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  • Italia – Ecco dove sorgerà il Deposito Unico di scorie nucleari

    Italia – Ecco dove sorgerà il Deposito Unico di scorie nucleari

    Venerdì, Maggio 2nd/ 2014 

    – di Gianni Lannes / sulatestadigiannilannes –

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e scrivi di "Qui Europa"

    Iniziativa di Libero confronto, Pensa e scrivi di Quieuropa, Gianni Lannes, deposito unico di scorie nucleari, Basilicata, Lazio, sardegna, Sicilia, Puglia, bassa densità demografica, scarsa reattività sociale, asismicità, innumerevoli servitù militari, autoctoni arrendevoli, salvaguardia ambientale, scie chimiche, verranno resi ufficiali i criteri stabiliti dall’Ispra, dopo le elezioni europee, decisione tecnica, Sogin decreterà ufficialmente il verdetto, Convenzione europea di Aarhus, legge statale numero 108 del 16 marzo 2001, decisione “inappellabile”,  costruzione del deposito unico, ineluttabilità del deposito unico di scorie, l’entrata in scena dei soliti ambientalisti per le buone occasioni, Osservatorio Indipendente, Edo Ronchi, Legambiente, Wwf, Sogin, Scanzano, dovere morale dell’Italia, mass media telecomandati,  presentando le direttive europee come dogmi indiscutibili, grado di sottomissione e reattività sociale degli abitanti ai soprusi istituzionali,  ai sudditi adesso la possibilità di ribaltare una sorte fabbricata a tavolino, e diventare finalmente cittadini 

    Italia – Ecco dove sorgerà il Deposito Unico

    di scorie nucleari 

    Avverrà tutto subito dopo le europee, ma il regime

    mediatico telecomandato è già al lavoro

     

    di Gianni Lannes

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e scrivi di "Qui Europa"

    Gianni Lannes - Edo Ronchi - Scorie radioattive - Deposito unico

     Italia – Ecco dove sorgerà il deposito unico di scorie nucleari                    

    Roma – di Gianni Lannes –  Siete in errore se pensate alla Corsica. Il sito è stato già prescelto. Si tratta di un’isola con queste caratteristiche: bassa densità demografica, scarsa reattività sociale, asismicità. Ecco un aiutino: il territorio è soggetto ad innumerevoli servitù militari, e gli autoctoni sono considerati arrendevoli. D’altronde è da sempre una colonia dove sono stati sperimentati armamenti di ogni genere, in barba alla protezione sanitaria e alla salvaguardia ambientale. Certo, metteranno in atto la solita manfrina, e useranno come grimaldello i cosiddetti ecologisti di facciata, quelli che tacciono sulle scie chimiche. I giochi comunque, sono già fatti, come nella migliore dittatura di un belpaese, dove senza consultazioni elettorali si sono succeduti consecutivamente – grazie all’inciucio Napolitano – ben tre governi, in meno di tre anni. Il sistema di potere nazionale si è fatto furbo dopo averle buscate nel 2003. Questa volta non sembrerà un’imposizione calata dall’alto, ma sarà peggio.

     tutto dopo le europee…                                                                                            

    A giugno, ovviamente non prima, dopo le elezioni europee verranno resi ufficiali i criteri stabiliti dall’Ispra per il deposito unico di scorie nucleari in superficie. A quanto pare, senza consultare la popolazione italiana, come sempre, facendola passare per una decisione tecnica, e dunque, apparentemente neutra, è stato già scelto il sito per ospitare il deposito unico di scorie radioattive. Così, tanto per rovinare la sorpresa al governo Renzi, anticipo quali sono le regioni candidate all’insaputa dei residenti: Basilicata, Lazio, Sardegna, Sicilia, Puglia. Dal momento in cui l’Ispra pubblicherà i criteri passeranno 6 mesi, dopodiché la Sogin decreterà ufficialmente il verdetto, preconfezionato tuttavia in violazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata con legge statale numero 108 del 16 marzo 2001: stabilirà, appunto, il luogo fisico su cui sorgeranno i capannoni grandi quanto un campo di calcio e alti come un palazzo di 5 piani, in cui verranno ammassati 90 mila metri cubi di rifiuti nucleari.

