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  • Gaza, l’Occidente Democratico e la politica di Pinocchio – Verità Nascoste

    Gaza, l’Occidente Democratico e la politica di Pinocchio – Verità Nascoste

    Mercoledì,  Luglio 30th/ 2014

    – di Sergio Basile 

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    Gaza, l'Occidente Democratico e la politica di Pinocchio
    Dalla Dichiarazione di sir Balfour alla nascita della Banca
    d'inghilterra; dagli accordi Haavara all'edificazione del
    Terzo Tempio di Israele: cosa c'è dietro il nuovo 

    esodo verso Israele?

     

    di Sergio Basile 

    Inferno Gaza - L'Arte di Pinocchio dietro il genocidio

     23° giorno di genocidio su Gaza e tutto tace! oltre 100 morti in 48 ore  

    Gaza, Tel Aviv, Parigi – Malgrado il 23esimo giorno di genocido su Gaza e gli oltre 100 palestinesi massacrati solo nelle ultime 48 ore – e i 230 bambini trucidati, nel complesso, dall'inizio delle "operazioni" israeliane di cosiddetta "difesa" – continua ad oltranza l'ipocrisia della comunità internazionale tra la propagandistica attesa di presunte tregue puntualmente disattese. Alcuni giornali di regime puntano il dito su Hamas, attribuendogli parte delle colpe del fallimento dei cosiddetti "sforzi diplomatici", ma l'inconsistenza delle accuse è palese, vista la sproposizione delle forze in campo e l'ovvia mancanza di convenienza di un gruppo di "esagitati" palestinesi a pestare i piedi allo stato più potente, supportato e militarizzato al mondo. La verità e che si andrà avanti, presumibilmente, fino all'annientamento totale di un popolo dal 1948 posto sotto scacco da uno stato illegittimo che le stesse potenze oggi al controllo dell'ONU hanno favorito prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale: è questa la ragione vera dell'immobilismo della comunità internazionale e dell'Unione Europea a trazione sionista. E' questa altresì la ragione dell'atteggiamento della stragrande maggioranza dei politici italiani filo-sionisti.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     L'ennesima prova del vero volto delle cosiddette "democrazie liberali"  

    Solo un intervento divino, hainoi, visti gli scenari potrebbe allo stato attuale mutare il corso degli eventi. Intanto, da meri spettatori disarmati dinanzi a tale sconcertante e terribile spettacolo – che dimostra ancora una volta il vero volto delle cosiddette "democrazie liberali" qualora ce ne fosse ancora bisogno – non ci resta che informare, sensibilizzare gli uomini di potere e pregare. Pregare tanto! E già, perchè contrariamente a quanto sostengono molti giornalisti ed "esperti" di geopolitica a livello nazionale ed internazionale, qui non si tratta di questioni economiche o di gas e risorse energetiche, ma nella "Striscia di Gaza" sarebbe in corso – fino a prova contraria – una vera e propria guerra di religione (o genocidio a senso unico – pare – a sfondo religioso) per l'affermazione di ideali che l'élite mondialista (ONU in testa) sembrano avallare con un inspiegabile immobilismo. E allora ecco l'ennesima pioggia di bombe su Gaza tutto sommato ben digerita dal "mondo" che nel frattempo trasmette altri strani comunicati di Hamas, secondo i quali "l’organizzazione non accetterà nessun cessate-il-fuoco senza la fine dell’aggressione (militare israeliana) e senza l’eliminazione dell’assedio". Ma Hamas a parte, sembrerebbe  doveroso indagare soprattutto l'umore dei condannati a morte, senza giusta causa.

    Inferno Gaza - L'Arte di Pinocchio dietro il genocidio

     Come Pinocchio                                                                                                          

    E ciò mentre apprendiamo dalle agenzie che  il primo ministro dello stato ebraico Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto agli Stati Uniti di aiutare a raggiungere una tregua… Comunicati che hanno tanto il sapore delle promesse di rettitudine (mai rispettate) che Pinocchio faceva alla Fata Turchina, mentre constatava suo malgrado la crescita spropositata del suo naso di legno. Parole e intese non recepite che – come qualcuno vorrebbe farci credere – avrebbero ingenerato una "nuova frizione" tra il Segretario di stato John Kerry e lo stesso Netanyahu, il quale nelle ultime ore ha dichiarato che "l'operazione su Gaza è necessaria per proteggere i civili israeliani e per stoppare i tunnel". Insomma, la solita filastrocca indigesta sulla quale stendiamo un pietoso "No comment"! Il tutto si commenta abbondantemente da sé!

     Sangue e sangue                                                                                                         

    Ci chiediamo – per onor della verità e "par condicio" –  cosa sarebbe accaduto se ad esempio gli indiani d'America (evasi o sfuggiti al controllo da una delle tante tristissime riserve made in Usa) avessero attaccato e ucciso centinaia di civili statunitensi del Colorado o dell'Arizona. La mobilitazione sarebbe stata ovviamente generale e immediata. O no!? Ma evidetemente il sangue per qualcuno ha colori e valori diversi. E su tutto ci sarebbe un misterioso ideale da difendere e attualizzare. Ma a pensarci bene la situazione dei "concentrati" di Gaza è identica a quella di molti riservisti indiani made in Usa. Identici i copioni "democratici" seguiti nei secoli ed i risultati ottenuti. Probabilmente peggiori – almeno oggi – le sorti per i "riservisti" di Gaza, considerabili (fino a prova contraria… che stenta ad arrivare) dei veri e propri topi in gabbia, in attesa della soluzione finale.

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     Come topi in trappola – la nota di Vincenzo Mannello                                  

    Giorni fa, su La Sicilia – come nota l'amico e scrittore catanese Vincenzo Mannello, in un suo recente articolo –  il giornalista Tony Zermo  si chiedeva perché i palestinesi non fuggissero via mare, accettando loro malgrado la pioggia di bombe e missili sulle loro teste. Zermo probabilmente (come nota Mannello) dimentica il fatto che ad oggi gli israeliani "bloccano" tutte le "via di fuga", compresa quella marina. "Zermo, evidentemente – scrive Mannello –  sa altrettanto bene che è sempre stato così fin dall'artificiale creazione di Israele in poi, a discapito di una Palestina multi religiosa che, tutto sommato, vedeva convivere in pace ebrei, cristiani e musulmani e che il 14 maggio del 1948 veniva scaraventata nell'abisso della guerra con l'indipendenza del neonato Stato di Israele. Creatura aliena frutto delle manipolazioni politico-economiche degli Usa e della Gran Bretagna in primis". Ma anche – aggiungiamo – di stati come Francia e Russia. Senza scordare la benedizione fondamentale di Adolf Hitler e dei gerarchi nazisti, co-sottoscrittori assieme ai capi sionisti degli occultatissimi patti Haavara, per la gioia dei vari Ben Gurion, Golda Meir, Rabin, Dayan, Sharon e soci (alcuni ex terroristi certificati dagli inglesi). "Da allora in poi – come nota lo stesso Mannello – nessun rispetto per le risoluzioni Onu, nessun via libera alla creazione dello Stato Palestinese, nessuna Gerusalemme "città aperta" e via di seguito". Dal 1948, per contro, iniziò quel vergognoso processo di occupazione illegittima che ha portato fino all'attuale paradosso che vede ONU, USA, e alleati, mediare fantomatiche tregue e altrettanto fantasione intese di "pace" tra aggressori e vittime inermi. L'ultimo stadio del teatro macabro dell'assurdo!

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     Gli accordi Haavara nell'analisi di Don Curzio Nitoglia                                

    Ma per comprendere bene l'attuale vergogna, è doveroso fare un piccolo salto nel passato: nel 1933, in seguito alla sottoscrizione degli accordi di cui sopra (intervenuti in data 25 agosto 1933) come ci ricorda Don Curzio Nitoglia in un suo ottimo editoriale datato 24 settembre 2013 (vedi qui L’Accordo Ha’avara | don Curzio Nitoglia) "ogni ebreo-tedesco  poteva emigrare in Palestina e depositare il suo denaro in un conto speciale nella Germania del III Reich". 

     L'interessante studio dello studioso belga-israelita Rudi Barnet               

    Il sacerdote ci ricorda come Rudi Barnet (studioso belga di origine israelitica) abbia scritto in merito un interessante e documentato articolo sul sionismo, che “revisiona” ulteriormente la questione della volgata sterminazionista sulla Shoah, mettendo in luce alcune sue contraddizioni riguardo all’emigrazione ebraica dalla Germania nazionalsocialista in Palestina e riguardo il piano di sterminio fisico totale degli ebrei pianificato dal III Reich.

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     Barnet sugli accordi Haavara tra nazisti (nazional-socialisti) e sionisti  

    "Nel 1933 – nota Don Nitoglia, riprendendo  Barnet – con l’“Accordo Ha’avara (o Haavara)” tra l’Agenzia Ebraica e le autorità tedesche, circa 40/60 mila ebrei tedeschi hanno potuto emigrare in Palestina ed hanno investito grosso modo 14 milioni di sterline dell’epoca in banche germaniche! Questo accordo fra l’Agenzia Ebraica ed il III Reich – continua Don Curzio Nitoglia – è durato fino al 1942, vale a dire 9 anni dopo l’ascesa di Hitler al potere, 7 anni dopo le Leggi razziali di Norimberga e 3 anni dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale".

     Speculazioni sui crimini della Shoah, secondo Barnet                                  

    Lo scrittore Rudi Barnetnell'editoriale "Mémento 1: "Le génocide n'est pas mon affaire"(del 24 ottobre 2012 – vedi qui www.michelcollon.infoscrive: «Come non accorgersi della perversità dei dirigenti israeliani e dei sionisti fanatici, che mantengono una gran confusione sulla Shoah e la utilizzano costantemente per giustificare le loro atrocità contro il popolo dei Palestinesi? […]. Ora sappiamo che lo Stato di Israele è il risultato di una colonizzazione violenta, che ha avuto il suo inizio ben prima della guerra del 1940-1945 e che ha molto poco a che fare con la terribile “soluzione finale” nazista!». «La complicità con il regime nazista – prosegue Barnet – ha visto il suo inizio dopo l’avvento al potere del Führer nel 1933 con l’“Accordo Ha’avara” tra l’Agenzia Ebraica e le autorità tedesche per l’esportazione di capitali, di prodotti manufatturieri e per il trasferimento di emigranti. Si stima che da 40.000 a 60.000 ebrei tedeschi abbiano potuto beneficiare di questo accordo e che le transazioni abbiano investito sull’intorno di 14.000.000 di sterline dell’epoca! Questo accordo fra l’Agenzia Ebraica e il regime nazista è perdurato fino al 1942! […]. L’Accordo Haavara, fu stipulato nell’agosto del 1933 in seguito ai colloqui fra funzionari tedeschi e Chaim Arlosoroff, segretario politico dell’Agenzia ebraica, il centro palestinese dell’Organizzazione Mondiale Sionista."

