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  • Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Popolo ed Esercito uniti contro questi Mascalzoni: l’Appello del Generale Pappalardo

    Sabato, Agosto 10th/ 2013

    – Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri – 

    –  Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa" –

    Italia, Roma, Politica, Crisi, Crisi Finanziaria, Sindacati, Agricoltori, Carabinieri, Cgil, Cisl, Uil, Lavoratori, Diritti, Costituzione, Debito pubblico, Lira, Euro, Svalutazione Lira, Manifestazioni di Piazza, Black Block, Violenze, Media di regime, Cocer, Popolo italiano, Democrazia, Elezioni politiche, Antonio Pappalardo  

    L'appello di Antonio Pappalardo, ex

    Generale dei Carabinieri

    "Uniamoci per costruire il bene dell'Italia,

    facciamolo per i nostri figli"

    La denuncia gridata di un'Italia alla deriva e la

    condanna dei media di regime

     

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di "Qui Europa"

    Comunicato – di Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    Generale Pappalardo

     L'Appello del Generale Pappalardo                                                                      

    Roma – Quando gli amici agricoltori mi hanno avvicinato io mi sono meravigliato. Ho fatto il sindacalista dei carabinieri, dei poliziotti ed i militari: perché state chiamando me? E loro mi hanno risposto semplicemente “perchè gli Epifani e tutti questi signori della Cgil, della Cisl e della Uil sono dei traditori. Non hanno mai e poi mai tutelato gli interessi dei lavoratori. Sono andati alla camera… chi è diventato presidente della camera, chi è diventato presidente del senato, chi è diventato sindaco di Roma". Io no, io, io sono come voi dopo che ho difeso i carabinieri. Essi possono testimoniare quello che ho fatto per loro, io sono rimasto in mezzo a voi senza aver mai chiesto nulla per la mia persona. Allora ho detto “mi volete in mezzo a voi? State attenti perché io non accetto compromessi con questo sciagurato sistema politico. Sono per lo più ladri inesperti, incapaci e mascalzoni.

     Li Conosco uno per uno…                                                                                       

    E lo posso dire perchè li conosco uno per uno. Li ho visti in faccia e gliel’ho detto direttamente perchè io non glielo dico tramite un’assemblea, io glielo dico in faccia. L’altro giorno ho visto Di Pietro e gli ho detto “anche tu rubi”. Gliel’ho detto in faccia perchè rubano tutti e il popolo paga. Ogni giorno vengono svuotate le loro tasche, continuamente. Quando hanno introdotto l’euro ci hanno detto “lo dobbiamo fare perchè la lira si svaluta continuamente, facciamo manovre finanziarie e abbiamo un grosso debito pubblico” e ci hanno dimezzato stipendi e pensioni. 

    Generale Pappalardo

     Mascalzoni!                                                                                                                   

    "Però un giorno non ci saranno più manovre finanziarie, un giorno non ci sarà più il debito pubblico"! Mascalzoni! Ne stanno facendo una dietro l’altra e ci troviamo con stipendi e pensioni dimezzate. Come facciamo ad affrontare manovre di questo genere? L’altro giorno ci hanno fatto vedere i black bloc. In televisione dalle 6 di mattino fino a mezzanotte rompevano, spaccavano. Io mi sono meravigliato. Ho chiesto al mio amico “ma quando tu sei andato con i trattori a Roma la televisione è venuta a riprendervi"? Quando i pensionati in 400 mila sono andati a Roma qualcuno li ha ripresi? Allora i picciotti che spaccano che fanno? Hanno torto? Perchè se non spaccano nessuno li riprende. Però vengono reputati disgraziati, violenti ed hanno spaccato, hanno distrutto.

     Semplici picciotti, pensionati  e 2000 miliardi di euro                                   

    Quanti danni hanno causato questi ragazzi? Un milione di euro. E i Greci che per tre giorni hanno fermato il loro Paese, quanti danni hanno causato? 10 miliardi di euro. E i banchieri che si sono fottuti i nostri soldi lo sapete quanti soldi si sono presi? 2000 miliardi di euro. Facciamo i conti per vedere chi è il vero responsabile di questa tragedia umana che vede una intera comunità mondiale allo sbando.

    Islanda - EFTA - Banche

     Il Paradigma Islandese – Banchieri in Carcere                                                 

    In Islanda è successo 10 anni fa quel che è capitato in tutto il mondo. I banchieri sono andati in fallimento e hanno chiesto i soldi allo stato. Lo stato ha fatto una cosa molto sempliceli ha arrestati tutti e poi ha dato i soldi ai cittadini per riprendersi. L’Islanda dopo 10 anni si è ripresa totalmente. 

     La Vergogna USA e UE – Soldi tolti ai poveri e dati alle banche                  

    Cosa hanno fatto, invece, negli Stati Uniti e negli stati europei? Hanno tolto i soldi a noi e li hanno dati alle banche. Con quale risultato? Che continuano a fare manovre perchè più soldi prendono e più se ne mettono in tasca. Questa è la nostra disgrazia. E poi dicono che i giovani alzano le mani. Ma ci vogliamo mettere nei panni di questi giovani? Che futuro hanno questi giovani? Avranno una pensione? Avranno un lavoro? Avranno un futuro? Avranno una speranza? Non avranno niente… e quindi che devono fare? Ci devono guardare in faccia mentre noi li stiamo completamente denudando. Gli stiamo consegnando un pianeta devastato e senza nulla e poi pretendiamo che se ne stiano con le mani in mano?

    Generale Pappalardo

     Spegniamo le TV e Restiamo Uniti                                                                       

    Noi agricoltori ce ne stiamo con le mani in mano. Andiamo in piazza e alla fine memmeno ci riprendono in tv. Chi ha torto? Hanno torto questi giovani o questi mascalzoni che dall’alto fanno quello che vogliono? Signori non vi fate ingannare dalla televisione. Aprite gli occhi cari amici. Questa televisione è devastante. Mandano le immagini che vogliono mandare per gettare veleno e creare contrasti fra il popolo. Il popolo deve restare unito e non farsi ingannare.

    Suicidi in Italia - La Denuncia shock dei Carabinieri

     Quand'ero Presidente del Cocer                                                                            

    Quando io nel 1989 sono diventato presidente del Cocer e i carabinieri ne sono testimoni: io ho fatto un documento sullo stato del morale e del benessere dei carabinieri. Vidi che stavano male, stavano malissimo. Venivano pagati male, malissimo. Non avevo soldi. Pensate che un carabiniere al cinque di ogni mese doveva mandare la moglie a casa perchè non la riusciva a mantenerla. Non arrivava alla fine del mese. Mandava la moglie a casa perchè lui andava in caserma e mangiava ma la moglie non poteva mangiare. Era un disastro. E il potere politico trangugiò male perchè disse “adesso si lamentano pure i carabinieri?”. Se li trattate male è ovvio che si lamentino. Dopo ne feci un altro di documento: lo stato del morale del benessere dei cittadini in cui dissi “guardate che i carabinieri stanno male perchè stanno male i cittadini”.

     Mi Accusarono di essere un Golpista                                                                   

    Mi hanno accusato di essere un golpista perchè ho cercato di mettere i carabinieri e il popolo insieme. Quella è una operazione brutta, cari amici. Mettere i carabinieri, i poliziotti e i militari assieme al popolo che soffre è un colpo di stato. Me ne hanno dette di tutti i colori. Mi hanno messo sui giornali. Io sono andato al procuratore militare e ho detto “mi dicono che sono golpista, che cosa ho fatto?” e il procuratore mi ha detto “ma lei che cosa vuole da me? Ma lei crede a questi buffoni? Lei sta facendo il sindacalista, continui a difendere i carabinieri onorevolmente come ha sempre fatto.” Golpista? E io dove avevo le truppe? Dove avevo i carri armati? Signori, io avevo solamente 22 delegati, come avrei fatto ad innescare un colpo di stato con 22 delegati? Cialtroni! Perchè avevo detto loro una grande verità.

    Generale Pappalardo

     Esercito e Popolo uniti! – Questi mascalzoni scapperebbero subito!       

    Mettete assieme le forze armate e le forze dell’ordine con il popolo che soffre e vedrete che questi scapperanno. Nelle scorse settimane è arrivato un comunicato stampa del Cocer, cioè dei Carabinieri. Ha attaccato duramente il governo, gliene ha detto di tutti i colori. Berlusconi di fronte ad un milione e mezzo di operai della CGIL che sono venuti a Roma ha cominciato a tremare. Perchè se si muovo i carabinieri Berlusconi se la fa addosso: questo perchè non ne possono più nemmeno loro di essere presi in giro da persone che non mantengono le loro promesse. Perchè i Carabineri sono preziosi? L’abbiamo visto. Quando c’era da raccontare la verità sulle quote latte i Carabinieri mica si son fatti mettere il cappuccio in testa dai politici o da certi magistrati! Hanno accertato la verità senza guardare in faccia nessuno.Voi dovete sapere che quando il terrorismo imperversava, i politici spaventati a morte perchè sparavano nel loro sedere hanno inventato i ROS.(…) Dopo aver preso i terroristi han preso anche i politici che rubavano insieme ai mafiosi. Allora “oh.. ma che fanno i ROS? Li avevamo fatti per acchiappare i terroristi e adesso arrestano i politici”. Beh, i carabinieri sono fatti cosi. Arrestano i ladri ovunque si trovino, ovunque si annidano. Ce ne hanno dette di tutti i colori, hanno cercato di mettere in difficoltà il ROS. Ma il ROS va avanti perchè i carabinieri da sempre servono il popolo. Hanno sempre servito il popolo.Ed ecco perchè io sono qui. Per creare questo meraviglioso binomio: carabinieri-poliziotti-militari e popolo. Perchè solo se stiamo insieme possiamo vincere una grande battaglia.

    Elezioni-2013-Il-Paese-dei-Porcellum

      Una delle più grandi truffe della Democrazia…                                              

    Il sindaco ha detto una frase che io condivido relativamente: “non bisogna allontanarsi dalla politica”. Bisogna capire cosa vogliamo intendere con questo termine. Se per politica si intende questa classe dirigente io non sono d'accordo, anche per come sono stati eletti. Ma come si fa… un deputato viene messo in testa da 4-5 segretari, e poi chiamato deputato. Lui ci dice “bisogna rispettare la carta costituzionale” ma la carta costituzionale (aggiungiamo, oggi distrutta) dice che “il voto dei cittadini deve essere libero, aperto, diretto”. Ma quale voto? Ma quale libero, aperto e diretto? Hanno detto al popolo “tu metti la croce al simbolo e poi viene eletto chi ha scelto Berlusconi, Bersani & c.”Questa è una delle più grandi truffe della democrazia". Ed ecco perchè dobbiamo far rispettare la Carta Costituzionale. E allora la classe dirigente politica che viene eletta in questa maniera a che serve? Diciamocelo in faccia. Quando i deputati venivano eletti veramente dal popolo una manifestazione così non se la facevano scappare. Io ve lo posso garantire: negli anni 80 quando c’erano le manifestazioni c’erano i deputati in prima fila perchè pensavano “questo è il mio elettorato, ci sono 400 persone, io ci vado”. Oggi non vengono più! Tanto non siete voi ad eleggerli. Li eleggono Bossi & c., perchè devono venire qui a perdere tempo? Ecco perchè questa è una falsa democrazia e non ha nessun significato dire di non allontanarsi dalla politica. Anzi…

    Generale Pappalardo

     Politica? Allontaniamoci per non Prendere la Rogna…                                 

    Da questa politica allontaniamoci perchè sennò ci prendiamo la rogna. Poi mi rivolgo all’abilità dei contadini. Quando c’è una pianta che dovete togliere dal terreno perchè è marcia, è una pianta che non rende più, è una pianta dannosa… voi che fate? La prendete per la chioma? Non si sradica la pianta prendendola dalla chioma. La tagliate? E no.. ci sono le radici sotto terra. Per togliere una pianta bisogna mettersi di piccone e di pala e farci il buco intorno, togliere la terra fino a quando la pianta non l’hai tolta totalmente. 

      Sradichiamoli dalle radici – Il Teorema dell'Agricoltore                                

    Cari amici agricoltori voi conoscete la tecnica per togliere il male, il bubbone, il cancro. C’è un solo modo: mettersi di pala e piccone e toglierla. Solo così vinciamo la grande battaglia. E ricordate che la battaglia è lunga perchè questi, soprattutto in certe zone meridionali dove c’è bisogno, c’è fame e non non c’è lavoro… promettono, danno le molliche, fanno conoscere questi mascalzoni alla gente che non ha pane… per farsi votare.

    Euro-gabbia-e-burattinai

     Recuperiamo la Dignità!  Cacciamoli Via!                                                         

    Non cadete in questa trappola. Cacciateli via, siate dignitosi. Il primo che viene a casa vostra e vi dice “io metto a posto tuo figlio; io metto a posto quella; ti faccio quella sovvenzione”… cacciatelo via. Io ve lo posso dire con grande serenità.. Perchè quando il Capo dello Stato mi ha detto “colonnello, inghiottilo sto rospo e per questa volta stai zitto”.. lo sapete cosa voleva dire questo? “Stai zitto che poi ti facciamo mangiare”. Signori.. io ho risposto al Capo dello Stato “non ho mai inghiottito i rospi, ha capito presidente? Non li ho mai inghiottiti da ufficiale dei carabinieri, non li ho mai inghiottiti da deputato, non lo farò mai perchè ho una dignità!”.

