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  • L’origine ebraica del protestantesimo in Bernard Lazare

    L’origine ebraica del protestantesimo in Bernard Lazare

      Domenica, Marzo  1st / 2015    

     

    – di Andrea Giacobazzi –

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

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    “Con il protestantesimo lo spirito ebraico trionfò”

    Origine ebraica del protestantesimo in Bernard Lazare

    Giudaismo ed eresie cristiane negli scritti dell'autore ebreo Bernard

    Lazare, dai primi secoli al Protestantesimo

    Bernard Lazare: 

    «Le Società Segrete rappresentarono i due aspetti dello spirito ebraico:

    il razionalismo pratico e il panteismo, quel panteismo che […] 

    scivola talvolta nella teurgia cabalista» (Ndr – Qui Europa)

    Cfr. É. FAURE, L'âme juive, 1934; cit. in J. OUSSET, op. cit., pag. 255.
     
     

    di Andrea Giacobazzi

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Origini reali del Protestantesimo

     L'Origine ebraica del protestantesimo in Bernard Lazare                         

    Roma  – di Andrea Giacobazzi – Quello che segue non può definirsi un articolo – o un saggio – sui legami tra eresie “cristiane” ed ebraismo. Si tratta sostanzialmente di una raccolta di estratti provenienti da un unico libro: L’antisemitismo. Storia e Cause (1) (1894) del sionista Bernard Lazare, esponente di spicco della cultura ebraica a cavallo dei secoli XIX e XX. Questa piccola presentazione può valere contemporaneamente come parziale recensione (nel senso etimologico di “passare in rassegna”) e come base di riflessione circa la lucida analisi con cui, un autore ben distante dal Cattolicesimo Romano, sembra convergere su determinate interpretazioni storico-teologiche. Il tema pare ancor più interessante se viene letto, a differenza di ciò che fa Lazare, nell’ottica della Chiesa che – in quanto Novus Israel, Verus Israel – ha nella sua Dottrina il vero compimento della Legge Mosaica.

     Riflessione sulle eterodossie farisaiche                                                         

    Nella Tradizione ecclesiastica si trova la continuazione perfetta di quel retto cammino che – già prima della venuta di Cristo – era stato deviato, in ambito ebraico, da varie “tradizioni umane” ed infine dallo spirito delle eterodossie farisaiche a causa delle quali il Messia non fu riconosciuto da tutti i giudei  (2) (“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci”)  (3). Facilmente si capisce come il giudaismo di oggi abbia poco a che vedere con i Santi Profeti veterotestamentari che tante volte richiamarono il popolo e le sue autorità alla Fede genuina. Ma torniamo alle eresie “cristiane”: cosa afferma dunque il Lazare su questa “corrente ebraica” che pare inseguire e colpire, di setta in setta, il Nuovo Israele cattolico?

    (1) Bernard Lazare, L’antisemitismo. Storia e Cause, Centro Librario Sodalitium, Verrua Savoia, 2000.

    (2) Cfr: A. Giacobazzi, Lo smarrimento di David, Rinascita, 17-5-13, pp.12-15.

    (3) Matteo 23, 13
     
    Origini reali del Protestantesimo
     
     Gli estratti, le eresie – Dall'Ebionismo al Protestantesimo                        
     
    Seppure in maniera frammentaria e con qualche inesattezza che si ritrova nel testo, lo scrittore ebreo comincia dalle origini: […] Si potrebbe scrivere la storia della corrente ebraica nella chiesa cristiana, storia che partirebbe dall’Ebionismo  (4) iniziale per arrivare al protestantesimo  (p. 51)
     
    (4) Ebionismo: Corrente di cristiani “giudaizzanti” dei primi secoli. Negavano la divinità di Gesù Cristo e contemporanemente rigettavano gli scritti di san Paolo, considerandolo alla stregua di un apostata.
     

     Prima di giungere al luteranesimo                                                                  
     
    Prima di giungere al luteranesimo: […] Alcuni eretici non erano forse giudaizzanti? I Pasagiani dell’alta Italia osservavano la legge mosaica; l’eresia di Orléans era un’eresia giudaica; una setta albigese affermava che la dottrina degli ebrei era preferibile a quella dei cristiani; gli Ussiti erano assecondati dagli ebrei […] (p.107); […]
     
    Oscuri misteri della Kabbalah - 2 - Incorporazione del paganesimo nelle tradizioni ebraiche
     Contro i seguaci della Scolastica                                                                      
     
    Per vincere i seguaci della scolastica, gli umanisti dell’impero divennero teologi e per essere meglio armati andarono alle fonti: impararono la lingua ebraica, non per una sorta di dilettantismo o per amore della scienza come Pico della Mirandola e gli italiani, ma per trovare argomenti contro gli avversari. Nel corso di questi anni che preannunciano la Riforma, l’ebreo divenne educatore e insegnò l’ebraico ai sapienti. Li iniziò ai misteri della Kabbalah, dopo aver loro aperto le porte della filosofia araba li armò contro il cattolicesimo della straordinaria esegesi che i rabbini avevano coltivato e resa forte: quell’esegesi di cui saprà servirsi il protestantesimo e più tardi il razionalismo. (p. 120) Infine, sul protestantesimo propriamente detto, riportiamo questo interessantissimo estratto:
     

     La Riforma, sia in Germania che in Inghilterra                                            

    […] La Riforma, sia in Germania che in Inghilterra, fu uno di quei momenti in cui il Cristianesimo si ritemprò alle fonti ebraiche. Con il protestantesimo lo spirito ebraico trionfò. Per certi aspetti, la Riforma fu un ritorno all’antico Ebionismo del periodo evangelico. Gran parte delle sette protestanti furono semiebraiche e più tardi dei protestanti predicarono dottrine antitrinitarie: tra altri Michel Servet ed i due Soncino di Siena.
     
