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  • Europa: Ancora un Nuovo Record di Disoccupati

    Europa: Ancora un Nuovo Record di Disoccupati

    Mercoledì, Dicembre 5th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto, Sergio Basile –

    Europa / Ancora un Nuovo Record di Disoccupati / Unione Europea / Crisi / Disoccupazione / Statistiche / Eurostat / Giovani / Società / Governi / Youth Guarantee / Laszlo Andor 

     

     

    Europa: Ancora un nuovo record di

     

    disoccupati

     

    Le statistiche parlano chiaro: "nell'Eurozona 

     

    il livello di disoccupazione è sempre più 

     

    inaccettabilmente alto"

    Bruxelles – Nuovo record per la disoccupazione nell'Eurozona: a ottobre Eurostat avrebbe registrato qualcosa come 18,7 milioni di senza lavoro, pari all'11,7% dato in crescita (+0,1 punti) rispetto al mese precedente. Su base annua l'aumento della disoccupazione secondo Eurostat sarebbe stato di +1,3 punti (10,4% a ottobre 2011), colpendo 2,16 milioni di persone in piu' in 12 mesi.

     

     Il Dato di Eurostat 

     

    Nell'insieme dell'Unione europea la disoccupazione ad ottobre è stata registrata al 10,7% (10,6% il mese precedente). A ottobre 2011 era al 9,9%. Il tasso e' cresciuto in 16 paesi, ma e' calata in nove, mentre sarebbe rimasto stabile in Slovenia (8,6%) e in Austria, che con il 4,3% di senza lavoro ha il record di maggiore occupazione nella Ue. Il primato assoluto nel continente è della Norvegia (3,0%). Tra i nove paesi con la disoccupazione in calo, i decrementi piu' vistosi sono stati registrati in Estonia (da 11,5% al 9,6%). I disoccupati sono diminuiti anche in Germania) da 5,7% a 5,4% nei 12 mesi) e nell'Irlanda sotto programma di aiuto (era al 15,0% a ottobre 2011, e' passata al 14,7%).

     

     La situazione in Spagna 

     

    La Spagna continua ad avere il triste primato europeo di disoccupati, con dati in costante crescita: 26,2% a ottobre (con l dato Eurostat – il 55,9% dei giovani fino a 25 anni senza lavoro). Il tasso era al 25,8% a settembre, al 25,6% a settembre, al 24,4% ad aprile scorso e al 22,7% a ottobre 2011. Ma ci sono regioni dove la disoccupazione supera il 50%. Nella Ue a 27 i giovani senza lavoro – sempre secondo Eurostat – sarebbero 5,67 milioni (+279mila in un anno), dei quali 3,6 milioni nell'Eurozona (+350mila in 12 mesi). Ma i dati incrociati del nostro osservatorio ci offrono un panorama ancora più disastoso. Oltre 55 milioni sono i disoccupati ed i precari a livello continentale. Qualcosa come 5 interi stati come la Grecia, in mezzo ad un marciapiede.

     

     Regole da riscrivere e gettare via 

     

    Chi ha scritto le regole dell'economia e della finanza in Europa, nell'ultimo quinquennio almeno, evidentemente ha perso il senno! Il livello di disoccupazione nell'eurozona e nella Ue continua ad essere – come prevedibile – sempre più ''inaccettabilmente alto''. "I governi ora 'devono adottare le misure decise a luglio per rendere il mercato piu' dinamico'': ha commentato così dinnanzi a tale e tanto sfacelo il portavoce del Commissario al Lavoro Laszlo Andor, aggiungendo che ''fronteggiare la disoccupazione e le sue conseguenze sociali deve essere la priorità dei governi'' chiedendo di estendere a tutti i 27 il sistema di Youth Guarantee, a favore del primo impiego dei giovani.

     

     Il Gambero della Recessione  

     

    Ma francamente questo ci sembra un palliativo proteso  anascondere i veri problemi: il fiscal compact e l'emorragia incontrastata e pilotata del debito. La denuncia del Trattato di Lisbona e  la rottamazione del Sistema Target 2. La ridefinizione dell'euro e dei suoi equilibi, oppure – come ultima ma necessaria ipotesi – lo stesso abbandono della moneta unica, seguendo la preziosa linea introdotta  dfesa dai teorici della "Modern Monetary Theory". Questa dell'Ue, signori, ci sembra la politica del gambero, che di giorno finge di avanzare verso la luce, e di notte arretra, sprofondando (nel nostro caso) nel pozzo senza fondo della disoccupazione, del precariato e della recessione, con politiche di austerity da vera dittatura.

     

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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  • Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

    Venerdì, Settembre 14th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Governo / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori / Decreto Legge 138 del 2011 / Referendum / Occupazione / Disoccupazione / Sinistra Italiana / Università Roma 3 / Cassazione / Sinistra Ecologica e Libertà / Italia dei Valori / Verdi / Rifondazione Comunista / Fiom / Cgil / Partito Comunisti Italiani / Popolo della Libertà / Antonio Di Pietro / Nicky Vendola / Paolo Ferrero / Elsa Fornero / Massimo D’alema / Sergio Cofferati / Mario Monti 

    Il paradosso del professore: “lo Statuto

    dei Lavoratori ha frenato l’occupazione”

    Polemiche e grandi polveroni politici si sollevano

    contro il Governo "tecnico"

    Intanto l’Italia si prepara al Referendum

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Occupazione, crescita e lavoro: un tris che l’Italia non conosce e che, continuando sulla scia  recessiva tracciata dal governo Monti, ovviamente, non metterà mai a segno. Nuove polemiche infiammano la “politica–dittatura” italiana e ad alimentare le fiamme ed il malcontento nazionale e popolare ci pensa proprio lui, il professore, che nelle scorse ore ha messo in discussione l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, al quale ha attribuito, per determinate disposizioni,  la responsabilità di una insufficiente creazione di posti di lavoro, pur riconoscendone – oseremmo dire quasi sarcasticamente – il nobile intento di tutela dei più deboli. Lo stesso statuto, tra l'altro, addirittura osannato nei giorni scorsi a Bruxelles, nell'ambito di un convegno di "europeisti" sul tema lavoro e occupazione, dal paradossale titolo "Jobs for Europe". Paradossale a dir poco, visto che in Europa oggi – per colpa della crisi indotta e dei golpe dei governi tecnici dei banchieri – vi sono milioni di disperati, divisi accuratamente in circa 166 milioni di poveri e 55 milioni, circa, di disoccupati!

     Monti – Un Autogol clamoroso al novantesimo! 

    Ma tornando all'ennesima gaffe montiana, la notizia del giorno è che il "Presidente del Consiglio" si è lasciato andare a queste  dichiarazioni fuori luogo – e alquanto ambigue – in occasione del Congresso annuale della Società italiana di Scienza Politica, tenuto nella capitale presso l’Università Roma 3, creando immediato scompiglio tra i rappresentanti delle varie parti politiche. Caduta di stile quella del Professore liberista, il quale è scivolato sulla buccia di banana da lui stesso posta sul largo viale di Palazzo Chigi. Ed ecco, dunque, che giunge – per contro – come una sorta di dirompente ed inaspettato boomerang la notizia secondo la quale un gruppo di politici (alcuni dei quali fino ad un momento prima intenti a sorregere ossequiosamente la valigetta allo stesso Monti: vedi il Sel di Vendola) hanno avanzato la proposta di un referendum per l’abolizione delle modifiche apportate dal Ministro dell'ammazza-welfare, Elsa Fornero, all’articolo 18 del tanto discusso Statuto dei Lavoratori;  e per l’abrogazione dell’articolo 8 del decreto legge 138 del 2011. Tali politici ed esponenti di varie parti sociali, in particolare, hanno provveduto a depositare questi due quesiti referendari in Cassazione: quesiti, per i quali le relative firme legittimative saranno raccolte a partire dal prossimo 12 ottobre. L’iniziativa è partita, principalmente da "Sinistra Ecologia e Libertà di Nicky Vendola – e con tempismo alquanto anomalo, vista la prospettiva di sodalizio politico paventata tra lo stesso Vendola ed il fedelissimo di Monti, Pierluigi Bersani – e dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ai quali si sono uniti anche Rifondazione Comunista, i Verdi, la Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici–Cgil) ed il Partito dei Comusti italiani.