    Gianni Lannes - Edo Ronchi - Scorie radioattive - Deposito unico

     Decisione inappellabile                                                                                            

    Da quando la Sogin decreterà la sua decisione “inappellabile”, a quando verrà posata la prima pietra, per la costruzione del deposito unico trascorreranno 4 anni che verranno impiegati in una campagna di “informazione”, incentrata sull’ineluttabilità del deposito unico di scorie, sulla sua sicurezza soprattutto sui suoi presunti “benefici”. Infatti, per conto dell’Ue, saranno promessi mille posti di lavoro, grasse compensazioni e un investimento di 2 miliardi e mezzo di euro. Inoltre, c’è pure il risvolto verde: l’entrata in scena dei soliti ambientalisti per le buone occasioni.

     Spunta l'Osservatorio Indipendente                                                                    

    E così spunta dal nulla un fantomatico “Osservatorio Indipendente”:  la Fondazione per lo sviluppo sostenibile guidata da Edo Ronchi, Legambiente, Wwf, con la collaborazione della stessa Sogin. Il compito è di favorire l’informazione tra istituzioni, Sogin SpA e comunità coinvolte, indorando la pillola. Una strategia che sembra seguire un preciso scadenziario, di cui però i cittadini ignorano contenuti e tempi. Il punto è non commettere l’errore berlusconiano di Scanzano, bensì costruire il consenso intorno al progetto. Verrà fatto passare per un’ineludibile dovere morale dell’Italia, con la conseguenza di un’inevitabile controindicazione: non un’imposizione, un rischio, bensì una miniera di soldi a compensazione dei territori.

     Regime mediatico telecomandato al lavoro                                                      

    Il regime dei mass media telecomandati è da un bel pezzo al lavoro, e mostra l’iniziativa come una genialata della scienza tricolore, presentando le direttive europee come dogmi indiscutibili. Quello che conta davvero più dei requisiti geografici, è che hanno già valutato il grado di sottomissione e reattività sociale degli abitanti ai soprusi istituzionali, la loro fame e il tasso di corruttela e di mediocrità dei governanti locali. Sembra un destino già segnato: ai sudditi adesso la possibilità di ribaltare una sorte fabbricata a tavolino, e diventare finalmente cittadini.

    di Gianni Lannes 

    Iniziativa di Libero Confronto, Pensa e scrivi di "Qui Europa"

    Partecipa al pubblico dibattito – infounicz.europa@gmail.com

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  • Da Nord a Sud, al Centro: le Mafie Politiche dei Giorni Nostri

    Da Nord a Sud, al Centro: le Mafie Politiche dei Giorni Nostri

    Giovedì, Ottobre 11th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Italia / Lazio / Emilia Romagna / Marche / Valle d’Aosta / Piemonte / Lombardia / Calabria / Campania / Basilicata / Milano / Roma / Reggio Calabria / Mafia / Politica / Crisi / Economia / Qui Europa / Pdl / Idv / Conti Pubblici / Denaro Pubblico / Guardia di Finanza / Indagini / Infiltrazioni mafiose / Criminalità organizzata / N’drangheta / Cosche mafiose / Franco Fiorito /Vincenzo Maruccio / Domenico Zambetti / Ilda Boccassini / Roberto Formigoni / Mancuso / Giuseppe d’Agostino / Eugenio Costantino /

