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  • PD alla Riscossa – I “Montiani” Bersani e Benigni a caccia di voti, tra Bruxelles e Roma

    PD alla Riscossa – I “Montiani” Bersani e Benigni a caccia di voti, tra Bruxelles e Roma

    Martedì, Dicembre 18th/  2012

    – di Sergio Basile – 

    PD alla Riscossa – I "Montiani" Bersani e Benigni a caccia di voti, tra Bruxelles e Roma  / Pierluigi Bersani / Primarie Pd / Gargamella / Troika / Eurozona / Benigni / Italia / Europa / Bruxelles / Roma / Berlino / Londra / Tecnocrazia / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Bce / Fmi / mercati / Pd / Pigs / Repubblica del Porcellum / Fornero / eschio e ossa / Paradigma siriano / Costituzione Italiana / Rai Uno / Romano Prodi / Cara vecchia lira 

    PD alla Riscossa – Bersani e Benigni a

    caccia di voti, tra Bruxelles e Roma 

    I Montiani si organizzano e litigano per le

    poltrone all'ombra del partito unico di

    centro-destra-sinistra 

    L'infelice monologo di Benigni su Rai Uno dinnanzi alle

    macerie di una Costituzione tradita a morte e calpestata

    Bruxelles, Roma – Mentre la casta italica si riorganizza – sia pur tra palesi dissensi e defezioni illustri – con la sua dittatoriale "Agenda Europea", nel tentativo  di assicurare la continuità della cosiddetta "Cura Monti" anche dopo il 2012 – evidenemente al fine di completare l'opera di spoliazione nazionale e di distruzione del tessuto economico e delle Pmi in favore delle grandi lobby – all'interno del largo partito unico di "centro-destra-sinistra", i nostri cari leader si arrovellano in cruente lotte intesine per l'accaparramento delle poltrone migliori.

     Bruxelles e Il viaggio della speranza 

    Allora, nelle scorse ore, è accaduto anche che  Pierluigi Bersani, fresco di primarie (acclamato ormai in varie "regioni" della rete, come il nuovo "Gargamella") abbandonato il "villaggio dei puffi" sia volato strategicamente nella "terra dei Puffi" (il Belgio) a Bruxelles. E ciò  al fine di ottenere dai nuovi "garanti della Costituzione italiana" (si fa per dire) una sorta di investitura ufficiale per lo scranno più alto di Palazzo Chigi. Una pratica medievale tipica – qualche storico noterà – del vassallaggio più becero. Ma tutto sommato una carta da giocare, soprattutto nella prospettiva che comunque dovessero andare le prossime elezioni, a dettar legge nell'ex Bel-Paese saranno ancora i plutocrati di Bruxelles, Berlino e Francofore, con il benestare di Londra. Quest'ultima, dal canto suo, azionista di maggioranza relativa della Bce (pun non essendo parte dell'Eurozona) in veste di spettatrice divertita ed "indipendente" di questa sorta di fiction tv, nonché saldamene al comamdo del mercato finanziario continentale. Specie ora che con l'approvazione della Tobin Tax "parziale", a farne le spese saranno le finanze dei "soliti" Pigs, accanto a qualche altra nuova vittima sacrificale.

     Nella Repubblica del Porcellum 

    Certo, nella "Repubblica del Porcellum" (e dei porcellum) andare a bocca asciutta per Bersani sarebbe davvero il colmo dopo tutto il lavoro fatto nell'interesse dell'euro-casta. Uno smacco pesante per un Pd (in netto calo di popolarità, ma ancora – malgrado tutto – probabilmente il primo partito del Paese) che potrebbe vedersi battuto addirittura da un rigurgito di ex DC riciclati. Ovvero da una nuova specie di moderati ibridi che potremmo definire "democristiani liberisti" senza bussola (involuzione della specie) o "demo-montiani liberisti", che dir si voglia. Ibridi politici che, scordati ed accantonati in un gelido ripostiglio i principi più sani della prima Repubblica – quelli cioè da salvare, in mezzo a tanti sfaceli, e che indubbiamente ed obiettivamente permisero all'Italia del dopoguerra di arrivare ad essere la settima potenza economica al mondo –  hanno finito per prostrarsi indecorosamente ai piedi del professore, ed al suo "europeismo illuminato", finendo per naufragare sull'infausta isola montiana in cerca di "cibo" e sicurezze.

     La salvezza dei pirati nel mare tempestoso dell'Eurozona 

    Un tempo i pirati – come noto, dalla letteraura classica di Emilio Salgari e non solo – rappresenavano evidenemente la minaccia dei mari per eccellenza. Una sorta di peste, di morbo da evitare assolutamente. Ora invece lo stendardo del teschio e delle ossa sembra esser diventato un vessillo di comunione e vittoria attorno al quale stringersi e farsi scudo. Un'icona, questa, espressione di potere (non importa se "nero" o "bianco") sotto la quale trovare rifugio.  Rifugio da che cosa? Dall'inferno che si scatenerà di qui a poco – con nuovo e violento furore – sugli schiavi (Pigs) dell'Eurozona del Sud: unico modo per ottenere quei privilegi di casta tali da non far affondare i logori zatteroni politici – ed i loro impresentabili passeggeri – in un mare di debiti, austerity e tasse. Film sapientemente orchestrato e retto dalla sessa Troika (Ue, Bce, Fmi) in compagnia con la Germania, e girato sullo sfondo di una moneta – l'euro – artefice e primo complice dei nostri più grandi drammi. Cosa che il professor Prodi sapeva benissimo fin dalla decisione di abbandonare la cara vecchia lira. Ricordate lo spot tv che lanciò l'euro? Recitava così: "Cambia la moneta, non cambia la vita!". Mai nulla fu più falso!

     Tra Purgatorio e Paradiso – L'insipido monologo di Benigni 

    Come del resto piuttosto falso ci è parso un altro spot pro-casta, quello andato in onda su Rai Uno ieri sera ed officiato dal Benigni Nazionale. Retorica-politica pura (antiberlusconiana prima e malcelatamente "montiana" poi) sulla bontà di una Costituzione degna di lodi – e su questo non avevamo dubbi – ma, in effetti, mai come quest'anno infangata e calpestata. E sotto gli occhi degli stessi personaggi che oggi ne cantano le lodi con faccia di bronzo. D'altronde lo stesso decantatore di Dante, mesi orsono poneva il professore paladino dei banchieri non all'inferno, ma bensì in una zona non del tutto definita tra purgatorio e paradiso.

     2012, "La fine di un mondo" – Giù la maschera! 

    Una costituzione bistrattata – ironia della sorte – dopo miliardi di euro spesi per futili e vuote celebrazioni per il 150° compleanno della nostra (loro?) Italia. Ma su questo dal deludente ed "insipido" Benigni non una parola spesa. Nulla in merito ull'infausto golpe tecno-bancario; non una critica sull'Articolo 1 della stessa Costituzione distrutto dalla Fornero; non una parola sull'Articolo 11 distrutto dall'ammiraglio Di Paola con folli e spropositati acquisti di giocattoli di morte per per un valore pari a 230 miliardi di euro. Qualcosa come 5 finanziarie. Saldi natalizi che hanno trasformato l'Italia in una Repubblica che – contrariamente a quanto recita lo stesso Art. 11 – non ripudia la guerra, ma in effeti la auspica. E il paradigma siriano, in tal senso, resta un ottimo parametro di valutazione. Beh, una cosa è certa! Il 21/12/2012 contrariamente a quanto predetto dal vaticinio dei Maya non verrà nessuna fine del mondo, ma da un verso la "fine di un mondo" è già avvenuta in questo 2012: la fine di un mondo fatto di ipocrite maschere ideologiche ed intellettuali, targhette, onorificienze internazionali, lodi pubbliche e divinizzazioni personali di politici, artisti, comici, cantautori e tecnici illuminai. Personaggi "in cerca d'autore" di pirandelliana memoria che alla fine sembrano aver gettato la maschera, svelando al mondo il loro vero volto. E quel che appare, amici, non so a voi… ma a noi non piace per nulla!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo negli occhi ed Europeismo a Buon Mercato

    Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi: fumo negli occhi ed Europeismo a Buon Mercato

    Giovedì, Novembre 29th/  2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Primarie Pd: tra incertezze e poca chiarezza / Bersani / Renzi / Primarie Pd/ votazioni / black out / brogli elettorali / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Bce / Fmi / mercati / Pd / 

    Primarie Pd – Scontro TV Bersani – Renzi:

    fumo negli occhi ed "europeismo"

    a buon mercato

    Temi caldi? Del Signoraggio e dello strapotere delle

    agenzie private del rating neanche il minimo cenno.

