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  • Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Giovedì,  Giugno 13rd/ 2013 

    – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, "Pensa e Scrivi" –

        Strasburgo, 13 Giugno 2013 – Comunicato di M. Borghezio

       e Interrogazione alla Commissione Europea

    Interrogazione alla Commissione europea, Unione europea, Mario Borghezio, Strasburgo, Agricoltura, Turchia, Erdogan, Siria, Iran, Iraq, Finanziarizzazione dell'Economia, Speculazioni sul mercato delle derrate agricole, Capitali fittizi, Nuovo Ordine Mondiale, Primavere Arabe, Nuovo Ordine Mondiale, Geopolitica, Deregulation 

    Borghezio: Ecco il Regime UE tra Geopolitica e

    Speculazioni finanziarie anche in Agricoltura

    Un sistema ideato per Accentrare ancor di più: la

    finanziarizzazione del mercato delle derrate

    – L'Interrogazione alla Commissione Europea

    L'Analisi e i Dubbi della redazione di Qui Europa

    sull'involuzione e la possibile strumentalizzazione

    delle legittime proteste del popolo turco in chiave di

    Nuovo Ordine Mondiale. Come mai questo improvviso

    voltagabbana dell'élite atlantista verso Erdogan?

    Ci sarà anche stavolta l'intervento strumentale di Otpor?

     

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato 

    Interrogazione alla Commisione Europea

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

      Turchia-UE – L'Implementazione del Sistema Erdogan in Europa          

    Strasburgo, Ankara – La crisi del regime di Erdogan non rappresenta solo il probabile epilogo di uno tanti satrapi del mondo arabo-musulmano: è la fine di un sistema, quello di un partito-Stato caratterizzato dall’occupazione totalitaria del potere, dalla corruzione diffusa, dall’asservimento delle più importanti reti di comunicazione e dalla sistematica violazione delle libertà, a cominciare da quella di manifestare. Per non parlare dell’elemento più caratterizzante e pericoloso di questo regime e cioè l’utilizzazione dei simboli religiosi islamici a fini politiciE questa Turchia, oggi fortemente contestata dai giovani che si battono nel parco di Gezi, è esattamente quella che gli imbecilli che comandano oggi nell’UE, volevano, irresponsabilmente, portare all’interno dell’Europa. Per ottenere, fra l’altro, un bel risultato geopolitico, quello di farci confinare direttamente con Siria, Iran e Iraq… Ma in queste ore oltre alle strategie geopolitiche per l'accentramento un occhio particolare va gettato su quello che accade sul mercato dei prodotti agricoli. Evidentemente è tutto correlato. Vediamo! 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa al Comunicato di Borghezio 

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione sulla situazione turca (espressa nelle ultime ore anche attraverso una risoluzione votata dall'Europarlamento a Strasburgo) non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona dall'élite europea? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria? Si tratta di una rivoluzione nazionale autentica, oppure qualcuno sta cercando di strumentalizzare le proteste legittime dei Turchi contro l'imperialismo di Erdogan ed il suo appoggio alla NATO per portare acqua al "suo mulino", in chiave di New World Order? Come mai d'improvviso l'élite filo-NATO di Bruxelles sembra scaricare Erdogan, l'atlantista Erdogan? Ci sarà anche stavolta l'involuzione dello zampino mondialista di Otpor e di george Soros? Mah! Vedremo!

      Dalla geopolitica all'Agricoltura – Speculazioni e strategie d'accentramento          

    Nelle scorse ore sono intervenuto sul tema delle speculazioni sui prodotti agricoli con un’interrogazione nella quale ho fatto osservare che “la banca tedesca DZ Bank, quarta per volume d'affari in Germania, ha annunciato che non offrirà più prodotti finanziari legati alla speculazione sulle derrate alimentari. Lars Hille, presidente dell'istituto, domanda inoltre che i mercati delle materie prime agricole siano regolamentati in modo più severo. Quanto emerso con chiarezza in un recente rapporto di Oxfam France, ovvero che la finanza basata sui mercati delle commodities agricole specula in realtà sulla fame dei ceti meno abbienti ha fatto sì che i primi gruppi bancari europei abbiano iniziato a ritirarsi da questo tipo di speculazioni".

    Regime Ue - Derrate Agricole e Geopolitica, altre Strategie per l'Accentramento totale - Interrogazione di Borghezio

     Deregulation, Geopolitica, Agricoltura e Finanza                                            

    Come noto – anche se probabilmente a pochi – alcuni strumenti finanziari in agricoltura avevano, in origine, un significato non meramente speculativo come i cosiddetti “futures”, che potevano di fatto assicurare i diversi operatori (agricoltori da un lato, mangimisti, molini, industrie dall’altro) rispetto ai rischi di sbalzi dei listini al di sopra o al di sotto di determinate soglie. Ma la completa de-regolamentazione ha favorito la proliferazione di strumenti complessi, sempre più lontani dal mercato reale e difficili da verificare (quanto a funzionamento e garanzie).

      Un Crimine – La Finanziarizzazione dell'Economia e le Derrate              

    Infatti negli ultimi dieci anni si è innescato un pericoloso sistema di scommesse sull’andamento dei listini delle derrate agricole di base. Questa crescita esponenziale del mercato finanziario non corrisponde però alla realtà degli scambi il cui incremento è per lo più lineare essendo collegato all’andamento demografico e dei consumi nei paesi emergenti: su un bushel di grano (unità di misura) gravitano capitali fittizi sino a 80 volte il suo prezzo, e basta una pur modesta diminuzione dei raccolti, a causa di alluvioni o siccità o incendi, per fare volare i prezzi delle materie prime. Alla Commissione Europea nelle scorse ore tramite interrogazione ho chiesto: ”la Commissione ha intenzione di proporre la regolamentazione degli strumenti finanziari sulle derrate alimentari? La Commissione, alla luce delle recenti scelte di BNP Paribas, Crédit Agricole, Landesbank Berlin, Landesbank Baden-Württemberg e Commerzbank e Österreichische Volksbanken di abbandonare le speculazioni  di fondi d’investimento basati sulle commodities agricole, non intende rendere tali fondi illegali nell'Unione europea?”. (D'altra parte – aggiungiamo come redazione di "Qui Europa" – l'accentramento del Nuovo Ordine Mondiale, passa anche e soprattutto tramite la speculazione agricola e la finanziarizzazione dell'economia. Non solo attraverso False Primavere Arabe, Debiti fittizi, Signoraggio Bancario e bombe!)

