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Categoria: Religione e Spiritualità

Religione e Spiritualità

  • Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Borghezio: Ue e Russia si aprano al mistero di Fatima

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Roma / Fatima /  Madonna di Fatima / Terzo segreto di Fatima / Rivelazioni / Apparizioni / Crisi Economica Mondiale / Lega / Rapporti Ue-Russia / Mario Borghezio / Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria 

    Borghezio: l'Europa e la Russia si aprano alla

    Madonna di Fatima

    L’europarlamentare del Carroccio chiede ai colleghi

    di prendere una posizione sulla consacrazione della

    Russia al Cuore Immacolato di Maria.

    Roma – Che l’europarlamentare leghista Mario Borghezio fosse un personaggio “fuori dalle righe” o almeno dal "politically correct" (cioè che riserva sempre molte sorprese) era cosa acclarata ma, di certo, nessuno si aspettava che decidesse di chiamare in causa direttamente la Madonna di Fatima ed il suo terzo segreto. Il rappresentante del Carroccio, nel convegno “Fatima: la nostra ultima possibilità”, tenuto a Roma, è intervenuto per chiedere all’Europa di ricordarsi della rivelazione che la Madonna fece ai pastorelli portoghesi circa una catastrofica crisi economica mondiale ed ha sottolineato che farà presente questo messaggio nell’aula di Strasburgo in modo che il Parlamento Europeo possa riflettere sulle apparizioni mariane. Il leghista ha aggiunto che chiederà ai colleghi della Commissione Ue-Russia di prendere una posizione sulla consacrazione del paese al Cuore Immacolato di Maria. Adesso, Borghezio sarà anche un personaggio colorito che, all’occorrenza toglie dal cilindro la carta “vincente”, ma se ci soffermiamo sul contenuto del messaggio, esso non è poi così assurdo. Anzi! Le vie del Signore, d'altra parte, sono davvero infinite! L’Europa, le cui radici cristiane, seppur non inserite nella Costituzione, sono solide e note, farebbe bene ad affidarsi maggiormente al Signore e meno ai politici di turno e dovrebbe avere fede e diffondere tra i cittadini, fedeli e non, i sentimenti di speranza e accettazione della sofferenza, tipici del difficile cammino cristiano. Certo, come è successo in passato,  non è una mossa azzeccata che una delegazione del Carroccio raggiunga Fatima per pregare per la secessione.  Dell’assurdità leghista, però, lasciamo da parte il peggio per cercare di trarre il meglio. Amen!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Pasqua 2012:  Risorgere nel tempo della crisi

    Pasqua 2012: Risorgere nel tempo della crisi

    Domenica, Aprile 8th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Europa / Italia / Pasqua /  Crisi / Morte / Passaggio / Verità / Resurrezione / Gesù Cristo / Benedetto XVI / Rinascita morale e spirituale dell'Europa  / Tradizioni / Significato e Valore della Pasqua 

    Pasqua 2012:

    Risorgere nel tempo della crisi

    Si può uscire dalla crisi morale, sociale ed economica 

    dell'Europa solo attraverso la Resurrezione dello Spirito

    Roma – La Pasqua 2012 sarà ricordata dagli Europei e dagli Italiani, come la “Pasqua della crisi”. Ma fino ad un certo punto. Guardando allo sfacelo economico e sociale provocato dalla speculazione internazionale e dal mercatismo neo-liberista, e guardando alla terribile e funesta ondata di suicidi di operai e imprenditori, dobbiamo prendere atto, in maniera onesta e consapevole, del progressivo ed inesorabile tramonto della tenuta morale del nostro vivere civile, della nostra società dei consumi e del mercato; nonché di un modello di sviluppo propinatoci dagli adoratori del “dio-mercato” o di “Mammona” che sembra aver disintegrtato – in pochi mesi – la sacrosanta verità che lo sviluppo è vero solo quando è integrale e solidale, e guarda all’uomo ed alla sua dignità: così come ci ricorda con solennità ed estrema chiarezza l’insuperata Rerum Novarum di Papa Leone XIII. Ma l’avvento di Cristo Risorto, la Sua vittoria sulla morte, ci insegna che l’ultima parola sulla morte, sull’egoismo umano, sulle concupiscenze del male  e sul peccato, è e sarà sempre di Dio, del bene. Consapevoli di questa profetica verità, rivelata in Gesù, nei padri della Chiesa e nella vita dei Santi di ogni epoca, crediamo fermamente che l’uscita dalla crisi economico-finanziaria non giungerà con l’applicazione di sofisticati accorgimenti tecnici di ingegneria economico-finanziaria, da freddi e calcolati diktat tecnocratici, o da inique tassazioni lacrime e sangue, ma solo da una profonda resurrezione, da una rinascita del lacerato tessuto sociale dell’Italia e dell’intera Europa, dilaniato nello spirito, nella morale, nella verità, e nei suoi valori più profondi, tra i quali la famiglia e la vita. Per scoprire il vero senso della moderna civiltà e favorirne il progresso sociale ed economico, dunque, bisogna risorgere riscoprendo il vero senso della Pasqua, e riscoprendo il vero senso della Pasqua settimanale, la Domenica, il Giorno consacrato al Signore. La Domenica non può essere sacrificata a ragioni economiche, così come l’uomo non può essere assoggettato al mercato o al volere e potere di altri suoi simili. Quelli che ci dicono che in questo modo la società diventa più efficiente e produttiva, dovrebbero avere l’onestà di dirci i costi, anche economici, del venir meno della coesione familiare e del venir meno della dignità umana, nonché della vita stessa. Buona Pasqua. Cristo è Risorto!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

