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Categoria: Spiritualità e Radici Cristiane

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  • Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Catanzaro UMG – Le vere ragioni della crisi che i media nascondono

    Martedì, Maggio 8th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Catanzaro / Ateneo Magna Graecia / Regione Calabria / Convegno sulla crisi Sociale ed Economica dell’Ue / Facoltà di Giurisprudenza / Attacco all’Italia / Liberalismo / Liberismo / Speculazione / Bce / Sovranità / Giulietto Chiesa / Mario Caligiuri / Alessandro Morelli / Vittorio Daniele / Mons. Raffaele Facciolo / Paolo Romano / Sergio Basile / Qui Europa / Problema delle risorse / Giovanni paolo II / Rerum Novarum / Populorum Progressio / Capitalismo / Comunismo / Mali del Novecento / Keynes / Galbraith / Chomsky / Giraffe keynesiane / Cina / Brics / Spread / Rating / Neo-liberismo / Neo-colonialismo / Smantellamento del welfare / Accaparramento delle risorse / Nazismo bianco / Debito pubblico / Trattato di Lisbona / Fed / Lehman Brothers / Bolla Usa 2007  / Articolo 123 del Trattato di Lisbona / rifinanziamento obbligato sui mercati internazionali  

    Catanzaro – Le Vere Origini e Motivazioni della

    Crisi esposte presso l’Unicz

    Un convegno, promosso da "Qui Europa", destinato a

    lasciare il segno tra le giovani generazioni

    Mattatore del convegno, il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa

    Catanzaro – Ogni giorno tutti noi, cittadini europei, sentiamo parlare della crisi, ci confrontiamo e facciamo i conti in tasca per capire se arriveremo o meno a fine mese. Un bombardamento mediatico che risuona nelle orecchie come una fastidiosa eco che ripete di continuo la stessa parola: “crisi”. Nonostante ne parlino tv, giornali, radio ed internet, nessuno ci ha spiegato il perché, nessuno ha identificato le cause di una situazione drammatica che pesa “solo” sulle spalle di tutti i cittadini europei. Abbiamo provato a farlo noi di “Qui Europa”, nel nostro piccolo, (in collaborazione con l’Osservatorio Giuridico della Conferenza Episcopale Calabra, diretto da Alberto Scerbo; l’Ufficio Direct Europe, diretto da Paolo Romano; e con l’Ufficio per le Autonomie Territoriali dell’Unicz) nel tentativo di cominciare a sensibilizzare le coscienze partendo dalla Calabria, dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, dal Campus di Germaneto, e dall’aula intitolata a Giovanni Paolo II. Proprio lui, il Papa-Santo che in tempi non sospetti, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, non esitò a denunciare tra i grandi mali dell’era moderna, oltre al “Comunismo ateo e materialistico” ed agli assolutismi, anche l’altrettanto grande nemico della storia, dell’Europa e dell’umanità intera: il “Capitalismo Neo-liberista”, e tutti i suoi eccessi, che oggi – purtroppo – sono sotto gli occhi di tutti.

      Crisi – Studenti alla ricerca di consapevolezza  

    Un’aula gremita di studenti di tutte le età, (circa 400) studenti provenienti dagli istituti superiori del Capoluogo calabrese e dalla provincia, nonché comuni  cittadini e studenti universitari di svariate facoltà, da giurisprudenza, a medicina e scienze motorie. Un convegno partecipato, sentito, che ci ha permesso di inseguire e realizzare un obiettivo: quello di creare consapevolezza sulla nostra identità nazionale ed europea e soprattutto sulla nostra sovranità nazionale, umana, economica, monetaria e (forse la più importante di tutte) spirituale.  La preziosa presenza degli ospiti ci ha aiutato a far venire al pettine molti nodi, ci ha permesso di aprire una finestra sulle reali ragioni della crisi, quanto sulle sue cause. Ciò per comprendere (una volta individuata chiaramente la malattia) quali cure apportare. Ad aprire il convegno è stato il responsabile dell'Ufficio Europe Direct dell'Ateneto Magna Graecia di Catanzaro, Paolo Romano, che nel presentare ufficialmente la nuova sede dell'ufficio (inter-universitario) ha ricordato – in occasione dell'imminente festa dell'Europa – l'importanza di creare una cultura europea trasparente e non alimentata da vane propagande e vuoti slogan retorici.

     Mario Caligiuri – Crisi: Il Ruolo dei Media  

     La Crisi tra proclami, frammentarietà informativa e disinformazione

    “La crisi economica e sociale dell’Unione Europea: analisi e prospettive”: dell’apertura del tema trattato  se n’è occupato l’assessore all’Istruzione, Università, Cultura e Ricerca, della Regione Calabria, Mario  Caligiuri,  che ha sottolineato l’importanza della comunicazione in Europa ed all'interno del territorio nazionale, al fine di capire quali siano i reali vantaggi dell’appartenenza all’Ue, quali i vincoli , quali i rapporti tra gli Stati membri.  Caligiuri, che ha ricordato come l’informazione non sia un linguaggio “neutro” – ma, anzi, come essa abbia la capacità di incidere fortemente come nessun altro strumento sulla metamorfosi del pensiero dell'opinione pubblica – ha puntato il dito sulle colpe e responsabilità dei media élitari di bandiera (che tutti gli altri sono pronti ciecamente a seguire a ruota, come una sorta di sudditi fedeli, uniformando in maniera spesso sconcertante le proprie idee) rei di promuovere una grave frammentarietà informativa che non aiuta a comprendere il reale addivenire delle cose. Oggi, però – ha continuato Caligiuri – nel mondo frenetico in cui  viviamo, l’informazione assume determinate caratteristiche: deve essere immediata, rapida e tempestiva. “Ma la nostra non è più la società dell’informazione, bensì quella della disinformazione!”, ha sbottato l’assessore. Caligiuri, come supporto al suo pensiero sulla comunicazione,  ha più volte citato Noam Chomsky, uno dei più grandi linguisti – fondatore della grammatica generativo-trasformazionale – e ha ricordato che per la prima volta nella storia, l’Europa si è resa protagonista di un’unione monetaria che ha preceduto quella politica.  Le sue conclusioni hanno fatto riferimento, poi, al fatto che la Costituzione europea non contempli il riconoscimento  delle radici cristiane del Vecchio Continente, con tutti gli accidenti connessi a questa sorta di tradimento storico. 

