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Categoria: Commissione

Commissione europea

  • L’Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea “Nuovo fondo Pesca”. Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    L’Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea “Nuovo fondo Pesca”. Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    Venerdì, Marzo 16th / 2012

    Commissione europea / Commissione Afffari Marittimi e Pesca / Riforma Pesca / Licenze / Damanaki

    L'Ue cerca accordo su riforma pesca – Idea "Nuovo fondo Pesca". Aiuti statali su rottamazioni barche in forse

    Proposto nuovo Fondo Pesca, ma i tempi previsti sono lunghi…

    Bruxelles – Si punta entro giugno ad una prima intesa di massima fra i 27 paesi Ue sulla riforma della pesca. L’obiettivo sarebbe quello di concludere l’accordo entro i primi mesi del 2013. Tuttavia i tempi si preannunciano forse più lunghi, perché non ci sono punti di vista univoci in questa materia. L’Italia ha ottenuto la costituzione di un tavolo tecnico, che è già all’opera per valutare le proposte della Commissione, in modo da adattarle alla pesca nel Mar Mediterraneo, dove vi sono regole specifiche riguardanti la dimensione delle reti, la distanza minima dalla costa e le taglie minime di cattura. Si parla anche di un nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2014. È poi stata annunciata l’eliminazione degli incentivi pubblici per la “rottamazione” delle vecchie imbarcazioni. A questa proposta si oppone un ampio numero di Stati membri, fra cui anche l’Italia. Infine, per quanto riguarda le risorse finanziarie, per il periodo 2014-2020 è prevista una dotazione complessiva di cinque miliardi e mezzo di euro, tuttavia è possibile che questa cifra sarà rivista al ribasso. Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • L’Ue investe in nanotech

    L’Ue investe in nanotech

    Giovedì,  Marzo 15th/ 2012

    Commissione europea / Nanotecnologie / Ricerca / Competitività

    L’Ue investe in nanotech

    La Commissione Europea investe in progetti di ricerca nell’ambito delle nanoscienze

    Bruxelles – Nel piccolo sta il più. E forse anche il meglio. Di certo, la ricerca scientifica basata sul “nano”, dalla medicina alle nuove tecnologie, rappresenta il migliore start-up per la competitività europea, specialmente quella italiana. Di qui, i numerosissimi progetti di ricerca finanziati dall’Ue, dai microvettori che rilasciano farmaci, ai microchip per la trasmissione di dati. Certamente, l’Europa potrà tornare competitiva se saprà investire nell’economia del sapere. Ma deve farlo subito, perché Cina e India la stanno tallonando. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del “gelato artigianale”

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Consumatori / Alimenti / Gelato /  Rinaldi

    Europarlamento: Rinaldi (Idv) sposa la causa del "gelato artigianale"

    Serve normativa europea per tutelare consumatori

    Strasburgo – Nelle scorse ore all'Europarlamento "dolce interrogazione" del deputato Idv Niccolo' Rinaldi, che ha chiesto alla Commissione Ue di difendere con esplicita dicitura il ''gelato artigianale'': passo importante per la difesa di uno dei migliori prodotti del made in Italy sia all'interno dei confini nazionali che nel mondo. Secondo il deputato, oggi, la normazione europea in merito ai criteri di riferimento e preparazione è scarsa e gli abusi sarebbero in tal senso favoriti, moltiplicando i casi di edulcorazioni del prodotto.  In mancanza di tale legislazione – ha dichiarato Rinaldi – "c'e' il rischio che il consumatore sia tratto in inganno sulla reale qualita' del prodotto e che i veri artigiani del gelato siano esposti a concorrenza sleale''. La questione non poteva che essere sollevata da un italiano, visto che il gelato trae origine proprio dal nostro Paese. Come ci insegna la tradizione, infatti, nel 1686 fu un cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli (pare in disputa di paternità con un altro italiano, il macellaio toscano Ruggeri di Firenze) ad inventare questa straordinaria combinazione di  gusto, sostanza e colore, realizzando una miscela rivoluzionaria. Il cuoco successivamente introdusse il “gelato” presso la corte di Francia, presso il Café Procope di Parigi e progressivamente nel resto della Paese. Quindi a Strasburgo si tratta in fondo di un dolce ricorso storico. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Unione Europea / Parlamento europeo / Italia / India / Marò / Monti / Asthon 

    L’Ue si schiera dalla parte dei marò

    Incontro tra Monti e la Ashton a Bruxelles. Impegno per i militari italiani.

