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  • Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

    Le Verità nascoste sul Premio Nobel. Terza Parte. L’impostura OPAC

    Lunedì, Ottobre 14th/ 2013

    – Rubrica, Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Terza Parte –

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    Le Verità nascoste sul Premio Nobel – 3

    Nobel per la Pace 2013 all'OPAC: un'impostura

    politica. Ecco perchè!

     

    di C.Alessandro Mauceri

    Nobel per la Pace - OPAC - 2013

     Le Verità Nascoste sul Premio Nobel per la Pace – Terza  Parte                        

    Oslo, Washington, Bruxelles, Damasco – Nei giorni scorsi e nelle ultime ore, come ogni anno in questo periodo, si è tornato a parlare di premi Nobel: sono stati assegnati il premio Nobel per la chimica e quello per la letteratura. Oggi, invece, è toccato ai nobel per l'economia, andati a Fama, Hansen e Shiller "per le loro analisi empiriche sui prezzi degli asset". In particolare gli studi dei tre economisti hanno analizzato "la possibilità di prevedere l’andamento dei prezzi delle attività nel medio termine". Ma le critiche anche in questo caso non sono mancate, dal momento che il professor Fama – della Booth School of Business dell’Università di Chicago – ha dimostrato "che i prezzi delle azioni sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine". Hansen, Shiller e Fama starebbero dunque su posizioni opposte. Ma il Nobel al centro del nostro interesse – e che ha suscitato il nostro disappunto – è un altro, quello assegnato a Oslo: il Nobel per la Pace. Nonostante l’omonimia il premio Nobel per la Pace differisce sensibilmente dagli altri premi omonimi. Quest’ultimo infatti, viene assegnato – come visto: vedi qui Le Verità Nascoste sul Premio Nobel – Prima Parte e qui Le Verità Nascoste sul Premio Nobel. Seconda Parte – non da esperti e studiosi di fama internazionale (pur con tutte le contraddizioni e i paradossi del caso) ma da un Comitato, composto da cinque persone (tutte personalità politiche) scelte, come visto, dallo Storting, il Parlamento norvegese.

     Gli ultimi imbarazzanti Nobel per la Pace                                                         

    Nel 2012, (vedi allegati) tra mille mal di pancia il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato all’Unione Europea in quanto (almeno secondo la motivazione ufficiale) "per oltre sei decenni ha (avrebbe) contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa". Il discusso comitato nell'occasione dimenticò, tuttavia, che sei decenni fa l’Unione Europea non esisteva affatto (fino a non molto tempo fa si trattava di un mero accordo economico tra Paesi). Inoltre gli esemplari di Homo Politicus delegati alla valutazione pare abbiano dimenticato che quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea erano e sono stati impegnati in missioni militari in vari Paesi (azioni che hanno causato migliaia di morti) e che la stessa, con il trattato di Lisbona, mentre da una parte condannava la violenza, dall’altra nel 2008 decise di integrare il proprio potenziale bellico (in assoluto – come detto in altre occasioni – il più ampio al mondo, superiore anche a quello degli Stati Uniti d’America) con numerosi corpi armati (EUFOR Althea, EUFOR, Eurocorps, Eurogendfor, Helsinki Headline Goal, European Union Battlegroups, Stato maggiore dell'Unione Europea, Euromarfor oltre naturalmente all’Europol). Nel 2009 il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Barack Obama, ovvero proprio a colui il quale, dopo aver promesso di non voler continuare con la politica militarista dei suoi predecessori, ha dotato il proprio esercito, in palese violazione di molti degli accordi internazionali sottoscritti, di nuove armi atomiche (le B61-12) e ha cercato in ogni modo di aprire nuovi conflitti mondiali in Siria e contro la Corea del Nord.

