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  • Legge di Stabilità – Regali ai Banchieri, Dispetti a Morti e Famiglie

    Legge di Stabilità – Regali ai Banchieri, Dispetti a Morti e Famiglie

    Sabato,  Ottobre 19th/ 2013

     di Sergio Basile  

    Legge di Stabilità, Regali alle banche, Basilea 3, Credit Crunch, Banchieri, Iva sui Funerali, Assenza di politiche per la famiglia, MPS, Ubi, Banca Intesa, Iva, Destinazione Italia, Roma, Washington, Obama, Roma-Napoli, Fincantieri, Giuseppe Bono, Terna, Washington Post, Enrico Letta, Mario Monti, Svendita dell'Italia, Accentramento Bancario, Giacinto Auriti 

    Legge di Stabilità – Regali ai Banchieri,

    Dispetti ai Morti e alle Famiglie

    La "Revisione del Trattamento Fiscale sulle Perdite

    delle Banche": la nuova beffa dell'impero bancario.

    Introdotta Iva sui funerali al 10%. Vietato Morire!

    Privatizzazioni – Idea Fincantieri. Bono contraddice Letta

     

    di Sergio Basile 

    Legge di Instabilità - Iva Funerali

     Il vero volto della Legge di (In)Stabilità della banda Letta                           

    RomaLa Roma calcistica vola e conferma il suo primato in classifica, eguagliando il record di vittorie consecutive "di sempre" dalla prima di campionato (8), detenuto finora dalla  sola Juventus, ma non si può dire lo stesso per la "Roma istituzionale". Anzi! In questo caso l'incubo continua e – attendendo che tutti gli Italiani acquisiscano davvero il polso della situazione – ci ritroviamo a commentare le ennesime storture, dinnanzi ad una "Legge di Stabilità" che non solo toglie gli ultimi spiccioli rimasti agli Italiani, ma – come vedremo – li regala in nuove fantasiose forme ai soliti banchieri, andando a colpire addirittura i morti… e non è un eufemismo!

     La Finanziaria dei Banchieri                                                                                    

    D'altronde, se a fare gli elogi dagli Usa è stato Obama, beh il tutto diventa ancor più anacronistico. Non trovate? Insomma è tutto un "programma"! Eppure in tempi non sospetti Letta osò dichiarare che "prima di Maastricht, l’Italia (per quello che riguarda il debito) era un disastro (…) Dunque – aggiunse di seguito – per l’Italia mai più debito!”. Lo stesso Letta che tuttavia, per contro, scriveva un libro dal titolo a dir poco inquietante: "Euro sì. Morire per Maastricht". Difendendo a spada tratta la madre spirituale del debito stesso: la moneta unica! Ma a ben vedere il debito – se ne sarà accorto lo stesso Letta – c'è e come (130% del Pil) alimentato non soltanto dalle trovate mercatiste del rating, dello spread, del Target2 e dell'iper-sdoganamento incontrollato e selvaggio dei titoli di stato sul mercato estero (favorito dall'art. 123 del Trattato di Lisbona, che obbliga gli stati a rifinanziarsi sui mercati internazionali, acquistando a tassi da usura la moneta che in realtà dovrebbe essere sua di diritto: come insegna il professor Auriti) ma anche da altri elementi sconcertanti come le presunte perdite del settore bancario da colmare a suon di sacrifici dei pubblici contribuenti: e ciò malgrado l'innalzamento dei coefficienti obbligatori di riserva patrimoniale degli istituti di "credito" decisa con Basilea 3 e malgrado l'irrefrenabile attività di speculazione bancaria sugli stessi titoli di stato nazionali vada avanti a gonfie vele… Come del resto va benone la speculazione sui titoli del debito greco…  

