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  • Da Lincoln ad Auriti – L’unica via per uscire dalla crisi

    Da Lincoln ad Auriti – L’unica via per uscire dalla crisi

    Giovedì, 4 dicembre / 2014    
     

    – di Nicola Arena e Sergio Basile – Sete di Giustizia –

    Redazione Quieuropa, Sete di Giustizia, Nicola Arena, Sergio Basile, titoli di stato, come uscire dalla crisi, Abramo Lincoln, Crisi Economica internazionale, John Fitzgerald Kennedy, JFK, Aldo Moro, Moneta Debito, Scandalo Alemanno 

    Da Lincoln ad Auriti – L'unica via per uscire dalla crisi 

    Un file rouge storico che rivela l'evidenza dei fatti e l'inconsistenza

    della balla chiamata "crisi economica internazionale"

     

    di Nicola Arena e Sergio Basile – Sete di Giustizia

    SIMEC

     Scandali e scandali, luci e ombre                                                                    

    Roma, Bruxelles – Nelle ultime 48 ore tutti i quotidiani sono stati, e sono febrilmente intenti ad occuparsi dello scandalo romano del momento, legato al cosiddetto "cupolone", che chiamerebbe in causa alche l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma c'è una scandalo di dimensioni planetarie, universali, che i quotidiani fingono di non vedere: quello dell'usura da moneta-debito che sta annientando miliardi di uomini nell'indifferenza generale. Sulla scorta di ciò oggi ritorniamo volentieri su un tema a noi caro e accendiamo i fari su uno strumento di liberazione e giustizia chiamato SIMEC: comprendendo tale realtà ci accorgeremo che i "veri cupoloni" sono ben altri…

     L'esperimento SIMEC                                                                                          

    L’esperienza Simec, (spiegata in maniera esaustiva ne seguente link: Cos'è il SIMEC) ossia l'esperienza esaltante del lancio di una una moneta locale – anche se è troppo riduttivo definirla moneta locale, poiché avrebbe potuto ampliare il suo bacino geografico di utilizzo – voluta e promossa dal grande Professor Giacinto Auriti, come sperimentazione scientifico-universitaria, si pose il fine di confermare a livello empirico l’importanza della teoria del valore indotto della moneta (vedi qui Il Consenso Collettivo che crea valore monetario e schiavitù, può liberarci), il test, riuscitissimo, che segnò una svolta epocale nella comprensione del valore spirituale nella moneta (per approfondimenti vedi qui Il Male, la Moneta, L’asservimento Spirituale e qui Moneta e Dimensione Spirituale del Valore).

     La piramide trema… e ordina il blocco…                                                            

    Per bloccare l’esperimento e non permettere alla gente di comprendere il cosiddetto "segreto dei segreti" (vedi anche qui Giacinto Auriti – Il Segreto dei Segreti) cioè che chi crea il valore della moneta non è di fatto la Banca Centrale ma la stessa comunità (accettante la medesims carta-moneta: esperimento, questo, che avrebbe fatto crollare l'attuale sistema infernale basato sul debito – vedi anche qui Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo) sono intervenuti più di 100 agenti della guardia di finanza, sequestrando "provvidenzialmente" il SIMEC. Senza tale immorale requisizione si sarebbe verificato un fatto straordinario e rivoluzionario senza precedenti nella storia: la moneta inventata dal Professor Auriti avrebbe sostituito di fatto la moneta debito. Cioè la moneta della Provvidenza e del mutuo soccorso avrebbe rimpiazzato la moneta della distruzione e della povertà indotta. Ovviamente, poiché il valore della moneta nasce per accettazione da parte di tutti (vedi anche qui Il Potere ce l’abbiamo noi… Se solo lo capissimo) venendo a mancare la fiducia fra la gente, per fattori esterni e contigenti, a causa del sequestro, si interruppe la circolazione monetaria e quindi il valore indotto della moneta.

     Conferma e Conseguenza. Questione di fiducia                                              

    La conseguenza di questo spiacevole episodio è stata proprio la conferma di come NASCE il valore indotto della moneta e la  dimostrazione di come esso cessi di esistere, proprio come voleva dimostrare Auriti. In parole povere, il valore indotto della moneta nasce con la fiducia e l’accettazione da parte di tutti e finisce proprio a causa della non accettazione per mancanza di fiducia da parte di tutti.

     Uscire dalla crisi                                                                                                           

    Alla luce di quanto detto ci chiediamo: esiste un metodo efficace ad uscire dalla crisi? Beh, la risposta è più facile di quanto ciascuno di noi possa pensare. E' semplicissimo! Non bisogna inventarsi nulla di nuovo, basta seguire le orme di grandi personaggi della storia, che si sono immolati per seguire i veri ideali di giustizia e credibile libertà. Analizziamo di seguito alcuni episodi della storia, avvenuti in epoche diverse e raccontati cronologicamente: Lincoln creò le banconote “green-backs”, e venne ucciso poco dopo, nel 1865. Durante la guerra civile americana, i Rothschild di Londra finanziarono il Nord (nordisti), e i Rothschild di Parigi il Sud (sudisti). Per ridurre il livello del debito che il suo governo avrebbe affrontato, Lincoln creò quel denaro. Le banconote “green-backs” erano come dovevano – e come dovrebbero – essere tutte le monete oggi: prive di debito e di interessi bancari passivi. Ciò si rilevò potenzialmente disastroso per le banche, infatti se la cosa fosse continuata dopo la guerra e si fosse diffusa in altri paesi le banche e i banchieri avrebbero perso il loro straripante ed incontrollato potere. Lincoln fu assassinato da John Wilkes Booth che, secondo alcuni studiosi, era un agente della Casa Rothschild. Dopo la morte di Lincoln cessò ovviamente anche la stampa dei green-backs. Ricordiamo anche quei dollari emessi da John F. Kennedy: gli United States Note emessi dal Tesoro USA, senza debito. Ma su questo punto torneremo più avanti.

     La parentesi (strategica) hitleriana…                                                                    

    Un altro esempio sono i certificati del tesoro emessi da Hitler, a credito dei cittadini. Hitler e i Nazional-Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero – almeno formalmente s'intende – al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta. In questo presero esempio da Abraham Lincoln. Hitler – legato comunque all'orbita Rothschild, cioè ai padroni indiscussi della moneta a livello globale – iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici: sia pur con fini per nulla nobili: potenziare la "Grande Germania" per farla diventare una perfetta macchina di guerra e morte. I progetti destinati a essere finanziati comprendevano, tuttavia, le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato a un miliardo di unità della valuta nazionale. Va detto che in realtà Hitler non aveva a cuore la sorte della "razza ariana", malgrado il tenore della solita propaganda di facciata: la sua folle avventura bellica causò al contrario la morte di milioni di giovanissimi tedeschi mandati a morte sicura. il vero obiettivo della Seconda Guerra Mondiale fu la destabilizzazione del continente e la preparazione di un terreno fertile e pronto alla concimazione del seme della nuova dittatura mondiale. Quello del "Nuovo Ordine".

    SIMEC

     I Certificati Lavorativi del Lavoro                                                                   

    Un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro vennero comunque emessi, con risultati positivi, almeno in campo economico-sociale. Questa moneta stampata dal governo non aveva come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. Essenzialmente si trattava di una ricevuta rilasciata in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo. Hitler diceva: “Per ogni marco che viene stampato, noi abbiamo richiesto l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di beni prodotti“. I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone (vedi anche qui HITLER IMITO’ IL SISTEMA MONETARIO DI LINCOLN «).

     L'Anti FED                                                                                                             

    Ma torniano al "Caso Kennedy". Il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank  il suo potere di affittare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò il famoso "ordine esecutivo numero 11110" che delegittimava – sia pur non direttamente – la privata FED, ridonando al governo USA il potere di emettere moneta senza passare dal cesaristico consenso dei banchieri di casa Rothschild. L'ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere "di emettere certificati sull'argento contro qualsiasi riserva d'argento, argento o dollari d'argento normali che erano nel Tesoro". In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull'argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della FED. In pratica Kennedy propose la stessa soluzione di Abramo Lincoln e per questo motivo ne seguì le stesse sorti, infatti fu ucciso a Dallas, in Texas, nel 1963 dalla "Mano Nascosta".

     L'errore di Kennedy secondo Auriti: la riserva… che non serve                

    Secondo il professor Auriti, l’errore maggiore di Kennedy fu quello di aver emesso moneta di Stato e non del popolo, inoltre, con la scoperta del valore indotto della moneta, e come la situazione reale ci fa comprendere, è stato dimostrato che la RISERVA (aurea o argenteo che sia) E’ INUTILE, o per fare un simpatico gioco di parole: LA RISERVA NON SERVE. Il verbo “NON SERVIRE” ha, in tal contesto, un doppio significato (uno è quello di essere “inutile allo scopo”, l’altro è inteso come “non a servizio della collettività”, ma contro di essa). Di prove ce ne sono tante altre.

     Da Kennedy a Moro                                                                                             

    In Italia, ad esempio, un caso emblematico nel recente passato fu quello di Aldo Moro, il cui governo promosse a fece emettere dal Tesoro le famose 500 lire, biglietto di Stato a corso legale,  (emissioni “Aretusa” e “Mercurio”).  La prima emissione fu regolamentata con i DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie “Aretusa”, (Legge 31-05-1966). La seconda emissione fu disciplinata con il DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee della serie “Mercurio”, DM 2 aprile 1979. E’ superfluo ribadire che anche Aldo Moro fece la stessa fine dei suoi “predecessori”. Per renderli perfettamente in linea con la PROPRIETA’ POPOLARE DELLA MONETA, quei Biglietti di Stato avrebbero dovuto riportare la dicitura: DI PROPRIETA’ DEL PORTATORE.

