitrio degli uomini non può spingersi a modificare le leggi di Dio.

    Le teorie di non intervento dell'Autorità Ecclesiastica nelle scelte di politica legislativa hanno creato in Essa un complesso d'inferiorità di cui è il tempo che si liberi. E' tempo che la Chiesa assuma la consapevolezza della propria forza, ritrovi quella della propria missione e si erga a condannare con fermezza gli errori di queste imposizioni culturali. Questo atteggiamento potrà non piacere agli uomini politici, ai legislatori ed ad alcuni cardinali d'Olanda (era il 1973 – Ndr) ma ciò che i popoli sicuramente vogliono e che è testimonianza di verità.

     Maggioranza non è giustizia!                                            

                            Quando il Pastore abbandona il proprio gregge,

                all'umanità non resta altro che l'abominio della desolazione,

      perché gli uomini sentono che la legge scritta senza il sostegno del Verbo

                                 non ha la caratteristica della giustizia.

    Né ci si venga a dire che questa conclusione urta con i principi della democrazia.

                                      Il principio della maggioranza

                                non decide con quello della giustizia,

                 perché una legge è giusta per certe qualità essenziali

            a prescindere dal numero delle persone che l'hanno voluta

               e dalle valutazioni che possa dare una suprema corte.

    E' tempo che il Magistero della Chiesa torni a condannare e scomunicare,

         come nel passato, governanti o uomini politici che si oppongono

                                              contro le leggi di Dio.

     

    Giacinto Auriti / L'Alternativa n. 8 – 15 novembre 1973 

    Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi e pensieri

    partecipa al dibattito:
     

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    ________________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati – Approfondimenti                      

    Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato all’agricoltura italiana (oggi come nel ’73)

    Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato all’agricoltura italiana (oggi come nel ’73)

    Domenica, 22 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, mercati organici, mercati disorganici, Agricoltura  Giacinto Auriti: in atto un criminale attentato all'agricoltura italiana (oggi come nel '73) Usura bancaria, mercati organici e disorganici: smantellamento del settore agricolo e colonizzazione della finanza internazionale   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 7 – 1 novembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto […]

    Bankitalia, Visco, Renzi – Le ragioni di chi ha torto: i camerieri della grande usura

    Bankitalia, Visco, Renzi – Le ragioni di chi ha torto: i camerieri della grande usura

    Venerdì, 20 ottobre/ 2017  – di Roberto Pecchioli, con contributi di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Sergio Basile, Visco, Bankitalia, Matteo Renzi, Moneta  Bankitalia, Visco, Renzi – Le ragioni di chi ha torto: i camerieri della Grande Usura Nel siparietto romano di Via Nazionale, vanno in frantumi parecchi specchietti per le allodole del sistema ►Video in […]

    Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Giacinto Auriti – Né destra, né sinistra, né centro. Noi siamo oltre!

    Venerdì, 13 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Usurocrazia, fascismo, quota novanta, Mussolini   Giacinto Auriti – Noi non siamo né destra, né sinistra, né centro… Noi siamo oltre! Titolo originale: "Per la lotta contro la "usurocrazia" internazionale"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 5 – 1 ottobre 1973  Seguici anche su […]

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Il piano giudeo-massonico di asservimento planetario nella lettera di Baruch Levy a Karl Marx

    Giovedì, 12 ottobre / 2017             – Lettera di Baruch Levy (rabbino) a Karl Marx –                             Documento ritrovato nel 1888       pubblicato in "La Revue de Paris – 1° giugno 1928 – Pag. 574                 […]

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali

    Giovedì, 12 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, sangue contro oro, oro carta, massoneria   Auriti – Il sangue contro la carta: tecnica della setta per appropriarsi dei valori reali Titolo originale: "Il sangue contro l'oro"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 4 – 15 settembre 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi […]