    Gli oscuri misteri della cabala ebraica
     Antitrinitarismo in Transilvania ed eccellenza dell'ebraismo                   
     
    Persino in Transilvania l'antitrinitarismo era fiorito nel XVI secolo e Seidelius aveva sostenuto l'eccellenza dell'ebraismo e del Decalogo. I Vangeli furono abbandonati a favore della Bibbia e l'Apocalisse. E' ben nota l'influenza che questi due libri esercitarono sui Luterani e i Calvinisti e soprattutto sui Riformatori e i rivoluzionari inglesi, influenza che perdurò fino al XVIII secolo; a lei si devono i Quaccheri, i Metodisti, i Pietisti e soprattutto i Millenaristi, gli Uomini della Quinta Monarchia che con Venner a Londra sognavano la repubblica e si alleavano con i Livellatori di John Lilburn.
     

     Il protestantesimo  in Germania – Analogie tra Lutero e Maometto        

    Anche in Germania, il protestantesimo all'inizio cercò di attirare gli ebrei e da questo punto di vista è singolare l'analogia tra Lutero e Maometto, entrambi trassero le loro dottrine da fonti ebraiche, entrambi vollero far approvare i loro nuovi dogmi da quel che restava d'Israele. […] (p. 122). Nonostante le avversità e gli scontri, il Cattolicesimo continuava a chiamare a sé gli ebrei: […].
     
    Origini reali del Protestantesimo
     
     Gli ebrei in Germania, al tempo di Lutero, non furono maltrattati…      
     
    Ed è anche agli Ebrei che Luterani e Calvinisti si rivolgono, anzi sembra che questi ultimi sarebbero stati pienamente convinti della giustezza della loro causa se i figli di Giacobbe si fossero uniti a loro. Ma gli Ebrei furono sempre il popolo ostinato della Scrittura, il popolo testardo, ribelle a qualsiasi imposizione, tenace, fedele con animo intrepido al proprio Dio e alla propria Legge. La predicazione di Lutero fu vana ed il collerico monaco pubblicò contro gli ebrei un terribile libello. […] Nonostante queste violenze, nonostante questi movimenti, nonostante le numerose controversie che ebbero luogo tra protestanti ed Ebrei, questi ultimi in Germania non furono maltrattati. (p. 123).
     
     Al tempo dei telepredicatori filoisraeliani statunitensi                               
     
    Il tema “protestantesimo” si ferma ovviamente al 1894: parecchio si potrebbe aggiungere in un eventuale aggiornamento che comprendesse l’attuale neoprotestantesimo dei telepredicatori filoisraeliani statunitensi. Gli spunti qui riportati valgono come invito alla lettura dell’intero libro di Lazare, di cui l’aspetto trattato in queste righe è solo un frammento. Il testo rappresenta una acuta descrizione – sebbene in più punti caratterizzata da non condivisibili accenti anticristiani – della polarizzazione del rapporto “ebrei – non-ebrei” nel corso dei millenni. Scrivendo l’opera che lo rese celebre, Lazare, un giudeo “secolarizzato attratto dai movimenti anarchici e socialisti, sosteneva che la causa dell’antisemitismo non doveva essere ricercata tanto negli antisemiti, quanto piuttosto nella mentalità stessa degli ebrei” (5). Va sicuramente riconosciuto al Centro Librario Sodalitium di Verrua Savoia il merito di averlo tradotto e diffuso in ambito italofono.
     
    (5) Dalla quarta di copertina del volume
     

    Andrea Giacobazzi

    Iniziativa di Libero confronto, "Pensa e Scrivi" di "Qui Europa"

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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  • Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo e inconciliabilità con la Torah

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3 – Cabalizzazione dell’ebraismo e inconciliabilità con la Torah

    Lunedì,  8 settembre / 2014 

    – Redazione Watch.pair / Centrosangiorgio / Quieuropa –

    Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio

    Redazione Quieuropa, Cabala ebraica, Kabbalah, nucleo dottrinale di ogni sètta massonica           

    Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 3

    Cabalizzazione dell'ebraismo e inconciliabilità

    con la Torah

    L'incorporazione degli insegnamenti del messia del 666:

    Sabbatai Zavi

    Il monito non ascoltato di Mosè: 

    «Non aggiungerete nulla a ciò

    che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i

    comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo»

    (Dt 4, 2).

     

    Autori vari

    Kabbalah - Inconciliabilità con la Torah - 1666 - Zohar inconciliabile con Legge di Mosè

     Kabbalah – La questione del misticismo cabalistico nell'ebraismo          

    Continua da qui – Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Seconda Parte – 2 – Il misticismo ha incontrato diverse reazioni all’interno della comunità ebraica. «Come per numerosi altri oggetti della credenza ebraica, l'area del misticismo è spalancata all'interpretazione personale. Alcuni ebrei tradizionali prendono il misticismo molto seriamente. Ad esempio, il misticismo è una parte integrante del giudaismo chassidico, e molti passi provenienti da fonti cabalistiche vengono solitamente inclusi nei  tradizionali libri di preghiera» (29). «Altri ebrei tradizionali si accostano al misticismo "cum grano salis"»(29). Un noto ebreo ortodosso, presentando un oratore che avrebbe parlato del misticismo ebraico, disse: «la via della kabbalah fondamentalmente "è un’ assurdità, ma è un’assurdità ebraica, e lo studio di qualsiasi cosa di ebraico, anche delle sciocchezze, vale la pena"» (29).