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     Barnet – Oltre gli accordi Haavara                                                                        

    "Attraverso questa insolita intesa – continua Barnet ogni ebreo destinato alla Palestina depositava del denaro in un conto speciale in Germania. Questi soldi venivano utilizzati per acquistare attrezzi agricoli, materiali da costruzione, pompe, fertilizzanti e così via, prodotti in Germania, esportati in Palestina e venduti dalla compagnia ebraica Haavara di Tel Aviv. Il ricavato delle vendite veniva dato all’emigrante ebreo al suo arrivo in Palestina per l’ammontare corrispondente al deposito effettuato in Germania.   Le merci tedesche entravano in Palestina per mezzo dell’Haavara, che, poco tempo dopo, raggiunse un accordo di scambio col quale le arance prodotte in Palestina venivano barattate con legname da costruzione, automobili, macchinari agricoli  ed altri prodotti tedeschi. L’accordo in tal modo serviva lo scopo sionista di portare coloni ebrei e capitale per lo sviluppo della Palestina, e contemporaneamente l’obiettivo tedesco di liberare il Paese da una minoranza straniera indesiderata».

     Lo stato d'Israele e gli effetti degli accordi Haavara                                          

    Come si vede con l’accordo Haavara (1933-1942) tra l’Organizzazione Mondiale Sionista e il III Reich germanico, ogni ebreo che poteva emigrare dalla Germania in Palestina doveva depositare una certa somma di denaro nelle banche tedesche. Secondo Don Curzio Nitoglia e Rudi Barnet, dunque, "a guadagnare da questa operazione che portò alla nascita dello stato d'Israele furono l’Organizzazione Mondiale Sionista e la Compagnia Haavara di Tel Aviv; mentre la Germania hitleriana sino al 1942 riusciva ad espellere dal suo suolo gli ebrei in maniera non così disumana come ci viene raccontato dalla volgata sterminazionista, la quale sembra non essere totalmente credibile anche grazie a queste precisazioni, che per di più vengono da una parte non sospetta di antisemitismo e filo-neonazismo". Perciò senza alcuna esagerata tentazione negazionista sulla Shoah, possiamo asserire con certezza – ed alla luce dei documenti scritti e dei video esistenti – che lo sterminio di migliaia e migliaia di uomini (e di tante razze, compresa quella ebraica) vi fu… ma la questione andrebbe riletta e rivisitata in termini e cifre differenti, per meglio comprendere l'attuale deriva di Gaza.

    Inferno Gaza - L'Arte di Pinocchio dietro il genocidio

      La dichiarazione Balfour                                                                                         

    In tal senso emblematico e illuminante è un altro accordo-patto (potremmo dire "di preparazione") intervenuto nel ventennio precedente a cavallo degli eventi della "Prima Guerra Mondiale", chiamato dichiarazione Balfour: si tratta di un documento scritto in data 2 novembre 1917 e considerato quale documento ufficiale della politica del governo britannico in merito alla spartizione dell'impero ottomano all'indomani del medesimo conflitto mondiale.  Si tratta (vedi foto) "di una lettera, scritta dall'allora ministro degli esteri inglese Arthur Balfour al banchiere ebraico-sionista Lord Rothschild, inteso come principale rappresentante della comunità ebraica inglese, e referente dello stesso movimento sionista fondato da Theodor Herzl ( con la quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di un focolare ebraico in Palestina. Tale posizione del governo emerse all'interno della riunione di gabinetto del 31 ottobre 1917. Da notare come  Theodor Herzl sia lo stesso Theodor Herzl  autore nel 1896 di  "The Jewish State" – vedi qui  "The Jewish State" (Theodor Herzl)  opera considerata la nuova Bibbia dei sionisti: ambiguo personaggio sulla tomba del quale nelle scorse settimane Papa Francesco ha posto in omaggio una corona di fiori gialli e bianchi – colori del Vaticano – durante la sua visita in Terra Santa (vedi qui video Papa Francesco omaggia la tomba di Theodor Herzl

    Note

    Theodor Herzl è considerato il padre del sionismo politico ( Pest, 2 maggio 1860 – Edlach, 3 luglio 1904). Fu giornalista, scrittore e avvocato ungherese. Egli, in particolare, assieme a Max Nordau, è considerato il profeta del Movimento Sionista, fondato nell'ambito del Congresso di Basilea del 1897. Herzl sostenne il diritto degli ebrei di fondare uno stato ebraico, in Palestina o in Uganda (su proposta inglese). Questo stato (una sorta di "Terra Promessa" tutta terrena, in assoluta antitesi col la "Terra Promessa" trascendentale di cui parla Gesù) sarebbe dovuto servire per accogliere gli ebrei di tutto il mondo. Significativa, in merito, è anche l'edificazione del cosiddetto "Terzo Tempio di Salomone", attualmente in atto in Israele. Herzl nel 1896 scrsse "The Jewish State", opera considerata la "Bibbia" del sionismo.

    Di seguito il testo della Dichiarazione Balfour tradotto in italiano – «Foreign Office, 2 novembre 1917 – Egregio Lord Rothschild, È mio piacere fornirle, in nome del governo di Sua Maestà, la seguente dichiarazione di simpatia per le aspirazioni dell'ebraismo sionista che è stata presentata, e approvata, dal governo. "Il governo di Sua Maestà vede con favore la costituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, e si adopererà per facilitare il raggiungimento di questo scopo, essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina, né i diritti e lo status politico degli ebrei nelle altre nazioni". Le sarò grato se vorrà portare questa dichiarazione a conoscenza della federazione sionista. Con sinceri saluti» (Arthur James Balfour)

    Inferno Gaza - L'Arte di Pinocchio dietro il genocidio

     Curiose relazioni e intrecci occultati dalla storiografia ufficiale                

    E' altresì da notare, consentitemi la parentesi – come ci ricorda lo scrittore Michael A. Hoffman, nel documento "Judaic Communists: The Documentary Record" (vedi qui The judaic bolscevism in Russia and 20 .000.000.Christians killed by the Jews.) come il primo ministro britannico Winston Churchill, uno dei protagonisti assoluti delle principali vicende belliche della Prima metà del Novecento, prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale aderì al movimento bolscevico: organizzazione sovversiva che per ammissione dello stesso rabbino Stephen S. Wise (anno 1917 – vedi qui Dichiarazioni e Rivelazioni eccellenti di Sionisti doc) poté considerarsi come "la più grande impresa dei figli d'Israele…".

     1917 – La dichiarazione del rabbino Wise sulla Rivoluzione Russa           

    Così, nello specifico, asseriva Wise in una dichiarazione riportata dal New York Times del 24 marzo 1917:"I believe that of all the achievements of my people, none has been nobler than the part the sons and daughters of Israel have taken in the great movement which has culminated in free Russia (revolution)": "Credo che tra tutte le conquiste del mio popolo, nessuna sia stata tanto nobile – da parte dei figli e delle figlie di Israele – quanto quel gran movimento che culminò nella libera Russia (rivoluzione)" (Vedi Rabbino Stephen S. Wise, 23 marzo 1917. Dichiarazione rilasciata in occasione del meeting di massa celebrativo della rivoluzione in Russia – New York Times, 24 marzo 1917 – vedi qui What Zionist and Anti-Zionist Jews Have Said About: Communism-Bolshevism).

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     1939 – Le ammissioni del rabbino Waton su ebraismo e bolscevismo    

    In un altro passaggio del 1939 – che rinsalda e riscopre un misterioso ed occultato legame tra élite britannica, ebraismo sionista e socialismo – un altro illustre rabbino di acclarata fama, Harry Waton osannò il ruolo fondamentale del marxismo in quella che lo stesso definì la "vittoria finale". "Non è un caso che l'ebraismo abbia dato i natali al marxismo – ammise il rabbino –  e non è un caso che gli ebrei prontamente aderirono al marxismo. Tutto ciò è in perfetto accordo con il progresso del giudaismo e degli ebrei".  (dichiarazione del rabbino Harry Waton, "A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites, p. 148, 1939" – vedi qui Rabbi Harry Waton on the connection between Judaism as a religion).

     1694 – Manovre ebraiche dietro la nascita della Banca d'Inghilterra        

    Non va neppure scordato  per completezza d'analisi, e completamento del nostro puzzle storico, come dietro la stessa Banca d'Inghilterra vi fu l'azione di ricchi mercanti ebrei emigrati in Inghilterra. Infatti,  nel 1666, mentre in Oriente Shabbatai Zevi si autoproclacama "Messia" d'israele inaugurando un nuovo tipo di messianesimo terreno e anti-cristiano (vedi qui – Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è?) in Europa (Regno Unito) la campagna militare di William d’Orange come quella dell’altro William il Conquistatore veniva finanziata da banchieri ebrei. In cambio del loro appoggio William III (1689-1702) avrebbe trasferito le prerogative reali di emettere la valuta dell’Inghilterra libera da debito ed interesse ad un consorzio conosciuto come “Governor and Company of the Bank of England”. Lo studioso A.N. Field in “All these Things” (vedi qui il PDF dell'opera – http://helvena.files.wordpress.com/2012/09/field_things-32.pdf) riassume questi gravi momenti come segue: “Trentatre anni più tardi dopo che Cromwell aveva ammesso gli ebrei in Inghilterra, un principe olandese arrivò da Amsterdam circondato da uno sciame di ebrei di quel centro finanziario. Estromettendo suo suocero dal regno, graziosamente accettò di ascendere al trono d’Inghilterra. Un risultato naturale che seguì questo evento fu la inaugurazione del debito nazionale in seguito alla fondazione della Banca d’Inghilterra allo scopo di prestare denaro alla Corona"