      La lezione di Daniele e le giraffe keynesiane  

    Alla domanda “Quali sono i rapporti tra la crisi economica e l’Europa?”  ha cercato di rispondere – in maniera molto esaustiva e puntuale – Vittorio Daniele, docente di Economia Politica e Politica Economica presso l’Ateneo di Catanzaro, il quale, facendo un excursus storico, ha analizzato le origini della crisi – o meglio, alcune di esse – partendo dalla bolla Usa del 2007, quando – prima del fallimento di Lehman Brothers, e dello scoppio della bolla sui mutui casa – essa, la crisi, riguardava solo una parte ristretta del mercato finanziario americano e che, pertanto, non colpiva direttamente i redditi delle famiglie. Daniele ha spiegato come negli anni 2000 in America si sviluppò in modo esponenziale il mercato immobiliare, tanto che le banche cominciarono a concedere mutui anche a coloro che non offrivano garanzie totali a causa di “redditi incerti”. A lungo andare, il baricentro economico del mondo – secondo il docente – si è spostato dall’Occidente – che continua a perdere posti di lavoro, in una emorragia senza fine – all’Oriente dove si registra il boom di Cina, India e Giappone. Lo scoppio della bolla immobiliare negli Usa ha avuto ripercussioni in tutto il mondo, arrivando a colpire, ovviamente, anche l’Europa. Nel caso della nostra penisola, il docente ha precisato che se ci chiedessimo se il debito pubblico italiano è alto, non potremmo rispondere in senso assoluto, ma potremmo dire che è alto rispetto al pil solo perché pari al 120%. Il confronto con il resto del mondo è d’obbligo se pensiamo che il Giappone presenta un debito pubblico di oltre il 200%, la Germania dell’81% e la Spagna del 73%. Ma per quale motivo il Giappone è una potenza a livello mondiale? “Semplicemente perché – ha spiegato – è un paese che ha grandi capacità di produzione e di crescita che, in prospettiva, permetteranno agli asiatici di creare nuovi posti di lavoro, quindi nuovi redditi che porteranno, probabilmente – secondo l'economista – ad estinguere il debito. Ma soprattutto – ha poi continuato –  i nipponici hanno una banca centrale, mentre gli europei si sono imbrigliati nell’affidare i poteri nazionali alla Bce”. Secondo Daniele, Keynes  in modo efficacissimo spiegava che se lo scopo della vita era quello di cogliere le foglie che si trovavano sui rami più alti degli alberi, il miglior modo per raggiungere l’obiettivo sarebbe stato quello di lasciare che le giraffe più alte e con il collo più lungo, potessero mangiare le foglie, lasciando morire di fame quelle dal collo più corto.  “Se abbiamo a cuore il benessere di tutte le giraffe – ha continuato – non dobbiamo trascurare le sofferenze di quelle che hanno il collo più corto e muoiono di fame, o le foglie succulente che cadono a terra e vengono calpestate nella lotta, o l’eccesso di nutrimento degli esemplari dal collo lungo, o la triste espressione di ansia e di combattiva avidità stampata sui miti musi della mandria”. Tradotto in termini politici: se i potenti hanno a cuore il benessere della collettività , devono necessariamente invertire la rotta, perché in questo momento essi sono le giraffe dai colli più lunghi.

    Alessandro Morelli – "Costituzionalismo e Sovranità”

    L’Unione Europea è un ibrido – ha spiegato Alessandro Morelli, docente in Diritto Costituzionale presso l’Ateneo Magna Graecia, poi subentrato  come relatore a Daniele – non è né una confederazione di Stati perché i paesi membri non mantengono completamente la sovranità propria, né una federazione di Stati. Il fulcro e la sintesi della relazione del docente è in effetti riconducibile alla seguente espressione: “La cosa principale – ha indicato – è comprendere che la comunità deve riprendere in mano le sorti della Costituzione che ha subito una battuta d’arresto, ricordando, tuttavia, che la libertà e l’uguaglianza sono strettamente collegate tra loro, mai in contrapposizione. Ciò  perché solo se si è completamente uguali si è liberi, e viceversa”.

      Sergio Basile – L’Italia? Non era un paese in crisi!  

