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Categoria: Premi Nobel – La riflessione

Premi Nobel – La riflessione

  • Aborto: “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo!”

    Aborto: “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo!”

    Martedì, Maggio 15th / 2012

    – di Maria Laura Barbuto – 

    Italia / Roma / Aborto / Interruzione di Gravidanza / Legge 194/1978 / Marcia per la vita / Vita / Feto / Nascite / Renato Zero / Madre Teresa di Calcutta / Alemanno / Binetti / Gasparri / De Lillo / Allam /  Il dono della vita / Il dono più sacro che esiste / Vita Umana / Un cuore che batte non ha età / Maria Laura Barbuto / Qui Europa  

    Aborto: "Non uccidiamo il futuro,

    Viviamolo!"

    A Roma 15.000 persone hanno sfilato per dire

    “si” alla vita. L’aborto uccide mamme e figli.

    Roma – Uniti per dire “Sì” alla vita, uniti contro l’aborto: più di 15.000 persone hanno sfilato, domenica, per le vie di Roma dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, per dire “basta” agli omicidi degli innocenti, perché di omicidi si tratta. Torniamo a parlare di un tema caro alla nostra redazione, facendo il resoconto di una giornata nella capitale che ha visto insieme adulti, anziani e bambini, uniti per uno stesso obiettivo. Nessuna bandiera politica, nessuno schieramento partitico, nessun messaggio di parte: solo persone che amano la vita, che la rispettano e che la considerano per quello che è, ovvero un’occasione unica, un dono immenso. “Nessuno viene al mondo per sua scelta, non è una questione di buona volontà. Non per meriti si nasce, non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà” così, Renato Zero cantava la vita considerandola come un dono che non “non si può vendere, né mai si comprerà”. E come non essere d’accordo?  La vita è un dono legato ad un respiro che non può essere soffocato da nessuno, ancor meno da una legge. E lo sapeva bene Madre Teresa di Calcutta, che bollò l'aborto come il più grande crimine contro l'umanità, nel suo celebre discorso – fatto rigorosamente a braccio – presso l'Accademica dei premi Nobel, in occasione del suo storico Riconoscimento per Premio Nobel per la "Pace" (vedi video in "Multimedia Gallery" – Qui Europa –  http://www.youtube.com/v/FMtgEIMgWI0 ).

      Aborto: Abominio contro l'umanità  

    Prima del 1978 e della legge 194 che regolamenta l’aborto, l’interruzione di gravidanza era considerata un reato: noi continuiamo a considerarla tale anche a distanza di 30 anni e anche se non punibile dal codice penale, perché essa non è nient’altro che un “omicidio legalizzato”. Ma sempre omicidio rimane: omicidio di innocenti e omicidio dell’etica dei valori e della coscienza. 

      Aborto: ha sempre 2 vittime!  

    L’aborto ha sempre due vittime: un bimbo, ferito mortalmente ed una mamma ferita per sempre. E questo messaggio è chiaro anche al popolo della “Marcia per la vita” e nel corteo le immagini di mamme che accarezzavano il volto dei propri figli erano le più belle testimonianze di vita e di trasmissione della stessa. Tanti i partecipanti “in vista” della manifestazione: schierato in prima fila il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, ma ancora i senatori Maurizio Gasparri, Stefano de Lillo e Paola Binetti e l’europarlamentare e giornalista, Magdi Allam. Per l’occasione sono stati distribuiti dei gadget dal valore simbolico importantissimo: migliaia di scarpette di lana, fatte a mano, e le spille “piedini preziosi” che ripropongono, a grandezza naturale, un piedino di un feto che ha 3 mesi di vita. Già, un feto è già vita e nessuno può dire il contrario. Lo dice la scienza, lo dice l’etica, lo dice la moralità e la mentalità comune ma, soprattutto, la propria coscienza.

      Un cuore che batte non ha età!  

