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  • Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record

    Lo Stato Uccide – Aborti e Suicidi da Record

    Giovedì, Maggio 2nd/2013

    di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto

    Europa , Italia , Crisi economica, Stato sociale, Stato assassino, Suicidi, Suicidio sociale, Famiglia, Aborti, Interruzione di Gravidanza , Dignità umana, Rispetto diritti fondamentali, Etica, Società, Indifferenza delle istituzioni, Politica 

    Aborti e Suicidi Record – Vittime della pseudo-crisi, 

    dello Stato assassino! 

    Suicidi e borti in aumento esponenziale. Lo Stato rimane a guardare. 

    Nessuna garanzia di una vita dignitosa: la persona è calpestata da

    una governance disumana

     

    di Sergio Basile e Maria Laura Barbuto

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'Italia dei sacrifici                                                                                            

    Roma – La cosiddetta "crisi economica" (cioè Truffa Coloniale dell'Eurozona: chiamiamo le cose con il loro nome, per cortesia!) continua a fare vittime ed  i suicidi sono ormai all’ordine del giorno: senza distinzione alcuna di sesso, età o nazionalità. Il numero di coloro che decidono di porre fine alla propria vita, perché privati della possibilità di un’esistenza dignitosa, è in costante aumento. Ma – ci chiediamo – leggendo tra le righe, intendeva dire e prospettare forse questo la Fornero nel suo discorso di insediamento in Parlamento, quando tra le lacrime di coccordillo pronunziò la parola "sacrifici". Che genere di sacrifici dunque? Fose sacrifici umani? E questo l'inquietante interrogativo che ci assale e turba.

      Sociologia del Suicidio – Stato Assassino                                                      

    Ricorrere ad un gesto così estremo sembra, per molti, l’unica via d’uscita dalle difficoltà economiche, da uno stato di anomia (assenza di protezione legislativa – vedi "Sociologia del Suicidio" in Emile Durkheim Vedi video in allegato) ed indifferenza istituzionale permanente ed indecifrabile, se non alla luce di un ormai palese complotto internazionale, proteso a colonizzare e distruggere quegli stati e quei popoli appartenenti alle nazioni di più spiccata tradizione cristiana (Vedi tutti i Paesi del Sud Europa, vedi l'Irlanda, vedi la Siria ed il Libano). Suicidi legati spesso a doppio filo con uno stato di esasperazione e disperazione e con la responsabilità di dover mandare avanti una famiglia senza alcuna assistenza o aiuto da parte dello Stato. Anzi! E proprio lo Stato, fin troppo spesso, a tenere in mano i fili della vita di moltissimi cittadini, gestendoli “a proprio piacimento” come fosse un grande burattinaio matto. Una sorta di Mangiafuoco moderno, anche se nella favola persino il barbuto Mangiafuoco scopre di avere un cuore. Cosa che non riesce assolutamente all'euro-casta ed alle alte cerchie massoniche che oggi credono di poter gestire a proprio piacimento la vita di oltre 200 milioni di europei, solo nel Vecchio Continente.  Prerogativa a dir poco diabolica, nel senso stretto del termine.

      L'Inganno più Grande – L'Inganno contro la Vita e la Persona                

    Le istituzioni  avrebbero il compito e il sacrosanto dovere di tutelare la persona: sono gli stessi principi desumibili da molti trattati europei a riconoscerlo. Vedi "Principio di Sussidiarietà" e "Principio di Uguaglianza". Le istituzioni anche nel rispetto del dettato costituzionale avrebbero il compito di intervenire laddove situazioni economiche disastrose potrebbero trasformarsi in un tragico epilogo. A meno che per Democrazia  non s'intenda il più grande inganno perpetrato ai danni dei popoli, dalla Rivoluzione Francese ad oggi. Ipotesi – come sostenuto in altri articoli dall'Osservatorio Qui Europa – tutt'altro che azzardata e folle, alla luce di numerosi studi ed approfondimenti! In Karl Marx lo stato è concepito – notoriamente – come un momento di transizione destinato a dissolversi, nella realizzazione dell'ideale comunista, della "società" di eguali. Ma ci chiediamo che tipo di eguaglianza è quella prospettata dall'autore de "Il Capitale"? Per caso un'uguaglianza nella povertà e nell'annullamento? Nella creazione di una massa informe senza fede, speranza e carità?

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Genocidi programmati – Genocidi di Massa                                                

