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  • Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

    Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

    Lunedì, Ottobre 14th/ 2013

    – Rubrica, Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Terza Parte –

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    Le Verità nascoste sul Premio Nobel – 3

    Nobel per la Pace 2013 all'OPAC: un'impostura

    politica. Ecco perchè!

     

    di C.Alessandro Mauceri

    Nobel per la Pace - OPAC - 2013

     Le Verità Nascoste sul Premio Nobel per la Pace – Terza  Parte                        

    Oslo, Washington, Bruxelles, Damasco – Nei giorni scorsi e nelle ultime ore, come ogni anno in questo periodo, si è tornato a parlare di premi Nobel: sono stati assegnati il premio Nobel per la chimica e quello per la letteratura. Oggi, invece, è toccato ai nobel per l'economia, andati a Fama, Hansen e Shiller "per le loro analisi empiriche sui prezzi degli asset". In particolare gli studi dei tre economisti hanno analizzato "la possibilità di prevedere l’andamento dei prezzi delle attività nel medio termine". Ma le critiche anche in questo caso non sono mancate, dal momento che il professor Fama – della Booth School of Business dell’Università di Chicago – ha dimostrato "che i prezzi delle azioni sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine". Hansen, Shiller e Fama starebbero dunque su posizioni opposte. Ma il Nobel al centro del nostro interesse – e che ha suscitato il nostro disappunto – è un altro, quello assegnato a Oslo: il Nobel per la Pace. Nonostante l’omonimia il premio Nobel per la Pace differisce sensibilmente dagli altri premi omonimi. Quest’ultimo infatti, viene assegnato – come visto: vedi qui Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte e qui Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte – non da esperti e studiosi di fama internazionale (pur con tutte le contraddizioni e i paradossi del caso) ma da un Comitato, composto da cinque persone (tutte personalità politiche) scelte, come visto, dallo Storting, il Parlamento norvegese.

     Gli ultimi imbarazzanti Nobel per la Pace                                                         

    Nel 2012, (vedi allegati) tra mille mal di pancia il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato all’Unione Europea in quanto (almeno secondo la motivazione ufficiale) "per oltre sei decenni ha (avrebbe) contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa". Il discusso comitato nell'occasione dimenticò, tuttavia, che sei decenni fa l’Unione Europea non esisteva affatto (fino a non molto tempo fa si trattava di un mero accordo economico tra Paesi). Inoltre gli esemplari di Homo Politicus delegati alla valutazione pare abbiano dimenticato che quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea erano e sono stati impegnati in missioni militari in vari Paesi (azioni che hanno causato migliaia di morti) e che la stessa, con il trattato di Lisbona, mentre da una parte condannava la violenza, dall’altra nel 2008 decise di integrare il proprio potenziale bellico (in assoluto – come detto in altre occasioni – il più ampio al mondo, superiore anche a quello degli Stati Uniti d’America) con numerosi corpi armati (EUFOR Althea, EUFOR, Eurocorps, Eurogendfor, Helsinki Headline Goal, European Union Battlegroups, Stato maggiore dell'Unione Europea, Euromarfor oltre naturalmente all’Europol). Nel 2009 il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Barack Obama, ovvero proprio a colui il quale, dopo aver promesso di non voler continuare con la politica militarista dei suoi predecessori, ha dotato il proprio esercito, in palese violazione di molti degli accordi internazionali sottoscritti, di nuove armi atomiche (le B61-12) e ha cercato in ogni modo di aprire nuovi conflitti mondiali in Siria e contro la Corea del Nord.

      Un Premio politico e di comodo                                                                          

    Nel 2005 il premio fu assegnato (ex equo) all’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite per gli “sforzi per impedire che l'energia nucleare venisse usata per scopi militari e per assicurare che l'energia nucleare per scopi pacifici fosse utilizzata nel modo più sicuro possibile". Ancora una volta il comitato dimenticò che nonostante gli accordi internazionali per provvedere al disarmo (è stata addirittura creata una nuova struttura all’interno delle Nazioni Unite, l’UNODA) le misure dell’ONU sono servite poco o niente tanto che Paesi come India, Israele, Cina ed altri continuano indisturbati a dotare i propri arsenali di simili armamenti. E quelli che già ne erano dotati non li stanno dismettendo. Ma paradossali sono stati anche i Nobel al guerrafondaio Israele (1994) e a Nelson Mandela (1993) e al suo predecessore, Frederik Willem de Klerk, "per il loro lavoro per la risoluzione pacifica del regime di apartheid, e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico". Dimenticando che – come visto Armi chimiche e Occidente – Luoghi Comuni e Verità Occultate – proprio nel passaggio di consegne tra i due leader sudafricani, sono andati “perduti” i documenti relativi a studi ed esperimenti su armi non convenzionali (batteriologiche e chimiche) condotti dal Sud Africa (senza contare che Project Coast, il progetto per l’eliminazione di massa di intere popolazioni. Vedi anche Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda).

