Qui Europa

Tag: Polonia

  • L’Europa è un “Continente Vecchio” – Ieri, il monito da Milano

    L’Europa è un “Continente Vecchio” – Ieri, il monito da Milano

    Venerdì, Marzo 30th / 2012

    Italia / Milano / Unione Europea / Commissione Europea / Europa / Danimarca / Grecia / Polonia / Germania / Invecchiamento popolazione / Anziani / Pensionamento / Progetti /  Demografia  
     
    L’Europa è un “Continente Vecchio”
     
    Preparazione all’invecchiamento?
     
    l’obiettivo "retorico ed antistorico" del progetto Ue 
     
    Coinvolte Danimarca, Italia, Grecia, Polonia e Germania:
     
    Ieri l’incontro a Milano 
     

    Milano –  Il nostro è il Vecchio Continente, ma sarebbe meglio definirlo il Continente Vecchio: infatti, l’invecchiamento della popolazione europea è, ormai, un dato di fatto. Ma come si comportano le istituzioni nei confronti dei cittadini europei anziani? Intorno a questa tematica c’è – almeno a giudicare dai proclami trionfalistici e a volte retorici sul tema – grande sensibilità e pare che le iniziative promosse in Europa per garantire servizi e condizioni adeguate per la popolazione siano obiettivo primario della politica europea. Ciò, almeno se non fosse per la dissennata politica sull'annientamento del Welfare State in Europa, che le politica sell'Austerity montiana e merkeliana hanno imposto ai giovani e – poveri loro – vecchi di mezz'Europa. Tuttavia – e lo si legge con una certà ilarità, visti i tempi – "la nuova sfida europea: il boom dell’invecchiamento” è il titolo dell’incontro che,  avvenuto nelle scorse ore a Milano ed organizzato dalla rappresentanza della Commissione Europea a Milano e dall’associazione Nestore, si inserisce in un progetto biennale più ampio che coinvolge altri quattro Paesi partner, ovvero Danimarca, Germania, Grecia e Polonia. Un progetto che tratta da vicino il tema del pensionamento e dell’invecchiamento e mette a confronto i dati raccolti nei cinque paesi coinvolti, attraverso altrettanti incontri: il primo in Danimarca, il secondo a Milano, il terzo a Creta, poi Varsavia e l’ultimo, con la presentazione del rapporto finale, avverrà a Berlino, il prossimo maggio. Con la conferenza europea in Germania oltre a mettere in evidenza i risultati degli studi sull’invecchiamento, emergerà il confronto tra i cinque Paesi sull’andamento demografico e del mercato del lavoro e sugli interventi di consulenza e formazione attivati nei confronti degli anziani da Danimarca, Italia e Polonia. Si insegue, quindi, anche l’obiettivo di una politica comune europea in relazione ad un percorso che possa preparare gli anziani al pensionamento. Problemi che noi giovani di oggi, invece, probabilmente non causeremo mai, perché come anziani del domani, visti i tempi che corrono, magari non andremo neanche in pensione.
     
    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)
     
     
  • Polonia: sesta economia in Europa, niente Euro e niente crisi

    Polonia: sesta economia in Europa, niente Euro e niente crisi

    Mercoledì, Marzo 28th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Economia / Polonia / Varsavia / Crisi / Boom Economico / Zloty / Loszewki / Halesiak / Stanczac 

    Polonia – Sesta economia in Europa:

    niente Euro e niente crisi

    Una Nazione che cambia volto:

