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  • BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    BCE – Passata la Tempesta, odo Draghi far Festa!

    Giovedì, Giugno 6th/ 2013

    – di Giovanni Antonio Fois  e Sergio Basile –

    Veneto, Bce, Benetton, Diadora, Lotto, Crisi internazionale, Lavoro, Proletariato, Oscurantismo mediatico, Francoforte, Treviso, Dolomite, Geox, Nordica, Cina,Banca Centrale Europea, Mario Draghi, Salvataggio banche, Die Zeit, Esm, Streee Test, MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, Fondo Ammazza Stati Permanente, Sistema Target2, Pay TV, Progetto Monarch 

    BCE – Dalle proteste al Piano Radicale

    per ingrassare le Banche Sovrane e

    terzomondializzare gli Italiani

    In Autunno quasi certe ricapitalizzazioni dirette attraverso

    il MES: il regime si organizza e serra la stretta

    Proteste Eurotower: cosa è rimasto? L'Esperienza degli

    imprenditori veneti e l'ultima beffa di Mario Draghi

     

    di Giovanni Antonio Fois e Sergio Basile
     
    Mario Draghi - BCE - MES
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     Le Ultime dall'Eurotower, passata la tempesta odo Draghi far…               
     

    Francoforte – Nelle ultime ore è trapelata la notizia (ANSA) secondo la quale la Banca Centrale Europea (BCE) starebbe lavorando a pieno ritmo ad un piano di  "risanamento radicale delle banche dell'Eurozona". La notizia è stata ripresa – a titolo di anticipazione – anche dal settimanale tedesco Die Zeit, secondo cui ''dall'autunno i banchieri centrali con le autorità di controllo esamineranno i bilanci di circa 140 banche con l'aiuto di stress test. Gli istituti che non riuscissero da soli a ricapitalizzarsi – secondo tale "piano" – dovrebbero essere aiutati dagli Stati membri con un possibile coinvolgimento del Fondo Esm (o MES) se non fossero in grado risanarle". Insomma si profila all'orizzonte l'ennesima presa per i fondelli, e proprio a pochi giorni dalla plateale e corposa protesta dei cittadini europei contro il sistema truffa Ue-BCE: protesta andata in scena proprio a Francoforte, sotto l'Eurotower. Un sistema, quello bancario, che come detto più volte costringe soprattutto gli Europei del Sud alla fame da anni. Ciò mediante meccanismi studiati ad hoc e ben occultati dai media, come il Sistema Target2 e lo stesso euro: moneta unica disastrosa, diabolica e funzionale (complementare) al primo (vedi articolo in allegato per approfondimenti).

    Mario Draghi - EBC Protest

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Connazionali veneti alla riscossa                                                                           

    Il mondo mediatico, come al solito, tace al riguardo. Così, sebbene i nostri connazionali veneti, in concerto con altre centinaia di migliaia di persone hanno manifestato pacificamente (ma con fervore) contro il governo centrale, gli organi d'informazione di bandiera hanno – come noto – lasciato la cittadinanza italiana all'oscuro, onde evitare tragici risvolti.  Stesso copione, come visto, per la rivoluzione che da giorni sta infuriando in Turchia contro il governo filo-europeista e filo-NAto di Erdogan (vedi aticoli in allegato). Eppure è proprio a questo che si sta andando incontro. I lunghi periodi d'austerity che hanno ridotto sul lastrico gli imprenditori e gli operai di tutte le nazioni europee sono i primi colpevoli del nervosismo e della disperazione, ormai dilaganti. Una folta delegazione di contribuenti del nord est italiano è partita alla volta di Francoforte, letteralmente indiavolata. Questi imprenditori e padri di famiglia onesti, tra i protagonisti assoluti del miracolo economico della regione veneta e dell'Italia intera negli anni '70 e '80 del ventunesimo secolo, hanno assistito alla progressiva chiusura di importanti aziende nei propri settori, costretti quindi a perdere posto di lavoro e salario. Ricordiamo ai lettori che in questa parte del nostro territorio sono spuntate come funghi imprese capaci di lanciarsi sui mercati mondiali, garantendosi introiti da capogiro e salvaguardando per anni lo stipendio dei lavoratori impiegati. Non dimentichaimoci che queste città hanno avuto per decenni le leadership di interi capitali industriali, venendo indicati dagli economisti mondiali come geni assoluti ed inarrivabili del mercato economico.

     Il Modello Montebelluna                                                                                         

    Basti pensare a comuni quali Montebelluna, nel trevigiano: per diverso tempo la terza città più ricca d'Europa, forte di imprese quali Diadora, Lotto, Dolomite e Nordica, protagoniste dell'abbigliamento sportivo e delle calzature da moto, acquistate, per l'appunto, in tutto il pianeta. Queste stesse persone, veri proletari italiani, hanno contribuito cospicuamente alla crescita di questo Paese, a forza di sudore e di sacrifici. Oggi le imprese trevigiane hanno spostato le produzioni nei paesi in via di sviluppo, dove la manodopera, come ben sappiamo, viene a costare cifre irrisorie. D'altra parte lo stato ha imposto ciò! Il prezzo era il fallimento! Così la Geox, nonostante continui a sbandierare al mondo l'etichetta Made in Italy, produce quasi la totalità delle proprie scarpe nel profondo Sud della Cina. La Benetton, fondata a Treviso nel 1965, si è avvalsa per anni delle prestazioni lavorative di migliaia di massaie venete, impiegate nella cucitura dei tessuti ma oggi ha optato anch'essa per la delocalizzazione. Gran parte della produzione si trova all'estero e migliaia di lavoratori veneti sono ridotti sul lastrico.

    Mario Draghi - BCE - MES

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     BCE-MES – Dopo il Danno la Beffa. E proprio dall'Italiano Draghi          

    Il tutto ovviamente è avvenuto nell'indifferenza più totale dell'Europa dei poteri occulti e dei camerieri obbedienti di Roma. Non importa quanti sacrifici abbiano fatto in passato, quante le ore di straordinario, quanto sudore e sangue abbiano lasciato sui propri passi. I proletari italiani si ritrovano con un pugno di mosche e il Veneto ne rappresenta il primo emblema. Eppure, nonostante le proteste, le manifestazioni, i lunghi viaggi fino a Francoforte, l'azione di queste persone viene oscurata dai principali organi d'informazione e le loro parole rimangono inascoltate. E – come se ciò non bastasse – dopo il danno la beffa finale: a pochi giorni dalla veemente protesta dinnanzi alla BCE, la notizia fresca fresca sulla ricapitalizzazione diretta delle "povere banche" mediante il MES. Il dittatoriale ed anti-costituzionale MES (vedi articolo in allegato). Questo è davvero l'ennesimo affronto. L'ennesimo schiaffo questa volta da non accettare facendo buon viso a cattivo gioco, come negli ultimi 20/30 anni i media di regime italioti ci hanno abituato a fare con un continuo e sistematico "Progetto Monarch", avallato e pilotato da questa TV spazzatura a trazione "sionista" e "liberal-stalinista". Una TV che ha annienato la nostra coscienza critica. La notizia sulle nuove strategie del caro Mario Draghi e dei colleghi della privata BCE – ci scommettiamo – domani nemmeno apparirà sui tabloid di regime, che qualora ne dovessero parlare, lo faranno con enfasi estrema, come accaduto con la storia ridicola ed ingannevole dell'abbassamento dei tassi d'interesse (vedi articolo in allegato – La Bufala: Taglio Tassi BCE e MES). Ci domandiamo allora – con una vena di sarcasmo – quali siano gli avvenimenti considerabili notiziabili e per quanto tempo ancora gli stessi telegiornali nazionali continueranno a far valere il loro oscurantismo. Perchè non anticipare le loro mosse è non disdire i nostri abbonamenti di Pay-TV e abbonamenti satellitari in massa? Sarebbe un piccolo-grande sgarro ai nostri aguzzini! Almeno in attesa di intraprendere le strategie giuste per riconquistare la nostra sovranità monetaria e finanziaria. I miracoli esistono! Basta crederci!