     Il Nobel per la Pace 2013                                                                                        

    Ma qual è l'ultima farsa del 2013? Beh, sicuramente il premio Nobel per la Pace all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC o, in inglese, OPWC). L’OPAC è un’organizzazione internazionale, con sede a l’Aia, in Olanda, il cui scopo dovrebbe essere quello di promuovere e verificare l’adesione alla convenzione sulle armi chimiche (CWC) che proibisce l’uso di tali armi e ne chiede la distruzione. Le verifiche dovrebbero consistere nel valutare le dichiarazioni dei Paesi membri, ma anche nel compiere vere e proprie ispezioni. In realtà sebbene 190 Stati (ultima nei giorni scorsi la Siria) abbiano, almeno ufficialmente, aderito alla Convenzione sulle armi chimiche (CWC), molti di loro continuano a stoccarne o a produrne noncuranti dell’azione dell’OPAC. Senza contare che il primo problema deriva proprio dalla definizione stessa di “arma chimica”. Il CWC, e molti altri accordi internazionali, sarebbero, a dir poco, restrittivi al punto da comprendere materiali di uso comune, come la schiuma di poliuretano (in passato ampiamente utilizzata per imbottire divani e poltrone e ora, messa al bando essendo trattata con fosfonato dimetile che potrebbe essere trasformato in gas nervino). Tanto restrittivi che Federchimica, proprio dopo un seminario dell'OPAC, ha inviato un avviso ai propri aderenti informandoli sulle conseguenze della ratifica….

    Nobel per la Pace - OPAC - 2013

     Qual è il ruolo dell'OPAC?                                                                                       

    Così, mentre in teoria quasi tutti gli Stati del Mondo hanno aderito alla Convenzione, in realtà molti di loro non hanno rispettato gli impegni presi e conserverebbero enormi quantità di armi chimiche. Ma allora qual è il ruolo dell’OPWC? Non si sa, ma certo non quello di eliminare le armi chimiche. Sì, perché la Convenzione sulle armi chimiche vieta lo sviluppo, la produzione, l'acquisizione, lo stoccaggio, il trasferimento e l'uso di un certo gruppo di armi chimiche classificate (su quelle non classificate non dice nulla n.d.r.) e richiede che tutti gli Stati possessori distruggano le loro scorte in sicurezza. Non solo, ma anche che lo facciano entro un certo lasso di tempo (dieci anni). Compito dell’OPAC sarebbe quello di verificare l’esecuzione di queste operazioni e, in caso di inottemperanza ai tempi ed alle modalità convenute, darne immediata comunicazione alle Nazioni Unite perché venga perentoriamente avviata una procedura di infrazione.

     Il Nobel all'OPAC?                                                                                                   

    Questa è la teoria. La verità è che ad oggi sono molti gli Stati ancora in possesso di migliaia di tonnellate di tali armi! E queste solo per le categorie di armi chimiche classificate dalla CWC e spontaneamente dichiarate dai Paesi firmatari dell’accordo…. Ad esempio, la Russia continuerebbe a conservare, in sette arsenali in sei regioni, alcune decine tonnellate di queste armi. L’Albania e la Libia hanno dichiarato riserve molto minori, poco oltre le 15 tonnellate. India e Corea del Sud hanno dichiarato riserve “intorno” alle 2.000 tonnellate, ma hanno mantenuto un elevato grado di segretezza circa tipologia, posizione e composizione delle loro armi. Anche gli Stati Uniti, tra i più riservati nel comunicare  quantità e tipologia dei propri armamenti chimici, disporrebbero di alcune decine di migliaia di tonnellate di armi non convenzionali conservati in otto Stati e sull’Atollo di Johnston, a ovest delle Hawaii. Sì, perchè nonostante (o grazie) l’azione dell’OPCW, il condizionale è d’obbligo in questi casi, visto che la maggior parte dei Paesi ha dichiarato di disporre nei propri arsenali di quantità di armi chimiche molto inferiori rispetto alle stime della stessa OPAC (anche in considerazione del fatto che non tutti gli arsenali sono stati ispezionabili). E questo, è bene ripeterlo, solo per le armi chimiche inserite nella lista redatta dalla CWC. Tutte le altre restano nell’ombra. 

