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  • I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la complice resa alla dittatura dei banchieri

    Mercoledì, Settembre 19th/ 2012

    – di Sergio Basile e Mario Luongo  –

    Italia / Roma / Bari / Milano / Eurozona / Germania / Grecia / Angela Merkel / BCE / Antonis Samaras / Silvio Berlusconi / Calo di consensi / Critiche governo Monti / Fiscal compact / Fondo monetario / Il Giornale / Abolizione Imu / Mes / Mario Draghi / Giorgio Napolitano / Mario Mauro / Europarlamento / PPE / Troika / Beppe Grillo / Movimento 5 Stelle / Legge sulla tutela del Risparmio del 2005 / Legge 262/2005 di Tutela del Risparmio Giulio Tremonti / Sallusti / MSC Crociere / Colonia Europa / Lobbismo bancario / Dittatura dei banchieri / Banksters 

    I mille volti del Cavaliere: il letargo e la

    complice resa alla dittatura

    dei banchieri

    I saggi consigli di Silvio, al risveglio dal prolungato

    e strategico letargo 

    Tra annunci populistici sull'IMU e bacchettate al suo

    alter-ego, Mario Monti, inizia la campagna elettorale

    del camaleontico signore di Arcore

    Tutti gli errori e le responsabilità di Berlusconi nella crisi

    nell'analisi di "Qui Europa"

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma, Milano, Bari –  Berlusconi? "E' il naturale candidato del Pdl! (…) il leader capace di attrarre i maggiori consensi nell'area dei moderati e nel centro destra". Così nelle scorse ore il segretario del Popolo delle Libertà, Angelino Alfano, ha salutato ufficiosamente la ri-investitura del Cavaliere a Palazzo Chigi, in vista della prossima tornata elettorale.  "Noi non gli mettiamo fretta – ha continuato Alfano – perché bisogna scegliere il momento giusto anche per questo annuncio". Ma in effetti, a ben vedere, chi indirettamente ha ancora il coltello dalla parte del manico in Parlamento è ancora lui, proprio lui, lo stesso Cavaliere. Un Silvio Berlusconi che però, pur detenendo la maggioranza parlamentare – che in democrazia vuol dire il "potere" – con le sue ben 37 fiducie ha legittimato e continua a legittimare ed avallare ogni azione del governo tecnico, consentendo allo stesso Mario Monti di restare tranquillamente in sella, e di continuare a perpetrare il suo disegno di indebolimento e rottamazione dello stato sociale e dello stesso tessuto produttivo ed economico nazionale. Quindi tecnicamente dietro il paravento del governo tecnico, il corresponsabile dello sfacelo italiano – oltre agli asserviti Casini e Bersani – è proprio lui, ancora lui, il detentore unico della "maggioranza parlamentare".

     Berlusconi e la tortuosa via del "Doppiogiochismo" 

    La cosa tragi-comica sta però nel fatto che, mentre in Europa, dalla Germania la Merkel esorta e richiama all'accettazione incondizionata della dittatura  dell'austerity gli altri Stati Piigs (cioè i "cosiddetti maiali", tra i quali spicca la povera "scrofa" Greca) Berlusconi – sempre nelle scorse ore – ha sparato a zero sull’Ue e sul governo Monti: lo stesso che appoggia in pratica da 10 mesi a questa parte. Paradossale! Come paradossale è il fatto che all'Europarlamento in occasione della visita – a pochi mesi dalla sua elezione – del tecnocrate Monti, tutti gli uomini del Presidente di Arcore, gli uomini del Pdl aderenti alla coalizione europea del Ppe, abbiano accolto il professore bocconiano con un tifo da stadio, paragonabile a quello della "Curva Sud" dell'Olimpico dei giorni migliori. Ma dunque cos'è tutto questo doppiogiochismo? A chi giova?

     Il disegno per l'accentramento e la cecità dei pidiellini 

    Ma, sempre da Berlino, nella giornata di ieri la cancelliera tedesca è tornata a lodare il coraggio con il quale l’Italia ha saputo portare avanti le sue riforme e i suoi progressi. Ma ormai tutti o quasi – tranne i media di regime e i ciechi sostenitori indefessi dei partiti carrozzone – hanno ben capito che la mossa dei due Mario – Monti e Draghi – oltre a quella di far approvare l’acquisto di titoli di stato decennali dei Paesi in difficoltà (tra cui l’Italia stessa ) e quella di lavorare assieme per l'accentramento di tutti i poteri nelle mani dell'Ue, mediante la definitiva eclissi degli ultimi sussulti – orgogliosi sussulti – di sovranità nazionale rimasti nel fondo del barile dell'Erozona. E l'Unione Bancaria salutata ieri con clamore dal Presidente Napolitano ne è la prova. 

     Grecia, paradigma dell'Italia 

    Ma inversamente proporzionale all'euforia dimostrata dalla tecnocrazia dominante è il disagio e la pena dei nostri cugini ellenici. In tal senso un compito per nulla leggero è stato riservato al leader greco Antonis Samaras, che dal canto suo sta cercando di capire come traghettare nel mezzo di una tempesta infinita la nave greca, conciliando da novello funanbolo i tagli in programma, le restrittive misure di austerità, insomma i “celeberrimi compiti a casa” assegnati dalla Troika, da un lato con i malumori dei disoccupati e dei pensionati greci,  e dall'altro con le più basilari forme (finora invisibili ed evanescenti) di crescita economica. Il quadro di una bomba sociale ad orologeria che conoscerà una prossima deflagrazione (questo è matematico) anche se ancora non è ben chiaro quando! Un governo, quello di Samaras, sotto pressione come non mai: in una democrazia condizionata ed ingabbiata, nonché sempre più contorniata da euroscetticismi dilaganti ed avvelenata dalle sempre maggiori ed inaccettabili ingerenze della Bce, della Ue, dell'FMI e del falco in gonnella di Berlino.

     La Bestia a più teste ed una mente 

    Alla luce di questo complesso scenario – e senza dimenticare i disagi che assieme a Greci ed Italiani continuano a subire nel silenzio Spagnoli, Portoghesi e Irlandesi –  l’Europa unita e florida appare sempre più come una chimera, una bestia mitologica da tante teste, moltissimi artigli affilati, svariate code ed un'unica lucida, fredda e disumana mente capace di reggere nonostante tutto questo grottesco baraccone, costruito su illusioni e false promesse. 

