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  • Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Eurovertice: Commissariamenti Reali e Blande Lotte alla Vera Evasione. Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria. Dominio BCE

    Giovedì, Maggio 23rd/ 2013

     di Sergio Basile   

     Bruxelles, Eurovertive, Vertice Ue, Jean Cloude Junker, BCE, Mario Draghi, Angela Merkel, Euro, Eurozona, Herman Van Rompuy, Italia, Truffa dell'eurozona, Pianidi salvezza, Unione Bancaria, Paradisi Fiscali, Commissariamento, Conti Correnti, Cipro, Grecia, Portogallo, Spagna, Manuel Barroso, Enrico letta, Francois Hollande, Auchan, Amazon, Lussemburgo, Austria, Accentramento bancario, Stati Uniti d'Europa, Cayman, Isole Vergini, Jersey, Malta, CRIM, Svizzera, Dominio BCE, Criminalità Organizzata, Riciclaggio, Sergio Basile, Quieuropa, Redazione Qui Europa, Padre Quirino salomone, Settimana Antiusura Internazionale, Carlo Sibilia, Parlamento Italiano, M5S, Granducato di Lussemburgo, Marcello Di Finizio 

    Euro-Vertice: Commissariamenti Reali e Blanda

    Lotta alla Vera Evasione delle multinazionali.

    Silenzio assoluto su Sovranità Monetaria: 

    Dominio BCE

    – Silenzio Assoluto su Signoraggio ed Euro-truffa

    – Strada spianata al predominio della BCE

    – Gli insistenti appelli degli economisti auritiani e

    l'ultimo appello parlamentare di Carlo Sibilia, 

    ovviamente caduti nel vuoto. Silenzio Letta

    Cosa c'è dietro il collaborazionismo di Lussemburgo ed Austria? 

     

    di Sergio Basile 

    Vertice Europeo - 22 maggio 2013 - Evasione Fiscale e Commissariamenti Bancari

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Eurovertice di Bruxelles – Tra Commissariamenti reali e lotte fittizie    

    Bruxelles – Nell'ultimo euro-vertice della settimana scorsa era emersa la chiara volontà della maggioranza dei leader dei Paesi Ue di andare avanti con l'Unione Bancaria in "chiave anticrisi", o meglio era stato dato l'avallo ad un mero pretesto per proseguire sulla via dell'accentramento politico verso la creazione degli Stati Uniti d'Europa. Inoltre era stato dato il nulla-osta alle direttive per i cosiddetti "Piani di Salvezza" (o "commissariamento", dipende dall'ottica) per Cipro, Portogallo, Grecia e Spagna. Al centro del vertice il ruolo della "privata BCE", emersa – chiaramete – come depositaria di questa sorta di liberticida supervisione unica del sistema bancario. Altra questione connessa, quella della messa in comune dei rischi, che se da un lato meramente propagandistico potrebbe sembrare come una geniale soluzione ai problemi della "crisi", da una visuale più pragmatica e realistica equivale a ben vedere al passo essenziale verso – come detto – la creazione di un super mostro politico che omologhi tutto in nome della presunta difesa dallo sfacelo bancario. Sfacelo, tuttavia – pilotato ed indotto dalla stessa casta europea che ieri si è ritrovataa nuovamente a Bruxelles per l'atteso nuovo vertice.

     Vertice Ue – Silenzio Assoluto su Euro e Sovranità Monetaria                   

    Un summit – quello andato in "scena" – dove non si è assolutamente parlato del vero problema che sta dietro la pseudo-crisi (l'euro e la sovranità monetaria) come richiesto anche – tra l'altro – dal deputato del M5S Carlo Sibilia allo stesso premier Letta in Parlamento – lo scorso 21 maggio – (vedi video in allegato) e come chiesto con maggior insistenza in centinaia di convegni (tenutisi in tutta Italia dal 13 al 19 Maggio) nell'ambito della "Settimana antiusura internazionale" ed anti-euro promossa dall'indimenticato Professor Giacinto Auriti e portata avanti quale preziosa eredità dai suoi seguaci e collaboratori (vedi tra gli altri Padre Quirino Salomone). Silenzio assoluto (ovvio) anche sulle incalzanti proteste levatesi in numerose piazze d'Europa contro l'usura e il flagello euro: l'ultima delle quali in Italia, a Roma, inscenata dall'imprenditore triestino marcello di Finizio (vedi allegato) contro "il massacro della moneta unica". Protesta della quale la stessa TV di stato italiana non si è più occupata, facendola cadere nel vuoto. è trattato piuttosto di un vertice che ha visto i leader europei uniti su un altro problema a tratti fittizio e secondario o almeno – in questo momento – non centrale: l'evasione fiscale.

     Barroso, Merkel, Hollande – Parole di Circostanza                                        

    ''Avrei voluto che fossero più espliciti e precisi'', ha lamentato strategicamente a conclusione dei lavori il Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso. Francois Hollande e Angela Merkel, hanno invece salutato con soddisfazione estrema i presunti ''progressi'' per la presa visione di un dossier sui paradisi fiscali da tempo fermo per le resistenze di Paesi Ue come Austria e Lussemburgo.

    European Parliament - parlamento Europeo - 20-23 Maggio 2013 - Unione Bancaria

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Evasione Fiscale – Lotta seria o pretesto per commissionare i conti?      

    Ma in realtà il vertice di ieri era stato appositamente convocato per affrontare il tema della lotta all'evasione, anche se non si è tento assolutamente conto del fatto che la vera evasione la fanno le multinazionali che grazie al libero mercato ed alle stesse leggi comunitarie che l'euro-casta finge di non vedere hanno quasi tutte sede presso il Lussemburgo, e non versano un euro di IVA negli stati in cui operano. Vedi Auchan, vedi Amazon, ecc..  Herman Van Rompuy (Presidente del Consiglo – non eletto – dell'Ue) si è detto soddisfatto che Austria e Lussemburgo abbiano deciso di unirsi al resto dei Paesi Ue "per combattere l'evasione attraverso nuovi strumenti come lo scambio automatico tra Stati di informazioni sui conti correnti". Ma ci chiediamo: è commissariando i conti dei correntisti bancari che si vuole combattere l'evasione fiscale? Non sarebbe piuttosto auspicabile e prioritario far si che le grandi imprese contribuiscano alla salute finanziaria dei paesi Ue nei quali si trovano ad operare e traggono i maggiori benefici reddituali? Perchè aziende come l'Auchan devono versare l'IVA al 4% in Lussemburgo se i maggiori benefini reddituali – ad esempio – li ha sul mercato italiano? Ma questi sembrano argomenti tabù a Bruxelles.

      Le Politiche delle Tasse e del Controllo                                                              

    Fatto sta che i cosiddetti "risultati positivi" emersi e sanciti nel vertice di ieri hanno solo finito per porre nuove strette sui risparmi dei cittadini dell'Eurozona. Infatti Austria e Lussemburgo hanno dato il proprio consenso a rivedere entro fine anno la cosiddetta "direttiva sulla tassazione dei risparmi", che porterà ad inevitabili e certe tassazioni anche verso i fondi di investimento e pensione. Ma nuovi meccanismi di controllo sono stati annunciati anche su strumenti finanziari e pagamenti effettuati attraverso trust e fondazioni.

    Banking-Union-Ciprus-and-the-Crisis

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

      Dietro il collaborazionismo di Lussemburgo e Austria                                 

    Alla luce di quanto accaduto ieri, dunque, un'altra domanda sorge spontanea: perchè Lussemburgo e l'Austria – fino a ieri convinti difensori della riservatezza sui dati bancari – d'un colpo hanno deciso di cambiare registro nel nome della lotta all'evasione? Le spiegazioni plausibili sono due: 1)  Ciò è necessario per cercare di indurre l'opinione pubblica a recuperare il consenso nell'euro-casta, e ciò specie dopo gli scandali del cosiddetto "offshore leaks". 2) Perchè non ci potrebbe essere una piena e "tirannica" unione bancaria senza la preventiva rimozione di quegli ostacoli di natura burocratica che ancora legano ad un sistema a parte l'ordinamento bancario di paesi come il Lussemburgo. Le direttive in merito secondo quanto emerso dall'eurosummit di ieri  saranno adottate entro la fine del 2013. 

      Trust, Ruolo BCE e  Scambio Automatico delle Informazioni Bancarie 

    Lo scambio automatico delle informazioni – che se ci pensate non è altro che una mossa strategica per favorire il pieno dominio BCE sul sistema, avallato ieri anche dall'Europarlmento: vedi articolo in allegato – dovrebbe partire dall'1 gennaio 2015, anche se il quadro sarà più chiaro dopo i negoziati con la Svizzera. Un capitolo ancora aperto (solo accennato di striscio dall'ex Presidente dell'Eurogruppo Jean Cloude Junker, anch'egli in odore di Trilaterale) inoltre è quello sui trust britannici e sulla posizione di favore di Londra non solo sull'intera Ue, ma anche sulle pertinenze territoriali, ed in particolare sul campo di applicazione territoriale delle nuove regole alle colonie della Corona: vedi Cayman, Isole Vergini e Jersey. Ma anche se vogliamo Malta: Paese Ue che in realtà rappresenta ancora una sorta di colonia UK mascherata. 

    Commissione Crim - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Che fine ha fatto la lotta ai Paradisi Fiscali e al riciclaggio?                         