    Provata l'esistenza inequivocabile di un "Great Plane" per il dominio dei popoli e dell'umanità intera in un "Nuovo Ordine Mondiale" d'ispirazione satanica, e provata la relazione filosofico-religiosa ed il sottile filo rosso che lega nei secoli personaggi come Mayer Amshel Rothschild (iniziatore della omonima dinastia – 1744) Adam Weishaupt (fondatore della setta degli illuminati, su commissione dello stesso Rothschild) Theodor Herzl (padre del sionismo moderno) con personaggi come lo stesso Karl Marx, Lenin e Stalin; e vagliando molti scritti degli stessi, dai quali si desume un palese odio verso il Cristianesimo ed il sacro che esso incarna, i nostri dubbi in merito tendono a zero. D'latronde come visto tra i punti essenziali del piano portato avanti dagli illuminati, dalla Rivoluzione Francese ad oggi, vi sono proprio la distruzione delle nazioni e della cultura nazionale, la distruzione della famiglia tradizionale e – soprattutto – la distruzione del Cristianesimo, assieme alla riduzione programmata delle nascite. Tutte prerogative che rientrano – in chiave escatologica – nelle stesse profezie insite nelle Sacre Scritture. Vedi Apocalisse. Elementi che compaiono con disarmante "freschezza" anche nei miracolistici progetti del Club di Roma: cenacolo di pensatori e profeti del mondialismo moderno – fondato nell'Aprile del 1968 dall'italiano Aurelio Peccei – che trovano nell'eugenetica  – come approfondito in altre occasioni – e nella riduzione controllata o indotta delle nascite la chiave del loro credo. Tra i più accaniti supporters del Club – è bene ricordarlo per onor di cronaca – il mondialista Mickhail Gorbachev ed il suo braccio destro italiano, Giulietto Chiesa. Una curiosità. Tra le dichiarazioni più tristemente note di Peccei, ve ne fu una in merito che vi riproponiamo, al fine di comprendere la considerazione che il Club di Roma ed i suoi falsi profeti del nulla hanno verso la sacralità della vita umana. "Per me luomo…. non è altro che un cervello ad una estremità e una fabbrica di merda dall'altra". 

     La Chiamano Democrazia – Lo Chiamano Progresso                                   

    Oggi in Italia tale piano – con la complicità divertita e compiaciuta dei burattini Usa (filo-sionisti ed illuminati) che di anno in anno si sono succeduti a Palazzo Chigi nascondendosi dietro la bandiera di turno: blu, bianca o rossa che sia – sembra esser giunto ad uno stadio avanzato. La stessa SS. Vergine Maria in diverse apparizioni (da Fatima a Lourdes, passando per Medjugorje) ha più volte messo in guardia dai pericoli corsi dall'Europa e dall'Italia. La Vergine ha in più occasioni parlato dei "pericoli e degli errori del comunismo" e di come essi sarebbero stati diffusi nel mondo, al fine di creare una nuovo ordine. E proprio con maggior accanimento – aggiungiamo – in quei Paesi che si sono autoproclamati da sempre ostili al comunismo e ad i suoi ideali materialistici e dissacranti, innalzandosi a paladini della Democrazia mondiale. Si sà, il modo migliore per portare avanti un progetto egemonico e coloniale è quello di mentire, smentire l'evidenza e crearsi attorno un'aura di credibilità mediatica inattaccabile. Al mostro di turno basterà – con la complicità dei media – auto-proclamarsi democratico o "giusto" o magari perfino "anti-comunista" per acquistare come per magia una patente di verità, credibilità e di giustizia universale. Quasta in un mondo normale si chiamarebbe follia. In un mondo a trazione satanica, la chiamano "Democrazia Liberale". Vedi Grecia, vedi Italia, vedi Siria. 

     Aborti e  Suicidi Indotti – Attentato alla Famiglia                                      

    In tal contesto, ad esserne colpita al cuore è, senza dubbio, la famiglia ed il riferimento non è solo alla disgregazione fisica della cellula fondamentale della società. Padri che si tolgono la vita perché non capaci (e non per propria volontà) di garantire un futuro ai propri figli, madri indotte all'aborto o che non riescono a far crescere serenamente i bimbi, a permettere loro di studiare, di fare sport, di dedicarsi alle proprie passioni ed ancora e nei casi più drastici di sfamarsi o curarsi; uomini e donne che non possono permettersi il “lusso” di diventare genitori perché non hanno né una casa né un lavoro.

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Italia – Il Lusso di Diventare Genitori                                                            

    La natalità zero, vi assicuriamo che non è un qualcosa di casuale o fisiologico, ma è un qualcosa di voluto e programmata negli anni! Preparato per l'Italia da tempo. Lo dimostrano l'assenza di adeguate politiche per la famiglia, la cosiddetta riforma del lavoro e le bugie sulla "crisi". Sempre più spesso si decide di morire per scappare da una società che ti priva della dignità umana e dei diritti fondamentali che, però, gli stessi governanti riconoscono a pieno titolo con vergognosi luoghi comuni e abusi dialettici, dinnanzi alle telecamere. Ciò con discorsi istituzionali fatti di parole che si disperdono nell’aria  immediatamente dopo essere state pronunciate. Non possiamo rimanere impassibili e non sapere di chi è la colpa! Non possiamo rifugiarsi dietro la falsa ed ipocrita espressione mediatica "crisi economica internazionale"! Ormai anche i bambini lo hanno capito. Perfino le pietre.

     Lo Stato Uccide!                                                                                                  

    Ebbene sì, lo Stato uccide! lo fa in maniera silenziosa, senza trovare un colpevole che possa scontare una pena, lo fa in modo subdolo, senza che nessuno possa gridare “giustizia”. La pseudo-crisi agisce sulle coscienze, sulle menti e sui corpi dei cittadini e ha la capacità di modificare la natura umana rendendola modellabile sulla base delle esigenze statali. Non c’è cosa più degradante di questa, soprattutto se spostiamo la nostra analisi su quanto la crisi economica possa incidere sulla famiglia: sia quella già formata, sia quella destinata a formarsi in un futuro. Non è casuale, infatti, che nell’ultimo anno il numero degli aborti sia aumentato in modo del tutto esponenziale, raggiungendo cifre allarmanti e rendendo crescente il numero di coppie di genitori mancati. In particolare, tra le cause principali che inducono le donne ad interrompere volontariamente la gravidanza, rientrano quelle legate a relazioni extramatrimoniali e tradimenti, diagnosi prenatali di patologie e sindromi. Ancor più gravi gli aborti praticati a giovani minorenni a causa di “figli indesiderati” e le gravidanze interrotte  a causa di problemi economici: la nuova bestiale realtà che dovremmo accettare come se nulla fosse!