     I saggi consigli del Cavaliere e l'Interruzione del letargo strategico 

    Ma dinnanzi a questo spettacolo come si pone oggi il Cavaliere?  Lui, ca va san dire! A detta dei suoi l’Italia lui l’ha capita bene, e l’avrebbe governata – sempre a loro dire – altrettanto bene per quattro legislature, ben 3340 giorni da Presidente del Consiglio. Se si è dimesso dal suo incarico, secondo i seguaci di Arcore, è stato solo per favorire la nascita del governo tecnico di Monti, cioè per aiutare l’Italia ad affrontare questa crisi. Giusto! Ammettendo per un attimo questo curioso e paradossale ragionamento, in tale ottica tuttavia non si comprendono davvero – e non si giustificano minimamente – le dichiarazioni dell’ex premier di qualche giorno fa, parole giunte co una strana eco dalla crociera sulla MSC Divina che stava facendo scalo a Bari. Nell'occasione Berlusconi ha tenuto quella che, a tutti gli effetti, è apparsa come una conferenza personale in vista del suo ritorno al governo. Intervistato dal direttore del Giornale Sallusti, ha speso parole, opinioni, giudizi, dispensato consigli un pò per tutti, da Matteo Renzi, al suo “vice” Alfano, per rimanere in Italia e, oltr'Alpi, addirittura a Sarkozy. E per Monti, ovviamente!

     Il Cavaliere e le paradossali critiche al suo alter-ego, Mario Monti 

    Il nostro attuale premier è stato il bersaglio più o meno celato del grande delle sparate berlusconiane. A suo dire – udite udite -le norme sul "Fiscal compact" (votate per altro dallo stesso Cavaliere e dai suoi in maniera compatta) frenerebbero la crescita, mentre il Fondo monetario “difficilmente funzionerà”. Ma in tutti questi mesi di dibattiti e di appelli – tra l'altro di numerosi premi Nobel come Paul Krugman – contro le politiche d'austerity promosse dalla Banda Monti, dall'Ue e dalla Merkel, ci chiediamo, il Cavaliere dov'era? Perchè mesi di letargo strategico e collaborazionismo sottobanco col governo dei banchieri per poi criticarne le stesse misure da lui stesso avallate ed approvate? E perchè soprattutto non ha dato le giuste direttive all'eurodeputato – suo delfino – Mario Mauro e agli uomini del Pdl presso l'Europarlamento al fine di delegittimare e bloccare l'insania del rigore? Troppo comodo caro Berlusconi! Una moderna Penelope (in giacca e cravatta) al contrario, che di notte disfa un tela (rete) che – però – alla luce del sole e nei meandri dei parlamenti (italiano ed europeo) contribuisce a tessere in prima linea ed a porre – d'inciampo – sotto i piedi di milioni d'Italiani, finiti (non poteva essere diversamente) a gambe all'aria! 

     I disastri legislativi e giuridici del Popolo Berlusconiano 

    Ma non va dimenticato neppure come gli stessi eurodeputati pidiellini siano stati proprio quelli che nella scorsa primavera calda (quella che inaugurò la micidiale trappola del "Credit Crunch", la stretta creditizia delle banche) contribuirono a votare in maniera decisiva per l'irrobustimento e l'innalzamento dei coefficienti bancari di riserva patrimoniale (per altro già alti) di Basilea III – contribuendo, in tempo di crisi, a paralizzate il comparto creditizio e l'erogazione del credito – ed a votare per MES, Fiscal Compact (come già accennato) e per l'Unione Bancaria. 

     Sgradevole profumo di campagna elettorale 

    Parole, dunque, quelle del Cavaliere non molto credibili, ma – anzi – piuttosto populistiche ed intrise di un nuaseante profumo  di campagna elettorale. Parole giunte, tuttavia, da un Berlusconi in calo di consensi (nelle stime ufficiali già da mesi, ad esempio, sovrastato nei sondaggi dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo) e – come i nostri lettori ricorderanno – denigrato nello scorso Autunno dall'opinione pubblica nazionale ed europea come l'unico responsabile dello sfacelo italiano; come il "Grande Satana del Debito Nazionale": dimenticando forse che  dal 1981 il debito in Italia è esploso proprio grazie alle intuizioni finanziarie ed economiche del signor Monti, un giovane Mario Monti  in erba, a tutti gli effetti parte integrante degli enturages governativi in veste di "consulente finanziario" dei governi susseguitisi prima dell'avvento dello stesso Governo Berlusconi. Una bella storia davvero! Da raccontare a tutti, dinnanzi magari ad un buon bicchiere di vino!

     Le manovre populistiche del Cavaliere e l'IMU 

    Soprattutto se si tiene conto che nel suo ventennio di Governo il prode Cavaliere non si è attivato affatto (o quasi per nulla) per risolvere gli errori strutturali che hanno contribuito a portare l’Italia in questa situazione; né è parso molto scontento di lasciare i “suoi” elettori e gli Italiani tutti alle immorali ed inumane cure di questo governo tecnico. In pratica Berlusconi prima ha affidato il pacco a Monti, lodandone le capacità, e ora questo pacco se lo vuol riprendere: e per farlo non ha esitato a rilanciare una sua sorta di campagna politica, con tanto di mini–programma e promesse elettorali. Tra le varie, quella dell’abolizione dell’Imu, vero e proprio cavallo di battaglia, quasi un attacco trasversale alle politiche di Monti; “la casa è il pilastro su cui ogni famiglia fonda il suo futuro” – ha ricordato Berlusconi, che in seguito ha rincarato – “Il fattore psicologico durante una crisi è fondamentale. Senza abbassare la pressione fiscale non si esce dalla recessione”. Dimenticando tuttavia che l'IMU, rispetto agli aumenti crimali ed igiustificati delle accise statali sul carburante (7 successivi aumenti i pochi mesi: record del mondo) è come un nano paragonato ad un gigante. Soprattutto se – come detto – noi Italiani per ogni 10 euro di carburante che paghiamo, rimettiamo "volontariamente" 6 di questi euro nelle tasche dello stato, o meglio, nelle tasche del governo dei banchieri. Perchè Berlusconi non vede tutto ciò? La sua complicità strategica è palese!

