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  • Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Elezioni 2013, Nulla di Nuovo nel Toto Europa – Idea Tremonti: un favore all’Aspen Institute Italia?

    Martedì, Gennaio 8th/ 2013

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile – 

    Elezioni 2013 / Europa / Unione Europea / Italia / Germania / Elezioni politiche / Cittadini / Democrazia / Eurozona / Indirizzo politico / Summit / Politica / Popolo / Urne / Angela Merkel / Mario Monti / Aspen Institute / Tremonti / Lega / Antieuropeisti / Miguel martinez / Gilulio Tremonti / Beppe Grillo / Enrico Sassoon

     Roma, Berlino   Italia, Germania                                                                                  

    2013 – Elezioni politiche in Italia e Germania:

    quali saranno i possibili scenari futuri?

    L'Agenda "pro-Europa" sembra prevalere. 

    L'incognita vera – Il Pdl continuerà ad appoggiare

    l'eurodisastro come fatto nel 2012, o farà concessioni

    all'anti-europeista Lega? 

    Idea Tremonti – Una poltrona doc per l'Aspen Institute?

    Roma, Berlino – “Anno nuovo, vita nuova”, il detto parla chiaro, ma è anche vero che "tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare". Il 2013 per l’Unione europea potrebbe essere l’anno delle rivelazioni positive, della fine della dittatura dei mercati; o sarà l'anno della definitiva capitolazione nel burrone finanziario della crisi indotta e della creazione dei deleteri "Stati Uniti d'Europa"?  Le difficoltà continuano ad essere all’ordine del giorno, così come i sacrifici "inutili" richiesti dai vari governi ai cittadini. Insomma, oseremmo dire un “vecchio inizio” visto che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Intanto, si parla ancora di politica ed il 2013 offre spunti eccezionali per costruire virtuali palcoscenici sui quali far esibire gli attori del momento. La rassegna teatrale politica europea del 2012 si è chiusa il 13 Dicembre scorso,  con il summit  dell’Eurozona che ha previsto la condivisione dei debiti sovrani dei singoli 17 Stati che ne fanno parte, con l’istituzione di Eurobond “leggeri”. Cioè di altri debiti da gettare sulle spalle dei popoli. Il 2013, però, non sarà di certo meno “emozionante”  (e svilente) del 2012  e, appena iniziato, già assicura una nuova stagione densa di appuntamenti: a Febbraio si partirà con le elezioni politiche in Italia; a Settembre sarà, invece, il turno della Germania. Due Paesi, questi, che restano fondamentali per l'esistenza stessa dell'Ue o per il suo fallimento istituzionale.

     La credibilità della Merkel    "Stiamo lavorando per voi"!                        

    Tra qualche mese, insomma, "in teoria" sarà possibile che l’Unione europea  modifichi il suo indirizzo politico e sociale sulla base dei risultati elettorali.  In "pratica" meno: infatti non si intrevedono per il momento segnali precisi di cambiamento dal solco europeista tracciato dai tecnocrati.  L'unica incognita sta nel fatto che nonostante la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia tenuto in mano le redini europee per molto tempo, dovrà fare i conti con i risultati delle urne e con l'ormai poca credibilità che le viene accordata dagli stessi cittadini tedeschi. Quando afferma – come avvenuto nelle ultime ore – “Stiamo lavorando per lasciare ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli un’Europa migliore”, chi ci crede più? In uno scenario europeo che ha rinnegato la tradizione e la democrazia e privato i cittadini della sovranità popolare, svuotando loro le tasche con una crisi creata ad hoc, non  c’è davvero mai fine al peggio!