    Aborti e Suicidi di Stato - Lo Stato Uccide

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Le dinamiche abortistiche in Italia                                                                 

    Il dato sconcertante – dall'analisi di ciò che accade in numerosi ospedali del Sud Italia – però, non è tanto il fatto che il numero di operazioni abortive sia aumentato, rispetto ad una decade fa, in valore assoluto (relativo quindi alla quantità di aborti) piuttosto colpisce in modo clamoroso con il quale le curve delle percentuali di incidenza (cioè le percentuali delle motivazioni per le quali si interrompe una gravidanza) stiano seguendo andamenti totalmente diversi rispetto al passato. Infatti, se rispetto al 2001 il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza, legate a rapporti extraconiugali  e diagnosi prenatale, è pressocchè rimasto invariato, allarma in modo spaventoso il fatto che siano aumentati a dismisura gli aborti da parte di minorenni (appoggiate, quindi, dai propri genitori) e di famiglie con più di un figlio a carico. Coscienze sporche che, probabilmente, non riusciranno mai ad essere ripulite né dal tempo, né dalla vita. Solo Dio lo sa! Coscienze rese putride anche per colpa dello Stato che, silenziosamente – come fa lo scorpione con la sua preda – punge ed induce alla morte “facile”. Ciò per illudesi di scappare da una società che non ha a cuore il bene comune, ma solo la dimensione economica del suo essere.

      Sarà Pianto e Stridore di denti…                                                                      

    “Basta” a queste esecuzioni, a queste stragi di innocenti, a questi omicidi ed a questi orrendi crimini (i più grandi secondo Madre Teresa di Calculla) evitabili tranquillamente con un’adeguata attività istituzionale, sociale, etica, morale, culturale ed umana (ma soprattutto spitiruale) che ogni governante (ma anche ogni signola famiglia) dovrebbe portare avanti a tutela dei propri cittadini e dei propri "cari": quell’attività che, da troppo tempo, l’Italia ha posto come l'ultimo dei suoi pensieri privilegiando il dio denaro, gli oscuri progetti di cui sopra e la finanza internazionale. Prendiamo spunto ed esempio dalle famiglie numerose, che pur in questo inganno chiamato crisi, riscoprono ogni giorno il miracolo della vita. Un ultimo pensiero – infine – lo leviamo al neo-governo Letta,  e soprattutto al neo-ministro degli Esteri, abortista convinta (vedi foto, Anni '70) Emma Bonino (curiosamente al governo anche se i radicali non sono nemmeno riusciti ad entrare in Parlamento), prendendo in prestito un'espressione che Giovanni Paolo II usò nel suo discorso contro le mafie in Sicila, nella Valle dei Templi di Agrigento: "pentitevi e convertitevi! Non illudetevi di farla franca, non almeno davanti a Dio. Un giorno verrà il giudizio di Dio!". E allora aggiungiamo: "per i malvagi e gli assassini (abortisti ed istigatori alla morte) sarà pianto e stridore di denti". (Vangelo Secondo Matteo – Cap. 22, 1-14). Salvezza eterna per i giusti.

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

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    Venerdì,  Aprile 5th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto –  Unione Europea / Francia / Parigi / Governo francese / Tutela coppie omosessuali / Famiglia / Adozioni gay / Manifestazioni di piazza / Etica / Morale / Matrimonio / Dimostranti francesi / La Manif pour tous / Homovox / Francois Hollande  Hollande impopolare: sposta l'attenzione dalla […]

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    Lunedì,  Marzo 11st/ 2013 – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Qui Europa – – Associazione Culturale la Torre –   Bruxelles, Adozioni, Bambini, Diritti, Elezioni, Gay, Matrimonio, Omosessuali, Unione Europea, Distruzione del Matrimonio tradizionale, Omobobia, Dittatura del Relativismo, Distruzione della Famiglia Tradizionale, Report sui Diritti Civili, Parlamento Europeo, Cristianesimo, Ateismo, Piano Mondialista per Distruggere la famiglia […]

    Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falasha

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    Venerdì, Gennaio 4th/ 2013 – di Maria Laura Barbuto – israele falasha / Falasha jews of ethiopia / Democrazia in Israele – Razzismo, Sterilizzazioni e Violenze sugli Immigrati Etiopi Falascia / Esteri / Israele / Occidente / Stati Uniti / Tel Aviv / Razzismo / Sterilizzazioni / Violenze / Immigrati etiopi / Falascia /  Persecuzioni / Ebrei […]

    Ungheria – Si alla Vita e Sgambetto all’Aborto

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    Lunedì, Ottobre 8th/ 2012  –  di Maria Laura Barbuto –  Europa / Unione Europea / Ungheria / Budapest / Aborto /  Diritto alla vita / Famiglia / Concepimento / Vittime / Genocidio / Madri / Figli / Genitori / Costituzione / Uno di Noi / Movimento per la vita / Antonio Socci / Madre Teresa […]

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Ue: 48 Milioni di Disoccupati. Bisogna tornare al Welfare

