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  • Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte: L’Era dell’Oro-Carta, dal Golpe Massonico Liberale dei Mille al Brigantaggio

    Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte: L’Era dell’Oro-Carta, dal Golpe Massonico Liberale dei Mille al Brigantaggio

    Lunedì, Settembre 23rd/ 2013
     

    – Qui Europa – Rubrica, "Schiavi Moderni", A Cura di Cosimo Massaro –

    Italiani, Riconquistiamo la Sovranità Monetaria, per Uscire dalla Crisi-Truffa

    Schiavi Moderni, Cosimo Massaro, Crisi truffa, Euro, Lira, Giacinto Auriti, Sovranità Monetaria, Signoraggio, L'Agio del signore, Risorgimento, Giuseppe Garibaldi, Luigi XIV, Massonieria Inglese, Pio IX, Breccia di Porta Pia, Missione dei Mille, Rothschild, Francesco Saverio Nitti, Mezzogiorno d'Italia, Borbone, Regno Borbonico, La verità sul brigantaggio, San Giovanni Bosco, profezie sul casato Savoia, legge Rattazzi, Soppressione degli Ordini Religiosi,   Rothschild, i savoia e la vera ragione della Guerra ai Borbone 

    Rubrica – Schiavi Moderni, Seconda Parte:

    L'Era dell'Oro-Carta, dal Golpe Massonico

    Liberale dei Mille al Brigantaggio

    Sovranità Monetaria Rubata – Evoluzione di un imbroglio:

    ​lo zampino della Massoneria e dei Rothschild

    Rothschild, la Massoneria inglese, i Savoia e le incredibili

    profezie di San Giovanni Bosco (allegato)

     

    di Cosimo Massaro (e Sergio Basile)

    Cosimo Massaro - Schiavi Moderni - Qui Europa - Sergio Basile - Brigantaggio

      Schiavi Moderni – Evoluzione dell'Imbroglio                                                 

    Schiavi Moderni – Seconda Parte – Gentili lettori, nella prima parte di "Schiavi Moderni" (vedi allegato) abbiamo introdotto e sostenuto un'ampia disquisizione sul tema dello "strumento denaro", e su come esso sia servito nei secoli agli uomini per scambiare merci e servizi, senza dover ritornare al baratto. Il tutto puntando – tuttavia – sul valore di metalli preziosi (specie oro e argento) difficilmente deteriorabili e quindi suscettibili di conservare il loro valore nel tempo.  Siamo poi tornati sul tema del “Signoraggio”, (guadagno – o agio – percepito inizialmente dal "Signore"/Re, o comunque da colui il quale aveva il diritto di coniare moneta. Poi abbiamo analizzato i motivi che vi furono dietro l'involuzione del fenomeno, coinciso – guardacaso – con la nascita delle note di banco e del sistema bancario: i banchieri privati – come visto – fin dalla nascita della Banca d'Inghilterra – riuscirono ad appropriarsi del potere di signoraggio, finendo (vedi FED e BCE) col tempo per emettere carta-moneta (banconote) assolutamente senza alcuna copertura aurea. Pratica – dunque – avviata, anche se in maniera parziale e meno spudorata dalla stessa Banca d'Inghilterra, all'indomani della Sua nascita. Possiamo parlare in tal senso di "signoraggio primario". Fino a passare, poi, all'altro imbroglio epocale (o signoraggio di 2° livello) cioè quello della cosiddetta moneta digitale: nata da un semplice clik di un mouse.  

     L'Era dell'Oro-Carta                                                                                                   

    Un altro aspetto, molto importante, di questo sistema, sta nel  fatto che il sovrano inglese del tempo, indebitatosi notevolmente con la banca per le eccessive guerre, non potendo restituire il denaro, concesse il diritto di stampare moneta alla banca (Cfr. "Schiavi di un Debito Illegale- di Sergio Basile – vedi allegati) perdendo così la sovranità monetaria. In proposito, citando alcuni passi  estrapolati da un articolo scritto su "Abruzzo Press" dall'indimenticato Prof. Giacinto Auriti, leggiamo : “Non  a caso nel 1694 viene fondata la banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta”. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il Re d’Inghilterra – come visto (Cfr.: Rubrica "Sete di Giustizia e Sovranità" – di Gerardo Campagna – vedi rticolo in allegato) – diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa.