    il miracolo polacco

    Varsavia –  Una voce fuori dal coro quella della Polonia che, in un momento di crisi globale come quello che stiamo attraversando, ha chiuso il 2011 con una crescita del 4,3% andando controcorrente rispetto agli altri paesi europei. Alla faccia di chi argomento sui progressi dell'Euro e sulla natura debitoria della crisi. Va ricordato infatti che l'avanzo primario italiano è di gran linga maggiore a quello polacco. Cioè noi in teoria "stiamo meglio dei nostri cugini dell'est", avendo un miglior saldo tra entrate fiscali e spesa pubblica. Ma a parte ciò, tornando alla Polonia, va detto che Varsavia sorprende tutti perché, ormai lasciati alle spalle gli anni Ottanta, oggi rappresenta la sesta economia dell’Unione Europea e accanto alla Germania, quello polacco è l’unico Stato caratterizzato da forte dinamismo. Una Polonia che cambia faccia, dunque, che ha evitato la recessione mondiale nel 2008 e non ha avuto problemi di debito pubblico ma, al contrario, si è resa protagonista di progressi notevoli ed è riuscita a garantire un benessere diffuso tra i suoi cittadini. Secondo i dati raccolti e resi noti dal Ministero delle Finanze, il prodotto interno lordo polacco è cresciuto di circa il 16% negli ultimi 4 anni e le spese destinate alle infrastrutture, lo scorso anno, hanno registrato un +7%. Grattacieli, ristoranti, bar, centri commerciali e negozi di lusso si ritrovano, ormai, in ogni angolo delle città anche se ancora c’è molto da fare: strade e ferrovie sono, infatti, le stesse degli anni ’80 e risulta, ovviamente, necessaria ed urgente una modernizzazione delle stesse. “Tra le ragioni del boom economico polacco – secondo il direttore generale del Ministero delle Finanze, Patryk Loszewski – rientra il fattore psicologico, ovvero la predisposizione della nostra forza lavoro ed imprenditoriale ad affrontare le difficoltà senza scoraggiarsi”. Loszewki è tornato indietro nel tempo parlando della pesante eredità lasciata dal comunismo che ha abituato il popolo polacco al sacrificio e lo ha portato a credere nel libero mercato, tanto è vero che se, nel 2004, quando la Polonia è entrata a far parte dell’Ue, sono stati 2 milioni i giovani che hanno lasciato il Paese per cercare fortuna altrove, la maggior parte di loro, a distanza di tempo, è tornata in Polonia e ha investito i propri guadagni per avviare numerose attività. Il capo degli analisti macroeconomici di Pekao, Andrzej Halesiak, ha rintracciato le motivazioni della costante crescita polacca nel cambio fluttuante della moneta nazionale, lo zloty, che ha sempre garantito alla nazione grande competitività anche quando le esportazioni erano minacciate dalla crisi, e nel fatto che solo il 40% del prodotto polacco è destinato all’estero, di cui il 26% raggiunge la Germania, della quale la Polonia, è partner commerciale di estrema importanza. Ma Varsavia, a causa della crisi, ha deciso di rinviare di qualche tempo (fortunatamente per loro) l’adozione della moneta unica prevista per quest’anno, garantendo la sua partecipazione ad una politica monetaria comune a partire dal 2015, nel pieno rispetto dei parametri di Maastricht. “I problemi, ovviamente, ci sono – per come afferma la direttrice della sede locale della Banca Europea per la ricostruzione  e lo sviluppo, Lucyna Stanczak – in quanto la disoccupazione resta alta, intorno al 13%. Ma, secondo quanto riportato nel suo ultimo rapporto dalla Commissione Europea , “investimenti e consumi privati continueranno  a crescere”. Pertanto, ci serva da insegnamento il cammino di sacrificio della Polonia che ha preferito “arricchire” i suoi cittadini e non le banche di tutta Europa. Che non sia questa la via da seguire? Mgari senza euro? 

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • In polonia la nuova internet-solidarnosc

    Giovedì,  febbraio 9th 2012

     Polonia / Internet / Proteste / Hacker / Anonymous 

    In polonia la nuova internet-solidarnos 

    Cracovia: grandi proteste contro ACTA

    Cracovia – In Polonia, grandi proteste contro una legge–bavaglio ad Internet. Si tratta di un provvedimento che sarebbe una fotocopia dell’Acta, il famigerato – tra gli internauti e i blogger – blocco USA ai siti indiscreti. Si tratta dell’Anti-counterfeiting trade agreement (Acta), l'accordo commerciale per la difesa dalle contraffazioni: la stessa norma a tutela della proprietà itellettuale che ha incendiatoanche gli Usa a metà gennaio 2011 . E’ dai tempi dei gemelli Kaczynski che in Polonia non si verificano manifestazioni così massicce: sono pacifiche ma rumorose e spettacolari. In particolare, si sono viste maschere con le fattezze del logo Anonymous, il personaggio scelto per incarnare questa contestazione, sulle statue di Copernico e perfino di Giovanni Paolo II. C’è anche un partito a cavalcare la protesta, o a ispirarla: il libertario Palikot, che nelle ultime elezioni ha ottenuto ben il 7 % dei consensi. I polacchi, che nella loro storia hanno visto oppressioni, crudeli spartizioni, dittature, ora sembrano ancora affamati di libertà e indipendenza. Il Paese è galvanizzato dai prossimi Campionati Europei di calcio, dell’estate 2012: ma sembra volerci arrivare con i computer accesi e connessi senza censure. Franco De Domenico (Copyright © 2012 Qui Europa)