    Comunicato Stampa di Mario Borghezio – Deputato al Parlamento Europeo

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     Disordini in Turchia – Comunicato – Lavori dell'Europarlamento – Strasburgo                  

    Strasburgo – Intanto nelle scorse ore da Strasburgo i deputati europei hanno preso posizione verso i disordini della cosiddetta "Rivoluzione Turca". Ecco il testo prodotto: "I deputati hanno espresso preoccupazione per l'uso sproporzionato ed eccessivo della forza da parte della polizia turca in reazione alle proteste pacifiche e legittime al Gezi Park di Istanbul. In una risoluzione votata giovedì, il Parlamento mette in guardia contro l'uso di misure severe contro i manifestanti pacifici e chiede al primo ministro Recep Tayyip Erdogan di adottare " una posizione unificante e conciliante". I deputati chiedono che i responsabili delle azioni violente della polizia siano assicurati alla giustizia, i manifestanti pacifici arrestati rilasciati immediatamente e le vittime risarcite. Pur accogliendo con favore la risposta moderata alle proteste del presidente Abdullah Gül e le scuse del vice primo ministro Bulent Arinc, i deputati criticano la mancanza di volontà del governo turco e del premier Erdogan di compiere passi verso la riconciliazione, di scusarsi e di comprendere le ragioni di una parte della popolazione turca. Per i deputati, i manifestanti sono sempre più preoccupati che le voci della loro minoranza non siano rappresentate nel paese e una parte della popolazione turca si dice insoddisfatta della recente regolamentazione dello stile di vita. Pertanto ricordano che in una democrazia pluralista e inclusiva la maggioranza ha la responsabilità di includere l'opposizione e la società civile nel processo decisionale. L'organizzazione di manifestazioni legittime e pacifiche dimostra la vitalità della società civile turca, ma la Turchia, si legge nel testo approvato, deve migliorare ulteriormente le sue istituzioni democratiche, lo Stato di diritto e il rispetto delle libertà fondamentali. I deputati sono anche preoccupati per il deterioramento della libertà di stampa e per gli atti di censura e autocensura nei media turchi. I media turchi principali non hanno dato risalto alle manifestazioni e le autorità hanno arrestato utenti di Twitter. Garantire libertà d'espressione e dei media – Il Parlamento sottolinea, citando l'alto numero di giornalisti in carcere e sotto processo, l'importanza di una stampa indipendente in una società democratica e il ruolo della magistratura nel garantire la libertà di stampa". 

     Osservazione della Redazione di Qui Europa                                                               

    Osservazione: come mai  tale preoccupazione non è stata espressa per la situazione greca e per ciò che accade in Italia e nei restanti Paesi Ue dell'Eurozona? Ci viene un dubbio: Erdogan è stato forse mollato dall'élite mondialista e dai suoi "fedeli partner" che finora ha affinacato portato avanti i crimini in Siria?

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    Mercoledì,  Maggio 15th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia – 

    Unione Europea, Commissione Europea, Bruxelles, Agricoltura, Piccoli coltivatori, Nuovo Ordine mondiale, Settore alimentare, Registrazione semi, Agenzia delle Varietà Vegetali, Ortaggi, Burocrazia europea, Proposta di legge sull'omologazione dei semi, Petizione online, Contadini, Multinazionali, Registrazione semi, Ben Gabel 

    Il progetto Verde dell'Ue: monopolio sui semi

    degli ortaggi e "morte" dell'Agricoltura

    La nuova proposta di legge che aumenterebbe lo strapotere

    delle multinazionali del settore ed il controllo sulla vita dei

    cittadini in virtù di un Nuovo Ordine Mondiale

    Rischi anche sulla salute: chi ci garantirà dalla diffusione e

    proliferazione di OGM e altre diaboliche novità?

    Il nostro appello: "Non restiamo fermi a guardare!".

    Firmiamo la petizione e informiamo!

     

    di Maria Laura Barbuto e Jack Gioia

    Petition Ue - Agricolture

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Bruxelles – L’Unione Europea ha inaugurato la nuova settimana puntando il dito contro i piccoli coltivatori e dipingendoli – in un anacronistico e strambo quadretto – addirittura come potenziali criminali: infatti, una nuova legge, proposta dalla Commissione europea, renderebbe completamente illegale la coltura, la riproduzione e il commercio di tutti i semi di ortaggi che non risultino “analizzati, approvati ed accettati” dall’Agenzia della Varietà Vegetali Europee.  Altro commissariamento stalinista, questa volta non in campo economico o bancario, ma agricolo.

     Registro dell'Unione – L'Ultima "buffonata verde" dell'euro-casta         

    Scacco matto ai coltivatori, insomma, in virtù di un nuovo ordine mondiale (continentale) che accentri anche questo settore, probabilmente il più importante (ricordiamo che il primario assorbe oltre il 40% del budget Ue oltre ad essere il settore più nobile e prezioso per la sopravvivenza e la crescita di oltre 500 milioni di europei) nelle mani dei vari governi  europeisti o comunque – quel che è peggio – nelle mani di una cerchia ristretta di dirigenti delle solite e celeberrime multinazionali, permettendo ai vertici Ue e del potere mondialista occulto, di regolamentare ancor più sistematicamente e ferocemente le abitudini alimentari di ogni singolo cittadino. Magari sovvertendole in maniera pressocché indisturbata come già accade con i cancerogeni e destabilizzanti (per il DNA umano) OGM e con le altre perle targate Ue.

    Monsanto-OGM-557x360

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Il Commissariamento dell'Orticello                                                                     

    Sarà, pertanto, illegale coltivare qualcosa all’interno del proprio orticello, sarà illegale provvedere da soli al proprio sostentamento o nutrirsi con i propri prodotti. Dovrà tutto essere regolarmente registrato, secondo quanto contenuto nel titolo IV della proposta di legge, in cui viene specificato che “Le varietà, per essere disponibili sul mercato in tutta l’Unione, devono essere incluse nel registro nazionale o nel registro dell’Unione e dovranno essere registrate con procedura da indirizzare all’Ufficio Comunitario della Varietà delle Piante”. Ma non finisce qui: infatti, senza troppe sorprese da parte dell’Ue, per i contadini della domenica, oltre al danno arriva  anche la beffa.