      Italia: Vittima di una gravissima montatuta mediatica  

    Degno di nota anche lo spunto di Sergio Basile – direttore di “Qui Europa”, co-promotore e moderatore del convegno – che, analizzando una serie di fattori economici afferenti al “Bel Paese”, ha ricordato che l’Italia possedeva (fino all’avvento del governo Monti) tutti i requisiti propri di un paese ricco, ed in parte “secondi” solo a quelli espressi dall’economia della ricca Germania. Un avanzo primario di primo livello (differenza tra le entrate fiscali e la spesa pubblica); Un risparmio delle famiglie da prima della classe (frutto del laborioso lavoro di intere generazioni di Italiani); La terza riserva aurea del mondo; un bassissimo livello di indebitamento delle imprese privare (imprese che, assieme alle famiglie, sono le vere vittime di questa "gravissima montatura mediatica" chiamata crisi) pari ad appena 40 miliardi di euro (una bazzecola rispetto ai 7000 miliardi di euro delle imprese francesi: da notare che la Francia è considerato un paese semi-virtuoso); ed un debito pubblico (pur se alto: il terzo del mondo dopo Giappone e Usa) pari, comunque, alla metà del debito pubblico giapponese. Da notare che il Giappone, malgrado questo faraonico debito, ad oggi è un Paese in netta crescita e non è assolutamente considerato un Paese in crisi. Ciò malgrado i suoi 4000 miliardi di euro di debito. Basile, ha inoltre ricordato come l’Italia – fin a prima dell’estate – poteva godere della più fitta, larga  robusta rete di Pmi, a livello europeo. Va ricordato, in tal senso – ed a supporto di quanto asserito – che l’area “padana” del Nord Italia, è stata considerata negli ultimi decenni come la regione europea più ricca in assoluto: da far impallidire perfino la potente ed organizzata Germania. Infine Basile ha ricordato come l’Ue continui a far orecchie da mercante su una sistematica ed urgente riforma del sistema del rating e delle agenzie di rating: legittimate dalla politica – in maniera dissennata e grave – a porre voti anche agli stati sovrani, ed in base a valutazioni spesso infondate e sballate, ridicolizzandone ed usurpandone la sovranità nazionale, ed alimentando in maniera deleteria e destabilizzante (per l’intera economia europea e non solo) la forbice dello spread. Anticamera della speculazione internazionale e del debito.

     S.E.Raffaele Facciolo – Dottrina sociale della Chiesa ed economia etica 

    Monsignor Raffaele Facciolo, vicario episcopale dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, nel suo intervento, ha riproposto – di seguito – l’importanza della Rerum Novarum (l'enciclina di Papa Leone XIII, oggi presto accantonata da uno spavaldo ed antisociale liberismo mercatista, e dai servi ossequiosi di quest'ultimo) che ha rivoluzionato il mondo cattolico e ha sempre messo l’uomo al centro della società, e della stessa “Populorum Progressio” di Papa Paolo VI, che ne riprendeva le fila. “Oggi – nota Monsignor Facciolo – si assiste alla spersonalizzazione dell’individuo che viene considerato secondario al mondo economico. La Chiesa è sempre attenta a queste problematiche – ha ricordato – e già nel 1981, Giovanni Paolo II parlò della crisi occidentale, così come ne ha parlato Benedetto XVI riprendendo gli insegnamenti di Paolo VI, facendo riferimento alla “pianificazione” dell’umanità che deve passare dalla massificazione alla personalizzazione, il solo processo in grado di riportare l’uomo al centro della società. Diversi sono gli ambiti in cui operare – ha concluso – il primo quello della famiglia e del matrimonio tradizionale, il secondo riguarda l’autenticità del cristiano che deve aprirsi al dialogo interreligioso, il terzo relativo alla solidarietà perché non viviamo da soli, ma è nella diversità che rintracciamo la ricchezza ed un ultimo ambito che riguarda il rispetto del Creato”.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Pasqua 2012:  Risorgere nel tempo della crisi

    Pasqua 2012: Risorgere nel tempo della crisi

    Domenica, Aprile 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Pasqua /  Crisi / Morte / Passaggio / Verità / Resurrezione / Gesù Cristo / Benedetto XVI / Rinascita morale e spirituale dell'Europa  / Tradizioni / Significato e Valore della Pasqua 

    Pasqua 2012:

    Risorgere nel tempo della crisi

    Si può uscire dalla crisi morale, sociale ed economica 

    dell'Europa solo attraverso la Resurrezione dello Spirito

    Roma – La Pasqua 2012 sarà ricordata dagli Europei e dagli Italiani, come la “Pasqua della crisi”. Ma fino ad un certo punto. Guardando allo sfacelo economico e sociale provocato dalla speculazione internazionale e dal mercatismo neo-liberista, e guardando alla terribile e funesta ondata di suicidi di operai e imprenditori, dobbiamo prendere atto, in maniera onesta e consapevole, del progressivo ed inesorabile tramonto della tenuta morale del nostro vivere civile, della nostra società dei consumi e del mercato; nonché di un modello di sviluppo propinatoci dagli adoratori del “dio-mercato” o di “Mammona” che sembra aver disintegrtato – in pochi mesi – la sacrosanta verità che lo sviluppo è vero solo quando è integrale e solidale, e guarda all’uomo ed alla sua dignità: così come ci ricorda con solennità ed estrema chiarezza l’insuperata Rerum Novarum di Papa Leone XIII. Ma l’avvento di Cristo Risorto, la Sua vittoria sulla morte, ci insegna che l’ultima parola sulla morte, sull’egoismo umano, sulle concupiscenze del male  e sul peccato, è e sarà sempre di Dio, del bene. Consapevoli di questa profetica verità, rivelata in Gesù, nei padri della Chiesa e nella vita dei Santi di ogni epoca, crediamo fermamente che l’uscita dalla crisi economico-finanziaria non giungerà con l’applicazione di sofisticati accorgimenti tecnici di ingegneria economico-finanziaria, da freddi e calcolati diktat tecnocratici, o da inique tassazioni lacrime e sangue, ma solo da una profonda resurrezione, da una rinascita del lacerato tessuto sociale dell’Italia e dell’intera Europa, dilaniato nello spirito, nella morale, nella verità, e nei suoi valori più profondi, tra i quali la famiglia e la vita. Per scoprire il vero senso della moderna civiltà e favorirne il progresso sociale ed economico, dunque, bisogna risorgere riscoprendo il vero senso della Pasqua, e riscoprendo il vero senso della Pasqua settimanale, la Domenica, il Giorno consacrato al Signore. La Domenica non può essere sacrificata a ragioni economiche, così come l’uomo non può essere assoggettato al mercato o al volere e potere di altri suoi simili. Quelli che ci dicono che in questo modo la società diventa più efficiente e produttiva, dovrebbero avere l’onestà di dirci i costi, anche economici, del venir meno della coesione familiare e del venir meno della dignità umana, nonché della vita stessa. Buona Pasqua. Cristo è Risorto!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