     L'unica via                                                                                                               

    E’ dunque chiaro ormai che per uscire dalle crisi create dai grandi usurai per espropriare con un comodo pretesto l'intera ricchezza mondiale, è necessario privare i banchieri privati della possibilità di emettere moneta. L’articolo 1 della nostra Costituzione sostiene a chiare lettere che LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO: ovviamente senza la “sovranità monetaria” il popolo non può ritenersi affatto SOVRANO, anzi non sarebbe affatto scandaloso chiamarlo “SCHIAVO DEI BANCHIERI”. Una famosa frase del Professor Auriti è questa: “tutti possono prestare denaro, tranne chi emette, aggiungiamo noi, almeno che non sia lo Stato a favore di chi chiede un prestito, attraverso banche interamente pubbliche. Sarebbe sufficiente che lo Stato Italiano emettesse i SIMEC – o chiamandoli in qualsiasi altro modo – senza alterarne la sostanza, ossia riconoscendo la bontà dello strimento convenzionale emesso a credito e di “proprietà del portatore”. Infatti tutta la moneta debito oggi emessa dalle banche centrali, come noto, viene addebitata nei bilanci statali, ingenerando un mare di interessi passivi e di tasse a carico dei cittadini.

     La vera sovranità che spazza via le crisi                                                          

    I cittadini, essendo i veri e unici creatori del valore monetario in circolazione (ossia del denaro) devono necessariamente esserne anche i proprietari, senza alcuna delega ai rappresentati politici. Non si possono incaricare i propri governanti nella fase del godimento di un bene e quindi della proprietà del proprio denaro. Attraverso, quindi una convenzione monetaria, (ricordiamo che la convenzione è una fattispecie giuridica, oggetto di diritto nella fase di godimento del bene creato, ma anche obbligo dei cittadini a rispettarla), si crea questo valore monetario circolante. Per questo motivo, il reddito di cittadinanza (accreditamento di una quota minima necessaria e sufficiente a tutti per sopravvivere e non suicidarsi per fame o debiti) deve essere compreso, dalla gente, come un atto dovuto da parte dello Stato verso i suoi cittadini e non come un’elemosina. E’ giunto il momento di togliere ai banchieri privati la possibilità di emettere moneta e di gestirla. Solo lo Stato può e deve garantire la quantità di moneta in circolazione, in misura adeguata al soddisfacimento di tutte le esigenze di una comunità. Lo stato deve emettere a credito (non a debito) e certificarne la PROPRIETA’ della  moneta ai cittadini. Attraverso la certezza di questo riconoscimento imprescindibile, per la salvaguardia dei diritti di ogni essere umano, ci potrà essere vera libertà di agire e sviluppare idee e stili di vita tendenti all’effettivo benessere della civiltà umana.

     Un faro nella notte tempestosa                                                                      

    La dottrina sociale della Chiesa per tutto il Medioevo, e fino alla prima metà del Novecento, predicò con priorità estrema questi concetti anti-usura (sia pur rivoluzionati e completati dagli Anni Settanta in poi dal genio di Auriti). Invitiamo pertanto a riscoprire la bontà degli scritti e delle azioni di uomini come San Giovanni da Capestrano, San Berdardino da Siena, San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Sant'Antonio da Padova e San Francesco d'Assisi (vedi qui Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi). Invitiamo a rileggere una enciclica come la Rerum Novarum: capiremo allora il significato vero dell'espressione "difendere la dignità umana" e la sua incompatibilità con il concetto ipocrita e falso di "crisi economica", nella consapevlezza che solo applicando la proprietà popolare della moneta sarà possibile cancellare dal dizionario la parola crisi (economica). Il prezzo di questa nuova libertà equivale a quello di milioni, e milioni di vite strappate al pozzo nero dello Sheol.

    Nicola Arena, Sergio Basile – Sete di Giustizia (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – Redazione Quieuropa – infounicz.europa@gmail.com

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      Allegato                                                                                                                   

    Lettera a Papa Francesco – Uniti contro la Grande Usura Internazionale – di Sergio Basile e Rocco Carbone

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    Mercoledì,  Gennaio 15th/ 2014 – di Sergio Basile e Rocco Carbone – Lettera a Papa Francesco, Sergio Basile, Rocco Carbone, Padre Quirino Salomone, Giacinto Auriti, Moneta-Debito, Proprietà Popolare della moneta, Reddito di Cittadinanza, Papa Benedetto XVI, Grande usura Internazionale, Debito usurocratico, Egoismo sistemico, Distruzione dell'Italia, Commonwealth, Enrico VIII, Nascita della banca d'Inghilterra, Papa Francesco Risponde, Roma, Città del […]

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    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

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    Il Lato Oscuro della Musica – Applause, l’Inganno di Lady Gaga

     Mercoledì, Ottobre 9th/ 2013

    – Rubrica di Emanuele Fardella, "Oltre La Musica" –

    Emanuele Fardella, Il Lato Occulto della Musica, Oltre la Musica, Industria dell'Intrattenimento, Lady Gaga, Mother Monster, stregoneria, patto col diavolo, Bob Dylan, Marylin Monroe, John Fitzgerald Kennedy, Monarch, MK Ultra, Cia, Illuminati, Cigno nero di Aronofsky, Simbolismo occulto, Messaggi subliminali, Piano Dullas, Sergio Basile, Qui Europa 

     

    Il Lato Oscuro della Musica – Applause,

    l'Inganno di Lady Gaga

    L'influenza degli Illuminati: il cigno nero e la Via

    dell'immoralità.

    Applause – Analisi in dettaglio del video 

    Oltre la Musica – Il Patto e il Piano di sovversione

    sociale concepito nel Dopoguerra su iniziativa

    della Cia per destabilizzare e dominare le

    nazioni. Il Video shock in allegato

     

    di Emanuele Fardella e Sergio Basile

    lady gaga, applause

     Lady Gaga – Burattino degli Illuminati                                                                                                                               

    Usa – Lady Gaga è entrata nella nuova era (o new age) Artpop ed è tornata sulle scene con un video stravagante e un pò timburtoniano mostrando, senza alcun pudore, il suo miscuglio estremo di arte e simbolismi occulti. Al video sono state date diverse interpretazioni, discordanti tra di loro. Alcune lasciano davvero perplessi, come l'omaggio a Miley Cyrus, l'allusione al Joker di Batman, il riferimento ad un servizio fotografico di Janet Jackson. Il video, in realtà, ha un significato diverso da ciò a cui siamo portati a credere. Partiamo subito dal testo della canzone:

    Io vivo per gli applausi, applausi, applausi

    Vivo per il modo in cui vi rallegrate ed urlate per me

    Gli applausi, applausi, applausi

    Applause, ci fa capire perfettamente quale sia la necessità (diletto e maledizione) per una celebrità. Se vogliamo una sorta di "droga" da assumere praticamente a vita: continuare ad avere successo ed essere adulata dai fans; vivere costantemente di questo… delle luci della ribalta, senza poter tornare indietro. Un pò come gran parte degli artisti che, non brillando di una propria luce interiore, finiscono per dipendere dalle luci del palcoscenico. Andando ad analizzare in dettaglio il video in questione, notiamo subito un ambiente surreale. Tutte le scene si svolgono su di un grande palcoscenico.

     Applause – Analisi in Dettaglio – Il Patto                                                              

    Nelle immagini iniziali, una Lady Gaga appena maggiorenne, con capelli scuri e appassionata di danza, ricorda i suoi esordi quando dalla sua camera nel Lower East Side cercava di evocare un possibile futuro, sognando il tanto atteso successo che tardava ad arrivare. Fin qui nulla di strano, ma le sequenze successive ci svelerebbero come, poi, sia riuscita a raggiungere la notorietà. In alcuni frame, infatti, la stessa Lady Gaga che prima era distesa sul materasso a sognare il suo futuro, si ritrova in un calderone (uno degli strumenti più importanti per le diaboliche pratiche della Stregoneria) ad afferrare un coltello e sparire in una bolla di fumo rosso, come fosse un incantesimo. Il motivo di questa scena? Pensare che possa rappresentare il suo patto con il Male per raggiungere il successo non sembra essere un ipotesi così azzardata. Sarebbe un modo “velatamente artistico” per dichiarare il suo patto, la vendita della sua anima. Ma d'altronde non c'è da stupirsi più di tanto, dinnanzi ad un sistema deviante nel quale altri artisti sarebbero già caduti, passando da questa "porta", ed ammettendolo pubblicamente senza "tanti scrupoli". Fra tanti esempi, basti ricordare la famosa intervista di Bob Dyland che con nonchalance dichiarò – senza utilizzare mezzi termini – di aver fatto un patto con… il “capo” di questa Terra e del mondo invisibile. (vedi qui – Confessioni Eccellenti sull’Industria Nera della Musica)

    lady gaga, applause

     Marilyn – Prototipo Mk-Ultra                                                                                  

    Tra le varie citazioni presenti nel video, spicca poi quella relativa ad una squilibrata Marilyn Monroe rinchiusa in una gabbia. Per la presentazione del video Lady Gaga dichiarò di voler omaggiare questa artista statunitense. Perchè mai Lady Gaga dovrebbe aver omaggiato un'artista del calibro di Marilyn Monroe mentre giace costretta e chiusa in una cella? Semplice. Marilyn Monroe verrebbe considerata il prototipo di schiava del controllo mentale di Hollywood per l'inquietante storia della sua vita. Il suo personaggio ha rivoluzionato l’industria cinematografica e, ad oggi, è molto influente nella cultura popolare. Mentre Marilyn è la sex symbol per eccellenza, incarnando il lato glamour di Hollywood, l’angosciante storia della sua vita privata rappresenta, allo stesso modo, il lato oscuro di Hollywood (vedi link sotto).