     Confusione strategica e linguaggio politichese                                                

    I piccoli coltivatori saranno costretti a pagare una tassa per la burocrazia europea per la registrazione dei propri semi. L’Ue, insomma, protagonista di assurdità continue e  trovate sempre più folli, non si smentisce mai e si nasconde dietro un linguaggio ambiguo e poco chiaro, tipico dei politici europeisti: nel documento redatto, infatti, inizialmente viene solo riportata una sorta di sintesi dei punti principali stabiliti dalla legge in questione che non corrisponde, però, a quello che effettivamente sarà determinato. Questa sintesi non ha alcun valore legale ma inquadra esclusivamente il contesto della proposta e serve come presentazione al pubblico ed ai legislatori. Cavilli burocratici che servono a rendere la pillola meno amara all’apparenza ma non nella sostanza.

    Commissione Ue - Monopolio sui semi in Agricoltura - Genocidio verde

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La Denuncia di Ben Gabel                                                                                       

    E’ tutto ben studiato ed organizzato per mettere in ginocchio gli agricoltori e aumentare in modo determinante – ribadiamo – lo strapotere delle grandi multinazionali che operano nel settore nel tentativo di creare, un pò alla volta, un regime globale che annulli le libertà dei singoli cittadini e dei singoli lavoratori.  “I piccoli coltivatori – ha spiegato nelle scorse ore Ben Gabel, coltivatore di verdure e direttore del The Real Seed Catalogue –  hanno esigenze completamente diverse da quelle delle multinazionali. Coltivano senza usare macchine e non possono o non vogliono utilizzare spray chimici. Assistiamo ad un esempio di burocrazia folle e fuori controllo. La legge produrrà solo una serie di (inutili)  nuovi funzionari Ue ed ucciderà il diritto dei contadini di coltivare ciò che vogliono”. Per noi di Qui Europa, per come trattato e riportato in dozzine di articoli – non c’è nulla di tanto “sorprendente”: pensiamo che faccia tutto parte di un progetto che l’Ue sta concretizzando passo passo e che consiste nell’ottenere il controllo totale su ogni settore della vita economica, sociale e personale di ogni singolo cittadino. Questa amici – per chi non l'avesse ancora capito – si chiama dittatura! Ditelo a tutti quei ferventi europeisti "a prescindere" che vivono ancpora nel mondo delle favole. Svegliateli, date loro il famoso pizzicotto che li desti dall'amorevole ed idealistico coma. 

     C'è una Petizione da Firmare!                                                                                

    Svegliamoci e non lasciamoci incatenare passivamente dai burocrati che pensano di potersi nascondere dietro un dito. On-line è disponibile una petizione (VEDI ALLEGATO) che ha già raccolto oltre 26.000 firme, la cui sottoscrizione è importantissima per salvare i diritti degli agricoltori ma anche il diritto dei singoli cittadini di poter mangiare ciò che vogliono e non ciò che viene proposto dalle grandi corporazioni.

     C'è un Pianeta da Salvare! Un Futuro da Difendere!                                     

    C’è bisogno che la nostra voce di protesta arrivi a Bruxelles perché nel caso in cui la proposta in questione dovesse trasformarsi in legge l’unica speranza che ci rimarrebbe sarebbe quella che “i prodotti dell’orto” vadano di traverso ai nostri politici… ma noi speriamo in qualcosa di molto di più per la società e per la nostra vita. Facciamo presto, prima che la maggior parte dei semi tradizionali diventi "fuorilegge", e prima che la Monsanto e le  sue altre "nobili sorelle" non ci stermini tutti con una delle sue mosse da "soluzione finale", controllando in maniera totale ed arbitraria tutte le coltivazioni del pianeta che Dio nella Sua immensa misericordia ha creato per l'uomo. Ma ci chiediamo: non bastavano già signoraggio, vaccini, scie chimiche, pandemie artefatte, Codex A, RFID, euro, OGM Monsanto, HAARP, Eurogendfor, Eugenetica, Land-grabbing, Alfatossine, Aspartame, Estrogeni, Diossina, dentifrici, detergenti e profumi velenosi, Pedofilia, Ideologia gender, Attentati e rivolte false, Immigrazione di disperati, Guerre, persecuzioni e colonizzazioni a distruggere la serenità ed il futuro dei nostri figli e dell'intera umanità? Evidentemente no! E l'ultimo attacco al Creato lo dimostra! Una cosa pare inequivocabile: tutto concorre alla nostra angosciosa estinzione, salvo Provvidenziali Interventi. Inutile negarlo: siamo in mano a satanisti di alto rango. Che ci crediate o no!

    Maria Laura Barbuto, Jack Gioia (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Petizione, Video e  Articoli Correlati  – Approfondimenti                                                          

    Qui Europa 

     

     

    FIRMA E INVIA LA PETIZIONE ON-LINE PER SALVARE IL FUTURO DELL'AGRICOLTURA IN EUROPA E IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI… VOGLIONO BANDIRE I SEMI NATURALI… L'ULTIMA MOSTRUOSITA' DELL'UNIONE EUROPEA – http://seedpolicy.arche-noah.at/en/eu-seed-law/take-action/unterschreiben

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
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    Ennesimo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Pasquali e Cioccolata alla “Plastica”

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    Mercoledì,  Marzo 27th/ 2013  – di Vincenzo Folino –    Budapest, Nestlè, Cioccolata, Consumatori, Scandalo Alimentare, Svizzera, Bulgaria, Uova Pasquali, Pasqua, Kit Kat, Cioccolato, Plastica, Pizza surgelata Buitoni, Unione europea, Liberismo  Ennesimo Scandalo Alimentare:Uova Pasquali e Cioccolata alla "Plastica" E' emrgenza intercontinentale: l'ennesima perla del Mercato Iper-liberista senza confini e limiti Chiesto il ritiro di migliaia di uova di […]

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    Lunedì,  Marzo 4th/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –  – Comunicato Stampa di Mario Borghezio –     Deputato al Parlamento Europeo Bruxelles, Uova biologiche false, Commissione europea, Der Spiegel, Uova dichiarate Biologiche, Violazioni, Ministero Agricoltura tedesco, Bassa Sassonia, Inchiesta, Laender, Nord Reno, Westfalia, Macklenburg-Vorpommern,  Nuovo Scandalo Alimentare in Europa: Uova Biologiche […]

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    Mercoledì,  Febbraio 6th/ 2013 – di Mario Borghezio, eurodeputato –  Import di Suini dall'Usa: I Pericoli della Stomatite Vescicolare /  Suini Usa, stomatite vescicolare / Mario Borghezio / Unione Europea / Suini /Usa / Commissione europea / Parlamento europeo / Controlli / Pericoli / Mercato Europeo / Importazioni / Stomatite Vescicolare / Autorizzazioni all'ingresso nel mercato comunitatio […]