    Giovanni Antonio Fois, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Catastrofe Euro: Progetto concepito per la Distruzione del Continente. La Confessione di Lafontaine

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  • Nel Mezzo del Cammin di nostra Vita ci ritrovammo in una Selva Oscura… Bruxelles invasa da Petizioni di Fuoco

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    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013 

    – di Giovanni Antonio Fois –

    Ue, BCE, FMI, MES, Lavoro, Italia, Ilva, Taranto, Ambiente, Mercati finanziari, Petizioni, Parlamento Europeo, Bruxelles, MES, BCE, Euro, Moneta Unica, Provvidenza, Traghettatori, Privatizzazioni, Volontà Popolare, Divina Commedia, Danta Alighieri Pasolini, Inferno Dantesco, Giovanni Antonio Fois, Qui Europa 
     

    Nel Mezzo del Cammin di nostra Vita ci

    ritrovammo in una Selva Oscura… 

    Bruxelles sommersa da petizioni di fuoco provenienti

    dai gironi del Sud Europa

    Euro, Finanza, Ambiente e caso Ilva tra i temi più caldi

     

     di Giovanni Antonio Fois

    Parlamento europeo invaso dalle Petizioni

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Europarlamento – Precisi segnali d'allarme dall'Europa dei Popoli 

    Bruxelles, Roma – Tempi duri per la cittadinanza europea, lo sappiamo bene. Ad oggi i dissidenti nei confronti delle sempre più sanguinose politiche d’austerity e dell'euro, crescono a vista d'occhio. Assodato il fatto che nel mondo mediatico non c’è spazio per i "piagnistei popolari" e che gli organi d’informazione danno voce solamente alle alte sfere della società (salvo qualche caso isolato), alle fasce più sfortunate della cittadinanza, che ne rappresentano la stragrande maggioranza, non resta che far affidamento sui nuovi mezzi d’informazione, come la rete. A onor del vero esistono numerosi altri modi per far valere la propria opinione, come le lettere aperte, ma soprattutto attraverso  i referendum e le petizioni popolari. Tuttavia, come ci insegnano le passate esperienze, anche queste iniziative, spesso, lasciano il tempo che trovano. Già, perché la privatizzazione dell’acqua pubblica, per portare ad esempio uno degli avvenimenti più recenti, sebbene sia stata fortemente criticata ed osteggiata attraverso referendum dalla popolazione italiana, è stata poi più volte rimessa in discussione. Così come lo stesso voto, simbolo primo della filosofia democratica che dovrebbe sostenere uno Stato governato dal popolo, ha perso d’interesse e d’importanza.  Le iniziative popolari ci forniscono comunque segnali precisi su quello che è il sentimento comune di dissenso, espresso congiuntamente e dilagante. Una risorsa per i mezzi d’informazione liberi che possono prendere spunto da queste fonti primarie senza dover passare per la mediazione di qualsivoglia organo stampa. Così, analizzando la massa di petizioni rivolte dalla popolazione europea al Parlamento UE, possiamo sottolineare precisi segnali d’allarme che rispecchiano pienamente le intenzioni popolari e la protesta.

     Già dal 2011, Parlamento europeo inondato di petizioni 

    Nel solo 2011 sono pervenute al Parlamento europeo 1414 petizioni, sebbene solamente un migliaio sia stato considerato ricevibile (ma non per questo attuabile). I temi più gettonati sarebbero stati l’ambiente (16% delle petizioni) , il mercato interno (15%) e gli affari economici e monetari (6%). Inutile dire che tali preoccupazioni, prese in larga scala, coincidono con quelle di tutta la cittadinanza del Vecchio Continente che ne denuncia le lacune fondamentali.

     OGM e Devastazione del Creato 

    Il consiglio che ne deriva è chiaro: in primo luogo, essendo questo tipo di sistema privo di una degna regolamentazione di ricostruzione ambientale, farebbe bene a smettere di distruggere la natura come elemento fondante di una ritualistica venerazione al "dio capitale"  (vedi OGM e promiscuità nei processi produttivi in agricoltura – articoli in allegato), bene fondamentale per la sopravvivenza futura della fauna mondiale e degli stessi esseri umani.

     Euro e Mercati Finanziari – Un Inferno Dantesco 

    Secondo punto d'interesse,  poi, l'annosa questione riguardante i mercati finanziari, considerati ormai al pari dell’inferno dantesco – euro e sistema monetario inclusi – scenari oscuri d’eterna dannazione per Pmi e per interi popoli. Mentre sullo sfondo decine di giovani rampanti ridotti sul lastrico si gettano nel vuoto, infiniti lapilli lanciati dai demoni Fmi, Mes, Target2 e BCE, colpiscono ed atterrano proletari di tutte le nazioni e tutte le età. Con maggior predilezione, pare – per il momento – per il Sud Europa.

     Dall'Italia migliaia di petizioni sul "Caso Ilva" 

    La situazione italiana di oggi va a collocarsi senz’altro in uno dei primi gironi e lo testimonia il fatto che le petizioni sopracitate siano state presentate in buona percentuale da nostri concittadini. In particolare – oltre al disastroso euro – a livello puramente statistico è stata sottolineata la tragicità della situazione dell’Ilva di Taranto, paradosso contemporaneo che ha posto ogni lavoratore dell’azienda di fronte ad una terribile scelta: il lavoro o la vita. Scegliere di lavorare (peraltro a prezzo di schiavitù) pur assoggettando se stessi e i propri figli al rischio cancro, costringe l’uomo ad essere privato della propria dignità, ridotto ad essere, come avrebbe detto Pasolini, "un cadavere di se stesso". Il Sommo Poeta, dunque, sembra aver illustrato profeticamente – dalle pagine della Divina Commedia – la scenografia che oggi si presenta come sfondo "ideale" ai fatti maturati nel Bel Paese e nello stesso golfo pugliese, rivelandosi, a secoli di distanza, ancora ricco di contemporaneità. A Taranto, l’aria, la spiaggia, le strade, le case – e per giunta il mare – si presentano d’un rosso sbiadito. Sfumatura derivante dalle esalazioni tossiche della centrale, mentre sui fondali marini, si possono raccogliere quintali di catrame viscoso. Intanto i lavoratori, nonostante i duri sforzi, si muovono come una massa in preda al panico, frustati quotidianamente dal mostro Equitalia, che pretende le tassazioni arretrate a interessi da usura.