    Silenzio assoluto anche sul ruolo iniquo dell'Euro e

    del Sistema Target 2 pro-Germania

    In vista delle Primarie, il Pd continua a legittimare il colpo di

    stato dei tecnici e si perde in futili luoghi comuni

    e "problemi" secondari

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – Ieri sera  su Rai1 è andato in onda il faccia a faccia tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi in vista del ballottaggio delle "Primarie del Pd" di Domenica prossima. Un confronto all'americana, dietro la regia di una attenta Monica Maggioni, conduttrice e moderatrice. Dal lato dell'impatto mediatico, Renzi è parso indubbiamente più efficace e fresco del "presunto rivale": d'altro canto sono mesi che attraverso una mirata campagna di "marketing politico" il giovane sindaco di Firenze si "vende" come il nuovo che avanza, il rottamatore. Le ostilità – si fa per dire – cessano alle 23,00 ma lo scontro in realtà è apparso piuttosto come una "chiacchierata da bar" tra due vecchi amici. Tutto all'insegna del fair play e del politically correct, insomma!  Dato curioso, per un Paese che affoga nei debiti e nella recessione. Zero scontri, zero  scintille o battute al vetriolo. Tutto all'insegna della pacatezza. Troppa! Alla fine ancora una volta l'apparenza ha finito per avere la meglio sulla sostanza: lo stile più sciolto di Matteo Renzi – in camicia – ha avuto la meglio sull'immagine di un Bersani più ingessato in giacca e cravatta. Ma che ne è stato dei temi caldi del Paese? Quali le prospettive delineate dai due contendenti per rilanciare il "Sistema Paese"? Quali le urgentissime cure per tentare di estirpare un cancro maligno che sta portando la malata terminale "Italia" irrimediabilmente alla tomba!

     Fumo negli occhi 

    Abbassamento delle tasse e rilancio del lavoro, le parole d'ordine per entrambi! Ma andando al nocciolo della questione, cioè alla "legittimità" della cura Monti-Ue chiamata "Fiscal Compact", davvero le conclusioni dei due sfidanti ci sono apparse come l'ennesimo malcelato tentativo di gettare fumo negli occhi degli Italiani. Il tentativo di infondere loro vane speranze inducendoli ad andare a votare e ad alimentare il "giochino delle primarie". Un gioco hainoi sterile, che non porterà davvero a nulla! E non lo diciamo per essere catastrofisti, ce ne guarderemo bene, ma soltanto realisti. Quando parliamo di "Fiscal Compact", infatti non dobbiamo dimenticare almeno tre cose: 1) E' uno strumento altamente recessivo che costringe e costringerà l'Italia a pagare qualcosa come 45 miliardi di euro all'anno per vent'anni, al fine di saldare un debito in gran parte illegale (nel frattempo fatto lievitare da Monti di oltre 90 miliardi di euro in un solo fallimentare anno di mala-gestione del Paese) fatto lievitare attraverso una truffa legalizzata (vedi articoli in allegato). Somma alla quale vanno aggiunti gli oltre 80 miliardi di euro di interessi bancari passivi sul debito pubblico, e i 5 miliardi l'anno per la partecipazione dell'Italia al dittatoriale MES (Fondo "Salva" – Ammazza – Stati Permanente); 2) Pagare il debito richiederà inevitabilmente un aumento della tassazione, a meno che non si decida di utilizzare i soldi del "Monopoli", o che la BCE decida di rinunciare al suo diritto di signoraggio: ipotesi auspicabilissima, ma piuttosto fantascientifica, visto che Draghi preme addirittura per la nascita di un'imminente "Unione Bancaria" continentale, al fine di mettere fuori gioco definitivamente gli Stati nazionali e il loro tentativo (vedi Ungheria di Orban) di riappropriarsi della propria sovranità monetaria; 3) Il PD ha contribito in maniera preponderante a legittimare tutto questo sfacelo, avallando le scelte della Banda Monti, e proponendo il "regime debitocratico" anche per i prossimi anni, rivestendo questa infame "Dittatura del Debito" di un'aurea di normalità.

     Il Nipote coraggioso e lo Zio esperto? 

    Ecco perchè non possiamo assolutamente accettare l'espressione furbetta di Matteo Renzi, che intorno alle 22,40 di ieri si dipingeva come "il figlio coraggioso contro lo zio prudente". Ma di quale coraggio parla il nostro carissimo rottamatore? Chi lo capisce è bravo!  Pierluigi Bersani – da parte sua – ribatteva alla "provocazione" – 22,42 circa – con un'alta frase a nostro modo molto infelice: "Non si prende a calci l'esperienza!". Ma quale esperienza? Se Bersani intende i macelli avallati dai suoi amici Prodi, Amato, Ciampi, Andreattà tra gli anni Ottanta e Novanta, a suon di decreti vergogna che hanno spinto la Banca d'Italia ed il Paese stesso nelle braccia della speculazione internazionale, privando gli Italiani stessi del controllo diretto sulla propria sovranità finanziaria (diritto di sottoscrizione dei nostri titoli del Debito Pubblico  riconosciuto agli investitori esteri; e poi a tassi da usura) e monetaria, davvero non possiamo che essere daccordo con lui! "Non si prende a calci l'esperienza!" Magari si manda direttamente in esilio all'estero, o in un'isola del Pacifico. Magari dove regna alcora la legge del baratto, o comunque dove emettere carta moneta non è una tragedia apocalittica, ma una normale prerogativa riservata ad un popolo sovrano, e soprattutto a costo zero! Ma questi discorsi sembrano non interessare né al "rottamatore" Renzi, né all' "esperto" Bersani.

     Discorsi da treno e Assordanti Silenzi  

    Ecco allora, come le promesse di innalzamento degli stipendi o abbassamento delle tasse, in quest'ottica cosi drammatica e palese, si rilevano essere solo futili manovrucce da bar, "discorsi da treno" e inutili palliativi! Perchè non impugnare il Trattato di Lisbona, piuttosto, e pretendere – tra l'altro – l'abrogazione dell'art. 123, che obbliga i paesi a stare sotto lo scacco della speculazione, imponendo loro di rifinanziarsi presso i "mercati internazionbali"? Perchè non decidere davvero di salvare milioni di famiglie italiane dal cappio di Equitalia (e delle banche che ne posseggono gran parte delle azioni) chiedendo all'Ue di bandire e delegittimare una volta per tutte le agenzie di rating (private, controllate – dalle lobby – e plurindagate agenzie di rating) che aiutano a far lievitare gli interessi passivi ed il debito in maniera illegittima? Perchè questa complice cecità e questo avallare scelte criminali, che stanno portando il Paese più bello del mondo (e tra i più ricchi e robusti, prima del 2011) alla rovina? Il Silenzio!

     L'esempio dei Padri Costituenti 

    D'altra parte piuttosto deludenti sono state anche le "domande da casa" rivolte ai due candidati. Renzi ha rilanciato il suo  no al finanziamento pubblico ai partiti; è tornato a parlare del dimezzamento dei parlamentari (ipotesi illusoria e da scongiurare: diminuendo la rappresentanza parlamentare, infatti, aumenterebbe il controllo sul Parlamento dei gruppi di potere e di interesse. Tra i punti del vecchio Piano della loggia P2) e dello stop ai vitalizi. La verità è che ad essere sfoltiti, e di molto, dovrebbero essere gli stipendi dei parlamentari. Può un parlamentare guadagnare più di un minatore o di un metalmeccanico (quelli rimasti in giro, s'intende)? In un mondo normale no! Come scordare l'esempio dei Padri costituenti (uno tra tutti, Giorgio La Pira, per restare nei paragi del "Comune di Firenze") che ogni mattina si recavano in Parlamento per legiferare a proprie spese, pagandosi addirittura il biglietto del tram! Questa è politica! Innamorarsi nel proprio Paese e difendere la sovranità e la dignità dei cittadini. Roba, francamente,  lontana anni luce dallo spettacolo odierno offerto da codesti attori!

     Un black Out profetico? 

    D'altra parte – ed alla luce di quanto detto – ci piace considerare lo strano black out, durato oltre sette ore, che Domenica scorsa ha avvolto nell'oscurità i votanti e gli scrutatori – ed in parte anche probabilmente la trasparenza e la coerenza di queste primarie del Pd – come uno strano segno del destino. O come un profezia. Mentre tutti brancolavano nel buio sono andati misteriosamente dispersi un milioncino di votanti che sono diventati da oltre 4 milioni a 3, mentre – come qualcuno tra i più attenti osservatori e lettori di "Qui Europa" ricorderà – la forbice dello scontro Bersani – Renzi è arrivata a 10 punti. Un buco inspiegabile, durante il quale sarebbe potuto succedere di tutto, alla faccia della trasparenza. Cose che possono succedere soltanto in Italia! Gli organizzatori si sono giustificati dicendo che il problema veniva esclusivamente  dalle sezioni del Sud ma che, nonostante tutto, ciò non avrebbe intaccato i risultati delle votazioni. Un'affermazione che puzza di sbrogli elettorali? Mah! Ognuno può tirare le proprie considerazioni e conclusioni di sorta. Certo è che il riconteggio del voto di circa 100 mila schede elettorali dubbie o sparite, magari avrebbe potuto avere un esito differente e quindi modificare i risultati di queste elezioni. Ma col senno di poi… Il leader che ne ha tratto i maggiori vantaggi è stato Bersani. Da parte sua, il comitato pro-Renzi, non è stato di certo a guardare, ed ha prontamente chiesto che venissero messi on-line i verbali di tutti i novemila seggi, contestando – ovviamente – l'esito delle elezioni.

