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  • Strasburgo – Sbloccati gli aiuti per il sisma in Emilia

    Strasburgo – Sbloccati gli aiuti per il sisma in Emilia

    Giovedì, Novembre 22th/ 2012 

    – Redazione Qui Europa – 

    Strasburgo – Sbloccati gli aiuti per il sisma in Emilia / Parlamento europeo / Plenaria / Italia / Unione europea / Fondo di Solidarietà Ue / Sisma / Emilia / Balzani / La Via / Strasburgo / Fondi europei / Opposizione / Gran Bretagna / Olanda / Svezia 

    Strasburgo – Sbloccati gli aiuti per il sisma

    in Emilia: Inizialmente l'opposizione di Olanda, 

    Gran Bretagna e Svezia in Consiglio Ue

    Tra i relatori e co-negozoatori dell'iter, gli italiani

    La Via e Balzani

    Strasburgo –  Nella giornata di ieri si è concluso con l'approvazione in plenaria al Parlamento europeo l'iter per l'implementazione del fondo di solidarietà europeo di 670 milioni di euro per il terremoto in Emilia. Il fondo è stato approvato con una maggioranza bulgara: 661 si, contro soli 17 no.  6 i deputati astenutisi. Ieri il Consiglio Ue dei 27 aveva già a sua volta dato il proprio nulla osta al fondo. L'iter, affatto scontato, ha trovato il veto di alcuni paesi Ue, contrari all'assegnazione dei fondi, quali Olanda, Gran Bretagna e Svezia. Alla fine, tuttavia, in Parlamento hanno votato a favore anche gli eurodeputati di questi paesi.''Finalmente i cittadini dell'Emilia Romagna riceveranno gli aiuti da parte dell'Ue, senza dover più aspettare'', ha commentato La Via (Pdl), relatore per il bilancio Ue 2013 e co-negoziatore del suddetto iter insieme all'eurodeputata Balzani (Pd). "Questo risultato – ha dichiarato nelle ultime ore l'eurodeputato – ''si deve al lavoro congiunto della delegazione italiana che ha deciso di difendere questi fondi, staccandoli dal ben più complesso negoziato sui conti da pagare'''.

    Redazione "Qui Europa" (Copyright © 2012 Qui Europa)

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  • Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Strasburgo: Bocciato tra i “fischi” il Regolamento Antisciopero di Barroso & Co

    Sabato, Settembre 15th/ 2012

    – Sergio Basile –

     Parlamento europeo / Commissione europea / Strasburgo / Plenaria / Andor / Barroso / Sciopero / Diritto allo sciopero /  Limitazione del diritto allo sciopero / Parlamenti Nazionali / Italia / Mario Monti / Casta italiana / Articolo 18 / Statuto dei Lavoratori 

    Strasburgo: Bocciato tra i "fischi" il Regolamento

    antisciopero di Barroso & Co 

    Ennesima figuraccia per il grande suggeritore del

    provvedimento: il "solito" professor Mario Monti

    Parlamenti europei mobilitati in difesa del "Diritto allo Sciopero":

    calma piatta al Parlamento Italiano e tra la casta italica!

    Strasburgo – Dopo le infelici dichiarazini giunte in primavera scorsa dalla Commissione europea, per bocca di un paio di sprovveduti e faciloni commissari, secondo i quali il diritto di sciopero era ormai un "diritto del passato", una "parziale" (visti i tempi che corrono) buona notizia nelle ultime ore ci viene da Strasburgo, dove  l’Europarlamento in seduta plenaria ha infatti rigettato la direttiva per limitare il diritto di sciopero dei lavoratori. A presentare la liberticida proposta era stata – secondo l'iter tradizionale – la Commissione europea di Manuel Barroso, sulla base – udite udite – di un regolamento presentato dal paladino del neoliberismo e delle banche, professor  Mario Monti. Un Monti, dunque, che dopo la figuraccia fatta – sempre nelle scorse ore – sull'articolo 18 e sullo Statuto dei Lavoratori (vedi articolo in allegato) in "casa propria", in Italia, non si smentisce e fa parlare di sé – in negativo – anche nell'amata "Europa": e proprio in casa dei suoi amici "europeisti"!

     Indovinate di chi era il regolamento antisciopero? 

    Il regolamento antisciopero fu "ideato" – come molti ignorano – dal carissimo professore nel 2010, quando questa sorta di "malcelato" colpo di stato ai danni della democrazia italiana non era stato ancora perpetrato. All'epoca a Bruxelles fu un disastro generale: nessun leaders volle sentir parlare di una tale blasfemia sociale! Ma ora evidentemente, forti nell'influenza perversa che il professore ha saputo attrarre a sé su una parte cospicua di tecnocrati e – grazie ai media compiacenti – sull'opinione pubblica di mezz'Europa, i cari amici della Commissione c'hanno riprovato, convinti di calare un poker d'assi servito ed imbattibile! Ma così fortunatamente non è stato! certo, dopo Fiscal Compact e MES (il totalitaristico e dittatoriale MES) votare anche quasta più palese ed evidente blasfemia sarebbe stato davvero troppo, anche per i colletti bianchi di Strasburgo!

