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  • USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    Lunedì, Agosto 26th/ 2013

    – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri –  

    Armi chimiche, Iraq, Libia, Corea del Nord, Siria, ONU, Carla Del Ponte, sarin, segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, Wall Street Journal, Giordania, Direzione generale di sicurezza turca, Emniyet Genel Müdürlügü, al-Nusra, RT, British Defence Corporation Britam, Qatar, British Defence Corporation Britam, Afp, TMNews, Putin, Bandar ben Sultan, segretario alla Difesa degli Stai Uniti, Chuck Hagel, Convenzione sulle armi chimiche, schiuma di poliuretano, fosfonato dimetile, Federchimica, Opcw, Organizzazione bando armi chimiche, Joint Non Lethal Weapons Directorate (JNLWD), Chemical Weapons Convention (CWC), Advantages and Limitations of Calmatives for Use as a Non Lethal  Technique, Marine Corps Research University, Edoardo Magnone, Federation of American Scientists, Biological and Toxin Weapons Convention 

    USA, Armi Chimiche e Abominevoli "Pretesti

    Democratici"

    Oltre la soglia dell'Informazione Occidentale: il punto

    sulle armi chimiche e sui loro reali utilizzatori

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      Abominevoli Pretesti "Democratici"                                                                   

    Damasco, Washington, Riad – Che le guerre non vengano, se mai lo sono state, dichiarate e condotte per motivi ideologici in senso stretto (a parte il piano per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale) dovrebbe essere chiaro a tutti. Da sempre però, chi dichiara guerra, cerca di trovare una motivazione che possa almeno per quella fetta di opinione pubblica che ha rinunciato a pensare con il proprio cervello, motivi per giustificare la morte di migliaia di persone. Così si fa ricorso a motivazioni “umanitarie” (di cui beneficeranno solo le aziende dei Paesi che usciranno vincitori dal conflitto) o alla sete di giustizia (per "vendicare" presunte "azioni terroristiche" fatte da pochi uomini si distruggono intere nazioni) o alla volontà di salvaguardare "diritti democratici" (mai richiesti e di certo non attuati da chi ha iniziato il conflitto violando una sovranità nazionale). Oppure, come sta avvenendo da alcuni anni, si interviene contro un Paese con la scusa che “alcuni” avrebbero usato armi chimiche. L’incubo delle armi chimiche è diventato negli ultimi anni lo spettro che ha giustificato qualsiasi guerra. Prima nell’Iraq di Saddam Hussein, poi nella Libia di Gheddafi e ora contro la Siria, dopo la parentesi del nucleare della Corea del Nord (per fortuna non riuscito, per la minaccia – tra l'altro – levata dalla Corea di disattivare tutti i sistemi radar USA nel golfo antistante, tramite sofisticatissimi sistemi elettronici, nella realizzazione dei quali i Coreani sono maestri). Spesso vengono utilizzati i media per convincere l'opinione pubblica che l’intervento militare è inevitabile e poco importa se le indagini condotte dagli ispettori ONU (come è avvenuto in Libia) o i dati forniti da chi era sul posto hanno dimostrato il contrario. Ormai pare che debbano mancare poche ore al criminale e folle assalto "ufficiale" (e non sottobanco) alla Siria da parte di Francia e Stati Uniti d’America.

    Nato - Syria

     Zero prove! Tante "Controprove"                                                                          

    Eppure stando a quanto riferito da Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu incaricata di indagare su ciò che sta avvenendo in Siria, gli «investigatori nei Paesi confinanti hanno intervistato vittime, medici e visitato ospedali da campo. Secondo il loro rapporto della scorsa settimana esistono forti e concreti sospetti, ma non ancora prove incontrovertibili dell'utilizzo di gas Sarin». Ma poi, nel caso, chi ha avrebbe davvero utilizzato il gas? (vedi allegati). Quindi chi dovrebbe giustificare la dichiarazione di guerra tra Nazioni lo farebbe sulla base di “interviste” e visite a ospedali non sul fronte ma nei Paesi confinanti? E per di più dopo aver affermato chiaramente che non esistono prove dell’utilizzo di gas nervini?