     Italia    Panorama 2013                                                                                                             

    Prospettare un futuro diverso, dunque, appare davvero cosa difficile, soprattutto in Italia ed in Germania. E se in Germania – come detto – è tutto rimandato a settembre, l'ex Bel Paese vive con il fiato sospeso: come sarà il dopo-Monti? Anche qui, purtroppo, le previsioni non sono di certo molto rosee. Ciò che potrebbe essere peggio di un dopo-Monti è in assoluto un Monti-bis, in accoppiata, tra qualche mese, con un bis della Merkel. Ma le opzioni nefaste sono più di una. Un buco nero che si allargherebbe a dismisura in tutta Europa, fino a falcidiare qualsiasi forma di democrazia e autonomia; fino a ridurre i cittadini alla stregua di servitù di corte.  Ma d'altra parte tra i carrozzoni politici nessuno parla di fuoriuscita dall'euro-gabbia. In questo c'è una pressocchè totale inspiegabile omologazione. Neanche lo stesso Grillo (come d'altronde le sinistre e l'IDV) sembra dare garanzie in merito: oltrechè sul signoraggio bancario: cancro che il comico genovese considera stranamente come "una battaglia persa in partenza".

     Pdl-Lega    Concessioni antieuropeiste o favori all'élite dell'Aspen Tremonti?   

    Un'incognita rilevante è rappresentata in tal senso dall'unione tra Pdl e Lega. L'europeista Berlusconi, se vorrà restare a galla dovrà fare inevitabilmente concessioni alla Lega: l'unica finora a manifestare chiaramente la sua avversione per l'Europa dei debiti fittizi. Anche in seno all'Europarlamento – va ricordato per onor di cronaca – che gli unici a manifestare e votare contro le misure lacrime e sangue furono gli eurodeputati leghisti (c.d. indipendentisti), che presero fermamente le distanze da Mario Monti quando tutti gli altri a Bruxelles furuno pronti ad osannarlo pubblicamente con applausi e standing-ovation (dalla sinistra al PPE) mentre in Italia e nel Sud Europa tutto andava a rotoli e le imprese fallivano. Ma sul neo idillio Maroni-Berlusconi qualche preoccupazione desta il forte rilancio in cima a Palazzo Chigi del Presidente dell'élitario club (atlantista e filo-Usa) chiamato Aspen Institute, un certo Giulio Tremonti. Ipotesi non proprio condivisibile. Mah! E' più facile fare tredici che capirci qualcosa! Speriamo solo, dal canto nostro, che il 2013 non sia un prolungamento dell’anno precedente e che la gabbia europea possa scardinarsi permettendo ai popoli (le vere vittime del gioco) di evadere e di salvare il salvabile. Questi dovrebbero essere i buoni propositi per l’anno nuovo. 

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2013 Qui Europa)

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     Approfondimenti   L'Aspen Institute                                                                                     

    Aspen Institute Italia – Organizzazione

    filantropico-culturale o fine della

    favola chiamata Democrazia?

    L'élite della politica italiana, dell'economia e della cultura

    tutta insieme appassionatamente per "illuminare" il

    futuro della Nazione:

    crescita illuminata o inganno "democratico"?

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     Cos'è l'Aspen Institute?   Ecco il Direttivo                                                                           

    Presidenti Onorari – Giuliano Amato, Gianni De Michelis, Cesare Romiti, 

    Carlo Scognamiglio

     

    Presidente Aspen Italia – Giulio Tremonti

    Vice-Presidenti Aspen – John Elkann, Enrico Letta,

    Paolo Savona (Vicario),Lucio Stanca (Tesoriere)

     Cos'è l'Aspen Institute?   Approfondimenti                                                                        

    Cos'è l'Aspen Institute? Pochissimi lo sanno! E la cosa non ci sorprende affatto! Il Club nasce come organizzazione internazionale non profit – a carattere mondialista – fondata nel 1950 da un gruppo di intellettuali e uomini d’affari made in USA, al fine di "incoraggiare le leadership illuminate" e affrontare "meglio" i problemi contemporanei mediante programmi culturali comuni, conferenze e iniziative di promozione della stessa  leadership. La sede centrale ufficiale è nella stessa sede dell'impero Usa, Washington. Oggi esistono sedi Aspen anche a Berlino, Lione, Tokyo, Nuova Delhi e in moltre altre nazioni.

     I Finanziatori  

    Vi chiederete, da chi è finanziata l'organizzazione? Presto detto! Carnegie Corporation, Rockefeller Brothers Fund e Ford Foundation. I criteri di finanziamento? Semplice: quote di iscrizione a seminari/stage/convegni e donazioni individuali. Walter Isaacson – ex presidente della CNN: il canale televisivo Usa più potente e noto al mondo – è il suo attuale presidente mondiale. 