      Un Premio politico e di comodo                                                                          

    Nel 2005 il premio fu assegnato (ex equo) all’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica delle Nazioni Unite per gli “sforzi per impedire che l'energia nucleare venisse usata per scopi militari e per assicurare che l'energia nucleare per scopi pacifici fosse utilizzata nel modo più sicuro possibile". Ancora una volta il comitato dimenticò che nonostante gli accordi internazionali per provvedere al disarmo (è stata addirittura creata una nuova struttura all’interno delle Nazioni Unite, l’UNODA) le misure dell’ONU sono servite poco o niente tanto che Paesi come India, Israele, Cina ed altri continuano indisturbati a dotare i propri arsenali di simili armamenti. E quelli che già ne erano dotati non li stanno dismettendo. Ma paradossali sono stati anche i Nobel al guerrafondaio Israele (1994) e a Nelson Mandela (1993) e al suo predecessore, Frederik Willem de Klerk, "per il loro lavoro per la risoluzione pacifica del regime di apartheid, e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico". Dimenticando che – come visto Armi chimiche e Occidente – Luoghi Comuni e Verità Occultate – proprio nel passaggio di consegne tra i due leader sudafricani, sono andati “perduti” i documenti relativi a studi ed esperimenti su armi non convenzionali (batteriologiche e chimiche) condotti dal Sud Africa (senza contare che Project Coast, il progetto per l’eliminazione di massa di intere popolazioni. Vedi anche Il Vero Volto di Nelson Mandela Oltre la Propaganda).

     Il Nobel per la Pace 2013                                                                                        

    Ma qual è l'ultima farsa del 2013? Beh, sicuramente il premio Nobel per la Pace all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC o, in inglese, OPWC). L’OPAC è un’organizzazione internazionale, con sede a l’Aia, in Olanda, il cui scopo dovrebbe essere quello di promuovere e verificare l’adesione alla convenzione sulle armi chimiche (CWC) che proibisce l’uso di tali armi e ne chiede la distruzione. Le verifiche dovrebbero consistere nel valutare le dichiarazioni dei Paesi membri, ma anche nel compiere vere e proprie ispezioni. In realtà sebbene 190 Stati (ultima nei giorni scorsi la Siria) abbiano, almeno ufficialmente, aderito alla Convenzione sulle armi chimiche (CWC), molti di loro continuano a stoccarne o a produrne noncuranti dell’azione dell’OPAC. Senza contare che il primo problema deriva proprio dalla definizione stessa di “arma chimica”. Il CWC, e molti altri accordi internazionali, sarebbero, a dir poco, restrittivi al punto da comprendere materiali di uso comune, come la schiuma di poliuretano (in passato ampiamente utilizzata per imbottire divani e poltrone e ora, messa al bando essendo trattata con fosfonato dimetile che potrebbe essere trasformato in gas nervino). Tanto restrittivi che Federchimica, proprio dopo un seminario dell'OPAC, ha inviato un avviso ai propri aderenti informandoli sulle conseguenze della ratifica….

    Nobel per la Pace - OPAC - 2013

     Qual è il ruolo dell'OPAC?                                                                                       

    Così, mentre in teoria quasi tutti gli Stati del Mondo hanno aderito alla Convenzione, in realtà molti di loro non hanno rispettato gli impegni presi e conserverebbero enormi quantità di armi chimiche. Ma allora qual è il ruolo dell’OPWC? Non si sa, ma certo non quello di eliminare le armi chimiche. Sì, perché la Convenzione sulle armi chimiche vieta lo sviluppo, la produzione, l'acquisizione, lo stoccaggio, il trasferimento e l'uso di un certo gruppo di armi chimiche classificate (su quelle non classificate non dice nulla n.d.r.) e richiede che tutti gli Stati possessori distruggano le loro scorte in sicurezza. Non solo, ma anche che lo facciano entro un certo lasso di tempo (dieci anni). Compito dell’OPAC sarebbe quello di verificare l’esecuzione di queste operazioni e, in caso di inottemperanza ai tempi ed alle modalità convenute, darne immediata comunicazione alle Nazioni Unite perché venga perentoriamente avviata una procedura di infrazione.