    Imperialism - Syria

     Uccidere milioni di persone… su "Indicazioni"                                                

    E non basta! Ammesso che esistano prove (che nessuno però ha mai visto) dell’uso di tali sostanze, chi ci dice che ad utilizzarle non siano stati i rivoltosi piuttosto che le forze armate governative? Lo stesso segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che «ha avuto indicazione» (si scatena una guerra sulla base di “indicazioni”?) dell'impiego di armi chimiche, ma che «non esistono prove consolidate né sulle circostanze, né su chi ne abbia fatto uso». Nessuno ha fatto notare la strana coincidenza temporale tra l’attacco con armi chimiche e l'arrivo a Damasco di Ispettori delle Nazioni Unite incaricati di indagare proprio su un presunto uso di armi chimiche (vedi articolo "Qui Europa" in allegato – "Siria – Clamoroso, alcuni Video caricati il giorno prima della Strage"). Il tutto ovviamente proprio pochi giorni prima della riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri, dedicato all'emergenza siriana.

     La Legittima Osservazione di Frank Gardner                                                  

    E poi, come ha scritto il corrispondente della BBC, Frank Gardner: "Perché il governo di Assad, che recentemente sta riconquistando terreno sui ribelli, dovrebbe effettuare un attacco chimico, mentre gli ispettori delle Nazioni Unite sono nel Paese?"

    Assemblea ONU - Primavera Araba

     Le Armi chimiche e quel varco dalla Giordania                                              

    Anzi stando ai fatti, pare proprio che le armi chimiche non sarebbero state utilizzate dalle forze governative, ma dai terroristi, gli stessi armati, secondo un’inchiesta condotta (addirittura…) dal Wall Street Journal, proprio dall’intelligence statunitense che avrebbe trasferito le armi passando per la Giordania. Di recente, agenti della Direzione generale di sicurezza turca (Emniyet Genel Müdürlügü) hanno sequestrato alcuni chili di gas Sarin nella città di Adana. Le armi chimiche erano in possesso dei terroristi di al-Nusra che erano diretti in Siria. Questa sarebbe un’ulteriore conferma dell’uso di armi chimiche non da parte del governo siriano, ma da parte dei terroristi di al-Qaidam, ovvero dello stesso esercito rivoluzionario che prima, in Iraq, è stato combattuto e poi riarmato dalle stesse persone… Nasser al-Omari, analista politico intervistato dalla Press TV ha affermato: "Quello che vediamo in Siria in questo momento a dettare leggi in molte zone del Paese sono gli elementi di al-Qaeda o legati all'organizzazione terroristica",. Secondo al-Omari gli sforzi che l'opposizione siriana sta facendo per prendere le distanze dai gruppi filo al-Qaeda sono inutili dal momento che ad essere sempre più attivi sul campo sono gli stessi gruppi estremisti che sarebbero sostenuti da Usa e dai loro alleati.

    Strage in Siria - Altre Falsità Contro Assad

      Giochi Chiarissimi. Oggi più che mai! – Il Paradigma "Le Monde"          

    In realtà sin dall’inizio degli scontri in Siria, le agenzie di stampa internazionali hanno tentato di presentare al mondo occidentale l’invasione di al-Qaeda in Siria come una “rivolta popolare” e come una “protesta giusta” contro un “regime brutale”. Il 27 maggio 2013 Le Monde ha pubblicato un rapporto “esclusivo”, nel quale avrebbero dovuto essere contenute le “prove” dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. In realtà, il rapporto conteneva dichiarazioni di “attivisti” e “ribelli”, che la maggior parte dei commentatori avevano già definito come fonti inaffidabili.

    Obiettivo Siria

     Ricordate il "Gioco Sporco" di Qatar e Regno Unito?                                     

    Ancora prima, nel gennaio 2013, la televisione russa RT aveva pubblicato documenti trapelati dalla British Defence Corporation Britam, che smascherava un piano del Qatar per inviare armi chimiche in Siria con l’aiuto della Britam Defence. Russi che sono stati gli unici tra i Paesi occidentali a presentare prove concrete del fatto che le armi chimiche presenti in Siria non sarebbero in mano alle forze governative, ma in mano ai ribelli. La delegazione russa all’ONU avrebbe mostrato documenti rilevate dai satelliti russi in base (Fonte Stampalibera.com) alle quali, contestando la versione fornita dai media occidentali e dalle TV saudite, si vedrebbe che i razzi contenenti gas nervino sarebbero partiti dalle posizioni in mano alle milizie salafite. Ma – in attesa di conferma ufficiale – ribadiamo che è solo uno degli innumerevoli elementi, accanto alle altre centinaia di prove e testimonainze (foto, video e articoli) che negli ultimi due anni l'Osservatorio "Qui Europa" e tanti altri quotidiani liberi hanno riportato. E ciò malgrado il diabolico e persistente falso  martellamento mediatico delle TV e dei giornali di bandiera. Specie italiani.

