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Categoria: COMMISSIONI UE

MACRO AREA 3

  • Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all’Ungheria

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi all’Ungheria

     

    Mercoledì, Marzo 14th / 2012

    Consiglio Ue / Ecofin / Affari Economici / Ungheria / Democrazia / Rehn

    Crisi Ue e crisi di democrazia: la Commissione blocca i fondi  all'Ungheria

    Il Commissario Rehn accomuna Budapest a Madrid.

     

    Bruxelles – Nelle scorse ore è giunta la notizia – per la verità attesa quanto grave – che i ministri delle Finanze della Ue – Ecofin – hanno votato il blocco di 495 milioni di euro di fondi comunitari all'Ungheria. Le motivazioni ufficiali dell'ultimatum  – con scadenza in giugno –  sono legate al deficit eccessivo riconducibile al bilancio del Paese governato da Orban. Fonti non ufficiali parlano invero di ritorsione dell'Ue contro il tentativo del premier Orban di porre – con riforma costituzionale – la Banca Centrale Ungherese sotto il controllo del Parlamento, ridimensionando ogni possibile spirale speculativa e di signoraggio bancario. Molti critici ed analisti internazionali nelle scorse settimane hanno in più occasioni sottolineato come questa azione di disturbo di Budapest abbia fatto dormire sonni non troppo tranquilli a Draghi, Barroso e Van Rompuy. Secondo Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici , la sospensione dei fondi, dal 1° gennaio 2013, ''e' un forte incentivo per l'Ungheria a rimettere a posto i conti e raggiungere gli obiettivi di risanamento''. Per ora però Orban è di fatto "commissariato speciale" in un giallo ad alto pathos. Rehn, il misericordioso Rehn, ha poi  rincarato la dose, parlando di "trattamento equo e simile a quello praticato con gli spagnoli. Ciò – ha ribadito il commissario – che per i paesi dell'Eurozona – come la Spagna – ci sono multe immediate, con un impatto diretto sulla liquidita' del Paese, per quelli non Euro – vedi Ungheria – invece parliamo di fondi europei che non gli arrivano, quindi soldi non loro''. Insomma mentre la Commissione "Commissiona l'Europa" è il caso di dire che ognuno ha i disastri che si merita.Sergio Basile (Copyright © 2011 Qui Europa)

     

  • Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Lunedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue  / Commercio Estero / Usa / Boeing / Concorrenza sleale / Aerei / Wto

    Ue-Usa: Wto condanna governo Obama su caso Boeing

    Replica dall’Ue: sovvenzioni illegali e mercato “drogato”

    Ginevra, Washington, Bruxelles – Nelle scorse ore l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha condannato in appello – senza mezze misure – l’amministrazione Obama per le sovvenzioni di stato alla Boeing, rivale dell’europea Airbus. La motivazione della condanna è riconducibile alla concorrenza sleale e alla destabilizzazione del mercato che avrebbe causato un ammanco di cassa, nelle casseforti di Airbus, dell’ordine di circa 45 miliardi di dollari. Wto avrebbe calcolato solo 5,3 miliardi di dollari di aiuti illegali solo per il periodo 1989-2006. Ma la questione si tinge di giallo. Infatti dagli Usa è rincalzata la secca replica del costrutture Boeing, il quale ha fatto notare che l'organismo d'appello del Wto avrebbe in effetti attestato “che in termini quantitativi, di impatto e di natura, il sostegno dato da Obama, sarebbe minimo: ovvero circa un sesto rispetto alle sovvenzioni Ue elargite ad Airbus''. Perentorio è giunto il commento di Karel de Gucht – commissario Ue al commercio estero – che ha chiesto agli Usa di cessare  gli sussidi dannosi, senza entrare ulteriormente nel merito della questione, che riserverà scottanti news nelle prossime ore. La guerra commerciale dei cieli Usa-Ue è aperta. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische  – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Martedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue / Lotta alle mafie / Confische / Malmstrom / Crocetta

    Bruxelles e i profitti della mafia. Nuove regole Ue per confische – Le proposte di Malmstrom e Crocetta

    Profitti criminosi: oltre 2000 miliardi di dollari all’anno

    In Italia 150 miliardi di euro nel 2011.