    Mercoledì, Luglio 11th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Europa / Germania / Roma / Stato sociale / Crisi stato sociale / Crisi economica / Mutualismo / Mutua / Mutuo soccorso / Stato liberale / Uguaglianza sostanziale / Welfare / Diritti / Cittadini / Economia / Disoccupazione / Fimiv / No-Profit / Lavoratori / Risorse / A carte 48 / Insieme Salute / Famiglia Cristiana / Potzolu / Ceffa / Prodi / Keynes / Von Hayek  

    Stato sociale: una ulteriore via d’uscita dalla

    crisi. Keynes aveva ragione

    Carenze statali da integrare con il mutuo soccorso: 

    viaggio nel passato per costruire il futuro

    Ma nell'Ue crescono i disoccupati: oggi sono 48 milioni

    Intanto Romano Prodi da "Famiglia Cristiana" dà moralistiche

    lezioni di unità politica

    Keynes aveva ragione – Nell’Europa liberista di Von Hayek, che ha ucciso il Welfare State, 48 milioni di disoccupati

    Roma –  Un ritorno al passato per costruire il futuro: la crisi europea si traduce in una crisi profonda dello Stato sociale. Quel Welfare State tanto caro a John Maynard Keynes, che lo propose quale modello socio-economico di sviluppo: costruzione osteggiata – a torto – da liberisti e anarcocapitalisti, dei quali maestro ed ispiratore – in sintesi – possiamo considerare Von Hayek e gli economisti della Scuola Austriaca. Nato come evoluzione dello Stato liberale ottocentesco, lo Stato sociale dovrebbe avere come fine supremo quello di proclamare l’uguaglianza sostanziale tra i cittadini (e non solo quella formale) e di garantire diritti e servizi sociali come ad esempio l’assistenza sanitaria, l’istruzione pubblica, eventuale indennità di disoccupazione, previdenza sociale e l’accesso alle risorse culturali del paese. Dalla definizione, noi Italiani, potremmo chiederci se la nostra bella Nazione  può, concretamente, assolvere ancora ai compiti di Welfare state oppure se sullo Stato sociale non sia calato definitivamente il sipario. I tagli previsti, e quelli già operati, in diversi settori dell’economia italiana, hanno portato anche ad un taglio netto della tradizione culturale e sociale del nostro Paese. Tutti ne sono responsabili, ma nessuno si è realmente rimboccato le maniche al fine di assicurare il rispetto e la tutela di alcuni diritti fondamentali dei cittadini.

     Europa: 48 milioni di disoccupati 

    I disoccupati europei si contano in 48 milioni di persone (l'equivalente all'intera popolazione, bambini inclusi, di un intero grande stato) di cui 14 milioni hanno perso il lavoro proprio a causa della crisi pilotata: come fare, quindi? Una delle ipotetiche soluzioni atte a tamponare una crisi che si allarga, giorno dopo giorno a macchia d’olio, potrebbe essere una macchina del tempo virtuale che ci riporti nel lontano ottocento, quando sul finire del secolo, il mutualismo diventava una pratica diffusa ed efficiente che garantiva ai più disagiati  il rispetto dei propri diritti. Combinare ed integrare l’azione e l’operato statale con le pratiche mutuali – al di là comunque del rating e della de-finanziarizzazione dell'economia – potrebbe essere la carta vincente per dare uno schiaffo alla crisi economica: basti pensare che fino al 2011, le mutue europee hanno impiegato 350.000 persone generando un “guadagno” di 180 miliardi di euro. In Italia ne esistono 1500, alcune delle quali vantano una storia centenaria e una tradizione di efficienza e competenza. Operano soprattutto nel centro–nord ed aderiscono alla Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria: “Fino a 10 anni fa – ha dichiarato il presidente della Fimiv, Placido Putzolu, ai colleghi di “A carte 48” – il mutualismo era un fenomeno circoscritto. Ma oggi, che la spesa sanitaria delle famiglie continua a crescere e lo Stato sociale non riesce più a garantire prestazioni efficienti, la mutualità si propone come un soggetto no-profit. Il nostro intervento – continua Potzolu – è integrativo, non sostitutivo rispetto a quello del pubblico”.

     Mutualismo: una carta preziosa  

    Ma se, da un lato, il binomio Stato sociale–mutualismo potrebbe essere un asso nella manica per far fronte ad una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo e permetterebbe di mettere una “toppa” e far tirare un sospiro di sollievo, dall’altro, tutelerebbe anche i lavoratori autonomi e precari, ai quali non vengono riconosciute tutele per la maternità, infortuni o malattie, trasformandosi per queste categorie, in una vera e propria risorsa. “Il vero problema – afferma il direttore di Insieme Salute, Valerio Ceffa – è come riempire il vuoto che sta lasciando lo Stato: al cittadino viene detto di arrangiarsi per quanto riguarda il settore pubblico e di pagare (a peso d’oro) qualora si rivolga ad un esercizio privato. Il mutualismo – continua Ceffa – in questo senso, è una ulteriore possibilità e chi si associa, avrà sempre il diritto di essere curato anche perché per noi le persone sono soci e non clienti”. Della serie “l’unione fa la forza” quindi: la collettività, rispetto alle sole potenzialità statali, potrebbe rappresentare, se unita, una forza in più per una società disagiata, una boccata di ossigeno in questo periodo di crisi.