    Altro punto critico sul quale i leader europei hanno glissato, rinviando a data da destinarsi, riguarda evidentemente i problema delle fondazioni (specie quelle olandesi). Ma sulla spinosa questione dei paradisi fiscali – talvolta  – come visto – utilizzati dalla criminalità organizzata per l'emissione di obbligazioni da parte di società o banche la cui titolarità è difficile da accertare – sollevata nei giorni scorsi dalla stessa commissione CRIM, a Bruxelles, la risposta dei leader europei è stata come prevedibile timida e distratta. Non va dimenticato, infatti, che – come detto – il Granducato di Lussemburgo, oltre alla già citata Auchan, ospita la sede legale di migliaia di società private e di banche: spesso e volentieri depositarie di sistematiche e "protette" attività di riciclaggio di denaro sporco.

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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  • La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    La Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie del Granducato di Lussemburgo

    Martedì,  Maggio 7th/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" 

        Bruxelles, 7 Maggio 2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato

    Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Mario Borghezio, Bruxelles, Granducato di Lussemburgo, Riciclaggio, Paradisi fiscali Ue, Emissione di Bonds, Emissione di obbligazioni 

    Crim, la Mafia dei Riciclaggi e le Nebbie

    del Granducato di Lussemburgo

    L'Ultima frontiera del Riciclaggio in Commissione Crim: 

    l'emissione di bonds di società private intermediate da

    banche con sede nei paradisi fiscali Ue

    In Lussemburgo la sede legale di migliaia di società

    private e banche

     

    di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Commissione Crim - Mario Borghezio

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      Granducato di Lussemburgo – Scandalo finanziario a cielo aperto                      

    Bruxelles, Ganducato di Lussemburgo – Con l'approvazione della relazione di medio termine (relazione Iacolino) votata oggi dalla Crim sono state accolte alcune mie indicazioni relative al riciclaggio, là dove, in tema di paradisi fiscali, si legge che gli stessi sono "talvolta utilizzati dalla criminalità organizzata per l'emissione di obbligazioni da parte di società o banche la cui titolarità è difficile da accertare". Questa fattispecie, molto pericolosa, è molto più diffusa di quanto sia emerso pubblicamente e chiama in causa la realtà, a dir poco opaca, di piazze finanziarie interne all'UE, a cominciare dal Granducato di Lussemburgo, che tuttora ospita la sede legale di migliaia di società private e di banche. Non è un mistero per gli addetti ai lavori che, oggi, una cospicua attività di riciclaggio avvenga proprio attraverso le emissioni di bonds emessi da società private ed intermediate da banche aventi sedi nei paradisi fiscali".

    Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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    Banche Tedesche a Rischio?

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    Giovedì,  Maggio 2nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, 29/4/2013 – Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Commissione europea, Unione europea, Unione Bancaria, Mostro Ue, Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bruxelles, Banche Tedesche, Deutsche Bank, 12 miliardi di perdite in derivati, Soffin, Violazioni del Libero Mercato, Commerz, […]

    La Denuncia di Borghezio: La BCE potrebbe istituzionalizzare il Modello Cipriota. Cipro è un Test

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    Venerdì,  Aprile 12nd/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –     Bruxelles, Comunicato di Mario Borghezio, Eurodeputato Parlamento europeo, Comunicato Stampa, Mario Borghezio, Bce, Mario Draghi, Cipro, Modello Cipriota, Banche e Finanza, BRI, Banca dei regolamenti Internazionali, Financial Stability Board, Direttiva sulla Liquidazione Bancaria, FBS, BCE, Risparmiatori, espropriazioni, tranelli, Consiglio […]

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Eurotruffa a Cipro – Perfino la Subdola FED nel ’33 fece meglio dell’UE

    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

  • Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: l’Italia vada avanti con l’austerity. Bukovskij: l’UE come l’URSS

    Giovedì, Dicembre 20th/ 2012

    – di Sergio Basile –

    Ue / Urss / Bruxelles / Roma / Romania / Conti pubblici / Austerity /Elezioni / Commissario agli Affari economici / relazione sulla sostenibilità dei conti pubblici / Vladimi  r Bukovskij  / Mikhail Gorbaciov / Strangolare abbracciando / coincidenze tra Ue e URSS / Stalin / Commissioni / Troike / Ue / Bce / Fmi / Napolitano / enorme deficit democratico / sovranità statale / Nuovo Ordine Mondiale / Pierluigi Bersani / Gianfranco Fini / Andrea Riccardi / Mario Monti / Crosetto / Meloni / Napolitano / socialismo totalitaristico / Gabanelli / Report / Auchan / Amazon Italia / Iva / Lussemburgo / Commissari / Europarlamento / Duma / terne di fucilazione / Organi autonomi ed autoreferenziali / Perestroika / Muro di Berlino / Pavel Stroilov / sostenibilità / Austerity / Elezioni / Patto di bilancio   / Diritti fondamentali nell'Ue / Commissione europea / Olli Rehn / Manuel Barroso / Spagna / Italia / Grecia / Casa comune europea / Muro di Berlino / sistema criminogeno / URSSS EURSS / Il complotto dei rossi / Gosbank   

    Bukovskij: l'UE come l'URSS

    Imbroglio Ue – La Commissione europea: 

    l'Italia vada avanti con l'austerity

    La malafede dell'Ue è la strategica cecità dei tecnocrati 

    Ecco cosa si cela dietro l'attuale Grande Imbroglio Ue: 

    Mondialismo e Scuola Stalinista

     

    di Sergio Basile

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     EURSS                                                                                                                               

    Bruxelles, Roma – Più ci avviciniamo alla fine di questo disgraziato 2012 – per gli Italiani, l'annus horribilis  "per eccellenza" dal dopoguerra ad oggi – più prende forma l'immagine di un mostro apocalittico che domina incontrastato il continente europeo, celandosi dietro la maschera della "democrazia". L'essere in questione si chiama Unione europea, e il suo braccio operativo "Commissione". Solo partendo da questo assunto possiamo comprendere l'uscita dell'ultima ora di Manuel Barroso & soci, che in un comunicato ufficiale relativo alla relazione sulla sostenibilità dei conti pubblicidiramato ieri, è tornato a parlare della situazione italiana, sprecando elogi sull'operato di Mario Monti.

     Recessione e 100 miliardi di Debito in più – Tutto ok per l'Ue                      

    Secondo l'esecutivo dell'Ue, in particolare, l'Italia avrebbe conti a posto nel breve periodo, ma tuttavia servirà una ''forte determinazione e nessuno scostamento dagli obiettivi di risanamento'' per mettere in sicurezza – si legge nel comunicato – anche il futuro.  In questi termini la Commissione europea ha promosso i cosiddetti "sforzi italiani" certificando la bontà assoluta del  cammino intrapreso dall'ormai ex Bel Paese. Purchè – conclude il comunicato – "non vi sia alcuna deviazione dall'attuale persorso delineato nell'ambito dell'agenda europea". Infatti ''L'Italia – per la Commissione – deve  continuare in modo risoluto ad applicare le misure che aiutano la sostenibilità e riducono il debito''. Peccato che il debito in tutto ciò non sia per nulla diminuito! Dal canto suo il commissario agli Affari Economici, Olli Rehn,  ha rincarato la dose di elogi pro-austerity, raccomandando ai futuri leader che dovessero conquistare la "palma" elettorale, "continuità nelle politiche di bilancio e fedeltà piena all'Unione europea". Ma a ben vedere ormai è matematico come le dichiarazioni espresse ieri a Bruxelles dai tecnocrati siano completamente infondate e fuori dalla realtà. Come si fa, infatti, a sostenere che le misure dell'agenda europea di Mario Monti si stanno dimostrando panacee protese a ridurre il debito, quando il debito pubblico nazionale è cresciuto di circa 100 miliardi di euro in un anno e la recessione sta distruggendo il Paese? Come si può parlare di conti a posto e sostenibilità del sistema, quando tutto i parametri economici interni dicono il contrario? Evidentemente la mala-fede e il delirio sono totali. 

     Un Grande imbroglio                                                                                                   

    Ma evidentemente il delirante Anti-Vangelo di Bruxelles, intriso di bugie e falsi dogmi  resta – malgrado tutto – sacro verbo per personaggi del calibro di Monti, Bersani, Riccardi, Fini, Casini, Berlusconi e degli altri rappresentanti dell'Udc-Pd-Pdl. Fatta eccezione per dissidenti di lusso dell'ultima ora (vedi Crosetto e Meloni) che finalmente sembrano aver preso le distanze da questa pazzia collettiva che investe come un morbo – una peste manzoniana – gran parte dei carrozzoni partitici italiani. Anche se qualcuno – non è mai troppo tardi – sembra dare segni di cedimento, è sembra aver trovato il coraggio di ribellarsi a questo infame regime. A questa bugia sistematica secondo la quale soltanto guardando all'Europa si può scorgere la "luce" della democrazia. Basta! Ormai anche i bambini negli asili sembrano aver capito che si tratta solo di un grande imbroglio! Speriamo che presto possa capirlo anche il resto "addormentato" degli Italiani, che ancora osano blaterare di "europeismo". Ma in questo, come si dice, il pesce marcio puzza dal capo… "Guai a coloro che tentassero strade diverse!" va minacciando da mesi Napolitano, dalla sua sconfinata reggia del Quirinale. "Essi – ha ribadito il capo della Repubblica Smarrita – sarebbero i peggiori populisti e detrattori della Democrazia!" Affermazioni pesanti, cari lettori! Affermazioni che dette all'interno di case di cura per disagiati psichici sarebbero lette con una vena di amorevole compatimento, ma al di fuori di esse, con grande spavento e preoccupazione. E' possibile che nel Terzo millennio – ci chiediamo interpretando il pensiero di decine di milioni di Italiani onesti e lavoratori – un popolo "civile" possa essere governato da visionari, ciechi adoratori dell'illuminata Ue e del suo dio minore? Ma la nostra meraviglia, amici, è doppiamente grande (da cristiani qual siamo) nel vedere un sedicente "cattolico" o pseudo tale come il tencico Riccardi proteso anima e corpo a sostenere questo inguardabile, grottesco e lascivo spettacolo anche dopo il 2012, ed in una coalizione che osa definirsi di "centro" (?). E tutto in nome non della "giustizia", della logica o del "benessere sociale", ma dell'Europa. Una semplice parola di sei lettere, che fine a se stessa non vuo dire assolutamente nulla. Se non dittatura!