     Debito – La legge "Tremonti sul Risparmio" e la "Resa ai Banchieri" 

    L'unica nota positiva del ventennio berlusconiano sul capitolo debito – dobbiamo dargliene atto – fu la votazione della Legge sul Risparmio del  28 dicembre 2005. Come detto da "Qui Europa" – nel quarto capitolo degli scritti dedicati dal "Debito Illegale" (vedi allegati) – con la Legge 262 di tutela del Risparmio, articolo 19 c.10, il governo Berlusconi, su iniziativa del Ministro Tremonti, stabilì che entro il 12 gennaio 2009, tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti privati (come Banca Intesa, Unicredit ed altre) dovessero essere ritrasferite a enti statali. Ciò per arginare e tentare di combattere la speculazione bancaria e lo scoppio incontrollato del debito pubblico, conseguente alla perdita della nostra sovranità monetaria ed alla privatizzazione della Banca d'Italia. Ma nulla di ciò è mai avvenuto: i proprietari di Bankitalia sono ancora oggi banchieri privati, detentori illegittimi della sovranità monetaria degli Italiani.

     Dittatura bancaria – La complice "Resa" del Cavaliere 

    Un altro motivo – come visto – per ritenere ancor più illegale ed iniquo il debito pubblico che oggi Monti e l’Ue (con la complicità della casta parlamentare) vogliono far pagare in maniera fraudolenta ed immorale a noi cittadini Italiani, e non solo. Un altro motivo in più per constatare la resa del Cavaliere (divenuto suo malgrado, forse, complice in prima linea della tecnocrazia dominante) al lobbismo bancario ed ai veri padroni incontrastati della colonia Europa.

    Sergio Basile, Mario Luongo (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Monti: “Statuto dei Lavoratori responsabile della disoccupazione”

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    No Jobs For Europe

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    Martedì, Settembre 11th/ 2012 – di Mario Luongo – Bruxelles / Roma / Conferenza Jobs for Europe / Pacchetto occupazione / Risultati Semestre Europeo 2012 / Mercato del lavoro in Europa / Ocse / Disoccupazione / Povertà ed esclusione sociale / Josè Manuel Barroso / Herman Van Rompuy / Christopher Pissarides / Riforma Fornero / […]

    Gli Ignoranti del Debito

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    Martedì, Settembre 11th/  2012 – Redazione Qui Europa  – Italia / Roma / Mario Monti / Pierferdinando Casini / Rocco Buttiglione / Matteo Renzi / Pierluigi Bersani / Debito Pubblico / Sovranità Monetaria / Trattato di Lisbona / Benito Mussolini / Ignoranza / Signoraggio Bancario / UDC / PD / Ventennio fascista / Contestazioni a Fassina […]

     

    Monti-Napolitano: Italia sulla Buona Strada. Il Nostro Consiglio: Dimettetevi!

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    Lunedì, Settembre 10th/  2012 – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile – Italia / Roma / Bari / Cernobbio / Palazzo Chigi / Intervento / Mario Monti / Giorgio Napolitano / Fiera del Levante / Golpe / Colpo di stato Speculazione / Rovina dell'Italia / / Crescita / Menzogne / Recessione / Disoccupazione / Accise statali […]

    La Gabbia Sociale e la Nostra Rivoluzione – Aderisci alla Campagna “Pensa e Scrivi” di “Qui Europa”

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    Venerdì, Settembre 7th/ 2012 – di Serena Spagnolo e Sergio Basile – Unione europea / Bruxelles / ICE / Iniziativa Europea dei Cittadini / Liberismo / Neoliberismo / Privatizzazioni / Capitalismo / Noam Chomsky / Duccio Cavalieri / Università di firenze / Dio / Fede / Uomini liberi / Libertà / Rivoluzione / TG / […]

     

     

    Il Si condizionato della Corte Tedesca all’Esm: porte quasi aperte alla Dittatura europea

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    Settembre, Giovedì 13th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Eurozona / MES / Germania / Meccanismo Europeo di Stabilità / Fiscal Compact / Corte Costituzionale tedesca / Karlsruhe / Angela Merkel / Mario Monti / Josè Manuel Barroso / Troika / Samaras / Elezioni Parlamento olandese / Crisi immobile / Paesi Bassi […]

     

     

    Grecia: Samaras oggi ufficializza la nuova macelleria sociale

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    Mercoledì, Agosto 22th/ 2012  – Sergio Basile –  Grecia /Antonio  Samaras / Troika / Platone e Socrate / Lucas Papademos / Ue / Bce / Fmi / Tagli alla spesa pubblica / Trilateral Commission / Merkel / Sarkozy / Pacchetto Salva Grecia / Stournaras / Adriano Celentano / Democrazia / Europa / Pazzia nell'Eurozona  Grecia: […]

     

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    Sabato, Agosto 17th/ 2012 – di Mario Luongo e Sergio Basile – Crisi Eurozona / Non performing loans / Pricewaterhouse Cooper / Aumento tassi di insolvenza / Klaus-Peter Willsch / Frank Schaeffler / “Falchi tedeschi” / Opposizione Germania alla Bce / Sentenza Karlsruhe / Fiscal compact / Esm / Mario Luongo / Sergio Basile / […]

    18 agosto 2012No CommentRead More#                                 

  • Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Martedì, Agosto 14th/  2012

    – di Sergio Basile –

      Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood / Moloch / Bandiera americanaColonialismo Usa / Siria / Impero Usa / Massoneria  / Fallimento del Parlamento Italiano / MES / Germania / Francoforte / Roma / Milano / Washington / Governo Unico Mondiale / Moneta locale / Buoni regionali / Signoraggio bancario 

    Euro, una parentesi verso un Nuovo

    Ordine Mondiale?

    Il Disegno mondialista dell'eurodollaro per il

    dominio del mondo e la nascita di un impero

    liberticida e massonico retto da un unico Re

    La proposta per l'expo 2015 e le preoccupazioni

    di Obama per la "tenuta" dell'Euro-gabbia

    Roma, Milano, Francoforte, Bruxelles, Washington – Nelle ultime ore, mentre Beppe Grillo invoca la "chiusura" per fallimento del Parlamento Italiano e la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta (per mandare avanti l'economia regionale e combattere il signoraggio); mentre dalla Germania giungono notizie – in un certo senso rincuotanti per quanti hanno a cuore il futuro della democrazia – sullo slittamento della pronunzia costituzionale in merito al dittatoriale "Meccanismo Europeo di Stabilità" (MES) – da Washington aumentano le preoccupazioni del Presidente Barack Obama, sulla tenuta dell'euro e dell'Eurozona. Ribattezzata dalla nostra redazione con l'epiteto più azzeccato e veritiero di "Euro-gabbia".