      Il significato della Pasqua nella Cristianità  

    La Pasqua è la festa liturgica più importante per il cristianesimo, in quanto rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali della missione di Cristo: la Passione, la Morte e la Resurrezione. Il termine Pasqua, tradotto in greco e in latino col la parola “pascha”, proviene dall’aramaico: pasha, che corrisponde all’ebraico pesah, cioè “passare oltre”, oltre la morte, oltre il Mar Rosso, verso la Terra Promessa e la libertà. Alcuni padri della chiesa lo collegano anche al termine greco pàschein, che significa soffrire. Origene ed agli alessandrini intendono il senso come “passaggio”. In questo caso il passaggio è attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù alla Terra Promessa. Dunque dall’accostamento dei tre termini, si coglie in pienezza l’essenza della Pasqua Cristiana: il sacrificio e la salvezza; la Morte che vince ogni forma di buio, il Nuovo Giorno di Dio che riscatta con la Resurrezione di Gesù Cristo, tutta l’umanità dal peccato: immagine della purificazione del battesimo che ogni cristiano porta in dote con l’ingresso ufficiale nella comunità cristiana. Essa rappresenta il raccordo con la matrice giudaica del cristianesimo, e viene festeggiata in occasione del primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.

      La Pasqua in Europa  

    La Pasqua, in quanto massima festa cristiana, viene festeggiata in tutto il mondo e nei paesi europei, oltre – ovviamente – ad Israele, patria degli Ebrei. I simboli che ricorrono, come si può notare, sono comuni un pò a tutte le tradizioni locali. I paesi nordici accolgono la Pasqua festeggiando anche l’arrivo della primavera. In Svezia e Finlandia, la domenica delle Palme si benedicono dei rami di pioppo bianco con le gemme. In Svezia si mangiano uova sode colorate. In Danimarca, le case vengono ornate con rami fioriti e uova dipinte, la domenica di Pasqua l’intera famiglia si riunisce per un buffet freddo e ai bambini viene regalato il coniglio di cioccolato. Le campane delle chiese in Francia restano silenziose fino il venerdì Santo, in segno di dolore per Gesù Crocefisso. Ai bambini si racconta che queste volino via verso Roma, per poi tornare la domenica della Santa Pasqua. Quando risuonano dai campanili, i più piccoli cominciano la ricerca delle uova di cioccolato nascoste dai genitori prima dei festeggiamenti. I fuochi di Pasqua bruciati a mano con pezzi di legno o con una grande lente sono un’usanza tedesca. In Germania, infatti, è accesa la fiamma del "fuoco sacro" come tradizione pasquale, mentre le ceneri sono disseminate negli orti dai contadini, sono l’augurio propiziatorio per il raccolto. Dolci e pietanze tipiche della festa sono l’agnello e l’uovo di cioccolato, donato ai bambini da un coniglietto chiamato "Osterhase". In Inghilterra, durante le festività pasquali, vengono rivolte particolari attenzioni a persone bisognose: ai poveri vengono donate delle offerte e gli anziani vengono aiutati nel lavaggio dei piedi. Il dolce tipico è rappresentato dagli "hot cross buns", piccole brioches fatte con uvetta e cannella e decorate con una croce fatta di glassa, per ricordare la passione di Cristo. La Grecia festeggia la Pasqua con riti greco-ortodossi: ogni fedele accende in chiesa una candela, che porterà con se a casa. In occasione della Pasqua, è tradizione mangiare dolcettipane pasqualeuova colorate e la "Marghiritsa", una zuppa tipica pasquale fatta con l’agnello.