     Tutti fischiano, anche la "Curva dei propri ultras" 

    Insomma, una sinistra colpita al cuore dalle esternazioni di Mario Monti, e che non ha risparmiato frecciatine al "caro" professore: “Quello che dice il premier non mi stupisce – ha affermato il Segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero –  Del resto si tratta del governo più antioperaio della storia”. Anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato le dichiarazioni ribadendo che “sarebbe un semplice errore se a criticare l’esistenza dello Statuto fossero due persone ubriache in un bar di periferia. Ed è un dolo, una malvagità gravissima fatta dai cosiddetti professori”. Le critiche nei confronti del premier hanno trovato spazio addirittura – udite udite – nel Partito Democratico, attraverso la voce di Massimo D’Alema il quale, oltre a ritenere la frase di Monti “palesemente sbagliata”, ha ricordato che la riforma è stata fatta proprio dal Presidente del Consiglio ed ha sottolineato, pertanto (cercando, a quanto pare, di buttare acqua sul fuoco) l’inutilità della polemica. Quasi a voler subito "scusare" il professore.

     Palazzo Chigi tenta, invano, il salvataggio in calcio d'angolo 

    L’eurodeputato del PD, Sergio Cofferati, ha definito “tristi le parole di Monti perché prova di un vuoto di proposte” . Solo il PDL di Angelino Alfano (il confusionario PDL) si è dimostrato tendenzialmente d’accordo con il "premier" ma, ormai, la frittata è fatta: ormai è stato sollevato un polverone politico non indifferente e di portata ancora non del tutto decifrabile. Ciò nonostante il tentativo di salvataggio in extremis di Palazzo Chigi, che nelle scorse ore ha provveduto – in calcio d'angolo – ad informare con un perentorio quanto insufficiente comunicato stampa del fatto che "in realtà le parole di Monti non avevano come obiettivo quello di scatenare la polemica e non si riferivano all’attualità politica". Ma come disse il "collega" Cesare, "il dado è tratto"!   Ma d'altronde era inevitabile: quello del professore è da mesi un politichese insopportabile e contraddittorio, che prima o poi avrebbe finito per implodere su se stesso. E' una questione di matematica! Una cosa è ormai palese: malgrado il tentativo dei media di regime di dipingere realtà politiche ed economiche idilliache (quanto, in effetti, illusorie e distanti dal vero) l’antipopolarità di questo governo tecnico, figlio di una sorta di colpo di stato (supportato da una semplice letterina della BCE e dai giudizi infondati e completamente sballati delle agenzie di rating)  è giunta a livelli inimmaginabili e clamorosi. Di buono, per ora, c'è soltanto il fatto che qualcuno finalmente sembra essersi levato le grosse fette di prosciutto che gli coprivano gli occhi ed ostruivano la vista, comprendendo forse che in un Paese cosiddetto "Democratico", la distruzione e l'immolazione dello stato sociale – e dei diritti sacrosanti dei lavoratori – sull'altare pagano dei mercati non è proprio quello che si dice un qualcosa di "normale, accettabile e civile".

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Venerdì, Agosto 31th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile –  Italia / Partiti politici / Corte dei conti / Furto di 185 milioni / Regionali 2010 / Rimborsi / Partiti nazionali / popolo delle libertà / Agazio Loiero / Partito Democratico / Lega Nord / Io amo la Lucania / La Puglia prima di tutto […]

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

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    Domenica, Luglio 5th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / […]

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

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    Martedì, Luglio 31th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama […]

    Dittatura Italia: Benvenuti nello stato liberista di “benessere socialista”

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    Giovedì, Luglio 19th/  2012 – di Silvia Laporta – Crisi economica / Bce / Mario Draghi / agenzie di rating / Disoccupazione / crisi del settore della costruzioni / Mario Ciaccia / Ministro delle Infrastrutture / Banca d'Italia / Usa / Cassa Integrazione / debito illegale / Fillea / Filca / Feneal / Patto di Stabilità  / […]

    Mezzogiorno: se continua così dopo l’Estate “si andrà tutti in Grecia”

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    Venerdì, Luglio 13th/ 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – Italia / Ue / Mezzogiorno / Europarlamento / Commissione parlamentare per lo sviluppo regionale / Consiglio Ue / Proposta co-finanziamento / Politica di coesione / 2014 – 2020 / Regioni meridionali / Abruzzo / Molise / Basilicata / Sardegna / Regioni in transizione / Media europea […]

    Fiction-Italia – Il ritorno dei “Morti Viventi”

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    Lunedì, Luglio 23th/ 2012 – L'Editoriale, di Vincenzo Folino –  Ue / Eurozona / Agenzie di rating / reazioni della Politica / Commissione europea / Pierluigi Bersani / Mummie / Ibernati / Declassamenti impropri / Bacon / Conoscenza è potere / Silvio Berlusconi  / Morti viventi  Fiction-Italia – Il ritorno dei "Morti Viventi" Trailer ufficiale […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

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    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione […]

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    Giovedì, Luglio 18th/ 2012  – di Vincenzo Folino – Italia / Open Coesione / Banca dati / Open date / Ministero per la Coesione territoriale / Fabrizio Barca / Governo Monti / Notte Piccante / Catanzaro  Barca sbarca sul web: "Open-Coesione" è online: ma la vera "Coesione" passa per il Welfare State Finora pochi progetti a […]

    Euro-disastro: Ecco cosa stanno facendo per salvare il dio-euro

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    Mercoledì, Luglio 18th /  2012  – Dossier-Inchiesta, di Vincenzo Folino e Sergio Basile  – Eurozona / Italia / Ingresso nella zona euro / Romano Prodi / Goldman Sachs / Moneta unica / Roberta Angelilli / Unione monetaria / Crisi economica / Vicepresidente parlamento europeo /  Euro / Bilderberg Club / Commissione Trilaterale / SME / […]

    L’Amore insano per l’Euro e La propaganda dei Media

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    Martedì, Luglio 17th/ 2012  – di Silvia Laporta – Commissione Europea / crisi economica / suicidi / chiusura imprese / moneta unica/ euro / lira / Mario Monti / Germania / Svezia / Danimarca / Inghilterra / Bce / Mes / Fiscal Compact / tasse / austerity / neo-liberalismo / Spagna / morte del Welfare  […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Dall’Europa a Wall Street, l’egemonia del lobbismo e l’economia della truffa

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    Mercoledì, Agosto 8th/ 2012 – L'editoriale di Sergio Basile –    Banche e Finanza / Unione europea / New York / Bruxelles / Wall Street / Borsa / Speculazioni / Economia della Truffa / Galbraith / Wall Street /  Traders / Pil / Economia reale / Borsa / MES / Project bond / Knight Capital […]

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    Mercoledì, Maggio 9th / 2012 – di Sergio Basile e Federica Aloisio – Consiglio Ue / Vertice straordinario / Bruxelles / Herman Van Rompuy / Martin Schulz / Manuel Barroso / Commissione europea / Parlamento europeo / Paesi Ue / Francoise Holland / Francia / Angela Merkel / Germania / Nicolas Sarkozy / Fiscal compact […]

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    Venerdì, Maggio 4th / 2012 – di Franco De Domenico – Europa / Italia / Crisi / Piano Marshall / Keynes / Fondi statali / Disoccupazione giovanile    Il Titanic – Europa vuole un salvagente Un piano Marshall, ma i fondi mancano Bruxelles – I piani ci sono, sono pronte le strategie, come si diceva […]

     

  • Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

    Lunedì, Settembre 10th/  2012

    – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali / Commissione Trilaterale / 666 / Simbologia / Vangelo Secondo Matteo / Gesù Cristo / Forum Ambrosetti / Sacco del Britannia / Debito Illegale / Tradimento dei Trattati / Tradimento della Costituzione / Credit Crunch / Eba / ESM / MES / Inside Job 

    Monti-Napolitano: "Italia sulla Buona Strada" 

    Il Consiglio di "Qui Europa": Dimettetevi!