     Usa – primi a non rispettare la convenzione sulle armi chimiche          

    Come riportato nello studio “Armi Chimiche e Biologiche: Come gli Stati Uniti violano le Convenzioni”, realizzato dal Dott. Edoardo Magnone, in barba agli accordi sottoscritti (e non rispettati) “gli Stati Uniti sono oggi all’avanguardia nello sviluppo degli organismi geneticamente modificati allo scopo di distruggere materiali, sostanze e manufatti. Negli ultimi anni un certo numero di progetti di ricerca militare sono stati finanziati nel campo antimaterial technology (generalmente definiti per scopi difensivi) e svolti, in modo integrato, nei laboratori dell’US Army, Navy e Marine Corps”. Anche la Federation of American Scientists, poco tempo fa, aveva accusato il governo di voler evitare le ispezioni multilaterali per coprire gli studi su armamenti non convenzionali ei loro arsenali, in violazione sia della BTWC che della CWC (ossia i trattati per la messa al bando delle armi chimiche). Secondo i risultati delle indagini, “il governo degli Stati Uniti continua a sviluppare agenti biologici modificati geneticamente ad usi tattici in tempo di guerra violando il protocollo previsto dalla Biological and Toxin Weapons Convention. Altresì nei laboratori statunitensi (civili e militari) sono finanziati progetti di ricerca il cui fine ultimo è quello di sviluppare armi non convenzionali incapacitanti violando il protocollo previsto dalla Chemical Weapons Convention”.  E anche sull’impegno di distruggere gli arsenali dichiarati, nessuno può dire se siano state realmente distrutte o solo riposizionate. L’ultimo dato ufficiale (2010) relativo alle armi chimiche incluse nell’elenco della CWC indica che gli USA disporrebbero ancora di un arsenale notevole. E ciò nonostante il temine ufficiale per la loro eliminazione sia scaduto nel 2012. Quindi, gli Stati Uniti, gli stessi che si sono levati a paladini della protezione dalle armi chimiche prodotte (non si sa da chi) nei Paesi mediorientali, non avrebbero rispettato la propria scadenza. E già si parla di un probabile rinvio addirittura al 2023.

     Una Domanda sorge spontanea                                                                         

    Sorge spontanea la domanda: cosa sarebbe accaduto se a violare la propria scadenza non fossero stati gli USA, ma la Siria? o la Corea del Nord? Viene spontaneo supporre che sarebbe stata immediatamente avviata una procedura da parte dell’ONU. Una guerra magari… mondiale. E Paesi come l’America e molti altri sarebbero immediatamente scesi in campo (di battaglia) per “far rispettare le indicazioni dell’ONU”, scatenando un nuovo '43. Ma siccome a violare gli accordi internazionali sono gli Stati Uniti, nessuno ha fatto niente.

     Da Premio per i risultati e "Premio per gli ideali"… che non esistono  

    Appare quindi evidente che non si poteva non manifestare la propria gratitudine verso chi si era mostrato così “comprensivo” nei loro confronti. E quale modo migliore di mostrare la propria gratitudine che conferire un premio internazionale come il Nobel per la Pace? Pare che il Comitato non si sia fatto pregare e abbia fatto proprio la volontà espressa dal Presidente Obama quando, poco prima di ricevere lo stesso premio, dichiarò di “non essere sicuro di meritare (il premio n.d.r) ” e di accettarlo “non per i risultati, ma per gli ideali”.  "Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione" ha, per contro, affermato il direttore generale dell'OPAC, Ahmet Uzumcu, premiato più che per i risultati raggiunti,  per le sue “buone intenzioni”. Ma nell'assegnare questo nuovo criticatissimo e "politico" Nobel per la Pace, il Comitato ha dimenticato che, oggi, i conflitti in corso sono più di trenta su quattro continenti con ben 60 Paesi coinvolti in guerre di vario tipo, combattute da 455 milizie con tutti i mezzi, dai machete ai droni, dalle armi chimiche ai sassi di strada, (dati Guerrenelmondo e Peacereporter). Non solo. La commissione ha dimenticato che Alfred Nobel, l’inventore della dinamite, quando pensò, con le sue ultime volontà testamentarie, al premio non parlò di “intenzioni”, ma di “risultati straordinari certi e conseguiti coscientemente”. Con Obama – in maniera particolare – il Nobel per la Pace, da premio per i risultati, era stato trasformato in lode per gli ideali. Ora anche quegli ideali pare non esistano più….. Fatto sta che la Siria in Medioriente in caso di attacco nucleare non potrà contare sull'estrema difesa: le armi chimiche. Al contrario di tutti gli altri! Vi pare normale?