      Il significato della Pasqua nella Cristianità  

    La Pasqua è la festa liturgica più importante per il cristianesimo, in quanto rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali della missione di Cristo: la Passione, la Morte e la Resurrezione. Il termine Pasqua, tradotto in greco e in latino col la parola “pascha”, proviene dall’aramaico: pasha, che corrisponde all’ebraico pesah, cioè “passare oltre”, oltre la morte, oltre il Mar Rosso, verso la Terra Promessa e la libertà. Alcuni padri della chiesa lo collegano anche al termine greco pàschein, che significa soffrire. Origene ed agli alessandrini intendono il senso come “passaggio”. In questo caso il passaggio è attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù alla Terra Promessa. Dunque dall’accostamento dei tre termini, si coglie in pienezza l’essenza della Pasqua Cristiana: il sacrificio e la salvezza; la Morte che vince ogni forma di buio, il Nuovo Giorno di Dio che riscatta con la Resurrezione di Gesù Cristo, tutta l’umanità dal peccato: immagine della purificazione del battesimo che ogni cristiano porta in dote con l’ingresso ufficiale nella comunità cristiana. Essa rappresenta il raccordo con la matrice giudaica del cristianesimo, e viene festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.

      La Pasqua in Europa  

    La Pasqua, in quanto massima festa cristiana, viene festeggiata in tutto il mondo e nei paesi europei, oltre – ovviamente – ad Israele, patria degli Ebrei. I simboli che ricorrono, come si può notare, sono comuni un pò a tutte le tradizioni locali. I paesi nordici accolgono la Pasqua festeggiando anche l’arrivo della primavera. In Svezia e Finlandia, la domenica delle Palme si benedicono dei rami di pioppo bianco con le gemme. In Svezia si mangiano uova sode colorate. In Danimarca, le case vengono ornate con rami fioriti e uova dipinte, la domenica di Pasqua l’intera famiglia si riunisce per un buffet freddo e ai bambini viene regalato il coniglio di cioccolato. Le campane delle chiese in Francia restano silenziose fino il venerdì Santo, in segno di dolore per Gesù Crocefisso. Ai bambini si racconta che queste volino via verso Roma, per poi tornare la domenica della Santa Pasqua. Quando risuonano dai campanili, i più piccoli cominciano la ricerca delle uova di cioccolato nascoste dai genitori prima dei festeggiamenti. I fuochi di Pasqua bruciati a mano con pezzi di legno o con una grande lente sono un’usanza tedesca. In Germania, infatti, è accesa la fiamma del "fuoco sacro" come tradizione pasquale, mentre le ceneri sono disseminate negli orti dai contadini, sono l’augurio propiziatorio per il raccolto. Dolci e pietanze tipiche della festa sono l’agnello e l’uovo di cioccolato, donato ai bambini da un coniglietto chiamato "Osterhase". In Inghilterra, durante le festività pasquali, vengono rivolte particolari attenzioni a persone bisognose: ai poveri vengono donate delle offerte e gli anziani vengono aiutati nel lavaggio dei piedi. Il dolce tipico è rappresentato dagli "hot cross buns", piccole brioches fatte con uvetta e cannella e decorate con una croce fatta di glassa, per ricordare la passione di Cristo. La Grecia festeggia la Pasqua con riti greco-ortodossi: ogni fedele accende in chiesa una candela, che porterà con se a casa. In occasione della Pasqua, è tradizione mangiare dolcetti,  pane pasquale, uova colorate e la "Marghiritsa", una zuppa tipica pasquale fatta con l’agnello.

      La Pasqua nelle parole di Benedetto XVI   

    “Cari fratelli e sorelle, attraverso le piaghe di Cristo risorto possiamo vedere questi mali che affliggono l’umanità con occhi di speranza. Risorgendo, infatti, il Signore non ha tolto la sofferenza e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice con la sovrabbondanza della sua Grazia. Alla prepotenza del Male ha opposto l’onnipotenza del suo Amore. Ci ha lasciato come via alla pace e alla gioia l’Amore che non teme la morte. "Come io vi ho amato – ha detto agli Apostoli prima di morire -, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).

    Papa Benedetto XVI

  • Crisi di valori in Europa – Benedetto XVI: “Chiesa in affanno anche per disobbedienza di alcuni sacerdoti”

    Crisi di valori in Europa – Benedetto XVI: “Chiesa in affanno anche per disobbedienza di alcuni sacerdoti”

    Giovedì, Aprile 5th / 2012

    Italia / Roma / San Pietro / Giovedì Santo / Omelia / Sacerdoti / Disobbedienza / Comunione / Ordinazioni Femminili 

    Crisi Europa – Papa: “La Chiesa vive una situazione

     drammatica anche per disobbedienza sacerdoti”

    Nell’omelia di questa mattina, Benedetto XVI ha ribadito

    il “no” alle ordinazioni femminili e ha invitato i sacerdoti

    a vivere in comunione con Cristo.