    Recessione e Commissariamento: le uniche costanti

    nel presente e nel futuro dell'Italia targata Monti

    Tutte le contraddizioni e le ipocrisie della coppia neoliberal

    Monti-Napolitano nei sermoni di Roma, Cernobbio e Bari 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Annus Orribilis                                                                                                                

    Roma, Bari, Cernobbio – Il 2012 è stato in assoluto "l'annus horribilis" di quello che una volta (cioè fino al 2011) era noto nel mondo come il Bel Paese: la settima economia del mondo ed il Paese dell'arte, degli inventori, dell'artigianato, del turismo, della moda, del buon cibo, dei santi e dei navigatori! Tutto un bel ricordo ormai! Il 2012, dopo il golpe neo-liberista favorito da Giorgio Napolitano sarà ricordato dai posteri come l'anno della recessione; dei licenziamenti di massa; della svendita del Patrimonio Nazionale; del fallimento e contestuale svendita dei fiori all'occhiello del "Made in Italy" (prima rete d'imprese in Europa e tra le prime al mondo); delle bugie sistematiche; del tradimento della Costituzione e dei Trattati europei; del tradimento del Principio di Sussidiarietà; della rottura del "Patto sociale"; della speculazione legalizzata; dell'usura legalizzata; della distruzione dello "Stato Sociale"; del disprezzo di ogni forma di dignità umana; del tradimento dei capisaldi della nostra tradizione cattolica e della "Rerum Novarum" (principi incarcati benissimo in politici cristiani del calibro di "Giorgio La Pira" che conribuirono a far grande l'Italia); del Debito Illegale; del tradimento della Democrazia; degli scandalosi aumenti record (7) delle accise statali sul carburante; del primato mondiale sulla tassazione, e chi più ne ha più ne metta! Ma alla fine, il messaggio che i nostri governanti (non eletti) hanno voluto far passare nel week-end è stato quello della necessità e della continuità di questo pandemonio artificiale nel nome dell’emergenza e del debito pubblico (debito – ricordiamolo – creato artificiosamente dalle banche al 90%, e dagli stessi politici – figli del "Porcellum" – che oggi occupano ancora le poltroncine rosse del Parlamento, per il restante 10%).

     Monti-Napolitano – Un'accoppiata vincente                                                        

    Dunque, per ora, avanti tutta con la menzogna liberista! Almeno fino a quando Eni, Enel e Finmeccanica e le altre società controllate dallo stato, non saranno state gettate nel calderone della speculazione. Nel fine settimana (Venerdì, Sabato e Domenica) abbiamo assistito, in tal senso, ad una serie infinita di prove verbali propagandistiche di più alta scuola, protese a mistificare come non mai la realtà dei fatti, malgrado il palesarsi di impietosi numeri ed indici recessivi. Protagonisti sempre loro! Gli artefici del colpo di stato iberista che ha distrutto l'Italia – uno dei paesi più robusti e ricchi al mondo – nonché le famiglie italiane oneste e lavoratrici, milioni delle quali ridotte sul lastrico. Chi sono? Semplice! I "già denunciati" professor Mario Monti e "l'ex-comunista" (convertitosi al neoliberismo più selvaggio e bieco) Giorgio Napolitano.

     Il miglior modo per inaugurare la "Fiera del Levante"                                      

    Ma esaminiamo nel dettaglio i passaggi più significativi dei loro contraddittori e folli sermoni neoliberisti. ''Condivido alcune critiche rivolte all'azione di governo, anzì le condividerei se non avessi presente la drammaticità della sfida che avevamo da affrontare''. Così – mettendo le "mani avanti" – il professor Monti ha inaugurato la 76ma Fiera del Levante a Bari. "Molte cose fatte – ha detto – hanno sofferto di angustia, ma prese insieme hanno permesso di evitare che l'Italia avesse un tracollo, forse per lungo tempo irreversibile, e con essa l'Europa". Ma evidentemente il professore ha dimenticato di far cenno al fatto che neppure un anno fa l'Italia aveva 100 miliardi di euro in meno di debito pubblico, e godeva di un avanzo primario invidiabile. Come invidiabile era il debito privato delle imprese: 40 miliardi di euro contro gli 8000 miliardi di euro delle imprese francesi. Paese, quest'ultimo, al contrario dell'Italia, stranamente  fatto salvo dalle grinfie degli speculatori. Ma dopo quello del debito, il secondo alibi di Monti – ormai si sà – è quello dell'evasione fiscale: quella che lo stesso ha osato definire una "guerra di civiltà". Dimenticando forse – da sedicente cattolico –  che la stessa dottrina cattolica dei dottori della Chiesa (San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Leone XIII, ecc..) non riconosce la validità, la legittimità e la legalità di forme di tassazione iniqua che superano addirittura il 10% del reddito del capo-famiglia. Percentuale giunta oggi al 60-70% del reddito, considerando anche lo scandalo dei 7 successivi aumenti record delle accide statali sul carburante: un fenomeno che probabilmente neppure Hitler nella sua follia avrebbe mai attuato per i suoi stessi connazionali! Per il liberista Mario Monti, tuttavia, "gli sforzi in programma non sono stati fatti nella misura necessaria per decenni". Pertanto – si giustifica – "il Governo ha dovuto concentrare il loro avvio in poco tempo". Ma sapete a partire da quale anno il debito pubblico iniziò a scoppiare? Dal 1981! L'anno in cui iniziò la collaborazione del giovane Mario Monti con i governi italiani. In quell'anno furono sdoganati i titoli di stato come strumenti di reperimento dei fondi statali. Da allora in poi crebbe progressivamente il ruolo della speculazione bancaria, culminato con l'approvazione dell'art. 123 del Trattato di Lisbona. Ma la memoria di "Super-Mario" è davvero corta! Complice evidentemente l'età!

     Le contraddizioni sui Giovani: "i nemici del sistema"                                        

    Altra perla, poi, quella sui giovani. "I giovani – ha sostenuto – sono la componente più largamente inutilizzata e demoralizzata del capitale umano del Paese, specialmente al Sud". Da tempo – ha poi continuato l'ipocrita Monti – ricevono incentivi incoerenti e segnali di disattenzione. (…) E'  maturata in molti giovani la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi". Ciò spingerebbe i giovani a cercare vie traverse e raccomandazioni.  Ma la verità è che la recessione – da lui stesso ingenerata – ha inevitabilmente esasperato le condizioni di vita dei giovani – specie al Sud – spingendoli a volte, inutile negarlo, verso le lusinghe della criminalità e del malaffare. Lo dicono i dati ufficiali, secondo i quali i reati e gli stessi suicidi sono in perenne aumento. Un aumento anche questo da record!

     Recessione e Commissariamento: i veri obiettivi del governo?                     

    "La ripresa non si vede dai numeri ma l'Italia è ripartita. (…) Spesso mi domandano, dopo oltre quattro anni di crisi economica internazionale, quando arriverà la ripresa. E' vero, rispondo ai miei interlocutori, la ripresa oggi non la si vede nei numeri ancora, salvo qualche barlume, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo, (?) è veramente dentro di noi ed ed è una cosa che è alla portata del nostro Paese. (?) L'Italia da questo punto di vista è già ripartita – ha poi aggiunto con innegabile faccia tosta – ma non bisogna però prendere queste considerazioni come bollettini di un istituto di statistica o di un istituto di studi congiunturali. (…) Un anno fa – ha ricordato il professore  amico dell'FMI e dei poteri forti ed occulti – non eravamo ancora ben consapevoli ma rischiavamo di essere travolti (?) da una crisi finanziaria com'è avvenuto al di là del mare, in Grecia. Quest'anno questa prospettiva si è decisamente allontanata, siamo tra i Paesi che contribuiscono a spingere l'Europa verso l'essere una vera Europa. Adesso – ha aggiunto – l'impegno comune di Governo, imprese, parti sociali è quello di creare le condizioni per un nuovo sviluppo economico che si poggia però su basi più solide, rompendo questa gabbia di austerità che ha avvolto la nostra economia, se sapremo muoverci in stretta intesa tra i livelli di governo, se praticheremo bene quel principio di partenariato che l'Unione europea vuole assai pragmatico , se i giovani si convinceranno di questo percorso, e vi contribuiranno individualmente e collettivamente, allora il viaggio faticoso della rinascita dell'Italia può davvero dirsi cominciato a partire dal Sud , a partire da questa terra di Puglia". In sintesi: siamo in recessione, migliaia di aziende sono fallite, milioni di Italiani hanno perso il lavoro per sempre, ma era tutto previsto! Infatti a detta dell'impresentabile Monti, ciò farebbe parte della "misteriosa" strada per la crescita!