    Inferno Gaza - L'Arte di Pinocchio dietro il genocidio

     L'esodo degli ebrei verso gli ex-territori palestinesi                                       

    Sulla scia di quanto detto, in un ponte storico ed ideale con Gaza, ecco tornare prepotentemente la pista pseudo-religiosa: come documentato, in Israele si lavora febbrilmente da anni per l'edificazione del Terzo Tempio in chiave messianica (vedi qui – Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è? e qui Gerusalemme: tutto pronto per la ricostruzione del tempio!). Ma un altro tassello dobbiamo aggiungere al nostro inquietante mosaico: negli ultimi anni l'esodo di cittadini ebrei da tutto il mondo – e specie dall'Europa – verso gli ex-territori palestinesi (occupati) si sta intensificando a ritmi frenetici ed impressionanti. L'ultimo ragguaglio in merito, ci viene da un articolo dello scorso 25 luglio, pubblicato su "La Stampa"  (vedi qui Francia – Quadruplicato l’esodo degli ebrei). "In Francia (…) quasi 1.500 persone – si legge – hanno fatto la loro «Aliyah» (in ebraico la «salita», il ritorno a Israele) nei primi mesi del 2014, quattro volte di più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo movimento, all’inizio modesto, è cresciuto nel tempo. 3280 ebrei sono emigrati dalla Francia verso Israele nel 2013 contro i 1.900 nel 2012. Secondo l’Agenzia ebraica in Francia, queste cifre rappresentano un dato senza precedenti dalla nascita di Israele nel 1948". La domanda che ci poniamo è: quale ostacolo fisico si pone – a questo punto – tra il ritorno alla "terra promessa" degli ebrei sionisti (un ritorno messianico e tutto terreno, che evidentemente nulla c'entra con il Dio Padre (Trinitario) e la stessa "Terra Promessa" contempata nell'Antico Testamento nella visione ebraico-cristiana) e la realizzazione del loro messianesimo? Probabilmente l'ingombrante presenza dei "riservisti" palestinesi? A voi, come al solito, la risposta!

     

     

     

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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    Perchè sto per bruciare il mio passaporto israeliano?

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    Sabato,  Luglio 19th/ 2014  – di Mira Bar Hillel  – Iniziativa di Libero confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa Redazione Quieuropa, Gaza, Palestina, Ayelet Shaked, Mira Bar Hillel, Comedonchisciotte, Indipendent, Genocidio del popolo palestinese, Renato Brunetta, anna frank, Cracovia 1939, Massimo bordin, Marco Pannella  Perchè sto per bruciare il mio passaporto israeliano? Chiedetelo a Ayelet Shaked! Mira […]

    Le Due Guerre del NWO: Dal Medioriente all’Europa. SRM, Reform Compact e Bail-in

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    Venerdì,  Luglio 18th/ 2014  – di Sergio Basile  – Redazione Quieuropa, Bruxelles, Berlino, Francoforte, Gaza, Sergio Basile, Reform Compact, Prelievo forzoso esteso a tutti, Nuovo Ordine Mondiale, Due guerre, Gaza e Bruxelles, sionismo e massoneria, Angela Merkel, Christine Lagarde, Mario Draghi, Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, NWO, FMI, NWO, New World Order, accentramento europeista, Fondo Salva Banche  […]

    Vattimo contro Israele? Le mie impressioni… Le mie riserve

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    Venerdì,  Luglio 18th/ 2014  – di Sergio Basile  – Redazione Quieuropa, Sergio Basile, Professor Gianni Vattimo, filosofo, Israele, Mossad, Stati canaglia, Genocidio del popolo palestinese, impressioni e critiche, peggio dei nazisti, Giuseppe Cruciani, Karl Marx, Piano Kalergi, internazionbale socialista, sionismo bancario, moneta debito, Giacinto Auriti, Banca d'Inghilterra, Il Capitale  Vattimo contro Israele? Le mie impressioni… Le mie riserve… […]

    Bombe sioniste su Gaza, strage di bambini: gli alibi di Israele e la strana intervista

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    Giovedì,  Luglio 17th/ 2014  – di Sergio Basile e Daniele Di Luciano – Redazione Quieuropa, Redazione Losai, Gaza, crimini sionisti, la strage degli innocenti, menzogna, strana intervista alla mamma di uno dei ragazzi israeliani scomparsi, video in allegato, strano accento americano, dubbi e alibi, sionismo, campi di concentramento all'aperto  Bombe sioniste su Gaza, strage di bambini: gli alibi […]

    Gaza – La Menzogna Sionista e la Strage degli Innocenti

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    Lunedì,  Luglio 14th/ 2014  – Redazione Quieuropa – Redazione Quieuropa, Gaza, crimini sionisti, la strage degli innocenti, menzogna, Matteo Renzi, Comunità internazionale, Medioriente, Hamas, razzi e propaganda, Amir Peretz, origini del sionismo, il sionismo smascherato  Gaza – La Menzogna Sionista e la strage degli Innocenti Gaza – Truppe di terra invadono i territori palestinesi: intanto i media […]

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    Giovedì,  Giugno 11st/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "La Malattia del Plusvalore" di Auriti e intorno al caso Alitalia e contestuale ruolo dei Sindacati  Sergio Basile, Redazione Quieuropa, Maurizio Lupi e Giuliano Poletti, Giacinto Auriti,  caso Alitalia, segretari generali  sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Gabriele del Torchio, Caso Alitalia, Karl Marx, dottrina sociale della Chiesa  Mistero Marx – Ruolo dei […]

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    Giovedì,  Giugno 5th/ 2014   – di Sergio Basile – Dissertazioni su "L'altra faccia di Karl Marx" di Richard Wurmbrand Sergio Basile, Redazione Quieuropa, L'altra faccia di Karl Marx, Richard Wurmbrand, Karl Heinrich Marx, materialismo storico, Lotta rivoluzionaria tra due fazioni sapientemente contrapposte, sterco di Satana, il giovane Marx,  Il "Cristiano" Marx – Dalla lode del sacrificio alla strana metamorfosi, l'essenza del sacrificio cristiano, Oulanem,  inversione tipica del satanismo e delle […]

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    Martedì,  Luglio 1st/ 2014  – Giorgio Bongiovanni / integrazioni Redazione QE – Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e Scrivi di Quieuropa   Integraz. a cura della Redaz. Quieuropa (Copyright © 2013 Qui Europa)   Redazione Quieuropa, Giorgio Bongiovanni, Mistero Marx, I Signori del Mondo, internazionale socialista, Karl Marx, Il Manifesto, élite occulta, nobiltà nera, comunismo, Protocolli dei Savi di Sion, banche internazionali, settore petrolifero, infiltrati nella […]

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    Venerdì, Marzo 11th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Sesta Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Sistema Bancario, Redazione Quieuropa, il governo occulto, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, falsa contrapposizione Usa-Urss, filiali dei […]

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    Sabato, Aprile 12th/ 2014 Rubrica – I Grandi Personaggi del Novecento: Giacinto Auriti – "La Moneta: Dio o Mammona?" – Settima Parte – di Giacinto Auriti  –  I Grandi personaggi del Novecento, Giacinto Auriti, Nuovo Ordine Mondiale, Umanesimo Gnostico, il numero della bestia, liberalcapitalismo, Socialcapitalismo, Rothschild, Cavaliere rosa-croce 18° grado, valori spirituali sotto la polvere di musei senza visitatori, Il […]

     

  • Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è?

    Il Dio dell’ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani. Chi è?

    Martedì,  Luglio 29th/ 2014

    – di Gianluca Marletta, Sergio Basile e Redazione Qui Europa 

    Redazione Quieuropa, Gianluca Marletta, Sergio Basile, sionismo-ebraico, ebraismo sionista, messianesimo terreno, comunismo, ebraismo moderno, sionismo, dio dell'ebraismo modernista, 1666, Shabbatai Zevi, Jacob Frank, messianismo illuminato, Nuovo Ordine Mondiale, Edificazione del Terzo Tempio, profezie bibliche, Isaia, popolo eletto, deriva modernista, sedicente messia, Karl Marx, rivoluzione bolscevica, Rivoluzione Francese, bolscevismo, comunismo, marxismo, illuminati, massoneria, logge massoniche, deriva luciferina, Anticristo, falso messia, occupazione dei territori palestinesi 

    Il Dio dell'ebraismo moderno non è il Dio dei Cristiani

    L'attesa messianica e il messianismo terreno ed illuminato 
    di Shabbatai Zevi, Jacob Frank e Karl Marx
    La costruzione del Terzo Tempio d'Israele: il significato per gli ebrei
    sionisti e il significato ( opposto ) per i cristiani
    Approfondimenti
    – Sionismo, fascismo, comunismo e trasversalismo politico
    – Il sionismo e l'arma economico-finanziaria per il
      dominio mondiale
    – Nascita e ruolo del comunismo
    – L'ora della vittoria finale 

     

    di Gianluca Marletta, Sergio Basile e Redazione Qui Europa

    messianesimo terreno - mistero marx

     Chi è il dio dell'ebraismo moderno e del messianesimo terreno?             

    Tel Aviv, Gerusalemme, Parigi, Mosca – I fatti di Gaza, ci spingono a porci delle domande fondamentali, al fine di evitare di cadere nell'equivoco secondo il quale i Cristiani (alla luce di quanto riporta la Bibbia, in merito alla storia del popolo eletto) dovrebbero "tifare" per Israele. Come vedremo, nulla di più falso e mistificato! Infatti a ben vedere il popolo eletto di cui parla la Bibbia è un popolo che – per i Cristiani – segue un messianesimo trascendentale e non terreno. La terra promessa in Cristo diventa la conquista del Paradiso e non l'occupazione di un territorio, magari con morti e violenze varie. Per comprendere meglio quanto asserito, vi presentiamo una sottile e completa analisi sul fenomeno (incentrata attorno ad uno studio dello scrittore Gianluca Marletta) che cerca di far chiarezza su una confusa e spesso contorta diatriba che va avanti da secoli. Questione che ci riguarda più da vicino di quanto possiamo pensare…

     Chi è il Dio dei sionisti?                                                                                            

    Poniamo allora i seguenti interrogativi: in quale Dio credono gli ebrei sionisti e gli ebrei modernisti oggi? Chi è il Dio del Taldud? Come si é evoluto il messianismo ebraico dopo la nascita del Cristianesimo e la distruzione del Tempio di Gerusalemme? Il presente intervento (tratto da Giancluca Marletta, "Apocalissi. la fine dei tempi nelle religioni", Ed. sugarco, pp. 39-47 ) ne riscostruisce alcune tappe: dallo “scisma” di Shabbatai Zevi del 1666, alla nascita di forme di "messianismo laico" come il marxismo e il sionismo, fino all’identificazione del messia stesso con la “collettività del popolo ebraico”. Un contributo per comprendere meglio la modernità (e anche la più recente attualità).