    Auriti e L'Impero della Moneta Debito

      Banchieri e Protestanti                                                                                            

    Non a caso quando il protestantesimo entrò in Europa continentale – come visto – non fondò una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Naker, diventò consigliere di Luigi  XIV. Non a caso (confronta allegato di G. Campagna – Cit.) tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrarono perché si indebitarono senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi. Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri”e “protestanti. Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico fu e resta tutt'oggi proprio la moneta. Ciò permise al Commonwealth di raggiungere – nel 1855 – una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati, divenendo il più grande impero mai esistito, a discapito delle monarchie di stampo ed orientamento cattolico, e dei rispettivi reggenti.

      La Linea Rothschild                                                                                                  

    Grazie alle guerre fomentate da occulte regie, i sovrani cattolici finirono tutti per indebitarsi e di conseguenza indebolirsi all'inverosimile. Naturalmente questi  fatti   l’establishment  nei secoli ha badato bene a non farli trapelare e a non farli divulgare. Ciò,  specie nei testi scolastici: controllare la scuola e le "libere accademie", da sempre, infatti, è stata sinonimo di "controllo sistematico" del futuro delle generazioni future, e dunque degli stessi stati. Non a caso, ancora oggi, si dice che la storia viene scritta dai vincitori. A tal proposito è interessante ricordare ancora una volta un'affermazione detta da  Amschel Mayer Rothschild  noto banchiere nel 1773 (come visto in altre sedi, fondatore per commissione della Setta degli Illuminati), per far capire il modus operandi  di questi personaggi senza scrupoli. Citazione, questa, particolarmente valida anche oggi: “La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più sotto il nostro controllo”, cioè sotto un mare, un oceano sconfinato di debiti. 

    Dalle-Ferrovie-Sud-alla-TAV

      Dietro l'Unità d'Italia. Dietro il Brigantaggio                                                   

    Anche l’unità d’Italia, a parer mio, considerata  da questo punto di vista, al di là  della visuale romantica del nostro Risorgimento, è nata sotto questi auspici. Infatti è curioso notare, come, il Regno delle Due Sicilie – prima che avvenisse la conquista da parte dell’esercito Savoiardo – possedesse ben  443,2 milioni  rispetto ai 225,2 milioni di tutti gli altri regni d’Italia messi assieme (Cit. Francesco Saverio Nitti, Scienze delle finanze . Pierro 1903, Pag. 292). Lo stato Savoiardo utilizzava il sistema economico inglese – cioè un sistema con una parziale copertura di oro rispetto alle monete circolanti  – e inoltre era notevolmente indebitato  con la  banca inglese dei Rothschild.  La  stessa, appoggiò casa Savoia   nel  "fare l’Italia" in quella  maniera cosi cruenta che conosciamo (anche se in maniera frammentaria) a discapito di milioni di morti causati nel Sud Italia, facendo passare la rivolta popolare che ne scaturì come lotta al brigantaggio. Nulla di più falso ed ipocrita! Sono ormai notevoli le nuove fonti storiche che stanno facendo riscrivere la storia del nostro Risorgimento, realizzato anche con  il sostegno di  una regia occulta massonico-liberale che si muoveva dietro le quinte. Poteri, facenti capo – come al solito – al Regno Unito: lo stesso che finanziò la "mitica" marcia dei Mille garibaldini. Ma vi siete mai chiesti come mai tante piazze, scuole ed edifici pubblici siano stati dedicati alla memoria del "Gran Maestro" Giuseppe Garibaldi? Vi siete mai chiesto il reale scopo – simbolico e sostanziale – dell'avanzata verso Roma e della Breccia di Porta Pia?

    risorgimento

      Rothschild, i Savoia e la vera ragione della Guerra ai Borbone                  

    Altro fatto primario dell’appoggio inglese ai Savoia fu, sicuramente, la questione che il Regno Borbonico – avendo  un sano sistema economico con una reale copertura delle monete circolanti  in metalli preziosi –  non poteva essere soggiogato sotto la dittatura bancaria dei massoni inglesi, e per giunta poteva essere un cattivo esempio di politica economica per altre nazioni. Fonte d'ispirazione per eventuali rivoluzioni. Così il Regno Borbonico (vicino alla Chiesa ed al cattolicesimo) fu distrutto ed espropriato di tutte le sue ricchezze dai Savoia con  le quali poterono così colmare i debiti  nei confronti dei Rothschild. Dal nostro Risorgimento liberal-massonico, infatti – guardacaso – ebbe origine la  piaga del Mezzogiorno d’Italia. Ma la cosa che ci getta davvero nello sconcerto è notare come l'ignoranza su tali temi domini ancora oggi incontrastata; come molti cittadini del Mezzogiorno non abbiano assolutamente imparato la lezione, ed ancora oggi abbiano serie difficoltà nell'individuare i "nemici veri" dei popoli, dagli amici. Anzi spesso preferiscano ancora instaurare raccapriccianti connivenze affaristico-mafiose con i primi, a discapito dei secondi! Ma ci chiediamo: cosa c'è di più brutto dell'ignoranza? beh forse l'ignoranza unita all'egoismo umano ed all'amore per il  dio danaro.