    (29)  Cfr. Kabbalah: The Misunderstood Doctrine («Kabbalah: la dottrina fraintesa»);

               http://baptist1.com/judaism/kabbalah.htm

     Il veleno sottile                                                                                                      

    Lo storico ebreo Heinrich Hirsch Graetz (1817-1891)  (30) affermò che la Kabbalah è in disaccordo con il giudaismo ortodosso. Un altro ebreo anti-cabalista come Théodore Reinach (1860-1928) dichiarò che la Kabbalah è «un veleno sottile che penetra nelle vene del giudaismo e lo infesta completamente». Lo storico e archeologo ebreo Salomon Reinach (1858-1932) la definisce «una delle peggiori aberrazioni della mente umana» (31). Michael Sidlofsky, nella succitata opera "Kabbalah: A Brief History", mostra come la Kabbalah abbia fluttuato nella sua popolarità fra gli ebrei: «La storia del misticismo ebraico ha conosciuto alcune svolte drammatiche; dall'élite del club segreto al movimento di massa, all'oggetto del disprezzo, e così avanti e indietro. Ai nostri giorni sembra che la Kabbalah stia godendo di una popolarità senza precedenti. È destinata, sia nelle sue forme di rinnovamento che nell'ortodossia ebraica, a divenire il giudaismo del futuro? È prematuro dirlo, ma una cosa sembra chiara: dato il trend di comunicazione massiva più facile e più veloce, e la fame in aumento di spiritualità genuina, il misticismo ebraico è un fenomeno molto esteso destinato a riempire questo vuoto» (32).

    (30)  Tra i primi storici a scrivere una storia completa sulle radici del popolo ebraico, da un punto di vista ebraico. (31)  Cfr. T. Reinach, Historie des Israelites («Storia degli ebrei»), pag. 221;  S. Reinach, Orpheus, pag. 299; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 9. (32)  Cfr. M. Sidlofsky, op. cit.; www.shamash.org/kavannah/kabbalah.html

     cabalizzazione dell'ebraismo e dimenticanza del plurisecolare divieto   

    La Kabbalah – come detto nella prima parte (vedi qui Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte) – sta conoscendo un enorme successo anche negli Stati Uniti. Michael Sidlofsky sostiene che l'interesse per il misticismo è cresciuto in maniera esponenziale: «Uno dei rabbini ortodossi americani più tradizionali, Aryeh Kaplan, ha passato gli anni Settanta e i primi anni Ottanta a ricostruire l'ormai dimenticata tradizione meditativa ebraica e ha studiato testi cabalistici da tempo trascurati, molti dei quali giunti a noi solo in forma di manoscritto. Egli ha audacemente ignorato il plurisecolare divieto rabbinico riguardante la disseminazione di pratiche cabalistiche fra coloro che sono sotto i quarant'anni e che sono ignoranti in materia di Bibbia e di Talmud – uno dei motivi che portò alla tragedia di Sabbatai Zevi (vedi qui Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è?) – insegnando meditazione ebraica classica e pubblicando manuali pratici e bibliografie sull’argomento. Grazie agli sforzi di Kaplan, molti rabbini ortodossi e molti laici hanno insegnato e scritto sulla Kabbalah, raccogliendo il suo appello agli ebrei non-praticanti in cerca di una guida spirituale» (33).

    (33) Cfr. M. Sidlofsky, op. cit.; www.shamash.org/kavannah/kabbalah.html

     1666 – La tragedia di Sabbatai Zevi autoproclamatosi Messia d'Israele  

    A questo punto una doverosa parentesi merita la storia di Sabbatai Zevi (1626-1676), un ebreo dell'attuale Smirne, in Turchia, che si convinse, ma soprattutto convinse gli altri, di essere il nuovo Messia. Prima e dopo di lui ce ne sono stati parecchi, ma Sabbatai ebbe un successo sorprendente. Studioso di Kabbalah, Sabbatai godeva del titolo di hakham, «saggio». Ma dal 1648 cominciò ad avere strani comportamenti e soprattutto proclamò di essere il Messia; cacciato da Smirne, girovagò tra Grecia, Tracia, Palestina ed Egitto. Nel 1665, incontrò Nathan di Gaza, un personaggio carismatico che lo persuase di essere davvero il Messia. Evidentemente non convinse solo lui perché Sabbatai, che prese il nome di «1666» dall'anno in cui cominciò la sua predicazione (e a cui i cristiani davano un valore speciale: 666 è il numero dell'Anticristo, della Bestia delle Sacre Scritture, Satana), raccolse moltissimi seguaci, soprattutto in Palestina e tra gli ebrei della Diaspora.

     Non Gesù Cristo, ma Zevi, l'uomo del 666, l'incarnazione di Dio?!         

    Dall'Inghilterra alla Persia, dal Marocco alla Polonia, fino allo Yemen furono moltissimi gli ebrei che si convinsero che Sabbatai fosse davvero l'incarnazione di Dio e non soltanto un profeta. Nello stesso anno, il predicatore tentò di sbarcare a Costantinopoli, ma fu catturato dalle autorità turche, piuttosto seccate dai suoi sermoni. Bastò magicamente la minaccia di metterlo a morte e Sabbatai si convertì all'islamismo. Verrebbe da pensare che sia stato abbandonato da tutti i suoi seguaci. Macché, venne addirittura fornita la versione che la falsa conversione di Sabbatai era una sorta di «compimento dei tempi». Ovvero Sabbatai realizzava la necessaria fusione tra tutte le religioni monoteistiche e la sua falsa conversione all'islàm costituiva il suo «sacrificio» pari a quello di Gesù di salire sulla Croce. Sfuggito al carcere, il predicatore ebbe stretti rapporti con i sufisti e morì in esilio nell'attuale Montenegro. Il suo movimento esiste tuttora. A Cabbatai Zevi seguì come visto (vedi qui Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è?) Jacob Frank, continuatore della sua opera talmudica a cabalistica.