    Giacinto Auriti – Solo chi ama un popolo ha diritto di governarlo

    Giacinto Auriti – Solo chi ama un popolo ha diritto di governarlo

    Martedì, 10 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, comando del paese, governanti, Legittimità  Giacinto Auriti – Non ha diritto di comandare un popolo se non chi lo ama Etica naturale ed etica artificiale: incompatibilità tra etica cristiana ed etica socialista   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 3 – 1° luglio 1973  Seguici […]

    Auriti – La Rinascita dell’Italia: un ideale spirituale senza bandiere

    Auriti – La Rinascita dell’Italia: un ideale spirituale senza bandiere

    Lunedì, 9 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, rinascita spirituale, monismo hegeliano,  Giacinto Auriti – Il presagio della Rinascita dell'Italia: un nuovo ideale spirituale senza bandiere La falsa ed illusoria "conflittualità permanente" del pluralismo politico-partitico: relativismo morale e caos   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 2 – 1° giugno 1973  Seguici anche […]

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    Il messaggio di Fatima e la rivoluzione monetaria di Giacinto Auriti

    – di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia" – Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Madonna di Fatima, 13 Maggio, Guardiagrele, Giacinto Auriti, Supplica alla Madonna di Fatima, Approvazione eclesiastica, Sete di Giustizia, Guardiagrele, Padre Colombano, Codice Civile Greco, Nuovo Testamento, scontro finale tra bene e male di cui parla l'Apocalisse, citazione di Gesù, San Bernardino da Siena, usurai medievali ebrei, Sant’Eusanio del Sangro, testimonianza di […]

    Pasqua: il cuore del presupposto auritiano

    Pasqua: il cuore del presupposto auritiano

    Mercoledì,  Aprile 8th/ 2015 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – "Sete di Giustizia" – su una Testimonianza del Professor Giacinto Auriti Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Gesù Cristo, Dio vero, Pasqua, centro del presupposto auritiano, Dio dice la verità per finire in croce, battagia sulla moneta, la più coraggiosa ed eroica battaglia della sua vita, l'uomo che denunciò i crimini del sistema bancario […]

    Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti

    Perchè Gesù Cristo è il Dio Vero – Riflessione del Prof. Giacinto Auriti

    Mercoledì,  Settembre 3rd/ 2014 – di Giacinto Auriti – Testimonianza tratta da uno scritto del 2001 Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, Gesù Cristo, Dio vero, Vangelo secondo Giovanni, Vangelo secondo Matteo, il Corano afferma ma non dimostra la divinità di allah, il Vangelo afferma e dimostra la divinità di Gesù, Due ipotesi, due alternative, prove inconfutabili della divinità […]

    Chieti inaugura la “Scalinata Giacinto Auriti”: genio della teoria monetaria, padre della proprietà popolare della moneta

    Chieti inaugura la “Scalinata Giacinto Auriti”: genio della teoria monetaria, padre della proprietà popolare della moneta

    Domenica, 25 Settembre/ 2016    di Sergio Basile, Presidente "Sete di Giustizia"  Redazione Quieuropa, Scalinata Giacinto Auriti, Chieti, Sovranità dignità e Moneta, Moneta debito, sistema bancario, Sergio Basile, Giacinto Auriti, SIMEC, Brecciaio, Antonio Pimpini, Umberto Di Primio, Madonna di Fatima  Chieti inaugura la "Scalinata Giacinto Auriti":  genio della teoria monetaria, padre della proprietà popolare della moneta […]

    10 Ottobre – Un compleanno davvero particolare

    10 Ottobre – Un compleanno davvero particolare

    Venerdì, Ottobre 10th/2015  – di Sergio Basile –  Direttore "Qui Europa", Presidente "Sete di Giustizia"  Redazione Quieuropa,  Sete di Giustizia, Sergio Basile, Giacinto Auriti, Un giorno particolare, un compleanno particolare, Lotta all'usura, Santa Vergine di Fatima, Il Prezzo della Libertà  Giacinto Auriti / 10 Ottobre, un giorno dal sapore particolare 10 Ottobre – Un compleanno davvero […]

    Sant’Eusanio dedica al Prof. Auriti la Piazza dinanzi la Chiesa della Madonna di Fatima