     

    Roma–  Nelle scorse ore, davanti a migliaia di fedeli presenti in Piazza San Pietro a Roma, il Papa Benedetto XVI, nell’omelia per la messa crismale del Giovedì Santo durante la quale avviene la benedizione degli oli sacri, ha parlato di una Chiesa che vive una situazione drammatica e ha invitato all’obbedienza tutti i sacerdoti, bocciando nuovamente le ordinazioni femminili decise dal clero austriaco, ricordando che “A Cristo stava a cuore la vera obbedienza, contro l’arbitrio dell’uomo”. Il Santo Padre si è chiesto “Come deve realizzarsi questa conformazione a Cristo, il quale non domina ma serve, non prende ma dà?” e ha riportato il pensiero di molti sacerdoti a quando ognuno di loro è stato consacrato nella verità, per volontà stessa di Gesù, chiedendo se, oggi, sono ancora realmente consacrati nella realtà della vita e se operano realmente in comunione con Cristo. Di certo, “la strada giusta da seguire non è quella della disobbedienza”, ha ricordato il Papa facendo riferimento all’appello promosso dagli austriaci circa le ordinazioni femminili, in merito alle quali ha affermato che la Chiesa non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore ed  ha sottolineato che  “Non si può semplificare il problema. Cristo non ha forse corretto le tradizioni umane che minacciavano di soffocare la parola e la volontà di Dio? Sì, lo ha fatto, per risvegliare nuovamente l'obbedienza alla vera volontà di Dio, alla sua parola sempre valida”. Dall’omelia di questa mattina è emerso anche che sul Ministero dell’insegnamento i sacerdoti non annunciano opinioni personali, ma la fede della Chiesa e Benedetto XVI ha definito gli stessi come messaggeri di Cristo attenti alle necessità dell’anima dell’uomo. L’anima appunto, che la sola cosa che si manterrà sempre viva. Riscoprire il valore dell'anima è riscoprire l'anima della stessa Europa!

    Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Esperimenti e test sugli embrioni :  le nuove frontiere senza scrupoli della ricerca Ue

    Esperimenti e test sugli embrioni : le nuove frontiere senza scrupoli della ricerca Ue

    Giovedì, Marzo 29th / 2012

    Commissione europea / Bruxelles / Ricerca / Etica / Scienza / Staminali / Embrioni / Esperimenti / Esnats / Fieldsend / Mikolàsìk / McGuckin /Hescheler 

    Ue – Esperimenti e test sugli embrioni :

    Nuove frontiere "senza scrupoli" nella

    ricerca

    Embrioni umani al posto degli animali:

    il progetto Esnats finanziato con 12 milioni di euro

    dall’Ue

    Bruxelles –  L’importante è che la ricerca compia passi da gigante, indipendentemente dalle modalità di progresso, indipendentemente dall’etica morale e dalla dignità umana. Infatti, l’Unione Europea ha pensato bene di finanziare con 12 milioni di euro un progetto di ricerca nell’ambito del VII Programma Quadro, che decide di porre fine agli esperimenti sugli animali, per dare il via a quelli sulle cellule staminali embrionali umane.  La distruzione potenziale di embrioni ha come “giustificazione” il fatto che gli stessi siano in sovrannumero e che, pertanto, verrebbero distrutti comunque. Ma gli embrioni non sarebbero utili, un domani, per curare gravi malattie per le quali oggi non esiste soluzione, ma verrebbero utilizzati solo per testare la tossicità di farmaci e ridurre i costi di ricerca, diventando così, non una speranza per tante persone, ma un prodotto commerciale che nasconderebbe grandi finalità economiche.  “Il paradosso – secondo quanto affermato dal direttore per l’Europa di “Care for Europe” Ong cristiana, David Fieldsend – è che anziché considerare le cellule embrionali umane come degne di un più elevato rispetto o protezione, le stesse vengono ridotte al rango di un’alternativa agli animali”.  Dello stesso parere è l’eurodeputato del Ppe slovacco, Miroslav Mikolàsìk che parla “non solo di una questione etica, ma anche scientifica, visto che fino ad oggi non è stato curato mai nessun paziente in tutto il mondo con le cellule staminali”. La Commissione Europea, in un documento redatto precedentemente, stabiliva che qualsiasi ricerca sulle staminali umane allo stato embrionale ed adulto può essere finanziata, ma nell’aula del Parlamento europeo rimangono forti dubbi. Diverso è il trattamento delle cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale o da adulti, che – secondo quanto dichiarato dal presidente dell’istituto per la ricerca sulle terapie cellulari di Lione, Colin McGuckin – ha portato alla cura di 70 malattie e 600 casi di test clinici, oltre che alla creazione di un nuovo fegato del tutto naturale con le cellule dello stesso paziente, prima operazione al mondo portata avanti dallo stesso McGuckin. Secondo Mikolàsìk sarebbe opportuno che la Commissione si concentrasse su queste ricerche, lasciando perdere quelle sugli embrioni, sulle quali si è pronunciata anche la Corte di Giustizia Europea che ne ha vietato gli esperimenti scientifici. Alla guida del  progetto “Esnats”, ovvero Nuove Strategie di test alternativi basati sulle cellule staminali embrionali, vi è Jurgen Hescheler, dell’Istituto di Neurofisiologia dell’Università di Colonia, che coordina un gruppo di 29 organismi tra università ed aziende, tra le quali rientra anche la società italiana Avantea, specializzata in zootecnia e biotecnologie.  Nonostante le turbolenze in merito al caso, la Commissione sembra fare orecchie da mercante privilegiando coscienze senza scrupoli.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Movimento per la vita: “Vengano riconosciuti dignità e diritti all’uomo sin dal concepimento”

    Movimento per la vita: “Vengano riconosciuti dignità e diritti all’uomo sin dal concepimento”

    Martedì, Marzo 27th / 2012

     Italia / Commissione Europea / Bruxelles / Italia / Terrasini / Movimento per la Vita / Diritti / Uno di Noi / Carlo Casini / Sicilia 

    Movimento per la vita: “Vengano riconosciuti dignità

    e diritti all’uomo, sin dal concepimento”