     I rabbini e lo sdoganamento dello Zohar su larga scala in Israele            

    Il giornalista israeliano Hannah Newman ha scritto l'opera "Masters of the Blinding Light" («I Maestri della Luce Accecante») per avvertire i credenti ebrei dell'infiltrazione del misticismo New Age, per mezzo della Kabbalah, nel giudaismo. La vendita casa per casa dello Zohar in tutto Israele può dar luogo alla sostituzione della Toràh con la Kabbalah. Davanti ad un simile sviluppo dell'aspetto mistico del giudaismo, i portavoce del New Age hanno applaudito quegli insegnanti ebrei ortodossi che recentemente hanno liberato la Kabbalah dall'accesso limitato imposto alle generazioni passate dai savi ebrei, rendendo così i suoi zohar insegnamenti disponibili a tutti, e incoraggiando la libera esplorazione senza la supervisione rabbinica.

     La diffusione porta a porta dello Zohar: maggiore opera cabalista          

    In Israele, lo "Zohar" (la maggiore opera cabalistica) è stato venduto anche porta a porta. Ciò era severamente proibito sotto "il vecchio ordine" del giudaismo, ma i newagers non sono interessati alla comprensione corretta dell'insegnamento, giacché per loro la Kabbalah è semplicemente un percorso in vista della loro méta, che consisterebbe nel mettere il maggior numero di persone possibile, il più rapidamente possibile, in "contatto con il regno dello spirito". Questi insegnanti vengono salutati come "co-cospiratori" che stanno favorendo il piano del New Age: non si sa se lo fanno intenzionalmente o inconsapevolmente, ma i risultati saranno gli stessi.

     Reincarnazione, monismo e spirito new age dell'ebraismo                        

    Tuttavia, dal punto di vista del New Age, "il valore della Kabbalah ebraica risiede unicamente nei suoi insegnamenti che coincidono con "le altre antiche dottrine occulte", e specificamente con la reincarnazione, con le trattative con gli angeli, con i demoni e con gli spiriti dei defunti. C'è poi il monismo (la luce e l’oscurità, il bene e il male sarebbero tutti aspetti di Dio); si attribuiscono "messaggi segreti" o "significati nascosti" a parole o ad asserzioni che intendono qualcosa di diverso da ciò che apparentemente vogliono dire; per non parlare degli stati di trance auto-indotti, che darebbero luogo a visioni o a viaggi "astrali" (fuori dal corpo). C'è poi lo sfruttamento dei poteri sovrumani che si ottiene pronunciando nomi sacri (34).

    (34) È notevole il fatto che nessuna di queste pratiche possa essere avvallata da un solo passo – pashat o darash – della Toràh, mentre alcuni di essi vengono espressamente vietati; e tuttavia, oggi essi sono discutibilmente gli elementi più famosi della Kabbalah. Il fatto che siano accettati da così tanti ebrei, nonostante la loro attinenza equivoca alla Toràh, può dare un'idea del successo dei missionari del New Age.

     Obiettivo Kabbalah – Spezzare ogni collagamento con la Sacra Torah   

    La mèta dei newagers è di promuovere nella comunità ebraica un tipo di Kabbalah che procederà attraverso successive "trasformazioni" finché‚ finalmente, verrà spezzato ogni collegamento con la Toràh, "ricuperando" così la sua purezza" (35). Come disse Gesù Cristo ai farisei, «così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione» (Mt 15, 6). L'articolo di H. Loewe alla voce «Kabbalah» nella Hastings' Encyclopedia of Religion and Ethics, testimonia il suo impatto sull'ebraismo moderno: «Il cabalismo ha contribuito alla formazione di giudaismo moderno, poiché, senza l'influenza della Kabbalah, oggi il giudaismo sarebbe unilaterale, mancando di calore e immaginazione. In effetti, esso è penetrato così profondamente nel corpo della fede ebraica che molte idee e preghiere ora sono irremovibilmente radicate nel corpo generale della dottrina e della pratica ortodossa. Questo elemento non solo è stato incorporato, ma ha fatto presa sugli affetti degli ebrei e non può essere sradicato» (36).

    (35) Cfr. H. Newman, Masters of the Blinding Light; (36) Cfr. Hastings' Encyclopoedia of Religion and Ethics; voce «Kabbalah»,  di H. Loewe; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 374

     Cos'è la Kabbalah?                                                                                                     

    «Le cose occulte appartengono al Signore nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli, sempre, perché pratichiamo tutte le parole di questa legge» (Dt 29, 29). Secondo il sito web The Kabbalah Unveiled, la Kabbalah è una dottrina esoterica: «La Qabalah può essere definita come la dottrina esoterica giudaica. In ebraico, essa è stata chiamata "QBLH", "Qabalah", che deriva dalla radice "QBL", "Qibel", che significa "ricevere". Questo appellativo si riferisce all'usanza di tramandare oralmente la tradizione esoterica, ed è molto prossimo al significato di "tradizione"»  (37). Un altro sito web, Kabbalah: The Misunderstood talmud di gerusalemme Doctrine, rivela che il Talmud allude ad una saggezza segreta destinata ad un gruppo ristretto di studiosi. «Il Talmud contiene vaghe allusioni ad una scuola mistica di pensiero che viene insegnato solamente agli studiosi più avanzati e che non è mai stato messo per iscritto»  (38).