    Cosimo Massaro, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

     (Cosimo Massaro è Autore de “La Moneta  di Satana”e “La Caduta dell'Ultimo Impero”)

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      Allegato                                                                                                                                          

    I Savoia, la Legge Rattazzi e la Profetica

    Maledizione di San Giovanni Bosco

    La Storia non raccontata dalla "storia ufficiale", all'Indomani

    della Breccia di Porta Pia, e dell'assalto liberal-massonico

    alla Chiesa di Roma

    Casa Savoia e l'intimazione di Don Bosco: "non abolite gli

    ordini religiosi, o sarà peggio per voi!"

     

    di Sergio Basile

    Don Giovanni Bosco

     Quel che gli storici liberali dimenticano…                                                          

    Torino, Roma – Abbiamo visto come il "Casato Savoia" ebbe un ruolo centrale sia nell'impoverimento del Mezzogiorno, che nel golpe massonico-liberale ai danni della Chiesa Cattolica di Roma, sfociato nella storica e "mitica" (o meglio fin troppo mitizzata) "Breccia di Porta Pia"; sia (in compartecipazione) nella distruzione dei Borbone. Il tutto sotto la sapiente regia della massoneria inglese e dei Rothschild. Tanto per cambiare! Ma c'è un aspetto davvero curioso  quanto occultato dai libri di storia che quest'oggi vogliamo raccontarvi. Per onor di cronaca e per giustizia. vediamo!

     Il Golpe massonico-liberale e la Legge Rattazzi – La Storia insegna         

    Nel 1855, cioè qualche anno prima che si concretizzasse la celeberrima unificazione d'Italia (1861) che si realizzò – è bene non scordarlo mai – sul sangue innocente di milioni di Italiani del Sud, allegramente massacrati (vedi modello "Pontelandolfo su tutti – articolo in allegato), sotto il Regno di Vittorio Emanuele II, venne approvata una discussa quanto iniqua legge, ispirata dai grandi burattinai anglofoni di cui sopra, che passò alla storia come Legge Rattazzi. Essa, creò l'humus culturale ideale a quella che sarebbe stata la Breccia di Porta Pia (20 Settembre 1870). La Legge Rattazzi comportò, tra lo sconcerto generale, la soppressione degli ordini religiosi e l'incameramento dei loro beni: sempre nel nome di una esasperata e illogica laicità sociale imperante, figlia della più pura dottrina "massonico-illuminata" ed "illuminista". Anche se all'ora ciò avvenne in maniera meno subdola, senza cioè che nessuno parlasse di IMU o altre fesserie del genere (vedi paradigma contemporaneo: quel che sta accadendo in paesi come Portogallo e Cipro – vedi articoli in allegato). Ma un fatto avvenne! Un fattostraordinario! Un fatto destinato ad entrare nella storia dal portone principale, malgrado gli storici soffrano ancora oggi di strane forme di amnesia. Don Bosco (San Giovanni Bosco) in quegli anni cupi e feroci, e poco prima dell'approvazione della legge, fece due profezie al re,  sul destino di Casa Savoia e sulle conseguenza che la sua condotta immorale avrebbe causato sulla stessa.  

      Le Straordinarie Profezie di Don Bosco a Vittorio Emanuele II                

    ( Dal libro-diario, I Sogni di Don Bosco – Ed.: Elledici, 1987; Cfr.: G. Barra "Don Bosco e la Persecuzione Risorgimentale") – Come ci illustra lo scrittore Gianpaolo Barra,  nel dicembre del 1854, mentre in Parlamento la "Rattazzi" era in discussione, Don Bosco fece un sogno del quale informò tempestivamente il Re. Il Santo aveva sognato un bambino che gli affidava un messaggio. Il messaggio diceva: "Una grande notizia! Annuncia: gran funerale a corte". Ma a distanza di giorni, vista l'incredulità del sovrano, fu necessario un altro avvertimento, successivo ad un nuovo sogno. Il bambino questa volta rincarava la dose, aggiungendo: "Annunzia: non gran funerale a corte, ma grandi funerali a corte!". Don Bosco ammonì nuovamenbte il Re, invitandolo a non sfidare Dio e a non far approvare la legge. Ma Vittorio Emanuele II fu irremovibile e non prestò ascolto alle parole di quel "prete pazzo" o quanto meno esaltato.