    La politica della mafia: 4.000 voti pagati

    200.000 euro

    Arrestato l’assessore alla Casa della Regione Lombardia,

    Domenico Zambetti, per scambio di favori: Formigoni

    verso il rimpasto della giunta

    Da Nord a Sud, filo diretto con la mafia: dall'arresto di Condello

    e dallo scioglimento della giunta comunale a Reggio Calabria

    agli ultimi exploit di Zambetti e Maruccio, a Milano e Roma

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Milano, Roma, Reggio Calabria –  Che la politica (o meglio gran parte di essa, per non essere ingenerosi verso il "resto") sia una mela marcia, della quale non riusciremmo a salvare quasi nemmeno il torsolo, è già chiaro a tutti. E per quanto i media cerchino di imbottirci di illusioni informative in vista di presunte e decantate riprese economiche, crescita, sviluppo e maggiore occupazione, ormai, i cittadini italiani sono coscienti che tutte queste “proiezioni nel futuro” sono nient’altro che frottole. Per intuirlo basta rovistare nei propri portafogli o fare il saldo del proprio conto bancario anche se, come abbiamo sempre sostenuto noi di "Qui Europa", la vera crisi è anche e soprattutto di tipo intellettuale, morale e sociale.

     Sua eccellenza, l'Avvocato Calabrese 

    Ma in un momento storico come quello che stiamo attraversando, la vera crisi è anche politica, e su questo non c’è dubbio. E’ come se fossimo intrappolati in una ragnatela: dalla periferia al centro, ognuno tesse, ed i ragni più grossi sono coloro che ci rappresentano, quelli che fanno i “politici”, quelli che mangiano di più. Il problema è che ci stanno, letteralmente, derubando e schiavizzando (in complicità con i nuovi euro-dittatori) e stanno continuando a mangiare soprattutto sui fili creati, attraverso sforzi e sacrifici immani, dai cittadini italiani. Ed infatti la politica risulta fedelissima allo scandalo, ma poco incline ad assolvere al compito di rendere un servizio ai cittadini: dal caso di Franco Fiorito, capogruppo del Pdl alla Regione Lazio nella giunta dell’ormai ex presidente Renata Polverini – arrestato, come detto perché accusato  di peculato per aver sottratto ingenti somme di denaro pubblico e aver utilizzato le stesse per tornaconti personali o familiari – al caso delle ultime ore che riguarda l’avvocato calabrese Vincenzo Maruccio, capogruppo dell’Italia dei Valori, indagato con la stessa accusa del buon Francone, per aver “rubato” 700.000 euro ed averli trasferiti sui propri conti personali. La musica non cambia, insomma, e dalla Capitale dei vizi e degli sprechi economici, l’eco del mal costume  politico arriva anche in altre regioni italiane.

     La solita "Sacra Giunta Lombarda" di Don Formigoni  

    Basilicata, Campania, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Marche e Piemonte sono i territori in cui la Guardia di Finanza avrà sicuramente un gran da fare. Per non parlare dello scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, commissariato dal governo proprio nei giorni scorsi, per “contiguità con la criminalità organizzata”. Nord e Sud, insomma, in fin dei conti si somigliano clamorosamente e pare che al peggio non ci sia mai fine. Nel mirino degli investigatori, udite udite, c’è anche – tanto per cambiare! – la Lombardia: delle ultime ore, infatti, è la notizia dell’arresto dell’assessore alla Casa della Regione Lombardia presieduta da Roberto Formigoni, il pidiellino Domenico Zambetti, accusato di aver comprato dalla n’drangheta circa 4.000 voti, indispensabili per la sua elezione, alla “modica” cifra di 200.000 euro.  