    (37) Cfr. The Kabbalah Unveiled;  www.webvs.com/hogd/kabalah_unveiled.html (38) Cfr. Kabbalah: The Misunderstood Doctrine; http://baptist1.com/judaism/kabbalah.htm

     L'eresia di Pico della Mirandola: "Kabbalah come legge di Mosè!"          

    Secondo la tesi di Pico della Mirandola, (cabalista rinascimentale che operò in Italia, contribuendo alla diffusione delle credenze e filosofie cabaliste – vedi qui Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – 2 – L’opera rinascimentale dei cabalisti) la tradizione orale segreta dei savi rabbini era stata divinamente ispirata esattamente come la Legge data a Mosè. Mirandola affermava che essa non era mai stata messa per iscritto e che veniva trasmessa attraverso una «regolare successione di rivelazioni». «Esattamente allo stesso modo, quando la vera interpretazione della Legge, secondo il comando di Dio, venne divinamente tramandata a Mosè, venne rivelata, e venne chiamata "Kabbalah", una parola che sia fra gli ebrei che presso di noi viene comunemente interpretata come "ricezione"; per questa ragione, chiaramente, solo pochi uomini, per una sorta di diritto ereditario, ricevettero quella dottrina non per iscritto, ma attraverso una regolare successione di rivelazioni […]. In questi libri risiede principalmente […] la cosiddetta "primavera della comprensione", ossia la teologia ineffabile della divinità supersostanziale; la fonte della saggezza, ovvero la metafisica esatta delle forme intellettuali e angeliche; il flusso della conoscenza, vale a dire "la filosofia più costante delle cose naturali"»  (39).

    (39) Cfr. http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html

     L'inconciliabilità tra Kabbalah e 10 Comandamenti                                      

    Gerry Rose, autore di "The Venetian Takeover of England and Its Creation of Freemasonry" («La presa di possesso veneziana dell'Inghilterra e la creazione della Massoneria»), presenta la fallacia di questa Antica Saggezza che sarebbe stata trasmessa da Mosè ad un'élite di discepoli e che solamente gli iniziati potessero capire la Kabbalah. «Secondo la tradizione […], la Kabbalah era la fonte dell'Antica Saggezza che Mosè trasmise ad un gruppo ristretto di discepoli, una dottrina esoterica che solamente un iniziato poteva interpretare»(40). Tuttovia queste sono mere suppisizioni…. che non trovano corrispondenza con senso dei 10 Comandamenti rivelati da Dio a Mosè nel Sinai. Anzi essi cozzano fortemente con tale "rivelazione cabalistica".

    (40) Cfr. G. Rose, The Venetian Takeover of England and Its Creation of Freemasonry;

               http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html

     Il monito di Mosè: "osserverete i comandi del Signore"                               

    The Authenticity of Kabbalah («L'autenticità della Kabbalah») attribuisce alla Kabbalah i segreti della vita che sono apparentemente nascosti nella Toràh: «La Kabbalah rivela molti degli infiniti strati dei segreti della vita, della creazione, dell'anima e delle sfere paradisiache. Essa penetra oltre gli indumenti e il corpo della Toràh – la rivelazione definitiva della Divinità – mettendo in mostra il significato interiore, gli effetti e lo scopo della Toràh e del mitzvot. L'illuminazione che emana dalla Kabbalah infiamma l'anima dell’uomo, accendendo in essa la fiamma della consapevolezza di una realtà più profonda e più elevata. Il suo studio e le sue intuizioni costituiscono le esperienze mistiche. La Kabbalah è tutto questo, ma sempre ed esclusivamente all'interno del contesto della Toràh»  (41). Mosè ammonì Israele con queste parole: «Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo» (Dt 4, 2). ( Continua … )

    (41) Cfr. The Authenticity of Kabbalah;

             http://marlowe.wimsey.com/rshand/streams/thera/canaan.html

     

    Premessa e Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio

    Traduzione di parte dell'articolo dall’originale inglese "The Kabbalah refuted!"

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com / Redazione Quieuropa

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    Continua da qui – Gli oscuri misteri della Kabbalah ebraica – Prima Parte – Le Origini –  Nell'articolo «The Sacred Books of the Jews» («I Libri Sacri degli ebrei»), Harry Gersh illustra le origini primordiali del misticismo ebraico: «Il misticismo ebraico iniziò nei giorni biblici, molto prima che il termine "Kabbalah" fosse inventato. A partire dal I secolo, esso divenne un argomento proprio dello studio accademico. Filone d'Alessandria (Philo Judæus; 20 a.C.-41 d.C.) speculò sull'idea platonica di "emanazioni" come intermediari tra Dio e il mondo fisico. Il filosofo romano Plotino (205-270) viaggiò in Oriente e ritornò combinando teorie mistiche indiane, persiane, greche ed ebraiche in un'unica struttura sistematica di queste emanazioni» (14) «H. Loewe, in un articolo sulla Kabbalah scritto per l'"Hastings' Encyclopoedia of Religion and Ethics", afferma: "Questo misticismo segreto non è stato uno sviluppo tardivo […]. Possiamo essere abbastanza certi del fatto che le sue radici sono molto più antiche e che la Kabbalah medievale e geonica sono stati il culmine e non l'inizio del misticismo esoterico ebraico"» (15). La Kabbalah deriva dall'antica saggezza, come sostiene il già citato Jacob Prasch (vedi qui Le Origini): «Evolvendosi, la Kabbalah condivise certe idee con gli altri antichi sistemi mistici, incluso quelli degli gnostici e dei pitagorici. La Kabbalah non si limitò unicamente all'istruzione su come conoscere Dio, ma incluse gli insegnamenti sulla cosmologia, sull'angelologia e sulla magia» (16).