     Sedi e componenti dell'Aspen Italia  

    In Italia l’organizzazione "atlantista" inzia ad operare nel 1984. Due le sedi: Roma (Via SS. Apostoli 49) e Milano (Via Vincenzo Monti 12). L’Aspen Institute Italia riunisce la créme dell’industria, del mondo bancario ed assicurativo, della cultura, del giornalismo, delle università e della politica. Fanno parte dell'Aspen uomini di punta di organizzazioni ed aziende storiche italiane come Enel, Fiat, Rai, Confindustria, Generali, Fincantieri, Mediaset, Pirelli, Poste Italiane, società Autostrade e molte altre. Tutti sostengono l'Aspen, ed in parte  (ovviamente) anche attraverso capitali pubblici. Fanno parte dell'Aspen anche uomini di punta della politica e della classe dirigente italiana come Giorgio Napolitano, Mario Draghi (BCE), Romano Prodi, Massimo D’Alema, Fedele Confalonieri, Lucia Annunziata, Paolo Mieli, Enrico Letta, Francesco Caltagirone, Cesare Geronzi, Franco Frattini, Gianfranco Fini, Luca Montezemolo, Sergio Marchionne, Emma Mercegaglia, Tommaso Padoa Schioppa, Giuliano Amato, John Elkann, Lucio Stanca e tanti altri. 

     Gli scopi ufficialie il "Metodo Aspen" – Leggendo dal Sito 

    “Aspen Institute Italia – leggiamo nel sito – è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro caratterizzata dall’approfondimento, la discussione, lo scambio di conoscenze, informazioni e valori". Questo è il biglietto da visita dell'élite: un gruppo ben affiatato di pensatori che orientano al meglio le sorti del Paese ponendosi non il lucro come scopo ideale e reale, ma bensì valori come la "fratellanza" e "l'uguaglianza sociale", al fine dichiarato di sconfiggere i mali dell'Italia. Però! L'unico "difetto" è che il tutto avviene a porte rigorosamente "chiuse". Stile Bilderberg, per intenderci! Lo chiamano "Metodo Aspen". Che fantasia! A quanto pare, amici, il metodo del "silenzio" è diventato uno dei migliori metodi per curare le piaghe di questo mondo marcio. Che ne dite?

     Mission stretegica – Leggendo dal Sito 

    “La missione di Aspen Institute Italia è l’internazionalizzazione della leadership imprenditoriale, politica e culturale del Paese attraverso un libero confronto tra idee e provenienze diverse per identificare e promuovere valori, conoscenze e interessi comuni. L’Istituto – leggiamo dal sito -concentra la propria attenzione verso i problemi e le sfide più attuali dell’economia, della cultura e della società, con un’attenzione particolare alla business community italiana e internazionale“.

     Una Domanda scontata 

    Ma come possiamo credere che la politica e l'economia non interessino a questa élite di uomini strettamente insiti dei marchingegni più complicati e subdoli dell'alta finanza e del mondo bancario? Davvero non possiamo crederlo, malgrado ciò che sostenga la facciata del sito. Ma ciò che colpisce di più è l'altissimo grado di trasversalità politica del club. Non esiste né destra né sinistra. Tutti assieme appassionatamente. Ma tali impotanti temi, ci chiediamo, non dovrebbero essere discussi dal Parlamento. O il Parlamento è sempre più un teatro di pupi e burattini proteso a ratificare decisioni così alte e pensieri così illuminati, prese a porte chiuse? A voi la risposta!

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     La critica dello studioso Miguel Martinez 

    Per questa struttura del club dai toni spiccatamente mondialisti, piramidali ed mmantati di aleatorietà e vaghezza, lo studioso Miguel Martinez ha definito l’Aspen Institute come una "fabbrica di tritanuvole" piuttosto sospetta. Ma perchè nessuno ne parla? Nessun Lerner, Gabanelli, Vespa, Travaglio, Santoro, Saviano, Fazio, ecc.. Eppure gli oggetti trattati dovrebbero essere pubblici, d'interesse pubblico e all'ordine del giorno. Molti parlano del Bilderberg! (oggi va di moda) Nessuno dell'Aspen! Come mai? Le riunioni non dovrebbero essere aperte a tutti i giornalisti, se è vero che le soluzioni proposte sono davvero prese per il bene di tutti. Non trovate anche voi?