    Sant’Eusanio dedica al Prof. Auriti la Piazza dinanzi la Chiesa della Madonna di Fatima

    – di Gino Di Tizio – Redazione Quieuropa,  Giacinto Auriti, Gino Di Tizio, Sergio Basile, Madonna di Fatima, 13 Maggio, Sant'Eusanio del Sangro, Guardiagrele, Giacinto Auriti, Supplica alla Madonna di Fatima, Mamma Rosa, Filippo Auriti, Michela Auriti, Mamma Rosa, sogno, pranzo offerto, un sogno particolare  13 Maggio – Una piazza dedicata al Professor Giacinto Auriti Sant'Eusanio dedica al Prof. Auriti la […]

    Giacinto Auriti – Comunismo: schiavitù monetaria e Stato padrone dei cittadini

    Giacinto Auriti – Comunismo: schiavitù monetaria e Stato padrone dei cittadini

    Domenica, 8 ottobre / 2017  – di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri –  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, capitalismo bancario, comunismo  Giacinto Auriti – Comunismo: schiavitù monetaria e Stato padrone dei cittadini L'Alternativa, primo numero: "Mille lire di speranza"   di Giacinto Auriti /  L'Alternativa n. 1 – 15 maggio 1973  Seguici anche su facebook – Giacinto Auriti: ricordi e pensieri       […]

    Giacinto Auriti – I veri padroni? I banchieri! Sindacati semplici sottoposti

    Giacinto Auriti – I veri padroni? I banchieri! Sindacati semplici sottoposti

    Sabato, 7 ottobre / 2017  di Giacinto Auriti: ricordi e pensieri  Redazione Quieuropa, Giacinto Auriti, L'Alternativa, Moneta-debito, sistema bancario, Sindacati        Giacinto Auriti – I veri padroni? I banchieri! La funzione monetaria crea una duplicazione del valore dei beni reali, incamerata interamente dal potere bancario, che orienta a proprio comodo le "lotte sindacali"   di Giacinto Auriti / L'Alternativa […]

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo

    Sabato, 7 ottobre / 2017  di Patrizia Arcana / gamerlandia.net  Redazione Quieuropa, Patrizia Arcana, Socialismo, Blockchain, Sistema bancario, trappola  Blockchain, un nome nuovo per attuare i vecchi paradigmi del Socialismo L'arma nuova dello gnosticismo e socialismo-massonico: alleanza bilaterale tra governo a carattere confiscatorio  e tecnologia pervasiva di sorveglianza   di Patrizia Arcana                 […]

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Moneta elettronica: l’apoteosi del nulla, la perfetta moneta satanica

    Lunedì, 23 Gennaio/ 2017    di Nicola Arena e Sergio Basile / Sete di Giustizia  Redazione Quieuropa, sistema bancario, Nicola Arena, Sergio Basile, Sete di Giustizia, moneta, Bit-coin  Bit-coin: l'apoteosi dell'astrazione e del nulla, la perfetta moneta satanica L'ultima frontiera della schiavitù monetaria passa per l'impulso di un computer                […]

    I nuovi padroni del mondo: i signori della rete e delle nuove tecnologie

    I nuovi padroni del mondo: i signori della rete e delle nuove tecnologie

    Venerdì, 6 ottobre / 2017  di Roberto Pecchioli  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, i nuovi padroni del mondo, rete, nuove tecnologie   I nuovi padroni del mondo: i signori della rete e delle nuove tecnologie La base dell'economia post-moderna, antiumana e totalizzante, fondata sull'arma diabolica della moneta-debito   di Roberto Pecchioli                 […]

  • No allo Ius Soli – Salviamo l’Italia! Lettera di una straniera in Italia

    No allo Ius Soli – Salviamo l’Italia! Lettera di una straniera in Italia

    Venerdì, 3 novembre/ 2017 

    – Lettera alla redazione – 

     Redazione Quieuropa, Lettera alla redazione, No Ius soli, attacco alla nazione, Piano Kalergi 

    No allo Ius Soli – Salviamo l'Italia!