     Sulle ali del "Mondialismo" – Strane analogie tra URSS e UE                       

    L'Ue, dicevamo, è dunque diventata un mostro che trova come comun denominatore con le altre grandi dittature della storia un elemento inconfutabile quanto grave: un enorme deficit democratico. Un vuoto di democrazia riempito e sostenuto da insensati luoghi comuni; e proteso con mille sotterfugi (firma di trattati anzichè referendum; imposizione di tecnici e commissari non eletti e così via) ad annientare la volontà dei cittadini distruggendo ogni sovranità nazionale e morale in nome di una fantomatica e "provvidenziale unità". Un'unità che puzza di  "mondialismo", ma anche di "socialismo totalitaristico" e nel contempo di fascismo (probabilmente facce di un'unica grande ed arruginita medaglia). Ma a ben vedere, se andiamo ad analizzare la situazione economica dei singoli stati, caratterizzata da un appiattimento verso il basso degli stipendi e della ricchezza pro-capite di famiglie ed imprese, il modello più calzante (in questo grande piano per un nuovo ordine mondiale e continentale) è proprio quello socialista della vecchia URSS. Basti guadare quel che sta accadendo in Paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro, Ungheria, Bulgaria, Grecia (col pretesto del debito pubblico e non solo) o Romania: nazione, quest'ultima, dove gli stipendi medi si attestano sulle 340 euro al mese: poco più di 10,00 al giorno! Ma si può vivere così? E ciò mentre le grandi lobby realizzano affari faraonici acquisendo aziende costrette al fallimento; e mentre continuano a controllare indisturbate interi mercati continentali e con regimi fiscali vergognosi e di favore. Vedi i Casi della Amazon e della Auchan in Italia, dei quali si è occupata la Gabanelli nell'ultima puntata di Report. Non pagano allo stato italiano un centesimo di Iva pur facendo affari d'oro nel nostro Paese. E ciò grazie alle grandi sentinelle dell'Unione europea e della loro "religione atea e liberal-socialista". 

     Lenin e Stalin hanno fatto scuola                                                                           

    D'altra parte si chiamavano "Commissioni" e "Commissari" le stesse strutture totalitarie di contollo ideate da Lenin durante il primo governo rivoluzionario russo. Anche all'ora, come oggi nell'Ue, i suddetti commissari non venivano assolutamente eletti, ma nominati dall'alto. Da una strettissima cerchia di oligarchi. In tal modello analogie anche tra Europarlamento e Duma: entrambi – a quanto pare – organi di facciata, protesi a garantire lo status quo e ad eludere le masse, fornendo interpretazioni fantasiose su fatti gravissimi e cruenti come l'attuale crisi dell'euro e della moneta-debito. La moneta imperiale. Se così non fosse davvero non ci spieghiamo come possa resistere ancora il regime delle private e plurindagate agenzie di rating in Europa; e come la frottola dello spread continui a mietere vittime tra l'indifferenza generale. Per tacere sul credit crunch e sulle politiche della Bce e di Basilea 3: altra grande analogie copiata questa volta dal vecchio Stalin. Il primo – guardacaso – a privatizzare la Banca Centrale dell'Unione Sovietica (Gosbank), sottraendola al controllo del popolo: l'origine di tutti gli imbrogli dell'economia moderna.

     Tra laicismo distruttivo, Commissioni e Troike, la storia si ripete              

    Ma le strane coincidenze tra Ue e URSS non finiscono qui. Nei primi del Novecento Stalin aveva dato vita alle "troike", commissioni per la lotta alla Controrivoluzione, (altrimenti dette "terne di fucilazione") formate da onnipotenti triadi di arroganti personaggi senza scrupoli dotati di ampissimi poteri investigativi e giudiziari. Organi autonomi ed autoreferenziali nominati dal regime. Stessi meccanismi coercitivi ed antidemocratici che ritroviamo curiosamente in un'altra "Troika", quella formata da Ue, Bce e Fmi. Organizzazioni plutocratiche a carattere privatistico ed antidemocratico che si arrogano il diritto di decidere le sorti di  centinaia di milioni di cittadini europei senza alcuna legittimazione popolare.

     Strangolare abbracciando                                                                                          

    Il motto, oggi come allora, sembra essere lo stesso, cari lettori: "Strangolare abbracciando". Storicamente l'idea di sovvertire le basi dell'allora "trentenne Ue" fu a quanto pare del paladino della Perestroika, in carissimo Mikhail Gorbaciov. Colui il quale sdoganò il modello liberista in Russia, riuscendo ad alterare sistematicamente l'economia e la distribuzione della ricchezza del Paese Euroasiatico, in negativo. Tra i sostenitori di questa tesi vi sono numerosi studiosi, economisti e storici. Tra di essi il più noto è probabilmente lo scrittore e dissidente russo Vladimir Bukovskij. "Bukovskij – come ci ricorda il collega Baldi in un editoriale de "Il Giorno" – ha conosciuto giovanissimo le prigioni sovietiche, gli ospedali psichiatrici e i lager. Per la sua costante opposizione al regime degli ultimi zar del Cremlino, può denunciare con tanta forza l'involuzione dell'Unione europea, sottolineandone il "deficit democratico". In particolare "la decisione di gettare le basi di una Casa comune europea, capace di riaffermare il predominio sovietico sul vecchio continente", sarebbe stata presa due anni prima della stessa caduta del "Muro di Berlino", il 26 marzo 1987. Una sorta di rivoluzione silenziosa concertata con i leader europei più influenti di allora.  

     NWO – URSS-EURSS e lo stato di "benessere socialista"                              

    Secondo Bukovskij, sulla base dell'attuale involuzione del glorioso progetto comunitario chiamato Ue, "oggi il mostro burocratico russo rivive a casa nostra, con la sua inettitudine operativa, una corruzione dilagante, un crescente deficit democratico e una pericolosa mancanza di rappresentatività popolare. Oggi – continua lo scrittore in un recente articolo apparso su "La Stampa" – il pericolo vero non è Putin, ma proprio l'Occidente. Dal nemico in fondo – conclude – non ti aspetti niente di buono, è giusto che sia mascalzone. Il problema è l'amico…" . E' questa probabilmente l'essenza del pensiero critico di  Vladimir Bukovskij: ad oggi il più netto critico dell'involuzione socialisteggiante di Bruxelles. Alla luce di ciò si comprende come l’Unione europea sia divenuta – a parer nostro, dello scrittore e del collega Pavel Stroilovun vero e proprio sistema criminogeno: l’erede naturale dell’Urss; sua alterego più prossima e letale. E' questo – tra l'altro – l'assunto di fondo del loro emblematico libro dal titolo "URSS-EURSS, ovvero: il complotto dei rossi".  Un complotto che sembra mirare diritto alla nascita di un Super stato totalitario tecno-bancario, da costruire sulle ceneri delle nazioni e sulle spalle dei popoli, per compiacere e fare il gioco – non dimentichiamolo – di un'élite mondialista ed "illuminata".

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Dramma Siria – La Scomoda Domanda a Terzi e la “non risposta” del ministro –  S.O.S. del Vescovo di Aleppo

    Dramma Siria – La Scomoda Domanda a Terzi e la “non risposta” del ministro – S.O.S. del Vescovo di Aleppo

    Lunedì, Dicembre 17th/ 2012

    – di Marinella Correggia –

     

    Dramma Siria – La Scomoda Domanda a Terzi e la "non risposta" del ministro –  S.O.S. del Vescovo di Aleppo / Dramma Siria / Le Scomode Domande a Terzi e Rogozin / Le non risposte di Terzi e le Conferme del Vicepremier Russo / Italia / Russia / Siria / Damasco / Conferenza stampa / Rogozin e Terzi / Incremento delle spese militari / Guerra / Armamenti / F-35 / Ordigni di morte / Nato / Pazzie della Guerra / Disarmo / Roma / Signori della Guerra / Esteri / Europa / Unione europea / Premio Nobel per la Pace / Esercito siriano / Media / Pace / Guerra / Libertà / Diritti fondamentali /  Distruzione / Crimini / Manipolazione mediatica / Ribelli / Armi / Controllo del territorio / Jihadisti / Terrorismo / Esercito Libero Siriano / Aleppo / Damasco / Lettera al Ministro Terzi / Sibialiria / Marinella Correggia / Lettera al vicepremier russo Rogozin / Russia / 500 aziende italiane / Zone economiche speciali (Zes) / Walid al-Moualem / Rogozin / Valerie Amos / Installazione dei missili Patriot in Turchia / Doha / Amici della Siria / Bufala dell'uso delle armi chimiche / Catholic Relief Services / Caritas Germania / Svizzera e Lussemburgo / Appello del vescovo di Aleppo / 70% dei siriani sotto la soglia di povertà / embargo dell'accidente / Minaccia di rapimenti / Attentati continui di cecchini / St. Louis Hospital / Suore di San Giuseppe dell'Apparizione 

    Dramma Siria: Le scomode domande al

    Ministro Terzi e le conferme del

    Vicepremier Russo, Rogozin in

    visita a Roma

     

    Risposte e "non risposte" su un dramma umano 

     

    consumato tra l'indifferenza di chi potrebbe

    agire per la Pace e sta a guardare e la

    complicità  dell'imperialismo occidentale

     

    Intanto in Siria continua la carneficina.