      La Pasqua nelle parole di Benedetto XVI   

    “Cari fratelli e sorelle, attraverso le piaghe di Cristo risorto possiamo vedere questi mali che affliggono l’umanità con occhi di speranza. Risorgendo, infatti, il Signore non ha tolto la sofferenza e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice con la sovrabbondanza della sua Grazia. Alla prepotenza del Male ha opposto l’onnipotenza del suo Amore. Ci ha lasciato come via alla pace e alla gioia l’Amore che non teme la morte. "Come io vi ho amato – ha detto agli Apostoli prima di morire -, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34).

    Papa Benedetto XVI

  • Roma – Leader delle principali fedi dicono “No” a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Roma – Leader delle principali fedi dicono “No” a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Venerdì, Marzo 23th / 2012

    Italia / Religione / Europa / Cristiani / Persecuzioni / Musulmani / Ebrei / Fondazione Liberal–Popolare / Re/ Bahbout / Redouane /Terzi / Tajani / Casini 

    Roma – Leader delle principali fedi dicono "No" a intolleranza religiosa e persecuzioni dei cristiani nel mondo

    Ieri, nella città eterna , cattolici, ebrei e musulmani uniti per proclamare la libertà di culto ed espressione religiosa

    Roma – Un “no” secco al fanatismo ed all’assolutismo religioso: cattolici, musulmani ed ebrei uniti per proclamare il diritto alla libertà religiosa, nel convegno “La Religione della Libertà” organizzato dalla Fondazione Liberal-Popolare,  che nella giornata di ieri ha avuto luogo, nella città eterna, per come già  avevamo riportato noi di Qui Europa. Questo incontro arriva puntuale, a pochi giorni dalla strage alla scuola ebraica di Tolosa, per tentare di porre fine alle persecuzioni dei fedeli in tutto il mondo e all’intolleranza religiosa. Come si può leggere dalle pagine di Avvenire, ospiti importanti dell’incontro sono stati i rappresentanti delle tre principali religioni monoteiste, il cardinale Giovanni Battista Re, il rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, Mino Bahbout, ed il segretario generale del centro culturale islamico Abdellah Redouane, i quali si sono confrontati giungendo a conclusioni unanimi. Secondo il rapporto dell’Oidce, di pochi giorni fa, l’85% degli episodi di discriminazione religiosa, in Europa, avviene nei confronti dei cristiani. “Non occorre soltanto combattere l’odio, ma educare all’amore”  ha dichiarato il rabbino capo Mino Bahbout, il quale ha paragonato la modalità brutale utilizzata a Tolosa a quella nazista dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Le sue parole hanno trovato pienamente d’accordo anche il segretario generale del centro culturale islamico, Abdellah Redouane, che ha affermato, in riferimento a quanto accaduto a Tolosa, che “ogni atto di violenza non può trovare alcuna giustificazione”. Il cardinale Re, ricordando le persecuzioni che i cristiani sono costretti a subire in Egitto, Nigeria ed in India – come si può leggere dall’articolo di ieri della nostra redazione sulla Cristianofobia – ha ricordato che “il diritto alla libertà religiosa viene violato continuamente ed i cristiani sono costretti a subire umiliazioni in silenzio”. Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, nel suo intervento ha affermato che “la tutela delle minoranze è una priorità della politica”, mentre il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha ricordato l’impegno europeo per un dialogo tra le diverse religioni. Per Pier Ferdinando Casini,  leader dell’Udc, "la politica italiana deve combattere l’indifferenza, unico vero ostacolo alla libertà religiosa". Noi ci auguriamo che queste non rimangano solo belle ma vuote parole, ma che l’impegno per fermare la “fobia dei cristiani” sparsi nel mondo, diventi concreto e che si ponga fine alle persecuzioni barbare delle quali sono vittime. Sulla scia degli insegnamenti di Papa Benedetto XVI e del suo grande predecessorre Giovanni Paolo II. D'altra parte – come ci insegna anche la stessa struttura di Piazza San Pietro, a braccia aperta, per abbracciare il mondo – Gesù Cristi è morto e risorto per tutti: credenti e non credenti. E per unire, in un unico abbraccio, tutti nel grembo del Padre. Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà

    Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in nome della libertà

    Giovedì,  Marzo 22th/ 2012

    di Sergio Basile – 

    Ue, Austria, Italia, Discriminazioni religiose, Osservatorio sull’Intolleranza e la Discriminazione Religiosa in Europa, Chiesa, Francia, Spagna, Media, Lobby, Cristianofobia, Apparizioni mariane, Martin Kugler ,  San Benedetto, Mons. Giancarlo Bregantini, Palazzo sociale, Libertà religiosa, Secolarizzazione, Pornografia, Contraccezione, Discografia Usa 