     Rompere i Sodalizi 

    Certo le numerose richieste delle popolazioni europee pongono Bruxelles e gli stessi (distratti e compiacenti) eurodeputati di fronte a problemi non più ignorabili, tracciando un quadro tragico. Ora staremo a vedere se saranno presi provvedimenti validi in merito alle richieste avanzate (oltre ad essere valutate come ricevibili) o se quei pochi volti noti del mondo Ue continueranno a vestire i panni che furono dei suddetti demoni oppressori. Certo la sensazione è che la redenzione delle anime degli sfortunati ed incolpevoli  "viaggiatori degli Inferi europei", non passi né da impresentabili traghettatori travestiti da "politici", né – ovviamente – dagli stessi demoni, ma da un intervento Celeste. Dante insegna! Spetta tuttavia prima a noi – esseri liberi di optare sempre tra bene e male – rompere ogni alleanza e sodalizio (palese o occulto) con tali demoni, per il resto la "Provvidenza Celeste" completerà l'opera.

    Giovanni Antonio Fois (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Giovedì,  Marzo 21st/ 2013 – di Sergio Basile –    Merloni, Roma, fallimento, Unione europea, Aiutino, Globalizzazione, FEG, Fondo di Adeguamento alla Globalizzazione, Euro, Eurozona a rischio collasso, Bruxelles, Contagio fittizio, Crisi dell'Eurozona, Crisi Mondiale Fittizia, NWO, New World Order, Italia, Eurozona, Euro, Cenerentola, Industria pesante tedesca, Bruxelles, Sistema d'impresa italiano, Commissione europea, Elettrodomestici, Licenziamento, cassa integrazione, […]

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi, di "Qui Europa" – – di Mario Borghezio, deputato al Parlamento europeo – Eurotruffa, Bruxelles, Eurogruppo, Parlamento Europeo, Mario Borghezio, Cipro, Truffa, Eurozona, Grecia, Nicosia, Prelevamenti truffa, Privatizzazioni, Salvataggio bancario, Sistema Bancario, Truffa Bancaria, Europa, Franklin Delano Roosevelt, FDIC, Wall Street, FDR, UE, Governo cipriota, Follia europeista, […]

    La Polonia ci ripensa: Euro? No Grazie! Per ora non ci riguarda!

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    Mercoledì,  Marzo 20th/ 2013   – di Sergio Basile e Giuseppe Sacco –  Polonia, Euro, Eurozona a rischio collasso, Bruxelles, Varsavia, Donald Tusk, Bronislaw Komorowski, Jacek Rostowsky, Austerity, Presidente Polacco, Premier Polacco, Banche centrali privatizzate, Sistema Target2, Varsavia, Pil polacco, Conti Pubblici, Contagio fittizio, Norvegia, Italia, Eurozona, Euro, Cenerentola, Regina d'Europa, Industria pesante tedesca, Deutsche Bundesbank, Bruxelles, […]

    Import di Suini dagli Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare

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    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio […]

    Schiavi europei, da oggi attenti a quello che mangiate

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    Venerdì, Settembre 28th/ 2012  – di Silvia Laporta – Parlamento europeo / Unione Europea / Schiavi europei / Mangiare sano / carne / pesce / orgine controllata / abolizione del marchio di qualità / prodotti ittici / Angelo Rosso / European Joint Research Center  / Massimo Gallesio / Carmen Fraga / Europarlmento / Lobby / […]

    Il Vecchio-Nuovo Premier Bersani

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    Venerdì,  Marzo 22nd/ 2013  – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Italia / Roma / Esecutivo / Nuovo Governo / Presidente del consiglio / Presidente della Repubblica /  Parlamento / Premier / Crisi / Nazione / Politica / Istituzioni / Pd / Movimento 5 stelle / Pdl / Formazione esecutivo / Pierluigi Bersani / […]

    Europa – Ci Risiamo, hanno ammazzato la Democrazia!

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    Giovedì, Giugno 28th / 2012 – di Silvia Laporta – Italia / Mes / Esm / TSGC / Dittatura europea / Stati Uniti d'Europa / Omertà / Austerity / Bruening / Immunità giudiziaria / Messaggi falsi / Manipolazione / Eurobonds /  L’Eurodittatura è alle porte : Trattati Blindati immunità giudiziaria e inviolabilità documentale MES e Fiscal Compact: Non […]

    MES – The End

    MES – The End

    Giovedì 28th / Giugno 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Unione Europea / Mes / Fondo Salva Stati / Italia / crisi / disinformazione / economia / debito pubblico / Bce / Trattato di Lisbona / Luglio 2012 / Congresso direttivo del Fondo / capitale sociale / morte del welfare / dittatura  […]

    Nell’Ue arriva il MES – E’ la fine della democrazia: benvenuti nella nuova dittatura

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    Giovedì, Giugno 7th / 2012 – di Silvia Laporta –  Unione europea / Bruxelles / Mes / Fondo Salva Stati permanente / Crisi / Economia / Finanza / Eurozona / Dittatura / Annullamento dei diritti e del Costituzionalismo / Potere illimitato alla tecnocrazia di Bruxelles /  Compressione delle libertà personali / Omertà / Fascismo   Bruxelles – […]

    Basilea 3 e la dittatura della casta bancaria – Vogliono uccidere le Pmi

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    Mercoledì, Maggio 23th / 2012  – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Banche / Pmi / Banca d’Italia / Basilea 3 / debito / crisi / tasse / aziende  / Dittatura delle banche / Nazismo bianco / Vogliono uccidere le piccole e medie imprese / Qui Europa / Pmi Supporting Factor  / 66 imprese ogni […]

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Selva oscura – Nel mezzo del Cammin… di Nostra Europa

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Unione Europea / Italia / Vienna / Rivisitazione Divina Commedia / Montalbano / Cultura / Tradizioni / Piatti tipici / Dante Alighieri / Andrea Camilleri / Claudio Morganti / Onu / Ocse / Consiglio d'Europa / Razzismo / Discriminazioni  L'eurodeputato Morganti (Lega): "L'Ue tuteli […]

     

  • Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Erasmus: un “lusso” – Giovani Annegano nella Disoccupazione

    Martedì, Luglio 3rd / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea/ Commissione Europea / Europa / Italia / Grecia / Germania / Spagna / Francia / Regno Unito / Università / Erasmus / Studenti / Integrazione / Cultura / Istruzione / Società / Giovani / Disoccupazione / Lavoro / Crisi / Politica / Futuro 

    Erasmus: un’esperienza di “lusso” 

    Pochi i finanziamenti europei per gli studenti

    e disoccupazione giovanile dilagante

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Strasburgo –   Il sogno dell’integrazione europea passa anche attraverso il progetto Erasmus: istituito nel 1987, aveva richiamato oltre i confini nazionali ben 3.224 studenti universitari europei che, fino al 2010, si sono moltiplicati esponenzialmente, raggiungendo il numero di 213.266 giovani, i quali hanno realizzato il proprio desiderio di studiare all’estero. Questi dati vengono forniti dall’ultimo documento redatto dalla Commissione europea, in cui viene specificato che i paesi coinvolti in questo progetto di respiro internazionale sono 33.