     

    Ormai circa 40.000 i cristiani trucidati da mercenari

    pagati da gruppi di pressione esterni. Ma attenzione: 

    "Siamo tutti Siriani!" – S.O.S. del Vescovo di Aleppo

    Roma, Damasco – Il ministro italiano del governo tecnico Giulio Terzi è fra quelli che fomentano la guerra in Siria, ultimamente anche riconoscendo come unico rappresentante del popolo siriano una Coalizione di oppositori nata in Qatar e alleata dei gruppi armati (e questo proprio nei giorni in cui a Damasco una autobomba esplosa vicino a una caserma e a un asilo uccideva donne e bambini). Per protestare contro la politica di guerra del governo tecnico da nessuno eletto, il 12 a Roma la Rete No War e a Milano il Comitato contro la guerra hanno manifestato (vedi foto). Ma per dire allo stesso Terzi che “il re che fomenta la guerra è nudo”e possibilmente dirglielo di fronte al vicepremier russo Dmitrij Rogozin che era in visita a Roma nell’ambito dei rapporti economici, ho partecipato alla conferenza stampa tenuta dai due alla Farnesina. I giornalisti italiani avevano a disposizione una sola domanda e mi sono fatta avanti per una volta con audacia. L’interscambio fra Italia e Russia è di circa 27 miliardi di dollari, l’Italia è il terzo partner commerciale della Russia che è il nostro secondo fornitore di petrolio – con il 15% – e di gas, con il 30%: dati non irrilevanti, nel caso in cui i produttori di energia e risorse naturali volessero effettuare un embargo all’Occidente. Finora è stato sempre quest’ultimo a condurre embarghi. In Russia poi sono attive circa 500 aziende italiane nelle Zone economiche speciali (Zes). Quanto alla Siria, nel suo intervento Terzi ha detto solo che “nelle differenze che hanno caratterizzato le posizioni dei nostri governi, c’è una visione condivisa della necessità di una soluzione politica”.

     Le Domande al ministro tecnico  Terzi e a Rogozin 

    Mia domanda a Terzi. “Il suo governo tecnico ha dichiarato nei giorni scorsi di aver riconosciuto come unico e legittimo rappresentante del popolo siriano la Coalizione di gruppi nata in Qatar. Cosa pensate allora di fare rispetto a quella grande parte della popolazione siriana che non si riconosce nell’opposizione, o perché sta con il governo, o perché sta con sezioni dell’opposizione, parlamentare e non, che non partecipano alla Coalizione o perché infine è vittima di gruppi armati alleati della Coalizione stessa?Mia domanda a Rogozin: “Il viceministro degli Esteri russo Bogdanov ha detto che il riconoscimento della Coalizione di Doha da parte di molti paesi, in testa quelli occidentali e arabi, allontana una soluzione pacifica e negoziale e promette ulteriori spargimenti di sangue perché facilita l’invio di armi ai gruppi armati. Cosa pensa di fare ora la Russia sulla strada del dialogo fra tutte le parti come previsto dalla Conferenza di Ginevra?”

     La "non risposta" di Terzi 

    (Non) risposta del ministro (per conto) Terzi. “La nostra decisione è in linea con le posizioni di molti paesi ed è lo sbocco e la maturazione di due anni di contatti con le forze della società siriana. Siamo convinti che l’alleanza e la leadership delle forze della Coalizione garantiscano inclusività per un futuro democratico; anche quanto alla governance, per un esecutivo, si può contare su personalità autorevoli in grado di rappresentare tutte le componenti della società siriana. La nostra valutazione non coincide con quella della Russia ma siamo d’accordo sulla necessità del cammino verso la più immediata soluzione politica a partire dalla Conferenza di Ginevra e dal piano Brahimi. Non possiamo consentire alla guerra civile di continuare all’infinito”. “Soluzione politica” (?): le stesse parole che usavano i governi della Nato mentre bombardavano a tutto spiano la Libia

     Intanto a Bruxelles … 

    Infatti nella stessa giornata a Bruxelles i leader dell’Unione Europea, (fresca di Nobel per la Pace) – scrive la Reuters – "hanno dichiarato che tutte le opzioni sono sul tavolo, anche la fornitura di armi all’opposizione". Un atto, però, illegale dal punto di vista internazionale. E a questo proposito si noti che Terzi aveva richiamato il diritto internazionale…a protezione di chi lotta contro la pirateria: cioè i soliti due marò che, per aver ucciso dei pescatori indiani, sono trattenuti dall’India. (Le tivù italiane presenti si sono poi affollate intorno a Terzi, all’uscita, per chiedergli qualcosa in più e il ministro tecnico ha minacciato iniziative serie, “se la cosa non si risolve, abbiamo pronti dei piani concreti” (forse l’invio di armi ai guerriglieri maoisti visto che ormai l’Italia, dopo la Libia in Siria, appoggia gruppi armati in lotta contro governi?).

     La risposta di Rogozin: "tutti devono agire per la Pace!" 

    Risposta del vicepremier russo Rogozin. “Noi l’avevamo detto: dopo le primavere arabe ci sarebbero state estati caldissime. Il Medio oriente cade a pezzi come un domino. La comunità internazionale si è dimostrata incapace di trattare in modo saggio i conflitti civili sviluppatisi. Oppure fa ancora peggio: prende le parti di una parte in guerra, come in Siria. C’è una guerra feroce là e il coinvolgimento di attori terzi in quel conflitto è come buttare benzina sul fuoco. Si alimenta la violenza. Tutti dicono di volere la pace,  e un giorno ci sarà la pace in Siria, ma di questo passo, a che prezzo? Noi continuiamo a sostenere le azioni negoziali in ambito Onu. La Russia è più lontana di voi dall’area del conflitto. Ma tutti dobbiamo agire per il negoziato, in ambito Onu

     La questione delle sanzioni: Concausa di morte e precarietà assoluta 

    Intanto, mentre in Siria proseguono gli scontri fra esercito e gruppi armati, il Ministro degli Esteri Walid al-Moualem ha sottolineato alla responsabile umanitaria dell’Onu Valerie Amos la necessità che siano rimosse le sanzioni (causa, insieme agli scontri, di carenze anche alimentari)  e che venga aiutata la ricostruzione delle infrastrutture distrutte. Un funzionario della Nato citato dalla Reuters ha sottolineato che "l’Alleanza deve avere un piano per impedire che le armi chimiche finiscano nelle mani sbagliate”. 

     Scopo dei "falsi allarmi" sull'uso di armi chimiche 

    Da notare: cade l’allarme suscitato per settimane  circa il possibile uso delle armi non convenzionali da parte dell’esercito siriano si Assad, e si torna alla versione di mesi faL’allarme serviva a due scopi: 1) installare i Patriot in Turchia, “in funzione difensiva”;  2) garantire il successo della riunione dei ("cosiddetti") “Amici della Siria”a Marrakesh. Pieno doppio successo.

    Marinella Correggia, Sibialiria

     

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      Articolo correlato – Appello del Vescovo di Aleppo                                               

     

    (Intervista di La Croix al Vescovo di Aleppo – del 14 Dicembre 12)

     

    Dramma Siria – Il Vescovo Audo: "Potenze

     

    internazionali, fate ai siriani questo

     

    dono della Pace"

     

    Mobilitazioni delle chiese in tutto il mondo, dopo

     

    l'appello di Benedetto XVI: l'ultimo appello del

    Vescovo di Aleppo alla comunità internazionale 

     

    Per Mons. Antoine Audo, gesuita Vescovo di Aleppo,

     

    Presidente della Caritas Siria, il conflitto siriano è

     

    diventato internazionale: solo un accordo internazionale

     

    e l'impegno di tutti i vescovi e le chiese cristiane potrà

     

    portare alla riconciliazione, fermando le forze esterne

     

    che vogliono distruggere il Paese

     

    Aleppo – Come descriverebbe la situazione ad Aleppo adesso? – Mons. Antoine Audo:  L’Insicurezza regna ovunque. Non possiamo più circolare e si è permanentemente minacciati da rapimenti (a scopo di estorsione), dalle imboscate dei cecchini, dalle bombe (da parte dell'esercito siriano o dei ribelli) e dagli attentati con autobombe. Questa insicurezza ha fatto sì che l'80% delle persone non lavora più, in modo che l'economia è bloccata e la povertà aumenta (per non parlare dell'embargo economico occidentale alla Siria). Tanto più che il costo della vita è raddoppiato dall'inizio del conflitto.