    Mk Ultra – L’Efficacia del Controllo Mentale

    Hollywood. Dominio MK Ultra

     La vita di Marilyn e il Progetto Monarch                                                            

    Proseguendo con il video, la nostra vista viene catturata da alcune scene in cui Lady Gaga incarna le sembianze di una creatura alata mentre una moltitudine di persone sottostanti, disposte – guardacaso – a forma piramidale, danza al ritmo della sua musica. Secondo voi cosa potrebbe rappresentare una creatura nera, con corna ed ali? Che si alluda a Lucifero (L'angelo decaduto, Satana) sembra quasi evidente. Se il video voleva essere un omaggio alle sue ispirazioni ed al mito di Marilyn – mentre molti biografi cercano d'altronde di spiegare in maniera fuorviante i disagi della Monroe, attribuendoli a “problemi psicologici”, unendo fatti riguardanti la sua vita con dettagli che fanno riferimento agli oscuri segreti di Hollywood – emerge un qualcosa di molto più schoccante: Marilyn Monroe sarebbe stata una delle prime celebrità sottoposte al controllo mentale Monarch, un ramo della programmazione MK Ultra della CIA. Attraverso il trauma e la programmazione psicologica, la Monroe divenne una marionetta di alto livello e pare – anche se in merito le verità si confondono col mito e si perde nel mare delle supposizioni – l’amante di John Fitzgerald Kennedy (fonte: Daily Mail, “The magic red sweater that turned ‘Norma Jeane, string bean’ into Marilyn Monroe). Il riferimento a Marilyn Monroe nel video Applause di Lady Gaga, dunque, alla luce dei fatti, non sembrerebbe un omaggio alla famosa artista bensì un oscuro riferimento al Progetto sul Controllo Mentale. Dalle immagini del video (in allegato) possiamo per contro dedurre quali siano i suoi reali modelli di riferimento.

     Il Cigno Nero e la Via dell'immoralità                                                                  

    Al minuto 1:36 Lady Gaga si trasforma in un cigno nero. Scena alquanto inquietante ma significativa. Il riferimento al film di Darren Aronofsky, Il Cigno Nero è chiaro. Perché mai – tra i tanti film in commercio – Lady Gaga nel suo video musicale dovrebbe alludere al Cigno Nero? Il Cigno Nero è un pò la rappresentazione cinematografica del mondo dello spettacolo ai giorni nostri: il controllo mentale, la manipolazione e l'immoralità si scontrano con il successo e il riconoscimento (un riferimento inquietante può essere ravvisato anche con l'occulto e diabolico "Piano Dullas", piano egemonico promosso dalla CIA nel Dopoguerra, dopo lo sbarco del 1943, e proteso a sovvertire la società italiana ed europea mediante la promozione su larga scala – tra l'altro – di immoralità e principi decadenti a partire proprio da media e tv, del quale abbiamo parlato nell'articolo dello scorso 20 luglio 2013 di Qui Europa – Vedi articolo in basso e video qui – http://www.youtube.com/watch?v=9o2uqT23dpw . Attraverso l'uso dei significati e di simboli, il film di Aronofsky allude chiaramente al lato oscuro della fama, al controllo mentale basato sul trauma e alla creazione forzata di uno o più alter ego. Gli Illuminati conoscono perfettamente le tecniche per far uscire il Cigno Nero dagli artisti e sanno benissimo che li distruggerà nel lungo periodo, tanto sanno già che il pubblico darà sempre il benvenuto ad una nuova stella dell'elitè. Insomma, un gioco al massacro sulla pelle delle stesse, cosiddette, "stars"… 

    Speciale QE – il Piano Dullas e l'Italia

     Tra le grinfie degli illuminati                                                                                   

    Tra varie citazioni e omaggi, nel video analizzato, non poteva di certo mancare il classico simbolo dell'occhio di Horus, ormai riconoscibilissimo anche ad un occhio poco esperto. La particolarità di questa scena (vedi video in allegato all'articolo) sta nel fatto che l'artista indossi un intimo composto da lunghi guanti neri, ossia, mani che cingono il seno dell'artista, le parti intime e una di queste le stringe anche il collo. Un'immagine che mostra, ancora una volta, come questa artista sia in “mano” ai poteri forti degli Illuminati. Tra il simbolismo di calderoni, cilindri magici, gabbie, lunghi guanti di pelle nera e atmosfere da circo, davvero surreali e alquanto gotiche, spunta all'improvviso quella che sembra essere la Venere di Botticelli. Una Venere, però, non libera ma rinchiusa quasi a forza da due mani disegnate. A cosa e a chi, potrebbe alludere? La nascita di Venere in questo caso potrebbe rappresentare la rinascita dell'artista dopo l'operazione all'anca o comunque la nascita dell'era Artpop, ma le mani che appaiono intorno alla figura di Lady Gaga – che la presentano come se fosse prigioniera – sono del tutto fuori luogo con il simbolo di bellezza e purezza che dovrebbe rappresentare ed evocare invece la Venere. L'inserimento delle mani disegnate potrebbe essere, quindi, un ulteriore riferimento alla sua condizione di appartenenza alla setta degli Illuminati.

    lady gaga, applause

     L'Iconografia è potere – La Musica è potere                                                       

    Lady Gaga, oggi, spinta dai media e dall'industria dell'élite ha monopolizzato il mondo del pop e continua a farlo. Ma quel che è più grave è che molti "ignoranti" (nei confronti di questo fenomeno: cioè coloro che – senza offesa – lo ignorano) o che superficialmente lo sottovalutano e minimizzano, non comprendono che l'iconografia e la musica sono "potere", e che il potere se non filtrato sapientemente può inevitabilmente condizionare. Anzi, sta di fatto condizionando il modo di pensare di molti ragazzi che, ignari, attraverso la sua musica e i suoi video, portano avanti questa – apparentemente innocua – controcultura luciferina che per contrasto non può che allontanare da Dio o comunque da molti valori che  positivi ed universali che Egli incarna e rappresenta e può rappresentare a prescindere se si creda o no. Ma come fa l'élite nera a portare avanti questo trend? Semplice! Servendosi dei significati nascosti, del simbolismo occulto e dei messaggi subliminali. Humus essenziale di questa deriva religioso-culturale. 

     Due spinte fondamentali                                                                                        

    Ma essa si serve anche dell'ignoranza e della mancanza di valori sani (specie religiosi) un tempo sicuramente più presenti nell'animo e nel cuore dei giovani, oggi fortemente plagiati dalla tv e dai suoi sottili retaggi. Certo artisti di tal scuola, per quanto "geniali" (si fa per dire) ed abili, non sarebbero sicuramente in grado di fare tutto ciò da soli. Fondamentale sono dunque 1) la spinta dei media controllati: che li fanno apparire come eroi positivi; 2) il nostro stesso contributo: specie quando anziché prendere le distanze da tali modelli ambigui, ne appreziamo le gesta e le "note".  Alla luce di ciò, dunque, Lady Gaga come altre stars potrebbero essere – il condizionale è d'obbligo anche se noi personalmente ne siamo più che convinti – il frutto di ciò che gli “addetti ai lavori” hanno creato per i loro scopi: burattini le cui redini sarebbero nelle mani di coloro che la controllano. Gli Illuminati. Gaga fa solo ciò che gli Illuminati vogliono che faccia. Seduce i suoi fans per glorificare il peccato con il suo talento. Questa è quel che si dice la “Mother Monster”. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti! D'altra parte è anche vero che venendo a mancare uno dei due piedi di appoggio, l'intera scala finirebbe inesorabilmente per crollare. Dipende da noi! Come dipende da noi controinformare e mettere in guardia da questi inganni.

    Emanuele Fardella, Sergio Basile  (Copyright © 2013 Qui Europa) 
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  • Speciale QE – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro gli F35 – Da Dulles ai giorni nostri

    Speciale QE – Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro gli F35 – Da Dulles ai giorni nostri

    Sabato, Luglio 20th/ 2013

    – di Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois e C. Alessandro Mauceri –

    F35, Stati Uniti d’America, Ministro della Difesa, Costituzione, NATO, Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile, C. Alessandro Mauceri, Andrea Sarubbi, Giampaolo Di Paola, Colonialismo Usa, Mario Mauro, John Fitzgerald Kennedy, Commissione Warren, OSS, CIA, USA, Allen Welsh Dulles, Piano Dulles, Unione europea, John Foster Dulles, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Sottomarini venduti alla Grecia, Atene, Washington, Presidente Johnson, Presidente Eisenhower, Lee Harvey Oswald, Omicidio del secolo, George W. Bush Junior, Operazione Husky, Lucky Luciano, Licio Gelli, F35, Presidente del consiglio, Letta, Mario Mauro, Senato, Partito democratico, Popolo delle libertà, Scelta Civica, Zanda, Schifani, Parlamento, Consiglio Supremo di Difesa, ministro degli Esteri, Emma Bonino, ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, ministro della Difesa, Mario Mauro, ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, capo di stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, legge 244 del 31 dicembre 2012, Elio Vito, Commissione Difesa della Camera, Homo Politicus, MUOS 

    Oltre gli F35 – Lo Speciale di Qui Europa

    Vecchie e Nuove Ombre Coloniali dietro 

    l'Inganno F35 – Da Dulles ai giorni nostri

    F-35: Rinviato l'acquisto di 6 mesi… Presunto conflitto

    Governo-Parlamento. Ma è davvero così?  Svolta seria

    o siparietto che nasconde una realtà già scritta?