    Generale Pappalardo

     Non inghiottite il rospo!                                                                                           

    Io ve lo posso dire di non inghiottire il rospo, perchè io ho resistito davanti ad un Capo dello Stato. Fatelo cari amici. Se volete che queste bandiere siano sempre sventolanti, che l’Italia sia veramente una grande nazione dovete essere voi ad avere dignità, ad avere coraggio e ad unirvi a questo gruppo di persone che stanno insieme a me. Stiamo sputando sangue per costruire un movimento per il grande bene dell’Italia, per i nostri figli. Viva l’Italia e andiamo avanti tutti insieme.

    Antonio Pappalardo, Ex Generale dei Carabinieri

    (Iniziativa di Libero Confronto – Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    P.S.:

    Chi volesse partecipare in maniera diretta al confronto e volesse

    girare comunicati, denunce, scritti e/o articoli personali che giudica

    importanti e/0 comunque riconducibili alle tematiche 

    trattate dall'Osservatorio Nazionale Indipendente sulle Politiche UE

    www.quieuropa.it – può farlo scrivendo alla Redazione all'indirizzo mail

    infounicz.europa@gmail.com

    Saranno pubblicati (nel limite del possibile) e compatibilmente con gli spazi ed i

    tempi della Redazione – (Iniziativa di Libero Confronto "Pensa e Scrivi di Qui Europa")

    La Redazione

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  • Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Cricche Francesi Straricche, Cittadini Francesi in Recessione: Debito al 90%

    Giovedì,  Aprile 4th/ 2013 

    – di Sergio Basile e Silvia Laporta 

    Francia, Unione europea, Ue, Parigi, Roma, Italia, Francois Hollande, Recessione, Colonie Africane, Bruxelles, Francoforte, eurozona, Paesi membri dell'euro zona, Insee, Istituto Nazionale di Statistica Francese, Record, Debito Pubblico, Pierre Moscovici, Colonialismo in Africa, Gerard Depardieu, Napoleone Bonaparte, Italia, Italia capro espiatorio dell'Eurozona 

     
    Cricche Francesi Straricche, Cittadini
     
    Francesi in Recessione: Debito al 90%
     

    Le 14 colonie di schiavi in Africa servono gli interessi

    delle cricche. Intanto gli Africani e la plebe francese

    fanno la fame

    Masso-Paradossi: Hollande alza la voce contro l'Italia.

    Tutti i fallimenti e le contraddizioni del novello

    Napoleone

     

    di Sergio Basile e Silvia Laporta

    Hollande - Napoleone Bonaparte

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Parigi – Cricche Francesi Straricche, Plebe alla fame 

    Parigi – La situazione europea peggiora a vista d'occhio. Se molti si chiedevano chi sarebbe stata “la prossima Cipro” – indecisi tra Spagna e Italia – giorno dopo giorno, i “candidati” al tracollo economico aumentano sempre di più. Il gruppo dei cosiddetti “Piigs” è destinato ad aggiungere un posto a tavola per molti altri paesi europei nei prossimi mesi, se la dittatura reale – cui siamo quotidianamente assoggettati – non accennerà a cambiare (cosa finora molto improbabile). Una candidata insolita si è fatta spazio, nell’ultimo anno, nella lista nera dell’economia europea, malgrado le illusorie promesse lanciate in campagna elettorale dal suo Presidente: la Francia.  Deficit e debito pubblico indotto sono infatti diventati un tasto dolente nel bilancio del Paese. Ma d'altronde il destino dei Paesi membri dell'Eurozona non può che essere questo, visti e considerati i presupposti di partenza della creatura concepita ad hoc nei "laboratoti" dell'Alta finanza di Bruxelles e Francoforte. Rispetto alle stime del governo francese previste nel 2012, i dati diffusi dell’Insee (Istituto Nazionale di Statistica francese) negli ultimi giorni, sono infatti molto diversi. Peggiori! Il disavanzo si è attestato l’anno scorso al 4,8% del Pil rispetto al 4,5% previsto dal governo e al 5,3% del 2011, mentre il debito pubblico ha raggiunto il nuovo record del 90,2% del Pil rispetto all’89,9% stimato dall’esecutivo francese e all’85,8% del 2011. Stiamo parlando di un debito pubblico che ammonta addirittura a 1800 miliardi di euro.

     Eurozona – Tutti uniti appassionatamente in un unico abbraccio mortale 

    Di fronte alle pressioni di Bruxelles, e alle incitazioni di Berlino a stringere la cinghia per far "rientrare il deficit" (ipotesi ovviamente illusoria), la Francia aveva promesso di ridurlo al 3% del Pil nazionale nel 2013, anche se il governo, più realisticamente, prevede ora di non poter raggiungere pienamente l’obiettivo, promettendo una riduzione fino al 3,7%. Un "traguardo" considerato dall'Eliseo "importante" per il popolo francese, che già – ricordiamo – ha dovuto pagare le misure correttive adottate quest’anno: un piano risolutivo del deficit senza il quale “questo avrebbe superato il 5,5% del Prodotto Interno Lordo”. Questo almeno è quel che sostiene il ministro dell’Economia filo-europeista, Pierre Moscovici per giustificare la pesantissima manovra finanziaria transalpina. “Abbiamo fatto lo sforzo strutturale atteso dalla Commissione europea, siamo sulla strada giusta”, ha commentato entusiasta il ministro nelle ultime ore. Anche se con queste cifre, ci permettiamo di avere qualche dubbio. Infatti, la Francia – come detto – ha visto l’incidenza del debito pubblico sul Pil lievitare malgrado tutto fino 90,2%. Il governo – da parte sua – ha chiesto  ed ottenuto da Bruxelles (a differenza dell'Italia) più tempo per ridurre il deficit delle finanze pubbliche. Ma dopo la privatizzazione delle banche centrali dell'Eurozona e la perdita della sovranità monetaria in favore della "privata BCE" la ripresa e la crescita del Paese – ovviamente – in questo regime debitocratico che accomuna in un unico abbraccio mortale tutta l'Eurozona restano una pura illusione, vittime della grande crisi indotta (o meglio sarebbe dire della "grande truffa") che sta devastando l’Europa.

     l'ingeneroso e strategico attacco all'Italia del "Nuovo Napoleone" 

    Intanto, già dalle prossime settimane entreranno in vigore – anche in Francia – nuovi tagli e piani di emergenza per fingere di porre rimedio al deficit, ma sarà l'ennesimo salto nel vuoto, se qualcuno non si deciderà a tappare il buco del debito alla base della vasca. Il paradigma italiano insegna: cittadini più tassati al mondo e debito in progressivo ed inesorabile aumento. Una situazione identica a quella dell'Italia, dunque, anche se il capo dell’Eliseo negli ultimi giorni non ci ha dimostrato alcuna forma di solidarietà, attaccando l’Italia, forse per dimostrare che il Bel Paese si trova in condizioni peggiori della Francia, rassicurando in tal modo l'inferocita opinione pubblica del proprio Paese. Acquistare credibilità agli occhi dell'opinione pubblica transalpina è dunque per ora l'obiettiva primario dell'alter ego di Sarkozy, anche per continuare – tuttosommato – indisturbato il suo sporco lavoro in Siria, Medioriente ed Africa

    Hollande - Napoleone Bonaparte
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Il nuovo capro espiatorio dell'Eurozona 

    L'Italia sembra essere diventata – alla luce di ciò – il nuovo capro espiatorio in negativo dell'intera Eurozona: un sistema evidentemente in via di frantumazione. “Abbiamo risolto la crisi dell’euro, ma alcuni Paesi, come l’Italia – ha lamentato un ingeneroso e contraddittorio Hollande – sono sempre fragili”. Quindi ora Hollande se la prende addirittura con la devastata Italia, definendo il Paese come il problema maggiore dell’Eurozona. Come si dice: "dopo il danno la beffa! “In Europa vedo montare i populismi, gli egoismi nazionali – ha poi aggiunto ingenerosamente con sarcasmo l'impresentabile Napoleone Avete visto ciò che è successo in Italia?”. Ma frattanto la popolarità del socialista è in caduta libera, come il tasso di occupazione del Paese e l'umore dei cittadini.

     Hollande e le colonia africane – Un'altra tristissima storia 

    Hollande, dunque, appare in questo momento come un totale fallimento agli occhi del suo popolo e di tutti gli elettori, soprattutto quelli di sinistra, che avevano creduto in lui dopo l'altrettanto traumatica esperienza "Sarkozy". Egkli appare oggi quel che è: un falso profeta completamente ripiegato su se stesso e sugli interessi dell'eurocasta di Bruxelles. Aveva visto bene Gerard Depardieu, quando – nei mesi scorsi – aveva deciso di rinnegare la propria cittadinanza francese (al fine di non pagare un prezzo iniquo per colpe di cui né lui, né il  popolo francese si erano mai macchiati) evadendo dall'eurogabbia ad est, verso Mosca e verso lidi più quieti. Ma la cosa che lascia più perplessi e desta più sconcerto è quella di vedere come l'economia e le sorti del popolo  francese, malgrado le ricchezze ascrivibili alle ben 14 colonie (denunciate da "Qui Europa") ad oggi sotto il vergognoso controllo degli sfruttatori francesi dell'Eliseo, non trovino alcun beneficio da tal contesto imperialistico. Ricchezze evidentemente protese ad arricchire – sia piu illegittimamente ed in maniera deplorevole – una stretta cerchia di parassitari personaggi, facenti capo a lobby e multinazionali evidentemente molto, tropo vicine all'Eliseo. Ma questa è un'altra triste, tristissima storia (vedi primi articoli in allegato).

    Sergio Basile, Silvia Laporta (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Barbarie e Crimini Contro l’Umanità: L’Imperialismo francese in Africa

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    Giovedì, Gennaio 31th/ 2013 – Mère Agnès-Mariam – Una testimonianza contro le barbarie – Comunicato Stampa –  Barbarie e Crimini Contro l'Umanità:  L'Imperialismo francese in Africa / Colonialismo / Nuovo Ordine Mondiale / Francia / Onu / Nato / Bugie dei Media / Terrorismo / Signori della Guerra / Cristiani / Alauiti / Salafiti / Imperialismo Usa / […]

    Mali – Anche l’Italia dei Tecnici scende in campo per una Sporca Guerra d’interesse

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    Sabato, 19th Gennaio/ 2012 –  di Maria Laura Barbuto – Mali, Italia in Guerra / Guerra in Mali: anche l'Italia scende in campo! – Una Guerra d'interesse / Esteri / Mali / Francia / Italia / Guerra / Terrorismo islamico / Economia / Interessi economici / Petrolio / Uranio / Hollande / Mali – La Francia Trascina […]

    Borghezio denuncia lo Scandalo delle Fregate Francesi imposte alla Grecia da Hollande

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    Mercoledì,  Marzo 6th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Comunicato Stampa dell'eurodeputato Mario Borghezio, Bruxelles Bruxelles, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Grecia, Scandalo delle Fregate Francesi, Armi, Usura Internazionale, Francois Hollande, Antonis Samaras, Commissione eurooea, interrogazione alla Commissione europea di Mario Borghezio, Il popolo greco muore di fame, Finmeccanica, FMI, Christine Lagarde, […]

    Giù le mani dalla Siria – La Russia Minaccia Francia e Inghilterra

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    Giovedì,  Marzo 21st/ 2013  – Redazione Qui Europa –   Russia, Putin, Minaccia, Colonialismo, Esteri, Siria, Dublino, Italia, Governo Tecnico, Francia, Gran gretagna, Regno Unito, Parigi, Londra, Roma, Damasco, Nato, Unione Europea, Qatar, Guerra, Negoziati, Crisi siriana, Terroristi,  Jihadisti, Fornitura Armi, Imperialismo Occidentale,  Giù le mani dalla Siria – La Russia Minaccia Francia e Inghilterra Mosca avvisa […]

    Parigi – Dopo Depardieu ad abbandonare l’Eurogabbia è Monica Bellucci. Destinazione Rio

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    Mercoledì, Gennaio 23rd/ 2013 – di Sergio Basile – Monica Bllucci / Francia / Unione europea / Italia / Austerity / Vincent Cassel / Vladimir Putin / Gerard Depardieu / Rio de Janeiro / Brasile / Ipanema / Copacabana / Mario Monti / Debito Inestinguibile / Debito fraudolento / Eurogabbia / Fuga dall'eurogabbia / Distruzione del […]

    Ecco perchè stiamo con Gerard Depardieu

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    Lunedì, Gennaio 7 th/ 2013 – di Sergio Basile – Tasse / Francia / Russia / Parigi / Sochi / Gerard Depardieu / Vladimir Putin / Dimitri Peskov / Radio Echo / Mosca / contributo eccezionale di solidarietà / "povei schiavi del sud" / principio di uguaglianza / Francois Hollande /  banche / partiti politici […]

     

    Francia – Tradizionalisti Cattolici Monitorati per “Patologia Religiosa” – Credere diventa una Malattia