     Il Nobel all'OPAC?                                                                                                   

    Questa è la teoria. La verità è che ad oggi sono molti gli Stati ancora in possesso di migliaia di tonnellate di tali armi! E queste solo per le categorie di armi chimiche classificate dalla CWC e spontaneamente dichiarate dai Paesi firmatari dell’accordo…. Ad esempio, la Russia continuerebbe a conservare, in sette arsenali in sei regioni, alcune decine tonnellate di queste armi. L’Albania e la Libia hanno dichiarato riserve molto minori, poco oltre le 15 tonnellate. India e Corea del Sud hanno dichiarato riserve “intorno” alle 2.000 tonnellate, ma hanno mantenuto un elevato grado di segretezza circa tipologia, posizione e composizione delle loro armi. Anche gli Stati Uniti, tra i più riservati nel comunicare  quantità e tipologia dei propri armamenti chimici, disporrebbero di alcune decine di migliaia di tonnellate di armi non convenzionali conservati in otto Stati e sull’Atollo di Johnston, a ovest delle Hawaii. Sì, perchè nonostante (o grazie) l’azione dell’OPCW, il condizionale è d’obbligo in questi casi, visto che la maggior parte dei Paesi ha dichiarato di disporre nei propri arsenali di quantità di armi chimiche molto inferiori rispetto alle stime della stessa OPAC (anche in considerazione del fatto che non tutti gli arsenali sono stati ispezionabili). E questo, è bene ripeterlo, solo per le armi chimiche inserite nella lista redatta dalla CWC. Tutte le altre restano nell’ombra. 

     Usa – primi a non rispettare la convenzione sulle armi chimiche          

    Come riportato nello studio “Armi Chimiche e Biologiche: Come gli Stati Uniti violano le Convenzioni”, realizzato dal Dott. Edoardo Magnone, in barba agli accordi sottoscritti (e non rispettati) “gli Stati Uniti sono oggi all’avanguardia nello sviluppo degli organismi geneticamente modificati allo scopo di distruggere materiali, sostanze e manufatti. Negli ultimi anni un certo numero di progetti di ricerca militare sono stati finanziati nel campo antimaterial technology (generalmente definiti per scopi difensivi) e svolti, in modo integrato, nei laboratori dell’US Army, Navy e Marine Corps”. Anche la Federation of American Scientists, poco tempo fa, aveva accusato il governo di voler evitare le ispezioni multilaterali per coprire gli studi su armamenti non convenzionali ei loro arsenali, in violazione sia della BTWC che della CWC (ossia i trattati per la messa al bando delle armi chimiche). Secondo i risultati delle indagini, “il governo degli Stati Uniti continua a sviluppare agenti biologici modificati geneticamente ad usi tattici in tempo di guerra violando il protocollo previsto dalla Biological and Toxin Weapons Convention. Altresì nei laboratori statunitensi (civili e militari) sono finanziati progetti di ricerca il cui fine ultimo è quello di sviluppare armi non convenzionali incapacitanti violando il protocollo previsto dalla Chemical Weapons Convention”.  E anche sull’impegno di distruggere gli arsenali dichiarati, nessuno può dire se siano state realmente distrutte o solo riposizionate. L’ultimo dato ufficiale (2010) relativo alle armi chimiche incluse nell’elenco della CWC indica che gli USA disporrebbero ancora di un arsenale notevole. E ciò nonostante il temine ufficiale per la loro eliminazione sia scaduto nel 2012. Quindi, gli Stati Uniti, gli stessi che si sono levati a paladini della protezione dalle armi chimiche prodotte (non si sa da chi) nei Paesi mediorientali, non avrebbero rispettato la propria scadenza. E già si parla di un probabile rinvio addirittura al 2023.