     La Revisione del Trattamento Fiscale sulle "perdite" delle banche           

    Ma a tornare a cozzare contro ogni logica e raziocinio, nella cosiddetta "Legge di (In)Stabilità", ci sono anche altri elementi, come il regalo fiscale di 1,8 mld di euro ai banchieri privati derivante dalla revisione del trattamento fiscale sulle "perdite delle banche" che  porterà loro maggiori utili (si calcola mediamente un 7% in più – dati Mediobanca) quantificabili in circa 650 milioni di euro, nel 2013: comme inutile dirlo, a carico degli Italiani. Tale regalo tributario denominato "revisione del trattamento fiscale delle perdite su crediti delle banche" insito nella Legge di Stabilità, ovviamente non dovrebbe sortire alcun effetto sul folle "credit crunch", cioè, per dirla in altri termini, non dovrebbe segnare alcun allentamento nella criminale serrata operata sui rubinetti del credito a famiglie e imprese, decisa proprio con gli accordi di "Basilea3", e ratificata dallo stesso "democratico" Parlamento Europeo nel corso del 2012. E poi magari ci diranno – come fatto in tante sedi e salotti tv – che la soluzione a questo status quo sia l'accentramento bancario in un nuovo sistema… imperiale. Accentramento – come detto: vedi qui Parlamento Europeo: Nouvo Vergognoso passo verso l’Impero ​Euro-Bancario Unico – già in atto, e vero obiettivo di tutto questo pandemonio ben concertato tra finanza, politica, poteri occulti e tecnocrazia.

    Legge di Instabilità - Iva Funerali

     1,5 miliardi di euro agli amici di Rothschild                                                      

    La "revisione del trattamento fiscale" va delineandosi quindi come un ennesimo folle regalo alle banche: un "pensierino" che per il triennio 2013-2015 potrebbe fruttare qualcosa come 1,5 miliardi di euro agli amici di Rothschild & Co. Secondo Banca Imi, a Unicredit l'operazione del governo Letta potrebbe portare nel solo 2013 un beneficio fiscale pari a 271 milioni di euro, (236 nel 2014 e 219 nel 2015); 101 milioni nel 2013, 70 nel 2014 e 57 nel 2015 per MPS; 45 milioni nel 2013, 38 milioni nel 2014 e 37 nel 2015, per UBI; 48 milioni nel 2013, 44 nel 2014 e 43 nel 2015, per Banco Popolare. Nel triennio 2013-2015, ad esempio, un istituto come Banca Intesa godrà di un beneficio fiscale pari a 590 milioni di euro. Pertanto l’alleggerimento fiscale dell’Ires, con l’aliquota fissa del 27,5% e dell’Irap,  la cui media si aggira attorno al 5% (con variazioni a livello regionale)  porterà ad un miglioramento sensibile dei profitti che oscillerebbe dal 3 al 6%. Letta dunque anziché colpire le prime responsabili della "crisi indotta" dell'Euro-zona (e di riflesso dell'intera economia continentale) costringendo il sistema bancario a restituire ai contribuenti il maltolto – da signoraggio di primo e secondo livello (cioè quello da riserva frazionaria) – fa esattamente il contrario: ruba ai poveri per dare ai ricchi. Ma questa volta il buon gusto del governo ha superato anche quello manifestato in dozzine di occasioni dal predecessore – e "dimissionario" – Mario Monti.

     Vietato anche "Morire"… non ce lo possiamo permettere                            

    La nuova finanziaria, infatti, questa volta non risparmia neppure i morti, finora esentati, decretando per il 2014, sui funerali, l'ntroduzione dell'IVA al 10%. Ma se da una parte anche morire sarà un lusso, da "contrattare" evidentemente col nostro santo di riferimento, il governo ha pensato bene di incentivare e premiare le politiche sul controllo delle nascite, apportando riduzioni fiscali sui contraccettivi. E sulle politiche per la tutela della famiglia e degli indigenti? Beh il tenore è nettamente diverso: lieviteranno infatti sia i costi dell’allacciamento alle reti di teleriscaldamento, che le opere di urbanizzazione comunali. Aumenti dell’Iva infine sulle case in cooperativa e sui servizi di assistenza a bambini, malati, anziani e disabili forniti da strutture private.

