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  • Fame, Expo,  lotta agli sprechi e propaganda

    Fame, Expo, lotta agli sprechi e propaganda

    Giovedì,  Maggio 7th/ 2015    
     

    – di F.L. Sete di Giustizia Genova –

    Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia Genova, Mons. Galatino, sprechi, Tobin Tax, Moneta Debito, palliativi, usura monetaria, banche centrali, propaganda, Expo 2015, Milano 

    Fame, Expo,  lotta agli sprechi e propaganda 

    Il cuore del problema che genera la fame del mondo

    oltre i facili slogan

     

    di F.L. Sete di Giustizia Genova

    fame expo 2015

     Expo e la "lotta agli sprechi"                                                                            

    Milano, Genova, Roma – di Sete di Giustizia Genova – Expo 2015 entra nel vivo della sua prima settimana con una notizia che sta girando rapidamente sul web e presso le redazioni dei maggiori quotidiani nazionali e non: "Niente più pane, chili di pane, che finisce nella spazzatura. E niente più foto come quelle circolate mercoledì su Facebook, con i mucchi di filoni dentro i sacchetti e a bordo strada, a fine giornata. Expo volta pagina e, nel suo rodaggio, inserisce un tassello fondamentale: d’ora in poi, le eccedenze di tutti i ristoranti potranno essere affidate alle sapienti mani del Banco Alimentare. Che le porterà, come da tradizione, nelle mense per i più bisognosi. Ma servirà l’aiuto di tutti. L’accordo con Expo è già stato siglato e coinvolge anche Cascina Triulza, il laboratorio equo e sostenibile dell’esposizione. Ma per passare ai fatti manca la collaborazione dei singoli ristoranti" (fonte La Stampa). Lotta agli sprechi dunque! Ma propaganda a parte, c'è qualcosa che non torna… Qual è l'approccio verso la questione "cibo" in rapporto agli sprechi mondiali? Perchè miliardi di uomini oggi vivono in condizioni di povertà o addirittura sotto la soglia limite?

    fame expo 2015

     L'intervento del segretario generale della CEI                                             

    S.E. Mons Nunzio Galantino, vescovo emerito di Cassano all'Ionio e dal 25 marzo 2014 segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana – già Consulente stabile della Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana per il “Progetto di riordino della formazione teologica in Italia” – nei giorni scorsi ha puntualizzato due questioni importanti: 1) Il cibo per sfamare tutti gli abitanti della terra esiste: “siamo difronte – ha detto – ad uno scandalo che coinvolge circa un sesto della popolazione mondiale; siamo difronte a un miliardo di uomini  che soffrono dell’insicurezza alimentare (…) persone e non numeri. Essi – ha cocluso – per la loro dignità di persone vengono prima di ogni calcolo o progetto economico” (ricordando il messaggio di Papa Francesco al Direttore generale della FAO per la Giornata Mondiale dell’alimentazione). Tanto più che il cibo a disposizione nel mondo sarebbe veramente sufficiente per sfamare tutti quanti, mentre si preferisce sprecarne ogni anno circa 1,3 miliardi di tonnellate (sì, ci sarebbe davvero già ora “cibo per tutti”…”  “Oggi produciamo una volta e mezzo la quantità di cibo necessario a sfamare tutti gli abitanti della terra” ha rincarato il Professor Becchetti, docente all’università di Tor Vergata).

    fame expo 2015

     Scelte coraggiose contro fale e disparità… Tobin Tax?                               

    2) Mons. Galatino è poi ritornato sul richiamo ad un modello di sviluppo alternativo e solidale: “Nell’enciclica citata (1), Paolo VI evidenziava che «nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario». Ne consegue l’urgenza di scelte coraggiose per combattere la povertà globale al fine di rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda; l'urgenza di porre un freno alle derive di un sistema finanziario fuori controllo e rispondere alla domanda di giustizia che sale dalla terra al cielo. "Sono richieste – ha ribadito l'alto prelato – per le quali non dobbiamo smettere di importunare i nostri rappresentanti politici: penso, ad esempio, all’approvazione di misure come la «Tobin tax», che tassando le transazioni finanziarie potrebbero ridare ossigeno all’economia reale.” Certo per chi ha ben presente la truffa monetaria dell'emissione a debito della moneta da parte delle banche centrali ovviamente il richiamo alla "panacea" Tobin Tax rappresenta un semplice palliativo, assolutamente inconsistente.