     Una Domanda sorge spontanea                                                                         

    Sorge spontanea la domanda: cosa sarebbe accaduto se a violare la propria scadenza non fossero stati gli USA, ma la Siria? o la Corea del Nord? Viene spontaneo supporre che sarebbe stata immediatamente avviata una procedura da parte dell’ONU. Una guerra magari… mondiale. E Paesi come l’America e molti altri sarebbero immediatamente scesi in campo (di battaglia) per “far rispettare le indicazioni dell’ONU”, scatenando un nuovo '43. Ma siccome a violare gli accordi internazionali sono gli Stati Uniti, nessuno ha fatto niente.

     Da Premio per i risultati e "Premio per gli ideali"… che non esistono  

    Appare quindi evidente che non si poteva non manifestare la propria gratitudine verso chi si era mostrato così “comprensivo” nei loro confronti. E quale modo migliore di mostrare la propria gratitudine che conferire un premio internazionale come il Nobel per la Pace? Pare che il Comitato non si sia fatto pregare e abbia fatto proprio la volontà espressa dal Presidente Obama quando, poco prima di ricevere lo stesso premio, dichiarò di “non essere sicuro di meritare (il premio n.d.r) ” e di accettarlo “non per i risultati, ma per gli ideali”.  "Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione" ha, per contro, affermato il direttore generale dell'OPAC, Ahmet Uzumcu, premiato più che per i risultati raggiunti,  per le sue “buone intenzioni”. Ma nell'assegnare questo nuovo criticatissimo e "politico" Nobel per la Pace, il Comitato ha dimenticato che, oggi, i conflitti in corso sono più di trenta su quattro continenti con ben 60 Paesi coinvolti in guerre di vario tipo, combattute da 455 milizie con tutti i mezzi, dai machete ai droni, dalle armi chimiche ai sassi di strada, (dati Guerrenelmondo e Peacereporter). Non solo. La commissione ha dimenticato che Alfred Nobel, l’inventore della dinamite, quando pensò, con le sue ultime volontà testamentarie, al premio non parlò di “intenzioni”, ma di “risultati straordinari certi e conseguiti coscientemente”. Con Obama – in maniera particolare – il Nobel per la Pace, da premio per i risultati, era stato trasformato in lode per gli ideali. Ora anche quegli ideali pare non esistano più….. Fatto sta che la Siria in Medioriente in caso di attacco nucleare non potrà contare sull'estrema difesa: le armi chimiche. Al contrario di tutti gli altri! Vi pare normale?

    C. Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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      Video e Articoli in Allegato                                                                                                                                                       

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  • Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Mercoledì, Settembre 25th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa"

    Interrogazione alla Commissione europea, Libero Confronto, Comunicato Stampa, Bruxelles, Albania, Mario Borghezio, Unione europea, Parlamento Europeo, Traffico di Droga, Afghanistan, Cannabis, Alice nel Paese delle Meraviglie, La Voce del Padrone, Echelon, Piantaggioni di Cannabis in Albania 

    Ue, Meravigliata e… Stupefacente

    Gli USA, lo scandalo "NSA-SWIFT" e l'Afghanistan 

    Europea della cannabis

    Bruxelles – Interrogazione alla Commissione UE,

    dell'eurodeputato Mario Borghezio

     

    Iniziativa di "libero Confronto", Pensa e Scrivi di QE

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato

    Cannabis - Borghezio - Albania

      Nel Paese delle Meraviglie…                                                                                  

    Bruxelles – L'Ue dimostra ogni giorno di più di vivere in un mondo tutto suo e – spesso e volentieri – di cadere dalle nuvole. Negli ultimi giorni due paradossali casi, passati alla ribalta della cronaca, lo hanno sottolineato ancora una volta: lo scandalo euro-statunitense NSA-SWIFT e la sempre più contraddittoria posizione dell'Albania nell'Europa dei paradossi. Pertanto ho reputato opportuno sollevare due veli, affrontando i suddetti temi nelle rispettive sedi istituzionali.