     Avanti tutta con le ultime privatizzazioni                                                           

    Per contro la parola d'ordine sarà anche nel 2014 "privatizzazioni". Nel mirino della banda Letta – fonte Washington Post – a quanto pare ci sarebbero ora Fincantieri e Terna, con il collocamento sul mercato estero di percentuali rispettivamente del 49% e del 4,9%. Il tutto rientrerebbe nel piano "Destinazione Italia". Anche in questo caso, un nome che lascia poco alla fantasia del lettore… Il tutto con il supporto del Comitato per le privatizzazioni istituito presso il ministero dell'Economia e Finanze. Ma pronta e discordante è giunta la risposta a distanza di Giuseppe Bono (numero uno di Fincantieri) secondo il quale l'azienda "non ha bisogno di partner esteri… in quanto – ha aggiunto – noi vogliamo comandare a casa nostra!".

    Sergio Basile – Redazione Qui Europa (Copyright © 2013 Qui Europa)  

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     Allegato – Svendita del Patrimonio aziendale nazionale – Nomi e Cognomi                 
     
    Ecco a chi è stato svenduto il glorioso ed impareggiabile patrimonio aziendale nazionale. De Tomaso – Auto – (ai Cinesi); Ferretti-Yackt – (ai cinesi di Shig-Weichai);  Scotti – (agli spanoli Ebro foods); San Pellegrino, Buitoni, Perugina, Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti, Maggi – (agli Svizzeri della Nestlè);  Gancia – (al russo Roustam Tariko); Parmalat, Galbani, Cademartori, Invernizzi, Locatelli  (ai  francesi di Lactalis); Algida – (alla Unilever, multinazionale anglo-olandese); Bertolli, Carapelli, Sasso, Minerva Oil – (agli spagonoli della Deoleo); Fiorucci alimentari – (agli Spagnoli Campofrio Food Holding);Peroni – (ai sudafricani di SABmiller); Ar Alimentari, leader nei pelati – (alla multinazionale anglo-nipponica Princes-Mitsubishi); Star – (agli spagnoli Agrolimen);Rigamonti salumi – (ai Brasiliani della Jbs); Bulgari, Emilio Pucci, Fendi, Acqua di Parma (ai francesi di  Lvmh); Chianti Classico Casanova ''azienda Gallo Nero'' –  (ai Cinesi); Gucci – (ai francesi Pinault-Printemps-Redoute); Pernigotti – (ai Turchi Sigh); Alitalia – (ai francesi); Coin –  (ai francesi di Pai Partners); Standa – (agli austriaci Billa); Gianfranco Ferrè – (al Paris Group di Dubai); Valentino – (agli ingressi di Permira); Fiorucci – (ai giapponesi di Edwin International); Bottega Veneta,Sergio Rossi calzature – (ai Francesei di François Henri Pinault); Safilo  – (agli olandesi di Hal Holding); Fastweb – (agli svizzeri Swisscom); Wind – (oggi ai russi di VimpelCom); Ercole Marelli, Fiat Ferroviaria, Parizzi,  Sasib Ferroviaria, Passoni & Villa –  (ai Francese di Alstom); Acciaierie Lucchini – (ai Russi di Severstal); Fiat Avio – (ai lussemburghesi di Bcv Investments sca); Benelli – (ai Cinesi di QianJiang); Sps Italiana Pack Systems – (agli statunitensi Pfm Spa);Edison – (ai francesi Eléctricité de France); Loquendo – (agli statunitensi di Nuance); tutta la grande distribuzione italiana è praticamente in mano ai francesi di Carrefour, Auchan, Castorama e Leroy Merlin, Leclerc. Senza scordare la leadership di aziende tedesche come Lidl ed Eurospin. Infine la Ciliegina Telecom, che – come noto – ha preso il volo verso Madrid. Per tacere sui passaggi di proprietà di squadre di calcio come Roma e Inter… ed altre assolute nefandezze di sorta, in quello che potremmo definire il "Britannia 2".
     
