Qui Europa

Tag: Rivoluzione

  • “Siamo tutti Greci!” In tutta Europa monta la protesta

    Martedì, Febbraio 21th / 2012

    – Sergio Basile – 

    Grecia / Crisi Ue / Italia / Portogallo / Spagna / Papademos / Rivoluzione / Neoliberismo / Angela Merkel 

    “Siamo tutti Greci!” In tutta Europa

    monta la protesta

    Il silenzio assordante dei media ufficiali

    Intanto Atene brucia

    Atene, Lisbona, Berlino, Roma – Nel cuore dell’Europa, perfino a pochi metri dal quartier generale del panzer tedesco, Angela Merkel – fautrice della politica del rigore assoluto – nelle scorse ore, malgrado diverse gravissime forme di censura di molti media, anche una fetta di opinione pubblica tedesca ha preso posizione contro la macelleria sociale in atto in Grecia. E allora accade che la Confederazione dei sindacati tedeschi Dgb si schieri apertamente contro il governo Merkel, unendo il proprio chiassoso ed organizzato dissenso a quello scoppiato in centinaia di piazze europee ed all’ombra dei palazzi tetri di Wall Street. Nelle capitali – della gente comune – da Madrid a Lisbona, da Roma ad Atene, e perfino oltreoceano, a New York, fin dalle prime luci dell’alba è stata unanime la protesta contro banche e palazzi del potere al grido: “Siamo tutti Greci! Tutta Europa diventerà una piazza, contro l’incubo neoliberista”. Intanto Atene brucia, e le strade notturne della capitale si affollano sempre più di nuovi clochard: intere famiglie costrette a vivere sulla strada, senza alcuna tutela e senza sostentamento, esposte al freddo ed alla neve. D’altra parte gran parte dei media greci, in vista delle prossime elezioni di primavera, auspicano il mantenimento politico dello status quo: pena la fuga all’estera dei capitali privati. Ma ci pare davvero triste e fuori luogo parlare di investimenti e spread, dinnanzi ad una macelleria sociale senza precedenti. Così accade che mentre Papademos ed il partito “Nuova Democrazia” festeggi l’ennesima tranches di aiuti da 130 miliardi di euro benedetta dall’Eurogruppo – accompagnati dal taglio di 1000 miliardi di debito dei Bot greci, e da nuove ricapitalizzazioni bancarie – il popolo è in rivoluzione. Ma forse è bene ricordarlo alla fine “Siamo tutti Greci!”. Gridavano così i migliaia di Italiani (giovani e meno giovani, e non solo Fiom) radunati nel pomeriggio a Roma dinnanzi all’ambasciata tedesca (foto).

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Atene: Eurogruppo, Troika e Merkel premono per l’austerity

    Sabato, Febbraio 11th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Grecia / Crisi Ue / Austerity / Rivoluzione / Papademos / Merkel 

    Atene: Eurogruppo, Troika e Merkel

    premono per l’austerity

    Angela vuol mangiare il "Partenone"

    Atene – I Greci non si fidano più della "politica greca", come d’altra parte lo stesso Eurogruppo preme sui fedelissimi tecnocrati – Papademos & Co. –  affinché adempiano ai doveri per i quali nei mesi scorsi sono stati piazzati in cima all’Olimpo. Ma mentre il maggior sindacato di polizia prospetta ironicamente l’arresto dei tecnocrati per attentato alla costituzione, il popolo in piazza – che qualcuno vorrebbe delegittimare, e far passare per pericolose e violente frange di black block –  invoca la rivoluzione. Intanto la data fatidica del 20 marzo si avvicina, e la Grecia sarà chiamata ad onorare 14,5 miliardi di bond in scadenza. Il ministro delle Finanze greco, Evangelis Venizelos, in vista del voto di Domenica, ha promesso a Bruxelles austerità e privatizzazioni: sbirciando forse dal copione di Mario Monti.

      La folle ricetta greca: Austerity e Privatizzazioni in cambio di "distruttivi aiuti"  

    Ciò in cambio (o dietro minaccia: dipende dalla prospettiva) di aiuti Fmi da 130 miliardi e ad un accordo con i privati per il taglio di 100 miliardi di debito. Vedremo come reagirà Junker al prossimo Eurogruppo di mercoledì prossimo, dopo il caldo voto che dovrà imporre al provato popolo greco un ulteriore taglio di 325 milioni di euro di spesa corrente; il taglio del 22% sui salari minimi e 150.000 funzionari pubblici entro il 2015, nonché l’impegno scritto e perenne (qualcuno parla di ricatto) dei leader dei partiti a rispettare i piani anche dopo le elezioni di aprile. Come dire: imposta la bicicletta dovete pedalare. Intanto nelle scorse ore Angela Merkel ha parlato del presunto fallimento della Grecia come un “rischio incontrollabile” per l’euro. Proprio il panzer che da questa crisi sta avendo i maggior benefici in termini di competitività e che si rifiuta di porre in essere meccanismi alternativi di salvataggio per Atene. Meglio sarebbe forse fanne un unico boccone!? D’altra parte gli speculatori attendono di arricchirsi con le polizze anti-default propinate ad innocenti investitori.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)