      Le mete preferite  

    Le mete preferite dagli studenti europei sono, prima tra tutte, la Spagna, seguita a ruota dalla Francia, dalla Germania e dal Regno Unito. Anche l’Italia dà buoni segnali di integrazione europea culturale ed universitaria, sia come paese ospitante sia per i propri studenti che scelgono destinazioni europee per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. Ma, se in passato, con l’Erasmus si disegnava il progetto di unire l’Europa e di abbattere i confini geografici e culturali tipici delle singole Nazioni nel tentativo di formare i giovani in modo “europeo”, l’oggi presenta agli studenti un conto diverso ed il futuro appare ancora più incerto.

      Fumo negli occhi – Un lusso per élite   

    Se la percentuale degli erasmiani aumenta, ogni anno, dall’1% al 3%, la crisi europea porta alla riduzione notevole dei finanziamenti previsti per l’istruzione. Ecco che, in un mondo governato dalla logica dei mercati e dell’economia, anche il diritto allo studio e alla formazione culturale e sociale, si trasformano in un lusso che non tutti possono permettersi. Le borse di studio previste sono sempre più povere ed in media, ogni studente, riceve un finanziamento di 254 euro al mese: una cifra che di certo non consente di mantenersi all’estero. Insomma, solo chi ha un portafoglio ampio sarà considerato uno “Studente eletto”, degno di una esperienza di studio europea. Chi, invece, non avrà una famiglia agiata che gli possa coprire le spalle, sarà costretto a rimanere a casa e a ritenersi fortunato nel caso abbia la possibilità di ultimare gli studi nel proprio paese. Come abbiamo più volte accennato, la crisi che stanno vivendo i paesi europei colpisce, oltre al portafoglio, anche i valori, l’istruzione, la cultura, il mondo del lavoro e, più nello specifico, i progetti ed il futuro dei giovani. Del resto, la crisi della società, ovviamente, permette una manipolazione più capillare ed efficace della popolazione e questo sembra essere l’obiettivo perseguito dai nostri politici, “bravi e competenti”.

      Un gregge sconfinato di disperati  

    Possiamo solo rabbrividire davanti ad alcuni dati relativi alla disoccupazione giovanile europea: come riportato stamane dal giornale “Rinascita”, diretto da Ugo Gaudenzi, “sono cinque milioni e mezzo i giovani disoccupati di età inferiore ai 25 anni, rappresentativi di una media del 22,4% con punte del 50% sia in Spagna che in Grecia. Sette milioni e mezzo non studiano e non hanno neanche un impiego”. Per quanto riguarda l’Italia di certo non si può dire di meglio: proprio ieri, si è raggiunto un nuovo record, purtroppo ( o oseremmo dire “come al solito” ) negativo.

      In Italia – Situazione apocalittica  

    La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36,2% e quindi, sempre secondo i dati diffusi dall’Istat, un giovane su tre è senza lavoro: ormai quasi uno su due. Una fotografia di un’Italia malata che sta uccidendo, attraverso una politica altrettanto malata, il proprio futuro mettendo in ginocchio i giovani. Il paese più virtuoso è, invece, la Germania con un tasso di disoccupazione giovanile pari al 7,9% e la cosa non ci stupisce affatto considerata la costante diligenza tedesca da “prima della classe” e le palesi disparità bancarie, finanziarie ed economiche favorite dall'attuale sistema interbanvcario TARGET 2 (che esamineremo nel dettaglio nell'editoriale di domani, mercoledì 4 luglio). E allora ci chiediamo come sia possibile, anche sulla base di queste differenze nette e discriminanti, parlare ancora di un’Europa unita che abbatta tutti gli ostacoli culturali, sociali ed economici. Forse potremmo parlare di “illusione”: tanto, ormai, a questa parola ci siamo abituati.

      Muoversi ora o mai più!  

    Agiamo ora, prima che sia troppo tardi: e soprattutto parliamo tra di noi di tali problemi, fecendo pressioni (in questo periodo elettorale) sui nostri preudo-politici "indifferenti" e spesso e volentieri "collusi". Facciamolo ora, altrimenti i nostri figli non avranno un lavoro e vivranno per sempre nella disperazione.E la colpa sarà anche nostra e della nostra mostruosa indifferenza ed ignoranza!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la riforma d’intesa con l’Ue e la Casta

    Martedi, Giugno 19th / 2012

    – di Silvia Laporta – 

    Italia / Decreto Sviluppo / Decreto Lavoro / Corrado Passera / Assisi / meeting internazionale economia / Parlamento / Unione Europea / sviluppo sostenibile / crisi / lavoro / economia / Project Bond / Grecia / Atene / Italia / Banche / Eurozona / Qui Europa / disoccupazione / povertà 

    Decreto sul Lavoro: Passera accelera la

    riforma d'intesa con la tecnocrazia Ue

    Tutti i dati confutano Monti, Passera e la Fornero

    e smontano i facili entusiasmi dei tecnici

    Ma la casta approva il lavoro dei tecnocrati

    Corrado Passera soddisfatto per i progressi fatti – Il plauso della casta

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Assisi, Roma – Nel corso del meeting internazionale di economia, tenutosi ieri ad Assisi, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è sembrato abbastanza  – anzi troppo – ottimista. La riforma sul lavoro, d'altra parte, è già in cantiere: una volta approvata dal Parlamento – d'intesa con Bersani, Alfano e Casini – ci sarebbero tutti i presupposti perché possa essere presentata all’appuntamento europeo: un’occasione – sostiene Passera – per muoversi non solo in direzione del “rigore” – come fatto fin ora – ma anche in direzione  “crescita”, facendo passi avanti nella ripresa economica del Paese. Il ministro ha quindi sbandierato ai quattro venti la sua "decisa volontà" di voler puntare sul lavoro: dare degli incentivi importanti facendo capo allo sviluppo economico sostenibile, prendendo gli errori del passato ad esempio, in modo da non reiterarli nel futuro. Anche se francamente ormai è chiaro che "rigore" e "crescita" sono due aggettivi tra loro incompatibili, anzi del tutto contrari.

      Entusiasta? E di cosa?  

    Sul tema sviluppo il ministro si è dimostrato egualmente soddisfatto: “Nel decreto ci sono stimoli sull’economia – ha dichiarato – ma ci sono soprattutto riforme strutturali come nel campo fallimentare, come nel campo della finanza d’impresa, che sicuramente aiuteranno le imprese. E’ chiaro – aggiunge– che noi non verremo mai meno all’impegno di mantenere i conti pubblici in ordine, come ci siamo impegnati con il resto del mondo, però risorse private, comunitarie e anche pubbliche, ne vengono mobilitate parecchie e da molti settori ci viene il plauso per quello che abbiamo fatto” .  Nei giorni scorsi, noi dell'Osservatorio Nazionale "Qui Europa", abbiamo analizzato il Decreto Sviluppo che, seppur appaia dalle parole del governo Monti, come un ambizioso progetto per una "quanto evidentemente improbabile crescita", è pesantemente intrisa di lacune e contraddizioni. Alcune anche particolarmente gravi, circa proprio la situazione lavoro (vedi articolo in archivio). Emblematico, in merito, è l'impressionante numero dei cosiddetti esodati che ormai va oltre i 300.000 – neanche fossimo in periodo di guerra armata – e che come rivelato dai sindacati nei giorni scorsi non corrisponde a quanto sostenuto dalla "signora Elsa Fornero". Il Ministro del Lavoro che, pur avendo il dovere di conoscere i veri  dati dichiarati  e depositati dall'INPS, non ha diffuso le cifre esatte.  Per non parlare dell’immancabile postilla “tecnica”, Project Bond: cioè dei nuovi debiti, soggetti ad interesse,  introdotti nel sistema, sempre a carico dei cittadini, con lo scopo di finanziare opere pubbliche, che dovrebbe sostenere lo stato  ma che saranno affidate in maniera esclusiva ed incomprensibile al capitale privato. Quindi cosa troviamo nel Decreto Sviluppo? Nuovi debiti! Una bella sorpresina “di sviluppo” per gli Italiani !