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    Mercoledì,  Febbraio 13rd/ 2013 – di Giuseppe Sacco –  Carne tossica nei supermercati / Carne contaminata / Carne di Cavallo / Londra / Parigi / Bucarest / Cortisone dannoso all'uomo / Gran Bretagna / Findus / Romania / Francia / Unione europea / Commissione europea / Parlamento europeo / Supermercati di 16 Paesi / Salute umana / […]

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    Martedì, Agosto 28th/ 2012 – di Silvia Laporta e Sergio Basile – Africa / comunità europea / Siccità / Povertà / Nilo / Malattie / Egitto / Acqua / Sudan / Nilo / Mediterraneo / Nordafrica / Fiume / Land Grabbing / Nestlé / Sahara / Deserto del Sahara / Protocollo di Kyoto / BRICS […]

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    Mercoledì,  Gennaio 23rd/ 2013 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile –  Unione Europea / Parlamento europeo / Strasburgo / Biopirateria / Proprietà intellettuale / Paesi in via di sviluppo / Proprietà curative delle piante / Oro verde / Multinazionali / Rimedi naturali / Catherine Grèze  Ue – Eurocamera contro la Biopirateria: una Risoluzione che convince […]

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    Martedì, Febbraio 21th / 2012  – di Mirella Fuccella – Ue / Agricoltura / Mondo / Sovraffollamento / Risorse / Spreco / De Castro / Egoismo umano / Landgrabbing  E’ corsa all’accaparramento delle terre La condivisione dei beni come unica risposta possibile?   Bruxelles – Si calcola che nel 2050 sul pianeta terra saremo in nove […]

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    Giovedì,  Marzo 28Th/ 2013  – Qui Europa, Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi –     Comunicato Stampa di Mario Borghezio, Eurodeputato – Interrogazioni alla Commissione europea  – Parlamento europeo, Interrogazione parlamentare, Interrogazione alla Commissione europea, Mario Borghezio, Agcom, Violazioni dei Diritti dei Consumatori, National Institutes, Aspartame, Unione europea, Commissione europea, Ue, Cancro, Tumore, Edulcorante […]

    Con tutte quelle bollicine… La verità sul potenziale cancerogeno della coca-cola: presentata interrogazione all’Europarlamento

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    Venerdì, Marzo 23th / 2012 Parlamento europeo / Europa / Italia / Stati Uniti / Consumatori / Sostanze cancerogene / Coca-Cola / Parlamento europeo / Lega Nord  Con tutte quelle bollicine… e meno coloranti! – La verità sul potenziale cancerogeno: presentata interrogazione  all'Europarlamento La Coca – cola con meno coloranti Bruxelles – L’europarlamentare della Lega […]

    Pomodoro Rosso Sangue

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    Sabato, Settembre  22st/ 2012 –  di Federica Santoro e Sergio Basile – Europa / Italia / Cina / PAC / Politica Agricola Comunitaria / Paesi del Mediterraneo / Pomodoro / Liberismo / Politiche anti protezionistiche / Romano Prodi / Cirio Bertolli De Rica / Laogai Reasearch Foundation / Lorenzo Barzana / Coldiretti / Schiavi cinesi […]

    Bruxelles verso il libero ingresso agli Ogm – Fermiamoli! Pretendiamo solo Biologico

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    Sabato, Ottobre 20th/ 2012 –  di Silvia Laporta e Sergio Basile – Commissione Europea / Ogm/ prodotti alimentari industriali / Efsa / mais transgenico/ trasparenza/ interventi legislativi Ue/ Mara Bizzotto / appello / John Dalli / clausola di salvaguardia / Syngenta / Brasile / Valmir mota de oliveira / pistoleiros / Aspartame / coca cola […]

    Eurocasta Denunciata per Crimini contro l’Umanità

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    Giovedì, Gennaio 24th/ 2013 – di Sergio Basile – Crimini contro l'umanità / Nobel per la Pace / Denuncia / Quarto reich / Eurozona / Angela Merkel /   Manuel Barroso / Christine Lagarde / Wolfgang  Schauble / Herman van Rompuy / BCE / Quanto Reich / Troika / FMI / Federazione Europea / Unione europea / […]

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Venerdì, Maggio 25th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania    Agricoltura […]

  • Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Via libera al Fiscal Compact e alla fine della Democrazia

    Sabato, 21 luglio /  2012

    – di Sergio Basile –

    Senato / Fiscal Compact / Mes / Debito pubblico / Crisi / Omertà / Parlamento / Monti / Napolitano/ Sardegna / Imu / Sicilia / Agricoltura / Raffaele Lombardo / Germania / Movimento 5 Stelle  

    Dittatura Italia – Via libera al Fiscal Compact

    e al tracollo finale della  Democrazia

    Ci aspettano 20 anni di dittatura e nuove ingerenze dirette dell'Europa dei

    banchieri, anche nel dopo Monti; la politica in Italia è definitivamente morta

    e sepolta 

     

     

    di Sergio Basile 

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Roma – E’ stato approvato il 12 Luglio senza dibattito in Senato. Il Fiscal Compact si riconferma  un “patto fiscale” dai tratti ingannevoli e disonesti, anche nel momento della sua approvazione. Meno di una settimana di lavoro per ratificarlo, e non sono noccioline: il trattato  europeo impone all’Italia di tagliare 45 miliardi di debito pubblico all’anno per 20 anni ( grazie alla spending rewiew). Obbiettivo? Mettere in pareggio un Debito illegale ed impareggiabile perchè si auto-rigenera in base ai meccanismi perversi che abbiamo visto (vedi articoli correlati: "Schiavi di un Debito Illegale). 

     Il Vergognoso silenzio del Parlamento                                                                    

    Silenzio al Parlamento. Malgrado finte prese di posizione e finte scaramucce tra ABC, che si attenuano come al solito col calar del sole, o addirittura allo spegnimento della spia rossa delle telecamere. Nessuno dice una parola a difesa della libertà e integrità dei cittadini, ma rimangono tutti in poltrona! Alfano, Casini, Berlusconi e Bersani continuano in pratica a fare la loro sporca, sporchissima particina, e a sostenere i disastri, i sanguinosi disastri del professor Monti, mentre l'Italia, la grande Italia del lavoro va irrimediabilmente a rotoli. Da registrare solo un timido intervento della Lega – che lascia però il "tempo che trova" – che ha chiesto un referendum popolare che non verrà mai messo in pratica.