     Lo spartiacque della storia ebraica – L'attesa messianica                              

    “Lo spartiacque della storia ebraica – e, quindi, anche delle idee messianiche e apocalittiche – è il periodo a cavallo tra il I sec. a.C. e il I d.C.: un’epoca di avvenimenti e sconvolgimenti che avranno conseguenze infinite sul destino di Israele e di tutto il mondo antico. Attorno a quest’epoca, infatti, l’attesa messianica é particolarmente forte e il popolo d’Israele, nel suo complesso, é generalmente convinto che proprio questa sia l’era destinata ad accogliere l’atteso Messia. Di questa attesa sono testimonianza fonti antiche sia ebraiche che latine[1], che ci rivelano come, al fondo di questo sussulto di speranza, ci sia stata l’interpretazione di alcune profezie bibliche [2]. Quest’attesa, d’altronde, non è presente solo presso Israele ma diviene una caratteristica comune della cultura mediterranea a cavallo dell’era volgare [3].

    messianesimo terreno - mistero marx

     Dal grande rifiuto (di Gesù Cristo) alla distruzione del Tempio                

    Gli avvenimenti che coincisero con questo periodo di fervore sono noti. Da una parte, infatti, si assiste alla nascita, nel seno stesso dell’Ebraismo, di un messianismo – quello incentrato sulla figura di Gesù di Nazareth – rifiutato dalle autorità giudaiche ma destinato alla lunga ad affascinare e conquistare i popoli non Ebrei (d'altronde – aggiungiamo – il messaggio della Bibbia è destinato all'intera umanità, pur partendo dal popolo d'israele) ; dall’altro, nel 70 d.C., in seguito alla rivolta degli estremisti Zeloti, si assiste alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, con la conseguente dispersione degli Ebrei in tutto il mondo allora conosciuto – l’Esilio.

     Rav, la Rielaborazione della fede e la nascita dell'ebraismo moderno    

    La delusione per le mancate attese messianiche e la distruzione di Gerusalemme e delle strutture della società giudaica, portano così ad una vera e propria “rielaborazione” della fede e delle attese che porterà alla nascita dell’Ebraismo odiernoLa delusione per il mancato avvento messianico viene elaborata, innanzitutto, come punizione per i peccati e le incredulità di Israele. Così Rav, un saggio del III sec., può affermare che «tutte le date (calcolate per la venuta del Messia) sono già trascorse. L’evento non dipende più che dal pentimento e dalle buone azioni»[4]Al tempo stesso, la condizione di dispersione del popolo ebraico, lontano dalla sua patria, porta all’elaborazione di una vera e propria “teologia dell’esilio”, dove sempre più forti si fanno le aspirazioni e le attese di redenzione anche in termini apocalittici. La condizione di Esilio degli Ebrei viene letta, da questo punto di vista, come una metafora dell’Esilio dell’umanità lontana da Dio: un Esilio che solo la venuta del Messia e l’avvento del nuovo mondo potranno spezzare. Al tempo stesso, le sofferenze degli Ebrei in esilio vengono lette alla luce delle “tribolazioni dei tempi ultimi”: esse sono le “doglie del Messia”, gli inevitabili travagli prima della redenzione. Così, lo Zòhar Chadash, afferma che «quando il sole della redenzione brillerà, un guaio seguirà l’altro e l’oscurità sarà sempre più intensa»[5].

    messianesimo terreno - mistero marx

     Gli ultimi tempi secondo il Talmùd                                                                      

    Proprio alla luce di questa “teologia dell’Esilio”, in cui è particolarmente accentuata l’idea della lontananza dell’uomo dalla Divinità, la riflessione rabbinica, riprendendo una visione già presente nelle Scritture, insiste molto sulle caratteristiche sinistre e inquietanti che assumeranno i tempi ultimi«La faccia della generazione (ultima) sarà come la faccia di un cane»[6], afferma il Talmùd, intendo così che la condizione dell’uomo sarà simile a quella delle bestie; «Prima dell’arrivo del Messia, l’arroganza si moltiplicherà (…). I Saggi saranno umiliati e coloro che temono di sbagliare saranno disprezzati. La verità sarà proscritta, i ragazzi oltraggeranno i vecchi, gli adulti si alzeranno davanti ai più giovani»[7]

     La descrizione di un mondo alla rovescia – L'inversione di ogni valore   

    Quello che la tradizione rabbinica descrive, dunque, è un vero e proprio “mondo alla rovescia” – gli adulti si alzeranno davanti ai più giovani – dove ogni valore spirituale e umano viene invertito e disprezzato – i Saggi saranno umiliati; ed è alla luce di tale concezione che due maestri rabbinici hanno potuto dire, in riferimento all’epoca precedente alla venuta del Messia, «che egli venga, ma che io possa non vederlo»[8]. Il Messia, in quest’ottica, sarà colui che metterà fine alla situazione di Esilio, instaurando un Regno universale dove avrà stabile dimora la giustizia e dove anche l’esilio materiale degli Ebrei avrà termine: nella riflessione rabbinica, infatti, il Messia sarà anche colui che radunerà le tribù d’Israele nella terra promessa e ricostruirà il Tempio di Gerusalemme (da notare come in questo momento in Israele si stia lavorando alla costruzione del Terzo Tempio – vedi qui  Gerusalemme: tutto pronto per la ricostruzione del tempio!).

    messianesimo terreno - mistero marx

     Terzo Tempio: dell'Anticristo secondo alcune profezie cristiane              

    "a cosa porterà questo Terzo Tempio? difficilmente la pace. Secondo alcune le profezie cristiane sarebbe addirittura il tempio dove l’Anticristo siederà alla fine dei tempi, proclamandosi Dio in terra. Secondo quelle ebraiche, come detto, quello della venuta del messia tanto atteso. Gli interrogativi sono molti, così come le preoccupazioni..")

    N.B.:

    Il Primo Tempio di Gerusalemme (detto anche “di Salomone“) era la struttura principale di culto dell’antico Israele attorno al 950 avanti Cristo. Costruito dallo stesso Re Salomone, che aveva seguito l’ordine divino dato a Davide, divenne ben presto il simbolo stesso dell’identità e della religione ebraica, attirando visitatori da tutto il mondo allora conosciuto. Al tempo, nel Sancta Sactorum, v’era custodita la tanto famigerata Arca dell’Alleanza, simbolo del patto tra il popolo e Dio, assieme al miracoloso bastone di Aronne. Nel 586 a.C. il Tempio venne distrutto dall’incursione babilonese da parte del re Nabucodonosor II, il quale lo depredò e trasferì le ricchezze a Babilonia (tranne l’Arca dell’Alleanza che fu nascosta in una caverna dagli ebrei, per poi non esser più ritrovata). Passato il periodo di cattività babilonese, gli israeliti ritornati in patria si prodigarono nel ricorstruirlo nella maniera più possibile fedele, aiutati da regnanti benevoli: il tutto attorno al 536 avanti Cristo. Nacque così il Secondo Tempio: sicuramente meno curato e pregiato del primo, eppure non meno importante. Nel 19 a.C. Erode fece costruire un ampliamento noto come Tempio d’Erode (una specie d’eresia per i fondamentalisti dell’epoca) creando non poco malcontento e malumori, difatti la regione era nota ai romani per esser molto tumultuosa ed inquieta. Le rivolte contro la dominazione romana si fecero progressivamente più intense e frequenti sino a quando, nel 70 d.C., il Secondo Tempio fu distrutto per volere dell’imperatore Tito (oggi rimane il muro occidentale, detto “Muro del pianto“).

     Terzo Tempio – Valore esattamente opposto all'escatologia cristiana          

    Sulla questione della ricostruzione del Tempio – che, come vedremo, riveste una certa importanza, anche se di valore del tutto opposto, nell’escatologia cristiana – le fonti sono tuttavia discordanti. Secondo alcuni, infatti, (A) il Tempio verrà ricostruito dagli Ebrei stessi [9] su ordine del Messia (quale messia??); (B) secondo altri – che leggono l’immagine del Tempio in un’ottica più spirituale [10]– il terzo e definitivo Tempio sarà invece un dono di Dio, non eretto da mano umanaLa tradizione ebraica “ortodossa”, tuttavia, pur a fronte della diversità delle interpretazioni, è generalmente concorde su un punto: l’avvento della Redenzione non può essere “accelerata” attraverso “atti di forza” da parte dell’uomo: essa avverrà per opera di Dio nel momento da lui deciso.

    messianesimo terreno - mistero marx

     una piccola parte dell'ebraismo condanna lo Stato d'Israele                      

    Per questo motivo, ad esempio, una parte dell’Ebraismo (sia pur limitata ed irrisoria) più legato alla tradizione ha condannato la stessa creazione del moderno Stato d’Israele [11], visto come un prepotente tentativo umano di attribuirsi un qualcosa che spetterebbe solo a Dio e al suo Messia – ovvero il ritorno delle tribù d’Israele alla terra promessa. Questa visione ortodossa del messianismo non è, tuttavia, l’unica ad aver asilo nel multiforme panorama della cultura ebraica. Accanto a questo messianismo tradizionale, incentrato sull’attesa della redenzione da parte di Dio e sulla visione individuale e personale del Messia, ne esistono altri.

     L'avvento del Messia: quale Messia?                                                                  

    Secondo una certa interpretazione – molto diffusa nell’Ebraismo contemporaneo – la figura del Messia, ad esempio, sarebbe identificabile con la “collettività” del popolo ebraico, partecipe della redenzione divina nel mondo. Le sofferenze del Messia annunciate da Isaia, dunque, non sarebbero altro che le sofferenze del popolo in esilio che contribuirebbero alla redenzione dell’umanità (e quindi non quelle patite da Gesù).

    messianesimo terreno - mistero marx

     Messianesimo terreno                                                                                              

    Esiste inoltre un vero e proprio messianismo secolarizzato, dove l’ideale della redenzione ha assunto connotazioni del tutto terrene, identificando l’era del Messia con il culmine del progresso umano e la redenzione come il trionfo della razionalità e della giusta convivenza tra gli uomini in questo mondo. Ed è questo un tipo di messianismo che ha conosciuto una straordinaria –benché spesso misconosciuta- importanza negli eventi storici degli ultimi secoli.