      Unità politica dell'Ue e Moralismo Neo-Liberal di Prodi  

    Stesso parere, seppur da un punto di vista molto diverso, lo ha espresso Romano Prodi nell’intervista rilasciata a “Famiglia Cristiana”. “Separati non contiamo nulla – ha dichiarato l’ex Presidente del Consiglio che ci ha letteralmente buttato tra i tentacoli dell'euro – L’unità politica dell’Europa è necessaria, come necessaria è la guida internazionale del Vecchio Continente da parte della Germania”. Beh, in fin dei conti Prodi non ha fatto proprio un’analisi riguardo il futuro dell’Europa, piuttosto un funesto presagio hainoi già evidente nel presente: è quello che sta succedendo. Una Germania “regina” che detta  leggi austere e professa il rigore politico e tanti sudditi “costretti” a rispettarne le regole. Ma non sarà mica vero che lo Stato sociale non esiste più? Di certo non definiremmo “vere” né “profetiche” le dichiarazioni di Prodi, che ha disegnato il progetto più che dell’unità politica europea, della distruzione nazionale dei singoli paesi.

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

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    Fermiamoli! – Stanno Svendendo e Depredando il Giardino d’Europa

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    Domenica, Giugno 17th / 2012 – L'Editoriale, di Sergio Basile – Unione Europea / Italia / Eurozona / Commissione europea / Casta Parlamentare / Olli Rehn / Michel Barnier / Pierluigi Bersani / Pierferdinando Casini / Angelino Alfano / Silvio Berlusconi / Manuel José Barroso / Doppiogioco dell'Ue / Accentramento / Crisi / Lavoro / […]

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012 – di Maria Laura Barbuto – Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli […]

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Crisi – Le colpe dei “profeti” del Liberismo

    Mercoledì, Aprile 18th / 2012 – EDITORIALE di Franco de Domenico e Sergio Basile – Europa / Spd / Sigmar Gabriel / Liberismo / Liberalismo / Austerità / John Locke / Oscar Giannino / Bruno Leoni / Ibl  / Gaetano Mosca / Giovanni Agnelli / Luigi Einaudi / Bruno Leoni /  Mario Pannunzio / Giovanni Malagodi […]

    Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Morte del Welfare e Neo-feudalesimo

    Giovedì, Aprile 12th / 2012 – di Mirella Fuccella – Italia / Europa / Economia / Crisi / Modello europeo / Articolo 18 / Lavoro / Tana de Zulueta / Lettera Trichet-Draghi / Neo-feudalesimo / Morte del Welfare-state   L’Europa svuota il modello europeo Competitivi e flessibili, quindi licenziabili: il nuovo modello feudale Roma – E’ stata una […]

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    UE – La “sconfitta morale” del Mercato

    Giovedì,  Aprile 26th/ 2012 – di Sergio Basile – Unione europea / politica / Rigore / Fiscal Compact / Germania / Italia / Francia / Olanda / Danimarca / Papa Giovanni Paolo II / Bob Kennedy / Discorso sul Pil / Angela Merkel / francois Hollande / Nicolas Sarkozy / Mario Monti / Geert Widers /  Beppe […]

    N.O.W. – Giovani-Lavoro: connubio proibito

    N.O.W. – Giovani-Lavoro: connubio proibito

    Venerdì, Aprile 20th/ 2012 – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – Unione Europea / Fondo Monetario Internazionale / Fmi / Spagna / Francia / Italia / Grecia / Crisi /Lavoro / Occupazione / Giovani / Christine Lagarde    Giovani europei-lavoro: "connubio proibito?" Le "preoccupazioni facili" di Christine Lagarde (Fmi) ed i "paradossi affaristici" […]

    Mostri OGM – Bruxelles ci ripensa?

    Mostri OGM – Bruxelles ci ripensa?

    Lunedì, Aprile 2nd/ 2012 Parlamento europeo / Commissione agricoltura / Fascicolo Ogm / Agricoltura biologica /  Pericoli / Salute / Intossicaszione / Tumori / Dna / Comitato Scientifico Equivita / Rischi / Fame nel mondo / Povertà nel mondo / Acta / Brevetti / Obama / Usa / In quinamento / Ecosistema / Acqua / […]

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika – Quando l’euro vale più della dignità umana

    Giovedì, Marzo 29th / 2012 Grecia / Troika / Ue  / Bce / Fmi / Commissione europea / Crisi / Banche  / Dignità umana / Spread / Rating / Blocco consumi / Protesta / Multinazionali  Apocalypse 2012: la Grecia in pasto alla Troika Quando l'euro vale più della dignità umana Ma “l’usura” non era un reato? […]

    Tonnare italiane condannate a colare a picco?

    Tonnare italiane condannate a colare a picco?