    Lettera-appello alla redazione, di una straniera in Italia

    (senza cittadinanza) 

     

    Lettera alla redazione, di Caterina Konul (straniera residente in Italia)

    NO IUS SOLI - SALVIAMO L’ITALIA
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

     Lettera-appello alla redazione                                

    Roma – Lettera alla redazione, di Caterina Konul – Gentili Signori, sono straniera, sposata con un italiano.  Come straniera confermo che

                                           anche senza la cittadinanza in Italia

                  è possibile vivere con gli stessi identici diritti, doveri e privilegi e 

        non esiste alcuna discriminazione o limite nell'accesso ai servizi di benessere,

                                                             studio o lavoro.

    Si pagano le stesse tasse, le stesse multe, si usano gli stessi servizi medico sanitari, a volte forse anche con qualche privilegio in più rispetto ai cittadini italiani. L'unica cosa in più che si ottiene dalla cittadinanza in effetti è il voto politico e la partecipazione alla vita politica governativa diretta. Quindi mi sembra ovvio il vero motivo di questo circo mediatico che di sicuro non è per il benessere degli stranieri, ma solo per un tornaconto politico dei loschi figuri burattinai. 

     Conservare le proprie radici                                     

    Avrei potuto prendere la cittadinanza italiana da tanto tempo – sono anche stata gentilmente contattata dalla prefettura che mi ha proposto la cittadinanza alcuni anni fa, in quanto un contribuente esemplare senza macchie nel curriculum di vita ed avente requisiti necessari per la cittadinanza. Ma personalmente ho preferito mantenere la mia cittadinanza di origine, per diversi motivi obiettivi. Primo perchè il mio paese, come molti altri, non permette la doppia cittadinanza, quindi avrei perso la possibilità di andare dai miei cari senza fare le pratiche lunghe di visti vari ed assicurazioni ecc. In secondo luogo, anche se amo la terra italiana, il popolo italiano come una seconda patria,
     
                       non voglio strapparmi definitivamente dalle mie radici.
     

    Penso che con lo ius soli si creerà un problema simile per molti stranieri i quali potrebbero perdere atuomaticamente le loro cittadinanze originarie, trovarsi senza i beni materiali che avrebbero altrimenti ereditato nei loro paesi e sopratutto sarebbero sradicati dalle loro terre, radici, diventando di fatto ne carne, ne pesce, come tanti di quelli finti "francesi", "inglesi" che vediamo solo di passaporto – ma di fatto, arabi, turchi, africani ecc.., mai integrati – diventati di fatto apolidi, poichè estranei ormai anche per i loro paesi di origine…è una cosa bruttissima e posso dire che 

          per una persona rimanere senza un'identità etnico culturale/nazionale 

                               equivale a una specie di morte spirituale.

    Un pò come una pianta che viene strappata dalle terre tropicali e piantata in scandinavia: di sicuro, non essendo nel suo ambiente naturale, la pianta morirà oppure diventerà attraverso qualche mutamento, una chimera bizzarra.
     

     Ius Soli: lo strumento più razzista che esista            

                Perciò in realtà, lo ius soli è uno dei fattori più razzisti che esiste: 

                    chi parla di uguaglianza e rispetto per far accettare lo ius soli, 

    in realtà, vuole togliere l'identità autentica e le origini a coloro che non sono italiani.

                                    Questa trovata è razzista doppiamente:

                              sia contro gli italiani che vengono penalizzati

                  dal mescolamento con le masse etnico razziali incompatibili,

                      sia per lo straniero che viene privato della sua identità…

     

     La cittadinanza è un "battesimo culturale"               

    Acquisire la cittadinanza è una specie di battesimo! Nascere nella nuova identità è un atto sacro e non deve diventare un circo umiliando il titolo che vogliono regalare anche a chi non lo vuole e sopratutto, a chi non lo merita.

                                            Per avere la cittadinanza italiana 

        bisogna diventare italiani a tutti gli effetti ed essere degni di questo titolo.