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    Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta (dentro il Precipizio)

    Obama elogia Letta: Italia sulla strada giusta (il Precipizio)

    Venerdì,  Ottobre 18th/ 2013 – Sergio Basile, Redazione Qui Europa  – Legge di Stabilità, Lege di instabilità, Barack Obama, Enrico Letta, Mario Monti, Sciopero, Tasse, ICI, Monti, Fassina, Governo, Parlamento, Spot coloniale, Scelta civica, Dimissioni di Monti, Cobas, Saccomanni, Usa, Washington, Roma, Debito Pubblico, Tassazione, Obama elogia Letta, Mario Monti Gruppo Misto, Austerity, Sceneggiata all'italiana, Italia nel baratro  […]

    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

    Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche i santi

    Martedì, Ottobre 15th/ 2012 – di Sergio Basile –  Imu, Tares, Trise, Ue, Italia, crisi eurozona, MES, Evasione Fiscale, San Tommaso d'Aquino, Sant'Agostino, Morale cattolica, Padri della Chiesa, Debito illegale, Legge iniqua, Tasse giuste e tasse ingiuste, Moralisti, Gesuiti, Mammona, Gesù Cristo, Nuovo Ordine Mondiale, Resistenza, Rerum Novarum, Ergastolo domestico, Ergastolo, Padre Andrea Oddone, Papa Leone XIII, Corruptio Legis,  Speculazione bancaria, Diktat dei mercati, Stato di polizia, Tirannide, Risvaglio, Resurrezione, Sergio Basile, Qui Europa  Italia – Evadere le tasse può essere Lecito e Doveroso. Lo dicono anche […]

    Harvard – Draghi chiude l’Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi

    Harvard – Draghi chiude l’Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi

    Giovedì,  Ottobre 10th/ 2013 – di Sergio Basile – Usa, Italia, Genocidio di greci ed italiani, Harvard, Mario Draghi, Unione Bancaria, Euro, Eurogabbia, Impero bancario, dismissione del patrimonio pubblico nazionale, speculatori e banchieri statunitensi,  stabilizzazione permanente del "Comitato (stalinista) di privatizzazione", Cdm Letta, Debito pubblico  Harvard – Draghi chiude l'Eurogabbia. Letta, Cdm da pazzi   L'Euro è irreversibile! La salvezza? […]

     

  • Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte

    Giovedì,  Marzo 28th/ 2013 

    – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri 

    India, ministro della Giustizia, Ashwani Kumar, Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, Napolitano, New Delhi, pena di morte, Alta Corte di Kerala Fucilieri di Marina, atto terroristico, Pil, Financial Times,  Global 500, Stefano Beggiora, Università Ca’ Foscari, India e Nordest: il mercato del terzo Millennio, Forze Armate indiane, Fincantieri, Istituto Oceanografico indiano, Sagar Nidhi, Marina indiana, Mazagon Dock, Mumbai, Garden Reach, Kolkata, Alenia Aeronautica, consorzio Eurofighter, Aeronautica indiana programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft), Camera di Commercio Indiana per l’Italia, missione commerciale multisettoriale, Fukushima, Jaitapur, Maharashtra, nucleare sperimentazioni cliniche, cavie umane, BBC, The Independent, Washington Post, Sae, Serious Adverse Events, Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto di Bandiera, Olimpic Flair, Luigi Di Stefano, Strage di Ustica, Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza, Unione europea, Richard Ashby, Funivia del Cermis, Val di Fiemme, Alessandro Mauceri, Qui Europa 

    Soldati in India e Affari Sporchi – Seconda Parte 

    Le Verità Occultate sul Caso Marò e le Dimissioni del

    Ministro Terzi 

    Ecco cosa blocca la macchina diplomatica e sovrasta

    il Diritto: una fittissima rete di intrecci commerciali

     

    di C.Alessandro Mauceri

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     I Retroscena del "Caso Marò" – Seconda Parte 