    Bruxelles  – L’Unione Europea scende in “campo” per i marò italiani arrestati in India, ma non senza gaffe.  Dopo contatti informali, è avvenuto ieri  l’incontro ufficiale tra il premier italiano Mario Monti, presente a Bruxelles per partecipare all’Ecofin, e l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton. La Ashton  si è pronunciata sull’impegno, nei confronti dei nostri connazionali, che l’Ue sta portando avanti  a Nuova Delhi e si è detta “disposta ad intraprendere qualsiasi possibile ed ulteriore passo per trovare una soluzione a questa situazione” per come si legge in un comunicato diramato a Palazzo Chigi. Nella prima versione del comunicato si parlava, però, di “contractor”, una sorta di militari mercenari che svolgono il  loro lavoro a scopo di lucro. A questo è dovuto qualche dubbio sulla conoscenza, da parte della Ashton, del dossier sui due marò. Ma, gaffe a parte, la portavoce dell’Alto rappresentante per la  politica estera Ue ha dichiarato “la necessità di inquadrare questo incidente nel contesto della cooperazione internazionale nella lotta contro la pirateria per giungere alla definizione di regole internazionali sulla presenza di personale delle forze armate a bordo di navi mercantili”. Proprio in queste ore, a Strasburgo, Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo, sta presiedendo la seduta plenaria, indossando una maglia con le foto dei militari di Marina italiani e una scritta significativa “siamo dalla vostra parte”, affinchè venga posto termine al “silenzio assordante” di cui era stata accusata l’Ue. Ma se il “rumore” viene dopo il silenzio, ci tocca sperare che non sia troppo tardi per “alzare la voce” e far valere le proprie ragioni.Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Parlamento Europeo / Interrogazione / Coca-Cola / 4-Mei / cancro / Fontana

    Coca-Cola: colorante 4-Mei a rischio cancro?

    Interrogazione all'Europarlamento del deputato leghista Fontana

    Strasburgo – Dopo il gelato, all'Europarlamento l'attenzione passa su coca-cola, pepsi e simili. L'eurodeputato della Lega Nord, Lorenzo Fontana, ha infatti invitato l'Ue ad occuparsi di un problema che nelle scorse ore ha fatto il giro di mezzo mondo. La notizia è di quelle bomba. Udide udite: negli Usa Coca-Cola cambia colore, abbassando il tenore di 4-metilimidazolo, il colorante marrone che lo Stato della California ha inserito a sorpresa nella lista delle sostanze cancerogene e che già da tempo l’Oms aveva inserito, ed in tempi non sospetti, nell’elenco delle 249 sostanze a rischio cancro. Fontana, cogliendo l'assist d'oltre oceano ha, dunque, chiesto alla Commissione Ue – su formale interrogazione parlamentare – una verifica sul composto chimico altrimenti noto come "4-Mei" presente nel colorante della bevanda analcolica forse più famosa al mondo. Il punto, dunque, è il 4-Mei è cancerogeno?  Fontana si è detto alquanto sorpreso e sconcertato sul fatto che lo stesso composto possa essere considerato nocivo negli Usa e idoneo all'industria alimentare in Europa. Ora la palla sul soft-drink al caramello inventato ad Atlanta dal farmacista statunitense John Stith Pemberton l'8 maggio 1886 – inizialmente come rimedio per il mal di testa – passa alla Commissione.  Ora i mal di testa inizieranno per Barroso & C. Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

  • Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile?

    Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile?

    Mercoledì,  Marzo 14th/ 2012

    Unione Europea / Tobin Tax / Banche / Ecofin / Eurogruppo

    Transazioni finanziarie nell’Ue: Tobin Tax, accordo possibile?

    Interrogativo retorico. L’opposizione dei piccoli, della City e delle lobby

    Londra, Bruxelles – E i piccoli si misero di traverso. E se i governi dei piccoli agissero quali nom de plume delle grandi banche? In buona sostanza, a chiusura dell’Ecofin di ieri risultava che i Paesi dell’Eurogruppo di grandi dimensioni sono tendenzialmente favorevoli all’introduzione della tassazione sulle transazioni finanziarie teorizzata negli Anni ’70 dall’economista britannico James Tobin. A mettersi di traverso Paesi quali l’Irlanda, l’Olanda, la Slovenia, Malta, Estonia, Cipro e Slovacchia. L’Irlanda si può capire, perché essendo contrario all’introduzione anche un grande come il Regno Unito (la City londinese è la maggiore piazza finanziaria mondiale) l’indotto finanziario irlandese rischierebbe di collassare. Poi, comunque, c’è un problema legato al fatto che per l’approvazione di tale misura a livello di Eurozona è necessaria l’unanimità dei Paesi Ecofin. E guarda caso alcuni di questi sono piazze finanziarie di un certo rilievo. Siamo arrivati ad un mutamento darwiniano dei meccanismi perversi che tengono sotto scacco l’Europa. Ormai sono evidenti le conseguenze del vuoto politico dell’Europa e proprio i famosi poteri forti che, grazie alla latitanza della politica hanno potuto agire indisturbati, stanno facendo di necessità virtù. D’altra parte non vi è nulla di illecito nella politica rappresentante delle lobby, che per loro natura devono esercitare legittime pressioni sulle istituzioni rappresentative. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

  • Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all’Ungheria

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria

    Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.