     Burattini e Burattinai – Pinocchi e Mangiafuoco 

    Ma chiacchiere, misteri italici e gialli da bancarella a parte, Domenica prossima avverrà il "tanto atteso" (ma da chi davvero?) ballotaggio Bersani-Renzi. L'unica certezza per ora – ci pare di capire, leggendo tra le righe – è che solo chi si converte ai precetti del Montismo potrà riuscire a fare strada ai piani alti del Palazzo. E' inutile illudersi tanto amici del Pd! Quelli che prendono e prenderanno le decisioni che contano e che ci legano alla macchina del Debito, non sarete voi, scrupolosi votanti del popolo del Pd. E non saranno – a quanto pare dalle dichiarazioni "europeiste" emerse – nemmeno gli "esperti" o "rottamatori" Bersani e Renzi. Chi deciderà davvero in questo "aborto di democrazia" saranno sempre gli apparati tristemente noti ed a capo della nostra sorte : Bce,  Ue, Fmi, Germania e mercati. La vera parola chiave del 2013, ad oggi, non sarà né crescita, né lavoro, né riduzione della tasse, ma una sola: "commissariamento!". La sovranità è loro e non del popolo! Mark Twain una volta scrisse : "Se votare facesse qualche differenza non ce lo farebbero fare!". Mai come oggi questo "detto" ci pare attuale e profetico. Una citazione che rispecchia la situazione italiana ed europea del momento in maniera sibilliaca. E' già stato tutto deciso, con la complicità del nostro carissimo "Presidente della Repubblica", Giorgio Napolitano, che a farci da "buon pastore" per i prossimi 4 anni sarà il professor Mario Monti o qualcuno simile a lui. Programmato come lui. 

     I Paladini della "Giustizia Mancata" 

    Il problema è fondamentalmente nostro: vogliamo continuare a farci guidare da "pastori" ed essere delle pecore, oppure vogliamo aprire gli occhi e capire come possiamo cambiare questa situazione? Se analizziamo i fatti e pensiamo alle prossime elezioni troviamo davanti a noi una situazione a dir poco confusa. Non ci sono Bersani o Renzi che  tengano, e per il vero neppure il paladino dell'anti-politica sembra convincerci. Beppe Grillo – Casaleggio e intrecci più o meno palesi o occulti, a parte – sembra ogni giorno di più il paladino della "giustizia mancata". Parla di fuoriuscita dell'Italia dalla moneta unica solo a sprazzi ed in maniera approssimativa; non tratta a fondo i veri temi; non parla da anni ormai in maniera sistematica e convinta di signoraggio bancario e di sovranità; non mette in discussione il Trattato di Lisbona. Temi che dovrebbero essere il suo pane quotidiano, e che dovrebbe calare all'interno di ogni pubblico confronto. Ma siamo sicuri che non sia l'ennesimo retaggio e che , anch'egli, non rappresenti solo una pedina del sistema? Francamente dopo aver creduto per mesi nel progetto Grillo, anche noi – in vista delle elezioni, e quando i grandi temi dovrebbero saltare fuori – dinnazi a tanta e tale retorica, iniziamo ad avere seri dubbi sulla sua reale bontà d'intenti. Il suo silenzio e la sua volontà più o meno manifesta di non trattare i temi fondamentali di cui sopra, suonano alle nostre orecchie come una chitarra distorta. Per ora la via dell'astenzionismo ci pare la migliore! 

    Silvia Laporta, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Ottobre 23th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Primarie Pd / Tony Blair / Mario Monti / Quirinale / Palazzo Chigi / Tg 3 / Beppe Grillo /  Trasparenza finanziamenti / Fondo Algebris / David Serra / Sondaggi pre elettorali / Ipr Marketing  

     

     

     

    Legge di Stabilità – Spaccature tra i Carrozzoni Montiani

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    Martedì, Ottobre 16th/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Legge di Stabilità / Italia / Corrado Passera / Irpef / Iva / Aumento aliquota Iva / Tagli sui trasferimenti regionali / Guido Crosetto / Povertà dilagante / Confcommercio / Mario Mauro / Albertini / Regione Lombardia  Legge di Stabilità – Critiche asprissime anche […]

    “Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali”! Di Finizio insegna!

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    Venerdì, Ottobre 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Cupola Vaticano / Monti / austerity / unione europea / striscione di protesta / Città Eterna / Direttiva Bolkesterin / protesta / Marcello di Finizio / Trieste / giovani italiani in rivolta / piazze italiane / contro l'austerity / contro monti / contro […]

    Studenti, l’Ora della Protesta – Scoppia l’Autunno Caldo: loro sono il futuro dell’Italia

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Sergio Basile – Mario Monti / Proteste studentesche / Roma / Torino / Proteste studenti / Elsa Fornero / Profumo / Austerity / Rivoluzione sudentesca / Unione europea / Palermo / Milano  Studenti, l'Ora della protesta. Scoppia l'Autunno Caldo: loro, il futuro dell'Italia Studenti in piazza in tutte le maggiori città […]

    Roma – Tagli per Regioni e piccoli tagli per Parlamentari

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    Venerdì, Ottobre 5th/  2012   – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Mario Monti / indennità parlamentari / tagli / numero dei consiglieri / Palazzo Chigi / Corte dei Conti / Trasparenza / Spesa Pubblica / Filippo Patroni Griffi / Titolo V Costituzione / Autonomia della Regioni / collaboratori dei parlamentari / portaborse  Padri […]

    Italia – Ricetta Ammazza-Crescita

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    Mercoledì, Ottobre 3rd/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Giorgio Napolitano / Euro / Crescita impossibie / Mariano Rajoy / Paul Krugman /Integrazione politico – economica / Abbandono Euro /  Scandalo Regione Lazio / Francesco Fiorito / Andrea Augello / Sfaldamento Pdl / Commissariamento regione Lazio / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Andrea […]

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    Martedì, Ottobre 2nd/ 2012 – di Sergio Basile – Eurozona / Unione europea / Disoccupazione / Eurostat / Euro / Moneta Unica / Target 2 / Spagna / Grecia / Mezzogiorno d'Italia / Osservatorio "Qui Europa" / Carrozzoni politici / Mes / Fiscal Compact / Propaganda mediatica / Mentana / Macelleria Sociale / Ambigui sondaggi […]

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    Lunedì, Ottobre 1st/ 2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Max Cittadino – Italia / Spagna / Unione europea / Crisi economica / Spending review / Tagli alla spesa Pubblica / Pagine economiche dei TG / Welfare / Politiche liberiste / Neoliberismo / Scuola Austriaca / Shumpeter / Keynes / Lavoro produttivo / Scandali bancari / […]

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    Sabato, Settembre 29th/ 2012  – di Sergio Basile e Federica Santoro – Italia / Roma / Bilderberg Club / Guerra Mediatica / Mario Monti / Monti Bis / Campagna elettorale / Miliardi / Investimenti / Sky / Mediaset / Rai / La Repubblica / Il Corriere della Sera / Pierferdinando Casini / Pierluigi Bersani / […]

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Federica Santoro – Italia / Roma / Milano / Bruxelles /  Welcome in Italy / Agenzia Ue per l'Ambiente / Inquinamento e polveri sottili / Record Negativo / Mobilità innovativa / Corrado Clini / Schiavi italiani / Accise statali / Biciclette / Rischio cancro  Welcome in Italy – Monossido […]

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    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Mario Luongo – Francesco Fiorito / SPQR / Dimissioni / Renata Polverini / Consiglio Regionale Lazio / Decentramento amministrativo / Belsito / Lusi / Pdl / Circoscrizione Frosinone / Anagni / Capogruppo regionale Pdl / Vilfredo Pareto / Merito Morale / Polis Greca  SPQR – L'epilogo del caso Fiorito […]

     

  • Tobin tax: il perchè del No pronunciato dal governo italiano

    Tobin tax: il perchè del No pronunciato dal governo italiano

    Martedì, Ottobre 9th/ 2012

    – di Silvia Laporta –

    Tobin Tax / Esm / Germania / Spagna / Grecia / Italia / Angela Merkell / Monti / Vittorio Grilli / Fondo Europeo di Stabilità / Troika / Vertice Europeo / mercati/ crisi europea/ recessione / Piigs 

    Ecofin – Tobin tax: il governo italiano

    dice "No", ecco perchè!

    Un rifiuto verso i paesi rigoristi? No, pura

    difesa della speculazione!

    La situazione Greca e Spagnola, e la visita

    della Merkel ad Atene

    Lussemburgo, Atene, Madrid – E' stato un secco "no" quello del ministro delle finanze Vittorio Grilli che ieri mattina, durante il vertice dell'Eurogruppo tenutosi a Lussemburgo, ha rifiutato la proposta dell'asse franco-tedesca di procedere con la cooperazione rafforzata sull'imposta sulle transazioni finanziarie, volgarmente detta "Tobin  Tax".

     Motivazioni Strategiche dietro iI "No" alla Tobin Tax? 