     Made in 'ndrangheta 

    Un voto di scambio, dunque, e proprio a poche ore dalla cattura del superlatitante reggino Domenico Condello, in Calabria. Lavori e favori, quelli del politico incriminato, per la mafia ('ndrangheta) che corteggiava numerosi appalti. Il 60enne Zambetti, probabilmente, ha avuto rapporti – per così dire “lavorativi” con diverse cosche reggine e joniche: i Morabito–Bruzzaniti di Africo, i Mancuso di Limbadi ed i Barbaro–Papalia di Platì. Tra i presunti favori ottenuti dalla mafia grazie all’operato dell’assessore Zambetti, anche “l’assunzione all’Azienda dell’Edilizia Residenziale Pubblica della figlia di un presunto Boss di Limbadi, che permetteva alla mafia di operare, direttamente dall’interno, in uno dei settori vitali per la Regione Lombardia”, per come si legge  a pagina 10 dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano, Alessandro Santangelo. Due i “colletti bianchi” con i quali l’assessore alla Casa della Regione Lombardia, aveva presunti rapporti diretti: un esponente della cosca di Africo, Giuseppe D’agostino, già condannato in passato per droga e gestore di locali notturni a Milano e l’altro, referente del clan Mancuso , il gestore dei negozi Eugenio Costantino. Definito dal procuratore aggiunto della Procura di Milano, Ilda Boccassini, “Un patrimonio della n’drangheta”, Zambetti potrebbe essere accusato anche per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa in quanto “c’era un patto criminale tra un rappresentante delle istituzioni ed un gruppo della criminalità organizzata mafiosa” – ha spiegato la Boccassini. Una vera e propria spina nel fianco per la regione guidata dal presidente Roberto Formigoni, il quale ha dichiarato che “le responsabilità sono gravi, ma non riguardano la giunta” e ha fatto sapere che non ha alcuna intenzione di dimettersi.

     L'Errore più grande e il male maggiore 

    Ormai – addirittura – pare che il marciume politico sia diventato parte della normalità perché diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale: ma il fatto che sia comune, non deve mai far pensare che sia normale. La conclusione che traiamo da cittadini è che troppo spesso “la politica è mafia e la mafia è politica” e che, pertanto, bisogna abbattere questo muro partendo proprio da questa consapevolezza  e, soprattutto, abbattendo il  sistema politico attuale  facendo informazione e diffondendo notizie vere. Questo è il nostro compito, questo è quello che ciascuno di noi può e deve fare. Ovviemente sarebbe un errore madornale ed imperdonabile quello di rottamare l'intero stato, o cedere dinnanzi a pericolose strumentalizzazioni di coloro i qual nel nome della legalità vorrebbero addirittura sovvertire la Costituzione, al fine di donare ancor più potere ad un altro tipo di mafia, forse ancor più temibile e distruttiva; quella eurocentrica che ruota attorno alla speculazione finanziaria e bancaria. Quella che potrebbe avere la meglio – per sempre, irreversibilmente – in una ipotetica nascita di un superstato totalitaristico. Sarebbe il male maggiore!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

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    Mercoledì, Settembre 26th/ 2012 – di Mario Luongo – Francesco Fiorito / SPQR / Dimissioni / Renata Polverini / Consiglio Regionale Lazio / Decentramento amministrativo / Belsito / Lusi / Pdl / Circoscrizione Frosinone / Anagni / Capogruppo regionale Pdl / Vilfredo Pareto / Merito Morale / Polis Greca  SPQR – L'epilogo del caso Fiorito […]

    Ventennale Via D’Amelio: Quella Pianta Rigogliosa

    Ventennale Via D’Amelio: Quella Pianta Rigogliosa

    Venerdì, Luglio 20th/ 2012  – di Mario Luongo –    Ventennale strage via d’Amelio / Paolo Borsellino / Trattativa Stato mafia / Agnese Borsellino / Rita Borsellino / Giorgio Napolitano / Gianfranco Fini / Leoluca Orlando / Antonio Ingroia / Roberto Scarpinato / Movimento   Agende Rosse / Sfiducia cittadini nello Stato        […]

    Strage di Via d’Amelio, Vent’anni dopo

    Strage di Via d’Amelio, Vent’anni dopo

    Giovedì, Luglio 19th/ 2012         – di Mario Luongo – Trattativa Stato mafia / Attentato via D’Amelio / Paolo Borsellino / Giorgio Napolitano / Stragismo mafioso / Francesco Messineo / Nicola Mancino / Peppino Impastato / Ragione di Stato / Salvatore Borsellino / Corteo Agende rosse / Roberto Scarpinato / Antonio ingroia […]