     Mario Monti – L'uomo sbagliato al momento sbagliato                                     

    Ma già il meglio di sé l'ex (?) boss per l'Europa della "Trilateral Commission"(la celeberrima super-loggia mondialista, con logo un triplice "6" stilizzato: secondo molti studiosi di settore, simbolo biblico dell'Anticristo) lo aveva dato venerdì, nel corso dell’incontro tenutosi con le imprese a Palazzo Chigi. "L’Italia si troverà presto al di fuori della crisi, ed è tutto merito mio", ha  blaterato nell'occasione il professore, col pensiero probabilmente rivolto alle elezioni politiche del 2013. "Certo la ripresa non si vede – ha ammesso – ma essa è dentro di noi". Ma – come detto – dappertutto è un'ecatombe di imprese che falliscono grazie al credit-crunch, al cuneo fiscale, alla concorrenza sleale ed incontrastata delle imprese cinesi. Ciò mentre le banche, chiusi i rubinetti del credito, ormai si sono trasformate esclusivamente in società dedide agli espropri ed alla speculazione, mediante l'acquisto di titoli di stato, in "aste" false.  Complici l'Europarlamento (che ha avallato tale iniquo status quo, contribuendo a "cristallizzarlo" in nome della "democrazia" con la ratifica dell'innalzamento delle riserve di riserva patromoniale delle banche: già per altro piuttosto elevati con gli accordi di Basilea 3); l'Eba (l'Autorità Bancaria Europea, guidata da un altro italiano,  Andrea Enria); e gli assurdi accordi di Basilea 3  che – come non tutti sanno – hanno  blindato tali coefficienti, contribuendo a condannare di fatto migliaia di piccole imprese – assorbite da multinazionali e gruppi bancari – alla legge del "Credit Crunch". 

     Sulla strada del Commissariamento                                                                          

    Senza scordare che la cura Monti, finora, come detto, è servita solo a svendere irrimediabilmente – e imperdonabilmente – il patromonio nazionale e le robuste e gloriose aziende italiane, che il mondo ci invidiava. Forse – a quanto pare – troppo! Con il "Cavaliere Mascarato", poi,  il rapporto Debito Pubblico / Pil toccava quota 120,1%. Oggi tocca quota 123,2%. Trend, tra l'altro, in costante aumento, per la gioia delle banche d'affari e degli avvoltoi della finanza. Ma dopo il danno la beffa! Oggi oltretutto, e lo si è capito molto bene sempre nel fine settimana dal discorso di Mario Draghi, il nostro Paese rischia il commissariamento! Quindi ciò vuol dire che a dettar legge in un prossio futuro non sarà più la politica italiana (quello ormai non lo fa in maniera evidente da più di un anno, dall'invio di quella famosa "letterina" della BCE "Draghi-Trichet" del 2011). In realtà, quindi – smentendo clamorosamente le insensate e folli parole del professore – il sistema Italia in Europa non conta più nulla! Infatti è erroneo confondere l'Italia intesa come "Mario Monti" – che dell'Italia e della democrazia è inubbiamente oggi il principale nemico – con l'Italia intesa come "Forza Lavoro", "Forza-Paese" o "Sistema-Paese". 

     Come può Satana scacciare Satana?                                                                          

    Fesserie a profusione, dunque, dinnanzi ad una "selezionata" platea applaudente! L'aggettivo "selezionata" è d'obbligo! Altrimenti non si spiega come a non poterne più di Monti – in base ai dati raccolti in mesi di ricerche ed analisi dall'Osservatorio Nazionale "Qui Europa" – siano oggi la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori (e non solo), dei disoccupati e dei giovani dimenticati, mentre Rai, Mediaset, La7, Sky e compagnia bella finiscano sempre per diffondere immagini del professore che offre le sue impeccabili prove verbali tra tripudi di applausi e trombe squillanti! Evidentemente c'è qualcosa che non torna! Specie adesso che qualcuno parla addirittura di un Monti Bis. Vedi ad esempio, le ultime dichiarazioni da Firenze di Matteo Renzi – il "cosiddetto rottamatore" – che nelle scorse ore ha reso noto che in caso di una sua elezione sarebbe "pronto a fare un passo indietro cedendo il posto al professore !" Roba da matti! Ma l'esercito (o la setta) dei neoliberisti, non sta a guardare neanche al di fuori dei confini nazionali, e da Washington a Londra, da Berlino a Francoforte e Bruxelles  è partito un coro unanime in favore dell'investitura  del "Salvatore Monti" a Palazzo Chigi anche dop il 2013. L'unico, secondo Obama, Merkel, Cameron, Barroso, Moody's e compagnia bella – anche se non si sa in base a quale misterioso criterio – ad esser capace di far ripartire l’economia italiana (dopo averla affossata) tenendo sotto controllo il livello dello spread. E' Curioso, tuttavia, notare come dietro a questi burattini parlanti ci siano uomini vicini a lobbies, banche e multinazionali. Uomini che ne popolano all'inverosimile i rispettivi gabinetti di governo ed i consigli di amministrazone. "Come può Satana essere contro Satana!" Lo dice Gesù, Nostro Signore, in un celebre brano del Vangelo di Matteo (Mt 12, 25-26)!  "Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno?". Penso, francamente, che nessuna metafora poteva essere più calzante! 

     L'Italia nel mirino dei privatizzatori del "Britannia"                                             

    Ma d'altronde il celeberrimo "Sacco del Britannia" sotto la regia inglese – avviato nel 1992 – ed il piano mondialista dei falchi della Goldman, dovranno pur avere un obiettivo finale! Ed in tal senso emblematiche ed eloquenti sono state le ultime dichiarazioni di Knight Winke – anglosassone azionista Eni con un risicatissimo 2% – secondo il quale "per Wall Street e la City  le privatizzazioni sono più importanti della riduzione del debito pubblico". Molto significativo, inoltre, il tenore delle trame intessute da Goldman Sachs e dalle altre banche d'affari con la stessa Authoriy di controllo voluta da Obama sul sistema bancario Usa, all'indomani dello scandalo Lehman Brothers (come denunciato nel celebre film inchiesta Usa, "Inside Job"). Va ricordato, in tal senso, come una delle banche che più ha speculato al ribasso contro i nostri Btp (così come accaduto con il caso Lehman Brothers) sia stata proprio la Goldman Sachs. La stessa banca d'affari della quale Mario Monti è ancora oggi interlocutore affezionato. Come d'altronde lo furono altri europiesti (e neoliberisti doc) come Mario Draghi e  Romano Prodi. Uomini Goldman – tra i più prestogiosi di sempre –  a tutti gli effetti.

     Napolitano – L'assurdo monologo del Presidente golpista                                 

    Sulle stesse imbarazzanti frequenze l'ultimo intervento di Giorgio Napolitano a Cernobbio. "La situazione sta migliorando, ma non bisogna farsi troppe illusioni, perché molto resta da fare per far uscire il Paese dalla crisi. E in questo contesto il Quirinale intende vigilare affinché, a prescindere dall'esito del voto, l'Italia prosegua nel solco tracciato in Europa dal governo Monti per mettere definitivamente l'Italia in sicurezza". Giorgio Napolitano, ha scelto la prestigiossa platea del Forum Ambrosetti per prendere per l'ennesima volta posizione a favore della "sua creatura", del suo "amato figlioccio". E il suo intervento ha tutta l'aria di una campagna elettorale dal retrogusto neoliberal, in aperta convergenza, dunque, verso un "Monti-bis".  Secondo il nobile Re Giorgio, infatti, il suo "professore", "sostenuto dal senso di resposabilità dei principali partiti, è riuscito a tenere fede agli impegni, contribuendo al superamento della crisi del debito (?). Grazie a questi sforzi – ha ribadito – l'Italia ha riguadagnato credibilità internazionale e sui mercati. Ma, certo – nota il Presidente –  la strada è ancora lunga, non bisogna farsi illusioni perché molto resta da fare". 