    L'allarme dei vescovi europei – "avanza una interpretazione

    restrittiva della libertà di coscienza" 

    Ue-Crisitanofobia: quando si discrimina in

    nome della libertà

    Intanto l'Europa celebra il patrono San Benedetto:

    l'artefice della vera rivoluzione europea

     

    Monsignor Bregantini: indispensabile costruire il "palazzo sociale"

    nella vita di ogni cristiano. Solo così politica ed economia

    serviranno la dignità degli europei

     

    di Sergio Basile

    Vienna, Bruxelles, Montecassino, Catanzaro – Nelle scorse ore, Mentre in Europa si è celebrata la festa del Patrono San Benedetto (fondatore di migliaia di monasteri e abbazie che fin dal Medioevo – partendo da Montecassino, in Italia – crearono la vera identità spirituale e culturale dell’Europa civile) sentita preoccupazione è stata espressa dai vescovi europei per il rapporto sulla Discriminazione Religiosa in Europa, presentato da Martin Kugle, uno dei esponsabili dell'Osservatotio sull’Intolleranza e la Discriminazione Religiosa in Europa, con sede a Vienna, che ha posto l’accento su un tema scottante, che fa luce sulla politica dei due pesi e delle due misure spesso adottata dall’Ue e da governi di Paesi Ue tradizionalmente cristiani, come, ed esempio, Francia e Spagna. Ciò, soprattutto quando si tratta di difendere l’identità cristiana del Continente. Secondo il Responsabile dell’Osservatorio in Europa (come nota anche il quotidiano Avvenire) “avanza un’interpretazione restrittiva della libertà di coscienza che, guarda caso, colpisce i valori cristiani”. Allora accade che, mentre Bruxelles legifera contro le discriminazioni, nei fatti poi limita la libertà dei cristiani, mettendo più o meno direttamente sotto accusa chi professa la sua fede, nella famiglia come nel lavoro. Kugler sottolinea la presenza di una nuova cerchia élitaria di politici tecnocratici e agnostici (per non dire cristianofobici) e lo fa ponendo esempi concreti. Tra tutti, le ingerenze sull’obiezione di coscienza dei medici – impedita in molti stati – il diktat verso i farmacisti francesi – imposto dal governo Sarkozy – che impone la “vendita obbligata” dei medicinali contraccettivi;  le ingerenze del precedente governo Zapatero – nella “cattolicissima Spagna” – che addirittura – e non è uno scherzo del “Mister Been” spagnolo – aveva limitato la libertà dei docenti nel presentare temi religiosi; il divieto di indossare la croce sul lavoro in Gran Bretagna;   fiction anticristiane in Belgio. Nel complesso l'Oidce ha certificato oltre 180 episodi di aperta intimidazione,ponendo poi l’accento sull’intolleranza dei media e sulla frequente propaganda anticristiana della televisione, manovrata da un unico spirito secolarizzante e dissacrante che aleggia sull’Europa, dietro la regia di oscuri ed astuti burattinai. Ma d’altra parte, se vogliamo, i cristiani e gli uomini di fede sanno bene che – come annunciato e profetizzato dalla Madonna a Madjugorie e Fatima – questi sono segni dei tempi: segni già abbondantemente profetizzati nel libro dell’Apocalisse da San Giovanni, e che non devono spaventare i cristiani, ma bensì spingerli ad un maggior impegno nell’evangelizzazione, ma anche nella sfera sociale e politica.

     Kugler – Il Rapporto dell'Osservatorio               

    Ma, restando al rapporto di Martin Kugler,  è pur vero che – come nota Avvenire – “solo con un approccio diverso l’Europa potrà ritrovare quella nozione di libertà che è alla base della sua fondazione”. Aggiungiamo che la scristianizzazione dell’Europa dipende anche molto dall’impegno e della profondità dell’esempio cristiano quotidiano: molti ancora ignorano per cultura o estrazione sociale, o semplice scelta personale, il cristianesimo e i suoi valori. D’altra parte si organizza e cresce il ruolo dissacrante e destabilizzante delle lobby televisive e mediatiche in genere: si pensi ad esempio all’imperversare della pornografia sul satellitare, su pay-tv come Sky o sui migliaia di siti internet – alla portata anche di minori – che portano avanti industrie da miliardi di euro, agli eccessi di nuovi fenomeni da baraccone della discografia americana, per non parlare dell’attivismo instancabile di organizzazioni omosessuali e gruppi lesbici, che – senza giudicare nel merito i singoli membri e le storie personali di ciascuno – di certo alimentano il senso di “normalità” di quello che i cristiani di tutto il mondo conoscono da oltre duemila anni con il nome di “peccato”. Ma non solo: volendo sistemizzare tali fenomeni, potremmo parlare di tentativo uniforme di “marginalizzare” il messaggio salvifico del Vangelo, facendo apparire come “normali” temi come il sesso libero e trasgressivo, l’eutanasia, l’aborto, il “femminismo radicale”. Nota Kugler: “Chi non è d’accordo viene di fatto discriminato o censurato”, parlando di “nuova intolleranza verso i cristiani basata su pregiudizi intellettuali, che riempie l’atmosfera sociale e culturale”. Secondo l’Osservatorio, dunque: “i cristiani laici devono prendere sul serio la loro responsabilità nella società: non solo i vescovi devono intervenire pubblicamente ma anche i laici”.