      La Grecia e il "Passero" pensiero  

    Tornando al “Passero Solitario”, il ministro, ha anche commentato l’esito del voto in Grecia:  “ Atene sta dicendo “Dobbiamo farcela”! Il voto di ieri è sicuramente positivo – ha commentato nelle ultime ore il ministro – e conferma tutto quello che abbiamo sempre pensato: Atene deve rimanere dentro l’Eurozona e va aiutata a superare questo momento difficile”.  A giudicare dalle condizioni economico-sociali, ormai disastrose, della città ellenica,  forse questo è sempre quello che hanno pensato “loro” e non gli Ateniesi ed il resto della popolazione ellenica! Se l’Eurozona pensa di aiutare l’economia Greca con la sua classica strategia di rimpinzare, a nostre spese, le casse delle banche per ricavarci una bella fetta di interesse, come al solito, forse questo tanto millantato “plauso” – di cui parla Passera – si potrebbe trasformare in un frastuono molto più forte! E l'enorme consenso avuto dall'estrema sinistra anti-rigorista di Syriza in Grecia nelle scorse ore è, in merito, un chiaro avviso all'eurocasta ed allo stesso Fmi di Christine Lagarde.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

    Domenica, Giugno 17th / 2012

    – L'Editoriale, di Sergio Basile –

    Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / Crescita /  Investimenti / Incentivi / Punti forti dell'Italia / Paese ricco / Giardino d'Europa / Svendita del patrimonio pubblico / Piano verso la dittatura bancaria /  Tessuto imprenditoriale / Indici economici / G20 del Messico / Mario Monti / Corrado Passera / Voto della popolazione ellenica / Permanenza nell'Eurozona / Mercato Interno / Complotto / Contro informazione / Sergio Basile / Qui Europa / Europa / Rinascita 

    Fermiamoli! – Stanno Svendendo 

    e distruggendo il Giardino

    d'Europa –  Sveglia!

    Da Bruxelles, al G20 a  Roma si sussegue

    la propaganda dell'euro-casta

    Saldi – E' iniziata la svendita del Patrimonio

    Storico Nazionale: il Giardino d'Europa

    trasformato in un arido deserto

    E i "Magnifici Tre" Stanno a Guardare!

    Fermiamoli, stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – Mentre in Italia le famiglie si apprestano a pagare la prima rata (in scadenza domani) dell'iniqua ed assurda IMU ; mentre Mario Monti e Corrado Passera propagandano il loro "Decreto Sviluppo" che riverserà fiumi di euro nelle tasche di palazzinari italiani (restituendo loro in pratica, di sottobanco ed in maniera subdola, il mal tolto dovuto al versamento della stessa IMU da parte dei re dell'impero dell'edilizia italiana) da "reinvestire" – a interesse s'intende – in strutture pubbliche (togliendo allo stato ogni iniziativa di sorta, e snaturandone il suo ruolo fondamentale); mentre la Grecia è alle prese con un voto "storico" che potrebbe scardinare la gabbia dell'Eurozona, nella quale la Troika sta lentamente dissanguando i poveri paesi del Sud Europa sotto attacco dei mercati (i cosiddetti Piigs); sul fronte dell'Ue incalza forte la propaganda "pro-crescita" di Barroso e compagni. Il cerchio dunque si chiude proprio a Bruxelles.

    L'annientamento del Mercato del Lavoro e

    l'assurdo "pizzino" della Commissione Ue 

    "L'azione messa in campo dalla Ue per fare fronte alla crisi dei debiti sovrani ha contenuto la crisi, ma non l'ha domata e tantomeno l'ha superata''. A dichiararlo – con faccia di marmo e senza alcuna vergogna di sorta – nelle scorse ore Olli Rehn – Commissario Ue, "non eletto",  agli Affari Economici e Monetari della "Banda Barroso" –  che ha bollato come ''insufficienti'' le azioni messe in campo rispetto alle sfide della crisi (e lo credo bene!). Rehn ha inviato un "pizzino" ideale al governo Monti, per  spianare la strada  dell'opinione pubblica verso un "consenso illusorio", ed al fine di garantire nella maniera più indolore possibile l'approvazione della proposta di riforma del lavoro (disoccupazione diffusa) da parte della casta-parlamentare di maggioranza che permette a Monti  di continuare le sue insensate manovre di distruzione dello stato e dello stesso Paese. "E' questione di grande urgenza" – ha dichiarato Rehn –  invitando Monti (che di certo non aveva bisogno di tali pretestuosi proclami) a portare a termine il suo lavoro (sporco lavoro) sulla riforma del mercato del lavoro nel Bel Paese. 

     Barroso-Monti – Bugie e Disinformazione  

    Secondo la Commissione europea, l'Italia affronterebbe, dunque, ''seri squilibri dovuti alla perdita di competitività nell'ultimo decennio", pertanto – secondo Rehn – ''tutte le misure prese finora dal governo per affrontare questo problema devono essere applicate in pieno e in modo rigoroso''. Ma i limiti e la pretestuosità di tali affermazioni (malgrado tv e giornali sostengano in gran parte la bontà di tali "fantasiose quanto false" ed antistoriche ricostruzioni) sono ormai ben palesi e ben comprensibili in una fetta sempre maggiore di Italiani, che hanno compreso la vastità e lo spessore della "rete del grande imbroglio" nella quale l'Italia – suo malgrado – è stata gettata. Non è vero, infatti, che da dieci anni a questa parte l'Italia attraversa un trend economico negativo.