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    Domenica, Gennaio 6th/ 2013 – di Franciscus Petragrammuli – – Associazione Culturale La Torre – – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi – Francia cattolici discriminati / Francia / Unione europea / cattolici / Civitas / francia / ministro / Omosessualità / patologia religiosa / persecuzione cattolici / rivoluzione francese / tradizionalisti / Manuel Valls / […]

    Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice

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    Giovedì, Dicembre 27th/ 2012  – di Sergio Basile –   Limiti alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche  / Ecco perchè Non Crediamo alla Teoria della Decrescita Felice di Serge Latouche / Decrescita Felice / Serge Latouche / Catastrofismo / Club di Roma / Occidentalizzazione del mondo / Limiti allo Sviluppo / Stalin / Lenin / The […]

    Ecco perché evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso

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    Mercoledì, Settembre 5th/ 2012 – L'Editoriale di Sergio Basile –  Ue / Italia / crisi eurozona / Mario Monti / Casta parlamentare / MES / Evasione Fiscale / Faccenda notarile / San Tommaso d'Aquino / Sant'Agostino / Morale cattolica / Padri della Chiesa / Debito illegale / Legge iniqua / Abuso di potere / Tasse giuste […]

     

    Ecco come i Burattini del Bilderberg e della Trilaterale Schiavizzano i Popoli per Copione

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    Mercoledì, Febbraio 6th/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile – Burattini del Bilderberg / Monti / Hollande / Francia / Italia / Trattato di Lisbona / Banche / Truffa bancaria / Schiavitù / Ricapitalizzazioni bancarie / Usa / Obama / rating / Lehman Brothers / Trilateral Commission / Bilderberg Club  Monti-Hollande – Veramente […]

    Monti-Hollande: Tecno-intesa Eccezionale da Fratelli Gemelli

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    Martedì, Febbraio 5th/2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Consiglio europeo / Vertice europeo / Parigi / Bruxelles / Bilancio / Incontro Monti- Hollande / Collaborazione Francia -Italia / Mali / Elezioni politiche italiane / Contributi europei / Crisi / Economia / Solidarietà / Monti / Hollande    Italia, […]

    Marine Le Pen – L’Euroscetticismo Dilagante potrebbe Contagiare l’intera Europa. Lo Spero Davvero!

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    Martedì, Marzo 5th/ 2013 – di Giuseppe Sacco –  Euroscetticismo, Bruxelles, Marine Le Pen, Beppe Grillo, Italia, Europa, Bruxelles, Mario Monti, Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Front National, Alberto Mattioli, Gianfranco Fini, Euro, Contagio  Marine Le Pen – L'Euroscetticismo Dilagante potrebbe contagiare l'intera Europa. Lo spero davvero! Marine Le Pen: Bruxelles ascolti la voce dei popoli    […]

    James Galbraith: il Voto Italiano Denuncia le Disuguaglianze Europee

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    Sabato,  Marzo 2nd/ 2013 – di Giovanni Antonio Fois  – Unione Europea, Elezioni Italia, Italia, Roma, Movimento 5 Stelle, James Galbraith, Lyndon Jonson School of Public Affairs, Austin, Merkel, Eurocasta, Accademia dei Lincei, El Pais, Euroscetticismo, Yogurt greco, Agenda europea, Bruxelles, Record del Debito Pubblico italiano, PIL, Consapevolezza degli elettori, protesta  James Galbraith: il voto italiano […]

    Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze. Il Burocratese che inganna

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    Martedì, Febbraio 19th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Ue: Lettera ai Ministri delle Finanze / Unione Europea / Francia /  Bruxelles / Economia / Crisi / Bilancio / Debito pubblico / Deficit / Risanamento conti pubblici / Burocratese / Crescita / Pil / Olli Rehn / Francois Hollande  Lettera di Rehn ai Ministri delle Finanze: […]

    Le Pressioni del Fondo Monetario Internazionale su Parigi

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    Mercoledì, Novembre  7th / 2012 –  di Sergio Basile – Le Pressioni del Fondo Monetario Internazionale su Parigi / Europa / Unione Europea / Francia / Crisi / Economia / Rigore / Austerity / Investitori / Cittadini / Francois Hollande / Costo della vita / Eliseo / Christine Lagarde / Riforme Strutturali  Le Pressioni del […]

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    Giovedì, Settembre 20th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile –  Francia / Eurozona / Euro / Parigi / Grancesi / Francoise Hollande / Euroscetticismo / Trattato di Lisbona / Les Jardins du Louxembourg / Germania / Pirates / Rivoluzione Francese / Fiscal Compact / Patto di Bilancio / Trattato di Maastricht / Euro […]

    Hollande: gradimento dei Francesi in caduta libera – Le ragioni della fine di un idillio all’ombra della Tour Eiffel

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    Lunedì, Settembre 3rd/ 2012  – L'Editoriale del Lunedì –  Ue / Francia / Francoise Hollande / Consiglio Ue / MES / Tour Eiffel / Calo di popolarità / Austerity / Le Figaro / Ipsos / Crisi Eurozona / Nicolas Sarkozy / Bohémienne / Parigi / Eliseo / Los Angeles Times / Merkozy / Angela Merkel […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Parigi-Berlino – Hollande, Merkel e il fulmine rivelatore

    Sabato, Maggio 19th / 2012  – di Sergio Basile e Domenico Apicella – Francia / Unione europea / Crisi Ue / Crisi Eurozona / Presidenza francese / Eliseo / Arc du Triomphe / Francoise Hollande / Pierre Moscovici / Austerity / Fiscal compact / Crescita che non verrà / Illusioni / Crescita impossibile / Angela […]

     

  • Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4:  Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4: Banche Centrali e Signoraggio. Una storia che tutti dovrebbero conoscere

    Lunedì, Agosto 27th/ 2012

    – L'Editoriale di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Banche Centrali / Signoraggio / Banca d’Inghilterra / Banca d’Italia / Lira / Conio / Louis Even / William Paterson / Debito illegale / Legge 262/2005 / Mario Monti / John Kennedy / Carlo Azeglio Ciampi / Guido Carli / Mario Draghi / Romano Prodi / Giuliano Amato /   Jean-Baptiste Colbert / Federal Reserve / Bretton Woods / Oro / Trattato di Lisbona / Sacco del Britannia / Convertibilità in oro / Bankitalia / Basilea / Ignazio Visco / Euro / Target 2 / Truffa legalizzata / Qui Europa / Eurozona / IRI / Beniamino Andreatta / Stalin / Armand Hammer / BRI / Banca dei Regolamenti Internazionali 

    Schiavi di un Debito Illegale – Capitolo 4°:

    storia delle Banche Centrali e del

    Signoraggio. Una storia che tutti

    dovrebbero conoscere

    Ecco com’è nata la truffa del Debito Pubblico

    e come continua a schiavizzare i popoli

    Debito: gli inganni di Mario Monti e dell’Ue

    Ecco cosa fare nel concreto per riscattarci dal Debito

    Roma, Bruxelles, Londra, Francoforte – Che siamo vittime spesso “ignoranti e inermi” di una crisi finanziaria globale indotta e pilotata, a causa di una disinformazione dilagante e sistematica, ormai lo stanno capendo anche i bambini; le menti più ottuse; e/o i cittadini più distratti. Il responsabile di ogni male ci viene dipinto oggi come il debito pubblico. Ma non è proprio così. Esso è solo l’effetto del più grande inganno mai perpetrato da una élite di uomini ai danni dell’umanità intera: il tentativo del principe del denaro e dell’egoismo di corrompere mediante il vile danaro tutto il creato e le creature che il Signore Dio, nella Sua immensa bontà ha generato. La stampa di regime ed i politici da strapazzo dicono che il debito pubblico sia il risultato di una spesa statale fuori controllo,  ed immorale, questo è vero. Ma solo in parte, in piccola parte! Sostenere l’esclusività e l’assolutezza di questa tesi equivale a mentire grossolanamente! Come equivale a mentire il sostenere che la crisi sia originata dal Debito pubblico. Ne è prova l’indebitato, ma ricco Giappone: paese in continua crescita, malgrado abbia un debito pubblico (il più alto al mondo) 4 volte maggiore a quello italiano. Ma, dunque, come nasce in realtà il mito del debito pubblico? Chi è oggi il proprietario del debito pubblico delle nazioni fatte oggetto della misteriosa crisi indotta? Che rapporto intercorre tra debito e grado di schiavitù dei popoli europei? Abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi nei precedenti tre editoriali di “Qui Europa” dedicati al tema, dal titolo “Schiavi di un Debito Illegale”. Oggi, tuttavia cerchiamo di comprendere come tutto storicamente abbia avuto inizio, partendo proprio dalla nascita, dall’evoluzione e dal controllo delle Banche Centrali e della moneta nazionale: il vero cuore del nostro problema!

      Louis Even e la storiella che tutti dovrebbero conoscere  

    Emblematico, in tal senso è il racconto di Louis Even, il sostenitore più convinto del Credito Sociale. “Cinque naufraghi riuscirono a raggiungere un’isola deserta. Si trattava di un muratore, un contadino, un allevatore, un agronomo e un ingegnere. Secondo le rispettive competenze, i cinque si dettero da fare per realizzare una comunità organizzata. Ciascuno diede il suo apporto in funzione alle sue competenze. L’economia dell’isola era incentrata sul baratto. Sull’isola vi era però armonia. Successivamente  arrivò sull’isola il sopravvissuto di un altro naufragio. Sbarcò da una scialuppa portando con sé una pressa, una cassa piena di carta e un barile sigillato. Il nuovo arrivato fu ben accolto.  Si trattava di un banchiere. Il neo-arrivato, preso atto delle attività dei cinque, disse: “Per far funzionare bene le cose vi manca solo il denaro”. Allora con la carta e la pressa iniziò a stampare 1000 dollari, coprendoli in garanzia con un barile d’oro portato in salvo dal naufragio. Egli prestò duecento dollari a testa all’interesse del 2% annuo. Prestito garantito dai frutti delle attività, dalle capanne e dagli attrezzi dei beneficiari del credito.

      L’inganno del banchiere  

    Ma la felicità sull’isola durò ben poco. L’ammontare del loro debito, ben presto,  – capitale più gli interessi maturati – divenne superiore all’intero importo del circolante, cioè superò i 1000 dollari stampati ed immessi nell’economia dell’isola. In quell’isola era così nato il debito pubblico. Un debito destinato ad aumentare anno dopo anno. Il risultato diretto di questo fu l’incremento incessante e progressivo dei beni del banchiere, che – con questo stratagemma – stava diventando il padrone indiscusso di tutti i beni presenti sull’isola. Non solo, il banchiere ben presto finì anche per interferire nella vita politica (privata e pubblica) degli abitanti dell’isola, dicendo loro – in virtù del suo potere – come dovevano fare o non fare. Tutti i cittadini divennero dunque succubi e schiavi del banchiere. Ma se il denaro se lo fossero stampato loro, senza l’intromissione di quel banchiere venuto dal mare, si sarebbero ridotti a questo stato di indebitamento, subalternanza e condizionamento? Sicuramente no! L’interesse sul debito non sarebbe mai scoppiato.

      La reazione degli isolani  

    Questo perché il denaro rappresentava il valore dei beni presenti sull’isola (era il corrispettivo e l’espressione dei beni, dei servizi e delle attrezzature presenti) e quindi, essendo loro i proprietari dei beni, avrebbero dovuto essere anche i proprietari del denaro sul quale nessuno avrebbe potuto pretendere il pagamento di interessi. I cinque allora, compreso il sottile inganno, si ribellarono, e ricacciarono violentemente in mare il disonesto banchiere. Come ciliegina sulla torta,  Even racconta che, “quando i cinque andarono a dissotterrare il barile che doveva rappresentare la copertura aurea della moneta stampata dal banchiere, scoprirono che esso era pieno di sassi”. Cioè, il denaro stampato dal banchiere disonesto, non era altro che misera carta straccia! Assolutamente non garantita da alcun lingotto d’oro.

      Uso improprio della tassazione   

    Tale racconto e tutt’altro che paradossale: si pensi ad esempio che già nel 1696, in Inghilterra, a fronte di 1.750.000 sterline stampate, esisteva una riserva di cassa di sole 36.000 sterline d’oro. Fin da allora, in aggiunta – come accade esattamente anche oggi – il 40-50% delle finanze statale furono dirottate in spese per armamenti e guerre. Anche se oggi c’è chi le chiama “missioni di pace”!  Tra interessi bancari passivi e guerre, gli stati – sotto l’egida di organismi internazionali – spendono oggi tra il 60 e il 70% dei fondi reperiti attraverso – spesso e volentieri – barbare forme di tassazione. Allora comprendiamo meglio la celebre frase dell’economista francese Jean-Baptiste Colbert che nel Seicento scriveva: “La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi”.