    Giovedì, Aprile 19th / 2012 – di Mirella Fuccella –   Italia / Ue  / Isccat / Pesca del tonno / Debiti / Tonnarre / Decreto Monti / Mario Monti / Quote pesca / Fallimento / Direttiva Ue / Recessione    Decreto Monti – Le tonnare condannate  a colare a picco? Per il Professore ora diktat anche […]

    Attacco Italia – Safilo: mille esuberi

    Attacco Italia – Safilo: mille esuberi

    Venerdì, Maggio 18th /2012 – di Silvia Laporta – Europa / Unione Europea / Commissione Europea / Italia / Crisi / Safilo / Elisabetta Gardini / Sergio Berlato / Morte aziende italiane / Attacco senza precedenti   Crisi Safilo: senza Armani si rischiano 1000 esuberi Gli eurodeputati Gardini e Berlato chiedono l’intervento della Commissione europea Bruxelles – Il Gruppo Safilo è […]

    Ue: Emergenza lavoro – Strategie e disastri

    Ue: Emergenza lavoro –  Strategie e disastri

    Domenica, Aprile 15th/ 2012 –  di Sergio Basile – Commissione europea / Lavoro / Commissione Affari Sociali / Laszlo Andor  / Manuel Barroso / Perdita 6 milioni di posti di lavoro / Mercato comune reale / Consiglio europeo/ Strategia e limiti dell’Unione europea / Fiscal compact / Austerity / Deficit spending / Tecnocrazia / Ridimensionamento […]

    Lavoro – Monti: “Articolo 18? Chiusa la questione! Nessuno avrà potere di veto!

    Lavoro – Monti: “Articolo 18? Chiusa la questione! Nessuno avrà potere di veto!

    Mercoledì, Marzo 21th / 2012 Italia / Roma / Lavoro / Articolo 18 / Costituzione / Modifiche / Sindacati / Cgil / Bersani / Monti / Gentiloni   Lavoro – Monti: “Articolo 18? Chiusa la questione! Nessuno avrà potere di veto! Il Pd spaccato: Bersani rimanda tutto al Parlamento Roma – Un paese malato il nostro, […]

    L’avvento dei tecnici e la profezia di “Topolino”

    L’avvento dei tecnici e la profezia di “Topolino”

    Sabato Maggio 19th /2012 – di Silvia Laporta – Europa / Unione europea / Bruxelles / Italia / Crisi / Janusz Lewandowski / Bilancio Ue / Commissione Europea / Ecofin / Barroso / Topolino / Profezia / Disastro dei tecnici  / Topolino / Profezia / Micky Mouse /  Avvento dei tecnici e l'inasprimento della tassazione […]

    CdR: fallimento-Italia su Fondi Ue. “Urge semplificazione!” – Eurobarometro: Italia in forte recessione

    CdR: fallimento-Italia su Fondi Ue. “Urge semplificazione!”  – Eurobarometro: Italia in forte recessione

      Martedì,  Marzo 20th/ 2012 Italia / Parlamento Europeo / Comitato delle Regioni / Nord / Sud / Eurobarometro / Recessione / Economia / Fondi Ue 2014-2020 / Semplificazione / Media Ue / Bresso Il CdR riconosce fallimenti Italia su Fondi Ue e chiede “semplificazione procedure” – Eurobarometro: Italia lenta, in recessione e sotto media […]

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce

    Martedì, Marzo 6th / 2012 Bce / Crisi Ue / Aste / Dimissioni Abi / Pignoramenti / Pensionati / Crescita   Mercato finanziario drogato da banchieri e inflazione allo sbando. Il ruolo della Bce Stranezze bancarie Ue targate Bce: record dei “depositi overnight”, “pseudo-aste”, signoraggio e strette creditizie. Francoforte, Roma – La notizia del giorno […]

    Krugman-Soros – Il Suicidio dell’Europa dell’Austerity

    Krugman-Soros – Il Suicidio dell’Europa dell’Austerity

    Venerdì, Aprile 27th / 2012 – di Silvia Laporta – Unione europea / Crisi Ue / Recessione / George Soros / Paul Krugman / Disoccupazione giovanile / Spagna / Italia / Germania / Angela Mrekel / Mario Monti / Depressione Usa degli Anni '30 / Politica Monetaria Inflazionistica / Piigs / Pressione fiscale / Distruzione […]

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

    La Troika, la “Rerum Novarum” e il baratro Grecia: fantasmi del progresso e nuovi diseredati

    Sabato, Marzo 17th/ 2012 Grecia / Troika / Fmi / Bce / Ue / Chiesa / Dottrina Sociale / Ripresa /Parti sociali / Massoneria / Capitalismo / Diktat / Neo-liberismo / 2013 / Crisi / Debito sovrano / Solidarietà sociale / Organizzazioni cristiane / Leone XIII  La Troika, la Rerum Novarum" e il "baratro Grecia": […]

     

  • Euro-Capò – Batosta Merkel-Monti e mini-rivoluzione Hollande

    Euro-Capò – Batosta Merkel-Monti e mini-rivoluzione Hollande

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Silvia Laporta e Sergio Basile – 

    Unione europea / Eurozona / Commissione europea / Crisi Ue / Disagio sociale / Germania / Elezione regionali / Angela Merkel / Francoise Holland / Mario Monti / Nord Reno-Westfalia / Land tedeschi / Austerity / Grecia / Italia / Spagna / Francia / Ungheria / Irlanda / Bei / Stato sociale / Welfare state  / Deficit spending / Poteri forti / Goldman Sachs  

    Povertà, disagio sociale e malgoverno:

    quadretto di un'Europa targata Ue

    L'insostenibile pesantezza dell'essere nell'Ue

    colpisce anche la Germania.