      I Simboli del Nuovo Ordine Mondiale                                                                 

    Intanto l'intellighenzia mondialista non perde tempo e prepara quella che è la vera svolta del 2012: la progressiva ed evidente nascita di un "Governo Unico Mondiale", a partire dalla colonia Europa, posto sotto il dominio Usa. Quelli che  i teorici del "complotto" più accreditati o semplicemente i maggiori esperti al mondo di geopolitica e politica internazionale chiamano "Nuovo Ordine Mondiale" o "New World Order": lo stesso cui nascita si evince addirittura sulla stessa banconota del dollaro, caraterizzata – tra l'altro – dalla celeberrima piramide tronca massonica. Perchè, come ormai arcinoto, sia gli "Stati Uniti d'America" che la sua moneta ufficiale, il dollaro, nascono come creazioni totalmente ed integralmente massoniche: e tra l'altro – qualora ce ne dovesse essere bisogno – lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei presidenti Usa, come noto, sono massoni. Per non parlare della forma e della posizione geografica della stessa città di Washington e dei luoghi simbolo del potere americano: tar i quali spicca un "esoterico" Pentagono. Non passa giorno, dunque, che i  fanatici del mondialismo e di questo raccapricciante "Nuovo Ordine Mondiale" lavorino più o meno "ufficialmente" alla costruzione di questo superstato. E lo fanno con i mezzi più disparati e subdoli, utilizzando spesso e volentieri armi di controlo di massa che passano anche per il cinema, per la musica, per i media e per la stessa moda.

      L'invasione non casuale                                                                                              

    Un esempio lampante di questo tentativo (per ora in parte celato e – come dire – "ipotetico") di preparare il terreno a questa sorta di "impero unico mondiale" (sul quale esiste tra l'altro un'abbondantissima letteratura corredata da centinaia di prove più o meno inequivocabili) vi è anche una nuova "ventata di americanità" che si respira a pieni polmoni – come mai prima d'ora – nella calda estate italiana. Dovunque – come sicuramente non vi sarà sfuggito di notare – in qualsiasi negozio di abbigliamento, predominano immagini riconducibili a questo "Nuovo Ordine Mondiale". E, a nostro modestissimo parere, ciò non a caso! La simbologia, infatti, in questa guerra culturale è essenziale, fondamentale. Ovunque Farfalle Monarch (simbolo del controllo mentale monarch – vecchio progetto Usa della Cia); Gufi (Simbolo del pagano dio Moloch: divinità pagana con le sembianze di un gufo, ancora adorata una volta all'anno – a mò di pellegrinaggio – da molti potenti della Terra ed in maniera segretissima nel cosiddetto "Bosco Boemo", negli Usa); Teschi e Piramidi (Simboli, come noto, cari ai massoni ed alla famigerata loggia segreta "Skull & Bones". A sua volta cara ai presidenti Usa) e bandiere americane. Simboli, questi, a volte anche sapientemente e strategicamente combinati tra loro, in magliette e capi d'abbigliamento che curiosamente spopolano tra i giovani, spinti "casualmente" dai guru internazionali della "moda".

      Iconografia, Potere mediatico ed esoterismo                                                      

    Ne siamo letteralmente invasi. Centri commerciali, gioiellerie, bancarelle, negozi, articoli per la scuola e chi più ne ha più ne metta! Qualcuno potrà obiettare a questa ricostruzione ed a questa analisi, bollandola magari come troppo fantasiosa o esagerata, ma di certo a noi non sembra per nulla casuale! Guarda caso l'amore modaiolo per questi simboli occulti ed esoterici, o comunque vicini alla cultura unica mondialista made in Usa, è scoppiato non appena in Europa e in Italia si è iniziato a parlare della creazione di un unico stato europeo, i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa", sullo stampo e l'influenza degli Usa. E ciò, mentre l'Ue arrogava e continua ad arrogare a sé – con la complicità di tutte le istituzioni comunitatrie – e della maggioranza dei capi di governo (Mario Monti in testa) la quasi totalità degli ultimi scampoli di sovranità nazionale rimasti agli stati dell'Eurozona, avviliti e umiliati da una crisi indotta e pilotata. 

      La Strategia dei fautori degli Stati Uniti d'Europa                                             

    Il tutto è stato poi abilmente confezionato con le politiche di austerity e con il predominio della speculazione finanziaria Usa sull'Europa. Vedi gli abili magheggi delle banche d'affari (es.: Goldman Sachs) e i diktat delle agenzie di rating statunitensi (Standard & Poor's, Moody's e Fitch). Allora comprendiamo meglio ed inquadriamo con maggior perizia gli appelli allarmistici di Obama sul pericolo dell'abbandono dell'euro paventato da molti "liberi pensatori" in rappresentanza, sostegno e provvidenziale redenzione degli schiavi italiani, spagnoli, irlandesi, portoghesi, spagnoli e greci. Neo-coloni di un'Europa volutamente allo sbando. Allora capiamo forse come Draghi, Monti, Bersani, Casini & Co – ed i loro organi ufficiali, e non ufficiali, di stampa – vadano blaterando sui rischi dell'abbandono della moneta unica e sulla sconvenienza di tornare alla lira o alla dracma, accompagnando alle loro dichiarazioni veri e propri anatemi e maledizioni. Auspici di abbandono dell'euro-gabbia, al contrario, invocati da molti Nobel per l'economia, come lo stesso Paul Krugman, e da qualche raro eurodeputato, tra i quali Nigel Farage, ma anche dagli italiani Speroni, Borghezio e Allam: come fatto presente in decine di articoli da "Qui Europa" da 6 mesi a questa parte. 

      L'Euro e i progetti per la Colonia Europea                                                           

    Ciò mentre i banksters statunitensi ed europei tengono col cappio al collo i cittadini della colonia europea, mediante il latrocinio della propria sovranità monetaria: estorta in Italia, con pregevole savoir-faire, dal governo "Amato" con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" del 1992, con il quale il pregevole maestro Giuliano Amato regalò il 96% delle azioni della Banca d'Italia ai banchieri privati, segnado l'avvio di una china liberticida perfezionatasi poi con l'articolo 123 del Trattato di Lisbona, con la nascita dell'euro (e dei suoi accidenti: Target 2, Euribor, predominio dei banchieri e degli industriali tedeschi) con il predominio dei privati della BCE e – oggi – con il MES e con il progetto "Stati Uniti d'Europa". Davvero un bel programmino!