     Oltre la nebbia  

    Certo, l'Aspen non è un’associazione segreta! I suoi membri sono conosciuti: tutti possono andare sul sito internet. Ma è anche vero che tutti possono andare sul sito della Commissione Trilaterale senza che nessuno sappia davvero cosa accada nella medesima. Anche se ciò si può intuire. Basta vedere quel che accade nel mondo, per farsene un'idea! Una cosa è certa: l'ambiguità regna sovrana! Ma se l'Aspen non è una loggia o un club che agisce nel segreto, perchè tutta questa nebbia intorno alle sulle riunioni? 

     Chi sono gli Aspen Junior Fellows? 

    Andando sul sito dell'Aspen italia, ci ha molto incuriosito l'espressione Aspen Junior Fellows: l'espressione con la quale vengono indicate le "fotunatissime" (miracolate) gionavi leve che fanno parte dei progetti “Aspen per la Nuova Leadership”. Ovviamente per farne parte come minimo devi essere "segnalato" da un socio dell’Aspen Institute. Ovvio!  D'altra parte qui si forma la classe dirigente del futuro! Mica roba per tutti! E il reclutamento, ovvio, è uno degli elementi portanti per assicurare nel lungo periodo l'esistenza "della specie".

     Il Motto dell'Aspen Institute   

    Sul sito e sul logo del "circolo culturale" appare chiara l'inquietante scritta “Timeless values, enlightened leadership” ovvero “Valori senza tempo e leadership illuminata".  Ma se ognuno di noi in una democrazia dovrebbe contribuire al bene comune avendo accesso ai palazzi che contano, come ci spieghiamo queste "anomalie democratiche"? Che significa leadership illuminata? Beh, non ci vuole troppa fantasia per capirlo! O no?

     Raschiando sul fondo del barile 

    Sarà che quella della "Democrazia liberale", amici, è stata la più grossa bufala mai raccontata? La senzazione è che – elezioni e partecipazione a parte; fazioni, colori e baracconi politici a parte – il nostro futuro sia già stato scelto per noi. In effetti più sveliamo gli altarini che si celano dietro la "politica latente" (non ufficiale); più raschiamo in fondo al barile e più cresce – purtroppo – la consapevolezza dell'inutilità di questo folle gioco chiamato "partecipazione politica". Almeno finché le regole del gioco restano quelle attuali, stile Porcellum. Anche se probabilmente i porcellum sono ormai troppi. D'altra parte si rivela parimenti inaffidabile e fumosa anche la cosiddetta antipolitica incarnata  al momento da Beppe Grillo. Sempre per restare in tema, soprende ad esempio che Enrico Sassoon, il più importante, socio/partner della Casaleggio Associati sia anche Presidente del comitato Affari Economici dell'America Chamber of Commerce in Italia: super-lobby internazionale di banche e grandi multinazionali che rappresenta da sola oltre il 2% del nosttro Pil nazionale.  Può Grillo non sapere? Può ignorare il fatto che lo stesso Enrico Sassoon siede a fianco di Monti, Tremonti & C. nell'Aspen Institute? Può l'intelligentissimo e sveglio Grillo ignorare il fatto che la gestione tecnica del suo dominio sia domiciliata nella sede di un’azienda legata al Gruppo Telecom, uno dei gruppi più "odiati" dallo stesso comico? Una cosa appare chiara: il trasversalismo regna sovrano ovunque! Quella della cosiddetta "patecipazione politica", alla luce di questi fatti, ci accogiamo come sia diventata – e sempe con maggiore evidenza – un giochino che dalle "Rivoluzioni" Settecentesche in poi (il secolo dei lumi e dei nuovi "Illuminati") passando per le Guerre Mondiali e la nascita delle istituzioni comunitarie ci ha fatto credere di essere liberi e padroni del nostro futuro, allontanandoci dal Bene Vero (che è Dio) e portandoci a sostituire alla società teo-centrica la società del teatrino della politica. Portandoci a sostituire al  culto per "Dio", il culto per la "dea ragione" ed i suoi accidenti. Questi sono i risultati! E la deriva controllata della politica e dell'economia (come del resto di alcuni ambienti élitari della stessa Chiesa: la stessa Vergine Maria lo profetizzò a Fatima, dicendo: "I fumi di Satana entreranno nella Chiesa, ma alla fine non prevarranno su di essa") ne sono il sintomo e l'effetto più evidenti. 