      Origini storiche del Signoraggio  

    Un tempo il potere di coniare moneta era riservato alla massima autorità: imperatori, re,  principi. Ricchi mercanti e possidenti di argento e oro giungevano dunque alla zecca dello Stato o del Regno, e trasformavano in monete i metalli preziosi. Una piccola parte di questo metallo veniva trattenuta dal signore di turno come compenso per l’operazione di conio. Questo compenso si chiamava signoraggio: privilegio gelosamente difeso dall’autorità statale. Ma poi qualcosa iniziò subdolamente a cambiare, il demone del denaro prese il sopravvento, ed il gioco fu ben presto chiaro, anche se non del tutto per l’ingenuo popolino.

      Società private chiamate “Banche Nazionali”  

    William Paterson – ricco speculatore – sul finire del Seicento, nel Regno Unito ottenne dal sovrano il privilegio di coniare moneta. Nacque così la “Banca d’Inghilterra”: istituzione rigorosamente privata, malgrado il nome ingannevole. Paterson sintetizzò il senso dell’operazione con una frase disarmante quanto emblematica: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”. Sul modello della banca di Paterson furono istituite: nel 1695 la Bank of Scotland, nel 1765 la Königliche Giro und Lehnbanco di Berlino, nel 1782 il Banco di San Carlo di Madrid, nel 1800 la Banca di Francia. Le banche di emissione, dunque, dopo il 1694 divennero quasi tutte private. Negli Usa ciò accadde il 23 dicembre 1913 con il “celeberrimo” Federal Reserve Act: l’atto istitutivo della Banca Centrale americana, la più grande banca privata del mondo. Nel 1937, Stalin privatizzò anche quella dell’Unione Sovietica: con la complicità del petroliere ebreo-americano Armand Hammer.

      La nascita della Banca d’Italia  

    Nel Bel Paese, nel 1874, le banche autorizzate a emettere moneta erano sei: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale della Toscana, la Banca Toscana di Credito, la Banca Romana, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia. Nel 1893, dopo lo scandalo e il fallimento della Banca Romana, i 4 istituti dell’Italia centro-settentrionale vennero fusi, dando vita alla Banca d’Italia, che nel 1926 restò l’unica con diritto di battere moneta. Mussolini – bisogna dargliene atto – durante il suo ventennio cercò con ogni mezzo di mantenere l’autonomia della Banca d’Italia. Costretto a sottostare alle minacce di Usa e Inghilterra, non poté nazionalizzarla, (per non andare in urto con i due massimi creditori internazionali dell’Italia) ma, con la riforma del 1926, escogitò un sistema di controllo – indiretto – dell’Istituto di emissione della lira. La Banca d’Italia rimase un Istituto indipendente – prima una Società autonoma, poi una Società per Azioni – la cui proprietà però fu affidata a Enti statali, Casse di Risparmio e Banche d’interesse nazionale che qualche anno dopo sarebbero diventate (con l’IRI) proprietà dello Stato. Ciò, evidentemente, evitò lo scoppio del debito pubblico, salvaguardando da minacce esterne la sovranità monetaria nazionale; e custodendola nelle mani del popolo italiano. Né è prova – tra l’altro – il fatto che Mussolini, in quegli anni, riuscì addirittura ad ottenere il pareggio di bilancio: e ciò, senza alcuna manovra lacrime e sangue stile Monti, per intenderci.

      Lo snaturamento del ruolo finanziario e monetario dello stato  

    Un colpo mortale allo snaturamento del ruolo della Banca Centrale fu dato nei primi anni Ottanta da Carlo Azeglio Ciampi (governatore di Bankitalia) e da Beniamino Andreatta (ministro del Tesoro). Nel 1981, infatti, fu sancito il diritto della Banca Centrale a non sottoscrivere i Titoli di Stato del debito pubblico: grande primo regalo fatto alla speculazione internazionale. Stranamente in quell’anno – è bene rammentarlo – iniziò a collaborare col governo – come consulente finanziario – un giovane di “belle speranze” chiamato Mario Monti. Ovviamente, per l’Italia, fu l’inizio dell’era del debito pubblico, che ben presto andò  “alle stelle” per la gioia della speculazione internazionale.

      Il Sacco del Britannia  

    L’indipendenza monetaria poi fu duramente minata negli anni Novanta da Romano Prodi (uomo Goldman Sachs, che avviò un piano di privatizzazioni e liberalizzazioni senza precedenti) e da Giuliano Amato, che da presidente del Consiglio, con il celeberrimo decreto “Carli-Amato” del 1992, privatizzò la Banca d’Italia, derubando gli Italiani della propria sovranità nazionale. Essa passò dunque – mediante il trasferimento del 96% delle azioni – nelle mani di banche private come Banca Intesa e Unicredit. Allo stato restò un misero 4% Mediante Inps e Inail. Nel 1992, poi, il Ministro del Tesoro, Guido Carli, abolì il controllo del governo sul tasso di sconto: che rimase prerogativa unica della Banca d’Italia, e quindi della speculazione privata. Oggi prerogativa – ricordiamolo – della privata BCE di Mario Draghi. Il piano segreto concordato sul Real Panfilo della Regina Elisabetta II, chiamato Britannia (che vide tra i protagonisti guardacaso  proprio uomini come Draghi, Amato, Carli, Andreatta, Prodi e Ciampi: uomini di destra e di sinistra tutti insieme appassionatamente) fu attuato in pieno, e oggi quasi terminato  – pare – proprio all’azione del governo dei banchieri di Mario Monti. Un particolare curioso, che poniamo poi alla vostra attenzione, riguarda la recente nomina a capo di Bankitalia di Ignazio Visco: Visco – pochi lo sanno – è un uomo del BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) di Basilea (Istituto di coordinamento di tutte le Banche centrali del mondo) controllato oggi dalla Federal Reserve e dalla Banca d’Inghilterra, che ne posseggono nel complesso il 40% delle azioni. A Capo di Bankitalia, oggi vi è pertanto un uomo espressione di questo ingannevole status quo internazionale.

      Un passaggio fondamentale  

    Fin dalla nascita dlla Banca d’Inghilterra – passaggio fondamentale da comprendere –  la convertibilità in oro di quella cartamoneta fu da subito un fatto formale: essa – è doveroso saperlo – fu sospesa nel 1914, molto prima del dollaro: giunta solo il 15 agosto 1971, qualche anno dopo, cioè, dall’assassinio del Presidente John Kennedy. Ma il culmine degli eccessi fu raggiunto con la Firma degli Accordi di Bretton Woods, nel 1944, che legalizzò l’incontrovertibilità tra oro e banconote circolanti: trasformando gli stati in una sorta di aziende in bancarotta più o meno perenne!

      la nascita del Debito Pubblico permanente  

    Il tumore del debito, quindi, cominciò ad incancrenirsi fin dal 1694: da quando cioè si diffuse la moda di delegare l’emissione del denaro a banchieri privati: i nuovi reggenti, gerarchi, dei popoli. Non fu, dunque, più il ricco signore – o lo Stato – mediante il trasferimento del proprio oro a garantirsi i benefici del signoraggio, ma bensì i banchieri privati: speculatori il cui mestiere non fu (e non è) quello di perseguire gli interessi della Nazione, ma bensì il perseguimento dei propri utili. Da allora l’umanità poté assistere ad un sostanziale e aberrante cambiamento: la trasformazione del debito pubblico da temporaneo (in genere ripagato da governi o creditori dopo guerre o missioni di vario tipo) a permanente. Non bisogna, infatti, mai dimenticare che il debito pubblico nell’Inghilterra di fine Settecento, in meno di un secolo, passò da 13 milioni di sterline all’incredibile cifra di 245 milioni di sterline. Esso non si sarebbe mai più ridotto!

      L’ UE e l’inganno del Trattato di Lisbona: l’Europa degli speculatori  

    In tal ottica l’amara torta in Europa fu confezionata dall’Ue con il Trattato di Lisbona (Art. 123) che addirittura obbligò gli stati ad indebitarsi con le banche private – ed a tassi da usura – per ottenere in cambio denaro atto a mandare avanti la macchina statale: delegittimando una volta per tutte le banche centrali nazionali e la loro autonomia. Ma non è finita! Anche i giudici e gli arbitri del mercato sono stati comprati! Come? Semplice! Delegando – con insane leggi – ad affaristi privati e lobbisti (società di rating) il compito di decidere (attraverso semplici voti) la misura degli interessi passivi che gli stati sotto mira di un “golpe finanziario” devono pagare ai banchieri privati. E di conseguenza il livello iniquo di tassazione che la popolazione di quel disgraziato paese deve sopportare per ripagare gli interessi “illegittimni” ai soliti banchieri privati. Tutto ciò, cari lettori, è davvero pazzesco! Sembra la trama di un film horror, ma non è altro che la dura e cruda realtà.

      La schiavitù dei popoli e la reticenza dei media  

    Ma come porre i suddetti stati in perenne condizione di instabilità e subalternanza economica? Semplice! Nel Vecchio Continente ci ha pensato sempre l’Ue, introducendo l’euro e il suo connesso sistema di regolamentazione interbancaria, il cosiddetto “Sistema Target 2”, del quale abbiamo abbondantemente parlato. Sistema che finisce per premiare l’economia pesante tedesca (posta al centro del sistema) a discapito di quella dei paesi del Sud Europa e dell’Italia. Una mega truffa legalizzata dunque!  Ma c’è di più! L’attuale sistema, in Italia, oltre che su una serie infinita di contraddizioni e paradossi, si basa su un atto illegale, del quale però i giornali e i TG non parlano.

      Italia – La beffa della Legge 262/2005  

     Il 28 dicembre 2005, con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, si stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ri-trasferite a enti statali. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani. Un altro motivo per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo.

      Ecco come “Mammona” si sta impadronendo del mondo  

    Da quanto detto emergono con chiarezza inconfutabile i tratti di un vero e proprio complotto orchestrato da oscuri burattinai e dai loro complici: politici traditori degli stati. Gioco al massacro diretto da una decina di banchieri internazionali che – mediante le loro logge e organizzazioni segrete – tengono sotto scacco i popoli, divenendo sempre più, letteralmente, i padroni del mondo. Acquistando stati o pezzi di essi. E ciò, mediante crisi provocate, privatizzazioni, vendite forzate, mutui inevasi e svendite di patrimoni pubblici nazionali. Ecco perché chi si pone a favore del governo di Mario Monti è, oggi, in mala fede e dovrebbe essere accusato di alto tradimento e attentato alla Costituzione ed alla sovranità nazionale. O almeno, frattanto,  avere il buon gusto di dimettersi e scomparire per sempre dalla scena pubblica. Eclissarsi nella polvere! Un'ultima curiosità: i protagonisti in negativo di questa storia – qualora per qualcuno ciò non fosse ancora chiaro – sono tutti, o quasi tutti, "fratelli".

      Il futuro è nelle nostre mani  

    Quadro, questo, semplice e drammatico nello stesso tempo! Ditelo a tutti! Dite la verità! La rinascita dell’Italia e dell’Europa dei popoli e della giustizia parte dalla piena consapevolezza della "truffa legalizzata” del Debito Pubblico". Smascheriamo insieme – specie a partire dalla prossima campagna elettorale, e sul web – i politici corrotti e falsi: i meschini servi di questi “pseudo-padroni del mondo”. Sarà un buon passo verso un probabile e ancora possibile riscatto! L'importante non è tanto restare vivi, quanto restare umani e liberi!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)  

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    Giovedi, Giugno 21th / 2012 – Reportage-Inchiesta, di Sergio Basile e Silvia Laporta  – Italia / Eurozona / Tasse / Federalismo / Regione Veneto / Luca Zaia / Debito / Debito pubblico / Crisi / Banche / Miliardi di euro / Unione Europea/ Germania / Spagna / Grecia / imprese / Piigs / Debito illegale / Economia della truffa / Silvia Laporta […]

     

  • Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Robot Monti: circuiti in tilt, zero cuore – L’uscita dal Tunnel è un Problema Culturale

    Giovedì, Agosto 17th/ 2012

    – di Vincenzo Folino e Sergio Basile  –

    Italia / Debito pubblico / Nuovo Record Negativo / Crisi Eurozona / Bruxelles / Privatizzazioni / Meccanismo Europeo di Strabilità / MES  / ESFS  / IMU / Accise sulla benzina  / Mussolini / Agenzie di rating / Beppe Grillo  / Signoraggio bancario / Robot Monti / Keynes / Falsi profeti del liberismo / Umanesimo / Mago di Oz / Prostitute intellettuali  

    Debito, nuovo record negativo per Monti

    che pensa al taglio di altri 10 mld alle P.A.

    Robot Monti: troppi circuiti, zero cuore!

    E' una Guerra culturale: per uscire dal tunnel bisogna

    innanzitutto riumanizzare gli uomini e  sbugiardare i

    falsi profeti del liberismo

    Roma – Nel mese di giugno l'Italia ha segnato un nuovo record. Ma non fatevi ingannare, il riferimento non è alle buone prestazioni tenute dai suoi atleti alle Olimpiadi, o cose del genere; si tratta del nuovo record storico del debito pubblico italiano, che a giugno ha toccato la quota 1.972,9 miliardi di euro. A buon ragione si è parlato di "beffa", in quanto a pesare sui conti pubblici non sono solo gli interessi, ma anche il contributo ai cosiddetti Fondi europei di salvataggio: prese in giro chiamate Efsf (European financial stability facility) e MES (Meccanismo Europeo di Stabilità). Il che ha fatto sì che le maggiori entrate tributarie dei primi sei mesi dell'anno, con particolare riferimento all'Imu e all'aumento delle accise sulla benzina, che  hanno  ovviamente pesato (e peseranno non poco) sulle spalle dei cittadini – cioè sulle spalle di quello che una volta si chiamava popolo – non sono state in grado di incidere sulla montagna del debito che incombe sulle nostre teste e, come previsto e preannunciato da "Qui Europa",  sono state subito riassorbite. Come saranno – ovviamente – totalmente riassorbiti i 10 miliardi di euro (di tagli alle P.A. italiane) che nelle ultime Monti e Bondi avrebbero individuato ed annesso alla lista delle priorità per la crescita (?). Senza parole!