    Siria - Aspettando la Conferenza di Ginevra

      Riad e il tentativo di "Comprare la Russia"                                                       

    Forse sarà un caso, ma a conferma del fatto che a fomentare i terroristi sarebbero “altri”, oltre a quanto è emerso dalle indagini della British Defence Corporation Britam, ci sarebbe anche il fatto che recentemente funzionari sauditi avrebbero proposto alla Russia di firmare una mega-commessa di armi e di poter avere più influenza sui mercati arabi in cambio della fine dell’appoggio sovietico al governo siriano. A riferirlo sarebbero fonti diplomatiche sentite dall’agenzia Afp e analisti russi. La notizia, che non ha ricevuto né conferme né smentite ufficiali (e come avrebbe potuto farlo senza scatenare un grave incidente diplomatico di portata planetaria) sarebbe però confermata da una notizia diffusa dall’agenzia TMNews, in merito ad un incontro avvenuto a Mosca lo scorso 31 luglio tra Putin e il principe Bandar ben Sultan, capo dei servizi di spionaggio sauditi. L’emissario di Riad, avrebbe proposto a Putin l’acquisto di armamenti russi per 15 miliardi di dollari, oltre ad altri investimenti “considerevoli”. Inoltre, secondo un diplomatico europeo attivo nella regione, il messo arabo avrebbe affermato che il suo Paese “è pronto ad aiutare Mosca a giocare un ruolo più importante in Medio Oriente nel momento in cui gli Usa sono piuttosto sulla linea del disimpegno” e anche rassicurazioni sugli aiuti dal punto di vista delle fonti energetiche “indipendentemente dal regime” che si potrà istaurare, dopo quello attuale, in Siria. Come se non bastasse, in cambio di un diverso atteggiamento da parte della Russia in direzione anti-Assad, l’Arabia Saudita avrebbe garantito alla Russia aiuti sotto il profilo della concorrenza per la fornitura di gas estratto nei Paesi del Golfo, assicurando  il divieto di transito sul territorio siriano, ed evitando in tal modo alla Russia di dover competere con il suo maggior concorrente a livello internazionale in questo settore.

    Siria e Nuovo Ordine Mondiale

     Il "Nuovo Ordine"… a tutti i costi!                                                                         

    Intanto, nonostante il segretario alla Difesa degli Stai Uniti, Chuck Hagel, abbia dichiarato solo pochi giorni fa di non aver visto alcuna prova dell’utilizzo di armi chimiche durante il conflitto, nonostante le dichiarazioni di ieri della Commissione d’inchiesta dell’Onu e le affermazioni di Gran Bretagna e Francia, pare che l’America non voglia perdere l’occasione di fare un’altra guerra (dei vantaggi economici che derivano dall’iniziare una guerra contro un Paese molto più piccolo ci siamo occupati in passato in altri articoli – vedi allegati).

    F 15 - Saint Louis, Riyad - Cacciabombardieri USA

      Cui prodest?                                                                                                                 

    La verità è che chi abbia usato tali armi è molto difficile saperlo (anche essendo sul posto non sarebbe facile individuarne i responsabili). Mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu a Ginevra, dichiara: "Non si può, a mio avviso, partire già con un pregiudizio, dicendo che questo o quello sono responsabili. Dobbiamo chiarire il fatto, anche perché da un punto di vista d'interessi immediati, al governo di Damasco non serve questo tipo di stragedia, sapendo che ne è comunque incolpato direttamente. Come nel caso delle investigazioni di un omicidio, bisogna farsi la domanda: a chi veramente interessa questo tipo di crimine disumano?"