     70% dei siriani sotto la soglia di povertà 

    Le persone semplici che vivevano con poco devono ora essere supportate in  tutto, così si può dire che oggi il 70% dei siriani vive al di sotto della soglia di povertàCome fanno a sopravvivere? – M.A.: La gente ha dei risparmi e il sostegno della famiglia funziona ancora bene nelle nostre società tradizionali. E i siriani della diaspora (Nord America, Europa, Australia …) riescono ad inviare da 300 a 500 dollari per le loro famiglie ogni mese. Ma le famiglie sfollate facilmente diventano un peso. In qualità di presidente della Caritas Siria da un anno, posso dire che tocco la miseria con le dita  Caritas Siria quali programmi  ha implementato?M.A. : Nelle sei regioni organizzate dalla Caritas (Damasco, Aleppo, Homs, Jaziré, Horan e la costa), diamo la priorità all'aiuto alimentare con 4000 pacchi di alimenti (del valore di circa 20-30 dollari ) distribuiti mensilmente in tutto il paese: un totale di 100.000 dollari finanziati principalmente dai nostri partner tradizionali (Catholic Relief Services, Caritas Germania, Svizzera e Lussemburgo …). Sviluppiamo assistenza medica, in particolare a Damasco e Aleppo, per dare libero accesso alle cure sanitarie. E ad Aleppo, abbiamo aperto un contratto con il St. Louis Hospital gestito dalle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione perchè tutti i feriti vi siano operati e curati gratuitamente e ho deciso di finanziare questo progetto per la somma di $ 50 000 al mese. Abbiamo anche un "programma invernale" ($ 300 000 fino a marzo 2013) per l'acquisto per 3.000 famiglie in tutta la Siria, di stufe e petrolio, coperte e vestiti caldi e di aiuto per pagare l'affitto.

     Contributo di tutti i Cristiani determinante per evitare guerra "legale" 

    Come vede il futuro prossimo in Siria? – M.A. : La mia impressione generale è che non se ne esce. Questo conflitto siriano, inizialmente  locale, è diventato regionale (con il Qatar, Arabia Saudita, Iran, Turchia) ed è ora internazionale (con la Russia, gli Stati Uniti, la Cina e l'Europa). Quindi possiamo solo sperare che ci sia un accordo internazionale per risolvere il conflitto locale e raggiungere la riconciliazione e la pace. Ciò significa riconoscere la complessa storia dei rapporti tra alawiti e sunniti e parlarne con calma – che oggi è impossibile, perché si tratta di un argomento tabù nella società siriana. Ciò implica anche che ogni parte smetta di ritenersi depositario della verità e riconosca la dignità degli altri. A questo proposito, i cristiani, tutti i Cristiani – in Siria, in Oriente come in Occidente – possono contribuire a spezzare la spirale di umiliazioni, di violenza e di vendetta per avere l'audacia del perdono .

     Fare il possibile per salvare questo bellissmo Paese e migliaia di Cristiani 

    Quale appello Lei vorrebbe lanciare? – M.A. : Mi rivolgo a quelli che distruggono questo bellissimo Paese, così ricco di storia e cultura: invece di sfruttare i punti deboli confessionali, essi farebbero meglio ad aiutarlo a trovare soluzioni  politiche ed economiche. Miliardi di dollari sono già stati persi in questa guerra, per niente. Cerco di fare tutto il possibile per salvare la Siria e anche per salvare la presenza dei cristiani, perché più ci sarà distruzione in Siria, sempre più cristiani se ne andranno, e sarà una perdita per il paese e per tutta la regione! Contribuire alla riconciliazione e assicurare la pace alla Siria sarà vantaggioso per tutti, a livello nazionale, regionale e internazionale! Chiedo pertanto alle potenze internazionali che ci facciano il dono della pace attraverso una mediazione politica ragionevole e razionale.

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  • Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:  Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà: Speculazioni finanziarie e fughe di Capitali all’orizzonte

    Giovedì, Dicembre 13th/ 2012

    – Redazione Qui Europa  –

    Strasburgo / Tobin Tax / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Adesione Italia / Cooperazione rafforzata / No della Gran Bretagna / James Tobin / Delocalizzazione finanziaria / Fuga di capitali europei all’estero / Angela Merkel / Francois Hollande  / Tassa sulle transazioni finanziarie / Codecisione / Consiglio europeo / Germania / Francia / Italia /Austria / Spagna / Belgio / Estonia / Grecia / Portogallo/ Slovacchia / Slovenia / 90% del Pil dell'Eurozona / No Tobin Tax / Paesi contrari / Lussemburgo / Finlandia / Irlanda / Olanda / Malta / Cipro 

    Strasburgo dice si alla Tobin Tax a metà:

    Speculazioni finanziarie e fughe di

    capitali all'orizzonte

    I vantaggi saranno per i soliti noti: il paradigma

    francese e quello tedesco – nell'industia – la dicono 

    lunga sull'effetto boomerang di questa TFT

    Si materializza il peggior incubo dello stesso James

    Tobin, il papà morale della TFT

    Pigs supercolonie della colonia anglo-americana?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasbugo – Nelle ultime ore la plenaria del Parlamento europeo con 533 voti a favore (sebbene ci siano stati ben 91 no e 32 astenzioni) ha dato il proprio nulla osta alla Tobin Tax optando per la cooperazione rafforzata tra 11 Paesi. Certo, coplisce molto di primo acchito  vedere come tra i paesi dell'Eurozona ad aver dato il proprio consenso ci siano stati praticamente 4/5 dei cosiddetti Pigs. Colpisce ancor di più vedere fuori, tutavia, Paesi come il Regno Unito di David Cameron (considerando le nella City avvengono la stragrande maggioranza della transazioni finanziarie del Continente) e la stessa Malta: da sempre una sorta di protettorato anglosassone. Ora la palla passerà alla Commissione europea di Barroso, che potrà così presentare la propria proposta legislativa. Il voto di ieri, per l'appunto, serviva ad autorizzare l'esucutivo "tecnico" di Bruxelles a predisporre il testo della TFT: la sigla ufficiale scelta per battezzare la nuova tassa protesa a colpire le Transazioni Finanziarie. Ora essa – come si evince dai trattati – dovrà essere sottoposta al tradizionale percorso istituzionale della co-decisione, passando al vaglio del Consiglio europeo e poi nuovamente dello stesso Parlamento.  Adotteranno la Tobin Tax Germania, Francia, Italia, Austria, Spagna, Belgio, Estonia, Grecia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Paesi che nel complesso rappresentano il 90% del Pil dell'Eurozona. Non adotteranno la tassa – per "comoda" decisione dei propri leader – oltre al Regno Unito, anche Lussemburgo, Finlandia, Irlanda, Olanda, Malta e Cipro.

     Tobin Tax a metà – Fuga di capitali e speculazione 

    Ora la domanda nasce spontanea: questa adozione parziale ad esclusiva spettanza di una parte dell'Europa, che vede fuori USA e BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) ed il resto del mondo (e d'altra parte posta in essere da Paesi come l'Italia, già dissestati e traviati da folli politiche di austerity, svendite e privatizzazioni) finirà per incrementare i fenomeni speculativi a vantaggio di Londra e Washington, allontanando gli investitori da Paesi come l'Italia? La risposta è ovvia: certo! I nostri timori – palesati già in precedenti articoli e legati al pericolo della delocalizzazione – sono ed erano gli stessi dell'ideatore della tassa, il professor James Tobin. Il rischio di un clamoroso e distruttivo flop finanziario è altissimo. Troppo alto per l'Italia. troppo per Spagna, Grecia e Portogallo, che in tal modo anziché trovar grazia, troveranno giustizia. Ma ciò non sembra preoccupare Monti e Grilli. Come del resto buona parte dei nostri eurodeputati a Strasburgo.

     Il paradigma francese 

    Si profila dunque (e quei 123 voti non faverevoli in Parlamento la dicono tutta) un disastroso boomerang speculativo ai danni dell'Eurozona e dei soliti Pigs (eccetto che per l'Irlanda, paese non aderente). Una fuga di capitali all'estero, o comunque verso zone franche come Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. Un pò quanto sta avvenendo in questi giorni in Francia, Paese nel quale i super ricchi per sfuggire ed eludere il fisco e le manovre di austerity di Francois Hollande stanno trasferendo fuori i loro capitali, cambiando addirittura residenza e cittadinanza.

     Non era questa l'idea di James Tobin 

    La TFT in quest'ottica potrebbe avere come effetto quello di distruggere ancor più le finanze dei paesi aderenti, a vantaggio di City of London e Wall Street, le due maggiori piazze finanziarie al mondo: suggellando ancor di più ed in maniera "definitiva" la loro indiscussa egemonia finanziaria. Non erano questi, i progetti di James Tobin. Questi, al contrario rappresentarono da sempre i suoi incubi peggiori. In tal modo la speculazione – come detto – anziché diminuire ed essere posta sotto-controlo finirebbe per esplodere a svantaggio dei Paesi aderenti ed esposti in prima linea: Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia, in testa. Nuove super-colonie finanziarie della colonia finanziaria anglo-americana, chiamata Europa.