    Un cuore che batte non ha un’età, è semplicemente “vita” e, nel grembo materno, un cuoricino pulsa sin dal primo momento. Dal 1978 ad oggi, “grazie” alla legge 194, sono state interrotte, secondo le statistiche, ben più di 4.200.000 gravidanze: questo significa che più di 4.200.000 bambini sono stati uccisi e più di 4.200.000 mamme sono state private della loro dignità di donne. Senza telecamere e senza giornalisti, la “marcia su Roma” del popolo della vita ha fatto comunque notizia perché, a detta degli organizzatori della manifestazione, i messaggi forti e chiari, i messaggi di verità  mobilitano la gente da soli, e ne riscaldano e infiammano i cuori…gli stessi cuori che battono, fin dal concepimento, nel grembo materno. “L’aborto è il più grande nemico della pace, perché se una madre può uccidere un figlio, ciò significa che gli esseri umani hanno perso totalmente il rispetto per la vita e più facilmente possono uccidersi a vicenda” : lo diceva la beata Madre Teresa di Calcutta, premio Nobel per la pace. E aveva ragione. Quindi “Non uccidiamo il futuro, Viviamolo”.

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Krugman- Il Suicidio dell’Europa dell’Austerity

    Krugman- Il Suicidio dell’Europa dell’Austerity

    Venerdì, Aprile 27th / 2012

    – di Silvia Laporta –

    Unione europea / Crisi Ue / Recessione / George Soros / Paul Krugman / Disoccupazione giovanile / Spagna / Italia / Germania / Angela Mrekel / Mario Monti / Depressione Usa degli Anni '30 / Politica Monetaria Inflazionistica / Piigs / Pressione fiscale / Distruzione del Welfare / Suisidio economico dell'Ue  

    Crisi Europea: le politiche economiche

    espansionistiche contro il suicidio

    nell’Europa austera

    Le false promesse dell'equità e il gioco sporco

    della tecnocrazia europea

    Bruxelles, Francoforte, Berlino, Roma, Madrid – La situazione di crisi europea ha conosciuto un allargamento soprattutto nell’ultimo biennio, colpendo le finanze pubbliche di molti paesi, in molti casi salvate in extremis dal rischio di insolvenza. La crisi finanziaria globale, come visto, ha causato un aumento vertiginoso del debito pubblico nelle economie avanzate. La preoccupazione crescente ha innescato vari dibattiti su come risolvere il problema. Nelle economie avanzate in media il rapporto debito/Pil è oggi vicino a livelli del 100%, i più alti dal dopoguerra, e sembra oltretutto destinato ad aumentare ancora. L’aggiustamento fiscale richiesto è senza precedenti: serviranno molti anni per ridurre il debito e riportarlo a livelli accettabili, e secondo molti analisti potrebbe non servire, visto che nulla si è fatto per imbrigliare la finanza internazionale e la speculazione. Ma con quale politica l’Unione Europea sta decidendo di affrontare questa gravosa situazione?

     Suicidio Economico – Il punto di Soros e Krugman  

    Secondo il parere di un maestri del pensiero finanziario ed economico americano, Paul Krugman, le strategie adottate in merito dall’Ue non sono annoverabili tra le più efficaci. Anzi! Secondo Krugman, Nobel per l’economia 2008, con l’attuale politica, l’Europa, sta andando verso il suicidio economico. Il problema è rilevabile in una scelta che inizialmente poteva rivelarsi giusta, ma adesso inevitabilmente sbagliata: quella dell’estrema austerity. Anziché  cercare di allargare il credito e investire massicciamente, in modo da rilanciare l’economia creando nuovi posti di lavoro e aumentare i consumi, l’Europa si sta basando su una politica sbagliata che non la porterà verso una concreta risoluzione della crisi. Krugman usa la stessa metafora: "Si esce dalla trappola del debito sovrano e del deficit di bilancio con la crescita, non con la recessione economica imposta dall'austerity"

     Situazione più grave della depressione Usa degli Anni '30   

    Secondo Krugman i cosiddetti “Piigs”, (i paesi europei più indebitati ossia Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna), non devono cercare di risolvere la loro situazione con un’estrema austerity se non vogliono andare incontro a un vero e proprio collasso economico. La situazione è più grave di quanto si pensi. In Spagna si è raggiunto il 24% di disoccupazione e il 50% di disoccupazione giovanile, percentuali vicine a quelle della grande depressione degli anni ’30 negli Stati Uniti. Se all’attuale austerity, non seguirà una politica finanziaria incentrata a massicci stimoli pubblici e privati all’economia, si rischia seriamente un collasso, che coinvolgerà anche l’euro, facendo sentire il suo peso a livello mondiale.