    (14) Cfr. H. Gersh, «The Sacred Books of the Jews» (15) 15 Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 10. (16) 16 Cfr. «Ancient Wisdom and Secret Sects» («Antica saggezza e sètte segrete»);

     L'incorporazione del paganesmo nelle tradizioni ebraiche                         

    «Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fà queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te» (Dt 18, 10-12). Nonostante i numerosi richiami di Dio, gli ebrei incorporarono il paganesimo nelle loro tradizioni. «Malgrado le molteplici condanne contro la magia contenute nella Legge di Mosè, gli ebrei trascurarono questi avvertimenti, ne furono contagiati e mescolarono la sacra tradizione che avevano ereditato, in parte con le idee magiche prese in prestito dagli altri popoli, e in parte con quelle da loro stessi concepite. Allo stesso tempo, il lato speculativo della Kabbalah ebraica attinse dalla filosofia dei Magi persiani, dai neo-platonici e dai neopitagorici. Ecco, dunque, alcune giustificazioni nella contesa anti-cabalistica: oggi noi sappiamo che la Kabbalah non è di origine totalmente ebraica» (17). Harry Gersh illustra la migrazione dei cabalisti mediorientali in tutta l'Europa: «Da Babilonia e dalla Palestina, il misticismo ebraico si spostò nelle comunità ebraiche d'Europa e ivi fiorì. Ogni comunità produsse la propria letteratura, credenza, e le proprie pratiche mistiche. C'erano Cabale caratteristiche spagnole, francesi, italiane e tedesche. Alcune erano principalmente "pratiche", e sfociavano nella magia; altre erano principalmente "speculative", ed enfatizzavano spiegazioni filosofiche; molti combinarono la Kabbalah pratica e speculativa in parti uguali» (18).

    (17) Cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 11. (18) Cfr. H. Gersh, art. cit..

     La tradizione cabalistica ebraica tra magia, Zohar e hassidismo               

    La Kabbalah FAQ di Colin Low indica che le origini della Kabbalah datano dall'antichità remota: «La Kabbalah è una tradizione mistica e magica nata quasi duemila anni fa, che è stata praticata nel tempo senza interruzione. Essa è stata praticata dagli ebrei e dai non-ebrei approssimativamente per cinquecento anni. Da parte ebraica si è trattato di una parte integrante ed influente del giudaismo. Per quel che riguarda invece la componente ermetica, la Kabbalah ha creato una ricca tradizione mistica e magica con una propria validità, una tradizione che è sopravvissuta nonostante i pregiudizi generati da una cultura fortemente cristiana» (19). Michael Sidlofsky, di Toronto, nell'articolo «Kabbalah and Jewish Renewal» («Kabbalah e rinnovamento ebraico»), afferma che Kabbalah «è il termine più comunemente usato per indicare la tradizione mistica ebraica, e in special modo quel filone che nacque nel XII secolo in Francia e si diffuse per tutta l'Europa, nel Medio Oriente e alla fine in tutto il mondo fino ai nostri giorni. Le due varietà principali di misticismo ebraico pre-cabalistico sono state chiamate "Maaseh Merkavah" e "Maaseh Bereshit" (più avanti ne parleremo in modo più approfondito), mentre il tipo particolare emerso nell'Europa Orientale e settecentesca, che è stato coltivato fra gli ebrei askenaziti fino ad oggi, è stato chiamato "hassidismo"» (20). La maggior parte degli studiosi è d'accordo sul fatto che queste tradizioni orali segrete furono messe per la prima volta per iscritto circa nel XIII secolo. Christian David Ginsburg (1831-1914) afferma nella sua opera The Kabbalah: «La prima data in cui lo Zohar è apparso in maniera definitiva coincide con la fine del XIII secolo, quando fu messo per iscritto da un ebreo spagnolo, Mosè de Leon» (21).

    (19) Cfr. C. Low, Kabbalah FAQ, 1996 (20) Cfr. M. Sidlofsky, Kabbalah: A Brief History («Kabbalah: una breve storia»); (21)  Cfr. C. Ginsburg, The Kabbalah, pagg. 172,173; cit. in N. H. Webster, op. cit., pag. 9

     Rinascimento e opera giudaizzante del cabalista Pico della Mirandola  

    Lo studioso rinascimentale Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494) – gnostico, ermetista e cabalista – è stato descritto dal visconte Léon de Montaigne de Poncins (1897-1976), nell'opera "Judaism and the Vatican" («Il giudaismo e il Vaticano») come un giudaizzante di cristiani: «Pico della Mirandola, che morì a Firenze, in Italia, nel 1494, era un giudaizzante che si dedicò allo studio della Cabala sotto la direzione di maestri ebrei come Jehuda Abravanel. Era nella casa principesca di Pico della Mirandola che gli studiosi ebrei erano soliti riunirsi […]. La scoperta della Kabbalah ebraica, che egli insegnò ai vari cristiani "illuminati", ha contribuito – molto di più del ritorno alle fonti greche – a quella straordinaria fioritura spirituale che è nota come "Rinascimento". Circa mezzo secolo dopo, la riabilitazione del Talmud aprì la strada alla Riforma protestante […]. Pico della Mirandola aveva capito che l'indispensabile purificazione del dogma cristiano avrebbe potuto essere effettuata solamente dopo un studio profondo della vera Kabbalah ebraica» (22).