    Bruxelles –  Nelle scorse ore, il Commissario Ue agli Affari Interni,  Cecilia Malmstrom, ha esposto in conferenza stampa le linee generali della nuova strategia che la Commissione intenderà seguire contro la lotta alle mafie. Tra i punti caldi della proposta, la confisca dei proventi illeciti – allargata anche ad eventuali prestanome collusi e gestita dai singoli governi degli stati membri – e la lotta al  riciclaggio. Tra le misure più valide esposte, sicuramente il “congelamento precauzionale” dei beni. Per la Malmstrom la vera priorità consiste nel “riportare i proventi illeciti a favore dell'economia legale”. Finalmente l’Ue si accorge – complici la crisi economica imperante e la connessa crisi finanziaria – dei dati imbarazzanti e devastanti del fenomeno mafioso sul Vecchio Continente. Secondo recenti stime Onu, ogni anno oltre 2.000 miliardi di dollari  – circa il 3,6% del Pil globale – finisce nelle gringie della criminalità organizzata: un vero super-stato dedito alla destabilizzazione del sistema socio-economico planetario.  Secondo Eurobarometro solo in Italia nel 2011 circa 150 miliardi di euro sarebbero stati introitati da ‘ndrangheta, mafia e camorra, e da quell’apparato affaristico-politico-imprenditoriale che vi ruota attorno. La Corte dei Conti, nelle scorse settimane, ha stimato in 60 miliardi di euro l'anno le perdite di Pil nazionale riconducibili alla corruzione. Puntuale è giunta la replica dell’eurodeputato italiano, Rosario Crocetta – oggi sotto scorta – secondo il quale “I beni confiscati dovrebbero essere gestiti direttamente dai cittadini al fine di produrre lavoro, piuttosto che essere controllati dai governi in maniera diretta ed arbitraria. Ciò onde evitare – ha continuato Crocetta – che la mafia possa riprendersi i beni confiscati tramite turbare d’aste e prestanome”. Come dargli torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Paradossale Semeta. Evasione? Meglio tassare i consumi che il lavoro

    Paradossale Semeta. Evasione? Meglio tassare i consumi che il lavoro

    Martedì, Marzo 13th / 2012

    Commissione Ue Fisco / Evasione / Tassa sui consumi / Decrescita felice

    Paradossale Semeta. Evasione? Meglio tassare i consumi che il lavoro

    Il Commissario Ue "rimedia" all'evasione con le "tasse sui consumi"

    Bruxelles – Il Commissario Ue alla fiscalità Algirdas Semeta nelle scorse ore ha firmato una lettera rivolta a tutti i ministri delle finanze dei paesi europei, nella quale ribadisce la necessità di attenersi alle norme fiscali comunitarie, nella lotta all’evasione. Evasione che, nell’Ue, arriverebbe a circa mille miliardi di euro. Insomma, sono gli stessi stati ad eludere il fisco a livello comunitario, cercando scappatoie nelle maglie del diritto  e nella giungla di tasse e regole di ogni genere. Il commissario Semeta, in un’intervista su “ItaliaOggi”, nel particolare ha suggerito ai Paesi membri di raccogliere i fondi orientandosi sulle tasse alle proprietà ed ai consumi, invece che tassare il lavoro. Ciò, a suo parere, non recherebbe danno all’economia, ma anzi consentirebbe una ripresa in questi tempi di crisi. Tassare i consumi, certo, significa tassare tutti, ma certamente con scarsa equità: c’è un abisso, infatti, tra chi dovrà rinunciare al superfluo e chi invece deve barcamenarsi tutti i giorni per assicurare alla famiglia il necessario. Lo stesso Semeta di è dimostrato anche favorevole alla tassazione sulle transazioni finanziariev – la amata-odiata “Tobin Tax” – che colpirebbe finalmente i responsabili della crisi economica, cioè gli speculatori finanziari. Ma quando si tratta di colpire gli interessi dei veri potenti allora bisogna fare i conti con chi può permettersi di “protestare”.I comuni cittadini, invece, possono decidere di smettere di andare a fare la spesa? Può sembrare una battuta, invece c’è chi già in parte lo fa: sempre più persone aderiscono al cosiddetto movimento della “decrescita felice”, che consiste nel comprare sempre meno e nell’autoproduzione casalinga di pane, dolci, yogurt e perfino deodoranti, cosmetici e saponi. C’è da pensarci!  Nella democratica Europa avviene anche questo! Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Mercoledì, Marzo 7th / 2012