     Un fiasco clamoroso! 

    Quindi, malgrado il silenzio di TV e giornali, la Commissione è stata costretta – suo malgrado – a ritirare l'iniqua proposta, sotto i fischi ideali e reali dei Parlamenti di ben 12 Stati membri Ue. Il testo della legge – delineato e riadattato per l'occasione da Barroso & Co, proprio sulla base del discusso "documento Monti", è stato intitolato – sentite un po! –  “Consigli di regolamentazione dell’esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel contesto della libertà d’impresa e della garanzia dei servizi”. Ovvero, in pratica, ci pare di capire – e già di primo acchito – "come subordinare i diritti dei lavoratori ai diktat dei mercati". Ma a memoria d'uomo, avete mai sentito parlare di uno sciopero che  vada a favore degli interessi dell’impresa contro cui lo sciopero stesso è rivolto? Roba da matti questi tecnocrati!

     La sconfitta morale di Monti e dei tecnocrati 

    Laszlo Andor, Commissario europeo all’Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione,  da parte sua ha ammesso la sconfitta subita davanti ai deputati del Parlamento europeo e raccolto i cocci di un ennesimo mostro di fango e argilla andato in frantumi. Alla resa delle armi della Commissione, da Strasburgo è seguita una fitta pioggia di segnalazioni ufficiali ai ministri dei parlamenti e dei governi nazionali, affinché possano contribuire vivamente a ritirare dalla circolazione – ed una volta per tutte – tale impresentabile e liberticida progetto.

     La mobilitazione dei Parlamenti europei e l'indifferenza della casta italica 

    La controffensiva delle parti sociali non è tardata ad arrivare: da più parti, sia Barroso che Andor sono stati caldamente invitati ad un formale e definitivo riconoscimento del diritto sacro-santo di sciopero. Come d'altronde non è tardata ad arrivare – come un fulmine a ciel sereno – la veemente protesta dei Parlamenti mezz'Europa: dalla Francia al Regno Unito; dal Belgio all'Olanda; dalla Danimarca, alla Finlandia ed alla Svezia;  dalla Lettonia, al Lussemburgo ed alla Polonia;  dal Portogallo a Malta. Persino la piccola Malta si è mossa con rapidità ed estremo ardore! Tra i grandi assenti (dormienti) ovviamente, guarda caso, il Parlamento Italiano. L'ennesima vergona di una fedelissima e vergognosa casta-montiana da mandare a casa al più presto! E nell'interesse generale!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Venerdì, maggio 25th / 2012

    – di Sergio Basile –
     
    Unione europea / Parlamento europeo / Assemblea plenaria / Interrogazione orale con risoluzione / Lavoro / disoccupazione giovanile / Finanziamenti / Commissione affari sociali  / Presidente della commissione affari sociali / Pervenche Berès / Maggiori finanziamenti Ue / Piano europeo d'investimenti / Ridistribuzione dei fondi strutturali 2007-2013 / Sergio Basile / Qui Europa / Palliativi Ue / Speculazione / incongruenza e contraddizione delle politiche rigoriste / Tempismo dell'Unione / Uragano della crisi / Commissione europea / Consilium / Consiglio europeo / Palliativi / tempi di attuazione troppo lunghi / A settembre Sud Europa tutto in Grecia  / Riindirizzamento dei fondi europei / Rating / Spread  
     
    Euro-Palliativi  – Il Parlamento europeo chiede più  
     
    finanziamenti Ue per disoccupazione giovanile
     
    Ma i rubinetti della speculazione sul debito, e le
     
    politiche rigoriste non mutano
     

    Parlamento europeo – Emiciclo

    Strasburgo – Nelle scorse ore, gli eurodeputati riuniti in plenaria, gli stessi che la settimana scorsa hanno – in pratica – votato per l'irrobustimento dei coefficienti di riserva patrimoniale delle banche – in base ai "sacri principi" sanciti in Basilea 3 –  hanno ufficialmente chiesto all'Ue un "piano europeo d'investimenti" per creare nuova occupazione, nonché la ridistribuzione dei fondi strutturali non spesi (non si capisce come riescano le regioni puntualmente a non spendere i soldi per lo sviluppo – centinaia di miliardi di euro, solo per l'Fse – in regioni come Calabria, Campania, Sicilia e Puglia: leggermente meglio la situazione della Basilicata)  e l'introduzione di una "garanzia europea per i giovani", che possa offrire loro la "possibilità di un lavoro o un apprendistato dopo quattro mesi di disoccupazione". Queste sono state le principali proposte votate dai deputati europei  nella risoluzione sulla disoccupazione giovanile in Europa, analizzata, votata ed adottata nella giornata di ieri. Nei primi mesi dello scorso anno  la disoccupazione media giovanile nell'Unione (così come "Qui Europa" ha abbondantemente documentato) era pari al  22,1%. Dati, come noto, più che raddoppiati. La risoluzione, presentata dal deputato Pervenche Berès (S&D, FR), ha dunque evidenziato l'esistenza di forti squilibri all'interno del mercato del lavoro comunitario, a svantaggio delle regioni rientranti nel territorio degli sventurati Piigs. D'altra parte è un pò come scoprire l'acqua calda! Stati dove ormai un giovane su 2 vive di sogni e illusioni.  
     