     Monti e la campana elettorale di Napolitano                                                           

    Secondo Napolitano, dunque, in vista delle elezioni del prossimo aprile 2013, le forze politiche dovrebbero "riformare la legge elettorale, dando maggiore governabilità al sistema". E questo con o sensa Monti, l'importante è seguire la sua strada. Magari – ci sembra di leggere tra le righe – cercando di prendere tutte le più adeguate precauzioni verso ipotetiche ( e non improbabili ) vittorie di partiti contrari al disegno neoliberista dei seguaci di Monti (Vedi Movimento 5 Stelle). Ma per Re Giorgio, non ci sarà problema! Per il padrino della Seconda-Repubblica bisogna confidare "sulla maturità delle nostre opinioni pubbliche". Purché il tutto si uniformi – ovviamente – ai diktat imposti da Monti, dall'eurocasta e dalle lobbies bancarie (chiamate con l'appellativo più digeribile di "mercati"). In tal senso per l'anglofono Napolitano "gioverebbe – infatti – un pò di self restraint (o self-control) per non generare confusione e incertezze tali da ripercuotersi sui mercati". Cioè cari Italiani, per uscire dalla crisi (da loro stessi creata e favorita) secondo Napolitano bisognerebbe: 1) Annullare sempre più il Principio di Sussidiarietà: principio, ricordiamolo, che riconosce il primato delle istanze e necessità dei cittadini su quelle – evidentemente – dei mercati;  2) Accettare la dittatura totalitaristica dell'Esm e del Fiscal Compact; 3) Evitare populismi e continuare a restare nell'euro-gabbia, come la Grecia; 4) Formare – con o senza Monti – al più presto gli Stati Uniti d'Europa. E Napolitano, ciò lo dice chiaramente quando asserisce che  bisogna muoversi verso "una vera e propria unione politica". Alla luce di questi insensati sermoni, chiaro e lineare è invece il consiglio che noi di "Qui Europa" ci sentiamo di dare ai nostri carissimi ed amati presidenti: "Per cortesia, Dimettetevi!"

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    La “Banda Monti” e lo stupro dell’Italia: un crimine contro l’umanità – Bianconi insorge

    Lunedì, Agosto 13th/ 2012  – di Sergio Basile – Italia / Iperliberismo / Mario Monti / Svendita del Paese / Patrimonio Pubblico Nazionale / Maurizio Bianconi / Angelino Alfano / Ronald Reagan / Reaganomics / Castelli / Speculazione / Banche / Goldman Sachs / Setta / Pensionati / Palazzi nobiliari italiani / Fronte comune / […]

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

    Media, Propaganda & Co: Non esiste alcuna Ricetta della casta per salvare l’Italia

     Giovedì, Agosto 9th/  2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile e Silvia Laporta – Crisi / Debito pubblico / Roma / Bruxelles / Berlino / Londra / Referendum anti Ue / Washington / Unione Europea / Germania / Regno Unito / Italia / Corriere della Sera / Giuliano Amato / Franco Bassanini / Costituzione tedesca / Mes […]

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Monti: “Non resterò dopo il 2013″

    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Consensi web alla provocazione di Borghezio: “tagliamo su Colle e Senatori a vita”

    Consensi web alla provocazione di Borghezio: “tagliamo su Colle e Senatori a vita”

    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Silvia Laporta – Repubblica Italiana / Crisi / parlamentari / Senatore a vita / Borghezio / Lega Nord / Castelporziano / Spending review / Giulio Andreotti / KlausCondicio / Sprechi / Tasse / austerity  / Buckingham Palace  Consensi web per la provocazione di Borghezio: "Bisogna risparmiare, tagliamo su Colle e […]

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Napolitano e Monti denunciati per attentato alla Costituzione

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Sovranità popolare / Sovranità monetaria / Sovranità fiscale / Denuncia alla Procura della Repubblica / Costituzione Italiana / Vertici dello stato denunciati / Giorgio Napolitano / Mario Monti / Parlamento / Governo Monti / Paola Musu / Procura di Cagliari […]

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, Luglio 21th/  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle   Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact e […]

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Cari Amici, ecco come ci stanno prendendo per i fondelli

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

     

     

     

     

  • Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Martedì, Luglio 3rd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Commissione Europea / Europa / Italia / Grecia / Germania / Spagna / Francia / Regno Unito / Università / Erasmus / Studenti / Integrazione / Cultura / Istruzione / Società / Giovani / Disoccupazione / Lavoro / Crisi / Politica / Futuro 

    Erasmus: un’esperienza di “lusso” 

    Pochi i finanziamenti europei per gli studenti

    e disoccupazione giovanile dilagante

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasburgo –   Il sogno dell’integrazione europea passa anche attraverso il progetto Erasmus: istituito nel 1987, aveva richiamato oltre i confini nazionali ben 3.224 studenti universitari europei che, fino al 2010, si sono moltiplicati esponenzialmente, raggiungendo il numero di 213.266 giovani, i quali hanno realizzato il proprio desiderio di studiare all’estero. Questi dati vengono forniti dall’ultimo documento redatto dalla Commissione europea, in cui viene specificato che i paesi coinvolti in questo progetto di respiro internazionale sono 33.

      Le mete preferite  

    Le mete preferite dagli studenti europei sono, prima tra tutte, la Spagna, seguita a ruota dalla Francia, dalla Germania e dal Regno Unito. Anche l’Italia dà buoni segnali di integrazione europea culturale ed universitaria, sia come paese ospitante sia per i propri studenti che scelgono destinazioni europee per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. Ma, se in passato, con l’Erasmus si disegnava il progetto di unire l’Europa e di abbattere i confini geografici e culturali tipici delle singole Nazioni nel tentativo di formare i giovani in modo “europeo”, l’oggi presenta agli studenti un conto diverso ed il futuro appare ancora più incerto.

      Fumo negli occhi – Un lusso per élite   

    Se la percentuale degli erasmiani aumenta, ogni anno, dall’1% al 3%, la crisi europea porta alla riduzione notevole dei finanziamenti previsti per l’istruzione. Ecco che, in un mondo governato dalla logica dei mercati e dell’economia, anche il diritto allo studio e alla formazione culturale e sociale, si trasformano in un lusso che non tutti possono permettersi. Le borse di studio previste sono sempre più povere ed in media, ogni studente, riceve un finanziamento di 254 euro al mese: una cifra che di certo non consente di mantenersi all’estero. Insomma, solo chi ha un portafoglio ampio sarà considerato uno “Studente eletto”, degno di una esperienza di studio europea. Chi, invece, non avrà una famiglia agiata che gli possa coprire le spalle, sarà costretto a rimanere a casa e a ritenersi fortunato nel caso abbia la possibilità di ultimare gli studi nel proprio paese. Come abbiamo più volte accennato, la crisi che stanno vivendo i paesi europei colpisce, oltre al portafoglio, anche i valori, l’istruzione, la cultura, il mondo del lavoro e, più nello specifico, i progetti ed il futuro dei giovani. Del resto, la crisi della società, ovviamente, permette una manipolazione più capillare ed efficace della popolazione e questo sembra essere l’obiettivo perseguito dai nostri politici, “bravi e competenti”.

      Un gregge sconfinato di disperati  

    Possiamo solo rabbrividire davanti ad alcuni dati relativi alla disoccupazione giovanile europea: come riportato stamane dal giornale “Rinascita”, diretto da Ugo Gaudenzi, “sono cinque milioni e mezzo i giovani disoccupati di età inferiore ai 25 anni, rappresentativi di una media del 22,4% con punte del 50% sia in Spagna che in Grecia. Sette milioni e mezzo non studiano e non hanno neanche un impiego”. Per quanto riguarda l’Italia di certo non si può dire di meglio: proprio ieri, si è raggiunto un nuovo record, purtroppo ( o oseremmo dire “come al solito” ) negativo.

      In Italia – Situazione apocalittica  

    La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36,2% e quindi, sempre secondo i dati diffusi dall’Istat, un giovane su tre è senza lavoro: ormai quasi uno su due. Una fotografia di un’Italia malata che sta uccidendo, attraverso una politica altrettanto malata, il proprio futuro mettendo in ginocchio i giovani. Il paese più virtuoso è, invece, la Germania con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 7,9% e la cosa non ci stupisce affatto considerata la costante diligenza tedesca da “prima della classe” e le palesi disparità bancarie, finanziarie ed economiche favorite dall'attuale sistema interbanvcario TARGET 2 (che esamineremo nel dettaglio nell'editoriale di domani, mercoledì 4 luglio). E allora ci chiediamo come sia possibile, anche sulla base di queste differenze nette e discriminanti, parlare ancora di un’Europa unita che abbatta tutti gli ostacoli culturali, sociali ed economici. Forse potremmo parlare di “illusione”: tanto, ormai, a questa parola ci siamo abituati.

      Muoversi ora o mai più!  