    Parlamento Europeo / Esteri / India / Marò /  Ashton / Eurodeputati italiani

    L’India, Lady Ashton e la politica della lumaca

    Gli eurodeputati italiani scendono in campo per il caso Marò

    Bruxelles – La baronessa Catherine Ashton, Alto Rappresentante agli Esteri dell’Ue, finora – così come accaduto nel post terremoto ad Haiti e nei mesi scorsi dopo gli sbarchi dei disperati libici sulle coste italiane – non ha brillato quanto a tempismo, continuando a dimostrare una palese  incertezza diplomatica anche in merito alla vicenda dei marò arrestati in India. Ciò, nelle scorse ore, ha portato i rappresentanti italiani dei diversi gruppi dell’Europarlamento, a chiedere ufficialmente ed all’unisono l'intervento dell'Ue al fianco dell'Italia.  I deputati chiedono adeguate indagini ed un eventuale giusto processo con l’affidamento dei due militari – ufficialmente in “missionedi pace” in India – alle autorità italiane. Tra gli aderenti, la vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli il capogruppo del Pdl – ed ex vicepresidente dell’assemblea europea – Mario Mauro, il leghista Mario Borghezio, la pidiellina Elisabetta Gardini. I deputati nella giornata di ieri hanno mostrato all' ingresso dell'emiciclo di Bruxelles, manifesti con una foto dei due soldati prigionieri e la scritta “salviamo i nostri maro”. “La Ashton – ha sbottato la Angelilli – ha liquidato la questione come bilaterale. Ma sorge legittima la domanda: cosa ci sta a fare? Tutta questa grande organizzazione del servizio diplomatico europeo – ha continuato il vicepresidente – non ha prodotto e non produce nulla. Se non serve a niente – conclude – è ora di dire basta a questo circo!''. Come darle torto? Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Al via la  “Carta delle pari opportunità e uguaglianza sul lavoro”

    Al via la “Carta delle pari opportunità e uguaglianza sul lavoro”

     

    Martedì, Marzo 6th / 2012

     

    Italia / Ue / Mezzogiorno / Lavoro / Pari Opportunità / Uguaglianza 

    Al via la  “Carta delle pari opportunità e uguaglianza sul lavoro”

    Tavoli regionali previsti in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia per dire “No” alle discriminazioni

    Napoli–  Nessuna discriminazione  e nessun pregiudizio sul lavoro nelle regioni del Sud Italia: traguardi importanti promossi dal progetto finanziato dal Fondo sociale europeo, lanciato nel 2009, nel tentativo di diffondere una cultura aziendale moderna del lavoro nelle regioni italiane del Meridione. L’iniziativa italiana, sulla scia di quella tedesca e di quella francese, si propone come obiettivo la diffusione della cosiddetta “Carta delle pari opportunità e dell’uguaglianza sul lavoro”, attraverso la costituzione mirata di tavoli regionali in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Riconoscere talenti, diffondere  una cultura inclusiva e liberarsi dai pregiudizi sono gli ingredienti principali per la valorizzazione delle risorse umane nelle imprese del Mezzogiorno. La carta, sottoscritta volontariamente dalle aziende coinvolte, contiene proprio questi principi. Promossa dalla Fondazione Sodalitas, la diffusione della Carta richiederà la collaborazione dell’Ufficio della Consigliera Nazionale di Parità, attraverso “un coordinamento ed un presidio territoriale permanente, quale strumento per lo sviluppo e l’implementazione dei tavoli regionali che avranno il compito di coinvolgere i cittadini meridionali e di far sottoscrivere la stessa Carta”. Il progetto è sicuramente ambizioso e di grande portata culturale, ma non dimentichiamo che al Sud, prima di non essere discriminati, dovremmo avere un lavoro. Maria Laura Barbuto  (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

     

     

  • Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Giovedì, Febbraio 23th/ 2012