    – F-35 – L'ultima espressione del colonialismo Usa  

    – F-35 – Ecco cosa c'è all'origine del colonialismo Usa

      Conosci Allen Dulles?

    – Dalla "Mozione Colomba" alle legittime perplessità di Sarubbi sul

      Decreto Di Paola

    – La Questione Canadair e la curiosa sospensione degli acquisti

    – L'imperialismo Usa in Italia dallo sbarco in Sicilia ai giorni nostri

     

     

    Speciale, Oltre gli F35 – Prima Parte

    Il Rinvio

    di Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois e C.Alessandro Mauceri

    f-35 - VERGOGNA ITALIANA MADE IN USA

     Dilemma F35  – Il Rinvio                                                                                          

    Roma –  Qualche giorno fa, ma i giornali hanno dato poca importanza alla notizia, il Senato ha approvato, con 202 voti favorevoli, 55 contrari e 15 astenuti, una mozione presentata dalla maggioranza, primi firmatari Zanda (Pd) e Schifani (Pdl). Con la mozione in questione, Partito Democratico, Popolo delle libertà e Scelta Civica hanno chiesto curiosamente di "non procedere  a nessuna fase di ulteriore acquisizione (di F35 n.d.r.) senza che il Parlamento si sia espresso nel merito". Ora, il fatto che sia alla Camera (una mozione analoga era stata presentata dagli stessi gruppi e anche lì l’esito era stato favorevole) che al Senato si sia deciso di rinviare l’acquisto dei tanto discussi F35 è importante per diversi motivi. Innanzitutto perché, per la prima volta in vent’anni, il Parlamento ha mostrato di avere dei dubbi circa l’acquisto di questi armamenti oggetto di dispute e discussioni interminabili: sia – almeno in teoria, poi, nei fatti vedremo – a causa del loro costo esorbitante; sia da un punto di vista tecnico. Inoltre, la decisione del Parlamento pare aver scatenato un forte (?) contrasto interno tra istituzioni. Infatti, subito dopo l’approvazione della mozione alla Camera e alla vigilia della votazione della stessa mozione al Senato, il ministro Mario Mauro aveva affermato che "Abbiamo il dovere di proseguire con coerenza" rispetto alle decisioni già prese. Come dire che se i governi precedenti hanno fatto degli errori, invece di cambiare rotta e tornare sulla retta via, dobbiamo continuare a farli anche noi. E, forse, nel tentativo di privare di importanza la votazione della mozione al Senato, il Consiglio Supremo di Difesa aveva tenuto a far sapere il fatto che il "Parlamento non ha diritto di veto". Secondo il Consiglio, l’ammodernamento delle Forze armate sarebbe esclusiva "prerogativa dell'esecutivo". Beh, si commenta da sé…

     Elio Vito – Un nome, una garanzia                                                                      

    A sedare gli animi, poi, ci ha pensato Elio Vito, presidente della Commissione Difesa della Camera, ovvero uno degli organi chiamati in causa dalla legge 244 del 2012. Vito ha affermato: "Il rispetto dei ruoli tra organi dello Stato consente al Parlamento il pieno esercizio delle sue prerogative, come disciplinate anche dalla Legge n. 244/2012, senza tuttavia alcuna attribuzione di diritti di veto su decisioni operative e tecniche che rientrano tra le responsabilità costituzionali del Governo". Come dire che il Parlamento è sovrano e libero di decidere basta che decida quello che dice il Governo. Sì perché, in realtà, tutta la vertenza (e di conseguenza le mozioni presentate alla Camera e al Senato) derivano dall’accesa e curiosa "disputa" (di cui però si è parlato poco, anzi quasi per niente) circa le competenze dei vari organi dello Stato.

      Il nodo della L. 244/2012 – L'Ultimo "regalo" di Monti                              

    Infatti la questione che sta accendendo gli animi, nasce da quanto previsto dalla legge 244 del 31 dicembre 2012, uno degli ultimi regali fatti al nostro Paese dal governo Monti. Questa legge prevede la progressiva riduzione delle spese da destinare alle forze armate. All’art. 1 si legge: “il Governo è delegato ad adottare, entro  dodici  mesi  dalla  data  di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  due  o   più   decreti legislativi per disciplinare la revisione, in senso riduttivo: a) dell'assetto strutturale e organizzativo del  Ministero  della difesa, in  particolare  con  riferimento  allo  strumento  militare, […] b) delle dotazioni organiche complessive del  personale  militare dell'Esercito italiano,  della  Marina  militare  e  dell'Aeronautica militare   nell'ottica   della    valorizzazione    delle    relative professionalità”. Quindi secondo questa legge bisogna ridurre le spese per gli armamenti e riorganizzare le forze armate (da cui la riduzione del personale riportata nell’articolo precedente). E parrebbe che a farlo dovrebbe essere il Governo. Stando invece a quanto riportato all’art. 4 della legge 244/12, l’ultima parola sull’acquisto delle armi, spetterebbe al Parlamento. Infatti per ciò che riguarda la “pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento  dei  sistemi  d'arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla  difesa nazionale, annualmente, entro la data  del  30  aprile,  il  Ministro della Difesa provvede a  trasmettere  al  Parlamento” i dettagli delle spese che, dopo l’esame delle Camere, devono essere approvate.  

    SPECIALE F35 - IL RINVIO

     L'Intervento "provvidenziale" del Consiglio Supremo di Difesa…            

    E qui sta il problema. Perché, visto che bisogna effettuare dei tagli alle spese e che le decisioni avranno anche una notevole rilevanza economica, in molti vorrebbero assumere il ruolo di primi attori e di decisori. È per questo motivo, probabilmente, che il Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato, ha approvato la mozione che rinviava l’acquisto degli F35. Ed  è per questo motivo che il Consiglio Supremo di Difesa, nel tentativo estremo di riaffermare la propria supremazia in materia, ha affermato che: "La facoltà del Parlamento di eventuale sindacato delle Commissioni Difesa sui programmi di ammodernamento delle Forze Armate, non può tradursi in un diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici che, per loro natura, rientrano tra le responsabilità costituzionali dell’Esecutivo". Il Consiglio Supremo di Difesa è composto dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta, dal ministro degli Esteri, Emma Bonino, dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dal ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, dal ministro della Difesa Mario Mauro, dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e dal capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. Quindi in massima parte dallo stesso Governo non eletto (tecnico). La disputa cui si sta assistendo negli ultimi giorni è, in realtà, un vero e proprio scontro diretto tra Governo e Parlamento. E la vicenda degli F35, probabilmente, è solo un pretesto (alla fine la mozione ha solo rinviato di sei mesi la decisione di acquistare gli aerei americani).

     Una questione di coerenza?                                                                                   

    Quindi il Governo non può decidere senza il voto delle Camere. Che non possono non tenere conto delle indicazioni delle Commissioni. Parlamento e Commissioni che, oggi, sembrano non essere più del tutto convinti della scelta fatta dai precedenti governi. O almeno così vorrebbero farci credere. Che dite? Infatti, molti dei parlamentari che hanno votato la mozione per il rinvio dell’acquisto dei famigerati F35 risiedono in Parlamento da molte legislature e, quindi, non una, ma molte volte hanno già votato per l’acquisto di questi aerei. Alla fine, come al solito, in Italia tra parlamentari che cambiano idea, governanti che vorrebbero imporre le proprie scelte e soggetti che credono di essere al di sopra di tutto, pare si sia dimenticata qual’è la sostanza. Sì perché lo scopo finale della famigerata legge 244/12, in realtà, era quello di ridurre gli sprechi. Eppure, almeno stando ai costi della cosa pubblica, di sprechi i vari esemplari di Homo Politicus dovrebbero essere esperti. Ma a ben vedere, accanto agli aspetti puramente tecnici, la questione si infittisce di mistero e antiche ombre emergono. Cosa accadrà tra sei mesi? 

     

    Oltre gli F35 – Seconda Parte

    Troppa Fretta

    Speciale F35 - Troppa Fretta - Sarubbi - Di Paola - Monti

     Dilemma F35  e colonialismo Usa – Oltre la realtà ufficiale                         

    Beh in molti sarebbero disposti a scommetterci l'osso del collo che alla fine questo acquisto si farà. Ma le polemiche in Italia, nelle piazze e sul web non cessano. Innanzitutto esse vertono sulla bontà dell'acquisto (come sottolineato in diversi articoli: vedi allegati). In tal senso abbiamo evidenziato l'esistenza di difetti di fabbricazione dei mezzi, considerati da molti paesi (che ne hanno sospeso le commesse) risultati di un progetto malriuscito; il costo degli aerei e degli altri armamenti pesanti, esorbitante, incoerente, misteriosamente lievitato (vedi allegato – Inganno F-35 di C.Alessandro Mauceri) e assolutamente immorale. Inoltre gli smodati ed esorbitanti costi – come visto – verranno gettati sulle spalle dei contribuenti italiani. In aggiunta abbiamo poi posto l'accento sulla palese contraddizione rispetto all'Art. 11 della Costituzione, secondo il quale "L'Italia ripudia la Guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali". E per finire lo scandalo del controllo a distanza da parte dei costruttori (Usa), che in caso di problemi potrebbere agire in maniera risoluta e diretta – evidentemente – sull'intero sistema di volo dell'aereo da guerra (capace – come visto – di ospitare testate nucleari).