    Roma, New Delhi, Kerala, Kochi – Nelle ultime ore sono giunte – era ora – le dimissioni del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, "caduto" non per la linea ambigua (per non dire vergognosa) mantenuta per tutto il 2012 e anche oltre sul "Caso Siria" e – in generale – su tutta la politica estera imperialistica italiana (filo-Nato e filo-Usa), ma proprio sul "Caso Marò", e sul ri-espatrio dei due fucilieri italiani in India, favorito e non osteggiato dallo stesso Terzi. L’annuncio è stato dato, nelle ultime ore, in occasione del suo intervento in Parlamento, nell’aula di MontecitorioMa tornando al misterioso incidente diplomatico, cerchiamo ora di comprendere cosa si possa davvero nascondere dietro questa brutta storia, al di là della solita ormai costante cappa mediatica che contraddistingue l'informazione (di regime) nel nostro Paese. 

     Le Dimissioni di Terzi e l'Ennesimo Disastro del "Tecnico" 

    "Secondo gli ultimi dispacci di agenzia, si apprende – sosteneva in sostanza un comunicato governativo della Farnesinache i due Italiani non rischierebbero la pena di morte. Quanto al carcere, lo potrebbero scontare in Italia". Sono state queste – per sommi capi – le rassicurazioni con le quali il nostro governo ha convinto i due accusati a tornare nel Paese che li aveva arrestati ricorrendo a stratagemmi poco diplomatici e che, forse, se la controparte non fosse stata l’Italia, ma un altro Paese, avrebbero scatenato uno scontro diplomatico di ben altre dimensioni. Ciò era avvenuto dopo aver sostenuto che i nostri militari – coinvolti in un affare internazionale dai risvolti più grandi di loro e non di poco – non sarebbero dovuti rientrare in India. Ma non finisce qui! Al ritorno dei fucilieri in India, il ministro della Giustizia indiano, Ashwani Kumar, ha tenuto a precisare come il governo indiano in realtà non avrebbe fornito alcuna assicurazione all'Italia in merito all'inflizione della pena di morte (che pure non è applicata da molti anni). Ebbene secondo alcuni quotidiani, il Ministro degli Esteri italiano dimissionario, Giulio Terzi, che aveva dato la notizia sbagliata (e, a quanto pare, aveva anche dimenticato di informarne il presidente Napolitano) in un primo momento aveva affermato che la sua era stata solo una “svista” e che non ci pensava proprio a dimettersi.   Poi nelle ultime ore – per cause di forza maggiore – è giunto l'evidente e provvidenziale ripensamento. Terzi – tuttavia – affermava poco prima delle dimissioni, come i due Marò' "non avessero corso rischi, e non sarebbero andati incontro a un destino ignoto", perchè "la situazione si stava normalizzando" visto l'ottenimento da parte dell'Italia della precisa garanzia da New Delhi sull'inapplicabilità della suddetta pena capitale. E così, ancora una volta, alle ripetute affermazioni dei nostri diplomatici in merito a rassicurazioni circa il destino dei nostri soldati,  un giudice dell’Alta Corte di Kerala ha pensato bene di definire la presunta sparatoria attribuita ai Fucilieri di Marina italiani, un atto terroristicoIn realtà, questa sarebbe solo l’ultima delle anomalie (per voler usare un eufemismo) nascoste da una vicenda dagli evidenti e grotteschi chiaroscuri.