     La situazione della Germania 

    Quanto all'altro Paese egemone, la Germania, poco male: gli effetti negativi della Tobin non toccheranno gli interessi d'oro delle grandi lobby industriali tedesche, che potranno continuare in tal modo ad esercitare il loro dominio continentale in maniera indisturbata, grazie al permanere del Sistema Target 2, e grazie allo smantellamento di intere economie ad opera di leader compiacenti, come nel caso emblematico del governo Monti, sulla rete produttiva del Sistema Italia, assoggettato – su "suggerimento" della Merkel – a regimi tassativi e costi da vero e proprio regime dittatoriale, quale in effetti si è dimostrato quello dei "tecnici", col benestare della stragrande maggioranza dei "nostri"  rappresentanti "Parlamento" Italiano. Quella italiana era l'unica economia europea capace – fino a pochi anni fa, ovvero prima dell'introduzione del "Sistema Target 2" – di superare quella tedesca e di creare surplus commerciale come in nessun altro Paese europeo: cosa che non riusciva assolutamente – guardacaso – alla "ricca" Germania. In tal senso – giusto per fare un esempio – la diffusione di catene teutoniche della grande distribuzione alimentare a "buon mercato" come Lidl ed Euorospin nel nostro paese, a discapito delle catene nazionali, la dice lunga. Ma gli esempi sono migliaia e sotto gli occhi di tutti.

    R. Q. E.

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    – di Sergio Basile –

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    Ue – Via al Fondo Ammazza Stati:

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     MES-Media: Ignoranza o Mala Fede sul "Salva-Stati"? 

    Intanto, non troppo confortante è la situazione a Francoforte, malgrado gli ingiustificati toni trionfalistici usati impropriamente dai Tg nazionali di bandiera e dalla  stragrande maggioranza degli amici della carta stampata: cui redazioni evidentemente o non hanno studiato a dovere gli articoli dei nuovi trattati europei nascenti o – gioco forza – sono palesemente in mala fede. Ignoranza o mala fede? A voi la scelta, carissimi lettori!

     BCE – Draghi lascia ivariati i Tassi d'Interesse 

    Infatti nelle scorse ore, e stando alle nostre previsioni, la BCE di Mario Draghi ha deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse: manovra non concepibile, in un tempo di credit crunch e di imprese strozzate dalla mancanza forzosa di accesso al credito. Nella tradizionale conferenza stampa che segue i consigli del board BCE (cioè la riunione di "banchieri privati"che decide le sorti economiche e monetarie dell'Europa, surrogandosi ai rispettivi ministeri del Tesoro e Banche centrali degli stati nazionali, o di quel che ne resta) Draghi, ha ribadito che la Bce si adopererà nel comprare titoli annuali o triennali  dei Paesi con lo spread alle stelle (es.: BOT italiani e Bonos spagnoli) ma sulla base di un mezzo ricatto concertato con i "compari" di Bruxelles. O meglio di un ricatto bello e buono: gli stati non solo dovranno approvare il Fiscal Compact, il Patto di bilancio, per rafforzare la fiducia dell'onnipotente ed incontrastabile dio mercato; ma anche non permettersi assolutamente di sgarrare nei conti. Detto in soldoni gli europei con l'euro in tasca (ed in particolar modo Italiani, Greci, Spagnoli, Portoghesi ed Irlandesi)  dovranno continuare a pagar tasse folli ed a tapparsi la bocca per decenni.

     La Ricetta Ue di "Fallimonti" e l'ulteriore impennata del Debito Pubblico 

    Davvero un prospettiva rincuorante, non c'è che dire! Soprattutto considerando che dall'estate 2011 ad oggi il debito pubblico – con la ricetta di "FalliMonti": come lo ha giustamente ribattezzato Bobo Maroni – è aumentato di ben 100 miliardi di euro. E malgrado un livello di tassazione record vicina al 50-60% (70% se si considerano le inique accise statali da record del mondo) e senza il corrispettivo di servizi e welfare adeguato: vedi taglio di 7000 posti letto nella sanità, solo per fare un piccolissimo esempio! Da ciò si comprende e "giustifica" l'estrema contentezza di TG e giornali nel dare la provvidenziale notizia dell'entrata in vigore del Fondo "Ammazza Stati" Permanente, per l'appunto. Roba da pazzi! I cittadini degli Stati membri dell’eurogabbia dovranno quindi  prestarsi ad essere ancora cavie sacrificali del sistema, accollandosi la riduzione del debito pubblico creato all'80/90% dalla speculazione bancaria (attraverso l'emssione a debito della moneta: signoraggio bancario) ed al 10/20% dalla mala politica. Ma poco importa! Il prezzo lo dobbiamo pagare noi onesti cittadini! E i furbetti della finanza? Quelli no! La Tobin Tax resta un miraggio! Il preside della Bocconi ha deto no!

     11° Comandamento: Servi il Mercato dio Tuo! 

    Ma ci verrebbe da prendere il primo volo per Francoforte, recarci alla BCE e chiedere al caro Draghi: che vuol dire che tutto dipende dalla fiducia dei mercati? Che senso ha parlare di spread e "fondo anti spread" quando speculatori e multinazionali che controllano i consigli di amministrazione delle private e plurindagate agenzie di rating fanno a loro uso e consumo il bello ed il cattivo tempo, orientando rovinosamente e tenendo sotto scacco l'economia di un intero continente? Non ha davvero nessun senso, carissimo Draghi! Ancora oggi, d'altronde con lo spread "stabile" a quota 350 punti, malgrado gli indicatori economici degli stati registrino ciclopici sforzi in termini di austerity, quella a goderne resta pa speculazione internazionale, che si arricchisce con gli alti tassi d'interesse da usura alle spalle dei cittadini-schiavi. E ciò mentre gli ex uomini di Goldman Sachs e Moody's (tra i quali proprio Draghi e Monti: quest'ultimo addirittura "ex" membro/dipendente di entrambi le società) continuano a reggere il moccolo della speculazione e dei loro amici d'oltreoceano. Per non tacere sul figlio (di papà) del "professore", tale Giovanni Monti, pezzo grosso della "banca d'affari" Morgan Stanley. D'altra parte il noto detto sulla Goldman parla chiaro: "Chi è entrato in Goldman Sachs resta uomo Goldman Sachs a vita". E si vede! 

     Ecco a voi l'Accentramento Totalitaristico e la Dittatura Finanziaria 

    Ma quali sono i prossimi piani di questo folle disegno speculativo e di accentramento totalitaristico? Semplice: l'Unione bancaria e il definitivo smantellamento reale delle Bance Centrali (che sarà in tal modo irreversibile, condannando per sempre i cittadini a pagare a debito il proprio denaro); l'Unione di Bilancio (definitivo svuotamento del ruolo economico e politico-economico degli stati nazionali) e l'Unione Fiscale: possibilità reale di controllare da vicino le cavie da laboratotio (per non dire i sorci) dell'Eurogabbia. Il tutto sotto l'egida della BCE, del Consiglio europeo (nel quale abbondano i leaders  in odore di Trilateral, Bilderberg e Goldman) e della  Commissione europea dei tecnocrati non eletti mai in nessun Parlamento nazionale ed in nessun collegio. Tecnocrati semplicemente chiamati (eletti) per opera e virtù dello "spirito speculativo" del sacro dio mercato. Questo signori è il quadretto che ci aspetta, inaugurato proprio ieri tra foto ricordo e sorrisi a profusione di Grilli, Rehn e combricola bella.

     BCE – L'ultima commedia, nei migliori teatri di Francoforte 

    L'ultima commedia è poi stata inscenata – per aumentare il grado di realismo e magari per non far capire che il copione da seguire era stato già scritto altrove – a Francoforte, all'interno del suddetto board BCE: in esso il prode Draghi, mistificando completamente la realtà dei fatti, ha tenuto un simpatico siparietto con Jens Weidmann (boss della Bundesbank) che aveva votato "no" all’acquisto dei titoli triennali. Ma la verità e ben diversa e – malgrado tutto – senza la rottamazione dello scellerato "Sistema Target 2" (vedi approfondimenti in allegato) la Germania delle banche e dell'industria pesante (cioè Berlino) continuerà sempre a regnare (assieme a Bruxelles, Londra – quanto a speculazioni finanziarie sull'euro – e Francoforte) nel sacro impero europeo, anglo-germanico.

     Klaus Regling e il Regno del MES 

    Ma c'è un'altra fregatura a conclusione della storia: il tanto lodato MES o ESM (Fondo "Ammazza Stati" Permanente) posto sotto il controllo (guardacaso) di un tedesco (tale Klaus Regling) da ieri è entrato in azione e potrà acquistare i titoli degli stati che dovessero avere la sventura di chiederne l'intervento (una sorta di meccanismo Ue stile FMI e Banca Mondiale, per intenderci) attraverso la dotazione di fondi pubblici, sottratti già in partenza agli stessi stati: o meglio agli stessi cittadini. Non sarà la BCE a finanziare il MES (non esiste licenza bancaria) ma bensì gli schiavi ignoranti e creduloni dell'Eurozona.