    Trattativa Stato-Mafia, Rita Borsellino: La decisione di Napolitano? Uno schiaffo a tutti gli Italiani

    Trattativa Stato-Mafia, Rita Borsellino: La decisione di Napolitano? Uno schiaffo a tutti gli Italiani

    Mercoledì, Luglio 18th/ 2012 – di Mario Luongo – Italia / Trattiva Stato mafia / Giorgio Napolitano / Conflitto di attribuzione / Procura di Palermo / Rita Borsellino / Strage di via d’Amelio / Nicola Mancino / Antonio Di Pietro / Paola Severino / Sonia Alfano / Pierluigi Bersani / Intercettazioni telefoniche / Giovanni Falcone […]

    L’Europarlamento ricorda Falcone

    L’Europarlamento ricorda  Falcone

    Giovedì,  Maggio 24th / 2012  – di Silvia Laporta – Mezzogiorno / Parlamento europeo / commemorazione / Giovanni Falcone / Mafia / Eroe italiano / Edward McMillan/ Minuto di raccoglimento /  Gli ultimi veri erori italiani / Un monito per i giovani e per tutti gli uomini di responsabilità / Insieme contro la mafia e ogni […]

    17 marzo – Genova: XVII Memorial alle vittime delle mafie

    17 marzo – Genova: XVII Memorial alle vittime delle mafie

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012 Italia  / Genova / Istituzioni / Vittime della mafia / Libera / Memorial 17 marzo – Genova: XVII Memorial alle vittime delle mafie La lotta per la legalità riguarda tutta l’Italia Genova – Il 17 marzo si svolgerà a Genova la XVII giornata delle Memoria e dell’impegno in ricordo delle […]

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische  – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Martedì, Marzo 13th / 2012 Commissione Ue / Lotta alle mafie / Confische / Malmstrom / Crocetta Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta Profitti criminosi: oltre 2000 miliardi di dollari all’anno In Italia 150 miliardi di euro nel 2011. Bruxelles –  Nelle scorse ore, […]

     

  • E’ guerra –  Mario Monti denunciato alla Corte europea – Il Mezzogiorno sta morendo!

    E’ guerra – Mario Monti denunciato alla Corte europea – Il Mezzogiorno sta morendo!

    Martedì, Maggio 29th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Italia / Parlamento europeo / Corte europea / Denuncia / Eurodeputati / Mep's / Crisi / Mario Monti / Mezzogiorno d'Italia / imprese / Decreti salva imprese / Crisi / Sud Italia / Nord Italia / Italia in ginocchio / Enzo Rivellini / Casta partitica / Controinformazione / Europa / Calabria / Lazio / Sicilia / Abbruzzo / Molise / Campania / Qui Europa / Silvia Laporta / Il Sud sta morendo / Decreto ammazza Italia / Caste partitiche espressione del volto peggiore dell'Italia  

    Monti esclude il  Sud dai decreti salva-imprese:

    nuovo provvedimento choc, Italia in ginocchio

    Il Mezzogiorno alla canna dell'ossigeno

    Rivellini denuncia Monti alla Corte europea

    E’ guerra alla tecnocrazia – Monti denunciato alla Corte europea – Vuol ucciedere il Mezzogiorno

    Bruxelles, Roma – Arrivano gli attacchi dal Mezzogiorno al governo. L’Europarlamentare Enzo Rivellini, ha presentato ieri una denuncia alla Corte Europea dei diritti contro il premier Mario Monti . Sotto accusa i decreti salva-imprese. Questi 4 provvedimenti, mirano a ridurre i debiti verso la pubblica amministrazione e sbloccare i fondi verso imprese che vantano crediti nei confronti dello stato. E’ particolarmente indigesta, a questo proposito, l’esclusione dalla compensazione tra crediti e debiti con la pubblica amministrazione delle imprese le cui Regioni sono alle prese con il deficit sanitario e con il relativo piano di rientro.  "La discriminazione verso il Sud è palese – dice Rivellini-  il fatto di aver lasciato fuori alcune regioni, tra cui la Campania, penalizza le aziende che operano in quei territori rispetto alle loro concorrenti di pari fatturato, di pari grandezza,di pari campo di lavoro ma che risiedono in altra parte d’Italia".