     La Nostra Battaglia                                                                                                     

    L'Osservatorio Qui Europa iniziò la sua battaglia contro gli F-35 già con il precedente Ministro della Difesa Di Paola: i nostri lettori ricorderanno la campagna di sensibilizzazione portata avanti a partire dallo scorso 5 Dicembre, e successivamente nei giorni che precedettero la votazione del decreto "Di Paola" in Parlamento. Inviammo centinaia di mail a tutti i deputati e senatori, chiedendo di non approvare il decreto della vergogna (vedi allegati). Ma alla fine i sudditi Usa travestiti da politici approvarono quasi all'unanimità. L'unico a rispondere al nostro appello fu l'On. Andrea Sarubbi (PD) nonché ex conduttore (su Rai Uno) della seguitissima trasmissione domenicale "A Sua Immagine". E lo fece con un editoriale dal titolo molto eloquente: "Quanta Fretta".

    f35 - La polemica

      Quanta Fretta!                                                                                                             

    L'On. Sarubbi, nell'occasione – con molta onestà intellettuale, bisogna dargliene atto – si meravigliava del fatto che il contestatissimo "Decreto dell'ammiragio non eletto, Giampaolo Di Paola" sugli F-35, fosse stato presentato in Parlamento, per l'approvazione, con una inusuale e sconcertante rapidità. Lo stesso lamentava in diversi passaggi: "Con una rapidità estrema, rispetto ai tempi biblici del Parlamento, è arrivata in Aula la delega al governo per la revisione dello strumento militare. È una legge con parecchi chiaroscuri (…) per lo spazio enorme di manovra che lascia al ministro della Difesa (aggiungiamo, rigorosamente non eletto) e per la tempistica a mio parere – aggiunse – inopportuna, trovandoci ormai a fine legislatura e dunque ad un passo dal cambio di governo. Dalla Tavola della Pace e dalla Rete Disarmo  – continuava Salubri nel suo comunicato stampa giuntoci in redazione – sono arrivate parecchie critiche (…) nel mio intervento di stamattina, alla Camera, ho esposto anche i miei dubbi, convinto che non siano poi così isolati nel resto d’Italia".

      Dov'è volata la "Mozione Colomba"…                                                              

    Andrea Sarubbi fece poi cenno ad un atto politico di rilevantissimo interesse pubblico (Mozione Colomba) passata quasi del tutto inosservata agli occhi dei distratti media. Anzi – consentiteci – totalmente censurata. "due anni e mezzo fa – continuava il politico nel suo comunicato – Savino Pezzotta ed io presentammo una mozione, che chiamammo "Mozione Colomba" e che arrivò in quest’Aula il 28 marzo scorso. La mozione approvata (poi divenuta risoluzione, per qualche inghippo procedurale, ma il senso è quello) era un pò più morbida di quella inizialmente presentata, ma ci sembrò comunque un bel passo in avanti: impegnava il governo a subordinare qualunque decisione relativa all’assunzione di impegni per nuove acquisizioni nel settore dei sistemi d’arma al processo di ridefinizione degli assetti organici, operativi e organizzativi dello strumento militare italiano. Per dirla con le parole della Tavola della pace, della Rete disarmo e di tutte le associazioni che invitavano in quei giorni il Parlamento a resistere alla tentazione di giocare a Risiko con i cacciabombardieri (vedi articoli in allegato) “prima discutiamo compiti e obiettivi delle nostre Forze armate e poi decidiamo gli acquisti di cui abbiamo bisogno”. Ma evidentemente i colleghi del PD e della stessa "cosiddetta" opposizione (quello che poi sarebbe diventato con la benedizione di Napolitano, il partito unico europeista e filo Usa-Nato PD+L) preferì non considerare o strategicamente obliare tale atto politico di indubbio spessore.

    Speciale F35 - Troppa Fretta - Sarubbi - Di Paola - Monti

     Come un Assegno in Bianco – Il Sarubbi pensiero alla vigilia del voto    

    "Mi riesce molto difficile – concludeva Sarubbi nel suo comunicato – spiegare ai miei quattro elettori e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca a marciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi s'impantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c’era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco (…). Il comunicato – nell'occasione pubblicato in forma integrale da "Qui Europa" – concludeva con una amara e disillusa conclusione: "Ha senso tutto questo, in un momento così difficile per l’Italia? Secondo me no, signor Presidente e signor Ministro, e per questo motivo (…) sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento".

      I Camerieri di Washington e la Bigiotteria "Made in Usa"                         

    Ma quel che accadde in Parlamento fu chiaro a tutti, e così il governo italiano si ritrovò per le mani centinaia di  costosissimi giocattoli F-35 pronti a sfrecciare per i cieli europei: strumenti di morte e guerra che ad oggi ancora nessuno vuole, tranne forse gli "indecisi" politici italiani, sempre più camerieri di Washington, malgrado lo strategico rinvio. Ancora una volta, nei fatti, col la mancanza di un "NO" forte e chiaro, viene sottolineato lo strapotere americano e la sudditanza del nostro Paese, visto da oltreoceano come una roccaforte sul Mediterraneo, una succursale americana in Europa, una finestra sull’Africa del Nord e sul mondo arabo, forte di due immense portaerei coloniali (Sicilia e Sardegna).  E’ chiaramente l’ennesimo tentativo delle lobby industriali di affibbiarci il prodotto scadente, disprezzato nel resto del mondo. Solo che questa volta non si tratta di computer portatili o di lavatrici. Qui si parla di presunti (quanto illusori) "gioiellini da bigiotteria" dell’aviazione da milioni di dollari che tutti i contribuenti dovrebbero impegnarsi a pagare fino al 2020, rinunciando magari a beni alimentari di prima necessità per i propri figli. Una situazione che ci ricorda molto il trattamento riservato ai cittadini greci da Angela Merkel a Nicolas Sarkozy, quando costrinsero Atene ad anquistare inutili armamenti da guerra, portaeree e sottomarini, per miliardi di dollari. Stesso copione, dunque!

    f35 - La polemica

      In un Mondo Normale                                                                                             

    Ma in un momento come questo, col mondo del lavoro al completo collasso che vede numerose famiglie costrette alla fame e alla miseria, non possiamo proprio permetterci di accontentare l'ennesimo vergognoso capriccio americano. Non c'è bisogno di essere particolarmente intelligenti e/o moralmente alti per comprenderlo. Non è questo il momento per schermarsi dietro al vecchio detto ‘’Si vis Pacem para bellum’’ che al giorno d’oggi lascia chiaramente il tempo che trova. Ma d'altra parte in un mondo normale, non lo sarebbe mai! Un Paese come l’Italia, con diversi contingenti sparsi in giro per il mondo, per volere statunitense, in ipotetiche e propagandatissime "Missioni di Pace" (oggi altro sinonimo meno impegnativo di "occupazioni coloniali") avrebbe ben poco da temere in termini di difesa. O no? premesso che – come detto in più sedi – non si tratta assolutamente di aerei da difesa, ma di aerei d'attacco e guerra a tutti gli effetti.

      I Veri Assassini  e la questione "Canadair"                                                      

    La verità è che l’Italia, in concerto con le altre principali nazioni del mondo occidentale, sta portando avanti ormai da decenni – come denunciato in centinaia di articoli – politiche espansionistiche Usa sempre più subdole e sistematiche, che devastano il mondo nascoste dietro la beffarda e miservole maschera della "Pace". O meglio di una Pax Romana, che affonda le proprie radici in un progetto sionista di antica concezione. Questi nuovi caccia, al pari degli altri mezzi dispensatori di morte, perseguirebbero l’obiettivo americano d’espansione, minacciando i popoli del nord Africa, del mondo arabo, del sud est asiatico (per ora). Cerchiamo di aprire gli occhi e di capire una volta per tutte che stiamo assistendo ad un genocidio quotidiano e che noi ne siamo complici. All’alba del terzo millennio l’umanità dimostra di essere soggiogata dal mondo mediatico che, esasperando (o inventando di sana pianta) le possibili (presunte) minacce provenienti da questo o da quel paese, rendono merito e legittimità alle azioni militari degli Stati Uniti d’America e dei suoi impresentabili alleati. Questi sono i veri assassini, capaci di seminare terrore e sangue su molteplici scenari , ogni singolo giorno. Cerchiamo di tirarci fuori da queste barbarie e di aprire gli occhi a chi non vuole vedere, a chi crede davvero che possano esistere ( o che possano essere esistite) ‘’Guerre di Pace’’. E mentre sotto i nostri occhi si consuma l'ennesimo scempio, apprendiamo la notizia del taglio alle spese di gestione dei Canadair anti-incendio, utili a salvaguardare migliaia e migliaia di chilometri quadrati di macchia mediterranea.