    Sergio Basile, Maria Laura Barbuto (Copyright © 2013 Qui Europa)

     

     

     

     

  • G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    G20 – Crisi: dal 2008 licenziati in 21 milioni

    Martedì, Giugno 19th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto e Sergio Basile  –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Bruxelles / Messico / G20 / Summit / Usa / Grecia / Atene / Euro / Crisi / Elezioni greche / Conservatori greci / Mercati / Economia / Crescita / Governo di corresponsabilità nazionale / Elezioni / Mario Monti / Barack Obama / Los Cabos  

    G20 Messico – Monti fa scarica barile:

    "Colpa della bolla Usa"!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

    Proteste Durante il Summit – La Crisi dal 2008 ha

    bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

    "Soluzione" crisi Ue rimandata a fine giugno

    Monti sadicamente soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora

    Proteste Durante il G20 del Messico – La Crisi dal 2008 ha bruciato 21,3 mln di Posti di Lavoro

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Los Cabos, Città del Messico – La Grecia continua la sua permanenza nell’Unione Europea con la moneta unica ma, ovviamente, la vittoria di misura – ed a sorpresa – delle elezioni da parte dei consevatori pro-euro non è – ovviamente – bastata per placare una crisi-indotta e pilotata (a dir poco drammatica) come quella vissuta da Atene. I vampireschi mercati, come sempre ingordi di sangue umano, quanto perennemente insoddisfatti, vivrebbero ora – secondo Mario Monti – nella paura che il contagio della crisi economica si  possa diffondere a macchia d’olio nel resto dell'Eurozona (che gli stessi leader europei si ostinano a fifendere ad oltranza) e nonostante – come è ovvio che sia  – essa non abbia soluzioni immediate ed indolore. Mario Monti, frattanto, continua a dirsi fiducioso e soddisfatto rispettivamente per il futuro dell’Europa e per i "progressi – a suo dire – portati avanti fino a questo momento". Il Professore, infatti, in occasione del G20 del Messico, al quale ha partecipato per discutere proprio dei problemi della riproposizione su scala mondiale della crisi,  ha parlato di un’economia malata e ha dichiarato che è possibile arrivare ad una svolta soprattutto con il Consiglio europeo, previsto per fine mese. Tutto rimandato a Bruxelles, dunque, seguendo il motto secondo il quale “i panni sporchi si lavano in famiglia”: pertanto, i problemi dell’Europa dovranno essere risolti giocando in casa.

     Tutto rimandato al prossimo Eurovertice di fine Giugno 

    Fervono i preparativi per gli incontri del 28 e 29 giugno, dei quali tappa intermedia sarà Roma con la “riunione” del 22 giugno, che servirà per analizzare i problemi della credibilità dell’euro e di una maggiore crescita prevista per l’Eurozona. In occasione del G20 messicano però, il “buon” Mario Monti non perde il vizio di fare lo “scaricabarile” e ricordare che la crisi economica non ha avuto origine in Europa, ma punta il dito contro gli Stati Uniti definendoli i veri responsabili della malattia dell’economia e della finanza occidentali. Il premier proprio in questa occasione ha affermato che “i leader europei presenti non hanno alcuna difficoltà a trattare l’argomento “crisi” in incontri come quelli del G20, ma sentono il diritto di risolvere i  problemi all’interno dell’Ue”.