    Motiviazioni strategiche o politiche? Nella motivazione ufficiale data da Grilli, alla base del rifiuto vi sarebbe soltanto una ripicca italiana contro i paesi rigoristi (Germania, Finlandia, Paesi Bassi) che si oppongono al pieno utilizzo dell'Esm, come meccanismo anti-spread. Stessa musica e stesse onde di frequenza per la Spagna, che ha continuato ad insistere sulla possibilità che il fondo di stabilità sia utilizzato – udite, udite – direttamente per "salvare" la banche in difficoltà.  Ma i rigoristi – nel copione ufficiale diramato ai giornali – non penserebbero affatto a tali ipotesi! Quindi ricapitolando, Italia e Spagna (nella versione teatrale ufficiale) si sarebbero opposti per ripicca contro i "Paesi rigoristi"; mentre i paesi rigoristi (tra i quali la Germania) sarebbero contrari all'utilizzo del MES in chiave anti-spread (cioè per "calmare i mercati"). Tutte balle ovviamente! Teatro, puro teatro!

     La verità al netto della propaganda ufficiale 

    La verità è che la Tobin Tax rappresenta una spina nel fianco della speculazione finanziaria internazionale, ed attivarla sarebbe per Monti e l'euro-cricca uno schiaffo ai loro stessi burattinai matti: i banchieri e le grandi banche speculative concentrate per lo più tra City e Wall Street. Per la Tobin Tax, dunque, il percorso si fa irto. Seppur potrebbe rappresentare una fonte di ricavi (anche se non si sa ancora gestiti da chi) e un segnale contro la speculazione dei mercati, il suo cammino s'incrocia con le finte liti e le quisquiglie europee, nelle loro fasulle strategie anti-crisi. Mentre gli Stati Europei "litigano" – per usare un eufemismo – tra di loro, proprio ieri – tra l'altro – è stata l'alba del sacro connubbio dei 27, ovvero la nascita ipotetica degli Stati Uniti d'Europa con l'inaugurazione del MES. Ma molto eloquente è, invero, notare come di "unito" in Europa ci sia davvero molto poco. Nulla, a conti fatti, a parte la "sete di danaro" dei grandi capi europei e la convergenza di interessi delle grandi lobby bancarie ed industriali.

     La questione "Grecia" e la visita di "Angela" 

    Sul tavolo di Lussemburgo Il vertice è continuato, poi, con varie dissertazioni sulla questione Grecia. Tuttavia alla fine non si è deciso né ieri, né si deciderà al prossimo vertice del 18 e 19 Ottobre a Bruxelles. La questione sul destino dello sfortunato Paese Piigs, sarà rinviata quasi presumibilmente al 2013. E' ancora tutto in mano ai carnefici della Troika, che  stanno  discutendo con il governo di Atene e non daranno il loro responso sulla nuova tranch del prestito prima della fine del mese. Il presidente Samaras è preoccupato: "senza il prestito il paese non arriverà oltre novembre", ha sostenuto nelle ultime ore. Ma è pur vero che il prestito importerà ulteriori debiti ed interessi da usura per Atene. Frattanto, stamane, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è recata in visita proprio nella capitale greca, accolta da un imponente dispiegamento di forze dell'ordine, e da cittadini ellenici infuriati per l'inatteso e sgradito arrivo. Numerose sono state le proteste levatesi in tutta la capitale. Ovunque – come prevedibile alla vigilia – svastiche date a fuoco ed immagini della Merkel in divisa da nazista.

     La "situazione spagnola" 

    Sul versante iberico, intanto, anche un altro capitolo dell'Esm sembra essere bloccato: quello della Spagna. Sembra che il governo Rajoy sia riuscito ad allontanare, almeno nell'imminente futuro, lo spauracchio del ricorso obbligato all'Esm, una delle dittatoriali clausole del trattato. In cambio Mario Draghi ha però parlato di condizionalità, non dure come quelle di Atene, ma egualmente pesanti da sopportare per un paese in preda alla recessione economica ed a gravi ed inusuali  tensioni sociali. Peggior ricetta davvero non si poteva prevedere, alla vigilia degli eurovertici. Ma si sà: la dittatura non è un qualcosa che bada a queste "minuzie".

     2013: l'anno dei disastrosi effetti del MES 

    Che ne sarà di loro? Che ne sarà di noi? Per il momento tutto tace, ma le conseguenze non tarderanno ad arrivare.  Il tanto temuto Esm (o Mes) è stato prima ratificato, poi approvato e adesso entrerà ufficialmente in vigore. Seppur non ce ne rendiamo conto adesso, la situazione sta per cambiare radicalmente. Non dimentichiamoci degli "obblighi" che il "preside" della Bocconi ha preso per noi Italiani con i colleghi dell'Unione europea. Saremo in grado di mantenerli con una recessione martellante e un debito illegale che continua a crescere? E soprattutto fin quando i nostri politici italiani ciechi e sordi continueranno ad avallarle?

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e Assurde Menzogne

    Domenica, Luglio 5th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Roma / Francoforte / Crisi Eurozona / Spending Review / Europa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Mario monti / Mario Draghi / Tagli lineari / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Rutelli / Vendola / Montezemolo / Finmeccanica / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / MES / SEBC / Privatizzazioni selvagge / Schiavitù / Britannia / Decreto Carli-Amato / Privatizzazione della Banca d'Italia / Smantellamento dello Stao Sociale / Napolitano / Movimento 5 Stelle / dictat dei banchieri 

    Monti e Draghi: Orecchie da Mercante e

    Assurde Menzogne 

    Draghi: spiana la strada all'amico liberista;

    Monti: auto-ricandidatura oltre il 2013;

    Italiani: topi in gabbia comunque vadano le cose

    Ma se la musica dovesse cambiare?

    E' Necessario fondare e pensare una Nuova Europa più

    umana e sociale, un'Europa dei Popoli

    L'Appello di "Qui Europa": No ad una Europa dei

    mercati e dei banchieri

     

    Roma, Francoforte – Quella di ieri a Roma e Francoforte è stata una giornata davvero strana, con dichiarazioni dei "Super Mario" nazionali da far accapponare la pelle, a dir poco imbarazzanti e fuori dal mondo. Il primo, quello chiamato a regnare sulla Bce (Mario Draghi) ha fatto intendere (a mò di ricatto) che se l'Eurozona vuole sperare di avere gli aiuti straordinari da parte della Banca Centrale Europea (acquisti diretti di titoli di stato del debito pubblico dei Paesi in difficoltà o attraverso MES e Fondo Salva Stati – EFSF) dovrà riuscire a convincere i cittadini dei Piigs ad accettare le rovinose e recessive misure di austerity: per l'Italia, in pratica, vorrebbe dire continuare ad accettare la "ricetta Monti", che poi è in fondo, la ricetta "Goldman Sachs" iniziata dallo stesso Mario Draghi sul piroscafo Britannia nei primi anni Novanta. Quindi il capo della Bce va ancora avanti, come se nulla fosse, cercando di spianare la strada agli amici "liberisti" (vedi Mario Monti) chiamati a svendere gli stati Piigs, rifiutandosi ancora una volta di attuare l'articolo 11 del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) che autorizzerebbe la Bce al finanziamento diretto del debito statale nei casi di emergenza. Cio eviterebbe speculazioni sul debito: quello che ci sta affossando e che sta portando Monti a "svendere" la gloriosa e ricca Italia, come se fosse una vecchia carretta smarmittata. L’altro cosiddetto "Super Mario", cioè il professor Monti, ha continuato a sostenere, come un disco rotto, la sua bizzarra tesi secondo la quale "L'Italia non ha bisogno di aiuto, perchè ce la può fare da sola". Ma nessuno (neanche lui) ha ben capito cosa voglia dire questo, visto che questa presunta "auto-salvezza" sta passando per la dissimulazione (svendita forzata ed imposta) dell'intero patrimonio storico e immobiliare italiano: 20 miliardi l'anno dovrebbero essere alienati a speculatori esteri o falchi privati per consentire agli Italiani di "farcela da soli"; nonché sul totale e definitivo smantellamento dello Stato Sociale. Evidentemente la pazzia umana non ha limiti! Ma ancor più matti, evidentemente, sono i direttori dei giornali che danno spazio a queste emerite boiate! Ma il bello deve ancora venire. le vie alternative proposte dai due super-eroi sono 2. Udite udite.

     Monti-Draghi: per l'Italia alternative da manicomio criminale 

    La prima consisterebbe nell'utilizzo (comunque non immediato) del MES (Meccanismo Europeo di stabilità) un fondo finanziato (ovviamente sempre) dai cittadimi,  dotato di un proprio statuto e di personalità giuridica, più simile ad un vero e proprio "stato indipendente e sovrano" (anche se non eletto e legittimato da nessun cittadino europeo) che avrà poteri praticamente illimitati sulle finanze degli stati e sul livello del debito da imporre ai cittadini-schiavi; L'altra alternativa (Draghi in questo, nelle ultime ore, è stato chiarissimo) consisterebbe nel portare avanti la ricetta Monti oltre il 2013: evidentemente nel timore che gli Italiani alle prossime elezioni possano rinsavire e decidere di votare contro questa pazzia dell'austerity euro-tedesca e montiana che ci impone l'euro-casta dei banchieri. Pertanto, onde evitare sorprese (vedi incremento esponenziale dei consensi per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) meglio delegittimare quanti, in partenza, si oppongano (per ora il solo Grillo) a Monti e ai folli nazi-diktat dei banchieri.