    In ogni caso, comunque, nessuno sarà privato dei diritti e dei doveri per vivere in Italia dignitosamente: ciò perchè, ripeto ancora, da straniera

                                                  vivo qui ormai da 14 anni

         e non ho mai subito nessun tipo di limitazione in più rispetto agli italiani.

    Viviamo tutti gli stessi problemi e privilegi in ogni caso: disoccupazione, difficoltà economiche, sicurezza scarsa, incertezza per il futuro, precarietà di ogni tipo, ecc.. Tutte queste cose si avvertono ugualmente sia dagli stranieri che da italiani. Anzi, certe volte gli stranieri sono più fortunati perchè sanno qualche lingua in più e vengono presi più facilmente per certi lavori di tipo comunicativo. Ovvio che in ogni paese esiste un pò di razzismo, ma penso che la gelosia per le proprie origini e terre sia una cosa perfettamente naturale e quando un italiano da preferenza al suo connazionale fa un atto assolutamente naturale e sano. Si tratta di solidarietà civile e nazionale, le basi di sopravvivenza per qualsiasi popolo. Del resto spesso ci sono i fattori incompatibili perfino tra 2 paesini della stessa ragione – poichè siamo tutti diversi, non omologabili con un colpo di penna che scrive "ius soli" – e

                          se a qualcuno non piace, non è costretto stare qui:

       può sempre tornare là dove si sentirà a casa, potendo vivere e sentir propri

                  quei contesti socio-culturali e religiosi che più gli garbano.

     Il paradigma del parassita "sovversivo"                    

    Ma qui siamo in Italia e dobbiamo rispettare le usanze, le mentalità e leggi italiane. Penso che chi da fuori viene a dettare le sue regole in un paese di altri, sia pari ad una parassita che vuole disintegrare il corpo nel quale si è annidato. Per esempio, se un tedesco volesse trasformare l'Italia in un posto con le usanze tedesche, allora tanto valeva che se ne restava in Germania: cosa viene a fare in un paese diverso dal suo? Io sono venuta a vivere in Italia e la amo cosi come è, proprio come è l'Italia.

                                  Non sono venuta a vivere in Africa o in Arabia.

                             Quindi non mi piace il fatto che intere città italiane

      stiano perdendo forzatamente la loro identità e il nucleo demografico aborigeno,

          diventando qualcosa di orribile grottesco senza l'identità autentica italiana.

      Se io avessi voluto vivere in Marocco, mi sarei trasferita in Marocco, non in Italia. 

     Amo l'Italia e le sue tradizioni, la sua cultura!         

    Amo l'Italia ed il popolo italiano con i suoi privilegi e difetti, le sue tradizioni e la sua cultura. Mi dispero quando vedo come il Paese viene devastato, la sua cultura e  la sua storia calpestate da neo barbari. Sento timore anch'io quando esco per le strade da sola: potrei andare a vivere dai miei cari in sicurezza aspettando e sperando che passi questo periodo oscuro della storia italiana. Ma non voglio lasciare sola qui la mia famiglia italiana acquisita, ovvero mio marito e i miei suoceri. Dunque resisto fin quando posso! Non abbiamo avuto figli, perchè cosi è il volere di Dio e noi non accettiamo i metodi artificiali contronatura. Ma se fossi sposata con uno straniero ed avessi avuto un figlio in Italia, in ogni caso, avrei voluto che fosse lui a decidere, da adulto, che cittadinanza prendersi.  

     No allo Ius Soli!(da straniera senza cittadinanza)   

                   Personalmente, credo che lo ius soli sia un attentato contro la dignità 

                       e il patrimonio culturale, genetico ed etnico del popolo italiano. 

                              E come straniera – sia pur senza cittadinanza italiana –
     
                                   grata per tutti i beni ricevuti da questo Paese 
     
                                               dico un sonoro "NO" allo ius soli.
     

