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Categoria: Consiglio Ue

Consiglio Ue e Consiglio d’Europa

  • Grecia verso nuova crisi:  il “prestito” solo un palliativo

    Grecia verso nuova crisi: il “prestito” solo un palliativo

    Mercoledì, Febbraio 22th / 2012

    Grecia / Eurogruppo / Crisi Ue / Debito / Prestiti / Contagio / Paliativo / Katseli  

    Grecia verso nuova crisi:  il "prestito"

    solo un paliativo

    L'analisi dell'ex-ministro del Lavoro, Katseli:

    "La Grecia difficilmente tornerà ad essere uno

    stato sovrano"

    Atene – Probabilmente la Grecia si salverà per un pò di tempo dai creditori privati, ma difficilmente potrà essere nuovamente uno Stato sovrano. E’ questa la lucida analisi di Loukas Katseli, ex ministro del lavoro e della presidenza del Governo Papandreu, nonché nota economista. Katseli, è parecchio pessimista: secondo la nota statista ellenica è evidente come le misure approvate spingano lo Stato verso la recessione; oltre al fatto che lo spirito democratico è stato derogato, portando un forte malcontento sociale. Previsioni drammatiche quelle dell’economista che riferisce come, a suo riguardo la medesima situazione greca potrebbe ripresentarsi con le medesime modalità in altri paesi europei considerati a rischio. F.F. 

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  • Crisi: Pericoli e strategie dell’Ue “liberista”

    Crisi: Pericoli e strategie dell’Ue “liberista”

    Martedì, Febbraio 21th / 2012

    – di Sergio Basile –

    Unione Europea / Consiglio europeo / Crescita / Crisi / Governi Ue / Lettera / Ricette / Liberismo / Deregulation / Commissione Ue  / Agenzie di rating / Abolizione progressiva delle Golden Share statali / Regolamentazione dei servizi finanziari / Mercato europeo integrato / Deregulation / Bric / Canada /Recessione /  Copyright / Acta / Abolizione delle barriere di mercato / Linea liberista  / Mario Monti / Qui Europa /  Sergio Basile  

    Crisi: 12 governi Ue indicano 8 priorità

    “liberiste” per la crescita

    No a barriere su servizi.

    Si a mercato unico digitale e energia

    Bruxelles – Nelle scorse ore, con una lettera alla Commissione Europea  i premier di 12 Paesi – Italia,  Gran Bretagna, Estonia, Lettonia, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Polonia ed Olanda – eccetto gli assenti Francia e Germania, hanno indicato 8 priorità per rilanciare la crescita europea. I leader hanno ribadito una linea liberista, incentrata su una rapida e convinta abolizione delle barriere al mercato dei servizi, e sul potenziamento di un mercato unico del digitale e dell’energia entro il 2014/2015; nonché sulla deregulation. I leader hanno inoltre parlato di modernizzare le economie dell’Unione, mediante la correzione degli squilibri macroeconomici esistenti. La creatività e la concorrenza – almeno a stando a quanto dichiarato dai leader europei – sarebbero bloccate da  una fissa rete di regimi di copyright, situazione superabile – a loro giudizio – mediante la semplificazione il sistema di licenze, “dato un quadro efficiente al diritto d’autore, fornito un sistema sicuro e affidabile per i pagamenti online”. Ma L'Osservatorio "Qui Europa" rileva che svolte brusche e propagandistiche in tale delicatissima materia potrebbero rivelarsi contriproducenti: vedi disastri impliciti incorporati nel Trattato internazionale "altamente liberticida" noto come Acta, già ratificato da molti stati del mondo, tra cui gli Usa, che con la scusante ed il subdolo pretesto della tutela della privacy e del diritto d'autore. L'Acta comporta, in effetti, una lista lunghissima di restrizioni delle libertà dei singoli, senza precedenti nella storia (vedi articoli su Acta in "Qui Europa").