    (1) Populorum Progressio, Paolo VI

    fame expo 2015

     Oltre gli slogan…                                                                                                

    3) "Tocca a noi… – ha poi concluso Mons. Galatino – ho lasciato volutamente per ultimo, come riconoscendovi la risposta alla questione di fondo, la parte conclusiva dello slogan: “è compito nostro”. Mi piace questa responsabilità inclusiva, come personalmente diffido di chi è pronto a invocare le riforme purché coinvolgano sempre e solo gli altri… Ci sarà cibo per tutti, mi vien da dire, nella misura in cui sapremo lavorare nella prospettiva di costruire una sola famiglia umana; e questo, appunto, non sarà possibile senza l’apporto di ciascuno, senza che ciascuno riconosca che è anche compito suo, senza che arriviamo insieme a riconoscere: “Sì, è compito nostro!”. Le strade per tradurre tali indicazioni in percorsi sono frutto dell’impegno di ciascuno, che cresce nel confronto e nella condivisione.”Parole sicuramente condivisibili, ma oltre agli slogan cosa si sta facendo per affrontare il cuore del problema?

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale – di Sergio Basile e Rocco Carbone

    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 –  Lettera a Papa Francesco

     

     

     

     Giacinto Auriti inquadra il cuore del problema che sfugge a Galatino…  

    Proprio perché è compito nostro – riprendo in questo lo slogan di Galatino – vogliamo dare il nostro contributo come Sete di Giustizia ripartendo da quello che sosteneva con forza e in ogni contesto il professor Giacinto Auriti: “I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito. 50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli). Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario. Solo su queste premesse ci si spiega perché l'Europa con l'avvento dell'EURO rischia di far parte del Terzo Mondo” (G. Auriti)

    fame expo 2015

     Un meccanismo che umilia i popoli e crea disparità e povertà diffusa   

    Se non capiamo che il problema che sta alla radice è l’emissione monetaria da parte delle banche centrali (Spa private) troveremo solo piccoli palliativi alla fame del mondo. Infatti quando la Bce stampa una banconota da 10 euro trasforma il "cliente" in debitore (dello stato) che riceve la banconota a debito e per il suo valore nominale. (Eppure il valore di intrinseco di quella banconota è di circa 0,30 cent. Visto che non esiste più la riserva aurea). Alla scadenza lo stato dovrà restituire la banconora da 10 euro con gli  interessi (Oggi assistiamo ai "prodigi" del "miracolistico" Quantitative Easing che viene gestito in questo modo bizzarro e meschino – vedi qui BCE e Quantitative Easing: il trucco per estorcere col sorriso la ricchezza reale dei popoli).

    fame expo 2015

     Il potere e il divere della denuncia… oltre la becera propaganda             

    E’ chiaro che in questo sistema alla scadenza i popoli più forti riusciranno a restituire il dovuto e avranno pane in abbondanza sulle loro tavole;  i popoli più poveri – al contrario – saranno insolventi e non avranno un pezzo di carta (banconota) in mano per poter comprare il cibo per sfamarsi.  Allora la battaglia contro la speculazione finanziaria e la "fame" va fatta a monte: solo arrivando a dichiarare la proprietà popolare della moneta, tutti i popoli saranno liberi dal debito e non ci sarà una guerra tra i più forti e più deboli (come assistiamo oggi in Europa, ad esempio tra Germania e Grecia… o addirittura tra la ricchissima Italia – trattava d'improvviso come una Cenerentola senza arte né parte – e la stessa Germania) e tutti potranno avere il cibo per sfamarsi. Da questa analisi e dal tenore delle dichiarazioni rilasciate finanche da molti alti prelati notiamo come sia difficile schierarsi contro il vero male dei giorni nostri… Tuttavia i veri uomini di fede – specie quelli che hanno compreso fino in fondo l'iniquità che sta dietro l'inganno più atroce della storia (quello monetario) –  non devono aver paura di denunciare la vera truffa che si cela dietro l’emissione monetaria. Solo così potremo vincere davvero la fame e le sperequazioni sociali ed economiche. Tutto il resto è pura propaganda!