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Il Punto sulle Armi Chimiche                                                                                 

    Sì, ma chi produce le armi chimiche? E dove sono stoccate? Chi le vende e chi le compra? Come vengono trasportate? In realtà, in teoria, queste armi non dovrebbero neanche esistere. Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione sulle armi chimiche sono 188. E molti altri accordi internazionali sono stati sottoscritti per evitare non solo l’uso, ma anche la produzione e lo stoccaggio. Accordi che sono a dir poco restrittivi al punto da comprendere materiali di uso comune (come la schiuma di poliuretano in passato ampiamente utilizzata per imbottire divani e poltrone e ora, messa al bando essendo trattata con fosfonato dimetile che potrebbe essere trasformato in gas nervino). Al punto che Federchimica, dopo un seminario dell'Opcw, l'Organizzazione bando armi chimiche, un ente dell'Onu, ha inviato un avviso ai propri aderenti informandoli sulle conseguenze della ratifica. Anche il Congresso degli Stati Uniti emanò in seguito a tali norme, alcune leggi che prevedevano la distruzione di tutte le armi stoccate entro il 31 dicembre 2004.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Gli USA lavorano alla produzione di Armi Chimiche all'avanguardia     

    Eppure nessuno sa se ciò è davvero avvenuto …..di certo c’è che il governo americano, attraverso Joint Non Lethal Weapons Directorate (JNLWD) e diversi laboratori di ricerca universitari, starebbe sviluppando armi chimiche che violano le disposizioni della Chemical Weapons Convention (CWC). Il rapporto Advantages and Limitations of Calmatives for Use as a Non Lethal  Technique, redatto dai ricercatori che lavorano presso Marine Corps Research University (Applied Research Lab, Pennsylvania State University) nel mese di ottobre 2000, hanno dichiarato senza mezzi termini che la ricerca da loro svolta aveva come scopo la valutazione del potenziale uso di agenti Calmatives come tecnica non letale. Come riportato nello studio “Armi Chimiche e Biologiche: Come gli Stati Uniti violano le Convenzioni” realizzato dal Dr. Edoardo Magnone, “gli Stati Uniti sono oggi all’avanguardia nello sviluppo degli organismi geneticamente modificati allo scopo di distruggere materiali, sostanze e manufatti. Negli ultimi anni un certo numero di progetti di ricerca militare sono stati finanziati nel campo antimaterial technology (generalmente definiti per scopi difensivi) e svolti, in modo integrato, nei laboratori dell’US Army, Navy e Marine Corps”.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      USA-Armi Chimiche – In Violazione di ogni protocollo…                           

    La stessa Federation of American Scientists, poco tempo fa, aveva accusato il governo di voler evitare le ispezioni multilaterali per coprire attività belliche in violazione sia della BTWC che della CWC (ossia i trattati per la messa al bando delle armi chimiche). Secondo i risultati delle indagini di questi enti: “il governo degli Stati Uniti continua a sviluppare agenti biologici modificati geneticamente ad usi tattici in tempo di guerra violando il protocollo previsto dalla Biological and Toxin Weapons Convention. Altresì nei laboratori statunitensi (civili e militari) sono finanziati progetti di ricerca il cui fine ultimo è quello di sviluppare armi non convenzionali incapacitanti violando il protocollo previsto dalla Chemical Weapons Convention”.

    ONU - SIRIA - PUTIN - RIAD

     L'ONU mandi i suoi ispettori anche in USA, Israele, Cina, India…          

    E che dire di Israele (che tra l’altro ha aderito al CWC ma non lo ha ratificato) o della Cina? Eppure entrambi sono stati spesso accusati di produrre armi chimiche. O dell’India che nel 1997, si pensava disponesse di oltre 1.000 tonnellate di agenti chimici non dichiarati (poi dichiarati distrutti in base al CWC a marzo 2009 – Cfr.: dati armscontrol.org). Ad oggi – secondo dati aggiornati al 28  febbraio 2013 – solo il 45.6% degli 8,67 milioni di armi chimiche (missili e quant’altro) registrate presso la CWC sarebbero state realmente distrutte. Come mai nessuno ha mai mandato in questi Paesi gli ispettori dell’ONU per controllare che fine hanno fatto le altre?