    Don Giovanni Bosco e la profezia a Vittorio Emanuele II

      La Morte della regina Madre e il Terzo Avvertimento                                 

    Allora accade qualcosa di incredibile: Il 5 gennaio l855, mentre il disegno di legge era in Parlamento, giunse la notizia della fulminea malattia di Maria Teresa (madre del Re). Sette giorni dopo -all'età di 54 anni – la Regina madre morì. Ma non finisce qui (e per cortesia non chiamatele coincidenze!). Il giorno dopo, la moglie di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide, al ritorno del funerale si ammalò improvvisamente di metro-gastroenterite. Poche ore dopo il Re Vittorio Emanuele (II) ricevette un nuovo "segnale" da Don Bosco: si trattava di una nuova lettera. La terza. "Persona illuminata ab alto – recitava testualmente lo scritto – ha detto: Apri l'occhio! E' già morto uno. Se la legge passa, accadranno gravi disgrazie nella tua famiglia. Questo non è che il preludio dei mali. Erunt mala super mala in domo tua (saranno mali su mali in casa tua). Se non recedi, aprirai un abisso che non potrai scandagliare".

      33 – La Morte della Regina Maria Adelaide e di Ferdinando di Savoia    

    Bene, appena 4 giorni dopo il ricevimento di questa lettera sapete cosa accadde? La giovanissima Regina Maria Adelaide morì (20 gennaio l855). Quella stessa sera – come predetto da Don Bosco – Ferdinando di Savoia (fratello del Re)  si ammalò e morì dopo due settimane. Entrambi (sia Maria Adelaide, che Ferdinando) trapassarono all'età di soli 33 anni. Ma neppure questi straordinari eventi servirono a fermare la diabolica testardaggine del Re. La legge Rattazzi fu approvata alla Camera circa un mese dopo (2 marzo).

     Passa la "Rattazzi" in Senato – Muore Vittorio Emanuele Leopoldo        

     Altra "coincidenza" (si fa per dire) capitò al momento dell'approvazione della legge in Senato: morì – tra lo sbigottimento generale – il piccolo Vittorio Emanuele Leopoldo, il figlio più giovane del Re. E il ricordo non può che andare al celebre passo biblico della morte del figlio del Faraone d'Egitto, sordo alle parole di Mosé, che gli chiedeva invano di liberare dalla schiavitù il suo popolo, e ai flagelli divini sull'Egitto. Analogia impressionante! Non trovate?  "La famiglia di chi ruba a Dio è tribolata e non giunge alla quarta generazione". Così terminava la terribile profezia del Santo.

    Don Giovanni Bosco

      La Soppressione delle Case Religiose e il Pentimento tardivo                   

    Malgrado ciò, e malgrado la scomunica di Papa Pio IX  (che coinvolse tutti "gli autori, i fautori, gli esecutori della legge") il Re firmò per la chiusura/soppressione di 334 case religiose. Il perdono di Pio IX giunse solo nel 1859, su richiesta di Vittorio Emanuele. Atto di clemenza di grandissima portata, visti gli sfaceli fatti!

      Corsi e Ricorsi storici… Dio non dimentica!                                                     

    Ma la profezia di Don Bosco si realizzò fino in fondo: Vittorio Emanuele II morì di malaria a soli 58 anni (febbre curiosamente contratta a Roma, in occasione della Breccia di Porta Pia); Umberto I (suo successore, anch'egli massone) muorì a 56, per mano dell'anarchico Bresci. Vittorio Emanuele III (secondo successore) come noto, fuggì nel 1943. Il terzo  genito (Umberto II) fu esisliato all'indomani del contestatissimo ed ambiguo Referendum. Egli fu in carica solo per poche settimane. Dio, come vedete, realizzò le promesse fatte in sogno a don Bosco. Certo, ripensando a questi fatti, ed alla storia attuale (che molto somiglia in diversi aspetti agli  eventi ed al contesto storico raccontato) in una sorta di ricorso storico di vichiana memoria;  ripensando a questo tempo di falsità e attacchi senza precedenti a Dio, alle Nazioni sovrane ed ai popoli, ci vorrebbe proprio un altro buon profeta per i nostri governanti! Ma d'altra parte – non dimentichiamolo – Dio libera sempre il suo popolo. La Scrittura insegna! E solo questione di fede e tempi…

    Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

    Note: Cfr.: Libro-diario, I Sogni di Don Bosco – Ed.: Elledici, 1987; 

                Cfr.: G. Barra "Don Bosco e la Persecuzione Risorgimentale"