    (22) 22 Cfr. J. Jehuda, L'antisemitisme, miroir du monde («L'antisemitismo, specchio del mondo»), pag. 164

     Pico della Mirandola e l'opera persuasiva dei cabalisti rinascimentali    

    James Webb, autore del libro The Occult Underground («Il sottosuolo occulto»), scrive che Pico della Mirandola, uno studente di Marsilio Ficino, fondatore dell’Accademia neo-platonica di Firenze, «concepiva Ermete Trismegisto e Platone come altrettanti aiuti per persuadere quegli uomini di religione che non avrebbero accettato la sola Sacra Scrittura (come fonte della Rivelazione; N.d.T.). Sembra che alla fine questo ragionamento sia stato approvato dalla Chiesa nel caso di Pico della Mirandola, il quale congiunse il suo ermetismo ad una "Kabbalah cristiana", e preparò un sistema universale in cui le idee cabalistiche giocarono una parte considerevole. Anche se condannata da un tribunale ecclesiastico, nel 1493 la sintesi di Pico venne riabilitata da Papa Alessandro VI, il cui riconoscimento del cabalismo come figlio fedele della Chiesa sembrò dare autorità alla posizione di Pico.

     Il passo falso di Papa Sisto IV                                                                                 

    In tale contesto, dovrebbe essere ricordato che Papa Sisto IV aveva tradotto circa settanta libri cabalistici in latino, e che il concetto di "Kabbalah cristiana" non era peculiare del pensiero italiano. Reuchlin, il primo orientalista del tempo, e autore del primo testo di grammatica ebraica, giunse più vicino al successo nel tentativo di trasformare la Kabbalah nella filosofia cristiana, anche se il suo alunno Widmanstadt considerava la tradizione ebraica come "un cavallo di Troia nella Chiesa". Ma gli ermetisti e i cabalisti del Rinascimento si mantennero sempre nei limiti dell'ortodossia cattolica» (23). L'opera dell'ex rabbino convertito al cattolicesimo David-Paul Drach (1791-1865) intitolata De l'Harmonie entre l'Église et la Synagogue («Dell'armonia tra la Chiesa e la sinagoga») conferma che Pico della Mirandola venne istruito sulla Kabbalah. Questi era convinto di professare ancora la dottrina cattolica, e tuttavia incoraggiò Papa Sisto IV (1414-1471) a far tradurre la Kabbalah in latino per gli studenti in Teologia (24).

    (23) 23 Cfr. J. Webb, The Occult Underground, Open Court Press, 1976, pag. 221. (24) 24 Nella sua opera De l'Harmonie entre l'Èglise et la Synagogue (vol. II, pag. 30) Drach dice che Pico della Mirandola pagò ad un ebreo 7.000 ducati perché questi gli rivelasse i misteri della Kabbalah, a partire dalla quale egli elaborò la sua tesi (cfr. N. H. Webster, op. cit., pag. 85)

     Tentativi di cabalizzare il cristianesimo                                                              

    Un riferimento preso dagli articoli della Jewish Encyclopoedia sulla Kabbalah e su Johann Reuchlin (1455-1522), mostra la storia dell'afflusso del cabalismo nel cristianesimo in generale. «Nello stesso periodo, la Kabbalah venne presentata in Germania da Reuchlin, che aveva imparato l'ebraico dal rabbino Jacob Ben Jechiel Loans, medico di corte di Federico III, e nel 1494 pubblicò il trattato cabalistico "De Verbo Mirifico", in cui cercava di dimostrare che ogni saggezza e ogni vera filosofia provengono dagli ebrei. Tuttavia, l'espansione della letteratura rabbinica provocò un allarme considerevole, e nel 1509 un ebreo convertito al cattolicesimo, Johannes Pfefferkorn, convinse l'Imperatore Massimiliano I a far bruciare tutti i libri ebraici fuorvianti. Consultato su tale questione, Reuchlin consigliò solamente la distruzione del "Toledot Yeshu" e del "Sepher Nizzachon", del rabbino Lipmann, perché queste opere "erano piene di bestemmie contro Cristo e contro la religione cristiana", ma esortò la conservazione del resto. In questa difesa della letteratura ebraica, egli fu sostenuto dal Duca di Baviera, che lo nominò professore ad Ingoldstadt, ma fu tenacemente condannato dai domenicani di Colonia. In risposta ai loro attacchi, Reuchlin scrisse in sua difesa "De Arte Cabalistica", un'opera che glorificava la Kabbalah, la cui "dottrina centrale era – secondo lui – rappresentata dalla messianologia", attorno alla quale tutte le altre dottrine furono raggruppate» (25).

    (25) Cfr. Jewish Encyclopoedia, voci «Kabbalah» e «Reuchlin»; N. H. Webster, op. cit., pag. 86.

     Propagazione dell'assurda idea di una "cabala cristiana"                             

    «Tutto il suo sistema filosofico – come egli stesso ammise – era infatti completamente cabalistico, e le sue vedute furono condivise dal suo contemporaneo Cornelio Agrippa di Nettesheim. Il risultato di questi insegnamenti fu una vera e propria mania per il cabalismo che si diffuse fra i prelati, fra gli uomini di Stato e fra gli uomini d'arme; un certo numero di pensatori cristiani approfondì lo studio delle dottrine della Kabbalah e tentò di adattarle al proprio sistema. Nel corso del XVII secolo, il gesuita Padre Athanasius Kircher s.j. e il Barone Knorr von Rosenroth, autore de "La Kabbala Denudata", cercarono di diffondere la Kabbalah fra i cristiani traducendo opere cabalistiche che essi consideravano la saggezza più antica. La "Jewish Encyclopoedia" osserva, non senza un pizzico di derisione, che "la maggior parte di essi, era convinta dell'assurda idea che la Kabbalah contenesse le prove della veridicità del cristianesimo […]. Molto di ciò che (nella Kabbalah) appare cristiano non lo è affatto, ma è solamente lo sviluppo logico di certe antiche dottrine esoteriche» (26). L'introduzione a The Kabbalah Unveiled («Introduzione alla Kabbalah svelata») dell'occultista Samuel Liddell McGregor Mathers (1854-1918), non è che la traduzione inglese di Mathers della summenzionata opera del Barone von Rosenroth (1631-1689) Kabbala Denudata. Questo libro venne usato per propagare l'idea – ritenuta assurda dalla Jewish Encyclopoedia – di una Kabbalah cristiana.