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Video e Articoli in Allegato                                                                                                                                                       

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  • USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    USA, Armi Chimiche e Abominevoli “Pretesti Democratici”

    Lunedì, Agosto 26th/ 2013

    – L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri –  

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    USA, Armi Chimiche e Abominevoli "Pretesti

    Democratici"

    Oltre la soglia dell'Informazione Occidentale: il punto

    sulle armi chimiche e sui loro reali utilizzatori

     

    L'Approfondimento di C. Alessandro Mauceri

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      Abominevoli Pretesti "Democratici"                                                                   

    Damasco, Washington, Riad – Che le guerre non vengano, se mai lo sono state, dichiarate e condotte per motivi ideologici in senso stretto (a parte il piano per la realizzazione di un Nuovo Ordine Mondiale) dovrebbe essere chiaro a tutti. Da sempre però, chi dichiara guerra, cerca di trovare una motivazione che possa almeno per quella fetta di opinione pubblica che ha rinunciato a pensare con il proprio cervello, motivi per giustificare la morte di migliaia di persone. Così si fa ricorso a motivazioni “umanitarie” (di cui beneficeranno solo le aziende dei Paesi che usciranno vincitori dal conflitto) o alla sete di giustizia (per "vendicare" presunte "azioni terroristiche" fatte da pochi uomini si distruggono intere nazioni) o alla volontà di salvaguardare "diritti democratici" (mai richiesti e di certo non attuati da chi ha iniziato il conflitto violando una sovranità nazionale). Oppure, come sta avvenendo da alcuni anni, si interviene contro un Paese con la scusa che “alcuni” avrebbero usato armi chimiche. L’incubo delle armi chimiche è diventato negli ultimi anni lo spettro che ha giustificato qualsiasi guerra. Prima nell’Iraq di Saddam Hussein, poi nella Libia di Gheddafi e ora contro la Siria, dopo la parentesi del nucleare della Corea del Nord (per fortuna non riuscito, per la minaccia – tra l'altro – levata dalla Corea di disattivare tutti i sistemi radar USA nel golfo antistante, tramite sofisticatissimi sistemi elettronici, nella realizzazione dei quali i Coreani sono maestri). Spesso vengono utilizzati i media per convincere l'opinione pubblica che l’intervento militare è inevitabile e poco importa se le indagini condotte dagli ispettori ONU (come è avvenuto in Libia) o i dati forniti da chi era sul posto hanno dimostrato il contrario. Ormai pare che debbano mancare poche ore al criminale e folle assalto "ufficiale" (e non sottobanco) alla Siria da parte di Francia e Stati Uniti d’America.

    Nato - Syria

     Zero prove! Tante "Controprove"                                                                          

    Eppure stando a quanto riferito da Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu incaricata di indagare su ciò che sta avvenendo in Siria, gli «investigatori nei Paesi confinanti hanno intervistato vittime, medici e visitato ospedali da campo. Secondo il loro rapporto della scorsa settimana esistono forti e concreti sospetti, ma non ancora prove incontrovertibili dell'utilizzo di gas Sarin». Ma poi, nel caso, chi ha avrebbe davvero utilizzato il gas? (vedi allegati). Quindi chi dovrebbe giustificare la dichiarazione di guerra tra Nazioni lo farebbe sulla base di “interviste” e visite a ospedali non sul fronte ma nei Paesi confinanti? E per di più dopo aver affermato chiaramente che non esistono prove dell’utilizzo di gas nervini?