      Una domanda ricorrente  

    Molti lettori ci chiedono: ma a noi, allora, chi ci salva? Di certo non la nostra attuale compagine politica, per cui, forse, ha davvero ragione Beppe Grillo, il quale negli scorsi giorni, dalle pagine del suo blog, ha rievocato ironicamente Mussolini ed ha sostenuto: "chiudete il Parlamento. Camera e Senato sono ridotti peggio dell'aula grigia evocata da Mussolini; i parlamentari a larve di democrazia ben pagate", proponendo la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta. Grillo sarà anche un "moderno Savonarola", come paventato da molti suoi critici, ma certamente la sua è una provocazione, e come tale va inquadrata, focalizzando il fatto che tocca dei punti deboli, molto deboli, primo fra tutti quello relativo al ruolo che dovrebbe svolgere un Parlamento nazionale, ruolo che è, come dire, evaporato nel tempo. Ma non andiamo oltre su questi temi, che rimarranno comunque sterili se non verranno seguiti dalla consapevolezza e dall'azione della gente, dei cittadini, di coloro che vengono manovrati come burattini, senza averne, neanche minimante, cognizione. E' per tale ragione che tutti noi siamo chiamati a fare informazione. per contrastare la disinformazione dilagante di tv e giornali: efficace soprattutto su coloro i quali non utilizzano lo strumento del web. 

      Agenzie di rating e MES: due minacce da sventare  

    Inoltre, in questi giorni, sono due i temi che stanno facendo da sfondo alle zuffe tra pseudo-politicanti: quello relativo allo slittamento della decisione da parte della Corte Costituzionale tedesca sulla legittimità costituzionale del MES; e quello, che ritorna ciclicamente e invano, relativo alle agenzie di rating. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, a pronunciarsi è stato questa volta Lorenzo Fontana, eurodeputato della Lega Nord, il quale ha affermato che "lo strapotere di queste agenzie è divenuto un elemento di non più tollerabile instabilità ed i mercati sono già sufficientemente in preda al caos. I casi Parmalat e Lehman Brothers, soggetti classificati con una tripla A e poi falliti, sono un chiaro esempio dei danni potenziali che queste agenzie possono causare; inoltre i legami poco chiari tra molte banche e le società chiamate a pronunciarsi sulla loro affidabilità si traducono in un colossale conflitto di interessi", e Fontana prosegue, "sarebbe il caso che l'Europa decidesse di istituire al più presto una propria agenzia".

       La trappola dei titoli del Debito Pubblico  

    Ma da parte nostra (ormai da 9 mesi a questa parte) sosteniamo linee più radicali:  per uscire dal tunnel non resta che rinazionalizzare Bankitalia, uscire dall'euro e rimandare letteralmente in pensione le "sole addomesticate" del rating,  riscrivendo nuove regole per la regolamentazione dei mercati, atte a tagliare le ali alla speculazione. Regole magari meno ingannevoli. E poi – d'altra parte – perchè continuare a dare così tanta importanza al finanziamemnto pubblico statale mediante titoli del debito pubblico. Perchè continuare a seguire la china del bedito indicata dallo stesso Mario Monti ai governi fin dal 1981? Keynes suggerì altre stade, ma i fanatici del mercato e delle privatizzazioni selvagge parlano altre lingue a noi incomprensibili, continuando a sostenere gli sporchi interessi dei padroni del mondo, senza mostrare alcun sentore di umanità.

      Una guerra culturale per un nuovo umanesimo  

    Forse il punto cruciale è proprio questo: riumanizzare l'uomo! Come detto, non è importante restare vivi. L'essenziale è restare umani. Quindi cari lettori, è un dovere morale isolare i politici che continuano a dire menzogne, disumanizzando la società. Ciò, senza lasciarsi abbindolare dalle solite promesse e dai soliti favoritismi strategici pre-elettorali. Chi vi promette qualcosa in cambio del voto (magari un aiuto economico, un improbabile lavoro, e via dicendo) ricordate che vi sta prendendo in giro. Bisogna avere (mai come in questo tempo oscuro) la levatura morale ed etica di rinunciare al denaro. Non possiamo più permetterci di essere merce di scambio, prostitute intellettuali. Questa è soprattutto una guerra culturale, prima ancora che economica e politica. E' vero, la crisi rende deboli, spinge a stringere compromessi, ma non c'è alternativa. Prima ci liberiamo di questi signori, prima l'Italia potrà rialzare la testa e risorgere. Il robot Monti questo lo sa bene, ma dimentica un particolare: nella  celebre favola del Mago di Oz (lasciando da parte il significato occulto ed esoterico dell'opera, che nell'idea dell'autore, il teosofista Frank Baum, rappresentava una sorta di cammico simbolico per gli illuminati, utilizzato anche per i programmi di controllo mentale Monarch) anche il robot di latta – pue essendo immortale, e pur non avvertendo il peso dei morsi della fame  – alla fine stanco di essere prigioniero di se stesso, andò alla ricerca di un cuore. Nella favola alla fine l'uomo di latta scopre di non averne bisogno, perchè già capace di amare: ma evidentemente non è il caso di chi ci governa. Non è il caso di noi poveri comuni mortali.

    Vincenzo Folino, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • I fallimenti del Governo Monti:  Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    I fallimenti del Governo Monti: Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle

    Venerdì, Agosto 10th/ 2012

    – Sergio Basile  – 
     
    Italia / Mario Monti / Governo tecnico/ Banche e Finanza / Speculazioni / Economia della Truffa / Pil / Debito Pubblico / recessione / Robin Hood / Commissariamento dell'alta finanza / Morte della politica / Annientamento degli stati / Annientamento dei parlamenti / Club del coccodrillo / Goldman Sachs / Silvio Berlusconi / spread / Bilderberg Club / Commissione trilaterale / Moody's / IVA / IMU / Accise statali / Fallimento del governo Monti  
     
    I fallimenti del Governo Monti e il  Golpe
     
    legalizzato della finanza internazionale
     
    Pil in caduta libera e Debito Pubblico alle stelle
     
    La ricetta Monti:  una cura tutta italiana dal 1981
     

    Roma – El Buho (il Gufo) Mario Monti – com'è stato soprannominato al suo arrivo in Spagna – l’ex consulente dell'indagata agenzia di rating Moody’s e di Goldman Sachs, nonché ex-consulente economico e finanziario sottobanco (dal 1981) dei precedenti governi italiani succedutisi nell'ultimo trentennio, dopo aver umiliato per l'ennesima volta un accucciato e remissivo Silvio Berlusconi – con l'ormai arcinota battuta sul differenziale spread a 1200 punti qualora il Cavaliere fosse rimasto al suo posto e non avesse favorito il golpe dei banchieri – è tornato ad avere qualche problemino con la matematica. Infatti a Dicembre 2011 (malgrado tasse ed austerity) il debito pubblico è rovinosamente aumentato, passando dal al 120,1%  al 123,4%. E’ colpa della crisi, si difenderebbe l’ex (?) membro della  Trilateral e del Club del Coccodrillo; è colpa della crisi che ha ridotto le entrate fiscali! Ma anche un bambino comprende come da misure recessive non possa giungere alcuna crescita, vista la compressione dei consumi che ne consegue e la stessa riduzione delle entrate fiscali (IVA). 
     
      La fallimentare Ricetta Monti. Pil in caduta libera, debito alle stelle 
     
    L'unico modo per far crescere l'economia è quello di incrementare la capacità di acquisto delle classi medie e deboli, diminuendo altresì la tassazione. Fare il contrario vuol dire attuare un colpo di stato, infischiarsene degli Italiani e far Commissariare a tempo indeterminato l'Ex-Bel Paese dalla finanza internazionale e presto dall'FMI. Ma ad incidere sull'aumento esponenziale del debito pubblico (è bene ricordarlo al professor Monti: poichè i giornali ed i TG non lo fanno, e blaterano il contrario) vi è anche un altro pesante e mortificante elemento, ideato proprio da Monti e dai suoi colleghi del Consiglio europeo: il MES (Fondo salva stati permanente o Meccanismo europeo di Stabilità). Il contributo delle famiglie italiane versato ai fondi Salva Stati (MES e EFSF) è infatti pari al 3% del Pil. Pagato a suon di accise sul carburante, IMU e caro bollette. Non a caso, dunque, nel secondo trimestre del 2012 il Pil è diminuito dell'0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,5% rispetto al 2011.
     
     Mario Monti: un Robin Hood al contrario  
     
    Ma il professore, a dispetto di ogni morale cristiana o di qualsivoglia principio etico, sembra soffrire di un pericoloso sdoppiamento di personalità: come una sorta di poliziotto che lotta il crimine, ma di notte si appresta a svuotare le cassaforti delle vecchiette, nonché le casse dei rapinatori e/o dei presunti rapinatori che si è affannato di arrestare. "Sono stato chiamato a salvare l’Italia – ha dichiarato nelle ultime ore Monti con toni da messia – (….) il governo tecnico è nato con questo intento. Un governo che raccogliesse consensi parlamentari tali da poter mettere mano a riforme fondamentali per il Paese oltre che per far approvare misure sicuramente impopolari ma non più rimandabili. Misure (pensioni e lavoro) che i partiti avrebbero avuto vergogna a varare ma che hanno accettato di votare nascondendosi dietro la scusa dell’interesse nazionale e dietro i meccanismi anonimi dell’appoggio esterno e del voto di fiducia. Gli unici – ha ammesso l’ex consulente Goldman Sachsche hanno permesso di superare l’abitudine dei governi italiani di non decidere e di ricorrere invece alla concertazione". Ma il professor (una sorta di Robin Hood al contrario) è andato oltre: "occorre che mettano radici nei comportamenti degli Italiani idee nuove, in modo da sopravvivere anche a governi vecchio stile. Governi tipo quelli che potrebbero emergere dalle elezioni del 2013 e che sarebbe deteriore per l’Italia se continuassero a non decidere e a trattare su tutto. Governi che non dovrebbero essere messi nelle condizioni di nascere".
     
      Avanti tutta con il Partito della Recessione   
     
    Meglio quindi andar avanti con il partito  unico della "Recessione", anche se il golpista Monti continua a blaterare che spera di esaurire nel 2013 il suo compito di salvatore dell’Italia: ciò nasconde quindi la serissima possibilità che questo colpo di stato legalizzato possa andare avanti anche dopo il 2013, ovvero che questa sorta di commissariamento indiretto dell’Alta Finanza internazionale possa continuare a travolgere gli Italiani. Ormai Italo-africani: e ci scusiamo a priori con gli Africani per il paragone e l'accostamento.
     
       La Tomba della Politica e della Democrazia  
     
    Un dato – tra l'altro – emerge chiaro: l'insofferenza per il maggiordomo dei banchieri per i Parlamenti e la Democrazia. Meglio ricorrere a mezzi decisionali più veloci, a prescindere (ovviamente) dall'integrità morale, dai conflitti d'interesse e dall'onestà intellettuale dei messia tecnici che dovessero essere invocati ad assolvere a questo impegnativo compito di (improbabili) salvatori della Patria. Governi tecnici a vita dunque! E' questa – per estensione – l'idea dominante del Monti's Pensiero. Tecnici (possibilmente banchieri e uomini Bilderberg o Trilateral) per "rispondere prontamente alle impennate dei mercati (?) e quindi alle manovre della speculazione". Banchieri per rispondere alle esigienze dei banchieri. Pazzesco! Ma se essi poi falliscono e svendono irrimediabilmente l'Italia agli squali esteri? Che importa! Pazienza, la vita va avanti lo stesso! La tomba della Politica e della Democrazia? Senza alcun dubbio!
     