     Monti auspica per Atene governo pro-Troika  

    Le dichiarazioni del "buon Mario" precedono l’incontro che il Professore avrà con il presidente americano, Barack Obama; intanto, una lunga sfilza di incontri diplomatici con rappresentanti del mondo politico americano, tengono occupato il nostro premier tecnico  che, come da copione, ripete a tutti di essere soddisfatto per i progressi italiani. La penisola, secondo le statistiche, si trova al terzo posto, dietro Gran Bretagna ed Unione Europea, per gli impegni mantenuti.  Il risultato del voto greco ha incontrato il sorriso del premier che ha incoraggiato Atene a stringere i denti e ad avviare un Governo di corresponsabilità nazionale che china la testa – evidentemente – alle bizzarre ed inutili soluzioni promosse dalla Troika (Ue, Bce, Fmi).

     Dal 2008 la Crisi  ha bruciato oltre 21,3 milioni di  posti di lavoro 

    Ma ciò che ha fatto davvero notizia, anche se passato completamente in sordina presso le Tv e giornali italiani, sono stati i veementi cortei di protesta che si sono alternati a Los Cabos, a ridosso dell'edificio ospitante il G20. Al centro delle manifestazioni di dissenso numeri allarmanti emersi in recenti analisi economico-statistiche ufficiali, resi noti nelle ultime ore: la Crisi, dal 2008 ad oggi ha letteralmente bruciato 21,3 milioni di posti di lavoro, distruggendo i sogni e stravolgendo la vità di altrettanti milioni di esseri umani. 

     Una sadica soddisfazione  

    Ma ci chiediamo: come fa Mario Monti  ad esprimere una tale soddisfazione davanti ad una situazione così drammatica come quella odierna? Come fa a parlare di "progressi" dinnanzi alo scempio greco ed alla stessa situazione italiana, della quale egli stesso è stato promotore, esecutore e tra i principali artefici? E di certo, progressi o no, tuttavia su un punto possiamo concordare: i cittadini del Bel Paese stanno seguendo in maniera forzata gli stessi "consigli" dittatoriali  che il premier ha dato ai greci: “cioè di aprire i portafogli e stringere  i denti”. I risultati sono sotto gli occhi di tutta, malgrado la pretestuosa e falsa cecità dei potenti del G20 e dell'Europa.

    Maria Laura Barbuto, Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Paradosso Monti: La crisi è finita! Dalla Cina con stupore

    Martedì, Aprile 3rd / 2012

    – di Sergio Basile –

    Italia / Crisi Ue / Esteri / Crisi Eurozona / Cina / Asia / Investitori / Vertice / Mario Monti / Interessi privati / Liberismo / Neo-liberismo / Debito pubblico / Eni / Imprese in crisi / delocalizzazione delle imprese / Svendita dell'Italia / Terra del Gragone / De Tomaspo / Groppo Ferretti / Gruppo Gancia / Picasso / Giovani / Incapacità della classe politica / Media / Apocalisse / Suicidi / Licenziamenti / Tranquillità ostentata / Missione / Appoggio politico  / Leader politici scoppiati  

    Dalla Cina con stupore! Monti: “La crisi è finita!”    

    Il Prof. “regala l’Italia ai Cinesi” e ignora

    l’Apocalisse italiana

    Privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge:

    continua la svendita dei gioielli di famiglia all'estero

    Addio anche a De Tomaso, Ferretti e Gancia

    Roma, Pechino – Conclusosi il tour asiatico del Prof. Monti è tempo di bilanci, ma a pesar le parole del “salvatore tecnico” della Patria assieme alle sue azioni, c’è qualcosa che no torna, qualcosa – lo capiranno anche gli Italiani più acerbi e indifferenti alla politica – di estremamente contraddittorio e grave che ci lascia sempre più perplessi, malgrado l’assurdo velo di fiducia e normalità calato da alcuni colossi mediatici nazionali. Qualcosa che oscilla tra il sadico e l’irrispettoso. Infatti il nostro caro professore, partito per la Terra del Dragone – forse sarebbe stato meglio a Lourdes – in cerca di “acquirenti” o “generosi investitori” che come per miracolo “potessero risollevare le sorti economiche di noi Italiani”, ha dipinto un quadretto del Bel Paese ispirato forse a Picasso: strano, fantasioso, irreale, alquanto illogico! “La crisi è finita!”:  ha dichiarato compiaciuto ai leader asiatici presenti.