    F.L. Sete di Giustizia Genova (Copyright © 2015 Qui Europa) 

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  • L’èlite dell’Unione europea all’Expo 2015

    L’èlite dell’Unione europea all’Expo 2015

    Lunedì, Marzo 18th/ 2013 

    –  di Consuelo Muraca –

    Unione europea, Expo 2015, Milano, Bruxelles, Manuel Barroso, Commissione europea, Martin Schulz, Parlamento Europeo, BIE, Bureau International des Esposition, Parigi, Londra, Cina 

    L'èlite dell'Unione europea all'Expo 2015

    La Certezza della Retorica, in un Paese che muore

    disperato ogni giorno di più, sotto il naso dei

    tecnocrati di Bruxelles

     

    di Consuelo Muraca 

    Milano Expo 2015
    Milano – Nelle scorse ore è stata diffusa una nota di Bruxelles dalla quale si apprende che l’Ue sarà rappresentata all'Expò di Milano 2015. Per la cronaca, la prima edizione dell'Expo – l'esposizione universale più grande ed imponente al mondo – fu  realizzata a Londra nel 1851, l'ultima in Cina. Milano, dunque, prenderà in consegna il testimone di Shanghai 2010: in assoluto la più grande mai vista prima. La scommessa di portare questa grande manifestazione in Italia è stata vinta nel 2008, quando gli Stati Membri del BIE (Bureau International des Espositions)  riuniti a Parigi optarono per la città meneghina come prossima sede ideale del mega evento. Ad aver convinto gli Stati del BIE durante la presentazione della candidatura di Milano, furono temi quali l'ecologia e le fonti energetiche alternative, ma – ovviamente – altri interessi puramente economici legati a numerose multinazionali che operano nella capitale economica d'Italia hanno avuto la meglio. Ma la vera domanda è: quale sarà il grado di coinvolgimento della criminalità organizzata? E soprattutto: quale saranno i reali benefici per l'economia e per le PMI imprese sopravvissute ai latrocini e alle devastazioni gratuite della crisi indotta?
     
     La Certezza della Retorica 
     
    Per ora l'unica certezza è che l'Europa dei tecnocrati ci sara! Che consolazione! Secondo il Presidente della Commissione europea, José Borroso, "si tratta di un tema (quello delle fonti di energia alternativa e dell'ecologia) che si incastra alla perfezione con il piano strategico Ue di Europa 2020". Un progetto al quale prenderà parte – pare – anche il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.  Questo signifa che a rappresentare l’Europa saranno le due massime istituzioni della comunità: secondo Barroso, "un gesto di fiducia e appoggio per l’Italia". Ma invero – lamentiamo – gli aiuti e gli appoggi dovrebbero essere ben altri. La decisione di adesione dell’UE all'Expo – almeno agli occhi di alcuni osservatori cosiddetti "europeisti" – sembra acquistare una grossa valenza economica, mediatica, politica e diplomatica. Ma ciò – ci chiediamo – in una visione generale di un Paese in ginocchio, e retorica a parte: che valenza reale potrà mai assumere? La risposta francamente ci sembra scontata.
     
    Consuelo Muraca (Copyright © 2013 Qui Europa)
     

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    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale? Accadrà all'Expo…

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Martedì, Agosto 14th/  2012 – di Sergio Basile –   Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood […]

    Expò 2015 – Bando discriminatorio per le imprese del Sud

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  • Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Euro, una parentesi verso un Nuovo Ordine Mondiale?

    Martedì, Agosto 14th/  2012

    – di Sergio Basile –

      Eurozona / Expo 2015 / Crisi / Moneta unica / Mondialismo / Nuovo Ordine Mondiale / NWO / Eurodollaro / Moneta Unica / Barack Obama / Beppe Grillo / Mario Draghi / BCE / Lira / Dracma / Teschi / Farfalla Monarch / Bohemian Wood / Moloch / Bandiera americanaColonialismo Usa / Siria / Impero Usa / Massoneria  / Fallimento del Parlamento Italiano / MES / Germania / Francoforte / Roma / Milano / Washington / Governo Unico Mondiale / Moneta locale / Buoni regionali / Signoraggio bancario 

    Euro, una parentesi verso un Nuovo

    Ordine Mondiale?