    Dalla Sicilia a Bruxelles: la mozione sarà presentata

    alla Commissione Europea il 29 marzo

    Palermo, Bruxelles – “Per ritrovare speranza bisogna avere il coraggio di dire la verità: la vita di ogni uomo è sacra”. In un momento in cui le istituzioni europee, per come la nostra redazione ha più volte riportato, discutono sui diritti degli omosessuali e promuovono l’aborto, questo è il coro unanime che il Movimento per la Vita ha fatto partire da Terrasini, in provincia di Palermo, e farà arrivare direttamente a Bruxelles. Il filo conduttore e l’obiettivo dell’assemblea tenuta in Sicilia e conclusa domenica, è quello di portare avanti la questione antropologica che “oggi è la grande questione sociale che può essere qualificata di carattere epocale e planetario ed il riconoscimento che ogni essere umano è ‹‹Uno di Noi››  è il principio di un vero rinnovamento civile e morale della società”. Il 29 marzo, questa linea guida approderà a Bruxelles per dare vita al Comitato che, il 1 aprile, presenterà alla Commissione Europea “ il quesito dell’iniziativa cittadina che chiede il riconoscimento della dignità e dei diritti umani fin dal concepimento ed il conseguente comportamento nelle attività svolte dall’Ue”. Approvate all’unanimità la relazione di apertura da parte del Presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini, e la mozione finale, hanno raccolto, invece,  la maggioranza dei voti favorevoli anche il Bilancio consuntivo 2011 e quello preventivo 2012.Un’occasione, quella dell’incontro nazionale del Movimento per la Vita, per rinnovare anche le cariche elettive: per il consiglio direttivo è stato riconfermato presidente Carlo Casini, per il collegio dei probiviri sono stati eletti Ubaldo Camilotti, Diego Cremona e Franco Vitale, oltre ai supplenti Marco Ciamei e Angelo Passaleva, mentre i revisori dei conti saranno Maria Tudech Henke e Guido Vito, con Fabrizio Sala supplente. In attesa anche dell’appuntamento in Vaticano per la manifestazione “Uno di Noi” , fissato per il 20 maggio prossimo, il presidente Casini richiama alla partecipazione l’intero “popolo della vita”, composto da movimenti, associazioni, gruppi o anche singole persone, e lo richiama all’unità e alla forza, nella consapevolezza che “una scintilla può accendere un grande fuoco”. Una scintilla sì, che alimenta il fuoco della vita. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Roma – Leader delle principali fedi dicono “No” a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Roma – Leader delle principali fedi dicono “No” a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Venerdì, Marzo 23th / 2012

    Italia / Religione / Europa / Cristiani / Persecuzioni / Musulmani / Ebrei / Fondazione Liberal–Popolare / Re/ Bahbout / Redouane /Terzi / Tajani / Casini 

    Roma – Leader delle principali fedi dicono "No" a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Ieri, nella città eterna , cattolici, ebrei e musulmani uniti per proclamare la libertà di culto ed espressione religiosa

    Roma – Un “no” secco al fanatismo ed all’assolutismo religioso: cattolici, musulmani ed ebrei uniti per proclamare il diritto alla libertà religiosa, nel convegno “La Religione della Libertà” organizzato dalla Fondazione Liberal-Popolare,  che nella giornata di ieri ha avuto luogo, nella città eterna, per come già  avevamo riportato noi di Qui Europa. Questo incontro arriva puntuale, a pochi giorni dalla strage alla scuola ebraica di Tolosa, per tentare di porre fine alle persecuzioni dei fedeli in tutto il mondo e all’intolleranza religiosa. Come si può leggere dalle pagine di Avvenire, ospiti importanti dell’incontro sono stati i rappresentanti delle tre principali religioni monoteiste, il cardinale Giovanni Battista Re, il rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, Mino Bahbout, ed il segretario generale del centro culturale islamico Abdellah Redouane, i quali si sono confrontati giungendo a conclusioni unanimi. Secondo il rapporto dell’Oidce, di pochi giorni fa, l’85% degli episodi di discriminazione religiosa, in Europa, avviene nei confronti dei cristiani. “Non occorre soltanto combattere l’odio, ma educare all’amore”  ha dichiarato il rabbino capo Mino Bahbout, il quale ha paragonato la modalità brutale utilizzata a Tolosa a quella nazista dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Le sue parole hanno trovato pienamente d’accordo anche il segretario generale del centro culturale islamico, Abdellah Redouane, che ha affermato, in riferimento a quanto accaduto a Tolosa, che “ogni atto di violenza non può trovare alcuna giustificazione”. Il cardinale Re, ricordando le persecuzioni che i cristiani sono costretti a subire in Egitto, Nigeria ed in India – come si può leggere dall’articolo di ieri della nostra redazione sulla Cristianofobia – ha ricordato che “il diritto alla libertà religiosa viene violato continuamente ed i cristiani sono costretti a subire umiliazioni in silenzio”. Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, nel suo intervento ha affermato che “la tutela delle minoranze è una priorità della politica”, mentre il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha ricordato l’impegno europeo per un dialogo tra le diverse religioni. Per Pier Ferdinando Casini,  leader dell’Udc, "la politica italiana deve combattere l’indifferenza, unico vero ostacolo alla libertà religiosa". Noi ci auguriamo che queste non rimangano solo belle ma vuote parole, ma che l’impegno per fermare la “fobia dei cristiani” sparsi nel mondo, diventi concreto e che si ponga fine alle persecuzioni barbare delle quali sono vittime. Sulla scia degli insegnamenti di Papa Benedetto XVI e del suo grande predecessorre Giovanni Paolo II. D'altra parte – come ci insegna anche la stessa struttura di Piazza San Pietro, a braccia aperta, per abbracciare il mondo – Gesù Cristi è morto e risorto per tutti: credenti e non credenti. E per unire, in un unico abbraccio, tutti nel grembo del Padre. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà

    Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà

    Giovedì,  Marzo 22th/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Ue, Austria, Italia, Discriminazioni religiose, Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione Religiosa in Europa, Chiesa, Francia, Spagna, Media, Lobby, Cristianofobia, Apparizioni mariane, Martin Kugler ,  San Benedetto, Mons. Giancarlo Bregantini, Palazzo sociale, Libertà religiosa, Secolarizzazione, Pornografia, Contraccezione, Discografia Usa 

    L'allarme dei vescovi europei – "avanza una interpretazione

    restrittiva della libertà di coscienza" 

    Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in

    nome della libertà

    Intanto l'Europa celebra il patrono San Benedetto:

    l'artefice della vera rivoluzione europea

     

    Monsignor Bregantini: indispensabile costruire il "palazzo sociale"

    nella vita di ogni cristiano. Solo così politica ed economia

    serviranno la dignità degli europei

     

    di Sergio Basile

    Vienna, Bruxelles, Montecassino, Catanzaro – Nelle scorse ore, Mentre in Europa si è celebrata la festa del Patrono San Benedetto (fondatore di migliaia di monasteri e abbazie che fin dal Medioevo – partendo da Montecassino, in Italia – crearono la vera identità spirituale e culturale dell’Europa civile) sentita preoccupazione è stata espressa dai vescovi europei per il rapporto sulla Discriminazione Religiosa in Europa, presentato da Martin Kugle, uno dei esponsabili dell'Osservatotio sull’Intolleranza e la Discriminazione Religiosa in Europa, con sede a Vienna, che ha posto l’accento su un tema scottante, che fa luce sulla politica dei due pesi e delle due misure spesso adottata dall’Ue e da governi di Paesi Ue tradizionalmente cristiani, come, ed esempio, Francia e Spagna. Ciò, soprattutto quando si tratta di difendere l’identità cristiana del Continente. Secondo il Responsabile dell’Osservatorio in Europa (come nota anche il quotidiano Avvenire) “avanza un’interpretazione restrittiva della libertà di coscienza che, guarda caso, colpisce i valori cristiani”. Allora accade che, mentre Bruxelles legifera contro le discriminazioni, nei fatti poi limita la libertà dei cristiani, mettendo più o meno direttamente sotto accusa chi professa la sua fede, nella famiglia come nel lavoro. Kugler sottolinea la presenza di una nuova cerchia élitaria di politici tecnocratici e agnostici (per non dire cristianofobici) e lo fa ponendo esempi concreti. Tra tutti, le ingerenze sull’obiezione di coscienza dei medici – impedita in molti stati – il diktat verso i farmacisti francesi – imposto dal governo Sarkozy – che impone la “vendita obbligata” dei medicinali contraccettivi;  le ingerenze del precedente governo Zapatero – nella “cattolicissima Spagna” – che addirittura – e non è uno scherzo del “Mister Been” spagnolo – aveva limitato la libertà dei docenti nel presentare temi religiosi; il divieto di indossare la croce sul lavoro in Gran Bretagna;   fiction anticristiane in Belgio. Nel complesso l'Oidce ha certificato oltre 180 episodi di aperta intimidazione,ponendo poi l’accento sull’intolleranza dei media e sulla frequente propaganda anticristiana della televisione, manovrata da un unico spirito secolarizzante e dissacrante che aleggia sull’Europa, dietro la regia di oscuri ed astuti burattinai. Ma d’altra parte, se vogliamo, i cristiani e gli uomini di fede sanno bene che – come annunciato e profetizzato dalla Madonna a Madjugorie e Fatima – questi sono segni dei tempi: segni già abbondantemente profetizzati nel libro dell’Apocalisse da San Giovanni, e che non devono spaventare i cristiani, ma bensì spingerli ad un maggior impegno nell’evangelizzazione, ma anche nella sfera sociale e politica.

     Kugler – Il Rapporto dell'Osservatorio               

    Ma, restando al rapporto di Martin Kugler,  è pur vero che – come nota Avvenire – “solo con un approccio diverso l’Europa potrà ritrovare quella nozione di libertà che è alla base della sua fondazione”. Aggiungiamo che la scristianizzazione dell’Europa dipende anche molto dall’impegno e della profondità dell’esempio cristiano quotidiano: molti ancora ignorano per cultura o estrazione sociale, o semplice scelta personale, il cristianesimo e i suoi valori. D’altra parte si organizza e cresce il ruolo dissacrante e destabilizzante delle lobby televisive e mediatiche in genere: si pensi ad esempio all’imperversare della pornografia sul satellitare, su pay-tv come Sky o sui migliaia di siti internet – alla portata anche di minori – che portano avanti industrie da miliardi di euro, agli eccessi di nuovi fenomeni da baraccone della discografia americana, per non parlare dell’attivismo instancabile di organizzazioni omosessuali e gruppi lesbici, che – senza giudicare nel merito i singoli membri e le storie personali di ciascuno – di certo alimentano il senso di “normalità” di quello che i cristiani di tutto il mondo conoscono da oltre duemila anni con il nome di “peccato”. Ma non solo: volendo sistemizzare tali fenomeni, potremmo parlare di tentativo uniforme di “marginalizzare” il messaggio salvifico del Vangelo, facendo apparire come “normali” temi come il sesso libero e trasgressivo, l’eutanasia, l’aborto, il “femminismo radicale”. Nota Kugler: “Chi non è d’accordo viene di fatto discriminato o censurato”, parlando di “nuova intolleranza verso i cristiani basata su pregiudizi intellettuali, che riempie l’atmosfera sociale e culturale”. Secondo l’Osservatorio, dunque: “i cristiani laici devono prendere sul serio la loro responsabilità nella società: non solo i vescovi devono intervenire pubblicamente ma anche i laici”.