      Non è un film  

    Allora, come in un film dal finale incerto, noi “divertiti” spettatori italiani avremmo sperato che il protagonista della storia (suo malgrado, e per gentile concessione del neo-regista Giorgio Napolitano) il freddo Prof. Monti-San, d’improvviso si fosse destato dal sogno – abile montatura di un fantasioso direttore artistico – permettendo ai telespettatori di riprendere fiato, ed avesse magari dichiarato tutto il contrario di quanto detto. Cioè che in Italia (fino a qualche tempo fa, la settima economia del mondo ed una delle mete turistiche più ambite) la recessione sta distruggendo, ora dopo ora, l’economia del Paese in una spirale irreversibile; che la disoccupazione sta uccidendo più che la peste nella Milano manzoniana dei monatti, e che gli imprenditori – con grande equilibrio, da Nord sa Sud – si stanno suicidando a dozzine. Cose cioè finora assolutamente impossibili, impensabili fino alla dichiarazione di guerra dei mercati, dello spread e delle agenzie di rating. Ma per il nostro carissimo e beneamato professore (come si è autodefinito di fronte ai colleghi asiatici, dicendo che “oltre ad avere una solida maggioranza politica al suo fianco” gode anche di un “larghissimo consenso pubblico”) tutto procede a gonfie vele: “L’Italia è in ottime mani! Non c’è da preoccuparsi! L’Italia ha imboccato un terreno solido!” Solo per citare alcune delle sue esternazioni  “marziane”. Ma solido per chi? Non ci è dato di saperlo, e non ci è dato di capirlo.

      Liberalizzazioni selvagge e colpe della classe politica italiana   

    E’ il solito politichese di chi vive in un altro mondo, e che purtroppo gode della “stima” di leader politici scoppiati – usando un’espressione cara a Matteo Renzi – “da rottamare”, aggiungiamo – non ce ne voglia Renzi – “da rottamare in massa”. Politici capaci solo di compiacere il loro tecnocrate di turno, chiamato ad ottemperare ad una “fulminea missione tecnica” (o strategica) che – purtroppo – sta assumendo i contorni sempre più chiari della disfatta. E Monti, malgrado una innaturale ostentazione di tranquillità e normalità, lo sa bene. Ma fino a quando potrà continuare questo gioco al massacro? Quali attori politici “credibili” oggi potranno rispondere a quello che quotidianamente la maggioranza degli Italiani onesti si chiede nei mercati, alla fermata dell’autobus,  sui treni e nelle lunghissime code dinnanzi agli uffici di collocamento? Pare davvero nessuno! “La giustizia – come si suol dire –  è dell’altro Mondo”! E questo per ora è ciò che ci conforta.

      La vera risposta alla crisi  

    Forse, tuttavia, l’unica vera “risposta” a tali interrogativi restano i giovani: i disinteressati e puliti giovani, capaci di guardare al futuro con gli occhi consapevoli di chi non crede più al teatrino della politica e crede ancora meno ai trucchi di un libero mercato che oggi ci tradisce con lo spread e col debito,  e domani ci “regala” ai cinesi (che per ora possiedono già il 13% del nostro debito). Mercatismo senza regole e confini che tra poco – magari – regalerà ai nuovi voraci padroni asiatici uno dei nostri gioielli di famiglia più preziosi l’Eni (primo competitor dei colossi energetici cinesi in Africa, nonché uno dei pochi “gioielli di lusso” non ancora svenduti all’estero dall’insana logica neo-liberista) dopo aver perso – di recente – altre tre perle italiane come la casa automobilistica De Tomaso, il Gruppo Ferretti e la casa vinicola Gancia. Ciò fino a quando, magari, non saremo costretti ad alienare anche il 100% della nostra dignità italica. Svegliamoci Ora! Per l’Amor del Cielo!