     India – Il Mercato del Terzo Millennio 

    La verità è che i nostri funzionari si sono trovati di fronte una delle maggiori potenze mondiali con un Pil che, a parità di potere d’acquisto, è già ora pari a un quarto di quello di tutti i Paesi della Terra. Un Paese (l'India) con un apparato bellico possente, dotato di testate nucleari e – ciliegina sulla torta – 1,3 milioni di militari regolariL’India, il cui trend economico è, forse, ancor più robusto di quello della stessa Cina, è un colosso la cui industria manifatturiera è la decima del pianeta. Nella classifica del Financial Times, Global 500, che raggruppa le cinquecento maggiori società del pianeta per capitalizzazione, l’India compare ben 14 volteE l’Italia? Tralasciando le ovvie considerazioni sulla dimensione economica e sul potenziale militare del nostro Paese confrontati con quello di uno dei colossi globali (comparabile solo con USA e Cina) anche sotto il profilo dei rapporti economici “negli anni del boom economico indiano, l’Italia appare essersi mossa un pò in ritardo” come ha affermato – tra l'altro – il professor Stefano Beggiora, docente di storia dell’India presso l’Università Cà Foscari Venezia, autore del saggio "India e Nordest: il mercato del terzo Millennio".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Una Questione di "puri" e semplici "Affari Economici" 

    In realtà, sembrerebbe che a destare la preoccupazione delle nostre autorità in questo momento particolare siano gli imprenditori italiani che già detengono (o che vorrebbero stabilire)  rapporti economici con l’India. La paura che deriverebbe dall’indurirsi dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, è quella di vedere scoppiare una vera e propria crisi commerciale tra Italia e India che potrebbe mettere a rischio i rapporti commerciali già esistenti e i contratti in opera. E se è vero che il colosso del Sud est asiatico rappresenta al momento solo il sedicesimo partner commerciale dell’Italia, con un valore delle esportazioni che nel 2010 è stato di circa 3,5 miliardi di euro, cioè solo l’1% del totale, c’è da considerare che i dati del 2011, ancora provvisori, dicono che questo valore tenderà a crescere rapidamente. Le esportazioni italiane verso l’India aumentano con un tasso del 21% l'anno. Non solo, ma i rapporti commerciali già istaurati pare riguardino proprio quelle aziende di grandi dimensioni che hanno dimostrato di avere maggiore capacità di influenzare scelte politiche nazionali. Come se non bastasse, anche i clienti cui i nostri prodotti sono destinati non sono soggetti qualunque. Uno dei maggiori clienti delle imprese italiane, ad esempio, sono le Forze Armate Indiane. In pochi anni, le nostre aziende produttrici di materiale bellico sono divenute fornitrici di fiducia di Nuova Delhi. Hanno venduto molto, e molto intendono ancora vendere. Fincantieri nel 2008 ha fornito all’Istituto Oceanografico indiano la nave oceanografica da 5mila tonnellate Sagar Nidhi. Pochi mesi fa è stata consegnata all’India la seconda di due grandi navi rifornitrici di squadra da 27mila 500 tonnellate per la Marina indiana. Un contratto da oltre 300 milioni di euro che si somma a quello per la progettazione di sette fregate da 6mila 200 tonnellate della nuova classe P17A, che hanno fruttato all’industria italiana circa 30 milioni di Euro. Non solo, ma è in ballo l’appalto per la realizzazione di queste navi (ognuna del costo di 900 milioni di dollari) che saranno costruite in due cantieri indiani, il Mazagon Dock di Mumbai e il Garden Reach di Kolkata. Appalto che interessa e non poco Fincantieri che aspira a fornire assistenza e tecnologia nel settore delle costruzioni navali modulari, un know how che i cantieri locali non posseggono ancora. Anche Alenia Aeronautica e altre industrie italiane per molti mesi sono state interessate al mercato indiano. Infatti sono loro che producono alcune parti dei caccia realizzati dal consorzio Eurofighter, che ha partecipato ad una gara internazionale per la vendita di 126 caccia all’Aeronautica indiana, in base al Programma MMRCA (Medium Multi-Role Combat Aircraft) per un costo complessivo di almeno 12 miliardi dollari. (Alla fine la gara è stata vinta, però, da un concorrente anche questo europeo). Anche la Camera di Commercio Indiana per l’Italia è molto attiva, infatti ha in programma di organizzare dal 13 al 18 Aprile 2013 una missione commerciale multisettoriale a Mumbai. Molto probabilmente, la verità è che l’India, oggi, in un mondo caratterizzato da economie inaccessibili e da mercati in calo, desta, con i propri numeri, enormi interessi da parte delle maggiori aziende di tutti i Paesi industrializzati. Come dicevamo l’India è dotata di un proprio arsenale nucleare che nessuno si permette di criticare  (ma – ci chiediamo – che accadrebbe se al posto del colosso asiatico vi fossero l’Iraq, l’Afghanistan, il Mali o anche la Siria?). 

