Lunedì, Novembre 26th/ 2012
– L'Editoriale del Lunedì, di Vincenzo Folino e Sergio Basile –
L'Italia è una Repubblica rifondata sui Mercati – La morte dei Sindacati / Italia / World Pension Summit / Accordo sulla Produttività / Legge di Stabilità / Stati Uniti / Pensioni / Sindacati / Elsa Fornero / Mario Monti / Susanna Camusso / ABI / Paolo Barnard / Associazione Nazionale Italiana Assicurazioni / Confindustria / Lega cooperative / Rete imprese Italia / Coop bianche /
L'Italia è una Repubblica rifondata sui Mercati –
La morte dei Sindacati
Le ultime perle di Fornero-Monti e la resa di Cisl, Iul e Ugl
Legge di Stabilità e Accordo sulla Produttività: la legge di
Marchionne supera la costituzione
Amsterdam, Roma – Nei giorni scorsi ad Amsterdam si è riunita la World Pension Summit, la conferenza che racchiude i colossi mondiali delle pensioni private. La storia che stiamo raccontando è quella di una decina di gruppi che, presi tutti insieme e calcolando il sistema “lobbistico” nel quale sono inseriti, si trovano ad avere degli interessi quasi pari all’intero PIL (Prodotto Interno Lordo) italiano, una cosa da niente insomma! E questi "grossi pesci" della finanza, come se non bastasse, spesso agiscono come gli sciacalli dopo un terremoto: sono lì che aspettano l’occasione giusta per colpire, per rimpolparsi alle spalle dei loro sudditi. Ma può anche succedere che lo sciacallaggio si risolva in un fallimento, con l’esplosione di uno o più di questi gruppi. Naturalmente in tal caso a pagarne le conseguenze non sarebbero loro ma, cosa ormai banale, il bistrattato popolo. Il che significa, praticamente, che milioni di persone perderebbero la pensione per sempre. E non stiamo parlando di favole, ma di una cruda realtà, anzi, di una ingiusta realtà che ha già preso largamente forma e piede negli Stati Uniti nel recente 2007. Nei "democratici" Usa. Considerazioni di questo tipo sono di per sé sufficienti a far salire un certo disgusto, ma aspettate, c’è un’altra ciliegina sulla torta, di quelle da far rabbrividire.
La perla della Fornero – Italia, Repubblica fondata sui mercati…
Il riferimento è alle recenti parole del ministro Elsa Fornero, che intervenuta al Summit ha dichiarato quanto segue: "I cambiamenti portati dalla riforma delle pensioni del Governo Monti erano necessari per compiacere i mercati finanziari, altrimenti i mercati avrebbero devastato l’Italia". Con queste parole, poche ma concise, il ministro Fornero ha pubblicamente spazzato via ogni dubbio residuo (qualora ce ne fosse stato ancora bisogno) sul fatto ormai di fatto non è la Costituzione il metro d’azione del Governo Monti, ma l’andamento dei mercati e delle sue fittizie e fraudolente leggi sul debito. Una cosa gravissima, cari lettori! Come ha scritto a proposito lo scittore e giornalista Paolo Barnard (con il quale ci troviamo pienamente daccordo) "un ministro di un paese che dovrebbe rispondere unicamente alla Costituzione ed al popolo sovrano, il cui compito costituzionalmente sancito dovrebbe essere l’interesse pubblico dello Stato, non ha fatto una riforma delle pensioni per motivi legati all’interesse del popolo sovrano, ma per compiacere le banche, le assicurazioni, i fondi monetari, gli hedge funds. Cioè – riconosce Barnard – i gruppi privati di speculatori dediti al profitto che, altrimenti, ci avrebbero distrutti”.
Il Regime dello Spread
Da qui la riforma delle pensioni, i tagli, le file alla Caritas (ente di utilità sociale in soccorso agli indigenti finanziato intereamente dalla Chiesa Cattolica, e non dallo Stato italiano, ricordiamolo!) che aumentano a dismisura; così come i disoccupati e i cassaintegrati. Da qui gli esodati, la polverizzazione dei risparmi, e chi più ne ha più ne metta. E tutto ciò, purtroppo, non costituisce certamente una novità. E’ ormai da tanto che ci troviamo immersi in questa fase di stallo e scacco pilotato della politica, una politica ormai largamente – nei fatti – completamente disaffezionata alla cosa pubblica ed al suo stesso fine. E’ ormai da tanto che siamo consapevoli di vivere in un regime dello spread; ed è da un pò che – in tal senso – invitiamo i nostri lettori a ribellarsi a tale sistema, organizzando e promuovendo in tutta Italia convegni e seminari presso luoghi pubblici e scuole, associazioni e parrocchie. E' per questo che esortiamo i nostri lettori a non essere "passivi" complici, almeno moralmente, di questa truffa legalizzata. La paura è quella di essere arrivati ad un punto di non ritorno finora mai visto nella storia: paure che vengono quotidianamente alimentate dalla cronaca politica mondiale, e che le parole della Fornero e dello stesso Monti non hanno fatto altro che alimentare impunemente e sfacciatamente.