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

     

  • Stati Ue verso l’unione politica europea? Sovranità nazionali sempre più in bilico

    Stati Ue verso l’unione politica europea? Sovranità nazionali sempre più in bilico

    Martedì,  Marzo 13th/ 2012

    – di Alessandro Pavanati – 

    Consiglio Ue / Unione politica / Crisi Ue / Copenaghen / Berlino

    Stati Ue verso l’unione politica europea?

    Sovranità nazionali sempre più in bilico

    Ipotesi “Trattato Ue più vincolante”:  Westerwelle

    convoca ministri degli esteri europei

    Berlino, Bruxelles – Evviva, finalmente ci siamo arrivati: l’unico modo per fare sì che la finanza comunitaria non diventi il cappio di tutt’Europa, riconoscendo alla crisi greca il semplice ruolo di start-up della rovina è una maggiore compattezza politica dell’organismo europeo nel suo complesso. Il sasso è stato gettato nello stagno a Copenaghen in questi giorni dal Ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, raccogliendo l’entusiasmo francese, la perplessità olandese e l’incredulità, magari compiaciuta, di qualcun altro. In ogni caso, il vero punto è proprio questo: senza unione politica, l’unione finanziaria è solo una trappola che rischia di esporci alle angherie mercantili di qualche economia emergente o di qualche vecchio leone che tenta ancor di ruggire. Se buona pare essere l’intuizione, permangono una serie di punti interrogativi di non poco conto. Banalmente: a chi gliene fregherà davvero qualcosa? Alain Juppé ha mostrato entusiasmo da parte francese, ma è dimostrato che per ragioni sistemiche la Francia ha esigenza di controllare il Vecchio Continente attraverso le sue istituzioni. Soprattutto per tutelarsi nei confronti dell’ultimo residuo di impero centrale, la Germania: quest’ultima a sua volta bisognosa di assicurarsi una possibilità di controllo territoriale, data la sua posizione centrale, evitando di soccombere sotto il peso delle difficoltà economiche e finanziare sue e dei vicini. Quindi, che forma prenderebbe questa ipotetica unione politica? Il precedente progetto costituzionale europeo è naufragato da poco e il Trattato di Lisbona è entrato in vigore nel 2009. A dirla così, verrebbe da pensare che il problema sia soprattutto di volontà, naturalmente alquanto latente, di cessione di sovranità da parte degli Stati. La strada è ancora lunga, ma c’è chi teme che dietro una Europa accentratrice dei poteri essenziali e basilari – e quindi delle principali prerogative nazionali – si nasconda un pericoloso leviatano di tocquevilliana memoria. Qualcuno, come l’eurodeputato inglese Nigel Farage, parla addirittura di una “nuova dittatura”. Staremo a vedere. Certo è che la crisi – in un modo o nell’altro – sta aiutando questo processo nel modo più disumano.

    Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

    Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

     Giovedì, 1st Dicembre/ 2011

    – di Sergio Basile –

    Consiglio Ue / Crisi / Sovranità Nazionale / Summit /  Van Rompuy / Monti

    Van Rompuy, per acquietare il “dio-mercato”

    auspica ridimensionamento  delle sovranita’

    nazionali

    La probabile nascita di un superstato Ue dietro

    gli euro summit  di 8 e 9 dicembre

    Bruxelles – Ormai appare chiaro come la risposta dell’Ue alla crisi palesi una precisa volontà di riforma dei trattati europei, protesa ad irrobustire l’accentramento dell’Ue e dei poteri della stessa Commissione Europea. In merito non lascia dubbi – infatti – l’ultima esternazione del presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy (foto): “per stare in una zona euro che abbia una struttura credibile occorre sacrificare la sovranità nazionale”. Il fine di tutto ciò sarebbe – a giudicare anche dall’eco di risposta del premier italiano Mario Monti – l’acquietamento della fame dei “mercati”: “Il 10 dicembre – ha dichiarato – avremo una visione presso i mercati sulla bontà di quello che avremo fatto o meno”.Ma in attesa dei fatidici summit, i paesi dell’eurozona sono ancora lontani su quasi tutto: ruolo della Bce ed eurobond in testa. Intanto il dio Mercato ingrassa.

    Sergio Basile