     

    Oltre gli F35 – Terza Parte

    Sotto lo Schiaffo Usa

    Speciale F35 - Sotto lo Schiaffo Usa

     Dietro il Caso F35 – Alle Origini del Colonialismo Usa sull'Italia               

    Ma essendo la matematica una scienza esatta (due più due fa sempre quattro), alla luce di questi incomprensibili ed ambigui rinvii; di queste reiterate ed evidenti – quanto inaccettabili  -anomalie democratiche di cui sopra ed appurata l'esistenza dell'occultatissimo Piano Kalergi (Vedi articoli in allegato – Prima e Seconda Parte), cioè di quel progetto mondialista della CIA (Usa) proteso a colonizzare e controllare l'intera Europa (terzomondializzandola e paneuropeizzandola) ci chiediamo: chi furono i personaggi che convinsero Kalergi ad avviare i processi politici che portarono alla nascita dell'Unione Europea e della stessa NATO? Chi utilizzo l'OSS  (oggi CIA) al fine di architettare questo diabolico piano imperialista e di controllo totale sulla stessa Italia? Beh, dalle ricerche e dagli studi fatti, tutto sembra convergere su un nome ben preciso: Allen Welsh Dulles, avvocato, finanziaere e banchiere statunitense, nonché agente segreto OSS ed influente direttore  – sotto copertura – della Central Intelligence Agency (CIA) per l'Europa, nato a New York, il 7 aprile 1893. 

      Dulles, Commissione Warren ed altri accidenti – Curiose Analogie        

    Dulles fu anche membro dell'ambigua Commissione Warren – l'organismo presidenziale che fu incaricato di indagare sull'assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy  – costituita dal Presidente Johnson il 29 novembre 1963 – che come noto indicò, tra mille polemiche, Lee Harvey Oswald come l'unico esecutore dell'omicidio del secolo. Ma il banchiere Allen Welsh Dulles fu – guardacaso, come apprendiamo dal sito ufficiale della Casa Bianca – anche fratello minore del 52° Segretario di Stato Usa – sotto l'amministrazione Eisenhower – John Foster Dulles. Anche sul fratellone di casa Dulles, gli scheletri nell'armadio non mancano: nel maggio 1933, infatti, John Foster Dulles e il ministro dell'Economia e delle Finanze di Adolf Hitler (Hjalmar Schacht) sugellarono un accordo di ferro per intensificare i commerci ed i profitti tra Usa e Germania. Ricordiamo in tal senso che il principale sostenitore (acciaio e credito) della campagna bellica di Hitler fu un altro americano di lusso – come detto in altre sedi – Prescott Bush, nonno di George W. Bush Junior. Senza dimenticare il grande apporto di capitali che lo stesso Stalin diede ad Hitler (finto rivale). Ma d'altronde pochi davvero sanno che la stessa Rivoluzione Bolscevica Comunista fu in realtà coordinata e finanziata dall CIA. Piccola ciliegina sulla torta. Altro che "anticomunismo" e chiacchiere da treno, dunque! Ci sono stati dentro sempre fino al collo, malgrado quel che dicano strategicamente i testi di storia di regime, scritti dai loro carissimi scendiletto. Ma le sorprese, in casa Dulles, non finiscono mai: la sorella di Allen, Eleanor Lansing Dulles fu – guardacaso – ambasciatrice in Germania; mentre lo zio Robert Lansing, segretario di stato di Wilson. Com'è piccolo il mondo! Non trovate?

    Speciale F35 - Sotto lo Schiaffo Usa

      Dulles e la Colonia Italia  – Lo Sbarco in Sicilia                                                

    Ma quel che più ci interessa capire è come gli Usa, grazie al "nobile" compitino affidato ad Allen Dulles, riuscì a esercitare la sua definitiva egemonia sul "Bel Paese", con la scusante ed il pretesto della liberazione dal regime fascista. Dai nostri studi incrociati, infatti, risulta come il banchiere-007 fu il perno dell'Operazione Husky, cioè dello sbarco Usa in Sicilia. L'OSS coordinò, in particolare, i rapporti tra mafia locale e Washington: una sorta di "trattativa Stato-Mafia" degli anni che furono.  Il referente italiano dei misteriosi contatti fu il siciliano emigrante Massimo Corvo. Max per gli "amici". Fu lui il primo coordinatore dell'esclusivo "club" the mafia circle. Tra i nomi eccellenti spuntati ben presto – fonte di "Oggi Notizie" del 20/10/2010 –  anche quello di Lucky Luciano e Licio Gelli. Gli uomini di Max – come rivelato sempre da "Oggi Notizie"  – liberarono di prigione numerosi boss mafiosi (850), poi arruolati nell’OSS. Molti dei quali, dopo l'occupazione americana, assunsero cariche pubbliche particolarmente importanti. Nel 1953 – come detto – Dulles  venne "premiato" per il lavoro svolto e divenne capo della neonata CIA. E questa è storia! Di cosa ci meravigliamo ancora?

      Morale della Favola – F35 e paradigma MUOS                                                 

    Di cosa ci meravigliamo se i nostri politici anziché bocciare la questione F35 continuano a rimpallarcela di mese in mese? L'Italia è – tranne miracoli o sussulti popolari eccezionali – e sarà sempre una squallida colonia USA. E ciò anche attraverso palesi manipolazioni storiche che ci hanno sempre portato a credere ciecamente nell'esistenza di dualismi politici (destra, sinistra e centro…) in realtà creati ad arte dagli antichi burattinai con l'esclusivo obiettivo di dividere et imperare. Gli F35 solo solo l'ultima penosa pagina di questa storia infinita fatta di menzogne, finti alterchi e strategie. Prova ulteriore, è l'ultimo capitolo della "saga Muos" in Sicilia: altro emblema contemporaneo dell'imperialismo statunitense nel nostro Paese. Nei giorni scorsi (9 e 10 Luglio) in occasione della commemorazione dello sbarco in Sicilia delle truppe anglo-americane, infatti, una cinquantina di attivisti hanno contestato pacificamente la presenza dei militari americani e dell'eco-mostro. I domostranti lo hanno fatto intonando le note di "Bella Ciao"…. A buon intenditor… In tal senso non ci stupiamo affatto per le dichiarazioni dell'ambasciatore Usa in Italia, Davide Thorne, in merito alla discussa decisione del Tar di Palermo che ha rigettato la richiesta di sospensiva del blocco dei lavori del sistema satellitare Usa a Niscemi. "La realizzazione del Muos – ha dichiarato l'ambasciatore – è stata concordata con il governo italiano (?) e con il governo siciliano. Spero  – ha concluso – che possiamo trovare un modo per andare avanti".

    Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois, C.Alessandro Mauceri

    (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Allegati, per non dimenticare                                                                                                     

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    Martedì, Dicembre 11th/ 2012 – Appello Nazionale per il Disarmo di "Tavolo della pace" –      Qui Europa aderisce e promuove l'Appello    Di Paola e l'incremento delle "spese militari" dell'Italia  / Esteri / Guerra / Articolo 11 della Costituzione / Armamenti / Dimissioni del ministro Di Paola / F-35 / Ordigni di morte / […]

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    Il Piano Kalergi – Quello che Nessuno ti ha mai detto sull’Europa – Prima Parte

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    Sabato,  Marzo 9th/ 2013 – L'editoriale Sergio Basile e Giovanni Antonio Fois –  Il Piano Kalergi, Unione Europea, Ue, Richard Coudenhove Kalergi, Politiche europeiste, Multiculturalismo, Premio Carlo Magno, Premio Kalergi, Mescolanza razziale, Terzomondializzazione dell'Europa, Gerd Honsik, Mondialismo, NWO, Angela Merkel, Herman van Rompuy, Denuncia, Coppia tedesca, Crimini contro l'umanità, primavera araba, Robert Schuman, Mediterraneo, G.Brock Chisholm, OMS, […]

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    Sabato, Ottobre 6th/ 2012 – Lettere al Direttore, di Raimondo Schiavone – Questione Siriana e Gravissima Negazione del Visto da parte del Ministro Terzi alla Delegazione Siriana

    Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace: Sottoscrivi l’Appello contro la Guerra e Invialo al Governo Monti

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    Lunedì, Dicembre 3rd/ 2012  – L'Editoriale del Lunedì, di Sergio Basile –  Siria, Appello per la Pace al Governo Monti – Lettera/Appello al Governo Monti contro la Guerra in Siria Siria – Oscuri burattinai e Costruttori di Pace:  quello che dobbiamo sapere e fare per la Pace.  Sottoscrivi l'Appello al Governo Monti / Pace in Siria […]

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    Mercoledì, Novembre 28th/  2012   – di Sergio Basile –  Il Papa invia in Siria il Cardinal  Sarah / Missione Speciale / Siria /Italia / Roma / Città del Vaticano /  Chiesa / Papa Benedetto XVI / Missione di Pace in Siria / Mario Monti / Cardinal Sarah / Padre Lombardi / Vaticano / Guerra / […]

    Siria,Turchia, Israele: Gli interventisti sono dietro l’angolo

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    Martedì, Novembre 27th/  2012   – di Marinella Correggia –  Bombe a grappolo: Human Rights Watch dopo Misurata fa il Bis… in Siria / Gruppi armati anti Assad / Siria / Opposizione Armata / Guerra / Medioriente / Damasco / Assad / Guerra della Nato / Human Rights Watch / Cluster bombs / Bombe a Grappolo / Marinella […]

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    Giovedì, Novembre 22th/ 2012 – di Sergio Basile –  Gaza, Israele e il nocciolo del Problema / Gaza / Israele / Palestina / Sionismo / Usa / Guerra / Noam Chomsky / Norman Finkelstein / Coraggio / Onestà intellettuale / Monte Sinai / Mosé / Dieci Comandamenti / Dio / Gesù Cisto / Sacificio sulla Croce […]

    Il Grande Risiko dell’Impero ora mira al cuore dell’informazione Siriana

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  • Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Crisi – Il Rating, l’Economia della Truffa e l’Impero del Male