    Imperialism - Syria

     Uccidere milioni di persone… su "Indicazioni"                                                

    E non basta! Ammesso che esistano prove (che nessuno però ha mai visto) dell’uso di tali sostanze, chi ci dice che ad utilizzarle non siano stati i rivoltosi piuttosto che le forze armate governative? Lo stesso segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che «ha avuto indicazione» (si scatena una guerra sulla base di “indicazioni”?) dell'impiego di armi chimiche, ma che «non esistono prove consolidate né sulle circostanze, né su chi ne abbia fatto uso». Nessuno ha fatto notare la strana coincidenza temporale tra l’attacco con armi chimiche e l'arrivo a Damasco di Ispettori delle Nazioni Unite incaricati di indagare proprio su un presunto uso di armi chimiche (vedi articolo "Qui Europa" in allegato – "Siria – Clamoroso, alcuni Video caricati il giorno prima della Strage"). Il tutto ovviamente proprio pochi giorni prima della riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri, dedicato all'emergenza siriana.

     La Legittima Osservazione di Frank Gardner                                                  

    E poi, come ha scritto il corrispondente della BBC, Frank Gardner: "Perché il governo di Assad, che recentemente sta riconquistando terreno sui ribelli, dovrebbe effettuare un attacco chimico, mentre gli ispettori delle Nazioni Unite sono nel Paese?"

    Assemblea ONU - Primavera Araba

     Le Armi chimiche e quel varco dalla Giordania                                              

    Anzi stando ai fatti, pare proprio che le armi chimiche non sarebbero state utilizzate dalle forze governative, ma dai terroristi, gli stessi armati, secondo un’inchiesta condotta (addirittura…) dal Wall Street Journal, proprio dall’intelligence statunitense che avrebbe trasferito le armi passando per la Giordania. Di recente, agenti della Direzione generale di sicurezza turca (Emniyet Genel Müdürlügü) hanno sequestrato alcuni chili di gas Sarin nella città di Adana. Le armi chimiche erano in possesso dei terroristi di al-Nusra che erano diretti in Siria. Questa sarebbe un’ulteriore conferma dell’uso di armi chimiche non da parte del governo siriano, ma da parte dei terroristi di al-Qaidam, ovvero dello stesso esercito rivoluzionario che prima, in Iraq, è stato combattuto e poi riarmato dalle stesse persone… Nasser al-Omari, analista politico intervistato dalla Press TV ha affermato: "Quello che vediamo in Siria in questo momento a dettare leggi in molte zone del Paese sono gli elementi di al-Qaeda o legati all'organizzazione terroristica",. Secondo al-Omari gli sforzi che l'opposizione siriana sta facendo per prendere le distanze dai gruppi filo al-Qaeda sono inutili dal momento che ad essere sempre più attivi sul campo sono gli stessi gruppi estremisti che sarebbero sostenuti da Usa e dai loro alleati.

    Strage in Siria - Altre Falsità Contro Assad

      Giochi Chiarissimi. Oggi più che mai! – Il Paradigma "Le Monde"          

    In realtà sin dall’inizio degli scontri in Siria, le agenzie di stampa internazionali hanno tentato di presentare al mondo occidentale l’invasione di al-Qaeda in Siria come una “rivolta popolare” e come una “protesta giusta” contro un “regime brutale”. Il 27 maggio 2013 Le Monde ha pubblicato un rapporto “esclusivo”, nel quale avrebbero dovuto essere contenute le “prove” dell’utilizzo di armi chimiche da parte del governo siriano. In realtà, il rapporto conteneva dichiarazioni di “attivisti” e “ribelli”, che la maggior parte dei commentatori avevano già definito come fonti inaffidabili.

    Obiettivo Siria

     Ricordate il "Gioco Sporco" di Qatar e Regno Unito?                                     