     La Terra Promessa – Un paradiso non nei cieli, ma terreno                        

    Un paradiso sulla terra dunque! Quella che potremo definire L'evoluzione e la deriva del messianismo ebraico in età moderna. Nessuno storico, forse, riuscirà mai a definire fino a che punto gli elementi di un certo “misticismo” abbiano contribuito paradossalmente alla formazione del laico mondo moderno. Tutti i più recenti studi [12], in effetti, sono concordi nel descrivere la nascita e lo sviluppo della modernità – specie a partire dal cosiddetto Secolo dei Lumi – come un processo molto più complesso e articolato di quanto si sarebbe indotti a credere: un processo dove, accanto alle istanze “laiche” e “progressiste” incarnate dalle lotte sociali, si muovono forze e poteri mossi da suggestioni para-mistiche e para-religiose d’ogni tipo.

     Il messinesimo delle logge – Il messianesimo illuminato del Talmùd     

    Così, persino nella genesi dei movimenti politici e sociali apparentemente più distanti da qualsivoglia visione religiosa o spirituale, possono riconoscersi contatti e influssi esercitati da un pululare di società segrete, conventicole e logge, dove suggestioni occulte ed esotericheggianti si mescolano, in maniera a volte inestricabile, ad istanze politiche di rivoluzione e rinnovamento sociale.

    messianesimo terreno - mistero marx

     Messianesimo cabalistico ed esoterico                                                               

    In questa prospettiva, un ruolo particolarmente importante è quello ricoperto dalla galassia di certi movimenti messianici e apocalittici di derivazione ebraica, i quali, spesso in aperto contrasto con “l’ortodossia” rabbinica, riprongono in chiave militante la speranza dei loro padri in un mondo a venire, portando alle estreme conseguenze quell’atteggiamento intra-mondano da sempre presente nell’aspettativa ebraica riguardante la fine dei tempi. Questo atteggiamento esplode agli albori della modernità, come risposta alle delusioni messianiche e alla violenza delle persecuzioni subite dalle comunità della Diaspora soprattutto in Spagna e nell’est europeo, nutrendosi di suggestioni cabalistiche ed esoteriche non di rado sconfinanti in aperta eresia.

     Mille e 666 – il Messianesimo di Shabbatai Zevi                                              

    E’ all’anno 1666 che risale il primo grande sommovimento messianico della modernità ebraica, che avrà conseguenze catastrofiche sulle comunità sparse fra Europa e Medio Oriente ed eserciterà un certo influsso anche al di fuori dell’Ebraismo: stiamo parlando del movimento nato dalla predicazione dell’ebreo ottomano Shabbatai Zevi [13], autoproclamatosi Messia di Israele di fronte alle comunità giudaiche del mediterraneo orientale. Questo movimento, che assumerà forme incredibilmente aberranti rispetto all’ortodossia rabbinica, sembra in effetti operare un vero e proprio rovesciamento del messianismo tradizionale.

    messianesimo terreno - mistero marx

     Il rovesciamento del messianesimo tradizionale in chiave blasfema      

    Shabbatai Zevi, infatti, predica che l’arrivo dell’era messianica – da lui inaugurata – comportando il superamento della vecchia Legge religiosa, instaura un’epoca di libertà assoluta, dove compiere atti arbitrari o addirittura blasfemi diverrà paradossalmente lo strumento per accelerare la redenzione del mondo. Questo atteggiamento giunge al parossismo quando l’autoproclamato Messia finirà per apostatare dalla fede ebraica convertendosi all’Islam – sotto la minaccia di morte del Sultano turco – e questa apostasia sarà considerata, da parte di molti suoi seguaci, non come un tradimento, ma come una paradossale “discesa nelle tenebre” da parte del sedicente Messia in vista di una redenzione universale. Secondo l’interpretazione dei suoi fedeli – che si “convertirono” anch’essi all’Islam, pur praticando in segreto i riti e le credenze della loro setta – l’apparente tradimento era stato, infatti, l’unico modo attraverso il quale il Messia poteva “penetrare la fortezza del male” per distruggerla dall’interno.

     Il "Messia" Jacob Frank – la "reincarnazione" di Shabbatai Zavi               

    Questa stessa visione, fu ripresa alcuni decenni dopo da un altro sedicente Messia, l’ebreo polacco Jacob Frank, che nel 1753 si proclama reincarnazione di Shabbatai Zevi e che porterà alle estreme conseguenze il rifiuto della Legge sacra e il libertinismo morale del suo predecessore, arrivando a predicare il raggiungimento di uno stato mistico di liberazione attraverso una gnosi che esalta ogni peccato immaginabile e in primo luogo l’incesto: «non sono venuto per elevare» affernerà il presunto Messia «ma per distruggere e abbassare ogni cosa finché sia inghiottita nell’abisso (…). Non c’è ascesa senza prima discesa. Io sono stato scelto perché sono l’oscurità da cui sprizzerà la luce»[14].

    Il segreto di Karl Marx

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

    Mistero Marx – Quello che le Università Occultano

     

     

     

     

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

    Mistero Marx – Dai Protocolli dei Savi di Sion all’internazionale Socialista

     

     

     

     

    Nota (tratto da Qui Europa del 5 giugno 2014) – N.B.:

    Parallelismo tra Jacob Frank e Karl Marx

    Questa dichiarazione di Jacob Frank trova inquietanti parallelismi con alcune opere maledette e con l'operetta satanica dell'ebreo Karl Marx, Oulanem (vedi qui – da "Qui Europa" del 5 giugno 2014 – Mistero Marx – Quello che le Università Occultano): «Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù!» (Karl Marx, Des Werzweiflenden Gebet – « Invocazione di un disperato », P. 30.). Questo fu il grido di rabbia che rappresentò la definitiva e repentira rottura col Dio dei Cristiani. Non ateismo o materialismo, dunque, ma una profonda fede nell'esistenza del Divino: ma una fede capovolta ed orientata al male assoluto, all'odio sconfinato per Dio Creatore.  "Su in alto costruirò il mio trono, Fredda e tremenda sarà la sua vetta (…) Afferrato da forza di morte cieca e tremante, Possa la buona sorte scavargli la tomba". Questi altri significativi passaggi del "disperato" nuovo Karl Marx. La missione del filosofo-economista divenne – inequivocabilmente – quella di sovvertire il mondo creato da Dio, mediante la falce della filosofia e le nuove teorie economiche scimmiottate in varie salse rivoluzionarie al proletariato. E' quanto emerge ancor più nettamente nel poema «Deutsche Tagespost»: "Potrò allora marciare in trionfo, come un dio, fra le rovine del loro regno. Ogni mia parola è fuoco e azione. Il mio petto è uguale a quello del Creatore". Lo scrittore e studioso di Marx, Richard Wurmrand, intravede in questi versi – per sua stessa ammissione – l'orgogliosa vanteria di Lucifero nel Libro del profeta Isaia: «Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio» (Isaia 14,13). La chiave di lettura di tutto, secondo Wurmrand risiede in uno scritto minore e maledetto di Marx, titolato "Oulanem": inversione – nota l'autore – tipica del satanismo e delle messe neredel nome biblico Gesù, che in ebraico significa: «Dio con noi».

    Satanismo pratico e filosofico in Marx

    Per capire il senso del dramma Oulanem – spiega Wurmrand – "è necessario cogliere la rivelazione che lo stesso Marx fa nel poema Il giocatore" (Pag. 57-58), segno chiaro della sua affiliazione ad unasetta satanico-luciferina: "Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello – si legge – Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore. Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il prìncipe delle tenebre. Per me batte l'ore e dà i segni. Sempre più audacemente suono la danza della morte". Il riferimento è alla "spada incantata”, strumento rituale che viene offerto all'adepto nel momento del giuramento di fedeltà a Satana, fatto con il suo sangue. La spada diviene immagine speculare della perdita dell'anima. Della dannazione eterna. "Ho però nelle mie giovani braccia, – scrive Marx in un altro emblematico passaggio dell'opera – Di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata) Con la forza d'una tempesta, Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio.  Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo, Sussurrandoti all'orecchio, «Discendi,Vieni con me, amico!» (Karl Marx, Oulanem, Atto 1, scena 2, Pag. 63).

     

     

    messianesimo terreno - mistero marx

     La Missione di Frank – Distruzione degli stati cristiani e della Chiesa    

    A differenza di Shabbatai Zevi, tuttavia, Jacob Frank caratterizza la sua setta in senso eminentemente politico e militante: egli predica e pratica in prima persona una falsa conversione al Cattolicesimo –così come Zevi si era “dissimulato” islamico – con l’idea di penetrare e distruggere dall’interno il mondo del male rappresentato dagli stati cristiani d’Europa e dalla Chiesa cattolica: «dobbiamo dunque accettare pro forma la fede nazarena si da apparire tanto cristiani quanto i cristiani stessi»[15].

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

    Lucifero e il Piano di Alice Bailey per un Nuovo Ordine Mondiale

     

     

     

     

     Necessità di una Rivoluzione mondiale imminente – Un Nuovo Ordine 

    Al tempo stesso, il presunto Messia proclama la necessità di una “rivoluzione mondiale imminente” che avrebbe distrutto l’ordine stabilito, per aprire le porte al nuovo mondo messianico, arrivando a disegnare le nuove divise rosse – il colore della vendetta  del futuro esercito rivoluzionario.

     L'humus della rivoluzione Francese e della Rivoluzione comunista        

    Questo tipo di messianismo esaltato ed eterodosso potrebbe sembrare solo un fenomeno marginale, ma ha invece rappresentatato, al pari di altri fenomeni analoghi presenti al di fuori dell’Ebraismo, quell’indispensabile humus spirituale sul quale fioriranno gran parte degli eventi rivoluzionari a cavallo tra ‘700 e ‘800, in primis la stessa Rivoluzione Francese [16]. Ed è un dato di fatto, d’altronde, come questo stesso spirito messianico, ormai del tutto secolarizzato, sia almeno in parte all’origine di quell’humus dal quale germoglieranno alcune fra le più fortunate ideologie moderne.