    Domenica, Giugno 3rd / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Italia / Banche e Finanza / Agenzie di rating / Procura di Trani / Michele Ruggiero / Adusbef / Standard & Poor's / Moody's / Fitch Ratings / Yann Le Pallec / Deven Sharma / Analisti S&P / Eileen Zhang / Frank Gill / Moritz Kraemer / declassamenti pilotati / Incriminazione / Europa / Kenneth Galbraith / Economia della truffa / Commissione europea /  Speculazione / Bolla speculativa 2008 / Lehman Brothers / Ue / Usa / Ronald Reagan / Reaganomics / Politiche Neoliberiste / Attacco all'Italia / Critiche al sistema europeo / Barack Obama / Mario Monti / Angela Merkel / Washington Consensus / Christine Lagarde / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Europa / Bce / Federal Reserve / Troika / Fmi / Piigs / Grecia  / Silenzio dei media / Collusione dei media / John Fitzgerald Kennedy / Azioni anti-truffa / Sergio Basile / Qui Europa / Ricapitalizzazioni bancarie / Truffe / Too Big To Fail / Troppo grandi per fallire / Rating e Spread  / Giorgio Napolitano  

    Italia – L'Agenzia Standard & Poor's incriminata:

    L'Economia della Truffa e l'arma "Rating"

    La lezione di Galbraith e il vero volto del male:

    quello che giornali e tv celano sulla crisi

    Italiani, svegliamoci dal letargo mortale!

    Standard & Poor’s – L’Economia della Truffa e L’Impero del Male

    Trani  – Nella settimana appena conclusasi, il pm Michele Ruggiero della Procura di Trani ha chiuso le indagini sulla discussa agenzia di rating Standard & Poor's. Il procedimento in questione era stato aperto nell'estate del 2010, in seguito alla denuncia presentata da Adusbef e Federconsumatori sull'operato dell'altra sorella del rating, Moody's: agenzia che in un "ambiguo" report (datato 6 maggio 2010) definiva l'Italia, sulla base di elementi infondati, un "Paese a rischio". Successivamente i riflettori sono stati aperti, proprio su Standard & Poor's, agenzia "controllata da lobbies private", più volte finita – assieme alle altre sorelle Moody's e Fitch – nell'occhio del ciclone per accuse di irregolarità ed abusi nell'ambito della tradizionale attività di monitoraggio dei mercati, e degli stessi stati. Attività quest'ultima "relativamente nuova", che ha causato incomprensibili e arbitrari declassamenti anche a paesi economicamente robusti, come l'Italia, con lo scopo di destabilizzarne l'economia ed aprire la porta alla speculazione internazionale sui titoli del debito pubblico. Ciò, tra l'altro, con ulteriori gravi conseguenze sull'andamento delle borse: confronta archivio "Qui Europa" https://www.quieuropa.it/2012/05/catanzaro-le-vere-ragioni-della-crisi-nel-convegno-allateneo-magna-graecia/ ).

      L'accusa per Standard & Poor's  

    Nello specifico l'agenzia di rating newyorkese, nelle scorse ore, è stata ufficialmente imputata "per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata": ciò potrebbe impedire alla stessa di poter continuare ad operare in Italia. Nella calda lista degli indagati sono finiti gli analisti di S&P,  l'ex presidente Deven Sharma, ed il  responsabile dell'agenzia per l'Europa, il falco Yann Le Pallec.  Secondo l'Adusbef "Sharma e Le Pallec devono rispondere di manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata insieme ai tre analisti Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer, già indagati per i report del maggio e luglio 2011 e per il declassamento del 13 gennaio scorso". L'indiano Sharma – si legge nel comunicato dell'Adusbef – "si è dimesso, nell' agosto 2011, dal suo incarico di guida internazionale dell'agenzia dopo le polemiche seguite al declassamento del debito Usa. Ma l'avviso di conclusione delle indagini della procura di Trani, che da un anno ha puntato  l'agezia, ieri mattina ha riguardato anche lui per via dei declassamenti operati all'Italia, oltre che a diversi Paesi europei. Gli sono state imputate, dunque,  le valutazioni sospette del 20 maggio e dell' 1 luglio 2011".

      S&P – Quegli strani declassamenti  

    S&P quel fatidico 20 maggio in un report che si abbattè sul sistema economico del Bel Paese (che Tremonti – ricordiamo – in quel periodo dava per sano ed in crescita moderata ma costante) come un fulmine a ciel sereno, bocciò l'Italia ed il suo stato di salute economico, declassandolo da stabile a negativo, innescando un contestuale e repentino terremoto in borsa: cui fecero eco miliardi di perdite azionarie ed obbligazionarie, soprattutto per ciò che attiene ai titoli del debito pubblico di stato.  Ma la strategia del rating "pilotato" era solo all'inizio. Poco più di un mese dopo, infatti – in data 1° luglio – sul banco degli imputati degli "onnipotenti" analisti finì addirittura la manovra finanziaria in "corso di attuazione" del governo italiano (ingerenza grave e tollerata dall'Ue)  con contestuali e ovvi disastri sui mercati azionari e ancora una volta sul debito dell'Italia. Da allora l'emorragia dello spread (differenziale d'interesse sui titoli italiani rispetto a quelli tedeschi) iniziò a crescere senza sosta, innescando un vero e proprio terremoto, un vortice speculativo di dimensioni ciclopiche, che diede vita – tra l'altro – alla spirale delle privatizzazioni selvagge ed a quella altrettanto selvaggia, della svendita del patrimonio statale. Giusto per  completezza – è bene ricordarlo – in quei giorni gli occhi dell'opinione pubblica erano rivolti alla questione della privatizzazione dell'acqua, che le statistiche davano come largamente rigettata da una popolazione fortemente avversa a questa bizzarra proposta mercatista e neo-liberista. Ma la ciliegina sulla torta, poi, S&P la confezionò in data  13 gennaio 2012: l'Italia (Paese con la terza riserva aurea del mondo; con uno dei migliori tassi di risparmio privato delle famiglie, al mondo; e con il debito medio pro-capite d'impresa tra i più bassi d'Europa: solo 40 miliardi di euro, contro gli 8.000 – ottomila – miliardi delle imprese francesi)  fu nuovamente declassata in maniera ambigua ed arbitraria da A a BBB+.

      S&P – Il Declassamento? Porte aperte a Monti ed alla speculazione  

    Lo stesso Pm dichiarò nel verbale quel declassamento – che legittimò le perquisizioni che scattarono nelle ore successive presso la sede italiana dell'agenzia – come "incongruo e incoerente, tendente a frodare migliaia di risparmiatori e la stessa Nazione". Nazione che con la sottile e ben celata (dai media) complicità di quel perverso meccanismo  piombò in una insensata crisi "pilotata", che la casta politica – in stragrande maggioranza – coprì e legittimò, o per ignoranza (cosa che in paesi normali avrebbe comportato una dimissione di massa degli esponenti politici rei di tale obrobrio) o per malafede: ipotesi più plausibile, quanto grave. Ma la cosa pazzesca e che il professor Monti, forte di tali giudizi "a dir poco immorali" iniziò – grazie al portone apertogli da Giorgio Napolitano, con la complicità ed il "conforto parlamentare" dei vari Alfano, Bersani e Casini, e con il  benestare delle lobbies mediatiche nazionali – ad attuare le sue insenstate manovre "lacrime e sangue" (inique quanto crudeli e vane, vista la capacità del debito nazionale di autorigenerarsi proprio grazie a questa diabolica accoppiata di rating e spread: miscela protesa a gonfiare gli interessi – circa 80 miliardi di euro all'anno – sul debito da corrispondere ai falchi della speculazione: banche e speculatori privati). Ciò per tacere sui miliardi di euro bruciati in borsa, a vantaggio di pochi soliti noti. 

      Declassamenti ad hoc – Un storia vergognosa che i media tacciono  

    Da allora, d'improvviso, suonano familiari e felici le note di espressioni forti di personaggi del calibro di Alfred Marshall, secondo il quale "l’economia non è una scienza, ma un vano tentativo di narrare la psicologia"; e Honoré de Balzac, secondo il quale "Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata – la storia ad usum delphini – e poi la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa".

      Tacere! – La "dorata" via dell'ignoranza  

    Ma su cosa poggia questo vergognoso ed iniquo sistema? Perchè non sviene svelato ed i media sembrano disinteressarsene completamente. Effettivamente è un calderone troppo grande e marcio. Probabilmente vi finirebbero dentro personaggi troppo esposti. Meglio dunque continuare a tacere e a prendere in giro milioni di Italiani, pronti solo ad obbedire ciecamente, ad aprire i portafogli, stringere la cinghia e pagare, pagare  e ancora pagare. Unico break "pubblicitario" alcuni vuoti e falsi proclami su una crescita che non arriverà, blaterati a fasi regolari dal professor Monti (per noi infatti – da Costituzione – i premier restano quelli regolarmente eletti) e dalla combricola parlamentare: in stragrande maggioranza tra le più vergognose e meschine che la storia della Repubblica Italiana ricordi.