    Il Disegno mondialista dell'eurodollaro per il

    dominio del mondo e la nascita di un impero

    liberticida e massonico retto da un unico Re

    La proposta per l'expo 2015 e le preoccupazioni

    di Obama per la "tenuta" dell'Euro-gabbia

    Roma, Milano, Francoforte, Bruxelles, Washington – Nelle ultime ore, mentre Beppe Grillo invoca la "chiusura" per fallimento del Parlamento Italiano e la diffusione su scala regionale di una sorta di moneta locale emessa a costo zero (eludendo il signoraggio bancario) sottoforma di buoni spendibili nelle singole regioni come surrogato della moneta (per mandare avanti l'economia regionale e combattere il signoraggio); mentre dalla Germania giungono notizie – in un certo senso rincuotanti per quanti hanno a cuore il futuro della democrazia – sullo slittamento della pronunzia costituzionale in merito al dittatoriale "Meccanismo Europeo di Stabilità" (MES) – da Washington aumentano le preoccupazioni del Presidente Barack Obama, sulla tenuta dell'euro e dell'Eurozona. Ribattezzata dalla nostra redazione con l'epiteto più azzeccato e veritiero di "Euro-gabbia".

      I Simboli del Nuovo Ordine Mondiale                                                                 

    Intanto l'intellighenzia mondialista non perde tempo e prepara quella che è la vera svolta del 2012: la progressiva ed evidente nascita di un "Governo Unico Mondiale", a partire dalla colonia Europa, posto sotto il dominio Usa. Quelli che  i teorici del "complotto" più accreditati o semplicemente i maggiori esperti al mondo di geopolitica e politica internazionale chiamano "Nuovo Ordine Mondiale" o "New World Order": lo stesso cui nascita si evince addirittura sulla stessa banconota del dollaro, caraterizzata – tra l'altro – dalla celeberrima piramide tronca massonica. Perchè, come ormai arcinoto, sia gli "Stati Uniti d'America" che la sua moneta ufficiale, il dollaro, nascono come creazioni totalmente ed integralmente massoniche: e tra l'altro – qualora ce ne dovesse essere bisogno – lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei presidenti Usa, come noto, sono massoni. Per non parlare della forma e della posizione geografica della stessa città di Washington e dei luoghi simbolo del potere americano: tar i quali spicca un "esoterico" Pentagono. Non passa giorno, dunque, che i  fanatici del mondialismo e di questo raccapricciante "Nuovo Ordine Mondiale" lavorino più o meno "ufficialmente" alla costruzione di questo superstato. E lo fanno con i mezzi più disparati e subdoli, utilizzando spesso e volentieri armi di controlo di massa che passano anche per il cinema, per la musica, per i media e per la stessa moda.

      L'invasione non casuale                                                                                              

    Un esempio lampante di questo tentativo (per ora in parte celato e – come dire – "ipotetico") di preparare il terreno a questa sorta di "impero unico mondiale" (sul quale esiste tra l'altro un'abbondantissima letteratura corredata da centinaia di prove più o meno inequivocabili) vi è anche una nuova "ventata di americanità" che si respira a pieni polmoni – come mai prima d'ora – nella calda estate italiana. Dovunque – come sicuramente non vi sarà sfuggito di notare – in qualsiasi negozio di abbigliamento, predominano immagini riconducibili a questo "Nuovo Ordine Mondiale". E, a nostro modestissimo parere, ciò non a caso! La simbologia, infatti, in questa guerra culturale è essenziale, fondamentale. Ovunque Farfalle Monarch (simbolo del controllo mentale monarch – vecchio progetto Usa della Cia); Gufi (Simbolo del pagano dio Moloch: divinità pagana con le sembianze di un gufo, ancora adorata una volta all'anno – a mò di pellegrinaggio – da molti potenti della Terra ed in maniera segretissima nel cosiddetto "Bosco Boemo", negli Usa); Teschi e Piramidi (Simboli, come noto, cari ai massoni ed alla famigerata loggia segreta "Skull & Bones". A sua volta cara ai presidenti Usa) e bandiere americane. Simboli, questi, a volte anche sapientemente e strategicamente combinati tra loro, in magliette e capi d'abbigliamento che curiosamente spopolano tra i giovani, spinti "casualmente" dai guru internazionali della "moda".