    Il segreto di Karl Marx

     Karl Marx e la secolarizzazione del messianesimo illuminato                   

    Così, ad esempio, non sono pochi quegli studiosi che hanno visto nell’opera del filosofo (e massone) ebreo Karl Marx null’altro che una forma secolarizzata di messianismo, un profetismo senza Dio, annunciante il paradiso in terra in cui «la classe operaia è il vero Messia che porta la redenzione del mondo, lottando e soffrendo contro i figli delle tenebre, i borghesi. Lo sfruttamento del lavoratore è il peccato originale. La società socialista del futuro è il Regno escatologico, dove il lupo pascolerà con l’agnello e la terra non darà più spine, ma frutti in abbondanza. L’organizzazione proletaria, il Partito, è il popolo di Dio in marcia verso questo Regno messianico. La fabbrica è il tempio, dove il lavoro è la nuova preghiera. Il leader proletario è il profeta che guida il resto d’Israele. La scienza è la vera teologia[17]. (…).

     Il Messianesimo terreno e l'occupazione dei territori palestinesi             

    Un altro aspetto di questo messianismo neo-religioso è il movimento israeliano del Gush Emunim [18], che unisce suggestioni sioniste e nazionaliste – nate inizialmente in ambito laico – ad elementi religiosi, con forte ricaduta sulla già scottante situazione mediorientale. Infatti, «il Gush Emunim ritiene che la redenzione avviene nel quadro degli eventi naturali e della storia umana. Insiste sulla colonizzazione di tutta la Terra di Israele in quanto fase decisiva attuale nella realizzazione della redenzione, e le zone fondamentali sono quelle che hanno un significato religioso per gli Ebrei, anche se oggi sono popolate principalmente da Arabi»[19]Il Gush Emunim è oggi un movimento di massa in Israele, un movimento religioso-politico che, identificando la figura stessa del Messia veniente con quella del popolo ebraico e dello stato di Israele – non un Messia-persona, dunque, ma un Messia-popolo – ripropone nuovamente una suggestione millenaria sempre pronta a rimanifestarsi in forme diverse ma analoghe: una suggestione che non è solo puro oggetto di contemplazione e di devota attesa, ma forza attiva – e drammaticamente influente – del panorama politico contemporaneo”.

    G. Marletta, S. Basile e Redazione Qui Europa (Copyright © 2014 Qui Europa)

    Partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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     Video in allegato – approfondimenti                                                                                     
     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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     Note                                                                                                                                           

    [1] Lo scrittore ebraico Giuseppe Flavio, nel suo La Guerra Giudaica, cap. 5, racconta che proprio la certezza dell’arrivo del Messia spinse gli Ebrei a ribellarsi contro i Romani verso il 66 d.C.: «Ma quello che incitò maggiormente alla guerra fu un’ambigua profezia, ritrovata ugualmente nelle Sacre Scritture, secondo cui in quel tempo ‘Uno’ proveniente dal loro popolo sarebbe diventato il dominatore del mondo».  Anche Tacito nelle Historiae (V, 13), conferma questa voce, molto diffusa nel mondo antico: «I più erano persuasi trovarsi nelle antiche scritture dei sacerdoti che, verso questo tempo, l’Oriente sarebbe salito in potenza. E che dalla Giudea sarebbero venuti i dominatori del mondo». Sia Giuseppe Flavio che Tacito interpretano la profezia in maniera politicamente corretta identificando la figura del dominatore atteso con quella di Vespasiano, acclamato imperatore proprio in Giudea.

    [2] Le profezie che avrebbero preannunciato la venuta del Messia a cavallo dell’Era volgare sono soprattutto due. La prima è presente tra le Benedizioni che Giacobbe impartisce ai suoi 12 figli; a Giuda –capostipite della tribù regale, da cui discende Davide- il padre profetizza: «Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché non verrà colui al quale appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli» (Gn. 49, 10). Ora, è proprio a cavallo dell’Era volgare che, con la morte di Re Erode, il popolo d’Israele perde definitivamente anche la parvenza d’autogoverno –il bastone del comando- finendo direttamente sotto il controllo di Roma. Per questo motivo colui al quale è dovuta l’obbedienza dai popoli era atteso proprio in quel periodo. L’altra profezia è quella delle Settanta Settimane (o Settanta Settenari, traducendo il termine “settimana” con un periodo di 7 anni): «Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua città santa per mettere fine all’empietà, mettere i sigilli al peccato, espiare l’iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei Santi» (Dn. 9, 24). Si parla di un periodo di 490 anni, a partire dalla ricostruzione di Gerusalemme dopo la distruzione dei Babilonesi (516 a.C.), terminato il quale sarebbe venuto il giudizio su Gerusalemme, con l’arrivo dell’Unto. Secondo questi calcoli, pertanto, l’inizio dell’era messianica veniva a cadere all’incirca a ridosso dell’Era volgare.

    [3] L’attesa di un cambiamento universale e dell’arrivo di una figura redentrice era molto diffuso nel mondo mediterraneo: ne fanno fede testimonianze come la IV Egloga di Virgilio, dove l’autore annuncia la venuta di una nuova era e la nascita di un “figlio” straordinario.

    [4] Cit. in D. Banon, Il messianismo, Firenze 2000, p. 18

    [5] Zòhar Chadàsh (Bereshìt 6, 1)

    [6] Sanhedrin 97a

    [7] Mishnà (Sota 9, 15)

    [8] Sanhedrin, 98b

    [9] Vayikrà Rabbà 9, 7; Bemidbàr Rabbà 13, 2

    [10] Scrive Ràshi: «le tue mani hanno eretto il Santuario di Hashèm» (Shemòt 15, 17).

    [11] Ancor oggi, il gruppo ultraordotosso ebraico dei Nathurei Karta (i Guardiani della Città) rifiuta lo Stato d’Israele come creazione puramente umana basata sulla violenza e maturata in un contesto laico estraneo a Dio e alla Thorà.

    [12] Il rapporto tra la modernità nascente –ideologie e movimenti rivoluzionari compresi- è il mondo della cultura spiritualista e occultista è oggetto di numerosi studi, tra i quali ricordiamo: G. Marletta, Il neospiritualismo, l’altra faccia della modernità, Rimini 2006; C. Gatto Trocchi, Storia esoterica d’Italia, Casale Monferrato (Al) 2001; M. Introvigne, Il cappello del mago, Carnago (Va) 1990.

    [13] Sull’inquietante vicenda di Shabbatai Zevi, cfr. G. Scholem, Sabbatai Tzevi. Le messie mystique, Lagrasse 1983

    [14] Cit. in M. Blondet, Gli Adelphi della dissoluzione, Milano 1999, p. 61

    [15] Ibidem, p. 63

    [16] E’ ben noto il ruolo avuto da organizzazioni come alcune logge massoniche o certi gruppi politico-esoterici come gli Illuminati di Baviera, nella genesi dei movimenti rivoluzionari moderni. Per quanto riguarda il “frankismo”, si può dire con certezza che almeno alcuni elementi della setta hanno avuto ruoli tutt’altro che marginali all’interno del mondo rivoluzionario francese post-1789: tra questi, ricordiamo i fratelli Frey, cugini del “messia” Frank, membri autorevoli del club dei Giacobini (cfr. M. Blondet, Gli Adelphi della dissoluzione, cit., p. 67)

    [17] Cit. in V. Messori, Ipotesi su Gesù, Torino 2001, p. 90

    [18] Letteralmente “Blocco della Fede”.

    [19] D. Banon, Il messianismo, cit., p. 112

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     Approfondimenti                                                                                                                      
     

    Approfondimenti – Un salto nella storia del Novecento 

    Inquietante parallelismo tra l'editto religioso del rabbino

    Dov Lior (24 Luglio 2014) e le dichiarazioni del rabbino

    Harry Waton (del 1939)

    – Sionismo, fascismo, comunismo e trasversalismo politico

    – Il sionismo e l'arma economico-finanziaria per

      controllare il mondo

    – Nascita e ruolo del comunismo

    – L'ora della vittoria finale 

     

    Redazione Qui Europa

    Gaza
     

     Adolphe Cremioux e Harry Waton – Verso il controllo globale                  

    L'appoggio dei media è e resta il vero ago della bilancia della "Crisi" di Gaza. Un'arma strategica , quella mediatica, fondamentale e della quale in tempi non sospetti (Mosca 1907) parlò anche Adolphe Cremioux, fondatore dell'Alleanza Israelitica Universale. "Capture the press! – ammonì Cremioux – Through it everything will come to you in the natural course of events": "Cattura la stampa! Attraverso di essa tutto ciò verrà a te nel corso naturale degli eventi". (Cfr.: A. Shamakoff, Discorso in difesa della T. Dokshin e altri, p. 36., Università Mosca. Printing Office, 1907). 

     Compromettenti dichiarazioni in vista della Rivoluzione d'Ottobre         

    C'è da notare come l'impero bancario dei Rothschild finanziò in quegli anni (e non solo) l'Alleanza Israelitica Universale. Gli obiettivi furono da subito fin troppo chiari: "Le nazionalità devono scomparire, la religione deve essere soppressa. Ma Israele (cioè il sionismo) non deve scomparire": fu questa la strategia e la lina aguida che nel 1907 il fondatore dell'Alleanza suggerì ai suoi alleati e seguaci in preparazione della grande sommossa rivoluzionaria del 1917 contro lo zar cristiano e il suo governo  (Rivoluzione bolsceviva o Rivoluzione d'Ottobre).

    Sionismo, marxismo - Genocido Gaza

     Il proclama del rabbino Harry Waton                                                                 

    Le parole di Cremioux trovarono conferma in dozzine (centinaia) di altre testimonianze anche nei decenni successivi ai tragici fatti. Tra di esse, degne di nota, sono proprio quelle pronunciate del rabbino Harry Waton (1939) attraverso le quali furono introdotte le linee guida di un piano di egemonia mondiale. Piano socialista che vide nelle rivoluzioni la sua essenza. "Figli di Israele! – esclamò  a gran voce Waton – l'ora della nostra vittoria finale è vicina! Ci troviamo sulla soglia del comando del mondo. (…)  Quello che prima potevamo solo sognare sta per essere realizzato. (…) grazie alla catastrofe del mondo, possiamo alzare la testa con orgoglio. Dobbiamo, però, stare attenti  (Vedi Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites).