      Il vero volto di Satana?  Ce lo svela Galbraith  

    Per comprendere i lati oscuri della vicenda, il vero e spaventoso volto del demone moderno che giornali e tv si guardano bene dal rivelare (ma che noi di "Qui Europa" portiamo alla luce, come una delle nostre missioni essenziali) è utilissimo rileggere e riscoprire gli scritti di uno dei maggiori economisti del Novecento, John Kenneth Galbraith (l'autore – tra l'altro – dell'opera "L'Economia della Truffa") nato negli Usa ad inizio Novecento (nel 1908) e passato a miglio vita sempre negli Usa (a Boston) alla veneranda età di 98 anni, il 29 aprile 2006. Il nostro autore, economista e insigne cattedratico universitario, tra i maggior critici della teoria capitalista, sostenne – tra l'altro – John Fitzgerald Kennedy (uno che evidentemente aveva capito e denunciato con forza quanto stava accadendo) ricoprendo alcuni incarichi pubblici sotto la sua presidenza Usa. 

      Galbraith – Altro che crisi, debito e tasse! E' Tutta una truffa!  

    Galbraith, nei suoi preziosi scritti (vedi soprattutto la già citata opera "L'Economia della Trufa") ci spiega con coraggio ed altissima onestà intellettuale (quella che in questo tempo manca a moltissimi giornalisti italiani ed europei nello spiegare le ragioni della crisi: evidentemente interessati solo ed esclusivamente a portare lo stipendio a casa senza alcuna rogna) come la società moderna sia in realtà immersa in un sistema economico fondato sul nulla, ovvero su una vera e propria truffa ai danni dei popoli. Egli parla senza mezzi termini di "epoca di falsa prosperità", mistificata dalla produzione di carta moneta non vincolata alla creazione di ricchezza reale. In effetti, non è difficile capire – per gli esperti di economia e non solo – come  le borse mondiali oggi capitalizzino e creino ricchezza fittizia, gonfiata, corrispondente – come ci spiega l'autore – a 10 volte il pil del mondo. Cioè, per ogni euro generato dalla produzione e vendita reale di beni e servizi, ce ne sono altri 9 – nel circuito – artefatti, artifiziosi e dunque irreali, creati ad arte (e con la complicità di molti capi di stato senza scrupoli e di zone franche create ad hoc dal sistema, quali i cosiddetti "paradisi fiscali") sotto la regia delle grandi lobbies bancarie ed assicurative: le dirette responsabili della crisi del 2008 e della bancarotta pianificata di innumerevoli e "robuste" (solo in teoria) banche. Vedi Lehman Brothers.  Alla base di tutto sempre loro, le solite agenzie di rating: nei quali board (consigli di amministrazione) siedono ancora oggi come nel 2008 gli stessi iniqui personaggi: i rappresentanti di lobby e multinazionali, evidentemente in palese conflitto d'interessi.

     Sommersi nell'Economia della truffa!  

    Come noto, nel 2008 tale truffa è venuta a galla, ma le banche l'hanno fatta franca, seguendo strettamente un diabolico copione, scritto evidentemente dal diavolo in persona. 1) Facendo letteralmente sparire i contenuti dei loro caveau – forse in Svizzera o ad Hong Kong – 2) Scommettendo sottobanco sul fallimento delle stesse banche; 3) Contribuendo attivamente allo scoppio della bolla ed al fallimento degli stessi istituti sui quali avevano scommesso; 4) Uscendo (nel pieno della crisi) dall'inferno provocato (con l'aiuto delle agenzie di rating) con una semplice dichiarazione di fallimento; 5) Ottenendo – come si dice, dopo il danno la beffa – una provvidenziale "salvezza" (o "miracolistica resurrezione") grazie a mirate e faraoniche ricapitalizzazioni.   La parola magica per molte di esse è consistita nella formula alchimistica "Too Big To Fail!": cioè "aiutate" con il denaro dei contribuenti poichè troppo grandi per poter essere abbandonate  e fallire! Così "i ladri dei popoli", oltre ad assicurarsi un lauto bottino (la storia si ripete anche nell'Eurozona) sono stati rifinanziati – e continuanao ad esserlo – dai governi con migliaia di miliardi prestati a tasso zero. O come è accaduto nei mesi scorsi alla Bce di Draghi, all'1%, per poi essere "rivenduti" agli stessi stati (in virtù della ligittimazione gratuita e vergognosa offerta dall'Ue con l'art. 123 del Trattato di Lisbona) e ai privati al tasso del 6%. Con guadagni netti del 5% e senza battere ciglio: trovandosi ad avere come "clienti" (grazie all'Ue) sia privati e imprese, che – evidentemente – gli stessi  stati: ingiustamente privati della propria sovranità monetaria, e costretti ad acquistare ad interessi da usura il loro stesso denaro da "banche private".  

     La storia si ripete anche in Europa – Stesso copione  

    Ciò, in continuazione della più colossale truffa globale mai orchestrata dalla speculazione finanziaria e dalle sue pedine strategiche pescate qua e la in prestigiose università occidentali d'impostazione neo-liberista. Gli stessi attori speculativi  che – una volta rifinanziate le care banche con migliaia di miliardi dagli stessi governi, per l'intermezzo di Federal Reserve e Bce – adesso attaccano gli stessi stati finanziatori e "sovrani" (ed in particolare Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda: quelli cioè da sempre avversi al neo-liberismo ed al mercatismo)  colpendoli con l'arma del rating e dello spread, con assurdi aiuti targati Troika (Fmi, Ue e Bce); con lo smantellamento dello stato sociale e con privatizzazioni selvagge. Vedi ricetta Reagan negli Usa degli anni Ottanta: tristemente nota come Reaganomics. In quegli anni Ronald Reagan e il suo gabinetto di massoni, provocarono di fatto lo spostamento della ricchezza reale degli Usa nelle mani di una mera élite di noti personaggi. l'80% della ricchezza degli States finì nelle mani del 1% della popolazione. Esattamente ciò che sta accadendo oggi nell'Eurozona ed in Italia. Cambiano i nomi, ma le dinamiche sono le stesse: ingenerare crisi per ottenere potere e profitti illimitati: delegittimando la democrazia e la sovranità di 500 milioni di europei.

       Azioni anti-truffa: Cosa fare nel concreto   

    Per ovviare a questa "crisi-truffaldina", in effetti, basterebbe relativamente poco: 1) un semplicissimo provvedimento dell'Ue tendente a delegittimare le incriminate e colluse agenzie di rating, sollevandole dalla possibilità di giudicare gli stati (ma Barroso in questo nei mesi scorsi non ha reputato opportuno prendere provvedimenti e mandare avanti, in Commissione, il "Pacchetto Barnier" anti-rating: ma guarda un pò che combinazione!); 2) rinazionalizzare le Banche Centrali; 3)  bandire paradisi fiscali, operazioni off-shore ed operazioni in derivati. Ma ciò non sembra interessare né al nostro professor Monti, né ad Obama, né ai vari Draghi, Barroso, Merkel e Van Rompuy. L'importante – si sa – è continuare ad impoverire gli Europei (per ora del Sud, poi evidentemente anche del Centro e del Nord) e continuare a raccontare grossolane balle in tv, reggerendo il moccolo al sistema del male.

       Letargo Mortale?  – E' tempo di Svegliare le Coscienze   

    Ciò almeno fino a quando l'ultimo spicciolo non sarà versato nelle tasche degli speculatori. Ciò almeno finchè esisteranno disoccupati e pensionati che vagheranno nell'oblio dell'ignoranza e della disinformazione; fino a quando giovani disoccupati continueranno a far finta di niente (a vivere e vegetare, spesso e volentieri, in stato di perenne mesturbazione mentale davanti alla tv; cercando inutili svaghi  ludici su facebook o alla play-station, o nelle chiassose sale di una discoteca: tutti strumenti utili, ma che possono diventare, sempre più, sottili e deleterie armi di "distrazione" di massa)  a non occuparsi seriamente del problema (parlandone con amici e colleghi) e a demandare a personaggi impresentabili le loro istanze di giustizia, nonché la risoluzione dei propri problemi economici e lavorativi. Ciò, almeno, fino a quanto l'Italia non sarà ridotta come la Grecia e fino a quando i nostri cari politicanti di Montecitorio non siano spazzati via da un nuovo orgoglio elettorale. Fino ad allora dovremo continuare ad ascoltare ed a sorbirci la nostra razione quotidiana di falsità ed imbarazzanti dichiarazioni dai salotti di Bruno Vespa, sulle frequenze di Radio24 (sotto l'egida del privatizzatore neo-liberal Oscar Giannino: tra i migliori sponsor viventi dell'Istituto Bruno Leoni); così come dai tg di Sky, Rai, La7 e Canale 5 e dalle colonne dei principali quotidiani italiani.  Palma d'oro (in negativo) sentiamo di assegnarla simbolicamente al "Corriere delle Banche", a "La Repubblica" (delle banane) e all'Avvenire, di un contraddittorio Marco Tarquinio: finora dimostratosi – non ce ne voglia – ossequioso e devoto scrivano nelle mani del sistema bancario, sempre pronto ad accodarsi ad un'unica e disinformativa linea mediatica dominante, ed a ratificarla. Ma non doveva rappresentare le istanze di giustizia dell'intellighenzia cattolica? Bella domanda! Meno male che a controbilanciare questo vuoto c'è Benedetto XVI, che nelle scorse ore da Milano, è tornato a tuonare contro il predominio del mercato e delle sue logiche utilitaristiche, a discapito della famiglia: sempre più abbandonata a se stessa ed alla "crisi", in una società atea, mercatista, consumistica, senza valori e senza Dio. Ma la storia non può fermarsi, e solo questione di mesi: d'altra parte il bel tempo è arrivato, e forse potrebbe darsi che gli Italiani – a ridosso dell'estate 2012 – finalmente decidano di svegliarsi da questo mortale letargo. Malgrado tutto!

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)