      Cura Monti – Mezzogiorno tagliato fuori dal mondo  

    La suddetta norma, è stata introdotta dal precedente governo, e non interessa soltanto i paesi del Sud Italia: Campania, Lazio, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Molise, sono le regioni che non beneficeranno dei nuovi decreti.  A questo proposito la tensione è avvertita anche in Parlamento, dove Raffaella Calabrò e gli altri senatori Campani del Pdl, hanno deciso di presentare un’interpellanza al professor Monti, per estendere gli ambiti di applicazione dei decreti a tutte le regioni. Sono decisi a far sentire la propria voce, per la parità dei diritti negata alle aziende del Mezzogiorno. Si tratta di un’ingiustizia insostenibile,  per un territorio che è messo in ginocchio dalla crisi ancor più di quanto lo sia il nord del paese. Tanto più che il Sud Italia, storicamente combatte per arginare il divario con le aree del centro e del nord Italia. Se le imprese non dovessero riacquistare la liquidità che gli spetta, le conseguenze non sarebbero certo da sottovalutare. Meno posti di lavoro, incremento del disagio sociale, ma soprattutto una luce alla fine del tunnel, che forse, non si riuscirebbe più a scorgere: un collasso economico in piena regola! 

      L'accusa – Vuol distruggere l'Italia!  

    Dividere Nord e Sud, escludere le regioni del Mezzogiorno (ma non solo) che hanno un piano di rientro, ossia quelle che stanno cercando di mettere a posto la sanità e tutti questi ambiti in cui presentano un forte deficit, equivale a negare loro la possibilità di effettuare la ripresa. Logicamente dovrebbe essere il contrario: perché solo le imprese creditrici dello Stato devono avere maggior respiro? Non dovrebbero essere le imprese in crisi a ricevere più incipit di sviluppo? Non può essere frutto di un interesse nazionale quello di “dividere” i cittadini per aree geografiche. Il governo nazionale ha come compito quello di fornire pari opportunità per tutto il paese, nord e sud; anche perché senza un adeguato sviluppo dell’economia del Mezzogiorno, l’Italia non potrà mai mettersi alla pari dei suoi altri “26” colleghi.

    Il mondo produttivo  contro il disastroso tecnocrate  caro a Napolitano

    Il presidente della regione Campania Stefano Caldoro, esterna il suo disappunto, appoggiato dal Pdl. Anche il mondo produttivo si mobilita: Unione Industrili, LegaCoop, Acen, Agc Campania, Api, Casartigiani, Claai,Cna, Compagnia delle Opere, Confagricoltura, Confartigianato, ConfCommercio, Confcooperative, Cnonfesercenti e Unimpresa, parlano di “misure intollerabili che comporterà la perdita di migliaia di posti di lavoro”. Rimangono tutti uniti per mandare avanti un giusto appello: quello contro un’esclusione che comporterà sicuramente il collasso totale del sistema. Nessuno vuole stare a guardare mentre il governo nega la possibilità di ripresa alle regioni in via di sviluppo. Gli strumenti si possono e si devono cambiare. Caro professor Monti, per il bene di un Paese che non ami e non rispetti,  forse sarebbe davvero ora di andare a casa, possibilmente negli Usa: magari ospite dei tuoi cari amici banchieri della Morgan Stanley o della Goldman Sachs. Segui il consiglio degli Italiani: le caste partitiche ti appoggiano, ma loro non sono l'Itaia, sono solo la tragica parodia del suo volto peggiore, un volto che vogliamom lasciarci alle spalle per sempre.