      NWO – La moneta unica mondiale e l'Expo 2015                                              

    Ma la vera ciliegina sulla torta che ci aiuta a mettere insieme i pezzi di un puzzle che appare ormai chiarissimo, verrà in occasione del prossimo Expo 2015 di Milano:  evento che offrirà la possibilità di porre in essere il primo test sperimentale pubblico mediante la diffusione – ai circa 30 milioni di turisti previsti – della UFWC (United future world currency), denominata anche Nwo Coin o Eurodollaro: prototipo di quella che dovrebbe essere la moneta unica mondiale del prossimo futuro. Il coronamento del disegno mondialista promosso in tempio non sospetti dal multimiliardario statunitense  David Rockefeller, dai suoi club occulti e dal suo esercito di fidi banchieri illuminati. Una soluzione che verrà presentata a tutti come l'unica stada per uscire dalla crisi economica mondiale. Solo che a presentarla così saranno gli stessi artefici di questo grottesco baraccone "piramidale".

      La profezia del "Big Brother" di George Orwell                                                   

    Dunque, come ci conferma tra l'altro il promotore dell'iniziativa, l'economista italiano Sandro Sassoli, l'euro sarebbe solo il primo passo verso l'unificazione dei popoli in un’unica area monetaria, culturale, economica (e aggiungiamo militare) mondiale. Un pretesto puro, dunque, per la nascita di un super-stato accentratore e liberticida, dove – evidentemente – l'alternativa non sarà ammessa: una sorta di "Big Brother" Orwelliano (vedi "George Orwell 1984") magistralmente descritto nell'omonimo film cult degli anni ottanta, che vi invitiamo a vedere. Davvero sconcertante, quanto profetico ed attuale!

      La UFWC e il G8 del 2009                                                                                         

    La moneta in questione, la UFWC – è bene ricordarlo, per scandire le tappe principali del progetto mondialista – fu presentata in occasione del G8 del 2009 e creata nel nome dell'unificazione delle radici culturali e spirituali dei popoli di tutto il mondo. Per l'Italia il contributo essenziale alla veste grafica della moneta è stato dato dal professor Guido Crapanzano, rappresentante dell'équipe italiana nel gruppo internazionale di lavoro che ha scelto il design dell’euro-banconota. Lavoro sponsorizzato – tra l'altro – dal Cavalier (Silvio Berlusconi) in persona, nonché dal Ministero del Tesoro italiano. Chissà quanti teschi  e quanti gufi popoleranno in quell'ipotetico giorno l'Europa e l'Italia, o quel che ne resterebbe! Ma battute a parte, meditate gente, meditate!

      Il pensiero unico e l'unica religione?                                                                     

    Apprezzamenti – non poteva essere altrimenti, se due più due in matematica fa quattro – e consensi in vista dell'esperimento sulla moneta unica mondiale nell'ambito  del prossimo Expo milanese sono giunti a mò di lodi dalla Casa Bianca. Ovviamente – badate bene – così come avvenuto con l'euro (e ancor di più)  l'unità monetaria spingerà i grandi burattinai mondialisti verso una evidente e "necessaria" omolgazione politica, culturale e (perchè no!) religiosa (?). Magari, perchè no, sull'onda di una nuova crisi pilotata o sulle ali di un'asprimento di quella in essere nell'Eurozona. Avanti tutta, dunque, verso un unico governo, un'unica simbologia ed un pensiero unico! Che ne sarà dei dissidenti politici e dei liberi pensatori! Un'idea ce l'abbiamo! Ed è purtroppo molto chiara! Una moneta che Washington "benedice" e giudica capace "di parlare un unico, comprensibile linguaggio per incoraggiare l’innato desiderio dell’umanità di spingersi sempre più lontano, di superare i limiti e muoversi verso principi di pace, libertà, fratellanza e comprensione”. Ma che succederà quando tali ideali si omologheranno a quelli seguiti dalle agenzie di rating statunitensi per l'Eurozona o agli ideali Usa per il Medioriente: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.. A voi la scontata risposta! E buona fortuna!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Gli imprenditori italiani volano in Marocco

    Gli imprenditori italiani volano in Marocco

    Giovedì, Giugno 13th / 2012

    – di Maria Laua Barbuto –

    Unione Europea /Italia / Marocco / Milano / Rabat / Commercio / Liberalizzazione / Marocco Verde / Irrigazione / Fertilizzanti / Piantagioni / Lavoro / Crescita / Settore primario / Investimenti / Incentivi / Terreni agricoli /  Esportazioni / Tecnologia / Agroindustria / Mohammed Aziz Akhannouch /Ahmed  Hajjiaji  

    Il Marocco chiede all’Italia la tecnologia per lo

    sviluppo dell’agricoltura

    Incentivi e finanziamenti per i Paesi esteri che sosterranno

    il progetto Marocco Verde

    Gli imprenditori italiani ora sviluppano l'agricoltura marocchina

    Agricoltrura – Gli imprenditori italiani ora volano in Marocco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Milano, Rabat –  Appuntamento importante, quello tra il Marocco e l’Italia per discutere del progetto “Marocco Verde”, elaborato dal governo marocchino nel 2008 per lo sviluppo dell’agricoltura del Paese. Al fine della realizzazione dell’emancipazione di Rabat nel settore primario, pare che l’aiuto italiano sia fondamentale:  in cambio, infatti, il Marocco offre agli investitori e sostenitori esteri allettanti finanziamenti ed incentivi a patto che gli stessi siano disposti ad impegnarsi per il potenziamento dell’agricoltura marocchina. “Marocco Verde” prevede un investimento iniziale di 18 miliardi di euro che determinerà una crescita notevole, in quanto ogni anno e fino al 2020, a scapito del grano, verrano piantati dieci milioni di mandorli, ulivi, viti ed agrumeti.  Il progetto è stato illustrato dal Ministro dell’Agricoltura marocchino, Mohammed Aziz Akhannouch, a Milano, a numerosi imprenditori dell’agroindustria italiana ai quali il Marocco vorrebbe affidarsi nel tentativo di far lievitare le esportazioni dei propri prodotti agricoli e creare 1 milione e mezzo di posti di lavoro, incrementando così, notevolmente, la crescita del settore agricolo. “Il Marocco, per il proprio sviluppo,  ha bisogno della tecnologia italiana – ha affermato il direttore dell’Agenzia per lo sviluppo agricolo del paese, Ahmed Hajjiaji – da quella relativa ai fertilizzanti, a quelli dei sistemi di pompaggio ed irrigazione”.