    Regionali: batosta per il "panzer Merkel"

    Berlino, Parigi, Bruxelles, Roma – Il disagio sociale, inizia ad alzare prepotentemente la sua voce e a farsi sentire in tutta Europa, anche nei land tedeschi. Le strategie di governo per fronteggiare la crisi si dividono tra l’austerity, proposta dalla Commissione di Barroso, d'intesa con la casta teutonica (di Berlino e francoforte) e improntata sui  tagli alla spesa pubblica (abolizione del deficit spending e spending review: termine ormai entrato di diritto anche nell'italianissima "Treccani"); e la consapevolezza dei governi di dover  invece agire in qualche modo, per poter  sostenere la ripresa economica e l’occupazione, uscendo dalla crisi.  Ma gli euro-capò, tuttavia, continuano a concentrarsi sui particolari – facendo gli gnorri in regia, per non andare al fronte – tralasciando di occuparsi della biblica trave negli occhi della tecnocrazia europea: cioè nei loro furbi occhi. Chi meglio di noi Italiani può sapere cosa significhi austerity? L'ossequioso gran'ufficiale Mario Monti –  nostro malgrado – attuale presidente del governo tecnico ed ex consulente di Goldman Sachs – oltre che di circa 40 società finanziarie – ha deciso, come noto, di adottare una politica quanto più fedele al progetto dell’austerità. La sua (per quanto noi sappiamo fittizia) idea è che  il rigore dei conti, può essere considerato l’unico mezzo attraverso il quale mettere l’Italia nelle condizioni di cogliere i primi segnali di ripresa non appena questi si presentassero. Magari accettando un ipotetico ed irreale "invito a cena"! Da qui l’austerity si è potuta esplicare nel miglior modo possibile nella nostra Pseudo-Repubblica, attraverso provvedimenti che eufemisticamente potremmo definire “opinabili”,  ma che sono stati finora  le linee guida del governo tecnico. Tagliare la cassa integrazione; modificare l’articolo 18 in una  rivoluzione per i licenziamenti economici e disciplinari con possibilità quasi nulle di reintegro; salutare la certezza di un  “noiosissimo” posto fisso di lavoro; non effettuare nessuna concessione ad investimenti pubblici finanziati in disavanzo (deficit spending) solo alcuni dei più clamorosi diktat espressi dal capò dei professori.

      Anche i tedeschi stanchi dell'austerity merkeliana  

    Nel resto d’Europa che conta (almeno oggi) tale  posizione di austerity – respirata anche nella patria dell'indusrtia automobilistica europea e mondiale, dove negli ultimi 10 anni i salari sono aumentati di un risicatissimo 7%, contro il 27% dell'Eurozona –  è stata tuttavia rovesciata dopo il crollo della Cdu di Angela Merkel nelle elezioni regionali in Nord Reno-Westfalia, il Land  più popoloso della Germania. Una Merkel che, dunque, potrebbe essere presto definitivamente disarcionata dalla stessa cancelleria. Evento, quello della "relativa sorpresa" nel  ricco Land, che ha seguito ad un sensibile  segnale di cambiamento venuto d'oltralpe: la sconfitta di Nicolas Sarkozy ad opera di Francoise Hollande, e la promessa (vedremo se rispettata o meno) di un radicale cambiamento nel riconoscimento di un ruolo da protagonista al bistrattato welfare state. 

      La strategica propaganda mini-rivoluzionaria di Hollande  

    Il  nuovo premier francese, dunque – stando almeno a quanto dichiarato in campagna elettorale ed ai suoi primi proclami ufficiali da nuovo Re dell'Eliseo – avrebbe soffiato anch’egli  sulla leggera e fresca brezza aleggiante sul Vecchio Continente, e portatrice di una nuova politica economica votata all’onestà, all’equità e ad una migliore retribuzione del reddito. Tassazioni  importanti sui “ricchi”; applicazione di aliquote del 75% ai redditi superiori a un milione di euro, solo per antipasto. Ciò per dimostrare ai suoi elettori di star adottando una strategia che va incontro al sociale.  Tuttavia, un nodo importante e cruciale resta da sciogliere:  il nuovo premier non sembra  voglia mettersi contro e di traverso ai veri nemici della Democrazia, le vere responsabili del debito degli stati e dello sfacelo europeo: le grandi banche e le grandi società finanziarie francesi ed internazionali. Strategie, dunque, che – da un'attenta analisi dei primi giorni di governo del bohemien Hollande – potremmo considerare più “politiche” che “sociali”, costruite attorno a diversi interessi, che non corrispondono però con quelli dei cittadini! Dove è finito lo Stato Sociale? Dove è finita la tutela dei diritti dei cittadini? Oserà prima o poi il re dell'Eliseo sfidare i poteri forti sul loro stesso campo? O saranno i secondi ad ammorbidire il suo slancio rivoluzionario? Vedremo!

      Markel e Monti, appesi al filo del "Deficit Spending"   