    Silvia Laporta (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Calciopoli / 2006 – Tribunale Ue respinge ricorso azionisti Juve

    Calciopoli / 2006 – Tribunale Ue respinge ricorso azionisti Juve

    Sabato, Aprile 14th/ 2012

    – di Sergio Basile – 

    Italia / Tribunale Ue / Commissione europea / Concorrenza / Sport / Serie A / Calciopoli / Juventus / Ricorso / Giulemanidallajuve / Assemblea degli azionisti / Corruzione ed illeciti sportivi / Campionati di calcio truccati / Retrocessione in serier B della Juventus / Invalidazione del titolo di Campione d'Italia / Insussistenza d'interesse comunitario / Penalizzazioni / Reggina / Arezzo / Lazio / Fiorentina / Della Valle / Foti / Luciano Moggi / Massimo Moratti / Triade Moggi-Giraudi-Bettega / Figc / Coni / Aia / Arbitri / Giornaisti sportivi / Il Processo di Biscardi / Inter / Ricorso / Tar Lazio / Andrea Agnelli  

    Tribunale Ue respinge  ricorso azionisti Juve

    per Insussistenza d'interesse comunitario

    Gli effetti del dopo Calciopoli: la madre degli

    scandali sportivi "made in Italy"

    Bruxelles, Torino – Nel 2009 l’organizzazione “Giulemani dallajuve” (costituita da tifosi e piccoli azionisti della Juventus) in occasione delle ripercussioni dello “Scandalo Calciopoli” aveva levato ricorso alla Corte europea contro la Commissione di Manuel Barroso che, “per insussistenza di un interesse comunitario sufficiente”, non aveva preso posizione contro gli organi ufficiali e federali – nazionali ed europei – quali appunto Figc, Coni, Fifa e Uefa – tirate in ballo dall’organizzazione pro-Juventus, ed accusate di aver violato le regole europee sulla concorrenza. Nelle scorse ore la Corte ha però respinto il ricorso non reputando la questione d’interesse comunitario e pertanto fuori dalle competenze dirette dell’Ue. In particolare, nella nota ufficiale diramata dal Tribunale Ue, si legge che “la Commissione ha giustamente deciso che i comportamenti denunciati non incidono in maniera significativa sul commercio intracomunitario, sottolineando la limitata portata economica della causa – inoltre – l'impatto delle sanzioni inflitte alla Juventus sulla struttura concorrenziale del calcio mercato – riporta in aggiunta la nota – non ha portata significativa e le sanzioni non hanno causato una disfunzione significativa del mercato comune a causa della portata limitata delle violazioni”.

      L'intervento del Tar Lazio  

    Va ricordato che precedentemente sulla questione era già intervenuto il Tar del Lazio che, al contrario, aveva aperto alla possibilità dell’ottenimento di una tutela comunitaria da parte dell’ente ricorrente, al fine di salvaguardare un proprio diritto ed interesse legittimo.