     Lo spunto di Monsignor Bregantini                   

    Ciò – aggiungiamo – a partire dall’assunzione di piena consapevolezza di ciò che accade nelle leggi europee e nel sociale mediante la lettura, il dialogo ed il confronto. E’ questo – tra l’altro – è uno degli obiettivi fondamentali di “Qui Europa”, quale osservatorio nazionale indipendente e slegato da ogni logica lobbistica o politica. Contro il secolarismo dilagante in Europa, non ci si deve vergognare di parlare delle proprie convinzioni religiose ed etiche, svegliando dal letargo i nostri politici, spesso, “cosiddetti cristiani” per etichetta. Lo ha ben ricordato nei giorni scorsi Mons. Giancarlo Bregantini a Catanzaro, in occasione del suo ritorno – dopo 4 anni – in Calabria, in un convegno sul tema “Santità e Politica”. Il vescovo, ha parlato – in particolare – della necessaria esistenza di un “palazzo sociale” di 5 piani (l’uno indispensabile a sorreggere gli altri che seguono, e senza dei quali la struttura crollerebbe) che dovrebbe caratterizzare ed orientare la vita di ogni cristiano: 1) Spiritualità: a fondamenta del palazzo: base essenziale  di ogni azione sociale); 2) Coerenza (collante tra la spiritualità ed il proprio operato pratico quotidiano: “Non ci siano lunedì slegati dalla Domenica!”); 3) Cultura (necessaria ad individuare gli obiettivi da perseguire); 4) Politica (Una delle forme più alte di carità – vedi esempio del sindaco santo Giorgio La Pira – al fine di dare attuazione pratica agli obiettivi individuati nel precedente livello); 5) economia (la responsabilità massima: legiferare per attuare una vera equità sociale e redistribuzione delle risorse, finalizzando l’impegno politico e – aggiungiamo sull’esempio della “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII – operando tenendo sempre in considerazione il diaologo tra le parti sociali ed il rispetto dei più deboli).  

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi in tutto il mondo

    Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi in tutto il mondo

    Giovedì, Marzo 22th / 2012

    Italia / Europa / Roma / Bruxelles / Religione / Libertà / Cristianofobia / Persecuzioni / Terrorismo / Fondamentalismo islamico / Tajani / Terzi / Casini 