      La risposta e il compito di noi cittadini   
     
    Cosa fare allora nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano, in attesa delle prossime elezioni (o di dimissioni che non giungeranno mai)? Diffondere incessantemente e capillarmente queste verità ad amici e parenti; confrontarsi attraverso la rete o personalmente nei nostri abituali luoghi d'incontro; aprire gli occhi all'opinione pubblica, visto che a disinformare ed a diffondere falsità ci pensano in maniera "scientifica", meschina e deplorevole giornali e TG, 24 ore su 24. Siamo in guerra! Che vi piaccia o no! E ciascuno di noi deve sentirsi chiamato in causa, se ha a cuore il futuro dei propri figli!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)
  • Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Ue, la deriva di un Continente nel nome dell’Euro

    Giovedì, Agosto 2nd/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Europa / Unione Europea / Bruxelles / Debito Pubblico / Sovranità nazionale / Euro / Moneta unica / Politica / Economia / Finanza / Comunità / Unità politica / Deficit / Crescita / Crisi / Mercati finanziari / Francia / Spagna / Finlandia / Monti / Hollande / Rajoy / Katainen  

    Unione Europea: la deriva di un Continente

    E.u.r.o.: è una Rapina Organizzata. La crisi senza fine

    del Vecchio Continente

    Intanto il Professor Mario Monti si appresta a concludere

    il suo inutile propagandistico balletto tra Francia,

    Finlandia e Spagna

    Bruxelles, Strasburgo – Che l’Unione europea non navighi in buone acque è, ormai, cosa ben nota, come noto è il fatto che le vie di fuga da una crisi “organizzata” sembrano essere lontane dalla realtà dei fatti, quanto impossibili da raggiungere stando ai fittizi mezzi messi in campo da Monti, Katainen, Hollande, e Rajoy: che in queste ore parlano impropriamente di "prossima fuoriuscita dal tunnel". “Debito” è la parola che risuona, ogni giorno, in modo continuo e costante, nelle orecchie di tutti i cittadini europei, i quali, in balìa di una politica disorganizzata e di rappresentanti parolieri e chiacchieroni, diventano, sempre di più, prede facili dei poteri forti e delle leggi dell’economia dei mercati. C’è chi crede in una Europa unita, c’è chi spera che il Vecchio Continente diventi omogeneo e che tutti i paesi raggiungano un certo equilibrio, chi confida ancora, nonostante tutto, nella moneta unica.

      La Super Unione fa la forza degli Usa  

    Eppure, in questa Europa – mentre si susseguono i propagandistici balletti ed i viaggi di Mister Monti tra Spagna, Finlandia e Francia –  da un lato la Germania (favorita dalla stessa moneta unica tramite il rating e lo spread, il Sistema Target 2 e il tasso Euribor) ingrassa le proprie banche; mentre dall’altro peggiora ogni giorno di più, oltrepassando la sfera del drammatico, la situazione di stati dell'Eurozona del Sud come la Grecia, la Spagna e l’Italia. Ciò grazie al persistere di un’unica moneta che ci si ostina a voler salvare, progettata (malissimo) e riesumata artificialmente per tentare di resistere a forme di economie e di crisi nazionali diverse. Ciò, secondo una logica comunitaria basata sulla massima “l’unione fa la forza”, che dovrebbe portare i singoli Stati a “rinunciare” definitivamente e drasticamente alle ultime  porzioni rimaste della propria sovranità – da “cedere” all’Unione europea – nel tentativo di creare una comunità in grado di raggiungere anche un’unione politica, sociale, economica e culturale. Badate bene! Anche culturale! In poche parole si usa il pretesto dell'irrinunciabilità dell'euro con l'obiettivo malcelato di porre in essere le fondamenta di un superstato totalitario che si vorrebbe creare per compiacere il disegno egemonico degli Stati Uniti e di un Nuovo Ordine Mondiale imposto da una élite di banchieri. Tutte parole insomma, quelle dei leader europei: a tratti vagamente  rassicuranti, ma nel concreto – fuor di dubbio – sconcertanti e prospettanti orizzonti liberticidi. 

      E.U.R.O. – "E' Una Rapina Organizzata"  

    Progetto mirato che in questa calda estate, va avanti con il pretesto di voler salvare una moneta, l’Euro, che potrebbe essere, pertanto, l’acronimo di “E’ Una Rapina Organizzata”. Senza scordare che – come detto – in questo scenario anche la crescita, la tanto propagandata crescita, diventa una vera e propria utopia. Eh già! Per non parlare dei sacrifici immani che ogni cittadino sta compiendo in questo periodo e che sembrano davvero non avere fine. Il deficit dei paesi dell’Eurozona nella media è pari al 3% e a questo punto la domanda sorge spontanea: come è possibile che gli Usa ed il Giappone, con un deficit rispettivamente dell’8% e del 10%, non vivano una crisi così drammatica? La risposta, se non immediata, di certo non è difficile da trovare: questi paesi hanno un potenziale di crescita notevolmente più alto rispetto a quello europeo chiamato a sottostare al barbaro rigore del Fiscal Compact e all’austerità di una selvaggia Spending Review che, fino ad adesso, non ha portato a nulla, se non a situazioni più complicate da affrontare e da vivere.

      Alla ricerca dell'Europa Perduta   

    Rimettersi, come fino ad adesso tutti hanno fatto, alle regole ed alla volontà  imposte da un’Europa guidata dalla logica finanziaria, porterebbe  ad una privazione della sovranità nazionale che costringerebbe gli Stati  che vivono con più difficoltà a sottomettersi alla nazioni più potenti. Ma del resto, fino a questo momento, i fili dei burattini tirati dall'eurocasta, dalla Germania e dalla Banca Centrale Europea, non hanno prodotto che questa situazione. Insomma, siamo tutti alla ricerca dell’Europa perduta, non quella dell’Euro,  della finanza e dei mercati, ma piuttosto quella della proclamazione dei sentimenti di unità sociale e giustizia.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Pura propaganda – Chi vorrebbe i Deleteri “Stati Uniti d’Europa”?

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Unione europea / Falsa Propaganda / Accentramento / Forum / Università Gregoriana / Coldiretti / Cisl / Confartigianato / Compagnia delle Opere / Stati Uniti d'Europa / Raffaele Bonanni / Grande Fratello / Propaganda mediatica / Appello ai lettori di Qui Europa  / […]

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

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    Lunedi,  Giugno 25th / 2012 – di Silvia Laporta – Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / […]

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    Venerdì, Giugno 1st / 2012  – di Sergio Basile – Parlamento europeo / Bce / Mario Draghi / Audizione / Commissione europea / José Manuel Barroso / Fantasia / Angela Merkel / Debtocracy / Eurobond / Speculazione / Qui Europa / Europa / Controinformazione / Sergio Basile / Olanda / Stati Uniti d'Europa / Piano […]

    La riflessione del Nobel – Paul Krugman e la fine dell’euro

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    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

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    Schiavi di un Debito illegale – Terza Parte: Il Sistema TARGET 2

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    Debito Pubblico e Ruolo della Bce – Un Sistema Bancario Immorale

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    Martedì, Luglio 3rd / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico / Sistema bancario / Bce / Banca Centrale Europea / Mario Draghi / Sistema Target2 / Germania / Industria tedesca / Angela Merkel / I debiti […]

    Speculazione e “Derivati”: i ruoli di Ue, Draghi e Monti

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    Venerdì, Marzo 30th / 2012 Parlamento europeo / Commissione europea / Derivati / Regolamentazione / Commissione Industria / Antonio Tajani / Speculazione / Bce / Trichet / Mario Draghi / Mario Monti / Trasparenza / Swap / Bolla Usa / Crisi / Esma / Cers / Obblighi informativi / Reporting / Democrazia / Alexis de […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    La Crisi Economica e Sociale dell’Ue: analisi e prospettive di una studentessa del Mezzogiorno

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Federica Santoro –   Articolo selezionato nell'ambito del concorso interscolastico lanciato dal quotidiano "Qui Europa" tra gli studenti delle quarte e quinte classi  degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Catanzaro sul tema "La crisi Economica e Sociale dell'Ue: Analisi e Prospettive " in occasione del Convegno Nazionale Organizzato presso l'Ateneo UMG […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

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    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012 Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman   Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!         Il duro monito di Paul Krugman all'Ue New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, […]

     

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Eurozona – Strasbismo Monti-Hollande-Napolitano

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    Venerdì, Giugno 15th / 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Vertice Monti-Hollande / Euro / Mario Monti / Francoise Hollande / Angela Merkel /  Roma / Parigi / Atene / Berlino / Madrid / Italia / Francia / Germania / Grecia / Crescita / Eurobond / Project Bond / Spagna / Rigore / […]

     

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

     

  • Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea per salvare una Euro-gabbia da Rottamare

    Martedì, Luglio 24th/ 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Eurozona / Crisi Ue / Economia / Debito pubblico / Alberto Quadrio Curzio / Il Giornale / Riserve auree / Prestito garantito / Tentacoli sull'oro italiano / Speculazioni / Furbizie / Recessione / Bilderberg Club / Goldman Sachs / Jim O'Neill / Economia della truffa / Euribor / Porta aperta alla speculazione / Barclays / Depositi Over-nigth  

    Italia – Tentacoli sulla Riserva Aurea Nazionale

    Vogliono mettere le mani sul nostro oro: la terza

    riserva del mondo. Ecco come! 

    Il potenziale distruttivo dell'Euro-gabbia e dell'Euribor

    del quale nessuno parla, svelato per voi

    La discutibile intervista dell'economista Quadrio Curzio al 

    quotidiano "Il Giornale"

    Roma, Bruxelles – La scorsa settimana tra le dissennate proposte del governo del professor Mario Monti, tendenti ad estinguere il debito nazionale in gran parte "fittizio ed illegale" maturato nell'Eurozona, vi era stata quella di svendere 20 miliardi l'anno di beni pubblici rientranti nel patrimonio immobiliare "storico" italiano. Proposta che a quanto pare sarà sguita alla lettere dal professore e dai suoi scellerati ed asserviti seguaci, che – in caso di vittoria elettorale, a partire dal 2013, e se Dio non ci assiste – si adopereranno senza sosta a "regalare" pezzi d'Italia per ripagare chi specula e dissangua le ricchezze delle famiglie e delle imprese italiane. Inoltre avevamo accennato anche ad un altra ipotesi di scempio: quella protesa a conivolgere nel presunto (quanto pazzesco) "piano di risanamento" la  nostra riserva aurea – la terza del mondo, ricordiamolo – per finanziare il dittatoriale MES o per qualche altra simile sconcezza.

      L'Italia e l'ombra lunga di Goldman Sachs  

    Avevamo poi analizzato la posizione alquando ambigua del neo-liberista Mario Draghi: ex-uomo di punta per l'Europa di Goldman sachs. nonché tra i principali artefici di un piano di privatizzazione nazionale senza precedenti avviatosi segretamente nel 1992 sul piroscafo Britannia (vedi articoli correlati). Un Mario Draghi che da presidente della Bce, appena insediatosi – ricordiamolo pure – si rifiutò di intervenire in favore dell'Eurozona. Rifiutandosi cioè di acquistare i titoli del debito pubblico dei Paesi Piigs: Paesi dell'Eurozona fatti oggetto degli attacchi della speculazione internazionale e lasciati allo sbando dalla Commissione europea e dagli altri organi dell'Ue (Parlamento e Consiglio). Ciò mantenendo volutamente chiusi i rubinetti della BCE, malgrado l'art. 11 del SEBC (Sistema Europea delle Banche Centrali) prevedesse in casi urgenti interventi simili (vedi protocollo SMP ). Abbiamo poi analizzanto un'altra posizione curiosa, quello del "gran consigliere" Jim O'Neill,  presidente di Goldman Sachs Asset Management, che in tempi non sospetti dettava consigli utili per uscire dalla crisi, trovandosi curiosamente in perfetta sintonia con altri 3 ex-colleghi di Goldman Sachs: Mario Draghi ed i professori Mario MontiRomano Prodi.

      L'ipotesi "Riserve Auree"  

    Comune denominatore di quella che potremmo ribattezzare con un pizzico di "ironia" (consentitecelo) la "Strategia Goldman", è l'utilizzo del (deleterio) Meccanismo Europeo di Stabilità (o MES): arma altamente dittatoriale (direi neo-coloniale) spacciata come democratico strumento per la crescita.  Ma come finanziare il MES? Mediante, "magari", l'utilizzo delle riserve auree del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC): vista la cronica scarsità di liquidi che afflige gli stati, dovuta alla recessione ed alla speculazione da interessi bancari da pagare sulle obbligazioni sottoscritte. Pertanto avevamo avanzato l'insana ed azzardata, quanto probabilissima ipotesi – balenata nelle menti illuminate della casta – di ricorrere all'ulilizzo delle riserve auree degli stati dell'Eurozona in crisi. Tra di essi, ovviamente, quelle dell'Italia: Paese che – come detto – detiene ad oggi la terza riserva aurea del mondo. Ed  ecco come per magia il materializzarsi delle nostre previsioni, stamane, in una intervista pubblicata dal quotidiano "Il Giornale". Protagonista l'economista Alberto Quadrio Curzioprofessore emerito di Economia politica all'Università Cattolica di Milano, nonché grande amicone e consigliere indovinate di chi? Del professor Prodi.