     Il Grande Tradimento                                                                                                    

    Seppur si siano nascosti dietro questo omertoso silenzio – tradendo sia il "patto elettorale" con gli Italiani, che il "patto sociale" con la storia – tutti i parlamentari sanno a cosa ci stanno facendo andare incontro. Un vero e proprio macigno per la nostra Repubblica, reso ancora più pesante dai controlli della Germania e non solo. Un giogo schiacciante, dittatoriale, posto sul nostro collo – come l'agricoltore fa con le sue bestie – e su quello dei nostri figli. Questo strazio, infatti, secondo questi signori dovrebbe andare avanti per 20 anni, ed evidentemente oltre: perchè 20 anni così vuol dire. "trasferirsi idealmente nel quarto mondo". Cioè giusto il tempo di trasformare l'Italia nel Burundi: con tutto il rispetto per il Burundi.

     Il Grande Boicottaggio                                                                                                   

    Ma a far più rabbia di questa sporca e menzognera casta di meschini politicanti, sicuramente quei cittadini che restano volutamente nell'ignoranza e – a differenza dei cugini spagnoli, scesi nelle piazze a milioni – restano comodamente seduti davanti alla TV ad ascoltare media corrotti e notizie completamente falsate e protese a boicottare le nostre menti, rendendo più facile il percorso dei nostri aguzzini verso il disastro più totale nostro e delle nostre famiglie. A diffrenza di oggi, nel passato – come apprendiamo dalla storia antica – il popolo d'Israele sotto la schiavitù dei faraoni d'Egitto sperarono in Dio e trovarono Mosè. Ma chi saranno oggi i nostri liberatori sociali? Chi i nostri Mosè? L'unico (grande) conforto, per i credenti. è sapere che – come ha detto la Madonna nelle apparizioni, da Fatima a Medjugorie – i tempi che oggi stiamo vivendo sono i più bui della storia, ma alla fine il bene trionferà. Magra consolazione (forse) per i non credenti, esposti in pieno a tutti gli effetti più deleteri di un a-nomismo cronico: perdita di qualsiasi tutela reale e garanzia giuridico-legislativa. Fenomeno che il sociologo Durkaim analizzò nel teorizzare il suo famoso "suicidio anomico": forma di suicidio tipico dei nostri tempi.

     Schiavizzati dall'Europa col "sorriso sulle labbra"                                                

    La sovranità economica, in questa apocalisse indotta e mascherata, verrà totalmente dirottata fuori dallo stato italiano, per migrare verso la Commissione europea, e l’Eurogruppo. L’obbligo di pareggio di Bilancio e soprattutto un rientro a tappe forzate del debito pubblico (falso e fittizio) saranno dictat da rispettare prima di ogni altra cosa! Qualunque stato ritenesse che non stiamo rispettando i “patti “, potrà denunciarci al fine di farci sanzionare con una multa fino a 0,1 % del Pil ( 1, 6 miliardi di euro). E qui casca l'asino: non sarà Mario Monti a chiederci nuove manovre (il gioco è sottile quanto subdolo) ma una volta che il professore sarà tornato ad occuparsi a tempo pieno delle sue banche e dei suoi club occulti, sarà direttamente l'Europa ad allungare su di noi (e sui nostri alleggeriti portafogli) i suoi asfissianti tentacoli, chiedendoci "nuove manovre". Per chi non l'avesse ancora capito quello che stiamo vivendo non è un gioco, non è una crisi passeggera, ma è una vera e propria guerra tra classi. Un vero e proprio "gioco al massacro", dove il popolo più addormentato sarà il primo a vacillare, ed in Italia – in tal senso – ogni giorno che passa l'indifferenza e la disinformazione mediatica ci stanno portando alla schiavitù totale. E lo faranno sorridendoci, con il sorriso sulle labbra: trattandoci da completi idioti.

      La "prostituta liberal-socialista"                                                                                  

    Una cosa è chiara, la politica è fallita, prostituitasi completamente alla causa liberista ed al dio denaro; e le caste – malgrado gli ultimi tentativi di coprirsi e le ultime illusioni – hanno gettato la maschera. Non esiste più il senso dello stato e delle istituzioni tipico della destra conservatrice; non esiste più la lotta per la difesa dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori, tipica delle forze della sinistra, e della sinistra moderata. Non esiste più l'idea di giustizia sociale e di rispetto per la dignità umana che animarono Don Sturzo e personaggi come Giorgio La Pira, tipici di partiti di centro e di un elettorato cattolico. Chi dovrebbe incarnarli oggi? Forse il montiano Pierferdinando Casini?  Fatto sta, che di giorno in giorno, crescono i consensi per il Movimento 5  Stelle, l'unico finora capace – sistematicamente – di schierarsi apertamente contro lo strapotere delle banche e delle lobby, e contro i loro maggiordomi italiani della politica. Riuscirà Beppe Grillo, che nei consensi ha già sovrastato il duo Alfano-Berlusconi, a sormontare la strategica accoppiata Bersani-Casini? Manterrà fede ai suoi programmi anti-austerity? Chi vivrà vedrà!  Ma, intanto, nell'attesa di conoscere le pieghe elettorali che il nostro Paese prenderà, c'è da dire che oltre al Fiscal Compact verrà ratificato l’altro trattato liberticida per eccellenza, ossia il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) il fondo di 500 miliardi che entrerà in vigore effettivamente a Settembre, Germania permettendo. Con questo trattato, l’Italia, s’impegna a versare oltre 15 miliardi in 5 anni; senza contare  una serie di altri articoli che, comma dopo comma, sono tesi alla distruzione della libertà e democrazia degli stati europei che vi hanno aderito, in nome di una nuova dittatura europea, opportunamente camuffata. Cose delle quali abbiamo abbondantemente parlato (vedi articoli correlati).

      Sicilia sotto attacco                                                                                                            

    Nel frattempo il Premier Monti ha avuto, in questi giorni, un vertice improvviso con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il grosso dell’incontro è stato dedicato al viaggio americano di Monti, il quale ha esposto a Re Giorgio Napolitano tutti i particolari inerenti agli incontri con le personalità stanunitensi: personaggi tutti – secondo Monti – interessati alla ripresa del Vecchio Continente. "Se l’Europa non si riprende, anche l’America un giorno potrà risentirne": ha spiegato il professore con la passione per i "derivati". Belle e commoventi parole che venivano spese proprio mentre Moody’s, l’agenzia di rating , declassava l’Italia! Una parte dell’incontro è stata dedicata, poi, anche alla Sicilia. Monti si è riferito alla lettera scritta l’altro giorno a Raffaele Lombardo, nella quale esprimeva timori per il rischio di default e chiedeva conferma sulle dimissioni. Parlarne a Napolitano è stato un modo per ottenerne la copertura politica, su una mossa che ha avuto reazioni forti, soprattutto in Sicilia.