     L'Ue e la Voce del Padrone                                                                                      

    Ieri mattina a Bruxelles, in particolare, intervenendo nel dibattito in commissione “Libertà pubbliche” con la commissaria Malmström, ho dichiarato quanto segue: “sullo scandalo NSA-SWIFT, l’UE si comporta come Alice nel Paese delle Meraviglie. Come ha potuto non prevedere – ho domandato – che una potenza mondiale come gli USA – dato anche il gravissimo precedente di Echelon – avrebbe cercato il modo di utilizzare i dati trasmessi dal sistema SWIFT anche per altre utilità che non fossero rientrate nei meri fini anti terrorismo?  Il fatto grave ed ingiustificabile è, quindi, che l’UE non abbia saputo prevedere e provvedere ad adeguati controlli, per evitare la violazione dei diritti e l’illegittimo danno verso gli interessi diffusi dei cittadini e delle imprese europee perpetrati o perpetrabili da parte del NSA". 

     Dalla Meraviglia… allo Stupefacente                                                                   

    I due "controllori", dei quali ieri ci ha riferito la signora Malmström, o sono degli incapaci, e allora vanno rimossi, o più probabilmente non avevano gli strumenti, anche giuridici, per intervenire efficacemente. "Di chi la responsabilità?”. Questo il primo quesito posto. Ma per restare in tema di "meraviglie…", nelle scorse ore ho ritenuto opportuno anche ritornare sulla "Questione Albania", e questa volta non per denunciare le preoccupanti derive islamiche (vedi allegato) ma per affrontare un'altrettanto inquietante tematica, non meno grave,  quanto occultata, della prima: il businnes del traffico di stupefacenti.

     L'Interrogazione alla Commissione Europea                                                   

    Ho pertanto richiamato l'attenzione della Commissione Europea – con un'interrogazione indirizzata alla stessa – segnalando che "al termine di una missione finalizzata alla localizzazione delle piantagioni di cannabis in Albania si evidenzia che la coltivazione di marijuana in Albania è  una vera e propria industria da miliardi di euro, dove solo nel villaggio di Lazarat, nel sud del paese, a ridosso del confine con la Grecia, il prodotto finito frutterebbe 4,5 miliardi di euro l'anno, poco meno del 50 per cento del Pil nazionale albanese".

     Albania – L'Afghanistan europea                                                                           

    Lazarat è un'unica estesa area di produzione che da sola ha 319 ettari di terreno coltivati di cannabis che producono oltre 900 tonnellate di prodotto finito che immessi sul mercato europeo, al prezzo di dettaglio pari a 5 euro al grammo, equivalgono – ribadisco – a circa 4,5 miliardi di euro. Inoltre, "il direttore generale della polizia albanese ha dichiarato che le forze dell'ordine albanesi sono intervenute distruggendo le coltivazioni in 108 piantagioni e che sono state arrestate 23 persone". In merito ho quindi chiesto: "La Commissione Europea come valuta questa situazione in relazione al traffico di droga che coinvolge altri Stati membri dell'UE? Visto, poi, che l'Albania potrebbe ottenere lo stato di Paese candidato ufficiale all'UE entro il prossimo mese di dicembre, la Commissione  Europea come intende intervenire?"

     

     

    Comunicati Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" – di Qui Europa

    Interrogazione alla Commissione Europea, di Martedì 17/9/2013

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    USA – Umanità spiata

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    Sabato, Giugno 8th/ 2012 – di Sergio Basile –  Stati Uniti d'America, Usa,  Casa Bianca, Usa, Amministrazione Obama, Barack Obama, Amministrazione Bush, Spy Story, Il Mondo Spiato, Sergio Basile, Alessandro Mauceri, Emanuele fardella, Qui Europa, Il latto occulto della Musica, You Tube, Google, Mark Zuckerberg, New York Times, Associated Press, Microsoft, Yahoo, PalTalk, Skype, Apple, […]