      Paradossale Quadrio Curzio: "Per la crescita  si impegni l'Oro" 

    L'intervista Alberto Quadrio Curzio è a dir poco scioccante, a tratti imbarazzante. Almeno a nostro modesto avviso. E vi spieghiamo il perchè! Secondo lo stimatissimo economista, infatti, per la crescita – a quanto pare – non occorre sbaragliare la speculazione e tagliare le unghie alla finanza con la de-finanziarizzazione dell'economia. Nell'intervista e nelle parole di Quadrio Curzio non si fa cenno né al ruolo anti-speculativo degli acquisti di bond da parte della Bce, né di una "provvidenziale" riforma o cancellazione dell'Art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma bensì la soluzione proposta dal luminare è il ricorso ad un "prestito garantito in oro". Cioè, la strada indicata dal fantasioso economista passa dal compromettere (a garanzia) le nostre preziosissime riserve auree nazionali. Così facendo – secondo Quadrio Curzio – il governo potrebbe evitare di innalzare il cuneo fiscale. Come a dire: per guarire un malato da una forma gravissima di varicella (provocata tra l'altro da un contagio evitabilissimo ed indotto) il medico anzichè somministrare medicine che curino la malattia alla radice, decida di correre il pericolo di tagliare una mano al paziente, per evitare – in alternativa – di tagliargli una gamba. Soluzione alquanto paradossale e fuori dalle righe.

        Lo spread e le inconciliabili "Teorie del Nulla"  

    Il concetto che vorrebbero far passare come la "panacea ai mali (indotti) della Nazione", dunque, passerebbe per il ricorso ad un "prestito con garanzia in oro per rilanciare la crescita attraverso un abbattimento del cuneo fiscale contributivo e investimenti in infrastrutture". Per l'economista la fiscalità orientata al risanamento può crescere, dunque, con un prestito garantito da oro. Ma la domanda è: se la recessione (indotta dall'Euro-sistema e dal sistema Target 2) non frena la sua folle corsa, che ne sarà delle riserve auree italiane? Perchè fidarsi di queste previsioni? Perchè giocare con il fuoco, continuare a fidarsi e ad avallarle tutto ciò, quando oggi lo stesso governo Monti propone addirittura di uscire dalla crisi del debito (debito artifizioso ed indotto) svendendo 20 miliardi l'anno di patrominio pubblico nazionale? evidentemente qualcosa o qualcuno è letteralmente impazzito! Ma il professor Quadrio Curzio è capace addirittura di  superarsi, sostenendo poi che "le recenti dichiarazioni di Mario Draghi (BCE) sull'irreversibilità dell'euro e sul fatto che la Bce interverrà in modo non convenzionale dovrebbero alleggerire le pressioni sugli spread. Peccato che proprio ieri il professor Mario Monti – in merito avesse contraddetto tale teoria, sostenendo che lo spread ed i giudizi del rating piovuti nelle ultime ore come una pioggia acida sull'Italia, fossero ingenerose ed assurde, quanto inaspettate. Allora cari professori "illuminati" perchè non fate pace con voi stessi e vi decidete? Il rating e lo spread sono strumenti inaffidabili di destabilizzazione economica oppure, al contrario, misuratori affidabili, "nervosi" e "pensanti" da acquietare con sacrifici e dichiarazioni accomodanti?  

      Per la vera crescita "De-finanziarizziamo l'economia reale"! 

    La sensazione, o meglio la certezza, è che siamo allo sbando, e che i "mercati", il "rating" e lo "spread" abbiano definitivamente fatto il loro corso e fallito completamente la loro "missione": sporca o confusa che sia! Bisogna definitivamente de-legittimare le "agenzie della discordia" (Standard & Poor's, Fitch ratings e Moody's) e tornare a parlare di economia reale, mandando a casa – ed alla svelta – quanti ancora vorrebbero farci credere che le imprese e le famiglie (come le stesse banche, di Basilea 2) dovrebbero sottostare alla pazzia ed all'aleatorietà di questi perversi strumenti di caos e destabilizzazione economica e sociale.

      I sintomi di una "follia europeista acuta"  

    Dunque molti sono ancora i sintomi acuti (vedi articoli correlati) di una euro-follia dilagante che getta le sue basi in un europeismo cieco e bieco: primato dei privati nel controllo del sistema bancario europeo; rifinanziamento pubblico obbligato – per gli stati dell'Eurozona – presso le banche privare; immobilismo della BCE; finanziarizzazione dell'economia e uso spropositato di derivati e ricorso anti-economico e speculativo ai depositi over-nigth; subalternanza della sovranità statale al giudizio delle società private del rating ed alle lobby; Strenua difesa dell'euro, a discapito del Welfare e della sacralità della dignità umana; utilizzo ad oltranza dello scellerato ed arbitrario Sistema (di pagamenti interbancari) Target 2 e del Tasso "Euribor": quest'ultimo tornato prepotentemente sotto-accusa negli ultimi giorni. Vediamo cos'è!

      Definizione di "Euribor"  

     

    L'Euribor è un “marchio registrato” di esclusiva proprietà dell’associazione privata delle banche europee (Euribor-EBF); per definizione esso è il "tasso d’interesse a cui i depositi a termine interbancari sull’Euro vengono offerti da una primaria banca a un’altra primaria banca della zona dell’Unione monetaria europea (UEM) alle 11.00 ora di Bruxelles”. Ma in effetti, i tassi d'interesse forniti dalle singole banche sono “autocertificati”: ciò equivale a dire  che gli istituti di credito hanno piena discrezionalità nel dimostrare che possono effettivamente contrattare prestiti ai tassi comunicati. Questo è pertanto un sistema piuttosto "anarchico" e "discrezionale" (arbitrario) incentrato sull'assenza di controlli e su meri criteri opportunistici. Ne è esempio lo scandalo del caso "Libor", tasso: manipolato dalla banca Barclays e forse da altre. L’Euribor (tasso interbancario offerto in euro) come molti ignorano è stato introdotto con la nascita dell'euro nel 1999, tramite il concorso delle banche europee di maggior spessore,  unitesi nel determinare un tasso di interesse base che potesse tornare utile alle transazioni finanziarie che interessano le moneta unica.  Il fine perseguito è stato, almeno in teoria, quello di modulare sullo stesso livello i tassi di interesse, con lo scopo di avere un unico punto di riferimento per le operazioni finanziarie interbancarie per – udite udite –  evitare speculazioni. Ma solo in teoria per l'appunto!

       "Tasso Euribor": un'ulteriore portone aperto alla speculazione  

    Alla fine, invece, i professori dell'euro hanno finito per confezionare un sistema gabbia che (all'interno del già illustrato disastroso "Sistema Target 2" – vedi articoli correlati) ha ingenerato di fatto profonde disparità di trattamento tra i vari Paesi dell'Eurozona, ed addirittura – in molti casi – tra le stesse banche di un medesimo Paese membro. Chi vigila sull'Euribor? Praticamente nessuno! E' una giungla selvaggia ed anarchica nella quale i più furbi prevalgono:  ed in particolare le banche meno solide o più spregiudicate, che hanno la meglio su quelle più virtuose e corrette, che vengono fortemente penalizzate dalle prime. Questo evidentemente accade per un vizio intrinseco all' "Euro-gabbia" legato al fatto che i paesi e le stesse banche presentano situazioni economiche molto diverse tra loro, e quindi non sono suscettibili di confronto ad un tasso uniforme. Quindi è logico – lo capirebbe anche un bambino: ma non evidentemente i nostri illuminati professoroni –  che per sormontare gli evidenti  ostacoli e limiti dell’Euribor, andrebbe creato uno strumento più flessibile che tenga conto della diversità dei vari istituti di credito e delle loro situazioni patrimoniali, premiando esclusivamente quelle che hanno dimostrato nel tempo una maggiore onestà ed una gestione economica più oculata: magari accordando loro  accessi al credito BCE, più facilitati. 

       I paradossi del "Tasso Euribor"  

    Il "Tasso Eurobor" – usando un eufemismo – può essere considerato alla luce di quanto esposto alla stregua di una amara ciliegina posta su una altrettanto indigesta torta  preconfezionata ad arte dai "distratti" pasticceri europeisti: Romano Prodi e i suoi fidati "consiglieri" in primis. Pur se poco conosciuto (o addirittura occultato) esso è un qualcosa che tutti dovrebbero conoscere, soprattutto quando ci si appresta a sottoscrivere un mutuo da migliaia di euro. Spesso, infatti, chi ha il mutuo indicizzato all’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) non sa che si tratta né – come detto – di un “marchio registrato” privato; né come esso viene calcolato e che effetti comporta.  Lacuna informativa gravissima, soprattutto perchè da esso spesso e volentieri possono dipendere sensibili variazioni di rate da un mese all’altro. Pertanto, una volta appresi questi elementi, forse adesso sapremo controbbattere meglio alle forzate posizioni europeiste – oggi difese a spada tratta da una parte esigua di Italiani e ma molti media e luminari universitari – sull'Euro-gabbia ed i i suoi accidenti. O meglio suoi suoi  "eccezionali meccanismi" economico-finanziari da poker. Meditiamo gente!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, 21 luglio /  2012

    – di Sergio Basile –

    Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle  

    Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact

    e al tracollo finale della  Democrazia

    Ci aspettano 20 anni di dittatura e nuove ingerenze dirette dell'Europa dei

    banchieri, anche nel dopo Monti; la politica in Italia è definitivamente morta

    e sepolta 

     

     

    di Sergio Basile 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – E’ stato approvato il 12 Luglio senza dibattito in Senato. Il Fiscal Compact si riconferma  un “patto fiscale” dai tratti ingannevoli e disonesti, anche nel momento della sua approvazione. Meno di una settimana di lavoro per ratificarlo, e non sono noccioline: il trattato  europeo impone all’Italia di tagliare 45 miliardi di debito pubblico all’anno per 20 anni ( grazie alla spending rewiew). Obbiettivo? Mettere in pareggio un Debito illegale ed impareggiabile perchè si auto-rigenera in base ai meccanismi perversi che abbiamo visto (vedi articoli correlati: "Schiavi di un Debito Illegale). 

     Il Vergognoso silenzio del Parlamento                                                                    

    Silenzio al Parlamento. Malgrado finte prese di posizione e finte scaramucce tra ABC, che si attenuano come al solito col calar del sole, o addirittura allo spegnimento della spia rossa delle telecamere. Nessuno dice una parola a difesa della libertà e integrità dei cittadini, ma rimangono tutti in poltrona! Alfano, Casini, Berlusconi e Bersani continuano in pratica a fare la loro sporca, sporchissima particina, e a sostenere i disastri, i sanguinosi disastri del professor Monti, mentre l'Italia, la grande Italia del lavoro va irrimediabilmente a rotoli. Da registrare solo un timido intervento della Lega – che lascia però il "tempo che trova" – che ha chiesto un referendum popolare che non verrà mai messo in pratica.

     Il Grande Tradimento                                                                                                    

    Seppur si siano nascosti dietro questo omertoso silenzio – tradendo sia il "patto elettorale" con gli Italiani, che il "patto sociale" con la storia – tutti i parlamentari sanno a cosa ci stanno facendo andare incontro. Un vero e proprio macigno per la nostra Repubblica, reso ancora più pesante dai controlli della Germania e non solo. Un giogo schiacciante, dittatoriale, posto sul nostro collo – come l'agricoltore fa con le sue bestie – e su quello dei nostri figli. Questo strazio, infatti, secondo questi signori dovrebbe andare avanti per 20 anni, ed evidentemente oltre: perchè 20 anni così vuol dire. "trasferirsi idealmente nel quarto mondo". Cioè giusto il tempo di trasformare l'Italia nel Burundi: con tutto il rispetto per il Burundi.

     Il Grande Boicottaggio                                                                                                   

    Ma a far più rabbia di questa sporca e menzognera casta di meschini politicanti, sicuramente quei cittadini che restano volutamente nell'ignoranza e – a differenza dei cugini spagnoli, scesi nelle piazze a milioni – restano comodamente seduti davanti alla TV ad ascoltare media corrotti e notizie completamente falsate e protese a boicottare le nostre menti, rendendo più facile il percorso dei nostri aguzzini verso il disastro più totale nostro e delle nostre famiglie. A diffrenza di oggi, nel passato – come apprendiamo dalla storia antica – il popolo d'Israele sotto la schiavitù dei faraoni d'Egitto sperarono in Dio e trovarono Mosè. Ma chi saranno oggi i nostri liberatori sociali? Chi i nostri Mosè? L'unico (grande) conforto, per i credenti. è sapere che – come ha detto la Madonna nelle apparizioni, da Fatima a Medjugorie – i tempi che oggi stiamo vivendo sono i più bui della storia, ma alla fine il bene trionferà. Magra consolazione (forse) per i non credenti, esposti in pieno a tutti gli effetti più deleteri di un a-nomismo cronico: perdita di qualsiasi tutela reale e garanzia giuridico-legislativa. Fenomeno che il sociologo Durkaim analizzò nel teorizzare il suo famoso "suicidio anomico": forma di suicidio tipico dei nostri tempi.