    Ancora prima, nel gennaio 2013, la televisione russa RT aveva pubblicato documenti trapelati dalla British Defence Corporation Britam, che smascherava un piano del Qatar per inviare armi chimiche in Siria con l’aiuto della Britam Defence. Russi che sono stati gli unici tra i Paesi occidentali a presentare prove concrete del fatto che le armi chimiche presenti in Siria non sarebbero in mano alle forze governative, ma in mano ai ribelli. La delegazione russa all’ONU avrebbe mostrato documenti rilevate dai satelliti russi in base (Fonte Stampalibera.com) alle quali, contestando la versione fornita dai media occidentali e dalle TV saudite, si vedrebbe che i razzi contenenti gas nervino sarebbero partiti dalle posizioni in mano alle milizie salafite. Ma – in attesa di conferma ufficiale – ribadiamo che è solo uno degli innumerevoli elementi, accanto alle altre centinaia di prove e testimonainze (foto, video e articoli) che negli ultimi due anni l'Osservatorio "Qui Europa" e tanti altri quotidiani liberi hanno riportato. E ciò malgrado il diabolico e persistente falso  martellamento mediatico delle TV e dei giornali di bandiera. Specie italiani.

    Siria - Aspettando la Conferenza di Ginevra

      Riad e il tentativo di "Comprare la Russia"                                                       

    Forse sarà un caso, ma a conferma del fatto che a fomentare i terroristi sarebbero “altri”, oltre a quanto è emerso dalle indagini della British Defence Corporation Britam, ci sarebbe anche il fatto che recentemente funzionari sauditi avrebbero proposto alla Russia di firmare una mega-commessa di armi e di poter avere più influenza sui mercati arabi in cambio della fine dell’appoggio sovietico al governo siriano. A riferirlo sarebbero fonti diplomatiche sentite dall’agenzia Afp e analisti russi. La notizia, che non ha ricevuto né conferme né smentite ufficiali (e come avrebbe potuto farlo senza scatenare un grave incidente diplomatico di portata planetaria) sarebbe però confermata da una notizia diffusa dall’agenzia TMNews, in merito ad un incontro avvenuto a Mosca lo scorso 31 luglio tra Putin e il principe Bandar ben Sultan, capo dei servizi di spionaggio sauditi. L’emissario di Riad, avrebbe proposto a Putin l’acquisto di armamenti russi per 15 miliardi di dollari, oltre ad altri investimenti “considerevoli”. Inoltre, secondo un diplomatico europeo attivo nella regione, il messo arabo avrebbe affermato che il suo Paese “è pronto ad aiutare Mosca a giocare un ruolo più importante in Medio Oriente nel momento in cui gli Usa sono piuttosto sulla linea del disimpegno” e anche rassicurazioni sugli aiuti dal punto di vista delle fonti energetiche “indipendentemente dal regime” che si potrà istaurare, dopo quello attuale, in Siria. Come se non bastasse, in cambio di un diverso atteggiamento da parte della Russia in direzione anti-Assad, l’Arabia Saudita avrebbe garantito alla Russia aiuti sotto il profilo della concorrenza per la fornitura di gas estratto nei Paesi del Golfo, assicurando  il divieto di transito sul territorio siriano, ed evitando in tal modo alla Russia di dover competere con il suo maggior concorrente a livello internazionale in questo settore.

    Siria e Nuovo Ordine Mondiale

     Il "Nuovo Ordine"… a tutti i costi!                                                                         

    Intanto, nonostante il segretario alla Difesa degli Stai Uniti, Chuck Hagel, abbia dichiarato solo pochi giorni fa di non aver visto alcuna prova dell’utilizzo di armi chimiche durante il conflitto, nonostante le dichiarazioni di ieri della Commissione d’inchiesta dell’Onu e le affermazioni di Gran Bretagna e Francia, pare che l’America non voglia perdere l’occasione di fare un’altra guerra (dei vantaggi economici che derivano dall’iniziare una guerra contro un Paese molto più piccolo ci siamo occupati in passato in altri articoli – vedi allegati).

    F 15 - Saint Louis, Riyad - Cacciabombardieri USA

      Cui prodest?                                                                                                                 

    La verità è che chi abbia usato tali armi è molto difficile saperlo (anche essendo sul posto non sarebbe facile individuarne i responsabili). Mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu a Ginevra, dichiara: "Non si può, a mio avviso, partire già con un pregiudizio, dicendo che questo o quello sono responsabili. Dobbiamo chiarire il fatto, anche perché da un punto di vista d'interessi immediati, al governo di Damasco non serve questo tipo di stragedia, sapendo che ne è comunque incolpato direttamente. Come nel caso delle investigazioni di un omicidio, bisogna farsi la domanda: a chi veramente interessa questo tipo di crimine disumano?"