      Iconografia, Potere mediatico ed esoterismo                                                      

    Ne siamo letteralmente invasi. Centri commerciali, gioiellerie, bancarelle, negozi, articoli per la scuola e chi più ne ha più ne metta! Qualcuno potrà obiettare a questa ricostruzione ed a questa analisi, bollandola magari come troppo fantasiosa o esagerata, ma di certo a noi non sembra per nulla casuale! Guarda caso l'amore modaiolo per questi simboli occulti ed esoterici, o comunque vicini alla cultura unica mondialista made in Usa, è scoppiato non appena in Europa e in Italia si è iniziato a parlare della creazione di un unico stato europeo, i cosiddetti "Stati Uniti d'Europa", sullo stampo e l'influenza degli Usa. E ciò, mentre l'Ue arrogava e continua ad arrogare a sé – con la complicità di tutte le istituzioni comunitatrie – e della maggioranza dei capi di governo (Mario Monti in testa) la quasi totalità degli ultimi scampoli di sovranità nazionale rimasti agli stati dell'Eurozona, avviliti e umiliati da una crisi indotta e pilotata. 

      La Strategia dei fautori degli Stati Uniti d'Europa                                             

    Il tutto è stato poi abilmente confezionato con le politiche di austerity e con il predominio della speculazione finanziaria Usa sull'Europa. Vedi gli abili magheggi delle banche d'affari (es.: Goldman Sachs) e i diktat delle agenzie di rating statunitensi (Standard & Poor's, Moody's e Fitch). Allora comprendiamo meglio ed inquadriamo con maggior perizia gli appelli allarmistici di Obama sul pericolo dell'abbandono dell'euro paventato da molti "liberi pensatori" in rappresentanza, sostegno e provvidenziale redenzione degli schiavi italiani, spagnoli, irlandesi, portoghesi, spagnoli e greci. Neo-coloni di un'Europa volutamente allo sbando. Allora capiamo forse come Draghi, Monti, Bersani, Casini & Co – ed i loro organi ufficiali, e non ufficiali, di stampa – vadano blaterando sui rischi dell'abbandono della moneta unica e sulla sconvenienza di tornare alla lira o alla dracma, accompagnando alle loro dichiarazioni veri e propri anatemi e maledizioni. Auspici di abbandono dell'euro-gabbia, al contrario, invocati da molti Nobel per l'economia, come lo stesso Paul Krugman, e da qualche raro eurodeputato, tra i quali Nigel Farage, ma anche dagli italiani Speroni, Borghezio e Allam: come fatto presente in decine di articoli da "Qui Europa" da 6 mesi a questa parte. 

      L'Euro e i progetti per la Colonia Europea                                                           

    Ciò mentre i banksters statunitensi ed europei tengono col cappio al collo i cittadini della colonia europea, mediante il latrocinio della propria sovranità monetaria: estorta in Italia, con pregevole savoir-faire, dal governo "Amato" con il celeberrimo decreto "Carli-Amato" del 1992, con il quale il pregevole maestro Giuliano Amato regalò il 96% delle azioni della Banca d'Italia ai banchieri privati, segnado l'avvio di una china liberticida perfezionatasi poi con l'articolo 123 del Trattato di Lisbona, con la nascita dell'euro (e dei suoi accidenti: Target 2, Euribor, predominio dei banchieri e degli industriali tedeschi) con il predominio dei privati della BCE e – oggi – con il MES e con il progetto "Stati Uniti d'Europa". Davvero un bel programmino!

      NWO – La moneta unica mondiale e l'Expo 2015                                              

    Ma la vera ciliegina sulla torta che ci aiuta a mettere insieme i pezzi di un puzzle che appare ormai chiarissimo, verrà in occasione del prossimo Expo 2015 di Milano:  evento che offrirà la possibilità di porre in essere il primo test sperimentale pubblico mediante la diffusione – ai circa 30 milioni di turisti previsti – della UFWC (United future world currency), denominata anche Nwo Coin o Eurodollaro: prototipo di quella che dovrebbe essere la moneta unica mondiale del prossimo futuro. Il coronamento del disegno mondialista promosso in tempio non sospetti dal multimiliardario statunitense  David Rockefeller, dai suoi club occulti e dal suo esercito di fidi banchieri illuminati. Una soluzione che verrà presentata a tutti come l'unica stada per uscire dalla crisi economica mondiale. Solo che a presentarla così saranno gli stessi artefici di questo grottesco baraccone "piramidale".

      La profezia del "Big Brother" di George Orwell                                                   

    Dunque, come ci conferma tra l'altro il promotore dell'iniziativa, l'economista italiano Sandro Sassoli, l'euro sarebbe solo il primo passo verso l'unificazione dei popoli in un’unica area monetaria, culturale, economica (e aggiungiamo militare) mondiale. Un pretesto puro, dunque, per la nascita di un super-stato accentratore e liberticida, dove – evidentemente – l'alternativa non sarà ammessa: una sorta di "Big Brother" Orwelliano (vedi "George Orwell 1984") magistralmente descritto nell'omonimo film cult degli anni ottanta, che vi invitiamo a vedere. Davvero sconcertante, quanto profetico ed attuale!