      Sardegna alla riscossa                                                                                                       

    Ma l’opinione pubblica è in fermento, finalmente, anche in Italia. Gli Italiani non ce la fanno più! Malgrado i media fingano di non accorgersene.E ci sono volte in cui l’unione fa la forza: la settimana scorsa, gli agricoltori sardi hanno salutato definitivamente l’Imu. L’amministrazione regionale ha deciso di classificare come svantaggiati tutti gli enti locali dell’Isola; ad eccezione del territorio del capoluogo regionale, dove i terreni agricoli hanno scarsa rilevanza. Il comparto agricolo è già martoriato da una forte impennata dei prezzi di produzione, assolutamente antieconomica: ora le aziende potranno destinare ad altri impieghi il denaro per il balzello su campi, stalle, capannoni ed edifici. E arrivano anche buone notizie.

      Intanto le lobby esercitano il potere reale                                                                   

    Nella Borsa di Chicago le quotazioni di mais hanno fatto registrare un nuovo massimo storico: un aumento del 42% negli ultimi 30 giorni, insieme a un rialzo del 34% per il grano e 17% per la soia. Dinamiche dovute alla siccità negli Stati Uniti e le alluvioni in Russia e Ucraina.  Gli agricoltori italiani potranno contare, però, su un aumento del prezzo solo nel medio periodo: anche il mercato agricolo è in preda alla speculazione. Ci sono società specializzate nell’accumulo del prodotto, attività che si è dimostrata molto redditizia! Si segnala poi – con grande vergogna e sconcerto – un vero boom dei prodotti di finanza derivata sulle quotazioni dei principali cereali: titoli pensati per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi ed oggi diventati un arma a doppio taglio nelle mani delle grandi società finanziarie, che continuano ad esercitare il potere reale in questa gabbia di matti. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Domenica, Aprile 15th/ 2012 – di Sergio Basile – Italia / Crisi Ue / Governo tecnico / Mario Monti / S.o.s. / Campagna pubblicitaria / Rilancio immagine del governo / Tasse / Fiscal compact / pensioni / Disoccupati / Lorenzo Cherubini / Jovanotti / Testimonial / Rifiuto / Impegni improrogabili / Politica / Giorgio Napolitano […]

     

    Ue: Emergenza lavoro – Strategie e disastri

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    Domenica, Aprile 15th/ 2012 –  di Sergio Basile – Commissione europea / Lavoro / Commissione Affari Sociali / Laszlo Andor  / Manuel Barroso / Perdita 6 milioni di posti di lavoro / Mercato comune reale / Consiglio europeo/ Strategia e limiti dell’Unione europea / Fiscal compact / Austerity / Deficit spending / Tecnocrazia / Ridimensionamento […]

     

     

     

  • Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Agricoltura – Il valore del Biologico e il pericolo degli Ogm

    Venerdì, Maggio 25th / 2012

    – di Mirella Fuccella –

    Italia / Verona / Agricoltura / Industria / Innovazione / Biotecnologie / Paolo Campostrini /  Alberto Ferrarese / Andrea Zerminiani / Metodi naturali di bonifica del territorio / Universitò di verona / Ogm / Primo premio Agristartup / Paolo de Castro / Mario Catania 
     
    Agricoltura – Il valore del Biologico
    e il pericolo degli Ogm
     
    Le biotecnologie al servizio del territorio
     

    Agricoltura biologica

    Verona – In un articolo di Gianni Bertaglin, pubblicato nei giorni scorsi su “L’Arena” di Verona – che abbiamo voluto riprendere e segnalare, per la rilevanza della notizia, e visto lo sfacelo provocato dai micidiali Ogm: vedi articoli nell'archivio di "Qui Europa" – si parla di un recente riconoscimento speciale assegnato a tre giovani veronesi neolaureati, che propongono significative innovazioni nel campo della bonifica del suolo attraverso metodi biologici. I tre neodottori sono Paolo Campostrini, Alberto Ferrarese e Andrea Zerminiani, laureati in biotecnologie agroindustriali all'Università di Verona, i quali si sono distinti con la loro "idea di impresa" non solo a livello locale, ma anche in due concorsi a carattere nazionale, tra cui il 1° premio Agristartup, lanciato da Agriventure, società del gruppo Intesa San Paolo, dedicata al settore agroalimentare, agroindustriale e agroenergetico. Il riconoscimento è stato attribuito in occasione del convegno tenutosi a Firenze nel marzo scorso, sul tema "L'agribusiness per il rilancio economico del paese", che ha avuto fra i relatori il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania; il presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro; il presidente di Ismea Arturo Semerari; il coordinatore della commissione Politiche agricole della Conferenza Stato-Regioni.
     
      La rivoluzionaria Bio-idea Anti-Ogm  
     
    Per partecipare al concorso Agristartup i giovani dovevano presentare un'idea imprenditoriale innovativa nel settore agricolo e agroindustriale. Tra le cento proposte imprenditoriali pervenute, un comitato ha selezionato le venti migliori idee. Il primo progetto è stato proprio "Fitobiorimedio", presentato dai tre veronesi.  I tre hanno di recente fondato una nuova azienda, la Bio Soil Expert, che si occupa di trattamenti di bonifica del suolo, con metodi biologici, in particolare con piante e microorganismi. L’azienda si occuperà di prevenzione del rischio idrogeologico, bonifica di aree industriali e di terreni inquinati. La proposta è rivolta sia agli enti pubblici che si occupano di gestione del territorio, sia a soggetti privati, per gli interventi in agricoltura.   
     
      Un preziosissimo consiglio  
     
    Finalmente qualcuno che premia chi va contro gli Ogm e le poitiche di sconvolgimento agricolo degli ecosistemi. Un consiglio a tutti i lettori: guadagnamoci anche noi un premio. Iniziamo a chiedere solo semi biologici e a boicottare quei consorzi che acquistano cereali, soia e grano geneticamente modificati. I nostri figli ci ringrazieranno! (Vedi video in galleria Multimediale)
     
    Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
     
  • Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

    Caro carburante – Accise e Speculazione annientano anche l’agricoltura

    Martedì, Maggio 15th / 2012 

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Crisi Ue / Agricoltura / Caro gasolio agricolo / Decrementi produttivi / Chiusura aziende / Confagricoltura / Guerre / Accise statali / Sviluppo economico / Settore Primario / Costo carburante fuori controllo / Speculazione / Zootecnia / Sottosegretario allo Sviluppo Economico / Claudio De Vincenti / Provvedimenti urgenti / Speculazione / Morte del settore agricolo / Qui Europa / Corrado Passera / Giorgio Napolitano / Sergio Basile    

    Gli aumenti stratosferici del carburante

    annientano anche l'agricoltura

    Italia – Cosa si cela dietro gli aumenti?