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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  • La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    La Legge è Uguale per Tutti! Guantanamo Insegna

    Martedì, Aprile 23rd/ 2013

    – L'approfondimento di C.Alessandro Mauceri – 

    Corte europea dei diritti umani, carcere di Busto Arsizio, detenuti, ministro della Giustizia, Severino, governo Monti, decreto ‘salva carceri’, Guardasigilli, articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, Stati Uniti d’America, Guantanamo, Cuba, Amnesty International, Nazioni Unite, Chuck Hagel, Jay Rockefeller, detenzioni clandestine, CIA, Senate Intelligence Committee, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, Bush, Obama Camp 6. 

    Democrazia in America: La Legge è Uguale

    per Tutti! 

    Dal sistema delle "Porte Girevoli" ai Lager del terrore

    Made in Usa

    I Paradossi del Sistema Guantanamo e la miopia occidentale 

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Democrazia in America - Carceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

      La Legge è…                                                                                                                      

    Washington, Roma, Guantanamo – Qualche mese fa – ma come al solito la maggior parte dei giornali ha dedicato poca attenzione a certe notizie –  la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di sette carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza e ha condannato in nostro Paese – come già ampliamente trattato dall'Osservatorio Nazionale Qui Europa – a pagare un risarcimento di 100mila Euro per danni morali per le condizioni in cui i detenuti sono costretti a vivere. Nella sentenza, inoltre, la Corte ha invitato l'Italia a porre “immediatamente” rimedio alle condizioni di vita dei "residenti" particolari che sempre più numerosi affollano le carceri. Poco dopo il  ministro della Giustizia, Severino affermava che a seguito di questa sentenza era "profondamente avvilita”, ma non stupita e che si sarebbe battuta “perché le condizioni dei detenuti fossero state degne di un Paese civile”. Stando a quanto affermato dal ministro Paola Severino per il sistema carcerario italiano sarebbero da prendere urgenti ed improrogabili “misure strutturali”. E, infatti, il governo Monti si è subito mosso in questo senso: nei primi mesi del 2012 è stato varato il decreto ‘salva carceri’ (divenuto legge nel febbraio del 2012), che ha proposto una soluzione alla situazione ormai drammatica delle carceri. Infatti, come ha riferito il Guardasigilli, i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047, sono ora scesi a 65.725.

     Nel Paese delle Porte Girevoli                                                                                      

    Entrambi, però, hanno trascurato di far presente come tale diminuzione del numero di detenuti sia stata realizzata mediante il cosiddetto sistema delle “porte girevoli”, vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi.  Misure che non hanno affatto risolto il problema delle carceri, ma  lo hanno solo nascosto statisticamente.

     La Violazione dell'Art.3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani        

    In realtà, la situazione di degrado delle carceri italiane era già ben nota. Infatti, negli ultimi quattro anni, l’Italia è stata condannata già quattro volte da Strasburgo, di cui l’ultima l’estate scorsa per aver violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani che sancisce che "nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti". A poco serve la giustificazione della stessa corte che tale violazione in Italia non è stata volontaria, ma è stata dovuta a “inerzia e mancanza di diligenza”. Eppure, senza nulla levare alle colpe ed alle responsabilità di cui possono andare fieri i nostri governanti, c’è chi, nel settore carceri, sta peggio di noi.

     Usa  VS  Italia – Guantanamo batte San Vittore                                                     

    Il Paese che forse più di ogni altro al mondo si è levato a paladino, almeno dal punto di vista mediatico, per la salvaguardia dei diritti dei cittadini sono senza dubbio gli Stati Uniti d’America, al punto di portare le proprie forze armate in giro per tutto il pianeta, al fine di imporre ai governi che non sembravano rispettarli, i diritti dei propri cittadini. Forse sarà stato l’enorme sforzo fatto per compiere questa missione ad aver fatto sì che gli Stati Uniti d’America dimenticassero i diritti dei detenuti nelle proprie carceri e, in modo particolare nel carcere di Guantanamo.