    "Sons of Israel! The hour of our ultimate victory is near. We stand on the threshold to the command of the world.That which we could only dream of before us is about to be realized. Only quite recently feeble and powerless, we can now, thanks to the world's catastrophe, raise our heads with pride. We must, however, be careful. (…)"  (Vedi Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

     Ruolo del marxismo sionista                                                                                  

    Waton, sottolineò poi, in un altro passaggio essenziale, il ruolo fondamentale del marxismo in questa "vittoria finale". "Non è un caso che l'ebraismo abbia dato i natali al marxismo – ammise il rabbino –  e non è un caso che gli ebrei prontamente aderirono al marxismo. Tutto ciò è in perfetto accordo con il progresso del giudaismo e degli ebrei".  (A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites, p. 148, 1939) (…). Anche da questa chiara testimonianza, dunque, si comprende come il ruolo del marxismo (a livello politico, ideologico, sociologico, economico e religioso) fu orientato in primis alla distruzione di ogni istanza e di ogni anelito religioso, al fine di sradicare attraverso la violenza il senso di Dio nei Cristiani di Russia e portarli ad aderire ad un messianesimo tutto terreno e materialsitico. Messianesimo – non dimentichiamolo mai – strizzante l'occhio all'occultismo-massonico e al satanismo. Non va infatti scordato come l'ebreo-sionista Karl Marx fosse un anche un convinto satanista: come si evince chiaramente dall'opera "Oulanem" (vedi qui – Mistero Marx – Quello che le Università Occultano e qui per la versione integrale dell'opera "satanica" di Marx – "Oulanem" – a obra satanista de Marx ). Tale piano anti-cristiano, dunque, nel 1939 trovò giustificazione e piena legittimità anche nelle parole del rabbino Waton.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Gaza

     Rivoluzione Anti-Cristiana per il dominio del mondo                                  

    "Può essere profetizzato con certezza – continuò in un altro passaggio  il rabbi Harry Waton – che, dopo aver marciato sulle rovine di altari e troni distrutti, avanzeremo ulteriormente sullo stesso percorso indicato (…)  Abbiamo assoggettato l'autorità delle religioni aliene e delle dottrine di fede – attraverso una propaganda di grande successo – ad una critica e ad uno scherno spietati. Abbiamo portato la cultura, la civiltà, le tradizioni ed i troni delle Nazioni cristiane a vacillare. (…) Abbiamo fatto di tutto per portare il popolo russo sotto il giogo del potere ebraico e, infine, li abbiamo costretti a cadere in ginocchio davanti a noi. (…) Abbiamo quasi completato tutto questo, ma dobbiamo ugualmente essere molto cauti, perché la Russia oppressa è il nostro acerrimo nemico. La vittoria sulla Russia, maturata attraverso la nostra superiorità intellettuale, potrà in futuro, rivoltarcisi contro mediante una nuova generazione. (…) La Russia è stata conquistato e messa al tappeto".

    Russia is in the agony of death under our heel, but do not forget, not even for a moment, that we must be careful!  (…) The holy care for our safety does not allow us to show either pity or mercy" (…) "We must make an end of the best and leading elements of the Russian people, so that the vanquished Russia may not find any leader! Thereby every possibility will vanish for them to resist our power. We must excite hatred and disputes between workers and peasants. War and the class‑struggle will destroy all treasures and culture created by the Christian people". (…) At last we have been allowed to behold the bitter need of the Russian people, and to see it in tears! By taking from them their property, their gold, we have reduced this people to helpless slaves. Be cautious and silent! We ought to have no mercy for our enemy". (…) The Communist soul is the soul of Judaism. Hence it follows that, just as in the Russian revolution the triumph of Communism was the triumph of Judaism, so also in the triumph of fascism will triumph Judaism". (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

    Gaza

     Nessuna pietà e massima attenzione                                                                   

    "La Russia è in agonia sotto il nostro tallone, ma non dobbiamo dimenticare, nemmeno per un momento, che dobbiamo stare attenti! (…)  La sacra cura per la nostra sicurezza non ci permette di mostrare pietà o misericordia. (…) Dobbiamo eccitare l'odio e le controversie tra lavoratori e contadini. La guerra e la lotta di classe distruggerà tutti i tesori e la cultura creati dal popolo cristiano(Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites).

    "It is not an accident that Judaism gave birth to Marxism, and it is not an accident that the Jews readily took up Marxism. All that is in perfect accord with the progress of Judaism and the Jews (…) It can surely be prophesied that, after we have marched over ruined and broken altars and thrones, we shall advance further on the same indicated path. (…) The authority of the, to us, alien religions and doctrines of faith we have through very successful propaganda, subject to a merciless criticism and mockery. We have brought the culture, civilization, traditions and thrones of the Christian Nations to stagger.  (…) We have done everything to bring the Russian people under the yoke of the Jewish power, and ultimately compelled them to fall on their knees before us. (…) We have nearly completed all this but we must all the same be very cautious, because the oppressed Russia is our arch‑enemy. The victory over Russia, gained through our intellectual superiority, may in the future, in a new generation, turn against us. (…) Russia is conquered and brought to the ground. (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

    Sionismo, marxismo - Genocido Gaza

     Fascismo, comunismo e trasversalismo politico                                             

    Ma questo piano di egemonia mondiale, evidentemente per ben riuscire avrebbe dovuto avere (nel tempo ed in maniera continuativa) il pieno appoggio della classe politica liberale (di destra e sinistrra: vecchia logica del divide et impera)  nata dopo l'altra rivoluzione ebraico-sionista: laRivoluzione Francese. Ancora una volta le parole del potentissimo rabino Harry Waton non lasciarono dubbi in merito: "L'anima comunista – dichiarò – è l'anima del giudaismo. Ne consegue che, proprio come nella rivoluzione russa il trionfo del comunismo è stato il trionfo del giudaismo, così anche nel trionfo del fascismo trionferà l'ebraismo" (…) Quando il Partito Socialdemocratico Russo si divise in due fazioni – bolscevichi e menscevichi – entrambe le fazioni avevano molti ebrei nella loro leadership (come Boris Axelrod, Yuly Martov, Lev Trotsky, Grigory Zinoviev e Lev Kamenov) e tra i membri più attivi del partito"(Cfr.: "A Program for the Jews and Humanity", Rabbi Harry Waton, p. 143-144).

    When the Russian Social Democratic Party split into two factions – Bolsheviks and Mensheviks – both factions had many Jews in their leaderships (such as Boris Axelrod, Yuly Martov, Lev Trotsky, Grigory Zinoviev, and Lev Kamenov) and among their most active party members. (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

     

    Approfondimenti

    Il Sionismo e l'arma economico-finanziaria

    Dichiarazioni del rabbino Waton sui titoli di stato del

    debito pubblico e il controllo dell'oro e delle 

    ricchezze, mediante l'espropriazione

     

    Redazione Qui Europa

    Sionismo, marxismo - Genocido Gaza

     La Seconda via del controllo globale: l'economia e la finanza                    

    Oltre alla violenza dei rivoluzionari nelle strade e nelle piazze (con tanto di teste mozzate e chiese distrutte), al controllo dei mezzi d'informazione e all'appoggio indiscriminato, fedele e trasversale della politica (di destra e sinistra) ben foraggiata dall'impero ebraico-bancario dei Rothschild (non a caso Ezra Pound definì i politici al pari dei "camerieri dei banchieri")la rivoluzione per riuscire ed essere davvero credibile doveva presentarsi come un qualcosa di prossimo alle istanze popolari. La via dell'economia e della finanza si dimostrò in tal senso l'altra grande arma dell'ebraismo sionista (marxismo) per avanzare in maniera spedita ed indisturbata. E ciò (come nota anche lo stesso indimenticato professor Giacinto Auriti – Vedi qui Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti ) sollevando il fittizio dualismo per il controllo del surplus tra classe imprenditoriale e proletari. Cioè mettendo in competizione i due gruppi sociali, anziché unirli, denunciando il vero cancro capitalista che succhiava la ricchezza dei popoli: la moneta-debito (vedi qui – L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione).

     Il rabbino Waton su economia ed espropriazione delle ricchezze            

    "Prendendo da loro le proprietà, il loro oro – dichiarò ancora il rabbino in un altro inquietante passaggio  abbiamo ridotto questo popolo a schiavi impotenti. Siate prudenti e silenziosi!Non dovremo avere alcuna pietà per il nemico. Dobbiamo preparare la fine degli elementi migliori del popolo russo, in modo che la Russia vinta non potrà trovare alcun capo! In tal modo ogni loro possibilità di resistere al nostro potere svanirà".

    Gaza

     Stalin il Privatizzatore                                                                                               

    In effetti non va dimenticato come il comunista (ebreo e marxista) Josif Stalin (cui vero nome era Iosif Vissarionovič Džugašvili) in perfetta linea con questi dettami fu il primo a privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) tra il 1935 e il 1937. Così facendo fece perdere ai Russi la propria sovranità monetaria, aprendo la strada della schiavitù economica e sociale. Questo attraverso l'emissione di moneta-debito gravata da sempre maggiori interessi da corrispondere ai banchieri privati: gli stessi che guardacaso finanziarono la rivoluzione russa, in nome del "popolo". Vi dice niente rapportato all'attuale cammino intrapreso dall'UE? A noi molto, non so a voi!

     Lo strumento dei titoli di stato e del controllo del mercato                         

    Un altro micidiale strumento di dominio di cui parlò il rabbino Waton nel suo celebre discorso del 1939, fu il ricorso all'indebitamento mediante lo strumento dei titoli di stato (o titoli del debito pubblico): "Ma dobbiamo essere cauti, figli d'Israele! La nostra vittoria è vicinaperché il nostro potere e l'influenza politica ed economica sulle masse sono in rapido progresso. Compriamo titoli di stato e oro, e quindi abbiamo il controllo del potere su scambi mondiali. Il potere è nelle nostre mani, ma attenzione, a non confidare nei loschi poteri dei traditori!(Cit.: Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

    But be cautious, sons of Israel! Our victory is near, because our political and economic power and influence upon the masses are in rapid progress. We buy up Government loans and gold, and thereby we have controlling power over the world's exchanges. The power is in our hands, but be careful, place no faith in traitorous shady powers! (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

    Sionismo, marxismo - Genocido Gaza

     Sionismo nelle Americhe e in Usa – La Scuola di Francoforte                   

    Arma economico-finanziaria, quella dei titoli, guardacaso promossa anche dalle università di economia made in Usa, specie dopo il trasferimento della Scuola di Francoforte (neo-marxista) negli States, tra il 1933 e il 1950 (vedi qui il PDF – Le tappe massoniche di una politica della morte e qui "La genèse de la révolution culturelle. L´école de Francfort" – N.b.: di particolare interesse è il paragrafo titolato "La Scuola di Francoforte negli Stati Uniti 1933-1950).