    Speculazione, accise e guerre: sui cittadini il

    peso di errori ed orrori dei governanti

    Roma – Dinnanzi agli sconcertanti aumenti del carburante in Italia, è ora di prendere drastici provvedimenti, prima che fallisca l'intero "sistema paese". Oggi, infatti, a rischio default non solo le casse familiari – con padri e madri di famiglia costretti a vendere oro ed a rompre tutti i maialini di terracotta per arrivare a fine mese –  non sono solo le aziende operanti nell'industria e nei servizi, ma anche gli stessi agricoltori del settore primario: illusi con la politica dei contributi all'agricoltura, ma poi beffati alle spalle con rincari del gasolio agricolo da record (oggi vicino quota 1,30, con aumenti del 130% in 24 mesi) al fine di finanziare i soliti progetti speculativi e rimpinguare le casse di avidi feudatari. Quindi, mentre il prezzo della benzina sfiora i 2,00 a litro – e pensare che il brevetto della macchina ad idrogeno, che avrebbe garantito prosperità e benessere per tutti, fu accantonato dagli stessi fautori dell'attuale dittatura economico-finanziaria – lo stesso prezzo del gasolio agricolo, in pochi emsi, è cresciuto dell’11,35% e, in due anni, addirittura del 130%, con ricadute che lasciamo alla vostra immaginazione. Intanto il governo, in questa Repubblica delle banane – dove tra l'altro i giornalisti seri sono sempre più  un ricordo del passato – vocifera su eventuali provvedimenti volti  a sterilizzare l’Iva sui carburanti, almeno a sentire le dichiarazioni fatte nelle scorse ore da Claudio De Vincentil, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto su pressione di vari associazioni di categoria – letteralmente assediate da migliaia di lamentele degli operatori di settore –  in merito all'adozione di urgenti provvedimenti per il caro-carburanti.

      La protesta degli agricoltori   

    Confagricoltura, in merito, nei giorni scorsi aveva amplificato anche le legittime richieste degli operatori tecnici di settore, quali trattoristi ed utilizzatori di  macchine e veicoli agricoli: tutte attrezzature azionate con sistemi a gasolio, divenute in pratica inutilizzabili, ed antieconomiche, specie al Mezzogiorno, dove le politiche neoliberiste dell'Ue hanno favorito – in aggiunta – una concorrenza iniqua e sleale all'interno dei mercati e nei settori agricoli più disparati, affossando i prezzi delle primizie agricole: dall'olio di oliva alle arance, ai pomodori. Frutti spontanei di prima qualità svenduti o lasciati marcire sugli alberi, poichè surclassati da specie analoghe provenienti dai mercati africani a prezzi stracciati. Agrumi ed ortaggi raccolti da schiavi per pochi centesimi l'ora ed immessi nei mercati con effetti devastanti. Come competere con un esportatore africano che vende un chilo di arance a trenta centesimi? Improponibile! Ma, evidentemente, non per l'Unione europea.

      Addio Agricoltura – 5.000 euro in più all'anno!  

    Ma ad essere colpiti, grazie al governo Monti, non sono solo i prodotti sui mercati (impossibilitati a trovare sbocchi economici) ma anche le stesse attività di produzione, trasformazione e quelle complementari legate alla conservazione o al trasporto: cioè l'intero ciclo produttivo, dal produttore al magazzino del grossista. Si pensi ad esempio a settori come la trasformazione dei foraggi e dei cereali; alla conservazione dei prodotti ortofrutticoli (refrigerazione); all’orto-florovivaismo (produzione agricola tramite il riscaldamento delle serre); alla stessa zootecnia. Confagricoltura, e la stessa Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) incrociando vari dati Istat, hanno calcolato che ogni azienda agricola spende in media circa 5 mila euro in più all'anno. E pensare che intere regioni come la Calabria – ad esempio – sopravvivono oggi in gran parte grazie proprio all'agricoltura, con un peso  insopportabile soprattutto per le serre del crotonese o del vibonese: tra le province, in assoluto, più povere d'Italia e d'Europa. La Cia, ha dunque invocato urgentissimi rimedi, con agevolazioni che, dopo le durissime proteste ed i blocchi intervenuti nei mesi scorsi, sono stati in parte varati per gli autotrasportatori. Ma anche in questo sfacelo l'Ue ci ha messo del suo: ricordiamo, infatti, che nel novembre del 2009, Bruxelles decise – clamorosamente e tra il silenzio assenso di molti eurodeputati – di abolire  la cosiddetta accisa zero’, cioè l’agevolazione per l’acquisto del carburante da parte delle serre, e per la gioia delle lobbies del petrolio, che videro piovere dal cielo, come manna, lauti incrementi dei loro guadagni netti. Anomalia però calmierata in altri Paesi Ue con politiche sociali ed economiche ad hoc.

      Il mercato impazzito  

    In Italia invece, evidentemente qualcuno ci considera troppo ricchi (constatazione vera solo fino a qualche mese fa: quando i tassi di risparmio delle famiglie erano ancora da record) e disposti a pagare come nessun altro (vicini in questo solo a Danimarca e Malta) prezzi completamente fuori mercato. Anche fino a 6/7 volte maggiori a tariffe praticate in altri paesi del mondo: eppure la benzina è sempre la stessa! Infatti, comparando i prezzi medi praticati dalle compagnie operanti nell'ex Bel Paese, con quelli praticati all’estero, ci si accorge che l'identico carburante venduto in Italia costa fino ad un quinto in più, grazie al caro professore ed alle sue famigerate accise ed all speculazione, lasciata a briglia sciolta tra l'indifferenza generale e di authority completamente scoppiate e da chiudere immediatamente. Carrozzoni succhia-soldi senza alcuna utilità e coscienza civile. 