     L'India Nascosta – Dal Nucleare alle Sperimentazioni su Cavie Umane 

    Ma anche sotto il profilo civile le scelte dell’India per il nucleare sembrano non tener conto del disastro verificatosi a Fukushima: tra poco a Jaitapur, nello stato del Maharashtra, verrà costruito il più grande parco nucleare al mondo: 9.900 MW prodotti da 6 reattori. E a niente sono valse le proteste della popolazione per impedire che ciò avvenisse. Ovviamente, molti media internazionali hanno dedicato poca attenzione all’evento, anche perché la tecnologia che ha permesso all’India di accrescere il numero di centrali nucleari sul proprio territorio è stata fornita da imprese europeeIn realtà, per poter accedere a questi mercati, fino ad oggi chiusi e resi impossibili grazie a barriere economiche invalicabili anche per industrie di dimensioni (e di potere) ben maggiori di quelle italiane, tutti (e va sottolineato non una, ma due volte, tutti) i Paesi del mondo hanno fatto finta di non vedere cosa stava (e sta) accadendo in quello che da molti viene definito un microcontinente. Nessuno ha visto  il prosperare della potenza missilistica nucleare dell’India. Così come  nessuno sa niente del fatto che in India (come del resto in altri Paesi)  per le sperimentazioni cliniche e farmacologiche si fa ricorso a cavie umane. Eppure sono notizie alcuni magazine internazionali, la BBC, The Independent, il Washington Post, hanno riportato e documentato denunciando un indegno sfruttamento di cavie umane da parte delle industrie del farmaco. Secondo il Washington Post, il fenomeno avrebbe visto una repentina accelerazione dal 2005, in seguito all'introduzione di leggi di semplificazione dei controlli per i test sperimentali nel Paese. The Independent riferisce che un quarto di tutti i dati clinici forniti in Europa alle autorità di controllo sui farmaci proviene dagli esperimenti condotti proprio in Paesi come l’India, la Russia, l’America Latina e la Cina  (BRIC). Va detto come le vittime di questi esperimenti, prelevate in luoghi come i quartieri più poveri delle metropoli, vengano classificate solo con la sigla Sae: Serious Adverse Events (gravi eventi avversi). Del resto l'immissione in commercio di un nuovo farmaco richiederebbe circa 10-15 anni e varie fasi di sperimentazioni con un investimento di diversi miliardi di dollari. Stanziare i test in paesi poveri con un'ampia fetta di popolazione semianalfabeta vuol dire risparmiare fino al 60% il costo dell'investimento. Da pelle d'oca!

     Chi decide davvero del destino dei Marò Italiani? 

    Forse le famiglie dei Marò che sono tornati in India obbedendo agli ordini dei loro superiori, non  è al ministro o all’ambasciatore o al capo del governo (a quello vecchio o a quello  appena incaricato) che dovrebbero rivolgersi per fare tutelare gli interessi e i diritti dei propri congiunti, ma ai capi delle industrie che fanno affari con l’India…..e forse loro risponderebbero. 

    C.Alessandro Mauceri (Copyright © 2013 Qui Europa)

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    Lunedì,  Marzo 25th/ 2013  – L'Approfondimento di C.Alessandro Mauceri – Italia, Roma, Kerala, Marò, India, Guardia Costiera, Kochi, Kerala, peschereccio St. Antony, “Diritto di Bandiera”, Olimpic Flair, Enrica Lexie, guardie armate, pirati, Ros Carabinieri, prova balistica, Onu, Nato, Imo, International maritime organization, Ue, Richard Ashby, funivia del Cermis, Convenzione di Londra, Codice Internazionale di Navigazione, Diritto […]