    (26) Cfr. Jewish Encyclopoedia, voce «Kabbalah»;  N. H. Webster, op. cit., pag. 86.

     Teoria dell'occultista McGregor Mathers: Kabbalah, base del giudaismo  

    Da notare l'asserzione di McGregor Mathers secondo cui la Kabbalah è la base del giudaismo: «Nel tempo presente, una potente ondata di pensiero occultista si sta diffondendo nella società; molti pensatori stanno iniziando ad accorgersi del fatto che "ci sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la loro filosofia"; e, per ultima ma, non meno importante, che probabilmente la Bibbia sarebbe stata fraintesa più di ogni altro libro mai scritto, che conterrebbe innumerevoli passi di numerologia ebraica oscuri e misteriosi che sono totalmente inintelligibili senza l'ausilio di una chiave per capire il loro vero significato. Quella chiave ci viene data dalla Qabalah. Perciò, questo libro dovrebbe essere di grande interesse per ogni studioso della Bibbia e di Teologia. Lasciate che ogni cristiano si ponga questa domanda: "Come posso anche solo pensare di capire l'Antico Testamento se sono ignorante a riguardo della costruzione di quella nazione che formò il Libro sacro? E se non conosco il significato dell'Antico Testamento, come posso aspettarmi di capire il Nuovo"? Se la vera e sublime filosofia della Bibbia fosse conosciuta ci sarebbero meno fanatici e meno séttari. E chi può calcolare la vastità del danno causato a persone impressionabili ed eccitabili dall'entusiasta bigotto che presto o tardi si fà avanti per insegnare alla gente? (27).

    (27/a) Cfr. S. L. McGregor Mathers, Introduction To Kabbalah Unveiled

     L'occultista McGregor – Perversione degli insegnamenti del Crocifisso      

    Quanti suicidi sono il risultato della follia religiosa e della depressione! Che accozzaglia di sciocchezze sacrileghe è stata creduta come il vero significato dei vaticini dei Profeti e dell'Apocalisse! Date come fondamenta ad una mente infiammata e squilibrata una traduzione del Libro Sacro ebraico, in molti casi errata; che genere di edificio ci si potrà aspettare da un simile costruttore? Io dico impavidamente ai fanatici e ai bigotti del giorno presente: "Avete cacciato il Sublime e l'Infinito dal Suo trono, e al Suo posto avete incoronato il demone della forza squilibrata; avete sostituito una divinità di disordine e di gelosia ad un Dio di ordine e di amore; avete pervertito gli insegnamenti del Crocifisso. Dunque, al momento presente una traduzione inglese della Qabalah è quasi una necessità, in quanto lo Zohar non era mai stato tradotto nella lingua di questo Paese, né, per quanto ne sappia, in alcun altra lingua vernacolare europea moderna» (27).

    (27/b) Cfr. S. L. McGregor Mathers, Introduction To Kabbalah Unveiled

     Un Dio e una Trinità non cattolici, ma luciferini                                             

    Leggendo ulteriormente troviamo la presentazione della Trinità e altre asserzioni «cristiane», ma il contenuto non è chiaramente cattolico. La via per il Paradiso è descritta attraverso l'uso della Gematria: «Poi la Qabalah è stata chiamata "ChKMh NSThRH" (Chokhmah Nesthorah), "la saggezza segreta"; e se prendiamo le iniziali di queste due parole, "Ch" e "N", formiamo il secondo genere di Notariqon, la parola ChN, Chen, "la grazia". Similmente, dalle iniziali e dalle finali delle parole "MI IOLH LNV HShMIMH", (Mi Iaulah Leno Ha-Shamayimah), "Chi salirà per noi in paradiso"? (Dt 30, 12), otterremo una parola che è formata da "MILH", Milah, "la circoncisione", e da "IHVH", "il Tetragrammaton", il che implica che Dio ha ordinato la circoncisione come la via per il Cielo» (28).

    (28) Cfr. S. L. McGregor Mathers, Introduction To Kabbalah Unveiled

     Gematria e Circoncisione – Le chiare parole di San Paolo ai Galati               

    La Gematria è basata sui valori numerici delle parole. Si pensa che le parole dai valori numerici simili siano esplicative l'una dell'altra. In altre parole, essa è la numerologia delle parole che spiega che la circoncisione è la via del Cielo. Tuttavia, confutando tutto ciò fin dalla radice, afferma l'Apostolo delle genti: «Ecco, io Paolo vi dico: se vi fate circoncidere,Cristo non vi gioverà nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fà circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge; siete decaduti dalla grazia. Noi infatti per virtù dello Spirito, attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carità» (Gal 5, 2-6).(Continua…)

     

    Premessa e Traduzioni a cura di Paolo Baroni, Centrosangiorgio

    Traduzione di parte dell'articolo dall’originale inglese "The Kabbalah refuted!"

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com / Redazione Quieuropa

     

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