      Gli imprenditori italiani sviluppano il Marocco  

    Tutto è reso più facile dall’accordo, stipulato il 1 marzo scorso, tra l’Ue e Rabat che prevede la liberalizzazione graduale degli scambi commerciali di prodotti agricoli e di pesca. La convenienza sembra palese: gli investimenti in Marocco da parte dei Paesi esteri prevedono l’esonero dei “sostenitori” dal pagamento delle imposte sulle società e di quelle generali sul reddito, un dazio minimo del 2,5% sulle importazioni del materiale utilizzato per l’agroindustria e aiuti di Stato interessantissimi compresi tra l’80% ed 100% per i progetti di irrigazione, tra il 30% ed il 70% sui materiali agricoli ed ulteriori incentivi sia per l’acquisto di celle frigorifere che per il miglioramento delle condizioni dei terreni. E mentre il Marocco si impegna per lo sviluppo del proprio Paese, gli investitori italiani sposano progetti esteri, varcando i confini nazionali. Ma allo sviluppo della nostra penisola, chi ci pensa?

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Lunedì, Giugno 4th / 2012

    – di Sergio Basile – 

     

    Italia / Milano / VII Incontro Mondiale con le Famiglie  / Benedetto XVI / Famiglie / Ricchezza della famiglia cristiana / Pellegrini / Celebrazione euraristica / Società dal volto umano / Piazza Duomo / Teatro La Scala / Stadio giuseppe Meazza / San Siro / Giovani cresimandi / Famiglia / Lavoro / Festa / elementi che costruiscono la Famiglia / Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio / Santificare il lavoro e la festa / società dal volto umano  / Mercatismo / Logiche di mercato / Essere ed avere / San Paolo / Bellezza / Sacrificio / Crescita / Riposo / Rinascita / Pasqua / Dialogo e gioia condivisa / Gratitudine / Ringraziamento / Periodo buio / Dialogo con Dio e la Natura / Europa / Qui Europa / Sergio Basile  

     

    Milano – Benedetto XVI abbraccia le

    famiglie del mondo

    Famiglia: patrimonio principale dell'umanità per

    costruire una società dal volto umano

    Monito del Papa contro il mercatismo e le logiche

    utilitaristiche di mercato: distruggono il tessuto

    sociale

    Milano – Benedetto XVI con gli sposi nella VII Giornata Mondiale della Famiglia

    Milano – "Cari amici, la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l'arte, la musica, la cultura, l'industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell'intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione". Così  Papa Benedetto XVI ha salutato i pellegrini accorsi nella città "ambrosiana" per la tregiorni dedicata al VII Incontro Mondiale delle Famiglie: 72 ore di partecipati e coinvolgernti incontri – culminati con la Celebrazione Eucaristica di ieri, Domenica 3 Giugno – che hanno convogliato nel complesso oltre 2 milioni di pellegrini provenienti non solo dall'Europa, ma da circa 100 paesi. La famiglia, che il Papa ha definito come il "patrimonio principale dell'umanità" è ancora – in un altro passaggio – come "il lievito evangelico". secondo Benedetto XVI è ciò che deve "animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica". La tregiorni, si era aperta venerdì – con l'incontro di Piazza Duomo – ed era poi proseguita (nella giornata di sabato) con l'incontro dei cresimandi allo stadio Meazza. Molto suggestivo anche l'incontro al teatro "La Scala", dedicato alla riscoperta del messaggio salvifico di Dio attraverso la sensibilità della musica.  Ad accogliere Benedetto XVI, oltre le autorità ed il sindaco Pisapia, il Cardinal Angelo Scola  – Arcivescovo di Milano – e il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. 

     

      Ad immagine della Famiglia di Nazaret  

     

    Nell'omelia domenicale, che è coincisa con la solennità della Santissima Trinità – il Pontefice ha ricordato alla sterminata folla – costituita da migliaia e migliaia di famiglie cristiane di ogni razza, estrazione sociale e provenienza geografica, ma con un'unica forte identità, ed un unico spirito –  che Dio, oggi più che mai, chiama la famiglia – fondata sul sacramento del matrimonio tra l’uomo e la donna – ad essere Sua stessa immagine ed immagine della stessa Trinità. Così com'era nella Genesi, prima dell'avvento del peccato e della discomunione. Il Papa, nell'epoca dell'apostasia e dei peccati contro l'uomo e la sua dignità, ha dunque invitato i fedeli a riscoprire l'originaria innocenza del nucleo familiare – costituito dai primi uomini, Adamo ed Eva – e a donarsi l'un l'altro non doni circoscritti, ma bensì  la stessa vita. Segno di ciò, per Benedetto XVI, è anche e soprattutto l'amore fecondo nella "procreazione, generosa e responsabile" e nella loro "educazione attenta e sapiente", sul modello della Santa Famiglia di Nazaret. "Quella dell’amore – ha affermata Benedetto XVI in uno dei suoi passaggi più significativi – è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo e il mondo". 

      Gli elementi che costruiscono la Famiglia  

    Il Papa ha poi contrapposto il perseguimento di mete "alte" (evidentemente soprattutto morali)  dei figli (supportati dalle famiglie e dalla forza della fede in Gesù Cristo) all'effimero "progresso" connesso allo sviluppo della tecnica: utile, certo, ma sicuramente non sufficiente a se stesso ed al cuore dell'uomo. Non foriero da solo di vero progresso.  "Davanti a voi – ha ribadito il Papa – avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore". "Mantenete un costante rapporto con Dio e partecipate alla vita ecclesiale – ha continuato – coltivate il dialogo (tra i membri familiari e tra la famiglia e Dio: nella preghiera) rispettate il punto di vista dell’altro, siate  pronti al servizio, pazienti con i difetti altrui; perdonate e chiedete perdono, superate con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti; concordate gli orientamenti educativi, siate aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile". Solo rispettando questi principi evangelici – ha monito Benedetto XVI – è possibile costruire la famiglia. Un pensiero sentito il Pontefice lo ha poi rivolto alle coppie separate. "Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica; vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

      Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio  

    Benedetto XVI nella sua omelia ha poi notato come "nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato". Tuttavia, ha ricordato come "Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi – ha continuato – la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale". Già, Benedetto XVI ha colto nel segno e ha messo in guardia – le famiglie, ma soprattutto i governanti europei – dal pericolo della corsa al profitto ed al mercato, quale tomba dell'essere, a discapito dell'avere. Parole misurate ma decise e forti: pronunciate in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità, nell'era di quello che è stato ribattezzato il tempo del "nazismo bianco": dove l'amore per il denaro e per il potere sta depravando l'umanità e annientando la dignità della persona. Speriamo solo che i governanti presenti o collegati in diretta tv abbiamo ascoltato con attenzione e fatte loro le parole del Papa, e che invertano repentinamente rotta, comprendendo nel loro profondo che in fondo tutto ha un termine su questa Terra, e che senza amore l'uomo non potrà ereditare quel famoso Regno Celeste di cui parla Gesù nei Vangeli.