     Abbiamo sterminato i proprietari in Russia… Ora America ed Europa   

    Elemento da non sottovalutare per comprendere quanto anni prima (1925) comparve sulla rivista "The Jew":"We have exterminated the property owners in Russia. We are going to do the same thing in America and Europe": "Abbiamo sterminato i proprietari in Russia. Stiamo andando a fare la stessa cosa in America e in Europa". (‘The Jew’, 1925). Questa autorevolissima dichiarazione ci aiuta a comprendere la svolta ebraico-sionista che da lì a poco sarebbe seguita in Europa, nelle Americhe e – in particolare – negli Usa. Ricordiamo, in merito, che oggi le più potenti lobby e banche statunitensi (non a caso) sono ebraiche (es.: Goldman Sachs, Merryl Linch, Morgan Stanley, ecc..)

    Gaza

     La dichiarazione di Chaim Weizman del 1948                                                 

    Allora, anche dichiarazioni come quella resa nel 1948 da Chaim Weizman (primo Presidente dello Stato d'Israele) se collegate a quanto detto finora, assumono un senso nuovo e molto illuminate: "Noi siamo un popolo, nonostante le divisioni apparenti, le disparità e le differenze tra le democrazie americana e sovietica. Siamo un popolo e non è nel nostro interesse che l'Occidente liberi l'Oriente, nel fare questo dovrebbe iberare le nazioni asservite(es.: Russia e Cina…) . L'Occidente dovrebbe inevitabilmente privare gli ebrei della metà orientale del loro potere mondiale". (Vedi: Dichiarazione di Chaim Weizmannn, World Conquerors p. 227). La domanda a questo punto sorge "spontanea": quando ci svegliamo!!!

    "We are one people despite the ostensible rifts, cracks and differences between the American and Soviet democracies. We are one people and it is not in our interests that the West should liberate the East, for in doing this and in liberating the enslaved nations, the West would inevitably deprive Jewry of the Eastern half of its world power"

    ________________________________________________________________________________________________________________________________________________

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  • Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

    Il Sionismo e l’arma economico-finanziaria – Confessioni di un rabbino

    Martedì,  29 luglio / 2014

    di Sergio Basile

    Redazione Quieuropa, Sergio Basile, sionismo-ebraico, ebraismo sionista, messianesimo  

    Il Sionismo e l'arma economico-finanziaria

    Dichiarazioni del rabbino Waton sui titoli di stato del

    debito pubblico e il controllo dell'oro e delle 

    ricchezze, mediante l'espropriazione

     

    di Sergio Basile

    Gaza

     Premessa                                                                                                             

    Roma, Moscadi Sergio Basile – Premesso che il Dio dei Cristiani è differente dal Dio degli ebrei sionisti (che addirittura si dimostra diametralmente opposto al primo, così come rivela il Talmùd che in dozzine di versetti auspica addirittura la distruzione dei cristiani) in tal sede analizziamo quella che molti sionisti ed ebrei modernisti doc descrissero in centinaia di scritti, come la più grande conquista dell'ebraismo (moderno): la rivoluzione bolscevica. E lo facciamo analizzando le armi più potenti messe in campo per ottenere il controllo dei popoli: l'economia e la finanza (ovviamente con la complicità del sistema bancario e della moneta debito da esso emessa per indebitare e schiavizzare i popoli).

     La Seconda via del controllo globale: l'economia e la finanza                 

    Oltre alla violenza dei rivoluzionari nelle strade e nelle piazze (con tanto di teste mozzate e chiese distrutte), al controllo dei mezzi d'informazione e all'appoggio indiscriminato, fedele e trasversale della politica (di destra e sinistra) ben foraggiata dall'impero ebraico-bancario dei Rothschild (non a caso Ezra Pound definì i politici al pari dei "camerieri dei banchieri")la rivoluzione per riuscire ed essere davvero credibile doveva presentarsi come un qualcosa di prossimo alle istanze popolari. La via dell'economia e della finanza si dimostrò in tal senso l'altra grande arma dell'ebraismo sionista (marxismo) per avanzare in maniera spedita ed indisturbata. E ciò (come nota anche lo stesso indimenticato professor Giacinto Auriti – Vedi qui Mistero Marx – Ruolo dei Sindacati e paradosso del Plusvalore secondo Auriti ) sollevando il fittizio dualismo per il controllo del surplus tra classe imprenditoriale e proletari. Cioè mettendo in competizione i due gruppi sociali, anziché unirli, denunciando il vero cancro capitalista che succhiava la ricchezza dei popoli: la moneta-debito (vedi qui – L’essenza della truffa monetaria da Signoraggio – Il Denaro non ha Costi di Produzione).

     Il rabbino Waton su economia ed espropriazione delle ricchezze            

                                     "Prendendo da loro le proprietà, il loro oro 

                     – dichiarò ancora il rabbino in un altro inquietante passaggio – 

                              abbiamo ridotto questo popolo a schiavi impotenti.

          Siate prudenti e silenziosi!Non dovremo avere alcuna pietà per il nemico.

              Dobbiamo preparare la fine degli elementi migliori del popolo russo,

                      in modo che la Russia vinta non potrà trovare alcun capo! 

             In tal modo ogni loro possibilità di resistere al nostro potere svanirà".

     Stalin il privatizzatore                                                                                         

    In effetti non va dimenticato come il comunista (ebreo e marxista) Josif Stalin (cui vero nome era Iosif Vissarionovič Džugašvili) in perfetta linea con questi dettami fu il primo a privatizzare la Banca Centrale Russa (Gosbank) tra il 1935 e il 1937. Così facendo fece perdere ai Russi la propria sovranità monetaria, aprendo la strada della schiavitù economica e sociale. Questo attraverso l'emissione di moneta-debito gravata da sempre maggiori interessi da corrispondere ai banchieri privati: gli stessi che guardacaso finanziarono la rivoluzione russa, in nome del "popolo". Vi dice niente rapportato all'attuale cammino intrapreso dall'UE? A noi molto, non so a voi!

     Lo strumento dei titoli di stato e il controllo del mercato                           

    Un altro micidiale strumento di dominio di cui parlò il rabbino Waton nel suo celebre discorso del 1939, fu il ricorso all'indebitamento mediante lo strumento dei titoli di stato (o titoli del debito pubblico):

                                     "Ma dobbiamo essere cauti, figli d'Israele! 

                               La nostra vittoria è vicina, perché il nostro potere

            e l'influenza politica ed economica sulle masse sono in rapido progresso. 

                                             Compriamo titoli di stato e oro,

                      e quindi abbiamo il controllo del potere su scambi mondiali.

                                              Il potere è nelle nostre mani, 

                    ma attenzione, a non confidare nei loschi poteri dei traditori!"

     (Cit.: Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

    But be cautious, sons of Israel! Our victory is near, because our political and economic power and influence upon the masses are in rapid progress. We buy up Government loans and gold, and thereby we have controlling power over the world's exchanges. The power is in our hands, but be careful, place no faith in traitorous shady powers! (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)

     Sionismo nelle Americhe e in Usa – La Scuola di Francoforte                   

    Arma economico-finanziaria, quella dei titoli, guardacaso promossa anche dalle università di economia made in Usa, specie dopo il trasferimento della Scuola di Francoforte (neo-marxista) negli States, tra il 1933 e il 1950 (vedi qui il PDF – Le tappe massoniche di una politica della morte e qui "La genèse de la révolution culturelle. L´école de Francfort" – N.b.: di particolare interesse è il paragrafo titolato "La Scuola di Francoforte negli Stati Uniti 1933-1950).

     Abbiamo sterminato i proprietari in Russia… Ora America ed Europa   

    Elemento da non sottovalutare per comprendere quanto anni prima (1925) comparve sulla rivista "The Jew":"We have exterminated the property owners in Russia. We are going to do the same thing in America and Europe": 

                                "Abbiamo sterminato i proprietari in Russia.

               Stiamo andando a fare la stessa cosa in America e in Europa".

                                                     (‘The Jew’, 1925).

    Questa autorevolissima dichiarazione ci aiuta a comprendere la svolta ebraico-sionista che da lì a poco sarebbe seguita in Europa, nelle Americhe e – in particolare – negli Usa. Ricordiamo, in merito, che oggi le più potenti lobby e banche statunitensi (non a caso) sono ebraiche (es.: Goldman Sachs, Merryl Linch, Morgan Stanley, ecc..)

     La dichiarazione di Chaim Weizman del 1948                                                 

    Allora, anche dichiarazioni come quella resa nel 1948 da Chaim Weizman (primo Presidente dello Stato d'Israele) se collegate a quanto detto finora, assumono un senso nuovo e molto illuminate: 

                          "Noi siamo un popolo, nonostante le divisioni apparenti,

                   le disparità e le differenze tra le democrazie americana e sovietica.

          Siamo un popolo e non è nel nostro interesse che l'Occidente liberi l'Oriente,

           nel fare questo dovrebbe iberare le nazioni asservite (es.: Russia e Cina…).

                           L'Occidente dovrebbe inevitabilmente privare gli ebrei

                                   della metà orientale del loro potere mondiale".

    (Vedi: Dichiarazione di Chaim Weizmannn, World Conquerors p. 227). La domanda a questo punto sorge "spontanea": quando ci svegliamo?

    "We are one people despite the ostensible rifts, cracks and differences between the American and Soviet democracies. We are one people and it is not in our interests that the West should liberate the East, for in doing this and in liberating the enslaved nations, the West would inevitably deprive Jewry of the Eastern half of its world power"

    Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

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     The School of Darkness – By Bella Dodd – PDF    

    THE SCHOOL OF DARKNESS – BY BELLA V DODD – PDF

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