    Cristianofobia: é allarme globale. Genocidi

    e persecuzioni di cristiani in tutto

    il mondo

    "Pietà, scandalo e testimonianza" della croce

    Oggi, incontro a Roma contro le violazioni dei diritti

    dell’uomo per proclamare la libertà

    Roma – “L’educazione occidentale è un peccato”: questo è il significato del nome dell’organizzazione fondamentalista islamica Boko Haram che ha come obiettivo quello di uccidere i cristiani in Nigeria per porre fine alla “minaccia” della nostra religione. Boko Haram, solo nel 2012, è stata responsabile di 54 omicidi, nel 2011, le vittime cristiane sono state addirittura 510 e 350, invece, è il numero delle chiese bruciate o distrutte. Eppure, intorno alla Cristianofobia, continua a regnare il silenzio, nonostante il genocidio cristiano si estenda dalla Nigeria al Sudan, dall’Indonesia all’Egitto ed in tanti altri paesi dove i cristiani rappresentano una minoranza. Persecuzioni, uccisioni brutali, mutilazioni, bombardamenti: in Nigeria i cristiani hanno dovuto subire tutte queste barbarie da parte dei musulmani e vivono, da sempre, nel timore di una guerra civile. Boko Haram ha colpito, uccidendoli,  anche gli stessi musulmani che condannavano le violenze e si è resa protagonista di una mattanza umana che fa scattare l’allarme a livello globale. In Sudan, le persecuzioni delle minoranze religiose hanno raggiunto il culmine nel 2003 con il genocidio in Darfur e, nonostante, il presidente musulmano sudanese, Omar al-Bashir, sia stato condannato per tre genocidi dal Tribunale Internazionale dell’Aja, le violenze non si sono mai arrestate. I cristiani costretti ad abbandonare le proprie case, perché vittime di bombardamenti, rapimenti di bambini ed altre angherie, nel Kordofan del sud, sono stati tra i 53.000 e i 73.000. Non sono solo le organizzazioni autonome ad essere responsabili dell’uccisione dei cristiani ma, incredibilmente, anche rappresentanti dei vari Stati in cui il fondamentalismo islamico è la religione principale. E’ anche il caso dell’Egitto, quando il 9 ottobre, a seguito della caduta del regime di Honsi Mubarak, i cristiani hanno dato vita ad una protesta contro gli ingiustificati attacchi degli islamici e le forze dell’ordine egiziane hanno bloccato la folla, uccidendo 24 persone e ferendone più di 300. Per come si legge dalle pagine di “Liberal”, dal 2003, a Baghdad, sono 900 i cristiani iracheni uccisi dal terrorismo islamico e, se ci spostiamo in Pakistan, la situazione non cambia: qui, dichiarare il proprio credo cristiano corrisponde al reato di blasfemia, punito con sofferenze atroci. Anche in Indonesia ed in Iran si registra la “Fobia dei Cristiani”, così come in Arabia Saudita dove le chiese e anche le preghiere private sono vietate e sono frequenti i raid della polizia religiosa nelle case dei cristiani, la testimonianza dei quali, nei tribunali, ha meno peso di quella di un musulmano. E oggi, a Roma, presso il Centro Convegni Matteo Ricci, alle ore 16, si terrà un incontro dal titolo “La religione della libertà – Contro le persecuzioni anticristiane, contro tutte le violazioni dei diritti dell’uomo”, organizzato dalla Fondazione Liberal – Popolare, per denunciare quello che i cristiani sono costretti a subire in tutto il mondo. L’attacco ai cristiani, non è solo un attacco alla religione, ma alla libertà della persona. E la libertà cristiana, come ogni altra libertà, non può essere sottoposta a vincoli, soprattutto se gli stessi calpestano i diritti fondamentali dell’uomo. 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Irlanda, festa nazionale per San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa

    Irlanda, festa nazionale per San Patrizio: il “santo del trifoglio” che evangelizzò l’Isola verde d’Europa

    Irlanda / Radici cristiane / Festa di San Patrizio / Religione 

    Irlanda, festa nazionale per San Patrizio: il

    "santo del trifoglio" che evangelizzò l'Isola

     verde d'Europa

    Grande parata a Dublino, per il "santo del trifoglio"

     

    di Sergio Basile

    Dublino – Da stamane sono iniziati i festeggiamenti per l'emblema della nazione, San Patrizio, il vescovo cattolico caro a tutta la cristianità e festeggiato in Europa come nelle Americhe. Le comunità irlandesi, religiose e laiche, hanno festeggiato con solennità il "St. Patrick Day", che ha visto il suo clou a Dublino, dove si è tenuta – come tradizione vuole – un'imponente parata celebrativa in onore del santo che permeò, durante la sua vita e nei secoli successivi, la cultura e le tradizioni irlandesi: profondamente radicate nella cultura e nelle tradizioni cristiane. Patrizio nacque nel V secolo in Britannia, allora provincia romana, e successivamente, all'età di 16 anni fu rapito da Irlandesi e tenuto in prigionia come schiavo, probabilmente a Mayo, località situata a ridosso della costa occidentale. Secondo la leggenda, "gli fu ordinato da Dio di fuggire verso la costa, dove si sarebbe imbarcato su una nave che lo avrebbe riportato in Britannia". Nel 432, affermò di essere stato nuovamente richiamato in Irlanda, dove venne nominato vescovo, per evangelizzare – in oltre 30 anni di predicazione – l'intera isola e salvare gli Irlandesi, convertendoli a partire proprio dall'aristocrazia e dai regnanti. Tra gli strumenti delle sue catechesi, il trifoglio: modo semplice ma incisivo per spiegare il concetto teologico della Santissima Trinità. Ecco perchè il trifoglio sarebbe poi diventato il simbolo del santo e della stessa Irlanda, nonché pianta erbacea abitualmente usata nelle celebrazioni del St. Patrick's Day. Non a caso nel 1798 i soldati irlandesi indossarono uniformi verdi col simbolo del trifoglio per rivendicare la propria autonomia politica.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Il contagio: l’incoerenza della politica europea colpisce anche Downing Street n.10

    Il contagio: l’incoerenza della politica europea colpisce anche Downing Street n.10

    Venerdì,  Marzo 2th/ 2012

    UK / Fede cristiana / Polemica / Incoerenza / Britsch Airways / Cameron

    Il contagio: l'incoerenza della politica europea colpisce anche Downing Street n.10