      Santificare il lavoro e la festa   

    Alla luce di ciò si rivestono di eterno e di nuova luce semplici parole come lavoro e festa. Elementi troppo importanti e sacri da ridurre a puro lucro o divertimento fine a se stesso. Elementi da vivere e riscoprire come strumenti di ringraziamento (doni da diffondere con amore, e non evidentemente eliminare o privare) ma nel contempo da vivere e proiettare in una dimensione assoluta: come chiavi di accesso per comprendere il significato più profondo di concetti come "bellezza", "sacrificio", "crescita", ma anche di altre parole come "riposo", "Rinascita (Pasqua)", tempo per il "dialogo e la gioia condivisa", "Gratitudine", "Ringraziamento" e "Dialogo con Dio e la Natura".  

       Una società dal volto umano   

    Dunque, Benedetto XVI ha posto di fronte agli sposi convenuti un modello ideale di "crescita e felicità" incentrato sul tripode: "Famiglia, lavoro e festa". Elementi considerati dal Papa quali "tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio (…) capaci di costruire società dal volto umano, privilegiando sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere, in quanto – ha monito il Papa – la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere". Chiaro riferimento all'attuale sfacelo economico e sociale che afflige l'Europa governata da freddi e vuoti tecnocrati e dalle loro care banche. "Occorre – ha concluso citando la Lettera di San Paolo ai Corinzi – educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui: e proprio per questo «ci trasforma in un Noi, che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che – alla fine – Dio sia “tutto in tutti” (1 Cor 15,28)".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Fecondazione eterologa – La Corte Europea dice No ai figli in provetta

    Fecondazione eterologa – La Corte Europea dice No ai figli in provetta

    Mercoledì, Maggio 23th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Corte Europea / Strasburgo / Grande Chambre / Convenzione dei diritti dell’Uomo / Austria / Milano / Firenze / Catania / Tibunali / Figli / Provette / Fecondazione eterologa / Genitori /Sentenze / Corte Costituzionale / Movimento  per la Vita / Legge 40 del 2004 / Vita in provetta / Vita / Scienza & Vita / Carlo Casini / Gabriella Palmieri / Lucio Romano 

    No ai figli in provetta: così è stabilito!

    Il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla

    Corte Europea dei diritti dell’Uomo è il “rispetto

    della certezza delle relazioni familiari”

    Vita – Dono Sacro del Creatore

    Strasburgo, Roma – “No” ai figli in provetta: il divieto di fecondazione eterologa non viola la Convenzione dei diritti dell’uomo. A stabilirlo è la sentenza della Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre 2011 che,  a seguito della richiesta avanzata da una coppia austriaca in merito alla fecondazione assistita con ovociti o gameti non appartenenti ai potenziali futuri genitori, si è così espressa.  La “polemica” , partita dall’Austria, aveva trovato spazio, in precedenza, anche nelle aule dei Tribunali di Catania, Firenze e Milano ai quali si erano appellate 3 coppie sterili. La questione era stata rimandata ai piani alti per presunta illegittimità e discriminazione dell’articolo 4 della legge 40 del 2004 e, ieri, la sentenza con la quale si è pronunciata la Corte Costituzionale, oltre a rispedire gli atti al mittente, ha ribadito il divieto dei “bimbi precofenzionati” e, soprattutto, ha frenato gli entusiasmi facili dei sostenitori della “vita in provetta”. Il presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini, si è detto pienamente soddisfatto per la decisione della Corte Europea di “lasciare agli Stati la libertà di decidere sulla fecondazione medicalmente assistita e, per questo, l’Italia prende a modello la legge 40 che – continua Casini – così come l’articolo 3 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, considera che l’interesse del minore debba avere precedenza rispetto ai desideri degli adulti”.

      La tutela dei diritti del nascituro  

    L’avvocato dello Stato, Gabriella Palmieri, ha fatto riferimento anche al fatto che su questa tematica sarebbe importante una consultazione parlamentare, in quanto solo l’istituzione in questione può decidere sul divieto della fecondazione eterologa, decisione che non può essere determinata da nessun giudice. Rendere nulla la legge 40, significherebbe creare anche un vuoto normativo di profondità considerevole, aspetto, questo, che non può e non deve essere sottovalutato. Quindi, vince “l’esigenza di garantire il diritto del nascituro a riconoscere i propri genitori – afferma il presidente dell’Associazione Scienza & Vita, Lucio Romano – in rispetto del principio di certezza delle relazioni familiari”. E a proposito di relazioni familiari, in ogni nucleo familiare che si rispetti, ci sono, o ci sono stati, 2 genitori responsabili della procreazione che nel caso della fecondazione eterologa diventerebbero 3 o 4.

      La vita è un dono sacro del Creratore, non un capriccio  

    Diventare genitori sarà un grandissimo desiderio per tantissime persone ma non dobbiamo mai dimenticare che gli impulsi ed i bisogni umani non sono una giustificazione per chi pensa di “comandare” sulla natura e sulla vita. La fecondazione assistita, tra l’altro, prevede diversi tentativi, ognuno dei quali corrisponde ad un figlio in provetta: tentativi che, qualora fossero fallimentari, come avviene spessissimo, saranno cestinati pur essendo, ormai, vita. Non lasciamo che i nostri figli, non siano solo “nostri”. Non rendiamoci complici della sfida contro la natura e , soprattutto, contro la volontà di chi ci ha creato, l’unico che può essere e che è davvero Padre di tutti.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Milano – Nasce federazione europea autodisciplina pubblicitaria

    Milano – Nasce federazione europea autodisciplina pubblicitaria

    Venerdì,  Marzo 30th/ 2012

    Italia / Milano / Pubblicità / Online / European Digital Advertising Alliance/ Istituto Autodisciplina Pubblicitaria  

    Milano – Marketing digitale:

    Nasce la federazione europea di autodisciplina

    pubblicitaria. Opportunità o censura?