      Se la musica dovesse cambiare?  

    Dicendo, magari, che uomini come Grillo fanno "innevosire i mercati". E ti credo! Se la musica dovesse cambiare e gli speculatori non dovessero più arricchirsi come sanguisughe (o vampiri)  alle spalle delle famiglie italiane i mercati sarebbero più che nervosi. Si incavolerebbero sul serio, per non poter più avere la legittimazione a "mangiare" sulle spalle degli Europei e dei cittadini Italiani onesti!

      La fondazione di una Nuova Europa "umana"  

    Peccato che nella nuova Europa che dovrà nascere non ci sarà posto per l'egemonia delle banche, della finanza e dei mercati. Questo baraccone infernale è ormai arrivato al capolinea mettendo in evidenza tutti i suoi diabolici e spietati limiti. Esso è destinato a fallire miseramente, ed i suoi ispiratori e servitori a scomparire vergognosamente tra le pieghe della storia. La nuova Europa dovrà per forza essere quella dei popoli e del rispetto della dignità dei cittadini e della sacralità umana e della vita. Pena la distruzione del castello europeo stesso. 

      Mario Monti: "Orecchie da Mercante"e "Assurde Menzogne"  

    Ma Mario Monti sembra fare ancora orecchie da mercante, continuando a blaterare le sue assurde menzogne in giro per l'Europa; e continuando a sostenere che "i mercati, e quindi gli speculatori, non comprendono appieno il significato delle riforme che sono state varate, come quella delle pensioni e del mercato del lavoro".  Quindi (autogol clamoroso del professore) è lo stesso ex consulente di Goldman Sachs ad ammettere che il primo a vedere nero il futuro dell'Italia è lo stesso suo governo. Un Paese – leggendo tra le righe delle stesse parole di Monti –  destinato, a quanto pare, in un modo o nell'altro, o ad essere venduto a trance come il baccalà  al mercato rionale, o ad esser dissanguato dalla Troika (Ue, Fmi, Bce) mediante commissariamento; oppure a dover accettare e finanziare a suon di tagli e tasse il dittatoriale MES, divenendo schiavo del "debito indotto" vita natural durante.

      Il Monti pensiero – Italiani? Topi in gabbia con le ore contate  

    Una cosa è certa: il professor Monti vede i suoi compatrioti, gli Italiani, come dei topi in una gabbia.  E come se non bastasse finisce indirettamente per legittimare l'operato dei famelici gatti (speculatori) che vi girano intorno aspettando il momento più propizio per divorare ciò che è rimasto. Ma la cosa tragi-comica è che la gabbia (Eurozona) l'hanno costruita proprio lui ed i suoi amici di Bruxelles, Francoforte e Berlino. 

      Monti:  auto-candidatura oltre il 2013  

    Quindi in effetti Monti ci sta dicendo – tra le righe – che senza di lui i mercati ci ucciderebbero. Senza ammettere però che con lui ad ucciderci ci penserebbero direttamente gli speculatori o la Troika (Ue, bce, Fmi). Perciò le sue parole equivalgono ad una indiretta autocandidatura a Palazzo Chigi anche per la prossima legislatura. Un invito a nozze per lo stuolo dei (suoi) fedelissimi cortigiani del neo-liberismo  (Casini, Fini, Rutelli, Montezemolo, Bersani, Vendola, ecc.. ) per la creazione, magari, di un unico listone di impresentabili.

      La Grande Orgia  

    Un'unica ammucchiata (pardon!) un unico governissimo, cosiddetto di "salute pubblica" (con l'ovvio benestare di Giorgio Napolitano) che completi il massacro sociale e segni la definitiva ed irrimediabile vittoria della casta sulla plebe (comuni cittadini) resa schiava; nonché completi il "Progetto di privatizzazioni del Britannia" iniziato da Draghi e Amato negli anni Novanta (con l'avvio delle imponenti privatizzazioni aziendali e la stessa privatizzazione della Banca d'Italia attuata dal vergognoso decreto "Carli-Amato"). D'altronde, sull'altra riva del Tevere, anche lo stesso Angelino Alfano giovedì scorso si è detto pronto ed aperto ad eventuiali soluzioni di "svendita" e privatizzazione degli ultimi gioielli di famiglia rimasti: Eni, Enel e Finmeccanica. Dopodicchè l'Italia sarà dcefinitivamente trapassata, morta, deceduta, defunta: e senza possibilità di resurrezione!

      I Disastrosi e "Beneamati" effetti della "Ricetta Monti"  

    Intanto è doveroso notare come con la beneamata ed acclamata (da casta politica e giornali di regime) "Ricetta Monti", il Bel Paese non solo primeggi in tutte le classifiche sulla "decrescita", sulla "disoccupazione" e sulla "recessione" rispetto agli anni passati, ma addirittura esso abbia peggiorato – malgrado tasse, IMU e austerity – la condizione del suo debito pubblico, pasato al 125% del Pil: più 5% rispetto al 2011. Ciò perchè, come più volte detto da "Qui Europa", il debito si autorigenera a causa delle speculazioni bancarie a prescindere da qualsivoglia manovra. Non si può contenere l'acqua in una vasca alla quale è stato tolto il tappo! E' folle il solo pensiero di poterlo fare! Ma per i giornali di regime va tutto bene. Per "TG cazzate 24" tutto va a gongie vele. d'altra parte ogni buon regime totalitario ha i media che si merita! Ed ogni popolo ha il regime ed i media che si merita! Meditate gente, meditate!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

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    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

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    Mercoledì, Luglio 4th / 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Unione europea / Potere economico e potere politico / Liberismo economico / Diritti sociali / Diritti dell’uomo / Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / Destra europea / CES / Sinistra europea / Sindacati europei / Trattato di Schengen / Partito popolare danese […]

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    Mercoledì, Giugno 6th /  2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Roma / Governo Monti / Tasse da record / tasse inique / Dittatura / Debtocracy / Casta parlamentare / Appoggio cieco al governo dei banchieri / L'Italia sta morendo / Corte dei conti / Giampaolino / Alfano / Bersani / […]

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

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    Martedì, Maggio 15th / 2012  – di Sergio Basile –  Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio […]

    Passera: immagine di un governo allo sbando

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    Venerdì, Maggio 11th / 2012 – di Silvia Laporta –  Italia / Governo Monti / Corrado Passera / Ministro allo Sviluppo Economico / Parole contraddittorie / Mea Culpa / Recessione / Futuro Buio / Giorgio Napolitano / Elsa Fornero / Vittorio Grilli / Mario Draghi / Dimissioni  / Sbugiardati / Confindustria / Fiscal Compact / […]

    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • Si alla Spending Review:  Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Si alla Spending Review: Tra bagarre per Voto Anticipato e Riforma elettorale

    Martedì, Luglio 31th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Eurozona / Voto anticipato / Riforma elettorale / Approvazione Spending Review / Europa / Usa / Propaganda imperislistica / Austerity / Mercati / Timothy Geithner / Mario monti / Vertici / Spagna / Francia / Germania / Rajoy / Holande / Merkel / Obama / Vertici / Tagli lineari / ANCI / BCE / Lettera / Berlusconi / Bersani / Casini / Finmeccanica / Porcellum / Legge elettorale / Eni / Enel / Finanza tecno-mafiosa / Menzogne / Ronald Reagan 

    Guerra delle poltrone e "Spirito Montiano":

    E' bagarre sull'ipotesi di "voto anticipato"

    Parlamento, ok "Piano Monti": Si a  Dismissioni e

    "Spending Review". L'imbarazzante complicità di ABC

    Timoty Geithner in Europa: propaganda imperislistica

    Usa e lodi all'austerity

    Monti – Settimana decisiva per l'Euro: al via la ruota dei vertici

    Roma – La settimana appena iniziata potrebbe essere "decisiva" per l’Eurozona e lo si comprende anche dalla fitta agenda di vertici fissata dal professor Monti con i leader di Francia, Spagna e Germania. Intanto in Italia l’ipotesi “voto anticipato” è  un’incognita sempre meno aleatoria, malgrado gli inviti distensivi di Giorgio Napolitano. Negli ultimi giorni, in tal senso, abbiamo assistito ad un frenetico walzer di incontri più o meno ufficiali tra Monti e ABC (Alfano, Bersani e Casini) ovvero i tre leaders dei partiti “amici” che lo sorreggono. Ma un dato sembra ormai assodato: le caste partitiche, rispetto agli Italiani ed alle loro esigenze reali, agiscono sempre più indisturbate – in totale "libertinaggio" – e sempre più sganciate da un ideale mandato elettorale, ampliamente tradito a discapito della sovranità nazionale e degli stessi cittadini, trovatisi – grazie ad una improbabile ed anti-democratica “proprietà transitiva”  – ad appoggiare un “governo tecnico” trasformatosi a tutti gli effetti in governo politico. Come non parlare di golpe? Una combricola di “tecnici”, come se non bastasse, assolutamente incapace di risolvere i problemi del Paese, ma anzi, capace addirittura di peggiorare la situazione economica generale, appoggiando in tutto le scelte del ministro dell'"Anti-Welfare", Elsa Fornero, e abbandonando – impuniti – gli Italiani nelle braccia del neo-liberismo più distruttivo, sinonimo di dismissioni aziendali, dismissioni del patrimonio nazionale e in ultima istanza di recessione da record.