      La UFWC e il G8 del 2009                                                                                         

    La moneta in questione, la UFWC – è bene ricordarlo, per scandire le tappe principali del progetto mondialista – fu presentata in occasione del G8 del 2009 e creata nel nome dell'unificazione delle radici culturali e spirituali dei popoli di tutto il mondo. Per l'Italia il contributo essenziale alla veste grafica della moneta è stato dato dal professor Guido Crapanzano, rappresentante dell'équipe italiana nel gruppo internazionale di lavoro che ha scelto il design dell’euro-banconota. Lavoro sponsorizzato – tra l'altro – dal Cavalier (Silvio Berlusconi) in persona, nonché dal Ministero del Tesoro italiano. Chissà quanti teschi  e quanti gufi popoleranno in quell'ipotetico giorno l'Europa e l'Italia, o quel che ne resterebbe! Ma battute a parte, meditate gente, meditate!

      Il pensiero unico e l'unica religione?                                                                     

    Apprezzamenti – non poteva essere altrimenti, se due più due in matematica fa quattro – e consensi in vista dell'esperimento sulla moneta unica mondiale nell'ambito  del prossimo Expo milanese sono giunti a mò di lodi dalla Casa Bianca. Ovviamente – badate bene – così come avvenuto con l'euro (e ancor di più)  l'unità monetaria spingerà i grandi burattinai mondialisti verso una evidente e "necessaria" omolgazione politica, culturale e (perchè no!) religiosa (?). Magari, perchè no, sull'onda di una nuova crisi pilotata o sulle ali di un'asprimento di quella in essere nell'Eurozona. Avanti tutta, dunque, verso un unico governo, un'unica simbologia ed un pensiero unico! Che ne sarà dei dissidenti politici e dei liberi pensatori! Un'idea ce l'abbiamo! Ed è purtroppo molto chiara! Una moneta che Washington "benedice" e giudica capace "di parlare un unico, comprensibile linguaggio per incoraggiare l’innato desiderio dell’umanità di spingersi sempre più lontano, di superare i limiti e muoversi verso principi di pace, libertà, fratellanza e comprensione”. Ma che succederà quando tali ideali si omologheranno a quelli seguiti dalle agenzie di rating statunitensi per l'Eurozona o agli ideali Usa per il Medioriente: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, ecc.. A voi la scontata risposta! E buona fortuna!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Bando discriminatorio per  le imprese del Sud

    Bando discriminatorio per le imprese del Sud

    Venerdì,  Marzo 9th/ 2012

    Italia / Expo 2015 / Milano / Palermo / Napoli / Bari / Bando / Commissione Ue

    Bando discriminatorio per  le imprese del Sud

    Confindustria Palermo e Comune di Napoli critici verso Expo 2015

    Milano, Palermo, Napoli – ''E' vergognosa la discriminazione delle imprese del Sud nell'ambito di Expo 2015. Gli appalti milionari sono destinati solo alle imprese nel raggio di 350 km dal sito dell'Expo''. Questo si legge nella nota diffusa da Confindustria Palermo e dal suo presidente,  Alessandro Albanese e che fa eco alla posizione assunta dall’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Napoli, Marco Esposito, e dal Sindaco di Bari, Michele Emiliano. La giustificazione riportata nel bando è legata all’ecosostenibilità, che sarebbe tutelata dalla vicinanza delle materie prime da reperire. Il bando infatti indica che le aziende coinvolte devono reperire le materie prime nel raggio di 350 km da Rho. Di fatto, questo taglia fuori parecchie realtà. Chiaramente, una filiera corta garantisce più controllo, anche rispetto alle esigenze di legalità. Ora si tratta di interrogarsi sul fatto che l’Expo debba essere o meno una vetrina per l’Italia intera o un evento che riguardi solo il rapporto fra Milano e il resto del mondo. Nel primo caso, varrebbe forse la pena differenziare le strategie di controllo e promuovere sistemi di trasporto a basso impatto ambientale, ma permettere alle aziende di tutta Italia di valorizzare le proprie specificità. Nel secondo caso, se fosse vero, sappiamo già che si tratterà di un evento depotenziato. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)