    Parlamento europeo / Dati personali / Usa / Consiglio Europeo  / Veld 

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue 

    Contraria l’eurodeputata Veld: prioritario salvaguardare privacy

    Bruxelles – Stamane all’Europarlamento la deputata olandese in't Veld, con una raccomandazione in aula, ha fatto il punto sull’accordo Ue-Usa relativo alla controversa questione della gestione dei dati personali nei viaggi transatlantici, osteggiando il patto siglato dal Consiglio Ue nel 2011, reo di violare la legislazione comunitaria. “Ho studiato attentamente l’accordo e non sono riuscita a trovare una ragione sufficiente per accettarlo – ha dichiarato la Veld –  in quanto il nuovo accordo presenta molti elementi negativi, tra i quali il trasferimento alle autorità americane di informazioni sui passeggeri aerei in viaggio verso gli Stati Uniti (…) D’altra parte – ha fatto notare la deputata – il Trattato di Lisbona dà al Parlamento europeo il potere di dare o di rifiutare il proprio assenso agli accordi internazionali firmati dal Consiglio Ue”. La questione sarebbe in effetti più delicata di quanto sembri, in quanto la trasmissione spropositata ed illimitata di tali dati sensibili avrebbe in effetti inevitabili ripercussioni anche economiche, superando i necessari visti tra Usa ed Europa. Ciò alienerebbe dalle mere e sacrosante misure di sicurezza. “Il consiglio – ha precisato la signora in’t Veld – ci sta chiedendo la nostra benedizione ai rapporti transatlantici”. Inoltre secondo la relatrice questo accordo potrebbe creare un precedente difficile da gestire anche verso paesi come Cina o Corea del Sud: di certo non celebri per il loro regime di tolleranza democratica e correttezza commerciale (vedi prodotti cinesi contaminati). Ad avvalorare le preoccupazioni della Veld, è doveroso osservare che in effetti l’Ue in tali raffronti internazionali presenta spesso molte lacune e punti deboli, godendo di poteri negoziali limitati e non informati a criteri di reciprocità. La raccomandazione verrà ora messa al voto in commissione il 20 marzo. Poi la palla passerà all’assemblea, che si pronuncerà sulla questione nel prossimo aprile 2012. Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Le lobby aeree delle super potenze contro l’Europa

    Le lobby aeree delle super potenze contro l’Europa

     Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Commissione Europea  / Trasporti / Commercio / Direttiva Ue / Aerei  

    Navigazione aerea: Cina, Usa e Russia contro Ue 

    Ultratassare i voli più inquinanti

    Bruxelles  – In Europa è entrata in vigore la direttiva Ue che obbliga i vettori aerei di volo con origine o destinazione all’interno dell’Unione Europea a pagare un tributo per il quantitativo di gas serra prodotti. Cina, Stati Uniti e Russia sono a capo di una “cordata” di 26 Paesi extraeuropei che ha deciso di non starci. In particolare proprio l’Impero Celeste ha proibito alle proprie compagnie di onorare le richieste europee. In realtà, in quadro offerto dall’Emission Tradingh Scheme europeo fornirebbe un pretesto di guadagno per tutti quei vettori dotati di velivoli a basso impatto ambientale, di ultima generazione. Ma evidentemente, la crisi sta spingendo tutti, anche le potenze economiche, a guardare al risparmio sul breve più che al  guadagno sul medio periodo. Alessandro Pavanati (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Nucleare: si rispetti la volontà popolare!

    Martedì, Febbraio 7th / 2012

    Italia / Commissione Europea / Commissione Industria / Nucleare / Tajani / Intervista / Green Economy / Rifiuti / Smaltimento / Referendum 

    Nucleare: si rispetti la volontà popolare!

    Sull’energia atomica non si discuta più!

    Milano – Il Vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, intervistato dal sole 24 ore, avrebbe affermato che si intende “riaprire all’energia nucleare”. Questo è quanto si evince dal titolo della sua intervista. Però le parole di Tajani suonano poi abbastanza diverse. Egli, infatti, da un lato afferma che il dibattito sul nucleare sia stato “chiuso troppo in fretta”, dall’altro parla anche di diversificazione delle fonti di energia e di apertura alla Green Economy. L’obiettivo sarebbe quello di avere un mercato unico europeo dell’energia entro il 2014. Questo senza dubbio non farebbe male all’Italia, che attualmente paga prezzi molto alti per l’energia, più degli altri partner europei. Al tempo stesso la Cina ha prezzi energetici più bassi del 200% rispetto alla Ue. In ogni caso la Commissione Europea, a detta di Tajani, ha una posizione “neutrale” sul nucleare, in quanto sono i singoli stati a dover decidere in materia. E ci mancherebbe altro! Come imporre una scelta di tale portata? In un Paese nel quale è un problema lo smaltimento dei rifiuti domestici, si può pensare di poter avere a che fare con le scorie nucleari? Gli italiani hanno scelto votando in massa contro il nucleare. E questa volta la volontà popolare non può essere in alcun modo ignorata. Mirella Fuccella (Copyright © 2012 Qui Europa)