      Lo scandalo delle accise  

    Ma a chi giovano queste maledette accise? Presto detto!  Queste tasse micidiali, introdotte nel corso degli anni sotto diversi governi (tecnici e non) per affrontare calamità e situazioni "provvisorie", con il passare del tempo – come accade solo in Italia –  sono state di fatto istituzionalizzate, ed utilizzate per finanziare anche campagne e "questioni nazionali" di dubbia moralità, tra le quali primeggisano molti conflitti bellici evitabili ed inutili, se non addirittura deleteri ed immorali. Insomma queste tasse "occulte" che quotidianamente affamano le famiglie e dimezzano la già risicatissima – con l'euro – capacità di acquisto dei nostri portafogli, sono state decise e via via aumentate in maniera iniqua. Ciò, negli utlimi mesi a questa parte (in maniera ancor più incisiva e subdola) anche e soprattutto grazie al salvatore della patria Mario Monti, che politici scoppiati come Pier Ferdinando Casini, Angelino Alfano e Pierluigi Bersani continuano ad adulare e servire sotto uno spesso velo di ipocrisia (malgrado finte prese di posizione e perentorie prediche). E ciò – colpa di molti Italiani – grazie alla mancanza di una coscienza critica dell'elettorato, in gran parte rinchiuso nell'angustiante recinto dell'ignoranza e dell'ideologia (che ormai non esiste più: almeno all'interno di queste mega caste-partitiche). Un corpo elettorale  rimbambito e rintronato da vuoti slogan propagandistici televisivi: degni del più becero e volgare avanspettacolo. Allora, giusto per svegliarci un pò – eccezion fatta per operazioni lodevoli come: disastro del Vajont del 1963; alluvione di Firenze del 1966; terremoto del Belice del 1968; terremoto del Friuli del 1976; terremoto dell’Irpinia del 1980 (e già più discutibile) rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004: che tuttavia stranamente continueremmo a pagare – ecco, di seguito, un eclatante esempio del meschino, immorale e dambiguo utilizzo delle accise sul carburante fatto dai governi negli anni, utilizzate spesso per finanziare vere e proprie guerre mascherate, spesso, da "Missione di Pace" o "Operazioni svolte nell'interesse nazionale":

    Guerra di Etiopia (1935 – 1,90 lire )

    Crisi di Suez (1956 – 14 lire)

    Guerra del Libano (1983 – 205 lire)

    Missione in Bosnia (1996 – 22 lire)

    Acquisto di autobus ecologici  (2005 – 0,005 euro);

    Finanziamento alla cultura (2011 – da 0,0071 a 0,0055 euro);

    Emergenza immigrati dovuta alla crisi libica (2011 – 0,04 euro);

    Alluvione Liguria e la Toscana (novembre 2011 – 0,0089 euro);

     Decreto Monti, "Salva Italia" (dicembre 2011.0,082 euro).

      Le "Missioni di Pace"   

    Per non scordare poi le ultime cosiddette "Missioni di Pace" in Iraq e Afghanistan (dove, tra l'altro, la pace regna a tal punto che, per chi non lo sapesse, in pochi anni la produzione di oppio è quadruplicata. Come mai? Mistero! ).  Importi, oggi maggiorati anche dell'Iva al 21%: applicata, ovviamente non al prezzo netto del carburante, ma "giustamente" al prezzo lordo, comprensivo di accise. Ciò, in aggiunta all' accisa regionale sui carburanti che varia da regione a regione, ed all'imposta di fabbricazione sui carburanti. E pensare che a pochi chilometri da casa nostra, in Lussemburgo o in Francia – ad esempio – la benzina costa rispettivamente 1,26 euro e 1,40 euro circa. E intanto, mentre da noi la quota 2,00 eurosembra ormai prossima,  i controllori della Costituzione ed i garanti della "Democrazia" continuano a dormire sonni tranquilli.

      Il "letargo dorato" dei garanti della Costituzione  

    Tra tutti, il "sempre più amato" Re Giorgio Napolitano I, che (dopo aver nominato il professore del "miracolo italiano") continua a spassarsela nel suo bel Quirinale con 200o dipendenti a servizio, ed assunti – rigorosamente – su chiamata diretta (consigliamo di leggere in merito – per i pochi che non lo avessero fatto – il libro "La Casta" di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo: vedi capitolo "Quattro regine al prezzo di un Napolitano" ). Chi rinsavirà prima? Per fronteggiare il continuo aumento dei carburanti nelle ultime ore, la palla sarebbe passata addirittira nelle mani di un banchiere! Che fortuna! E il Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ha resa nota la decisione di istituire la Commissione Dinamiche Prezzi, della quale faranno parte – oltre allo stesso banchiere prestato alla tecnocrazia – anche  “Mister Prezzi", le associazioni dei Consumatori e i rappresentanti del comparto carburanti. Beh! Ora che le nuove poltrone sono state assegnate – ovviamente paga la comunità – staremo a vedere se i nuovi controllori oseranno sfidare lorpo stessi, i signorotti dell'oro nero e la speculazione internazionale! E sperisamo pure che non si riduca il tutto alla solita agghiacciante proposta di svendita e liberalizzazione dell'intero settore. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa) –

    N.B.:

    Firma anche tu, la petizione per eliminare le accisehttp://www.petizioni24.com/eliminiamo_le_accise

     

  • L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di soggiorno

    Lunedì, Maggio 7th / 2012

    Unione Europea / Parlamento Europeo / Italia / Bruxelles / Coldiretti / Permessi di soggiorno / Relazione Moraes / Prestazioni lavorative / Immigrati / Agricoltura /Lavoro stagionale  

    L’Ue vuol ridurre la durata del permesso di

    soggiorno da 9 a 6 mesi.

    In Italia a rischio i raccolti. Protesta la Coldiretti

    Bruxelles, Roma – Per gli immigrati non più permessi di soggiorno di nove mesi, ma solo di sei: questa la proposta dell’Unione Europea contro la quale si schiera in prima linea la Coldiretti che denuncia il fatto asserendo che, seguendo questa linea, si metteranno a rischio i raccolti in Italia, dove si registra il 15% di lavoratori stranieri. Il taglio del tempo previsto per la permanenza degli extracomunitari nei territori dell’Ue è il frutto dell’approvazione della relazione Moraes, da parte della Commissione Libe del Parlamento Europeo, sulla proposta di  direttiva del lavoro stagionale. La Coldiretti, però, non ci sta e fa valere le sue ragioni, specificando che nell’agricoltura, in particolare, il lavoro si svolge a fasi, alcune delle quali alternate da periodi di inattività condizionata. In generale, è previsto che l’autorizzazione per la permanenza di un lavoratore “straniero” in Italia, abbia una validità anche pari all’intera durata della prestazione lavorativa, mentre per il settore agricolo coincide con la durata temporale del rapporto e, pertanto, è necessario che il permesso di ingresso sia riconosciuto per nove mesi. E noi ci chiediamo come sia possibile che l’Unione Europea riesca a complicarsi la vita anche nelle cose buone che sono previste dalla politica comunitaria.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)