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    Ma la storia si ripete, e non solo al Sud: dalla TAV

    ai fondi ex-FAS, In Italia come in Europa

    Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Val di Susa, Bruxelles – Le Ferrovie dello Stato fin dalla loro nascita  – molti libri di scuola omettono vergognosamente tali fatti – sono state il simbolo della colonizzazione del Sud, ed in modo particolare della Calabria! Fin al 1861, malgrado tutto, una delle regioni più ricche d'Europa. Esse hanno il primato di essere il Primo scandalo politico-imprenditoriale  dell’appena nato Regno D’Italia, ma badate bene, non realizzato dai “soliti meridionali borbonici” ma da un entourage  (mafio-politico) corrotto d'estrazione tosco-padana, che prese il potere in quegli anni. Dai seguaci di Cavour; dai padri del “salotto buono” della nascente industria italiana del "Triangolo Industriale"; dai banchieri usurai toscani e genovesi, da ladri travestiti da patrioti: ci riferiamo, in quest'ultimo caso, a  Pietro Bastogi , Ministro alle Finanze del neonato Regno. Cioè colui che scaricò il debito pubblico del Piemonte sul Sud appena conquistato. Ma penso anche a Domenico Balduino, banchiere toscano e  a Carlo Bombrini – Governatore della Banca Nazionale nel Regno d'Italia dal 1861 al 1882 – comproprietario della "Gio. Ansaldo & C.": colui cioè che pronunciò la famosa frase, "Il Mezzogiorno non dovrà più essere in grado di intraprendere!”

     Ferrovie Sud – 151 Anni di Bugie, Tangentie Sfruttamento 

     Ma veniamo ai fatti :  Garibaldi entrato a Napoli il 25 Settembre del 1860  firmò la concessione per la costruzione dell’intera rete ferroviaria del Sud ai banchieri livornesi (già co-finanziatori della spedizione garibaldina, assieme alla massonieria inglese), Adami e Lemmi: un appalto – a conti fatti, ed attualizzandone il valore – sarebbe oggi equivalente a 56 miliardi di euro. Ciò fece andare su tutte le furie Cavour, il quale, temendo per l’agognato bottino napoletano che già immaginava nelle banche del Piemonte, scatenò una campagna per delegittimarlo: pertanto, quando il giornale napoletano "Il Nazionale" pubblicò i capitolati del progetto, scoppiò lo scandalo. La società Adami-Lemmi aveva lucrato cento milioni di ducati (tutti rigorosamente “prelevati” dal Banco di Napoli) oltre i primi previsti dal contratto, ed a questo si aggiunse lo scandalo contro Agostino Bersani, braccio destro di Garibaldi, accusato di aver preso una tangente di 4 Milioni di franchi. Quando Cavour riuscì a estromettere Garibaldi dalla gestione del Mezzogiorno, Adami e Lemmi vennero sostituiti a favore della “Società Vittorio Emanuele”, costituita con capitale interamente francese, che ottenne la concessione delle linee calabro-sicule, proprio per sfruttare i centri minerari di zolfo dell'isola, che allora erano molto importanti.

     La mozione e le dimissioni del Parlamentare Noto 

    I piemontesi però non avevano fatto i conti con l'oste: i meridionali, non avendo avuto le terre promesse dai Savoia, se non altro volevano lavoro, ma….”anche a fabbricar le ferrovie si mandano operai piemontesi i quali oltraggiosamente pagansi il doppio che i napoletani ….” disse in una mozione parlamentare il deputato Noto, il quale fu invitato dal Governo a ritirarla e per protesta si dimise. Le popolazioni meridionali insorte contro l'egemonia piemontese indussero i capitalisti francesi a ritirarsi dall'affare. Questo fece sì che l'Adami-Lemmi venisse reinserita nella concessione, allo scopo di realizzare i tratti ferroviari di Taranto-Reggio Calabria, Messina-Siracusa e Palermo-Catania (oltre 900 km ).