     Schiavizzati dall'Europa col "sorriso sulle labbra"                                                

    La sovranità economica, in questa apocalisse indotta e mascherata, verrà totalmente dirottata fuori dallo stato italiano, per migrare verso la Commissione europea, e l’Eurogruppo. L’obbligo di pareggio di Bilancio e soprattutto un rientro a tappe forzate del debito pubblico (falso e fittizio) saranno dictat da rispettare prima di ogni altra cosa! Qualunque stato ritenesse che non stiamo rispettando i “patti “, potrà denunciarci al fine di farci sanzionare con una multa fino a 0,1 % del Pil ( 1, 6 miliardi di euro). E qui casca l'asino: non sarà Mario Monti a chiederci nuove manovre (il gioco è sottile quanto subdolo) ma una volta che il professore sarà tornato ad occuparsi a tempo pieno delle sue banche e dei suoi club occulti, sarà direttamente l'Europa ad allungare su di noi (e sui nostri alleggeriti portafogli) i suoi asfissianti tentacoli, chiedendoci "nuove manovre". Per chi non l'avesse ancora capito quello che stiamo vivendo non è un gioco, non è una crisi passeggera, ma è una vera e propria guerra tra classi. Un vero e proprio "gioco al massacro", dove il popolo più addormentato sarà il primo a vacillare, ed in Italia – in tal senso – ogni giorno che passa l'indifferenza e la disinformazione mediatica ci stanno portando alla schiavitù totale. E lo faranno sorridendoci, con il sorriso sulle labbra: trattandoci da completi idioti.

      La "prostituta liberal-socialista"                                                                                  

    Una cosa è chiara, la politica è fallita, prostituitasi completamente alla causa liberista ed al dio denaro; e le caste – malgrado gli ultimi tentativi di coprirsi e le ultime illusioni – hanno gettato la maschera. Non esiste più il senso dello stato e delle istituzioni tipico della destra conservatrice; non esiste più la lotta per la difesa dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, tipica delle forze della sinistra, e della sinistra moderata. Non esiste più l'idea di giustizia sociale e di rispetto per la dignità umana che animarono Don Sturzo e personaggi come Giorgio La Pira, tipici di partiti di centro e di un elettorato cattolico. Chi dovrebbe incarnarli oggi? Forse il montiano Pierferdinando Casini?  Fatto sta, che di giorno in giorno, crescono i consensi per il Movimento 5  Stelle, l'unico finora capace – sistematicamente – di schierarsi apertamente contro lo strapotere delle banche e delle lobby, e contro i loro maggiordomi italiani della politica. Riuscirà Beppe Grillo, che nei consensi ha già sovrastato il duo Alfano-Berlusconi, a sormontare la strategica accoppiata Bersani-Casini? Manterrà fede ai suoi programmi anti-austerity? Chi vivrà vedrà!  Ma, intanto, nell'attesa di conoscere le pieghe elettorali che il nostro Paese prenderà, c'è da dire che oltre al Fiscal Compact verrà ratificato l’altro trattato liberticida per eccellenza, ossia il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) il fondo di 500 miliardi che entrerà in vigore effettivamente a Settembre, Germania permettendo. Con questo trattato, l’Italia, s’impegna a versare oltre 15 miliardi in 5 anni; senza contare  una serie di altri articoli che, comma dopo comma, sono tesi alla distruzione della libertà e democrazia degli stati europei che vi hanno aderito, in nome di una nuova dittatura europea, opportunamente camuffata. Cose delle quali abbiamo abbondantemente parlato (vedi articoli correlati).

      Sicilia sotto attacco                                                                                                            

    Nel frattempo il Premier Monti ha avuto, in questi giorni, un vertice improvviso con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il grosso dell’incontro è stato dedicato al viaggio americano di Monti, il quale ha esposto a Re Giorgio Napolitano tutti i particolari inerenti agli incontri con le personalità stanunitensi: personaggi tutti – secondo Monti – interessati alla ripresa del Vecchio Continente. "Se l’Europa non si riprende, anche l’America un giorno potrà risentirne": ha spiegato il professore con la passione per i "derivati". Belle e commoventi parole che venivano spese proprio mentre Moody’s, l’agenzia di rating , declassava l’Italia! Una parte dell’incontro è stata dedicata, poi, anche alla Sicilia. Monti si è riferito alla lettera scritta l’altro giorno a Raffaele Lombardo, nella quale esprimeva timori per il rischio di default e chiedeva conferma sulle dimissioni. Parlarne a Napolitano è stato un modo per ottenerne la copertura politica, su una mossa che ha avuto reazioni forti, soprattutto in Sicilia.

      Sardegna alla riscossa                                                                                                       

    Ma l’opinione pubblica è in fermento, finalmente, anche in Italia. Gli Italiani non ce la fanno più! Malgrado i media fingano di non accorgersene.E ci sono volte in cui l’unione fa la forza: la settimana scorsa, gli agricoltori sardi hanno salutato definitivamente l’Imu. L’amministrazione regionale ha deciso di classificare come svantaggiati tutti gli enti locali dell’Isola; ad eccezione del territorio del capoluogo regionale, dove i terreni agricoli hanno scarsa rilevanza. Il comparto agricolo è già martoriato da una forte impennata dei prezzi di produzione, assolutamente antieconomica: ora le aziende potranno destinare ad altri impieghi il denaro per il balzello su campi, stalle, capannoni ed edifici. E arrivano anche buone notizie.

      Intanto le lobby esercitano il potere reale                                                                   

    Nella Borsa di Chicago le quotazioni di mais hanno fatto registrare un nuovo massimo storico: un aumento del 42% negli ultimi 30 giorni, insieme a un rialzo del 34% per il grano e 17% per la soia. Dinamiche dovute alla siccità negli Stati Uniti e le alluvioni in Russia e Ucraina.  Gli agricoltori italiani potranno contare, però, su un aumento del prezzo solo nel medio periodo: anche il mercato agricolo è in preda alla speculazione. Ci sono società specializzate nell’accumulo del prodotto, attività che si è dimostrata molto redditizia! Si segnala poi – con grande vergogna e sconcerto – un vero boom dei prodotti di finanza derivata sulle quotazioni dei principali cereali: titoli pensati per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi ed oggi diventati un arma a doppio taglio nelle mani delle grandi società finanziarie, che continuano ad esercitare il potere reale in questa gabbia di matti. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Monti: “Non resterò dopo il 2013”

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti  

    Monti : "Non resterò dopo il 2013"

    Le perle di saggezza del professore , in

    attesa delle nuove elezioni politiche

    Mario Monti – La sua esperienza a Palazzo Chigi dovrebbe finire nel 2012

    Roma – Si chiacchiera e si parla in giro di questo strano “nuovo che avanza”. Nuovi progetti per salvare l’euro e nuovi piani per l’economia. Tuttavia queste “novità” e questo clima di curiosità per il cambiamento, sono frutto di macchinazioni politiche, e non di provvedimenti contro la recessione, che continua a dilagare indisturbata. Dopo l’Ecofin, nelle scorse ore, Mario Monti a dichiarato – un pò a sorpresa – che non rimarrà al governo. Il suo mandato di premier e capo del governo tecnico finirà nel 2013, e non è volontà del professore, quella di continuare la “carriera”. Il suo obiettivo, dice, “E’ quello di rimanere Senatore a vita”. D’altronde, chi non vorrebbe esserlo? Con tutte le provvigioni e privilegi che sono dovuti  a questa carica, tante volte immeritata, nell'Italia dei favoritismi.

      Mario Monti – Fin qui un ottimo bilancio a prescindere  

    A prescindere dall’abbandono di Monti, che ci strappa un sorriso sulle labbra ma anche un velo di preoccupazione pensando a un suo probabile “degno successore” tra i suoi fedelissimi sostenitori, la situazione politica italiana evidentemente peserà molto sulla schizzofrenia dilagante dei mercati. Monti, prima di levarsi di torno, tuttavia, ne ha combinati di "storici" (distruzioni e sfaceli) ed ancora, molto probabilmente, ne combinerà in Italia e nell'Ue, come ben sappiamo dopo le conclusioni dei vertici europei. Per adesso, la volontà di salvare l’euro (anche a discapito degli Italiani e degli Europei) è chiara, a detta del professore. Intanto, e malgrado la nuova minaccia dello presunto "Scudo Anti-spread", la nave italiana, sta  per essere travolta dall’onda anomala del debito, e Monti, capitano della nave, lo sa bene; essendo stato lui uno dei principali responsabili. Ma come Schettino insegna, a un certo punto è meglio abbandonare l'equipaggio, per salvarsi la pellaccia!

      Le ultime pillole di saggezza   

    Ma cosi parla il premier: “Oggi, il peso nel determinare lo spread dipende da quale sarà la capacità di governance dell’Italia: dalle riforme istituzionali, dal comportamento dei partiti. A novembre gli occhi di tutti erano concentrati su quanto questo governo sarebbe riuscito a fare. Quando saremo a gennaio è chiaro che sarà quasi irrilevante quanto questo governo riuscirà a fare e sarà invece dominante il peso della seconda componente”. Forse non rimarrà cosi irrilevante per tutte quelle famiglie colpite dalla crisi e le centinaia di esodati rimasti senza lavoro e tanti ragazzi che hanno perso le speranze per il futuro! Guarda un pò!

      Il sogno dell'accentramento    

    Ma seppur deciso ad andarsene,  il premier vuole portare a termine il diabolico progetto degli Stati Uniti d’Europa, prima delle prossime elezioni. “Più si va a fondo per risolvere  problemi immediati, più si vede che è difficile farlo senza ulteriori passi verso una nuova integrazione” – blatera il professore e poi aggiunge – Il lavoro svolto dall’Eurogruppo e dall’Ecofin, evidenzia la volontà di fare tutto quello che è necessario, per salvaguardare la nostra moneta e far progredire il progetto politico europeo”. Tra le proposte delineate nell’ultimo vertice europeo, quella di una sorveglianza unificata sulle banche “è tra le più urgenti”. Voi avevate dubbi? Mettiamo in stand by tutte le altre problematiche, cosi tante da poterci scrivere un trattato, perché le povere banche hanno bisogno di noi, e necessitano di un dittatore che le controlli nel modo giusto!  Cari cittadini! Ma non è finita mica qui. Nelle ultime ore Monti è stato un fiume in piena: “Per salvare l’Europa ci vuole più Europa”, ha incitato (o minacciato) il premier.. La solita frase retorica, senza un significato concreto; pura propaganda per portare avanti questo progetto liberticida , di cui più volte abbiamo parlato nei dettagli. In realtà per salvare l’Europa, ci vorrebbe tutt’altro. Tanto per cominciare, che economisti sanguisuga come Monti – con tanto di scagnozzi e fedelissimi sostenitori – e tutto il carrozzone dell'euro-casta, se andassero al diavolo!

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

    ABC, il Cavaliere e il Professore: “Nuovo Macello Italia S.P.A.”

    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    2012 – Liberismo, Consorterie e Politica: Un groviglio da Districare

    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Vertice Ue – Vittoria di Monti e Lobby

    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Roma, Bruxelles e gli Euro-Ipocriti

    Venerdì, Giugno 29th /  2012 – di Sergio Basile e Silvia Laporta – Parlamento europeo / Bruxelles / Europarlamento / suicidi / Crisi economica / Fine dello Stato sociale / Grecia / Stati Uniti d'Europa / Roberto Bertolini / Madrid / Josè Luis Ayuso Mateos / Organizzazione mondiale della sanità / Commissione All'ambiente / Indifferenza dei media […]

    Quale Europa vogliamo?

    Quale Europa vogliamo?

    Mercoledì, Giugno 27th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Unione Europea / Europa / Roma / Stati Uniti d’Europa / Chiesa / Cristianesimo / Cristianità / Radici cristiane europee / Unità politica / Spiritualità / Educazione / Storia / Tradizione / Civiltà / Persona / Società / Bioetica […]

    Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Ue, Bilderberg e Laqueur: Profezie Avverate

    Venerdi, Giugno 22th / 2012 – di Federica Santoro e Sergio Basile –  Unione europea / Eurozona / Euro / Accentramento / Stati Uniti d'Europa / Walter Laqueur / Nuovi modelli d'integrazione / Trilateral Commission / Bilderberg Club 2012 / Nigel Farage / Herman Van Rompuy / Super-stato Ue fine a se stesso / The Last Days of […]

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Merkel esce allo scoperto: “Lavoriamo per l’accentramento!”

    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Sergio Basile – Unione Europea / Commissione europea / Commissario al Mercato Interno / Germania / Angela Merkel / Manbuel Barroso / Michel Barnier / Belgio / Berlino / Francoforte / Bruxelles / Accentramento del sistema bancario / Accentramento politico / Stati Uniti d'Europa / Nuovo Leviatano / […]

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer […]

    2 Giugno: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    2 Giugno: Festa della Repubblica? Ecco perchè non c’è proprio nulla da festeggiare!

    Sabato, Giugno 2nd / 2012   – di Sergio Basile – Italia / Roma / Parata 2 Giugno / Festa della Repubblica / Demagogia / Retorica / Terremoto in Emilia / Giorgio Napolitano / Renato Schifani / Mario Monti / Roberto Maroni / Disoccupati / Perdita della sovranità nazionale / Perdita della sovranità monetaria / […]

    Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Tragedia Italiana: in fumo altri 130mila posti di lavoro

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Roma / Sfacelo / Licenziamenti / Recessione / Austerity / Verso la Grecia / Distruzione dell'economia / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Mezzogiorno  / Perdita di 130.000 nuovi posti di lavoro   Tragedia all'italiana: in fumo nuovi 130mila posti di lavoro  L'Italia sempre più […]

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

     

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

    Paradosso Monti: “La crisi è finita!” – Dalla Cina con stupore!

    Martedì, Aprile 3rd / 2012 Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo […]

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Venerdì, Febbraio 10th / 2012 Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza  Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal? Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano del […]