     

    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave – che i ministri delle Finanze della Ue – Ecofin – hanno votato il blocco di 495 milioni di euro di fondi comunitari all'Ungheria. Le motivazioni ufficiali dell'ultimatum  – con scadenza in giugno –  sono legate al deficit eccessivo riconducibile al bilancio del Paese governato da Orban. Fonti non ufficiali parlano invero di ritorsione dell'Ue contro il tentativo del premier Orban di porre – con riforma costituzionale – la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento, ridimensionando ogni possibile spirale speculativa e di signoraggio bancario. Molti critici ed analisti internazionali nelle scorse settimane hanno in più occasioni sottolineato come questa azione di disturbo di Budapest abbia fatto dormire sonni non troppo tranquilli a Draghi, Barroso e Van Rompuy. Secondo Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici , la sospensione dei fondi, dal 1° gennaio 2013, ''e' un forte incentivo per l'Ungheria a rimettere a posto i conti e raggiungere gli obiettivi di risanamento''. Per ora però Orban è di fatto "commissariato speciale" in un giallo ad alto pathos. Rehn, il misericordioso Rehn, ha poi  rincarato la dose, parlando di "trattamento equo e simile a quello praticato con gli spagnoli. Ciò – ha ribadito il commissario – che per i paesi dell'Eurozona – come la Spagna – ci sono multe immediate, con un impatto diretto sulla liquidita' del Paese, per quelli non Euro – vedi Ungheria – invece parliamo di fondi europei che non gli arrivano, quindi soldi non loro''. Insomma mentre la Commissione "Commissiona l'Europa" è il caso di dire che ognuno ha i disastri che si merita.Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

     

  • Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Lunedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue  / Commercio Estero / Usa / Boeing / Concorrenza sleale / Aerei / Wto

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Replica dall’Ue: sovvenzioni illegali e mercato “drogato”

    Ginevra, Washington, Bruxelles – Nelle scorse ore l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha condannato in appello – senza mezze misure – l’amministrazione Obama per le sovvenzioni di stato alla Boeing, rivale dell’europea Airbus. La motivazione della condanna è riconducibile alla concorrenza sleale e alla destabilizzazione del mercato che avrebbe causato un ammanco di cassa, nelle casseforti di Airbus, dell’ordine di circa 45 miliardi di dollari. Wto avrebbe calcolato solo 5,3 miliardi di dollari di aiuti illegali solo per il periodo 1989-2006. Ma la questione si tinge di giallo. Infatti dagli Usa è rincalzata la secca replica del costrutture Boeing, il quale ha fatto notare che l'organismo d'appello del Wto avrebbe in effetti attestato “che in termini quantitativi, di impatto e di natura, il sostegno dato da Obama, sarebbe minimo: ovvero circa un sesto rispetto alle sovvenzioni Ue elargite ad Airbus''. Perentorio è giunto il commento di Karel de Gucht – commissario Ue al commercio estero – che ha chiesto agli Usa di cessare  gli sussidi dannosi, senza entrare ulteriormente nel merito della questione, che riserverà scottanti news nelle prossime ore. La guerra commerciale dei cieli Usa-Ue è aperta. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische  – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Martedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue / Lotta alle mafie / Confische / Malmstrom / Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Profitti criminosi: oltre 2000 miliardi di dollari all’anno

    In Italia 150 miliardi di euro nel 2011.

    Bruxelles –  Nelle scorse ore, il Commissario Ue agli Affari Interni,  Cecilia Malmstrom, ha esposto in conferenza stampa le linee generali della nuova strategia che la Commissione intenderà seguire contro la lotta alle mafie. Tra i punti caldi della proposta, la confisca dei proventi illeciti – allargata anche ad eventuali prestanome collusi e gestita dai singoli governi degli stati membri – e la lotta al  riciclaggio. Tra le misure più valide esposte, sicuramente il “congelamento precauzionale” dei beni. Per la Malmstrom la vera priorità consiste nel “riportare i proventi illeciti a favore dell'economia legale”. Finalmente l’Ue si accorge – complici la crisi economica imperante e la connessa crisi finanziaria – dei dati imbarazzanti e devastanti del fenomeno mafioso sul Vecchio Continente. Secondo recenti stime Onu, ogni anno oltre 2.000 miliardi di dollari  – circa il 3,6% del Pil globale – finisce nelle gringie della criminalità organizzata: un vero super-stato dedito alla destabilizzazione del sistema socio-economico planetario.  Secondo Eurobarometro solo in Italia nel 2011 circa 150 miliardi di euro sarebbero stati introitati da ‘ndrangheta, mafia e camorra, e da quell’apparato affaristico-politico-imprenditoriale che vi ruota attorno. La Corte dei Conti, nelle scorse settimane, ha stimato in 60 miliardi di euro l'anno le perdite di Pil nazionale riconducibili alla corruzione. Puntuale è giunta la replica dell’eurodeputato italiano, Rosario Crocetta – oggi sotto scorta – secondo il quale “I beni confiscati dovrebbero essere gestiti direttamente dai cittadini al fine di produrre lavoro, piuttosto che essere controllati dai governi in maniera diretta ed arbitraria. Ciò onde evitare – ha continuato Crocetta – che la mafia possa riprendersi i beni confiscati tramite turbare d’aste e prestanome”. Come dargli torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)