     Popolo italiano, patrimonio dell'umanità                  

    Il popolo italiano alla pari di greci, siriani ed altri popoli di culture antiche, preziose, è patrimonio dell'umanità e (consentitemi la battuta) deve essere protetto ed inserito nella lista dell'UNESCO. Ciò, poichè nessun altro Paese al mondo – ad esempio – ha potuto dare all'umanità la legge civile come perfettamente pensato e fatto dagli antichi romani. Nessun altro Paese al mondo ha potuto regalare all'umanità dei "tesori" come Da Vinci, Michelangelo, Dante, ecc.. Nessun altro ha potuto costruire la Via Aurelia, gli antichi acquedotti (cosi perfetti) e delle città cosi belle esteticamente e allo stesso tempo resistenti nei secoli  come Firenze, Siena, Roma, Venezia, ecc.. Nessun altro Paese al mondo riesce ad imitare la bellezza che viene creata dalle mani e dall'anima italiana nell'arte, nella moda, nel design, nell'architettura e nella scienza: certe cose nascono e sono tramandate con il sangue e il genoma. E che dire dell'inestimabile patrimonio religioso Cattolico, apostolico romano?
     
              L'attentato contro gli italiani, a mio parere, è un crimine contro l'umanità.
     
    Viaggiando per questa piccola penisola addobbata di infiniti campi verdi, uliveti, risai, casolari ecc..,  ordinati con grande amore, eleganza e l'armonia con la natura nel tipico stile e spirito italiano, si capisce che nessun popolo altro potrebbe e dovrebbe avere diritto di sostituire gli italiani. Nessun altro, pure con il titolo acquisito automatico di finta italianità, potrà mai amare e vivere queste terre come gli italiani. Perchè gli italiani sono inimitabili ed irrepetibili ed il loro spirito veglia sopra le terre Italiane. Viva l'Italia e gli italiani. NO ALLO IUS SOLI. Grazie Italia, per tutto!
     

    Lettera alla redazione, di Caterina Konul (straniera residente in Italia)

     (Copyright © 2017 Qui Europa)

    partecipa al dibattito:

    infounicz.europa@gmail.com / redazione.quieuropa@gmail.com

    Segui su Facebook la nuova pagina – Qui Europa news | Facebook

    _____________________________________________________________________________________________________________

     Articoli correlati                                                         

    L’Olocausto del popolo italiano e la parabola evangelica che non esiste

    L’Olocausto del popolo italiano e la parabola evangelica che non esiste

    Giovedì, 26 ottobre / 2017  di Francesca Cappanna  Redazione Quieuropa,  Francesca Cappanna, Piano Kalergi, Bergoglio, Iper-immigrazione, Bruxelles  L'Olocausto del popolo italiano e la parabola evangelica che non esiste Apoteosi dell'ospitalità, paradigma dell'idiozia      di Francesca Cappanna                        Il venticello della carità, da Roma a Bruxelles     Roma – di Francesca […]

    La vicenda separatista catalana – 2 – Convertiti sospetti e dottrine relativiste

    La vicenda separatista catalana – 2 – Convertiti sospetti e dottrine relativiste

    Lunedì, 16 ottobre/ 2017  – di Roberto Pecchioli –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Separatismo catalano, il male dei separatismi, liberalismo  La verità sulla vicenda separatista catalana – 2 – Convertiti sospetti: liberalisti e progressisti – Una fonte dottrinale avvelenata e relativista Come mai i progressisti predicano l'indipendentismo? Il male intrinsceco dei popoli separatisti e la differenza tra democrazia […]

    Marx, Kalergi e la vicenda catalana: menzogne, manipolazioni e verità

    Marx, Kalergi e la vicenda catalana: menzogne, manipolazioni e verità

    Mercoledì, 11 ottobre/ 2017  – di Roberto Pecchioli, con integrazioni di Sergio Basile –  Redazione Quieuropa, Roberto Pecchioli, Separatismo catalano, Europa, Piano Kalergi, mondialismo  La verità sulla vicenda separatista catalana – menzogne  e manipolazioni: Kalergi, Marx ed élite rivoluzionarie Dietro il separatismo? Mondialismo, Piano Kalergi, propaganda e rivoluzionari marxisti   di Roberto Pecchioli, con integrazioni di Sergio Basile   […]