    Diritti Made in Usa – Che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra

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    Mercoledì,  Giugno 12nd/ 2013  – di C. Alessandro Mauceri  – Reuters, Stati Uniti d’America, Associated Press, Guardian, Cia, Booz Allen Hamilton, contractor privato, in NSA, National Security Agency, Fbi, Facebook, Skype, Patriot Act, “Uniting (and) Strengthening America (by) Providing Appropriate Tools Required (to) Intercept (and) Obstruct Terrorism Act”, privacy, Costituzione, Datagate, Julian Assange, Wikileaks, Bradley Manning, […]

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    Sabato, Luglio 20th/ 2013 – di Sergio Basile, Giovanni Antonio Fois e C. Alessandro Mauceri – F35, Stati Uniti d’America, Ministro della Difesa, Costituzione, NATO, Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile, C. Alessandro Mauceri, Andrea Sarubbi, Giampaolo Di Paola, Colonialismo Usa, Mario Mauro, John Fitzgerald Kennedy, Commissione Warren, OSS, CIA, USA, Allen Welsh Dulles, Piano Dulles, Unione europea, John Foster Dulles, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, Sottomarini venduti […]

    L’Attacco di Borghezio – Priebke Male Assoluto!? Ma che ne è stato delle Mattanze Rosse e di quelle angloamericane del ’43-45?

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    Venerdì,  Luglio 26th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Mario Borghezio, Priebke, Via Rasella, Strage Comunista, Mattanze rosse del 1945, partigiani, indignazione a senso unico, Seconda Guerra Mondiale, 1945 Italia, Stragi non commemorate  L'Attacco di Borghezio – Priebke Male Assoluto!?   Ma che ne […]

    Corporatocrazia e Imperialismo Usa – High Frequency Trading ed Economic Hitman

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    Giovedì, Maggio 23rd/2013 – di Ulisse Scintu – Europa, Qui Europa, Unione Europea, Costituzione, Corte costituzionale, Ulisse Scintu, Stati Uniti D'America, high frequency trading, H.F.T., EHMS, economic hitman, corporatocrazia, strategia egemonica imperialista, EHEM, EHM, Otpor, NWO    Corporatocrazia Made in Usa – L'Altra Faccia del Nuovo Ordine Mondiale Utilizzo dell’High Frequency Trading e degli EHMs quali strumenti di accelerazione della strategia […]

    Google Glasses, Verso una Realtà Aumentata: Progresso o Fanta-Horror?

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    Giovedì, Marzo 14/th 2013 – di Vincenzo Folino  –  Google Glasses, micro chip, RFID, Apocalisse, Fashion Week, New York, Realtà Vistuale, Mondo virtuale, Progresso fittizio  Google Glasses, Verso una Realtà "Aumentata": Progresso o Fanta-Horror?  Una tecnologia sempre più invasiva e coinvolgente.  La vita si trasformerà in un gioco virtuale? Cui Prodest?   di Vincenzo Folino New […]

    1984-2013 – Big Brother is Watching You!

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    Lunedì, Febbraio 18th/ 2013 – – di Giovanni Antonio Fois –  Big Brother is Watching You!, Commissione Europea, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Parlamento Europeo, Cyber Security Strategy, Ue, Sicurezza Informativa, Informazione Mediatica parziale, Crimine cibernetico, Cloud Computing, Identità Digitali, Elaborazione e memorizzazione di dati, Safe Harbour, 11 […]

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    Venerdì, Giugno 7th/ 2013 – L'Editoriale di Maria Bianchi  – Italia, repubblica Italiana, Andrea Riccardi,  Mario Monti, Festa della Repubblica, Massoneria Internazionale, Bilderberg Club, poteri Forti, James Gregor, Nuovo Ordine Mondiale, Garibaldi, Spedizione dei Mille, Distruzione dell'identità nazionale, Affossamento del Sud Italia, Regno Sabaudo, Privatizzazione della Banca d'Italia, Svendita della Sovranità Nazionale, Sovranità Monetaria, BCE, Colonialismo […]