      ABC e lo sdoganamento della "bestemmia economica"  

    Altro risultato concreto della compagine governativa e dello stuolo di maggiordomi parlamentari al suo seguito, è stato il livellamento al ribasso e la compressione selvaggia dei redditi  di quasi tutte le categorie produttive e dei pensionati. Ciò in nome di una “bestemmia economica” chiamata abolizione del deficit spending: effetto dell’istituzionalizzazione del pareggio di bilancio promosso da Monti e dai suoi colleghi europei ed avallato senza discutere da Pd, Pdl e Udc. Ieri, a coronamento di ciò, alla Camera (in un clima di disarmante tranquillità) si è votato per l’approvazione di spending review e dismissioni patrimoniali. Cioè vi è votato per darla vinta a speculatori e banchieri in maniera definitiva. Si! Proprio così! Infatti i sacrifici definitivamente impostici nella giornata di ieri da questi signori serviranno proprio a ciò: a ripagare gli interessi miliardari sul debito alla speculazione bancaria.

     Avanti con i tagli lineari malgrado l'ANCI 

    Quindi avanti con  tagli lineari, malgrado le veementi proteste giunte nella settimana appena conclusasi dai sindaci italiani e dall’ANCI. Operazione legittimata dal professore in nome dei mercati ed al fine di dar compimento a quei famosi “compiti a casa” voluti dall’Europa e dagli Usa: nuovi “padroni aggiunti dell’Europa”. E la visita in Europa – ed i giudizi – del segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble lo dimostrano.

     L'Europa  e l'egemonia dell'imperialismo Usa  

    Ormai il futuro dell’Eurozona non sembra più una decisione spettante agi stati sovrani (smantellati quasi completamente) ma addirittura una prerogativa degli Stati Uniti. Ingerenza intollerabile che tuttavia traspare dapprima dallo strapotere delle agenzie statunitensi del rating e successivamente – come se non bastasse – dalle stesse dichiarazioni giunte nelle ultime ore dal segretario Usa, manifestatosi "fiducioso per le misure varate dall’Eurozona per riformarsi e arrivare in ultima istanza a una maggiore integrazione fra i paesi membri”; nonché "pienamente soddisfatto per il fatto che la scorsa settimana i leader europei si sono detti pronti ad intraprendere qualsiasi passo necessario per salvaguardare la stabilità finanziaria nell'euro". Quindi complimenti a profusione ed apparenti successi di facciata. Ma evidentemente e solo vuota enfasi propagandistica pro Usa e pro-Obama: presidente – è utile ricordarlo – in piena campagna elettorale. Ma la verità è ben diversa. L’approvazione della Spending Review da parte dei maggiordomi di Mario Monti porta con sé amare e paradossali verità. Allora – anche se non avremo di certo la benedizione del regime imperialistico euro-statunitense – sarebbe più realistico e decoroso parlare di porte spalancate a povertà e degrado in tutti i comuni e le città italiane, in uno tsunami mercatista che ci staaccomunando tutti alle stesse disavventure indotte e toccate ai cittadini portoghesi, irlandesi, spagnoli e greci. 

     Una menzogna lunga un anno  

    Segno inequivocabile del raggiungimento degli obiettivi egemonici di una nuova forma di imperialismo e nello stesso tempo di una menzogna lunga un anno, inaugurata con la famosa “letterina” della BCE indirizzata a Slvio Berlusconi all’indomani del fallimento del piano nazionale di privatizzazioni bocciato dal referendum popolare giusto un anno fa. Ma prendendo spunto dai diktat dei bravi a Don Abbondio nel capitolo più celebre de “I Promessi Sposi”: “questa privatizzazione sa ’da fare!”. E allora, quale miglior strada se non quella di inscenare una crisi e prendersela col “nervosismo dei mercati”, con una evanescente “Europa” e con un “governo di non eletti”? Un’occasione storica, epocale: soprattutto se si può contare sull’asservimento pressocché totale di giornali e tv. Gli stessi che stamane brindano all’asta dei Btp italiani, scordandosi che gli interessi pagati restano faraonici per colpa di uno spread alle stelle. Ma ormai ciò – nel regime Monti – sembra rientrare nella normalità. Tanto a pagare saranno i cittadini.

     Avanti tutta nel nome dello spirito di Monti  

    E allora avanti tutta con l’ipotesi di un Monti Bis, o – in alternativa – di un "Piano Monti Bis" anche senza l'ingombrante presenza fisica del professore. Ciò che conta, evidentemente, è il suo spitiro! Ipotesi caldeggiata dai leader amici come panacea per la rinascita del Paese: lo stesso Paese che ieri – in assenza di contraddittorio e discussioni di sorta – hanno appena finito di rottamare, dopo aver depredato per decenni: e con la collaborazione dello stesso Mario Monti in veste – oculatamente celata – di gran suggeritore finanziario dei governi pregressi. E – ironia della sorte – in nome di un debito creato da banche e dagli stessi uomini che ora mandano avanti il governo dei banchieri ed i piani paralleli dei loro amici della Goldman, della Trilaterale e del Bilderberg.

     I Vertici del fallimento  

    In questa ottica il proliferare degli incontri del professore, rappresenta un palese segno di debolezza e di resa: dinnanzi allo smantellamento statutario della giustizia sociale e dinnanzi alla crisi, frattanto cresciuta a livelli esponenziali, con uno spread agli stessi livelli di quello imperante durante gli ultimi giorni di regno del cavaliere.

     La grave complicità del Cavaliere nello sfacelo  

    Cavaliere che tuttavia (avendo ad oggi la maggioranza in Parlamento) resta ancora il principale complice e responsabile dello sfacelo italiano (assieme ai fedeli Bersani e Casini) e della vittoria incontrastata dell’anti-democrazia e dei poteri forti. Gli stessi incarnati da Monti, e – come del resto – dallo stesso Berlusconi e dai suoi seguaci. Anche l’ingombrante figura messianica del Professor Monti è dunque finita con lo sprofondare nella melma della recessione. Il vero risultato ottenuto, a conti fatti, resta – così come avvenne ai tempi del liberista Reagan – una redistribuzione verso l’alto e verso le banche della ricchezza nazionale. Vedi “Goldman Sachs”: la banca d’affari cara a Monti (Draghi e Prodi) diventata nel frattempo “padrona” di mezza Italia.

      ABC: i veri perdenti morali  

    Ma, agli occhi di tutti gli Italiani onesti, i veri perdenti morali di questo “devastante giochino dei ruoli”, sono stati proprio loro, i partiti di “maggioranza”: gli stessi degli scandali di “Finmeccanica”, del “Porcellum” e del debito facile. Gli stessi impresentabili personaggi che ora ci vorrebbero propinare la ricetta Monti (tagli lineari, tassazione da record del mondo e dismissioni del patrimonio statale per 20 miliardi di euro l’anno) anche dopo il 2013 e per lunghissimi anni. E ciò – come detto – anche dopo la destituzione dello stesso professore, che ormai sembra aver esaurito il suo “vero” mandato. Almeno Mussolini realizzava il suo piano egemonico senza nascondersi dietro il dito dei mercati o dell’Europa. I nostri nuovi “dittatori”, al contrario, preferiscono esercitare pieni poteri e conservare lo status quo con continui rimpalli di responsabilità. Ma dove sono finiti i dittatori di una volta? E’ alquanto probabile, dunque, che l’alleanza fra i tre – ABC – nonostante le finte discordie da telecamera, prosegua con grande passione anche dopo il voto anticipato o quello della naturale scadenza del 2013, nel tentativo di non deludere i padroni della Bce, dell’Fmi e dell’Ue.

     Il cupo futuro di Finmeccanica, Eni ed Enel  

    Ora a farne le spese saranno probabilmente altri gioielli della famiglia Italia – gli ultimi rimasti di una vastissima e prestigiosissima collezione gettata nell'oceano della speculazione – come Finmeccanica, Eni e Enel, i tre maggiori gruppi nazionali a stuzzicare ancora il palato dei mercati internazionali e degli speculatori artefici della crisi del debito. 

      Per uscire dalle grinfie della finanza tecno-mafiosa  

    Il vero problema, dunque, Monti o non Monti, è che nulla cambierà per gli Italiani se i partiti (o gli Italiani stessi nelle urne) non opteranno per strade alternative e di rottura rispetto a quella seguita finora. E per rottura s’intende ovviamente la rinazionalizzazione della Banca d’Italia, svenduta ai banchieri privati e l’abbandono del fallimantare euro e di tutti i suoi occulti e non pubblicizzati accidenti: Sistema Target 2, Euribor e predominio indotto (da nazismo bianco) dei banchieri e dell’asse franco-tedesco. Uniche vere strade per uscire dalla crisi e per ridare centralità al welfare e ai cittadini europei soggiogati da una finanza tecno-mafiosa avallata dal Trattato di Lisbona e dagli accordi di Basilea.