     La madre di tutte le TAV – Il Gioco di Bastogi 

    Malgrado si spendessero milioni per consulenze, studi e progettazioni di massima ( questa prassi è ancora in uso !) la vicenda delle ferrovie  stava annaspando quindi si ebbe un ritorno di interesse dei Rothschild . Ma il  Ministro delle Finanze, (Bastogi appunto), pur di non far guadagnare il banchiere straniero (e di mettersi in tasca un pò di soldi ) si dette da fare per costituire la “Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali” con capitale 100 milioni di lire della quale facevano  parte numerosi parlamentari scelti accuratamente,  quindi fecero in modo che  la proposta dei Rotschild che avrebbe dovuto essere illustrata in parlamento per essere esaminata e approvata, all’ultimo momento, venisse tolta dall’ordine del giorno, e con questa mossa a dir poco priva di scrupoli i politici-imprenditori (!) del Nord  si assicurarono la concessione delle Ferrovie del Sud.  La sinistra radicale di allora protestò vivacemente e venne deciso di nominare una commissione d’inchiesta. Alla fine tutti concordarono (ma guarda un pò!) che “qualunque voce o sospetto di corruzione esercitata verso uno o più deputati nell'occasione della discussione e votazioni della legge sulle ferrovie meridionali è rimasta pienamente smentita". Nessuno andò in galera o venne salvato da leggi “ad personam” . Vent'anni dopo le vicende, Crispi scriveva : “le ferrovie meridionali sono costate  404.319 Lire a kilometro ma  quelle costruite prima erano costate 282.703 lire a km ciò vuol dire mezzo miliardo perso dallo Stato ma che qualche altro intascò”… (cioè Bastogi, Balduino e Bombrini). Una TAV “ante litteram.”, dunque, e comunque i soldi per questa decennale  opera-truffa provenivano dalle ricche casse del Banco di Napoli.

     La Spoliazione del Sud e il complotto contro la fabbrica borbonica di Pietrarsa 

    Fu anche l’occasione per togliere lavoro alla rinomata fabbrica borbonica di locomotive di Pietrarsa (la prima d’Italia) per favorire la nascente “Ansaldo” di Genova,  e furono persino bocciati i preventivi per le rotaie presentati dalle fonderie di Mongiana (Calabria) famose nel mondo per l’alta qualità del ferro, nonostante l’offerta  fosse inferiore!  La spoliazione dell’industria del Sud iniziò appunto con la “Ferrovia del Sud": ogni qual volta  hanno concesso qualcosa al Sud hanno sempre fatto in modo che ci guadagnasse il Nord.  E non lo diciamo per far inutili polemiche – L'Osservatorio Nazionale Qui Europa è un Osservatorio Universitario e Indipendente –  ma per fotografare la realtà dei fatti, così come realmente accaduti, incentrando la nostra analisi su inconfutabili interviste dell'epoca e su realtà storiche, conosciute ma censurate da media e molti storici.

     Sovvertire il "Progetto Borbone" – La logica dei Colonizzatori 

    Per decenni sulla costruzione delle ferrovie ci specularono in molti: sovrani e ministri, mafie e logge, partiti e fazioni; oggi, tolti i sovrani, i soggetti sono sempre gli stessi. Con “l’affaire” delle Ferrovie il nuovo governo italiano piemontese dell'epoca portava nel Sud corruzione, malaffare e inefficienza della pubblica amministrazione, cose  che ancora – eredità velenosa di quegli anni – oggi persistono inesorabilmente! Ma perché fare le Ferrovie in una unica direttiva Nord-Sud? E perché non farle anche trasversalmente dal Tirreno all’Adriatico , al servizio delle peculiarità economiche e geografiche del Sud, così come era nei progetti dei Borbone?

     La "Direttiva Nord-Sud": Le Due Sicilie, relegate a province periferiche 

    Ecco la logica dei colonizzatori: la direttiva Nord Sud doveva servire solo agli interessi economici e politici dei nostri “padri nobili della Patria" e in perfetto stile colonialista, si pensò a congiungere  le principali città meridionali con l'Alta Italia, che si apprestava a diventare la nuova sede del potere politico ed economico italiano, mentre le Due Sicilie che fino a quel tempo guidavano la locomotiva italiana, furono relegate a mere province di periferia. In un primo momento, ciò  servì a portare giù le baionette piemontesi dei Savoia, che avrebbero dovuto mantenere l’ordine pubblico messo seriamente a repentaglio a causa di tutte le angherie commerciali, doganali e soprattutto fiscali ordite contro gli imprenditori e la gente del Sud, e contemporaneamente portava al nord le pregiate primizie agricole del Mezzogiorno. Ciò causò l'inesorabile e progressiva distruzione da parte dei Savoia del  florido commercio marittimo del sud per favorire la nascita dei porti di Livorno e Genova: i commercianti meridionali persero la loro “rete di vendita” e furono costretti a svendere i prodotti “semi lavorati” ad avidi mercanti sostenuti economicamente dalle banche ormai “italiane”, (privilegio che fu concesso solo a pochi meridionali ma ad un tasso di interesse usuraio: anche questa prassi nel Sud è  notoriamente ancora in auge!) i quali ottennero un surplus di guadagno nella trasformazione degli stessi. Ed anche questa prassi è ancora “di moda”: il sud produce e vende a prezzi stracciati alle COOP del Nord Italia, le quali – come noto, non è un mistrero – rivendono sul mercato a prezzo decuplicato!