    Agiamo ora, prima che sia troppo tardi: e soprattutto parliamo tra di noi di tali problemi, fecendo pressioni (in questo periodo elettorale) sui nostri preudo-politici "indifferenti" e spesso e volentieri "collusi". Facciamolo ora, altrimenti i nostri figli non avranno un lavoro e vivranno per sempre nella disperazione.E la colpa sarà anche nostra e della nostra mostruosa indifferenza ed ignoranza!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    E’ Morto il Lavoro – L’Italia è una Repubblica fondata sull’Emarginazione

    Giovedì, Giugno 28th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Consiglio Europeo / Parlamento italiano /Italia / Roma / Bruxelles / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Diritti / Libertà / Welfare / Occupazione / Disoccupazione / Licenziamenti /Camera / Senato / Immigrazione / Emigrazione / Popolazione / Mario Monti / Elsa Fornero / Serena Sorrentino/

    Il lavoro? "Non è un Diritto!" – la solita Fornero

    non si smentisce mai

    La riforma del Lavoro si trasforma in legge con 393

    voti favorevoli alla Camera: licenziamenti più facili e

    aumento della disoccupazione.

    A spasso a 50 anni: così inizia la Crescita di Monti

    E' La Morte del Lavoro e la vittoria della società

    dei banchieri e delle consorterie occulte mondialiste

    Italia – E’ Morto il Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      L'Italia è una Società fondata sul licenziamento  

     Roma–  “Il lavoro non è un diritto!” : questa la clamorosa dichiarazione rilasciata “dall’illustre” Ministro del Welfare (o meglio dell'Ammazza Welfare) Elsa Fornero, che alla vigilia della riunione del Consiglio Europeo, prevista per oggi, si è resa indiscussa protagonista di una gaffe da Oscar che, in un attimo, ha cancellato metaforicamente un passato di conquiste sudate e di dure lotte per il riconoscimento dei diritti e delle libertà. Così, la riforma del lavoro si trasforma in legge: dopo aver ottenuto per quattro volte la fiducia al Senato, anche la Camera si è pronunciata a favore del Ddl firmato “Elsa Fornero” con 393 voti favorevoli, 74 contrari e 46 astenuti. Scendono in piazza a protestare, seppur debolmente, i sindacati, con in testa Fiom e Cgil, per una riforma, ormai legge, che fa storcere il naso e salire la pressione ai lavoratori italiani. Il Governo, però,  si ritiene soddisfatto di poter depositare, oggi stesso,  sul tavolo del Consiglio Europeo la nuova legge che, in altri termini, riconosce la “libertà di licenziare” e fa tremare la nostra Costituzione.

      Golpisti e liberisti hanno Stracciato la Costituzione  

    Eppure l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro o, per meglio dire, lo era. Probabilmente, non lo è più e a distruggere un diritto ci ha pensato la stessa politica: quella dei potenti, quella di coloro che dettano leggi autoritarie in un sistema a-democratico. I sindacati (quel che ne è rimasto, s'intende) dicono, però, di non rassegnarsi  e continuano a portare avanti la propria battaglia. “Il disegno di legge va cambiato – ha dichiarato la segreteria Cgil, Serena Sorrentino – e per noi l’emergenza vera è rappresentata dal contrasto della precarietà perché, in questo momento, abbiamo bisogno di occupazione”. Come darle torto? In un’Italia colpita da una crisi creata ad hoc, la riforma del lavoro piomba come un macigno sulla testa di tutti gli Italiani, occupati e non.

      Uccidere il lavoro in Italia – Biglietto da visita per Bruxelles 

    L’approvazione del Ddl, voluta ed ottenuta a tutti i costi entro il 28 giugno, la dice lunga: apparire diligenti e mantenere gli impegni previsti agli occhi dei padroni dell'Europa di certo conviene al Prof. Mario Monti ed ai suoi colleghi, ma non conviene di certo alla nostra Nazione incapace di reagire perché messa in ginocchio dal potere e dalla smania europea di omologazione e di rispetto di norme austere e controproducenti, protese a creare un classe di schiavi subalterni, paganti, e con pochissimi diritti "apparenti" e zero welfare. E controproducente è la riforma proposta dalla Fornero che non ha fatto altro che istituzionalizzare la precarietà ma, ovviamente, la "signora" non intendeva dire ciò che ha detto riguardo al lavoro ma, di certo, lo ha pensato: un incidente diplomatico gravissimo e foriero – in un Paese normale – di licenziamento su due piedi.

      I Partiti uccidono il lavoro – I Lavoratoti uccideranno i Partiti 

    Una legge al servizio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire il riconoscimento dei diritti, tra i quali, Fornero o no, quello del lavoro. Nessuno sciopero generale, nessuna protesta degna  di nota e questo, implicitamente e tra le righe, lo ha fatto capire anche la Fornero stessa la quale ha dichiarato che “Il Governo ha avuto un dialogo per circa tre mesi con le varie parti sociali per arrivare ad un documento che alla fine tutti hanno condiviso, tranne la Cgil”. Una Cgil che, da sola, non è riuscita a mettere i bastoni tra le ruote ad un governo tecnico che detta legge secondo la volontà “assoluta e non contestabile” del caro premier Mario Monti e dei suoi suggeritori occulti e palesi. Tra la soddisfazione di Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani e – malgrado le flebili ripicche degli ultimi giorni – di tutto il Pdl: sempre più in calo di consensi popolari, come del resto gli stessi Udc e Pd, in favore del Movimento 5 Stelle di Grillo, che nei sondaggi, e stando ai trend progressivi di crescita  di appresta a diventare il primo partito del Paese.

      Anche gli immigrati più poveri snobbano l'Italia 

    “Responsabilità” di certo non è parola chiara per il Consiglio dei Ministri: lo dimostrano i dati che emergono dal rapporto Ocse 2012 sull’immigrazione, che è stato presentato, ieri, a Bruxelles. Secondo quanto rilevato, anche gli immigrati cercano di evitare la crisi italiana optando per lo spostamento in altri Paesi europei, visto il notevole calo della richiesta di manodopera nella nostra penisola. Un’Italia povera che, oggi, viene “snobbata” anche da coloro che, in passato, l’hanno considerata una  sorta di ancora di salvezza e di speranza.

      Italia – Dal Giardino d'Europa a Terra d'emigranti ed emarginati 

    Il Governo, quindi, a lungo andare, potrà di certo evitare i problemi legati all’immigrazione ma sarà costretto a fronteggiare (o meglio gestire strategicamente) quelli dell'emarginazione sociale e dell’emigrazione: forse, l’unica via di uscita per gli italiani sarà la fuga verso altri paesi europei, una tendenza già sottolineata che rischia di trasformarsi in un vero e proprio “esodo” alla ricerca di una “Terra Promessa”. Ad emigrare saranno soprattutto i giovani che non potranno mai contribuire allo sviluppo politico, sociale, culturale, economico del proprio territorio. I giovani, coloro che dovrebbero rappresentare il futuro di una Nazione, coloro le cui energie mentali e fisiche dovrebbero essere spese per il progresso di una terra che, dal nostro punto di vista, sarà caratterizzata da una popolazione vecchia e rassegnata.

      Monti: sacrifica il lavoro sull'altare dei padroni del mondo 

    Ma tutto questo appare in linea con la politica montiana, una politica che dimostra di voler bene alla Merkel, alla Banca Centrale Europea, ad Obama ed Hollande, ma non alla nostra Italia ed agli Italiani che non appartengano ad élite massoniche, bancarie e politiche. Ma non stiamo dicendo nulla di nuovo: del resto, Mario Monti non si smentisce mai. E che gliene importa se rende l’Italia lo zerbino dell’Europa? L’importante è rispettare gli impegni imposti dai suoi compari e suggeriti da lui stesso e dai suoi amici del Bilderberg Club e della Commissione Trilaterale. L’unica Italia che ci fa sorridere, in questo periodo, è quella che sta affrontando sì gli Europei…ma di calcio!