     La guerra delle poltrone 

    Ma l’unico vero cruccio nel quale si arrovellano le menti di ABC in queste ore – archiviata velocemente (quanto vergognosamente) la “banale pratica” della Spending Review in Parlamento – sembra essere quello della conservazione del potere e delle seggiole, mediante una riforma di legge elettorale il più vantaggiosa possibile agli schieramenti in corsa. Allora, mentre il Pdl spinge per le preferenze – trovando un alleato nell’Udc di Casini – il Pd è a favore dei collegi uninominali. E’ bene dire che attorno a questa bagarre scorrono i fiumi della demagogia. Non è affatto vero come dicono Bersani e la Finocchiaro che il ripristino delle preferenze è un ritorno al voto di scambio. Anche con il sistema maggioritario, infatti, le cose non sono andate diversamente, con i tanti casi di corruzione. La verità è che la corruzione è una costante sia nell’uno che nell’altro sistema, e che a decidere in Parlamento sono sempre più le logge ed i gruppi di potere occulti che da decenni controllano tutte le dinamiche “cosiddette democratiche” del Paese.

     Per evitare il male maggiore  

    Quindi l’unica cosa da fare sarebbe mandare a casa tutti gli schieramenti che da trent’anni a questa parte rispondono agli stessi occulti burattinai e che vorrebbero continuare a farla franca anche quando il professor Monti sarà tornato – magari a tempo pieno –  ad adempiere al suo nobile compito di leader per l'Europa della Trilateral Commission o di compiaciuto ed attivo consulente finanziario di Goldman Sachs o di altre banche d’affari made in Usa. Pertanto, onde evitare il male maggiore, sarebbe meglio lasciare che siano i cittadini a decidere chi mandare in Parlamento e non le segreterie di partito – o le logge –  per interessi diversi. Allora non proprio così fuori dal mondo e paradossali risuonano le ultime dichiarazioni di  Grillo secondo il quale "Nella discesa agli inferi, i Caronte, Berlusconi e Bersani, coloro che ci hanno traghettato nell'abisso di un enorme debito pubblico, ci danno lezioni e si propongono al governo nel 2013 come salvatori. Oltre al danno, anche la beffa. I cialtroni tornano sempre sul luogo del disastro". Beh questa volta il "Grillo Parlante" – critiche di Mastro Geppetto Napolitano a parte – sembra non aver tutti i torti a tirare le lunghe e pelose orecchie da ciuchi ai pinocchi della politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Luglio 11th/  2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mario Monti / Crisi economica / Ecofin / Eurogruppo / Schettino / Elezioni politiche / Governo tecnico / banche / debito pubblico / Unione europea / 2013 / Fine mandato Mario Monti   Monti : "Non resterò dopo il 2013" Le perle di saggezza del professore […]

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / […]

     

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    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012  – di Sergio Basile – Unione europea / Eurogruppo / Eurovertice / Bruxelles / Bce / Banca centrale Europea / Francoforte / Italia / Mario Monti / Manuel Barroso / Fondi Anti-Spread / Fondo Salva Stati / MES /Klaus Repling / Disgrazie / Peso sui cittadini / Immobilismo sostanziale della Bce […]

    RAI Fiction Presenta – Monti-Merkel in “Vacanze Romane”

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    Giovedì,  Luglio 5th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Italia / Mini-Vertice Ue / Roma / Vacanze Romane / Mario Monti / Angela Merkel / Palazzo Madama / Vertice di Bruxelles / Unione Euoropea / Europei di calcio 2012 / Efsf /  Fondo Monetario / Fondo Salva Stati / Mes / Diritto del […]

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    Giovedì, Luglio 5th / 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Palazzo Grazioli / Politica / Vertice Pdl / Popolo della Libertà/ Alleanza Nazionale / Unione di Centro / Partito Democratico / Esecutivo / Larga Coalizione / Elezioni Politiche / Primarie / Crisi Economica / Silvio Berlusconi / […]

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    Contributi ai partiti: Italia, Record Negativo

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    Domenica, Aprile 22th / 2012 – di Mirella Fuccella e Sergio Basile –  Italia / Unione europea / Europa / Record / Finanziamento pubblico ai partiti / Casta tecnocratica / Giorgio Napolitano / Modelli europei / Controinformazione / Statistiche / Mirella Fuccella / Sergio Basile / Francia / Germania / Regno Unito / Spagna / Elite politica […]

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    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

     

  • L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

    L’Italia s’è Desta. Dimissioni ed elezioni anticipate: l’accorato appello di Maroni

    Martedì, Luglio 24th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Crisi / Mercati / Economia / Borse / Spread / Esecutivo / Governo Tecnico / Premier / Lega Nord / Elezioni / Dimissioni / Politica / Euroburocrazia / Costituzione / Sovranità popolare / Austerità / Rigore / Roberto Maroni / Silvio Berlusconi / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Unità d'Italia / 150° Compleanno 

    “Dimissioni ed elezioni anticipate”: l'accorata

    preghiera di Roberto Maroni

    Il segretario del Carroccio le canta al Governo.

    Nei prossimi giorni Maroni incontrerà i vari

    rappresentanti politici nel tentativo di

    “ripristinare la democrazia”.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma –  Che a livello nazionale, nei confronti dell’operato del governo guidato dall’illustre Professor Mario Monti, ci sia un (ri)sentimento generale, è cosa certa e diffusa: a interpretare il malcontento popolare, questa volta, ci ha pensato il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, il quale nella giornata di ieri non si è risparmiato e le ha cantate di santa ragione a tutto il team dell’esecutivo. “Dimissioni ed elezioni anticipate” sono le parole chiave utilizzate dal leader del Carroccio nei confronti del premier italiano: sul suo profilo Facebook, infatti, Maroni ha scritto proprio questo, ricordando nello specifico le responsabilità del Governo tecnico in relazione ad uno spread altissimo (che non accenna a scendere) e al caos creato nelle borse.

       Maroni: "Al voto in Autunno!"  

    “Al voto in autunno” implora il segretario della Lega, che vede nelle elezioni anticipate l’unica via d’uscita in grado di ridare stabilità alla politica ed ai mercati nazionali, “visto che – precisa Maroni – quello di Monti è un governo non più stabile né affidabile”. La drammatica situazione vissuta dai mercati ha decretato la “morte” definitiva ( senza alcuna possibilità di resurrezione politica ) di questo Governo e – a detta dello stesso rappresentante della Lega Nord – “visto che peggio di così non si può andare, tanto vale prenderne atto , interrompere l’agonia (causata) da questo esecutivo  e andare al voto in autunno” .  Agonia: nessun’altra parola avrebbe espresso meglio ciò che il caro premier sta facendo vivere al popolo italiano. L’agonia di un’euroburocrazia, alla quale siamo stati – letteralmente – costretti a sottometterci, espropriati forzatamente della nostra sovranità nazionale con la complicità di Re Giorgio Napolitano – e proprio nel 150° compleanno dell'"Amata Italia" – da una "banda tencina" che avrebbe dovuto risollevare, almeno in teoria, le sorti di un’Italia malata e preda facile delle “nazioni forti europee” e soprattutto dei "poteri forti internazionali".

       Per il "Bene" dei "Poteri Forti"    

    Ma, come generalmente accade, la pratica rompe la grammatica ed il rigore e l’austerità tanto corteggiati, si sono rivelati un bluff cosmico che non ha fatto altro che aggravare una crisi – oseremmo dire – risolvibilissima se solo si fossero seguite altre strade e se si fosse pensato realmente al bene della nazione intera. “Bisogna aprire il paracadute – ha detto Maroni – altrimenti ci sfracelliamo perché non siamo più sull’orlo del baratro, ma ci siamo completamente dentro”.  Nei prossimi giorni il politico leghista ha fissato un incontro con i rappresentanti degli altri partiti affinchè ci possa essere un accordo importante per ripristinare la democrazia, profanata da una nomina a Presidente del Consiglio di un tecnico che non è stato scelto dal popolo che, come riconosce e stabilisce la nostra Costituzione, è titolare della sovranità.