     Lo scandalo del Piano Marshall 

    Pochi anni dopo (nei primi del Novecento) si servirono delle Ferrovie per trasportare le truppe meridionali sul Piave e sull’Isonzo per combattere guerre che – come comprensibile – non interessavano neanche marginalmente alle popolazioni del Sud (quasi i 2/3 dell’esercito era composto da meridionali) e questa storia si ripeté anche negli anni successivi , quelli del fascismo.  Poi arrivò il Piano Marshall , ed i figli dei nostri “padri della patria” pensarono bene di investire questi soldi nel turismo dell’Alto Adriatico (Rimini, Riccione, Cattolica)  e neanche un dollaro nelle Regioni del Sud. Regioni che sarebbero state certamente più interessante dal punto di vista paesaggistico ed erano – tra l'altro – "almeno allora" ben servite dalla Ferrovie. Come vedete, non mancava proprio nulla affinché si incentivasse l’industria del turismo, ma tale opportunità non fu presa mai in considerazione: le Ferrovie non erano state costruite per favorire lo sviluppo del Sud!  E quando il sindacalista De Vittorio chiese al presidente di Confindustria di spendere una parte di dollari in fabbriche al Sud, la risposta fù: “…è più conveniente  portare la manodopera del Sud al Nord.." ( ed io credo che intimamente  pensò: “…poveri illusi, che ve le abbiamo fatte a fare  le Ferrovie?” ).

     Il Triangolo Industriale e il saccheggio delle FFSS 

    E fu così che le Ferrovie , ancora una volta, servirono solo agli interessi di una parte d'Italia e milioni di meridionali partirono su alla ricerca della "Terra Promessa" su vagoni sudici  all'indirizzo del Nord Italia, per arricchire le fabbriche del triangolo industriale "Milano, Torino, Genova", dovendo peraltro sopportare – spesso e volentieri – la xenofobia dei “fratelli d’Italia”!  Questo durò fino alla fine degli  anni Settanta , ma "Ferrovie dello Stato" aveva trovato un altro modo di  sfruttare la rete del Sud: lì finivano, sistematicamente, i vagoni usurati e logori.  Ma il saccheggio di FFSS non finì lì, e  si trovò un’altra strada per continuare lo sfruttamento del Sud : i fondi FAS!  Dal 2008 sono stati illgittimamente distratti – tra il silenzio complice dei nostri politici meridionali – 960 Milioni di euro per finanziare gli investimenti (fatti al Nord) del Gruppo Ferrovie dello Stato; un altro Miliardo e 440 milioni per i contratti di servizio di Trenitalia,  poi 330 milioni andarono  a garantire la media-lunga percorrenza di Trenitalia ed altri milioni (non ho il dato preciso) per il  fondo Infrastrutture dell’alta velocità Milano-Verona e Milano–Genova.

     Il Diabolico zampino del Governo Monti 

    Ma non finisce mica qui! Dulcis in fundo, notizia di Luglio 2012 : “Il governo Monti obbliga la Puglia e la Calabria a farsi carico delle Ferrovie, utilizzando i finanziamenti destinati agli investimenti.…Vogliono  obbligare le Regioni a prendere in carico '!Società ferrovie della Calabria'! e '!Ferrovie Sudest!' pugliesi, attingendo ai Fondi per lo Sviluppo e la Coesione (ex Fas).” (tratto da "Il Corriere del Mezzogiorno"). Lo stato (e una parte – malata – degli imprenditori del Nord collusi con esso) sembra non abbia più bisogno del Mezzogiorno, quindi non spenderà un euro per le  infrastrutture nel Sud. Un altro esempio degli effetti deleteri di un colpo di stato e di una crisi indotta dalla "casta liberista".

     Le Ferrovie: lo specchio della Democrazia in Italia e in Europa 

    E ciò mentre in Val di Susa si sta realizzando la grande piramide nel deserto, il grande sogno "liberista" chiamato TAV (che costerebbe 5 volte in più a Km rispetto alla TAV Spagnola, oggi per altro – giustamente – bloccata, poiché troppo onerosa!) e mentre nella Capitale, si inaugura il nuovo super-veloce “Frecciarossa 1000” Roma-Milano , che unisce le città in 2 ore e 20 minuti! Mentre, oggi, in un lasso di tempo identico sulla jonica i turisti – ed i comuni cittadini che lavorano – possono  forse fare, se fortunati, 30 kilometri! Ma per amore alla verità ed alla giustizia, non dobbiamo dimenticare che questi fondi spesi al Nord gravano comunque anche sul bilancio familiare di tutti i meridionali!  La Calabria, nonostante tutti i soldi concessi a FFSS, è stata riportata all’800! Altro che Europa! L'Europa, oggi, nel Mezzogiorno (ed ormai non solo in esso) tra tassazioni perverse, disoccupazione record, infrastrutture mancanti, Patto di Stabilità, abolizione del Deficit Spending, IMU, Accise record, Interessi da ususra di "Equitalia" ed altre angherie simili  è avvertita sempre più come una grossa balla, una bufala ideata dal malaffare e da una casta di opportunisti. 