    Valori e principi cristiani: Il vento va dove soffia Cameron

    Crocefisso: segno di "contraddizione labour"

    Londra – La recenti politiche italiana ed europea, totalmente incapace ed impreparata a fronteggiare l’attuale crisi economica, ha mostrato le sue debolezze ed i suoi “peccati”. Tra questi, quello che più fa specie, è la totale incoerenza rispetto ad alcuni principi e valori di riferimento senza i quali è del tutto impossibile servire il bene comune. Principi e valori che, a seconda delle circostanze, si mostra di avere e di voler custodire; mentre in altre circostanze, invece, con estrema facilità si dimenticano a tal punto da esserne addirittura contrari. È il caso del premier Cameron e del suo governo laburista, che aveva  sorpreso molti, compreso lo scrivente, con il suo discorso tenuto il 16 dicembre 2011 nella Cattedrale di Canterbury, in occasione dei 400° anni della traduzione in lingua inglese della Bibbia voluta da re Giacomo I d’Inghilterra. In tale circostanza si era dichiarato «credente ma vagamente praticante, impegnato a sostenere i valori e i principi della fede, pur essendo pieno di dubbi e, come molti altri, alle prese con difficili questioni sui grandi temi teologici». Ciò, tuttavia, non gli ha impedito di riconoscere sin dall’incipit del suo discorso, che «la Bibbia è rilevante oggi come lo è stata in ogni momento della sua storia di 400 anni. E nessuno di noi deve avere paura di riconoscerlo».Secondo Cameron sono tre i motivi di questa rilevanza: 1° «la Bibbia di re Giacomo ha consegnato in eredità una struttura di linguaggio che permea ogni aspetto della nostra cultura e patrimonio, dalle frasi di ogni giorno alle nostre più grandi opere di letteratura, di musica e di arte»; 2° «Così come la nostra lingua e cultura sono impregnate di Bibbia, lo è anche la nostra politica. Dai diritti umani e dall’uguaglianza alla nostra monarchia costituzionale e democrazia parlamentare, dal ruolo della Chiesa nelle prime forme di provvedimenti di assistenza sociale, ai molti progetti di azione sociale di ispirazione cristiana. La Bibbia è stata sempre uno stimolo all’azione per i credenti, e rimane tale oggi»; 3° «Noi siamo un Paese cristiano e non dobbiamo avere paura di dirlo. Voglio essere chiaro: non sto dicendo in nessun modo che avere un’altra fede – o non averla affatto – sia qualcosa di sbagliato. Sono consapevole e rispetto pienamente il fatto che molti in questo Paese non hanno una religione. […] Ma quello che dico è che la Bibbia ha aiutato a dare alla Gran Bretagna una serie di valori e una morale che fanno della Gran Bretagna quello che è oggi. Valori e morale che dobbiamo attivamente sostenere e difendere. L’alternativa di neutralità morale non può essere un’opzione. Non si può combattere contro qualcosa con il nulla. Perché se non crediamo in qualcosa, non potremo resistere a niente».  […] Il futuro del nostro Paese è a un momento decisivo. I valori che traiamo dalla Bibbia vanno al cuore di ciò che significa appartenere a questo Paese e tu, Chiesa d’Inghilterra, puoi aiutare a realizzare tutto questo». È bastato veramente poco a Cameron per dimenticare ciò che aveva solennemente dichiarato e riconosciuto con un discorso che, ripeto,  aveva colto di sorpresa tutti, ancor più perché pronunciato da un Premier laburista. Martedì 13 marzo su Repubblia in un articolo a firma di Enrico Franceschini, leggiamo che una hostess della Britsch Airways, sei anni orsono subiva una pesante discriminazione fino ad arrivare alla sospensione dal servizio semplicemente perché portava un  crocifisso al collo durante i voli che, secondo l’importante compagnia britannica, offendeva la sensibilità religiosa di coloro che appartenevano ad altre religioni. Nadia Eweida, convinta di avere subito un torto, ha fatto causa all’azienda presso il tribunale internazionale di Strasburgo, per stabilire il suo diritto. Ebbene, il Governo inglese, con a capo il Premier Cameron, subito si è schierato a favore della compagnia aerea, affermando che i cristiani non hanno né il diritto né il dovere di esibire il crocifisso per manifestare la propria fede, diversamente da altre religioni che prevedono obblighi specifici, come nel caso dell’abbigliamento che prevede il capo coperto per le donne ed altro. Tale presa di posizione ha fatto andare su tutte le furie oltre che l’Arcivescovo di Canterbury, anche il sindaco di Londra Boris Johnson. Quest’ultimo definisce «un’ idiozia» la tesi che la croce non sia un simbolo di fede e che i cristiani non possano portarla. A parte “l’idiozia” che francamente condivido, credo che ancora più grave sia la mancanza di coerenza di tanti politici e governanti gravemente affetti da quella malattia mortale per ogni confessione religiosa, per la politica e per la democrazia che è ciò che San Paolo chiamava «oftalmodulia», la malattia degli occhi, l’apparenza. Mai come oggi non è importante l’essere ma l’apparire. Don Ennio Stamile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Commissione Ue / Salute / Esteri / Unicef / Infibulazione / Africa / Chiesa