    L’unica svolta  reale sulla quale la strana coppia Monti-Merkel potrebbe, ora, convergere – al fine di evitare il peggio, ed eventuali e probabili future fughe a bordo di elicotteri – è quella di far passare nel Patto di Stabilità e crescita, il principio secondo il quale nel debito pubblico non siano considerati gli investimenti in opere infrastrutturali, anche quando siano finanziati in disavanzo,oltre il limite attualmente fissato dello 0,5% sul Prodotto Interno Lordo. Anche un aumento dei fondi a disposizione della Banca Europea per gli investimenti, potrebbe essere un incentivo: ma non una garanzia di crescita democratica, visto e considerato chi di fatto controlla l'istituto "d'interesse comunitario". L’opinione pubblica europea però, è ormai palesemente stanca di giochi e strategie politiche, fatti su misura per gli interessi governativi. Si rende conto che la politica dell’austerity ha  provocato solo povertà di massa e sta iniziando a maturare disapprovazione e tensioni, pronte a deflagrare soprattutto nelle classi più deboli, assolutamente arrabbiate e non tutelate in questa tragica situazione. Quello del "deficit spending" (strumento d'investimento da sempre, fino all'arrivo dello scellerato "fiscal compact", considerato quale arma privilegiata di sviluppo degli stati moderni) potrebbe essere quindi l'ultimo "filo sottile" al quale si aggrappano i destini della cancelliera di ferro e dell'élitario professore bocconiano. Ciò, mentre in Grecia come in Italia, in Spagna come in Francia, in Ungheria come in Irlanda, la fondazione dell’Eurozona, una spazio monetario comune, sta giungendo al termine. I governi sudditi delle banche e distruttori del lavoro e dello stato sociale sono ormai in fase di smascheramento! Passaparola!

    Silvia Laporta e Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Strasburgo: si a “Università europea”. Luci e ombre sul “Processo di Bologna”

    Strasburgo: si a “Università europea”. Luci e ombre sul “Processo di Bologna”

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Italia / Processo di Bologna / Università / Berlinguer

    Strasburgo: si a "Università europea". Luci e ombre sul "Processo di Bologna"

    Casta neo-liberista o processo consapevole di  sviluppo solidale? Gli interrogativi aperti sul futuro dell'istruzione in Europa

    Strasburgo – Stamane, presso la sede francese dell'Europarlamento, il deputato Luigi Berlinguer (del gruppo S&D) ha relazionato sul processo di rilancio dell'Università Europea, presentando un provvedimento – votato a maggioranza bulgara – afferente al cosiddetto '"Processo di Bologna": ovvero a quel processo di riforma internazionale dei sistemi di istruzione superiore – che oggi coinvolge 46 paesi – nato nell'antica città italiana tra il 18 e il 19 giugno del 1999, in seguito all'incontro di 29 ministri dell'istruzione europei. Tra gli obiettivi fissati, primo fra tutti, l'ambiziosa idea di realizzare – per la verità ciò sarebbe dovuto avvenire già entro il 2010 – lo "Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore più competitivo al mondo", raccogliendo l'eredità portata avanti negli anni già con l'accordo della Sorbona del 1998, sigillato dall'omonima "Dichiarazione". Secondo il deputato, tale provvedimento favorirà il ripensamento dei sistema di istruzione dei paesi membri Ue, verso la creazione di un unico titolo di laurea valido in tutto il Vecchio Continente, e non solo. Problema, quello della discrepanza dei titoli, avvertito soprattutto in Italia: paese Ue che si discosta dalla maggior parte degli altri paesi europei quanto ai criteri seguiti nell'attribuzione dei titoli e delle denominazioni, e tale da non facilitare l'interpretazione degli stessi titoli accademici conseguiti, al di fuori del territorio nazionale, con grossi problemi d'inserimento per neolaureati e ricercatori. Tuttavia, l'Italia, ci sembra giusto ricordarlo, è stata uno dei primissimi paesi ad adattare il proprio sistema universitario al nuovo sistema generato nel processo di Bologna (in alcune università e limitatamente ad alcuni corsi di studio la riforma – infatti – è partita già nell'anno accademico 1998/1999). Ma accanto ai soddisfatti deputati, ed ai trionfalistici proclami di rinascita culturale dell'Ue, non sono mancate le aspre critiche di quanti invece sostengono l'esistenza di reconditi obiettivi perseguiti dal "Processo", addirittura in palese contrasto con i principi di equità e libera diffusione del sapere.  Secondo altre correnti di pensiero , infatti, il vero obiettivo del Processo di Bologna sarebbe quello di "rendere le riforme europee neo-liberali, in materia di istruzione universitaria, "piu’ accettabili" alle classi subalterne e protendere al progressivo smantellamento dell’istruzione pubblica, dando vita a nuove caste per il controllo della conoscenza, al fine  di accelerare l’egemonia economica dei popoli. Dunque, in antitesi con quanto dichiarato stamane da Berlinguer, il "Processo di Bologna" nulla avrebbe a che fare con il libero sapere, la libera scelta di studiare e l'equita’ sociale. Tutto mascherato – secondo i detrattori del "Processo" – dietro il velo della retorica e del marketing. Certo, analizzando attentamente entrambe le posizioni, così lontate ed antitetiche, si resta piuttosto disorientati. D'altra parte, non sarebbe intellettualmente onesto non ammettere la possibilità dell'esistenza di sistemi educativi egemoni di carattere neoliberista pianificati ad hoc. Lo si evince chiaramente dalla china intrapresa da molti economisti che – in numerose società industriali moderne – hanno favorito la diffusione di teorie economiche e finanziarie che hanno portato agli attuali squilibri sistemici, che qualcuno chiama "crisi economica". Molte di esse, come noto, furono incubate in noti e prestigiosi Atenei Anglo-Americani, che – a partire dagli anni Ottanta – favorirono processi di iper-privatizzazione a discapito dello stato sociale.  Allora una buona domanda può essere: in Europa è il capitale finalizzato all’istruzione, o è quest'ultima al servizio del capitale, per rinforzare l’egemonia culturale, politica ed economica della stessa "Europa"? Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)