      Le priorità – Politica Monetaria Espansionistica e Pressione Fiscale   

    Ciò che viene proposto dai due economi statunitensi è una politica finanziaria molto oculata: la Banca Centrale Europea deve adottare una politica monetaria espansionistica annunciando che tollererà un inflazione più elevata dell’attuale, mentre la Germania deve approvare un bilancio che serva a riequilibrare  quelli del Piigs. Gli altri paesi , Italia compresa, devono allentare la pressione fiscale e incentivare la ripresa economica; mentre le Istituzioni internazionali come il Fondo Monetario devono fornire aiuti agli Stati che ne hanno bisogno. Anche seguendo questo schema di direttive, ci vorranno molti anni per uscire dalla crisi europea, ma almeno si potranno evitare gravi torbidi sociali.

      La falsa promessa dell'equità  e la distruzione del Welfare  

    L’equità di cui hanno parlato i governanti e i politici europei non è mai stata osservata, escludendo dagli enormi sacrifici economici richiesti i ceti più abbienti e imponendoli violentemente a quelli a quelli medi e bassi. L’Europa, si sta inevitabilmente allontanando dai precetti fondamentali del Welfare State. La tutela degli interessi finanziari, non può andare a discapito di quella degli interessi del cittadino. E’ per questo che il dibattito su come risolvere la crisi diventa tanto importante, nella misura in cui la sua portata diventi trasversale a ogni ambito della vita di uno Stato.

    Silvia Laporta  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Il monito del Nobel Krugman: “L’Ue abbandoni l’Euro”

    Sabato, Aprile 21th/ 2012

    – di Maria Laura Barbuto –

    Unione Europea / Banca Centrale Europea /Bce / Crisi / Spagna / Regno Unito / Euro / Bolla immobiliare / Disoccupazione / Suicidi / Austerità / Inflazione /  Times / New York Times / Paul Krugman / Simon Wolfson / Premio Nobel  / Abbandono dell'euro / Paradigma spagnolo / Dissoluzione Eurogruppo / Lira / Euro forte ed euro debole / La vecchia lira  

    Il monito del Premio Nobel Paul Krugman:

    “L’Ue abbandoni l’Euro”

    In UK al via i progetti per la distruzione dell'euro

    Germania e Bce dettano legge in Europa mentre aumenta

    il numero dei suicidi a causa della crisi economica

    New York, Francoforte –  La Germania e la Banca Centrale Europea tengono in pugno l’Europa che viaggia verso “il suicidio economico” e l’unica soluzione è l’abbandono dell’euro: ad affermarlo è il Premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman, in un articolo comparso, sabato scorso, sulle pagine del New York Times. Le tesi proposte dell’economista americano di fama mondiale, per quanto tecniche, appaiono logiche e – a nostro dire – pienamente condivisibili.

      Il "paradigma depressivo" dalla Spagna   

    Krugman parte dalla Spagna, in questo momento epicentro della crisi, con un tasso complessivo di disoccupazione pari al 23,6% e di disoccupazione giovanile che supera il 50%. Si parla di depressione e non più di “semplice” recessione e l’economista spiega che “i problemi fiscali della penisola iberica non sono la causa di questa drammatica situazione, ma la conseguenza dovuta al fatto che, alla vigilia della crisi, la Spagna, nonostante non sperperasse il proprio denaro pubblico,  aveva un’immensa bolla immobiliare creata sulla base degli ingenti prestiti concessi dalle banche tedesche a quelle spagnole”. Bolla che, una volta scoppiata, ha lasciato in rosso i conti degli ispanici. Ed in questa situazione Berlino e Francoforte hanno pensato bene di intervenire imponendo nuove misure di austerità che, da che mondo è mondo, non hanno mai funzionato!