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Il Punto sulle Armi Chimiche                                                                                 

    Sì, ma chi produce le armi chimiche? E dove sono stoccate? Chi le vende e chi le compra? Come vengono trasportate? In realtà, in teoria, queste armi non dovrebbero neanche esistere. Gli Stati che hanno aderito alla Convenzione sulle armi chimiche sono 188. E molti altri accordi internazionali sono stati sottoscritti per evitare non solo l’uso, ma anche la produzione e lo stoccaggio. Accordi che sono a dir poco restrittivi al punto da comprendere materiali di uso comune (come la schiuma di poliuretano in passato ampiamente utilizzata per imbottire divani e poltrone e ora, messa al bando essendo trattata con fosfonato dimetile che potrebbe essere trasformato in gas nervino). Al punto che Federchimica, dopo un seminario dell'Opcw, l'Organizzazione bando armi chimiche, un ente dell'Onu, ha inviato un avviso ai propri aderenti informandoli sulle conseguenze della ratifica. Anche il Congresso degli Stati Uniti emanò in seguito a tali norme, alcune leggi che prevedevano la distruzione di tutte le armi stoccate entro il 31 dicembre 2004.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

     Gli USA lavorano alla produzione di Armi Chimiche all'avanguardia     

    Eppure nessuno sa se ciò è davvero avvenuto …..di certo c’è che il governo americano, attraverso Joint Non Lethal Weapons Directorate (JNLWD) e diversi laboratori di ricerca universitari, starebbe sviluppando armi chimiche che violano le disposizioni della Chemical Weapons Convention (CWC). Il rapporto Advantages and Limitations of Calmatives for Use as a Non Lethal  Technique, redatto dai ricercatori che lavorano presso Marine Corps Research University (Applied Research Lab, Pennsylvania State University) nel mese di ottobre 2000, hanno dichiarato senza mezzi termini che la ricerca da loro svolta aveva come scopo la valutazione del potenziale uso di agenti Calmatives come tecnica non letale. Come riportato nello studio “Armi Chimiche e Biologiche: Come gli Stati Uniti violano le Convenzioni” realizzato dal Dr. Edoardo Magnone, “gli Stati Uniti sono oggi all’avanguardia nello sviluppo degli organismi geneticamente modificati allo scopo di distruggere materiali, sostanze e manufatti. Negli ultimi anni un certo numero di progetti di ricerca militare sono stati finanziati nel campo antimaterial technology (generalmente definiti per scopi difensivi) e svolti, in modo integrato, nei laboratori dell’US Army, Navy e Marine Corps”.

    Armi Chimiche - USA - ONU - SIRIA

      USA-Armi Chimiche – In Violazione di ogni protocollo…                           

    La stessa Federation of American Scientists, poco tempo fa, aveva accusato il governo di voler evitare le ispezioni multilaterali per coprire attività belliche in violazione sia della BTWC che della CWC (ossia i trattati per la messa al bando delle armi chimiche). Secondo i risultati delle indagini di questi enti: “il governo degli Stati Uniti continua a sviluppare agenti biologici modificati geneticamente ad usi tattici in tempo di guerra violando il protocollo previsto dalla Biological and Toxin Weapons Convention. Altresì nei laboratori statunitensi (civili e militari) sono finanziati progetti di ricerca il cui fine ultimo è quello di sviluppare armi non convenzionali incapacitanti violando il protocollo previsto dalla Chemical Weapons Convention”.

    ONU - SIRIA - PUTIN - RIAD

     L'ONU mandi i suoi ispettori anche in USA, Israele, Cina, India…          

    E che dire di Israele (che tra l’altro ha aderito al CWC ma non lo ha ratificato) o della Cina? Eppure entrambi sono stati spesso accusati di produrre armi chimiche. O dell’India che nel 1997, si pensava disponesse di oltre 1.000 tonnellate di agenti chimici non dichiarati (poi dichiarati distrutti in base al CWC a marzo 2009 – Cfr.: dati armscontrol.org). Ad oggi – secondo dati aggiornati al 28  febbraio 2013 – solo il 45.6% degli 8,67 milioni di armi chimiche (missili e quant’altro) registrate presso la CWC sarebbero state realmente distrutte. Come mai nessuno ha mai mandato in questi Paesi gli ispettori dell’ONU per controllare che fine hanno fatto le altre?

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa) 

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