      Il tradimento dei trattati europei  
     
    Ma non era scritto a chiare lettere nei trattati dell'Ue che entro il 2012 l'Eurozona sarebbe dovuta diventare l'area più competitiva al mondo? Ma allora chi ci ha preso in giro? Alla luce di quanto accaduto, infatti, è difficile bersi la balla che tutto è accaduto in maniera del tutto casuale. non sapevano forse i professorini dell'Ue – da Romano Prodi in poi – che creare una zona con politiche fiscali diverse, economie diverse, culture diverse ed una moneta unica avrebbe matematicamente favorito instabilità e speculazione, a vantaggio delle economie più forti. Ma l'autocritica non sembra una dote propria di Strasburgo e Bruxelles; o magari tra qualche mese ci verrranno a dire che tutto potrà essere superato convincendo i vari stati (ormai ex-sovrani a vantaggio dei "principi-regnanti" del rating e dello spread: Fitch, moody's e standard & Poor's) a cedere definitivamente la propria sovranità a vantaggio di un unico grande e totalitario super-stato Ue, chiamato Stati Uniti d'Europa? Non è forse questo il piano segreto a cui da sempre Delors e gli altri élitari euroamici venuti dopo di starebbero lavorando da cinquant'anni? Beh, vedremo!
     
      Piano europeo d'investimenti – Un cane che si morde la coda? 
     
    Intanto, possiamo prendere atto del fatto che nel testo adottato ieri, i deputati hanno individuato quale panacea per gli sventurati giovani dell'Europa del Sud la definizione e la proposta di un Piano d'investimento per il lavoro, chiamato "Opportunità per i giovani". Ma una domanda sorge spontanea: a che serva investire se le imprese bancarie continuano a non prestare danaro, rispettando una sorta di super-patto proteso a far fallire o svendere le aziende europee? ci sembra un pò un "cane che si morte la coda". In effetti il problema se lo sarebbero posti nell'emiciclo di Strasburgo, anche una parte degli stessi deputati: secondo i quali la portata delle azioni proposte non sarebbe, infondo, proporzionata alla gravità dell'attuale crisi occupazionale. Ma gli estessi hanno poi concluso che il rilancio dell'Europa passerebbe comunque per  il lancio di questo miracolistico "piano europeo d'investimenti" .
     
      Ridistribuire i fondi strutturali  
     
    La risoluzione di Strasburgo, invero, giunge a ruota della decisione del Presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso – presa durante il Consiglio europeo dello scorso 30 gennaio 2012 – in merito alla disponibilità di 82 miliardi di euro in fondi strutturali 2007-2013 (sul totale di 347 milioni)  non spesi dalle regioni Obiettivo 1 (tra le quali per l'appunto Calabria, Campania, Sicilia) e quindi da riassegnare. I deputati, dunque, ieri – vista la drammaticità della questione lavoro – hanno chiesto alla Commissione di reimpiegare parte di tali fondi in tal direzione. Ciò, accanto all'aumento della  percentuale di fondi a sostegno di piani d'intervento co-finanziati con i governi dei Paesi Ue a maggior tasso di disoccupazione giovanile: cioè i soliti (ed isolati) Piigs, accanto a Lituania, Lettonia e Slovacchia. 
     
      I tempi pachidermici dell'Ue e l'Uragano crisi   
     
    D'altra parte, tuttavia, è bene ricordare che già nel 2010, l'Europarlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio la creazione di una "garanzia europea per i giovani" su lavoro e  apprendistato dopo 4 mesi di disoccupazione: proposta ad oggi, non attuata con tempi consoni e celeri, al passo con una crisi indotta che divora ogni giorno l'Europa e soprattutto gli Europei più poveri e disagiati, alla faccia dell'inclusione sociale e della solidarietà. La Commissione, infatti, darà attuazione alla proposta dei deputati  – presentando al Consiglio dei 27 leader Ue, un piano sulle garanzie per i giovani – solo entro la fine del 2012. Ciò, dunque, dietro l'adozione da parte  del "Consilium" dei 27 della suddetta proposta entro la fine del 2012: data siderale, se proporzionata alla drammatica spirale distruttiva, che agisce alla velocità di un uragano. per quella data, paesi come l'Italia, la Spagna e il Portogallo potrebbero essere già tutti fisicamente in grecia, e senza staccare alcun biglietto aereo. Quando si dice il tempismo dell'Unione!
     
    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)