      Energia – Settore strategico per lobby e cittadini  

    Altro punto forte del piano di rilancio consta nella creazione di un mercato interno dell’energia entro il 2014, “dove le interconnessioni energetiche possano aumentare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”, da affiancare  ad un’area europea di ricerca: un ambiente ideale e migliore per ricercatori e imprese: almeno a quanto dichiarato dai leader "liberisti" del Consiglio Ue. Infine sarebbe necessario – nelle indicazioni dei leader europei firmatari dell’appello-liberista – rafforzare i rapporti con i colossi Usa e Russia, e dialogare con i Bric e con il Canada. La sesta priorità, come accennato, consterebbe nella famosa deregulation: ovvero nel ridurre il peso della regolamentazione Ue. La settima priorità indicata da Monti & C., è la creazione di un mercato europeo integrato, per rilanciare il lavoro giovanile; mentre l’ottava ed ultima linea d’intervento proposta afferisce alla regolamentazione dei servizi finanziari: mediante la riduzione delle garanzie alle banche (ipotesi cher stride fortemente con l'indifferenza dell'Europa dei tecnocrati nei confronti delle ricapitalizzazioni selvagge, in periodo di credit crunch e crisi, a discapito dei contribuenti europei) in nome della libera concorrenza tra istituti di credito, ed al fine di non distorcere – come avvenuto finora con la complicità dei governi stessi e della troika – l’intero mercato.

    Agenzie di Rating – Abolizione progressiva "Golden Share statali":

    Tandem subdolo e liberticida per le sovranità nazionali  

    Nulla sul rating e su lgioco spesso ambiguo delle agenzie di rating. Speriamo solo che tutta questa deregulation non si trasformi – come pare – in una grande opportunità per lobby ed holding. Cosa per la verità ad oggi molto probabile. Anzi, quasi una certezza. Si pensi – ad esempio – all’abolizione progressiva delle golden-share statali che garantivano un certo controllo degli “enti sovrani” – o pseudo-tali – sui colossi aziendali nazionali di maggior prestigio: oggi in gran parte privatizzati e delocalizzati in maniera troppo frettolosa e contestabile. Speriamo, inoltre, che non si tratti dell’ennesimo proclama inconcludente, simile al famoso e leggendario motto Ue sull’area Schengen e sullo sviluppo del settore scolastico ed economico dell’Ue, secondo il quale entro il 2012 l’Unione europea sarebbe diventata lo spazio economico più competitivo al mondo, in merito a sviluppo commerciale e ricerca. Belle parole e nulla più! Parole vuote che ancor oggi, tuttavia, in Grecia e nei “Pigs” suonano come un’amara beffa.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

     

  • La crisi dell’Eurozona al vertice Cina-Ue

    Mercoledì, Febbraio 15th / 2012

    Commissione europea / Consiglio Ue / Cina / Esteri / Vertice / Eurozona / Wen Jiabao / Van Rompuy / Manuel Barroso

    La crisi dell’Eurozona al vertice Cina-Ue

    La Cina pronta a comprare l’Europa

    Pechino – Nelle scorse si è aperto l’atteso vertice tra i leader dell’Ue e i reggenti della Repubblica Popolare Cinese. Al centro del summit c’è stata la partecipazione cinese nell’acquisto del debito sovrano europeo: operazione finanziaria comunque osteggiata da molti analisti e politici del Vecchio continente, timorosi che dietro l’apparente salvataggio ci sia in realtà la volontà di acquisire comparti strategici dell’economia e dei servizi europei. Ad accogliere Herman Van Rompuy e Manuel Barroso il Consigliere del Ministero agli Affari Esteri Hua Chunying e – ovviamente – il premier, Wen Jiabao (al centro della foto) il quale ha dichiarato che il suo paese sarebbe “preparato a un dialogo anche sulle questioni più delicate, tra le quali i diritti umani, in un confronto aperto con l’Unione Europea.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

     

  • Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue siglato dal Consiglio Europeo

    Mercoledì, Febbraio 1th / 2012

    Parlamento Europeo / Accordo Ue-Usa / Consiglio Europeo / Veld  / Privacy  

    Dati sensibili: a rischio l’accordo Usa-Ue

    siglato dal Consiglio Europeo

    Contraria l’eurodeputata Sophie in’t Veld: troppi rischi.