     Educazione alla Nullità, Faraoni e Piramidi nel Deserto 

    In poche parole se l’autostrada SA-RC è "l’educazione alla minorità” del popolo calabrese, la strada e la ferrovia  jonica  sono l’educazione alla “nullità”! A questo punto una domanda mi sorge spontanea: quando verrà ripristinata la giustizia e la legalità nel nostro Paese? Quando si sfateranno i miti di un'unità "italiana" prima ed "europea" oggi, che come specchietti per le allodole hanno spinto decine di milioni di cittadini verso il baratro? Quando si capirà che le mafie sono nel cuore dell'uomo, e non nell'identità territoriale di un cittadino? Troppo facilmente, infatti, si etichettano come "mafiosi" (a prescindere) ed in maniera indiscriminata tutti i cittadini del Mezzogiorno, dimenticando "altri tipi di mafie e mafiosi" non meno deleteri; e dimenticando che a Milano e in tutte le città industriali le banche  fanno affari con le mafie,  e che altri tipi di mafie – spesso e volentieri legalizzate – oggi affamano decine di milioni di Italiani e circa 166 milioni di europei, all'interno delle cosiddette "istituzioni", e dietro una coltre di vergognoso silenzio di altre mafie legalizzate e ben retribuite: quelle dei media di regime!  Le stesse che oggi, unite in gran-logge ci presentano un conto chiamato debito pubblico: un conto generato e gonfiato illegalmente dalla speculazione bancaria nazionale ed internazionale (e dai politici corrotti ed acconsensienti da destra, a sinistra, al cosiddetto "centro") al fine – magari – di realizzare piramidi nel deserto atte a distruggere il paesaggio e la vita "normale" dei cittadini (Vedi TAV in Val di Susa o Ponte sullo Stretto) e ad arricchire le sporche tasche della casta: magari anche di quelle dei cosiddetti ex-comunisti dei vertici del PD (Vedi Coop Rosse made in TAV).

     L'Ora della vera Unità Nazionale e della lotta alle mafie? 

    Ma questa amici, forse è l'ora dell'unità nazionale, di quella Vera e non opportunistica! D'altraparte le elezioni sono vicine, e confermare la linea disastrosa di questo governo vorrebbe dire incrementare ancor di più il divario tra Nord-Sud e tra Nord Europa e Paesi "Piigs ("porci" in inglese). Saremo sognatori, ma ci crediamo! Dobbiamo crederci per non vacillare definitivamente! Ciò, mettendo da parte i rancori e le ingiustizie del passato – pur nella verità ed avendo piena e giusta consapevolezza dei fatti e dei misfatti commessi ai danni di intere generazioni di nostri connazionali – e lavorando insieme per recuperare il controllo dei nostri territori. Per recuperare la nostra sovranità nazionale rubata (e posta in coma, nella giornata du ieri, dal "Si" della Corte Costituzionale Tedesca al MES). Deve essere l'ora dell'Italia riscattata dagli scempi del passato e da tutti i tipi di mafie: territoriali, politiche, ideologiche, finanziarie e bancarie. L'Ora degli Italiani onesti e lavoratori, uniti in un unico abbraccio da Nord a Sud…  ferrovie a parte!

     Al di là delle apparenze e delle facili conclusioni 

    Per contro è pur vero che crescono – gioco forza – le istanze separatiste, federaliste ed autonomiste di quanti – anche al Sud, al bistrattato e violentato Sud – rivendicano il maltolto, in 150 anni di efferati crimini ed abusi che in fondo non hanno fatto che distruggere – come visto – il tessuto economico e sociale di intere regioni (Calabria in testa) ed incancrenire il problema lavoro, costringendo migliaia di giovani disperati o ad emigrare, o ad accostarsi alla criminalità e cedere alle subdole e false promesse di una vita migliore. Apriamo gli occhi, prima di giudicare! Non cediamo alla tentazione di facili ed opportunistiche sentenze storiche. La storia va saputa leggere alla luce della verità: anche di quella non scritta nei libri ufficiali!

    Michele Bisceglie, Sergio Basile  (Copyright © 2012 Qui Europa)

    Scritto elabotato su ricerca storica di Michele Bisceglie

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