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Spagna – La truffa del “salvataggio”

    Martedì, Giugno 12th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Spagna / Unione europea / Aiuti alle banche / 100 miliardi dui euro / Il più grande regalo della storia dell'Europa fatto alle banche / Troika / Madrid / Banca e Finanza / Pseudo-crisi / Bankia / Inganno / Truffa / Dittatura delle banche / Falsi salvataggi / Povertà / Disoccupazione da record / 50% di disoccupazione / Aziende fallite / Mariano Rajoy / Bugie / Disinformazione / Manifestazioni di protesta / Sdegno della popolazione / Contro informazione / Qui Europa  / Sergio Basile 

    Spagna – La truffa del "salvataggio" bancario e

    le bugie di Mariano Rajoy

    Spagnoli in fermento in tutto il Paese contro Rajoy e l'Ue

    Indignados sul piede di guerra, al grido: “Non salvate

    le banche, salvate noi”

    Madrid – Proteste per gli Aiuti alle Banche e contro il Governo di Mariano Rajoy

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Madrid  – Nelle scorse ore, mentre gli Spagnoli restano sempre più abbandonati a sé stessi, ed alle prese con una disoccupazione vicina al 50%, stremati dal precariato e dalla povertà – una pioggia dorata ha bagnato le banche spagnole, beneficiarie di un “aiutino” da 100 miliardi favorito dall’Ue di Barroso e Van Rompuy, sotto la stretta regia della Troika. Dinnanzi all’ennesima euro-beffa  twitter è letteralmente impazzito e in poche ore sono piovuti migliaia di post di protesta di cittadini spagnoli  contro il governo Rajoy: ribattezzato per l’occasione come il governo delle banche che avrebbe venduto la Spagna all’alta finanza, celandosi dietro la parola “salvataggio”. Il “presunto” aiutino da 100 miliardi è invero la più grande operazione di salvataggio-truffa nella storia dell’Europa.

      Rajoy – Le solite bugie, la solita disinformazione  

    Molte le bugie: stesso copione anche in Spagna, come per l’Italia e per tutti i Paesi dell’Eurozona attaccati dalla speculazione e dai cosiddetti "banksters”. Ma il premier non si è scomposto, e per evitare i principi di una “rivoluzione popolare” ha minimizzato dando prova di una gran bella faccia di marmo, e gettando acqua sul fuoco, tentando – senza successo alcuno – di smorzare i toni. Rajoy si è “difeso” parlando di una “semplice linea di credito” in favore delle “banche in crisi”. Ma a crederci sono ormai solo gli ignoranti, o i cittadini travolti dall’onda della disinformazione. Più che di aiuto la verità è che si è fatto un ennesimo vergognoso regalino alla casta bancaria che domina l’Europa e ai suoi improponibili governanti piazzati ad arte da logge e gruppi d’interesse deviati e segreti. Questi sono i risultati. L’importante – per la casta – è conservare un sentore diffuso di normalità e democrazia per bocca di improponibili giornalisti venduti al potere e senza alcuna personalità. Almeno qualcosa ci accomuna in questo tempo ai cugini Spagnoli.

      Lo scaricabarile – European style  

    Si difende ancora Rajoy, che nelle scorse ore avrebbe dichiarato – a vana difesa della sua posizione scomoda – che in realtà si tratterebbe “di un’iniziativa delle istituzioni finanziarie europee per evitare il commissariamento della Troika (aggiungiamo dei sovrani assoluti Draghi, Van Rompuy e Lagarde)”. Scarica barile indegno, che ci ricorda tanto l’operato deleterio e la strategia “difensiva” di un professorino di casa nostra! Il Premier ha poi esaltato la soddisfazione palpabile degli "dei minori ed onnipotenti" del mercato: i veri padroni dei popoli . Soddisfazione, che – a suo dire – “dimostra quanto la Spagna sia credibile agli occhi dei mercati, per aiuti che serviranno solo a ricapitalizzare le banche, solo quelle in difficoltà, e che non avranno alcuna conseguenza sulle persone”. Ciò, secondo il premier iberico, “garantirebbe l’indipendenza della Spagna dalla Troika che ha già messo all’angolo Grecia, Irlanda e Portogallo”. Ma Rajoy, rosso in volto e teso come una corda di violino, ha  poi continuato in perfetto “tecnocratic Style”  – copiando evidentemente dagli appunti di Mario Monti – asserendo: “Facciamo quello che avrebbe dovuto fare già tre anni fa chi ci governava. La situazione era e resta grave. Siamo obbligati ad un grosso sforzo per risanare il nostro debito”. Peccato che il debito nell’Eurozona sia un pacco confezionato dalle stesse banche e votato all’autorigenerazione perenne. Balle colossali, dunque,  e non commentabili che lasciamo al vostro buon gusto ed all’analisi critica della vostra intelligenza.

      L’incredulità e lo sdegno degli Spagnoli  

    Le pretestuose e vuote parole del premier si sono diffuse rapidamente in tutti i locali pubblici del Paese – quelli ancora aperti e non falliti –  gli uffici, le case, in diretta Tv. Unanime lo sdegno ed il disgusto. Incredulità mista a rabbia dipinta in egual misura sui volti di padri di famiglia senza meta, vecchi e giovani per le vie di Barcellona, Valencia, Toledo e nella periferia della periferia dell’Europa dei tecnocrati.

    Nasce un nuovo fronte di protesta e lotta di classe

    E’ dittatura, ed ora anche gli Spagnoli ne hanno acquisito piena e definitiva consapevolezza. Spagnoli sempre più vicini agli indignados: gli stessi che Sabato scorso hanno occupato la city come la sede della stessa Bankia (la Bankia degli scandali finanziari e “calcistici” – vedi articolo pubblicato ieri 11 giugno in “Qui Europa”) al grido: “Non salvate le banche, salvate noi”. Intanto nuove occupazioni e nuove veementi proteste si profilano all’orizzonte. Siamo nell’anticamera di una nuova rivoluzione popolare?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Italia: Cercasi sindacati!

    Italia: Cercasi sindacati!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Sindacati / Forze sociali  

    Italy – Aaa… Rappresentanza sindacale Cercasi

    Il monito di Cofferati e il sonno dei sindacalisti

    Intanto, tra i silenzi, oscure mani si allungano

    su Finmeccanica

    Roma – Finmeccanica  è un baluardo 100% made in italy, è un colosso che negli  ultimi decenni ha assorbito quasi tutte le aziende italiane attive nei settori dell’aerospazio e della difesa; è una grande famiglia che ha regalato, in modo significativo al sud, il sogno di un’Italia all’avanguardia che non ha bisogno di lezioni serali per ottenere il diploma delle “capacità” (quelle sono insite nel nostro Dna). Sergio Cofferati, attuale eurodeputato in forza al Pd, ha scagliato un’offensiva contro il governo Monti, ribadendo con forza  il  prestigio mondiale di Finmeccanica ed il ruolo “sostanziale” che ricopre nel “Bel Paese”; “Sarebbe – continua Cofferati- utile utilizzare le attività di Finmeccanica per porre in essere una crescita nel paese, non per fare cassa – ed ancora – il governo Monti deve rendersi conto che gli impegni annunciati per la crescita non saranno credibili se, nel frattempo, si lasceranno smembrare importanti campioni dell'industria nazionale. Glielo chiedono i lavoratori in lotta, glielo chiedono le istituzioni ma, ancor prima, lo rivendicano il buon senso e la coerenza''. 

      Aaa… Sindacati cercasi  

    Il nostro caro Cofferati, ex Segretario Generale Cgil, pochi anni fa esigeva il rispetto della categoria dei lavoratori attraverso manifestazioni di piazza, come dimenticare infatti, quella memorabile tenutasi al circo massimo il 23 marzo del 2002 con milioni di persone che difendevano “l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori”. Oggi invece, quasi furtivamente, rintracciamo qualche commento sparuto, estemporaneo dei nostri sindacalisti, che non hanno una direzione, non indicano la strada da percorrere ma pongono semplicemente il problema, qualche manifestazione di tanto in tanto, ed il lavoro è bello e fatto. Grazie per le belle parole, ma né abbiamo sentite tante, troppe. Dove sono i sindacati di una volta? Dove sono i sindacalisti di una volta? La verità, signori e signore, è che in Italia non manca solo la politica, in Italia manca una vera rappresentanza sindacale che ha dato tanto ma che da tempo da poco o niente.

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    Domenica, Aprile 15th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Governo tecnico / Mario Monti / S.o.s. / Campagna pubblicitaria / Rilancio immagine del governo / Tasse / Fiscal compact / pensioni / Disoccupati / Lorenzo Cherubini / Jovanotti / Testimonial / Rifiuto / Impegni improrogabili / Politica / Giorgio Napolitano / Partiti politici / Tecnocrazia / Onore / Marketing e studi di settore / Popolarità sul web  

    S.O.S. Monti – Lorenzo dice “NO” al Professore

    Restyling-immagine del governo tecnico: 

    Monti in calo di popolarità tenta invano la 

    "Carta Jovanotti", che declina l'invito.