     Tutti gli indicatori  economici smentiscono Monti,

    Bersani, Alfano, Casini e l'Ue  

    Più volte in questi mesi "Qui Europa" ha pubblicato i numeri che confutano le ricostruzioni della Commissione europea, del governo Monti e dei suoi impresentabili spalleggiatori: Bersani, Alfano (Berlusconi) e Casini. La scorsa estate l'Italia era un Paese in salute e in moderata crescita: 1) bassissimo debito privato d'impresa (appena 40 miliardi di euro, contro i ben 8000 miliardi di debito d'impresa privato delle aziende francesi – Come mai la Francia non ha subito dunque la sorte dell'Italia e il suo vergognoso declassamento?); 2) Terza riserva aurea del mondo; 3) Livello dei risparmi delle famiglie da record in Europa, e non solo; 4) Il miglior tessuto imprenditoriale d'Europa, sia per numero di attori commerciali, che per efficienza e produtività; 5) Paese leader al mondo in settori come la cantieristica navale, la metalmeccanica, l'ingegneria aereospaziale,  l'alta moda, l'impresa manifatturiera, l'industria dei servizi turistici; l'industria vitivinicola ed alimentare. Solo per citare alcuni esempi; 6) In più il Paese con il primo patrimonio artistico del mondo (il 70% delle opere d'arte sono conservate nei musei italiani: che oggi vanno verso una probabile e vergognosa privatizzazione); 7) Un Paese dalle bellezze territoriali e paesaggistiche invidiate nel mondo: non a caso prima dell'avvento del distruttivo governo dei banchieri eravamo ancora noti come gli abitanti del "Giardino d'Europa". Ciò nonostante i disastri provocati dal governo Berlusconi. A dare un quadro preciso della situazione – prima dell'invio della celeberrima letterina della (privata) Bce e dell'avvio delle ingerenze da parte dei "privati"  negli affari nazionali – fu lo stesso governo Berlusconi, come confermato (ricorderete) dallo stesso ex-ministro dell'Economia Giulio Tremonti: che nella scorsa estate fotografò nel suo rapporto semestrale la solida situazione dell'Italia, malgrado il debito pubblico di 1900 miliardi di euro. Debito – che come spiegato in decine di articoli – è stato "provocato in maniera fittizia" in seguito alla privatizzazione della Banca d'Italia e della conseguente perdita della nostra sovranità monetaria, regalata ai banchieri privati che siedono nel board della Bce. (vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa").  

     Il gioco sporco della "Banda Barroso"  

    Ma lo smemorato Rehn – finto tonto –  ha continuato a fare il  gioco di questa cerchia di eletti – o parassiti: dipende dai punti di vista – rimettendo la salvezza della baracca allo stesso artefice del disastro: Mario Monti. ''La dimostrazione di un impegno politico degli stati membri – secondo Rehn – sarà (infatti)  il punto chiave per ripristinare la fiducia nella zona euro''. Il commissario ha indicato nelle ultime ore quattro tasselli per la cosiddetta "crescita": 1) standard unico per i requisiti patrimoniali (cioè neutralizzazione del ruolo e delle funzioni tipiche degli stati); 2) supervisione finanziaria integrata (Risorse statali nelle mani dell'Ue); 3) autorità unica per la risoluzione delle crisi (cioè accentramento imperialistico) ; schema unico di garanzia dei depositi bancari (cioè dittatura bancaria); 5)  Mutualizzazione del debito (debito – come detto – fatto non dai popoli ma dalle stesse banche) con strette regole di bilancio (cioè comprimendo i servizi pubblici essenziali elargiti ai cittadini). Tutto sommato un bel modo per affrontare una crisi provocata da loro stessi.

     Barroso decise di non bloccare la speculazione  

    Il suggello di tali scelte "dittatoriali" quanto "anti-democratiche" la "Banda Barroso" – per ammissione dello stesso presidente – lo metterà al prossimo G20 del Messico. Secondo il "Re" – non eletto – della Commissione europea, infatti, al vertice mondiale "l'Ue non lascerà alcun dubbio ai partner internazionali sulla propria determinazione a prendere ogni azione necessaria contro la crisi, difendendo la stabilità e promuovendo la crescita. Siamo determinati – continua Barroso – a mostrare al mondo che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''.

     In attesa del Voto greco e del G20 del Messico  

    Ma, in attesa dell'esito del voto della popolazione ellenica – che in queste ore sta affollando le urne – una domanda ci viene spontanea: se l'Ue dice di star facendo di tutto per bloccare questa "pseudo-crisi" perchè ha fatto di tutto per "non approvare" il pacchetto di misure presentato nei mesi scorsi in Commissione dallo stesso commissario al Mercato interno Michel Barnier? Perchè non si è scelti di metter fine "all'impero del rating" ed alle contestuali ingerenze dei privati e delle multinazionali (che affollano i consigli direttivi delle stesse agenzie di rating responsabili dei declassamenti all'Italia ed agli alri paesi Piigs) una volta per tutte. Appare dunque chiarissima la volontà dell'Unione europea di continuare un doppiogioco al fine di alimentare questa crisi indotta e mettere le grinfie sulla ricchezza degli stati più appetibili. E il giardino d'Europa (oggi deserto d'Europa)  è tra questi.

    Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Gli imprenditori italiani volano in Marocco

    Gli imprenditori italiani volano in Marocco

    Giovedì, Giugno 13th / 2012

    – di Maria Laua Barbuto –

    Unione Europea /Italia / Marocco / Milano / Rabat / Commercio / Liberalizzazione / Marocco Verde / Irrigazione / Fertilizzanti / Piantagioni / Lavoro / Crescita / Settore primario / Investimenti / Incentivi / Terreni agricoli /  Esportazioni / Tecnologia / Agroindustria / Mohammed Aziz Akhannouch /Ahmed  Hajjiaji  

    Il Marocco chiede all’Italia la tecnologia per lo

    sviluppo dell’agricoltura

    Incentivi e finanziamenti per i Paesi esteri che sosterranno

    il progetto Marocco Verde

    Gli imprenditori italiani ora sviluppano l'agricoltura marocchina

    Agricoltrura – Gli imprenditori italiani ora volano in Marocco

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Milano, Rabat –  Appuntamento importante, quello tra il Marocco e l’Italia per discutere del progetto “Marocco Verde”, elaborato dal governo marocchino nel 2008 per lo sviluppo dell’agricoltura del Paese. Al fine della realizzazione dell’emancipazione di Rabat nel settore primario, pare che l’aiuto italiano sia fondamentale:  in cambio, infatti, il Marocco offre agli investitori e sostenitori esteri allettanti finanziamenti ed incentivi a patto che gli stessi siano disposti ad impegnarsi per il potenziamento dell’agricoltura marocchina. “Marocco Verde” prevede un investimento iniziale di 18 miliardi di euro che determinerà una crescita notevole, in quanto ogni anno e fino al 2020, a scapito del grano, verrano piantati dieci milioni di mandorli, ulivi, viti ed agrumeti.  Il progetto è stato illustrato dal Ministro dell’Agricoltura marocchino, Mohammed Aziz Akhannouch, a Milano, a numerosi imprenditori dell’agroindustria italiana ai quali il Marocco vorrebbe affidarsi nel tentativo di far lievitare le esportazioni dei propri prodotti agricoli e creare 1 milione e mezzo di posti di lavoro, incrementando così, notevolmente, la crescita del settore agricolo. “Il Marocco, per il proprio sviluppo,  ha bisogno della tecnologia italiana – ha affermato il direttore dell’Agenzia per lo sviluppo agricolo del paese, Ahmed Hajjiaji – da quella relativa ai fertilizzanti, a quelli dei sistemi di pompaggio ed irrigazione”.

      Gli imprenditori italiani sviluppano il Marocco  

    Tutto è reso più facile dall’accordo, stipulato il 1 marzo scorso, tra l’Ue e Rabat che prevede la liberalizzazione graduale degli scambi commerciali di prodotti agricoli e di pesca. La convenienza sembra palese: gli investimenti in Marocco da parte dei Paesi esteri prevedono l’esonero dei “sostenitori” dal pagamento delle imposte sulle società e di quelle generali sul reddito, un dazio minimo del 2,5% sulle importazioni del materiale utilizzato per l’agroindustria e aiuti di Stato interessantissimi compresi tra l’80% ed 100% per i progetti di irrigazione, tra il 30% ed il 70% sui materiali agricoli ed ulteriori incentivi sia per l’acquisto di celle frigorifere che per il miglioramento delle condizioni dei terreni. E mentre il Marocco si impegna per lo sviluppo del proprio Paese, gli investitori italiani sposano progetti esteri, varcando i confini nazionali. Ma allo sviluppo della nostra penisola, chi ci pensa?