      All'origine del ricorso – Lo scandalo Calciopoli  

    La madre di tutti i mali fu il celeberrimo scandalo, noto come “Calciopoli”, che nel 2006 travolse i vertici del calcio italiano, coinvolgendo molteplici e blasonate società professionistiche nonché dirigenti delle stesse e dei principali organi calcistici italiani, tra i quali la Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) la Lega Nazionale Professionisti e l’Associazione Italiana Arbitri. Nel calderone vi finirono anche alcuni arbitri. Calciopoli fu il terzo, ma il maggiore, tra i grandi scandalo nella storia del calcio italiano, dopo quello sulle scommesse del 1980 e del 1986, anche se come portata ed effetti è stato certamente maggiore dei due precedenti. Senza scordare però il filone dell’inciesta sul calcio scommesse scoppiato nel 2011/2012, che ha già travolto personaggi di spicco del mondo del calcio, tra cui l’ex-nazionale Beppe Signori. Su Calciopoli – inchiesta avviata nel 2005 dalla Procura di Torino, dal Procuratore Raffaele Guariniello, denominata Offside – si era chiusa con l’archiviazione per “l'inesistenza di situazioni penalmente rilevanti”. La pubblicazione delle prime intercettazioni telefoniche giunse, tuttavia, nel maggio 2006, a pochi giorni dalla conclusione della stagione calcistica 2005-2006,  e portarono alle dimissioni del presidente della Figc Franco Carraro, del vice, Innocenzo Mazzini, del presidente Aia Tullio Lanese, del presidente della Lega Calcio Adriano Galliani e di Luciano Moggi e Antonio Giraudo due dirigenti della Juventus, riconducibili alla famosa “triade”: Moggi-Giraudo-Bettega (in foto con lattuale allenatore della Juve, Marcello Lippi). Il Coni commissionò la stessa Federcalcio.

      Il caso Juve – Gli sviluppi di calciopoli  

    I due procedimenti, che riguardarono partite e classifica finale del campionato di calcio di Serie A 2005-2006, si chiusero rispettivamente il 14 ed il 25 luglio 2006, permettendo di stilare una classifica definitiva al netto delle penalizzazioni inflitte a Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Reggina ed Arezzo. La società maggiormente colpita dalla giustizia sportiva fu proprio la Juventus: riconosciuta colpevole d’illecito sportivo e punita – come i tifosi ricorderanno amaramente – con la revoca del titolo di Campione d'Italia 2004-2005; la mancata assegnazione del titolo 2005-2006 e la retrocessione – onta senza precedenti nella gloriosa storia del club – in Serie B: dove dovette scontare anche un'ulteriore penalizzazione di 9 punti nella classifica del Campionato 2006-2007. Nella bufera fu poi coinvolta anche l’Inter (Giacinto Facchetti, fu condannato per illecito sportivo con accuse analoghe a quelle indirizzate ai danni della Juve). Il patron Moratti e la squadra furono però salvati dalla prescrizione.

       Le accuse    

    Luciano Moggi risultò essere a capo di una sorta di cupola (come fu derfinita dai giornali dell’epoca) in contatto, tra l’altro – in veste di “Grande suggeritore e burattinaio” – con giornalisti ed opinionisti della tv e della carta stampata. Tra i nomi più noti emersi dalle intercettazioni ambientali ricordiamo Aldo Biscardi, l'ex arbitro Fabio Baldas; l’ex-Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu (che avrebbe chiesto un occhio di riguardo perla squadra Sassari Torres) Tony Damascelli (Il Giornale), Guido D'Ubaldo (Corriere dello Sport), Franco Melli (Il Tempo: ospite fisso de Il processo di Biscardi), Lamberto Sposini (TG5: anch’egli ospite a Il processo di Biscardi), Giorgio Tosatti (Raisport), Ignazio Scardina (Rai Sport) e Ciro Venerato (Rai Sport). La posizione penale di quasi tutti i cronisti fu archiviata nel 2007, anche se molti di loro furono sospesi per qualche tempo dall'Ordine dei giornalisti.

      Il ricorso della Juve e la richiesta rissarcitoria  

    Dopo l’esito in primo grado del processo di Napoli la Juventus presentò nel novembre 2011, contro Federcalcio e Inter, ricorso al Tar Lazio, chiedendo un risarcimento danni record, pari a 444 milioni di euro derivanti dalla presunta disparità di trattamento sui fatti di Calciopoli  tra gli eventi del 2006 e 2011. Il ricorso suscitò le dure reazioni da parte di Figc e Coni. Successivamente Andrea Agnelli, Presidente Juve, chiese – senza successo – la convocazione di un tavolo di discussione per ovviare alla controversia. 

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)