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    Giovedì, Settembre 19th/ 2013 – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa" Libero Confronto, Comunicato Stampa, Olli Rehn, Bruxelles,  Mario Borghezio, Commissione Europea, Unione Europea, Jeroen Dijsselbloem, eurostat, Italia, Pil, Eurogruppo    Lacrime di Coccodrillo in salsa Europeista Le patetiche doglianze del Centrodestra ai diktat Ue di Olli […]

     

  • Ue, Cooperazione Islamica e Albania: cosa non sappiamo

    Ue, Cooperazione Islamica e Albania: cosa non sappiamo

    Martedì, Settembre 17th/ 2013

    – Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato –

       Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi di Qui Europa"

    Interrogazione alla Commissione europea, Libero Confronto, Comunicato Stampa, Bruxelles, Albania, Gruppi Islamici, Diffusione dell'islam nel mondo, Mario Borghezio, ASA, Finanziamenti IPA, OCI, Organizzazione della Cooperazione Islamica, Sviluppo delle popolazioni musulmane nel mondo, Manuel Barroso, Corruzione, Politicva, Edi Rama, Criminalità Organizzata, Traffici Illeciti, Droga, Criminali Albanesi 

    Ue, Cooperazione Islamica e Albania:

    Borghezio Interroga Barroso

    Il Piano Islamico Internazionale e l'Europa: il nodo

    albanese. Interrogazione alla Commissione Europea

     

    Iniziativa di "libero Confronto", Pensa e Scrivi di QE

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, eurodeputato

    Borghezio Ue - Albania

     Borghezio – Ue-Albania e Cooperazione Islamica – L'Interrogazione   

    Bruxelles – "Barroso straparla!" Nelle scorse ore ho replicato alla dichiarazione del Presidente della Commissione Europea in merito all'adesione dell'Albania all'UE e ho presentato la seguente interrogazione sul "caso Albania": "Fonti di stampa rivelano che l'Albania potrebbe ottenere lo status di candidato ufficiale all'UE entro il prossimo dicembre. A tal fine si chiede: 1) l'Albania è vincolata agli impegni assunti nell'ambito dell'ASA, siglato nel 2006. La Commissione può specificare quali sono questi impegni e se sono effettivamente rispettati? 2) In quanto Paese pre-candidato, l'Albania beneficia dal 2007 dei finanziamenti IPA. A quanto ammontano tali finanziamenti e come sono stati utilizzati? 3) Dal 1992 l'Albania appartiene all'OCI (Organizzazione della cooperazione islamica) che ha come finalità la salvaguardia degli interessi e lo sviluppo delle popolazioni mussulmane nel mondo. La Commissione non ritiene vi siano incongruenze con quelle che sono le radici cristiane dell'Europa? 4) E' noto che la P.A. albanese è stata il braccio operativo della politica e  che  questi anni l'economia albanese si è retta in gran parte sullo scambio di favori con la politica e il “fai da te”: c'è quindi uno stretto legame politica-corruzione, come affermato dal neo premier Edi Rama. Il PIL, oltre ad omettere che un'importante componente dell'economia nazionale era di provenienza illecita, sta rallentando,  dal 6.1% del 2008 all'1.8 per il 2013. Oggi, la crisi attraversa anche l'economia albanese: come intende la Commissione affrontare questo grave problema aggravato dal sistema di corruzione che vige in Albania? 5) In tema di criminalità organizzata e di traffici di esseri umani, di armi e di stupefacenti, sono noti i rapporti dei criminali albanesi con quelli dei Paesi confinanti (Italia compresa). Come intende la Commissione monitorare questa situazione?"

    Comunicati Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

    Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" – di Qui Europa

    Interrogazione alla Commissione Europea, di Martedì 17/9/2013

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