    Lo Iap italiano e gli omologhi europei hanno dato vita alla

    European Digital Advertising Alliance

    Milano – Nelle scorse ore, nella città meneghina l’Easa, l’associazione europea degli istituti di autodisciplina pubblicitaria, ha promosso la creazione della European Digital Advertising Alliance, organismo dedito al controllo della conformità delle pubblicità online rispetto a codici etici e deontologici condivisi. L’intenzione è quella di un controllo transfrontaliero delle campagne pubblicitarie del web, che devono – secondo quanto dichiarato dall'ente – rispettare alcuni parametri, normalmente nel campo dell’etica della comunicazione. A desempio, deve trattarsi di pubblicità non offensive, non discriminatorie o, comunque, che non urtino la suscettibilità dei più piccoli e via dicendo.

     Opportunità o censura?  

    Da una prima analisi non si tratterebbe di un organo di censura – anche se avremo occasione di tornare sul tema con maggiori approfondimenti – e a testimonianza di questo, per ora, vale la creazione di un sito internet informativo, che illustra i parametri cui deve attenersi ogni campagna europea di marketing digitale: http://www.youronlinechoices.com/it/glossario/. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)        

     

  • Caselli contestato dai No-Tav –  Proteste sacrosante, ma meglio la via del dialogo

    Caselli contestato dai No-Tav – Proteste sacrosante, ma meglio la via del dialogo

    Mercoledì,  Marzo 28th/ 2012

    Italia / Contestazioni Tav /  Caselli / Palazzo Marino / Corridoio europeo / 

    Caselli contestato dai No-Tav.

    Proteste sacrosante, ma meglio la via del dialogo

    Occupato palazzo Marino, a Milano

    Milano – L’occasione è stata la presentazione del libro di Gian Carlo Caselli, procuratore capo di Torino, acerrimo nemico "dichiarato" delle mafie e, ultimamente, di Berlusconi e del berlusconismo. Ma i No–Tav forse stavolta hanno peccato di esuberanza: al solo nome di “convegno sulla legalità”, forse pensavano si parlasse anche di loro. Hanno occupato (o meglio, “okkupato”) per due ore Palazzo Marino, una scena da anni ’70, purtroppo con due feriti, vigili della Polizia Municipale, i classici “ghisa”.Scambi di accuse e di epiteti da ambo le parti: i No Tav si dichiarano nuovi partigiani, accusano l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) presente al congresso, di sconfessarli. L’Anpi, dal canto suo, li ha ammoniti sull'opportunità – o meglio l'inopportuniyà – di autodefinirsi “nuovi partigiani”. I contestatori, a quanto pare, non vogliono essere sempre simpatici. Ma questa volta, si sono scagliati addirittura contro un magistrato – simbolo dell’Italia che si ribella (anche se di fatto tutto tace), che lavora, che non vuole prepotenze mafiose. Ciò non toglie, ovviamente, nulla alle sacrosante proteste del popolo No-Tav contro un'opera dispendiosa, non necesaria e deleteria nel suo complesso, soprattutto in tempo di crisi. Pur comprendendo le sacrosante ragioni dei contestatori sulla Tav, forse dialogare di più nonguasterebbe. La vera svolta dovrebbe infatti venire dalle parti sociali in campo, quelle ufficiali, seguendo l'esempio di Lisbona, che molto serenamente ha rinunciato al Suo corridoio europeo Lisbina-Madrid, poichè inconciliabile con l'attuale situazione di povertà del Paese.

    Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • La MiFID II segna la fine dei mercati non regolamentati

    La MiFID II segna la fine dei mercati non regolamentati

    Venerdì,  Marzo 27th/ 2012

    Italia / Unione Europea / Mercati non regolamentati / MIFID / OTF / MTF/ Milano 

    La MiFID II segna la fine dei mercati non regolamentati

    L’introduzione delle Organized Trading Facilities permette

    di regolamentare i Credit Default Swap

    Bruxelles, Milano – La MiFID II segna la morte dei mercati non regolamentati. Le Organized Trading Facilities che vengono introdotte in questi giorni dalla direttiva europea sulle transazioni finanziarie MiFID II vanno ad aggiungersi ad altre sedi di contrattazione individuate, come internalizzatori e Mtf, permettendo a titoli quali Cds (Credit Default Swap) di avere una contrattazione regolamentata. L’intenzione del legislatore europeo è proprio quella di creare una sede residuale per la negoziazione che comprenda tutto ciò che rimane escluso dagli altri luoghi di scambio. L’obiettivo sotteso sarebbe – secondo quanto dichiara  la Commissione Ue – sempre quello della trasparenza delle operazioni finanziarie. Speriamo bene. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Cessione quote Sea: miracolo a Milano! Lega e CGIL  uniti

    Cessione quote Sea: miracolo a Milano! Lega e CGIL uniti

    Venerdì,  Marzo 9th/ 2012

    Italia / Eurodeputati / Salvini / aereoporti / Sea / Milano /Lega  / CGIL

    Cessione quote Sea: miracolo a Milano!

    Lega e CGIL uniti

    Salvini suona la carica: “Salviamo i posti in

    aereoporto!”

    Milano – l’annuncio della vendita di una nuova quota di Sea (la società che gestisce gli aeroporti milanesi) da parte del Comune di Milano ha fatto emergere il coté sinistrorso della Lega Nord, che per voce del capogruppo nel consiglio comunale meneghino Matteo Salvini fa sapere la sua ferma opposizione. In buona compagnia dei sindacati confederali. Motivo della critica l’ipotesi di perdita di centinaia di posti di lavoro e degli investimenti della cittadinanza milanese sui due aeroporti. Si capisce l’esigenza di fare cassa da parte del Comune, esattamente come accaduto nel caso della Milano-Serravalle. Ma quando si tratta di autostrade e tangenziali nessuno mette in discussione il fatto che, se esistono, offrono lo stesso servizio alla comunità, indipendentemente dal proprietario. Diversamente, per quanto riguarda gli aeroporti significa, nel medio termine, andare ipoteticamente ad incidere sui servizi di collegamento con la città e far dipendere lo sviluppo e l’attrattività di una zona dagli umori finanziari dell’ipotetico futuro fondo gestore della SEA. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)