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Milano – Il Papa abbraccia le famiglie del mondo

    Lunedì, Giugno 4th / 2012

    – di Sergio Basile – 

     

    Italia / Milano / VII Incontro Mondiale con le Famiglie  / Benedetto XVI / Famiglie / Ricchezza della famiglia cristiana / Pellegrini / Celebrazione euraristica / Società dal volto umano / Piazza Duomo / Teatro La Scala / Stadio giuseppe Meazza / San Siro / Giovani cresimandi / Famiglia / Lavoro / Festa / elementi che costruiscono la Famiglia / Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio / Santificare il lavoro e la festa / società dal volto umano  / Mercatismo / Logiche di mercato / Essere ed avere / San Paolo / Bellezza / Sacrificio / Crescita / Riposo / Rinascita / Pasqua / Dialogo e gioia condivisa / Gratitudine / Ringraziamento / Periodo buio / Dialogo con Dio e la Natura / Europa / Qui Europa / Sergio Basile  

     

    Milano – Benedetto XVI abbraccia le

    famiglie del mondo

    Famiglia: patrimonio principale dell'umanità per

    costruire una società dal volto umano

    Monito del Papa contro il mercatismo e le logiche

    utilitaristiche di mercato: distruggono il tessuto

    sociale

    Milano – Benedetto XVI con gli sposi nella VII Giornata Mondiale della Famiglia

    Milano – "Cari amici, la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l'arte, la musica, la cultura, l'industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell'intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione". Così  Papa Benedetto XVI ha salutato i pellegrini accorsi nella città "ambrosiana" per la tregiorni dedicata al VII Incontro Mondiale delle Famiglie: 72 ore di partecipati e coinvolgernti incontri – culminati con la Celebrazione Eucaristica di ieri, Domenica 3 Giugno – che hanno convogliato nel complesso oltre 2 milioni di pellegrini provenienti non solo dall'Europa, ma da circa 100 paesi. La famiglia, che il Papa ha definito come il "patrimonio principale dell'umanità" è ancora – in un altro passaggio – come "il lievito evangelico". secondo Benedetto XVI è ciò che deve "animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica". La tregiorni, si era aperta venerdì – con l'incontro di Piazza Duomo – ed era poi proseguita (nella giornata di sabato) con l'incontro dei cresimandi allo stadio Meazza. Molto suggestivo anche l'incontro al teatro "La Scala", dedicato alla riscoperta del messaggio salvifico di Dio attraverso la sensibilità della musica.  Ad accogliere Benedetto XVI, oltre le autorità ed il sindaco Pisapia, il Cardinal Angelo Scola  – Arcivescovo di Milano – e il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. 

     

      Ad immagine della Famiglia di Nazaret  

     

    Nell'omelia domenicale, che è coincisa con la solennità della Santissima Trinità – il Pontefice ha ricordato alla sterminata folla – costituita da migliaia e migliaia di famiglie cristiane di ogni razza, estrazione sociale e provenienza geografica, ma con un'unica forte identità, ed un unico spirito –  che Dio, oggi più che mai, chiama la famiglia – fondata sul sacramento del matrimonio tra l’uomo e la donna – ad essere Sua stessa immagine ed immagine della stessa Trinità. Così com'era nella Genesi, prima dell'avvento del peccato e della discomunione. Il Papa, nell'epoca dell'apostasia e dei peccati contro l'uomo e la sua dignità, ha dunque invitato i fedeli a riscoprire l'originaria innocenza del nucleo familiare – costituito dai primi uomini, Adamo ed Eva – e a donarsi l'un l'altro non doni circoscritti, ma bensì  la stessa vita. Segno di ciò, per Benedetto XVI, è anche e soprattutto l'amore fecondo nella "procreazione, generosa e responsabile" e nella loro "educazione attenta e sapiente", sul modello della Santa Famiglia di Nazaret. "Quella dell’amore – ha affermata Benedetto XVI in uno dei suoi passaggi più significativi – è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo e il mondo". 

      Gli elementi che costruiscono la Famiglia  

    Il Papa ha poi contrapposto il perseguimento di mete "alte" (evidentemente soprattutto morali)  dei figli (supportati dalle famiglie e dalla forza della fede in Gesù Cristo) all'effimero "progresso" connesso allo sviluppo della tecnica: utile, certo, ma sicuramente non sufficiente a se stesso ed al cuore dell'uomo. Non foriero da solo di vero progresso.  "Davanti a voi – ha ribadito il Papa – avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore". "Mantenete un costante rapporto con Dio e partecipate alla vita ecclesiale – ha continuato – coltivate il dialogo (tra i membri familiari e tra la famiglia e Dio: nella preghiera) rispettate il punto di vista dell’altro, siate  pronti al servizio, pazienti con i difetti altrui; perdonate e chiedete perdono, superate con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti; concordate gli orientamenti educativi, siate aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile". Solo rispettando questi principi evangelici – ha monito Benedetto XVI – è possibile costruire la famiglia. Un pensiero sentito il Pontefice lo ha poi rivolto alle coppie separate. "Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica; vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

      Il nodo del mercato e dell'utilitarismo selvaggio  

    Benedetto XVI nella sua omelia ha poi notato come "nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato". Tuttavia, ha ricordato come "Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi – ha continuato – la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale". Già, Benedetto XVI ha colto nel segno e ha messo in guardia – le famiglie, ma soprattutto i governanti europei – dal pericolo della corsa al profitto ed al mercato, quale tomba dell'essere, a discapito dell'avere. Parole misurate ma decise e forti: pronunciate in uno dei periodi più bui della storia dell'umanità, nell'era di quello che è stato ribattezzato il tempo del "nazismo bianco": dove l'amore per il denaro e per il potere sta depravando l'umanità e annientando la dignità della persona. Speriamo solo che i governanti presenti o collegati in diretta tv abbiamo ascoltato con attenzione e fatte loro le parole del Papa, e che invertano repentinamente rotta, comprendendo nel loro profondo che in fondo tutto ha un termine su questa Terra, e che senza amore l'uomo non potrà ereditare quel famoso Regno Celeste di cui parla Gesù nei Vangeli.

      Santificare il lavoro e la festa   

    Alla luce di ciò si rivestono di eterno e di nuova luce semplici parole come lavoro e festa. Elementi troppo importanti e sacri da ridurre a puro lucro o divertimento fine a se stesso. Elementi da vivere e riscoprire come strumenti di ringraziamento (doni da diffondere con amore, e non evidentemente eliminare o privare) ma nel contempo da vivere e proiettare in una dimensione assoluta: come chiavi di accesso per comprendere il significato più profondo di concetti come "bellezza", "sacrificio", "crescita", ma anche di altre parole come "riposo", "Rinascita (Pasqua)", tempo per il "dialogo e la gioia condivisa", "Gratitudine", "Ringraziamento" e "Dialogo con Dio e la Natura".  