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Dominio Rothschild – Evoluzione dei rapporti tra Finanza, Massoneria e Comunismo / 1

    Domenica, 8 Gennaio/ 2017     – di  Sergio Basile e Don Curzio Nitoglia  Redazione Quieuropa, Don Curzio Nitoglia, Sergio Basile, Redazione luococomune, Alta Finanza, Giudeo Massoneria, Rothschild, Finanza, Comunismo, Italia, Occupazione, influenza Rothschild sull'Italia, Sistema Bancario   Evoluzione dei rapporti tra Alta-Finanza,   Giudeo-Massoneria e Comunismo:   dominio Rothschild / 1 Il lato occulto della storia: 150 anni di dittatura Rothschild,  150 anni […]

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo

    Martedì, 26 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Comunismo, Europeismo, Massoneria  Piano Kalergi e convergenza tra europeismo e comunismo  Kalergi, Lenin e Trotsky: stessa anima, stessi obiettivi                               “Esiste anche un'altra alleanza               […]

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell’Europa

    Domenica, 24 settembre/ 2017  di Sergio Basile  Redazione Quieuropa,  Sergio Basile, Piano Kalergi, Lionel George Curtis, Mondialismo, Europa  Il Piano Kalergi – Origini, intrecci, retroscena e panacee alla disintegrazione dell'Europa Analisi logica del complotto per la Paneuropa e dei suoi uomini chiave   di Sergio Basile                          […]

    La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 2

    La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 2

    Sabato, 15 Ottobre/ 2016    di Carlo Di Pietro  Redazione Quieuropa, Carlo Di Pietro, Basilicata, Kalergi, Marcello Pittella, Gianni Pittella  La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 2 Sostituzione etnica – La "Nuova Basilicata" e la "Nuova Italia" ( a-cattolica) sognata dai fedeli continuatori del Piano Kalergi:  analisi del piano rivoluzionario, punto per punto   di Carlo Di Pietro / […]

    La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 1

    La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 1

    Venerdì, 14 Ottobre/ 2016    di Carlo Di Pietro  Redazione Quieuropa, Carlo Di Pietro, massoneria, Basilicata, Kalergi, Marcello Pittella  La sostituzione etnica in Basilicata: Frammassoneria e Mondialismo / 1 Gli intrecci sinarchico-mondialisti dietro il  piano massonico-integrazionista pensato per la Basilicata (e non solo…)   di Carlo Di Pietro / Prima Parte (di due)           […]

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa

    Venerdì,  Marzo 8th/ 2013 – L'editoriale di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Nuovo Ordine Mondiale, Mondialismo, Messia, Capitalismo internazionale, Multiculturaismo, Premio Carlo Magno, Gli Stati uniti e l'Unità Europea, Wiston Crurchill, Loggia B'nai B'rith, Usa, Stati uniti, Teoria delle Razze, Teorie dei […]

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta -Seconda Parte

    Il Piano Kalergi – La Terzomondializzazione dell’Europa e l’Eurocasta

    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

    L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

    L’accoglienza secondo San Tommaso d’Aquino

      Mercoledì, 8 Giugno/ 2016     – di Don Curzio Nitoglia – Redazione quieuropa, Don Curzio Nitoglia, San Tommaso d'Aquino, Aristotele, Kalergi, Comenius, Saint-Yves, Nuovo Disordine Europeo, precetti morali, Legge naturale, precetti cerimoniali, Vecchio Testamento, nascita del sacerdozio, Nuova ed Eterna Alleanza, precetti legali o giudiziali, Somma Teologica, cardinal Biffim, accolgienza indiscriminata, integrazionismo, religione conquistatrice con la spada, Corano, Mazzini e la Terza Guerra Mondiale, scontro con l'Islam  L’accoglienza secondo […]