       Pezzi di Politica smascherano il "Jocker Nazionale"  

    Maroni ha previsto anche un incontro con l’ex premier, Silvio Berlusconi, al fine di discutere di un possibile rilancio del Nord. Staremo a vedere cosa succederà: per il momento pare che Monti sia stato – finalmente – smascherato. Da SuperMario si è trasformato in una sorta di Jocker nazionale. Peccato, per lui, che l’abbiano capito tutti e che l’unica via di salvezza per l’Italia sarebbe la sua firma sì, ma per le dimissioni.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Scempio Ue sull’IVA – Torna la tassa sul macinato? – Ora tassano anche il pane: il “sangue della democrazia”

    Scempio Ue sull’IVA – Torna la tassa sul macinato? – Ora tassano anche il pane: il “sangue della democrazia”

    Venerdì, Marzo 30th / 2012 Commissione europea / Europa / Italia / Iva / Prezzi / Pane / Rincari / Tasse / Dracula / Tartassati / Democrazia     Scempio Ue sull'IVA – Torna la tassa sul macinato?   Tassano anche il pane: "sangue della democrazia"   Per favorire gli Stati e le lobby, il pane […]

     

  • G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    Martedì, Giugno 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Messico / G20 / Summit / Usa / Grecia / Atene / Euro / Crisi / Elezioni greche / Conservatori greci / Mercati / Economia / Crescita / Governo di corresponsabilità nazionale / Elezioni / Mario Monti / Barack Obama / Los Cabos  

    G20 Messico – Monti fa scarica barile:

    "Colpa della bolla Usa"!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

    Proteste Durante il Summit – La Crisi dal 2008 ha

    bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

    "Soluzione" crisi Ue rimandata a fine giugno

    Monti sadicamente soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora

    Proteste Durante il G20 del Messico – La Crisi dal 2008 ha bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Los Cabos, Città del Messico – La Grecia continua la sua permanenza nell’Unione Europea con la moneta unica ma, ovviamente, la vittoria di misura – ed a sorpresa – delle elezioni da parte dei consevatori pro-euro non è – ovviamente – bastata per placare una crisi-indotta e pilotata (a dir poco drammatica) come quella vissuta da Atene. I vampireschi mercati, come sempre ingordi di sangue umano, quanto perennemente insoddisfatti, vivrebbero ora – secondo Mario Monti – nella paura che il contagio della crisi economica si  possa diffondere a macchia d’olio nel resto dell'Eurozona (che gli stessi leader europei si ostinano a fifendere ad oltranza) e nonostante – come è ovvio che sia  – essa non abbia soluzioni immediate ed indolore. Mario Monti, frattanto, continua a dirsi fiducioso e soddisfatto rispettivamente per il futuro dell’Europa e per i "progressi – a suo dire – portati avanti fino a questo momento". Il Professore, infatti, in occasione del G20 del Messico, al quale ha partecipato per discutere proprio dei problemi della riproposizione su scala mondiale della crisi,  ha parlato di un’economia malata e ha dichiarato che è possibile arrivare ad una svolta soprattutto con il Consiglio europeo, previsto per fine mese. Tutto rimandato a Bruxelles, dunque, seguendo il motto secondo il quale “i panni sporchi si lavano in famiglia”: pertanto, i problemi dell’Europa dovranno essere risolti giocando in casa.

     Tutto rimandato al prossimo Eurovertice di fine Giugno 

    Fervono i preparativi per gli incontri del 28 e 29 giugno, dei quali tappa intermedia sarà Roma con la “riunione” del 22 giugno, che servirà per analizzare i problemi della credibilità dell’euro e di una maggiore crescita prevista per l’Eurozona. In occasione del G20 messicano però, il “buon” Mario Monti non perde il vizio di fare lo “scaricabarile” e ricordare che la crisi economica non ha avuto origine in Europa, ma punta il dito contro gli Stati Uniti definendoli i veri responsabili della malattia dell’economia e della finanza occidentali. Il premier proprio in questa occasione ha affermato che “i leader europei presenti non hanno alcuna difficoltà a trattare l’argomento “crisi” in incontri come quelli del G20, ma sentono il diritto di risolvere i  problemi all’interno dell’Ue”.

     Monti auspica per Atene governo pro-Troika  

    Le dichiarazioni del "buon Mario" precedono l’incontro che il Professore avrà con il presidente americano, Barack Obama; intanto, una lunga sfilza di incontri diplomatici con rappresentanti del mondo politico americano, tengono occupato il nostro premier tecnico  che, come da copione, ripete a tutti di essere soddisfatto per i progressi italiani. La penisola, secondo le statistiche, si trova al terzo posto, dietro Gran Bretagna ed Unione Europea, per gli impegni mantenuti.  Il risultato del voto greco ha incontrato il sorriso del premier che ha incoraggiato Atene a stringere i denti e ad avviare un Governo di corresponsabilità nazionale che china la testa – evidentemente – alle bizzarre ed inutili soluzioni promosse dalla Troika (Ue, Bce, Fmi).

     Dal 2008 la Crisi  ha bruciato oltre 21,3 milioni di  posti di lavoro 

    Ma ciò che ha fatto davvero notizia, anche se passato completamente in sordina presso le Tv e giornali italiani, sono stati i veementi cortei di protesta che si sono alternati a Los Cabos, a ridosso dell'edificio ospitante il G20. Al centro delle manifestazioni di dissenso numeri allarmanti emersi in recenti analisi economico-statistiche ufficiali, resi noti nelle ultime ore: la Crisi, dal 2008 ad oggi ha letteralmente bruciato 21,3 milioni di posti di lavoro, distruggendo i sogni e stravolgendo la vità di altrettanti milioni di esseri umani. 

     Una sadica soddisfazione  

    Ma ci chiediamo: come fa Mario Monti  ad esprimere una tale soddisfazione davanti ad una situazione così drammatica come quella odierna? Come fa a parlare di "progressi" dinnanzi alo scempio greco ed alla stessa situazione italiana, della quale egli stesso è stato promotore, esecutore e tra i principali artefici? E di certo, progressi o no, tuttavia su un punto possiamo concordare: i cittadini del Bel Paese stanno seguendo in maniera forzata gli stessi "consigli" dittatoriali  che il premier ha dato ai greci: “cioè di aprire i portafogli e stringere  i denti”. I risultati sono sotto gli occhi di tutta, malgrado la pretestuosa e falsa cecità dei potenti del G20 e dell'Europa.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Monti-Obama: incontro per la “crescita” o spot neo-liberal?

    Venerdì, Febbraio 10th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Usa / Crisi Ue / Washington / Monti / Obama / Peterson Institute / Opinione Pubblica / Mercati / Trilateral Commission / Bilderberg Club / Poteri occulti / Tempio pagano finanza 

    Monti-Obama: incontro per la “crescita”

    o spot neo-liberal?

    Domani, Monti a Wall Street, nel tempio pagano

    del “dio della finanza”:

    l'ottimismo cieco di "Repubblica" e "Corsera"

    Washington – Nelle scorse ore si è tenuto l’atteso incontro tra Mario Monti e Barack Obama: vertice che giunge in uno dei momenti più bui della storia moderna, nel pieno di una crisi non provocata dai popoli, ma aggravata certamente dall’assenza di spirito critico dell’opinione pubblica occidentale e nazionale, degli organi di stampa e della società civile tutta: lavoratori, padri di famiglia, giovani, studenti, professori, economisti. L’immagine dell’Italia negli Usa è oggi quella di una provincia del mondo, nelle mani di tecno-apparati retti da lobbisti, speculatori finanziari e bancari. “La Repubblica " parla invece dell’incontro tra leader come di “patto per la crescita”, titolo piuttosto surreale vista la devastante involuzione economica delle manovre portate avanti fin qui dal professore. Qualcun altro parla ironicamente di incontro “tra illuminati” o “rappresentanti di vertice di poteri forti e occulti” (vedi Trilateral Commission e Bilderberg Club, sono per citarne alcune) ma questa è un’altra storia… Per Monti “Ora l'Italia ha un’altra faccia”: questo e poco ma sicuro! Peccato che gran parte degli Italiani preferivano la prima. Quando si dice: “si stava meglio quando si stava peggio”!… Ma peggio di così si muore. Vedi il tragico epilogo dei cugini greci. Ancora più ottimista la linea del Corsera, dell'amico "ventennale" del professore, Ferruccio De Bortoli: “Obama: Usa e Italia mai così vicini … Monti porterà l’Italia fuori dalla tempesta”.

       Le illusioni del G20 del 2009  sulla fine della crisi  

    Peccato che il Corriere riportava un titolo simile all’indomani del G20 dell’Aprile 2009, quando i grandi della Terra sostenevano l’imminente fine di una famelica crisi, che in realtà si sarebbe rivelata poi solo all’antipasto: ed il cibo di lì a poco sarebbero stati poveri, proletari, giovani e pensionati. Degna di nota anche la dichiarazione di Monti riportata con un titolone ridondante e trionfalistico dal Corsera (Pag.3) “Monti: Dovremo cambiare il nostro stile di vita”. In effetti lo stile è già cambiato, ed a farne le spese è stato il Welfare, ormai rilegato all’angolo della storia, dopo aver contribuito allo sviluppo di un “sistema Italia” che il mondo ci invidiava, ora svenduto in nome della famigerata “crescita”. Ma la passerella Usa, non si è limitata all’incontro a due Monti-Obama. Nelle scorse ore è stata la volta dell’analisi economica di Monti al Peterson Institute, sulla “crescita liberale” dell’Italia e dell’Ue. Infine il tour troverà consacrazione finale nella giornata di domani a Wall Street, tempio pagano della finanza mondiale, con le interviste di rito a New York Times, Bloomberg, CBNC e New York Stock Exchange. Parola d’ordine dell’operazione mediatica: fiducia. Ma in cosa?

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)