      Abbandonare l'euro – La soluzione di Krugman  

    La soluzione ipotizzata dal Premio Nobel, a questo punto, corrisponderebbe all’abbandono della politica della moneta unica per ripristinare le valute nazionali. “Se la testardaggine europea – a detta dell’economista – è tale da voler salvare l’euro, sarebbe necessario tener conto che l’Europa ha bisogno di politiche monetarie più espansive, sottoforma di una disponibilità (a quanto pare dichiarata) da parte della Bce ad accettare un’inflazione più alta”.

      Euro – Il debito uccide come la peste   

    La riflessione di Krugman è partita da un articolo pubblicato sul Times, sabato scorso, nel quale veniva riportato un dato allarmante relativo all’aumento notevole del numero di suicidi causati dalla crisi economica. Persone che rinunciano al dono della vita perché disperate in quanto prede facili dei debiti e, di conseguenza, delle banche, perché vittime del “Dio” denaro.

      Il "Nemico dell'Europa"  

      E la Gran Bretagna, che non ha mai nascosto la mancata simpatia nei confronti dell’euro, vede proprio nella moneta unica il nemico dell’Europa: Simon Wolfson, uomo d’affari inglese che dal 2010 è membro della Camera dei Lord, ha addirittura finanziato di propria tasca un premio economico dal valore di 250 mila sterline, pari a 305 mila euro, per l’autore del miglior progetto che porterà almeno uno degli Stati che ha aderito alla politica monetaria comune, a lasciare l’euro e riprendere la propria moneta. I candidati, selezionati da apposita giuria, che daranno il proprio contributo attraverso le proprie proposte nel tentativo di “distruggere” l’euro sono 5 e solo a luglio si scoprirà quale sarà, tra quelli presentati, il miglior progetto.

      L'ipotesi – "Euro forte" ed "Euro debole"  

    Tra essi c’è chi sostiene la divisione tra paesi competitivi e non competitivi e prevede, quindi, la presenza di un euro forte ed uno debole, chi si focalizza sugli aspetti giuridici ed anche chi sostiene che l’abbandono dell’euro da parte di un solo paese, comporterebbe in automatico la dissoluzione della moneta unica. Ma, se da un lato troviamo  progettisti “Mignolo e Prof” che pianificano la conquista del mondo, dall’altro sono tanti coloro che pensano che l’addio all’euro sia pericoloso e costoso.

      La cara "Vecchia Lira"   

    Ma di certo ancor più azzardato e rischioso, per noi Italiani, è stato l’addio alla cara e vecchia lira che, rispetto all’euro, rendeva la busta paga più pesante e determinava un potere d’acquisto sicuramente più alto. Che Il Regno Unito non abbia ragione? Anche perchè chi lascia la vecchia strada per la nuova, sa cosa lascia ma non sa cosa trova!

    Maria Laura Barbuto (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il  rigore!

    Anche i Premi Nobel implorano: si fermi il rigore!

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Unione Europea / Crisi /  Rigore / Nobel / Paul Krugman  

    Anche i Premi Nobel implorano:

    si fermi il  rigore!        

    Il duro monito di Paul Krugman all'Ue

    New York – Sentir parlar male dell’eccessivo rigore economico da un cittadino medio potrebbe non suscitare effetti importanti, ma se ad affermare questo ci si mette anche Krugman, premio Nobel per l’economia, e parla di questo dalle colonne di un giornale come il New York Times forse bisognerebbe rifletterci su! Secondo Paul Krugman le politiche di austerità, implementate dalla Banca Centrale Europea a partire dal 2011, quando già buona parte dell’eurozona era in crisi, non ha fatto altro che peggiorare la crisi. Ormai la maggior parte dei cittadini risultano sfiduciati, cosa che di certo non aiuta la ripresa dell’economia. Secondo i responsabili di questa teoria economica europea, tagli alle spese e occupazionali sarebbero stati compensati semplicemente da tagli alle tasse, peccato che così non è stato! Risultato: gli unici paesi che stanno crescendo sono coloro che non hanno attuato questa teoria economica, già nota agli USA degli anni ’30, nello specifico Giappone e USA. Tutti gli altri sono in pieno stato depressivo. FF