     Verona – La Delusione di Rock Economy e le Superficiali osservazioni di Fitoussì 

    Questo, a condizione, che – ovviamente – qualcuno non si decida di smontare baracca e burattini, uscendo dall'Eurozona e da questa dittatoriale Ue. Auguri! Certo ci saremmo aspettati nella serata di ieri – nella cornice mozzafiato dell'Arena di Verona – ben altre considerazioni sulla dittatura finanziaria nata. Ben altre considerazioni in merito alla "Crisi" da parte del saggio Fitoussì e di Celentano, Rizzo e Stella, nell'"Arena" di Rock Economy: ma le omissioni su tali drammatiche realtà sono state davvero tante. Troppe! Ed anche per un estimatore, qual sono, del molleggiato: soltanto l'ombra del Celentano "guerriero" apparso a San Remo. Speriamo almeno possa rifarsi nella serata di stasera!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin  sulla Tobin Tax

    Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin sulla Tobin Tax

    Lunedì,  Ottobre 8th/ 2012 

    – di Sergio Basile –

    Ecofin / Lussemburgo / Unione europea / Tobin Tax / Francia / Germania / Regno unito / Usa / BRICS / Paesi Emergenti / Brasile / Russia / India / Cina / Sudafrica / James Tobin / Francoise Hollande / Angela Merkel / Ministri finanziari dell'Ue 

    Lussemburgo – Stamane Consiglio Ecofin

    sulla Tobin Tax

    Potrebbe  avviarsi l'iter di adesione alla tassa

    sulle transazioni finanziarie mediante 

    "Procedura Rafforzata", col si di

    9 Paesi su 27

    Lussemburgo – Stamane i ministri delle finanze dell'Ue (ministri Ecofin) hanno avviato le discussioni in merito all'adozione dell'ormai arcinota "Tobin Tax" (tassa sulle transazioni finanziarie)  mediante la  cosiddetta cooperazione rafforzata: il parere favorevole che dovesse pervenire da parte di un gruppo ristretto di Paesi dell'Unione, utile ad implementarla. La delicata misura, protesa a contrastare gli esorbitanti e facili guadagni dei banksters e dei falchi della speculazione (pensata nel 1972 dall’economista statunitense James Tobin, poi premiato con il Nobel per l'economia nel 1981) è stata dunque  presentata sul tavolo dei ministri dopo essere stata rilanciata nei mesi scorsi da alcuni leaders europei e dopo essere stata riproposta tra le priorità dell'agenda di Francois Hollande e Angela Merkel, proprio nei giorni scorsi. La "Tobin" andrebbe, dunque, a colpire la finanza internazionale, ovvero una tra le principali corresponsabili della genesi e dell'ulteriore inasprimento della crisi economica indotta dell'Eurozona, assieme – ovviamente – al fenomeno del signoraggio bancario, contestuale allo scippo della sovranità monetaria degli stati "sovrani", a vantaggio dei banchieri privati e della BCE. Tra i Paesi che si sono detti favorevoli all'adozione della nuova tassa vi sono l'Austria, il Belgio, l'Estonia, la Grecia, la Slovenia e il Portogallo. Ovviamente, secondo quanto prescritto dai trattati europei, per avviare tale procedura sarà necessario ottenere il parere favorevole di almeno 9 Paesi su 27. Cioè di 1/3 dei Paesi membri dell'Ue.

     Tobin Tax – L'immobilismo di Monti e Rajoy 

    Tentennamenti e riserve in merito permangono ancora negli esecutivi di Roma e Madrid (malgrado Italia e Spagna – ricordiamolo – siano ad oggi due tra i paesi europei più colpiti dalla speculazione e dalla contestuale recessione economica che "miete senza tregua migliaia di vittime"); mentre al contrario nelle ore precedenti all'incontro di stamane, le segreterie degli esecutivi di Parigi e Berlino hanno portato avanti un'intensa attività diplomatica per convincere dell'opportunità di adesione alla "Tobin Tax" i leaders dei paesi più incerti. 

     I grandi speculatori parlano inglese 

    Ma il vero punto resta quello di conprendere – come detto negli ultimi articoli pubblicati dall'Osservatorio "Qui Europa" – fino a che punto il muro innalzato contro la suddetta tassa da Londra e Washington (City e Wall Street) possa essere (o meno) scalfito o sfondato. D'altra parte la vera speculazione passa proprio per i paesi anglofoni. Gli speculatori (quelli più attivi e pericolosi per la stabilità economica e finanziaria dell'Europa e del globo) parlano, evidentemente, inglese.  O meglio, soprattutto inglese. Vedi anche quanto accade nei numerosi paradisi fiscali disseminati nei 5 continenti che – come molti lettori ignorano – rientrano proprio nella sfera d'influenza di Gran Bretagna e UsaPertanto, tra i Paesi Ue, in merito alla regolamentazione delle transazioni finanziarie ed al contestuale ridimensionamento del fenomeno della finanziarizzazione dell'economia, il ruolo più ambiguo resta proprio quello del Regno Unito.

     Regno Unito e Germania: diversi ruoli egemoni, medesimi risultati 

    La Gran Bretagna resta anche in questo ennesimo e delicato capitolo dell'agenda europea, il vero cavallo di Troia dell'unione: un pò come lo è la Germania per quanto concerne l'industria pesante, ed i tranelli del "Sistema Target 2" (Vedi approfondimenti negli articoli in allegato). Il Paese del premier Cameron, infatti, continua a beneficiarsi del "mercato comune" e della sua "non adesione all'euro", continuando – d'altro canto – a speculare sugli accidenti ed i talloni di Achille della moneta unica, e sugli accidenti finanziari dei partners europei. Improvvidi partners che sono invece entrati nell'illusorio castello dell'Eurozona (perchè sin qui – è la storia a dircelo – di illusorio e deleterio castello di "carta" si tratta) seguendo ciecamente gli improbabili miraggi di crescita e benessere tanto decantati dai "superficiali e falsi profeti" dell'europeismo. 

     Determinanti anche i BRICS 

    Allora si comprende come, proprio in virtù dell'esistenza e persistenza di tali incongruenze finanziarie e politiche, i presunti benefici derivanti da un'ipotetica adozione della Tobin Tax si avrebbero, tuttavia, solo dalla ratifica di un accordo internazionale tra l’Unione europea,  gli Stati Uniti e i principali Paesi emergenti, i cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica. Accordo ad oggi, purtroppo molto ipotetico e lontano. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Martedì, Giugno 26th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Debito pubblico illegale / Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Consiglio europeo / Parlamento europeo / Stati Ue / Trappola del debito / Gabbia del Debito / Schiavi di un debito illegale / Economia della Truffa / Rating / Spread / Titoli […]

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    Domenica, luglio  1st / 2012  – L'Editoriale, di Sergio Basile – ( Parte Prima ) Consiglio europeo / Vertice / Misure adottate / MES / Fiscal Compact / Growth Compact / Patto per la Crescita / Eurozona / Unione europea / Bruxelles / Roma / Berlino / Francoforte / Italia / Piigs / Debito pubblico […]

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    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

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  • Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Stati Uniti d’Europa: Verso un Nuovo Regime Liberticida

    Lunedi,  Giugno 25th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Commissione Europea / dittatura / rapporto commissione europea / ministro degli Esteri Europei / Superstato Ue / Presidente del Consiglio Europeo / Governo Europeo / crisi / Italia / Francia /  Belgio / Danimarca / Lussemburgo / Spagna / Paesi Bassi / Svezia / Londra / Wall Street / Esercito Europeo / Polizia di frontiera europea / Euro  / Accentramento / Dittatura / Piano Segreto / Europa / Qui Europa 

    Gli Stati Uniti d’Europa: ormai una triste

    realtà!

    Pubblicato il rapporto  della Commissione Ue per la

    creazione del Super-Stato fortemente accentrato

    con poteri politici, economici e fiscali

    La morte degli stati per mano di privati e lobby e l'inizio

    di una nuova e tremenda forma di dittatura

    Il Piano Segreto al quale i Tecnocrati europei lavoravano da sempre

    Stati Uniti d’Europa – L’Inizio di una Nuova Dittatura Illuminata?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Dada tracta est. Siamo sempre più vicini all’inevitabile dittatura che sta per abbattersi su di noi.  Un rapporto di 8 pagine pubblicato dalla  Commissione europea, sostiene apertamente la creazione di una nuova figura politica in seno all’Unione, con maggiori poteri decisionali rispetto agli attuali. La relazione, datata 15 Giugno 2012, è indirizzata a tutti i ministri degli Esteri Europei, e designa la creazione di un Superstato Ue, fortemente accentrato e in linea con il progetto mondialista – acerrimo nemico dei contribuenti europei – affermando che :” alcuni ministri, hanno suggerito di esaminare la creazione di un doppio incarico, ovvero la carica di Presidente della Commissione e quella del Presidente del Consiglio Europeo. Un passo importante sarebbe, nel futuro, quello di pensare a un presidente eletto direttamente dalla Commissione, che sceglie i membri del suo Governo Europeo.” Ecco pronta l’euro-fregatura. Uno Stato fortemente accentrato con un presidente, (dittatore) non eletto dal popolo ma dalla Commissione, che potrà eleggere anche i membri del suo “governo europeo”. In parole spicciole, un "principe" che non c’entra nulla con il popolo europeo, il quale non è responsabile della sua elezione. Cosi, potranno prendere indisturbatamente, tutte le decisioni che loro vogliono, e noi dovremmo stare belli che zitti.  I poteri dei tecnocrati di Bruxelles, col pretesto di “risolvere” la crisi,  diverranno incontrollabili, unendo quelli politici, economici e fiscali.