    Ue-Unicef: progetto contro le infibulazioni. Africa: qualcosa cambia

    Mutilazioni: “peccato mortale” per la Chiesa e per la morale

    Bruxelles Ue e Unicef nelle scorse ore hanno presentato un progetto mirante alla sensibilizzazione delle comunità africane sulla crudele pratica dell’infibulazione: la mutilazione genitale femminile che nel terzo millennio ancora umilia migliaia di donne del Continente Nero tra Egitto, Eritrea, Etiopia, Senegal e Sudan. L'infibulazione consiste nell'asportazione della clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione e successiva  semi-integrale cucitura. Ha nascita esclusivamente culturale – Il padre del Kenya moderno, Jomo Kenyatta, difese l'infibulazione come una pratica importante – ed è praticata soprattutto – come detto –  in Africa, ma anche nella penisola araba e nel sud-est asiatico, quale deterrente alla pratica sessuale. In Somalia, ad esempio, se una donna non è infibulata, viene considerata impura e non riesce a trovare marito. Ma qualcosa sta cambiando: in un decennio oltre 5.300 comunità ( poco meno di 20.000 famiglie solo nel 2011) hanno rinunciato alla vergognosa pratica. In tal ottica, il progetto Ue-Unicef punta a far conoscere anche i pericoli collaterali di questa pratica dolorosa, quali: complicazioni e rischi nei parti, emorragie, infezioni, maggior esposizione all’aids. Ma il  problema negli ultimi decenni è divenuto una crudele realtà anche nella stessa Europa ed in Italia dove, tra gli immigrati, oltre tremila bambine con cittadinanza italiana rischiano ogni anno sorti analoghe. D’altra parte, nel Cristianesimo il corpo è il “tempio dello Spirito Santo”, e le mutilazioni pertanto sono considerate un peccato contro la santità del corpo e sono quindi proibite. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Martedì , Marzo 6th / 2012

    Italia / Roma / Etica / Scienza /Tecnologia / Responsabilità / Religione

    Scienza e tecnologia: il potere dell’uomo per creare disuguaglianze

    Responsabilità è la parola d’ordine per il futuro della scienza. Riflessioni sul progresso spirituale.

    Roma – Tecnologia e scienza, oggi, sono i motori che determinano i cambiamenti della società. “Responsabilità” è la parola che, invece,  deve disciplinare il loro rapporto e la loro influenza sulla vita collettiva. Proprio questo è stato il punto di partenza del convegno “Scienza e responsabilità, ricerca e sviluppo” tenutosi, nelle scorse ore, a Roma ed organizzato dal dipartimento di fisica dell’università La Sapienza e dalla fondazione Idis-Città della scienza di Napoli. Non possiamo dimenticare che la società è un prodotto culturale, una sintesi di esperienze costituita dal tempo, dallo spazio e dal fattore umano. “E’ lo smisurato potere che ci siamo dati, su noi stessi e sull’ambiente, ad imporci di sapere cosa stiamo facendo ed in quale direzione vogliamo inoltrarci” sosteneva il filosofo tedesco di origine ebraica Hans Jonas. La sua citazione ha rappresentato il nucleo centrale della conferenza e la stessa impone profonde riflessioni. Se da un lato è importante incoraggiare il progresso scientifico e tecnologico, dall’altro non vuol dire che la scienza debba avere carta bianca. L’articolo 4 della nostra Costituzione recita “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Ecco: il progresso spirituale. Un “progresso” che sembra regredire. “L’espansione incondizionata della scienza e della tecnologia – ha affermato il chimico Vincenzo Balzani – rischia di aumentare le disuguaglianze, rendendo il mondo ancora più fragile”. Infatti, saranno i mezzi economici a garantire l’accesso alle nuove terapie che sviluppano l’intelligenza e questo creerà delle diversità notevoli. Ecco perché, il progresso spirituale dell’uomo diventa prerogativa principale: potrà anche essere diverso il portafoglio, ma solo davanti a Dio siamo tutti uguali.   Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)