     Lo spunto di Monsignor Bregantini                   

    Ciò – aggiungiamo – a partire dall’assunzione di piena consapevolezza di ciò che accade nelle leggi europee e nel sociale mediante la lettura, il dialogo ed il confronto. E’ questo – tra l’altro – è uno degli obiettivi fondamentali di “Qui Europa”, quale osservatorio nazionale indipendente e slegato da ogni logica lobbistica o politica. Contro il secolarismo dilagante in Europa, non ci si deve vergognare di parlare delle proprie convinzioni religiose ed etiche, svegliando dal letargo i nostri politici, spesso, “cosiddetti cristiani” per etichetta. Lo ha ben ricordato nei giorni scorsi Mons. Giancarlo Bregantini a Catanzaro, in occasione del suo ritorno – dopo 4 anni – in Calabria, in un convegno sul tema “Santità e Politica”. Il vescovo, ha parlato – in particolare – della necessaria esistenza di un “palazzo sociale” di 5 piani (l’uno indispensabile a sorreggere gli altri che seguono, e senza dei quali la struttura crollerebbe) che dovrebbe caratterizzare ed orientare la vita di ogni cristiano: 1) Spiritualità: a fondamenta del palazzo: base essenziale  di ogni azione sociale); 2) Coerenza (collante tra la spiritualità ed il proprio operato pratico quotidiano: “Non ci siano lunedì slegati dalla Domenica!”); 3) Cultura (necessaria ad individuare gli obiettivi da perseguire); 4) Politica (Una delle forme più alte di carità – vedi esempio del sindaco santo Giorgio La Pira – al fine di dare attuazione pratica agli obiettivi individuati nel precedente livello); 5) economia (la responsabilità massima: legiferare per attuare una vera equità sociale e redistribuzione delle risorse, finalizzando l’impegno politico e – aggiungiamo sull’esempio della “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII – operando tenendo sempre in considerazione il diaologo tra le parti sociali ed il rispetto dei più deboli).  

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi in tutto il mondo

    Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi in tutto il mondo

    Giovedì, Marzo 22th / 2012

    Italia / Europa / Roma / Bruxelles / Religione / Libertà / Cristianofobia / Persecuzioni / Terrorismo / Fondamentalismo islamico / Tajani / Terzi / Casini 

    Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi

    e persecuzioni di cristiani in tutto

    il mondo

    "Pietà, scandalo e testimonianza" della croce

    Oggi, incontro a Roma contro le violazioni dei diritti

    dell’uomo per proclamare la libertà

    Roma – “L’educazione occidentale è un peccato”: questo è il significato del nome dell’organizzazione fondamentalista islamica Boko Haram che ha come obiettivo quello di uccidere i cristiani in Nigeria per porre fine alla “minaccia” della nostra religione. Boko Haram, solo nel 2012, è stata responsabile di 54 omicidi, nel 2011, le vittime cristiane sono state addirittura 510 e 350, invece, è il numero delle chiese bruciate o distrutte. Eppure, intorno alla Cristianofobia, continua a regnare il silenzio, nonostante il genocidio cristiano si estenda dalla Nigeria al Sudan, dall’Indonesia all’Egitto ed in tanti altri paesi dove i cristiani rappresentano una minoranza. Persecuzioni, uccisioni brutali, mutilazioni, bombardamenti: in Nigeria i cristiani hanno dovuto subire tutte queste barbarie da parte dei musulmani e vivono, da sempre, nel timore di una guerra civile. Boko Haram ha colpito, uccidendoli,  anche gli stessi musulmani che condannavano le violenze e si è resa protagonista di una mattanza umana che fa scattare l’allarme a livello globale. In Sudan, le persecuzioni delle minoranze religiose hanno raggiunto il culmine nel 2003 con il genocidio in Darfur e, nonostante, il presidente musulmano sudanese, Omar al-Bashir, sia stato condannato per tre genocidi dal Tribunale Internazionale dell’Aja, le violenze non si sono mai arrestate. I cristiani costretti ad abbandonare le proprie case, perché vittime di bombardamenti, rapimenti di bambini ed altre angherie, nel Kordofan del sud, sono stati tra i 53.000 e i 73.000. Non sono solo le organizzazioni autonome ad essere responsabili dell’uccisione dei cristiani ma, incredibilmente, anche rappresentanti dei vari Stati in cui il fondamentalismo islamico è la religione principale. E’ anche il caso dell’Egitto, quando il 9 ottobre, a seguito della caduta del regime di Honsi Mubarak, i cristiani hanno dato vita ad una protesta contro gli ingiustificati attacchi degli islamici e le forze dell’ordine egiziane hanno bloccato la folla, uccidendo 24 persone e ferendone più di 300. Per come si legge dalle pagine di “Liberal”, dal 2003, a Baghdad, sono 900 i cristiani iracheni uccisi dal terrorismo islamico e, se ci spostiamo in Pakistan, la situazione non cambia: qui, dichiarare il proprio credo cristiano corrisponde al reato di blasfemia, punito con sofferenze atroci. Anche in Indonesia ed in Iran si registra la “Fobia dei Cristiani”, così come in Arabia Saudita dove le chiese e anche le preghiere private sono vietate e sono frequenti i raid della polizia religiosa nelle case dei cristiani, la testimonianza dei quali, nei tribunali, ha meno peso di quella di un musulmano. E oggi, a Roma, presso il Centro Convegni Matteo Ricci, alle ore 16, si terrà un incontro dal titolo “La religione della libertà – Contro le persecuzioni anticristiane, contro tutte le violazioni dei diritti dell’uomo”, organizzato dalla Fondazione Liberal – Popolare, per denunciare quello che i cristiani sono costretti a subire in tutto il mondo. L’attacco ai cristiani, non è solo un attacco alla religione, ma alla libertà della persona. E la libertà cristiana, come ogni altra libertà, non può essere sottoposta a vincoli, soprattutto se gli stessi calpestano i diritti fondamentali dell’uomo. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)