      La nascita di una nuova dittatura in Europa  

    Il Future of Europe Group, che raccoglie la maggior parte dei titolari del dicastero degli Esteri Europei , riunitosi a partire dallo scorso Marzo, mira ad arrivare al mese di Settembre con la versione completa del documento. Ha già raccolto l’adesione dei ministri degli Esteri di Austria, Belgio, Danimarca, Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna, che hanno sottoscritto la proposta; seppur con qualche ripensamento. La Francia, che ha cambiato da poco il suo ministro degli Esteri dopo le elezioni di Maggio, ma anche la Danimarca, come la Svezia e i Paesi bassi, stanno prendendo le distanze dalla proposta, cambiando le loro posizioni iniziali. Allo stesso tempo, il Regno Unito, si è detto completamente fuori dalle proposte sottoscritte dal gruppo. Una posizione tutt’altro che inaspettata: Londra, non vuole certo rischiare di perdere la sovranità nazionale rispetto all’Europa. La City (così come Wall strett negli Usa)  rappresenta la fonte primaria di questa superiorità economica e, seppur prendendosi le accuse di euroscetticismo, gli anglosassoni rimangono con un piede in due scarpe: non aderiscono ai progetti europei, ma continuano a trarre i benefici dagli “sporchi” accordi bancari di Bruxelles. E continuano a controllare inmaniera pesante la BCE e la politica monetaria dell'Eurozona (pur non facendone parte): tra le cause principali del disastro in Europa.

      Le nuove Euro-porcate – Una Nuova Weimar?   

    Ma non finisce qui: tra le altre proposte, Bruxelles, facendo capo a una maggiore unità e solidarietà tra i 27, parla anche di un futuro esercito europeo, una polizia di frontiera europea e della concessione dell’Europarlamento della capacità iniziativa legislativa  a fianco della Commissione Europea.  Si esprime poi una netta opposizione, sempre del testo della relazione, agli eurobond, ovvero  la creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi membri dell’Eurozona, da emettersi “a cura di un’apposita agenzia dell’Unione Europea, la cui solvibilità possa essere garantita congiuntamente dagli stessi Stati che adottano l’Euro."  Chissà perché somiglia tanto a una nuova agenzia di Rating.

      Adesione senza possibilità di scelta democratica!  

    La spada di Damocle dei tecnocrati Europei, pesa sempre di più sui nostri colli, già stritolati  dal cappio delle politiche di austerity dell’Unione. Anche se per ora quelle che abbiamo elencato sono soltanto delle “proposte”, è bene ricordare, ancora una volta, che il documento è già stato sottoscritto da molti dei Paesi Europei, tra cui l’Italia. Organi come l’ Esercito europeo, la  Polizia di frontiera ma sopratutto  l’iniziativa legislativa ceduta dall’Europarlamento, designano un vero e proprio organo Statale indipendente. Una sorta di “sovrastato” rispetto al nostro, a cui dovremmo aderire senza possibilità di revoca.

      Italiani ed europei sprofondati nella M….elma!  

    E se l' esempio viene dall'alto, guardando agli "esempi" di governi che si sono succeduti nella nostra patria  nel corso degli anni  anni, potremo parafrasare il tutto con un : " Italiani, siamo nella m……elma!!"

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Controllo frontiere – Scontro PE-Consiglio su Schengen

    Controllo frontiere – Scontro PE-Consiglio su Schengen

    Mercoledì, Giugno 13st / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  –

    Unione Europea/ Parlamento europeo / Commissione Europea / Corte di Giustizia europea / Consiglio europeo / Strasburgo / Bruxelles / Lussemburgo / Grecia / Spazio Schengen / Trattato di Lisbona / Barriere nazionali / Crisi / Euro / Processo di Codecisione / Partito Popolare europeo / Carlos Coelho 

    Unione Europea – Diatriba sullo Spazio Schengen:

    gli Stati membri “blocchiamo le frontiere

    I 27 membri Ue chiedono l’esclusione del Parlamento

    da qualsiasi valutazione sulla libera circolazione nei

    territori europei.

    L’accusa e il monito di Coelho contro la tecnocrazia del

    Consiglio europeo: "giù le mani dalle frontiere!"

    Area Schengen – Scontro Parlamento-Consiglio Ue per il controllo delle frontiere

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasburgo, Bruxelles, Lussemburgo – Continua il tiro alla fune tra i 27 Paesi dell’Unione Europea da un lato, ed il Parlamento e la Commissione, dall’altro: in palio, lo spazio Schengen e la libera circolazione, nei territori Ue, di persone, merci e mezzi. Lo "scontro" istituzionale, a quanto pare, verrà presto trasferito alla Corte di Giustizia del Lussemburgo: gli Stati membri dell’Ue chiedono di assumere il controllo della zona Schengen e che il Parlamento venga escluso da qualsiasi valutazione sulla stessa, al contrario di quanto previsto dal precedente Trattato di Lisbona. Nel “dietro le quinte” di Schengen, però, la Grecia assume un ruolo determinante: le frontiere verrano, probabilmente, bloccate nel caso in cui Atene abbandoni la moneta unica. La chiusura delle frontiere diventa, dunque, l’obiettivo inseguito dai membri dell’Unione che si animano di spirito nazionalista ed autoritario bacchettando il Parlamento con accuse e critiche di tutti i tipi.

      L'accusa dell'eurodeputato Ppe Carlos Coelho  

    Ma i 27, di certo, non avranno sconti: infatti, il portoghese membro del Partito Popolare europeo, Carlos Coelho, le ha cantate loro di santa ragione stilando, seppur verbalmente, una serie di capi d’accusa imputabili ai Paesi che hanno fatto la voce grossa. “Accuso il Consiglio europeo di voler rinazionalizzare Schengen, di voler ripristinare le barriere, di voler escludere il Parlamento dal processo di codecisione e di voler tornare a prima del Trattato di Lisbona” – ha detto Coelho puntando il dito contro i “magnifici 27”. La Corte di Giustizia sarà chiamata a risolvere la diatriba che, come al solito, è causata anche da motivazioni economiche e che potrebbe portare Strasburgo ad indispettirsi e a ritorcersi contro l’Unione stessa. Chi avrà la meglio? Di certo, non i cittadini europei che rimarranno solo spettatori di quello che accade e titolari di doveri…ovviamente anche economici. 

      La questione del controllo ed i pericoli veri di Schengen  

    Ma la questione è ben più delicata di quanto possa apparire. La Convenzione di Schengen – come già trattato da "Qui Europa" – "è una cooperazione rafforzata" all'interno dell'Ue  firmata nell'omonima città belga il 14 giugno 1985 – inizialmente, fra Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi – con la quale si sono eliminati progressivamente i controlli alle frontiere comuni, introducendo un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari: Stati Ue e terzi. La Convenzione di Schengen nacque inizialmente come "semplice accordo" al di fuori della normativa Ue, divenendone parte solo con il Trattato di Amsterdam. Tali accordi furono poi integrati nel Trattato di Maastricht. Non vi aderirono Regno Unito e l'Irlanda, in base a una clausola di opt-out. Vi aderirono tuttavia anche Stati extra-Ue: Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein, anche se fra questi stati e gli stati Ue sono ancora possibili controlli doganali per le merci e IVA. Complessivamente, 29 stati europei aderiscono quindi allo Spazio Schengen (o Zona Schengen)" .Schengen, dunque, garantisce – come detto – la libera circolazione di soggetti, merci e mezzi (economici e materiali) all'interno dell'Ue, sottraendoli ad eventuali controlli doganali. In tal modo, indubbiamente, è molto più facile commerciare, ma è altrettanto più facile – per contro – che soggetti pericolosi possano arrivare o muoversi indisturbati nei Paesi europei e circolare all'interno dell'Unione a convenienza. Ciò ha spinto numerosi osservatori internazionali ed accademici "euroscettici" a protendere per il ripristino dei controlli alle frontiere interne dell'Ue, ponendo così un freno – ad esempio – ai flussi migratori clandestini o a traffici di animali, droga e via dicendo. O per limitare le contraddizioni del mercato del lavoro che spingono molti lavoratori dell'est (rigorosamente sottopagati) a giungere stagionalmente in paesi come l'Italia, per poi far ritorno – a cicli stagionali ben definiti – nel proprio stato di riferimento.

      Chi vuole controllare Schengen e perchè  

    Si comprende allora perchè per alcuni Schengen sia una grande occasione di sviluppo, ma anche – e ciò traspare palesemente – una sorta di "porta aperta alla nascita di un super-stato europeo": prospettiva fondamentale della tecnocrazia europea celata sotto il candido velo dell'integrazione. Per gli "euroscettici" Schengen  sarebbe quindi un grandissimo bluff made in Ue, con "molte vittime" (deboli, poveri e onesti) e "molti profittatori disonesti": "tutti coloro, cioè, che trarrebbero vantaggi dalla libera circolazione di uomini denaro e merci per arricchirsi con traffici illeciti e senza controlli, con l'abolizione delle dogane". Dunque per i "detrattori di Schengen" L'Ue sarebbe un "santuario liberistra", o addirittura "il sogno dei delinquenti", forti del motto: "la libertà senza controlli è l’inferno dei deboli". Se ciò fosse vero – e se ne intrave sempre più, giorno dopo giorno, il sentore – capirete come controllare l'Atrea Schengen sia per i nuovi dominatori dell'Europa, di fondamentale importanza per accelerare processi democratici o al contrario – come pare – per instaurare una forma di dittatura sempre più sistematica e convinta, introducendo il "tassello dei flussi di persone e beni" accanto ai baracconi di sostegno "imperiale" già tirati su ad arte, come il MES (vedi ultimi articoli in "Qui Europa") il Fiscal Compact, l'Efsf, il Two Pack e la sedicente "Unione Bancaria Europea".

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)