      Universo Guantanamo – Il Buco Nero della Giustizia Usa                               

    Il campo di prigionia di Guantanamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba. Il numero di prigionieri detenuti nella prigione di Guantanamo oggi ammonta a 166  (sebbene si siano raggiunti massimi di oltre 800 unità). Il problema è che di questi carcerati, detenuti da 11 anni o poco meno, non solo non si sa nemmeno quanti siano esattamente (da un recente inchiesta è emerso che una ventina di loro non risultavano nei registri pur essendo detenuti e altri dieci sono stati rintracciati rinchiusi in altre carceri dopo essere scomparsi dai registri di Guantanamo) ma, il più delle volte, non si sa nemmeno per quale motivo siano stati incarcerati:  solo per 10 di loro, infatti, pare sia  stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio.

      Prigione o Lager?                                                                                                             

    E la cosa più grave è che questa situazione è nota già da molto tempo: nel 2006 Amnesty International pubblicò un rapporto nel quale affermava che il 93% dei 554 detenuti esaminati , nel marzo 2004, erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. Eppure, stando al rapporto, ai detenuti non era stato concesso un rappresentante legale e molti di loro avevano rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT Combatant Status Review Tribunal, dove venivano  utilizzate prove segrete e testimonianze estorte sotto tortura. Fu forse per questo motivo che nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi iniziò lo sciopero della fame per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Diversi detenuti denunciarono di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e di aver riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Ovviamente il governo americano negò qualsiasi maltrattamento. Nel novembre 2005, tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite furono inviati per un’ispezione a Guantanamo, ma poiché il governo americano impose restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo, si rifiutarono di visitare la base. E tutto continuò come prima.  

     Cibo ingurgitato attraverso il naso ed altre follie Made in Usa                         

    A febbraio 2013 al neo-segretario alla Difesa americano, Chuck Hagel, fu consegnata una lettera sottoscritta da oltre 50 avvocati difensori dei detenuti per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma silenzioso dei 166 prigionieri trattati nel completo disprezzo delle più normali norme del diritto internazionale che pure gli Stati Uniti d’America continuano a imporre a tutti i Paesi del mondo. Alcuni dei detenuti in sciopero della fame, sarebbero anche stati sottoposti ad alimentazione forzata, con i medici militari che avrebbero utilizzato un metodo che prevede l’inserimento di un apposito tubo nel naso del detenuto per far passare elementi nutritivi direttamente nello stomaco. Tale procedura è quasi universalmente considerata come una forma di tortura. Dopo aver letto le 6.000 pagine sul programma di detenzioni clandestine della CIA preparato dal Senate Intelligence Committee, il senatore  Jay Rockefeller affermò che il rapporto era stato condotto da persone “ignoranti sulla questione”.

     Finanche l'ONU ha condannato il "Modello Guantanamo"                               

    Più di recente, Navi Pillay, presidente dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite, ha affermato che  "la detenzione arbitraria e perpetua per la maggioranza dei detenuti a Guantanamo, già prosciolti da ogni accusa o processo, e pronti ad essere trasferiti nei loro rispettivi Paesi, o in Paesi terzi disposti ad accoglierli, è una sistematica violazione del diritto internazionale da parte degli Stati uniti". E ha aggiunto: "Guantanamo deve essere chiusa, come più volte annunciato dalla stessa amministrazione Obama, impegno che è sempre stato disatteso. Oltre la metà dei 166 detenuti – ha proseguito Pillay – è ancora prigioniera a Guantanamo, malgrado sia già stata prosciolta dall'amministrazione Bush nel 2006 e successivamente anche da Obama. Di fatto i prigionieri continuano ad essere rinchiusi a languire a Guantanamo a incarcerazione perpetua, malgrado gli Stati uniti si ergano a padrini dei diritti umani e siano sempre pronti a condannare la violazione di tali diritti da parte di altri". 

      Tutto tace sotto il cielo di Guantanamo                                                                      

    E infatti, nel 2009, il presidente Barack Obama firmò l'ordine di chiusura del carcere. Ad oggi, però, a Guantanamo  niente è cambiato e da sessanta giorni, 136 detenuti su 166 hanno proclamato uno sciopero della fame a Camp 6, il comparto speciale di massima sicurezza. E nessuno, né Strasburgo (che pure per quattro volte negli ultimi quattro anni ha sanzionato l’Italia per il regime delle carceri) né l’ONU né il Vaticano né la Nato, ha mosso un dito per impedire che i diritti civili di centinaia di persone venissero violati, costantemente e continuamente, da chi poi si proponeva agli occhi del mondo come il paladino di questi diritti.

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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