    Prioritario salvaguardare privacy

    Bruxelles – Stamane all’Europarlamento la deputata olandese in't Veld, con una raccomandazione in aula, ha fatto il punto sull’accordo Ue-Usa relativo alla controversa questione della gestione dei dati personali nei viaggi transatlantici, osteggiando il patto siglato dal Consiglio Ue nel 2011, reo di violare la legislazione comunitaria. “Ho studiato attentamente l’accordo e non sono riuscita a trovare una ragione sufficiente per accettarlo – ha dichiarato la Veld –  in quanto il nuovo accordo presenta molti elementi negativi, tra i quali il trasferimento alle autorità americane di informazioni sui passeggeri aerei in viaggio verso gli Stati Uniti (…) D’altra parte – ha fatto notare la deputata – il Trattato di Lisbona dà al Parlamento europeo il potere di dare o di rifiutare il proprio assenso agli accordi internazionali firmati dal Consiglio Ue”. La questione sarebbe in effetti più delicata di quanto sembri, in quanto la trasmissione spropositata ed illimitata di tali dati sensibili avrebbe in effetti inevitabili ripercussioni anche economiche, superando i necessari visti tra Usa ed Europa. Ciò alienerebbe dalle mere e sacrosante misure di sicurezza. “Il consiglio – ha precisato la signora in’t Veld – ci sta chiedendo la nostra benedizione ai rapporti transatlantici”. Inoltre secondo la relatrice questo accordo potrebbe creare un precedente difficile da gestire anche verso paesi come Cina o Corea del Sud: di certo non celebri per il loro regime di tolleranza democratica e correttezza commerciale (vedi prodotti cinesi contaminati). Ad avvalorare le preoccupazioni della Veld, è doveroso osservare che in effetti l’Ue in tali raffronti internazionali presenta spesso molte lacune e punti deboli, godendo di poteri negoziali limitati e non informati a criteri di reciprocità. La raccomandazione verrà ora messa al voto in commissione il 20 marzo. Poi la palla passerà all’assemblea, che si pronuncerà sulla questione nel prossimo aprile 2012.

    Sergio Basile (Copyright © 2012 Qui Europa)

  • Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

    Van Rompuy: acquietare il “dio mercato” con ridimensionamento sovranità nazionali

     Giovedì, 1st Dicembre/ 2011

    – di Sergio Basile –

    Consiglio Ue / Crisi / Sovranità Nazionale / Summit /  Van Rompuy / Monti

    Van Rompuy, per acquietare il “dio-mercato”

    auspica ridimensionamento  delle sovranita’

    nazionali

    La probabile nascita di un superstato Ue dietro

    gli euro summit  di 8 e 9 dicembre

    Bruxelles – Ormai appare chiaro come la risposta dell’Ue alla crisi palesi una precisa volontà di riforma dei trattati europei, protesa ad irrobustire l’accentramento dell’Ue e dei poteri della stessa Commissione Europea. In merito non lascia dubbi – infatti – l’ultima esternazione del presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy (foto): “per stare in una zona euro che abbia una struttura credibile occorre sacrificare la sovranità nazionale”. Il fine di tutto ciò sarebbe – a giudicare anche dall’eco di risposta del premier italiano Mario Monti – l’acquietamento della fame dei “mercati”: “Il 10 dicembre – ha dichiarato – avremo una visione presso i mercati sulla bontà di quello che avremo fatto o meno”.Ma in attesa dei fatidici summit, i paesi dell’eurozona sono ancora lontani su quasi tutto: ruolo della Bce ed eurobond in testa. Intanto il dio Mercato ingrassa.

    Sergio Basile