       Una società dal volto umano   

    Dunque, Benedetto XVI ha posto di fronte agli sposi convenuti un modello ideale di "crescita e felicità" incentrato sul tripode: "Famiglia, lavoro e festa". Elementi considerati dal Papa quali "tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio (…) capaci di costruire società dal volto umano, privilegiando sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere, in quanto – ha monito il Papa – la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere". Chiaro riferimento all'attuale sfacelo economico e sociale che afflige l'Europa governata da freddi e vuoti tecnocrati e dalle loro care banche. "Occorre – ha concluso citando la Lettera di San Paolo ai Corinzi – educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui: e proprio per questo «ci trasforma in un Noi, che supera le nostre divisioni e ci fa diventare una cosa sola, fino a che – alla fine – Dio sia “tutto in tutti” (1 Cor 15,28)".

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Italia: Cercasi sindacati!

    Italia: Cercasi sindacati!

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Domenico Apicella –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Sindacati / Forze sociali  

    Italy – Aaa… Rappresentanza sindacale Cercasi

    Il monito di Cofferati e il sonno dei sindacalisti

    Intanto, tra i silenzi, oscure mani si allungano

    su Finmeccanica

    Roma – Finmeccanica  è un baluardo 100% made in italy, è un colosso che negli  ultimi decenni ha assorbito quasi tutte le aziende italiane attive nei settori dell’aerospazio e della difesa; è una grande famiglia che ha regalato, in modo significativo al sud, il sogno di un’Italia all’avanguardia che non ha bisogno di lezioni serali per ottenere il diploma delle “capacità” (quelle sono insite nel nostro Dna). Sergio Cofferati, attuale eurodeputato in forza al Pd, ha scagliato un’offensiva contro il governo Monti, ribadendo con forza  il  prestigio mondiale di Finmeccanica ed il ruolo “sostanziale” che ricopre nel “Bel Paese”; “Sarebbe – continua Cofferati- utile utilizzare le attività di Finmeccanica per porre in essere una crescita nel paese, non per fare cassa – ed ancora – il governo Monti deve rendersi conto che gli impegni annunciati per la crescita non saranno credibili se, nel frattempo, si lasceranno smembrare importanti campioni dell'industria nazionale. Glielo chiedono i lavoratori in lotta, glielo chiedono le istituzioni ma, ancor prima, lo rivendicano il buon senso e la coerenza''. 

      Aaa… Sindacati cercasi  

    Il nostro caro Cofferati, ex Segretario Generale Cgil, pochi anni fa esigeva il rispetto della categoria dei lavoratori attraverso manifestazioni di piazza, come dimenticare infatti, quella memorabile tenutasi al circo massimo il 23 marzo del 2002 con milioni di persone che difendevano “l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori”. Oggi invece, quasi furtivamente, rintracciamo qualche commento sparuto, estemporaneo dei nostri sindacalisti, che non hanno una direzione, non indicano la strada da percorrere ma pongono semplicemente il problema, qualche manifestazione di tanto in tanto, ed il lavoro è bello e fatto. Grazie per le belle parole, ma né abbiamo sentite tante, troppe. Dove sono i sindacati di una volta? Dove sono i sindacalisti di una volta? La verità, signori e signore, è che in Italia non manca solo la politica, in Italia manca una vera rappresentanza sindacale che ha dato tanto ma che da tempo da poco o niente.

    Domenico Apicella  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Sconcerto Finmeccanica: il silenzio del Governo

    Giovedì, Maggio 17th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Finmeccanica / Ansaldo Energia / Crisi / Svendita / Lavoro / Disoccupazione / Investimenti / Sindacati / Azienda / Governo / Cgil / Fiom / Orsi / Cofferati / Manganaro 

    Finmeccanica: il silenzio del Governo davanti

    a 3000 posti di lavoro a rischio

    La società italiana sarà svenduta pur essendo sana.

    L’ira dei sindacati che accusano l’esecutivo.

    Roma – Non sarà di certo un bel discorso, preparato probabilmente a tavolino e nei minimi particolari, a smontare certezze e convinzioni circa la situazione di Finmeccanica: la società, a seguito della pseudo-crisi (pilotata) che sta attraversando, sarà, in pratica, svenduta, anche se a questo termine viene preferito, dal presidente e amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Orsi, quello di “dismissione delle attività con minore valenza strategica, ovvero quelle civili”. In parole povere, si avrà una notevole riduzione dei posti di lavoro. Ciò che loro dicono in modo tecnico, noi lo diciamo in modo semplice e, soprattutto, comprensibile. Sono oltre 3000 i posti di lavoro a rischio, soprattutto nelle città di Genova, dove ha sede, da sempre, la ditta “Ansaldo Energia” che ha in mano le sorti di circa 2000 operai che, probabilmente, da un giorno all’altro, si ritroveranno ad essere disoccupati. Tutto questo viene giustificato dalla “necessità di investimenti più selettivi capaci di ingrossare le casse della società, attualmente tutt’altro che piene”: questo è quanto emerso, ieri,  dall’assemblea degli azionisti di Finmeccanica, al termine della quale non c’è stata la solita conferenza stampa, ma solo un saluto di rispetto e “contentino” ai colleghi giornalisti da parte delle personalità di vertice dell’azienda. Giustamente, non avrebbero avuto nient’altro da aggiungere e, probabilmente,  hanno preferito evitare la “fossa dei leoni”, prediligendo il “sentiero dei conigli”.

      Il monito di Cofferati  

    Un buco di oltre 2 miliardi di euro mette in ginocchio, non tanto la società, che corre ai ripari con i licenziamenti ed investimenti mirati, ma 3000 famiglie italiane. La reazione dei sindacati non si è fatta aspettare e, furiosa, ha chiamato in causa il Governo italiano ed il silenzio dei suoi tecnici bocconiani di “altissimo livello”:  “Il Governo – dice l'eurodeputato Pd ed ex segretario Cgil, Sergio Cofferati – deve mettere la parola fine allo stato di incertezza che grava su Finmeccanica. Le attività del gruppo devono essere rilanciate tutte, senza esclusione e deve essere abbandonata ogni ipotesi di cessione. In una congiuntura negativa come quella che sta attraversando la nostra economia, le attività di Finmeccanica sono ancor più preziose e devono essere utilizzate per favorire la crescita e non certo per far cassa”.  Dello stesso avviso è Bruno Manganaro, della segreteria della Fiom, che accusa Monti ed i suoi seguaci affermando che “è tutto quanto molto strano: che credibilità può avere questo Governo se dice di voler promuovere  iniziative di ripresa e crescita e poi tace davanti alla vendita di un’azienda sana?” . Sembra che lo smembramento di importanti industrie nazionali sia ormai alle porte e, come al solito, a pagarne il prezzo più alto sono i lavoratori. Lo stesso Cofferati sollecita a gran voce un intervento immediato dell’esecutivo, ricordando che lo stesso è richiesto dai lavoratori in lotta, dalle istituzioni ma, ancor prima, è rivendicato dal buon senso e dalla coerenza.  Sì, ma a parlare di buon senso e coerenza bisogna fare attenzione: il Governo, probabilmente, non capirebbe! 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)