    Ora si teme l'effetto "Boomerang"

    Roma – Nelle ultime settimane, col crescere del “regime d’imposizione fiscale” cresce parallelamente anche il tentativo di restyling di un governo Monti sempre più impopolare, che con una ricca e mirata Agenda digitale – dietro consiglio dell’Europa – si sta sforzando con ogni mezzo di ammodernare ed informatizzare nel profondo il Paese per dare un senso di stabilità e benessere, e controbilanciare – con discutibile successo, e gusto discutibile – i disastri fatti sul fronte tasse, lavoro, pensioni, tagli, accise e recessione. Tra i principali obiettivi dell’Agenda montiana: “Infrastrutture e sicurezza”, “e-Commerce”, ”Alfabetizzazione digitale e Competenze digitali”, “e-Government”, “Ricerca & innovazione” e “smart cities & communities”. Allora, in tempo di crisi, si sa, da una parte e dall’altra c’è chi auguzza l’ingegno e tenta qualsiasi carta per – come si suol dire – “portare acqua al proprio mulino”.

      L’S.O.S. di Monti – L’idea Jovanotti  

    Allora fa davvero sorridere l’ultima trovata del professor Mario Monti – riportata dall’ “Espresso” e da “Libero” di oggi – che, dopo aver giocato la carta europea del fiscal compact (impedendo di fatto ai cittadini di avere “indietro” dallo Stato più servizi e benefici i quelli che essi rimettono alla causa pubblica pagando le tasse, con l’iniqua abolizione del “deficit spending”: non era mai accaduto a memoria d’uomo); aver afflitto le tasche dei contribuenti – soprattutto, in proporzione, di quelli più poveri: vedi pensionati – con ogni tipo di balzello; ed aver caricato all’inverosimile le accise sul carburante (trasformando un semplice viaggio di lavoro “quotidiano” di un padre di famiglia, in una epica traversata faraonica “lacrime e sangue”) – in evidente deficit di popolarità (malgrado quel che sostengano molti giornali nazionali di punta, che vedono il “caro ed amato” professore, stranamente, coperto da un’aurea dorata di plebiscitaria fiducia popolare) e forte della conoscenza dei più diabolici stratagemmi bocconiani di marketing, avrebbe addirittura chiesto aiuto a Jovanotti, al fine di convincerlo – a suon di euro – a sponsorizzare l’azione del suo “governo tecnico” di nominati.  

      Il “Grande Rifiuto”   

    Ma Lorenzo – che quanto a popolarità in Italia (e non solo), non è davvero secondo a nessuno (un’icona senza eguali nello star-system) ha gentilmente declinato l’invito, parlando di “improrogabili impegni all’estero”. Ma la cosa strana – e nel contempo, consentiteci, divertente – e che nell’immediato non sono previsti concerti, e l’ultimo tour, quello americano, è finito il 17 marzo scorso a Los Angeles. Insomma, il sospetto che Jovanotti abbia meditato un garbato espediente diplomatico per levarsi di mezzo non sarebbe poi così inverosimile. Un “NO” grande e pesante come un “bocconiano 110 e lode”, ma che avrà certamente colpito nell’orgoglio il pluridecorato ed osannato professor Monti, ridimensionandolo e di molto agli occhi dei suoi stessi sostenitori – opinion maker, politici e giornalisti – disseminati all’interno di numerosissimi colossi dell’informazione nazionale.

      L’effetto boomerang  

    Il professore avrebbe scelto Jovanotti (forse sopravvalutando il suo ascendente da “vecchio-tecnico” ed il suo spirito di persuasione) “per il grande ascendente che egli ha sui giovani”, e per il fatto che – dagli studi di settore posti in essere – egli risulterebbe uno tra i più abili comunicatori sul web: ad esempio, la sua pagina Facebook, ad oggi, presenta oltre un milione di iscritti. Peccato che il suo modo di comunicare non abbia bisogno di alcun artifizio, ma sia qualcosa di vero e profondo, che il Lorenzo Nazionale ha avuto da sempre: figlio di una naturale semplicità e spontaneità dell’essere, che – a differenza di qualcun altro – lo rende davvero amabile agli occhi di tutti: senza artifizi o escamotage mediatici. Invero, dunque, il “grande rifiuto” alla luce degli (infausti) sviluppi pubblicitari che l’équipe di esperti vicina a Monti si era prefissato di raggiungere, si è trasformato, al contrario, in un grande flop. Un effetto boomerang piuttosto deleterio per l’impeccabile immagine del professore. Probabilmente allora non così tanto amato come qualcuno vorrebbe farci credere e darci a bere. Anzi! E basta andare nei mercati o nelle code agli uffici di collocamento per capirlo. Il marketing ed i sondaggi possono aspettare! Ma d’altra parte, perché un cantante sensibile alle cause sociali come Jovanotti avrebbe dovuto legarsi ad un carrozzone così ingombrante e farraginoso come quello montiano? Per denaro? Per avere maggiore visibilità? Per orgoglio? Francamente no! Non almeno per Lorenzo, che di tali dorati e succosi “accidenti terreni” certamente abbonda.

      Lorenzo – Interpretazione del “Pensiero Positivo”  

    Cercando di interpretare il pensiero di Lorenzo, crediamo in fondo che il valore di un ideale o di una battaglia politica sia qualcosa non monetizzabile, non barattabile con un giorno di gloria o col denaro: per quanto esso sia. E secondo noi questo Lorenzo lo sa bene, e gliene fa grande onore. D’altra parte, invece, viene fuori l’immagine di un professore calcolatore, debole e freddo, ma anche – in fondo – consapevole di non avere il sostegno della maggioranza degli Italiani, e di stare – per volontà di qualche tecnocrate, qualche politico tornacontista e/o per legittimazione più o meno forzata del Presidente Napolitano – “appeso” ad un ruolo che francamente non gli calza. Il ruolo del “professore premier” non eletto da nessuno. Meglio sarebbe, forse, tornare tra i banchi della Bocconi ad insegnare marketing ed economia. Auguri professore!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Lavoro – Giovani: i dimenticati d’Europa

    Martedì, Aprile 10th / 2012

    – di Franco De Domenico –

    Europa / Italia / Economia / Crisi / Disoccupazione / Disoccupazione giovanile / Roosvelt / Europeo / Unione politica / Commissione europea / Westerwelle / Unità europea  
     
    Ti mando a non–lavorare! Giovane
    e disoccupato: ecco l’individuo
    dimenticato in Europa
     
    "Non è un paese per giovani!": In Italia un 
    milione di "ragazzi" hanno perso il posto
     

    Roma – Un tempo si minacciava: Ti mando a lavorare… E i giovani, addirittura i ragazzini “svogliati” o più poveri erano costretti a entrare precocemente nel mondo del lavoro. Ma oggi, in quel mondo c’è poco posto per i giovani, e in Italia, dal 2008, si sono persi più di un milione di posti di lavoro giovanili, esattamente la cifra che invece prometteva, invano, Berlusconi. Ma sia con il suo governo, sia con quello tecnico, sembra che l’Italia e l’Europa non siano un Paese per giovani, e che le politiche economiche, finanziarie, monetarie, siano decise da élites che devono rispondere a elettorati sindacalizzati, “garantiti”, o che vogliono difendere un lavoro già esistente, e piuttosto anziani.
     
      L'analisi di Amity Schlaes  in  “The forgotten man”  
     
    Questa l’analisi di Amity Schlaes, la storica americana autrice di “The forgotten man”, l’Uomo dimenticato, edito da Feltrinelli in Italia, saggio che analizza le crisi – quella del ’29 come quella odierna – a partire dagli ultimi, dai non classificati, come appunto il giovane e disoccupato. La ricetta che propone la Schlaes non è quella keynesiana e interventista di Roosvelt, né quella recessiva alla Merkel–Monti; ma quella del dimenticato, anche lui, presidente Calvin Coolidge, che affrontò un’altra crisi, quella del ’20 e ’21 negli Stati Uniti. Coolidge alzò il tasso di interesse del dollaro, e contemporaneamente dimezzò il bilancio federale: risultato, la sua crisi fu risolta in modo rapido. Oggi però, forse non abbiamo bisogno di ricette, ma di rinnovamento e speranza,  soprattutto per i giovani, nonché di riconquistare la centralità dell'individuo e della sua dignità, troppo repentinamente surrogata e rimpiazzata dalla centralità del "dio-mercato".
     
    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)