Una Firma pesante e gravissima
In tale ottica davvero non comprendiamo le paradossali prese di posizione delle ultime ore dei sindacati Cisl e Uil (seguite dall’Ugl) dimostratisi fino ad ora completamente confacenti ed ossequiosi alla deriva imposta nel mondo del lavoro dal governo tecnico, che – tra l'altro – trova paradigma nella linea "anarchica ed iper-personalistica" di Sergio Marchionne e della FIAT: linea che, continua a dettare legge in tutta Italia, tanto da portare ABI (Associazione Bancaria Italiana), Ania (Associazione Nazionale Italiana Assicurazioni), Confindustria, Lega cooperative, Rete imprese Italia (Coop bianche), a firmare l’intesa con la Fornero. E ciò alla faccia del riconoscimento e della tutela di componenti essenziali nella busta paga dei lavoratori: quali sono i premi di produzione e gli straordinari. Ciò – ci pare di capire – sta di fatto sugellando la nascita di due classi di lavoratori – di serie A e di serie B – finendo per innalzare l'arbitrio delle posizioni dominanti a rango di legge o di costituzione. L'imperativo che si sta delineando è pertanto chiaro e forte: "Cari Italiani, lavorate di più – riducendo pure le pause di lavoro – lavorate meglio e con meno diritti, altrimenti perderete il lavoro!" Ma la nostra non era una Repubblica fondata sul Lavoro? Cosa c'entrano i mercati e lo spread che – tra l'altro – si basa ed incentra sul semplice parere (consiglio) discrezionale (e non assolutamente vincolante – ribadiamolo con forza) di una semplice società privata, qual è l'agenzia di rating? Va bene l'ignoranza, vanno bene le balle mediatiche, ma francamente passare tutti per matti… a tutto c'è un limite! Anche se i sindacati sembrano non coglierlo! Piccola eccezione per Susanna Camusso, che tuttavia – e bene non dimenticarlo – fin'ora non sembra essersi stracciata le vesti, malgrado la reiterazione di veri e propri crimini sociali.
Legge sulla Stabilità, Accordo sulla Produttività e Lenta morte dei Sindacati
In merito, nelle scorse ore, la stessa Susanna Camusso ha parlato di “occasione perduta”, definedo l’intesa sulla produttività "coerente con la politica del Governo che scarica sui lavoratori i costi e le scelte per uscire dalla crisi". Quanto alla possibilità che la sua Cgil possa aderire in seguito all'accordo sul lavoro, la stessa Camusso lo ha escluso categoricamente, perché – ha rilanciato – "le soluzioni unitarie si costruiscono assieme, non si impongono!" E poi, parliamoci chiaro, riducendo i salari reali, non si farebbe che accentuare ed alimentare a dismisura la recessione, favorendo la definitiva svendita del paese. E poi – sarebbe un crimine non riconoscerlo – in sostanza l'implementazione di questa Legge di Stabilità e delle politiche della Fornero andrebbero verso un effettivo e palese – quanto grave – superamento del contratto nazionale di lavoro nelle varie categorie, a vantaggio delle sole forze imprenditoriali. Mario Monti, nelle ultime ore, ha ricordato di avere previsto nella Legge di Stabilità uno stanziamento complessivo di 1,6 miliardi di euro (per il periodo 2013/2014) per la detassazione del salario di produttività (poi portato a 2,1 miliardi su decisione della Camera, mediante votazione di alcuni emendamenti ad hoc). Una misura tuttavia pesantemente condizionata da una sorta di ricatto: la firma di un accordo tra le parti sociali, nel nome di un iniquo – e non scontato – rilancio della produttività delle imprese. In quest'ottica possiamo concludere che il potere dei sindacati sarà progressivamente sempre minore, fino ad esautorarsi ed annientarsi completamente. E con esso quel che resta della Costituzione Italiana e del "famoso" articolo 1. E' solo questione di tempo. Apriamo gli occhi!
Vincenzo Folino, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
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